Isolare dall’interno con pannelli in silicato di calcio

La casa soffre di condense superficiali interne e diverse zone sono interessate dalle muffe? L’isolamento esterno non è possibile? non ci resta che intervenire dall’interno.

isolamento interno pannelli calcio silicato-03

La formazione di muffa avviene anche con temperatura dell’intonaco interno attorno ai 16,7°C quando per alcuni giorni manteniamo un’umidità relativa interna superiore all’ 80%:

isolare una parete fredda

Per isolare una parete fredda non c’è miglior materiale dei pannelli a base di silicato di calcio:

  • materiale salubre
  • materiale sottile (anche 15mm di spessore)
  • materiale capillarmente molto attivo

isolamento interno pannelli calcio silicato-04

Si producono con sabbia quarzosa e calce, poi armati con cellulosa per renderli stabili. La struttura aperta con pori fini (90% di pori fini) offre:

  • elevata assorbenza capillare (enorme capacità di assorbimento di acqua)
  • proprietà termoisolanti discrete.

La presenza di una minima parte di cellulosa conferisce al pannello:

  • stabilità degli spigoli
  • buona flessibilità.

isolamento interno pannelli calcio silicato-02

Il materiale è leggero, presenta una certa stabilità di forma e può essere montato in maniera auto portante (quindi niente tasselli e niente struttura).

il silicato di calcio ha:

  • un pH circa 10, quindi è leggermente alcalino
  • un µ = 6, cioè è molto aperto alla diffusione del vapore e si applica sempre e solo senza barriera vapore
  • un’elevata porosità che determina una grande capacità di accumulo dell’acqua e di trasporto capillare
  • una conduttività termica, valore Lambda, pari a 0,050 – 0,070 W/mK.
  • classe di infiammabilità 1

I pannelli a base di silicato di calcio garantiscono un clima dell’ambiente confortevole grazie alla regolazione attiva dell’umidità dell’aria e allo stesso tempo superfici interne più calde. Il loro valore pH 10 funge da anti muffa, quindi un ottimo materiale per il risanamento di zone umide.

isolamento interno pannelli calcio silicato-05

Il pannello può anche essere considerato come un intonaco molto traspirante con funzione risanante di pareti che devono asciugare.

I pannelli a base di silicato di calcio vengono incollati con dei collanti che garantiscono il collegamento capillare tra parete e pannello (attenzione a non lasciare vuoti o sacche d’aria).

Naturalmente anche la pittura murale definitiva deve essere di qualità simile perchè è proprio una pittura sbagliata che rovina l’intervento e la elevata qualità del materiale appena posato! Informatevi con giusta determinazione sulla rasatura e finitura finale che sono gli strati che permettono al pannello di lavorare correttamente.

isolamento interno pannelli calcio silicato-01

Con un prezzo di circa 1 € per millimetro di spessore, questi pannelli in calcio silicato non battono la concorrenza sul costo materiale, ma offrono qualità e salubrità ineguagliabili.

Le cavità di dimensioni maggiori, per esempio in pareti non piane, vengono tamponate con granulato di silicato di calcio.

Se state pensando di ritinteggiare gli interni, riflettete un attimo prima di decidere: sarebbe il momento ideale per affrontare un rivestimento interno, i disagi sarebbero quasi gli stessi, ma il risultato enormemente superiore. 

Attenzione alla stagione dei lavori! Il lavoro non è a secco, deve asciugare. Se avete colto l’occasione per installare una macchina VMC potete delegare a lei il compito di superare il problema della cattiva stagione.

Andrà tutto bene?


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autore – Federico Sampaoli  contro la muffa - Isolare dall'interno con pannelli in silicato di calcio 1


contro la muffa - Isolare dall'interno con pannelli in silicato di calcio 3

contro la muffa - Isolare dall'interno con pannelli in silicato di calcio 5

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207 commenti su “Isolare dall’interno con pannelli in silicato di calcio”

  1. avete mai pensato all’idea di ricevere una mia consulenza?

    non è una battuta. in questo caso è un po’ tutto il filo logico del progetto da definire bene. se non nei dettagli, almeno nella direzione giusta da seguire da qui in poi!
    la sua descrizione è certo stata ben scritta, ma le foto dello stato di fatto sono indispensabili per ragionare sul da farsi.

    alla fine del suo commento ho inteso che c’è la previsione di un sistema a cappotto sul lato esterno. bene. in questo caso lei potrà ragionare sul lato interno esclusivamente per quel che concerne la salubrità dei materiali. che so… intonaco a base calce o intonaco a base argilla, sicuramente non pannelli in calcio silicato per coibentazioni interne.

  2. Buongiorno caro Federico, dopo tanto leggere ecco il mio primo post.
    Mi trovo a dover adeguare una struttura di metà anni 80, mai completata , ma con tamponatura esterna e tetto completati.
    L’attuale tamponatura esterna è composta dall’esterno verso l’interno, da intonaco, forato da 15 cm , camera d’aria da 6-7 cm , all’interno della quale è posizionato verso l’esterno un pannello , sembrerebbe polistirene da circa 3 cm e infine forato da 8 cm, massetti non ancora fatti e tetto a falda per una parte e in piano per l’altra.
    Mi stavo indirizzando sull’utilizzo interno dei pannelli in silicato di calcio o pannelli in argilla, ma forse vista la composizione mi devo orientare su qualcosa dalle migliori prestazioni a parità di spessore.
    Sul tetto in piano interverrei dall’esterno con isolamento e magari pavimento flottante a protezione, mentre sulla parte a falda internamente come per le pareti, magari andando a sovrapporre per una buona parte isolamento interno ed esterno per ridurre il ponte termico.
    Anche i pilastri sono a filo esterno, così magari in fase di realizzazione dei massetti potrei richiedere un isolante che venga rigirato sulla parete esterna sovrapponendosi al pannello verticale che si userà per il cappotto esterno.
    Mi illumini su quanto sono distante da una soluzione per lo meno credibile e su differenze principali fra i pannelli di silicato di calcio e quelli di argilla, oltre il costo.
    Grazie mille per l’interessantissimo blog.

  3. eviterei le pitture isolanti e i pannelli di polistirolo.
    certamente gli inquilini hanno tassi elevati di umidità interna, ma anche certamente ci saranno dei ponti termici non curati che presentano superfici troppo fredde. concausa anche le pitture traspiranti o lavabili che poco contrastano la proliferazione della muffa

  4. Buonasera
    Ho realizzato sopra la mia abitazione una mansarda suddivisa in due miniappartamenti da circa 60 mq.
    I muri perimetrali sono isolati con pannelli di polistirene espanso estruso denso 35 kg m cubo nell’intercapedine, il soffitto è isolato con rotoli di polistirene abbinato a guaina ardesiata sotto tegola di uguali caratteristiche, il pavimento è isolato con strato di isocal da 10 cm. più guaina fonoassorbente (isolmant plus).
    Finestre in alluminio con doppi vetri,climatizzato con pompe di calore.
    Zona geografica: Sardegna sud occidentale.
    Dato il verificarsi di problemi di condensa e muffa riscontrato soprattutto nei soffitti delle camere da letto oltre che in bagno,vorrei sapere se le cause possono attribuirsi ad un isolamento troppo elevato oppure insufficiente oltre alla scarsa propensione da parte degli inquilini ad arieggiare sufficientemente i locali e come si potrebbe ovviare al problema.
    Avrei pensato di isolare il soffitto dall’interno con pannelli decorativi di polistirolo da 8 mm. e tinteggiare le pareti con pittura isolante con micro sfere di vetro.
    Potrebbe essere una soluzione?
    Grazie.

  5. se l’esterno vincolato è degradato o bisognoso di intervento esterno varrebbe sicuramente la pena di ragionare su intonaci per risanamento con doti di termoisolamento perchè la massa che si lascia fredda all’esterno è tutta persa, sia nel periodo di riscaldamento che in periodo estivo.

    sorvolo sulla sparata di schiuma nel sottotetto (soluzione irreversibile).

    c’è da fare attenta valutazione dell’intervento al piede delle murature, e per la salubrità dell’edificio e per la cura del ponte termico molto importante.

    farei sicuramente un saggio sulle intercapedini descritte come riempite di lana di vetro per conoscere cosa è successo lì dentro e decidere il da farsi: è un aspetto molto importante perchè va a braccetto con la progettazione della posa dei nuovi serramenti.

    decisi gli ingredienti del restauro, si potrà con fiducia sedersi al tavolo del termotecnico per chiudere il cerchio.

  6. Buongiorno,
    posso chiedere qualche delucidazione/consiglio su come (e se vale la pena) coibentare una casa vecchia (1800) in modo da ridurre ragionevolmente le spese per riscaldamento ? Premessa: non si può toccare l’esterno perchè vincolata.
    La casa è in provincia di Varese, Lago Maggiore. Attualmente classe G 270.
    E’ libera su 3 lati ed è disposta su due piani più sottotetto. Ogni piano circa 125m2 altezza soffitti circa 4m. Sostanzialmente, quasi un parallelepipedo con una piccola appendice a L costuita posticcia verso il 1950 e rivista (malino) nel 2000. La casa è stata abitata fino al 2011 e riscaldata a gas metano con spesa annua di circa 5k euro.

    Mi chiedevo se è possibile sfruttare l’ampiezza dei locali per una coibentazione interna (di spazio ce n’è in abbondanza) e se sì cosa conviene fare in termini di materiali (e se vale la pena ovviamente….). Silicato di calcio ? pannelli fibra di legno ? altro ?
    Quello che più mi preme è un ragionamento sulla possibilità di fare una coibentazione interna evitando problemi di condensa interstiziale o danni strutturali importanti alla muratura. Inoltre…Posso appendere quadri ? O i muri diventano “intoccabili” ? Non è una questione da poco….con due bambini piccoli!
    Senz’altro farò una sparata di schiuma sulla soletta del sottotetto (non abitato) oppure poserò pannelli.

    Purtroppo non so come è fatta la soletta al piano terra. So solo che c’è un vespaio. E’ pensabile poter lavorare anche su quella senza smontare il pavimento ? (tenere presente che le porte sono a filo e alte il giusto…quindi alzare il pavimento sarebbe piuttosto problematico.

    Sono riuscito a trovare i vecchi piani di ristrutturazione-analisi energetica della casa (targati 1977), in cui è possibile ricostruire la stratigrafia dei muri perimetrali, delle solette, etc etc. che qui riporto. GRAZIE per i suggerimenti stimolanti!
    Allora…
    Muri perimetrali:
    Intonaco esterno 2 cm
    Pietrame 50 cm
    Pannello vibra di vetro 3 cm
    Forato 4.5 cm
    Intonaco interno 1.5 cm
    K= 0.64 Kcal/h m2°C

    Sotto finestra:
    Intonaco esterno 2 cm
    Forato 12 cm
    Pannelli fibra di vetro 3 cm
    Forato 6 cm
    Intonaco interno 2 cm
    K = 0.67 Kcal/h m2°C

    Primo solaio (da sotto a sopra):
    Cappa 18 cm
    Solaio 3 cm
    Pannello isolbar 2 cm
    Sottofondo 3 cm
    Ceramica 1 cm
    K = 0.71 Kcal/h m2°C

    Secondo solaio (sempre da sotto a sopra):
    Intonaco (stanze da letto)
    Solaio 18 cm
    Cappa 3 cm
    Materassino: 6 cm
    K = 0.45 Kcal/h m2°C

    Vetri: Doppi (K = 3 Kcal/h m2°C).

  7. Grazie mille per la sua attenta analisi.
    So che quegli appartamenti hanno bisogno di una ristrutturazione totale, ma al momento non posso permettermela e quindi devo procedere per passi. Inoltre, qui non trovo esperti che conoscano le lastre in calcio silicato o le VMC, nel senso che nessuno le ha mai proposte o utilizzate.
    Da dove mi conviene quindi partire come primi interventi?

  8. le situazioni descritte sono comuni a molto edifici e a molte famiglie.

    partendo dal presupposto che quasi tutti gli edifici in italia non sono isolati, potrei dire che le cause dei problemi che lei ha descritto benissimo sono da imputare a

    ventilazione manuale eseguita non correttamente
    finiture interne di qualità scarsa (pitture comprese)
    stili di vita di chi abita poco attenti alla buona conduzione di un’abitazione
    impianti di riscaldamento mal regolati e mal gestiti.

    da dove partire?

    da una progettazione dell’isolamento interno? direi di sì. ma le cattive abitudini cambieranno o proseguiranno contando sulla sopportazione degli stress da parte della coibentazione interna?

    e i corpi scaldanti esistenti… sono posizionati correttamente oppure scaldano pareti già calde ed interne anzichè quelle fredde perimetrali esterne?

    le caldaie sono ben regolate / gestite oppure mal condotte?

    sono tanti i temi.

    e la ventilazione meccanica con recupero di calore? è la soluzione? spesso è la soluzione ed è anche una scoperta di comfort mai avuto prima.
    ma anche la VMC va progettata, posizionata nei punti migliori, dimensionata ai volumi e alle persone e all’arredamento!

    dunque, tutto ha una soluzione, ma sempre si tratta di un abito su misura. non è una ristrutturazione, ma è una revisione totale per un nuovo comfort, una nuova salubrità e forse alla fine un risparmio economico!

    dico sempre: perchè progettare male e gestire male un’abitazione fino al punto in cui l’edificio non è più salubre e diventa invivibile? il risanamento non è forse un’enorme spesa imprevista?

    no, la stufa alimentata col pellet non risolve la muffa, l’umidità e il comfort. la stufa surriscalda un certo volume (a seconda della sua potenza) e perciò il volume dell’edificio surriscaldato è più idoneo a contenere maggiori livelli di umidità interna senza che accada condensa superficiale sulle pareti.
    Ma appena si spegne, il castello di carte cade! la temperatura si abbassa, l’umidità relativa sale, le superfici esterne si raffreddano, e riaccade la condensa.

    ecco! l’ingegnere ha detto bene: è un problema di condensa.

    ma isolare per non condensare non è tutto.
    la soluzione è un’orchestra di interventi, a partire dall’insegnare agli inquilini come si abita in un’abitazione.

    anche ai bambini si insegna come stare a tavola!

    i pannelli in calcio silicato sono ottimi, quanto di meglio esista. il progetto di questa soluzione deve tenere conto che il comfort estivo ne può risentire: vivere nell’isolante è bello a natale ma non così bello a ferragosto!

    a disposizione

  9. Salve,
    quest’anno ho ereditato da mia madre tre appartamenti su tre piani in un condominio di 6 appartamenti costruito all’inizio degli anni ’70. Gli appartamenti sono di 90mq ciascuno.
    Gli appartamenti hanno sempre avuto piccoli problemi di umidità sulle pareti a nord (dove ci sono le camere) che sono sempre stati imputati al fatto che l’edificio è stato costruito in prossimità di una collina (a circa 7-8m) che sovrasta l’edificio per due piani e alla finitura a gesso delle pareti che non farebbe traspirare l’umidità all’esterno. Questi problemi sono stati risolti in alcuni casi con pareti in cartongesso.
    Quest’anno, con l’aumento esponenziale dell’umidità nella zona dovuto alle continue e ininterrotte piogge (a partire dalla primavera scorsa non si sono mai avuti più di 3-4 giorni senza pioggia neanche in estate), anche i problemi interni di umidità sono diventati molto più accentuati, in particolar modo a piano terra dove si sono formate numerose muffe ed in parte anche al primo piano, dove si sono formate muffe nelle zone dietro ai mobili, mentre al secondo piano l’inquilino riesce a gestire l’umidità con un solo deumidificatore.
    Ho fatto visitare l’appartamento ad un ingegnere della zona che mi ha detto che è un problema di condensa e che la cosa migliore è fare un isolamento interno alle pareti esposte a nord (quelle umide e con muffa).
    Secondo me però gli appartamenti hanno anche problemi di aerazione in quanto nelle cucine (a sud) non ci sono cappe aspiranti o con condotti esterni e l’unica piccola aerazione è dovuta ai vecchi infissi in legno e al foro per la cucina. Inoltre, i termosifoni sono sottodimensionati almeno di un terzo.
    Ho chiesto pareri anche ad altri tecnici e adesso ho un po’ le idee confuse. Premetto che al momento non ho a disposizione grandi somme per intervenire su tutto l’edificio, anche perché devo anche rifare completamente l’impianto elettrico.
    Mi sono state fatte le seguenti proposte:
    pannelli in sughero di 3 cm sulle pareti delle camere, rimuovendo lo strato di gesso e rifinendo a calce;
    in alternativa, pannelli aeropan di 10mm, sempre sulle pareti delle camere;
    utilizzo di recuperatori di calore per VMC puntuale, per le sole camere e/o per tutte le stanze;
    aspiratore per il bagno;
    cappa aspirante con scarico fuori per la cucina;
    stufa a pellet a piano terreno con tubi di condotta del calore nel disimpegno che divide la parte giorno dalla parte notte. In questo caso devo anche costruire la canna fumaria l’unico posto disponibile dove passare mi permette di costruirne una sola per cui la stufa andrebbe al piano terreno dove il problema è maggiore.
    Ho pero visto che molti hanno avuto grandi benefici con le lastre di calcio silicato e quindi sarei molto interessata. Le mie domande sono:
    Per applicarle devo rimuovere anche lo strato di gesso dalle pareti?
    Mi basterebbe questo come intervento, oltre ad aumentare il volume dei radiatori, o devo anche aumentare la circolazione di aria (soprattutto considerando che prima o poi rifarò anche gli infissi)?
    cosa ne pensa dei recuperatori di calore per rimuovere l’umidità?
    e la stufa a pellet è utile per asciugare l’ambiente?
    Vi ringrazio per l’aiuto che mi darete.

  10. grazie del contributo.

    vorrei conoscere la stratigrafia esatta del precedente intervento:
    dall’interno:

    cartongesso
    fibra di legno
    intonaco esistente
    forato

    Nessun telo nella stratigrafia?

  11. buonasera.
    vorrei portare la mia esperienza al riguardo di un cappotto interno eseguito con lastre in calcio silicato.
    Per risolvere problemi di presenza di muffa in una camera ed un bagno (esposti a nord-est) avevo cercato notizie in vari modi riscontrando una generale ignoranza, anche tra i rivenditori di materiali edili (almeno quelli non specializzati) che conoscono molto poco questo materiale; nel vagabondare su internet finalmente sono capitato su questo sito, dove le cose vengono spiegate in maniera precisa e, nell’aprile del 2013, ho anche postato una domanda sulle lastre di silicato di calcio.
    Nel mio caso specifico in bagno ero costretto a continui interventi con prodotti antimuffa ed a ritinteggiare ogni anno, ma con presenza quasi costante di aloni o macchie; gli interventi erano efficaci per qualche mese ma poi, ad eccezione della stagione estiva, il problema si ripresentava.
    Avevo già provato in precedenza a risolvere in camera il problema con una controparete in cartongesso con pannelli in fibra di legno nell’intercapedine ma erano comparse anche qui macchie sugli angoli e puntinamento diffuso accompagnato da cattivi odori .
    Come molti altri che scrivono vivo in un edificio non recente (condominio fine anni 70) con pareti in mattoni di basso spessore (cm 25+intonaci) e nel quale manca la volontà di intervenire con cappotto esterno.
    Fugati tutti i dubbi nella primavera del 2013 mi decido ed do il via ai lavori, smonto i mobili e demolisco la controparete in cartongesso; quando vi dicono degli effetti della condensa sul lato freddo .. credeteci, i pannelli ed il muro erano infestati di muffa.
    Per il mio intervento ho usato lastre di 2,5 e 4 cm roefix Renopor con finitura di pittura ai silicati di calcio.
    Ora, a distanza di quasi un anno e mezzo, devo dire che l’intervento ha funzionato davvero bene, specialmente in bagno la parete è rimasta perfettamente pulita, anche dopo una primavera ed un’estate molto umide.
    Quindi a chi è nella mia situazione posso testimoniare la validità del sistema.
    Saluti

  12. una vmc puntuale favorisce un buon equilibrio di umidità interna nel periodo di riscaldamento.
    tutte le zone più fredde delle strutture soffrono del rischio di condensa superficiale, ma evitate le pitture termoisolanti sul lato interno.
    piuttosto fate attenzione che nel tinteggiare si usi esclusivamente pittura a base calce e che il nuovo intonaco non sia a base cementizia o miscelato con cemento.

    …tutto in attesa della coibentazione esterna!

  13. Salve, innanzitutto complimenti per il blog e la divulgazione che ne scaturisce, davvero utile.
    Sono in procinto di ampliare una parte del piano terra di un villino unifamiliare (struttura in cemento armato fine anni 90) in provincia di Roma (zona climatica E, 2399 gradi giorno) realizzando la chiusura del piccolo portico contiguo. L’attuale parete esterna del piano terra che andrò a demolire ha presentato problemi di condensa e muffa negli angoli in corrispondenza di ponti termici strutturali (eccessiva umidità interna); il portico verrà chiuso realizzando la tamponatura delle parti attualmente aperte tra pilastro e pilastro (cls) e tra “muretto” perimetrale e trave superiore (cls); per tale tamponatura l’impresa mi propone doppia fila di poroton con in mezzo intercapedine d’aria o di isolante (ma che materiale potrei usare dati i problemi di umidità riscontrati? ). Vorrei poi posare (in attesa di realizzare un cappotto esterno definitivo appena possibile) un cappottino interno nella porzione di parete perimetrale che andrei a costruire (lo so non è una buona soluzione!) con pannelli di calcio silicato 25 mm spessore (muffaway della naturalia bau o simili lastre di calcio silicato della Isolstyle: sono equivalenti che lei sappia?) da far girare fin dentro i fori finestra, per attenuare il rischio di muffa, che ne dice? dovrei posarli anche sul soffitto? Il tutto finito con pittura termoisolante anticondensa e implementato con una vmc decentrata.
    Grazie.

  14. è una situazione da risolvere. affronatre una nuova stagione respirando spore di muffa è pericoloso.

    l’armadio in aderenza non aiuta la situazione, anzi la peggiora. e lui non si può spostare nemmeno di un millimetro!

    l’unica cosa che si potrebbe fare in questo momento (ed è la stagione ideale) sarebbe

    rimuovere le spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni bloccando il nuovo insorgere di muffa
    rifare la finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato

    dove c’è margine di spazio e i muri sono sani si può progettare una coibentazione interna e finitura interna con materiali salubri, naturali, igroscopici, capillari e traspiranti

    poi si dovrebbe pensare alla ventilazione meccanica (anche solo puntuale)

    un progetto a tutto tondo. e cambiare vita

  15. Salve. Ho letto qui dei pannelli in silicato di calcio.
    Casa mia è vecchia (anni ’50, con rimaneggiamenti negli anni ‘60), vicino a Milano e con grossi problemi di umidità in cantina. I muri sono in mattoni; avevano una intercapedine in paglia (!) all’esterno di strato interno in tavellette, ma ora è polverizzata. A circa 1 m dal pavimento della cantina c’è la falda, che presumo impregni le fondazioni in cls. Le murature esterne sono rivestite da odiosissimo materiale plastico che purtroppo resiste molto bene. Dulcis in fundo, mi ritrovo tutto intorno alla casa una pavimentazione in micascisto affogata in piattaforma di cls con rete elettrosaldata, cosa che preclude possibilità di staccare la terra dai muri (non impermeabilizzati , ma forse è meglio). Abito a pian terreno. L’acqua Iliquida o gassosa) è di casa in casa, ovviamente.

    Prescindendo da quasi tutto quanto sopra, al momento circoscrivo il problema alla presenza di muffa soprattutto in una camera che occupa il vertice SW della casa; curiosamente, la muffa compare soprattutto lungo una parete a SSE, la quale non confina direttamente con l’esterno ma con una scala chiusa che conduce al piano di sopra.
    Quasi tutto il lato interno della parete a SSE è occupato da un armadio, pure attaccato da muffa (la camera è piccola: ci stanno solo letto e armadio ed ho già dovuto accorciare il letto di un cm per poter aprire l’armadio).

    Per problemi di tipo “condominiale” (villetta bifamiliare non interamente di mia proprietà) non posso agire sui muri esterni né sulla scala.
    Ovviamente l’umidità interna si è vistosamente innalzata con la sostituzione dei vecchi serramenti.
    Ovviamente comincio ad essere stanco di spargere candeggina sui muri; in particolare lo scorso inverno il problema si è acuito.
    A partire da quella parete ma poi, a seguire, in altri punti della casa vorrei fare qualcosa; abbandonata proprio leggendo questo blog l’ipotesi iniziale del polistirolo (che pure mi ha dato buoni risultati sulle spallette delle finestre in cucina), sto esaminando la possibilità di utilizzo dei pannelli in silicato di calcio.
    Cosa ne dice?

    Nell’area dietro l’armadio posso evitare di rasare i pannelli e lasciare l’armadio stesso (debitamente ripulito dalla muffa con aceto o candeggina e quindi trattato con impregnante antifungino) a contatto dei pannelli stessi?

    Grazie

  16. questa struttura interrata non è traspirante (per forza di cose).
    l’isolamento interno in pannelli di calcestruzzo cellulare è molto traspirante e accoglierà volentieri una certa quantità di vapore in inverno per poi ricederla d’estate all’ambiente. se i pannelli saranno posati con la prescritta malta leggera con grande attenzione a coprire tutta la superficie senza lasciare o dimenticare zone vuote o sacche d’aria, allora l’umidità si distribuirà uniformemente senza creare punti di condensa.
    attenzione alle sigillature intorno alle finestrelle.
    la vmc aiuterà a tenere in equilibrio il livello di umidità in periodo di riscaldamento, in estate dovrebbe essere esclusa se fuori è molto caldo per non accumulare nuova umidità negli ambienti.
    A proposito della verifica di Glaser puoi leggere qui .

  17. Ho fatto fare la verifica di glaser da un tecnico per la progettazione della rifodera interna delle pareti della taverna con finalità di miglioramento delle condizioni igro-termiche. Allora, condizioni di partenza: locale interrato con due finestrelle a bocca di lupo e vmc, pareti 30 cm. cemento armato con guaina esterna controterra. Bene, con il multipor 5 cm. a dire del tecnico formazione di abbondante condensa nei mesi estivi che non verrebbe più riassorbita, con xps e barriera vapore invece tutto ok. Ho poi sentito un rappresentante della Ytong e questo, dopo aver fatto sul posto le sue verifiche sentenzia: qui si può mettere quello che si vuole, è consigliatissimo il multipor per le sue caratteristiche dinamiche per le quali non bisogna tenere in conto la verifica di glaser basata solo su condizioni statiche. Chi credere? Sono confuso e non vorrei sbagliare. Chiedo lumi disperatamente….

  18. la fibra di legno ha bisogno della progettazione dello strato di fondo e del rivestimento.
    penso che di meglio non esista perchè si ottiene anche comfort estivo

  19. Cosa ne pensa dei pannelli pavadentro in fibra di legno al posto del calcio silicato?

  20. Posso limitare i tamponamenti alle sole superfici più fredde? Cemento armato e solaio sotto garage o tutte le pareti?

  21. essendoci una immissione di aria nuova preriscaldata dalla vmc centralizzata, se si cucina, il profumo salirebbe verso gli altri ambienti.
    circa l’isolamento dall’interno: sarebbe da fare per eliminare la sensazione grotta estiva e il freddo invernale.
    non ci si dovrà preoccupare molto della migrazione del vapore essendo in funzione una vmc centralizzata (che d’estate comunque può poco).
    Credo che il pannello minerale isolante MULTIPOR in silicati di calcio idrato autoclavato, resistente al fuoco e privo di fibre si una buona idea se i 5-6cm di ingombro non sono un problema. E per ottenere più comfort estivo finito con 8mm di argilla sul lato interno.
    In alternativa si può pensare al pannello in calcio silicato da 15 25 35mm

  22. Buon giorno a tutti, approfitto di questo autorevole blog per chiedere lumi sulle possibilità di intervento per la mia esigenza. Abito in una villetta a schiera centrale in provincia di Venezia. Ho una taverna completamente interrata di 60mq. circa con spessi muri in cemento armato lato sud e nord, a dire del costruttore isolati esternamente con cappotto interrato, e muri in forate nei lati comuni con le abitazioni laterali. Un vano è sotto il garage non riscaldato. L’unica fonte di riscaldamento è una stufa a pellet. L’intera abitazione ed anche la taverna è dotata di vmc con recupero. Ho usato raramente la taverna, che è ancora un magazzino, ma vorrei renderla abitabile in modo perenne con installazione di una cucina. Attualmente le condizioni sono le seguenti. D’inverno senza riscaldamento la temperatura oscilla tra i 14 ed i 16 gradi, umidità relativa circa 60%, non ho segni di muffa sui muri (ma non ci ho mai cucinato). D’estate effetto grotta, temperatura intorno ai 20 gradi ed umidità relativa 70/80% regolata con deumidificatore (poco confort). Data la fonte di riscaldamento discontinuo in inverno (carica, spegni, raffreddala, pulisci, ecc.) e le condizioni estive vorrei intervenire per creare condizioni termiche ed igrometriche più performanti. Avevo pensato di tamponare le pareti di cemento armato ed il tetto del vano sotto garage, freddine, con materiale isolante, magari da ricoprire in qualche superficie con pietre ornamentali. Qui chiedo consiglio. Ha senso l’intervento? Devo tampinare tutte le pareti o solo quelle più freddine? Che materiali usare? Fibra di legno, pannelli in silicato di calcio o pannelli in idrati di silicato di calcio (tipo multipor Ytong)? Basterebbero pannelli di pochi centimetri? Avrei miglioramenti sensibili o poca cosa? Grazie.

  23. certamente vi sono tante zone con temperature superficiali interne così basse che l’umidità interna (troppo elevata) condensa per tempo prolungato.
    la scarsa ventilazione, o forse non corretta è la prima causa da analizzare.
    certamente un sistema a cappotto esterno porterebbe molti aspetti positivi e risolverebbe il problema delle temperature basse delle strutture.
    Non conosco la situazione estiva, ma se esiste surriscaldamento progetterei una coibentazione esterna che offra adatto sfasaemnto.
    Per stabilire lo spessore e conoscere le prestazioni raggiungibili si deve calcolare

  24. Nel 2004 ho realizzato una casa in zona climatica B con muratura portante in blocchi di legno cemento della c&p isotex DII 25/14 con trasmittanza teorica dichiarata 0,67, dal primo anno che vi ho abitato è comparsa la muffa sulle camere della zona notte riscaldata con pompe di calore e sul bagno sprovvisto di riscaldamento. I problemi maggiori sono presenti sulla parete esposta a nord-est, il tetto è costituito da solaio in piano realizzato in laterizio con soprastante tetto a nido d’ape non isolato, gli infissi sono in legno massello sp. 7 cm con vetrocamera 4-15-4.
    Con l’ausilio di un igrometro ho notato che nelle giornate con scarsa ventilazione il tasso di umidità interno sale al 70-75% per tenerlo al di sotto del 60% devo far funzione il climatizzatore di continuo.
    La muffa sono riuscito ad eliminarla solo parzialmente con l’utilizzo della pittura termica “thermovital”, oggi vorrei isolare dall’esterno almeno la parete esposta a nord-est, che tipo d’intervento mi consiglierebbe?
    Grazie per l’attenzione

  25. il multipor è proprio un materiale coibente, anche di spessori elevati.
    si deve ricordare che più spingo sullo spessore della coibentazione interna e più la struttura esistente diventerà gelida: si rischiano le condense sulla superficie fredda.
    vista la situazione descritta, umidità e qualche presenza di muffa, penserei di utilizzare lastre di calcio silicato.
    se l’umidità è presente anche in qualche zona bassa delle pareti userei sicuramente il pannello apposito Renopor S, che è anche antisale, oppure un termointonaco minerale naturale traspirante deumidificante.

    non si dimentichi di sostituire il serramento, se non già fatto, e nastrare bene prima che l’isolamento interno vada in battuta.

  26. Renato Dal Maistro

    buongiorno
    ho un locale interrato di circa 50 mq che vorrei rendere abitabile saltuariamente, ha due pareti in calcestruzzo contro terra e un’unica finestra con bocca da lupo più un foro collegato ad un tubo da 10 cm circa con applicato una ventola per areazione forzata
    ovviamente c’è una buona dose d’umidità e qualche presenza di muffa
    pensavo ad un cappotto interno con calcio silicato
    mi hanno proposto il multipor della ytong che da quello che ho letto è invece idrato di calcio silicato
    nel suo blog è ben spiegata la differenza fra calcio silicato e idrato di calcio silicato
    in una sua risposta del 5 aprile 2011 riferendosi al multipor dice “Credo che sia uno dei materiali migliori”
    vorrei capire se posso usare il multipor o se è meglio preferire il calcio silicato per esempio il renopor della roefix?
    grazie

  27. mi sembra una buona idea anche se meglio coibentare dall’esterno. perchè non intervenire dall’esterno con del termointonaco che può migliorare anche la protezione estiva?
    Se l’edificio è basso i costi sono contenuti.

    Intervenendo dall’interno con calcio silicato si sarà molto soddisfatti in inverno, ma in estate si perde un po’ di possibilità di scaricare energia nella muratura.
    non conosco lo spessore attuale e forse lo spessore attuale non offre già di per se sfasamento sufficiente. dunque ben venga anche la coibentazione interna.

    i pannelli vanno posati seguendo rigorosamente la scheda tecnica

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