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Intonaco di cocciopesto, perchè usarlo

6 risposte

Tanti tanti anni fa, in un edificio con grandi superfici in calcestruzzo armato, dove anche solo le riunioni in cantiere erano tutt’altro che confortevoli, il committente accettò il consiglio di rivestire ogni cm quadrato interno con ben 3cm di cocciopesto. Sì, intonaco di cocciopesto, che è poi tipico della tradizione veneta (un tempo era detto matton pesto) – e infatti va ben d’accordo con le ristrutturazioni degli edifici antichi.

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cos’è il cocciopesto

Il cocciopesto è, come dice la parola, frantumazione di laterizi (l’argilla cotta con cui si fanno i mattoni, i coppi e le tegole) in diverse granulometrie e non è un materiale delicato da utilizzarsi solo per interni – già i romani lo usavano per impermeabilizzare e anche per pavimentare oltre che intonacare (la tonaca del muro).

Nel cantiere di cui parlavo nelle prime righe il cocciopesto è diventato, dopo un buon rinzaffo, lo strato di sottofondo (non la finitura). A parte l’aspetto, la sua tonalità  salmone, il suo calore e la bellezza della granulometria che si vede e si sente con la mano, cos’ha di speciale?

  • ottima capacità traspirante
  • ottima capacità igrometrica

Il cocciopesto di forte spessore nella casa in cemento armato di cui parlavo, ha creato un clima interno irriconoscibile rispetto a prima: l’ambiente sembrava già confortevole così com’era, al grezzo, senza porte e senza finestre. Pareva di colpo una casa di legno, e non era tutta colpa dell’atmosfera color salmone… Si stava finalmente bene ed erano le ossa a dircelo, non uno stupido espertocasaclima.

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A Venezia con i suoi ambienti umidi era ed è ancora oggi molto diffuso. Si utilizzava anche come sottofondo per il pavimento terrazzo alla veneziana.

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umidità di risalita

Nella riqualificazione energetica di case esistenti mi trovo spesso a constatare che il piede della muratura soffre di umidità di risalita, magari debole, magari più consistente. Gli intonaci più diffusi non sono mai all’altezza della situazione, sono miscele cementizie che poco risolvono e probabilmente aggravano. Sono il solito “risanamento incompiuto“:

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Cosa si può suggerire al committente che con il dito ci indica le zone più deteriorate? Io mi limito a constatare e far notare che la colpa non è proprio tutta della muratura, tanta responsabilità è dell’intonaco sbagliato. Non che gli effetti della risalita capillare sparirebbero ma probabilmente, più che probabilmente, un buon intonaco traspirante avrebbe accompagnato meglio il difetto della muratura. Un intonaco adatto può convivere con l’umidità di risalita senza danni 🙂

risanamento di muri umidi

Ci sono malte da rinzaffo specifiche per il risanamento di murature umide di calce pura, pozzolane naturali e cocciopesto che hanno elevatissima traspirabilità e alta resistenza alle aggressioni alcaline ed alla formazione di muffe e batteri senza essere miscele preconfezionate dannose per la salute e l’ambiente:

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Un intonaco traspirante aiuta il risanamento di muri umidi e l’intonaco di cocciopesto, se non schiacciato troppo durante l’applicazione, rimane molto macroporoso.

Appena lo schiaccio con il ferro, spatola americana in inox, posso invece chiudere di più i suoi pori e renderlo più impermeabile.

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intonaco in cocciopesto o anche cocciopesto rinzaffo antisale

Il bello è che il cocciopesto non esclude murature diverse dal laterizio! é adatto per murature

  • interne ed esterne
  • vecchie e nuove
  • in pietra,
  • in laterizio ovviamente,
  • in tufo
  • o in muratura mista.

Un intonaco naturale e molto traspirante va bene su tutto 😉

intonaci a base calce

Consiglio sempre e solamente intonaci a base calce proprio per evitare miscele con cemento in ambienti interni – ovviamente con pitture murali o rasature fini sempre a calce – e mi stupisco ogni giorno del fatto che l’uso della calce naturale è quasi sparito.

consiglio non richiesto

Con il cemento facciamo i ponti, ma non la camera da letto 😉

il cocciopesto va bene all’ esterno come all’ interno

C’è sempre una base di calce nel laterizio triturato (nell’impasto serve a far diventare l’intonaco più resistente all’umidità senza perdere le capacità igroscopiche e traspiranti) e quindi il cocciopesto va bene all’ esterno come all’ interno.

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fai da te

Se amate il fai da te e avete voglia e tempo potete provare a preparare un piccolo impasto con queste dosi che trovate nella Ricetta per intonaco a Cocciopesto:

  • 1) Grassello di calce Invecchiato 12,5 kg
  • 2) Cocciopesto (granulometria 0-1 mm) 12,5 kg
  • 3) Sabbia medio-fine 25 kg
  • 4) Cellulosa 50 g
  • 5) Gomma naturale 50 g
  • 6) Zucchero 50 g
  • 7) Acqua (non eccedere mai) 6 lt

federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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6 risposte a “Intonaco di cocciopesto, perchè usarlo”

  1. @ barbara

    grazie

  2. Avatar Barbara
    Barbara

    Estremamente utile, illuminante e chiaro. Grazie mille per tutte le dritte!

  3. quando si vuole migliorare la capacità areica interna di una stratigrafia è bene cercare miscele con massa kg/mc elevata, quindi conviene cercare intonaci a base di argilla.

    per ringraziare è sufficiente sostenere il blog.

  4. Gentile Dott. Sampaoli,

    la capacita’ termica aerica dell’intonaco biocalce e’ migliore dell’intonao tradizionale ?

    Un ringraziamento grande per la chiarezza delle spiegazioni .

    Francesco Fumarola

  5. di biocalce penso bene perchè ha inserito nelle schede tecniche un po’ di chiarezza sulle sue caratteristiche di salubrità.
    a dir la verità, dalla etichettatura si vede che il materiale per rinzaffo e per intonaco sono veramente a bassissime emissioni di VOC in ambiente, mentre i materiali successivi, appartenenti allo stesso ciclo, quali il fondo fino, l’intonachino fino, l’affresco e il tinteggio (quest’ultimo meno degli altri) hanno emissioni di VOC superiori.

    per migliorare la lavorabilità e la miscela purtroppo si aggiungono sostanze che aumentano le emissioni di VOC. siamo nei tempi moderni…

    esistono comunque finiture ad emissioni VOC zero sul mercato.

  6. Gentile Dott. Sampaoli,
    che ne pensa dell’intonaco biocalce per gli interni?

    Grazie per la sua grande disponibilita’ e professionalita’

    Francesco Fumarola