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Isolamento interno e la 2a decisione importante, la soluzione

6 risposte

Parliamo sempre dell’ isolamento interno di tutta la casa:

  • qual’è la seconda decisione importante da prendere?

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Se la prima decisione da prendere era lo spessore dell’isolante… (link diretto: https://wp.me/p9uw8S-ayi )

la seconda decisione, la soluzione

La seconda decisione importante da prendere è la soluzione dell’isolamento interno, e per soluzione intendo la scelta di

  • lavorare a secco
  • oppure in modo tradizionale.

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ATTENZIONE voglio fare una precisazione doverosa: non è del tutto esatto dire “scelgo prima lo spessore” e poi “scelgo la soluzione dell’isolamento interno”, infatti:

  • non tutti i materiali isolanti hanno conducibilità termica identica 😉 (se scelgo fibra di legno posso avere la stessa prestazione di un isolamento in calcecanapa risparmiando spessore: infatti la fibra di legno ha una conducibilità termica più bassa (isola di più).

Ergo [dal lat. ergo “dunque”] sarebbe più corretto dire che “prima scelgo se isolare abbastanza per rispettare i Requisiti minimi del BonusCasa e avere le agevolazioni fiscali” e poi “scelgo la soluzione dell’isolamento interno”:)

proseguiamo 😉

caso A) isolamento interno a secco

Per isolamento interno a secco intendo la soluzione che prevede di installare una struttura con pannelli di isolante interposto:

  1. preparo la struttura, che può essere in abete o metallica
  2. aggiungo i pannelli isolanti che ho scelto (flessibili e morbidi)
  3. proteggo la stratigrafia con un freno al vapore specifico, ben nastrato e quindi sigillato
  4. cerco di resistere alla tentazione di bucarlo per farci passare anche qualche impianto
  5. rivesto la mia opera d’arte con fibrogesso (il fibrogesso costa il doppio del cartongesso, infatti non è cartone e gesso 🙂 ed ha una valenza importante: di qualità e di inerzia)
  6. tinteggio con pittura naturale
  7. oppure con lisciata fine a calce
  8. oppure con lisciata fine in argilla

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materiali isolanti fibrosi naturali flessibili

  • pannelli in canapa (i più indicati)
  • pannelli in fibra di legno
  • evitiamo pannelli in lana di roccia e in lana di vetro 😉

Questa soluzione di isolamento interno a secco potrebbe naturalmente prevedere 2 strati di isolante:

  1. il 1° strato freddo continuo e aderente alla parete fredda
  2. il 2° strato dopo la posa del freno al vapore specifico, libero di accogliere anche passaggi impiantistici senza rischi di condense 😉

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cartongesso isolante, no grazie

NON prendo nemmeno in considerazione e non consiglio mai l’alternativa del cartongesso isolante, cioè i pannelli che hanno sul retro uno strato di isolante come poliuretano, eps, xps, lana di roccia ecc che di solito vengono incollati alla parete fredda con “polpette” di colla:

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La soluzione del cartongesso isolante, sembra allettante, sbrigativa e risolutiva 🙂 ma in realtà i pannelli che hanno sul retro uno strato di isolamento accoppiato non sono né igroscopici e né capillarmente attivi 🙁

Inoltre non sono capaci di gestire la spinta del vapore e dietro al pannello possono succedere condense e muffa 😐

caso B) isolamento interno in modo tradizionale

Per isolamento interno tradizionale intendo la soluzione che prevede di incollare alla parete fredda il pannello isolante, rigido in questo caso 😉

Come ho ripetuto mille volte, l’isolante sarà al 100% salubre, igroscopico e capillarmente attivo 🙂

Sto parlando dei pannelli in calcio silicato, idrati di silicato di calcio, perlite, calcecanapa, fibra di legno ecc

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Cosa cambia rispetto ad una stratigrafia a secco?

Cambia che è il pannello isolante stesso a gestire l’umidità ambiente, la spinta di vapore verso l’esterno e le condense: noi non dobbiamo preoccuparci di nulla, farà tutto lui e non richiede un freno al vapore specifico:

  1. non preparo nessuna struttura in abete o metallica
  2. incollo i pannelli isolanti con il loro collante specifico
  3. non serve un freno al vapore
  4. cerco di resistere alla tentazione di passare qualche impianto nello strato isolante, ma se proprio devo lo farò nella parte calda
  5. rivesto la mia opera d’arte con il suo rasante specifico
  6. tinteggio con pittura naturale
  7. oppure faccio un vero e proprio intonaco aumentando anche la massa sul lato interno

materiali isolanti compatti inorganici

  • pannelli in calcio silicato
  • pannelli in idrati di silicato di calcio (materiale cellulare inorganico)
  • pannelli in perlite

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materiali isolanti fibrosi naturali ma compatti

  • pannelli in calcecanapa che sono una miscela di canapa e calce, rigida e resistente

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materiali isolanti fibrosi naturali organici

  • pannelli in fibra di legno

In questo caso non abbiamo tra le mani un pannello rigido come quelli minerali appena elencati qui sopra, ma un pannello in fibra di legno, intonacabile, imbattibile per isolamento termico estivo e anche invernale oltre che acustico.

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Anche qui non si lavora con freni al vapore ma si affida la gestione dell’umidità al collante e al rasante in argilla. Una soluzione affidabile, naturale altamente igroscopica e capillarmente attiva.

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Se si ritiene troppo delicata la superficie intonacabile in argilla, si procederà con una rasatura a calce 😉

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Non temete, se usate l’argilla non siete costretti ad avere interni color cacca 🙂 potete anche avere il bianco e molte tinte pastello che sono una più bella dell’altra 😉

La 3a decisione importante la prendiamo insieme nel prossimo articolo 😉 (link diretto: https://wp.me/p9uw8S-aBw )


federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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6 risposte a “Isolamento interno e la 2a decisione importante, la soluzione”

  1. @ domenico

    bella domanda. è un’indicazione del produttore quando il pannello è a spigolo vivo. in germania ho visto che se il pannello è maschio femmina non viene tassellato. idem se è spessore 80mm.
    per isolamento interno con fibra di legno spessore 40mm tasselli ad espansione con vite in acciaio con rondella aggiuntiva

  2. Avatar Domenico

    Salve, come mai il pannello in fibra di legno va tassellato, e quello in silicato di calcio no? Che tipo di tassello consiglia? Si parla di spessori di 40 mm. Grazie e complimenti per il blog!

  3. @ fabio

    non progetto impianti, ma per quel poco che so, rubare calore a una canna fumaria significa creare un problema alla pulizia interna dello scarico fumi

  4. Questi pannelli di argilla radianti secondo lei, possono essere utilizzati per recuperare calore da una canna fumaria? Mi perdoni se le chiedo questo nel post sbagliato

  5. @ carlo

    ben detto Purtroppo quasi tutti i pannelli hanno una superficie in cartongesso accoppiati con eps…
    però c’è di meglio:
    pannelli d´argilla radianti da avvitare su struttura di legno o metallo dopo l’ isolante in fibra di legno e non serve lasciare la fuga tra ogni pannello come si fa per il cartongesso. Il pannello d’argilla rasato ha uno spessore di 25mm, come un doppio strato di cartongesso o di fibra di gesso da 12,5mm
    si puó montare eliminando il freno al vapore

  6. Buonasera e grazie per tutti gli ottimi articoli.
    Sto restaurando casa seguendo una via ecologica e salutare ed i suoi consigli si aggiungono alla mia esperienza di 40 anni di cantiere ,sono elettricista.
    Abbiamo scelto il riscaldamento ( e raffrescamento in futuro ) a soffitto.
    Purtroppo tutti i pannelli che ho trovato hanno una superficie in cartongesso accoppiati con eps ( e similari).
    Ho altezze interne che mi consentono di usare lo spazio tra le solette, il tetto e la struttura dell’ impianto radiante : uso questa intercapedine come plenum e passaggio degli impianti.
    Non credo di avere molte alternative .
    Conosce qualche altra soluzione ?
    P.s.confermo la bontà dei pannelli in canapa ( dopo la posa sembra di stare in un campo !) e fibra di legno . Difficoltà nel reperimento come per il fibrogesso , ma provateci ,ne val la pena.