Archivi categoria: riscaldamento a legna

Ma il Conto Termico non scade mai?

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Avete già letto qualcosa del Conto Termico? gli incentivi senza scadenza…

Il Conto Termico, al contrario dell’Ecobonus, non ha scadenza – ma perchè nello stesso paese ci devono essere due formule diverse per incentivare gli italiani ad andare verso l’efficienza energetica?

Siamo sicuri che il popolo abbia tempo e voglia di informarsi sempre di tutto e di tutti i cavilli e di tutte le scadenze per poter fare qualche passo con piena consapevolezza e sicurezza?

Sembra che ci sia qualcuno che legiferi per mettere disordine nella vita altrui, fino all’accidia, cioè all’avversione ad operare.

La vita è un lampo, e ognuno ha il suo bel da fare. Perchè non cominciare a snellire e semplificare? L’Italia è incapace? gli incapaci lascino spazio ai capaci.

Pensate che nel 2018, l’impegno di spesa per gli interventi realizzati dalle imprese e dai privati è stato pari a 146 milioni di €, e per gli interventi delle Pubbliche Amministrazioni 29 milioni di €. Per capirci bene erano disponibili 900 milioni di € all’anno (cioè 700 milioni per imprese e privati + 200 per le Pubbliche Amministrazioni).

E’ vistoso che rispetto alla disponibilità di milioni di euro, gli interventi siano stati solo una manciata! Allora? Sentite anche voi profumo di accidia

Certo che questa canzonetta dei bonus degli incentivi e dei rimborsi, tutti instabili, farragginosi, incerti, con mille scadenze e mille adempimenti cominciano a stufare.

Vedremo se nel corso del 2019 gli incentivi erogati saranno ancora inferiori a quelli disponibili, temo di sì. Ma chi ci governa sa quello che fa?

E se parliamo di Ecobonus, le cose vanno meglio, ma c’è già una riduzione degli investimenti rispetto al 2017.  profumino di accidia?


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Rottamazione stufe 2019

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La Giunta regionale del Veneto, per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano, ha approvato il 12 febbraio 2019 un bando rivolto ai privati cittadini per la sostituzione di generatori di calore domestici, alimentati a legna o pellet con apparecchi a basse emissioni ed alta efficienza (cioè almeno 4 stelle) ed impiego di combustibile specificato nel bando allegato alla deliberazione:

  • contributi fino a 1.600 € per la Misura A, ovvero per la sostituzione del preesistente generatore a biomassa con l’acquisto di stufe, termostufe, inserti, cucine e termocucine a pellet (UNI EN 14785), stufe e termostufe a legna (UNI EN 13240), cucine e termo cucine a legna (UNI EN 12815), inserti a legna (UNI EN 13229), stufe ad accumulo alimentate a biomassa legnosa (UNI EN 15250).
  • contributi fino a 5.000 € (Misura B) per la rottamazione del vecchio generatore e l’acquisto di caldaie, di potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW (UNI EN 303-5:2012).

La scadenza per la trasmissione delle istanze di contributo è il 30.04.2019.

Sapete cos’è un’istanza? in due parole, è una richiesta fatta pervenire a una pubblica autorità, allo scopo di provocarne l’intervento o l’interessamento nei limiti e nei modi prescritti dalla legge.

Se vuoi leggerti le 11 pagine dell’ ALLEGATO A del BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI FINALIZZATI ALLA ROTTAMAZIONE ED ACQUISTO DI IMPIANTI TERMICI DOMESTICI ALIMENTATI A BIOMASSA LEGNOSA: leggi qui.

Se vuoi leggerti le 25 pagine dell’ ALLEGATO B: leggi qui.

Sembra la concorrenza veneta al Conto Termicoincomprensibile.


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Agli esperti-lettori possiamo solo consigliare Topten

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La settimana scorsa Marco mi faceva notare una cosa:

  • in Italia non siamo abituati ad avere siti indipendenti che mettono a confronto per la grande platea, che siamo noi, le varie apparecchiature sia dal punto di vista economico che di rendimento, che spazia dalle pompe di calore, alle stufe a legna, alle lampadine, alle lavatrici etc. a tutto in pratica!

Invece già al di là del confine, senza arrivare fino in Germania, possiamo trovare facilmente e velocemente i migliori prodotti al migliore prezzo. Stiamo parlando di Topten che si focalizza sull’efficienza energetica, un impatto ambientale ridotto e la qualità, rimanendo neutrale e indipendente.

Neutrale e indipendente?

questa sì che è una cosa di cui abbiamo bisogno, tutti!

Allora venite con noi a leggere su www.topten.ch nella nostra lingua (ricordate di selezionare la lingua italiana nel menù in alto a destra se non masticate Schwyzerdütsch) e informiamoci bene prima di fare acquisti sbagliati o “poco-esperti”.

Da Aprile esiste anche Topten Italia, che non abbiamo avuto il tempo di testare, fatelo voi e scriveteci, i commenti sono aperti e non serve registrarsi!


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Perchè una caldaia a gassificazione di legna?

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Ha senso installare una caldaia a legna e produrre l’acqua calda sanitaria con bollitore in pompa di calore (per non accendere la caldaia a legna nel periodo estivo)?

Certo che ha senso, specialmente se la legna la produciamo noi stessi, o l’abbiamo molto vicina.

Non pensate alla vostra cantina come ai locali caldaie de “La leggenda del Pianista sull’Oceano“:

Le caldaie a legna sono molto più moderne di quanto si pensi. Per esempio c’è l’accensione automatica: la caldaia a legna si accende se c’è fabbisogno di calore.

La pulizia automatica della caldaia fa risparmiare tempo e garantisce un alto rendimento.

La regolazione touch toglie ogni dubbio in fatto di caldaia all’avanguardia. La sua tecnologia è molto efficiente, e con la regolazione di combustione tramite il dispositivo di riconoscimento della qualità della legna sono garantite emissioni bassissime.

 

Tornando all’impianto completo, bisogna controllare che la pompa di calore per la sola produzione di acqua calda sanitaria sia idonea alle temperature esterne del luogo. Ricordo che ci sono PdC per la sola produzione di ACS che funzionano fino a -10 °C, ma ne esistono molte altre, e a dire la verità si tratta della maggioranza, che funzionano solo fino a +5°C esterni.

Con l’idea della caldaia a legna è anche possibile accedere al Conto Termico 2.0 che restituisce con bonifico diretto nel giro di 2 anni circa 7.500 € (3.750 €/anno). Altro che incentivi da spalmare sui 10 anni…

Progettare un impianto con caldaia a legna e accumulo significa anche pensare agli spazi necessari per il montaggio.
Alternativa ad una CALDAIA A GASSIFICAZIONE DI LEGNA da 20 KW per una casa unifamiliare potrebbe essere un impianto a pellets: la caldaia a pellet a bassa temperatura può essere destinata a piccoli spazi e anche ad appartamenti senza locale caldaia!

In ogni caso si deve prevedere un volume di accumulo da almeno 2000 litri, e anche per questo… attenzione agli spazi.

Un impianto a pellets costa qualcosa di meno, ma la scelta finale dovrà essere fatta in funzione della gestione dell’impianto. Quanto è importante che l’impianto lavori in autonomia? La legna dovrà essere caricata a mano, e in alcuni periodi giornalmente, mentre con il pellet si può arrivare a 2 cariche per anno.


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Sostituzione vecchia stufa inquinante grazie al Conto Termico 2.0

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Sembrava che fosse una cosa riguardante solo la Lombardia, Milano, ma anche il Veneto vuole occuparsi seriamente di concentrazione di PM10 quest’ anno termico 2018/2019 (inteso come il periodo 1 ottobre – 31 marzo).

Lo Stato vuole incentivare la sostituzione di apparecchi per riscaldamento obsoleti finanziando direttamente con bonifico, quasi immediato, chi installa apparecchi con basse emissioni in atmosfera ed alti rendimenti energetici. E’ proprio lo Stato che sostiene noi cittadini all’acquisto di prodotti con determinate caratteristiche finanziandoci una parte della spesa. Lo so, sembra incredibile – ma perchè vivere, se non per le belle sorprese?.

La lotta alle emissioni in Veneto parte dall’Arpav che emette settimanalmente 2 bollettini, e li trasmette al Comune il lunedì e il giovedì: comunica i livelli di concentrazione di PM10 facendo riferimento ai giorni antecedenti. Qui trovate il Bollettino aggiornato livelli di allerta PM10

Non è certo la legna che arde nella nostra bella cara vecchia stufa a far saltare le centraline della PM10, ma anche lei contribuisce ad inquinare l’aria! Ed ecco le regole in vigore quest’anno:

ALLERTA: VERDE

  • divieto di utilizzo di generatori di calore domestici (caldaie, stufe, caminetti…) alimentati a biomassa legnosa (legna, cippato, pellet…) inferiori alla classe 2 stelle (classificazione ai sensi del Decreto n. 186 del 07/11/2017), in presenza di impianto di riscaldamento alternativo  su tutto il territorio cittadino.

ALLERTA: ARANCIO (> 50 µg/m3 di PM10)

  • divieto di utilizzo di generatori di calore domestici (caldaie, stufe, caminetti…) alimentati a biomassa legnosa (legna, cippato, pellet…) inferiori alla classe 3 stelle.

LIVELLO: ROSSO (dopo 10 giorni > 50 µg/m3 di PM10)

  • divieto di utilizzo di generatori di calore domestici (caldaie, stufe, caminetti…) alimentati a biomassa legnosa (legna, cippato, pellet…) inferiori alla classe 4 stelle.

Vogliamo essere cittadini modello? Vogliamo rispettare le nuove regole? Vogliamo rottamare la nostra vecchia stufa?

Pensate che in Italia ci sono oltre 10 milioni di stufe, inserti-camino e caldaie a legna e pellet:

  • 1 milione ha meno di sette anni
  • 5 milioni sono del periodo 2001- 2009
  • 4 milioni sono dello scorso millennio.

Sono convinto anch’io che sarebbe necessario rottamare qualche milione di generatori a legna nei prossimi anni per arrivare ad emissioni più contenute e quindi benefici per l’ambiente, ma non sarà che gli unici forti benefici ricadranno sulle tasche dei progettisti, installatori, manutentori, costruttori, produttori di biomasse?

Il riscaldamento privato è certamente tra i principali imputati delle emergenze smog (oltre alla follia del modo di guidare le auto) e una visione a lungo termine di strategia energetica è proprio il Conto Termico 2.0. in vigore già da qualche anno ma ad oggi utilizzato solo per il 6% delle risorse!

E’ un gran bell’incentivo! Solo che è molto poco conosciuto.

Il CONTO TERMICO 2.0 è un sistema di incentivi statali a supporto degli interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e della produzione di energia termica da fonti rinnovabili.

Qui stiamo parlando di biomasse legnose, e infatti il Conto Termico incentiva la sostituzione di generatori alimentati a gasolio, olio combustibile, carbone o biomassa, con moderni generatori a biomassa legnosa. L’Incentivo può arrivare a coprire fino al 65% dell’investimento affrontato e viene erogato attraverso bonifico bancario in un’unica rata per importi inferiori a 5.000 €, con pagamento entro 90 giorni dalla conferma da parte del GSE.

Avete capito bene! Vi arriverà il bonifico in conto corrente! quindi riguarda tutti i soggetti privati, indipendentemente dall’essere titolari di reddito o meno.

Del Conto Termico 2.0 approfitteranno Lombardia e Veneto che hanno già adottato misure per la gestione degli sforamenti di PM10 ma tutti gli italiani possono rottamare qualcosa senza aspettare che scattino i divieti!

Il Conto Termico per stufe e termocamini a legna da ardere è un incentivo a sostituire vecchie stufe con moderne stufe e termocamini purché certificate secondo la norma UNI EN 13229 oppure UNI 13240 e siano rispettati gli altri requisiti richiesti dal Conto Termico e dalla normativa di settore.

Sostituire significa rottamare il vecchio e non rivenderlo su eBay o Subito.it, sia chiaro!

L’incentivo dipende dalla zona climatica del comune di installazione e dalle caratteristiche della stufa / termocamino.

Il Conto Termico 2.0 è un ottimo incentivo e visto che solo una minima parte dei 900 milioni di € stanziati è stata impiegata, resterà in vigore nei prossimi anni, fino al raggiungimento del limite massimo di spesa disponibile: questo è un buon motivo per fare le cose per bene e con calma:

  • cosa acquistare
  • con quali caratteristiche
  • quali lavori accessori saranno indispensabili
  • a chi affidare i lavori
  • quali lavori di muratura o demolizioni saranno inevitabili
  • chi incaricare per questi lavori
  • a quanto ammonta il monte lavori inerenti all’intervento di sostituzione
  • in quale periodo dell’anno possiamo permetterci di affrontare questi lavori e tutte le perdite tempo che fanno parte dell’intera operazione
  • individuare esattamente la lista dei documenti che noi dobbiamo produrre e consegnare

Entro 60 giorni dalla fine dei lavori si deve presentare un’istanza di richiesta al GSE (Gestore dei Servizi Energetici) tramite il Portaltermico, questa è detta Pratica Conto Termico.

Non funziona come le detrazioni fiscali (fortunatamente): ogni istanza di richiesta del contributo è sottoposta ad una verifica del rispetto dei requisiti di ammissibilità al meccanismo.

La compilazione effettiva della pratica (descrizione dell’immobile e dell’intervento eseguito) va fatta dopo l’intervento, ma meglio interessarsi prima e scoprire tutta la documentazione e i requisiti necessari (per esempio le foto del vecchio impianto, o il certificato di smaltimento della vecchia stufa).

La documentazione che serve non è una cosetta di 2 fogli, fatture e copie dei bonifici… Per esempio bisogna inviare:

  • certificazione del produttore degli elementi impiegati che attesti il rispetto dei requisiti minimi di cui al Decreto e alle relative Regole Applicative
  • documentazione fotografica in PDF

e poi bisogna conservare:

  • schede tecniche apparecchiature installate
  • certificato del corretto smaltimento del generatore sostituito
  • dichiarazione di conformità dell’impianto
  • libretto di centrale/d’impianto, come da legislazione vigente
  • certificati di manutenzione relativi al generatore di calore
  • certificati di manutenzione relativi alla canna fumaria
  • certificazione attestante i livelli di emissione, rilasciata da organismo accreditato
  • certificazione di conformità alla normativa di prodotto per stufe e termocamini
  • fatture di acquisto delle biomasse finalizzate all’alimentazione degli impianti incentivati, ad esclusione di quelle autoprodotte
  • auto dichiarazione, per i casi di autoproduzione della biomassa, indicante la quantità di biomassa auto prodotta impiegata come combustibile e la tipologia
  • auto fatturazione della quantità di biomassa

Se vi sentite persi, potete contattare http://www.ridopuntoenergia.it a supporto nella predisposizione della documentazione richiesta (in tutta Italia): il compenso è dovuto solo dopo che il GSE trasmette la lettera di conferma che l’incentivo sarà riconosciuto. Qui potete leggere la loro ottima guida.

Ma mi stavo domandando.. se allo Stato veramente preme che si possa respirare un’aria migliore, perchè non si occupa di vietare l’uso dei soffiatori? Governanti incompetenti.


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Una canna fumaria sempre pulita

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Negli ultimi anni si sono molto diffusi gli impianti e le stufe a pellet o a legna (biomasse legnose) ma non si è altrettanto diffusa la cultura della manutenzione –  che fondamentalmente cos’è?

una canna fumaria pulita

Non fare nessuna manutenzione alle canne fumarie significa non solo scarsa efficienza, ma anche rischio. Anche il DM 37/2008 ci ricorda che la canna fumaria è una parte dell’impianto. Maglio mantenere la canna fumaria pulita e a prova di incendio e senza rischio di fughe di monossido di carbonio.

E voi?

Mai chiamato lo spazzacamino? L’estate se ne va in un attimo, organizzatevi per tempo.

Programmando la pulizia del camino e della canna fumaria potreste nello stesso momento fare manutenzione del tetto e delle grondaie. Evitando malfunzionamenti, l’ impianto funzionerà al meglio. Con l’occasione della pulizia e dell’ispezione della canna fumaria è possibile verificare ostruzioni, rotture, o possibili nidi presenti nel condotto.

qui sotto qualche link utile per spazzacamino:

  • http://www.spazzacaminoenrico.it/prezzi.htm
  • https://www.spazzacaminopadova.com/video-ispezione-camini
  • https://www.spazzacaminomarco.com/servizi/
  • http://www.ilfumaiolo.com/pulizia-camino-canna-fumaria.php

Chi è abituato a far eseguire la manutenzione periodica è pregato di regalare qualche informazione, consiglio e idea di costi ai lettori. Ringrazio in anticipo


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Stufa vecchia non fa buon brodo

Anch’io ho in casa una delle 11 milioni di stufe in Italia, la uso per la legna e non per il pellet – è una bellissima stufa danese Scan 22, purtroppo uscita di produzione. Come il 50% delle stufe nel nostro paese, anche la mia è del 2005 e pur essendo danese immagino faccia delle buone emissioni di polveri.

porta legna su ruote-02

Nei momenti invernali delle stufe accese solitamente i vicini di casa stanno barricati in casa e non si sognano nemmeno di aprire le finestre. Ma anche le ventilazioni meccaniche con recupero di calore, vmc, si stanno lentamente diffondendo e sono i loro proprietari ad accorgersi di quanto l’aria esterna sia pessima. Leggi se vuoi questa testimonianza.

Ho letto della nuova idea di rottamare 4-5 milioni di generatori a legna nei prossimi dieci anni… ma siamo sicuri che l’ AIEL sia concentrato sui benefici in termini ambientali anzichè sull’occupazione dei progettisti, installatori, manutentori, costruttori, produttori di biocombustibili che hanno bisogno di fatturare un po’ di più?

stufa-vecchia-aiel-aria-pulita-certificato-legna-pellet-polveri-pm-01

Il turnover tecnologico starebbe nel Conto Termico 2.0, il sistema di incentivi statali a favore degli interventi per l’incremento dell’efficienza energetica e della produzione di energia termica da fonti rinnovabili. Continua a leggere

Il pellet ti dà una mano

Ricordate quando nei gloriosi anni ’80 il metano ci dava una mano?

metano pellet

Da lì in poi il prezzo è ben salito.

Quando il 1° gennaio 2015, il comma 711 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), aveva previsto per il pellet l’aumento dell’iva al 22% ho subito pensato “ci risiamo”! Appena tutti si buttano sul pellet… scherzetto! 22%!

Il pellet ti dà una mano!

metano pellet 1

Beh, l’iva ritorna al 10% nella bozza del disegno di legge Stabilità 2016.



            

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Come accendere una stufa a legna con pellet senza fumo

 Caricare una stufa a legna con faggio tagliato corto e accendere il fuoco in modo perfetto e senza fumo è possibile con alcune semplici accortezze che ho spiegato nell’articolo Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere e che consiglio di leggere.

Ora che abbiamo migliorato il metodo di accensione e abbandonato le vecchie cattive o sbagliate abitudini possiamo anche provare ad utilizzare il pellet se ne avete o ne avete comperato a basso prezzo. Non amo il pellet e la sua fiamma non mi scalda il cuore, ma sarà capitato anche a voi di acquistare un sacco da 15kg in offerta oppure riceverlo in prova da qualche distributore. Allora perchè non usarlo? e capire soprattutto come usarlo!

Mantenere la cenere del giorno prima è sempre un’ottima idea! ruba un po’ di spazio ma fa funzionare la stufa molto meglio che se fosse svuotata e ripulita.

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Consiglio di comprimere la cenere vecchia in modo da formare un letto compatto e più basso. Si chiama letto caldo (anche se ormai freddo). Fate piano e non farete polvere:

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Sistemate un bel pezzo di legno come sponda ulteriore in modo tale da poter caricare un bel po’ di pellet senza che frani verso lo sportello.

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Tutto pronto o quasi. Il pellet è stato ben ammucchiato dietro al pezzo di legno: non è pratico ed è un lavoro da paletta un po’ noioso. Meglio legna che pellet!

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Prepariamo la miccia e diamo fuoco! Consiglio sempre qualche pigna bella secca:

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In breve tempo, e senza fumo, le fiamme delle pigne scaldano velocemente la canna fumaria ed è proprio la canna dei fumi scaldata in fretta che garantisce un buon tiraggio verso l’alto!

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Appena le pigne daranno il meglio delle loro fiamme anche il pellet inizierà ad accendersi e mentre brucerà accenderà anche il bel pezzo di legno che stava a fare sponda. La cena calda è assicurata

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Riscaldare casa con la legna significa…

Riscaldare casa con la legna significa fare o acquistare legna. Nella nostra stufa Scan 22 di medie dimensioni entra solo legna tagliata da 25cm.

accensione-corretta-legna-stufa-letto-caldo-041

Solitamente prendo faggio, poi del giardino taglio ogni ramo da me. Maglio rovere comunque.

A proposito di stufa, tempo fa avevo descritto il modo migliore di gestire accensione e fumo. Se vuoi leggi il mio articolo Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere.

Torniamo alla legna – noi abbiamo le scale in casa e ce la portiamo su a ceste, come nel medioevo. Chi ha una casa su un unico piano può trasportare e stoccare un generoso quantitativo di legna in modo molto più efficiente. Le belle immagini di questo porta legna su ruote parlano da sole:

porta legna su ruote porta legna su ruote-02

Le misure sono H: 110 cm W: 42 cm D: 58 cm., porta 60 kg di legna


            

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