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Nuove norme per stufe a legna dal 2022

Partono dalla Milano da bere le norme che presto o tardi in futuro ci riguarderanno tutti:

parlo delle nuove norme “per gli impianti a biomassa legnosa”. Regione Lombardia spinge su nuove norme in vigore dal 1 agosto 2022, e lo fa per la qualità dell’aria, pessima in tutta la Pianura padana.

Sono interessati tutti gli impianti termici con potenza al focolare fino a 3 MW (Megawatt).

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Teniamo presente che

Regione Lombardia ha preso di mira tutti gli impianti

Per ridurre le emissioni, Regione Lombardia ha preso di mira tutti gli impianti, anche quelli per la produzione centralizzata di ACS, acqua calda sanitaria, e quelli di uso domestico, anche le termo-cucine e cucine economiche.

ma ci sono impianti esclusi?

Fortunatamente il provvedimento NON riguarda gli impianti a biomassa legnosa con potenza termica al focolare inferiore a 5 kW. 

riscaldamento a legna - Nuove norme per stufe a legna dal 2022 1

Se facciamo un giro tra le stufe a legna che possiamo comperare non è molto facile trovare una Potenza termica nominale inferiore ai 5kW:

riscaldamento a legna - Nuove norme per stufe a legna dal 2022 3

Dunque, non resta che fare la cosa più intelligente di tutte:

  • isolare bene la casa (coibentazione delle pareti, del pavimento, del solaio del sottotetto o del tetto)
  • scegliere una stufa con bassa Potenza termica e certificato almeno 4 stelle secondo i requisiti di emissioni e rendimento della certificazione Aria Pulita

riscaldamento a legna - Nuove norme per stufe a legna dal 2022 5

rinunciare ad una bella stufa?

Se state mettendo su casa o avete fatto una ristrutturazione e non siete disposti a rinunciare ad una bella stufa tenete presente che dall’ottobre 2022 gli impianti a biomassa di nuova installazione dovranno produrre ancora meno emissioni (e ovviamente ci sarà una ‘targatura degli impianti’).

Saranno anche, e finalmente dico io, da rispettare delle linee guida per il corretto uso della biomassa legnosa: legna o pellet.


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Se volete leggere la disciplina attuale che riguarda gli Impianti a biomassa legnosa: dgr 3965/2015.

l’inquinamento resta in atmosfera

Il fatto è che l’inquinamento resta in atmosfera per lunghi periodi in Pianura padana e la geografia di questa zona rende impossibile la riduzione delle concentrazioni di PM10 e di O3.

Le polveri e l’ozono stagnano in modo uniforme accumulandosi in Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Veneto, ma anche in Valle d’Aosta e nelle Province Autonome di Trento e di Bolzano. Da qui l’urgenza di nuove politiche di prevenzione e contenimento dell’inquinamento atmosferico. Il Tavolo interregionale si propone di orientare l’azione coordinata delle Regioni approvando l’accordo di Bacino padano per la qualità dell’aria.

fatta la legge si troverà l’inganno

Invece che lamentarci della stretta legislativa o di altre restrizioni all’uso delle stufe a legna perché non comportarci meglio? Usare male una stufa è veramente fonte di inquinamento. Al contrario, bruciare bene la legna è un’usanza veramente “bio”.

Non basta la pulizia della canna fumaria per ottenere bassissime emissioni. Si deve imparare ad accendere correttamente il fuoco e si deve imparare a stagionare la legna. Diamoci da fare!

riscaldare a legna protegge il clima e utilizza risorse rinnovabili

Chi odia il vicino di casa che utilizza la legna da ardere lo fa, a ragione, perché la stufa è usata male o perché la legna è stagionata male.

Ma ci sono tanti motivi per amare l’energia offerta dal legno:

  • bilancio pari a zero delle emissioni di CO2
  • 1 mc di legno, se confrontato con energie fossili, evita emissioni pari a 600 kg di CO2
  • il legno è un vettore energetico rinnovabile
  • se ci impegnano ad acquistare legna locale il valore aggiunto resta nel nostro Paese e crea posti di lavoro fuori dalle grandi città

Diamoci da fare! evitiamo tanta fuliggine e polveri fini utilizzando bene il nostro focolare. Ho scritto diversi articoli a questo riguardo: i buoni consigli non invecchiano mai!


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27 commenti su “Nuove norme per stufe a legna dal 2022”

  1. @ romina

    in realtà la delibera dice che tutti gli impianti che non rispetteranno i requisiti previsti dovranno essere disattivati e non potranno più essere utilizzati.

    non riesco a trovare nessuna indicazione sul significato di “disattivazione”.
    forse uno spazzacamino è informato su queste regole.

    in ogni caso, se veramente non la volesse più utilizzare, le consiglio di cercare di sigillare la stufa nel senso che abbia una certa tenuta all’aria.
    se dall’interno è possibile rimuovere il tubo che si inserisce nella parete, potrebbe chiudere il foro con un isolante ritagliato

  2. No non ho fatto nessun censimento.
    Non ne sapevo niente.
    Mi sa che l’unica soluzione per non avere rogne è disinstallare la stufa è basta.
    Grazie

  3. @ romina

    lei ha partecipato al censimento obbligatorio rivolto ai proprietari di immobili che dovevano registrare i propri apparecchi di riscaldamento domestico localizzato, ad esempio le stufe se alimentate a gasolio, legna da ardere, carbone di legna, biomasse combustibili o biodiesel?

  4. romina perucchini

    Si conosco la potenza della stufa. Sul retro c’è tanto di etichetta. 6.5 kw von tuttibi dati per le varie emissioni.
    Ma se nn la uso la devo per forza smantellare? Io abito al secondo piano e sarebbe un impresa. La lascio lì inattiva. Rischio la multa comunque?

  5. @ romina

    purtroppo solo un costruttore può fare la certificazione del suo prodotto, io e lei non possiamo andare a farci certificare la nostra stufa anche se è danese e di qualità infinitamente superiore alle carrette in vendita con 5 stelle…
    che poi la certificazione, ho letto, costa poco, circa 300€.

    solo nel Bresciano e nei comuni sotto i 300 metri di altitudine la regione ha derogato l’uso di tutti gli impianti domestici a legna e pellet (sotto i 10 Kw di potenza) fino alla fine del 2024

    lei conosce la potenza della sua stufa?

  6. romina perucchini

    Buongiorno vorrei sapere se è possibile certificare stufa sprovvista si libretto secondo nuove normative.
    Inoltre avevo sentito che l uso è anche regolamentato dall altitudine. Sopra i 400m non ci sono limitazioni. È vero?
    In lombardia sono state fatte proroghe
    Su entravano vigore nuove regole?
    Grazie

  7. @ mirko

    se ha acquistato una nuova stufa e di conseguenza anche la legna, consiglio di non usarla perchè è troppo poco stagionata: scalderebbe poco, inquinerebbe molto e sporcherebbe molto la sua canna fumaria.

    ho letto che “Regione Lombardia, con una delibera di giunta dell’11 ottobre 2021 (la 5360) ha di fatto derogato l’uso di tutti gli impianti domestici a legna e pellet (sotto i 10 Kw di potenza) fino al 15 ottobre 2024”

    https://www.provincia.brescia.it/impresa/ambiente/inquinamento-da-combustibile-di-biomasse-legnose

    nel suo caso però si tratta di nuova installazione, dunque mi metterei in contatto con un installatore e manutentore di canne fumarie per stufe e camini, a pellet e a legna abilitato ad eseguire e certificare tutti i controlli e gli interventi necessari ad una corretta manutenzione della canna fumaria. link diretto: https://www.facchicamini.it/installazione-canna-fumaria-brescia/

  8. Salve ho acquistato un stufa nuova a legna su amazon e mi dicono che non posso installarla a roncadelle provincia di Brescia qualcuno può rispondermi

  9. @ Francesco

    sarebbe un vero colpo basso ai proprietari di qualsiasi stufa questo Regolamento per la Qualità dell’Aria del Comune di Milano 😐
    ma ho letto qui che il Regolamento per la Qualità dell’Aria del Comune di Milano approvato con Deliberazione del Consiglio Comunale n. 56 del 19 novembre 2020
    in attuazione dell’ordinanza del Consiglio di Stato n. 3453/2022, l’art. 3 del Regolamento per la qualità dell’aria avente ad oggetto “Impianti termici civili” è temporaneamente e parzialmente sospeso.

    Leggendo il REGOLAMENTO PER LA QUALITA’ DELL’ARIA (qui scaricate il pdf)

    si nota che È fatto divieto di installare (anche in sostituzione) generatori di calore per impianti termici civili alimentati con:
    – legna da ardere;
    – carbone di legna;
    – biomasse combustibili;

    invece possiamo bruciare tranquillamente:
    – gasolio, kerosene ed altri distillati leggeri e medi di petrolio e loro emulsioni;
    – biodiesel.

    sono anni che ho smesso di capire il mondo 😉 certo che andiamo sempre più alla rovescia 🙁

    infatti, udite udite:

    A far data dal 1 ottobre 2022, NON è fatto divieto di utilizzare generatori di calore per impianti termici civili aventi potenza termica nominale inferiore a 3 MW (ai sensi del Titolo II, Parte Quinta del D.lgs. 152/2006 e ss.mm.ii.) o ad essi assimilati ai sensi della normativa regionale vigente, nonché apparecchi di riscaldamento localizzato (così come definiti alla lettera b, art. 4 della D.g.r. n. X/3965 del 31 luglio 2015), alimentati con i seguenti combustibili:
    – gasolio, kerosene ed altri distillati leggeri e medi di petrolio e loro emulsioni;
    – biodiesel.

    già che ci siamo parliamo dell’autodenunciarsi:

    è fatto obbligo di trasmettere all’Amministrazione Comunale, entro il 1° marzo 2021, le informazioni relative alla tipologia degli impianti installati così come meglio definite da successivi atti resi disponibili dai competenti uffici comunali. Tale obbligo vige anche qualora gli apparecchi di cui al presente comma non vengono utilizzati.

  10. Francesco Zenoni

    Buongiorno, all’interno dell’interessante discussione sui camini/stufe a legna vorrei porre l’attenzione sul Regolamento per la Qualità dell’Aria del Comune di Milano.
    Questo regolamento va oltre la DGR Lombardia 5360/2021 vietando l’uso e l’installazione di tutti i camini/stufe a legna, indipendentemente dalla classe (4 o 5 stelle) e dall’art.3.2 del DGR (potenza <5kw).
    In pratica a Milano non si può più bruciare legna.
    Il mio quesito è questo: Il Regolamento di Milano all'art.16 cita che il Regolamento è necessariamente modificato per effetto di sopravvenute norme regionali. Secondo voi può essere richiesto da cittadini e produttori di stufe/camini l'inserimento nel Regolamento di Milano dell'esclusione dei focolari < a 5kw? In modo che almeno questi possano essere installati ed utilizzati?
    Grazie
    Francesco Zenoni

  11. @ enrico

    in vista delle future restrizioni, meglio scegliere con attenzione un inserto vetrato installabile con certificato ambientale e possibilmente con possibilità di prelevare l’aria comburente direttamente dall’esterno

  12. Ho un camino a ventilazione fozata in ghisa acquistato nel 1994 dalla Palazzetti. Ora lo vorrei chiudere con una porta in vetroceramico. Questa modifica mi permetterà di utilizzarlo legalmente ? Grazie.

  13. @ cristina

    in ogni caso, lei e la sua casa, non avete nulla di cui preoccuparvi 🙂

    infatti sono esentate dal divieto di utilizzo le unità immobiliari in cui il generatore di calore a biomassa di potenza nominale inferiore a 35 kW sia l’unico sistema di riscaldamento presente 😉

    e se posso permettermi, tenga duro! in caso pensi solo ad efficientare la casa isolando l’involucro con materiali salubri: consumerà pochissima legna e godrà di un comfort più elevato e uniforme.

  14. Ciao, volevo sapere come mi devo comportare siccome x scaldarmi ho solo la stufa a legna?

  15. @ valeria

    mi sono informato anch’io, ma solo i prodotti nuovi possono ricevere una certificazione secondo le stelle di ariaPulita™.

    Infatti può accedere alla certificazione ariaPulita™ ogni azienda che produca uno o più prodotti tra quelli compresi nel campo di applicazione o che li faccia produrre in conto terzi apponendovi il proprio marchio assumendo la titolarità del Test Report. L’azienda deve anche dimostrare la conformità a ogni requisito applicabile di certificazione.

    in realtà il costo, anche per un privato che non vuole rottamare la sua bella stufa non sarebbe elevato: le Tariffe di certificazione vanno dai € 200 per prodotto o gruppo di prodotti ai € 500 per prodotto/gruppo di prodotti.

    il retrofit con filtri come avviene all’estero da noi non esiste 😐

    non ci resta che bruciare legna ben stagionata,
    accendere il fuoco con le migliori regole (ho scritto diversi articoli),
    generare meno fumo possibile e non destare sospetti 😉

  16. Buon pomeriggio Federico,
    abito in Pianura Padana e ormai più di 10 anni fa ho fatto costruire in casa (quando era ancora cantiere) una stufa a legna ad accumulo ad alto rendimento e coibentato la casa con cappotto esterno.
    La persona che ci ha costruito la stufa non c’è più e non so come poter fare a “dimostrare” l’efficienza della mia stufa in caso di controlli.
    E’ possibile far certificare una stufa già montata considerando che “smontare” la mia non è possibile? Nel caso da chi? La ringrazio per l’attenzione. Valeria

  17. @ maria elena

    se le indicazioni sotto valgono per tutta la regione Lombardia e non solo per Milano, allora la sua stufa potrebbe avere dei periodi di restrizione:

    dal 1° gennaio 2020 vale il divieto di installare su tutto il territorio regionale generatori inferiori alle 4 stelle, quindi tutto ok.

    le misure temporanee anti inquinamento con un inasprimento delle limitazioni rispetto all’anno precedente dicono che dall’11 gennaio 2021 valgono le seguenti limitazioni:
    • con l’attivazione del 1° livello è vietato utilizzare generatori a biomassa inferiori alle 4 stelle
    • con l’attivazione del 2° livello è consentito accendere solo generatori in grado di rispettare i valori previsti per la classe 5 stelle

    per ora le cose stanno così.

  18. @ alberto

    dipende da dove si trova la sua casa e in che regione…
    ho letto che:

    Al fine di incentivare l’utilizzo di stufe a pellet, la Lombardia ha stanziato un contributo a fondo perduto di 12 milioni di euro, per privati e imprese. Sopra i 300 metri sul livello del mare sono incentivati anche solo i generatori di calore a 4 stelle, purché con valori di polveri sottili non superiori ai 20 mg/Nm3, in quelli più bassi, invece, il contributo è riconosciuto solo per gli impianti a 5 stelle. La scadenza del bando è fissata il prossimo anno (2023)

    È invece possibile fare domande fino al prossimo anno (2023) per partecipare al bando della regione Emilia-Romagna. Anche in questo caso l’incentivo è aggiuntivo rispetto al contributo del Gse, e spetta a chi intende eseguire la sostituzione di un camino aperto, stufa a legna/pellet, caldaia legna/pellet di potenza inferiore o uguale a 35 kWt, con classificazione ambientale inferiore o uguale a 4 stelle, con nuovi impianti a biomassa di potenza inferiore o uguale a 35kWt almeno di classe 5 Stelle

  19. Buonasera Federico, la stufa è certificata 4 stelle ed è in classe A+ però la potenza termica nominale non è inferiore ai 5Kw come indica lei nell’articolo. Io vivo in un paesino in provincia di Como, non sono in città.
    La legna non l’ho ancora comprata e sicuramente seguirò il suo consiglio. Ma a questo punto non so se recedere dall’acquisto della stufa visto che non me l’hanno ancora consegnata

  20. Buongiorno, due settimane fa ho ordinato una stufa a legna, modello “Panadero Chopin” che ha le stesse caratteristiche della nuova versione “allegro”.
    Ha tutte le certifiche , ecodesign 2022, 4 stelle classe A+
    Rendimento 80,8 % , emissioni 0,10% ma con potenza di 8,9 kw
    A questo punto volevo capire se posso tenerla o rischio di essere fuori legge?
    O di non poterla più usare fra un anno?
    Grazie
    Alberto

  21. @ maria elena

    è diverso se la stufa è installata a Milano o in campagna in Toscana…
    comunque ogni etichetta riporta il QR code per consultare la pagina del sito http://www.certificazioneariapulita.it che elenca tutti i prodotti certificati.

    circa la legna da ardere:
    se non ha legna stagionata, eviti di bruciare legna non stagionata perchè a parte il fumo e le emissioni, anche la resa termica non le darà nessuna soddisfazione.
    inoltre la canna fumaria si sporcherà inutilmente.
    faccia una lunga ricerca dai fornitori di legname perchè alcuni, a fronte di una maggiorazione di circa 30€ le consegnano legna già asciutta e pronta.
    nel caso avesse già acquistato la legna, faccia il nuovo acquisto comunque, la legna fresca aspetterà.

  22. Buongiorno, pochi giorni fa ho acquistato una stufa a legna, ma ora dopo aver letto il suo articolo mi sto preoccupando sia perchè ha una potenza termica superiore a 4 kw e quindi mi sembra di capire che non la potrò utilizzare, sia perchè mi è venuto il dubbio che non sia una buona stufa dal punto di vista ecologico. Forse può darmi un consiglio…potenza 8,9 Kw- rendimento 80,8% – emissione di CO al 13% di 0,10% – particolato al 13% di O2 30mg/Nm – La ringrazio e buona giornata

  23. @ elio

    questo articolo non magnifica la politica ma l’isolamento termico:

    “non resta che fare la cosa più intelligente di tutte:
    isolare bene la casa (coibentazione delle pareti, del pavimento, del solaio del sottotetto o del tetto)
    scegliere una stufa con bassa Potenza termica”

    “riscaldare a legna protegge il clima e utilizza risorse rinnovabili
    Chi odia il vicino di casa che utilizza la legna da ardere lo fa, a ragione, perché la stufa è usata male o perché la legna è stagionata male.”

  24. Anzichè attaccare le politiche europee che i nostri politici servi riprendono e si affrettano ad applicare ai nostri danni, nonostante il periodo di sempre crisi economica, questo articolo le giustifica e le magnifica. Il tipico atteggiamento di chi dice sempre di si e lecca sempre in xxxxxxx i padroni, col risultato che vediamo sempre piu chiaramente in questo paese di xxxxx. Tra l’altro studi epidemiologici (seri)? Zero. Differenziazione tra qualità e composizione effettiva dei particolati emessi dalle varie fonti? PM10 ad esempio è qualsiasi particella sospesa di diametro 10 micron. Ma di che xxxxxx stiamo parlando? C’è una sola strada: fottersene, non subire alcun furto con libretti di impianto ridicoli (tra l’altro in casa MIA entra solo chi dico io), ed usare la disubbidienza civile contro il regime! Contro sanzioni assurde ed inesigibili ci sono sempre Giudici di Pace e Tribunali. Saluti dalla Lombardia

  25. @ fabrizio bonetti

    è proprio così, dalle polveri non si scappa.
    aggiungiamoci il cattivo uso e possiamo moltiplicare tutto per 2 o tre o 4 volte.

    a proposito di piante, se il ramo caduto a terra nel bosco non viene raccolto per scaldare la zuppa nella cucina economica lui marcirà offrendo asilo e gioco a molti microrganismi, e anche meno micro, sempre liberando la CO2 immagazzinata.
    la favola della CO2 resta valida.

    la favola della CO2 fossile, che riguarda quindi per esempio il metano bruciato nella nostra caldaia (speriamo a condensazione), è anche lei valida:
    basta comperarsi un misuratore di CO2 per notare l’enorme balzo in avanti della concentrazione ormai arrivata ai 420ppm.
    la favola della CO2 che abbiamo tutti imparato a memoria inizia sempre con C’era una volta la CO2 a 278ppm (livello preindustriale) quando tutti gli umani si scaldavano e cucinavano raccogliendo quel ramo di cui si parlava prima.

    ora smetto questo bisticcio della CO2 perché non sono bisticciatore, e al contrario apprezzo moltissimo che lei abbia scritto un commento e dunque anche letto il mio articolo, e forse anche altri.
    apprezzo!

    in questa situazione terribile di polveri presenti nell’aria che respiriamo, io non capisco come mai nessuno si preoccupi di nulla (nessuno intendendo pochi: io, lei e altri)

    le polveri che lentamente si potrebbero depositare a terra, sono continuamente rialzate, dalla velocità dei mezzi, dalle pulizie meccaniche, dai soffiatori ecc
    le polveri generate dai freni e dai pneumatici non sono assolutamente prese in considerazione
    le polveri generate dai cantieri e dai lavori stradali idem

    è una guerra persa

  26. Fabrizio Bonetti

    Buongiorno Federico.
    Il mio ex medico di base affermava con certezza e dall’alto della posizione scientifica che ricopriva che 3 o 4 sigarette al giorno non facessero poi così male. Scoprii anni dopo che le 3 o 4 sigarette erano proprio le sigarette che giornalmente il medico fumava.
    Sfortunatamente percepisco una fortissima similitudine dai tuoi moniti fin troppo benevoli verso la causa principale di emissione in atmosfera di PM 2.5 e CO nel tuo articolo.

    La realtà è che una caldaia a 5 stelle, catalogata al momento come il top della tecnologia disponibile per il contenimento delle emissione nocive della biomassa, può emettere di legge fino a 100 volte le polveri sottili emesse da una caldaia a metano.

    Tutto questo a nuovo…. in condizioni di test… al banco… dopo qualche mese chi lo sa, tanto chi controlla le emissioni di milioni di stufette a pellet? NESSUNO……

    Una stufa a 3 o 4 stelle ancora tranquillamente utilizzabili arriva a 300 volte e la maggior parte delle stufette in uso arriva tranquillamente a migliaia di volte.
    In altri termini 4 o 5 stufette a pellet del Brico di qualche anno fa inquinano come un paese intero riscaldato a metano.

    Nel 2021 bruciare combustili solidi in un mondo che a breve abolirà la combustione nel mondo automotive ha dell’assurdo.

    L’aria nelle valli lombarde ha concentrazioni di polveri sottili superiori a Milano città nelle peggiori giornate e il tracciante mortale che conferma lo sciempio ecologico, il Benzopirene, è sempre più presente nella nostra aria.
    Anni orsono e precisamente fino agli anni 2000 le concentrazioni di questo gas erano praticamente assenti, l’avvento del pellet lo ha portato tristemente alla ribalta, tanto che ARPA produce bollettini di guerra sempre in aumento. Gas in continuo aumento soprattutto nelle valli montane, Valli che sono una vera e propria polveriera a cielo aperta in tutto l’inverno.

    Concludo la triste storia con la favola della Co2. Favola che ogni utilizzatore di biomassa ha imparato a memoria dopo averla appresa dai vari venditori di pellet e legna, notoriamente ex luminari ed ex scienziati del Cern… senza capirne fondamentalmente il significato.
    Co2 che la pianta assorbe durante la crescita e che viene liberata durante la combustione!
    1) perchè la fine di una pianta deve essere in una stufa? o deve essere continuare a vivere per anni ed assorbire sempre più Co2?
    2) perchè se in un inverno brucio più legna pro capite di quanto la natura riesca a produrre è come se bruciassi metano a livello di Co2….. e se tutti andassero a legna saremmo morti avvelenati dalle polveri ancora prima di essersi salvati dal global warming con la favola della Co2…
    Lascio all’onestà intellettuale di tutti verificare effettivamente lo scempio in corso sull’utilizzo della biomassa legnosa per riscaldamento domestico.

    F.


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