Tetto piano con isolamento e impermeabilizzazione corretta

Se un tetto inclinato deve essere possibilmente traspirante, il tetto piano, per forza di cose, non lo può essere. Un tetto piano, con adeguato strato di isolamento, dev’essere protetto dall’umidità sia da fuori (l’impermeabilizzazione) che da dentro.

  • meglio prevedere una barriera al vapore contro l’umidità dell’ambiente interno che attraversa il solaio in direzione esterna:

Secondo DIN 4108-3 un tetto piano richiede un freno al vapore con valore sd >100m

guaina-bituminosa-a-fiamma

In pratica la struttura del tetto piano dovrebbe essere protetta da un freno al vapore almeno 6 volte più forte del valore di permeabilità delle pareti verticali.

  • da fuori (all’esterno) serve un’impermeabilizzazione contro pioggia e neve

Guaine bituminose plastomeriche PYP funzionano bene anche sotto forte insolazione.

Guaine bituminose elastomeriche PYE sono più adatte alle basse temperature e devono essere protette dal sole.

Manti impermeabili di tipo sintetico composito a base di poliolefine ed armato con un tessuto di vetro è un’alternativa: per esempio manto sintetico a base di poliolefina termoplastica modificata con EPR:

manto-sintetico-a-base-di-poliolefina-termoplastica-modificata-con-epr-nordstartpo-12286-3

 

E’ consuetudine limitarsi all’impermeabilizzazione all’estradosso della struttura (sotto la coibentazione esterna) confidando che il vapore penetrato nella struttura non condenserà  al suo interno perchè la temperatura della massa in cls avrà temperatura sufficientemente alta grazie ai pannelli isolanti:

tetto-piano-isolamento-esterno-xps-tetto-rovescio

Se il tetto piano è in Sud Italia ha poco senso posare materiali come l’XPS che proteggono poco contro il caldo. Ovviamente bisognerebbe fare il calcolo degli spessori e vedere che prestazioni si raggiungono.

tetto-piano-doppio-isolamento-esterno-xps-tetto-rovescio

Quando l’XPS in spessori ragionevoli non offre adeguato sfasamento non ci resta che progettare un tetto piano con coibentazione in fibra di legno. Sì si deve fare più attenzione: la realizzazione e la posa devono essere perfette:

  1. solaio in cls
  2. guaina barriera all’aria e freno al vapore a diffusione igrovariabile
  3. fibra di legno
  4. manto impermeabile in poliolefine
  5. eventuale strato ulteriore in XPS anche a protezione dell’impermeabilizzazione
  6. pavimentazione flottante come finitura e zavorra

 Ponti termici dimenticati?

isolamento-ponte-termico-parapetto-tetto-piano-fibra-di-legno

Se il tetto piano ha dei parapetti perimetrali dobbiamo rivestirli risvoltando la coibentazione in verticale e sul “muretto” che verrà coperto dalla lattoneria.

elemento-per-copertura-piana-purenit-attikaelement-sezione

Se il tetto piano non offre parapetti dobbiamo prevdere la quota  dello spessore dell’isolamento e anche l’arrivo del cappotto di facciata costruendo un elemento come questo:

 elemento-per-copertura-piana-in-battuta-al-sistema-cappotto-purenit-attikaelement


per qualsiasi domanda, più in basso trovi la finestra “Lascia un commento” – non devi registrarti e il tuo indirizzo email non sarà mai pubblicato, approfittane! Ah, un’ultima cosa: sei dovuto andare su Google per capire questo articolo? Cerchiamo sempre di scrivere per farci ben capire, ma se alcuni termini richiedono un chiarimento, Ti prghiamo di scrivere nella finestra LA PAROLA che richiederebbe una definizione migliore o un link diretto per poterla capire. Scrivici e non farti spazientire



 

isolamento tetto piano - Tetto piano con isolamento e impermeabilizzazione corretta 1

 

 

autore: Federico Sampaoli


isolamento tetto piano - Tetto piano con isolamento e impermeabilizzazione corretta 3

     

90 commenti su “Tetto piano con isolamento e impermeabilizzazione corretta”

  1. valeria michelucci

    Salve dott. Sampaoli, complimenti tutto molto inteessante, devo rifare il tetto di una stanza in Sicilia, avevo inizialmente pensato di realizzare un tetto verde, in modo da coltivare erbe varie sul tetto (sono un agronomo) ma ho alcune perplessità, relative da cio che ho letto sul suo blog relativo alla durata della realizzazione rispetto al tetto in tegole, inoltre non riesco a trovare ditte serie che abbiano realizzato tetti verdi a Palermo, nel caso in cui dovessi ripiegare per il classico tetto con perline in legno e tegole vorrei contattare una ditta che sappia realizzare un ottimale isolamento termico del tetto, mettendo in pratica i suoi suggerimenti mi può indirizzare, dare qualche nome o suggerimento grazie Valeria

  2. il suo lastrico solare non isolato ha certamente uno strato con funzione di impermeabilizzazione che si comporta come una barriera al vapore.
    quando all’estradosso verrà messo un nuovo pacchetto isolante resterà un forte ponte termico perimetrale nel nodo tetto – parete quindi dovrà intervenire internamente per isolare l’angolo della parete con il soffitto.
    visto che internamente ci sono già i segni delle condense avvenute e servirà una bonifica della finitura interna forse vale la pena progettare un isolamento sul lato interno e mantenere il lastrico solare così come è

  3. Salve ho una casa in sud Italia ristrutturata da poco con un tetto piano dello spessore 25 cm di mattone più 5 cm di caldana e lastricato solare, ho dei problemi all’interno murature perimetrali coinbentate infissi termici, ma nellintradosso iniziano a sembrare le travi del solaio macchiate di verde io credo sia un problema di condensa, voglio coinbentare con un pannello di polistirene estruso da 5 cm più 10 cm di cemento alleggerito con polistirolo e poi il pacchetto di lastricato solare nn so se mettere tra il solaio e il pannello la barriera al vapore visto che già i pannelli possono fungere da barriera?

  4. una nuova costruzione di edificio a struttura intelaiata di legno, il pacchetto di copertura piana in legno dovrebbe prevedere un telo sul lato caldo (sotto l’isolante) capace di gestire la migrazione del vapore in modo igrovariabile.
    sul lato freddo un manto in Poliolefine permette di preparare un massetto di finitura alleggerito pronto per ricevere la finitura desiderata.

    naturalmente per verificare lo sfasamento raggiungibile si deve tenere conto sia degli strati di isolamento termico e sia lo strato pesante di finitura.

    per consentire un corretto deflusso delle acque verso i punti o linee di scarico e il dilavamento ciclico meglio non scendere con le pendenze sotto il valore dell’1% 1,5 %.

  5. salve vorrei chiedere info riguardo un tetto piano in legno in sud Italia con alte temperature nei mesi estivi, la struttura delle pareti della costruzione sarà realizzata con struttura in legno platform con cappotto esterno;
    che tipo di guina si dovrebbe prevedere sul tavolato di copertura e che tipo di isolamento è più indicato di che spessore? Considerando che il tetto sarà pavimentato e praticabile.

    Grazie
    saluti

  6. se durante il rifacimento del terrazzo si manterranno guaina bituminosa saldata, massetto pendenzato e pavimentazione avremo:
    1 già pronte le pendenze
    2 già pronto lo strato di barriera al vapore a evitare il rischio di condense nell’isolante
    3 si potrebbe preparare un nuovo strato impermeabilizzante in vista della realizzazione di un tetto rovescio che significa mettere l’isolante sopra lo strato di impermeabilizzazione. l’isolante andrà zavorrato.

  7. Sì tratta di rifacimento terrazzo praticabile con inserimento isolante e con spessori non eccessivi. Conviene rimanere la guaina bituminosa esistente anche se messa anni fa (potrebbe esserci condensa al di sotto della stessa ), sui giunti della stessa l’isolante non aderisce quindi come comportarsi, e gli altri successivi strati quali consigliereste?Impermeabilizzazione a vista trattata o pavimento incollato e con giunti?
    Grazie.

  8. innanzitutto bisognerebbe sapere se gli strati attuali hanno bisogno di un ripristino o un rifacimento.
    se la stratigrafia attuale fosse sana e mancasse solo dell’isolamento si potrebbe valutare la realizzazione di un tetto rovescio che significa mettere l’isolante sopra lo strato di impermeabilizzazione. l’isolante andrà zavorrato.
    la fattibilità dipende dalle quote disponibili.

    in alternativa si può valutare la posa di un isolante adatto anche alla protezione dal surriscaldamento estivo (oltre che al contenimento delle dispersioni invernali) che sarà protetto da una nuova impermeabilizzazione in Poliolefine o TPO a vista calpestatile per ispezioni ma non per terrazzo.

  9. Buonasera, vorrei un consiglio.
    Mi accingo a rifare un terrazzo praticabile condominiale con parapetti in cls esterni, costituito da :
    solaio laterocemento; guaina bituminosa saldata; massetto pendenze; pavimentazione.
    Quale stratigrafia mi consigliereste (conviene a rimuovere la guaina presente? ) per il rifacimento, cercando di utilizare materiali come xps, schiuma polyiso o similari. Zona E.
    Grazie

  10. le vostre tipiche chianche di pietra leccese sono la finitura esterna, come a Milano potrebbe essere una piastrella.
    l’impiego di freni al vapore o di barriere al vapore è di solito previsto per proteggere l’isolamento orizzontale del lastrico solare.
    in due parole devo evitare che il vapore attraversi la stratigrafia intera e possa condensare nello strato più freddo.
    nel caso di materiali isolanti fibrosi adatti alla protezione dal caldo estivo come per esempio la fibra di legno capace di garantire il più elevato valore di Calore specifico (ben 2400 J/kgK), sul lato caldo si progetterà un freno al vapore igrovariabile, sul lato freddo una barriera al vapore.

    anche l’eps traspira, non come i materiali isolanti fibrosi, ma traspira. dunque meglio ben progettare.
    aggiungo anche che 50mm di isolante non credo possano garantire i limiti di legge, né garantire una protezione dal veloce surriscaldamento del solaio.

  11. Salve gent. Dott. sono curioso del suo pensiero sull’utilizzo delle tipiche chianche di pietra leccese in zona C come copertura finale dell’involucro del solaio per un terrazzo piano praticabile. ho notato che i costruttori ora hanno aggiunto l’utilizzo di 5 cm di eps però sinceramente non ho visto che utilizzano guaine o freni al vapore… come invece leggo qui sul blog

  12. la sua idea progettuale è realizzare un tetto freddo dove, sopra l’impermeabilizzazione, sta l’isolante:

    – in ogni caso è da preferire un unico strato di isolante scegliendo piuttosto un pannello battentato
    – lo spessore del pacchetto deve anche tenere conto delle pendenze che bisogna costruire sul massetto alleggerito (il punto più sottile in prossimità del bocchettone di scarico potrà essere di 35mm se il massetto sarà realizzato in aderenza)
    – la trasmittanza va calcolata includendo tutti gli strati fino all’isolante senza conteggiare aria tra i piedini del pavimento flottante
    – purtroppo a garanzia della buona opera si deve tenere conto che il pacchetto deve resistere alla forza aspirante del vento, e al galleggiamento: infatti il deflusso dell’acqua avviene sopra e anche sotto alle lastre in XPS
    – lo spessore dello strato di ghiaia corrisponde al rispettivo spessore dello strato isolante
    – un rivestimento lastricato deve essere almeno spesso 60 mm

    ripiegare su un ulteriore strato di isolamento interno rovinerebbe l’efficacia dell’inerzia interna della stratigrafia sia in regime invernale che in regime estivo e poi l’eps non può essere considerato un materiale isolante adatto per interni.

    per risparmiare qualche cm di spessore di isolante bisognerebbe cambiare il progetto prevedendo del poliuretano lavorando con barriera al vapore sul lato caldo.

    per concludere bisognerebbe
    per 1a cosa calcolare lo spessore massimo disponibile in base alle pendenze e ai compluvi e displuvi da realizzare
    per 2a cosa ricalcolare la stratigrafia con gli spessori disponibili realmente

  13. Buongiorno,
    avrei bisogno di una consulenza su un progetto di un lavoro pubblico: la manutenzione di una terrazza praticabile/anfiteatro che costituisce la copertura del Centro Sociale di Lastra a Signa, edificio in parte destinato a residenza per anziani.
    Il progetto prevede la demolizione di tutti gli strati fino al solaio in laterocemento e la sostituzione di massetto, guaina e rivestimenti, con inserimento di opportuno isolamento termico per rendere la trasmittanza del solaio conforme ai limiti di legge e migliorare l’abitabilità dei vani sottostanti.
    L’idea sarebbe quella di realizzare un tetto rovescio pavimentato.
    In fase di studio di fattibilità mi ero orientata su doppio strato di xps (5+6 cm) che, unitamente ad un massetto alleggerito, mi permettevano di ottenere una trasmittanza U=0.244 W/m2K.
    La stratigrafia era la seguente:
    – pavimento flottante 2 cm
    – supporti fissi/strato di aria ferma 2cm
    – strato di separazione tnt
    – isolante termico XPS
    – strato di separazione
    – guaina
    – primer bituminoso
    – massetto in cls alleggerito
    – solaio in laterocemento 30 cm

    In seguito, avendo avuto l’opportunità di fare dei saggi e valutare più precisamente le quote di progetto, mi sono accorta che non è possibile utilizzare tutto questo spessore di isolante: per non superare la quota di calpestio interna e non volendo rinunciare alla posa a secco, ho circa 5 cm da dedicare all’isolamento esterno.
    Ho visto i pannelli/tappetini di aerogel e mi chiedevo se fossero utilizzabili in una stratigrafia come la mia, non protetti da una guaina e gravati dal punzonamento del pavimento galleggiante, poichè non ho trovato esempi di applicazioni simili. Inoltre temo che anche se fosse possibile avrebbe costi notevoli.
    L’alternativa a cui avrei pensato, anche se non mi piace molto, è 5 cm di xps in copertura e 6 di eps all’interno, valutando la necessità di una barriera/freno al vapore.
    Lei che mi suggerisce?
    Perdoni la lunghezza del post!
    Cordiali saluti,
    Alessia Bochicchio

  14. non è molto chiaro lo stato di fatto:
    abbiamo un tetto piano parzialmente impermeabilizzato?

    il legno lamellare è un materiale strutturale e non isolante.
    le tegole non si possono posare su tetti piani

  15. ho un tetto piano sottotetto abitabile sul tetto all’incirca 50/60 metri quadri

    su 20 solo cemento sugli altri 40 restanti solo catrame .

    vorrei mettere dei pannelli al di sopra del tetto , legno lamellare ai fini di ampliare lo sfasamento termico ; e’ possibile mettere solo i pannelli o dovrei aggiungere le tegole ???

  16. un lastrico solare da isolare e impermeabilizzare dunque.
    lo spessore dei pannelli in fibra di legno (che aumenterei) deve essere protetto anche ai lati per evitare possibili passaggi di vapore per fiancheggiamento.
    visto che si vuole pavimentare si potrà proteggere la fibra di legno con un manto in poliolefine su cui gettare un massetto leggero ed isolante dove poter ripetere l’impermeabilizzazione cementizia prima del collante per pisatrella.
    la stratigrafia di fatto sarà traspirante solo verso l’interno.

    alternativa al manto in poliolefine può essere uno strato in pannelli in poliuretano espanso adatti alla posa di guaina bituminosa.

  17. Giuseppe De Vita

    Gentile Sig. Sampaoli, accingendomi a coibentare il mio terrazzo di circa 160 mq situato, a copertura del mio appartamento, a Benevento zona climatica C, avevo pensato a questa stratigrafia:
    1) Membrana freno al vapore igrovariabile e barriera all’aria;
    2) Pannelli in fibra di legno spessore 16 cm, densità kg/m3 150;
    3) Membrana freno al vapore igrovariabile e barriera all’aria;
    4) TNT ;
    5) Poliuretano a spruzzo nello spessore di 10 cm densità media 70 Kg/m³;
    6) Poliurea a spruzzo a finitura impermeabilizzante nello spessore di 2/3 mm;
    7) TNT;
    8) Massetto sabbia e cemento nello spessore di 8 cm circa;
    9) Malta cementizia bicomponente elastica per l’impermeabilizzazione e protezione massetto;
    10) Pavimentazione incollata in gres strutturato spessore 1/12 cm;
    Resto in attesa di un suo riscontro e le porgo distinti saluti.

  18. tutto si può fare, ma ci sono conduttività diverse tra densità diverse quindi per decidere se ne vale la pena si dovrebbe calcolare l’intera stratigrafia

  19. grazie mille, suggerimento geniale!
    ho visto che ci sono pannelli ad alta densità, pensa che possa tasselllare al soffitto della fibra di legno da 270 kg/m3 o è meglio optare per un 180 o simili?
    grazie mille
    gaddo

  20. lei è preparatissimo!?
    per il valore della capacità areica interna (non aerica), non si deve preoccupare per nulla perchè attualmente il solaio del lastrico solare è certamente un elemento orizzontale che si surriscalda facilmente e quindi non permette di accumulare calore dell’ambiente interno.
    per la soluzione con struttura metallica penso che rubi spazio che si potrebbe interamente sfruttare per l’isolante, quindi poserei isolante con interposti elementi in abete ancorati al solaio. si otterranno 60-80mm di isolante.
    a protezione dell’isolante e con nastrature maniacali va posato un freno al vapore igrovariabile.
    a finitura del pacchetto va fissata una o più lastre in fibrogesso (più prestante del cartongesso): qui, per non sbagliare, andrebbe fatto un calcolo per verificare sfasamento attenuazione e capacità areica interna per decidere se sia meglio il cartongesso.
    condense non problem.
    lavorazione da fare in periodo asciutto.

  21. Buongiorno, vorrei isolare l’intradosso di un tetto piano di un appartamento sopra il quale c’è una terrazza di altra proprietà, il solaio penso sia in laterocemento. L’altezza interna di 2,78 m, L’intervento verrebbe fatto per isolare soprattutto in estate, secondo lei vale la pena fare un controsoffitto di 8 cm? pensavo di usare pannelli in fibra di legno ad alta densità da 4 cm più struttura metallica e lastra di cartongesso per altri 4 cm circa. Ha senso un intervento di questo tipo dato che pur aumentanto un po’ lo sfasamento e lo smorzamento sicuramente peggiorerà la capacità aerica interna? oltretutto potrebbe darmi problemi di condensa… lei cosa mi suggerisce di alternativa
    grazie
    gaddo

  22. lei vorrebbe evitare di utilizzare pannelli in XPS per il controsoffitto ….
    lei deve evitare questo materiale, a maggior ragione perchè sul lato interno.
    e poi siamo in zona climatica D e bisogna fare più che attenzione alle ore di sfasamento della stratigrafia.
    si dovrebbe pensare ad una coibentazione naturale, canapa o fibra di legno per avere il materiale più prestazionale come protezione estiva.
    circa il problema della condensa c’è poco da dire: questo pacchetto non è traspirante verso l’esterno quindi può asciugare solamente durante la stagione estiva al cambio della direzione della migrazione del vapore. proprio per questo aspetto è indispensabile proteggere l’isolante con un freno al vapore igrovariabile che ben permette l’asciugatura estiva.
    la tenuta all’aria del pacchetto va progettata e messa in opera meticolosamente.

  23. Salve Dott. Sampaoli. Mi rivolgo a lei per un consiglio riguardante la COIBENTAZIONE INTERNA sottostante un tetto piano in calcestruzzo di circa 20 cm impermeabilizzato di recente con guaina liquida bicomponente cementizia fibrorinforzata.
    Si tratta di una ristrutturazione di un locale di appena 30 mq di pianta rettangolare in zona climatica D in cui sto sperimentando l’utilizzo di materiali naturali quali paglia e argilla per la coibentazione delle mura in pietra e vorrei evitare di utilizzare pannelli in XPS per il controsoffitto .

    La maggiore preoccupazione é la formazione di condensa ovviamente ma vi é un particolare che non faciliterebbe la messa in posa di pannelli rigidi poiché vi é una leggera incurvatura del solaio (che pare, a detta di esperti, non essere pericoloso).

    In questo caso lei come mi consiglierebbe di agire?

    La ringrazio anticipatamente.

  24. avevo già fornito un’idea di costo per la fibra di legno (e non della più economica)
    l’impermeabilizzazione è un argomento vastissimo e complicatissimo.
    chieda un’offerta per fornitura e posa di strato impermeabile alternativo.

  25. la terrazza sarà praticabile, il rappresentante della fibra mi ha consigliato di mettere 12 cm di fibra di legno con resistenza alla compressione di 50 kpa e sopra 3.5 cm di fibra di legno più dira ,con resistenza alla compressione di 250 kpa, al prezzo di 35 euro al mq, però va aggiunta l’iva e il prezzo si alza. per l’evalon siamo sui 40 € al mq compreso di accessori per il fissaggio. Mi consiglia altro per impermeabilizzare? il prezzo della fibra è eccessivo?

  26. per la decisione finale bisognerebbe anche conoscere la destinazione d’uso di questo tetto piano. ci salirà l’antennista ogni morte di papa o lo vivo come una grande terrazza ogni volta che posso?
    anche le spese per le finiture e il lavoro diventano una voce importante. la differenza di costo tra un pannello isolante e l’altro non è poi tanto elevata.

    l’impermeabilizzazione in eva è un bel costo, lo avrà notato dai preventivi.
    sostitutire la stratigrafia del tetto piano prevista con 16cm di fibra di legno e circa 16 ore di sfasamento (il costo materiale sarà circa 30€/mq) con una che prevede 8cm di xps e 10 ore di sfasamento è ovviamente un salto in molto peggio.
    si potrebbe almeno prevedere di usare comunque 16cm di xps (il costo materiale sarà circa 24€/mq)

  27. Grazie mille Dott. Sampaoli. , lei è sempre molto preciso e scrupoloso nelle risposte. Riferito al costruttore, sembrava convinto ma non troppo.Ultima questione il prezzo di tutto. E’ vero che la zona climatica è la C, però nell’attuale abitazione, accendiamo i climatizzatori due mesi l’anno, invece i riscaldamenti e 4/5 mesi l’anno( termosifoni e camino). La maggior parte dei costruttori mi hanno consigliato di mettere l’eps, forse perchè solo quello sanno mettere, ma le confesso che il prezzo di tutto il pacchetto è molto inferiore.
    Mi hanno preventivato , per barriera vapore, 8 cm di xps , massetto delle pendenze armato e impermeabilizzazione tipo mapelastic, 5500 euro per circa 100 mq. Con la soluzione che le ho citato prima con la fibra di legno e mettendo un telo in eva siamo sui 10000 euro per 100mq. Secondo lei , conviene spendere quasi il doppio per avere confort maggiore in estate? lo so che è una scelta personale ma mi farebbe tanto piacere conoscere la sua opinione in merito

  28. grazie.
    il suo costruttore probabilmente intende proteggere lo strato di fibra di legno (resistenza a compressione almeno 70 kPa) con l’impermeabilizzazione e sulla impermeabilizzazione preparare il massetto delle pendenze.
    l’aspetto fastidioso di questa soluzione per tetto piano è il fatto che il massetto posato su un isolante deve per forza avere uno spessore minimo per garantire resistenza e assenza di crepe (basta leggere la scheda tecnica del massetto scelto per vedere lo spessore minimo in caso di posa su isolante o su strato non aderente o su solaio in aderenza ecc)
    quindi se lo spessore indicato sarà 6cm (massetto su strato elastico) allora il massetto nel punto più alto diventerà 6cm+1+1+1+1cm in base alla lunghezza della pendenza.

    la soluzione con zavorra e pavimento galleggiante evita la costruzione di un massetto sopra l’isolamento e deve solo fare buona scelta dei “piedini” per non danneggiare il manto impermeabile.

    si ricordi che anche il massetto può essere un premiscelato leggero e isolante che migliora ulteriormente la prestazione (per es con conducibilità 0,25 W/mK)

  29. Buonasera Dott. Sampaoli. Volevo complimentarmi con lei per il blog e per i suoi articoli , tutti molto interessanti e precisi. Volevo chiederle un parere. Vorrei isolare e impermeabilizzare e isolare il tetto piano della mia abitazione , ma mi trovo i contrasto con il costruttore riguardo alla posizione del massetto delle pendenze nella stratigrafia.
    Questa è quella che suggerisco io:

    – Solaio in laterocemento 30 cm
    – Massetto delle pendenze
    – freno vapore
    – 16 cm fibra di legno
    -impermeabilizzante in poliolefine
    – mattonelle galleggianti

    Invece il mio costruttore vuole porre il massetto sopra l’isolante:
    -solaio 30 cm laterocemente
    -freno vapore
    -16cm fibra di legno
    -massetto delle pendenze
    -impermeabilizzante in poliolefine
    -mattonelle galleggianti

    Come le sembra la stratigrafia? dov’è più giusto porre il massetto delle pendenze?

  30. si considera come zona spruzzo per pioggia uno zoccolo di minimo 30cm dal piano.
    io non conosco il cantiere ma credo che in ragione di mascherare l’impermeabilizzazione il lattoniere dovrà prevedere di arrivare almeno a questa quota.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.