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Gli impianti di casa mia danno i numeri

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Nel precedente articolo “Gli edifici di nuova costruzione dovrebbero garantire i numeri che promettono” ponevo delle domande: il nuovo proprietario di casa sa gestire una casa ad alta efficienza? ne ha il controllo? le sue abitudini portano un miglioramento o un peggioramento energetico? è informato sull’aspetto edificio / impianto? e sul livello di efficienza del proprio impianto?

Monitorare i propri consumi è la chiave di tutto.

Vi riporto un po’ di dati, riferiti ad una casa modello:

  • Casa/Appartamento: superficie utile 100 mq
  • Localit : Mantova
  • Tenuta all’aria: n.50 < 0.6
  • Edificio basso consumo 30 kWh/mqa (Fabbisogno termico invernale)
  • Edificio basso consumo 30 kWh/mqa (Fabbisogno termico estivo)
  • Acqua calda sanitaria ACS: 25 kWh/mqa
  • Perdite impianto riscaldamento + raffrescamento + ACS : 15 kWh/mqa
  • Fotovoltaico: Potenza installata 3.0 kW – Produzione annua 3000 kWh/anno
  • Illuminazione: Led e apparecchiature domestiche in classe A+ o superiori.
  • Impianto: Pompa di calore PdC aria-acqua 4 kW con temperatura esterna di progetto -2 °C
  • Consumo acqua fredda per produrre acqua calda : 55 mc/anno

Considerando una efficienza stagionale media annua per riscaldamento + raffrescamento + produzione acqua calda sanitaria pari a 2.5 (COP) andiamo a definire i consumi annuali presunti (di calcolo):

  • INVERNO : 30 kWh/mqa / 2.5 = 1.200 Kwh/anno di energia elettrica
  • ESTATE : 30 kWh/mqa / 2.5 = 1.200 Kwh/anno di energia elettrica
  • ACQUA CALDA : 25 kWh/mqa / 2.5 = 1.000 Kwh/anno di energia elettrica (se vi sembran troppi, passate all’acqua calda a costo zero!)
  • PERDITE IMPIANTO ANNUALE : 15 kWh/mqa / 2.5 = 600 Kwh/anno di energia elettrica
  • Consumo medio annuo di energia elettrica per illuminazione, lavatrici, lavastoviglie, phon etc.: 2.500 Kwh/anno di energia elettrica (lavatrice 220 kWh/anno + lavastoviglie 250 kwh/a + televisore 100 kwh/a + frigorifero 180 kwh/anno + asciugatrici 500 kWh/a)

Notate questi 2 aspetti importantissimi:

  1. il consumo elettrico complessivo annuale per impianti è 4000 kWh/anno
  2. il consumo elettrico complessivo annuale per l’utilizzo elettrico è 2500 kWh/anno

Cosa intendo dire? che i consumi elettrici diventano importantissimi e fondamentali nella gestione energetica, e quindi economica, di un’abitazione ad alta efficienza (incidono moltissimo).

Riassumendo:

  • Consumo elettrico complessivo: 6500 kWh/anno
  • Importo annuale: 1600 €/anno (applicando un costo energia pari a 0.24 €/kWh)

L’impianto fotovoltaico produce sì 3000 kWh/anno nella nostra simulazione, ma riusciamo ad utilizzarla direttamente per un 20% circa (600 kWh/anno) il resto viene scaricato in rete: la nostra elettricità in eccesso finisce sempre immessa nella rete pubblica e poi andremo a riacquistarla ad un prezzo più elevato nel momento che ci serve ;( – forse è venuto il momento di pensare seriamente all’auto elettrica e aumentare quel 20% di autoconsumo.

Non ho previsto nessuna batteria di accumulo perchè ancora oggi i costi troppo elevati non garantiscono vantaggi economici al cliente finale: batterie da 10 kW costano mediamente 8000€. Restano valide per il sogno di autoarchia.

Riassumendo ancora una volta:

  • Consumo elettrico complessivo: 5900 kWh/anno
  • Importo annuale: 1400 €/anno (applicando un costo energia pari a 0.24 €/kWh)

Ma adesso andiamo dritti al punto! fin qui abbiamo parlato di consumi annuali presunti (di calcolo)… per monitorare e verificare che i calcoli dei tecnici o meglio le aspettative possano essere verificate, cosa ci serve?

Beh, per fare le cose seriamente ci serviranno:

  1. un contatore acqua fredda prima dell’ingresso nel bollitore acqua calda
  2. un contatore elettrico per la pompa di calore
  3. un contatore elettrico per la VMC
  4. un Datalogger CO2, umidità e temperatura ambiente
  5. un Datalogger CO2, umidità e temperatura esterno

Ovviamente è possibile visualizzare in tempo reale anche via web tutti i relativi dati energetici su base giornaliera, mensile e annuale mediante una visualizzazione grafica o tabellare, ma si può procedere in maniera meno onerosa riportando a mano i consumi su foglio excel.
Non costa proprio tantissimo un sistema base di monitoraggio, circa 600€, e avrete finalmente il controllo del vostro impianto nel tempo.
Per monitorare ancora meglio l’impianto vi è necessità di prevedere un contabilizzatore di energia verso l’impianto di riscaldamento e verso la produzione di acqua calda sanitaria.

Consiglio sempre per il primo anno o due di dare il monitoraggio in mano al vostro centro assistenza di fiducia o al vostro tecnico (purchè ne abbiano le competenze, non banali).

Ovviamente prima di questo momento ci deve essere stato il collaudo del vostro impianto di riscaldamento e raffrescamento, nonché la taratura del sistema impiantistico e della VMC. Monitorare servirà ad agire per migliorare l’efficienza e quindi ridurre i consumi e anche per mantenere gli impianti in efficienza.

Siamo tutti innamorati dell’idea di ricevere dal sole l’energia di cui abbiamo bisogno, ed è corretto! ma consiglio sempre di non implementare il vostro edificio con troppa impiantistica rinnovabile, per le vostre tasche naturalmente! e davanti ad una scelta ricordate sempre di chiedere un calcolo del ritorno economico firmato e timbrato dal progettista degli impianti.

Non vi potrà mai essere efficienza senza monitoraggio e controllo.

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Agli esperti-lettori possiamo solo consigliare Topten

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La settimana scorsa Marco mi faceva notare una cosa:

  • in Italia non siamo abituati ad avere siti indipendenti che mettono a confronto per la grande platea, che siamo noi, le varie apparecchiature sia dal punto di vista economico che di rendimento, che spazia dalle pompe di calore, alle stufe a legna, alle lampadine, alle lavatrici etc. a tutto in pratica!

Invece già al di là del confine, senza arrivare fino in Germania, possiamo trovare facilmente e velocemente i migliori prodotti al migliore prezzo. Stiamo parlando di Topten che si focalizza sull’efficienza energetica, un impatto ambientale ridotto e la qualità, rimanendo neutrale e indipendente.

Neutrale e indipendente?

questa sì che è una cosa di cui abbiamo bisogno, tutti!

Allora venite con noi a leggere su www.topten.ch nella nostra lingua (ricordate di selezionare la lingua italiana nel menù in alto a destra se non masticate Schwyzerdütsch) e informiamoci bene prima di fare acquisti sbagliati o “poco-esperti”.

Da Aprile esiste anche Topten Italia, che non abbiamo avuto il tempo di testare, fatelo voi e scriveteci, i commenti sono aperti e non serve registrarsi!


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Solo luci LED che non fanno male alla salute

Deluso dalla bolletta salata? Sì è così, consumiamo pochissimo, ma i costi fissi restano troppo alti per sentirci soddisfatti, comunque non per questo installeremo lampadine senza alcun riguardo al consumo reale.

Noi, il risparmio, ce l’abbiamo nel sangue.

Bene, prima di lanciarvi nell’acquisto di tutte le lampadine che vi servono proviamo a capire il tipo di lampadina che bisognerebbe comperare, dal punto di vista  del basso consumo  e dal punto di vista della nostra salute.

Alcuni LED, purtroppo, emettono picchi di luce blu dannosi per la nostra salute (ciclo del sonno, produzione di melatonina, umore, danni alla retina). E lo stesso problema esiste per TV tablet e cellulari naturalmente…

Ma come si può capire se le lampadine che stiamo comprando sono del tipo quasi a emissione “solare”? Ci metteremo tutti a fare misurazioni tramite spettrometro?

La luce blu, di sera, distrugge il nostro sistema endocrino. Se vuoi approfondire puoi leggere questo articolo della Harvard Medical school.

Ho letto in giro che praticamente tutto quel che viene venduto oggi ha un picco di emissione nella parte blu dello spettro. Prima o poi si venderanno LED che possono emettere uno spettro luminoso quasi uguale a quello del sole (completo e bilanciato e ottimo per la nostra salute). SunLike sarà il suo nomignolo.

Fino a che non si potranno comperare LED a spettro solare bisognerebbe rimanere con le vecchie lampadine ad incandescenza (divenute introvaibili) o in alternativa, quando cala il sole, andarsene tutti a dormire, o chiacchierare a lume di candela!

Il fatto è che se non vogliamo bruciare 100 Watt per stare a tavola la sera bisognerà pur sceglierla la nostra lampadina LED!

Visto che c’ero mi sono messo a fare una ricerca per trovare lampadine LED che garantiscano un CRI abbastanza vicino a 100 (CRI 100 = luce naturale)… difficile! Troverete sempre un indice di resa dei colori pari a 80.

Le vecchie lampadine ad incandescenza, quelle sì che vanno bene e fanno bene, purtroppo fanno più caldo che luce e questo non è molto efficiente!

Per acquistare lampadine eccellenti possiamo riferirci ai Lumen e ai Watt?

Sarebbe troppo facile: 

  • una lampadina LED indica facilmente il consumo di energia (i Watt) e l’ emissione luminosa ( i Lumen), poi bisogna guardare la sua resa cromatica (CRI o IRC in italiano)

E se la nostra casa vuole fare attenzione ai materiali e alla salubrità degli ambienti interni figuriamoci se possiamo permettere a qualche luce LED di rovinare tutto il progetto!

Ma perchè una cattiva luce LED può nuocere alla salute?

La radiazione ottica è una radiazione elettromagnetica assorbita dai tessuti quindi riguarda pelle e occhi:  la luce eccita gli elettroni delle molecole cellulari (rompe e riorganizza i legami chimici). E così la luce blu può danneggiare i foto ricettori della retina.

Se esponiamo ai raggi UV la pelle, questa attiva il suo meccanismo di protezione:  si abbronza o si brucia.

Anche le strutture superficiali dell’occhio reagiscono:  i danni alla retina si hanno solo con raggi tra i 300 nm ed i 1400 nm: danno fotochimico da luce blu (fotoretinite). Dalla luce visibile invece l’occhio si difende da solo o chiudendosi o restringendo la pupilla per proteggere la retina.

Nei paesi dell’Unione Europea, ed in Italia, si vendono solo lampadine con marchio CE ma non vuole ancora dire nulla sulla qualità della luce LED quindi evitiamo sempre le lampadine (anche all’esterno, anche in giardino) che hanno un’emissione elevata di luce blu:

  • una lampadina LED con 2700 K (bianco caldo) è meno pericolosa
  • una lampadina LED con 5000 K (bianco freddo) ha un picco di luce blu di intensità superiore quindi è più pericolsa

La normativa IEC 62471 attribuisce anche ai LED una classe di rischio in base ad una serie di misurazioni che potete leggere qui.

Se in ufficio dovete per forza maggiore convivere con un’illuminazione sbagliata avete 3 possibilità:

 


L’ARPAV ci ricorda che:

  • la componente di luce blu causa effetti ambientali negativi sia su flora e fauna, sia per quanto riguarda l’inquinamento luminoso del cielo. Si raccomanda di utilizzare sorgenti con temperatura di colore il più bassa possibile, sempre nel rispetto della Legge Regionale n. 17/09 e delle norme tecniche di settore.


            

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Troppa illuminazione stradale, il troppo storpia

Illuminazione stradale: progetto per migliorare la visibilità notturna.

Il progetto “Pavement Surface characterisation for smart and efficient road lighting” vuole fornire le conoscenze per illuminare meglio ogni via asfaltata, riducendo il rischio di incidenti e limitando i consumi energetici.

Ci penserà l’Istituto Nazionale di Ricerca Metrologica (INRIM) a studiare quanta luce e quanti lampioni servono per una buona visibilità notturna a seconda del tipo di asfalto. E’ la giusta illuminazione a determinare la capacità di distinguere la strada dal terreno circostante e di rilevare eventuali ostacoli presenti in carreggiata.

Ho letto che la normativa europea risale a 40 anni fa, e certamente è così – ma se ci mettiamo a migliorare le condizioni di guida attraverso un’accresciuta visibilità notturna del manto stradale, cosa succederà? diminuiranno gli incidenti o permetteremo agli automobilisti di correre come se fosse giorno?

Mi pare che i limiti di velocità autostradale scendano in caso di pioggia o di nebbia.. allora perchè non investire in segnaletica intelligente e rallentare il traffico in caso di scarsa visibilità notturna? anche il rumore si abbasserebbe.

Il Creatore ha fatto il giorno e poi la notte, vogliamo tornare un po’ sui nostri passi o dobbiamo impazzire tutti completamente?

illuminare meglio ogni via asfaltata ???

ma siamo diventati matti? lasciateci il buio che già è poco.

Oggi l’Europa ha dotato di illuminazione notturna quasi la metà dei 5,5 milioni i chilometri di strade asfaltate.

Propongo di investire la stessa cifra su altri fronti, non mancano.

Quanto ho commentato è frutto della mia piccola opinione sull’argomento.

Se vi interessa leggete quanto scrive Mario Di SoraPresidente UAI, che si è tolto la curiosità di verificare se è proprio vero che i posti più illuminati siano quelli con percentuali minori di incidenti (in base ad alcuni dati raccolti è emerso che, il più delle volte, così non è).

E i pipistrelli? scommetto che li avevate dimenticati! e poi a chi piacciono? Signori, devono essere protetti in maniera rigorosa (art. 2 della L. 157/1992; all. II e III della Convenzione di Berna, resa esecutiva con la L. 503/1981; all. II della Convenzione di Bonn, resa esecutiva con la L. 42/1983; all. B e D del D.P.R. 357/1997; Accordo sulla conservazione delle popolazioni di pipistrelli europei, reso esecutivo con la L. 104/2005). Potete approfondire l’argomento ILLUMINAZIONE ARTIFICIALE NOTTURNA E TUTELA DEI CHIROTTERI andando al link.

Tuteliamo l’oscurità naturale notturna!

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Consumo elettrico di casa, le fasce orarie

Il mio consumo elettrico di casa è monitorato mese per mese dall’ormai lontano 2007. Me ne occupo io, il primo giorno del mese riporto nel mio foglio excel la lettura del contatore. Fino a che c’era il vecchio contatore copiavo la lettura e tutto era fatto, ora, con il nuovo contatore elettronico devo premere il noioso tasto rotondo per trascrivere le 3 letture delle rispettive 3 fasce orarie F1 F2 F3 (un po’ più laborioso, qualche attimo in più). Incomprensibile resta il fatto che il generoso display (che sta lì a far nulla se non stimolato dal bottone rotondo) non riporti già la lettura ben visibile al disgraziato utente (disgraziato perchè ha un apparecchio nato con questa piccola enorme disgrazia).

consumo-elettrico-casa-fasce-orarie-03

Sì sono polemico, so che è una questione di qualche secondo! ma tutti gli italiani devono stare con il naso all’insù, matita nell’orecchio, post-it sul naso, e indice premuto sul bottone rotondo sperperando 15 secondi (se sono ben allenati) per fare l’autolettura:

  • 15 secondi x 12 mesi x 20 milioni di italiani = 1 milione di ore dedicato all’autolettura

Giacchè 8.760 ore corrispondono ad 1 anno di vita, possiamo affermare che il paese Italia butta circa 114 anni di tempo per riuscire a fare l’autolettura del nuovo contatore elettronico riprogrammato sulle 3 fasce di consumo (Tariffe Triorarie).

consumo-elettrico-casa-fasce-orarie-04

All’ingegnere che ha partorito il display del contatore elettronico bisognerebbe dare 114 sculaccioni in piazza e senza mutande.

Ma chiudiamo qui questa brutta storia e l’orribile punizione.

La gara contro me stesso è proseguire anno dopo anno ad abbassare i consumi elettrici – come in guerra e in amore tutto è permesso – l’importante è abbassare i propri consumi! Se anche voi tenete d’occhio i vostri, già sapete che ogni mese dell’anno ha il suo tipico consumo medio espresso in kWh: a casa nostra, per esempio, il picco massimo è in febbraio e quello minimo cade sempre ad agosto. Perciò si deve mirare ad abbassare il consumo mensile dello stesso mese nell’anno precedente e così via. Ecco perchè torna utile il foglio excel!

Forse avete già fatto tutto il possibile per ottenere consumi contenuti:

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dagli elettrodomestici in classe energetica elevata A++ fino a tutte le lampadine sostituite con quelle di nuova generazione LED (mi raccomando.. bianco caldo: la temperatura di colore 2700K crea un ambiente accogliente e caldo) senza piombo o mercurio e senza radiazione di IR o UV. 

Che fare allora?

Non si può che giocare d’astuzia: sfruttare al massimo le tariffe Triorarie: il prezzo dell’elettricità è differenziato. Le tariffe triorarie A1 A2 A3 sono applicate ai piccoli consumatori e a tutte le piccole imprese con meno di 50 dipendenti, un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro e i cui punti di prelievo nella titolarità delle stesse siano connessi in bassa tensione.

consumo-elettrico-casa-fasce-orarie-02

Pensate che le fasce orarie F1 F2 F3 siano ben evidenziate in fattura? Scor-da-te-ve-lo! Un grande tam tam per farci conoscere che Enel diventa Servizio Elettronico Nazionale (come se all’utente interessasse) e che la bolletta sarà nuova (un’intera pagina A4 stampata solo fronte per farci vedere l’esempio di bolletta precedente dell’utente XXX e l’esempio di bolletta attuale) anzichè far conoscere a tutti gli italiani con precisione le fasce orarie!

Naturalmente oscurare l’informazione è un obiettivo molto comune in Italia: il popolo deve stare ignorante per governarlo meglio.

A pagina 3 della vostra bolletta potete leggere: << Vuoi conoscere le fasce orarie? Vai su servizioelettriconazionale.it >>

Purtroppo è così, questa informazione è oscurata in bolletta!

Si sa, la bolletta prima o poi arriva a tutti, e tutti potrebbero leggerla scoprendo quali sono le fasce orarie! meglio oscurare meglio oscurare!

Collegatevi ad internet e perdete un po’ di tempo se volete scoprire  le fasce orarie F1 F2 F3. Intanto io ve le riporto qui sotto:

consumo-elettrico-casa-fasce-orarie-01

Nella fascia oraria più economica F3 noi cerchiamo di concentrare le lavatrici (prima delle 7:00 la centrifuga completa il ciclo e la biancheria si può già stendere): un piccolo gesto, un po’ di programmazione e in un anno diventano numeri!

Nella fascia intermedia F2 si potrebbero concentrare tutte le lavastoviglie se non avete la fortuna di avere una cucina chiusa e farla lavorare durante la notte senza venire disturbati!

Insomma, se abbiamo già fatto ogni sforzo non ci rimane che sforzarci di consumare elettricità in fasce orarie dove il kWh costa poco.

       

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Indipendenza energetica di casa nostra

Il sogno di eliminare la dipendenza dalla fornitura di gas deve restare tale?

  • pannelli fotovoltaici
  • geotermia in pompa di calore
  • VMC centralizzata
  • pannelli solari termici
  • impianto di recupero acque piovane e grigie per utilizzo idrosanitario (non potabilizzazione) e irrigazione giardino

sono tutte cose disponibili e già funzionanti in molte abitazioni, ma facciamo una nota di chiarimento, così da non confondere le richieste di energia dell’involucro e degli abitanti! esse vanno distinte in

  • energia elettrica
  • e energia termica

tutto indipendentemente dalla volontà di eliminare il gas come veicolo energetico.

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-06

La geotermia aiuta solo quella termica (che ovviamente avendo come generatore una pompa di calore si traduce anche in una minore richiesta elettrica) ma per una costruzione monofamiliare a bassissimo consumo rimane una spesa poco ammortabile – l’investimento iniziale è molto elevato.

L’energia elettrica ci serve… e per rendersi quanto maggiormente possibile autonomi l’unico consiglio, ad oggi, è abbinare il fotovoltaico a sistemi di accumulo elettrico di nuova generazione quali il modulo UNE con batteria al sodio cloruro nickel brevetto Fiamm ( sono ancora costosi ed ammortizzabili non prima di 7/8 anni ).

Costruire un edificio autonomo, diciamo autarchico, resta di fatto troppo costoso e troppo complesso per la tecnologia attuale.

Se non è ancora possibile poter fare a meno di qualsiasi rapporto o scambio con gli altri consoliamoci con il fatto che una Passivhaus monofamiliare da 150 mq presenta al padrone di casa costi complessivi di gestione (energia termica + elettrica) intorno ai 500 €/anno. Si può dire che per evitare spese mensili di 40€ sia inutile la ricerca dell’autonomia assoluta.

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Lo standard passivo è anche la richiesta dell’Europa per i nuovi edifici a partire dal 2020 e non è fantascienza: ci sono oltre 50.000 fabbricati edificati ad oggi. E’ il miglior risultato ottenibile in rapporto costo / rendimento / comfort abitativo e, non da ultimo, rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

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Come esempio posso citare la casa qui sopra, da noi costruita a Roncone (TN), una delle prime case attive italiane certificata Passivhaus:

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La produzione di energia elettrica è maggiore del totale dei consumi dell’intero fabbricato includendo:

  • riscaldamento
  • deumidificazione
  • produzione acqua calda sanitaria
  • ventilazione meccanica
  • illuminazione
  • energia elettrica primaria per utilizzi domestici (frigorifero, lavatrice, lavastoglie, asciugacapelli, etc )

Ovviamente la casa si considera a bilancio positivo su base annuale poichè durante la fase invernale preleva l’energia eventualmente necessaria dall’esterno e la compensa con la sovrapproduzione estiva: come già detto, è estremamente complesso e costoso rendersi autonomi durante l’inverno e dati i ridottissimi costi di mantenimento di una Passivhaus, assolutamente antieconomico.

immagini e testo offerte da:
aktivhaus.eu logo
aktivhaus.eu address 

per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

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La mia futura auto è in progettazione

Ho investito tutto nella casa, non potrei mai permettermi una macchinona potente veloce e lussuosa. Ricordo un’ emozionante corsa in Porsche Targa di un conoscente quando ancora non avevo l’età della patente

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e più tardi, sempre sul sedile del passeggero, una corsa su strade innevate dentro ad una scomoda ma strabiliante MG

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Strada di montagna, in salita grazie al cielo. Dopo i primi tornanti mi sono sentito fortunato – fortunato di esserci ancora. Una lumaca davanti a noi – ho subito pensato di essere salvo. Sorpassiamo. Non credevo fosse una manovra possibile per la fisica (già a quei tempi ero una schiappa in fisica) – il sorpasso riesce alla perfezione, stupisce me e anche i sorpassati, da lì in poi nessun ostacolo. La MG sembrava volare sul ghiaccio.

Forse tutti noi che abbiamo visto l’auto crescere, diffondersi, migliorare e diventare anche comoda veloce e parca grazie al continuo downsizing dei motori abbiamo avuto il sogno di guidare qualcosa di forte da grandi.

I tempi sono cambiati, come i gusti e i sogni. Per me il rombo è diventato un fastidio e il motore a scoppio stesso mi sembra un vecchiume tenuto in vita perchè c’è tanto petrolio.

Mi muovo ancora anch’io con un’auto a benzina,

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ma la gran voglia del modello successivo e di cambiare auto è sparita col tempo e l’età. Un’auto nuova, bella pulita e profumata è sempre un piacere, non lo posso negare… ma l’idea di sollevare il cofano e trovarci sotto l’ennesimo groviglio maleodorante mi delude al solo pensiero.

Ho isolato il tetto di casa con 22 centimetri di fibra di legno con la speranza di avere inverni più piacevoli ed estati meno calde, ho coibentato anche le pareti dall’esterno per ridurre le dispersioni: un grande investimento. Lungimiranza? Visione del futuro? Voglia di Indipendenza da tanto bisogno di energia? Questione di agevolazioni fiscali? Un po’ tutte queste cose messe insieme.

Ma se credo nell’abbassamento della bolletta energetica e delle emissioni, posso sognare di correre con un’auto a benzina o a gasolio?

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Il sogno se n’è andato – ho altri sogni.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

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Non voglio più un’auto a benzina o a gasolio. So che ce ne sono di bellissime, ce ne sono di tutti i colori e per tutte le tasche, ma mi pare di comprare una roba vecchia. Una cosa che non ha più senso.

I più tecnici e i più informati mi vorranno ricordare che l’auto elettrica utilizza comunque energia non pulita: l’emissione di CO2 per ogni kWh elettrico prodotto, varia notevolmente tra le nazioni e dipende dal mix di fonti energetiche utilizzate per produrre energia. Considerando l’ energia elettrica e calore generati da combustibili fossili, nucleare, idroelettrico, geotermia, solare e biomasse in Italia  l’impronta CO2 g/kWhel vale 406 (se consideriamo solo la produzione di energia elettrica (non calore) il valore sarebbe maggiore, 531). Se vuoi approfondire clicca qui.

Quindi, lo so che l’energia elettrica è sporca e il suo trasporto dalla fonte all’utilizzo è inefficiente, ma almeno lo “sporco” è concentrato alla produzione: al mio passaggio non tolgo il respiro ai passanti sul marciapiede, alle biciclette che mi seguono e alle finestre che affacciano sui viali. Non esco dal giardino avvelenando i bambini che giocano. Secondo me, chi può permetterselo deve guidare elettrico, e dare una buona spinta al mercato in tal senso.

Il futuro non può più essere bruciare il petrolio sotto il cofano.

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Con meno di 1,5 € di corrente per 100 km potrei guidare questa 100% ELETTRICA:

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Tra il suo costo e le dimensioni, sicuramente mi tengo la mia vecchia e buona auto ancora qualche annetto. Sarebbe un incubo sborsare una cifra simile per muovermi con quest’auto lillipuziana. Questa Citroën C-ZERO con motore elettrico di 49 kW, alimentato da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 14,5 kWh garantita 8 anni o 100.000 Km, raggiunge i 130 km/h e un’autonomia di circa 150 km. Ma con il suo prezzo si può fare efficienza energetica ad una casa intera e l’emozione di guidare una C zero credo sia poco superiore al suo nome.

Gallina vecchia fa buon brodo:

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Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Ovviamente elettrica! E non ibrida: non voglio nemmeno per sogno avere un motore termico con tutte le noie e rogne annesse + un nuovo motore elettrico d’aiuto per compensare i consumi e le prestazioni. Se devo spendere per guidare un’ibrida rinuncio subito, mi tengo la mia gallina vecchia.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Allora vorrei guidare il futuro. Il passato l’ho già guidato abbastanza, la mia prima auto risale al febbraio 1985. Sono trent’anni che vado dal benzinaio.

Ho prenotato questa

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Potrebbe essere il mio “pesce d’aprile” per i lettori, ma potete farlo anche voi con 1.000€ cliccando sulla pagina ufficiale Tesla Model 3.

Mi sembra una cifra ben riposta, un buon passo per concludere bene il 2017:

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Avrete già sentito parlare di Tesla… chi è stato a KlimaHaus 2016 a Bolzano l’avrà anche vista parcheggiata nel piazzale, si trattava della grossa Model S, la bestia per pochi:

klimahaus 2016 bolzano tesla model s

Verso la fine del 2017 Tesla promette di consegnare il nuovo Model 3, la sua piccola elettrica, ad un prezzo di circa 35mila Euro, che è il prezzo di una Passat 1.6 Turbodiesel (sentito che parola orribile? .. tur-bo-die-sel).

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La Model 3 non è proprio una piccola:

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Sono pochini 345 km di autonomia?

Me li farò bastare. Pianificherò meglio i viaggi, sarà il prezzo da pagare per indirizzare il futuro nel verso giusto, già che i Supercharger sono paline di ricarica gratuite! E dopo pochi minuti, dalla stazione che contiene vari Supercharger, si può riprendere il viaggio: guarda dove li trovi sulla mappa.

In fondo, se per colpa della scarsa autonomia acquistassi un’altra auto a gasolio è come se dicessi al mercato dell’automobile << continuiamo così, facciamoci del male >>

Ma torniamo a parlare di corrente, di energia elettrica:

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Tesla propone la Powerwall che è una batteria domestica che si carica utilizzando l’elettricità generata dal fotovoltaico o quando le tariffe elettriche sono basse. Per la casa è comunque una riserva di energia elettrica di backup.

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Powerwall consente di massimizzare l’autoconsumo di energia solare: con 6,4 kWh di capacità di accumulo di energia possiamo sfruttare l’elettricità generata dal fotovoltaico tutte le sere:

  • è una batteria agli ioni di litio ricaricabile con controllo termico del liquido garantita 10 anni con 92,5% di efficienza CC in entrata e uscita
  • potenza di 3,3 kW e profondità di scarica 100%
  • tensione 350 – 450 volt compatibile con reti elettriche monofase o trifase.
  • corrente 9,5 Ampere (il convertitore CC/CA non è incluso)
  • 97 kg da attaccare al muro

Un po’ di indipendenza non guasta:

 Ho sempre detestato il fotovoltaico e il conto energia e i finanziamenti e la burocrazia che li accompagna, ma un impianto fotovoltaico che ricarica la mia batteria e la sera o in caso di problemi alla rete elettrica, essere in grado di alimentare la mia casa, e i miei elettrodomestici, mi alletta molto:

  • usare l’energia solare accumulata mi piace molto di più dell’idea di rivenderla alla rete per fare una mini speculazione. 

Italia 1a al mondo x contributo fotovoltaico in mixelettrico nazionale

Sapete che la classifica dell’efficienza energetica vede l’Italia al 1° posto, davanti a Germania e Regno Unito? Lo rileva il “Ranking 2016 dell’Efficienza Energetica Mondiale”. Non abbassiamo la guardia!

E voi? come la pensate? Continuiamo così?

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A!

Per questo blog ho inventato una nuova categoria: CATTIVE ABITUDINI in CASA.

Sono mosso dall’esperienza accumulata in questi anni: il committente chiede consulenza per fare corrette scelte in fatto di isolamento termico ed efficienza energetica, ma nello stesso tempo non riesce ad abbandonare le proprie cattive abitudini. Abitudini che vanno esattamente nel senso contrario alle sue nuove richieste ed aspettative. Dal cattivo uso delle finestre fino allo spreco di energia elettrica o di acqua potabile.

Prima di costruire la Classe A, comportiamoci da Classe A!

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-01

E soprattutto prima di cadere in fuel poverty, la povertà indotta dalle spese per l’energia, comportiamoci in modo più efficiente! senza aspettare una legge, un’agevolazione fiscale o la consegna della nostra prima casa passiva.

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-03

La questione energetica del nostro paese non mi sembra rosea. Circa l’8% della popolazione è a rischio povertà, sono oltre 4 milioni le persone che davanti all’aumento di una tariffa possono finire nei guai.

Ci siamo abituati all’elettricità e al gas come fosse quasi un diritto del nostro tempo, riusciremo a mantenerlo? Potremo sempre permettercelo?

Cadere o no in povertà energetica dipende dal nostro reddito. Ma possiamo permetterci di “consumare” tanta energia? E chi può pagare la bolletta senza fatica può vivere serenamente circondato da fenomeni di esclusione sociale all’energia?

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-02

La fuel poverty c’è, le famiglie che ricevono la minaccia di sospensione delle forniture d’energia ci sono, più per l’elettricità che per il gas. Quando il 25% del reddito viene speso per bollette siamo ad alto rischio e il rischio è la terza guerra mondiale. Sì lo stato ci può sostenere con il Bonus Sociale, ma siamo noi a dover pensare a noi stessi.

Comportiamoci da classe A prima di piangere bollette che non possiamo pagare.

L’efficienza energetica, siamo noi! Seguitemi nei prossimi articoli che potete facilmente trovare uno sotto l’altro cliccando qui, e sforziamoci di abbandonare le nostre cattive abitudini.

Ci credereste che nel 2014 il 40% degli aventi diritto ha usufruito del bonus sociale energia e il 53% degli aventi diritto al bonus gas (risultati di una recente indagine del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU))?

Siete una famiglie numerosa? in condizione di disagio economico? titolari di un regolare contratto di fornitura di energia o gas? non superate il valore ISEE di 7.500 euro? ? o 20.000 euro? con 3 figli a carico? vivete con un soggetto in gravi condizioni di salute mantenuto in vita da apparecchiature domestiche elettromedicali? …informatevi allo Sportello del Consumatore dell’AEEGSI, numero verde 800 166 654, oppure sui siti web: www.autorita.energia.it, www.acquirenteunico.it, www.bonusenergia.anci.it. oppure presso i Comuni, i Centri Civici ed i CAF sulle modalità per la presentazione delle rispettive domande.

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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Candele e VMC, compagni perfetti

Le festività e le temperature basse invogliano a stare in casa. Una bella atmosfera in famiglia può regalare bellissimi momenti e bei ricordi. La giusta illuminazione ha un ruolo fondamentale e le candele sono buone alleate in questo.

candele e VMC, compagni perfetti

Purtroppo la South Carolina State University ha condotto uno studio sugli effetti della paraffina: in effetti le candele emettono diversi composti organici volatili cancerogeni (VOC):

  • acetone,
  • acetaldeide,
  • benzene,
  • disolfuro di carbonio,
  • tetracloruro di carbonio,
  • monossido di carbonio clorobenzene,
  • creosolo,
  • ciclopentene,
  • etilbenzene,
  • formaldeide,
  • fenolo,
  • stirene tetracloroetilene,
  • toluene,
  • tricloroetene e xilene
  • micro fuliggine.

Idem per incensi o profumatori di ambiente. E allora? Addio al lume di candela? La salute in cambio di una luce soffusa?

La ventilazione meccanica controllata non potrebbe essere la soluzione più adatta? Il recupero del calore potrebbe anche avvantaggiarsi dei Watt portati dalle candele accese.

Vorrei sottolineare che anche se spegnessimo le candele in casa per sempre, la qualità dell’aria, per colpa di tante cose (che spesso nemmeno conosciamo), non è buona: progettiamo seriamente l’installazione di una VMC oppure di alcune VMC decentralizzate. Queste ultime possono servire anche due ambienti alla volta, ciò dipende dalla disposizione dei vani, ma è spesso facilmente realizzabile.

candele e VMC, compagni perfetti

Avete mai pensato di regalarvi una VMC? E’ un elettrodomestico che dà tante soddisfazioni!

vale sempre il motto:

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Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Dai dati del Q2 2014 European Architectural Barometer reportsecondo gli architetti, nei prossimi cinque anni in Italia sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento, seguita dal riscaldamento a pavimento e dal fotovoltaico. In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore e le soluzioni adatte al recupero del calore.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Ma in che mani siamo? E’ l’architetto che solitamente accompagna il committente nel più o meno lungo percorso verso la nuova casa. E’ lui che ascolta le esigenze, i sogni e le aspettative e diventa la prima figura in fatto di proposte e soluzioni.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento

  • che dire? anche il più imbecille che è andato all’ IKEA sabato scorso si è reso conto che la lampadina con tecnologia LED consuma 10 volte meno di quella che ha a  casa (e senza completare studi di architettura).

il riscaldamento a pavimento

  • non per dire che sono stato il primo, ma senza sapere nulla di risparmio energetico già nel lontano ’96 avevo deciso che i termosifoni sarebbero rimasti un ricordo della casa di mia mamma e infatti ho posato uno dei primi pavimenti radianti a Padova. Ammetto di non averlo gestito bene e di aver buttato tanti soldi in un pannello di controllo tanto avveniristico quanto inutile per gestire orari, giorni, settimane e stagioni per zone: 200mq gestiti male, ma a pavimento… (cattivi consiglieri, cattivi consigli). Dal 2005 sono alla gestione del mio secondo personale impianto radiante, senza pannello di controllo stile Soyuz Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico e senza sonda esterna: il pilota sono io. Grande comfort e grande risparmio in casa energivora.  Sottolineo: e-ner-gi-vo-ra, energivora! Molto disperdente, per capirci. Spero che gli architetti che prevedono largo uso di radiante  a pavimento conoscano bene le esigenze di case più coibentate che negli anni passati riguardo l’inerzia e la gestibilità dell’impianto in relazione agli apporti solari diversi per ogni edificio e per ogni zona climatica.

e il fotovoltaico

  • sì, ma quanto fotovoltaico? per quale consumo? per quali esigenze?

In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore

  • la caldaia a condensazione si è fatta un nome nel campo del risparmio energetico! e poi la caldaietta ce la fa sempre: “nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza e in povertà, in salute e in malattia, ripongo la mia fiducia in te ora e per …” Allora? le pompe di calore non danno fiducia agli architetti perché dietro ci dev’essere una buona progettazione? Eppure è il futuro!

e le soluzioni adatte al recupero del calore

  • ho incontrato di rado (mai) architetti favorevoli alla ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Sono veramente preoccupato per il comfort dei loro committenti.

vale sempre il motto:

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