Tetto fresco d’estate combinando materiali di diversa densità?

Come quella di molti professionisti anche la mia casella di posta elettronica è bombardata di pubblicità per soluzioni edili di ogni tipo. In questa stagione le più gettonate sono le soluzioni di isolamento termico che riguardano la protezione estiva, quindi si parla di sfasamento.

Ricordiamoci che lo sfasamento è il tempo impiegato dall’onda termica per passare dall’ esterno all’interno di un edificio, si misura in ore ed è influenzato dalla scelta dei materiali e dalla loro posa in opera.

+ SFASAMENTO = LENTO SURRISCALDAMENTO

Vi sembra un buon consiglio quello di impiegare lana di roccia con elevata densità a supporto dell’ EPS con grafite dalle elevate prestazioni isolanti?

 Ad esempio, per l’isolamento di un tetto in legno, è di moda suggerire un pannello in EPS con canali di ventilazione, accoppiato a un pannello in lana di roccia. Un pacchetto veloce, semplice e all’apparenza prestazionale che è un “inno” all’ottimo isolamento termico dell’EPS e all’alto valore di sfasamento grazie alla ventilazione e alla densità della lana di roccia.

Descrizione degli stratiSpessore (s) [m]Conduttività termica (l) [W/mK]Resistenza termica [mqK/W]Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
RsiAriaStrato laminare interno1234
1tavolato perline0,0250,1302100600
2freno al vapore0,000450,1801000311
3lana di roccia0,1000,0361030110
4EPS con grafite0,0800,031150015

Ma siamo veramente sicuri di avere uno SFASAMENTO OTTIMALE ?

Se andiamo a calcolare lo sfasamento ottenibile con questa stratigrafia ci possiamo accorgere alla svelta che in estate la prestazione sarà molto deludente, pur soddisfando senza difficoltà quanto richiesto dal nuovo DM 26.6.2015 in fatto di limitazione dei fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di contenimento della temperatura interna degli ambienti (trasmittanza termica periodica YIE < 0,18 W/m2K)

Fattore di decremento (attenuazione)fd[-]0,747
Ritardo fattore di decremento (sfasamento)?[h]5,02
Trasmittanza termica periodica |Yie|[W/m2K]0,131

L’UTILIZZO COMBINATO DI MATERIALI DI DIVERSA DENSITÀ, PER OTTENERE UN EDIFICIO CONFORTEVOLE SIA IN ESTATE CHE IN INVERNO

è un suggerimento da seguire per non sbagliare il pacchetto tetto?

Il pacchetto tetto con lana di roccia + EPS ha uno spessore di 18cm, senza contare quanto crescerà per lo strato di ventilazione e lo spessore del manto di copertura.

Non si poteva suggerire nulla di meglio impiegando veramente bene quei preziosi 18cm disponibili?

Vediamo che prestazioni estive si possono ottenere scegliendo materiali più idonei alla protezione dal caldo. Inseriamo nella stratigrafia la migliore qualità di due pannelli in fibra di legno dove il più sottile, esterno e ad alta densità è il pannello più idoneo ad essere pedonabile durante i lavori in copertura:

Descrizione degli stratiSpessore (s) [m]Conduttività termica (l) [W/mK]Resistenza termica [mqK/W]Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
RsiAriaStrato laminare interno1234
1tavolato perline0,0250,1302100600
2freno al vapore0,000450,1801000311
3fibra di legno0,1600,0392400150
4fibra di legno0,0190,0462400230

Non siamo certamente al top delle prestazioni richieste ad una copertura, ma se confrontiamo i risultati precedenti con quelli ottenibili utilizzando fibra di legno ci rendiamo conto che abbiamo ottenuto un miglioramento vistoso.

Fattore di decremento (attenuazione)fd[-]0,277
Ritardo fattore di decremento (sfasamento)?[h]11,73
Trasmittanza termica periodica |Yie|[W/m2K]0,057

Ecco un motivo per diffidare e valutare con estrema cautela una soluzione di isolamento termico spacciata per OTTIMALE in tutte le stagioni, sia contro il caldo che con il freddo.

Ovviamente un produttore di maglioni di lana tenterà di convincerci che staremo freschi indossandoli anche tutta l’estate. Facciamoci progettare la stratigrafia solo e sempre da chi non ha interessi commerciali in gioco.

Ricordiamo sempre che pannelli isolanti con scarsi valori di calore specifico (espresso in J/kgK) non potranno mai e poi mai avere prestazioni estive eccellenti.

 


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autore: Federico Sampaoli

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  1. per evitare ogni materiale di origine vegetale nell’ambiente sottotetto può sempre optare per la perlite sfusa come strato isolante

    un solaio di sottotetto isolato non peggiora la situazione generale sotto l’aspetto dei ponti termici non attenuati

  2. La ringrazio della pronta e dettagliata risposta.

    Ponti Termici:
    …ha ovviamente ragione, la casa, come molte della sua generazione da queste parti, ne soffre nelle zone da lei indicate, soprattutto nei locali più caldo/umidi. Da considerare anche la presenza di un cordolo perimetrale al solaio esposto esternamente che aggrava ulteriormente la cosa. Aggiungere un isolante sopra il solaio spero non peggiori la situazione da questo punto di vista.

    Materiale Isolante:
    .avevo effettivamente letto in uno dei suoi articoli delle migliori prestazioni della fibra di legno rispetto alla lana di roccia.
    Semmai ne temo:
    – la resistenza al fuoco in caso di cortocircuito (in soffitta verranno stese forassiti con cavi elettrici sotto ai pannelli isolanti)
    – la resistenza all’umidità (materiale appoggiato su soletta di cemento)
    – la calpestabilità

    Devo anche controllarne il costo totale una volta che sarò riuscilo a calcolarne lo spessore spessore per uno sfasamento termico desiderato di 10/12h

    Grazie ancora (contribuirò al vostro utile blog in uno dei modi suggeriti)

  3. già da questo dato che lei ha riportato si può sapere che la lana di roccia è un ottimo isolante, ma non è adatto se si sta cercando la protezione dal caldo: mi riferisco al calore specifico = 1030 J/kgK
    pensi solo al fatto che la peggiore fibra di legno offre già calore specifico = 2100 J/kgK e alcune offrono ben 2400 J/kgK
    potrebbe anche valutare i fiocchi di cellulosa, ottimi contro il caldo, ma serve una macchina per l’insufflaggio

    naturalmente io non conosco le difficoltà di cantiere, quindi non so se lavorare con pannelli rigidi sia facile o difficile o impossibile.

    come materiale sfuso potrebbe anche valutare l’isolante a base di calce e canapa che offre calore specifico di ben 1700 J/kgK.

    i comignoli per il sottotetto sono ottima soluzione.
    se è presente una botola di accesso dal volume riscaldato, l’apertura dovrà avere caratteristiche di tenuta all’aria

    per le pareti immagino che l’isolamento nell’intercapedine sia interrotto su tutti i contorni finestra e ogni volta che la parete incontra la struttura in cemento armato: tutte queste superfici fredde che portano con se i difetti dei ponti termici strutturali potranno essere curate sul lato interno con qualche cm di isolante. L’attenuazione di questi ponti termici sarà ripagato anche dalla più lunga durata delle finiture interne che eviteranno di risultare nel tempo più scure, o peggio, aggredite dalle muffe nel caso succedesse condensa superficiale

  4. Buongiorno Sig. Sampaoli

    sto ristrutturando una villetta indipendente anni 80 – zona climatica D (circa 1900 GG).
    La villetta ha un piano seminterrato (garage) e un piano terra (abitazione oggetto di ristrutturazione) entrambi dotati di solaio in laterocemento (pignatte + soletta).
    Le pareti dell’abitazione son state realizzate in mattoni e dotate di intercapedine interna: laterizi + lana di roccia (5+5cm).

    INTERVENTO:
    Non prevedrei di rifare il tetto perchè è in buono stato e perchè l’intervento risulterebbe troppo costoso.
    Ma intenderei almeno intervenire sull’ultimo solaio per migliorare le prestazioni termiche della parte abitabile, soprattutto d’state.
    Stratigrafia della copertura sovrastante la parte abitata (circa 100mq, h2,78m):

    1) Tetto a padiglione non ventilato in laterocemento:
    – tegole portoghesi
    – tavelloni + soletta cemento (5 + 2/3cm)
    – travi+travetti in cemento
    2) Soffitta non abitata, ma non ventilata
    3) Solaio laterocemento calpestabile:
    – soletta cemento 5/6cm
    – travetti laterocemento + pignatte 18cm
    – intonaco circa 1cm

    Come intervento minimale mi è stato suggerito:
    a) aerare la soffitta praticando 2/3 fori d.10cm alla base del tetto (a cui aggiungerei un paio di fori + comignoli alla sommità)
    b) stendere almeno 10cm si lana di roccia tipo RockWool Duralock Energy in appoggio sulla soletta del solaio
    > densità (doppia) 150 kg/mc circa (200/130)
    > conducibilità = 0,037 W/mK
    > calore specifico = 1030 J/kgK
    > resistenza termica dichiarata per 10cm = 2,70mqK/W

    Le chiederei cortesemente un parere di massima per evitare costosi errori in fase decisionale.

    Grazie in anticipo

  5. se il freno al vapore è stato risvoltato sulla parete lungo le linee inclinate della falda, lì la tenuta all’aria è garantita.
    si deve realizzare lo stesso dettaglio sulla linea di gronda (prima della gronda).

    la posa dell’isolante va possibilmente fatta con 2 strati sfalsati, anche per muoversi agevolmente con i pannelli (che non pesano come l’eps!)

    lo spessore 20cm di isolante su un tetto in legno sembrano tanti: sembrano.
    ne riparleremo dopo la prima estate vissuta lì sotto… 20cm sono anche pochi…

    provare, o calcolare, per credere!

  6. La membrana freno vapore è stata stesa orizzontalmente ed è stato previsto il sormonto della stessa in verticale sul muro perimetrale per circa 10cm, anche tutto il bordo è stato “incollato” con nastro adesivo al muro. Inoltre tra le perline e il muro, su tutto il perimetro, è stata stesa una guarnizione morbida in modo da andare a “riempire” eventuali irregolarità del muro. Secondo lei, la membrana freno vapore, andrebbe stesa anche sulla parte di gronda sporgente dal muro o no, visto che in quella parte non andrà messo materiale isolante?
    Per quanto riguarda la stratigrafia, mi consiglia di fare un unico giro di isolante o due giri nel senso opposto l’uno all’altro? 20 cm mi sembra veramente tanto, più che altro l’altezza totale con onduline ecc diventerebbe veramente importante…

  7. anche logisticamente è molto meglio utilizzare lo stesso pannello per il 1° e anche per il 2° strato in modo da riutilizzare molti pezzi tagliati e avere meno sfrido.
    anche nel momento dell’acquisto del materiale è molto più interessante avere un unico articolo in quantità maggiori.
    consiglio vivamente di chiedere al suo tecnico di leggere le prestazioni estive ottenibili dal pacchetto per rendersi conto del comfort che otterrà dopo l’intervento.
    la preoccupazione di utilizzare materiali ottimi per la protezione estiva temendo un contenimento delle dispersioni invernali insufficiente è inutile.
    comunque potrà chiedere al suo tecnico di leggere il valore di trasmittanza termica ottenuto.
    calcoli o non calcoli le consiglio di partire dai 200mm di spessore o più per fare un investimento oculato.

    circa la membrana freno al vapore sul lato caldo, in base alla struttura lignea del tetto progettata, si otterrà la tenuta all’aria solamente riuscendo a sigillare il telo sulle pareti perimetrali.
    se invece fosse stato previsto solo l’appoggio orizzontale sul perlinato, la tenuta all’aria è assolutamente mancante e la copertura in legno affronterà i rischi delle condense interstiziali nel nodo parete-tetto non adeguatamente progettato e sigillato.
    spero per questo, che le perline non siano già state messe in opera.

  8. La ringrazio per la risposta,
    mi correggo, sul perlinato è stata posta una Membrana freno al vapore da 140gr, sovrapponendo le estremità e bloccandole con punti metallici, dopodichè sono state sigillate le giunzioni con apposito nastro adesivo, quindi per quanto riguarda la tenuta all’aria, penso sia stato fatto un buon lavoro..
    Per quanto riguarda il freno a vapore ho un dubbio, andrebbe steso anche sulla parte di gronda sporgente dal muro o no, visto che in quella parte non andrà messo materiale isolante?
    L’abitazione si trova in zona climatica E (provincia di Mantova).
    Il sottotetto mansardato sarà utilizzato come camera da letto, una parte sarà adibita a bagno e sarà presente il vano scala aperto, che collega piano terra a primo piano.
    Per quanto riguarda la stratigrafia isolante, per ottenere un buon compromesso sull’isolamento sia dal caldo che dal freddo, come dovrei muovermi?
    Pensavo che abbinare due materiali differenti, come mi hanno suggerito in molti, potesse essere una buona soluzione…

  9. domanda interessante.
    la parte più alta della falda che finisce contro il muro riceverà la copertura in onduline in fibra cemento + una scossalina angolare in rame, o altro materiale meno longevo, che sigillata e fissata al muro, garantirà che l’acqua non corra sul manto impermeabile e traspirante sottostante.
    Questa scossalina garantirà la ventilazione che inizia dalla linea di gronda.
    la stratigrafia non è consigliabile:
    – non conosco la zona climatica di appartenenza
    – non conosco la destinazione dell’ambiente sottostante
    ma
    – 12 cm di isolamento sono pochi
    – mescolare materiali diversi non ha senso
    – posare una barriera al vapore sul lato caldo porta con se molti rischi (meglio un freno al vapore con qualità da scegliersi in base alla zona climatica o al microclima)
    – un pannello in OSB al posto di una membrana impermeabile traspirante è una soluzione più comoda per il cantiere che funzionale alla stratigrafia

    per partire con il piede giusto:
    – progettare la tenuta all’aria del manto freno al vapore posato sul perlinato (evitando il rischio e i danni di condense interstiziali)
    – calcolare lo sfasamento ottenibile per comprendere la protezione dal surriscaldamento estivo.

  10. Buonasera,
    le chiedo cortesemente un consiglio, sono alle prese con un tetto in legno a una falda, dove al colmo è presente un muro alto circa 150cm che porta poi alla falda opposta. Inizio chiedendo, secondo lei ha senso optare per un tetto ventilato? La mia paura è che il muro presente al colmo, ostacoli e non poco il flusso/giro dell’aria.
    La mia idea di stratigrafia sarebbe: perlinato, membrana barriera vapore, fibra di legno da 6 cm, eps da 6 cm, osb da 1,2 cm e onduline in fibrocemento.
    Grazie

  11. per rispondere con esattezza si dovrebbe eseguire il calcolo della stratigrafia intera, ma lei si deve preoccupare di migliorare la prestazione estiva, quella invernale ce l’avrà comunque.
    l’inverso invece non può succedere.

  12. La ringrazio, quindi lei farebbe tutto con fibra di legno?
    o farebbe uno strato di ISOLEX 300 LBB ed uno di fibra di legno?
    Tutto in fibra di legno (ad es. 10cm), si riesce a tenere il caldo in casa d’inverno come con la soluzione ISOLEX+SUPERBAC?

    Grazie ancora.

  13. il suggerimento di usare fibra di vetro contro il surriscaldamento estivo di un tetto è uno scherzo di cattivo gusto:
    può leggere anche lei la scheda tecnica della lana di vetro che le ho indicato nel link sotto, scoprendo che il valore del Calore specifico è solamente 1.030 J/KgK. Non esiste sul nostro pianeta un isolante che abbia un dato più basso di questo.
    Se il suo budget non è illimitato io direi che non possiede nemmeno i capitali per fare il tetto due o tre volte: ragione di più per non sbagliare!
    Il tetto si fa una volta sola.

    Per il suo clima devo dire che le falde in laterocemento si comportano meglio di un tetto in legno e per proteggersi dal freddo e dal caldo deve optare per pannelli in fibra di legno caratterizzati da un valore di capacità termica massica di 2400J/kgK ottenendo migliori valori di sfasamento.
    L’investimento per un pannello del genere sarà su per giù 20€/mq. Che sono una sciocchezza rispetto al costo del rifacimento completo del tetto.

    Prima che il suo budget si esaurisca, sostenga il blog! 😉

  14. La ringrazio,
    il tetto è in laterizio con copertura a tegole toscane.
    Mi hanno suggerito il pannello in fibra di vetro come attenuatore del surriscaldamento estivo.
    La zona climatica è la toscana, in collina 300mt.
    Non posso andare, per budget a spessori maggiori di 12cm.
    Faccio così o può consigliarmi una soluzione diversa?
    Per il vapore, non l’ho scritto, c’è un telo barriera vapore. da mettere prima dell’isolante.
    Grazie.

  15. non è descritta la tipologia di tetto, ma spero che non si tratti di un tetto in legno e spero che la zona climatica non preveda caldo estivo.
    anche il senso dell’abbinamento di 2 pannelli isolanti diversi non è chiaro.

    ma tornando al quesito posso dire che ISOLEX 300 LBB e il pannello in lana di vetro SUPERBAC G3 non hanno nessuna caratteristica di protezione dal surriscaldamento estivo pur avendo una ottima capacità di contenere le dispersioni invernali.
    direi che questo pacchetto tetto per nulla permeabile al vapore e non traspirante è probabilmente di spessore troppo contenuto anche per il periodo invernale.
    prima di accettare questa strana stratigrafia chieda al suo tecnico di prepararle una verifica della prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015 e un’analisi della migrazione del vapore attraverso il pacchetto di copertura

  16. Salve,
    le scrivo in quanto mi hanno appena consigliato un accoppiata di pannelli:

    ISOLEX 300 LBB che ha un buon lambda (quindi per tenere il caldo in casa in inverno)
    SUPERBAC G3 (lana di vetro) che ha un buon valore di sfasamento termico (per tenere il caldo fuori d’estate)

    entrambi di 6cm

    Volevo sapere, con lo scopo principale di una coibentazione invernale, quindi di tenere il caldo in casa, ma allo stesso tempo avere un po’ di frescura estiva, se tale accoppiata può essere valida oppure se opterebbe per altre soluzioni.

    grazie in anticipo

  17. Salve dott. Sampaoli…mi trovo in zona c e sono in procinto di realizzare una villetta con il tetto in legno…mi preoccupa molto la coibentazione del tetto e proprio x questo mi sono fatto realizzare più di un preventivo…di questi preventivi solo due mi hanno colpito in positivo ma nn so quale scegliere dato che i prezzi a me sono ben differenti….
    prima soluzione:
    3) Tavolato maschiato sp. 30 mm.
    Pos. 4) Telo freno vapore Tyvek + listelli di contenimento coibentazione.
    Pos. 5) Coibentazionea ventilata celenit composta da strato pannello in lana di legno mineralizzata celenit n 30mm. strato pannello in granulato di sughero celenit lsc 80 mm. strato pannello di fibra di legno celenit n 20 mm. + telo traspirante tyvek
    Pos. 6) Chiusura coibentazione con pannello osb 20 mm.
    Pos. 7) Guaina impermeabilizzante sp. 4 mm. + guaina ardesiata sp. 4 mm.
    Pos. 8) Tegola portoghese in cotto
    PREZZO:190 a mq

    Seconda soluzione:
    Pos. 3) Tavolato maschiato sp. 20 mm.
    Pos. 4) Telo freno vapore + listelli di contenimento coibentazione.
    Pos. 5) Coibentazione con lana di roccia sp. 160 mm. hardrock Energy della (rockwool).
    Pos. 6) Chiusura coibentazione con pannello osb 12 mm.
    Pos. 7) Guaina impermeabilizzante sp. 4 mm.
    Pos. 8) Tegola portoghese in cotto.
    PREZZO:160 a mq

    Secondo lei con la seconda soluzione riuscirei a nn soffrire il caldo estivo?o devo optare X forza X la prima?
    Grazie in anticipo X la risposta

  18. il suo tecnico dovrebbe anche averle prospettato le prestazioni di questa stratigrafia traspirante per copertura in legno.
    provi a verificare tra la documentazione in suo possesso se trova la verifica delle prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015 a proposito di protezione estiva.

    la prestazione invernale è certamente ottimale perchè raggiunge una trasmittanza veramente bassa: U [W/m2K] 0,148
    il fatto è che siamo in zona climatica E, e come in tutta Italia, eccetto la zona F, il rischio di surriscaldamento estivo è molto elevato e le estati sembrano essere una peggiore dell’altra! e non sto parlando delle zanzare tigre o dei soffiatori del comune.

    la prestazione estiva di questa stratigrafia è media (io direi improponibile) secondo il Metodo dei parametri qualitativi secondo le Linee Guida Nazionali sulla Certificazione Energetica degli Edifici.

    si può dire che il Pannello fonoisolante di spessore 40 mm e massa per unità di superficie di 17 kg/m2 abbia salvato un po’ la situazione.
    e anche il tavolato grezzo sopra lo strato di ventilazione proteggerà un po’ dal caldo estivo

    costruire oggi (2018 ormai) un tetto in legno con un pacchetto traspirante in 3 strati di cui 2 dedicati a pannelli in lana di roccia è veramente un rischio per il periodo estivo.
    questo pacchetto offre:
    Fattore di decremento (attenuazione) 0,413
    Ritardo fattore di decremento (sfasamento) ? [h] 9,48 ore

    suggerisco di modificare la stratigrafia sostituendo i pannelli in lana di roccia e recuperare un po’ di costi evitando il tavolato grezzo di 25 mm optando per listelli e controlistelli per la posa del manto di copertura.

    una casa di classe energetica elevata, o elevatissima, non può puntare tutto l’investimento su una trasmittanza molto bassa perchè contiene egregiamente le dispersioni invernali, ma non fa i conti con il periodo estivo!
    e noi vogliamo una casa il cui isolamento sia utile per tutti i 12 mesi dell’anno! anche acusticamente parlando…

  19. Buongiorno Sig Sampaoli,
    Grazie perché i suoi articoli sono chiari e utili e volevo chiedere una sua opinione visto che sto per realizzare una casa in provincia di Venezia -zona
    climatica E- e volendo un tetto in legno (per una casa in elevata classe a4)ci è stato proposto con questa stratigrafia :
    assito di legno d’abete da 20 mm, membrana freno a vapore (140 g/mq) pannello silentetto da 42 mm, lana di roccia alta densità (155 kg/mc) da10 cm, lana di roccia bassa densità (80 kg/mc)da 10 cm, telo ultratraspirante (150 g/mq) e poi la ventilazione da circa 6 cm coperto da tavolato grezzo di 25 mm.
    Per un totale di circa 35 cm…se a come ho compreso la trasmittanza è adeguata non ho capito se anche il suo potere di sfasamento (quindi prestazioni estive ) lo sia
    Grazie in ogni caso per la sua professionalità e disponibilità

  20. per fare un confronto numerico delle prestazioni in regime estivo e invernale tra la situazione attuale e quella post operam si dovrebbe calcolare una stratigrafia inserendo gli strati esattamente come lei vorrebbe intervenire.
    in questo modo, invece che immaginare, potrà riflettere e decidere con tranquillità.
    con 10 cm disponibili penso che si possa ottenere un beneficio veramente godibile.
    quello che mi preme scriverle è però un’altra cosa: la migrazione del vapore è un aspetto insidioso.
    io non conosco esattamente la situazione di fatto e sto solo intuendo il lavoro che vuole cominciare.
    se lei interviene per un ulteriore isolamento della veranda è il momento di progettare (forse non è mai stato fatto) la tenuta all’aria di questo volume riscaldato.
    un telo con funzione di tenuta all’aria e freno al vapore ha il computo di gestire il passaggio del vapore e salvaguardare la struttura dalle condense interstiziali quindi prima di coprire il nuovo isolante interposto tra le travi lei dovrà sigillare perfettamente le superfici con un telo.
    sarebbe intelligente andare a connettersi verticalmente ai telai dei nuovi serramenti per garantire un lavoro perfetto (naturalmente io non conosco la tipologia di parete e di posa dei serramenti).
    buon lavoro

  21. Buongiorno,
    Sig. Sanpaoli, leggo con interesse il suo ormai da tempo. Non essendo un tecnico del settore mi scuso anticipatamente per eventuali errori di terminologia. Vivo al nord Italia in classe climatica E.

    Ho un locale di 24mt circa (che in origine doveva essere una veranda) adibito a cucina il cui tetto al centro è altro circa 4,5mt. Il tetto è in legno ed è isolato esternamente con qualche centimetro di XPS (non credo più di 5cm). Superfice totale del tetto 40mq circa.

    Ho sempre avuto problemi si caldo estivo e freddo invernale. Un paio di anni fa, ho cambiato i serramenti (superfice vetrata totale di circa 5mq in PVC) e la situazione è notevolmente migliorata.

    Ora vorrei intervenire sul tetto che internamente si presenta con le classiche travi a vista e perline. Per delle ragioni che non stò ad elencarvi non posso intervenire esternamente. Pensavo quindi di utilizzare della fibra di legno da inserire tra i travetti, e di ricoprire poi tutto con delle perline (più magari travetti finti per ragioni estetiche).

    In questo modo dovrei aumentare lo sfasamento e ottenere benefici estate e inverno. Vengo alla domanda: lo spessore massimo di materiale che penso di riuscire a inserire tra i travetti è di circa 10cm. Ho trovato del materiale ad alta densita che Coefficiente di conduttività termica ?D W/(m·K) pari a 0,050 ed una Resistenza termica RD (m²·K)/W pari a 0,20.

    Ora mi chiedo: 10cm di materiale, sono sufficienti far cambiare drasticamente le prestazioni del tetto o posso aspettarmi solo un piccolo miglioramento? Di solito che spessori si usano?

    grazie

  22. grazie.
    chi l’ha spinta ad abbandonare l’idea della fibra di legno a favore della lana di roccia non conosce la fisica tecnica.
    il passaggio di una canna fumaria attraverso un pacchetto isolante infiammabile è una cosa seria, ma una cosa ben più seria è la tenuta all’aria del suo tetto: cosa poco o per niente progettata nella stragrande maggioranza dei tetti.
    il tetto va a fuoco solo se si pensa di non progettare la canna fumaria e l’attraversamento del pacchetto tetto.
    per non fare nomi (in perfetto stile espertocasaclima.com) Schiedel offre soluzioni CERTIFICATE, UNIVERSALI E SPECIFICHE per la protezione dal fuoco.

    una stratigrafia tetto traspirante prevede per forza uno strato di ventilazione, ma non è da vedere come una complicazione in più: un tetto ventilato permette la posa delle nuove tegole con massima garanzia (30anni) e permette di smaltire meglio il calore e il vapore che attraversa il pacchetto.

    Guaine bitumose, teli traspiranti, barriere… come deve essere chiusa correttamente la stratigrafia? beh, qui si apre un oceano di argomenti, per me interessantissimi, per altri noiosi: la rimando a qualche articolo interessante per lei:
    http://espertocasaclima.com/2017/10/26/materiali-tetto-qualita-teli-resistenza-raggi-uv/
    http://espertocasaclima.com/2016/08/12/tetto-coibentato-non-ventilato-legno-guaina-ardesiata-vapore-infiltrazioni/
    http://espertocasaclima.com/2015/07/15/passi-buon-tetto-legno-ventilato/

  23. Egregio dottor Sampaoli, mi complimento anche io per il suo blog, preziosissima fonte di informazioni!
    Mi trovo a dover scegliere la stratigrafia per il mio tetto in legno con isolamento all’estradosso. Il problema maggiore, essendo in zona E, e dovendo recuperare un sottotetto molto basso per adibirlo a zona notte, è l’isolamento dal caldo. Inutile dire che ne ho sentite di tutti i colori per quanto riguarda il miglior materiale isolante ma, fatte le mie ricerche, sono giunta alla conclusione che la fibra di legno sia la soluzione giusta per me.
    Le espongo, però, alcuni dubbi che ancora mi attanagliano:
    1. Quasi tutti i professionisti che ho consultato mi hanno spinto ad abbandonare l’idea della fibra di legno a favore della lana di roccia, evidenziando l’alto rischio di infiammabilità della prima (La fonte principale di riscaldamento della casa, oltre al gas, sarà una stufa a legna ad accumulo posta al centro dell’abitazione, con una canna fumaria debitamente isolata). È così alto il rischio che il tetto vada a fuoco? Come potrei dormire sonni tranquilli?
    2. Secondo lei nella stratigrafia è opportuno prevedere la ventilazione oppure no? Anche in questo caso mi è stato consigliato il tetto caldo, anche per limitare il rischio incendio di cui sopra, ma è davvero la soluzion migliore?
    3. Guaine bitumose, teli traspiranti, barriere… come deve essere chiusa correttamente la stratigrafia?

    La ringrazio con d’ora per tutte le informazioni che vorrà darmi.
    Cordialmente
    Maurizio

  24. progettare la tenuta all’aria significa che devo decidere tutte le soluzioni per ottenere un involucro ermetico ai passaggi d’aria incontrollati (spifferi per capirci bene).
    senza questo progetto “anti spifferi” il suo tetto rischia delle condense interstiziali nei punti “non a tenuta” e legno e condensa NON sono buoni amici.

    i ponti termici sono un’altra cosa e non essendo eliminabili si devono attenuare.

    il sistema a cappotto va deciso nello spessore analizzando le stratigrafie comprensive di muratura e sua qualità e spessore.

  25. Grazie Dott. Sampaoli per la risposta.
    Cosa intende precisamente per progetto di tenuta dell’aria?
    Si riferisce all’eliminazione dei ponti termici tra tetto e parete?

    Riguardo le pareti esterne avrei pensato ad un cappotto esterno, anche se non so nè il tipo nè lo spessore della muratura e dell’isolante.

  26. questo è esattamente il mio lavoro.
    sono sicuro che la sua nuova copertura in legno abbia come obiettivo primario la protezione dal surriscaldamento, quindi dovrà chiedere un pacchetto isolante in fibra di legno.
    trattandosi di un tetto in legno, prima di decidere la struttura lignea si deve progettare la tenuta all’aria perchè non succeda che il vapore degli ambienti riscaldati d’inverno possa uscire dall’edificio nel perimetro del nodo tetto-parete.
    fino a che il progetto di tenuta all’aria non è fatto è inutile continuare.
    a seconda dell’inclinazione delle falde si dovrà stabilire lo spessore del canale di ventilazione sotto tegola che permette al pacchetto isolante traspirante di funzionare correttamente.
    circa lo spessore dell’isolante bisogna calcolare una stratigrafia precisamente con i pannelli che si sceglieranno e le loro prestazioni e poi eseguire una verifica delle prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015

    stabilito il pacchetto si devono decidere tutti i fissaggi e ancoraggi meccanici in base agli spessori previsti.

    infine il trattamento del legno a vista sia interno che esterno:
    meglio evitare prodotti della categoria vernici ed impregnanti cat. 1/e per finiture interne esterne che pur rispettano il valore limite UE della categoria A/e di 130 grammi per litro di VOC (Composti Organici Volatili)
    optando per prodotti di origine vegetale, senza elementi di sintesi o elementi pericolosi per l’uomo e l’ambiente.

  27. Salve Dott. Sampaoli,
    mi trovo in zona B, gradi giorno 729 e altitudine 60.

    Possiedo un rustico a due elevazioni fuori terra e devo realizzare la copertura. L’obiettivo è di avere un tetto in legno a vista, evitando la realizzazione di un solaio in cemento armato.

    Se non è troppo, potrebbe consigliarmi una stratigrafia su cui basarmi per chiedere dei preventivi?

  28. credo che la membrana traspirante riflettente e impermeabile che chiude il pacchetto coibente sia sufficiente e il manto di copertura metallico un’ulteriore garanzia contro le infiltrazioni.
    la protezione dal surriscaldamento è ancora scarsa (quasi 12 ore di sfasamento non sono abbastanza), deve ricordare che si tratta di un tetto in legno e non in latero cemento, mentre il contenimento delle dispersioni invernali è molto buono.

  29. buonasera, dovendo realizzare una copertura in legno a Pescara volevo realizzare una stratificazione cosi composta:
    travatura in legno
    perlina da 25 mm
    telo freno vapore 150 gr
    coibentazione in fibra di legno 180 mm densità 140
    membrana traspirante riflettente 200 gr
    camera di ventilazione h 50 mm
    tavolato grezzo 25 mm
    membrana traspirante 3D
    copertura in alluminio aggraffato.
    quello che mi chiedo è se la trasmittanza e lo sfasamento siano sufficienti per una zona in cui è prevalente il caldo ( consideri che oggi eravamo a ca 30 gradi ed il tetto è esposto sempre ai aggi diretti del sole ) che non il freddo.
    la ringrazio della sua risposta

  30. Buongiorno Raffaele
    La prestazione dell’impianto fotovoltaico installato su un tetto in legno non aumenta e non diminuisce.
    Cambia la prestazione se esposto bene, se correttamente ventilato se pulito o sporco ma non in funzione a a quale tetto è installato. Meglio tenere i pannelli ventilati ma nello stesso tempo potrebbero essere integrati e non dipende dalla progettazione. L’efficienza e sopratutto il risultato che si chiede al fotovoltaico cambia per altri aspetti molto più importanti

  31. Salve e grazie per la chiarezza con cui ci fa capire molte cose. Quali effetti produce, a livello prestazionale, l’ installazione di un impianto fotovoltaico su un tetto il legno già progettato e realizzato a regola d’ arte? Viste le elevate temperature che i pannelli raggiungono, specie in estate, nella progettazione di un nuovo tetto è un parametro da tenere in considerazione? Meglio un impianto integrato o impianto non integrato? Grazie

  32. sismicamente parlando non è una buona idea caricare ulteriormente un tetto progettato per determinati carichi.
    è conveniente applicare una stratigrafia ottimamente progettata per lo scopo.
    un tetto dovrebbe avere una vita minima di 30anni. meglio far meglio

  33. Grazie per la risposta.
    Preciso che il solaio è da 25 e non da 30. Dal calcolo viene fuori che occorrerebbe uno spessore di 8,5 cm per le tavelle o in alternativa 5,5 cm di fibra di legno per raggiungere l’obbiettivo di 12 h di sfasamento.
    Anche se non raggiungo l’obbiettivo di 12 h comunque con le tavelle che possiedo miglioro la mia stratigrafia in estate.
    I miei dubbi però sono inerenti a questa mia “invenzione”:
    – le tavelle devo incollarle o posso semplicemente “poggiarle” sul solaio?
    – quando fisserò i pannelli in EPS+OSB sarò costretto a bucare le tavelle: non rischio di creare dei ponti termici?

  34. il solaio in laterocemento da 30cm possiede già una bella massa e se non fessurato o forato per impianti è questo strato ad occuparsi di frenare il vapore e a garantire la tenuta all’aria del volume riscaldato.
    le dispersioni invernali saranno contenute grazie allo strato di eps.
    lo sfasamento estivo resta scarso, intorno alle 10ore

    per scoprire la prestazione estiva e valutare il miglioramento eventualmente offerto dalle tavelle disponibili si deve fare il calcolo della stratigrafia:
    superare le 11ore non è certo un peggioramento, ma fin che il materiale isolante non è adatto alla protezione estiva, poco cambierà

  35. Ho commesso un errore nel riportare la stratigrafia:
    – solaio in laterocemento 20+5
    – tavelle sp. 3 cm
    – EPS sp. 10 cm
    – camera ventilata
    – OSB sp. 1,2 cm
    – freno al vapore
    – lamiera.

  36. Coibentazione del tetto in laterocemento contro il caldo riutilizzando delle vecchie tavelle.
    Pre motivi economici sono costretto ad utilizzare l’antipatico EPS preaccoppiato con OSB con ventilazione monodirezionale.
    Posseggo delle tavelle sp. 3 cm (quindi costo 0), rinvenienti da una precedente ristrutturazione, che vorrei riutilizzare interponendole tra il solaio e la coibentazione come segue:
    – solaio in laterocemento 20+5
    – tavelle sp. 3 cm
    – EPS sp. 10 cm
    – OSB sp. 1,2 cm
    – freno al vapore
    – camera ventilata
    – lamiera.
    Domande sulle tavelle: vanno fissate o posso semplicemente “poggiarle”? devo prevedere un telo sotto o sopra le tavelle? complessivamente è una buona idea?

  37. Le chiedo un’ultima cosa, per avere un discreto comfort in estate, che spessore dovrei realizzare? 30/40cm?
    Grazie ancora
    Elio

  38. non trattandosi di un’intercapedine da riempire, i fiocchi di cellulosa avranno una densità massima di circa 30kg/mc.
    questa soluzione non è solo valida, è la migliore. con il suo calore specifico insuperabile

  39. Grazie per la celere risposta, per il solaio un isolamento con fiocchi di cellulosa può essere valido?
    Saluti
    Elio

  40. a parte il nodo tetto parete che è tutto da progettare,
    consiglierei di eseguire l’isolamento termico sul solaio del sottotetto, e di prevedere per le falde in laterocemento solo un nuovo manto impermeabile e traspirante per la successiva posa su listellatura delle nuove tegole.
    naturalmente il volume riscaldato sotto il sottotetto deve garantire la tenuta all’aria senza passaggi incontrollati tra ambiente e sottotetto.

  41. Buongiorno,
    a breve dovrei rifare la copertura della mia casa, attualmente non c’è alcun isolante ed il tetto è in latero cemento. La soffitta è utilizzata solo come ripostiglio, l’altezza è di circa 2 metri al colmo, quindi abbastanza alta. Secondo lei se isolassimo il tetto con eps e isolassimo il solaio con fiocchi di cellulosa, sarebbe una buona soluzione anche per l’estate? La prima opzione era quella di isolare con la fibra di legno, ma per contenere un po’ i costi avevo pensato all’eps più la cellulosa.
    Saluti
    Elio

  42. i pannelli in eps sono economici ed offrono elevate prestazioni invernali, se si vuole ottenere una buona protezione estiva si deve optare per pannelli in fibra di legno che offrono valori di calore specifico e densità ai massimi livelli

  43. una falda unica è di lavorazione ben più facile rispetto a forme più complesse, e necessita di meno accorgimenti.
    la spesa per i lavori contiene manodopera e materiali + spese accessorie prevedibili e impreviste.
    la voce di spesa del solo pannello per coibentazione è anch’essa un spesa ma, non muove l’ago della bilancia così sensibilmente.
    quindi vale la pena, almeno prima di decidere, di valutare eventualmente una stratigrafia diversa idonea per coibentazione esterna con materiali salubri e naturali, chiedendo, in base agli spessori, la analisi delle prestazioni invernali e protezione estiva per un adeguato comfort in tutte le stagioni (si chiama Prestazione Energetica Estiva – Metodo dei parametri qualitativi) .

  44. Mi sono stati proposti su un tetto a falda con soletta di cemento armato di 25 cm un isolamento in polistirene da 25 cm e copertura in alluminio. Dai calcoli effettuati sembra il miglior compromesso con ottime prestazioni soprattutto in inverno (non mi è ancora ben chiara la prestazione estiva) e spesa. La domanda che le faccio è possibile trovare un’altra soluzione che sostituisca l’isolante plastico con qualcosa di naturale mantenendo la prestazione estiva ed invernale e la sostenibilità economica?

  45. poliuretano espanso a spruzzo…
    e se un giorno volessi mettere le mani a questa stratigrafia? io non avrei il coraggio di far eseguire questo tipo di intervento.
    comunque, per coperture ventilate (doppia listellatura) meglio che l’altezza della camera di ventilazione sia 5-7 cm (dipende anche dall’inclinazione).

    il fatto che gli spessori dell’isolante rispettino la normativa dice ancora poco sui risultati che lei otterrà.
    immagino comunque che 16cm di lana di roccia offrano scarse prestazioni estive.

    dalla sua descrizione ” Il tetto attualmente consiste di travi in cemento su cui poggiano dei tavelloni in laterizio, e
    sopra delle marsigliesi ” mi sorge il dubbio che si tratti di una copertura che insiste sul sottotetto: in questo caso varrebbe la pena progettare la coibentazione nel sottotetto per evitare che il volume riscaldato abbia sopra un volume non riscaldato e delle falde isolate.

    in ogni caso la stratigrafia tetto in lana di roccia

    -telo impermeabile e traspirante
    -doppio strato listoni 6×8 cm incrociati
    -doppio strato di 8 cm di pannelli rigidi di lana di roccia (lambda 0,039) densita’ 150 kg/mc
    – secondo telo impermeabile aperto alla diffuzione del vapore acqueo sd ca. 0.02m
    -listoni di 4 x 6 cm per la ventilazione

    dovrebbe diventare

    -freno al vapore con funzione di tenuta all’aria
    -doppio strato listoni 6×8 cm incrociati
    -doppio strato di 8 cm di pannelli rigidi di lana di roccia (lambda 0,039) densita’ 150 kg/mc
    -telo impermeabile e traspirante sd ca. 0.02m
    -guarnizione per viti nei punti di fissaggio dell’orditura primaria (dove si fora il manto impermeabile)
    -listoni di 4 x 6 cm per la ventilazione
    -listelli portategola

  46. Devo rifare il tetto e mi sono state proposte due soluzioni, questo suo bell’articolo mi
    ha fatto venire un dubbio su quale isolamento sia il migliore durante il periodo estivo.

    Il tetto attualmente consiste di travi in cemento su cui poggiano dei tavelloni in laterizio, e
    sopra delle marsigliesi.

    La prima soluzione prevede una gettata in cemento di 6 cm sui tavelloni, su cui vengono posati dei
    listoni d’abete 10 x 15 cm, entro questi listoni viene messo poliuretano espanso a spruzzo
    con lambda 0,022 (densita’ 35/40 kg/mc) per uno spessore di 10 cm; vengono lasciati quindi 5 cm per
    la ventilazione.

    La seconda soluzione prevede:
    -telo impermeabile e traspirante
    -doppio strato listoni 6×8 cm incrociati
    -doppio strato di 8 cm di pannelli rigidi di lana di roccia (lambda 0,039) densita’ 150 kg/mc
    – secondo telo impermeabile aperto alla diffuzione del vapore acqueo sd ca. 0.02m
    -listoni di 4 x 6 cm per la ventilazione

    Secondo un ingegnere da me contattato le due coperture dovrebbero essere entrambe
    a normativa.
    Anche il ritardo e l’attenuazione possono essere considerate equvalenti?
    grazie
    cordiali saluti
    Paolo

  47. a livello economico non penso che i 3€/mq del pannello in fibra di legno possano essere una ragione per fare due forniture distinte su un tetto.
    circa la sensibilità all’acqua non esiste stratigrafia che possa avere vita lunga se a rischio infiltrazioni.
    uno strato di xps è da sconsigliare in un pacchetto traspirante per non ostacolare la normale migrazione del vapore.

  48. Intendevo in sostituzione del solo pannello in fibra di legno di 1,9 cm con la densità di 230 kg/mc in funzione alla loro massa superiore.
    Analizzare infatti se questa o altre opzioni possano essere un buon compromesso, magari risparmiando qualcosa e capire cosa cambierebbe in termini di prestazioni.
    La “delicatezza” tanto criticata alla fibra di legno rispetto alla sensibilità all’acqua è fondata? Si potrebbe migliorare con uno strato superiore con caratteristiche differenti?
    Se non ricordo male in qualche suo articolo aveva scritto di un ulteriore strato in xps a protezione dell’impermeabilizzazione

  49. i pannelli in lana di legno mineralizzata possono essere previsti per la loro funzione acustica oppure per la loro funzione antincendio ma sicuramente non in sostituzione del pannello termoisolante in fibra di legno.
    in ogni caso si deve analizzare il calcolo della stratigrafia compreso lo strato in lana di legno mineralizzata.

  50. Considerando materiali di diversa densità come recita l’articolo si potrebbe pensare di utilizzare al posto della fibra di legno alla massima densità la lana di legno mineralizzata che possiede densità maggiore?
    E forse anche costi minori?
    Si dovrebbe cercare il giusto compromesso costo/prestazioni