Capire la muffa

Prima di combattere le muffe è bene conoscerle.

Capire la muffa

E’ un argomento che interessa gran parte dei lettori del blog, che convivono con questo pericoloso ospite. Saranno le finestre nuove, sarà lo stile di vita di oggi, saranno i difetti di costruzione – fatto sta che molte famiglie convivono con questi microrganismi senza trovare soluzioni. Certo non tutti possono permettersi di portare la loro casa in Classe A risolvendo tutti i ponti termici ed evitando le condense superficiali interne – e non tutti possono installare un impianto di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Ma è la casa che per prima deve risolvere il problema della muffa oppure è l’uomo che deve migliorare il suo comportamento in casa? Prima l’uovo o la gallina?

Come per i computer non è tanto un virus il pericolo, siamo noi che facciamo operazioni incaute! Noi siamo il vero pericolo per il computer e non i virus che ti cancellano l’hard disk, trojan o malware che ti rubano dati sensibili dal computer: non hanno propria autonomia, non riescono a fare azioni o replicarsi senza il nostro intervento. Ciò vale anche per il phishing, solo il buon senso aiuta ad evitare di seguire link di email dove vengono richiesti dati bancari…

Capire la muffa

Vi chiederete, cosa centrano i virus con le muffe?

Beh, i virus non li vogliamo nel nostro PC e le muffe non le vogliamo in casa! Allora serve un antivirus? no, se stiamo un po’ attenti. Se abbiamo un trojan nel computer siamo stati noi a farlo entrare con atteggiamenti poco cautelativi! Idem per le muffe!

Le spore di muffa ci sono sempre, pensate che in 1 metro cubo d’aria ci sono da 10 a oltre 100 spore! La miglior difesa è la conoscenza!

Conoscere la muffa:

Ho appena scritto che le spore fungine sono sempre presenti nell’aria, ma quando è che diventano un problema igienico sanitario in casa? quando l’ambiente in cui volano offre le condizioni ottimali per trasformarsi in muffe.

In natura la muffa decompone e ricicla le materie organiche, svolge un ruolo importante nel nostro ecosistema. Allo stato embrionale è unicellulare (ife), poi per divisione cellulare diviene visibile ad occhio nudo (micelio). Riproducendosi produce le spore che vengono portate in giro dalle correnti d’aria.

Allora, come i virus dei computer, le spore ci sono sempre – sta a noi non dargli da mangiare e da dormire! Noi siamo la causa prima delle muffe!

Capire la muffa

Condizioni ottimali per le spore che si trasformano in muffe:

  • la temperatura ottimale sta tra i 15 e i 30° C, ma anche temperature più basse e più alte sono gradite
  • l’umidità relativa dell’ambiente deve superare il 60%
  • l’umidità deve rimanere alta per soli alcuni giorni perchè si formi la muffa (periodo di incubazione)
  • superfici con ph neutro o acido sono le zone preferite
  • l’aria che contiene materiale organico (proteine, polvere) è ulteriore nutrimento

Le muffe producono sostanze tossiche liberando micro-tossine: sulla nostra salute hanno sia effetti immediati che effetti cronici, patologie che perdurano anche a lungo nel tempo dopo la bonifica degli ambienti.

Fermiamo la formazione di muffa!

Capire la muffa

Cosa possiamo fare?

  • cambiare abitudini per ottenere un livello di umidità ambientale basso
  • tenere qualche termoigrometro in casa (meglio più di uno) per rendersi ben conto della percentuale di umidità e anche della temperatura (più elevata sarà e meno condense superficiali ci possono essere!)
  • non asciugare il bucato in casa
  • non asciugare gli asciugamani nei bagni
  • non avere troppi vasi con terra umida in casa
  • non avere acquari
  • non cucinare senza arieggiare
  • non uscire senza arieggiare
  • non rimanere in un ambiente più di un’ora senza arieggiare
  • non uscire al mattino senza arieggiare tutti gli ambienti
  • non evitare di arieggiare la camera dei bimbi perchè sono profumati
  • non fare ventilazione naturale in modo inadeguato o insufficiente

Notate che non ho parlato di isolamento interno, di materiali con ph elevato, di ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, di scarsa qualità costruttiva della casa e presenza di ponti termici a rischio condensa.

Ho parlato solo di cosa possiamo fare noi, in prima persona, con il nostro comportamento quotidiano ora che conosciamo meglio cosa sono le muffe.

Muffe: se le conosci, le eviti.

            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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17 pensieri su “Capire la muffa

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    perchè l’aria calda (fisica) può contenere più vapore. la temperatura superficiale interna del pilastro è così bassa e il contenuto di acqua dell’aria interna è così alto che succede il fenomeno della condensa superficiale.
    da qui la proliferazione delle muffe.
    se il pilastro misura 25-30cm è conveniente un rivestimento interno anche di soli 15mm di spessore con calcio silicato e finitura con pittura murale idonea con una larghezza di almeno 60cm per tutta l’altezza del pilastro.

    naturalmente si dovrebbe anche pensare all’installazione di una ventilazione meccanica con recupero di calore per assicurarsi notti con basse concentrazioni di C02 e un tasso più contenuto di umidità

  2. vincenzo

    In uno dei 4 angoli della camera da letto c’è un pilastro sul quale in inverno si forma della muffa in prossimità del pavimento e in prossimità del soffitto. Da qui il mio quesito forse ingenuo:
    se è vero che l’aria calda tende a salire verso l’alto (e quindi il soffitto è più caldo del pavimento), perchè la muffa si forma anche in prossimità del soffitto?

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    E’ possibile che alla base del telaio potrebbero esserci delle fessure da cui entra l’aria fredda esterna e l’umidità ?

    In via di principio l’umidità non entra dagli spifferi, al contrario l’aria calda e umida interna in regime invernale tende ad uscire all’esterno passando attraverso gli spifferi.
    Perciò dev’essere chiaro che l’umidità che serve alle spore di muffa per proliferare è il vapore contenuto nell’ambiente e che condensa su superfici troppo fredde.
    Se l’installatore del nuovo serramento ha dimenticato di sigillare tutto il contorno finestra, gli spifferi in effetti contribuiscono a far scendere le temperature della parete nella zona intorno al serramento.

    A differenza degli altri serramenti che non presentano problemi di muffa potrebbe essere che il serramento non goda dell’aiuto di un radiatore posizionato direttamente sotto come quelli installati sopra le nicchie.

    Quasi certamente la zona dove è comparsa la muffa è stata tinteggiata con una pittura murale di poca qualità e non a base calce

  4. Filippo

    Buongiorno,

    Tre mesi fa mi sono state installate le nuove finestre in pvc doppio vetro.
    Il problema per cui le sto scrivendo riguarda solo una finestra che si affaccia a nord-est ed è l’unica su questo lato della casa.
    E’ comparsa la muffa sopra la superficie del muro (a forma di nicchia) collocato sotto la finestra. Uno strato maggiore di muffa è presente verso la base del muro. Non ci sono mai stati episodi di muffa in questa stanza in precedenza e il serramento in legno sostituito, non ha mai causato problemi di infiltrazione.

    Penso che la comparsa sia dovuta al fatto che il tecnico non abbia installato bene l’infisso.
    Ricordo che il tecnico ha tolto solo la base del telaio in legno della vecchia finestra lasciando la vecchia struttura su cui ha montato la nuova.
    Alla base della finestra verso l’interno, ha lasciato la mensola in legno (che fuoriesce di 10 cm verso l’interno della stanza). Parte del nuovo telaio (sono 4 cm verso l’interno) poggia su questa mensola.
    Invece le altre due finestre, che si trovano sul lato opposto dell’appartamento, appoggiano entrambe su una trave in muratura con sotto una nicchia e nelle loro adiacenze non si è formata muffa.

    E’ possibile che alla base del telaio potrebbero esserci delle fessure da cui entra l’aria fredda esterna e l’umidità ?

    Ora per risolvere il problema, mi può consigliare quali lavori devono essere fatti per eliminare definitivamente la causa che ha generato la muffa ed anche per risanare il muro dalla stessa.

    Mi dica se si può evitare di smontare la finestra ed intervenire operando solo sul muro sottostante?

    La ringrazio

  5. Paolo

    buongiorno e complimenti per il suo blog, da tempo lo leggo con attenzione.
    vengo subito al problema: ho una stanza di circa 12mq con una parete perimetrale esposta a nord (palazzo in cortina Roma, anni 70, 1°piano), infissi in pvc nella parete ovest, con intercapedini di circa 12-15cm . Nel soffitto alto 3h ho della muffa (per adesso sono piccole macchie grigie diffuse), localizzata per lo più verso la parete nord. All’armadio, prima appoggiato alla parete, ho dovuto cambiare l’mdf posteriore perchè aveva dato muffa, ora l’ho scostato di circa 10cm e ho messo dei piccoli deumidificatori hand made.
    Oltre a tenere areato lasciando vasistas socchiuse, o areare il locale 10 minuti la mattina, la prima soluzione che ho preso in considerazione è stata l’insufflaggio della parete. Ora, dato anche l’alto costo, sto orientandomi sul’installazione di un estrattore d’aria igroregolabile tipo aldes ”deco” o ”design” da 10cm, che entrino in funzione automaticamente quando l’umidità interna è ad un certo livello.
    Primo intervento sarà togliere la muffa con un prodotto adeguato per poi ridipingere il soffitto e le pareti con pittura termica antimuffa.
    Quindi le chiedo:
    un estrattore risolverebbe o migliorerebbe la situazione?
    se si, quale altezza dovrei installarlo? in alto o in basso?
    raffredderei l’ambiente? (da ignorante direi di no, visto che estraggo aria..)
    a che livello di umidità dovrà essere impostato (varia dal 60 al 90%)
    la situazione non è gravissima, ma è la stanza dei bambini e vorrei fosse esente da muffe!
    grazie mille per un suo eventuale e cortese parere,
    cordiali saluti
    paolo

  6. Antonio

    grazie mille per gli illustri riferimenti postati.
    aggiungo questi altri link, che nel frattempo ho reperito, che non fanno altro che confermare la possibilità della gravità del rischio di esposizione anche non prolungata e anche una tantum alle muffe (possibili forma influenzale febbrile e infezioni polmonari ecc.).

    http://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/ruoli-figure-C-7/lavoratori-C-73/esposizione-a-muffe-malattie-misure-di-prevenzione-per-i-lavoratori-AR-9269/

    http://www.siaic-review.it/fileadmin/SIAIC/issues/2013/n._1_2013/12.pdf

    http://www.puntosicuro.info/documenti/documenti/090925_SUVA_Risanamento_muffe_edifici.pdf

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    I proprietari degli spazi sono responsabili di garantire ambienti di vita o di lavoro salutari attraverso un adeguato mantenimento degli edifici;
    gli occupanti sono responsabili della gestione dell’uso dell’acqua, del riscaldamento e della ventilazione.
    Circa il 13% delle asme croniche nei bambini è determinato da un eccesso di umidità negli edifici.
    leggi anche
    http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0003/78636/Damp_Mould_Brochure.pdf
    http://www.euro.who.int/__data/assets/pdf_file/0017/43325/E92645.pdf

  8. Antonio

    Ci sono dei parametri oggettivi o di legge di tempo di esposizione massimo al rischio igienico-sanitario rappresentato dalle muffe?
    cioè, l’ASL può dichiarare inagibile un bagno o una doccia (frequentato per tempi limitatissimi, 30-60 minuti al giorno) per presenza di muffa?
    insomma, l’inalazione delle spore fungine delle muffe è pericolosa anche per periodi brevi?
    e può causare patologie lievi (tosse per qualche giorno) o gravi?
    grazie

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    non credo succederà altro che qualcosa di positivo per il suo ambiente interno.
    l’importante è non pitturare le muffe.
    prima uno spray antimuffa senza cloro, poi un blocca muffa, poi una tinteggiata fresca con pH elevato

  10. Antonio

    Salve e complimenti per l’autorevolezza scientifica e l’umiltà dei suoi commenti.
    Vorrei chiederLe, se posso, se posso rifare la tinteggiatura del mio bagno esposto a nord (con attachi soffito/pareti affetti da ponti termici ed infestati da muffe (difetto costruttivo aggravato da insufficienza di areazione dopo la doccia) con tinteggiatura a calce idrata (spenta), anche non conoscendo la qualità dell’intonaco che riveste la muratura di mattoni della parete esterna, rischiando di ammalorare anche l’intonaco, il quale, se fosse di cemento, sposterebbe il punto di rugiada e la formazione della muffa dalla superficie interna (tinteggiatura) allo strato di separazione tra intonaco di cemento (che è imperemabile) e la pittura a calce (che invece, essendo traspirante, lascerebbe permeare il vapore).
    Cioè, capisco la pittura a calce in una muratura traspirante, di mattoni, con intonaco a calce. Ma dubito nel caso di intonaco cementizio.
    Che sente di consigliarmi (considerando anche che non posso intervenire con isolanti esterni o interni)?
    Grazie infinite e ancora congratulazioni.
    Ovviamente, sono disponibile alla liquidazione del parere, previo accordo.

    Cordialmente
    Antonio

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    sì, in generale la ventilazione degli ambienti è scarsa o scorretta, aggiungiamo a questa cattiva abitudine

    ponti termici
    superfici interne fredde
    pitture interne scadenti
    miscele dell’intonaco interno con cemento
    gestione del riscaldamento poco favorevoli

    ed ecco la frittata è fatta. le spore hanno terreno fertile.

    questo nuovo modello con due ventilatori interni mi sembra migliore delle altre macchine per ventilazione meccanica con recupero di calore a forma di tubo.
    il fatto è che resta l’inversione di marcia dei ventilatori, questa serve per sfruttare al meglio il recuperatore di calore interno.
    l’inversione del flusso d’aria secondo me vanifica l’azione del filtro: o meglio, il filtro sta lì a proteggere il recuperatore, ma non filtra l’aria.

  12. michelebarbarini

    volevo un suo parere in merito ai sistemi di ventilazione meccanica controllata tipo questo (o similari chiaramente, questo è il primo che ho trovato!)

    http://www.lunos.it/ego-con-recupero-di-calore-il-tanto-atteso-completamento-del-e%C2%B2/

    per cercare di rimediare ad un problema che affligge un’abitazione che sono stato chiamato a visionare.

    mi trovo a dover intervenire in una casa singola, in campagna, comune di mondolfo (PU) in cui sul soffitto del solaio tra soggiorno-cucina del piano terra e mansarda abitabile ma non riscaldata si creano diffusissime macchie di muffa a mio avviso dovuta alla condensa di vapori della cucina ed ad una scarsa areazione, visto che lo stesso problema, ma in forma minore, si verifica in bagno e sulla parete (!) opposta alla porta di ingresso dello stesso bagno.

    avendo un altezza netta (interpiano) di 2,70 m, la mansarda finita (mancano solo i termosifoni che per volontà del proprietario non verranno installati nel breve periodo) non posso di certo aumentare lo spessore del solaio con un isolamento interno, quello che penso di proporre è una soluzione che possa garantire una maggiore aerazione dei vani interessati. (il cliente, come quando si va dal medico, mi mente dicendomi che apre spesso le finestre; ma l’odore, l’umidità che sento girando per casa mi dicono l’esatto contrario)

    come la pensa?

  13. Federico Sampaoli Autore articolo

    risolvere i suoi dubbi con un paio di belle risposte mi piacerebbe ma non sarebbe professionale perchè sarebbero risposte astratte e teoriche:

    la valutazione sul tipo di vmc, centralizzata o puntuale deve essere fatta consocendo e analizzando la disposizione esatta dei vani + le abitudini di utilizzo di questi vani. pensi solo all’ipotesi che uno stanzino sia utilizzato da sua moglie per svolgere un’attività da casa… quello stanzino ha bisogno enorme di ricevere aria rinnovata costantemente.

    la valutazione dello spessore del coibente interno va calcolata insieme a tutti gli altri strati della parete esterna valutando le differenze di tutti i valori a seconda dello spessore che si aggiunge.

    altrimenti si va a naso. …chi ce l’ha lungo …e chi ce l’ha corto.

  14. Angelo

    Grazie per la sua solerte risposta,
    la voglia di investire in salubrità e comfort c’è, avevano ultime 2 domande:
    1. Avevo pensato al calcio silicato internamente, ma ritiene sia compatibile con quel rivestimento plastico fatto all’esterno?
    2. Ho valutato, o l’installazione di più macchine di VM decentralizzate o una VM Centralizzata ovviamente con una spesa più alta.
    Mi consiglia di investire questa cifra in più sulla coibentazione interna (magari con spessore maggiore e qualche metro in più) o meglio puntare sulla VMC per servire tutti gli ambienti della casa?
    Granzie per i suoi preziosi consigli.

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    peccato che il condominio abbia deciso per il rifacimento delle facciate senza isolamento, era almeno l’occasione per qualche cm di termointonaco esterno e una spesa quasi equivalente…. (chi ha il pane non ha i denti…)

    è corretto tenere d’occhio il termoigrometro: il fatto che dopo aver arieggiato l’umidità interna torni ad essere elevata è proprio perchè le strutture sono cariche di umidità.

    la soluzione per lei è:
    1 produrre meno vapore internamente (ma io non conosco le vostre abitudini)
    2 arieggiare più spesso e brevemente
    3 progettare la posizione più idonea per alcune macchine vmc decentralizzate (se si può)
    4 rinnovare le finiture interne con pitture naturali e pH elevato (stop a bianco lavabile in sconto!)
    5 progettare una coibentazione interna (se si può)

    la vmc è utile a prescindere. verrà spenta quando all’esterno sarà veramente troppo caldo.

    è vero, la coibentazione non è l’ideale per il comfort estivo: infatti d’estate in un ambiente isolato dall’interno non si può cedere energia in eccesso come si potrebbe fare invece in un muro massiccio molto spesso come nelle case di un tempo.
    è anche vero che una parete surriscaldata dall’esterno non può comunque farsi carico dell’energia in eccesso eventualmente prodotta all’interno.

    quindi:
    la capacità areica della superficie interna che decade a causa della coibentazione interna forse non è così influente rispetto alla parete surriscaldata dello stato di fatto.

    si può anche progettare una coibentazione interna che ha una finitura interna massiva e dunque ottenere il massimo: buona capacità areica del lato interno e anche buon sfasamento del caldo esterno.

    tutto si può. basta…….investire.

  16. Angelo

    Buongiorno,
    ho bisogno di aiuto, sono disperato.
    Abito in un appartamento con dei gravissimi problemi di muffa sulle pareti di tutta la zona giorno
    Abito al primo piano di una palazzina in Bisceglie (Bat) (zona climatica C)
    Trattasi di un 1° piano su piano pilotis con una stanza(ex balcone) alquanto fredda che è stata inglobata in ambiente unico allargando l’ accesso e rendendolo un unico ambiente giorno di circa 60mq.
    Purtroppo la camera(circa 20mq) ha il soffitto con sopra un terrazzo di proprietà dell’ inquilino del 2°piano(non coibentabile, dunque) il pavimento con sotto il pilotis e due pareti su tre composte interamente da vetrate di 9mq ciascuna che poggiano su muretti di 40cm di altezza in cemento armato di 20cm.
    Dunque questa zona giorno presenta una parete(4,5m) a N-W freddissima di inverno(non vede mai il sole) e abbastanza calda d’estate poiché dal pomeriggio a tramonto esposta completamente al sole, una parete(6m) confinante con il vano scale ed ascensore(altrettanto fredda), 3m di parete confinante con l’appartamto vicino, la stanza incriminata, e le restanti pareti sono interne.
    Il piano Pilotis era già stato cappottato dai vecchi proprietari con pannelli di polistirolo espanso densità 20kg/m3 Spessore 3cm della Viero
    Comunque, ristrutturata completamente rifacendo ex novo l’impianto di riscaldamento ad alta efficienza con caldaia a condensazione e termosifoni in ghisa e valvole termostatiche conviti che sarebbe stato sufficiente a riscaldare tutta la casa.
    Purtroppo la zona giorno rimaneva sempre 2/3gradi in meno rispetto alla zona notte
    Nel gennaio 2013 ho sostituito tutti gli infissi(compreso le vetrate) con doppi vetri e gas argon al centro.
    La situazione temperatura è infatti migliorata, anche se il divario tra i due ambienti è sempre presente(soprattutto in quella camera) ma le piccole macchioline di muffa che anche prima della sostituzione degli infissi erano presenti(soprattutto nella stanza incriminata) questo inverno hanno invaso tutte le pareti della zona giorno.
    A settembre2014 hanno concluso una ristrutturazione condominiale dove hanno bocciato l’idea di una coibentazione esterna della palazzina ed hanno rifatto l’esterno come sotto riportato:
    Intonaco:
    1) rinzaffo si malta di cemento e sabbia con 1/3 di planicrete di Mapei ed acqua
    2) malta comune
    3) malta fine additivata da planicrete
    Rasante in polvere cementizia ad alto potere ancorante(Rasofix della Viero Lafarge)
    Rivestimento acrilico pigmentato spatolato a struttura piena, a base di polimeri sintetici in emulsione acquosa, graniglie di marmo calibrate e pigmenti organici ed inorganici aventi spiccate caratteristiche di resistenza alla luce ed a gli alcali(Dekinputz graff della Dekint)
    La stratigrafia del muro perimetrale: 30cm di quanto detto sopra e mattoni rossi forati.Nessuna copertura su travi e pilastri, internamente intonaco e con vernici lavabili.
    Con un termo igrometro ho verificato le temperature e l’umidità della casa e purtroppo la casa presenta sempre livelli di umidità sempre alti(70/80% con 18/20°).
    La cosa strana e che apriamo le finestre 1 o 2 volte al giorno ma dopo mezzora l’umidità torna ad essere quella di prima. Non stendiamo i panni dentro e non cuciniamo spesso.
    Vorrei valutare interventi di risanamento attraverso coibentazione interna e VMC ma ho incontrato solo molta ignoranza su questo argomento sia delle maestranze che dei tecnici.
    La zona in cui abito di inverno è caratterizzata da temperatura quasi mai rigide, ma con elevati livelli di umidità
    Mi chiedevo se questa caratteristica è da tenere presente:
    1) per considerare la VMC come strumento per ridurre l’umidità relativa interna(anche la considero comunque utile a prescindere) .
    2) per valutare bene il tipo di materiale da utilizzare per una coibentazione interna considerando il tipo di rifinitura effettuata ad esterno e le alte temperature estive della mia zona.
    Ringrazio anticipatamente per i consigli.

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