La stagione del rischio di muffa

<< Tutta colpa degli spifferi che abbiamo eliminato! Tutta colpa delle finestre nuove! Tutta colpa del riscaldamento a pavimento! Tutta colpa di qualcuno, e mai dei nostri comportamenti. >>

igrometro

Muffa e condensa superficiale sono due fenomeni che dipendono dalla temperatura superficiale interna.

La muffa si sviluppa in tempi lunghi, la condensa è un fenomeno anche solo occasionale: la temperatura della parete scende fino al punto di rugiada e il vapore contenuto nell’aria condensa.

muffa ponte termico-03

E’ quando la parete rimane al di sotto di un certo valore limite per un po’ di tempo che inizia la formazione di muffe.

Per esempio la camera da letto dei genitori che viene appositamente tenuta più fresca (più fresca nel senso di temperatura più bassa, non che abbia aria fresca – è una confusione diffusa quella del fresco e dell’aria fresca – molti si vantano di dormire in una stanza fresca, peccato che l’aria sia vecchia ed esausta, ma fresca! a detta loro…).

muffa ponte termico-02

Il rischio di muffa e condensa è quindi legato alla temperatura superficiale interna e al tempo.

muffa ponte termico-01

Temperatura superficiale interna:

avete mai provato a calcolare la temperatura superficiale interna invece che a misurarla? Vi insegno io:

Temp superficiale interna = temp.int. 20°C – (trasmittanza*Rsi (che vale 0,13 per flusso termico orizzontale)) * (temp.int. 20°C – temp.esterna)

Prendiamo una casa con pareti di 30cm di spessore in laterizio pieno: U= 1,80 W/mqK circa, anche peggio.

  • 20°C – (1,80 * 0,13) * (temp.int. 20°C – temp.esterna 0°C)
  • 20°C – (0,234) * (20°C )
  • 20°C – (4,68)
  • = 15,32 °C
Se l’aria interna ha 20 °C di temperatura e un’umidità relativa del 50% tutto sembra in ordine, anzi tutto benissimo, ma quando l’aria è a contatto con la superficie della parete troppo fredda (15,32 °C), lì aumenta parecchio l’umidità relativa, non siamo più al 50% ma già verso il 70%.
Ricordate il diagramma di Mollier?
DIAGRAMMA MOLLIER
In questa tabella è più facile leggere i risultati già pronti:

il valore di formazione della condensa

L’umidità dell’aria interna, a contatto con la parete, con valori superiori all’80% per alcuni giorni, porta sicuramente alla formazione di muffe.

Si può avere formazione di muffa senza arrivare necessariamente a situazioni di condensa, anche se la temperatura superficiale interna non scende mai fino al punto di rugiada: è la durata della situazione che è pericolosa.

Ovviamente tutto nasce dalla temperatura esterna, dall’isolamento e dall’ inerzia termica delle pareti e dei solai, ma è la situazione di temperatura ed umidità interna che provoca il problema.

Se progetto una stratigrafia devo verificare l’andamento nel tempo di temperatura e umidità sulla superficie interna al variare delle temperature esterne, ovviamente nei mesi più freddi.

La geometria e la conducibilità dei materiali hanno il peso più importante. Ma il rischio muffa riguarda solitamente le strutture pesanti (più lente), mentre la condensa riguarda le strutture leggere.

il Decreto Legislativo 311/2006 e il DPR 59/2009 non definiscono le condizioni esterne da utilizzare per la verifica della condensa. Si potrebbe intendere di dover riferirsi alla ISO 13788 che prevede la verifica condensa solo su strutture leggere. (Temperatura aria esterna, media delle minime annuali, umidità esterna 95%)

La ISO 13788 prevede la verifica muffa solo su strutture pesanti con umidità relativa 80% in prossimità della superficie.

Il Decreto Legislativo 311/2006, come modificato dal DPR 59/2009 vuole che le verifiche di assenza di condensazione superficiale vadano effettuate con umidità relativa interna 65%.

Consiglio di tenere più di un igrotermometro in casa per monitorare bene la situazione (ne ho diversi modelli e vi consiglio questi per il prezzo basso e la qualità elevata:

<<non facciamoci trovare in casa disarmati, iniziamo a verificare quanto elevata sia anche la concentrazione di Co2 nei nostri ambienti – il livello di Co2 è invisibile naturalmente, e quando è molto elevato solo il nostro naso può accorgersene>>:

ammetto che il prezzo sia elevato, ma un buon Sensore di CO?: NDIR (raggi infrarossi non dispersivi) costa un po’. Sarete ripagati da quello che scoprirete monitorando casa vostra! Anche la salute ha il suo prezzo.

  • – Intervallo di misurazione: da 0 a 9.999 ppm CO?
  • – Risoluzione (precisione): 1 ppm (±75 ppm o ±5% del valore di misurazione)
  • – Intervallo di misurazione – Temperatura: da -5 °C a +50 °C
  • – Risoluzione (precisione) – Temperatura: 0,1 °C (±1 °C)
  • – Intervallo di misurazione – Umidità relativa: da 0,1% a 99,9% UR
  • – Risoluzione (precisione) – Umidita relativa: 0,1 % UR. (max. ±5 % UR)
  • – Intervallo di misurazione: 2 sec
  • – Capacità di memoria: 50.000 valori
  • – Funzioni: Visualizzazione in tempo reale del valore massimo e minimo di CO?; temperatura e umidità dell’aria; visualizzazione di data e ora e indicatore di CO?; funzione di allarme per CO?; visualizzazione della temperatura in °C e °F; display retroilluminato
  • – Funzioni aggiuntive: ciclo di misurazione liberamente selezionabile da 1 secondo a 12 ore, visualizzazione permanente o circolare
  • – Alimentazione elettrica: alimentatore 230V

            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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37 pensieri su “La stagione del rischio di muffa

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    ho pensato subito anch’io che nessuno ha mai dedicato tempo ad equlibrare l’impianto di riscaldamento.
    la stanza più fredda probabilmente ancor prima di arrivare alla temperatura di comfort non riceve più calore perchè il termostato ambiente (non so dove posizionato) segnala di non avere più bisogno di mandata di calore.
    meglio partire dal collettore individuando le testine zona per zona strozzando le zone che risultano troppo calde e troppo in anticipo rispetto alle zone più fredde.
    l’impianto di ventilazione VMC viene spento per tutta la notte, proprio quando le temperature scendono e il livello di umidità interno sale!
    meglio correggere questa abitudine e godersi un ricambio d’aria anche mentre si riposa.
    le zone dove è comparsa la muffa hanno sicuramente temperature molto basse rispetto alle altre strutture. potrebbe misurarle lei stesso con un termometro a distanza come questo: https://amzn.to/2UioJAb
    ponti termici non accuratamente attenuati, certamente, ma se nemmeno l’ambiente arriva ai 20°C, figuriamoci le temperature che raggiungono le strutture!

  2. Alessandro

    Buongiorno, ho un appartamento certificato casacalina A a Modena. L’appartamento é del 2017 e da subito ho riscontrato una differenza di temperatura della camera dal letto orientata a nord (se in sala ho 21 gradi in quella stanza c’è ne sono 19), è anche l’unica stanza che per metà è al dí sotto di un terrazzo, la mia è al secondo piano e il riscaldento è a pavimento.
    Da quest’anno in questa stanza sono comparse macchie di muffa nello spigolo più a nord e altre piccoli puntini lungo il trave sotto il terrazzo come dicevo.
    L’impianto di ventilazione con scambiatore funziona per tutta la giornata al di fuori della notte.Segnalato il tutto al costruttore, il quale mi ha consigliato di aprire la finestra per 10-15 minuti al mattino e di alzare la temperatura di quella camera, facendo intervenire un idraulico per far chiudere un po’ Il flusso di acqua nelle altre stanze in modo che in quella più fredda a parità di tempo di apertura valvola riscalmaneto circoli più acqua.
    Le chiedo gentilmente se per lei le soluzioni proposte sono le più corrette.
    Cordialmente Alessandro.
    .

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    in via teorica, il cappotto esterno è molto più valido.
    l’isolamento sul lato interno diventa valido solo nei casi in cui la casa non venga vissuta in modo continuato: in questi casi l’abitazione con isolamento interno si riscalda molto più velocemente d’inverno.

    un isolamento sul lato interno porta con se il problema estivo di non godere della massa interna delle pareti, dunque se sono molto presente in casa d’estate non potrò cedere facilmente energia in eccesso alla muratura e mantenere una temperatura interna più bassa e costante.

    direi che al momento l’unica cosa interessante è capire che tipo di muratura e spessore abbiamo e che tipo di cappotto interno è stato eseguito (materiali spessori finitura)

  4. LINDA

    Buongiorno, grazie mille per la celere risposta.
    verificheremo il problema muffa, mentre per quanto riguarda l’isolamento termico sappiamo che la tecnica migliore è quella del cappotto esterno in modo da avere massa isolata per l’effetto volano.
    quindi, secondo lei, è meglio tenere cappotto interno (dovrebbe essere 4+4) e aggiungere un 5 esterno per avere un minimo effetto volano oppure sarebbe inutile e quindi sarebbe meglio rimuovere tutto l’isolamento interno e farne uno esterno da 10?
    comunque noi ovviamente, in entrambi i casi, prevediamo di installare la ventilazione forzata.
    ci stiamo preoccupando troppo? purtroppo non sapendo come sono stati fatti i lavori, temiamo problemi futuri.
    Grazie mille!

    Linda

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’applicazione di un sistema a cappotto sul lato esterno non va in contrasto con eventuali isolamenti sul lato interno.
    visto che siete in fase di valutazione potreste approfondire il tema cappotto interno per sapere esattamente che materiale vi troverete in casa.
    se fosse stato fatto per risolvere un problema di muffa, bisognerebbe sapere se è stata fatta anche la bonifica o se è stata solo ricoperta.

  6. LINDA

    Buongiorno,
    scrivo per avere una delucidazione.
    stiamo valutando l’idea di acquistare una casa che è stata costruita con il cappotto interno(senza alcuna intercapedine pare).
    è ancora allo stato di rustico, ma temiamo la possibilità di avere muffa dovuta a possibili ponti termici.
    stiamo valutando quindi un eventuale cappotto esterno.
    creerebbe problemi avere un doppio capotto interno ed esterno?senza nessuna intercapedine?
    Non trovo casi simili.
    potete darmi chiarimenti?
    grazie mille!
    linda

  7. Chicco

    Buonasera, ho molti problemi di muffa in tutta la casa (di nuova costruzione) all’altezza dei pilastri in cemento armato e da termografia risultano esserci diversi ponti termici. Ho richiesto al costruttore la relazione tecnica ex legge10/91 senza riuscire ad ottenerla salvo poi scoprire che non è stata neanche depositata in comune… Secondo lei la violazione dell’art. 8 del Dlgs 192/2005 (normativa di riferimento in base alla data della richiesta del permesso per costruire) cosa comporta? In quale sanzioni possono incorrere comune e costruttore? Il rogito può essere annullabile? Grazie. Cordiali saluti

  8. Federico Sampaoli Autore articolo

    la vmc non è una macchina antimuffa, ma si comporterebbe come tale se le temperature interne e la gestione del riscaldamento fossero ottimali.
    la consiglio vivamente, specialmente se ben posizionabile e se potesse servire anche un locale attiguo come il bagno

  9. Leonardo

    Al mattino, nelle due camere da letto della mia abitazione, esposte a nord trovo spesso i pavimenti e i vetri bagnati, pieni di condensa, e successivamente nel corso dei mesi si forma la muffa sull’angolo inferiore del muro.
    Purtroppo non posso far fare un cappotto esterno.
    La VMC risolverebbe il problema definitivamente?

  10. Piero

    Ringrazio per la risposta celere nonostante il periodo di festività.
    Può consigliarmi qualche prodotto non nocivo per bonificare le pareti dalla muffa?
    Inoltre credo che il problema maggiore sia la temperatura superficiale del pavimento, risolverei installando il riscaldamento a pavimento o mettendo il parquet? Mi perdoni se dico delle eresie…
    In altri suoi interessanti articoli ho letto di cappotti interni di lana di legno e di tinteggiare con latte di calce, potrebbe fare al mio caso? oppure sarebbe meglio un cappotto esterno?
    Ostuni (la città bianca) deve la sua fama proprio alla tinteggiatura in calce, ciò l’ha protetta da molte epidemie nella sua storia, i nostri antenati ne sapevano di più a quanto pare.
    Ringrazio anticipatamente.

  11. Federico Sampaoli Autore articolo

    nella giustizia ho scarsa fiducia e non saprei se il costruttore si possa rincorrere per scarsa qualità dei materiali impiegati. la presenza di forti ponti termici potrebbe invece essere un argomento più valido.

    i bambini, più degli adulti, mettono a rischio la loro salute attuale e futura crescendo in ambiente con alta concentrazione di spore. la muffa, diciamo, stressa il nostro sistema di difesa.

    la candeggina come uccide i funghi uccide anche noi, meglio prodotti senza cloro per la bonifica dalle muffe.
    ma tutto inutile se non si risolve il problema.
    ho dedicato diversi articoli a come fare ventilazione degli ambienti in modo efficiente (brevi correnti d’aria per il corretto ricambio) e a come gestire l’impianto di riscaldamento per evitare che le superfici interne abbiano temperature basse e a rischio condensa superficiale.
    fatto questo restano i ponti termici più forti da attenuare (unica via è l’isolamento dall’interno, anche con pochi mm) e la scarsa qualità dei due strati più interni (un intonaco interno probabilmente miscelato con cemento, e una pittura murale economica e poco idonea).

    direi che l’intervento minimo di urgenza è la bonifica e la ritinteggiata interna con pittura murale naturale e con pH elevato (antipatico alle muffe) pur rendendomi conto che il periodo non sia dei più adatti per aggiungere altra umidità alle pareti.

  12. Piero

    Buonasera, vista l’alta competenza nel settore, spiego il mio problema e ringrazio anticipatamente per i consigli.
    Ho acquistato 5 anni fa un’abitazione di nuova costruzione (ottime finestre e muratura esterna composta da laterizio-polistirolo-tufo) e sin dal primo inverno ho avuto problemi di condensa e muffa in camera da letto (esposta a nord), in pratica trovavo il pavimento ogni mattina pieno d’acqua (tanto che avevo sospettato una perdita idraulica). Preciso che l’appartamento è al primo piano, sotto di me (a piano strada) c’è un grande locale sfitto che non viene mai aperto, inoltre ho quasi in tutta casa una pittura non traspirante. Seguendo alcuni consigli, in camera da letto ho effettuato diversi fori di areazione ma la situazione è solo leggermente migliorata. Col tempo il problema condensa si è manifestato in tutta la casa anche se la situazione più tragica rimane quella della camera da letto.
    Non ci sono grossi miglioramenti neanche aprendo per parecchio tempo le finestre, in pratica ogni 15 giorni d’inverno sono costretto a bonificare le mura con candeggina.
    Vi chiedo se ci sono i termini per rivalermi nei confronti del costruttore e soprattutto vi chiedo dei consigli per risolvere la questione in via definitiva perché non ce la faccio soprattutto per i miei due piccoli figli.
    Grazie mille

  13. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’unico modo per non avere muffa senza altri interventi è mantenere bassa l’umidità interna facendo ventilazione corretta.
    certo che in una camera da letto eseguire ventilazione corretta è difficile, ecco l’importanza di una vmc puntuale

  14. angelo

    Salve, io ho un problema di condensa sul muro perimetrale , in camera da letto per esempio, (esposizione a Nord), trovo spesso i pilastri bagnati e i muri che inevitabilmente vengono colonizzati dalle muffe, lungho la trave di cemento.

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    le fughe delle piastrelle bagnate indicano che l’umidità presente in ambiente condensa. purtroppo anche d’estate quando siamo in periodo senza rischio muffa la taverna si trova sempre con temperature molto inferiori e l’aria surriscaldata estiva che passa dalle finestre tende a raffreddarsi e a segnare livelli di umidità relativa molto elevati.
    le murature che hanno sofferto infiltrazioni o perdite aggravano ancora la situazione.
    secondo me la prima cosa da fare (e non è facilmente fattibile) è sanare le murature. siamo certi che la rinfodera interna non nascondesse infiltrazioni dell’interrato?
    se la rifodera ha l’intercapedine intaccata dalle muffe significa che c’è acqua e può esservi acqua per 2 motivi: infiltrazioni? condensa del vapore che in stagione invernale incontra la superficie fredda dietro l’isolante?
    se si è certi che la taverna non soffre di infiltrazioni allora si potrebbe pensare di bonificare demolendo la rifodera, togliendo la muffa, rinzaffo nuovo e termointonaco di qualità. anche uno strato minimo di termointonaco si comporterebbe come risanante deumidificante e un po’ termoisolante.

  16. Demis

    Gentile Federico
    ho una taverna da 60mq con soffitto alto 2,40m, due bocche di lupo da 70cm una opposta all’atra, premesso che l’anno scorso la pompa di recupero acqua della taverna è andata in tilt e mi sono trovato la taverna allagata, che l’idraulico non mi ha collegato il tubo di uscita dell’acqua (lavandino in taverna con pompa che porta all’esterno) allo scarico ma si è fermato un po’ prima ………..no comment, e quindi un po’ di acqua usciva all’esterno e un po’ rientrava nei muri della taverna, i muri sono di cemento armato da 30cm, con isolante addossato di 2dm e con tramezze addossate da 8cm e poi intonaco. Mi trovo ad oggi aver chiaramente rotto le tramezze per far areare un po’ il muro, chiaramente pieno di muffa, e soprattutto il pavimento ha le fughe delle piastrelle tutte bagnate, purtroppo una parete in particolare mi evidenzia ancora la muffa e per adesso ho risolto provvisoriamente con un deumidificatore, ,a vorrei trovare una soluzione definitiva, anche drastica togliendo tramezze e risistemando, ecc….la situazione è un po’ complessa, riesce a darmi qualche consiglio, grazie mille.

  17. Carlo

    Grazie per la risposta. Visto che si tratta di un costo non indifferente quello del cappotto esterno e sto valutando se fare o meno la spesa, le chiedo dunque se mi converrebbe non fare il cappotto e utilizzare altri metodi per risolvere la muffa ed in caso quali.
    Cordiali saluti

  18. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’effetto più degno di nota di un isolamento esterno è l’innalzamento delle temperature superficiali interne.
    sicuramente non è un motivo per non stare attenti al livello di umidità interna.
    un altro aspetto che incide sul proliferare della muffa è la qualità della tinteggiatura interna che deve essere naturale e con pH elevato.
    la vmc naturalmente aiuta molto in regime invernale.
    leggi anche http://espertocasaclima.com/category/vmc-ventilazione-meccanica-controllata/

  19. Carlo

    Buongiorno e ringrazio in anticipo per l’aiuto. Sono in procinto di ristrutturazione di un palazzo degli anni 40′ fatto di mattoni pieni. Mi è stato proposto un cappotto termico esterno in polistirene di 5cm e di 2cm dove sono le cornici delle finestre. Visto che il mio problema principale e’ la muffa e non tanto il risparmio energetico, le chiedo se il cappotto potrebbe addirittura peggiorarla o comunque non migliorarla andando a isolare troppo e in caso se esistono altri sistemi come ad esempio la ventilazione meccanica per risolvere questo problema.
    Grazie e cordiali saluti

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    dalla scheda tecnica si legge solamente che VANDEX IC può essere iniettato nei seguenti materiali da costruzione:
    • ogni tipo di malta di allettamento
    • muri in pietra naturale o artificiale con malta minerale di allettamento (capillarità aperta)
    • muri in mattoni
    • murature in arenaria
    • non è adatto per pareti di granito e pietra calcarea senza malta di allettamento.

    sì, consiglierei il nuovo intonaco a tutta altezza e risvolti laterali e a soffitto per correggere il ponte termico

  21. Angelo

    E’ rassicurante sapere di poter contare su persone competenti come lei e comunque attente all’ambiente, davvero grazie per i preziosi consigli, ma la crema della Vandex va bene anche per i muri in cls? nel video ho visto solo muri di mattoni – pietra e muri a secco ? ritornando al silicato di calcio pensavo si’ di togliere il vecchio intonaco almeno sino ad una altezza di 70/80 cm oppure e’ piu’ sicuro toglierlo tutto sino al soffitto? e visto che me la cavo egregiamente nel “fai da te’ ” rintonacare con un prodotto specialistico ….quale ? mi da delle indicazioni sui produttori e/o rivenditori, io abito a 12 km a sud di Bassano del Grappa (VI) – e poi il muro in cls “all’aria” una volta risanato con l’intonaco e’ sufficiente oppure e’ meglio provvedere anche con il silicato?

  22. angelo

    grazie Federico per le utili informazioni, una precisazione lei dice “termoisolante” intende l’intonaco? perche’ in base a delle sue precedenti indicazioni ad altri utenti parlava di pannelli di silicato di calcio…cosa ne pensa se rivesto le pareti interne di questo materiale?

  23. Federico Sampaoli Autore articolo

    questa crema in microemulsione di silani/silossani che crea una barriera contro l’umidità di risalita fa parte della famiglia dei prodotti che “vetrificando” una struttura con problemi di risalita di umidità bloccano questo processo.
    le barriere chimiche funzionano tanto quanto la struttura si è imbevuta senza interruzioni.
    il sistema Vandex IC prevede anche un’impermeabilizzazione interna ed esterna delle superfici.

    io tendo a consigliare di risanare le murature mettendole in condizione di cedere all’ambiente interno ed esterno l’eccesso di umidità contenuta: quindi un intonaco deumidificante, risanante e ben venga termoisolante.
    esternamente tendo a non impermeabilizzare, ma a drenare le pareti con riporto di terra in modo da evitare la spinta di acqua dal terreno.

  24. Angelo

    ah dimenticavo la taverna e’ sempre riscaldata con termosifone e la temperatura costante di c.ca 20 gradi, la notte quando spegniamo non scende mai sotto i 19 – 18.5

  25. Angelo

    Gentilissimo Federico, mi congratulo per la sua preparazione e mi permetto di esporle il mio problema:
    ho una taverna di c.ca 40 mq, pareti in cls di 25 cm, due completamente controterra, una parzialmente in quanto adiacente allo scivolo che scende in garage e l’ultima quella ad ovest all’aria aperta diciamo…per le due controterra nessun problema ne di umidita’ ne di muffe, quella parzialmente controterra mostrava piccoli problemi di umidita’ da risalita che ho parzialmente risolto applicando esternamente una guaina bituminosa armata da 4mm sfiammandola sino alle fondamenta con in appoggio un tessuto non tessuto, adesso intendo procedere eliminando dalla parete interna l’intonaco (un normale intonaco classico di 30 anni fa’ grezzo + fino) sino a c.ca 50 cm dal pavimento visto che il distacco parziale dello stesso e’ limitato a +/- 10 cm dalle piastrelle, e inserirvi un prodotto specifico chiamato “easycream” prodotto dalla grandisol attraverso i fori da 14 mm come indicato nella scheda di apllicazione e rintonacare con un prodotto specifico per l’umidita’ e magari coibentare anche con ????? mi da la dritta???? il problema maggiore invece e’ evidenziato nella parete fuori terra con umidita’ di risalita (a cui voglio porre rimedio con easycream sino al pavimento leggermente bagnato nell’angolo che si intersa con la parete semininterrata (sud) ma anche ad una muffa sino a c.ca un metro di altezza, non voglio fare un cappotto esterno, pensavo anche in questo caso dopo il trattamento attraverso i fori di togliere l’intonaco e di procedre con una malta specifica….un cappottino interno? se si in che materiale? o quale altra soluzione mi consiglia? pronto ad intervenire secondo le sue preziose indicazioni e senza badare a 100 euro in piu’ o in meno, tenga presente che frequentiamo spesso la taverna sia in inverno che in estate e cuciniamo sempre, dimenticavo l’altezza e’ di c.ca 250 cm e vi sono due finestre nella parete seminterrata!
    confido nelle sue “dritte”

  26. Fabrizio

    Salve, io ho un problema di condensa su tutti i muri perimetrali dell’appartamento, in camera da letto per esempio, (esposizione a Nord), trovo spesso il pavimento bagnato e i muri che inevitabilmente vengono colonizzati dalle muffe, specie in prossimità degli angoli, delle porte finestre e dietro i mobili, (staccati dal muro anche più di 10cm).

    Lei accenna al fatto di aumentare la temperatura delle pareti, quindi mi chiedevo se l’applicazione sotto l’intonaco di un sistema di riscaldamento radiante + il cappotto interno, possa costituire una soluzione definitiva al problema della condensa e delle muffe.

  27. Federico Sampaoli Autore articolo

    i fori vanno chiusi. peggiorano la situazione di temperatura interna e di comfort acustico e aumentano le dispersioni per ventilazione. in più la superficie interna circostante il foro scende di temperatura ulteriormente.
    a livello condominiale un cappotto esterno è senz’altro un’operazione conveniente, intelligente e meno costosa.

  28. Luca83

    La ringrazio per la risposta sempre precisa.vivere con “pareti verdi” in casa non è bello,soprattutto quando si è preso casa da poco tempo.
    Si i serramenti sono stati sostituiti 5 anni fa e forse questo ha peggiorato la cosa poiché circola meno aria in casa rispetto ai vecchi serramenti che spifferavano.
    Ora col proprietario della casa e gli altri inquilini discuteremo sul da farsi.
    Un’ultima cosa:i fori fatti in camera per arieggiare sarebbe meglio chiuderli vero?d’inverno entra aria fredda e non è il massimo.provvederemo poi a installare una vmc se possibile per abbassare l’umidità relativa.come sempre grazie.

  29. Federico Sampaoli Autore articolo

    L’insorgere della muffa, lo sappiamo, è causata dalla superficie troppo fredda e dal contenuto di umidità dell’aria.
    Il fatto che i vecchi inquilini non avessero questo problema è indice che avevano abitudini diverse nel fare ventilazione manuale, e forse vivevano con vecchi infissi.
    Avete installato serramenti nuovi?
    La situazione va risolta, io non posso tirare ad indovinare le cause, che forse sono proprio quelle appena descritte.

    Posso assicurarvi che una coibentazione esterna non causerà nessun peggioramento, anzi è una delle vie da percorrere senz’altro. Abbassare l’umidità interna è comunque necessario! O fate buona ventilazione a mano o installate una vmc decentralizzata.

    In ogni caso si deve abbassare l’umidità relativa e alzare la temperatura superficiale delle pareti.

  30. Luca83

    Buonasera.volevo chiederle un consiglio riguardo ad un problema muffa e condensa che si sta verificando nell’edificio in cui abito da poco più di un anno.
    La palazzina è composta da un piano semi-interrato ad uso box, 2 piani fuori terra e un piano sottotetto abitabile, per un totale di 5 appartamenti.il problema è questo:sulla facciata nord gli appartamenti presentano tutti un problema muffa e tantissima condensa in corrispondenza della connessione parete-solaio,al di sopra dello zoccolino,ed in costante aumento sulla parete.il problema si verifica nelle camere(in cui al mattino c’è l’80% di umidità)dietro il letto e armadio ai due piani fuori terra,mentre nel piano sottotetto in camera,anche dietro un radiatore, e in bagno in cui si vedono le piastrelle “sudare”.Nelle cucine invece non c’è alcun problema a nessun piano.
    La casa è degli anni 60 in mattoni pieni,i serramenti sono stati sostituiti 5 anni fa.il piano sottotetto è stato realizzato sempre 5 anni fa,tetto in legno isolato con poroton.
    Questo problema riguarda solo gli appartamenti a nord,mentre quelli a sud no.Inoltre i proprietari degli appartamenti hanno effettuato nelle camere un foro di ventilazione,sperando di risolvere il problema ma anzi è peggiorato(come prevedibile).
    A mio parere per risolvere il problema bisognerebbe intervenire su temperatura superficiale interna e sulla ventilazione,quindi effettuando un isolamento a cappotto esterno in modo da alzare la Tsi ed installare una ventilazione meccanica almeno a semplice flusso per togliere l’umidità in eccesso.IL problema cosi secondo me si risolverebbe.Un geometra interpellato consigliava di non fare il cappotto perché rischia di peggiorare le cose(cosa secondo me assurda).
    Curiosità:fino a 3 anni fa i vecchi inquilini non avevano avuto nessun problema,mentre ora la situazione sta peggiorando sempre più.
    La ringrazio anticipatamente per la risposta.Solo affidandosi a veri esperti si può trovare la soluzione ideale(lasciando stare fantomatici geometri…..)

  31. Federico Sampaoli Autore articolo

    Mi viene il sospetto che il muro in calcestruzzo sia stato intonacato con un cattivo intonaco sabbia cemento. Ma invece che demolirlo lo picchietterei per far aderire bene il prossimo.
    Certo sarei indeciso se posare pannelli in calcio silicato oppure un intonaco termocoibente con elevata permeabilità al vapore, non tanto per contare sulla traspirazione del muro (che in questo caso è compromessa dalla consistenza del muro) ma piuttosto per permettere alla “crosta” di diventare regolatore dell’umidità della muratura.

  32. Daniele

    > Salve, mi chiamo Daniele e chiedo gentilmente un parere.
    >
    > La mia casa confina con l’esterno solo a sud e a nord (villetta a schiera centrale). Il problema che vorrei risolvere o attenuare, si presenta solo nel periodo estivo nella taverna interrata (40mq): sulla parete e sul pavimento verso nord si forma la condensa (senza scrostamento dell’intonaco) provocando la formazione di muffa e acqua. Le due bocche da lupo non consentono una corretta ventilazione essendo entrambe a sud; non posso costruire una bocca da lupo a nord, vorrebbe dire sbucare in garage (è al piano terra).La temperatura della taverna nei periodi estivi è intorno ai 20°C anche quando fuori siamo sui 40°C,forse anche perchè la zona dove abito è famosa per le risorgive.
    > Io e chi vive in zona tamponiamo con un deumidificatore.
    > La mia idea è quella di togliere l’intonaco (materiale che assorbe umidità) dalla parete nord della taverna scoprendo il muro di cemento armato e fare un cappotto interno solo a nord di circa 6cm in calcio silicato (materiale che impedisce il formarsi di muffe) affinchè la temperatura dell’ambiente si alzi quel tanto da impedire il formarsi della condensa. Vorrei intervenire anche sul pavimento ma il soffitto basso della taverna e la cucina nuova che arriva quasi al soffitto mi fanno desistere.
    > Leggendo alcuni suoi articoli mi sono sorti dei dubbi perchè le prestazioni isolanti del calcio silicato si riducono in presenza di umidità (mancherei l’obiettivo di innalzare la temperatura) e tale umidità non può essere ceduta all’esterno in quanto il muro è interrato e protetto esternamente da un intonaco idrorepellente. Forse prima del cappotto è meglio impermeabilizzare anche internamente il muro in modo che non assorba l’umidità del cappotto. Forse è consigliabile fare un cappotto in XPS che non consenta il passaggio dell’umidità. La ditta che mi ha fatto l’isolamento del tetto con cellulosa mi ha proposto un cappotto sulla parete nord in sughero, forse è questo il materiale migliore?
    > Il primo risultato che vorrei ottenere è l’eliminazione della muffa, se riesco ad impedire anche il formarsi della condensa meglio, altrimenti continuerò ad usare il deumidificatore quel tanto che basta per impedire il formarsi di umudità sul pavimento.
    >
    > Ringazio fin da ora per i consigli.

  33. Marco

    Buongiorno
    grazie della formula, molto interessante.
    in ‘teoria’ all’inverso con le temperature rilevate potrei su ottenere (il) un valore di trasmittanza della parete.
    Ha mai provato a far una prova su quanto si discostano i dati misurati dai calcolati ?
    nel caso della U della parete quella risultante dalle varie trasmittanzae della stratigrafia vs quella che potrebbe uscir dalla formula inversa con le temp rilevate

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