Isolare dall’ interno: attenzione al caldo estivo

Più di qualche lettore non riesce a convincere i propri còndomini a coibentare l’edificio anche se economicamente sarebbe un’operazione necessaria e lungimirante. Per non rinunciare al sogno, si butta nella progettazione dell’isolamento da dentro.

Niente ponteggi, niente richieste, niente discussioni: piena libertà decisionale.

Michele per esempio, che possiede un bell’appartamento vicino alla ferrovia in zona climatica E, si è indirizzato verso la più classica controparete con doppia lastra in cartongesso, barriera vapore e 10 cm di lana di roccia densità 70 kg. La lana di roccia è stata scelta per la sua economicità, le sue proprietà termiche ma soprattutto le sue proprietà acustiche per avere il famoso effetto massa molla massa. L’impianto termico a radiatori sarà totalmente rifatto anche per ovviare alle dispersioni termiche delle vecchie tubazioni non isolate. Gli infissi, ugualmente, saranno completamente rifatti ed il cassonetto delle tapparelle non sarà messo come sempre all’interno ma all’esterno: una soluzione nuova e mai usata dalle sue parti.

Perchè io non sono favorevole a questo progetto?

C’è un errore di fondo. E non parlo della temibile barriera al vapore che se non è perfetta mi causerà dei passaggi di vapore tanto imprevedibili quanto di conseguenze terribili, nè parlo del materiale di coibentazione non proprio figlio della natura e forse non il mio coinquilino ideale, nè dubito dell’effetto rumor-smorzante del treno.

L’errore sta nel dis-comfort estivo di questa stratigrafia che, se offre un risparmio sulla bolletta nel periodo di riscaldamento, ci impone una spesa per il raffrescamento estivo. Se il caldo entra, se ne esce a settembre!

Dobbiamo comprendere che stiamo isolando dall’interno, dunque ci stiamo isolando dalle pareti esterne: tutta la massa che prima era a contatto con l’ambiente interno

  • che d’inverno è causa di tanta dispersione termica
  • ma che d’estate mi faceva comodo per scaricare la troppa energia interna

dopo l’intervento sarà “confinata” all’esterno.

Dove scaricherò l’energia che produco nell’ambiente domestico durante i mesi estivi?

  • nella lana di roccia?
  • nel cartongesso?

riscaldamento-globale-2011-anno-record-temperature

Devo usare un materiale isolante che abbia sì un buon lambda perchè voglio diminuire le dispersioni invernali, ma una buona capacità di accumulare calore. In più, voglio anche che lo spessore di materiale isolante che vado a posare sia non troppo grosso

  • un po’ per non portare via troppo spazio
  • un po’ per permettere un veloce smaltimento di normale umidità accumulata d’inverno
  • un po’ per riuscire a conservare una migliore capacità termica interna

Devo scegliere il materiale coibente e la finitura che assorbono più energia possibile, altrimenti le prossime estati mi pentirò di essere intervenuto. Dopo di che devo prendere in grande considerazione una ventilazione meccanica controllata decentralizzata, ma di questo possiamo leggere in altri articoli dedicati.

Quale stratigrafia è in grado di assorbire meglio l’energia che produco all’interno?

– un po’ di fisica edile non ha mai fatto male a nessuno –

Andiamo a scoprirlo confrontando:

  • 30 cm. mattoni pieni + 10 cm. lana di roccia + cartongesso (temperatura superficiale interna con -5° esterna, 19°C)
  • 30 cm. mattoni pieni + 4 cm. fibra di legno + argilla (temperatura superficiale interna con -5° esterna, 17,9°C)

Mattoni pieni + 10 cm. lana di roccia + cartongesso (trasmittanza U=0,32 W/m²K):

  • se alzo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riesce ad assorbire? 0.015 kWh/m²K

Mattoni pieni + 4 cm. fibra di legno + argilla (trasmittanza U=0,65 W/m²K)

  • se alzo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riesce ad assorbire? 0.030 kWh/m²K

Quindi l’involucro coibentato con fibra di legno + argilla può assorbire il doppio di energia: questo è un aspetto da non sottovalutare d’estate!

Com’era lo stato di fatto?  30cm. di mattone pieno (1,5+1,5cm di intonaco)

stratigrafia-30cm-mattone-pieno

  • temperatura superficiale interna con -5° esterna: 13,2°C
  • trasmittanza U=2,08 W/m²K)
  • quando d’estate alzavo di 1°C la temperatura interna, 1 metro quadrato della mia nuova struttura quanta energia riusciva ad assorbire? 0.060 kWh/m²K

Isolando dall’interno so di dover fare i conti con l’umidità che si accumula d’inverno nella stratigrafia: non devo intrappolarla, ma piuttosto usare materiali con grande assorbenza capillare. Così l’umidità si distribuisce bene su tutta la superficie e tende a diffondersi nell’aria ambiente per asciugare la struttura, specialmente durante l’estate. Argilla e fibra di legno sono materiali perfetti per questo continuo “assorbi” e “cedi”, “assorbi” e “cedi”.

Se crediamo che la nostra seconda pelle sia la struttura della nostra casa, allora dobbiamo convenire che argilla, fibra di legno e cotto sono da preferire a una barriera al vapore e lana di roccia.

Chi ama il fai da te scoprirà sulla propria pelle che lavorare con fibra di legno e argilla è molto più amichevole che maneggiare lana di roccia e cartongesso! Buon lavoro allora!

 Una volta deciso l’intervento, il passo più corretto è comunicare

  • esposizione,
  • dimensioni,
  • valori di trasmittanza U delle pareti isolate,
  • valori di trasmittanza U dei serramenti ordinati,
  • tipo di VMC installata

ad un termotecnico per farsi dimensionare correttamente i nuovi corpi scaldanti!


            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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86 pensieri su “Isolare dall’ interno: attenzione al caldo estivo

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    mi pare che lei abbia optato per questo tipo di costruzione con estrema attenzione alla scelta dei materiali, dunque mi appare strano che proprio sul lato interno della stratigrafia lei stia forse accettando il consiglio di posare lana di roccia.
    è vero che la maggior parte delle fibre pericolose le respireranno i posatori durante il lavoro di taglio e installazione, ma sarebbe anche sciocco usare questo materiale che aiuta poco poco alla protezione dal surriscaldamento estivo.
    in regime invernale invece sarebbe efficace.
    le consiglio di valutare solo materiali con calore specifico elevato (fibra di legno flessibile o fiocchi di cellulosa), saranno 8-9 €/mq ben spesi.

    non capisco perchè si realizzi un nuovo tavolato tra celenit e calce canapa.

    il tavolato su cui viene fissato il manto di copertura metallico dovrebbe avere uno strato dedicato alla ventilazione del pacchetto traspirante.
    se il celenit chiude il pacchetto isolante si deve prevedere un manto impermeabile traspirante e resistente ai raggi UV con funzione di tenuta al vento pioggia condensa ecc.

    NB: le ricordo che se non è stato eseguito il progetto di tenuta all’aria del volume riscaldato sottostante con accorgimenti esecutivi per ottenere una chiusura ermetica dell’ambiente interno, si può ancora correggere questo delicato aspetto nell’occasione della posa degli 80mm di isolamento interno.

    se possibile posare fibrogesso e non cartongesso.

  2. Lisa

    buongiorno,
    ho letto con molta attenzione i suoi articoli ma mi servirebbe una opinioni riguarda alla coibentazione del tetto in legno della mia nuova abitazione sita in provincia di Treviso zona climatica E.
    -struttura in legno e calce-canapa-
    All’interno le travi non saranno a vista ma tutto rivestito con il cartongesso.
    Mi hanno consigliato di utilizzare l’intercapedine tra travi e cartongesso ( circa 8 cm di spessore ) per posare della lana di roccia in modo da aumentare le caratteristiche della stratigrafia ( dall’esterno: lamiera , tavolato 2.5 cm di abete, celenit 5 cm, tavolato 2.5 cm, calce/canapa 16 cm ed ancora tavolato ).
    Sono un pò indecisa al riguardo.
    Complimenti
    grazie
    Lisa

  3. Alessandro LM.

    Buongiorno Dott. Sampaoli,
    la presente per ringraziarLa della Sua puntuale risposta.
    Le auguro buon lavoro e buona giornata.

  4. Federico Sampaoli Autore articolo

    in estate il surriscaldamento dell’ultimo solaio fa aumentare la temperatura interna.
    in inverno la struttura portante del solaio disegna le strisce scure che sono le linee più disperdenti rispetto all’intera superficie del soffitto: le zone più disperdenti tendono a raggiungere il momento della condensa superficiale interna più spesso del resto della superficie interna.

    una controsoffittatura con ribassamento nasconderebbe la situazione di fatto, ma per ottenere un beneficio estivo si dovrebbe progettare una coibentazione del solaio sul lato interno:
    stabilito lo spessore possibile del pacchetto interno si può calcolare la stratigrafia comprensiva dello spessore solaio + il coibente interposto magari in una struttura in legno.
    sicuramente si deve anche prevedere un freno al vapore a protezione del pacchetto isolante che permetterà comunque un’ottimale asciugatura della stratigrafia in periodo estivo.
    infine il pannello di finitura interna dovrebbe essere fibrogesso che rispetto al cartongesso porterà più massa sul lato interno della stratigrafia a vantaggio del comfort tutto l’anno.
    l’intervento ovviamente funzionerà egregiamente anche in periodo di riscaldamento

  5. Alessandro LM.

    Gentile Dott. Sampaoli,
    ho letto con estremo interesse il Suo articolo e le svariate risposte per i lettori ma anch’io avrei necessità di un Suo prezioso consiglio.
    Ho acquistato un immobile ubicato all’ultimo piano di un edificio del 1960, sito a Foggia (Puglia).
    Nonostante l’anzianità dello stabile, durante i primi sopralluoghi, sono rimasto colpito dal particolare comfort invernale e senza riflettere molto ho acquistato l’immobile (grave errore)
    La struttura è in C.A. costituita da pareti perimetrali in tufo dello spessore di circa 35 cm, intonacate internamente e piastrellate esternamente mediante un mosaico.
    I solai sono di ridotto spessore, credo gettati in opera, rompendo la pavimentazione e asportando un massetto molto esiguo (5 cm) si intravede una specie di tavella.
    Nella fattispecie il mio solaio corrisponde al lastrico solare dell’edificio; questo non presenta alcuna coibentazione se non per la presenza di una guaina bituminosa e la vernice riflettente che determinano il piano di calpestio.
    Il soffitto è caratterizzato da lunghe strisce scure che vanno dalla parete perimetrale alla trave centrale, in modo perpendicolare, con un interasse fisso di circa 50 cm.
    Gli infissi sono in PVC (recentissimi, 15 mesi) rinforzato, 6 camere riempite da una schiuma, doppio vetro con canalina calda ma non contengono gas.
    Giungo alla domanda, dovendo eseguire dei lavori di abbassamento mediante pannelli in cartongesso e cartongesso idrofilo per i bagni come posso “riempire” questa pseudo intercapedine con il soffitto per non soffrire il caldo in modo eccessivo nei mesi estivi? La temperatura interna dell’abitazione, nonostante le finestre completamente aperte, era ed è di circa 35 gradi!!!!
    Quasi stiamo pensando di vendere perché preferiamo rimanere fuori casa che starci dentro.
    La ringrazio per il tempo che vorrà dedicare alla mia domanda, e complimenti per il Suo Blog.
    Buon lavoro.

    P.S. non sono un tecnico quindi mi perdoni per eventuali termini inesatti

  6. Federico Sampaoli Autore articolo

    questa stratigrafia sarebbe complicata e lo strato più esterno in cls molto freddo e poco traspirante sarebbe rischioso.
    meglio ragionare sulla tipologia di blocco e sulle prestazioni raggiungibili.

  7. giovanni

    quindi, per le pareti verticali, una stratigrafia con un’intercapedine piena con fibra di legno (6-8cm), forato da 8 cm e intonaco in argilla potrebbe andare bene?

  8. Federico Sampaoli Autore articolo

    penso che con queste premesse io andrei ad analizzare una stratigrafia che prevede un blocco in laterizio per le porzioni verticali.
    naturalmente la scelta del blocco in laterizio e della qualità dell’intonaco interno sarà a decidere la prestazione dell’involucro.
    la decisione delle travi lamellari come struttura portante del solaio in legno deve per forza prevedere (e collaborare con esso) un progetto per ottenere la tenuta all’aria del solaio con gli elementi verticali.
    dopo il progetto esecutivo di tenuta all’aria è da calcolare la prestazione termoisolante dell’ultimo solaio.

    in vista del comfort interno (siamo in zona climatica E) non si dovranno dimenticare le dispersioni verso il basso.

  9. giovanni

    si esatto, una scatola nella scatola.

    La copertura del capannone avverrà con i normali tegoli prefabbricati con all’estradosso lamiera gracata; sopra la parte abitativa vi sarà una soletta costituita da travi in lamellare-tavolato-isolante, come se fosse una ultima soletta con un sottotetto superiore non abitabile. Le travi lamellari saranno fissate alle pareti in cls con delle staffe a scomparsa mentre l’isolamento superiore…o pannelli di xps o altro (non è ancora stato “pensato”).

    Per quanto riguarda le finestre e le portefinestre sono ricavate nel pannello prefabbricato: saranno in pvc e andranno attentamente posizionate (verso l’esterno o verso l’interno del pacchetto murario? mi pare di aver capito che, avendo l’isolamento interno, dovranno essere più verso il filo interno della parete piuttosto che verso il filo esterno).

    Un domani non verrà demolito il capannone , solo che la parte abitativa non verrà più utilizzata: potrà, eventualmente, essere mantenuta e utilizzata come “alloggio temporaneo per ospiti” oppure parzialmente demolita per allargare la parte di magazzino/deposito.

    grazie per il supporto e la velocità di risposta
    Giovanni

  10. Federico Sampaoli Autore articolo

    non conosco bene la situazione di partenza “non sufficientemente isolata”:
    ho capito che abbiamo pannelli prefabbricati verticali in cls da 16cm
    i fori finestra?
    la copertura?

    in teoria non sarebbe difficile costruire una casa nel capannone industriale, una scatola nella scatola, se questo è il progetto in previsione.

    bisogna anche capire se al termine di questa provvisorietà, tutto verrà smontato o demolito e questo per ben mettere a fuoco la tipologia costruttiva!

  11. giovanni

    buongiorno,
    vorrei sottoporle la mia situazione: sto per avviare una attività agricola e per vari ragionamenti (sopratutto di carattere economico) verrà previsto un capannone industriale prefabbricato con una parte adibita ad abitazione: è una situazione temporanea (non l’abitazione della vita) ma che comunque deve poter rispettare i lavori minimi di trasmittanza (0,26 W/mqK) assendo in provincia di Milano. Le strade sono due: o prevedere per tutto il capannone i pannelli prefabbricati con taglio termico (che certificano il rispetto dei valori minimi di trasmittanza) ma con il risultato che verrebbe “isolata” anche tutta la parte di magazzino/deposito per la quale non serve e non potrei posare impianti lungo il perimetro esterno; utilizzare pannelli cls da 16 cm e prevedere un’isolamento dall’interno per l’abitazione (dall’interno poichè in tal modo ho modo di posare gli impianti -che non potrebbe essere fatto sul pannello in cls- e per mascherare la giunzione dei pannelli stessi).
    Visto che sia l’impresa edile sia l’architetto mi propongono soluzioni le più disparate, che stratigrafia potrei applicare per avere una parete che, comunque, permetta il rispetto dei valori minimi di trasmittanza? Ripeto, è una soluzione provvisoria e quindi non avere soluzioni superperformanti ma nemmeno…che non facciamo dormire la notte dal caldo in estate (poi, essendo in campagna la notte l’aria è molto più fresca che in città)…

    grazie e complimenti per l’ottimo servizio e la competenza che fornite…..
    Giovanni

  12. Federico Sampaoli Autore articolo

    30cm di muratura in calcestruzzo cellulare (sabbia, calce, cemento con microbolle d’aria che restano imprigionate nella miscela è già un buon isolante.
    inserire una lastra in sughero è certamente un intervento che migliora la trasmittanza ma non è adatto all’isolamento interno.
    l’intervento più corretto è posare un pannello isolante in idrati di silicato di calcio autoclavato e possibilmente finirlo internamente con intonaco d’argilla ricchissimo di massa

  13. Massimiliano

    Buonasera dr. Sampaoli, abito in un appartamento sito all’ultimo piano in zona climatica C con 1258 gradi giorno, la costruzione ha i muti esterni in cemento cellulare autoclavato spessore 300 mm, esternamente, oltre all’intonaco c’è una pittura al quarzo come finitura, l’immobile ha l’esposizione delle facciate una a nord e l’altra a sud, vorrei rendere il lato esposto a nord più efficiente dal puntto di vista energetico ma non mi è possibile farlo attraverso un cappotto esterno, da profano avevo pensato al rivestimento interno delle pareti e forse anche del soffitto con pannelli di sughero biondo spessi 4 cm o in fibra di legno dello stesso spessore e finire le superfici con pannelli in cartongesso dello spessore di 1 cm. La scelta del materiale è stata dettata unicamente dal fatto che il sughero è un materiale naturale e una delle stanze dovrebbe essere quella di mio figlio. I miei dubbi però riguardano le condense e il cambiamento del comportamento della muratura con la nuova stratigrafia. Ritiene che questa mi a idea sia controproducente o possa apportare benefici sia nei periodi estivi che invernali? Servirebbe una barriera al vapore, una igroregolatrice oppure nessuna? La ringrazio anticipatamente per qualunque consiglio potrà fornirmi, come spesso lei spiega, i fattori da tenere in considerazione sono molteplici.
    Cordiali saluti.

  14. Antonio barbieri

    Buonasera sig Federico
    Qui , nel suo blog , c’ è molto da leggere e molto da imparare .
    Saluti.
    Antonio Barbieri .

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    se esiste un’apertura nel sottotetto, possibilmente sul lato più fresco che possa creare con il vecchio camino un effetto camino e ricambio d’aria, ben venga questa soluzione.
    però noterà che l’aria molto surriscaldata dell’estate non permetterà al camino di tirare fin che nel sottotetto la temperatura risulterà inferiore a quella misurabile esternamente.
    il sottotetto può cedere calore solo attraverso la ventilazione notturna.

  16. Antonio barbieri

    Grazie della risposta , riguardo il confort estivo .
    Con i concetti tecnici di cui mi sono arricchito in questi ultimi mesi , documentandomi e leggendo,
    se tornassi indietro , credo che farei fare il cappotto esterno con 5 cm di sugherro molto compresso
    , invece di usare l’ eps ; poi esternamente penso di mettere delle tende per l’ ombreggiamento ,
    lunghe in modo da coprire piu’ superfice/parete possibile.
    il sole d’ estate picchia forte ; poi ho pensato che nel sottotetto ( che non è vivibile ,ma può essere utile come magazzino o ripostiglio ) avendo li un camino centale di una vecchia stufa non piu’ usufruito , potrei pensare di creare una circolazione d’ aria forzata facendo uno o due fori da 12mm in fondo ai lati e applicare un aspiratore potente al camino , collegato magari ad un Timer/termostato ; per aspellere il calore eccessivo. questi fori li aprirei in estate e li chiuderei in autunno.
    La ringrazio delle risposte e considerazioni.
    Contribuirò a sostenere il Blog.
    Cordiali saluti
    Barbieri Antonio
    San Donà di Piave ( Ve)

  17. Federico Sampaoli Autore articolo

    il comfort estivo è una miscela complicata ma le spiego in tre parole:

    ci vorrebbe la massa sul lato interno (perchè lei si accolla energia in eccesso)
    ma questa massa non può essere già surriscaldata perchè non protetta sul lato esterno.
    se è surriscaldata non riesce a farsi carico di ulteriore energia che non voglio avere all’interno.

    l’eps da 50mm non riesce a proteggere dal surriscaldamemto. ma ha migliorato la situazione invernale.

    la lana di roccia interna poco fa d’estate, aiuta d’inverno a scaldare in fretta l’ambiente.
    forse, invece che demolire tutto si potrebbe arricchirla di massa: fibrogesso sopra al cartongesso + finitura.

    bisognerebbe calcolare la stratigrafia correttamente e poi decidere (non così a casaccio)

  18. Antonio barbieri

    buongiorno Dott. Federico Sampaoli Le chiedo un alto chiarimento oltre al precedente del sottotetto ( che ringrazio) :
    nel mio appartamento ristrutturato anni fa , mi trovo che in 4 stanze mi hanno insolato dall’ interno mettendo lastra di cartongesso e un sottile cuscino di lana di roccia tra muro e lastra .
    devo dire che l’ ambiente si scalda velocemente d’ inverno , e pure d’ estate si scalda abbastanza presto .
    Essendo una vecchia abitazione i muri esterni e portanti sono da 25 cm ( doppia pietra piena) e quelli divisori in pietra singola ( ci sarebbe molta massa potenziale ..penso….)
    dopo , nel tempo ,esternamente è stato fatto un cappotto in polistirolo da 5 cm ( piu’ di cosi non era possibile )
    Vorrei migliorare il confort estivo ; cosa mi consiglia ?
    Togliere l’ isolamento interno dove ci sono le pareti in cartongesso , in modo da liberare e far lavorare la massa della pietra ?
    oppure , smontare le lastre di cartongesso , togliere la lana di roccia , inserire al loro posto dei pannelli di sughero(o fibra legno) e richiudere tutto con il cartongesso .. ?
    oppure tugliere tutto e rifare un intonaco di tipo argilla ?
    ho poco chiaro questo concetto …
    ( tutto questo verrebbe fatto da me con l aiuto di un pittore esperto..)
    devo dire anche che nelle 4 stanze , solo su due lati dei 4 è stato fatto l’ isolamento interno … praticamente dove si ritenava piu’ fredde le pareti.
    Anticipatamente la Ringrazie della sua Risposta .
    Barbieri Antonio
    San donà di Piave (VE)

  19. alessio

    Salve Dr Sanpaoli,
    mi sto attingendo a comprare un appartamento piano terra di circa 90mq netti di nuova costruzione così composto:
    MURATURA PERIMETRALE: tamponamento in blocco forato di laterizio (sp. cm. 25), controparete esterna costituita da orditura metallica in lamiera zincata, con riempimento delle intecapedini in lana di vetro (sp. min. cm. 10) e ulteriore strato continuo di isolamento in pannelli di lana di roccia (sp. min. cm. 2) aderente alla muratura in laterizio. Rivestimento esterno applicato all’orditura metallica in lastre di fibro-cemento (sp. mm. 1,25) opportunamente armato con rete in fibra di vetro e rinforzi sempre in rete in prossimità degli spigoli delle finestre, annegati in doppia mano di rasante, successiva applicazione di primer (fissativo) e finitura ad intonachino con tinta a discrezione della D.L.. Controparete interna costituita da orditura metallica scollegata dagli elementi strutturali attraverso giunti silenti, con saturazione delle intercapedini in lana di vetro (sp. cm. 5) abbinata a carta Kraft con funzione di barriera al vapore e rivestimento con lastra in fibrogesso sp. cm. 1,25.
    PARETE DIVISORIA (tra differenti unità abitative e tra unità e vano scala): supporto in blocco forato di laterizio (sp. cm. 12) con strato continuo di isolamento in lastra di cartongesso sp. cm. 1,25 applicata su un lato. Quindi contropareti da ambo i lati costituite da orditura metallica scollegata dagli elementi strutturali attraverso giunti silenti, con saturazione delle intercapedini in lana di vetro (sp. cm. 4) e rivestimento con lastra in fibro-gesso sp. cm. 1,25.
    COPERTURA: Controsoffitto fono-isolante costituito da orditura metallica collegata alla soletta piena in C.A. attraverso un sistema di sospensione e lastra in cartongesso (sp. cm. 1,25) fissata all’orditura con viti autofilettanti, pannelli in Celenit (sp. cm. 2,5) incollati alla soletta. Posizionamento sopra il solaio grezzo dello strato isolante realizzato in lana di vetro (sp. totale min. cm. 14), sottotetto non praticabile isolato e ventilato, tetto a padiglione con struttura metallica portante in ferro zincato e pannelli di chiusura tipo “Sandwich” costituiti da doppia lamiera con isolamento interposto, a 4 greche, tinta RAL.
    Chiedo gentilmente un suo parere se me lo può dare grazie.

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    materiali come il depron non li propongo in nessun caso e ho già fatto qualche commento a riguardo (leggi https://www.google.it/?gws_rd=ssl#q=esperto+casaclima+depron).
    con aerogel ho fatto una sola esperienza e per il principio della cautela non propongo questo nano materiale (leggi http://espertocasaclima.com/2013/04/coibentazione-pennello-vernici-contengono-dispersioni-termoisolanti-nanotecnologia/)

    la coibentazione interna resta un intervento molto delicato.
    per il soffitto si potrebbe ragionare su un controssoffitto in modo da creare un intercapedine da riempire con fiocchi di cellulosa protetti da un freno al vapore igroviariabile.
    per le pareti si deve ragionare anche sul dettaglio dei fori finestra e sugli spessori in gioco. sulla prospettiva di fare un lavoro a secco o ad umido.
    intanto per approfondire: http://espertocasaclima.com/category/isolamento/coibentazione-interno/

  21. luca c.

    Buongiorno Dr. Sampaolli,
    innanzitutto devo ringraziarla per le conoscenze che continuamente condivide con noi e che mi hanno fatto capire quanto da imparare ci sia in questa materia.
    Vorrei un consiglio per la mia situazione:
    appartamento metà anni 60, fascia climatica D, esposizione nord\sud\ovest.
    Penultimo piano (sesto). Al piano superiore c’è una mansarda abitata ad eccetto dello spazio in corrispondenza del mio soggiorno che ospita i sottotetti (alti cira 1.5 nel punto massimo, utilizzati come deposito, circa 30mq di superficie).
    La parete esterna è con intercapedine ma non conosco i cm precisi.
    Ho pensato di agire in soggiorno sul solaio isolando dall’interno ed in camera da letto isolando , sempre dall’interno, la parete nord.
    Devo scegliere ovviamente i materiali.
    Avevo pensato ad aerogel per la camera da letto per un questione di ingombri oppure ad un materiale come il depron, che vendono con l’adesivo già applicato ed è molto semplice da installare internamente.
    Sul solaio invece non ho problemi di altezze essendo l’appartamento alto 3.10 metri.
    Su cosa potrei orientarmi?
    Un’ultima domanda: i radiatori sarebbe opportuno metterli sulla parete esterna che, in camera da letto, è quella che devo isolare dall’interno. E’ un problema “forare” l’isilamento interno per le staffe dei radiatori?
    Quei punti dovrebbero essere caldi visto che ci sono i termosifoni, quindi i ponti termici dovrebbero essere “controllati”, ma sono inesperto e vorrei un consiglio.
    Grazie davvero di cuore per tutto!

  22. Francesco Fumarola

    Gentile Dr. Sampaoli,
    Grazie ai suoi utili e professionali consigli mi hanno corretto il progetto.
    Ricordo ai lettori che trattasi di palazzo 4 piani di cui 3 fuori terra,forma quadrangolare,attraversato da chiostrina, con travi e pilastri da 30 cm .Piu’ esattamente 2 pareti a nord ( nord -est) +(nord-ovest) e 2 pareti a sud (sud-est) + (sud-ovest- con sistema schermante a tutta facciata ) ,zona climatica c
    Correzione:
    1) Pareti esterne con blocco porizzato da 30 cm con eps 10 cm + 2 cm facciavista per la facciata posta a nord-est ,eps + intonaco rifinito con rivestimento silossanico per i muri restanti
    calcolo delle prestazioni invernali ( es punto di rugiada ) ed estive.

    2) termointonaco per interni di argilla per migliorare la prestazione estiva e regolare umidità . Pitturazione con calce . Solo sulla parete a sud est interna priva di finestre mi hanno suggerito per aumentare la massa in aggiunta eventuali pannelli di argilla o fibra di legno da 5 cm sul fondo . ( a sud ovest dove vi sono delle finestre c’è il brisole’ schermante)

    3) copertura : tetto piano in laterocemento 55 cm totali con sistema Pavatex.
    Barriera all’aria igrovariabile,sigillatura della tenuta all’aria, sigillatura perimetrale,doppio pannello da 10 cm in fibra di legno resistente alla compressione, manto elastico in poliolefine per impermeabilizzare il tutto,massetto di pendenza e chianche di Corigliano.Sfasamento totale 18 ore circa . Tetto parte interna pannello in fibra di legno 6 cm intonacato per aumentare le prestazioni. ( il tetto sarà coperto quasi totalmente da pannelli fotovoltaici e solari -possono migliorare le prestazioni estive con la ventilazione che creano?)

    4) Climatizzazione: sistema dinamico a pompa di calore caldo-freddo ad aria ad alta efficienza con deumidificazione professionale, ventilazione meccanica controllata centralizzata con recupero di calore.

    5) pannelli in fibra di legno interni per le pareti o parti di solaio esposte in ambienti non riscaldati .

    Crede che siamo sulla strada giusta? La ringrazio infinitamente
    Francesco Fumarola

  23. Federico Sampaoli Autore articolo

    diciamo che l’isolamento in intercapedine con xps non sarebbe il mio progetto preferito…
    a natale anche io sono più buono del solito 😉

    visto che quel che è fatto è fatto, direi che la vmc centralizzata in regime invernale asciugherà l’aria interna anche senza la batteria di deumidificazione. quest’ultima serve proprio al periodo estivo dove la vmc in funzione porterebbe sì aria nuova in casa, ma farebbe crescere il livello di umidità interno.

    le condense interstiziali potranno succedere solamente nei punti dove la coibentazione è stata posata in modo discontinuo e l’aria calda e umida passata nell’intercapedine incontra la superficie fredda dei muri esterni da 42cm di spessore.

  24. Alberto

    Buon giorno e complimenti per le utili informazioni.
    Sto ristrutturando in provincia di Brescia una cascina e sono costretto a coibentare dall’ interno riducendo al minimo gli spessori, partendo da muri in mattoni da 42 cm ho optato per una stratigrafia composta da esterno, biocalce , muro mattoni da 42 cm, rinzaffo in biocalce, xps incollato da cm 6, contro-parete interna in forato da 8 cm e biocalce, superficie interna.
    Anche il pavimento ed il soffitto sono isolati con xps in continuità eliminando tutti i ponti termici.
    L’ uso di tutto questo materiale sintetico, mi permette di avere trasmittanze basse e una barriera al vapore per le condense interstiziali ma mi preoccupa l’ accumulo di vapore interno risultando la casa ermetica.
    Il riscaldamento è a pavimento ma senza raffrescamento.
    L’ abitazione verrà dotata di ventilazione meccanica senza batteria di deumidificazione.
    Ho ragione a preoccuparmi di possibili condense interne o ho operato correttamente?
    Grazie , Alberto.

  25. Federico Sampaoli Autore articolo

    circa le ombreggiature ricordo che il lato ovest e poi anche est sono sempre a rischio surriscaldamento, anche in mezza stagione con edificio coibentato.

    per le pareti perimetrali si deve verificare la prestazione del blocco porizzato con eps incluso che spesso offre ottima trasmittanza ma una prestazione estiva da verificare.
    l’ulteriore coibentazione interna è un controsenso sia termicamente che economicamente parlando: per la zona climatica C il comfort estivo è fondamentale, come ormai in ogni zona climatica escluso la F).
    questa spesa potrebbe essere dedicata alla qualità dell’intonaco interno e della finitura, rasatura o pittura murale che sia.

    non ho esperienze con il cappotto facciavista, ma comunque va calcolata la stratigrafia completa del blocco previsto per tamponamenti.

    se la copertura insiste su ambienti lavorativi è indispensabile correggere la stratigrafia tetto sostituendo
    -l’eps assolutamente inadatto alla protezione dal surriscaldamento in favore di una stratigrafia traspirante con fibra di legno e strato di ventilazione.
    -la fibra di legno interna con la falda intonacata al fine di recuperare più massa possibile.

    attenzione alla scelta dei manti sul lato caldo e sul lato freddo per evitare condense interstiziali che possono succedere anche sul lato interno ove fosse in funzione un impianto di raffrescamento!

    l’impianto radiante a pavimento sarà assai difficile da gestire in un edificio ben coibentato con un inverno breve e irraggiamento abbondante: meglio puntare su un impianto molto dinamico. L’inerzia potrebbe rendere difficile l’ottenimento di un buon comfort.

  26. Francesco Fumarola

    Gentile Dott. Sampaoli,
    Sono in fase iniziale di costruzione: a Brindisi,zona climatica C,terreno 300 mq,sto realizzando un immobile di 4 piani di cui 3 fuori terra. Garage, piano commerciale,abitazione e studi professionali (ultimo piano) La forma e quadrangolare ,attraversato da una chiostrina in vetro .
    Lato sud protetto da schermatura ombreggiante tutta la facciata,con finestre a doppi vetri. Lato nord finestre con tripli vetri e gas argon. Chiostrina interna con doppi vetri.
    Lo scavo realizzato e’ profondo 4 metri fino alla roccia, platea con travi rovescio con sistema a igloo. Nella zona garage sarà posato il pavimento industriale sotto cui ci sarà una guaina di polietilene per maggiore sicurezza nella risalita del gas radon. La struttura sarà in cemento armato (travi e pilastri da 30 cm ) e mi è stato proposto l’impiego di mattoni alveolati 30 cm con 8 cm di eps con grafite e finitura in plastico adatto al sistema , mentre sui primi cm dell’edificio saranno posati pannelli di xps. Per quanto riguarda il tetto e’ stato previsto :solaio 25 cm,massetto 5 cm con isocal e 20 cm di eps . Come coibentazione interna sono stati previsti 4 cm di fibra di legno con intonaco di argilla.(soffitto dell’ultimo piano compreso)
    L’immobile avrà riscaldamento a pavimento,vmc decentralizzata con recupero di calore, pannelli fotovoltaici,pannelli solari e pompa si calore.
    A dire il vero non sono convinto su 2 cose :
    1) il tetto : anche se eps esterno e’ aiutato dalla fibra di legno dal lato interno
    Non mi convincono le prestazioni estive (non possiamo superare quello spessore del tetto)

    2) Siccome sono un amante della pietra che cosa ne pensa se applicassi sui muri perimetrali i pannelli Isovista ( pietra da 2 cm con eps da 10 cm?)?

    Grazie davvero tanto per il prezioso aiuto

    Francesco Fumarola

  27. Federico Sampaoli Autore articolo

    io consiglierei di rivestire le pareti verso il terrazzo con un sistema a cappotto minerale a base di idrati di silicato di calcio che si comporta abbastanza bene in estate.
    il solaio che fa da copertura è da coibentare assolutamente con pannelli in fibra di legno per evitare un surriscaldamento estivo troppo veloce.
    gli spessori vanno decisi calcolando la stratigrafia intera che comprende le strutture esistenti.

  28. Gionatan

    Salve, grazie e complimenti per i preziosi consigli che da a tutti.
    Approfitterei per chiederle anch’io un consiglio in relazione ad un isolamento termico esterno.
    Ho appena acquistato un piccolo superattico di circa 30 mq a roma città, e prima di entrare vorrei approfittare dei lavori per isolarlo termicamente. L’altezza delle pareti 2,50 mt in un palazzo anni 60. Sinceramente non so di che materiale sianmo fatte le pareti, forse di semplici foratini essendo un ex lavatoio al sesto ed ultimo piano. Per circa la metà del suo perimetro l’appartamento da sulla parte interna del palazzo, l’altra metà invece è esposta all’esterno circondata da un terrazzo. Gentilmente le chiederei un consiglio sui materiali da usare per coibentare al meglio l’appartamento nella parte che da sul terrazzo e a cui ho libero accesso, per l’altra parte invece, a cui non posso accedere dall’esterno, stavo pensando a un isolamento interno, ma non so se è il caso visto che è relativamente protetto dalla chiostrina interna e non è esposto. Vorrei un tipo di isolamento che dia i suoi vantaggi sia di inverno che d’estate ed evitare in modo particolare la condenza e l’effetto cantina. Inizialmente avevo pensato alla lana di roccia, ma leggendo i suoi articoli ci sto ripensando. In ultimo, se volessi coprire anche il solaio superiore esterno, con quale materiale potrei farlo?
    La ringrazio infinitamente per la sua disponibilità.

  29. Federico Sampaoli Autore articolo

    inserire un ulteriore isolante sul lato interno
    – migliora la trasmittanza per forza di cose (le dispersioni si riducono ulteriormente)
    – peggiora il comfort interno estivo (l’ambiente è confinato dal coibente)
    – peggiora la salubrità interna (una cosa è vivere nell’argilla cotta del blocco porizzato intonacato con intonaco di qualità e pittura murale senza emissioni di VOC, una cosa è vivere nel gesso fibrato che chiude un’intercapedine riempita di lana minerale: rischioc di fibre volatili.. emissione di formaldeide..)

    se si vuole investire per migliorare la situazione generale dell’involucro meglio orientarsi verso un termointonaco per la facciate esterne e gli imbotti finestra

  30. Alberto

    Salve, avrei bisogno di un consiglio. Per la mia nuova casa ho optato per una stratigrafia dei muri esterni composta da solo un blocco rettificato con trasmittanza 0.18. Per non tagliare il blocco, ho poi deciso di fare una controparete in gesso fibrato dall’interno dove passare con i vari impianti.
    Mi è stato proposto ora di inserire nella controparete una lana minerale per aumentare prestazioni termiche e acustiche ma la mia paura è che la stratigrafia pur essendo più prestante termicamente, perda di conford interno. Lei cosa mi consiglia?
    Mi hanno detto tra l’altro che con un blocco rettificato simile, non necessiterei di freno a vapore, è così? Grazie.

  31. Federico Sampaoli Autore articolo

    le pareti con tanta massa e dunque solitamente con tanto spessore sono in effetti quelle che nel periodo primaverile fanno percepire poco comfort: si vorrebbe finalmente passare a temperature più calde anche in casa e la casa invece è lenta.
    le pareti con tanta massa e dunque solitamente con tanto spessore sono in inverno disperdenti quanto la natura del materiale con cui sono costruite.
    un isolamento esterno di tali strutture garantisce una forte riduzione delle dispersioni invernali e dunque più facilità a mantenere elevate temperature superficiali interne intorno ai 19-20°C.
    questa temperatura superficiale confortevole dovrebbe eliminare la sensazione di grotta che pur si avvertirà al cambio di stagione con lo spegnimento del riscaldamento.
    ma in quella stagione i serramenti stanno più aperti, l’irraggiamento è più forte, l’ombreggiamento è ancora non in uso e presto anche gli ambienti avranno temperature più estive.

    l’eps non si può definire un materiale per coibentazione interna, nè per le sue caratteristiche, nè per la sua salubrità: è indicato per l’esterno.
    sì, l’isolamento sul lato interno accentua il ponte termico perchè raffredda la struttura che viene confinata esternamente alla linea di coibentazione interna: le dispersioni attraverso le strutture sono minori dopo l’intervento, ecco perchè le temperature delle strutture calano di alcuni gradi mettendo a rischio condensa la superficie interna coperta dallo strato isolante interno.
    leggi anche: http://espertocasaclima.com/2012/02/isolamento-interno-materiali-igroscopici-traspiranti-capillari/

  32. Mario

    Buongiorno,
    sto completando un isolamento interno della mia abitazione con forti ripensamenti.
    Ho optato per tale scelta in quanto la casa (mattoni pieni, buona esposizione, soffitti bassi e finestre piccole) presentava una inerzia termica eccessiva, con “effetto grotta” permanente, e sgradevole soprattutto in primavera autunno, quando, pur in giornate calde, in casa fa comunque freddo.
    D’inverno semplicemente non si scalda.
    Ho quindi isolato almeno i muri più a rischio, quali alcuni soffitti (che avevano travi in ferro purtroppo non isolati superiormente) e pareti perimetrali . Avendo già a disposizione dell’EPS da 2,5 cm e delle perline le ho utilizzate nella convinzione che i primi cm di isolante siano i più utili per percepire un beneficio immediato. Non ho usato freni vapore.
    Ho comunque intenzione di realizzare un cappotto esterno.
    C’è qualcosa di fondo però che non mi torna nella gestione dell’inerzia. Temo che l’isolamento interno realizzato, seppur parziale, accentui i problemi (muffa) e che in generale, anche post cappotto esterno, l’effetto grotta sia destinato a permanere..
    Le chiederei un consiglio orientativo. Grazie.

  33. Federico Sampaoli Autore articolo

    si dovrebbe cominciare dall’inserire tutti gli strati in una stratigrafia per conoscere le prestazioni attuali e capire con che spessore e con che materiale migliorare quanto già costruito.

  34. Gaetano Musso

    Salve Dr. Sampaoli,
    ho letto con molto interesse il suoi articoli, sto per cominciare i lavori su un appartamento recentemente acquistato, la cui costruzione era iniziata una decina di anni fa. L’immobile di circa 110mq. si trova al secondo ed ultimo piano di una palazzina in provincia di Palermo, zona climatica C , 1251 gradi/giorno 356 metri sul livello del mare; attualmente è presente solo la struttura in C.A., le pareti perimetrali ed il tetto ad unica falda. Le pareti sono realizzate (dall’interno verso l’esterno) 12 cm. di tufo + 3 cm. di polistirene + 15 cm. di poroton; mentre il tetto è stato realizzato con struttura in ferro e pannelli coibentati tipo italcoppo.
    Avevo pensato di realizzare un cappotto esterno con pannelli in fibra di legno, per avere una maggiore protezione dal caldo estivo. Lei cosa mi consiglia ?
    La ringrazio anticipatamente e ancora complimenti per il sito.

  35. Federico Sampaoli Autore articolo

    in questo caso sulle falde penserei solamente all’impermeabilizzazione e alla guaina più idonea da posare sottotegola.
    per la coibentazione invece valuterei la posa sull’estradosso soletta del sottotetto che mi permette anche una posa a mano libera di economici e altamente prestazionali anche in regime estivi fiocchi di cellulosa

  36. Becchi Angelo

    L’isolamento serve per evitare infiltrazioni d’acqua ed è sopra ad un sottotetto non abitato. L’abitazione è a Modena.
    Grazie

  37. Federico Sampaoli Autore articolo

    il tetto ottimale è il tetto che ci serve.
    a lei serve una minima coibentazione per abbassare le dispersioni invernali ed evitare infiltrazioni durante le piogge?

    forse la copertura insiste su un sottotetto disabitato e potrebbe anche bastare. ma bastare per cosa? qual’è lo scopo del progetto e dell’opera? La copertura si trova sulle alpi o in sicilia?

  38. Becchi Angelo

    Buongiorno Dr Sampaoli,
    ho letto con molto interessei suoi aritoli. Vorrei un suo pare sull’isolamento del tetto da posare sotto le tegole che sto decidendo di fare. Mi hanno proposto un isolante a rotoli in polistirene accoppiato con guaina bituminosa armata poliestere con superficie autoprotetta in scaglie di ardesia applicata in aderenza totale. In alternativa dei pannelli ad incastro da posare sulla copertura con fissagio a mezzo di tasselli autoespansivi + posa guaina elastomerica autosaldante ardesiata da posare sull’isolante di copertura. Qual’è la soluzione ottimale ? La ringrazio

    Becchi Angelo

  39. Federico Sampaoli Autore articolo

    sicuramente coibenterei anche i 5cm di intercapedine anti-vicino confinante. è intelligente e anche democratico.
    utilizzerei perlite sfusa.
    poi, pensando alla coibentazione sul lato interno del cemento armato, valuterei un rivestimento con pannelli in idrati di silicato di calcio autoclavato per non perdere spazio, oppure una rifodera con nuova intercapedine da riempire anch’essa con insufflaggio (o a mano)

  40. faci

    il mio fabbricato è quello in c.a. (realizzato a 5 cm. da quello in pietra del mio vicino).
    non volendo tamponare, la parete esterna coincide con il muro del mio vicino (in pietrame calcareo dello spessore di cm. 50) che vorrei isolare (per me sarebbe come un cappotto interno).
    avendo paura della formazione di condensa e della difficoltà di posa del telo freno al vapore, vorrei qualche consiglio sul come fare.
    oltre a quanto scritto in precedenza, starei pensando ad incollare un pannello in fibra di legno (pavatherm della naturalia-BAU) dello spessore di 5 cm. e poi realizzare una controparete in laterizio o fibrogesso.
    mi scusi per la pessima descrizione del caso, grazie.

  41. Federico Sampaoli Autore articolo

    rileggendo per la seconda volta temo di non aver ancora capito quale muro vogliamo sia caldo.
    sarà che sono stanco stasera.
    quello nuovo in ca o quello vecchio in pietrame?

  42. faci

    Buongiorno Dott Sampaoli e complimenti per il suo blog sempre utile e preciso.
    Devo tamponare un fabbricato.
    Situazione : è stato costruito un fabbricato in c.a. adiacente (giunto tecnico di 5 cm.) un vecchio fabbricato di un confinante. Vorrei evitare di eseguire una tamponatura nella parete adiacente il vecchio fabbricato in quanto la ritengo superflua (sarebbe una doppia parete), quindi vorrei isolare internamente il muro del mio vicino (spessore di circa 50 cm. in pietrame calcareo) sfruttando i 5 cm. del giunto tecnico.
    Una ipotetica stratigrafia, partendo dall’interno, vedrebbe : intonaco calce e cemento – tamponatura in laterizio da cm. 8 tra i pilastri – isolante nei 5 cm. del giunto – intonaco calce e cemento – muro in pietrame di circa cm. 50 – intonaco calce e cemento.
    Potrei optare anche per una controparete interna in cartongesso o fibrogesso (al posto del laterizio da cm. 8).
    Il mio vicino ha adibito l’immobile a rimessa/cantina (locali non riscaldati).
    Il problema con isolare internamente un muro in pietra (così sarebbe) è la condensa.
    LE CHIEDO COSA FAREBBE AL MIO POSTO.
    Ho visto dei pannelli isolanti della stiferite (GTE) che hanno un rivestimento impermeabile in alluminio (barriera al vapore) che dovrebbe evitare il fenomeno della condensa.
    Oppure optare per dei pannelli in fibra di legno (in questo caso c’è bisogno comunque del freno al vapore ?)
    Ho paura ad usare il freno al vapore perchè non è di facile posa (se è necessario ne posso mettere due strato di freno al vapore?)
    Tra gli altri ho chiesto le schede tecniche delle lastre di “FOAMGLAS” anche se non ho idea di quanto costi
    Grazie

  43. Pietro

    La zona climatica è pari a D quindi per come ho capitodalla sua risposta non conviene investire apportando una delle due soluzioni

  44. Federico Sampaoli Autore articolo

    se l’appartamento non soffre di riscaldamento oppure è in zona climatica F posso approvare, a malincuore, la scelta del cartongesso.
    altrimenti le dovrei suggerire una finitura interna in fibrogesso, meglio se in doppio strato.
    più spessore avrò e meglio starà d’estate.

    sia il polistirolo che la lana di roccia non sono materiali proprio da suggerire per interventi all’interno. questo per salubrità dell’ambiente.
    la gestione della migrazione del vapore invece richiede molta attenzione e dunque un freno al vapore a protezione del materiale isolante.
    da tenere a mente che appena dopo l’isolante la struttura sarà molto più fredda che fino ad ora!

    investire dei soldi è una buona idea. cadere in errori è assai costoso. prima di investire in una consulenza potete leggere molti miei articoli su questo argomento

  45. Pietro

    Salve dr. Sampaoli, vorrei gentilmente un consiglio: pensavo di coibentare internamente il mio appartamento.avevo pensato a due soluzioni e vorrei sapere se potessero andar bene partiamo dal presupposto che avrei a disposizione solo 5 cm altrimenti dovrei modificare gli impianti dei tetmosifoni la prina soluzione sarebbe il montaggio di un accoppiato cartongesso 1,3cm e polistirolo estruso 3cm applicato su i muri esistenti con colla e tasselli.
    la seconda soluzione sarebbe attaccare al muro esistente lana di roccia poi applicare una struttura per poi applicare una lastra di cartongesso.
    Le chiedo gentilmente un consiglio e se con queste opzioni che ho scelto butterei solo soldi?
    Grazie

  46. Federico Sampaoli Autore articolo

    sì, per l’efficientamento del suo tetto sul lato interno si deve posare un freno al vapore igrovariabile sul lato caldo del coibente.
    anche le sigillature sono importanti.
    il fibrogesso sul lato interno, a chiusura del pacchetto, garantisce più comfort estivo del legno.
    l’argilla si comporta ancora meglio del fibrogesso.

  47. Sara

    Buongiorno,
    mi sto informando sull’isolamento dall’interno dl un tetto inclinato con struttura in laterizio. Pensavo di indirizzare la scelta verso una strato di fibra di legno da 10 cm applicandolo direttamente al tetto tra dei travetti e chiudere poi successivamente con perline di legno. È necessaria un freno vapore? E nel caso dove inserirlo? Al posto delle perline è meglio un pannello in fibrogesso o pannello in argilla? Grazie e buona giornata

  48. Giovanni

    Grazie.
    Invece se facessi cosi:

    Partendo sempre muro esterno sempre, fisso con tasselli 2 pannelli di fibra di legno incrociati da 2cm/cad e poi 3 cm di intonaco a calce o argilla dove ci affogo l’impianti.

    Ho solo un dubbio, che pannelli di fibra di legno usare? Li posso intonacare direttamente o devo usare un procedimento in particolare ( tipo reti o aggrappanti)?
    Attendo sue e grazie di nuovo

  49. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’xps è un materiale adatto solamente sotto la fondazione oppure come isolamento contro terra anche in presenza di acqua oppure come zoccolatura di un cappotto esterno in zona spruzzi d’acqua piovana.

    il cartongesso è il materiale più povero che esiste in commercio per finitura interna.

    l’intonaco a base di calce è forse il miglior intonaco che si possa desiderare per l’ambiente interno.

    non potrei mai suggerirle questa stratigrafia. trovi il tempo di leggere i miei articoli sul tema: http://espertocasaclima.com/category/coibentazione-dall-interno/

  50. Giovanni

    Salve sig. Sampaoli.
    Vorrei coibentare la mia casa all interno ma ho solo 4cm totali da utilizzare per l isolamento e cartongesso, piu i 2,8cm delle guide che ci faccio passare i tubi dell impianto elettrico.
    É una casa antica costruita a mattoni pieni, muro esterno da 40cm.

    Avevo pensato (partendo dal muro esterno verso l interno):
    Guide da 2,8cm fissate al muro, tra ci faccio passare l impianto elettrico e chiudo tutto con calce.
    Poi cartongesso con xps 4+1cm.

    Secondo lei va bene? Che mi consiglia?

    Grazie e attendo sue

  51. Federico Sampaoli Autore articolo

    se il produttore dell’ xlam garantisce la tenuta all’aria la stratigrafia è corretta.
    per il comfort estivo passivo è da ricordare che il fibrogesso si comporta due volte meglio del cartongesso.
    non conosco la zona climatica però.
    per evitare il surriscaldamento estivo la massa interna è importantissima.

  52. davide

    Salve sig. Sampaoli, volevo chiedere nel caso di controparete adibita ad impianti elettrico ed eventialmente termoidraulico, come ci si può comportare?
    su parete in xlam farò struttura in acciaio per cartongesso o fibrogesso.., e volevo coibentare con fibra di legno flessibile, da 50kg/mc, le sembra una soluzione intelligente?
    ci sono limiti per lo spessore?
    esternamente ho 16 cm di fibra di legno come cappotto, pensavo fi metterne 6-10cm all’interno in controparete.
    grazie

  53. Federico Sampaoli Autore articolo

    non esiste solo lana di roccia e fibra di legno. comunque avete ragione, intervenire sul lato interno significa mettersi il materiale dentro casa: meglio rifletterci bene.
    si devono progettare bene le stratigrafie e ancor meglio le correzioni dei ponti termici. di conseguenza va studiata la posizione dei nuovi serramenti.
    se la mansarda è disponibile e non abitabile, meglio coibentare da lì.

  54. luca baccega

    Salve signor Sampaoli, intanto la ringrazio per il suo blog mi ha dato qualche input in un mondo che prima ad ora non conoscevo.
    Vorrei porle una domanda: ho appena acquistato un appartamento in zona climatica D,facente parte dell ultimo piano di una casa ed esposto a tutti e 4 i punti cardinali, da ristrutturare e purtroppo devo coinbentare dall’ interno, mi e stato proposto di coinbentare con una controparete in gessofibra con isolante lana di roccia 70 .. E controsoffitto 2 cm di lana di roccia sempre in gesso fibra da 12,5 mm … La mia domanda ?: (dopo aver letto tutto e dico tutto il suo blog) invece di impiegare la lana di roccia impiego la fibra di legno, la lavorabilità per gli impianto soprattutto elettrici può dare dei problemi dato che i pannelli sono più rigidi? Per il controsoffito sono un po titubante dato che con le quote ci sto al millimetro e non vorrei toccare la mansarda che cosa mi può consigliare? La ringrazio per la cortese risposta.
    I muri sono in laterizi.

  55. Federico Sampaoli Autore articolo

    probabilmente queste vernici hanno qualche effetto, solitamente le aziende lo dimostrano con prove empiriche.
    io non le consiglierei e non le sceglierei (soprattutto per un lato interno), ma questo è un fatto di cultura personale, come dire che io non pasteggerei mai con coca-cola con ghiaccio.
    altre soluzioni “quasi” prive di spessore sono applicare uno strato di soli 15mm di isolante, come calcio silicato, assolutamente salubre e senza emissioni voc in ambiente.

  56. Massimo

    La ringrazio molto dr.Sampaoli della sua pronta risposta,
    tuttavia,come Le scrivevo,le muffe sono di modestissima quantità,anche se dovrebbero essere comunque eliminate,il problema più grande e’ che l’angolo fra le due pareti ortogonali fra loro e per tutt’altezza e’ freddo,non potendo intervenire con la soluzione a cappotto x problema di spessori,come potrei fare per non avere il freddo all’intersezione dei due muri?
    Per questo motivo chiedevo,ingenuamente probabilmente,se le vernici “isolanti” con nanotecnologie applicate,potevano aiutare ad eliminare il ponte termico difettoso.
    Grazie ancora per la sua collaborazione,
    Saluti,Massimo

  57. Federico Sampaoli Autore articolo

    se la stratigrafia dall’esterno verso l’interno è

    intonaco
    poroton 20cm
    coibentazione in intercapedine 8cm
    poroton 17cm
    intonaco interno

    e succede condensa superficiale nell’angolo con comparsa di muffa
    probabilmente il pacchetto appena descritto è interrotto nell’angolo dal pilastro strutturale.

    non volendo correggere la coibentazione le uniche vie sono:
    contenere al massimo l’umidità relativa interna con corretta ventilazione
    pitturare la zona con pitture a pH elevato

  58. Massimo

    La ringrazio per alcune indicazioni che ho letto dai commenti e articoli presenti nel sito,quello che vorrei sapere o avere come indicazione e’capire a quale soluzione potrei arrivare se avendo due pareti a nord di una camera da letto e un muro con blocco esterno da 20 cm poroton +8 cm di isolante ad alta densità+17 cm di poroton,xche’giusto all’angolo e per tutta l’altezza,in inverno,questo e’ molto freddo e con piccola presenza di muffa?Probabilmente il ponte termico tra pilastro e il pacchetto appena descritto relativo alla parete e’difettoso.Non potendo però coibentare con soluzioni a spessore come potrei risolvere il problema isolante dal freddo ed eliminare le muffe?Per questo motivo ho pensato alle varie soluzioni delle vernici con nanotecnologie xché non ho trovato alternative,ne ha o me la potrebbe consigliare una Lei?

  59. Massimo

    Vorrei sapere,per cortesia,se il prodotto NANSULATE home protect e’realmente efficace come dicono coloro che lo vendono,impiegato come cappotto termico su una parete sia all’interno che all’esterno,con le tre mani che consigliano.
    Grazie

  60. Federico Sampaoli Autore articolo

    avete letto bene e compreso bene.
    il valore limite di trasmittanza da ottenere con isolamento interno è di solito irraggiungibile.
    è logico che se voglio, aggiungo aggiungo aggiungo fin che lo ottengo, ma la stratigrafia non è ben funzionale e dobbiamo ricordare che più spingiamo più la struttura esterna è ghiacciata! la struttura non gode più delle dispersioni termiche di un tempo!
    così facendo i ponti termici vengono alquanto amplificati.
    meglio moderare e scegliere ottimi materiali.

    per valutare la sua stratigrafia si devono inserire tutti gli strati esistenti + la stratigrafia in ipotesi di coibentazione interna. poi si deve lavorare su tutti i ponti termici risultanti dalla continua interruzione fisica dello strato coibente.

  61. Marcello Mantengoli

    Buongiorno Dott Sampaoli, Complimenti per il suo ricco e approfondito blog. L’appartamento che voglio riqualificare energeticamente è a siena (zona D) e non si può far altro che coibentare dall’interno. Siamo all’ultimo piano per cui c’è da coibentare muri perimetrali e soffitto.
    Leggendo con attenzione il suo sito ho acquisito delle preziose informazioni ma mi son venuti anche dei dubbi: lei scrive nel art. “Isolare dall’interno: attenzione al caldo estivo” che per un buon comportamento estivo, la coibentazione interna deve consentire una buona capacità di accumulare calore. In più si deve anche mantenere lo spessore dell’isolante non troppo alto.
    – un po’ x non portare via troppo spazio
    – un po’ x permettere un veloce smaltimento di normale umidità accumulata d’inverno
    -un po’ x riuscire a conservare una migliore capacità termica interna.
    Questo vuol dire che devo mettere 4/6 cm di fibra di legno con fondo e intonaco d’argilla anche se non riesco ad arrivare alla U della 311: Cioè se x arrivare a 0.34 W/mqK della parete (zona E), dovrei mettere 10 cm di fibra di legno, non devo perché è troppo lo spessore, non si smaltisce bene l’umidità invernale e si abbatte troppo la capacità termica interna ?!
    X informazione la stratigrafia della parete partendo da fuori è : 12 cm di mattone pieno una camera con dentro eps da 3 cm, un forato da 8 cm e intonaco interno ( il forato da 8 con intercapedine con 3 cm di eps è uno stato di fatto che non ha comunque una grande capacità termica areica interna.
    Grazie infinite,
    Marcello Mantengoli

  62. marco tosco

    buongiorno, volevo fare il cappotto esterno alla mia villetta a cuneo (zona F) muro da 34 cm isolato con isover capp8 da 12 cm. il mio problema è la parete a nord che ha un balcone profondo solo un metro. per evitare di ridurre troppo lo spazio è consigliabile ridurre il cappotto (es. 6 cm) o isolare sia dall’esterno sia dall’interno? grazie

  63. zaganelli massimiliano

    Buongiorno Sig. Sampaoli,
    la ringrazio per la risposta, il problema del cappotto non e’ solamente una questione di disturbo (oltre al fatto che non ho idea dei costi di cappotto ed interventi dei vari enti enel, gas e telecom), l’ulteriore variabile riguarda al fatto che
    se avessi il permesso definitivo dei proprietari lo potrei comunque fare solo intorno al mio piano siccome al piano terra con marmo travertino faccia vista e 12 grate alle finestre mi e’ gia’ stato dato il no definitivo.

    Anche in caso avesse comunque un senso tecnico farlo solo su un piano, e su questo mi piacerebbe un Suo parere, avrei un vano scale molto grande che accede al mio appartamento ed incappotterei quindi un ambiente freddo che rimarrebbe contro uno caldo.

    Ecco perche almeno per la parte finestre pensavo di fare un lavoro fatto bene, ed eventualmente potrei attendere tempi migliori per il lavoro esterno saltando il cappotto interno.

    Le idee ci sono ..magari due ali anche piccole non guasterebbero.

    Grazie mille
    Massimiliano Zaganelli

  64. Federico Sampaoli Autore articolo

    La noia di dover risolvere il problema dei pluviali fissati a parete oppure il gancio Enel e il tubo del gas NON possono essere quello che ci frena dal fare l’intervento corretto.
    Pensi che tutta la sua casa rimarrà al freddo d’inverno (molto più al freddo di oggi eh) e al sole d’estate con sbalzi di 40° C nell’arco dell’anno.
    Pensi a tutti gli impianti che passano dal freddo al caldo con conseguenti problemi di passaggio di vapore da studiare e risolvere.
    Pensi a tutti i ponti termici che non si riusciranno mai a risolvere per bene.
    E pensi al disturbo in casa, all’interno intendo.
    Isolo dall’interno solo se mi costringono, non se posso scegliere!
    Davanzali con taglio termico, nicchie termosifoni e altre attenzioni cadono in secondo piano quando lei realizzerà una vera coibentazione esterna.

    Ricominciamo a sognare dall’esterno! So che il ponteggio è odioso e costoso, ma le ali non ce le hanno date. Solo le idee.

    Mentre il suo sogno si svilupperà non dimentichi l’importanza della tenuta all’aria. Ovunque.

  65. Massimiliano Zaganelli

    Buongiorno Sig. Sampaoli, prima di tutto le faccio i miei complimenti per il suo sito web , le scrivo da Maranello MO siccome stavo pensando ad alcuni lavori al fine del risparmio energetico nella mia abitazione (molto calda in estate e fredda in inverno).

    La casa e’ una bifamiliare degli anni 60 e da qualche anno mi sono appassionato all’argomento leggendo un articolo in cui si parlava di poter costruire un abitazione completamente indipendente dal punto di vista energetico ed ho iniziato a fare alcuni lavoretti fai da te’ del tipo realizzare un cappotto sul solaio di un portico che mi portava in sala un sacco di freddo gratis, isolare le finestre, i cassonetti e stendere sul solaio del sottotetto sopra la mia testa uno strato di isolante da 14cm di lana di vetro imbustata ( non era il mio materiale preferito ma e’ stato un buon compromesso) che sicuramente mi ha aiutato e per finire un piccolo impianto fotovoltaico.

    Per il prossimo anno stavo pensando a fare qualche cosa in piu’ ma più mi informo e più mi trovo in confusione.

    Sicuramente il cappotto esterno sarebbe ideale ma ci sono problemi di grondaie cavi Enel Telecom e del gas di cui far intervenire gli organi competenti ed un paio di portici critici per cui pensavo di fare qualche intervento dall’ interno ed anche qui’ devo capire il giusto compromesso, sicuramente vorrei partire dagli infissi montati isolando il contorno ed eliminando i bancali in marmo per sostituirli con quelli a taglio termico, portando poi fuori dalla nicchia i termosifoni sotto le finestre.

    Per quanto riguarda l’isolamento interno delle pareti “esterne” pensavo o Termointonaco da cappotto o pannelli in idrati di silicato di calcio Multipor Ytong o seguire il Suo suggerimento con fibra di legno e argilla.

    Dimenticavo di dirle che i muri esterni della casa sono due file di mattoni pieni faccia vista per uno spessore totale di 25cm e non ho presenza di muffa da nessuna parte e nemmeno di condensa sulle finestre, le dimensioni sono 13mt x 10mt e trovandomi in pianura padana il caldo estivo dal giorno alla sera cambia molto poco.

    Per quanto riguarda l’esterno mi limiterei ad isolare le cornici dei solai per tutto il perimetro della casa con aerogel o altro ed eventualmente incappottare i due terrazzi in caso aiuti.

    A questo punto la domanda e’ capire quali sono le soluzioni giuste, quali fondamentali e quali evitabili e come fare a capire quale e’ il materiale giusto e lo spessore/i piu’ indicato/i per avere benessere piu’ omogeneo, se devo partire facendo fare una termografia o altro per poi chiedere i preventivi per materiali e manodopera. Aime’ sognare costa poco poi ci si deve confrontare con la realta’.

    La ringrazio molto e spero possa rispondere ai miei quesiti.

    Massimiliano Zaganelli

  66. Federico Sampaoli Autore articolo

    fibra di legno o stiferite: la fibra protegge anche dal caldo.
    lo strutturista deve indicare il carico che può portare la copertura (neve compresa).
    meglio un termointonaco che una pittura

  67. mauro

    Posso solo sul tetto: o metto 15 cmm di fibra di legno o stiferite:
    ho un po’ paura del peso dei pannelli di legno! Sbaglio?

    Per le pareti,quindi, meglio i termointonaci?

    Grazie

  68. mauro

    Per isolare il tetto che ne dice della stiferite?

    Serve anche d’estate?

    Per le pareti non mi danno il permesso di fare un cappotto: mi resta solo la possibilità di usare una pittura “isolante !

  69. Federico Sampaoli Autore articolo

    il caldo si ferma con l’ombreggiamento.
    in ogni caso il triplo vetro protegge di più dal surriscaldamento. e anche d’inverno permette meno guadagno gratuito però!

  70. Federico Sampaoli Autore articolo

    non conosco lo stato dei vostri serramenti:
    quindi posso solo dire che prima di tutto è importante che i serramenti garantiscano la tenuta, e in seconda battuta penserei al triplo vetro.
    dunque, sostituire solo le lastre per avere una doppia vetrocamera mi pare una scelta che solo vedendo il serramento si può fare.
    per tenuta intendo non solo le guarnizioni doppie o triple della parte apribile, intendo anche il telaio fisso e il falsotelaio.

  71. Federico Sampaoli Autore articolo

    minimo 4 cm fibra di legno per isolamento interno.
    il fondo deve essere igroscopico.
    bagnate e vedete se assorbe. altrimenti dovete fare fondo in argilla.
    sopra il fondo la fibra di legno (se è specifica per isolamento interno offre un leggero freno al vapore negli ultimi 2cm del pannello)
    sopra la fibra intonaco in argilla.
    naturale e comodo

  72. Federico Sampaoli Autore articolo

    la garanzia in italia è sempre 10 anni purtroppo.
    direi che un sistema di isolamento termico a cappotto (esterno) dovrebbe essere garantito 30anni, come succede in germania per es.
    chi sconsiglia il cappotto esterno, sa poco di coibentazione termica.

    specialmente all’interno userei solo materiali naturali, non si sa mai cosa respirerò…
    le nano particelle dicono essere infinitamente piccole: chi sa quanto in profondità possono arrivare nei nostri polmoni!
    forse sbaglio, ma non rischio.
    le vernici con le palline di vetro sono calde, ma la parete tinteggiata scende ulteriormente di temperatura. è un isolamento dall’interno!

  73. Pingback: l'argilla ha temperatura superficiale più alta di 2 °C rispetto ad una lastra in cartongesso in inverno, ma è d'estate che dà il meglio di sè: 1,5-2 ° più freddo del cartongesso e poi, man mano che si carica di temperatura aumenta di fino ad arrivare a -0

  74. Pingback: le 3 proprietà più importanti dei materiali che dovranno svolgere il compito di isolamento termico dall'interno. Ecco quali sono: | esperto Casa Clima

  75. Federico Sampaoli Autore articolo

    se state acquistando non conosete l’appartamento e le sue prestazioni invernali ed estive. Nè il vecchio proprietario ve le racconterà prima di sedersi dal notaio con voi. Forse potreste chiedere il giorno successivo al rogito un incontro e farvi raccontare per filo e per segno quanto soffrivano il caldo d’estate e quanto freddo hanno avuto d’inverno! Avreste molti più input per ragionare correttamente. Inoltre si potrebbe prendere in considerazione di salire nel sottotetto per vedere se è possibile intervenire da lì. Anche per le altezze interne che non so quanto misurino!

  76. Simone Verza

    Gentile Dr. Sampaoli,
    ho letto con molto interesse il suo articolo, sto per ristrutturare l’appartamento che acquisteremo a breve ed avevamo pensato ad una coibentazione dall’interno, almeno del soffitto visto che si tratta dell’ultimo piano. L’isolamento lo vorrei fare nonostante ci sia il riscaldamento centralizzato senza contabilizzazione, sia perchè la vorrei proporre in futuro ai condomini, sia perchè penso che la coibentazione possa essere importante per il periodo estivo. Prima di procedere volevo informarmi bene sui materiali da utilizzare, perchè come dice lei nel suo articolo possono generare situazioni spiacevoli. Avevo sentito parlare molto bene della fibra di legno e dell’argilla e mi chiedevo se possa essere applicata anche al soffitto di un appartamento. Inoltre volevo chiederle se l’efficacia dell’isolazione del solo soffitto abbia un effetto tangibile. Non vorrei coibentare anche le pareti per ragioni di spazio ed anche di contenimento costi. Lei mi saprebbe dire quali sarebbero i costi medi al metro quadro di un intervento di questo tipo?.
    La ringrazio e complimenti per il suo sito.

    Simone Verza

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