Meglio un cappotto di pochi centimetri o meglio non intervenire?

 Decidere un intervento di isolamento è senz’altro difficile. Una casa che non ha un sistema di isolamento esterno sicuramente è anche bisognosa di tanti altri interventi: dai serramenti all’impianto di riscaldamento, alla ventilazione. Il proprietario di casa si trova davanti ad una spesa enorme da affrontare. Spesso è così alta che rinuncia a qualsiasi intervento o resta smarrito tra le diverse opzioni che gli vengono offerte.

Ma in questo articolo parliamo solo di isolamento esterno e lasciamo da parte tutti gli altri temi.

E’ comune fissarsi come obiettivo far realizzare il così detto cappotto esterno; si è ben compresa l’utilità dell’intervento e si è deciso per il “sì facciamolo!”.

cappotto in eps

Appena presa questa decisione subito altre scelte si presentano sul tavolo:

  • materiale isolante
  • spessore isolante
  • finitura esterna
  • correzione dei ponti termici
  • progettazione imbotte foro serramnto
  • sigillature
  • e tanti altri dettagli…

In questo articolo pensiamo solo allo spessore! Di quanti centimetri faremo il cappotto? I catastrofisti come me diranno da 24cm! altri diranno che va bene da 5cm.

Entrambi, il catastrofista e tutti gli altri, hanno ragione! Perchè?

 Prendiamo a titolo di esempio un sistema a cappotto in EPS, Polistirene espanso sinterizzato (il polistirolo):

Le dispersioni delle pareti già si dimezzano con soli 2/3cm di eps : sono infatti i primi centimetri di isolante che cambiano drasticamente il grado di isolamento (è il primo maglione che ci tiene caldi, non il ventiquattresimo uno sopra all’altro!).

Solitamente le vecchie pareti esterne sono costituite di forati o mattoni pieni forse con una intercapedine vuota: la loro trasmittanza termica U, ignorando tutti i ponti termici lineari e geometrici, è probabilmente pari a

2,05 W/(m2K)

questa è l’energia che attraversa la parete, cioè quanti Watt di energia vengono ceduti attraverso 1 metro quadro di parete per una differenza di temperatura di 1 grado Kelvin tra dentro e fuori.

La trasmittanza termica delle pareti U = 2,05 W/(m2K) scende della metà con soli 30mm di eps: sembra un ottimo punto di arrivo! o no?

stratigrafia eps 3 cm di spessore

Legenda: 1 intonaco calce cemento, 2 mattone pieno, 3 intonaco calce cemento, 4 isolamento, 5 finitura

Adesso facciamo i catstrofisti e calcoliamo la trasmittanza che otteniamo con 20cm di eps (quasi 7 volte lo spessore di prima):

con eps spessore 20cm otteniamo una trasmittanza U pari a 0,18 W/(m2K)

stratigrafia eps 20 cm di spessore

 E’ un’ottima prestazione U = 0,18 W/(m2K), ma per capirci, una casa passiva ha normalmente un valore U pari alla metà !

Non andiamo fuori tema:

  • 3 cm di EPS ci cambiano la casa
  • 20 cm ci stravolgono la casa:

la trasmittanza dell’involucro è scesa del 90%.

Allora, che altre riflessioni possiamo fare?

La spesa per la realizzazione di un cappotto esterno non è data dalla quantità di spessore di polistirolo, ma è piuttosto la somma delle voci più rilevanti :

  • ponteggio,
  • preparazione del fondo,
  • incollaggio,
  • tassellatura,
  • rasatura e armatura,
  • finitura esterna.

Tutte queste lavorazioni sono da pagarsi sia che scegliamo lastre isolanti da 3cm che da 20cm.
In altri casi la valutazione si fà ben più complicata: commissionando un isolamento in fibra di legno, devo tener conto che ogni centimetro di spessore di fibra in più ha forte peso sul costo totale !

in conclusione? meglio far meglio!

      

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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166 pensieri su “Meglio un cappotto di pochi centimetri o meglio non intervenire?

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    lei ha detto bene:
    evitare la noia del cappotto sarebbe una bellissima cosa.
    i vari ponti termici si possono curare con attenzioni mirate.

    il fatto è che se i blocchi sono del tipo con isolante interposto…. iniziano ad assomigliare al calcestruzzo cellulare! e torniamo al punto di partenza.

    insomma qual’è la cosa ideale? un trullo col cappotto

  2. vincenzo

    Grazie della risposta,
    per il calcestruzzo cellulare ci stavo arrivano ma mi serviva una conferma, l’unico dubbio che rimane è se conviene usare murature tipo mattoni porotherm con isolanti interni che danno anche U=0,16 W/mqK e non creare un cappotto che devo dire non piace molto per diversi motivi, anche se poi bisogna fare molta attenzione nel bloccare i vari ponti termici.

    Saluti.

  3. Federico Sampaoli Autore articolo

    vivere nel gasbeton significa vivere nel calcestruzzo cellulare (materiale edile e allo stesso tempo materiale coibente).
    vivere nel poroton significa vivere nell’argilla cotta (materiale edile e , dipende dal blocco, allo stesso tempo materiale coibente).

    meglio impasti di argille naturali e farina di legno senza additivi chimici che calcestruzzo cellulare…

    ripeto sempre che è giusto farsi tante domande, sull’isolamento, sul comfort, sul comfort estivo ecc. ma senza buttar giù diverse stratigrafie è impossibile fare i debiti confronti.
    i numeri, se ben torturati, dicono sempre la verità!

  4. vincenzo

    Salve, e complimenti per la semplicità delle spiegazioni per argomenti non certo facili,
    sto progettando insieme al geometra e ingegnere la costruzione di un villino in Abruzzo come
    seconda casa zc E irradianza 266/wmq 800 m slm z. sismica 1, la casa verrà fatta in cls e tamponature in gasbeton (tipo) la mia indecisione riguarda le tamponature se farle di 25 + cappotto o usare direttamente un gasbeton da 48 cm che da una trasmittanza totale di 0,202 W/mqK, resistenza termica totale mqk/w 4,956 e massa di 450 kgmq che forse potrebbe anche bastare come isolamento di una casa, so bene che maggiore isolamento col cappotto rende la casa ancora più confortevole quanto può aumentare la trasmittanza totale usando un cappotto e che materiale e spessore converebbe mettere?
    Il poroton o il gasbeton che differenze qualitative hanno?
    Grazie.

  5. Federico Sampaoli Autore articolo

    una trasmittanza U parete pari a 0,50 W/mqK è già dignitosa e il comfort dovrebbe essere già elevato.
    in realtà probabilmente questa situazione si verifica solo idealmente nelle pareti più omogenee e continue dove l’influenza dei ponti termici è scarsa.
    pensiamo ai fori finestra, agli angoli della casa oppure a zone con struttura armata ben più disperdenti.

    se il nuovo sistema a cappotto giova a risolvere o correggere tutte queste problematiche direi anch’io di intervenire con fiducia.
    se il miraggio è solo scendere di trasmittanza (cioè migliorare il valore) forse non affronterei tutto questo investimento di danaro, tempo e “nervi”.

    magari investirei in un impianto di ventilazione che manca o altri miglioramenti.

    per il calcolo della convenienza economica si dovrebbe incaricare un termotecnico e scoprire il risultato.

  6. Davide

    Buongiorno Ing. Sampaoli,
    in questo periodo si sta concretizzando l’idea di effettuare un intervento di isolamento tramite cappotto esterno della mia abitazione (Zona climatica E).
    Attualmente la trasmittanza termica dei muri perimetrali è di 0,50. Con il cappotto esterno e sulla base di simulazioni elaborate con software disponibili in rete, potrei raggiungere una trasmittanza di circa 0,25.
    E’ ragionevole, sulla base di questi dati, ipotizzare che la spesa per il riscaldamento invernale, dopo l’intervento possa dimezzarsi? E’ per me importante capire questo per verificare l’effettiva convenienza del cappotto.
    Ringrazio e la saluto cordialmente

  7. Federico Sampaoli Autore articolo

    quando si viene informati sul valore di trasmittanza U ottenibile in sostanza si viene a conoscere quanto brava è la stratigrafia a contenere le dispersioni.
    contenere le dispersioni significa riscaldare la casa senza gettare il calore in giardino!

    la capacità di contenere le dispersioni non è ancora garanzia di protezione dal caldo!

    ecco perché in una zona climatica quale quella di Catania (Gradi Giorno 833, Zona Climatica B, Accensione Impianti Termici con limite massimo consentito di 8 ore giornaliere dal 1 dicembre al 31 marzo ) è opportuno tenere d’occhio altri valori oltre alla trasmittanza U: come lo sfasamento, l’attenuazione ecc.

  8. Antonino

    Salve
    Sempre io. Una domanda:
    Un valore di trasmittanza U di 0,33 ed un valore di trasmittanza U di 0,47…
    Questi valori, per noi mortali così vicini, in termini di coibentazione, risparmio energtico, benessere, fanno la differenza? Secondo la “vostra lingua” sono due valori così distanti tali da inseguire fortemente il primo valore a discapito del secondo?

    Grazie
    P.s. Lo 0,33 lo otterrei con EPS, lo 0,47 con temointonaco, entrambi spessore 8 cm

  9. Antonino

    …comunque il valore di trasmittanza con 8 cm di eps. è di 0,33. Con il termointonaco (6 cm) ottengo un valore di circa 0,5.
    Secondo Lei ( e non la stresso più. promesso) questa differenza ( per me sono solo dei numeri molto vicini tra loro) giustifica l’utilizzo dell’eps?o si puo ritenere così esigua da optare per il termointonaco?
    Grazie infinite

  10. Federico Sampaoli Autore articolo

    la stratigrafia:
    inserendo in un calcolo tutti gli strati (esistenti e previsti) dei materiali si può analizzare la prestazione estiva e invernale di una parete, un tetto, un solaio…

    diciamo che è un termometro per decidere spessori e materiali a seconda di come si comporterebbero.

    se anche l’interno è pronto per un nuovo intonaco, consiglio vivamente di
    – prevedere termointonaco per la fascia più bassa allo scopo di migliorare il pontetermico del nodo parete-solaio freddo.
    – prevedere un intonaco non miscelato con cemento per tutto il resto.

  11. Antonino

    Salve.
    Scusi l’ignoranza ma a che serve la stratigrafia? Incide sulla coibentazione o sulla scelta del coibentante?
    Ad ogni modo le pareti, sia interne che in facciata, sono state completamente picchettate. In pratica sono rimasti solo i mattoni (lato interno 8 cm, intercapedine da 16 e lato esterno 12 cm) nudi e crudi.
    Comunque come le dicevo si tratta di una casa fine anni 70.
    Anzi, a dirla tutta, la parte che sto ristrutturando è il garage….

  12. Federico Sampaoli Autore articolo

    termointonaco eccellente.
    le hanno calcolato la stratigrafia completa oppure no? io le consiglio di richiedere il calcolo prima di decidere:

    “i numeri, se ben torturati, dicono sempre la verità!”

    isolare verso il basso è corretto, anche qui si dovrebbe calcolare lo spessore idoneo.

    se lei usufruirà delle agevolazioni dovrebbe rispettare i limiti di trasmittanza imposti dalla zona climatica.

    elezioni: non sopporto la corruzione.

  13. Antonino

    Il termointonaco che mi hanno proposto è il Rofix Calceclima.
    La parete di casa (casa di fine anni 70) è composta da uno strato interno di forati da 8, una intercapedine da 16 ed uno strato esterno di forati da 12.
    La casa si trova a piano terra.
    (tra l’altro sto isolando il pavimento con dei pannelli di xps prima del massetto finale ( c’è un primo massetto sotto il quale ci sono gli igloo. Faccio bene si?)

    Vado col termointonaco?

    Grazie 1000!

    P.S. La Sua competenza è stupefacente. Mi faccia sapere se si presenterà alle prossime elezioni 😉

  14. Federico Sampaoli Autore articolo

    leggendo il suo commento stavo appunto per risponderle che capisco il grande dubbio!
    poi leggo che l’edificio è a Catania.

    date le poche informazioni che ho sarei tentato di dirle che dubbi non ne ho più: termointonaco sia!

    in verità, da professionista, sono costretto a risponderle che progettare con la pancia è bello ma non corretto fino in fondo!

    il fatto è che sappiamo bene che con l’EPS le prestazioni invernali sono alle stelle, ma qui a Catania val bene la pena di ragionare sui mesi più miti ed estivi molto approfonditamente: e questo si può fare analizzando la stratigrafia parete dallo strato più interno allo strato più esterno.
    in questo caso sarà necessario conoscere la scheda tecnica del materiale previsto per il termointonaco! quello supercertificato (perdoni l’ironia, ma prima vorrei leggere la scheda).

    dopo un’analisi completa potrete prendere la decisione in piena conoscenza!

  15. Antonino

    Grazie sig. Federico!
    Non pensavo mi rispondesse.
    Allora ne approfitto.
    Il termointonaco che mi hanno proposto è supercertificato. Il prezzo di 6 cm mi starebbe bene.
    Ma poi, pensando che 6 cm di termointonaco danno le prestazioni di soli 3 cm di eps, e pensando che con prezzo di 6 cm di termointonaco posso fare circa 10 cm di eps mi chiedo e Le chiedo:
    dovrei scegliere il termointonaco ed avere prestazioni inferiori (quindi cambiare la casa come dice lei)
    o mettere 10 cm di eps e stravolgere la casa (come dice sempre lei).
    Io prediligerei il termointonaco ma ho paura che dopo tanti soldi spesi non otterrei una adeguata coibentazione.
    Preciso che vivo in provincia di catania, zona climatica C, casa esposta a Nord (vista Etna) ed Ovest, impianto di riscaldamento a soffitto con pompa di calore e infissi in Alluminio-PVC-Alluminio
    Grazie infinite

  16. Federico Sampaoli Autore articolo

    altrettanto valida…. epa e termointonaco non si possono confrontare facilmente perché le prestazioni invernali dell’epa sono imbattibili.
    certo che il termointonaco di qualità secondo me offre molto più valore alla casa, più piacere al bussare perché è un tutt’uno con la muratura sottostante, più salubrità e prestazioni estive migliori.
    ovviamente se non parliamo di quei termointonaci mescolati a palline di eps.

    la complicazione del termointonaco è la posa degli strati: non si può posare lo spessore scelto in progetto tutto in una volta: si devono rispettare i tempi.

    la decisione dovrebbe anche essere presa in base all’aspetto dell’edificio che magari richiede fortemente rispetto e dunque termointonaco.
    anche una possibile umidità di risalita dal basso sarebbe un motivo per il termointonaco.

    i prezzi naturalmente non sono paragonabili.

  17. Antonino

    Salve
    Dovendo ristrutturare casa, sto pensando alla coibentazione esterna.
    So che il materiale che meglio si presta, in considerazione anche del prezzo, è l’eps. Sinceramente questo materiale mi lascia un po perplesso, anche per quel rumore di vuoto che da quandi ci si “bussa”. In alternativa mi hanno proposto 6 cm di termointonaco. Pensa che sia una soluzione altrettanto valida?
    Grazie

  18. Lucia

    ciao io invece sono indecisa se ristrutturare casa con cappotto interno o esterno….sono stata informata che è decisamente migliore l’esterno ,ma abito accanto una campagna che non è mia…non hanno grandi interessi di curarla fabbricare o vendere ma se io volessi farlo esternamente devo chiedere comunque autorizzazione al vicino e magari usufruire tranquillamente dei mie centimetri di cappotto vero??in che modo? e se poi un giorno volesse fabbricarmi accanto?cosa succede?

  19. Luigi Ciani

    Salve, abito a Ravenna in un’abitazione singola di 25 anni realizzata su platea coibentata con pareti esterne di poroton, infissi di PVC Finstral con vetri a doppia camera e scuri in legno di mogano. Per migliorare la coibentazione vorrei fare installare un cappotto ma ho dubbi riguardo gli scuri. Infatti i pannelli di polistirolo che avessero spessori oltre i 3 cm non permetterebbero l’apertura degli scuri.
    Per questo le chiedo un parere su cosa si potrebbe fare in questa situazione senza intervenire su scuri, banchine e cardini. Ha senso fare un cappotto che abbia uno spesso intorno ai 2,5/3 cm. ? se si che materiale consiglia nel mio caso specifico considerando che Ravenna è una zona molto umida?
    Grazie
    Luigi Ravenna

  20. Federico Sampaoli Autore articolo

    naturalmente una parete fredda è a rischio condensa sul lato interno perchè la temperatura superficiale interna è bassa, ma tutto dipende dal livello di umidità interna.
    come in ogni intervento di coibentazione esterna che non può proprio essere continuo e presenta delle interruzioni io propongo di correggere il ponte termico con un intervento interno di pochi centimetri. ovviamente impiegherò solo materiali salubri, vista la posizione in ambiente.

    ricordo che se si affrontano tali interventi è il momento più opportuno per progettare la posa e la posizione più ideale di qualche macchina per la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, vmc decentralizzata.

  21. Claudio

    L’abiatazione in cui vivo si sviluppa con asse Est – Ovest, dove condivide ad Ovest la parete con l’abitazione di mio suocero. Disposta su due piani con cantina abitabile, il lato sud presenta 3 aperture ( finetre, ingresso) al piano terra e 3 aperture ( finestra e 2 porta finestre ) al piano superiore. Al piano terra sui lati Est e Nord esiste una veranda il cui cielo funge da pavimento per le stanze poste al piano superiore ( cameretta + bagno+ vano armadio). Voglio eseguire un intervento di contenimento energetico tramite l’applicazione di un cappotto esterno sui lati EST – NORD, sul CIELO della veranda e sul SOLAIO del controssoffitto al piano superiore. Quindi su 2 lati di 3, CIELO veranda lato esterno e SOFFITTO sottotetto. Ho sentito pareri discordanti sull’eseguire un cappotto parziale, del tipo che non serve a niente dal punto di vista del costo x il riscaldamento e che potrei peggiorare il benessere abitativo a causa della parete SUD che rimenendo fredda tenderà a raccogliere condensa e a produrre muffe. Gli infissi sono in legno di rovere con vetro camera 4-9-4 basso emissivo. Grazie

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    se mi trovassi nella sua situazione approfitterei per una attenta scelta dell’intonaco interno che ha diversi ruoli oltre quello di finitura.
    volendo spingere ancora un po’ sull’isolamento delle pareti perimetrali penserei ad un termointonaco e un ulteriore strato finale interno per portare un po’ di massa mancante, questo per avere un comfort anche estivo molto elevato.
    del tetto mi preoccuperei seriamente della tenuta all’aria: se non avesse doti di tenuta all’aria è il momento migliore per intervenire con successo.
    anche il tetto, essendo una struttura leggera, migliorerebbe la prestazione estiva con un rivestimento sul lato interno.

    il triplo vetro per il serramento è una scelta intelligente: occasione per progettare bene la sua posizione e le sigillature migliori. se si interviene con un ulteriore isolamento sul lato interno anche la posizione a filo interno è efficace.

    non dimenticate di valutare la posa di qualche vmc decentralizzata. al grezzo l’installazione è molto più facile!

  23. Luca

    Buon pomeriggio,
    sto acquistando una casa trifamiliare, 3 piani, indipendente su tre lati, zona climatica E (appennino Parmese).
    La casa è ancora internamente al grezzo, progettata 10 anni fa, e mi trovo già installato un cappotto esterno in EPS di soli 4 cm. I serramenti devono ancora essere installati e sarei orientato ad un tripla camera.
    Il tetto in legno è coibentato con un pacco di isolante di circa 16 cm.
    Volendo migliorare l’isolamento dei muri perimetrali cosa potrei fare ?
    Non potendo rifare il cappotto mi hanno proposto di aggiungere un isolamento interno di 2/3 cm (non so di quale materiale).
    Pensa possa essere una soluzione (seppur parziale) valida ?
    Grazie e complimenti !

  24. Federico Sampaoli Autore articolo

    lo spessore minimo della coibentazione per godere delle agevolazioni fiscali deve soddisfare la trasmittanza termica della zona climatica di appartenenza.
    se il sistema a cappotto è l’unico intervento significa che le dispersioni attraverso le superfici delle pareti diminuiranno in base allo spessore deciso e al tipo di materiale. tutto il resto dell’edificio disperderà come prima.
    l’analisi economica è di solito svolta dal termotecnico.
    prima di conoscere il miglioramento si dovrebbe avere deciso in linea di massima quale intervento si andrà a fare.
    leggi anche http://espertocasaclima.com/2014/08/i-primi-passi-verso-lisolamento-termico-della-propria-casa/

  25. Giovanni

    Buongiorno

    abito in zona Mantova, vorrei installare un cappotto alla mia abitazione di 5cm circa.
    Qual’è la figura di riferimento per capire quanto andrei a risparmiare sul riscaldamento, cosa mi conviene fare e se il lavoro è detraibile al 65% in 10 anni?

  26. Federico Sampaoli Autore articolo

    nel caso di un’intercapedine da riempire con materiale coibente non sceglierei fiocchi di cellulosa pur essendo economici e di alta qualità e di alte prestazioni.
    se dovessi progettare per lei io proporrei un materiale minerale, sempre da insufflare nell’intercapedine (roccia vulcanica silicata perlite) che, tra le altre proprietà, è insensibile all’umidità e perciò non risentirà mai di situazioni di condensa temporanea.
    Questo tipo di materiale sfuso ha le caratteristiche di un isolante minerale granulare con conducibilità ?D=0,052 W/mK (densità 110 kg/m3).
    Non conosco la zona climatica, ma in qualsiasi caso, prima di decidere lo spessore, calcolerei la stratigrafia per sapere che prestazioni ottengo, sia estive che invernali.
    Per quanto riguarda i fori finestra è da progettare l’imbotte sui 4 lati per correggere il ponte termico, altrimenti i molti metri lineari dei ponti termici dei serramenti rovineranno il buon intervento esterno.

  27. Giorgio

    Salve dovrei “isolare” una casa prefabbricata con muri in c.a. di circa 25cm. All’interno dei muri c’è un foglio (presumibilmente) di circa 2cm di polistirolo. La casa risale a circa 30 anni fa, e’ indipendente, di forma quadrata e le dimensioni sono circa 10×10. Gli infissi sono tutti di nuova generazione in alluminio con doppio vetro. Per ragioni varie verrà comunque realizzato tutto intorno alle pareti della casa un rivestimento con forati da 8cm, si verrà cosi a creare un’intercapedine. Vorrei sapere quale materiale utilizzare per coibentare casa all’interno dell’intercapedine. Sono lavori che effettuero in economia (molta) con amici muratori, niente sgravi fiscali o cose simili. Grazie mille per l’attenzione

  28. Federico Sampaoli Autore articolo

    tanto più uniforme è la consistenza della muratura, tanto più funziona una barriera chimica che “vetrifica” la zona dove avvengono le iniezioni.

  29. federico

    Buongiorno, secondo lei quali soluzioni si possono adottare per la parte umida?? Le barriere chimiche funzionano?

  30. Federico Sampaoli Autore articolo

    un cappotto esterno alza sensibilmente le temperature superficiali interne, quindi non è causa di condense o muffe.
    l’eps con grafite è delicato se durante la posa è esposto a grande insolazione, ha comunque dei tagli nel pannello proprio anti-tensione.
    appena rasato, il pannello in eps grigio è da considerarsi protetto.
    il grafitato è meglio dell’eps bianco.

    quanti hanni resistono questi cappotti? un sistema di isolamento termico a cappotto certificato (tutti i componenti del sistema sono testati e certificati) garantisce lunga durata. in germania sono garantiti 30anni. da noi 10 per legge. ma il sistema è lo stesso.

    se le facciate sono esposte o poco protette dallo sporto del tetto, sono ovviamente messe non in condizioni ottimali.

  31. Balzarini gianfranco

    Buongiorno,se possibile gradirei un suo giudizio sulla questione che le sottopongo.
    Abito in una casa a due piani zona climatica E in maattoni forato svizzero 28cm, serramenti in PVC internorm
    con doppio vetro ,non ho mai avuto problemi di muffa interna , ho due lati della casa sempre freddi.
    Le pareti esterne sono in terranova granulare grossa e sono un pò malmesse, dovendo rifare la verniciatura mi si consiglia di eliminare la ruvidità, rasare con rete ecc o fare il cappotto. Quantificati i costi e gli incentivi statali ho visto che mi converrebbe fare un cappotto esterno in eps grafitato F-031 della Rofix da 10 cm
    Leggendo molti articoli sull’argomento cappotto mi sorgono però dei dubbi:
    -potrei avere in futuro un problema di muffe vista la bassa permeabilità al vapore dell’eps, se si non è meglio cautelarsi isolando solo le due pareti fredde ?
    -è vero che l’eps grafitato nella stagione estiva può dare problemi causati da tensionamenti
    interni all’eps?
    -come barriera al caldo estivo il grafitato è meglio dell’eps bianco?
    -per l’esperienza attuale quanti hanni resistono questi cappotti, a fine vita devono essere rimossi e con quali problemi ?

    LA ringrazio anticipatamente se mi vorrà dare un suo parere
    Distinti saluti G.Balzarini

  32. Federico Sampaoli Autore articolo

    se state valutando un sistemna a cappotto in eps, spero eps grigio con grafite almeno, io consiglierei uno spessore di 18cm pensando ai prossimi 30anni.
    la zona climatica C richiede una trasmittanza inferiore a 0,34 W/mqK e questo valore lo rispettate già con soli 8cm di spessore.
    sicuramente stabilirei che la partenza del cappotto sia sopra alla linea della guaina taglia muro in modo che il sistema sia garantibile e abbia lunga vita.
    sotto all’angolare di partenza si possono progettare diverse soluzioni in base allo stato delle cose.

  33. federico

    Salve, sto valutando la posa di un cappotto esterno su una casa costruita circa 20 anni fa, si tratta di una costruzione in muratura, con muri esterni realizzati in mattoni di cemento dallo spessore di 30cm, vivendo in una zona climatica c secondo lei che spessore e che materiale dovrei util7zzare??
    Altro quesito, siccome la casa non è a livello strada ma bensi rialzata, la guaina tagliamuro e posta ad un’altezza di 40cm, quindi mi ritrovo con i primi 40cm di muro con umidita di risalita, visibile ovviamente solo dall’esterno, questo comporta problemi con la posa del cappotto?? Grazie

  34. Federico Sampaoli Autore articolo

    riscaldare moderatamente penalizza le temperature superficiali interne tenendo le medie a rischio muffa.
    bene per la decisione di isolare dall’esterno: aumenterà sensibilmente la temperatura delle superfici interne.
    se potete aumentare lo spessore, fatelo.
    non deve essere una scusa per fare scarsa o non corretta ventilazione degli ambienti!
    l’umidità interna deve sempre essere sotto controllo!
    leggi anche http://espertocasaclima.com/2011/09/troppa-umidita-in-casa/

  35. enrico

    buongirno sto effettuando un cappotto esterno su casa bifamiliare sita in arezzo costrutita nel 2001. ho effettuato tale intervento poiché non mi salvavo più dalla muffa che si creava dentro casa.
    non ho avuto mai problemi termici in casa avendo spese sempre modiche per scaldarla, quindi non ho pensato tanto di fare un cappotto come risparmio energetico ma solo per la muffa, quindi ho optato per un eps con grafite di 5 cm e attorno agli infissi per non spostarli ho messo eps da 3 cm.
    al di là dell’aspetto estetetico che a me personalmente piace vorrei avere un suo prezioso giudizio.
    grazie infinite

  36. Federico Sampaoli Autore articolo

    il tema “materiali per isolamento termico” è ancora più vasto di eps o aerogel: si potrebbe dire che il l’eps è il più performante e meno costoso, l’aerogel ha prestazioni incredibili ma è figlio di nano tecnologie e ne ho già parlato qui: http://espertocasaclima.com/2013/04/la-coibentazione-a-portata-di-pennello-vernici-che-contengono-le-dispersioni/
    come lei già saprà esistono anche materiali più nobili per ottenere un isolamento termico: un cappotto minerale o un cappotto in fibra di legno offrono anche migliore protezione dal caldo e sono investimento per 12 mesi l’anno. inoltre non hanno emissioni VOC.
    il vostro problema è legato all’intercapedine isolata ma mal progettata nel dettaglio dei fori serramenti e probabilmente in altri punti di discontinuità dell’isolante.
    ecco perchè sostituire i serramenti non porterà a nulla se non si progetterà bene il foro serramento di posa o la nuova posizione (se possibile) in continuità con il nuovo sistema a cappotto.

  37. Italo interino

    Buongiorno,
    nel mio appartamento in provincia di Milano (Buccinasco) sono presenti ponti termici in prossimità dei serramenti e formazione di muffe in modesta entità in alcune camere.
    Mi è stato proposto di realizzare un cappotto esterno, ma tra tutte le imprese specializzate che ho consultato nessuna mi ha convinto pienamente sul materiale da utilizzare.
    Le proposte più ricorrenti sono state EPS con grafite (10cm) oppure Aerogel (1cm).
    Preciso che la muratura è composta da intonaco (2cm)+poroton(30cm) con intercapedine in lana di vetro+intonaco(2cm) e che verranno sostituiti i serramenti con dei nuovi a taglio termico.
    La ringrazio se vorrà indicarmi quale dei materiali sopra riportati sarebbe il più indicato per la soluzione delle problematiche presenti.
    Cordialmente.
    Italo Interino

  38. Federico Sampaoli Autore articolo

    I blocchi POROTON 800 per muratura armata sono laterizi caratterizzati da una massa volumica lorda di circa 800-860 kg/m3, idonei all’impiego per la realizzazione di muratura portante armata e offrono conducibilità 0,23 W/mK.
    Ci vuole un sistema di isolamento termico esterno per ottenere un ottimo involucro e ci vuole un taglio termico al piede della muratura se la platea non è già coibentata da sotto.
    Prevedere un sistema a cappotto in eps con grafite è la soluzione più economica e prestazionale. Limitarsi a 10cm di eps non lascerà libera scelta impiantistica, dunque consiglio vivamente di passare a 16cm.

    Naturalmente un cappotto minerale con pannelli a base di idrati di silicato di calcio ha caratteristiche più ecologiche e i vantaggi di un isolante massiccio, con un costo più elevato del 55%, anche a causa dello spessore maggiore. Lo stesso discorso vale per la fibra di legno, anche lei ha bisogno di un po’ più di spessore.
    Tutte soluzioni migliori del polistirolo certo, e senza basse emissioni di sostanze VOC.

  39. daniele

    Buongiorno
    Inizio da zero una casa indipendente in zona E , zona sismica , 174 s.m. , 2579 gradi giorno , est/ovest, e vorrei realizzare un involucro con un sistema in grado di fornire prestazioni eccellenti.
    Il mio architetto mi consiglia di usare il blocco poroton MA (muratura armata) brite 38 + cappotto esterno in pannelli da 10 cm di spessore Neopor con grafite (BASF).
    MI sembra di aver capito leggendo qua e la’ che un tale involucro con EPS risulterebbe troppo “impermeabile” all’umidita con il rischio che alla lunga si possano creare zone umide all’interno?
    Le chiedo un consiglio se non sia meglio optare per un materiale isolante piu’ traspirante come fibre di roccia o legno?
    grazie

  40. Federico Sampaoli Autore articolo

    se progettassi per lei migliorerei il ponte termico strutturale dei pilastri prevedendo 4-5cm di isolamento termico aggiuntivo in zona calcestruzzo (quindi anche architravi e solai). la tavellina che copre il pilastro fa qualcosa poverina, ma mai quello che potrebbe un pannello isolante.
    un poroton per tamponamento da 35cm con struttura da 30cm andrebbe benissimo e si esegue una sola lavorazione.

  41. Michele Zanatta

    Buongiorno,
    Sto costruendo casa a Vittorio Veneto. Il geometra ha predisposto 14 cm di cappotto EPS, 25 cm poroton, 5 cm intercapedine d’aria (i pilastri sono da 30cm), 8 cm tavella. A suo parere l’intercapedine avrebbe la funzione di far passare gli impianti senza dover “intaccarre” il poroton e quindi peggiorare le prestsxioni del muro. Molti però ritengono sia superflua consigliandomi di fare direttamente 35cm di poroton (mettendo 5cm di tavella sui pilastri);con questo dicono che migliorerebbero molto le prestazioni del muro. Quale è il suo parere? è una soluzione valida anche per l’estate?

  42. Peter

    Salve.
    Volendo realizzare un cappotto, su una superficie con finitura “graffiato” è necessario rimuovere tale finitura (molto irregolare ed appuntita) prima dell’intervento..?
    Grazie.

  43. Federico Sampaoli Autore articolo

    eps con grafite è certamente più valido dell’eps bianco sia in inverno che in estate.
    i 4 lati del foro serramento non possono restare freddi, vanno isolate spallette, in alto e in basso.

  44. Somasca69

    Buongiorno
    Riprendo dalla sua risposta precedente: si provvederà alla sostituzione dei serramenti e l’intercapedine non verrà riempita. Ora le scrivo in merito alla tipologia di cappotto. Le ricordo che imuri perimetrali costituiti da costituite di forati con una intercapedine vuota, dove è presente un rivestimento plastico tipico della fine anni 70.
    Il termotecnico è orientato per non rinuovere il rivestimento plastico (troppo costoso) e per applicare un cappotto di tipo EPS con grafite di 8-10 cm
    Cosa ne pensa?
    Cordiali saluti

  45. Federico Sampaoli Autore articolo

    capisco il disagio e la confusione.
    la soluzione con i 6mm interni di espanso di polistirolo estruso conterrà anche un po’ le dispersioni perchè ha un’ottima conducibilità termica (veramente bassa) ma lei si ritrova a vivere in una scatola di polistirolo estruso che non dico sia una barriera al vapore ma certamente è un forte freno al vapore.
    una scatola di plastica non è certo la soluzione da consigliare.
    non mi dilungo nell’argomento discomfort estivo perchè sarebbe troppo lungo ma ho scritto diversi articoli che potete leggere nella categoria isolamento interno.

    un sistema a cappotto certificato in eps non è certo la soluzione migliore del mondo ma è la più prestazionale ed economica. non è cachemere, ma lo sappiamo! certo con grafite aiuta nel periodo estivo.

  46. FABIO G.

    Buona sera sig. Sampaoli,
    ho un grossissimo dubbio (casino)…. cappotto esterno in eps o grafite di circa 12 cm oppure in Depron dello spessore di 6 mm in interno. La casa e degli anni 30 sita a Carpi (Mo) completamente ristrutturata all’interno e all’esterno intonaco a fatto a macchina alla fine dell’anno 1996 mi manca solo di pitturare (premetto che dall’esterno c’e qualche alone di unidita che pero’ all’interno non vediamo traccia). Un tecnico del settore mi dice che con Depron dello spessore di 6 mm fatto all’interno faccio la cosa migliore e abbatto in maniera radicale tutti i ponti termici verso l’esterno e non mi devo interessare delleventuale unidita’ che ci possa essere all’esterno, un’altro invece mi dice di fare il cappotto esterno e attorno alle finestre lo rasa solo perche mettendo almeno 2 cm di cappotto + i suoi materiali riduco molto la luce delle finestre e per quello che risparmierei a riscaldare non vale la pena, un’altro ancora mi consiglia di mettere Depron attorno alle finestre e 10 cm di eps all’esterno. Alla domanda degli aloni di umidita’…. la risposta e’ stata: se non e’ mai comparsa all’interno non comparira’ mai piu’!!!
    Aiuto non so piu’ qual’e’ la cosa piu’ giusta da fare in merito.

    grazie 1000.

  47. Federico Sampaoli Autore articolo

    non è descritto precisamente il blocco Poroton: la muratura senza sistema a cappotto offre già trasmittanza U 0,29W/mqK ?
    per avere la migliore protezione dal caldo senza utilizzare fibra di legno si può prendere in considerazione anche un cappotto minerale che ha buona resa estiva.

    si deve tenere a mente che se il blocco della muratura presenta già di per se ottima conducibilità, la Capacità termica periodica del lato interno (capacità areica interna) [kJ/m2K] sarà scarsa. e questo sfavorisce il comfort nel periodo estivo: per evitare il surriscaldamento estivo meglio alti valori di capacità termica areica interna (la capacità di assorbire calore internamente)

  48. Stefano

    inizio tra poco la costruzione di casa in zona climatica C, GradiGiorno: 1183 e avrà cappotto termico da 12cm.
    incontrato il responsabile della ditta per il cappotto lui come materiale mi suggerisce eps.
    dopo alcune ricerche mi sono orientato per la lana di roccia in quanto avendo una massa maggiore e un calore specifico maggiore avrebbe un maggior isolamento dal caldo estivo e isolamento dal freddo invernale come eps.
    la muratura sarà realizzata in poroton termico da 30cm con u= 0,29 e sfasamento 16 ore
    il suo parere sulla mia soluzione?
    lo spessore è adeguato per la mia zona climatica che nel periodo estivo raggiunge 40°?

  49. Federico Sampaoli Autore articolo

    Senza intervenire nella sostituzione dei serramenti bisognerebbe togliere cornici e coprifili per controllare l’attacco finestra muratura e sigillarlo con accurate nastrature esterne ed interne.
    Poi procedere con la progettazione del cappotto esterno che richiede una soluzione per ogni dettaglio (risvolto nell’imbotte finestra, ecc).
    Evitare di riempire l’intercapedine, non è una efficace alternativa ad un sistema di coibentazione esterno perchè non risolve molti ponti termici.

  50. somasca69

    Bongiorno dott. Sampaoli
    Sto in procinto di ristrutturare una casa caratterizzata:
    – da muri perimetrali con intercapedine;
    – due terrazzi;
    – finestre di legno con doppi vetri e soletta di marmo
    Oltre alla realizzazione di un cappotto come si potrebbe intervenire sulle finestre senza sostituirle?
    Inoltre consiglierebbe il riempimento dell’intercapedine?
    Cordiali saluti

  51. Federico Sampaoli Autore articolo

    la coibentazione di tutte le facciate aiuta a risolvere i ponti termici ed aumenta l’efficacia.
    non ho mai sentito che l’eps perde il suo potere isolante negli anni.
    qualsiasi sia il materiale che si sceglie per il cappotto esterno, l’importante è che si scelga un sistema certificato in tutti i sui componenti.
    qualsiasi sia il serramento che si sceglie, l’importante è che sia installato nel migliore e nel più favorevole dei modi: la trasmittanza Uw è spesso ottimistica rispetto alla trasmittanza Uwi (i = installato)

  52. peppe

    salve vorrei fare un cappotto est su una casa 2 piani anno 74 con muri da 30 al primo piano non abitato in pietra e secondo piano in mattoni. è un abbinata attaccata a 2 case con un lato esposto a sud e un lato a nord.allora sul lato nord mi hanno proposto 10cm eps solo x il secondo piano…ora vorrei sapere se meglio isolare tutta la facciata? e cosa sapete dirmi dei pannelli stiferite sk in plouteriano espanso?ho visto sono molto performanti ma x la diffusione vapore?avevo pensato a 8cm stiferite sk….controindicazioni?un altra cosa è vero che dopo 10 anni eps perde molto del suo potere isolante? un materiale che dura nel tempo? lana di roccia?inoltre vorrei isolare il sottotetto non abitabile mi hanno proposto lana di roccia 12cm con freno a vapore…è sufficente? zona climatica e infissi li cambio adesso e metto triplo vetro con isolamento uw 0,84wm2k

  53. Federico Sampaoli Autore articolo

    è un ragionamento che capita di fare. qualche soldo risparmiato è comunque apprezzato.
    resta la complicazione della cantierizzazione della fornitura di materiali collanti e rasanti e tasselli e finitura tutti diversi. forse anche squadre di posa diverse…

  54. michele pilolli

    Buonasera dott. Sampaoli volevo chiederle, parlando di una casa con muri da 30cm di blocchi porizzati zona climatica D (1550 gradi giorno), se nella scelta del materiale,ai fini dell’isolamento estrno delle pareti dell’edificio, nell’ottica sia dei pochi cm a disposizione e sia dell’investimento iniziale, si possa optare per la fibra di legno sul lato direttamente esposto ai raggi solari e Eps o Eps con grafite sui lati esposti per poche ore alla luce diretta.Grazie.

  55. Federico Sampaoli Autore articolo

    qualunque sia la coibentazione, ogni volta che viene interrotta genera un forte ponte termico. se l’umidità interna è elevata per scarsa ventilazione manuale la muffa potrà comparire anche in seguito.

  56. fede74

    inoltre ho problemi di muffa lungo il soffitto…vorrei isolare il solaio visto che non mi serve..ho meglio isolare iltetto???

  57. fede74

    salve dovrei eseguire un cappotto est e mi hanno proposto la resina nanosulate spessore 20 mm ma vorrei applicarla nella parte esposta al sole nelle ore piu calde facciata ovest..mentre nella facciata piu esposta a nord visto quello che ho letto meglio un plouterano espanso da 8 cm????xe nelle stanze adiacenti in inverno fa piu freddo..la casa e anni 70 e a muri da 30 cm,e se invece metto un pannello spacecork da 34 mmm?? ricordo che sono in zona climatica e

  58. paolo

    Federico grazie per la celere risposta,il cappotto è principalmente rivolto a contenere le dispersioni di calore,ma non ero a conoscenza circa la salubrità,dove potrei trovare maggiori informazioni,visto che nella ristrutturazione dovrò fare una bonifica dall’amianto non vorrei poi portami in casa un altro problema?

  59. Federico Sampaoli Autore articolo

    quasi certamente parliamo di materiale figlio delle nanotecnologie.
    capisco la praticità per il minispessore.
    se l’isolamento termico è volto solamente a contenere le dispersioni è senz’altro valido. per ottenere grande sfasamento estivo forse è meno valido.
    circa la salubrità esistono pareri discordanti

  60. paolo

    Buongiorno,

    sto ristrutturando casa sto valutando anche la ralizzazione di un cappotto.Mi hanno consigliato dei pannelli da 2,5cm che però avrebbero una resa equivalente ad un pannello di 10cm,ovviamente il prezzo cambia,così non dovrei mettere mano alle finestre.
    Gentilmente im sapreste dare il vostro punto di vista ?
    Grazie
    Paolo

  61. Federico Sampaoli Autore articolo

    un maglione d’inverno ci può salvare la vita.
    così anche per la coibentazione esterna di un edificio: sono i primi centimetri a fare la grande differenza dallo stato di fatto.
    le dispersioni termiche per trasmissione scendono anche della metà con solo qualche centimetro!

  62. Paolo

    Buongiorno,
    abito a Trento in una casa dei primi anni del 1900 con muri in pietra di 50-60cm. Vorrei fare un cappotto esterno però ho molte finestre (abbastanza strette) dove non vorrei sostituire i marmi che sporgono di pochi cm e un lungo balcone ma purtroppo abbastanza stretto a cui non vorrei rubare troppo spazio.
    La casa in inverno ha le pareti sempre fredde e umide, soprattutto al piano terra dove compare periodicamente delle muffa in alcuni punti.
    Un cappotto esterno di 5cm darebbe un beneficio apprezzabile oppure è troppo sottile? Che materiale mi consiglia di usare?
    Visto lo spessore ridotto sicuramente non rientro nei parametri del 55% (in questi giorni portato al 65%), ma dovrebbe rientrare nei contributi per ristrutturazione del 50% (ex 36%), giusto?

    Grazie e complimenti per il portale!

  63. Luca Del Grande

    Il diagramma di Glaser è un metodo grafico che permette lo studio del fenomeno della condensa all’interno di una parete costituita da uno o più strati, normalmente utilizzato nell’ingegneria civile.
    Il diagramma in oggetto viene costruito nelle seguenti fasi:
    si identificano le superfici di separazione tra i vari strati della struttura;
    definizione degli spessori dei vari strati della struttura e delle proprietà dei materiali di cui sono composti, quali la conducibilità e la permeabilità;
    in corrispondenza di ognuna di esse si determinano le temperature, le pressioni di saturazione del vapore d’acqua e le pressioni parziali del vapore, che sono funzione delle caratteristiche termoigrometriche dell’aria in contatto con la parete nonché della permeabilità dei materiali che la costituiscono;
    si confronta il valore di pressione parziale del vapore con quello di saturazione. La formazione della condensa in uno strato può essere quindi facilmente dedotta grazie al diagramma di Glaser quando il valore di pressione parziale risulta maggiore di quello della pressione di saturazione. In questo caso per risolvere il problema è possibile introdurre nella parte calda dell’isolante una barriera al vapore (cioè un materiale caratterizzato da un valore di permeabilità molto basso).
    Si tenga presente che lo spessore degli strati nel diagramma non sono proporzionali a quelli reali, infatti il diagramma viene rappresentato con lo spessore equivalente, risultato della moltiplicazione dello spessore di ogni strato per la corrispondente resistenza al vapore (?), inverso della permeabilità al vapore.

  64. Federico Sampaoli Autore articolo

    mio modestissimo parere:

    eps come isolamento interno: non ha nessun senso un isolamento interno se costruiamo con un isolamento esterno.

    perchè costruire una cucina, una camera da letto, una zona di soggiorno o una stanza da bagno in cemento armato?
    il peggior materiale per un’abitazione.
    usiamolo per i piloni autostradali fin che lo riterremo conveniente, ma non per la nostra casa e per la nostra famiglia.

    VMC, ottima idea

    triplo vetro: dipende dall’esposizione e dalla zona climatica

    contoindicazioni…se abbiamo l’enorme fortuna di poter costruire la nostra casa da zero, facciamolo con i materiali migliori!

  65. luca

    Buongiorno, sto decidendo di costruire con questa soluzione:
    10 cm. di eps
    20 cm. di cemento armato
    40 cm. di cappotto in eps
    V.M.C.
    triplo vetro
    controindicazioni????

  66. Federico Sampaoli Autore articolo

    se qualcuno consiglia polistirene eps o xps per avere buone prestazioni di isolamento acustico non sa che il peggioramento del 6% circa è garantito. e lei l’ha scoperto già.
    visto che l’isolamento acustico è importante scartiamo a priori l’eps.
    non ci rimane che scegliere 4cm di fibra di legno, un sistema certificato naturalmente! in modo che durata e qualità siano veramente buone.

  67. Manuela

    Il polistirene.
    A dire la verità non so se ha esperienze differenti da questo materiale.
    Avendo fatto tempo fa un piccolo cappotto di 5 cm su due soli lati (perchè presentavano una sezione del muro più piccola rispetto agli altri due lati), ho notato una amplificazione del rumore del traffico. Ma mi hanno sempre risposto che questo non era possibile.
    La mia preoccupazione principale, è quella di
    fare un cappotto che si crepi causa vibrazioni e che mi amplifichi il rumore.
    La mia situazione è la seguente:
    avevo presentato domanda al comune inizialmente per 10cm, ma mi avevano risposto vietando il cappotto esterno lato strada. Però, su un piano ho un bagno nuovo, e non volevo romperlo per fare un cappotto interno. Allora avevo pensato di fare il cappotto esterno per la parte superiore della casa (sempre lato strada) e interna per la parte inferiore. Ma molti mi dicevano che avrei perso molto causa ponti termici. Allora, insistendo e ripresentando la domanda, mi hanno concesso i famosi 5 cm lato strada. Siccome è già abbastanza costoso questo lavoro, volevo evitare di fare il cappotto anche internamente (per quanto riguarda il lato strada). Quindi la situazione finale ipotizzata sarebbe: 10 cm di polistirene su 3 lati e 5 cm di non so che materiale su un lato. Ma la cosa più importante per me è evitare assolutamente che si crepi con le vibrazioni della strada e l’amplificazione del rumore.
    Che consigli mi può dare?

    Grazie.

  68. Federico Sampaoli Autore articolo

    bella domanda.
    se parliamo solo di contenimento delle dispersioni con pochi centimetri l’unica via è posare il materiale fibroso figlio delle nanotecnologie.
    se la fiducia per questi materiali non è alta, dobbiamo restare sui materiali conosciuti.
    visto che l’isolamento acustico è importante scartiamo a priori l’eps.
    ora non ci rimane che scegliere tra 4cm fibra di legno e un isolamento dall’interno: l’isolamento dall’interno sempre di 4cm è un 20% peggiore in fatto di trasmittanza, però è valido per il comfort acustico e per lo sfasamento. naturalmente l’isolamento dall’interno peggiora la capacità areica interna, la capacità della struttura di accumulare calore internamente.
    Cosa vi ha proposto il vostro progettista?

  69. Manuela

    P.S.: la casa si trova nella pianura friulana e la parete incriminata è a nord-est.

  70. Manuela

    Buongiorno,

    devo far fare il cappotto alla mia abitazione. Si tratta di una casa di più di 60-70 anni. Si trova a ridosso di una strada. C’è solo un marciapiede di circa 90 cm. Il Comune mi permette di fare un cappotto di soli 5 cm su quel lato. Non so che materiale scegliere. La strada è molto trafficata con frequente passaggio di mezzi pesanti. Il manto stradale è rovinato e quindi la casa è soggetta a continue vibrazioni.
    Mi servirebbe un materiale non rigido, per evitare crepe causate da vibrazioni, che con 5 cm di spessore isoli magari come un polistirene da 10 cm e che isoli acusticamente la casa.
    Oltretutto devo comunque “allungare” le soglie, perché poco profonde (i serramenti hanno 5 anni di vita).
    Avrei bisogno di un consiglio sul materiale da usare.

    Grazie.

  71. Federico Sampaoli Autore articolo

    peccato non sapere dove sia questa casa.

    le pareti hanno trasmittanza 1,00 W/m2K
    le finestre hanno trasmittanza 4,00 W/m2K
    probabilmente.

    le finestre attuali hanno anche un apporto solare superiore a quello delle nuove future ipotetiche finestre ad alte prestazioni, ma anche una buona dose di spifferi (di perdite per spifferi).

    non conosco l’esposizione delle finestre quindi è difficile quantificare gli apporti del sole
    non conosco la metratura dei serramenti

    è pacifico che accedere alle agevolazioni fiscali per i serramenti è un gioco da ragazzi (vedi http://efficienzaenergetica.acs.enea.it/tecno/serramenti.pdf),
    ben più complicata la richiesta di agevolazioni fiscali per l’investimento di un sistema a cappotto.

    comunque il tempo stringe: meglio buttarsi!

  72. Giorgio B

    Slave a tutti

    ho una casa di 20 anni fa con partei di forati dello spessore di 30 cm e finestre in legno con doppio vetro, intercapedine dello spessore minore di 1 cm e vetri normali. La classica finestra che veniva installata sulle case dell’epoca.
    Sono di fronte ad un dubbio amletico:

    – sostituire le finestre e lasciare il cappotto ad un prossimo futuro oppure fare il contrario pur sapendo che con il cappotto il risparmio annuo in termini di riscaldamento è mendiamente superiore?;

    Il dubbio è amletico perchè la cifra che ho a disposizione permette solo uno di questi interventi e vorrei concludere entro la fine di giugno per sfruttare l’incentivo statale.

    Grazie e buona serata.

  73. Federico Sampaoli Autore articolo

    è sempre più efficace coibentare dall’esterno.
    anche il generale Caster cercava di tenere gli indiani fuori dal fortino!

    già seguire i commenti e cercare di dare una risposta ad ognuno è impegno enorme.

  74. nino

    Grazie.

    Ho un altro dubbio:
    ho la soffitta abitabile, ora, isolo meglio se lo faccio sul pavimento oppure se isolo all’ esterno sotto i coppi?
    Perché non inserisce anche un forum?
    Grazie

  75. Federico Sampaoli Autore articolo

    se ho 120mq molto disperdenti e dopo la coibentazione dei lati più sfavoriti come esposizione e come venti freddi mi ritrovo con soli 60mq disperdenti il beneficio è tangibile.

  76. nino

    Ho 2 pareti molto fredde( son proprio ad angolo contro la zona ventosa a Nord) su cui posso mettere un cappotto
    ed altre 2 ( che non han problemi) su cui non riescirei a mettere isolamento esterno per problemi estetici.

    Se isolo queste 2 pareti dovrei risolvere o no ?

    Grazie

  77. Federico Sampaoli Autore articolo

    esagerare con gli spessori di coibentazione non è mai sbagliato se l’obiettivo è il comfort. Solo con pareti poco disperdenti ottengo grande comfort interno senza sbalzi dovuti alle condizioni esterne sia estive che invernali. Elevato spessore di coibentazione è garanzia contro l’aumento dei prezzi dell’energia.

  78. marco

    altra cosa da soppesare sono le nostre temperature medie, molto molto miti, per cui forse basterebbe un ottimo isolamento solaio, in effetti anche ora il riscaldamento è necessario solo da dicembre a marzo
    dimenticavo gli infissi sono doppi vetri U=1.0 finstral appena cambiati

    cagliari
    temperature minima media anno – 11,8 C°
    temperatura media anno – 16,4 C°

  79. marco

    Salve e complimenti per il blog,mi trovo a fare una scelta difficile…ma qualunque suggerimento a grandi linee va bene.
    vorrei aumentare l isolamento di una casa costruita fine anni 60 con muri 30cm in blocchetti semipieni, abbiamo gia messo 17kw di fotovoltaico pensando di scaldare tutto con pompe di calore sovradimensionate ma poi ci siamo resi conto che tutto il calore se ne va via in qualche ora appena spento

    il mio pensiero era stendere nel sottotetto eps da 18,4cm (u=0.182) che stenderemo noi (solo la spesa del materiale che è veramente irrisoria), mentre le pareti potremo isolarle con spacetherm 1.5cm (u=0.86)perche non abbiamo la possibilita di aumentare gli spessori e le pareti a nord che non hanno finestre sempre con eps 18.4cm

    ha senso questo mix di materiali?sto esagerando con gli spessori (sardegna sud)?
    a noi basterebbe scaldare di giorno con fotovoltaico e mantenere la temperatura dal calare del sole al giorno successivo)e visto l esiguo costo dell eps starei sullo spessore massimo dove possibile

    grazie

  80. Pingback: la posizione più corretta del serramento sarebbe quella il più possibile all’esterno: proprio nell’isolante! E’ proprio il serramento ad avere il compito, una volta coibentata la casa esternamente, di chiudere i fori. | esperto Casa Clima

  81. Federico Sampaoli Autore articolo

    per risponderLe ho letto l’articolo http://www.lavorincasa.it/articoli/in/fai-da-te/il-depron-per-isolare/

    l’architetto Francesco Oliva forse conosce poco il tema isolamento termico:
    è buffo leggere quanto scrive: cito:
    “Se dopo aver fatto eseguire un costoso rivestimento in legno, dello spessore di cm 24 all’interno di una parete di tamponamento, con l’intento di renderla meno fredda, si scopre che con uno strato di depron di 6 mm, si ottiene lo stesso effetto, con un decimo della spesa”

    Non credo esista sul nostro pianeta architetto, geometra, proprietario di casa o pirata dei mari che per rendere meno fredda una parete di tamponamento abbia eseguito un rivestimento di legno di 24 centimetri (all’interno di una parete di tamponamento poi???).
    Forse l’articolo scritto il 6 agosto anno 2011 era frutto di gran confusione…
    Sarebbe comunque molto interessante scoprire il prezzo pagato per questo costoso rivestimento in legno, dello spessore di cm 24 all’interno di una parete di tamponamento… 🙂

    Questo tanto decantato eccellente economico Depron non è altro che polistirolo con conducibilità termica: 0,030 W/mK (valori semplicemente nella media…)
    il Depron ha alta resistenza al passaggio del vapore (dunque sconsogliabile)
    il Depron è B2 (normalmente infiammabile)

    Per esaltare le sue prestazioni, a titolo informativo per chi sa poco sull’argomento, la scheda tecnica ricorda che 6mm. di Depron equivalgono a:
    2,4 cm. di legno di pino
    10 cm. di mattoni pieni
    36 cm. di calcestruzzo

    caro giorgio, Lei ha ragione, c’è di che rimanere disorientati.
    però se si leggono blog farciti di pubblicità per clik è logico che si può inciampare in letture “così così”

  82. Federico Sampaoli Autore articolo

    se a confine non potete fare un sistema a cappotto sul lato esterno, allora sul lato interno farei certamente un isolamento termico in fibra di legno e intonaco in argilla.

  83. Federico Sampaoli Autore articolo

    se i serramenti restano si può isolare termicamente l’imbotte solo con spessori “possibili”: e nella zona davanzale si può crescere solo fino appena sotto i gocciolatoi.
    il sughero è molto bio a confronto di eps o nanotecnologie, mai avuto il piacere di utilizzarlo.
    per calcolare la trasmittanza bisogna conoscere qualità del muro e del coibente e relativi spessori, non si può dire a caso.
    per il tetto potete leggere http://espertocasaclima.com/tetto/coibentazione-del-tetto-contro-il-caldo-e-optional/

  84. giorgio

    ott. la ringrazio,
    volevo essere breve, dunque ho messo le doppie finestre e doppi vetri anni fa ed ora ho pensato alle pareti.
    E’ in questo suo art.
    http://espertocasaclima.com/isolamento/un-cappotto-di-grosso-spessore-o-1-cm-di-aerogel/#comments

    che ho scoperto l’aerogel e in rete sono arrivato ad ecofine.
    A causa dei marmi delle finestre non potrei mettere Eps superiore a 2-3 cm.
    Che ne dice dello Spacecork?
    Nel suo art.fa un es. da U=2(Trasmittanza) a 0,83 con aerogel: mi chiedo che spessore di Eps dovrei usare per avere un valore cosi’.

    Per le finestre ho sbagliato a mettere le “doppie”: avrei dovuto farlo dopo il cappotto.

    Per la parete confinante sono in attesa di risposta del vicino ma è questo che ho pensato che 1,5 cm. potrebbe
    concedermeli!

    Per il tetto ha centrato i miei dubbi: come fare per proteggere dal caldo l’appartamento sottostante?
    Come tutti vorrei poter isolare senza gettare soldi, quidi bilanciare il risparmio di rifare i marmi con il costo del materiale.

    La saluto, resto in attesa di un suo consiglio

  85. Federico Sampaoli Autore articolo

    è vero, il cappotto esterno è il migliore e i marmi sono una gran noia nel momento della coibentazione in fase restauro.

    materiali sottili ad alte prestazioni come spaceloft possono aiutare a risolvere molti punti difficili che non offrono spazio sufficiente ad intervenire ma non possono essere usati come scorciatoia: l’imbotte della finestra deve essere isolato, davanzale compreso.
    dunque il marmo eventualmente dovrebbe essere “seduto al freddo” sopra l’isolante per non fare da ponte termico.
    in ogni caso i materiali super sottili sono anche super costosi.
    Non ho capito dalla domanda se i serramenti sono già stati sostituiti o se verranno sostituiti in occasione del capootto esterno.
    Il cappotto sul muro di confine si fa in accordo col vicino.
    EPS posato sotto i coppi è in posizione corretta ma protegge poco dai rumori e dal caldo.

  86. giorgio

    Buongiorno,
    ho deciso di isolare la casa(2 piani del ’64 con pilasri e pareti sottili): ho capito che il “migliore” è un “CAPPOTTO ESTERNO” ma ho molte finestre e non volendo cambiare marmi causa il costo dice:
    1^parete = 8 finestre+ 2 portefinestre = Spaceloft (rotolo meno costoso dei pannelli) e salvo marmi finestre ?

    2^parete = 4finestre + 2 verande = Spaceloft ?

    3^ parete = NO finestre ma “appoggiata” al muro di confine = Spaceloft ?

    Tetto = Eps sotto i coppi(per risparmiare)?

    Per me è impossibile saper scegliere tra i tanti prodotti.
    Qui(Pavia) mi han saputo proporre Eps con sostituzione dei marmi alle finestre ma niente nella parete confinante.
    Solo navigando ho trovato il Suo sito che presentava anche prodotti “sottili” ( ma chi costa meno Spaceloft, Spacecork,Nansulate ?) La saluto e La ringrazio anticipatamente per una Sua gradita risposta

    P.S.

  87. matteo

    La ringrazio per la traduzione.

    Sicuramente il budget è fondamentale per capire cosa si può fare e cosa si può adottare.

    Leggendo gli altri suoi articoli sull’argomento mi verrebbe da farle anche questa domanda.

    Secondo lei è preseribile un isolamento a capposto, con pannelli direttamente incollati a muro, oppure è da preferire un sistema di montaggio attraverso profilati che in questo caso, permetterebbero anche la creazione di un intercapedine?

    O anche questa volta dipende dai casi?
    Ha ragione è più di una domanda. 😀

  88. Federico Sampaoli Autore articolo

    Legenda: 1 intonaco calce cemento, 2 mattone pieno, 3 intonaco calce cemento, 4 isolamento, 5 finitura

    Spesso non si tratta di inseguire una data trasmittanza, ma piuttosto una cifra massima da investire in isolamento.
    20cm. sono tanti! meglio 24!

  89. matteo

    Si potrebbe avere la traduzione dei nomi presenti nella stratigrafia che lei ha allegato?

    Certo 20 cm sono tanti. A quel punto è altrettanto importante sceglie il materiale che con vincolo di spessore garantisca la trasmittanza cercata. O sbaglio?

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