Isolare dall’interno con lana di roccia

 Sapete come la penso: isolare dall’interno dev’essere proprio l’ultima spiaggia!

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L’edificio resterà freddo, anche se il vostro nido sarà caldo (anzi si riscalderà molto in fretta: perfetto per una seconda casa oppure un locale non usato in modo continuativo).

Non potremo mai sfruttare i benefici dell’inerzia termica delle pareti perimetrali (che si ottiene con un sistema a cappotto esterno).

Non ignoriamo i ponti termici non risolti: le solette dei piani, ma anche le tramezze che sono legate alle "fredde" pareti esterne!

Allora? Solo svantaggi? noooo

  • si posa con rapidità l’isolante dall’interno!
  • non si paga il ponteggio
  • si posa anche se piove
  • costa meno

Questa volta abbiamo scelto lana di roccia come coibente:

  • migliora sensibilmente anche l’isolamento acustico.

Non dimentichiamo l’aspetto della migrazione del vapore acqueo:

  • l’ambiente sarà caldo e l’umidità contenuta sarà ben maggiore dell’umidità esterna
  • l’umidità tenderà a migrare verso l’esterno attraversando la parete
  • prima incontrerà il nuovo pacchetto isolante posto all’interno
  • poi sbatterà contro la parete fredda esterna (tendendo a condensare)

Non trascuriamo allora l’idea di posare un freno al vapore!

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  • lana di roccia + freno al vapore + cartongesso + tinteggiatura

oppure

  • lana di roccia nell’orditura metallica di supporto delle successive lastre + freno al vapore + cartongesso + tinteggiatura

 

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89 thoughts on “Isolare dall’interno con lana di roccia

  1. Alessandra

    La ringrazio per la risposta. Vorrei aggiungere che purtroppo il lavoro non è in fase di progettazione ma già iniziato. Il progettista non c’è, o meglio è l’impresa, che ovviamente smonta ogni mio dubbio in 3 secondi.
    Vorrei almeno aggiustare il tiro: il tetto è già fatto (in realtà ci sono 2 strati di fibra legno da 6 + 1 di celenit da 5); domani coibentano i muri esistenti! Cosa è meglio: porre i pannelli di fibra legni sul muro con tasselli, senza spazi tra i giunti e poi i montanti da 5 su cui montare il pregyplac con lamina di alluminio (spessore finale 14cm), oppure, per non ridurre troppo lo spazio, creare prima lo scheletro metallico e inserire tra i montanti la fibra?
    In inverno non scendiamo in genere sotto i 6-7 gradi, ma vorrei limitare il problema condensa..

  2. Federico Sampaoli Post author

    tutte e tre le stratigrafie sono molto delicate:

    se i pannelli in fibra di legno per coibentazione interna offrono uno strato speciale intermedio con funzione di freno al vapore possono essere posati senza un telo freno al vapore, ma in aderenza su uno strato assorbente naturale.
    il cartongesso sul lato interno offre scarso comfort estivo.

    le pareti nuove con lato interno in cartongesso e alluminio offrono scarso comfort estivo e una barriera al vapore su tutta la superficie, e le barriere sono sempre un rischio, specialmente a causa dei possibili difetti della tenuta totale o magari del vapore che arriva nel pacchetto per fiancheggiamento.
    forare la stratigrafia per i passaggi impiantistici è assai delicata come operazione.

    la copertura deve garantire una perfetta tenuta all’aria. il pacchetto traspirante del tetto deve avere listellatura di ventilazione e controlistellatura porta tegola e non schiuma. lo spessore dei pannelli in fibra di legno e fibra di legno mineralizzata sono alquanto sottodimensionati e non possono proteggere dal surriscaldamento estivo.

    i serramenti lato ovest devono prevedere corretta ombreggiatura.

    di certo non sono riuscito a rincuorarvi, ma siete in tempo per cambiare progettista!

  3. Alessandra

    Due pareti di 15 cm di spessore che dividono i terrazzi del condominio, faranno da pareti di una nuova costruzione (pianocasa), le altre due verranno costruite da zero (9metri x 4metri). Conti che in queste nuove pareti ci saranno per metà degli infissi: un finestrone da 3,60 (parete ovest) e una porta finestra da 2,40 (parete sud) e forse il problema caldo sarà dovuto più a questo.
    Il problema principale infatti sarà il caldo estivo e l’umidita invernale (costa sud Sardegna).
    Io però ho sempre molti dubbi sulla corretta stratigrafia e sulla posa in opera delle PARETIi!
    Le pareti ESISTENTI mi hanno proposto di coibentarle sul muro interno (per forza, perchè il mio esterno è del vicino) con strato di fibra di legno da 6 cm su cui poggeranno l’orditura metallica con montanti da 5 cm a sostenere il carton gesso, per cui ci sarebbe una intercapedine vuota. Per non bruciarmi quindi inutilmente lo spazio interno, potrei farmi montare prima l’orditura da 5cm a 1cm dal muro, e la fibra di legno TRA i montanti? Magari isolando anche lo spazio di 1cm tra montante e muro con della schiuma… Non mi hanno parlato di freno al vapore, E’ GRAVE??

    Le NUOVE pareti sono praticamente costituite da 3 strati sfalzati di fibra di legno da 6 cm. La stratigrafia è: aquaroc+montanti metallo da 5cm e (tra montanti) fibra di legno da 6cm+ fibra di legno da 6 senza supporto+ montanti da 5 e in mezzo fibra di legno+cartongesso con strato di alluminio. A me preoccupa pure che dovranno, ovviamente, “rovinare” la fibra per far passare un tubo per l’acqua e le prese elettriche! Esagero?

    Per il tetto son più tranquilla. E’ sorretto da travi in legno, con questa stratigrafia: legno lamellare+freno vapore+fibra di legno da 6cm+celenit N da 4cm + telo isolante traspirante +tegole montate con schiuma. Può andare bene?
    Mi rincuori, la prego!!
    Grazie e complimenti, Alessandra

  4. Federico Sampaoli Post author

    prima dei pannelli in fibra di legno si deve applicare un intonaco assorbente ad azione capillare.
    i pannelli in fibra di legno devono essere appositamente prodotti per uso interno (hanno uno strato funzionale che funge da freno al vapore).
    se sono pannelli normali ci vuole una guaina traspirante a diffusione igrovariabile (un freno al vapore intelligente: chiude d’inverno e apre d’estate per permettere l’asciugatura estiva).
    i fori finestra devono avere garanzia di tenuta all’aria.

    leggi anche http://espertocasaclima.com/coibentazione-dall-interno/isolare-dall-interno-meglio-materiali-igroscopici-traspiranti-e-capillari/

  5. baralis andrea

    Salve ,
    Vorrei un consiglio
    Ho un abitazione in montagna che uso molto sovente, zona climatica f in inverno le temperature raggiungono anche i -12°c con muri in pietra da 60 cm vorrei isolare perimetralmente per recuperare un po di confort. L unico modo e dall interno poiche l esterno e a pietra vista, pensavo di apporre un pannello di fibra di legno di 4 cm e poi un rasante traspirante .
    Cosa ne pensate ? C’è il rischio di formazione di condensa?

  6. Federico Sampaoli Post author

    concordo.
    purtroppo, se il cartongessista sente che il committente desidera evitare un’orditura metallica a favore di una in legno, solitamente sviene.

  7. Claudio

    Bellissima realizzazione ! Finalmente qualcuno che usa i travetti di legno come orditura, e non i montanti in lamiera !!

  8. Federico Sampaoli Post author

    grazie.

    una parete in sasso coibentata all’esterno perderebbe tutto il suo fascino.
    pochi centimetri di coibentazione interna ben progettata e integrata alla risoluzione dei ponti termici più forti può regalare un po’ di risparmio sul riscaldamento ma soprattutto tanto comfort.
    la progettazione dovrebbe rispecchiare l’uso della casa: brevi periodi o abitazione abituale.
    per il sottotetto irregolare la soluzione con fiocchi di cellulosa è perfetta, economica e può rientrare nel fai da te.
    va calcolato lo spessore con la stratigrafia completa.

  9. Eugenio

    Buongiorno,
    seguo questo sito da un po’ di tempo e volevo fare i complimenti al Sig. Federico per la Sua competenza.
    Vorrei approfittare per chiedere un consiglio: abitazione di due piani in montagna (1000 m slm) costruita a sassi – nessuna coibentazione (tranne un piccolo cappotto interno sulle pareti più fredde) – sottotetto non praticabile con estradosso irregolare (travicelli, listelli, ecc.). La mia domanda è: vale la pena coibentare il sottotetto con fibra di cellulosa? Ci sarebbero dei vantaggi apprezzabili? Realizzare interventi tipo cappotto esterno nel mio caso è tecnicamente ed economicamente difficile.
    Grazie.

  10. Federico Sampaoli Post author

    ogni tipo di lastra eps riporta nella scheda tecnica la permeabilità al vapore… che non è certo quella della fibra di legno, ma meglio della stifferite.
    ma nessuno può arieggiare i locali contando sulla traspirabilità dei muri. questo lo sappiamo ormai tutti.

    se il sottotetto deve diventare calpestabile si prepara una zona calpesatibile in OSB sospeso con dei supporti che risolvono il ponte termico!

    preparate bene il capitolato e vi sarà utilissimo la prossima volta!

    lo spessore va comunque calcolato! proponete 2-3 spessori già in partenza! solitamente tutti presentano la stratigrafia più magra e povera possibile…
    proponete le soluzione per risolvere i ponti termici e descrivete come risolverete il foro finestra: nessuno lo fa! allora sarete già sopra la media!!!

    per la stiferite leggete http://www.stiferite.com/schede/Depliant_CAPPOTTO_SK.pdf

    comunque ci sono diversi sistemi certificati! dovete scegliere quale seguire!
    per esempio Caparol http://www.stiferite.com/certificati/ETA/ETA10.0027_Stiferite_ita_rev_2013_CAPAROL.pdf
    a pagina 4
    Componenti dei kit “CAPATECT PU LINE STIFERITE CLASS SK” e “CAPATECT PU LINE STIFERITE VV” I componenti del kit sono specificati dal Beneficiario dell’ETA come segue:

  11. silvano

    e si certo sono pienamente daccordo bisogna progettare bene e con calma ,io pero’ non sono un progettista , io devo combattere con i committenti che se danno il lavoro a me devono averlo finito a regola d’arte per la fine dell’ anno per le agevolazioni fiscali (e certo non posso posare il materiale a dicembre )e con i ” progettisti” che ti danno per capitolato una copia della scheda tecnica della stiferite e poi se ne lavano le mani ,certo che non e’ certificato io ho una copia della scheda tecnica e basta .
    comunque apprezzo moltissimo i suoi consigli con i vari link che ho riletto volentieri gli avevo gia’ letti . premesso che nelle mie zone i cappotti stanno prendendo piede solo ultimamente (zona cn/to ) solo grazie alle agevolazioni statali per risparmio energetico ,mi ritengo di essere gia avanti rispetto alla maggioranza delle imprese della zona visto che cerco di dare un prodotto valido ai clienti non solo una cosa che stia nel prezzo e poi vada come vada .spero che il mio impegno sia premiato ma nell immediato x questo lavoro (preventivo )seguiro i suoi consigli sperando di far bene ,x il soffitto i fiocchi di cellulosa dovranno essere chiusi in qualche maniera altrimenti non credo che il sottotetto sia ancora calpestabile ….poi eps come rivestimento mi va bene pero’ la traspirabilita’ dei muri ? le dicevo del rivestimento in pietra dello zoccolino bordo strada , funziona come il sistema per deumidificare le murature che ho visto consigliare da lei creando una intercapedine tra pietra e muro stesso già fatto in altri posti e funziona bene , vorrei posarlo anche in questo caso per asciugare l’umidita’ di risalita .
    sinceramente eps mi lascia perplesso ….
    grazie .
    se le interesssa le faro sapere ulteriori sviluppi .
    p.s. diverro’ un suo sostenitore appena invio il commento .
    silvano

  12. Federico Sampaoli Post author

    per tenermi un potenziale cliente, non proporrei un’idea di cappotto che non è certificata.
    cappotto esterno in stiferite da 10 è un sistema certificato? collante rasante tassello rete finitura fanno parte di un sistema certificato?
    vedo usare spesso stiferite in intercapedine… non sono un fan della stiferite.

    visto che non è richiesto materiale coibente naturale… stenderei un bel capitolato di sistema a cappotto esterno in eps (magari con grafite che migliora un po’ la trasmittanza e la protezione dal caldo) che proviene da un sistema a cappotto certificato e il capitolato stiferite da 10 in alternativa.
    ed allegherei al capitolato qualche informazione sui pregi e sulle garanzie che offre un sistema certificato!
    leggi anche:
    http://espertocasaclima.com/isolamento/elementi-di-fissaggio-proteggere-il-cappotto-con-un-buon-capitolato/
    http://espertocasaclima.com/isolamento/il-tassello-e-causa-di-dispersione-di-calore/
    http://espertocasaclima.com/isolamento/scelta-dei-rivestimenti-murali-la-finitura-del-cappotto/
    http://espertocasaclima.com/isolamento/sistema-di-isolamento-termico-esterno-con-intonaco-detto-cappotto/
    http://espertocasaclima.com/isolamento/sistemi-a-cappotto-etag-004/

    per isolare il solaio del sottotetto proporrei sicuramente fiocchi di cellulosa, eccellente ed economica

    per l’umidità in basso proporrei un intonaco termoisolante di qualità, inutile nascondere!

  13. paolo

    buongiorno Federico
    la ringrazio per la sollecita risposta
    dovendo consigliare capisco che lei userebbe materiali e spessori differenti, potrebbe cortesemente darmi qualche suggerimanto al riguardo
    saluti
    paolo

  14. silvano

    buonasera ,da un po’ di tempo sto seguendo i suoi post e visto che devo redarre un preventivo (ho un’ impresa edile )sulla coibentazione di una casa in zona E ,premetto che il progettista latita e quindi se ne sbatte,volevo chiedere consiglio sul da farsi in fase di preventivo : come da capitolato ,cappotto esterno in stiferite cm 10,fine capitolato .visto che ho gia eseguito altri cappotti con risultati soddisfacenti ,non vorrei fare questo lavoro con materiale che non mi convince e ritrovarmi l’eventuale committente non soddisfatto .la stiferite non mi convince in quanto ho un po’ di umidita’ di risalita alla base del muro che risolverei con la posa di lastre di pietra di luserna piazzate lasciando una camera per far circolare l’aria (il piano pavimento dell’alloggio interno e’ piu’ in alto quindi l’isolamento non dovrebbe subire danni)
    mi rimane ancora il solaio del sottotetto realizzato in laterocemento (tanto latero e poco cemento )percio’ non volevo appesantire troppo caricando isolanti e poi l’imposta delle travature non mi consente di andare ad isolare bene con i soliti materiali .
    aiuuuto non so cosa proporre al mio potenziale cliente e non mi va’ di lasciar perdere .
    la ringrazio per il tempo dedicatomi .

  15. Federico Sampaoli Post author

    le stratigrafie sono veramente scarse e di cattiva qualità, secondo il mio modo di vedere e progettare.
    avete ricevuto qualche documentazione sulle prestazioni ottenibili in copertura e in parete verticale?

    una costruzione del genere non credo valga l’investimento, che comunque sarà importante.

  16. Federico Sampaoli Post author

    la polvere è l’aspetto pratico più fastidioso di un cantiere in casa.

    il mio commento era riferito al fatto che in ogni caso la ventilazione del locale deve essere migliorata.

  17. paolo

    Buon giorno Federico
    da tempo seguo con interesse i post del suo blog e ho trovato interessanti gli articoli trattati

    Le chiedo un consiglio; mi accingo a posizionare una casa di circa 70 mq nel Lazio zona collinare ed un artigiano del posto che da tempo si occupa di prefabbricati in legno mi ha proposto l’acquisto di una casa con le seguenti stratigrafie che Le riassumo sommariamente:

    • Doppia Parete dall’interno verso l’esterno: perline o carton gesso 18 mm, freno vapore, lana di roccia 40mm, travi legno massiccio abete certificato 100 mm

    • Copertura tetto dall’interno verso l’esterno: perline 20 mm, coibentazione eps 50 mm, camera ventilazione, osb 20 mm, guaina ardesiata, copertura coppo portoghese

    • Finestre vetrocamera 10/14/10

    Premetto che la casa diventerebbe la mia residenza abituale solo tra qualche anno, quindi la stratigrafia delle pareti perimetrali e il tetto è evidentemente un compromesso tra una spesa contenuta ed un minimo di confort termico, potendo poi eventualmente intervenire con la posa di un cappotto esterno. Avendo la possibilità di intervenire nella scelta dei materiali mi chiedevo quale tra EPS, XPS o lana di roccia fosse il materiale coibente migliore da utilizzare all’interno delle pareti magari sostituendo le perline con pannelli di cartongesso .I miei dubbi riguardano le stratigrafie che mi sembrano deboli dal punto di vista spessore, perciò sfasamento estivo scarso e coibentazione invernale scarsa anche se l’utilizzo del tetto ventilato dovrebbe essere d’aiuto; non vorrei che una costruzione così leggera soffrisse dei problemi degli edifici privi di massa.

    Ringraziandola per la cortese attenzione

    Paolo

  18. Nico

    Capisco…ma non crede che questa parete debba essere comunque coibentata a prescindere dalla muffa? Perché oltre questa in inverno questo muro diventa freddissimo tanto da sembrare di aprire un frigorifero ogni qualvolta si apre l’armadio. L’idea suggerita del ripristinare l’intonaco ammalorato sarebbe l’ideale ma l’ho fatto su una parete della cucina arrivando fino ai mattoni poi intonacato prima però creando un foro con un aspiratore ed infine rivestendolo in placche di gesso stampato simil roccia …. Ottimo risultato finale e poco costoso devo dire MA….quando ho tolto l’intonaco è stato un incubo, polvere ovunque anche se si puliva all’istante è stato drammatico ;) …è il classico lavoro da fare in una casa disabitata.

  19. Federico Sampaoli Post author

    ogni traccia di muffa dovrebbe essere eliminata.
    se le consigliassi di grattare la superficie interna per poi preparare un nuovo isolamento interno (salubre) il lavoro sarebbe gravoso.

    ma anche il mio miglior progetto di coibentazione interna potrebbe essere rovinato da troppi metri quadri “soffocati” da un mobile più o meno aderente alla parete in esame.

    la causa di tutto è certamente la temperatura superficiale interna, MA l’umidità interna è certamente fuori controllo.

    Visto che spendere bisogna in ogni caso, io forse proverei a risolvere il problema iniziando da un altro aspetto: la ventilazione! che è comunque un aspetto importantissimo per il clima interno.

    leggi anche questo nuovo articolo scritto oggi http://espertocasaclima.com/ventilazione/vmc-decentralizzata/aspiratore-o-mini-vmc/

    e non tutti i mali vengono a nuocere: fare ordine in armadio e liberarsi di alcune cose che non si intende più utilizzare ;-)

  20. Nico

    Noooo Federico mi sta dicendo che non ho speranze ??
    La stanza è a pianta rettangolare, lungo il lato lungo superiore è posizionato il mega armadio, sul lato corto di sinistra finestra con sotto il termosifone. Praticamente il lavoro più grosso paradossalmente è smontare sto maledetto armadio e sistemare il vestiario in altro luogo, non facile visto che l’appartamento è di 65 mq. Oggi ne ho smontato metà constatando che purtroppo sui 13mq di parete in alcuni punti c’era sta maledetta muffa. Ma non c’è modo di sigillare questo muro una volta per sempre? Inizialmente avevo pensato di incollarci dei pannelli di poliuretano ma poi mi sono accorto che in muro non è a piombo quindi il carton gesso è d’obbligo.

  21. Federico Sampaoli Post author

    che disastro! gli armadi rovinati dalla muffa sono molti, almeno lei se ne accorge e vuole risolvere il problema! altri sono assuefatti…

    nel suo caso non è possibile rimontare l’armadio sulla parete calda interna? certamente no. lo avreste già fatto.
    dove si trova il termosifone? in punto sfavorevole? su parete interna?
    rialzare di qualche centimetro l’armadio?

    Peccato per quella mano di pittura termica! Non ho avuto buone esperienze con cartongesso preaccoppiato coibentato, ma forse un buon installatore può riuscire a fare un buon lavoro.

  22. Nico

    Salve, ho un problema enorme con la muffa; una parete della camera da letto posta a nord diventa di ghiaccio nei mesi invernali, lungo tutta questa parete è posto un enorme armadio a 10 ante che quasi la ricopre tutta. L’armadio è staccato dalla parete di 5-6 cm. e proprio in questa intercapedine si forma un microclima saturo di umidità causato dalla parete ghiacciata e il calore del legno dell’armadio che va a creare della muffa proprio dentro quest’ultimo e su tutto l’abbigliamento in esso contenuto…un disastro. Ho provato anche a mettere dei deumidificatori ma non risolvono nulla. Quando apro una porta Dell’ armadio in inverno sento proprio l’aria gelida uscire! La parete invece non è colpita dalla muffa da quado qualche anno fa le ho applicato una pittura termica. Che faccio? Cartongesso coibentato?
    L’appartamento si trova al primo piano di un piccolo condominio anni 60 costruito decisamente con materiale non di qualità…e chicca finale sotto di me ci sono i garage, quindi pavimento in marmo ghiacciato pure lui. Olè!

  23. Federico Sampaoli Post author

    come ormai avrete capito, io non le suggerirò mai di riempirsi il sottotetto di lana di roccia, con tutti i bellissimi materiali che esistono.
    all’estradosso del solaio potete posare fiocchi di cellulosa che d’estate offre protezione dal caldo come pochi materiali.
    in base allo spessore del solaio si deve calcolare lo spessore di cellulosa necessario ad ottenere lo sfasamento utile.
    i ponti termici perimetrali non sono evitabili, quindi probabilmente bisognerà progettare sempre internamente una coibentazione interna sulla linea dei ponti termici. anche di pochissimo spessore.

  24. maurizio

    Buongiorno, mi permetta cortesemente una domanda.
    Il tetto (in legno) della mia costruzione (non abitabile ma calpestabile, ci conserviamo di tanto in tanto vecchi ricordi) è del 2004 risulta cosi composto: (dall’esterno verso l’interno) 1) tegole, 2) travetti, 3)guaina 4) perline. Al di sotto c’è il solaio in latero-cemento grezzo e al di sotto di questo ci sono quindi le camere da letto. Il soffitto delle suddette camere è stato a suo tempo ribassato con del carton gesso. Avendo notato un certo consumo di metano e prima di spendere soldi per una caldaia vorrei provare a risolvere il problema coibentazione tetto, o meglio solaio sottotetto. La casa si trova in zona E 2693 gradi giorno. 800 metri s.l.m.. Inverni lunghi piovosi e rigidi. Nelle camere da letto che sono situate proprio sotto il sottotetto(non so se mi sono spiegato) si avverte il freddo invernale nonchè il caldo estivo. D’inverno, coi caloriferi accesi la temperatura che nel resto della casa è di 21 gradi, nelle suddette camere è di 16/17°. i muri perimetrali dell’abitazione ,libera dai 4 lati, sono dotati di cappotto. Avevo pensato alla lana di roccia. Ci vuoleil freno al vapore?Per tante ragioni non fibre di legno e/o sughero.
    Grazie

  25. Massimo

    Grazie davvero dell’interesse.
    Dopo i suoi cosigli ho rivisto la stratigrafia come segue:

    soffitto:

    - perline legno ( 2cm )
    - freno a vapore impermeabile
    - massetto autolivellante ( per chiudere, sigillare e mettere in piano )
    - pannelli semirigidi in fibra di canapa ( 10 cm )
    - assi in legno ( 4 cm)

    pavimento:

    - perline in legno ( 4cm )
    - barriera al vapore
    - pannelli semirigini in fibra di canapa incollati alle perline ( 10 cm )
    - pannelli XPS ( 3cm schiumati per tappare ogni spiffero tra le travi )
    - perline in legno ( 2 cm)

    spero di essere sulla strada buona!
    Grazie ancora e buona giornata

  26. Federico Sampaoli Post author

    Un volume esterno, in legno, che riceve una coibentazione, che dovrà garantire la tenuta all’aria, che diventerà ambiente riscaldato ecc, io credo richieda molta attenzione e corrette valutazioni per divenire una zona ampliamento senza difetti.
    Le stratigrafie, le sigillature, le impermeabilizzazioni, le finiture devono tutte collaborare a creare un nuovo ambiente senza forti dispersioni termiche, senza passaggi d’aria incontrollati, senza condense interstiziali, senza propensione al surriscaldamento estivo, con una certa protezione acustica ecc ecc

  27. Massimo

    Grazei dell’interessamento,
    ho letto l’articolo da Lei suggerito e mi sembra di capire che sarebbe meglio isolare con pannelli in fibra di canapa o fibra di legno.
    Inizialmentem pensavo più facile l’utilizzo di rotoli di lana di roccia in quanto avrei pututo seguire più facilmente lecurve delle travi andando a coprire e ‘tappare’ ogni buco ma potrei forse ottenere lo stesso risultato applicando pannelli e poi riempiendo con scarti nelle zone non lineari vicino alle travi.
    Cosa intende per progetto ad hoc?
    Grazie e buona giornata

  28. Massimo

    Buongiorno,
    sto ristrutturando una casa molto vecchia e abbiamo deciso di chiudere un balcone fatto con pavimento e soffitto in legno.
    Per isolare l’assito del pavimento ( spesso circa 3/4 cm di castagno )
    avevo pensato di riempire di lana di roccia tra le travi in legno che sorreggono l’assito e poi chiudere con un perlinato più leggero ( spesso 2 cm ).
    Il soffitto invece volevo lasciarlo a vista e isolare da sopra stentendo sempre della lana di roccia intervallata da listelli su cui montare la nuova perlinatura per rendere calpestabile il soffitto.
    quindi le stratigrafie nel dettaglio:

    soffitto:
    perline 2cm
    lana di roccia 10 cm
    legno 4cm

    pavimento:
    legno 4cm
    lana di roccia 10 cm
    legno 2cm

    Sono in zona E.
    Potrebbe andare? quali accorgimenti mi consiglia per isolare bene tra le travi e la lana di roccia? devo mettere un freno al vapore?
    grazie e buona giornata!
    Massimo

  29. Luca83

    Buonasera Federico.vorrei chiederle una informazione sull’utilizzo di un cappotto esterno in lana di roccia:è vero che in zone climatiche fredde come la E o F non va bene perché soffre l’umidità e si formano macchie sulla facciata esterna?mi hanno detto che invece è un’ottima soluzione se utilizzato in zona centro e sud Italia.mi chiedo allora perché venga cosi utilizzato nelle nostre zone della pianura padana,anche in edifici di qualità.se un sistema è certificato e se ai convegni\corsi che ho frequentato mi è stato detto che un’ottima soluzione,direi che queste “dicerie” non sono veritiere.grazie Luca

  30. Federico Sampaoli Post author

    non capirò mai come si può investire tanti danari per acquistare del legno e poi separarlo dall’ambiente interno con lana di roccia?

    come chi sceglie un pavimento in legno e lo copre di vernice. non capirò mai.

    Premesso che le pareti in X-lam sono già dei buoni freni al vapore io sceglierei solo materiali naturali per la coibentazione anche perchè offrono protezione acustica, sono salubri (anche durante il cantiere) e proteggono dal caldo.

    Se l’intercapedine sul lato interno doveva servire agli impianti, meglio realizzare vani tecnici su un lato delle pareti ;-)

  31. giorgio

    io sto progettando una casa in xlam e nella parete interna ci sarà una intercapedine di cartongesso riempita di 4-5 cm di lana di roccia…
    quali sono gli svantaggi di questo sistema?
    sarebbe meglio lasciare l’intercapedine vuota e aumentare l’isolamento del cappotto esterno?
    grazie.

  32. Federico Sampaoli Post author

    Padova è la mia città,

    Migliorare l’isolamento termico della parete in Poroton con un isolante anche artificiale, è corretto e migliorerà molto il contenimento delle dispersioni.
    Il trucco di evitare le tracce per gli impianti e coprire le pareti con cartongesso è una decisione sbagliata per due motivi:
    perdete l’aspetto positivo di avere un involucro interno in impasto cotto di argilla cruda
    non garantite la tenuta all’aria dell’involucro perchè lasciato “grezzo” sotto il cartongesso
    peggiorate la prestazione estiva della struttura

    La decisione di avere ulteriore isolante sul lato interno non la consiglierei mai, per mille motivi, se proprio sogno di avere 3-4 cm di potere isolante in più commissionerò un sistema a cappotto sul lato esterno di 14cm. anzichè 10cm.

  33. Dario Torri

    Salve,
    Io e mia moglie stiamo costruendo la nostra casa. Le pareti sono in poroton da 30 cm e all’esterno verrà posato un cappotto in EPS da 10 cm. Per l’interno abbiamo optato per una soluzione a secco con contropareti e pareti divisorie in cartongesso.
    Per rapidità e pulizia del cantiere sulle controparete abbiamo deciso di creare l’intercapedine per il passaggio degli impianto con la lana di roccia a creare un cappotto interno che si va ad aggiungere a quello esterno.Rischio di incorrere in problemi di umidità all’interno dell’abitazione. La nostra zona climatica è la “E”. Padova
    Saluti e grazie fin da ora per l’attenzione.

  34. Federico Sampaoli Post author

    quando è risolta l’umidità di risalita ed eventuali infiltrazioni d’acqua si può scegliere qualsiasi soluzione di coibentazione interna.
    la posa della fibra di legno specifica per coibentazione interna vuole sul lato freddo un intonaco assorbente ad azione capillare.
    le spallette interne finestra vanno anch’essi coibentati.
    verificare la tenuta all’aria dei collegamenti dei serramenti!
    Se la posa del telo sarà perfettamente ermetica e non sarà rovinata da passaggi di impianti, il sistema non si rovinerà.

  35. maria

    Buonasera,
    devo ristrutturare un appartamento posto ad un piano terra, rialzato di un metro rispetto al piano stradale.
    Le mura sono pareti portanti fatta con mattoni pieni e calce, spesse 40 cm.
    Ci sono forti problemi di umidità di risalita ed in più, tutta la zona notte ed il bagno sono esposti a nord.
    Per risolvere il problema dell’umidità, verrà fatto un vespaio aerato, posto un sistema radiante a pavimento, e posta una barriera chimica lungo le mura perimetrali (spero basti).
    In più, sulla parete esposta a nord, vorremmo porre dell’isolamento interno (ad esempio fibra di legno), il freno al vapore e poi cartongesso.
    Il dubbio è: essendo che rimane sempre un piano terra, nonostante tutti gli interventi da farsi, il cartongesso e la fibra di legno possano soffrire di un’ipotetica umidità che potrà formarsi in futuro, e dunque rigonfiarsi e rovinare il tutto.
    Questo dubbio è infondato, oppure c’è da utilizzare altri materiali, in questo caso, per effettuare il cappotto interno?

    Grazie mille in anticipo per la risposta

  36. Federico Sampaoli Post author

    correggo, Ho problemi di muffa dovuti allo sbalzo termico in prossimità del solaio e all’eccessiva umidità relativa interna.

    Monitorare l’umidità è importante, altrimenti il rischio muffa è sempre dietro l’angolo. Invece del polistirene userei calcio silicato che ha anche un PH elevato. Evitando la posa del polistirene e del controsoffitto risparmierete pure!

  37. salvatore

    buona sera,
    sono il proprietario di un bar di circa 100mq. Attualmente il locale ha solo il piano terra e la copertura è un semplice solaio da 25cm non coibentato. Ho problemi di muffa dovuti allo sbalzo termico in prossimità del solaio.Non posso coibentare all’esterno per mottivi che non stò ad elencare e quindi pensavo di risolvere incollando all’ intradosso del solaio un coibente in polistirene da 10 cm e controsoffittando con cartongesso a circa 10cm dal coibente.
    il coibente funzionerebbe meglio se appoggiato al cartongesso?
    dovrei uttilizzare una barriera al vapore?
    ringrazio anticipatamente

  38. Federico Sampaoli Post author

    l’acqua cambierebbe le proprietà isolanti e obbligherebbe prima o poi al ripristino.
    qualsiasi materiale va calcolato insieme alla stratigrafia di fatto.

  39. Paki

    su tetti piani ho letto della possibilità di usare materiali naturali che tengono meglio l’acqua rispetto alla fibra legno, tipo lana legno legata a cemento oppure sughero. Che ne pensa ? Li potremmo usare sul terrazzo, chiaramente inguainati a caldo e poi andremmo col gres ? O si rischierebbe comunque che cedano di spessore come la fibra legno se ci fosse infiltrazione di acqua?

  40. Federico Sampaoli Post author

    evitando la fibra di legno restano materiali artificiali (meno adatti alla protezione estiva).
    in ogni caso, per evitare delusioni, il suo ingegnere dovrebbe calcolare lo sfasamento che si ottiene con l’intervento, qualsiasi esso sarà.
    altrimenti scoprirete l’estate prossima se l’investimento è stato buono o cattivo.

  41. Paki

    mi riferivo alla soluzione drastica di smantellare tutto e rifare il pacchetto sul terrazzo. Con quale materiale isolante soprattutto per il caldo estivo?

  42. Federico Sampaoli Post author

    pensavo di insufflare lateralmente senza danneggiare l’impermeabilizzazione.

    dall’esterno posso isolare solo con xps che poi va protetto e fermato zavorrando (ghiaia, piastre o latro).

  43. Paki

    dovendo insufflare dall’alto, dovremmo fare circa 35 fori, cioè forare in successione marmetta,massetto e tavella(sui cui poggia il massetto). La tavella sicuramente si sbriciolerebbe(e bisogna anche considerare il rischio di poter prendere i punti di nervatura su alcune tavelle) e sarebbe impossibile da ripristinare. Credo che si avrebbe una superficie con 35 punti di fragilità. Non vorrei correre il rischio che un domani il secondo solaio crolli in qualche punto, non crede?
    Su un terrazzo piano calpestabile, che materiale consiglierebbe(eviterei fibra legno perchè tetto piano con pendenza <2% e se si bagna son dolori) ?

  44. Paki

    L’ingegnere aveva pensato di riempire la camera d’aria dall’alto ma poichè bisognerebbe fare circa 35 fori sul terrazzo, si rischierebbe di compromettere la tenuta della guaina(che verrebbe rattoppata) che ha tenuto per 30 anni. Riempire dall’interno significherebbe forare 24 cm di solaio e non è il caso perchè ci sarebbe inoltre la rete d’armatura.
    L’alternativa più costosa è smantellare il doppio solaio e ripartire da zero(con quali materiali?); in questo caso dovrei interpellare l’altro proprietario e vedere se vuole affrontare la spesa.

  45. Federico Sampaoli Post author

    sempre pochi sono i benefici nell’isolare dall’interno. è impossibile progettare una coibentazione sull’estradosso (isolare dall’esterno)?

  46. Paki

    salve, mi trovo in zona C e ho il problema del caldo estivo nell’appartamento all’ultimo piano(sopra vi è un tetto piano:solaio laterocemento da 22cm, camera d’aria da 10cm,massetto su tavelle ed infine marmette in cemento). Mi converrebbe coibentare dall’interno facendo una controsoffittatura con materiali naturali tipo kenaf,canapa o lana roccia (eventualmente anche polistirene) più freno vapore o barriera vapore? Avrei dei benefici?

  47. Federico Sampaoli Post author

    io evito sempre di consigliare lane di roccia o di vetro se all’interno (oltre alle fibre c’è la formaldeide).
    isolando dall’interno l’ambiente non sarà molto confortevole in estate (leggi http://espertocasaclima.com/temi/coibentazione-dall-interno/ ) perciò consiglio fibra di legno fino a 6cm e argilla. Il fondo andrebbe a pareggiare il muro grezzo. Bene per il riscaldamento a pavimento (tenere conto della coibentazione per il dimensionamento dell’impianto.

  48. Giorgio

    Buonasera e complimenti per il blog!!! Devo isolare internamente (ahimè!) un garage che trasformerò soggiorno/cucina (circa 50mq). Zona climatica E. Esposizione a nord. Stratigrafia esistente, dall’esterno: intonaco 20mm – blocchi poroton 300mm (non c’è intonaco interno). Pensavo di eseguire una controparete autoportante in tutto il perimetro del locale inserendo lana di roccia 80kg/mc da 70mm + doppia lastra (ctg con F.V. + gessofibra). Eseguendo questo tipo di controparete mi ritroverò per forza di cose ad avere un’intercapedine d’aria tra il muro grezzo esistente e l’isolante (data l’irregolarità del muro stesso). Devo fare in modo di ventilare questa parete? Vorrei evitarlo per non aver eventuali dispersioni di polveri minerali nel locale, ma non vorrei nemmeno avere condensa interstiziale.. Eventulamente al posto della lana cosa potrei utilizzare con un buon rapporto qualità/prezzo? Ho intenzione di far posare riscaldamento a pavimento. Può essere un bene od un male con un cappotto interno?
    Grazie mille!

  49. Pingback: non voglio riflettere su come diminuire il passaggio di vapore acqueo nella stratigrafia o su che materiali mi possono aiutare a ottenere un involucro interno con elevata igroscopicità o come moderare la produzione di umidità interna, voglio ragionare su

  50. Federico Sampaoli Post author

    Mille incertezze aiuteranno a scegliere più accuratamente!
    Avete letto questi articoli?
    http://espertocasaclima.com/isolamento/isolare-dall-interno-gli-errori-lasciamoli-allesterno-fuori-dal-progetto/
    http://espertocasaclima.com/isolamento/isolare-dall-interno-meglio-materiali-igroscopici-traspiranti-e-capillari/
    Senza che io mi ripeta, se progetto un isolamento termico dall’interno lo faccio così http://espertocasaclima.com/isolamento/isolare-dall-interno-dati-climatici-e-dati-sensibili/
    Avete due strade:
    Potreste leggere alcuni posts che ho scritto sull’argomento per avere le idee più chiare e andare a “stimolare” il Vostro progettista a lasciare la via poliuretano+barriera al vapore.
    Potreste incaricarmi di una proposta di progetto per coibentazione interna per raccogliere preventivi e ragionare sulla prosecuzione del cantiere.
    a presto

  51. patrizia

    Buongiorno, i tramezzi sono ancora da fare…
    La casa verrà utilizzata per ora da noi (3 persone) per un massimo di 2 mesi d’estate (Luglio-Agosto) e d’inverno (Dicembre)….
    Il perito aveva scelto 5 cm di poliuretano + cm 8 di tramezzo (?) da intonacare….e tra il poliuretano e il tramezzo avrebbe messo la barriera vapore.
    Leggendo in questo sito le sue indicazioni mi sono venute mille incertezze….

  52. Federico Sampaoli Post author

    Freno al vapore o barriera al vapore… prima bisognerebbe decidere il tipo di materiale coibente e successivamente ragionare su come proteggerlo.
    E per decidere la coibentazione è necessario capire come andrà vissuta la casa, da quante persone, con che frequenza, in che periodi dell’anno abitata e in quali disabitata. Sicuramente la coibentazione interna impone altre scelte: contatti tra mura esterne e tramezze interne, altri ponti termici da mitigare, posizione dei serramenti ed eventuale ventilazione meccanica controllata. Fin che la casa è in costruzione tutto è ancora possibile.

  53. patrizia

    Buongiorno, avrei bisogno di un consiglio….
    Ho una casa in provincia di Udine a circa 800 slm, attualmente in costruzione come casa vacanza…
    Ho struttura portante di cm 30 poraton (laterizio) ed esterno già intonacato con graffiato da cm 2.5, quindi dovrei scegliere l’isolamento interno…
    Mio marito ha paura dell’odore di muffa che possa formarsi nel periodo in cui rimane chiusa, quindi mi pare di capire che dovrei scegliere un freno vapore e non una barriera vapore che ci aveva consigliato il perito…
    Come isolamento cosa mi consiglia? e che spessore?
    grazie mille e a buon rendere….:-)

  54. Federico Sampaoli Post author

    zona climatica?
    qualità e spessore cappotto esterno?
    qualità e spessore coibentazione tetto?
    tipo di riscaldamento?
    posizione dei radiatori (se radiatori)?
    areazione?
    monitoraggio umidità interna fatto?

  55. paolo

    Salve le espongo il mio problema,ho una mansarda con termocappotto esterno ma d’estate è caldissima mentre d’inverno naturalmente freddissima,inoltre ogni anno ripitturo le pareti con anti muffa ma il problema si ripresenta.Quindi pensavo di risolvere il tutto con un isolamento interno senza ridurre troppo lo spazio della stanza.In attesa di una sua risposta le anticipo cordiali e dovuti ringraziamenti

  56. Federico Sampaoli Post author

    a parte che lei comincia a essere in forte debito con me… perchè non ha donato nemmeno un’euro al sostegno del blog :-(
    io non posso benedire questa scelta. non so se la casetta è in zona Dobbiaco o Palermo ma certamente il pannellino sandwich con l’eps incollato in mezzo può anche funzionare un po’ d’inverno ma d’estate avrà costruito un forno! Non parlavamo di fibra di legno?
    Volete stare in una casetta di legno soffocata da VOC e formaldeide? Io non ho desunto dalle schede tecniche del produttore di che osb si tratti ma so che solo l’osb4 è privo di formaldeide e l’eps, pare, che rilasci un pochino di VOC anche se posato esternamente alla muratura… Naturalmente sono cose di cui si parla solo in Germania.

    Spessore di isolamento? http://espertocasaclima.com/isolamento/isolamento-invernale/spessore-del-cappotto/
    http://espertocasaclima.com/isolamento/isolamento-invernale/meglio-un-cappotto-di-pochi-centimetri-o-meglio-non-intervenire/

  57. Roberto

    Come volevasi dimostrare… sono ancora qui :)
    Semplicemente perché mi sono imbattuto in pannelli già perlinati che mi eviterebbero qualche passaggio. Vorrei quindi la sua benedizione perché è ovvio che la ditta in questione ne parlerà soltanto bene.

    Se applicassi alle pareti interne solo freno a vapore e questi?

    http://www.re-pack.it/sandwich-autoportante.html

    In caso di risposta positiva, su che “spessore” dovrei orientarmi per stare tranquillo senza mangiare troppo spazio?

  58. Roberto

    Inaugurazione? E’ prestooo! Condiderato che la casina debbo ancora acquistarla :)

    Grazie x le preziose info

  59. Roberto

    Ultima domanda (spero) riguardante l’assemblaggio dei vari strati. Per incollare pannelli in legno e perlinati si usa sempre la Stamcoll? Mai chiodi?

  60. Roberto

    Il tetto è sempre in legno massello spesso 28mm. Può essere finito con una copertura leggera in bitume o plastica, o con vere tegole di cotto.
    Magari lui può essere coibentato dall’esterno, prima di mettere le tegole?

  61. Federico Sampaoli Post author

    provate a vederla così: se fate tutta la spesa del materiale coibente e poi montate le perline per chiuderlo dentro e poi vi accorgete che da qualche parte passa aria o vento o qualche goccia di pioggia o voi con l’uso provocate del vapore che da qualche parte passa e condensa…. Allora tutta l’opera sarà da buttare.
    Con il cartongesso potreste fare la pelle interna e proteggere bene l’isolante, ma posarlo tagliarlo rasarlo rifinire le fughe è una cosa facile per un pittore ma non per chi lo fa la prima volta.
    Stendere un telo con il nastro e poi giocare al fai da te con le perline è invece una passeggiata (per chi piace lavorare un po’).
    Il tetto non so come sia fatto ora.

  62. Roberto

    Grazie per la risposta. Un lavoraccio in effetti. La casetta in legno sara’ utilizzata un ora al giorno max, come palestra, quindi vorrei renderla piu’ accogliente ma non credevo di dover lavorare con tutti questi strati…

    Tutto questo andra’ fatto anche per il tetto?

  63. Federico Sampaoli Post author

    già che è di legno…stiamo sulla fibra di legno. se non rasiamo o pannelliamo con fibra di gesso non abbiamo la “pelle”, questo è l’unico problema.
    Però forse il problema non esiste perchè nessuno abiterà la baita 4×3 in modo continuativo! (o forese sì???) (interessante!)
    Ma se volessimo eseguire la coibentazione con le massime attenzioni dovremmo eseguire una stratigrafia dall’esterno all’interno come segue:
    1) parete casetta
    2) Telo permeabile al vapore STAMISOL FA per facciate ventilate permeabile al vapore sD ~ 0,09m, impermeabile all‘acqua, resistenza illimitata agli agenti atmosferici e resistenza illimitata ai raggi UV, posto in opera a secco incollato con STAMCOLL ad azione rapida e duratura con giunti sovrapposti di 10 cm. Dimensioni: 2,5 m x 25 m ( http://www.naturalia-bau.it/media/c3fc2f22-ef0d-4437-97ae-97cedd3bf3d1/stamisol-it-fa-posa.pdf )
    3) fibra di legno
    4) una barriera all‘aria e freno al vapore (per es. pro clima INTELLO offre resistenza a diffusione igrovariabile: valore sd maggiore 10 m nel clima invernale e 0,25 m con retrodiffusione estiva) ( http://www.naturalia-bau.it/it/prodotti/93-solutions-proclima-intello.html )
    5) altre doghe per “nasconderli”

    un lavoraccio vero?

  64. Roberto

    Salve, io sono obbligato a coibentare dall’interno ma parliamo di una casetta da giardino in legno (4×3). Pensavo di incollare pannelli isolanti (fibra di legno? Sughero?) alle pareti attuali e poi ricoprirli con altre doghe per “nasconderli”. Vorrei insomma lasciare l’effetto “baita” invece di rasare-pitturare perche’ non stiamo parlando di una stanza in muratura.

    E’ un approccio sbagliato secondo lei?

  65. Federico Sampaoli Post author

    se ho ben capito: il muro controterra viene liberato dalla terra (momentaneamente) per posare la coibentazione. il muro non ha risalita capillare, è sano.
    potete evitare la spesa dei pannelli in vetro cellulare ed incollare xps (insensibile all’acqua).
    potete proteggere la coibentazione con una guaina bugnata appoggiata ai pannelli prima del reinterro

  66. gerardo

    Grazie del consiglio, avrei da chiederle un’altra cosa.
    Sto per realizzare un cappotto esterno in eps 100, su casa posta lungo un pendio, con un piano seminterrato (ingresso a sud)e con il piano superiore destinato ad abitazione (ingresso a nord):
    Per arginare ponte termico di solaio superiore (sostenuto da muro controterra) ed eventuale risalita capillare dell’umidità dal terreno sul cappotto, sarebbe corretto per quanto possibile scavare terreno posto contro il muro e collocarvi una fila di circa un metro di pannelli in vetro cellulare e far partire subito sopra i pannelli in eps??
    La ringrazio in anticipo per sua cortese attenzione.

  67. Federico Sampaoli Post author

    che il telo sia un freno al vapore con posa corretta è già una garanzia contro i danni dai passaggi incontrollati di vapore.
    il senso è rallentare il passaggio perchè il poco che passa sia “regolamentato” e smaltibile senza zone di condensa.
    quindi l’importanza sta non tanto nello scegliere la resistenza del freno quanto piuttosto nell’attenzione alla posa.
    è bene che non si sottovalutino punti come prese elettriche, canalizzazioni o fessure!

  68. gerardo

    In riferimento a quanto su detto, in base a quali parametri mi regolo sulla scelta della sd del freno vapore??
    In attesa di vostra cortese attenzione vi porgo cordiali saluti

  69. Pingback: I condomini si oppongono al sistema di isolamento esterno. Abbiamo portato semplici esempi di risparmio senza ottenere un sì. Isoleremo dall'interno con calcio silicato e lana di roccia | esperto Casa Clima

  70. Federico Sampaoli Post author

    Visto che è una casa interessante, se volete potete raccontare altri dettagli del Vostro intervento. Forse anche altri lettori avrebbero piacere e forse altri del campo vorrebbero intervenire con esperienze e consigli. a Voi la palla

  71. andrea

    bene se ho ben capito non ci son più dubbi sulla strada che devo seguire, giusto!? La casa sorge in provincia di sondrio a 1000 m slm! E la muratura e’ del tipo doppio…sasso esterno, sasso interno e in mezzo calcina e scarti di lavorazione! Poi negli angoli o nelle mazzette sulle porte e finestre i sassi venivan incrociati! Allora son apposto!? Grazie mille!

  72. Federico Sampaoli Post author

    posando cartongesso con freno al vapore e uno strato di lana di roccia sul già posato isolamento interno aumentate l’isolamento e vi proteggete dai rischi di condensa sicuramente, per di più godete di un vecchio muro con pietre alettate con calce e la calce è ben permeabile al vapore (altro che il cemento).

    Nell’edilizia moderna e contemporanea, la calce trova impiego in ambiti molto ristretti, i leganti di tipo cementizio e polimeri di sintesi l’hanno sostituita ovunque e comunque, e del valore dell’antico legante rimane soltanto la memoria impressa negi edifici storici e nei trattati di arte ed architettura. http://www.forumcalce.it/cose_calce.htm

    Se l’ambiente al piano di sopra è abitato sarà sempre circa a 20 e più gradi, quindi inutile isolarsi. Dove sorge la casa?

  73. andrea

    rieccomi di nuovo, non mi mandi a quel paese ma ho ancora qualche domanda! E’ qualche giorno che viaggio da una pagina all’altra su internet e mi sembra di capir che quello della condensa può proprio esser un serio pericolo… Ho trovato anche il cartongesso con già abbinato un freno vapore e un ulteriore strato di lana, marca knauf! Potrei andar ad incollar quelli direttamente sul mio cappotto…che ne pensa!? Potrò così star tranquillo senza il pensiero di eventuale condensa!? E siccome parte di vapore attraverserà il freno…quello non mi andrà a condensare!? Nemmeno in cucina e bagno dovrò utilizzare la barriera vapore!? Altra cosa…sul soffitto, visto che il piano sopra e’ abitato, posso rasare tranquillamente i miei pannelli in lana senza doverli rivestir col cartongesso con freno vapore!? Se avessi usato poliuretano espanso il freno vapore avrei dovuto usarlo comunque!? Ringrazio in anticipo per i preziosi consigli…

  74. Federico Sampaoli Post author

    Se ho compreso bene avete posato sul tetto in laterocemento la lana di roccia (pannelli di lana di roccia ad alta densità?), poi guaina catramata (catrame?), i listelli quindi sono appoggiati sull’isolante. L’errore sta nella guaina catramata che si comporta come barriera al vapore mentre era bene posare una guaina permeabile al vapore ma con tenuta all’acqua. Se la situazione ora è questa succede che nella fase invernale l’isolante accumulerà dell’umidità che potrà essere smaltita solo nella stagione estiva quando il percorso dell’umidità sarà tendenzialmente contrario a quello invernale. Attenzione quindi a produrne il meno possibile. Fatemi sapere…

  75. Domenico

    Salve. vorrei farvi una domanda o meglio chiedere un consiglio.
    Ho messo sul tetto come isolante la lana di roccia con spessore da 8 cm.
    Senza usare la barriera a vapore pero prima di posare le tegole hi usato del catrame. Che rischio potro avere senza aver usato la barriera al vapore?
    Grazie in anticipo.

  76. andrea

    prima cosa ringrazio di cuore per il consiglio datomi, credo di aver capito il concetto… un’ altra cosa…visto che in commercio ci son gia pannelli in cartongesso con barriera vapore interna, allora non fanno al mio caso!!? quindi la mia soluzione sara’ freno vapore, strutturina in metallo e artongesso. posso andar tranquillo!?

  77. Federico Sampaoli Post author

    più che una barriera ci vorrebbe un freno al vapore. questo aiuta a tenere sotto controllo (a freno) la migrazione del vapore verso l’esterno nella stagione fredda. se cercherete di posare una barriera al vapore è come se rivestiste dall’interno la casa con del vetro. una barriera al vapore, anche se posata con grande cura potrebbe comunque presentare dei punti deboli o non a tenuta (errori, sviste, difetti)…facendo sì che proprio da questi punti passerebbe tutto il vapore in zone concentrate. Immaginate anche una scatola di derivazione o semplicemente un punto presa con il suo tubo corrugato per il passaggio dei fili elettrici: già questa può diventare un foro nella barriera! Un buon lavoro di nastratura e attenzione può proteggere l’isolamento da questi punti deboli! spero di essermi spiegato: vale il principio del buon senso: se alcuni punti saranno trascurati tutto il vapore acqueo passerà di lì creando alte concentrazioni di umidità e dunque di probabile condensa al contatto con la fredda muratura esterna (centenaria). aggiungo che se un freno al vapore permette l’asciugatura/smaltimento nella stagione calda, la barriera al vapore si tiene tutto dentro! fateci sapere cosa avrete fatto. grazie

  78. andrea

    piu’ che un commento vorrei porvi una domanda…
    ho isolato un appartamento dall’interno con pannelli in lana di roccia per cappotto. non ci son ponti termici visto che e’ stato fatto l’ impianto di riscaldamento a pavimento e son stati posati dei pannelli isolanti, il soffitto e’ sempre stato cappottato in lana di roccia, e le stramezze son state fatte dopo! considerando che la muratura e’ di uno spessore di 60/70 cm ed e’ in pietrame e calce (106 anni di vita!) volevo sapere se potevo andar avanti con la rasatura e la finitura dei pannelli o e’ meglio considerare di porre una barriera al vapore e cartongesso (e’ indispensabile?)
    sicuro di una vostra risposta esauriente alla mia e-mail porgo cordiali saluti

  79. Pingback: La muffa ama gli angoli. Gli angoli sono detti ponti termici geometrici, zone di concentrazione del flusso termico. Gli spigoli e i vertici costituiscono una via privilegiata per gli scambi di calore da e verso l'esterno proprio perchè la porzione di supe

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