Le facciate diventano verdi?

“Con tutto quello che abbiamo speso… adesso le facciate stanno già diventando verdi! Con chi possiamo prendercela? Con il progettista? Con la squadra che ha realizzato il cappotto?”

Sempre più spesso committenti insoddisfatti mi fanno questa insistente domanda!

 finitura-cappotto-esterna

Le facciate rivestite dal sistema a cappotto tendono ad “inverdirsi”: sono formazioni di alghe e spore. A mio figlio spiegherei – è la natura

Quando il cielo è sereno le notti diventano molto fredde e l’involucro dell’edificio cede il calore alla volta celeste raffreddandosi notevolmente, tanto da formare condensa. Un po’ come succede alle nostre auto quando sono parcheggiate all’esterno.

Questa condensa non è altro che acqua e l’acqua è l’ingrediente fondamentale per creare questo “rivestimento vegetale”. Anche la nebbia favorisce questo fenomeno di “inverdimento”.

Per consolazione posso ricordare ai sofferenti proprietari di case “inverdite” che il fenomeno è anche un segno di buona qualità dell’aria, come lo sono la presenza di libellule o lucciole notturne. E’ la natura!

Non ci sono rimedi se non una progettazione più accurata (o più previdente):

  • gli sporti del tetto un po’ troppo risicati non proteggono adeguatamente le facciate dalle piogge e tendono ad aumentare l’umidità presente.
  • gli intonaci esterni troppo ruvidi favoriscono la crescita del verde

In ogni caso Vi posso assicurare che si tratta solamente di un problema estetico e nient’altro.

W IL VERDE,  M IL GRIGIO!


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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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7 pensieri su “Le facciate diventano verdi?

  1. CESIsrl

    Impresa CESI srl ha messo a punto un sistema per evitare la formazione di muffe e alghe sulle facciate con garanzia superiore ai 10 anni che vengono forniti dai produttori di rivestimenti a intonaco.
    Numerosi esempi realizzati su edifici condominiali sono consultabili sul nostro sito web.

  2. Pingback: Sì, il tassello è causa di dispersione di calore attraverso l'isolamento termico, ma non è per questo che qualcuno si lamenta. Capita invece che dopo qualche tempo, a cappotto finito ed edificio abitato, ci si accorga di poter "leggere" sulla facciata tan

  3. Pingback: Vogliamo evitare il più possibile che le facciate inverdiscano? optiamo per un rivestimento silossanico: questo materiale ha una superficie microporosa, ma idrorepellente. E' un rivestimento traspirante. | esperto Casa Clima

  4. Federico Sampaoli Autore articolo

    all’aumentare della coibentazione esterna dell’involucro edilizio i ponti termici non corretti (qualsiasi essi siano) vengono “evidenziati”. Intendo con “evidenziati” la loro accentuazione! E’ tutta lì che andrà l’umidità ambiente! Come la lattina estratta dal frigo che diventa un “parafulmine” per le goccioline che condensano (si formano) sulla superficie.
    Io dico sempre che i ponti termici vanno corretti sempre. Eviteremo rischi di condense ed eviteremo che i committenti ci odino: è interesse di ogni progettista avere committenti soddisfatti!
    Le Norme UNI TS 11300 sono arrivate per definire una metodologia di calcolo univoca per la determinazione delle prestazioni energetiche degli edifici e sono divise in parti: ma non saprei se avesse senso che si considerassero le infiltrazioni d’aria visto che gli edifici del domani dovrebbero assolutamente garantire la tenuta all’aria.

  5. Marco de Pinto

    Buon giorno, sono a chiedere una sua considerazione in merito al terribile ponte termico: Il ponte termico creato per vari fattori, diversamente a quanto credono molti miei colleghi è facile che questo come valore W/mk aumenti anzichè diminuire qualora si aggiungano sempre più cm al cappoto esterno (senza migliorare un P.T.), secondo lei è più importante considerare solamente la temperatura superficiale interna, perchè non si verifichi la proliferazione della muffa con condizioni dell’80%, oppure lei ha degli standard di valori W/mk da raggiungere e non superare? Cosa mi consiglia? In secondo luogo gli ombreggiamenti da fattori esterni sull’edificio, a quanto mi risulta da valutazioni che eseguo in cantiere mediante inclinometro e poi inserisco nel software sono direi fondamentali e da non sottovalutare durante sia il periodo invernale che estivo nonchè degli aggetti esterni. Sono piuttosto amareggiato ma non demordo dal fatto che altri non li considerano nemmeno riuscendo a portare gli edifici in classi ottime (Sono della provincia di Trento) cosa ne pensa lei ? e in merito ad una valutazione abbastanza veloce di come il sole interagisce sui serramenti, anzichè calcolarlo a mano. E per ultimo sa dirmi se nelle future UNI-TS 11300 verrà considerato l’effetto delle infiltrazioni d’aria sui Kwh/m2anno ? Ho provato a chiedere ai programmatori Edilclima se potessero ampliare il loro software per questa non piccola incidenza. La ringrazio per la pazienza di questa piccola lettura. Buon lavoro e complimenti per il servizio. Impeccabile Arrivederci

  6. Federico Sampaoli Autore articolo

    L’unico modo per attenuare questo biofilm è additivare l’intonaco e la tinteggiatura con prodotti contro la crescita di alghe e funghi, anche se intonaci e tinteggiature contengono sempre tracce di additivi organici. E dobbiamo ricordare che le spore trasprtate dal vento e “fissate” dalla pioggia trovano ottimi nidi nella rugosità della finitura! Il modo migliore di affrontare il problema con la committenza è spiegare in anticipo questo effetto “della natura”.

  7. Matteo Ramigni

    Notizia molto interessante, in quanto i clienti pensano che sia un difetto di costruzione da parte dell’impresa, cè una pittura che potrebbe almeno diminuire l ‘inverdimento?

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