Category Archives: normativa & detrazioni

Contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati

entro il 31 dicembre 2016!

no, si scherzava!

Non sono per le regole spietate, ma è ridicolo che tutto il tam tam e gli ultimatum fatti per l’installazione dei termoregolatori rientri nel Decreto Milleproroghe:

  • obbligo prorogato al 30 giugno 2017

Sembrava che ci fosse la pena di morte per chi non avesse installato dei contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati di riscaldamento entro il 31 dicembre 2016. Ora invece è spostato di sei mesi lo spauracchio delle sanzioni.

Eppoi le sanzioni che non prevedano differenze per fascia di reddito sono ridicole e ingiustificabili.


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Cosa aspettarsi dalla Legge di Bilancio per il 2017

Cosa aspettarsi dalla Legge di Bilancio per il 2017 ?
senza fronzoli, in sintesi, sono confermati:

  • Ecobonus 65% (efficientamento energetico delle singole unità)
  • detrazione 50% (interventi sulle singole unità immobiliari)
  • sismabonus
  • bonus maggiorati e graduati per i condomìni (65%, ma anche 70% se l’intervento interessa almeno il 25% dell’involucro e addirittura 75% per interventi che migliorino la prestazione energetica invernale + estiva)
  • credito di imposta per la riqualificazione degli alberghi

Sì benissimo, ma da che parte cominciare? come muoversi? il tempo vola. Un paio di settimane e il 2017 inizia a consumarsi. Facciamoci un piano, il periodo freddo è quello ideale per progettare!

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Detrazioni fiscali 2017 per l’edilizia 50% 60% 70% 75%

Detrazioni fiscali 2017 per l’edilizia: dolcetto o scherzetto?

Vengono riproposte anche per il 2017 le agevolazioni fiscali, e anche maggiori incentivi per alcuni interventi.

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  1. detrazione dall’IRPEF del 50% delle spese sostenute per interventi di ristrutturazione edilizia su immobili per uso residenziale (per proprietari dell’immobile, inquilini in affitto, usufruttuari, nudi proprietari):
  • manutenzione straordinaria
  • ristrutturazione edilizia
  • risanamento conservativo
  • manutenzione ordinaria delle parti comuni dell’edificio

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  1. detrazione dall’IRPEF del 65% delle spese sostenute per interventi di per la riqualificazione energetica (per proprietari dell’immobile):
  • involucro (pareti e finestre su edifici esistenti)
  • installazione di pannelli solari
  • sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale
  • acquisto e posa in opera delle schermature solari
  • acquisto e posa in opera di impianti di climatizzazione invernale dotati di generatori di calore alimentati da biomasse combustibili

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  1.  detrazione dall’IRPEF del 65% delle spese sostenute per interventi di efficienza energetica su parti comuni (fino al 31 dicembre 2021) di edifici condominiali e istituti autonomi per le case popolari

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  1. detrazione dall’IRPEF del 70% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su parti comuni (fino al 31 dicembre 2021) di edifici condominiali che interessino almeno il 25% della superficie disperdente lorda dell’intero edificio

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  1. detrazione dall’IRPEF del 75% delle spese sostenute per interventi di riqualificazione energetica su parti comuni (fino al 31 dicembre 2021) di edifici condominiali che conseguano almeno la qualità media di cui al DM 26 giugno 2015

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Sbagliata la causale del bonifico per agevolazioni fiscali da Ristrutturazione o Risparmio energetico?

E’ capitato anche a me: ho cliccato sulla causale abbinata al 65% pur volendo in realtà applicare la detrazione del 50% .

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E adesso?

Manteniamo la calma e andiamo avanti!

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l’Agenzia delle Entrate chiude un occhio sulla causale errata del bonifico effettuato per godere della detrazione sui lavori edili o finalizzati al risparmio energetico.

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Non è una boutade di esperto casaclima! è la Circolare 11/E dello scorso 21 maggio che lo dice.

La vostra agevolazione non è in pericolo!

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Non dormite appunto per l’errata indicazione della causale sul bonifico di versamento? il timore di perdere il treno dell’agevolazione viene a trovarvi ogni notte?

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L’Agenzia affronta nella Circolare 11/E proprio il tema dell’inversione della causale – quando il contribuente, commettendo una mera svista, riporta sul bonifico la causale della detrazione opposta a quella che intende richiedere.

il tuo coraggio

la tua allegria

la tua determinazione

ti porteranno alla vittoria!

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Tanto per fare il mio personale esempio: si potrebbe riportare la causale abbinata al 65% pur volendo in realtà applicare la detrazione del 50%. O anche viceversa. In questi casi, rassicura l’Agenzia, non c’è da preoccuparsi, visto che l’errata indicazione della causale non preclude la concessione del beneficio:

  • 50% 65%… Lo “scambio” di causale non compromette il bonus.

Ma per quale ragione la burocrazia è così clemente con noi?

Ce lo spiega il dott. Mario Maretto – La ragione sta nel fatto che il passaggio fondamentale ai fini dell’uno o dell’altro bonus, ovvero la ritenuta del 8% a titolo di acconto sul reddito dell’impresa destinataria del versamento, non è in ogni caso compromesso. La banca o l’ufficio postale, infatti, applicano di default la ritenuta, sia in presenza della causale che rimanda al 50%, sia di quella abbinata al 65%.

Di conseguenza, nell’ipotesi in cui l’indicazione nella causale del bonifico dei riferimenti normativi della detrazione per la riqualificazione energetica in luogo di quella per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sia dovuta a un mero errore materiale e non abbia pregiudicato l’applicazione della ritenuta d’acconto del 8%, si ritiene che la detrazione possa comunque essere riconosciuta, nel rispetto degli altri presupposti previsti dalla norma agevolativa.

Le medesime conclusioni si possono applicare anche nel caso opposto in cui, per un errore materiale, nella causale del bonifico siano stati indicati i riferimenti normativi degli interventi di recupero del patrimonio edilizio in luogo di quelli della detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici, fermo restando il rispetto dei presupposti per la fruizione di quest’ultima detrazione.

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In conclusione, prima di disperare… informarsi!

Qualunque sia la detrazione della quale il contribuente intende beneficiare, l’errata indicazione della causale non andrà a comprometterne l’applicazione, a patto però che sia tutto in regola con gli altri requisiti previsti (fatture, schede tecniche, asseverazioni, ecc).

Un errore, invece, che richiede necessariamente la correzione – pena la nullità dello sconto fiscale – è quello del cosiddetto bonifico “non parlante”, vale a dire quando sul bonifico viene dimenticata la causale. L’assenza della causale, infatti, non permette di effettuare la ritenuta del 4%, e automaticamente preclude la concessione del bonus.

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Calma!

in questo caso la soluzione è

  • far presente l’errore alla ditta
  • provvedere ad un secondo versamento con un nuovo bonifico (eseguito correttamente)
  • chiedere il rimborso dell’importo già pagato

PS: lo sapevate che esiste una proposta di legge “Disposizioni per la cessione dei crediti di imposta maturati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici mediante contratto di sconto con un intermediario finanziario”, presentata alla Camera dei Deputati? ne ho parlato qui.



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Pratiche edilizie, SCIA o CILA?

Sembra difficile, ma non è facile:

  • le manutenzioni ordinarie sono considerate attività di edilizia libera
  • le manutenzioni straordinarie leggere richiedono la CILA
  • le manutenzioni straordinarie pesanti richiedono la SCIA
  • nel caso di interventi di cambio di destinazione d’uso si presenta la CILA
  • per realizzare pertinenze serve il permesso di costruire, come per le ristrutturazioni urbanistiche e la costruzione di depositi
  • la eliminazione di barriere architettoniche è attività di edilizia libera, può esser necessaria la CILA se si installano ascensori estern
  • l’installazione di pannelli fotovoltaici a servizio degli edifici è attività di edilizia libera.

pratiche-edilizie-scia-cilaPoi Regioni e Province Autonome hanno margine di manovra e possono rafforzare le procedure richieste per alcuni interventi.

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Detrazioni 50% e 65% con ingiustizia sociale

C’è una proposta di legge “Disposizioni per la cessione dei crediti di imposta maturati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici mediante contratto di sconto con un intermediario finanziario”, presentata alla Camera dei Deputati.

Io non vedo un grande limite nel fatto della durata nel tempo (10 anni) della loro effettiva fruizione. Piuttosto mi appare un’ enorme ingiustizia sociale il fatto che dalle detrazioni siano escluse totalmente le fasce incapienti (gli impuri), ovvero i soggetti a più basso reddito.

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Per questa fascia della popolazione non rimane altra soluzione che il ricorso al lavoro nero, non è la ‘convenienza’ più immediata e veloce, preferibile al rimborso decennale, “tentazione” per soggetto con capienza Irpef (il puro).

Poi si dice che l’italiano non ha il senso dello stato…, non rispetta le istituzioni…, si arrangia…. Ma questo arrangiarsi è proprio frutto delle incapacità di gestire il paese dei governanti, non è una malattia o una moda. Ovvio che per alcuni (gli impuri), lo sconto immediato in cambio di una parziale non fatturazione dei lavori diventa l’unica strada per sentirsi al pari dell’altra fascia di italiani (i puri), che fiscalmente può accedere alle detrazioni fiscali.

Come le caste in India, l’accesso alle detrazioni è sottoposta alla “gerarchia” – dal più piccolo granello di sabbia alla più grande delle stelle. Ognuno ha un suo posto deciso e da questo non può uscire.

Voi cosa ne pensate?

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Tende da sole con detrazioni al 65%

Sia per l’acquisto che per la posa delle schermature solari (entro il 31 dicembre 2016 secondo l’articolo 1, comma 74, legge di stabilità 2016) possiamo approfittare della detrazione Irpef/Ires del 65% (10 quote annuali di pari importo).

Ricordo che le schermature solari devono proteggere una superficie vetrata, ed essere applicate in modo solidale con l’involucro edilizio (quindi non smontabili e rimontabili dall’utente come le arelle!) e non esposte a nord.

Rispetto alla superficie vetrata, è indifferente che siano all’interno, all’esterno o integrate, purché mobili e “tecniche”.

Ovviamente il lato interno è assai inefficace contro il surriscaldamento dei locali, così come avere facciate colpite dal sole con finitura scura:

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Mutuo casa, tasso applicato, euribor negativo e spread applicati

Ho letto nel Bollettino d’informazione del Centro Tutela Consumatori Utenti – supplemento al n. 29/36 che alcune settimane fa la Banca d’Italia aveva inviato una comunicazione a tutti gli Istituti bancari. Si richiedeva che, nel calcolo del tasso applicato ai mutui e agli altri finanziamenti bancari, i parametri base (euribor 1M, 3M o 6M) con valore negativo venissero detratti dagli spread applicati (le banche applicano, invece che i valori negativi, una soglia zero per i parametri di base).

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Tutti i mutuatari faranno bene a controllare se l’eventuale valore negativo dell’euribor applicato al tasso del proprio mutuo venga detratto dallo spread previsto per contratto oppure no.

La BCE (Banca Centrale Europea) in data 16.03.2016, ha abbassato nuovamente il tasso sui depositi, che ora registra un -0,40 %.

Se prendiamo, ad esempio, un mutuo di 200.000 con uno spread dell’1,5 % ed una durata di 15 anni, la detrazione del valore euribor ad 1 mese (- 0,33 %) porta ad un risparmio di circa 360,00 €/anno, rispetto all’ipotesi con applicazione di soglia zero per lo stesso parametro base.

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Serramentista, schermature mobili e il nuovo DM 26.6.2015

Tutto in vigore dal 1° ottobre 2015:

Sul Supplemento Ordinario n. 39 alla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015, è stato pubblicato il D.M. 26 giugno 2015 in cui si legge di “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici”. Il Decreto Ministeriale stabilisce i nuovi limiti energetici che devono essere applicati per legge all’involucro edilizio.

Per il serramento vengono posti nuovi limiti

  • trasmittanza termica Uw ulteriormente ridotta rispetto ai limiti imposti dal decreto 311/2006 + trasmittanza termica Usb del cassonetto
  • valore massimo per il Fattore Solare Globale g gl+sh che deve essere inferiore o uguale al 35% per le finestre esposte a Sud Est Ovest).

Dal 1° ottobre 2015 cosa deve fare il serramentista?

si occuperà di :

  • certificare il valore di Usb del proprio cassonetto per garantire la trasmittanza del sistema finestra in riferimento alla zona climatica
  • calcolare il Fattore Solare Globale g gl+sh e il g tot con l’utilizzo di un software accreditato
  • allegare la dichiarazione alla fattura.

 Abbiamo compreso bene questo Fattore Solare Globale g gl+sh?

appendice-b-ombreggiatura-obbligata-iva-agevolata-dm-26-giugno-01

 

Ce lo spiega il termotecnico con parole semplici:

il fattore di trasmissione globale di energia solare g gl+sh non deve superare 0,35

  • g è il fattore solare del vetro.
  • il pedice gl indica il contributo fornito dal vetro (fattore solare)
  • il pedice sh indica il contributo fornito dalle schermature. 

quindi g gl+sh di cosa tiene conto?

  1. del ruolo del vetro (glass)
  2. di eventuali schermature mobili (shading).

Il parametro g gl+sh va determinato considerando il soleggiamento del mese di luglio con l’utilizzo di delle schermature solari mobili (se presenti!).

Esempio:

se mettiamo un vetro con fattore solare g gl = 0,5 

la schermatura mobile deve schermare il serramento per almeno un 30%

risulta :

0,5 x 0,7 = 0,35 …  come dire… 0,5 – 30% = 0,35

 La norma non chiede sia una schermatura progettata fissa, può essere anche mobile ma fissa: nella valutazione di progetto o nella valutazione standard si prende in considerazione solo l’effetto delle schermature mobili permanenti, cioè integrate nell’involucro edilizio e non liberamente montabili e smontabili dall’utente.

nuovi-limiti-trasmittanza-termica-uw-finestra-fattore-g-vetro-01



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Ombreggiatura obbligatoria ma non agevolata?

Il DM del 26 giugno 2015 entrato in vigore il 1° ottobre ha parlato chiaro sull’importanza di schermare le porzioni vetrate per evitare il surriscaldamento degli ambienti.

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Il DM 26-6-15 ha stabilito anche il valore del fattore di trasmissione solare totale e non solo per alcune zone climatiche, per tutte le zone!

appendice-b-ombreggiatura-obbligata-iva-agevolata-dm-26-giugno-01

Dal 1° ottobre 2015 questo decreto, ha il senso di ridurre il surriscaldamento interno estivo dovuto all’irraggiamento diretto dei locali e mette il limite del 35% al fattore di Trasmissione Solare g gl+sh  dei serramenti, in combinazione con schermature solari mobili.

Ma cos’è fattore di Trasmissione Solare g gl+sh 0,35 ?

è il rapporto tra l’energia solare incidente sul serramento e quella che entra in casa: il valore massimo deve essere inferiore o uguale al 35%.

Pian piano ci rendiamo conto che per capire le caratteristiche di un vetro dobbiamo anche conoscere un bel po’ di valori

  • Ug (trasmittanza termica)
  • g gl (fattore solare del vetro (glass))
  • g sh (contributo fornito dalle schermature mobili (shading))
  • TL (trasmissione luminosa)
  • Ra (resa cromatica)
  • Ri (riflessione interna)

 Verrebbe da pensare che se il proprietario di casa corresse ad installare una schermatura mobile per proteggere dal surriscaldamento le zone colpite dall’irraggiamento potrebbe contare su IVA agevolata.

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Purtroppo l’aliquota IVA applicabile alla tenda alla veneziana è quella ordinaria del 22%. Infatti l’aliquota IVA resta agevolata al 10% per

  • interventi di manutenzione ordinaria (interventi edilizi che riguardano le opere di riparazione, rinnovamento e sostituzione delle finiture degli edifici e quelle necessarie ad integrare o mantenere in efficienza gli impianti tecnologici esistenti)
  • e interventi di manutenzione straordinaria

…così come previsti dall’articolo 3, comma 1, lettere a) e b) del DPR n. 380/2001. 

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Sarebbe molto efficace l’operazione di ombreggiatura di tutte le parti vetrate di tutti gli edifici italiani. Un antone o una tapparella avvolgibile quasi presenti ovunque non sono molto idonee alla buona regolazione della luminosità degli ambienti interni mentre le tende alla veneziana offrono un controllo della luce perfetto in tutte le stagioni. Purtroppo, ripeto, la loro installazione non è configurata nè come un intervento di manutenzione ordinaria nè come manutenzione straordinaria.

E niente IVA agevolata neppure per la quota della manodopera per l’installazione.

L’IVA al 10% rimane applicabile per interventi edilizi come previsto dall’articolo 7, comma 1, lettera b), della Legge 23 dicembre 1999, n. 488 e successive modificazioni.

Per approfondire il tema ECOBONUS e SCHERMATURE SOLARI (detrazioni fiscali del 65% per l’acquisto e la posa di schermature solari finalizzate al risparmio energetico potete leggere questa guida Bonus-detrazioni2016 (a cura di FederlegnoArredo con la collaborazione tecnica della Commissione ASSOTENDE). La guida è aggiornata al 1 aprile 2016 e tengono in considerazione le informazioni presenti nella Guida “Le agevolazioni scali per il risparmio energetico” pubblicata dall’Agenzia delle Entrate con l’edizione gennaio 2016 ed il vademecum pubblicato da ENEA il 17 febbraio 2016.

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L’altezza della casa a quale quota di partenza si riferisce?

Come si deve misurare l’altezza di un edificio?

La quota corrisponde

  • al piano di campagna?
  • oppure al livello superiore del marciapiede che circonda l’edificio?

altezza-casa-quota-colmo-piano-terreno-marciapiede

 La Cassazione fece chiarezza con la sentenza n. 1272 del 1983: ci si deve riferire

  • al piano perfettamente orizzontale di posa dell’edificio
  • e se il piano naturale di campagna è inclinato e presenta livelli diversi, alla media delle misure dei vari punti del perimetro esterno.

Questo metodo non è suscettibile di variazioni legate alle diverse scelte costruttive del marciapiede e assicura il rispetto di un criterio uniforme di calcolo.

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Nuovi limiti di legge sulla trasmittanza termica Uw della finestra e sul fattore g del vetro

Ci sono nuovi limiti di legge sulla trasmittanza termica Uw della finestra e anche sul fattore g del vetro! Tutto in vigore dal 1° ottobre 2015.

Sul Supplemento Ordinario n. 39 alla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015, è stato pubblicato il D.M. 26 giugno 2015 in cui si legge di “Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici”. Il Decreto Ministeriale stabilisce i nuovi limiti energetici che devono essere applicati per legge all’involucro edilizio.

Per il serramento vengono posti nuovi limiti

  • sia alla dispersione del calore invernale (trasmittanza termica Uw ulteriormente ridotta rispetto ai limiti imposti dal decreto 311/2006 + trasmittanza termica Usb del cassonetto)
  • sia all’ingresso del calore estivo dovuto all’irraggiamento solare diretto (un valore massimo per il Fattore Solare Globale g gl+sh (che definisce il rapporto tra l’energia solare incidente sul serramento e quella che entra in casa) e deve essere inferiore o uguale al 35% per le finestre esposte a Sud Est Ovest).

Dal 1° ottobre 2015 il serramento corretto rispetta i valori imposti dalla legge

  • valore Uw + valore Usb (finestra + cassonetto)
  • Fattore di Trasmissione Solare Totale – g gl+sh.

Conoscere il valore di trasmittanza è abbastanza facile, solitamente lo troviamo già indicato nell’offerta!

Più complicato invece conoscere e scegliere la corretta vetrata isolante in funzione dei valori Ug (trasmittanza termica) – g (fattore solare) – TL (trasmissione luminosa) – Ra (resa cromatica) e Ri (riflessione interna)

Bisogna imparare a leggere la scheda tecnica della vetrata isolante e riconoscere i valori ottico-energetici-luminosi per verificare l’adeguatezza del prodotto scelto rispetto alle esigenze del progetto.

Il serramentista si occuperà di

  • certificare il valore di Usb del proprio cassonetto
  • calcolare il Fattore Solare Globale g gl+sh e il g tot con l’utilizzo di un software accreditato

allegando la dichiarazione alla fattura.

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Già prima dell’entrata in vigore del nuovo DM 26.6.2015 sono sempre stato contrario a proporre l’avvolgibile per ombreggiare un serramento, per vari motivi:

  • l’installazione di un cassonetto per avvolgibile è sempre fonte di problemi, noie e perdite di tempo in cantiere
  • un cassonetto per avvolgibile è un costo che si somma a quello già elevato del serramento
  • il cassonetto per avvolgibile è spesso critico dal punto di vista tenuta all’aria e prestazione acustica
  • l’avvolgibile non è in grado di gestire ottimamente la quantità di luce necessaria all’ambiente

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Una veneziana applicata nell’intercapedine del vetro (nel caso di un triplo vetro) risolve i problemi di legge ed offre un controllo della luce perfetto.

nuovi-limiti-trasmittanza-termica-uw-finestra-fattore-g-vetro-02

E’ un aspetto importantissimo per edifici ben isolati e con generose vetrate esposte all’irraggiamento: ombreggiare sarà necessario anche in alcune ore del giorno del periodo invernale e non si può essere costretti al buio per impedire un surriscaldamento troppo veloce.


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L’accettazione dell’opera da parte del committente

L’accettazione dell’opera da parte del committente è un vero e proprio atto negoziale: il committente esprime (anche per facta concludentia) il gradimento dell’opera stessa.

Ho letto che da ciò scaturiscono effetti ben determinati:

  • l’esonero dell’appaltatore da ogni responsabilità per i vizi e le difformità dell’opera
  • il conseguente diritto dell’appaltatore al pagamento del prezzo.

accettazione-opera-committente

Dobbiamo tenere conto che né la mancata contestazione circa l’esecuzione dell’opera, né l’effettuazione dei pagamenti in acconto sul prezzo possono dar vita a una tale “accettazione”.

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Eliminare il cassonetto dell’avvolgibile

Se mi viene chiesto un consiglio, io lo do – eliminiamo subito il cassonetto degli avvolgibili.

eliminare-cassonetto-avvolgibile

I cassonetti sono una grande fonte di problemi di natura termica, di natura acustica e di tenuta all’aria, e con l’arrivo del nuovo DM del 26.6.2015, in vigore dal 1° ottobre, il valore di trasmittanza da rispettare è finestra comprensiva di cassonetto. Diventa obbligatorio occuparsi di serramenti e di cassonetti: insomma, se state raccogliendo vari preventivi per la sostituzione dei serramenti dovete pensare subito anche a tutti i cassonetti!

La trasmittanza termica del cassonetto (Usb) viene determinata tramite calcolo secondo la norma UNI EN ISO 10077-2. A dirla tutta si dovrebbe calcolare il ponte termico tra finestra e cassonetto.

Il valore complessivo di finestra e cassonetto (U) può essere determinato con il calcolo della media ponderata considerando le superfici e i valori U di finestre e cassonetti.

In ogni caso il valore complessivo di trasmittanza segue la zona climatica di appartenenza come in tabella qui sotto riportata:

eliminare-cassonetto-avvolgibile-01

Ecco perchè io investirei tutti gli sforzi economici e di migliore posa esclusivamente sul serramento, che potrebbe anche essere dotato di ombreggiatura. Se odiate le righe dei frangisole potete ripiegare sui vecchi buoni antoni:

eliminare-cassonetto-avvolgibile-02Semplificare per riqualificare è meglio che complicare


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Riferimenti normativi, le UNI

E’ normale, leggendo testi e argomenti riferiti all’efficienza energetica dell’edificio, inciampare in riferimenti normativi. Qui di seguito ne elenco alcuni che si incontrano di frequente ricordandone il tema :

circa la valutazione energetica:

UNI EN 410 “Vetro per edilizia – Determinazione delle caratteristiche luminose e solari delle vetrate”.

UNI EN 673 “Vetro per edilizia – Determinazione della trasmittanza termica (valore U) – Metodo di calcolo”.

UNI EN 832 “Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento – Edifici residenziali”.

UNI EN ISO 6946 “Componenti ed elementi per l’edilizia – Resistenza e trasmittanza termica – Metodo di calcolo”.

UNI EN ISO 7345 “Isolamento termico – Grandezze fisiche e dimensioni”.

UNI EN ISO 10077-1 “Prestazione termica di finestre, porte e chiusure – Calcolo della trasmittanza termica – Metodo semplificato”.

UNI EN ISO 10077-2 “Prestazione termica di finestre, porte e chiusure – Calcolo della trasmittanza termica – Metodo numerico dei telai”.

UNI EN ISO 10211-1 “Ponti termici in edilizia – Flussi termici e temperature superficiali – Metodi generali di calcolo”.

UNI EN ISO 10211-2 “Ponti termici in edilizia – Calcolo dei flussi termici e delle temperature superficiali – Ponti termici lineari”.

UNI 10348 “Riscaldamento degli edifici – Rendimenti dei sistemi di riscaldamento – Metodo di calcolo”.

UNI EN 10349 “Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Dati climatici”.

UNI 10351 “Materiali da costruzione. Conduttività termica e permeabilità al vapore”.

UNI 10355 “Murature e solai. Valori della resistenza termica e metodo di calcolo”.

UNI 10379 “Riscaldamento degli edifici. Fabbisogno energetico convenzionale normalizzato. Metodo di calcolo e verifica”.

UNI TS 11300 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 1. Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale”.

UNI TS 11300 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 2. Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria”

UNI EN 13370 “Prestazione termica degli edifici – Trasferimento di calore attraverso il terreno – Metodi di calcolo”.

UNI EN 13465 “Ventilazione degli edifici – Metodo di calcolo per la determinazione delle portate d’aria negli edifici residenziali”.

UNI EN 13789 “Prestazione termica degli edifici – Coefficiente di perdita di calore per trasmissione – Metodo di calcolo”.

UNI EN 13790 “Prestazione termica degli edifici – Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento”.

UNI EN ISO 14683 “Ponti termici nelle costruzioni edili – Trasmittanza termica lineare – Metodi semplificati e valori di progetto”.

 

circa la produzione di energia da fonti rinnovabili:

UNI TS 11300 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 2. Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria”

UNI EN 832 “Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento – Edifici residenziali”.

UNI 8477-1 “Energia solare – Calcolo degli apporti per applicazioni in edilizia – Valutazione dell’energia raggiante ricevuta”.

UNI 8477-2 “Energia solare – Calcolo degli apporti per applicazioni in edilizia – Valutazione degli apporti ottenibili mediante sistemi attivi o passivi”.

 

circa i materiali da costruzione:

UNI 10351 “Materiali da costruzione – Conduttività termica e permeabilità al vapore”.

UNI 10375 “Metodo di calcolo della temperatura interna estiva degli ambienti”.

UNI TS 11300 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 1. Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale”.

UNI EN ISO 13786 “Prestazione termica dei componenti per edilizia – Caratteristiche termiche dinamiche – Metodi di calcolo”.

UNI 13788 “Prestazione igrometrica dei componenti e degli elementi per l’edilizia – Temperatura superficiale interna per evitare l’umidità superficiale critica e condensa interstiziale – Metodo di calcolo”.

UNI EN ISO 15927-1 “Prestazione termoigrometrica degli edifici – Calcolo e presentazione dei dati climatici – Medie mensili dei singoli elementi meteorologici”

Norme ISO 14000.

 

circa il risparmio idrico e la permeabilità dei suoli:

UNI EN 13252 “Geotessili e prodotti affini. Caratteristiche richieste per l’impiego nei sistemi drenanti”.

UNI EN 13253 “Geotessili e prodotti affini. Caratteristiche richieste per l’impiego nelle opere di controllo dell’erosione”.

 

circa la qualità interna ed esterna:

UNI EN ISO 140-3 “Misurazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Misurazione in laboratorio dell’isolamento acustico per via aerea di elementi di edificio”.

UNI EN ISO 140-4 “Misurazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Misurazioni in opera dell’isolamento acustico per via aerea tra ambienti”.

UNI EN ISO 140-5 “Misurazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Misurazioni in opera dell’isolamento acustico per via aerea degli elementi di facciata e delle facciate”.

UNI EN ISO 140-7 “Misurazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Misurazione in opera dell’isolamento dal rumore di calpestio di solai”.

UNI EN 410 “Vetro per edilizia – Determinazione delle caratteristiche luminose e solari delle vetrate”.

UNI EN ISO 717-1 “Valutazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Isolamento acustico per via aerea”.

UNI EN ISO 717-2 “Valutazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Isolamento del rumore di calpestio”.

UNI 8199 “Collaudo acustico degli impianti di climatizzazione e ventilazione. Linee guida contrattuali e modalità di misurazione”.

UNI 10439 “Illuminotecnica – Requisiti illuminotecnici delle strade con traffico motorizzato”. UNI 10604 “Manutenzione. Criteri di progettazione, gestione e controllo dei servizi di manutenzione di immobili”.

UNI 10671 “Apparecchi di illuminazione – Misurazione dei dati fotometrici e presentazione dei risultati – Criteri generali”.

UNI 10819 “Luce e illuminazione – Impianti di illuminazione esterna – Requisiti per la limitazione della dispersione verso l’alto del flusso luminoso”.

EN ISO 10848-1 “Acustica – Misurazione in laboratorio della trasmissione laterale, tra ambienti adiacenti, del rumore emesso per via aerea e del rumore di calpestio – Parte 1: Documento quadro”.

EN ISO 10848-2 “Acustica – Misurazione in laboratorio della trasmissione laterale, tra ambienti adiacenti, del rumore emesso per via aerea e del rumore di calpestio – Parte 2: Prova su elementi leggeri nel caso di giunti a debole influenza”.

EN ISO 10848-3 “Acustica – Misurazione in laboratorio della trasmissione laterale, tra ambienti adiacenti, del rumore emesso per via aerea e del rumore di calpestio – Parte 3: Prova su elementi leggeri nel caso di giunti a forte influenza”.

UNI 10874 “Manutenzione dei patrimoni immobiliari. Criteri di stesura dei manuali d’uso e manutenzione”.

UNI 10951 “Sistemi informativi per la gestione della manutenzione dei patrimoni immobiliari. Linee Guida”.

UNI EN 12354-1 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle

prestazioni di prodotti – Isolamento dal rumore per via aerea tra ambienti

UNI EN 12354-2 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti – Isolamento acustico al calpestio tra ambienti”.

UNI EN 12354-3 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti – Isolamento acustico contro il rumore proveniente dall’esterno per via aerea”.

UNI EN 12354-4 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti – Trasmissione del rumore interno all’esterno”.

UNI EN 12354-6 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti – Parte 6: Assorbimento acustico in ambienti chiusi”.

UNI 10522 “Prodotti di fibre minerali per isolamento termico e acustico. Fibre, feltri, pannelli e coppelle. Determinazione del contenuto di sostanze volatili “.

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Per casa mia ho puntato sulla detrazione irpef 50%

Nel mio caso la pratica SCIA è riferita a lavori di manutenzione straordinaria. Anche gli acconti versati prima dell’inizio lavori sono detraibili. Ricordo ai lettori che le spese inerenti alla progettazione dei lavori, all’acquisto di materiali e all’esecuzione dei lavori, alle prestazioni professionali richieste dal tipo di intervento, alla relazione di conformità degli stessi alle leggi vigenti sono tutte spese che godono delle agevolazioni fiscali.

detrazione irpef 50

Anche le perizie e i sopralluoghi, l’imposta sul valore aggiunto, l’imposta di bollo e i diritti pagati per le concessioni, le autorizzazioni, le denunce di inizio lavori come anche gli oneri di urbanizzazione.

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Buone notizie per le agevolazioni sulla casa 2106

Ecco cosa si trova nella LEGGE DI STABILITÀ 2016: buone notizie per la casa!

agevolazioni sulla casa 2106

 Il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge recante disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di Stabilità 2016). Una manovra finanziaria di 26,5 miliardi… Qui di seguito i punti più interessanti sulla casa:

  • ELIMINAZIONE AUMENTI IVA
  • TASI-IMU – L’imposta sulla prima casa viene abolita per tutti
  • BONUS EDILIZIA – Viene aumentata dal 36% al 50% la detrazione sulle spese sostenute per le ristrutturazioni edilizie, confermando l’attuale livello di agevolazione. La detrazione viene mantenuta anche per l’acquisto dei mobili e di grandi elettrodomestici. seo analysis website Si conferma al 65% la detrazione sulle spese per gli interventi di riqualificazione energetica degli immobili.
  • CONTANTE – La soglia per i pagamenti in contanti sale da 1.000 a 3.000 euro.
  • SEMPLIFICAZIONI FISCALI – Le imprese si vedranno subito rimborsare l’IVA per i crediti non riscossi, senza dover aspettare la fine delle procedure concorsuali. Si permette lo scioglimento delle società di comodo.

vale sempre il motto:

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Quando applicare l’IVA al 10% e quando al 22%

Il contributo del Dott. Mario Maretto offre molta chiarezza – per capire quando applicare l’IVA al 10% e quando al 22%, è necessario preliminarmente distinguere i 2 ambiti principali nei quali si eseguono i lavori:

iva agevolata edilizia-02

1 – Interventi eseguiti su appartamenti ed immobili a prevalente destinazione abitativa (pertinenze comprese) e quelli fatti su edifici a destinazione non abitativa, a uso diverso o, comunque, nei quali la funzione residenziale non è prevalente..

Se i lavori edilizi vengono effettuati su edifici in cui la funzione abitativa è quella principale, l’IVA agevolata al 10% si applica nei seguenti casi:

  • l’acquisto di materiali (piastrelle, pitture, laterizi, ecc.) per interventi di recupero edilizio, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;
  • l’acquisto di beni finiti (sanitari, caldaie, termosifoni, ecc.) per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;
  • l’acquisto di beni finiti per lavori di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo, anche senza posa in opera da parte del rivenditore;
  • le prestazioni di servizi eseguiti sulla base di contratti di appalto per interventi di recupero edilizio di qualsiasi tipologia..

ATTENZIONE a dove si parla di ristrutturazione e dove invece di straordinaria od ordinaria manutenzione, e dove leggi appalto devi intendere fornitura con posa!

L’aliquota IVA ordinaria al 22%, invece, si applica sempre per il pagamento degli onorari dei professionisti eventualmente coinvolti nei lavori (direttore lavori, il tecnico che redige un APE, il coordinatore della sicurezza e qualsiasi altro professionista che presta la propria opera intellettuale a favore del committente).

Gli altri casi in cui si applica l’IVA al 22% sono

  • l’acquisto di materiali e beni diversi dai beni finiti quando non c’è posa in opera da parte del rivenditore
  • l’acquisto di beni finiti per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, anche in questo caso quando l’acquisto è diretto da parte del committente presso il negozio o il deposito di materiali edili.

iva agevolata edilizia-02

2 – Lavori eseguiti su immobili non a prevalente destinazione residenziale

Se i lavori edilizi vengono effettuati su edifici in cui la funzione abitativa non è quella principale, l’IVA agevolata al 10% si applica nei seguenti casi:

  • acquisto di beni finiti (sanitari, condizionatori, caldaie, termosifoni, ecc.) anche senza posa in opera da parte del rivenditore per tutti i lavori di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo;
  • prestazioni di servizi eseguiti sulla base di contratti di appalto per interventi di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo.

L’IVA ordinaria al 22% si applica, invece, alle prestazioni di servizi corrisposti sulla base di contratti d’appalto per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

iva agevolata edilizia-01

Ora che ti senti un po’ più “esperto in iva agevolata” puoi partecipare al mini sondaggio qui sotto – come sempre, senza doverti registrare!

              

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Controllo fumi e manutenzione della mia caldaia a condensazione

Avete da qualche anno una caldaia a condensazione, è sempre andata bene, non avete mai dovuto fare interventi… Ma cosa si dovrebbe fare per essere completamente in regola? Prendete appunti:

caldaia condensazione manutenzione-01

Sapere cos’è il controllo fumi in brevissimo:

  • analisi della combustione per verificarne il rendimento,
  • analisi della concentrazione di ossido di carbonio (CO)
  • analisi dell’indice di fumosità. 

quando:

  • in concomitanza di ogni eventuale manutenzione straordinaria
  • alla prima messa in esercizio dell’impianto
  • ogni 2 anni se gli impianti sono dotati di generatore di calore a fiamma di potenza fra i 10 e i 100 kW ed alimentati con combustibili solidi o liquidi.
  • ogni 4 anni se a gas, GPL o metano con potenza tra 10 e 100 kW.

come riportato nel DPR 74/2013. Se avete voglia di leggere interamente il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 74 cliccate sul link.

Per quel che ne so io, la manutenzione ordinaria della caldaia consiste in:

  • pulizia del bruciatore
  • pulizia dello scambiatore di regolazione
  • verifica del corretto scarico dei fumi.

quando:

  • secondo le periodicità stabilite dal fabbricante della caldaia.

caldaia condensazione manutenzione-02Ma il bollino blu della cadaia, cos’è? Serve? Bisogna averlo?

Il bollino blu certifica il buon funzionamento e ce lo rilascia chi fa la revisione alla caldaia. La Pubblica Amministrazione fa dei controlli a campione e vuole vedere questo bollino blu che riporta un codice: questo codice identifica per sempre la nostra caldaia.

E’ proprio sul Libretto d’impianto, quello che dovreste avere dal 1° giugno 2014, che figurerà, se lo avrete meritato, il bollino blu.

Prima di chiudere ricordiamo qualche punto, il minimo del nostro dovere:

  • nel momento dell’ installazione caldaia, prova dei fumi, compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica
  • dopo un anno e fino al quarto manutenzione (prova dei fumi opzionale) compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica, aggiornamento del Libretto d’impianto
  • al 4° anno: manutenzione, prova dei fumi, compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica, aggiornamento Libretto d’impianto

Le mie personali esperienze di manutenzione non sono state positive: prima di metter le mani sulla caldaia tutto funzionava egregiamente, da quel momento in poi, un bagno di sangue di ricambi…

Si dice che una manutenzione fatta a regola d’arte di una caldaia di casa costi 100 euro, prova fumi inclusa: controllo visivo del camino, rimozione del bruciatore per pulizia scambiatore e bruciatore, controllo della pressione dei vasi d’espansione, verifica della durezza dell’acqua e del sistema di trattamento dell’acs e di quella del riscaldamento, scrivere il rapporto di controllo di efficienza energetica.

C’è gran confusione e pochi sanno esattamente cosa dovrebbero fare… Partecipa al mini sondaggio! ovviamente è anonimo e non dovete registrarvi!


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Caratteristiche essenziali per le chiusure oscuranti

Ho letto recentemente che c’è una nuova edizione della norma di prodotto EN 13659, di riferimento per la marcatura CE delle ombreggiature (tapparelle, persiane, scuri, tende esterne alla veneziana) che verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea.

Caratteristiche essenziali per chiusure oscuranti copia

Le nuove caratteristiche essenziali per le chiusure oscuranti sono

  • la resistenza al carico del vento
  • la resistenza termica aggiuntiva
  • il fattore solare totale g totale

Ad oggi il Regolamento (UE) n°305/2011 impone di dichiarare il livello prestazionale di almeno una delle caratteristiche essenziali definite dalle norme di prodotto.

Ogni Stato membro dell’Area Economica Europea deve stabilire quali sono le caratteristiche essenziali obbligatorie.  Le Autorità Governative Italiane – ad oggi – non si sono ancora pronunciate in merito alle caratteristiche essenziali delle chiusure oscuranti così che il Produttore di chiusure oscuranti possa liberamente scegliere per quale delle tre caratteristiche essenziali definite dalla norma di prodotto dichiarare il livello prestazionale.

Da ottobre 2015 entreranno in vigore i decreti in materia di risparmio energetico in edilizia che imporranno il rispetto di specifici limiti di fattore solare totale per le schermature solari mobili su chiusure trasparenti.

In merito alle tipologie di schermature solari i cui costi potrebbero essere computati per la detrazione fiscale del 65%:

  • Devono essere a protezione di una superficie vetrata;
  • Devono essere applicate in modo solidale con l’involucro edilizio e non liberamente montabili e smontabili dall’utente;
  • Possono essere applicate, rispetto alla superficie vetrata, all’interno, all’esterno o integrate;
  • Possono essere in combinazioni con vetrate o autonome (aggettanti);
  • Devono essere mobili;
  • Devono essere schermature “tecniche”;
  • Per le chiusure oscuranti (persiane, veneziane, tapparelle, ecc.), vengono considerati validi tutti gli orientamenti ;
  • Per le schermature non in combinazione con vetrate, vengono escluse quelle con orientamento NORD.

Leggetevi il VADEMECUM PER L’USO redatto dall’ENEA: SCHERMATURE SOLARI (Art.1, comma 345c della legge finanziaria 2007) (aggiornato al 16 aprile 2015) probabilmente seguito alla confusione e allo sconcerto tra utenti, operatori e progettisti sempre ai massimi livelli (approfondimenti su guidafinestra.it)




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Troppa burocrazia per le agevolazioni fiscali

Quante ore hanno dedicato gli italiani agli aspetti burocratici delle agevolazioni fiscali? Quante ore sono state dedicate ad informarsi, a cercare di capire, a valutarne la convenienza e poi magari a rinunciare? Quante ore sono state dedicate a capire le differenze tra anno e anno e a cercare chiarimenti specifici? Quante ore sono state addebitate dagli studi professionali, commercialisti compresi, per la voce agevolazioni fiscali?

Voi direte, non è tutto tempo perso… è lavoro! Sì, ma lavoro inutile è ricchezza finta! Paesi più snelli, più chiari e più trasparenti arricchiscono il paese senza lavoro inutile. Che ne pensate?

Nessuno si offenda e si senta preso di mira se parlo di lavoro inutile. Intendo come inutile un impiego remunerato che effettivamente non porta nulla al paese dove si svolge – pensiamo al casellante che incassa i tre euro dopo il tragitto Padova-Vicenza in autostrada, alzare o scendere la sbarra del casello ricevendo lo stipendio dalla società Autostrade: lavoro inutile è ricchezza finta! Se proprio si deve gabellare l’automobilista (in Germania si viaggia gratis, ovunque) può pensarci il Telepass o altro.

Io da anni ripeto, perché non togliere l’iva dai materiali termoisolanti e dalle macchine che si reputano migliorative per il bilancio energetico degli edifici e dunque, in definitiva, del paese. L’Italia ha grande bisogno di riequilibrare la bilancia dei pagamenti. E non dimentichiamo il beneficio per l’ambiente, l’aria delle nostre città e le polveri.

green-deal-iva ridotta materiali isolanti

In Gran Bretagna, per incentivare l’efficienza energetica degli edifici, si è deciso con il Green Deal di applicare l’IVA al 5% sui materiali termoisolanti (illegale secondo i giudici comunitari: in Europa, la direttiva Iva stabilisce che l’aliquota Iva ordinaria fissata da ciascun Stato membro non può essere inferiore al 15%).

Esco dal tema un attimo solo: Già che la direttiva ha stabilito il tetto minimo, poteva far del bene a tutti i paesi comunitari e stabilire il tetto massimo! Come mai faranno i paesi più deboli con aliquote IVA altissime a correre insieme ai paesi dalle economie più forti e dalle IVE più basse e convenienti?

Diminuire l’IVA potrebbe anche aiutare le imprese italiane che acquistano materiali edili con IVA al 22% per rivenderli con IVA al 10%…

Ho letto che la Commissione europea sta valutando la possibilità di ridurre le aliquote IVA per favorire l’efficienza energetica degli edifici residenziali europei. Ma chi è questa mente illuminata spuntata da un sogno di mezza estate? E’ Miguel Arias Cañete, commissario europeo per clima ed energia – a domandarsi se l’IVA può essere uno strumento efficace per promuovere gli investimenti in efficienza energetica. Io la smetterei di farmi domande e incentiverei tutti i materiali idonei all’efficienza energetica. Un po’ di lungimiranza non guasta mai

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Fai da te, manutenzione straordinaria, e il 55%

Chi esegue in proprio i lavori ha comunque diritto alle detrazioni fiscali? Naturalmente riferite all’acquisto dei materiali utilizzati.

Per usufruire delle agevolazioni previste dall’articolo 16-bis TUIR servono

  • le fatture dei fornitori
  • i bonifici eseguiti secondo le modalità previste dal decreto interministeriale n. 41 del 1998 e dal Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate del 2 novembre 2011.

Visto che si tratta di un intervento di manutenzione straordinaria del proprio immobile (PENA IL BENEFICIO FISCALE) è necessario notificare in Comune una Comunicazione di inizio lavori (CIL) o di Attività edilizia libera, così possiamo attestare la data certa di inizio lavori.

Ma un intervento di manutenzione straordinaria può definirsi un intervento minore? E se può definirsi tale come può aver diritto alle agevolazioni fiscali?

Chi esegue in proprio i lavori ha comunque diritto alle detrazioni fiscali-02

Alcuni interventi edilizi di minore entità possono essere eseguiti secondo la seguente disciplina semplificata, in vigore dal 26 maggio 2010 e modificata con il D.L. 12/9/2014 n. 133, convertito con L. 11/11/2014 n. 164 (c.d. Sblocca – Italia):

Gli interventi edilizi minori sono suddivisi, a seconda della loro tipologia, in:

  • edilizia libera (non è necessario presentare la comunicazione di inizio dei lavori)
  • interventi soggetti alla sola Comunicazione di Inizio dei Lavori (CIL )
  • interventi soggetti a Comunicazione di Inizio dei Lavori Asseverata (CILA) .

Chi esegue in proprio i lavori ha comunque diritto alle detrazioni fiscali-01

Perchè in Italia la chiarezza deve essere solo nelle acque della Sardegna?

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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Il mio condominio è obbligato alla contabilizzazione del calore?

Il D. Lgs. 102/2014 obbliga tutti gli edifici ad adottare i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione entro il 31 dicembre 2016: a partire dal 2017 scatteranno le sanzioni per la mancata installazione  e per la ripartizione delle spese del servizio di riscaldamento non conforme a quanto previsto.

D.LGS. 102/2014 – Attuazione della direttiva 2012/27/UE

se il riscaldamento o la fornitura di acqua calda vengono da un sistema di fornitura centralizzato entro il 31 dicembre 2016 si deve installare un contatore di fornitura di calore in corrispondenza dello scambiatore di calore collegato alla rete o del punto di fornitura.

E nei casi di impossibilità tecnica? Una bella relazione tecnica del tecnico abilitato!

Se l’uso di contatori individuali non è tecnicamente possibile o non efficiente in termini di costi, si devono installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun radiatore.

Un balzello burocratico o un modo per spingere i singoli utenti a rendersi conto dei propri consumi reali?

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

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Il professionista che ha assunto l’incarico per l’opera fuori dalle sue competenze

Il committente che si appoggia a diverse figure professionali per affrontare i lavori deve scegliere con attenzione a chi dare i vari incarichi.

professionista-assunto-incarico-opera-competenze

Se l’incaricato è incompetente i danni li pagherà la committenza e non il professionista che ha assunto l’incarico per l’opera fuori dalle sue competenze: nessun risarcimento a titolo contrattuale potrà essere chiesto al professionista per l’inadempimento o il non corretto adempimento dell’incarico (Corte di Cassazione, sezione VI, sentenza n. 2040 del 4 febbraio 2015). Ne deriverà la nullità del conferimento dell’incarico professionale e quindi la illegittimità di far derivare conseguenze risarcitorie per l’inadempimento – o non esatto adempimento – di siffatto incarico.


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Versione aggiornata a gennaio 2015 delle Guide alle agevolazioni

50%….. 65%…. Tra i vari adempimenti che negli ultimi anni hanno subito modifiche, la nuova guida segnala:

  • l’abolizione dell’obbligo di invio della comunicazione di inizio lavori al Centro operativo di Pescara
  • l’aumento della percentuale (dal 4 all’8%) della ritenuta d’acconto sui bonifici che banche e Poste hanno l’obbligo di operare
  • l’eliminazione dell’obbligo di indicare il costo della manodopera, in maniera distinta, nella fattura emessa dall’impresa che esegue i lavori

Vuoi scaricare la Guida completa “LE AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL RISPARMIO ENERGETICO aggiornamento gennaio 2015″?  Clicca pure qui di seguito: Guida_Agevolazioni_Risparmio_energetico

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2015 detrazioni, risparmio energetico e oneri di ristrutturazione

La legge di Stabilità per il 2015 (legge n. 190/2014) proroga la detrazione relativa alle spese per risparmio energetico e ristrutturazione (recupero del patrimonio edilizio). Il provvedimento prevede che la detrazione dall’imposta lorda continui ad applicarsi nella  misura del 65% anche fino al 31 dicembre 2015 (anche per gli interventi nelle parti comuni condominiali o che interessino tutte le unità immobiliari di cui si compone il condominio).

Per le spese di ristrutturazione (recupero del patrimonio edilizio), la proroga della maggiore detrazione è stata prevista dall’art. 1, comma 47, lettera b), che ha modificato l’art. 16, comma 1, D.L. n. 63/2013. La detrazione spetta nella misura del 50% per le spese sostenute fino al 31 dicembre 2015.

La detrazione riguarda anche gli interventi finalizzati all’adozione di misure antisismiche.

Buon cantiere 2015 a tutti!

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50% per le ristrutturazioni e 65% per la riqualificazione energetica prorogati per il 2015

Il livello di disuguaglianza del reddito negli Usa raggiunge picchi mai visti da prima della Grande depressione:

  • prima della crisi finanziaria del 2008, l’1% dei cittadini deteneva più del 65% dei guadagni del reddito nazionale totale.
  • nel 2010 l’1% deteneva il 93% del reddito aggiuntivo creato dalla cosiddetta “ripresa”.

bonus fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie e quello del 65% per la riqualificazione energetica

Chi guadagna bene e sta bene e accumula ricchezze stenta a credere che il suo destino sia collegato a quello dell’altro 99%. Stiglitz (Il prezzo della disuguaglianza. Come la società divisa di oggi minaccia il nostro futuro) chiede che l’America torni agli ideali economici e politici che l’hanno resa grande: la disuguaglianza è il risultato dell’interazione di forze di mercato e di manovre politiche. 

E come sta l’Italia? Come stanno gli italiani? Qual’è la percentuale di italiani che detiene gran parte della ricchezza?

Sono convinto che le agevolazioni fiscali agevolino soprattutto chi bisogni di agevolazioni non ha. Ecobonus qui _ ecobonus là… chi non ha reddito nessuna agevolazione avrà!

Non era più equo eliminare l’IVA dai materiali che sono indispensabili ad ottenere prestazioni energetiche migliori? Togliere l’IVA dai materiali per coibentazione era una manovra troppo complessa? Lasciamo perdere – chi sono io per giudicare?

Italiani, guardate ai vostri risparmi, usate le vostre risorse, non lasciate capitali mal investiti o dormienti – rischiate su voi stessi, puntate sulle vostre case, puntate sulla famiglia, fino all’ultimo centesimo! E se potete, se potete, approfittate a piene mani del  bonus fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie e quello del 65% per la riqualificazione energetica (prorogati per il 2015 con la Legge di stabilità).

I più lesti l’hanno già fatto: Ecobonus 65%, nel 2013 interventi aumentati del 35% rispetto al 2012!

Ma è solo il 2% del PIL che deriva dalle riqualificazioni (parole del ministro dei Trasporti, Maurizio Lupi). Il ministro è convinto che all’Italia i lavori di riqualificazione servano per uscire dalla crisi e per rimettere in moto i consumi dei cittadini – io penso che riqualificare un intero patrimonio edilizio sia un modo per liberare le famiglie dalla schiavitù energetica e dal discomfort domestico.

Il Governo punta a prorogare per il 2015 il bonus del 50% per le ristrutturazioni edilizie e l’ecobonus del 65% per la riqualificazione energetica. Gli italiani devono mettercela tutta per investire nella propria casa – chi ce l’ha. L’investimento è certamente più proficuo e sicuro di tanti altri! Lasciate perdere obbligazioni e mercato azionario, non fate altro che foraggiare quell’ 1% di cui parlava Stiglitz all’inizio!

Un italiano che ha una casa riqualificata non è ricattabile energeticamente! è un uomo libero! la sua famiglia ha un tetto caldo! Sì, dovrà sottostare ai balzelli vari, le tasse sulla casa, vecchie e nuove… ma la casa sarà calda e accogliente d’inverno e fresca e rilassante d’estate, senza bollette da paura che viste a diec’anni non rappresentano cifre da mutuo bancario!

Liberatevi dalla schiavitù energetica, non lasciate denaro liquido in mani altrui, reinvestitelo nella vostra casa, il posto più sicuro di tutte le piazze affari del mondo! Agite, decidete e intervenite nelle vostre possibilità, ma fate qualcosa, prima che la bolletta energetica vi strappi via dalla vostra casa e vi getti in mezzo a una strada.

Tentennare equivale a rinunciare poi per sempre.

Non esigo che domani tutti trasformiate la vostra casa in una casa passiva, ma quello che potete dovete farlo! e dovete farlo adesso!

Non risparmierete tanto da cambiare vita, ma almeno non sarete ricattabili!

E non guardate qualche macchinone nuovissimo per la strada pensando chi sa quanto consuma e quanti soldi deve avere chi lo guida per permettersi di fare il pieno… Il mondo è cambiato! Ci sono le case passive e ci sono le auto elettriche, o quelle ibride!

bonus fiscale del 50% per le ristrutturazioni edilizie e quello del 65% per la riqualificazione energetica

Vi sentite risparmiosi e umili perchè guidate una Panda? Il mondo è cambiato vi dico! Se vi passa di fianco una Mercedes-Benz S lunga più di 5 metri non pensate che consumi più della vostra Panda… magari è una Hybrid. E’ vero che costa 80.900€ ma sotto il cofano c’è solo un 4 cilindri turbodiesel 2.143cc + un motore elettrico da 20kW con 750Nm. Non è leggera come una Panda, anzi pesa ben 2.015kg., ma va a passeggio consumando solamente 4,4litri ogni 100km! E se vuole raggiunge i 240km/h e in 7,6 secondi è a 100 km/h.

Avete mai guidato qualcosa di comodo e silenzioso che consuma 4,4litri ogni 100km?

Il mondo è cambiato. Non stiamo immobili a lamentarci! << Se vuoi contribuire al benessere del mondo, comincia a mettere a posto la tua casa >> diceva Gandhi.

Non lasciamo che solo l’1% viva in case passive e guidi auto ibride. Anche loro hanno diritto a non sentirsi soli!

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Per fare il cappotto ci vuole il ponteggio

Per fare un tavolo ci vuole il legno

per fare il legno ci vuole l’albero

per fare l’albero ci vuole il seme

per fare il seme ci vuole il frutto

per fare il frutto ci vuole un fiore

ci vuole un fiore, ci vuole un fiore,

per fare un tavolo ci vuole un fio-o-re.

Per fare un fiore ci vuole un ramo

per fare il ramo ci vuole l’albero

per fare l’albero ci vuole il bosco

per fare il bosco ci vuole il monte

per fare il monte ci vuol la terra

per far la terra vi Vuole un fiore

per fare tutto ci vuole un fio-r-e

per fare il cappotto ci vuole il ponteggio

per fare il ponteggio ci vuole la manutenzione straordinaria

per la manutenzione ci vuole la fatturazione

per la fatturazione ci vuole l’aliquota IVA del 10%.

Ho rovinato la vecchia filastrocca di Gianni Rodari? Volevo solo trovare un modo diverso per ricordarvi che il noleggio delle opere provvisionali ( il ponteggio + il montaggio e lo smontaggio) anche commissionato direttamente dalla committenza è soggetto alla stessa IVA applicata all’appalto relativo alla realizzazione delle opere, quindi quella agevolata: 10%

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Conviene rientrare nella detrazione del 50% piuttosto che quella del 65% ?

Odiate la burocrazia quanto la odio io? Preferirei rientrare nella detrazione del 50% piuttosto che in quella del 65% … meno pratiche burocratiche!

Attenzione !!!

isolamento a cappotto e tetto

Parliamo ad esempio del “sistema a cappotto”, l’isolamento dall’esterno, il più profiquo in assoluto.

I lavori di “recupero del patrimonio edilizio” :

  • manutenzioni straordinarie,
  • ristrutturazioni,
  • restauro e risanamento conservativo,

godono della detrazione Irpef del 50% e sono destinati agli immobili residenziali.

I lavori di “riqualificazione energetica” (sia per immobili residenziali che strumentali), godono del 65%.

Approfittare del 50% come “recupero del patrimonio edilizio” invece del 65% come “riqualificazione energetica” significa contenere al minimo il costo degli oneri tecnici:

  • nessuna redazione dell’attestato energetico,
  • nessuna compilazione,
  • nessun invio online dei documenti all’Enea che provano il miglioramento energetico dell’edificio.

Purtroppo (Legge90/2013, all’art.2, comma 1,l-vicies quater) in caso di intervento edilizio che coinvolga più del 25% della superficie dell’involucro dell’edificio si tratta di “Ristrutturazione importante” e come tale necessita obbligatoriamente dell’ Attestato di Prestazione Energetica (Ape) redatto da un certificatore terzo (estraneo alla progettazione e alla DL, direzione lavori).

E l’Ape (da non confondersi con l’aperitivo! ) va consegnato al Comune insieme alla domanda di agibilità, e inviato all’ufficio Regionale di competenza.

Insomma, per riqualificare è richiesto un certo risultato dimostrabile dai dati inseriti nell’ allegato A ( l’Attestato di Qualificazione Energetica ) sul sito dell’ Enea. Sono gli stessi dati già calcolati per l’Ape.

Detto ciò, ecco la buona notizia:

chi intende realizzare più interventi può godere sia delle detrazioni specifiche per la riqualificazione energetica (serramenti, isolamento,  caldaia, pannelli solari) e avere ancora a disposizione il tetto di spesa per ulteriori altri lavori di manutenzione straordinaria (ristrutturazione) diversi dai lavori elencati in precedenza.

Quindi forza! gambe in spalla!

  • pratica enea +
  • ape +
  • costo del tecnico =
  • conto corrente prosciugato, edificio isolato!

 

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Metto il condizionatore d’estate senza isolare

L’investimento maggiore che richiede un isolamento termico adatto alla protezione estiva è dovuto in gran parte al materiale che viene impiegato e non ad accorgimenti di posa particolari. Secondo la mia esperienza accadono 3 cose in Italia:

  • il committente non conosce la differenza tra i vari materiali per coibentazione disponibili sul mercato e dunque non distingue i coibenti che offrono anche protezione dal caldo
  • il committente impaurito dall’investimento sull’involucro con un intervento di efficienza energetica getta la spugna e rinuncia (da qui la frase ricorrente <<metto il condizionatore d’estate e non faccio l’isolamento! >>)
  • il committente non possiede un’abitazione singola e gli altri proprietari non intendono partecipare all’intervento

 Negli edifici con diversi appartamenti è noto che alcuni appartamenti sono a rischio surriscaldamento, mentre altri muoiono di freddo.

Le mansarde sono un tipico ambiente a rischio surriscaldamento per mancata o sbagliata coibentazione termica.

Poche sono le famiglie inclini alla sofferenza perpetua dovuta al caldo estivo e il risultato lo abbiamo tutti davanti al naso: condizionatori installati qua e là ovunque.

isolamento dal caldo

 La Cassazione parla di innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, e come tale vietata, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l’edificio.

Pensate che la sentenza n. 20985 del 6 ottobre 2014 ha rigettato il ricorso presentato da due cittadini condannati alla rimozione di condizionatori apposti sulla facciata del condominio e all’integrale ripristino dello stato dei luoghi (applicazione dell’art. 1120 c.c.)

Si deve ricordare che “i rapporti tra l’esecutore delle opere e la pubblica autorità investita della tutela urbanistica non possono interferire negativamente sulle posizioni soggettive attribuite agli altri condomini dall’art. 1120 c.c., comma 2, per la preservazione del decoro architettonico dell’edificio.

isolamento dal caldo

e non sono solo gli occhi a soffrire! sono anche le orecchie! addio silenzio e nervosismo assicurato!  Sventoliamo bandiere della pace e poi la pace ce la lasciamo rovinare dal vicino di casa! Ribelllliamoci!

 immissioni sonore che vanno oltre i 3 decibel

I condizionatori non possono comportare immissioni in direzione della proprietà vicine: le immissioni sonore che vanno oltre i 3 decibel ad eccedere la rumorosità di fondo (insieme dei rumori di diversa origine che sussistono ‘normalmente’ nel contesto) sono vietate.

La condanna penale può scattare nei confronti di coloro che installano impianti di condizionamento rumorosi (reato di disturbo della quiete pubblica verso le persone che risiedono negli alloggi limitrofi, anche se a lamentarsi dell’eccessiva rumorosità sia un solo nucleo familiare).

Pensate che esistono regolamenti comunali con il divieto di installare condizionatori sulle sezioni esterne di tutti gli stabili del centro storico. In Italia? Non ci posso credere…

Basta impianti! Pensiamo a come e con cosa isolare le case.

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Serramenti e detrazioni

Aprendo una pratica edilizia per lavori di:

  • manutenzione ordinaria,
  • manutenzione straordinaria
  • risanamento conservativo

per il proprio immobile di residenza non si è costretti a farsi fornire gli infissi all’interno del contratto d’appalto per ottenere le agevolazioni fiscali. Ognuno può acquistare i serramenti che vuole e la spesa di sostituzione degli infissi è detraibile anche se non all’interno di un contratto d’appalto.

Circa l’agevolabilità IRPEF, la Circolare n. 121/1998, Ministero delle Finanze stabilisce che “il contribuente che esegue in proprio i lavori ha comunque diritto alla detrazione, sia pure limitatamente alle spese sostenute per l’acquisto dei materiali utilizzati”.

Le cessioni di beni finiti da destinare ad interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria applicano l’ IVA al 22%.

L’ IVA al 10% si applica se i lavori riguardano:

  • restauro e risanamento conservativo,
  • ristrutturazione edilizia
  • e ristrutturazione urbanistica.

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Cambiare finestre è intervento di manutenzione straordinaria, 65%

Sostituire le finestre è un intervento di manutenzione straordinaria e sotto il profilo urbanistico serve una Dia (denuncia di inizio attività) articolo 3 comma 1, lettera b, Dpr 380/2001, a seconda del regolamento edilizio del comune.

Cambiare finestre detrazioni 65

Cambiare gli infissi con nuovi ad alta efficienza energetica rientra nella detrazione del 65% ai sensi dell’articolo 1, commi 344-352, della legge 27 dicembre 2006, n. 296 Finanziaria 2007, così come modificata dalla Legge n. 90 del 3 agosto 2013 (di conversione del DL n. 63 del 4 giugno 2013 “Disposizioni urgenti per il recepimento della Direttiva 2010/31/UE, sulla prestazione energetica nell’edilizia”). La Legge di Stabilità 2014 ha prorogato l’agevolazione al 31 dicembre 2014 (30 giugno 2015 per i condomìni).

Cosa deve essere documentato nel caso di singole unità immobiliari?

  • il non superamento dei valori limite prescritti dal D.M. 26/1/10, quindi la certificazione del produttore della finestra: trasmittanza degli infissi vecchi e nuovi (documento da conservare).
  • la scheda informativa semplificata (o allegato F al “decreto edifici”, da compilare a video, anche a cura dell’utente finale senza l’ausilio del tecnico, e da inviare all’ENEA via web). E’ richiesto il valore della trasmittanza termica delle finestre comprensive di infissi (Uw) che deve rispondere ai valori in tabella 2 del D.M. 26/1/10.

Se siete decisi per la sostituzione dei serramenti e non volete vedere errori durante la posa leggete i miei precedenti articoli sulla posa del serramento, oppure documentatevi con questo ottimo e comprensibilissimo autorevole testo: Sistema finestra

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Usiamo la bici, sempre

Mentre in Italia regna la maleducazione nel traffico, in altri paesi si fanno progetti.

Usiamo la bici sempre

Mentre in Italia le zebre sono animali e le biciclette cose noiose da schivare, il ministro dei Trasporti Frédéric Cuvillier stimola l’uso delle due ruote: diecimila impiegati sono già coinvolti per un esperimento di “al lavoro in bicicletta” che durerà fino a dicembre. Un incentivo di 25 centesimi a chilometro per chi va al lavoro in bicicletta, cumulabile con il rimborso per l’abbonamento ai trasporti pubblici.

L’indemnité est fixée à 25 centimes par km parcouru.

E noi? Nella mia città, nel corso degli ultimi trent’anni ogni possibile parcheggio è divenuto Divieto di sosta o Sosta a pagamento: risultato? Un esercito di scooter ha invaso le strade, i portici e i marciapiedi. Emissioni soffocanti per tutti e rumore garantito.

Eh sì, senza pianificazione nulla andrà mai nella direzione voluta, o si voleva vendere tanti scooter?

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dichiarazione con il modello 730/2014

L’Agenzia delle Entrate chiarisce in merito allo svolgimento dell’assistenza fiscale per la presentazione della dichiarazione con il modello 730/2014: povera Italia… paese d’incertezze.

Forse i governanti pensano che i chiarimenti aiutino le decisioni d’investire, peccato che sortiscano l’effetto contrario!

Ma cosa possiamo fare se non sopportare la loro inefficienza?  Sù… informiamoci:

A seguito di alcuni quesiti recentemente pervenuti, dai sostituti d’imposta, dai Centri di assistenza fiscale, dai professionisti abilitati e da altri operatori del settore, in merito allo svolgimento dell’assistenza fiscale nel corrente anno si forniscono alcuni chiarimenti in particolare rispetto alle novità introdotte dalle recenti modifiche normative.

puoi scaricare da qui la RISOLUZIONE N. 57/E del 30 maggio 2014

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Ho deciso per il cappotto e per isolare il tetto

E’ sufficiente decidere per l’isolamento a cappotto delle pareti esterne e per la coibentazione del tetto, trovare gli applicatori che fanno al caso nostro e partire…. oppure le cose non sono tanto semplici?

Le cose sono ben più complicate: ci vuole il professionista.

Bisogna gestire la parte amministrativa per poter realizzare un cappotto esterno nella propria abitazione, così come per intervenire sulla copertura.

isolamento a cappotto e tetto

Ecco l’elenco delle pratiche edilizie:

Presentazione comunicazione di inizio attività libera per le opere di manutenzione straordinaria al fabbricato:

  • analisi corrispondenze: catastali, liceità volumi strumenti urbanistici del fabbricato esistente
  • verifica del rilievo
  • redazione elaborati per istanza amministrativa/edilizia, previa rielaborazione disegni
  • conferimento con tecnici istruttori settore edilizia privata del Comune
  • documentazione fotografica e individuazione coni ottici di ripresa fotografica
  • redazione elaborati grafici (planimetria di individuazione, estratti: catastali, di Prg, tavole ambientali…)
  • stato di fatto, progetto, comparativa di piante, sezioni…
  • calcolo delle dispersioni termiche della facciata per richiede la deroga alle distanze tra fabbricati
  • pratica amministrativa e presentazione progetto all’U.t.c. (l’ufficio tecnico comunale)

Calcolo delle dispersioni termiche per presentazione pratica ENEA e APE:

  • redazione calcolo delle dispersioni termiche per presentazione pratica telematica al sito dell’ENEA per detrazione 65%
  • redazione calcolo delle dispersioni termiche per presentazione nuovo APE (Attestato di Prestazione Energetica) secondo nuove direttive in vigore dal 1° maggio 2014 e registrazione telematica presso il sito della Regione.

Applicare un isolamento termico sulle facciate o isolare il tetto sono attività lavorative che espongono il lavoratore al rischio di caduta (art.105 del D.L.81/2008), quindi è necessario un Piano di sicurezza e coordinamento con Notifica obbligatoria allo SPISAL (l’organo di difesa e promozione della salute dei lavoratori che si occupa della prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali) e Ispettorato del Lavoro:

Coordinamento sicurezza D. Lgs. 494/96:

  • compilazione e invio notifica preliminare allo SPISAL ed Ispettorato del Lavoro
  • coordinamento in fase di progettazione e in fase di esecuzione dei lavori
  • Piano di Sicurezza e Coordinamento; individuazione, analisi e valutazione dei rischi

Con tutti questi oneri documentali è chiaro che il fai da te è impossibile, chiediamo immediatamente qualche preventivo di spesa a qualche tecnico in zona per gestire la parte amministrativa e poter realizzare le opere accedendo

  • subito all’iva agevolata per le fatture da ricevere
  • e alle agevolazioni fiscali poi.

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Il fotovoltaico nel catasto

Non ho mai nascosto il mio pensiero sul fotovoltaico:

  • tecnologia fantastica
  • fortuna che qualcuno ci abbia investito dei quattrini e che la tecnologia sia potuta migliorare
  • fonte energetica strategica: chi può fermare un popolo armato di energia?
  • bello da vedere sui tetti
  • brutto da vedere a terra
  • sbagliato se visto come fornitore di energia per edifici energivori - prima seguiamo il mio motto: + involucro – impianti!

fotovoltaico nel catasto

Ma sanno tutti che esiste una natura “fiscale” del fotovoltaico? Possono gli impianti solari essere considerati beni immobili? L’Agenzia delle entrate con la circolare 36/E del 19 dicembre 2013 sostiene l’obbligo di accatastamento: il fotovoltaico insieme all’unità immobiliare produce un reddito temporalmente rilevante.

La stranezza è che nell’ambito dell’attività professionale il fotovoltaico rientra nei beni mobili strumentali (aliquota di ammortamento pari al 9%, ammortizzando il costo in 11 anni) mentre l’impianto fotovoltaico in catasto si trasforma in bene immobile. Ma se è un bene immobile si dovrebbe applicare un’ aliquota di ammortamento pari al 4% annuo, come per i fabbricati destinati all’industria, in 25 anni.

Ho chiamato questo articolo “il fotovoltaico nel catasto”, avrei dovuto chiamarlo “il fotovoltaico nella catastrofe”.

Questa Repubblica delle banane ci costringerà ad installare il fotovoltaico di nascosto! o a smontarlo alla luce del sole.

In questo caos normativo

non installerei un impianto fotovoltaico
installerei comunque un impianto fotovoltaico
installerei un impianto fotovoltaico senza accatastarlo

Ognun s’arrangi…

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nuovo Libretto di impianto

In materia sono ignorante anch’io, ma ho letto che il D.M. 10/02/2014 ha pubblicato i nuovi format di “Libretto di impianto” per tutti gli impianti termici di climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria (ACS) e di “Rapporto di efficienza energetica”, entrambi applicabili dal 01/06/2014.

Questo nuovo Libretto di impianto si applicherà a tutti gli impianti per la climatizzazione, anche estiva, e per la produzione di acqua calda sanitaria.

Il nuovo Rapporto di efficienza energetica andrà compilato in occasione degli interventi di controllo e manutenzione.

Il libretto di impianto può essere scaricato in formato pdf da qui.


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Occhi aperti in Classe A

Tiriamo le somme:

La targhetta CasaClima è senz’altro sinonimo di garanzia: la mia casa è stata veramente fatta come l’Agenzia CasaClima comanda. La targhetta a sinistra del portone è lì a riprova di tutti gli sforzi fatti e del traguardo raggiunto.

La casa “targhettizzata”, a pari caratteristiche della gemella di fianco, avrà anche un valore sul mercato immobiliare superiore, proprio perchè garantisce di essere qualitativa – e risparmiosa.

Attenzione!

CasaClima Nature

solo la targhetta CasaClima Nature garantisce anche che i materiali utilizzati offrano salubrità agli ambienti interni. Infatti sono richiesti precisi requisiti per la qualità dell´aria, per l´illuminazione naturale, per il comfort acustico e per la protezione dal gas radon.

Lasciamo da parte l’indice di efficienza dell’involucro (< 50 kWh/mqa) e l’indice di emissione di CO2 (< 20 kg CO2/mqa), CasaClima Nature impone negli ambienti interni materiali e prodotti che rispettano i limiti di emissione (VOC, formaldeide) come definiti in direttiva tecnica.

Questo aspetto è molto importante da ricordare, specialmente per chi non costruisce la sua casa con targhetta, ma per chi sta acquistando una casa con targhetta! Per assurdo – ma neanche tanto, per mia esperienza – si potrebbe essere così abbagliati dalla targhetta CasaClima in bella mostra all’entrata del condominio sfavillante da dimenticare di informarsi sul tipo e qualità di costruzione che stiamo andando ad acquistare:

Ci si può facilmente ritrovare proprietari di un appartamento in Classe A edificato da costruttori che pubblicizzano appartamenti confortevoli, protetti dal surriscaldamento, in grado di “offrire sensazione di benessere” (cito dal depliant : …per concretizzare il sogno di vivere ed abitare in modo sano e rispettoso dell’ambiente…) utilizzando:

intonaco interno: malta cementizia
materiale di costruzione dell’involucro: calcerstruzzo
materiale coibente: eps

Stratigrafia dei muri perimetrali, dall’esterno verso l’interno:

  • 12cm di polistirolo
  • 19cm di calcestruzzo
  • 6,5cm di polistirene
  • 1cm di lana di legno di abete, mineralizzata e legata con cemento Portland
  • intonaco interno in malta cementizia.

Anche in copertura, polistirolo e calcestruzzo.

Purtroppo bisognerebbe essere esperti di tutto per non inciampare nelle fregature della vita.

Dimenticavo: per la climatizzazione estiva sono previsti 2 apparecchi refrigeranti: zona giorno e zona notte.

Poveri acquirenti…

E Tu hai esperienze di case in classe A?

personalmente no, ma ho sentito di molte insoddisfazioni.
personalmente no, ma ho conoscenti molto soddisfatti.
personalmente no, ma darei più importanza ai materiali che alla classe energetica.
sì, e sono pienamente soddisfatto della scelta dei materiali.
sì, e non sono soddisfatto dei materiali.
sì, e sono parzialmente soddisfatto dei materiali.





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Schiume in cantiere

Andiamo in cantiere; già leggere la scheda tecnica prende tempo che quasi sempre non c’è, figuriamoci leggere la scheda di sicurezza del prodotto che stiamo utilizzando…

Le schiume adesive poliuretaniche, quelle che si usano spesso per incollare pannelli isolanti per esempio, non hanno un odore che mette in guardia, anzi si può dire che sia piacevole. Ecco la trappola: il naso non ci da segnali di pericolo.

Ricordate di non utilizzare la schiuma in caso di scarsa ventilazione, indossate una maschera di protezione con filtro del gas appropriato (tipo A1 secondo EN14387)!

Filtri come questi, se ne trovano anche da 6 euro l’uno, non c’è motivo per non averli:

Filtro-Tipo-A1-CE


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Voglio avere la targhetta CasaClima

<< La mia casa sta venendo così bene.. e la coibentazione è diventata così spinta.. che quasi quasi mi viene voglia di chiedere la targhetta CasaClima. In fondo anche la targhetta della classe energetica ha il suo fascino – e poi un giorno magari la casa vale di più >>.  Sono frasi ricorrenti queste – il committente che è stato contagiato dal virus del risparmio energetico diventa lui stesso portatore sano della filosofia CasaClima.

targhetta CasaClima

Ma qual’è il corretto iter per ottenere la targhetta CasaClima?

Ma che costo ha la targhetta CasaClima?

E alla fine, quanto potrà costare seguire tutto il programma per arrivare alla certificazione Casa Clima?

Qualsiasi studio di progettazione è in grado di seguire l’iter della certificazione Casa Clima?

Secondo la Direttiva di Bolzano, l’iter burocratico è da svolgere PRIMA e non dopo aver costruito la casa.

Questo punto è fondamentale se si pensa ad una certificazione Casa Clima Bolzano con relativa targhetta energetica da attaccare sulla casa: non è possibile pensare e fare la Pratica Casa Clima al termine dei lavori!

 La tariffa per la certificazione CasaClima “standard” si calcola sulla base della superficie netta riscaldata da calcolo CasaClima (la superficie sarà verificata dall’Agenzia CasaClima durante l’iter di certificazione).

 Per una superficie riscaldata netta fino a 300mq ad esempio, la tariffa da pagare all’Agenzia è pari a 1.500 €.

 L’iter di certificazione CasaClima si suddivide in due fasi distinte:

  • Pre-Certificazione (Fase A): controllo e validazione preliminare del progetto
  • Certificazione (Fase B): controllo cantiere e certificazione del progetto

 La tariffa all’ Agenzia KlimaHaus si pagherà così:

  • Pre-Certificazione (Fase A): 60% dell’importo complessivo della certificazione
  • Certificazione (Fase B): 40 % dell’importo complessivo della certificazione

 Al ricevimento della documentazione richiesta per avvio dell’iter di certificazione (rif. Direttiva tecnica vigente) l´Agenzia CasaClima emetterà l’ordine di pagamento pari a quanto richiesto per la Fase A (Pre-Certificazione); l’incasso dell’ordine di pagamento darà l´avvio all’iter di certificazione.

CasaClima KlimaHaus – in fase di certificazione

Con l’incasso dell’ordine di pagamento della fase di pre-certificazione (Fase A) sará rilasciato al referente del progetto CasaClima il Logo ufficiale “CasaClima KlimaHaus – in fase di certificazione” che potrá essere utilizzato a scopi pubblicitari esclusivamente per il progetto per il quale si è richiesta la certificazione e secondo le specifiche contenute nel manuale d’uso che sará rilasciato con il logo stesso.

Per la certificazione CasaClima di edifici con una superficie fino a ( < ) 500 m² sono inclusi due sopralluoghi.

 La pratica però non va avanti da sola grazie al primo bonifico: ci vuole il Tecnico che sviluppa la Pratica Casa Clima!

Il tecnico dovrà svolgere la seguente mansione con un relativo costo di Progettazione :

  • il Modulo di Richiesta (da inviare in formato cartaceo e digitale)
  • la Lettera d’impegno
  • il Calcolo CasaClima (da inviare in formato cartaceo e digitale), utilizzando la versione piú attuale del programma di calcolo CasaClima (Direttiva Tecnica CasaClima ).
  • il Progetto CasaClima (da inviare in formato cartaceo e digitale) che contiene:
  1. la Planimetria con l’esatta indicazione del Nord geografico
  2. la Pianta di tutti i piani con evidenziate le superfici riscaldate con descrizione dell´involucro edilizio termico (tutti quegli elementi costruttivi del volume interno riscaldato che confinano con l´aria esterna, con i vani non riscaldati o con il terreno),
  3. le Viste delle facciate con indicazione degli elementi strutturali inseriti nel calcolo CasaClima;
  4. le Sezioni quotate con l´indicazione delle zone riscaldate e dei vani non riscaldati (indicare chiaramente i vani non riscaldati, i vani del tetto e dei locali attigui eventualmente non riscaldati) e possibili ombreggiature;
  5. i Dettagli in scala delle stratigrafie dei singoli elementi costruttivi inseriti nel calcolo;
  6. i Particolari costruttivi dell’attacco dei balconi, raccordo parete esterna – finestra e/o porta finestra, raccordo cassonetto – parete esterna, solaio piano interrato o contro terra– parete esterna, trave – pilastro verso l’esterno, tetto (ed in generale di tutti quei punti che possono costituire ponte termico), al fine di valutarne la corretta progettazione dei dettagli;
  7. una Breve descrizione delle soluzioni adottate e delle tecniche utilizzate per evitare i ponti termici.
  • Il file .dwg/.dxf dovrà essere in scala 1:1 (1 unità = 1 mt) in tutte le sue parti. Anche i dettagli costruttivi dovranno essere rappresentati nella stessa scala.
  • l’ Impianto di Ventilazione Meccanica Controllata (se esistente) con Breve descrizione dell’impianto di ventilazione: in pianta ed in sezione indicare con progetto il percorso dei condotti della ventilazione. Le principali caratteristiche dei condotti e le loro dimensioni, apparecchi di immissione ed espulsione; il livello di assorbimento sonoro previsto; la Descrizione dei ventilatori, caratteristiche delle prestazioni e della propria efficienza energetica; il Calcolo delle portate d’aria per i vari vani riscaldati; (i dati devono essere presentati sia in forma cartacea che in forma digitale).
  • Foto documentazione:
  1. Accurata foto documentazione delle principali fasi di costruzione e dei dettagli rilevanti ponendo particolare attenzione alla messa in opera degli elementi costruttivi: isolamento, finestre, attacco ultimo solaio-tetto, ecc. Nella foto documentazione vanno indicati, con l’utilizzo di metro, gli spessori dei materiali posati.
  2. Ogni particolare costruttivo va accuratamete foto documentato.
  3. Un esempio di come deve essere presentata la Forodocumentazione è scaricabile dal sito dell’Agenzia, clicca qui.

(Le foto fornite dovranno avere una risoluzione tale da consentire una adeguata lettura dei particolari e degli spessori misurati)

  • Check-list contenente i presupposti per ottenere la targhetta CasaClima;
  • Schede tecniche dei materiali, porte, finestre utilizzati;
  • Certificati di prova (non autodichiarazione del produttore!!) di tutti i materiali, porte, finestre utilizzati che abbiano un valore (U nel caso di finestre e porte) che superino i valori indicativi (vedi Servizi/Download documenti); i prodotti devono essere marchiati secondo la legislazione marchio CE;
  • Breve descrizione delle soluzioni adottate e delle tecniche utilizzate per risolvere i ponti termici;
  • Crono – programma delle fasi del cantiere in cui si evidenzi le fasi cruciali ai fini della Certificazione CasaClima (posa dell´isolamento termico, posa dei serramenti, eliminazione dei “ponti termici” ecc.)
  • Delega (mandato o autorizzazione) del committente al fine di effettuare sopralluoghi in qualsiasi momento del cantiere e nell’edificio, sotto la propria responsabilità, per misurare, verificare e documentare l’avanzamento dei lavori con fotografie o con altri metodi, comprendendo tutti gli aspetti riferiti al marchio di qualità;
  • Bolle di consegna, etichette del pacco e del prodotto o ricevute che identifichino tutti i principali materiali utilizzati.
  • Documentazione digitale su Cd contenente:
  1. Programma di calcolo;
  2. Progetto CasaClima (*.dwg, *.dxf dell’intero Progetto CasaClima e stampa in *.pdf con esclusione della parte relativa ai particolari costruttivi)
  3. Impianto di ventilazione meccanica controllata (*pdf, *jpg, *doc);
  4. Altra documentazione (*pdf, *jpg, *doc).

E’ certamente una montagna di ore da dedicare a questo fidanzamento con l’Agenzia Casaclima. Alcuni studi di progettazione sono ormai abituati a queste pratiche e conoscono ottimamente l’iter da seguire.

Per cercare di dare un’idea di spesa aggiuntiva per questo percorso della certificazione CasaClima si potrebbe dire altri 4.000 € e a questa cifra si dovranno poi aggiungere le spese per sopralluoghi che dipendono dal luogo e dal numero di sopralluoghi necessari e quindi dalla capacità dell’impresa di lavorare bene senza richiedere continue assistenze in cantiere.

Tiriamo le somme:

La targhetta CasaClima è senz’altro sinonimo di garanzia: la mia casa è stata veramente fatta come l’Agenzia CasaClima comanda. La targhetta sullo stipite è lì a riprova di tutti gli sforzi fatti e del traguardo raggiunto.

La casa “targhettizzata”, a pari caratteristiche della gemella di fianco, avrà anche un valore sul mercato immobiliare superiore, proprio perchè garantisce di essere qualitativa – e risparmiosa.

Allora? Dobbiamo fare o no questa certificazione?

  1. Di certo non sono soldi buttati al vento. Quattro occhi vedono meglio di due! Il progetto e la sua realizzazione sono stati due volte verificati.
  2. Di certo il nuovo proprietario di casa aveva il sogno di avere davanti anni sereni, con piccoli costi per riscaldamento. Dalle migliaia di euro spesi per riscaldare la casa precedente passerà alla sua CasaClima che per riscaldamento richiede solo due-tre-quattrocento euro all’anno: un bel risparmio!  Peccato che i primi 15-20 anni di spese di riscaldamento sono già stati spesi per pagare la certificazione.





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  questo articolo è stato scritto da federico sampaoli e diretto dal termotecnico marco de pinto,

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Coibentazione del tetto e delle pareti, i passi dalla A alla Z per avere le agevolazioni del 65% nel 2014

Quest’anno sono deciso a migliorare l’involucro della mia casa: Coibentazione del tetto e delle pareti. Cosa bisogna esattamente fare per ottenere le agevolazioni fiscali che fino al 31 dicembre sono del 65%? Conoscete tutti l’iter da seguire?

Anche l’Agenzia delle Entrate informa sulle Agevolazioni fiscali per il risparmio energetico: ecco l’aggiornamento al dicembre 2013.

Provo io a riassumere un vademecum pubblicato dall’ENEA, spero correttamente:

Ecco i passi dalla A alla Z per avere le agevolazioni del 65% nel 2014

REQUISITI TECNICI SPECIFICI DELL’INTERVENTO:

Devo sostituire o  modificare elementi già esistenti assicurando nuovi valori di trasmittanza termica (U) uguali o inferiori a quelli della tabella 2 del D.M. 26 gennaio 2010. Eccola qui:

valori limite trasmittanza U del D.M. 26 gennaio 2010

DOCUMENTAZIONE DA CONSERVARE:

  • o l’asseverazione redatta da un tecnico abilitato iscritto al proprio Albo professionale, con il valore stimato di trasmittanza dello stato di fatto e il valore di trasmittanza del progetto.
  • oppure (in base alle nuove disposizioni di cui al D.M. 6 agosto 2009) la dichiarazione del Direttore dei Lavori sulla conformità al progetto delle opere realizzate (obbligatoria ai sensi dell’Art.8, comma 2, del D.Lgs. n°192 del 2005);  esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici (che ai sensi dell’Art.28, comma 1, della Legge 10 del 1991 occorre depositare presso le amministrazioni competenti).

Ma un Direttore dei Lavori devo incaricarlo comunque per realizzare il sistema a cappotto esterno e l’isolamento del tetto? L’asseverazione del tecnico abilitato è una spesa in più o il Direttore dei Lavori, con l’asseverazione bell’e pronta già in mano, costa di meno?

  • tutte le fatture relative alle spese + le ricevute del bonifico recante come causale il riferimento alla legge finanziaria 2007, numero fattura e data, oltre ai dati del richiedente la detrazione e del beneficiario del bonifico:

il riferimento alla legge finanziaria 2007, numero della fattura e relativa data, oltre ai dati del richiedente la detrazione e del beneficiario del bonifico

Ma quando clicco sul tipo del bonifico per agevolazioni fiscali non salta fuori questa legge finanziaria del 2007 ! E quale sarebbe questa legge finanziaria 2007 ? …forse si deve scrivere Art.1, comma 345 della legge finanziaria 2007 ?

  • ricevuta dell’invio all’ENEA (codice CPID) (garanzia che la documentazione è stata trasmessa), o ricevuta della raccomandata.

Ma invio di cosa esattamente?

  • schede tecniche.

Ma le schede tecniche dei materiali utilizzati per la coibentazione?

  • originali degli Allegati inviati all’ENEA firmati dal tecnico e/o dal cliente.

Ma quali allegati?

  • l’APE, l’Attestato di Prestazione Energetica (secondo le modalità di calcolo di cui al D.P.R. 2 aprile 2009 n°59), fatto salvo nelle Regioni con proprie disposizioni normative in attuazione della direttiva 2002/91/CE”. Il tecnico compilatore dell’APE non deve essere coinvolto nei lavori.

Ma l’Asseverazione redatta da un tecnico abilitato iscritto al proprio Albo professionale, con il valore stimato di trasmittanza dello stato di fatto e il valore di trasmittanza del progetto serve o non serve? Si può sostituire con l’APE?   Pensavo che l’APE non servisse perchè comunque nell’allegato E inviato all’ENEA c’è il riferimento al consumo energetico prima dell’intervento e dopo l’intervento, l’APE classifica l’edificio nella nuova condizione quindi non aggiunge nulla al fine di individuare l’energia risparmiata con l’intervento di isolamento termico.

La redazione dell’APE è obbligatoria per accedere al bonus fiscale del 65% e l’APE stesso è detraibile.  D.L. 63/2013, Art. 6, comma 1 (estratto) “…Gli edifici di nuova costruzione e quelli sottoposti a ristrutturazioni importanti, sono dotati di un attestato di prestazione energetica (APE) al termine dei lavori…”.   Per Ristrutturazione importante si intende: D.L. 63/2013, Art. 2, comma 1-vecies-quater – “ristrutturazione importante di un edificio”: un edificio esistente è sottoposto a ristrutturazione importante quando i lavori in qualunque modo denominati (a titolo indicativo e non esaustivo: manutenzione ordinaria e straordinaria, ristrutturazione e risanamento conservativo) insistono su oltre il 25% della superficie dell’involucro dell’intero edificio, comprensivo di tutte le unità immobiliari che lo costituiscono, a titolo esemplificativo e non esaustivo, rifacimento di pareti esterne, di intonaci esterni, del tetto o dell’impermeabilizzazione delle coperture. Quindi se l’intervento di coibentazione coinvolge più del 25% dell’involucro dell’edificio l’APE è obbligatorio.

 DOCUMENTAZIONE DA TRASMETTERE all’ENEA:

  • Attestato di qualificazione energetica redatto da un tecnico abilitato, con i dati di cui all’Allegato A al “decreto edifici”.

Ma l’Asseverazione redatta da un tecnico abilitato iscritto al proprio Albo professionale, con il valore stimato di trasmittanza dello stato di fatto e il valore di trasmittanza del progetto serve o non serve? Si può sostituire con l’APE?

  • Scheda descrittiva dell’intervento (Allegato E al ”decreto edifici”).

Ma la descrizione dell’intervento non era già nell’Asseverazione redatta da un tecnico abilitato iscritto al proprio Albo professionale, con il valore stimato di trasmittanza dello stato di fatto e il valore di trasmittanza del progetto serve o non serve? Nell’APE non c’è questa descrizione?

Per riassumere:

quadro adempimenti

contenuto dell'asseverazione

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Decisioni per una casa efficiente o deficiente

Tanti italiani ne stanno parlando, in famiglia, al lavoro, con i conoscenti, nei forum: si dovrebbe decidere qualche intervento sulla casa! Le bollette sono alte, il meteo imprevedibile, la casa ha i suoi acciacchi, e qualche difetto.

2014 ultimo anno agevolazioni fiscali 65-06

Nessuno è costretto a fare nulla di nulla, e forse la casa più o meno funzionerebbe offrendo un sufficiente comfort. Si potrebbe tirare avanti. Son vent’anni che andiamo avanti così, si potrà andare avanti per altri trenta…

E’ qui l’errore. Non si va avanti altri trent’anni così! Forse nelle zone più calde del sud italia sì, ma nel resto d’italia no.

Chi ha già cambiato i serramenti e tinteggiato all’interno da qualche anno si è già reso conto che finiture interne rovinate dagli aloni neri dei ponti termici negli angoli freddi, e le muffe intorno ai fori finestra non possono essere il panorama interno dei prossimi decenni! Siamo noi o sono gli struzzi a mettere la testa sotto la sabbia?

2014 agevolazioni fiscali 65-03

Una casa energivora, pur amandola perchè è nostra, alla lunga stanca. Forse duemila euro di gas all’anno non spaventano, oggi. Ma sono 20mila in una decina d’anni. e l’energia non ha andamento decrescente. Sembra aumentare del 5-6% all’anno.

2014 agevolazioni fiscali 65-02

Possedere una casa efficiente o deficiente (nel senso di deficere, mancare, dal latino deficiens -entis) non è la stessa cosa. Non fraintendetemi: è una frase di compatimento e non un epiteto offensivo nei riguardi della vostra proprietà!

2014 agevolazioni fiscali 65-04

Non piangiamoci addosso, noi siamo gli attori, noi dobbiamo informarci, noi dobbiamo capire, noi dobbiamo decidere, noi dobbiamo trovare la soluzione ai nostri guai: nessuno suonerà il nostro piffero al nostro posto!  Beh, a proposito del piffero, quest’anno c’è chi lo suonerebbe al posto nostro – o almeno in parte! Il 2014 sarà l’ultimo anno delle agevolazioni fiscali al 65%. Lo stato è in vena di scherzare? E’ solo un poco ingiusto… come la vita stessa… – ma non perdiamoci in questi discorsi. Perchè non cogliere la palla al balzo?

2014 agevolazioni fiscali 65-09

Trovare un finanziatore a fondo perduto per gli interventi da fare in casa nostra è raro. Lo stato ci sta promettendo detrazioni fiscali pari al 65%:

investire 50 mila euro nella propria casa significa avere diritto alla detrazione fiscale di 32.500 euro, spalmati in 10 anni:

  • ogni anno fiscale posso evitare versamenti per oltre 3mila euro.

L’intervento sull’immobile costa, al netto, solamente 17.500 euro pur offrendo qualità, caratteristiche ed investimento da 50 mila.

Alternativa al rendere efficiente la propria casa… affrontare le seguenti spese:

  • spese per riscaldamento pari a 20 mila euro + adeguamento prezzi energetici, diciamo, senza certezza, 25 mila euro
  • versamenti allo stato per 32.500 euro

anche un bambino capirebbe che è più conveniente impiegare 17.500 euro per contenere le dispersioni termiche, anzichè bruciare 25 mila euro in bollette del gas per riscaldamento (magari anche 30 mila se i prezzi volano).

Guardate che quando i prezzi delle materie prime volano e noi dipendiamo da loro, noi siamo perduti. La storia insegna – a chi vuole imparare.

2014 agevolazioni fiscali 65-10

Soluzione A (“a” come “approfittane!”, come classe “A”, come “addirittura“):

  • investo 50 mila euro in interventi di effcientamento dell’involucro (lasciamo stare gli impianti per ora – l’involucro è ben più longevo di una caldaietta nuova)
  • eviterò versamenti al fisco per 32.500 euro, pari a 3.250 euro / anno
  • pagherò bollette per riscaldamento di tre quattro 500 euro / anno, diciamo 5.000 euro in dieci anni
  • conclusione: tra 10 inverni posso dire di aver speso 55.000 euro
  • e poi continuerò a vivere nella confortevolissima, efficientissima e parsimoniosissima casa per altri 10 e altri 10 e altri 10 anni e …… con bollette ridicole (5.000 + 6.300 + 8.000 euro)
  • conclusione: tra 40 inverni (io quasi novantenne) potrò ricordare di aver speso 74.300 euro

2014 agevolazioni fiscali 65-07

Soluzione S (“s” come “struzzo”, come “sabbia”, come classe energetica “S”):

  • non investo 50 mila euro in interventi di effcientamento dell’involucro (lasciamo stare anche gli impianti)
  • ma verserò al fisco 32.500 euro, pari a 3.250 euro / anno
  • pagherò bollette per riscaldamento di 2.500 euro / anno, diciamo 25.000 euro in dieci anni (magari anche 30 mila se i prezzi volano)
  • conclusione: tra 10 inverni posso dire di aver speso 57.500 o magari 62.500 euro (se i prezzi volano)
  • e poi continuerò a vivere nella non confortevole energivora casa per altri 10 e altri 10 e altri 10 anni e …… con bollette da paura (30.000 + 38.000 + 47.000 euro)
  • conclusione: tra 40 inverni (io quasi novantenne) potrò ricordare di aver speso 172.500 euro

Tra la soluzione A e la soluzione S ci sono 100 mila euro di differenza. Che dire?

2014 agevolazioni fiscali 65-05

I prezzi dell’energia dei prossimi decenni non li conosce nessuno, sappiamo che non diventeranno a buon mercato: la morale è sempre quella: se dall’energia dipendiamo poco, il prezzo è ininfluente, se divoriamo tanta energia perchè la nostra casa è un colabrodo energetico, il prezzo può anche costringerci a lasciare la casa!

Vogliamo essere pessimisti o realisti?

  • la nostra casa in classe energetica G (leggi S) nel 2024 che valore avrà?
  • quanto appetito farà al mercato immobiliare?
  • quanto sarà stimata dal mio istituto finanziario per concedermi un nuovo prestito?
  • come sarà giudicata la mia capacità di ripagamento di un prestito se avrò spese per riscaldamento stratosferiche?
  • la casa quanto inquinerà?
  • quanta Co2 emetterà in atmosfera?
  • e se le tasse del futuro tasseranno chi più inquina? se chi più inquina più paga?
  • che tipo di eredità sarà per i nostri figli?

Questo è l’anno per decidere, per cambiare le cose, per avere un futuro!

2014 agevolazioni fiscali 65-08

Volete un aiuto? sono qui a scrivere proprio per offrirvelo!

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+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Scelta green della coibentazione

Faccio molta attenzione quando si tratta di scegliere un tipo di coibentazione piuttosto che un altro, in parte per raggiungere le prestazioni che intendo ottenere, in parte per la salubrità dei materiali. E la sostenibilità ambientale degli isolanti?

Che un edificio debba essere protetto con materiali isolanti è fuor di dubbio, ma esiste una corretta metodologia unificata e codificata dell’analisi del ciclo di vita (LCA – Life Cycle Assessment) che mi sia da guida nella scelta del materiale coibente?

lca

Un committente che ha finalmente deciso per un intervento di efficientamento energetico riesce a valutare il reale impatto ambientale di un certo materiale e dei processi produttivi? allo smaltimento sicuramente non vuole ancora pensarci! Ha forse già sentito parlare di PEF (Product Environmental Footprint), l’impronta che ha ogni materiale sull’ambiente, ma come può scegliere in modo più green e rispettoso?

I principali metodi e protocolli per la misurazione della sostenibilità ambientale degli edifici ITACA, LEED, CasaClima Nature e le “ecolabels” derivati dall’applicazione delle norme della famiglia ISO 14000 sono conosciuti ? o restano pane per i convegni e riviste del settore?

Quanti conoscono il “Water Footprint” che analizza l’uso di acqua diretto e indiretto e degli effetti di inquinamento idrico correlati ad un determinato materiale e/o processo? Ricordate che ogni goccia conta!

Vi consolo così: che scegliate male o bene il materiale per coibentare la vostra casa, sappiate che a livello prestazionale globale avete fatto comunque un’ottima scelta, il contributo dei soli materiali per coibentazione è quello che ha il maggior peso nel bilancio termico dell’edificio! Le perdite (le dispersioni) attraverso la copertura, le pareti e il solaio verso terra (le perdite per trasmissione) sono la prima inefficienza energetica!

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Piano Casa prorogato in Veneto al 2017

Piano Casa, 3° proroga, rimarrà in vigore fino al 2017.

  • Bonus di 150 metri cubi per le prime case
  • premi volumetrici fino all’80% per le sostituzioni edilizie con tecniche di bioedilizia
  • consente di ampliare del 20% del volume o della superficie gli edifici esistenti, in deroga ai piani urbanistici e ai piani ambientali dei parchi regionali (con parere vincolante della Soprintendenza)
  • premi volumetrici per chi abbatte il vecchio edificio e lo ricostruisce per migliorarne la qualità architettonica, energetica e la sicurezza: bonus del 70% elevabile all’80% con tecniche costruttive di bioedilizia (anche in un’area diversa)
  • ampliamenti anche su un lotto limitrofo, sino a 200 metri di distanza dall’edificio principale, su un diverso corpo di fabbrica
  • la percentuale del 20% del bonus volumetrico potrà essere aumentata di un ulteriore 5% per le abitazioni e del 10% in caso di edifici non residenziali, per interventi di messa in sicurezza antisismica
  • premio volumetrico del 10% per la rimozione dell’amianto
  • il nuovo piano casa è applicabile anche in zona agricola
  • premio del 50% del volume o della superficie per le sostituzioni edilizie a rischio idrogeologico in zona sicura

Risultato: oneri di urbanizzazione azzerati.

Permessi di costruire, niente oneri per le famiglie numerose

ENEA provate a leggere le FAQ

ognuno di noi ha domande da porre… l’ENEA si sforza per chiarimenti e approfondimenti  della normativa relativa all’efficienza energetica degli edifici.

provate a leggere le FAQ, a volte aiutano, a volte sembra di leggere diritto privato. sapete cosa significa faq?

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Inseguendo le detrazioni per le riqualificazioni energetiche

MERCOLEDÌ 16 OTTOBRE 2013, un po’ di chiarezza:

  • 2014: proroga delle Detrazioni 65% e 50% + Bonus Mobili 50%
  • 2015: il 65% scende al 50%, mentre per le ristrutturazioni si passa al 40% per poi tornare al 36% nel 2016.

Resta il prolungamento fino al 30 giugno 2015 del bonus per i condomini ( interventi relativi alle parti comuni degli immobili condominiali o che riguardino tutte le unità immobiliari del condominio).  Ridotta al 50% si prolunga alle spese sostenute fino al 30 giugno 2016.

Non resta che decidere quali interventi fare, con quali materiali, con quali posatori, con quale istituto finanziarli e con quale consulente collaborare: per questo ultimo dubbio io ho già la risposta per voi :-)

Forza! non capita tutti i giorni di incontrare un fesso che paghi più della metà dei nostri lavori in casa! 

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IMU prima casa – meglio IMU unica casa

In Commissione bilancio alla Camera è arrivata la proposta di restringere la platea delle esenzioni IMU prima casa agli immobili con rendita catastale inferiore ai 750 euro.  Il decreto, nella sua formulazione attuale, contiene la soppressione per tutte le prime case.

imu

Sì – in effetti – chi guadagna bene potrebbe anche permettersi di pagare l’IMU senza tanti pensieri. Ma cosa mi dite di tante persone che hanno sì una casa con rendita catastale alta, ma non guadagnano affatto bene???

Chi per esempio? L’anziana signora che vive da settant’anni in un castello, ora dovrebbe venderlo per pagare l’IMU? Il contadino che vive delle sue cose nella sua vecchia grande fattoria, ora deve vendere casa, campi e animali per poter pagare l’IMU?

Credo che ognuno meriti di mantenere la propria residenza, senza distruggersi la vita, per pagare un balzello che oggi c’è, domani non c’è, ieri c’era, l’altro ieri non c’era.

E anche lasciare la tranquillità ad ogni cittadino italiano che a casa sua, se non cade il tetto, può stare un po’ tranquillo.

Se esce e si compra una macchinona, tassalo. Se esce a far shopping tassalo. Ma se resta a casa sua, e vive delle sue cose, e si mantiene, non cerchiamo in tutti i modi di rovinargli la vita!

L’autunno della vita è fatto per mettere insieme i ricordi, raccogliere quello che si è seminato, e non per combattere!

Ecco la mia proposta: semplice, chiara, e a mio avviso equilibrata:

l’IMU NON si paga sull’UNICA CASA

Siamo d’accordo?

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Aggiornamento settembre 2013 sulle agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

Purtroppo in Italia nulla è certo e nulla è semplice, bisogna tenersi costantemente aggiornati! Come sulle tariffe telefoniche, ogni giorno è buono per una novità…

Davanti alle grandi decisioni per la casa, meglio rileggersi quali sono “Le agevolazioni fiscali per il risparmio energetico” – aggiornamento settembre 2013.

LE SPESE DETRAIBILI

Il documento ufficiale di circa 26 pagine lo potete scaricare qui.

se non sai le cose, sàlle!

Ricordiamo che il decreto legge n. 63/2013 ha prorogato al 31 dicembre 2013 la detrazione fiscale per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici innalzando al 65% la percentuale di detraibilità delle spese sostenute nel periodo che va dal 6 giugno 2013 (data di entrata in vigore del decreto) al 31 dicembre 2013.

C’è tempo fino al 30 giugno 2014, per gli interventi relativi alle parti comuni degli edifici condominiali e per quelli che riguardano tutte le unità immobiliari di cui si compone il singolo condominio.

Dal 1° gennaio 2014 (per i condomini dal 1° luglio 2014) l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale del 36% prevista per le spese di ristrutturazioni edilizie.

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Centri storici, detrazione fiscale anticipata in un’unica soluzione

Ho letto che per quanto concerne il risanamento degli edifici presenti all’interno dei centri storici, la Provincia autonoma di Bolzano “anticiperà in un’unica soluzione il bonus fiscale offerto dallo Stato su un periodo di dieci anni.

In questo modo non solo diamo respiro ad un settore in crisi come quello dell’edilizia, ma valorizziamo i centri abitati riducendo il “consumo” di territorio per la creazione di nuove zone residenziali”, ha spiegato l’assessore Christian Tommasini.

La misura rientra nell’ambito del pacchetto di modifiche all’ordinamento dell’edilizia abitativa agevolata, approvate dal Consiglio provinciale.

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Rivelatori di fughe di gas

Come il Pronto Consumatore del Centro Tutela Consumatori ed Utenti Alto Adige sta segnalando, ricordate quanto segue:

c’è chi sta vendendo rivelatori di fughe di gas attraverso il sistema delle vendite porta a porta: dovete sapere che non vi è l’obbligo per legge di installare il dispositivo in questione.

rivelatori di fughe di gas

Trattandosi di vendite porta a porta, al consumatore è consentito recedere (cd. diritto di ripensamento) dal contratto stipulato entro 10 giorni lavorativi dalla sua sottoscrizione, a mezzo lettera raccomandata a.r. (art. 64 del Codice del Consumo). L’apparecchio va, in questo caso, restituito alla sede della ditta a spese dello stesso consumatore.

rivelatori di fughe di gas

Se state valutando l’acquisto di qualche rivelatore di gas metano e/o gpl, potete sempre informarvi sui migliori prezzi che esistono online (anche con spedizione gratuita):

rivelatori di fughe di gas

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Entro 90 giorni dalla fine dei lavori, cosa si deve fare?

Occorre trasmettere all’ENEA, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, attraverso il sito

internet www.acs.enea.it, ottenendo ricevuta informatica:

 

1. l’attestato di certificazione o di qualificazione energetica;

2. la scheda informativa.

 

Solo se la complessità dei lavori eseguiti non trova adeguata

descrizione negli schemi forniti dall’ENEA, è consentito l’invio tramite

raccomandata, con ricevuta semplice, all’indirizzo: “ENEA –

Dipartimento ACS, Via Anguillarese, 301 – 00123 Santa Maria di

Galeria (Roma)”, specificando il riferimento “Detrazioni fiscali -

Riqualificazione energetica – Anno …”.

Oltre i 90 giorni dalla fine dei lavori, eventuali errori commessi nella

compilazione della scheda informativa destinata all’ENEA possono

essere rettificati. Il contribuente può correggere il contenuto della

scheda inviando telematicamente una nuova comunicazione, che

annulli e sostituisca la precedente. Con la nuova scheda dovrà essere

re-inviato anche l’attestato di qualificazione energetica, ove richiesto. La rettifica dovrà comunque essere inviata entro

il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi nella quale la spesa può essere portata in detrazione.

È attiva su sito dell’Enea la procedura informatica per l’invio della rettifica.

Per fruire dell’agevolazione del 65% è necessario acquisire:

Per fruire dell’agevolazione è necessario acquisire:

 

a. L’asseverazione di un tecnico abilitato

Deve attestare la rispondenza dell’intervento ai requisiti richiesti e può essere compresa in quella di conformità al

progetto delle opere realizzate che il direttore dei lavori presenta al Comune ai sensi dell’art. 8, comma 2, del Dlgs

192/2005, e ss.mm.ii.

Dall’11 ottobre 2009, per effetto del DM del 6 agosto 2009 che modifica il DM 19 febbraio 2007, l’asseverazione di un

tecnico abilitato può anche essere esplicitata nella relazione attestante la rispondenza alle prescrizioni per il

contenimento del consumo di energia degli edifici e relativi impianti termici prevista dall’art. 28, comma 1, della legge

10/1991.

Per alcuni beni quali, ad esempio, finestre comprensive di infissi o caldaie a condensazione di potenza nominale del

focolare inferiore a 100 Kw, l’asseverazione può essere sostituita da una certificazione fornita dal produttore.

Nel caso di impianti di potenza nominale del focolare inferiore a 100 kW, all’asseverazione non devono più essere

allegate le certificazioni dei singoli componenti rilasciate nel rispetto della normativa europea in materia di

attestazione di conformità del prodotto (DM del 6 agosto 2009).

 

b. L’attestato di certificazione o di qualificazione energetica, ove richiesto

È redatto secondo le procedure approvate dalle Regioni e Province autonome o stabilite dai Comuni con proprio

regolamento antecedente all’8 ottobre 2005, o secondo quanto previsto dall’art. 6 del Dlgs 192/2005. In mancanza

delle suddette procedure, va redatto un attestato di qualificazione energetica conformemente all’Allegato A del DM

19 febbraio 2007 ed asseverato da un tecnico abilitato che può essere il medesimo tecnico che produce

l’asseverazione di rispondenza dell’intervento ai pertinenti requisiti richiesti. L’indice di prestazione energetica per la

climatizzazione invernale deve essere determinato conformemente all’allegato I del Dlgs 192/2005 e ss.mm.ii.

Per gli interventi, iniziati nel 2007 e non ancora terminati,

sull’involucro di edifici esistenti, sue parti o unità immobiliari,

per quelli relativi all’installazione di pannelli solari per la

produzione di acqua calda e per gli interventi di sostituzione di

impianti di climatizzazione invernale con potenza nominale del

focolare minore a 100 kW, per la determinazione dell’indice di

prestazione energetica per la climatizzazione invernale

dell’edificio, in alternativa al calcolo secondo il Dlgs 192/2005,

ci si può avvalere della procedura semplificata di cui

all’Allegato B del DM 19/02/2007.

Per gli interventi avviati dal 2008 sull’involucro di edifici esistenti, sue parti o unità immobiliari, esclusa la sostituzione

di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari, e per gli interventi di sostituzione di impianti di

climatizzazione invernale limitatamente all’installazione di impianti aventi una potenza nominale del focolare o una

potenza elettrica nominale non superiore a 100 kW, per la determinazione dell’indice di prestazione energetica ai fini

dell’attestato di qualificazione energetica, in alternativa al calcolo secondo il Dlgs 192/2005, si può applicare la

metodologia di cui all’Allegato G del DM 19 febbraio 2007.

Il DM del 6 agosto 2009 ha modificato l’articolo 5, comma 3, del DM 19 febbraio 2007, specificando che il metodo di

calcolo previsto dall’Allegato I al Dlgs 192/2005 e ss.mm.ii. sarebbe stato valido fino all’entrata in vigore dei decreti di cui all’art. 4, comma 1, lettere a) e b), del Dlgs 192/2005; successivamente i medesimi calcoli devono essere svolti nel

rispetto delle disposizioni del decreto di cui all’art. 4, comma 1, lettere a) e b), del Dlgs 192/2005. Il decreto di cui

all’art. 4, c. 1, lettere a) e b), del Dlgs 192/2005 è il Dpr n. 59 del 2 aprile 2009, entrato in vigore il 25 giugno 2009.

Per gli interventi di sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità immobiliari e di installazione di

pannelli solari, realizzati a partire dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2008, non è richiesto l’attestato di

certificazione/qualificazione energetica.

Per le spese effettuate dal 1° gennaio 2008 per la sostituzione di finestre comprensive di infissi, in singole unità

immobiliari, non è più obbligatorio redigere l’attestato di certificazione o qualificazione energetica (art.1, comma 24,

lettera c), della legge 244/2007). Il DM 6 agosto 2009 elimina l’obbligo di allegare all’asseverazione sul rispetto dei

requisiti minimi – che può essere sostituita da una certificazione dei produttori di detti elementi, che attesti il rispetto

dei medesimi requisiti – le certificazioni dei singoli componenti rilasciate nel rispetto della normativa europea in

materia di attestazione di conformità del prodotto.

c. La scheda informativa relativa agli interventi realizzati

Deve contenere i dati identificativi del soggetto che ha sostenuto le spese, della struttura oggetto dell’intervento, i

parametri per l’identificazione della tipologia di intervento eseguito, il risparmio annuo di energia primaria previsto, gli

oneri economici sostenuti per l’intervento e per le spese professionali. Deve essere redatta secondo lo schema di cui

all’Allegato E del DM 19 febbraio 2007 o – in caso di sostituzione di finestre comprensive di infissi in singole unità

immobiliari e di installazione di pannelli solari – all’Allegato F dello stesso DM. Se sono stati eseguiti più interventi su

uno stesso edificio o unità immobiliare, l’asseverazione, l’attestato di certificazione o qualificazione energetica e la

scheda informativa possono avere carattere unitario.

Interventi sugli involucri degli edifici con il 65%

Interventi sugli involucri degli edifici (strutture opache e infissi) – (comma 345)

È detraibile il 65% delle spese sostenute per interventi sull’involucro dell’edificio, riguardanti le strutture opache

verticali, le strutture opache orizzontali (coperture e pavimenti) e le finestre, comprensive di infissi, delimitanti il

volume riscaldato, verso l’esterno e verso vani non riscaldati, che consentano di ottenere una riduzione della

trasmittanza termica U, in base ai valori indicati nella tabella di cui all’Allegato B del DM 11 marzo 2008 (come

modificata dal DM 26 gennaio 2010).

Diversi protocolli di certificazione degli edifici

Con un’ indagine che rientra in un progetto di ricerca sociologico sulla riconversione ecologica degli edifici esistenti – “Pratiche di riconversione eco-sostenibile del patrimonio edilizio. Alla ricerca di circuiti virtuosi dell’abitare” (www.lscmt.units.it/osti/Ricerche.htm) – si vuole aiutare a comprendere quali sono gli elementi che fino ad oggi hanno reso il restauro in senso ecologico poco praticato dal mondo delle costruzioni e poco studiato nei suoi effetti sui fruitori degli edifici.

Il responsabile del progetto di ricerca è il prof. Giorgio Osti del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Trieste – per comunicare con il gruppo di ricerca potete scrivere a Giovanni Carrosio (gcarrosio@units.it).

Come rispondere al quesito n.24?

24. Ormai in Italia esistono diversi protocolli di certificazione degli edifici (Casa Clima, Itaca, Leed). Come mai secondo lei sono proliferati differenti protocolli?

Ci può aiutare Tomasi di Lampedusa che nel suo Il Gattopardo scrive nella parte sesta:

Bevve il vino che gli avevano portato, ma ciò sembrò aumentare ancora la sua amarezza. “Lei non è stato sul continente dopo la fondazione del Regno? Fortunato lei. Non è un bello spettacolo. Mai siamo stati tanto divisi come da quando siamo uniti.

Che poi, la situazione italiana è già tutta riassunta e cantata nel nostro Inno nazionale Fratelli d’Italia:

Noi fummo da secoli

Calpesti, derisi,

Perché non siam popolo,

Perché siam divisi.

Raccolgaci un’unica

Bandiera, una speme:

Di fonderci insieme

Già l’ora suonò.

Uniamoci, amiamoci,

l’Unione, e l’amore

Rivelano ai Popoli

Le vie del Signore;

Da secoli veniamo calpestati e derisi, perché non siamo un popolo, perché siamo divisi.

Ci accomuni una sola bandiera. Ci leghi un’unica speranza. L’ora di unirci è già suonata.

Uniamoci e amiamoci. L’Unione e l’amore indicano ai popoli le vie segnate dal Signore.

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Bonus ristrutturazioni… l’Italia che non sa mai in che direzione andare.

Sono ammesse le spese effettuate già a partire dal 26 giugno!

il nuovo bonus ristrutturazioni: fino al 31 dicembre 2013 ristrutturazioni edilizie di cui è detraibile il 50% in 10 anni + un bonus per mobili destinati all’arredamento di immobili ristrutturati (tetto massimo di spesa 10 mila euro)

Ne hanno diritto proprietari di un immobile, beneficiari dell’usufrutto o della nuda proprietà o chi è in affitto o gli eventuali familiari conviventi con il proprietario.

Bisogna effettuare pagamenti in modo che siano tracciabili e le spese vanno documentate: interessante per chi ha reddito nuovo, inutile per chi fa i lavori con capitale risparmiato.

Sono compresi nell’agevolazione i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, la messa in sicurezza sismica, la rimozione di barriere architettoniche, di materiali cancerogeni come l’amianto e per l’installazione di sistemi di domotica e impianti di sicurezza e opere idonee per abbattere l’inquinamento acustico. Anche per l’acquisto di tappi per le orecchie?

Gli interventi di miglioramento dell’efficenza energetica arrivano al 65%: il rifacimento della coibentazione, (qualcuno è già al secondo cappotto?) l’installazione di infissi, impianti di climatizzazione e pannelli solari per l’acqua calda. Per i lavori condominiali fino al 30 giugno 2014.

Nemmeno un centesimo per la sostituzione di caldaie e la realizzazione di impianti geotermici.

Il rifacimento dell’arredamento dovrà essere successivo all’intervento di ristrutturazione. Il bonus vale anche per elettrodomestici da incasso, di classe non inferiore ad A+ (A per i forni).

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Acconto TARES 2013

leggo… Bolletta nr. 2013xxxxxxx Acconto Tares 2013

Tributo comunale sui rifiuti e sui servizi (TARES), la ex TIA e/o TARSU.

Acconto TARES 2013

l’Italia ama le sigle, le ex sigle e le future sigle: <<ma nonna, che orecchie grandi che hai! – ma nonna, che occhi rossi che hai! – ma nonna, che denti aguzzi che hai! Sìì cappuccetto rosso, per confonderti meglio!!

Beh, la TARES non è il lupo cattivo, è una maggiorazione pari a 0,30€ per metro quadrato a copertura dei costi relativi ai servizi indivisibili dei Comuni: il 20 dicembre conterrà il conguaglio comprendente le tariffe 2013.

Cosa sono i servizi indivisibili?  Si tratta dell’illuminazione pubblica, della manutenzione delle strade, della polizia locale, dell’anagrafe e in generale delle attività comunali che non sono erogate “a domanda individuale”, per esempio gli asili nido o il trasporto scolastico.

In sostanza se hai un mini-attico in centro storico e la tua super-auto nel posto auto accanto ai portici PAGHI POCO NULLA. Se hai la casa dei genitori stile anni ’70 con due entrate tre quattro camere lo studio la tavernetta la lavanderia lo sbratta cucina il garage lungo e la mansarda SEI ROVINATO.

repubblica delle banane!

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Efficienza energetica e il cammino normativo

Non avevo ancora 11anni… che

•Legge 30 Aprile 1976, n. 373: Norme per il contenimento del consumo energetico per usi termici negli edifici.

•UNI 7347 : 1974 = Calcolo del fabbisogno termi- co per il riscaldamento di edifici.

•UNI 7745 : 1977 = Materiali isolanti. Determina- zione della conduttivita’ termica con il metodo della piastra calda …

•UNI 10344 : 1994 = Riscaldamento degli edifici – calcolo del fabbisogno di energia.

•UNI 10351 : 1994 = Materiali da costruzione. Conduttività termica e permeabilità al vapore.

•UNI 10355 : 1994 = Murature e solai. Valori della resistenza termica e metodo di calcolo.

•UNI 10375 : 1995 = Metodo di calcolo della tem- peratura interna estiva degli ambienti.

•Circolare 3151 Ministero LL.PP. = Criteri di valu- tazione delle grandezze atte a rappresentare le pro- prietà termiche.

•Circolare 13 dicembre 1993, n. 231/f : Ministero dell’industria commercio ed artigianato – art. 28 della legge n. 10/1991. Relazione tecnica sul rispet- to delle prescrizioni in materia di contenimento del consumo di energia negli edifici. Indicazioni inter- pretative e di chiarimento.

•Direttiva CEE 89/106 – Direttiva del Consiglio del 21 Dicembre 1988 relativa al ravvicinamento delle disposizioni legislative, regolamentari e amministra- tive degli Stati Membri concernenti i prodotti da costruzione.

•Direttiva CEE 16/12/2002, n. 2002/91: Rendimento energetico nell’edilizia.

•D.P.R. 28 giugno 1977, n. 1052: Regolamento d’e- secuzione alla Legge n. 373 del 30/4/1996 relativa al consumo energetico.

•D.P.R. 26 agosto 1993, n. 412 : Regolamento recante norme per la progettazione, l’installazione, l’esercizio e la manutenzione degli impianti termici degli edifici ai fini del contenimento dei consumi di energia.

•DPR 21/04/1996=Decreto del Presidente della Repubblica per il recepimento della Direttiva CEE 89/106.

•D.P.R. 21 dicembre 1999, n. 551 : Regolamento recante modifiche al decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, in materia di progettazione, installazione, esercizio e manutenzio- ne degli impianti termici degli edifici, ai fini del con- tenimento dei consumi di energia.

•Decreto Ministeriale 30 luglio 1986:aggiornamen- to dei coefficienti di dispersione termica degli edifi- ci.

•Legge 9 Gennaio 1991 – n. 10 = Norme per l’attua- zione del piano energetico nazionale.

•Decreto Ministeriale 13 dicembre 1993: Approvazione dei modelli tipo per la compilazione della relazione tecnica di cui all’art. 28 della legge 9 gennaio 1991 n. 10, attestante la rispondenza alle prescrizioni in materia di contenimento del consumo energetico.

•Decreto Ministeriale 6 agosto 1994 (GU 24 agosto 1994, n. 197) : Recepimento delle norme UNI attua- tive del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, recante il regolamento per il contenimento dei consumi di energia degli impianti termici degli edifici, e rettifica del valore limite del fabbisogno energetico normalizzato.

•Decreto Ministeriale 2 aprile 1998 : Modalità di certificazione delle caratteristiche e delle prestazio- ni energetiche degli edifici e degli impianti ad essi connessi.

•Decreto Ministeriale 24 aprile 2001: Individuazione degli obiettivi quantitativi per l’incre- mento dell’efficienza energetica negli usi finali ai sensi dell’art. 9, comma 1, del decreto legislativo 16 marzo 1999, n. 79.

•Legge 1 giugno 2002 n. 120 : Ratifica ed esecuzio- ne del Protocollo di Kyoto alla Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, fatto a Kyoto l’11 dicembre 1997.

•Decreto Ministeriale 17 marzo 2003 del Ministero delle Attività Produttive : Aggiornamenti agli allega- ti F e G del decreto del Presidente della Repubblica 26 agosto 1993, n. 412, recante norme per la pro- gettazione, l’installazione, l’esercizio e la manuten- zione degli impianti termici degli edifici, ai fini del contenimento dei consumi di energia.

•Delibera CIPE 57/2002 : Strategia d’azione ambientale per lo sviluppo sostenibile in italia.

• DLGS n° 192 del 19.08.2005: Attuazione della direttiva 2002/91/CE, relativa al rendimento energe- tico nell’edilizia.

 

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Serramenti nuovi, marcatura CE nuova

Il 1° luglio 2013 entra in vigore il regolamento per i prodotti da costruzione CPR 305/2011 ( sostituisce la precedente direttiva CPD 89/106/CEE).

serramento marcatura CE

I produttori di serramenti oltre a dichiarare che l’infisso è conforme alla norma, dichiarano quali prestazioni raggiungono i serramenti (dichiarazione di prestazione).

serramenti dichiarazione di prestazione

Nel nuovo marchio CE ci sarà un codice identificativo per ogni singolo serramento, il numero di serie si leggerà sul documento con il marchio CE e sull’etichetta permanente dell’infisso (contenente anche nome e indirizzo dell’azienda produttrice).

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Le agevolazioni per la riqualificazione energetica e le spese detraibili

L’agevolazione consiste nel riconoscimento di detrazioni d’imposta nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti.

Dal 1° luglio 2013 l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale del 36%, da lì senza più scadenza.

agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

Quali sono le spese detraibili? forse non sapevate che

Nella tipologia di spesa detraibile rientrano ovviamente i costi per i lavori edili connessi con l’intervento di risparmio energetico, ma rientrano anche quelli per le prestazioni professionali necessarie per realizzare gli interventi e acquisire la certificazione energetica richiesta.

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Da dove veniamo? Dove andiamo? Che mangiamo stasera?

Woody Allen diceva che ci sono tre domande in questo mondo:

Da dove veniamo? Dove andiamo? Che mangiamo stasera?

il risparmio energetico non è più cosa da tirchi

Valgono anche per l’edilizia:

  • Veniamo da case costruite senza doti di isolamento termico dove la caldaia si prendeva tutto l’onere di pareggiare i conti.
  • Andiamo verso il trend della classe A applicando un po’ alla rinfusa tutte le novità degli ultimi anni in fatto di risparmio ed efficienza energetici.
  • Nell’immediato siamo congelati dalla situazione economica sfavorevole dove chi non si può permettere grandi spese non sa da che parte cominciare ad intervenire sulla propria casa. –  Isolamento esterno? ma costa troppo. – Isolamento interno? difficile farlo bene. – Nuova caldaia? dalla padella alla brace. – Ventilazione meccanica controllata con recupero di calore? noi apriamo le finestre ogni mattina. – Migliorare la tenuta all’aria della casa? forse è meglio che la casa traspiri. – Finestre nuove? ho sentito dire che poi arrivano le muffe.
il risparmio energetico non è più cosa da tirchi

Il bello è che molte persone si stanno informando, stanno leggendo, stanno cercando di farsi un’idea chiara sull’argomento “casa efficiente” –  il risparmio energetico non è più cosa da tirchi, è diventato cosa da saggi, da lungimiranti, da rispettosi dell’ambiente e dei propri figli.

Tanti committenti si stanno appassionando, a volte superano i maestri!

Il wi-fi libero aiuterebbe l’informazione libera e gratuita a tutti gli italiani e più si è abili a formulare e porre domande, più informazioni si raccoglieranno in maniera gratuita ;-)

Forza! davanti a noi non c’è che futuro! mettiamoci all’opera

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Le agevolazioni per la riqualificazione energetica e la qualità degli interventi

L’agevolazione consiste nel riconoscimento di detrazioni d’imposta nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti.

Dal 1° luglio 2013 l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale del 36%, da lì senza più scadenza.

agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

Quali sono gli interventi agevolati? forse non sapevate che

La categoria degli “interventi di riqualificazione energetica” comprende qualsiasi insieme di interventi, che incida sulla prestazione energetica dell’edificio, realizzando la maggior efficienza energetica richiesta dalla norma.

L’intervento, infatti, è definito in funzione della riduzione del fabbisogno annuo di energia primaria per la climatizzazione invernale (l’energia primaria globalmente richiesta in un anno per mantenere negli ambienti riscaldati i 20° C (allegato A del DL n. 192 del 2005)).

Gli indici che misurano il risparmio energetico sono elaborati in funzione della zona climatica e del rapporto di forma (s/v) che lo stesso presenta.

Si deve conseguire un indice di prestazione energetica per la climatizzazione invernale non superiore ai valori richiesti, realizzando quindi “la qualificazione energetica dell’edificio”!

Per gli interventi sugli involucri di edifici esistenti, (coperture, pavimenti, pareti esterne, finestre, portoni d’ingresso) che rispettano i requisiti di trasmittanza U (dispersione di calore, W/m2K) secondo i Valori limite della trasmittanza termica delle strutture componenti l’involucro edilizio - in vigore dal 14 marzo 2010:

Valori limite della trasmittanza termica involucro edilizio

Per fruire dell’agevolazione fiscale è necessario acquisire l’asseverazione di un tecnico abilitato ( per la sostituzione di serramenti e caldaie a condensazione con potenza inferiore a 100 kW, è sufficiente una certificazione dei produttori )

  • l’attestato di certificazione (o qualificazione) energetica (ACE)
  • l’asseverazione del tecnico abilitato può essere sostituita dalla dichiarazione resa dal direttore dei lavori.

Tale certificazione è prodotta successivamente all’esecuzione degli interventi, utilizzando procedure e metodologie approvate dalle Regioni. In assenza delle citate procedure, dopo l’esecuzione dei lavori può essere prodotto l’attestato di “qualificazione energetica” in sostituzione di quello di “certificazione energetica”.

L’asseverazione, l’attestato di certificazione/qualificazione energetica e la scheda informativa devono essere rilasciati da tecnici abilitati alla progettazione di edifici e impianti nell’ambito delle competenze ad essi attribuite dalla legislazione vigente, iscritti ai rispettivi ordini e collegi professionali.

L’effettuazione degli interventi non deve essere preceduta da alcuna formalità da porre in essere nei confronti dell’amministrazione finanziaria né dall’invio della comunicazione di inizio lavori alla Asl, salvo che quest’ultimo adempimento sia previsto dalle norme in materia di tutela della salute e di sicurezza sul luogo di lavoro e nei cantieri.

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Le agevolazioni per la riqualificazione energetica e Iva applicabile

L’agevolazione consiste nel riconoscimento di detrazioni d’imposta nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in rate annuali di pari importo, entro un limite massimo di detrazione, diverso in relazione a ciascuno degli interventi previsti.

Dal 1° luglio 2013 l’agevolazione sarà invece sostituita con la detrazione fiscale del 36%, da lì senza più scadenza.

agevolazioni fiscali per il risparmio energetico

Quali sono le disposizioni in merito alla aliquota Iva applicabile? forse non sapevate che

Le cessioni di beni e le prestazioni di servizi poste in essere per la loro realizzazione sono assoggettate all’imposta sul valore aggiunto in base alle aliquote previste per gli interventi di recupero del patrimonio immobiliare. Il regime agevolato dell’Iva diventato permanente prevede l’applicazione dell’Iva ridotta al 10% per le prestazioni di servizi relativi a interventi di manutenzione, ordinaria e straordinaria, realizzati su immobili residenziali. Per usufruire dell’agevolazione non occorre indicare in fattura il costo della manodopera utilizzata.

RITENUTA SUI BONIFICI:

  • Dal 1° luglio 2010, al momento del pagamento del bonifico effettuato dal contribuente che intende avvalersi della detrazione del 55%, le banche e le Poste Italiane Spa devono operare una ritenuta a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dall’impresa che effettua i lavori. Con l’entrata in vigore del decreto legge n. 98/2011, la ritenuta è pari al 4% (era al 10% fino al 5 luglio 2011). La base di calcolo su cui operare la ritenuta è l’importo del bonifico diminuito dell’Iva.

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Coperture discontinue – Schermi e membrane traspiranti sintetiche – Definizione, campo di applicazione e posa in opera

è entrata in vigore la norma UNI 11470 2013.

“Coperture discontinue – Schermi e membrane traspiranti sintetiche – Definizione, campo di applicazione e posa in opera”

La prima classificazione – la traspirabilità – considera il valore Sd con il quale si i indica la proprietà di trasmissione del vapore acqueo.

I risultati portano alla definizione di 4 classi :

  1. membrane altamente traspiranti Sd < 0,1 m
  2. membrane traspiranti 0,1 m < Sd < 0,3 m
  3. manti freno al vapore 2 m < Sd < 20 m
  4. teli barriera al vapore Sd > 100 m

Importanti anche le due successive classificazioni:

  • una dedicata alla massa areica, il peso del materiale,
  • l’altra alla resistenza alla trazione che elenca il comportamento in fasi di stress da trazione longitudinale e trasversale, anche dopo invecchiamento, e di resistenza alla lacerazione da chiodo delle tre classi R1, R2, R3.

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quadro metodologico comparativo per il calcolo dei livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e degli elementi edilizi

Regolamento UE N. 244/ 2012 di integrazione della Direttiva N. 31/2010 sull’efficienza energetica degli edifici

 Pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Comunità Europea il 21 marzo 2012 il Regolamento riporta le regole per gli Stati Membri per definire i livelli ottimali in funzione dei costi richiesti dalla Direttiva Europea sull’efficienza energetica degli edifici (EPBD).

A norma dell’articolo 5 e degli allegati I e III della direttiva 2010/31/UE, il presente regolamento istituisce un quadro metodologico comparativo a uso degli Stati membri per calcolare i livelli ottimali in funzione dei costi dei requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi ed esistenti e per gli elementi edilizi.

II

(Atti non legislativi)

REGOLAMENTI

REGOLAMENTO DELEGATO (UE) N. 244/2012 DELLA COMMISSIONE

del 16 gennaio 2012

che integra la direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio sulla prestazione energetica nell’edilizia istituendo un quadro metodologico comparativo per il calcolo dei livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e degli elementi edilizi

(Testo rilevante ai fini del SEE)

LA COMMISSIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea,

vista la direttiva 2010/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia ( 1 ), in particolare l’articolo 5, paragrafo 1,

considerando quanto segue:

(1) La direttiva 2010/31/UE dispone che la Commissione istituisca, per atto delegato, un quadro metodologico comparativo per calcolare i livelli ottimali in funzione dei costi per i requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e degli elementi edilizi.

(2) È competenza degli Stati membri fissare requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e degli elementi edilizi. Tali requisiti devono essere fissati al fine di raggiungere livelli ottimali in funzione dei costi. Spetta agli Stati membri decidere se il riferimento nazionale utilizzato quale risultato finale dei calcoli del costo ottimale debba essere calcolato sulla base di una prospettiva macroeconomica (che considera i costi e i benefici per tutta la società degli investimenti in efficienza energetica), oppure di una prospettiva prettamente finanziaria (che considera solamente l’investimento stesso). È opportuno che i requisiti minimi nazionali di prestazione energetica non siano inferiori di più del 15 % ai risultati dei calcoli di ottimalità dei costi adottati come riferimento nazionale. Il livello ottimale in funzione dei costi si situa all’interno della forchetta dei livelli di prestazione per i quali l’analisi costi-benefici sul ciclo di vita è positiva.

(3) La direttiva 2010/31/UE promuove la riduzione del consumo energetico nell’ambiente edificato, rilevando altresì che il settore dell’edilizia è una delle principali fonti di emissioni di biossido di carbonio.

(4) La direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia ( 2 ) dispone la fissazione di requisiti minimi di prestazione energetica per tali prodotti. Nel fissare requisiti nazionali per i sistemi tecnici per l’edilizia, gli Stati membri devono tenere conto delle misure attuative stabilite a norma di tale direttiva. Occorre determinare le prestazioni dei prodotti per l’edilizia da utilizzare nei calcoli di cui al presente regolamento conformemente al disposto del regolamento (UE) n. 305/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2011, che fissa condizioni armonizzate per la commercializzazione dei prodotti da costruzione e che abroga la direttiva 89/106/CEE del Consiglio ( 3 ).

(5) L’obiettivo dei livelli di efficienza energetica efficaci o ottimali in funzione dei costi può, in talune circostanze, giustificare che gli Stati membri stabiliscano requisiti efficaci o ottimali in funzione dei costi per gli elementi edilizi i quali, nella pratica, impedirebbero il ricorso a determinate concezioni o tecniche edilizie e incentiverebbero l’uso di prodotti connessi con l’energia dotati di migliori prestazioni energetiche.

(6) Gli elementi del quadro metodologico comparativo sono esplicitati nell’allegato III della direttiva 2010/31/UE e comprendono la definizione di edifici di riferimento, la definizione delle misure di efficienza energetica daIT L 81/18 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 21.3.2012

( 1 ) GU L 153 del 18.6.2010, pag. 13.

( 2 ) GU L 285 del 31.10.2009, pag. 10.

( 3 ) GU L 88 del 4.4.2011, pag. 5.

applicare a tali edifici di riferimento, la valutazione del fabbisogno di energia primaria di tali misure e il calcolo dei costi (ossia del valore attuale netto) delle medesime misure.

(7) Il quadro comune generale per il calcolo della prestazione energetica degli edifici stabilito all’allegato I della direttiva 2010/31/UE si applica anche al quadro metodologico per l’ottimalità dei costi per tutte le sue fasi, in particolare per quanto riguarda il calcolo della prestazione energetica degli edifici e degli elementi edilizi.

(8) Ai fini dell’adeguamento del quadro metodologico comparativo alle circostanze nazionali, è opportuno che gli Stati membri determinino il ciclo di vita economico stimato di un edificio e/o di un elemento edilizio, il costo appropriato dei vettori energetici, dei prodotti, dei sistemi, della manutenzione, dei costi di funzionamento e del personale, dei fattori di conversione dell’energia primaria e della connessa evoluzione dei prezzi dell’energia da prendere in considerazione per i combustibili utilizzati nel rispettivo contesto nazionale per rifornire gli edifici, tenendo conto delle informazioni fornite dalla Commissione. È altresì opportuno che gli Stati membri definiscano il tasso di sconto da impiegare nei calcoli di matrice sia macroeconomica che finanziaria, dopo avere svolto un’analisi di sensibilità per almeno due tassi di interesse per ciascun calcolo.

(9) Per garantire un approccio comune all’applicazione del quadro metodologico comparativo da parte degli Stati membri, è opportuno che la Commissione stabilisca le principali condizioni quadro necessarie per effettuare i calcoli del valore attuale netto, quali l’anno di inizio per i calcoli, le categorie di costo da considerare e il periodo di calcolo da impiegare.

(10) La fissazione di un periodo di calcolo comune non è in conflitto con il diritto degli Stati membri di fissare il ciclo di vita economico stimato degli edifici e/o degli elementi edilizi, poiché quest’ultimo potrebbe essere più lungo o più breve del periodo di calcolo fissato. Il ciclo di vita economico stimato di un edificio o di un elemento edilizio non ha che un’influenza limitata sul periodo di calcolo, poiché quest’ultimo è maggiormente determinato dal ciclo di ristrutturazione di un edificio, ovvero il periodo di tempo al termine del quale un edificio è sottoposto a una ristrutturazione completa.

(11) I calcoli e le proiezioni dei costi che comportano numerose ipotesi e incertezze, fra cui per esempio l’evoluzione dei prezzi dell’energia nel tempo, tendono a essere corredati da un’analisi di sensibilità per valutare la solidità dei principali parametri utilizzati. Ai fini dei calcoli dell’ottimalità dei costi, l’analisi di sensibilità deve considerare almeno l’evoluzione del prezzo dell’energia e il tasso di sconto e, idealmente, anche la futura evoluzione dei prezzi delle tecnologie per la revisione dei calcoli.

(12) Occorre che il quadro metodologico comparativo consenta agli Stati membri di confrontare i risultati dei calcoli di ottimalità dei costi con i requisiti minimi di prestazione energetica in vigore e di utilizzare il risultato del confronto per garantire che siano stabiliti i requisiti minimi di prestazione energetica in vista del raggiungimento di livelli ottimali in funzione dei costi. È altresì opportuno che gli Stati membri prendano in considerazione la possibilità di fissare requisiti minimi di prestazione energetica al livello dell’ottimalità dei costi per quelle categorie di edifici per le quali non esistono ancora requisiti minimi di prestazione energetica.

(13) La metodologia dell’ottimalità dei costi è neutra sotto il profilo tecnologico e non privilegia nessuna particolare soluzione tecnologica a detrimento di altre. Essa garantisce la concorrenza fra misure/pacchetti/varianti nell’arco della vita stimata di un edificio o di un elemento edilizio.

(14) Occorre riferire alla Commissione i risultati dei calcoli e i dati e le ipotesi impiegati, a norma dell’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2010/31/UE. Tali relazioni devono consentire alla Commissione di valutare i progressi compiuti dagli Stati membri per stabilire requisiti minimi di prestazione energetica ottimali in funzione dei costi.

(15) Al fine di limitare gli oneri amministrativi a carico degli Stati membri, è opportuno che questi ultimi possano ridurre il numero dei calcoli stabilendo edifici di riferimento rappresentativi di più di una categoria di edifici, senza pregiudicare l’obbligo degli Stati membri, a norma della direttiva 2010/31/UE, di fissare requisiti minimi di prestazione energetica per determinate categorie di edifici,

HA ADOTTATO IL PRESENTE REGOLAMENTO:

Articolo 1

Oggetto e campo di applicazione

A norma dell’articolo 5 e degli allegati I e III della direttiva 2010/31/UE, il presente regolamento istituisce un quadro metodologico comparativo a uso degli Stati membri per calcolare i livelli ottimali in funzione dei costi dei requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici nuovi ed esistenti e per gli elementi edilizi.

Il quadro metodologico specifica norme per comparare le misure di efficienza energetica, le misure che incorporano l’energia da fonti rinnovabili e i pacchetti e le varianti di tali misure, sulla base della prestazione energetica primaria e del costo assegnato alla loro attuazione. Stabilisce anche le modalità di applicazione di tali norme a determinati edifici di riferimento al fine di identificare livelli ottimali in funzione dei costi dei requisiti minimi di prestazione energetica.

Articolo 2

Definizioni

In aggiunta alle definizioni di cui all’articolo 2 della direttiva 2010/31/CE, e tenendo presente che occorre escludere dal calcolo a livello macroeconomico tutte le imposte e altri oneri, s’intende per:IT 21.3.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 81/19

1) costo globale, la somma del valore attuale dei costi dell’investimento iniziale, dei costi di gestione e dei costi di sostituzione (riferiti all’anno di inizio), nonché dei costi di smaltimento, se del caso. Per il calcolo a livello macroeconomico si introduce la categoria di costo supplementare del costo delle emissioni di gas a effetto serra;

2) costi dell’investimento iniziale, tutti i costi incorsi fino al momento in cui l’edificio o l’elemento edilizio è consegnato al cliente, pronto per l’uso. Questi costi comprendono la progettazione, l’acquisto degli elementi edilizi, il collegamento delle forniture, l’installazione e i procedimenti di messa in servizio;

3) costi energetici, i costi annuali e i canoni fissi e di punta per l’energia, comprese le imposte nazionali;

4) costi di funzionamento, tutti i costi connessi con il funzionamento dell’edificio, fra cui le spese annuali per assicurazioni, utenze di servizi pubblici, altri oneri fissi e fiscalità;

5) costi di manutenzione, i costi annuali delle misure volte a conservare e ripristinare la qualità desiderata dell’edificio o dell’elemento edilizio. Comprendono i costi annuali di ispezione, pulizia, regolazioni, riparazioni e materiale di consumo;

6) costi di gestione, le spese annuali di manutenzione, di funzionamento ed energetiche;

7) costi di smaltimento, i costi per lo smantellamento alla fine della vita di un edificio o di un elemento edilizio, che comprendono lo smantellamento, la rimozione degli elementi edilizi non ancora giunti alla fine della loro vita utile, il trasporto e il riciclaggio;

8) costo annuale, la somma dei costi di gestione e dei costi periodici o di sostituzione sostenuti in un determinato anno;

9) costo di sostituzione, un investimento sostitutivo per un elemento edilizio, sulla base del ciclo di vita economico stimato durante il periodo di calcolo;

10) costo delle emissioni di gas a effetto serra, il valore monetario del danno ambientale causato dalle emissioni di CO 2 relative al consumo di energia negli edifici;

11) edificio di riferimento, un edificio di riferimento ipotetico o reale che sia tipico in termini di geometria e sistemi, prestazione energetica dell’involucro e dei sistemi, funzionalità e struttura dei costi nello Stato membro e sia rappresentativo delle condizioni climatiche e dell’ubicazione geografica;

12) tasso di sconto, un valore definito per comparare il valore del denaro in date diverse, espresso in termini reali;

13) fattore di sconto, un coefficiente di moltiplicazione usato per convertire un flusso finanziario in un determinato momento nel suo valore equivalente alla data iniziale. È derivato dal tasso di sconto;

14) anno iniziale, l’anno su cui si basano tutti i calcoli e a partire dal quale è determinato il periodo di calcolo;

15) periodo di calcolo, il periodo di tempo considerato nel calcolo, generalmente espresso in anni;

16) valore residuo di un edificio, la somma dei valori residui dell’edificio e degli elementi edilizi al termine del periodo di calcolo;

17) evoluzione dei prezzi, l’evoluzione nel tempo dei prezzi dell’energia, dei prodotti, dei sistemi edilizi, dei servizi, del personale, della manutenzione e di altri costi, che può differire dal tasso di inflazione;

18) misura di efficienza energetica, una modifica apportata a un edificio che risulti nella riduzione del fabbisogno di energia primaria dell’edificio stesso;

19) pacchetto, un insieme di misure di efficienza energetica e/o di misure basate sull’energia da fonti rinnovabili applicato a un edificio di riferimento;

20) variante, il risultato globale e la descrizione di un insieme completo di misure/pacchetti applicati a un edificio, che può consistere di una combinazione di misure sull’involucro dell’edificio, tecniche passive, misure sui sistemi edilizi e/o misure basate sull’energia da fonti rinnovabili;

21) sottocategorie di edifici, categorie di tipi di edifici più differenziate per dimensioni, età, materiali di costruzione, modelli d’uso, zona climatica o altri criteri rispetto a quelli stabiliti nell’allegato I, paragrafo 5, della direttiva 2010/31/UE. In generale, gli edifici di riferimento sono definiti in funzione di tali sottocategorie;

22) energia fornita, l’energia, espressa per vettore energetico, fornita al sistema tecnico per l’edilizia attraverso il limite del sistema per servire agli usi considerati (riscaldamento, rinfrescamento, ventilazione, acqua calda sanitaria, illuminazione, apparecchi ecc.), oppure per produrre elettricità;

23) fabbisogno energetico per riscaldamento e rinfrescamento, il calore da fornire a uno spazio condizionato o da estrarre da tale spazio per mantenere le condizioni di temperatura desiderate durante un dato periodo di tempo;

24) energia esportata, energia espressa per vettore energetico erogata dal sistema tecnico per l’edilizia attraverso la frontiera del sistema e utilizzata fuori da tale frontiera;

25) spazio condizionato, lo spazio in cui determinati parametri ambientali, quali temperatura, umidità ecc., sono regolati con mezzi tecnici quali il riscaldamento, il rinfrescamento ecc.;

26) energia da fonti rinnovabili, energia proveniente da fonti rinnovabili non fossili, vale a dire energia eolica, solare, aerotermica, geotermica, idrotermica e oceanica, idraulica, biomassa, gas di discarica, gas residuati dai processi di depurazione e biogas.IT L 81/20 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 21.3.2012

Articolo 3

Quadro metodologico comparativo

1. Nel calcolare i livelli ottimali in funzione dei costi dei requisiti minimi di prestazione energetica degli edifici e degli elementi edilizi, gli Stati membri applicano il quadro metodologico comparativo di cui all’allegato I. Il quadro metodologico prescrive il calcolo dei livelli ottimali in funzione dei costi sulla base sia della prospettiva macroeconomica che di quella finanziaria, lasciando agli Stati membri il compito di determinare quale calcolo debba diventare il riferimento nazionale per la valutazione dei requisiti minimi nazionali di prestazione energetica.

2. Ai fini dei calcoli, gli Stati membri:

a) adottano come anno iniziale per il calcolo l’anno in cui il calcolo viene eseguito;

b) impiegano il periodo di calcolo di cui all’allegato I;

c) impiegano le categorie di costo di cui all’allegato I;

d) impiegano, quale soglia minima per la determinazione del costo del carbonio, i prezzi del carbonio previsti dal sistema ETS di cui all’allegato II.

3. Gli Stati membri integrano il quadro metodologico comparativo determinando, ai fini dei calcoli:

a) il ciclo di vita economico stimato di un edificio e/o di un elemento edilizio;

b) il tasso di sconto;

c) i costi per vettori energetici, prodotti e sistemi, i costi di manutenzione, i costi di funzionamento e i costi di personale;

d) i fattori di energia primaria;

e) l’evoluzione dei prezzi dell’energia da ipotizzare per tutti i vettori energetici, tenendo conto delle informazioni di cui all’allegato II.

4. Gli Stati membri provvedono a calcolare e adottare livelli ottimale in funzione dei costi dei requisiti minimi di prestazione energetica in relazione alle categorie di edifici per le quali non esistono ancora specifici requisiti minimi di prestazione energetica.

5. Gli Stati membri eseguono un’analisi per determinare la sensibilità dei risultati del calcolo a cambiamenti dei parametri applicati, in modo da coprire come minimo l’impatto di evoluzioni alternative dei prezzi dell’energia e dei tassi di sconto per i calcoli di matrice macroeconomica e finanziaria, nonché idealmente altri parametri che si prevede che abbiano un impatto significativo sul risultato dei calcoli, quali l’evoluzione dei prezzi di componenti non energetiche.

Articolo 4

Confronto dei livelli ottimali calcolati in funzione dei costi con gli attuali requisiti minimi di prestazione energetica

1. Gli Stati membri, dopo aver calcolato i livelli dei requisiti ottimali in funzione dei costi, sia secondo una prospettiva macroeconomica sia secondo una prospettiva finanziaria, decidono quale di queste ultime debba diventare il riferimento nazionale e ne riferiscono alla Commissione nell’ambito delle relazioni di cui all’articolo 6.

Gli Stati membri confrontano il risultato del calcolo scelto come riferimento nazionale di cui all’articolo 3 con gli attuali requisiti di prestazione energetica per la pertinente categoria di edifici.

Gli Stati membri utilizzano il risultato di tale comparazione per garantire che siano fissati requisiti minimi di prestazione energetica al fine di raggiungere livelli ottimali in funzione dei costi, a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2010/31/UE. Si raccomanda fortemente agli Stati membri di vincolare gli incentivi fiscali e finanziari alla conformità con il risultato del calcolo di ottimalità dei costi del medesimo edificio di riferimento.

2. Se uno Stato membro ha definito edifici di riferimento in modo tale che il risultato del calcolo dell’ottimalità dei costi si può applicare a più categorie di edifici, esso può utilizzare tale risultato per garantire che siano fissati requisiti minimi di prestazione energetica al fine di raggiungere livelli ottimali in funzione dei costi per tutte le pertinenti categorie di edifici.

Articolo 5

Revisione dei calcoli di ottimalità dei costi

1. Gli Stati membri rivedono i loro calcoli di ottimalità dei costi in tempo utile per la revisione dei requisiti minimi di prestazione energetica di cui all’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2010/31/UE. Tale revisione comprende in particolare l’evoluzione dei prezzi per i dati di costo da prendere in considerazione, che sono aggiornati se necessario.

2. I risultati di tale revisione sono trasmessi alla Commissione nella relazione di cui all’articolo 6.

Articolo 6

Relazioni

1. Gli Stati membri trasmettono alla Commissione una relazione contenente tutti i dati e le ipotesi utilizzati per il calcolo, con i relativi risultati. Tale relazione comprende i fattori di conversione dell’energia primaria applicati, i risultati dei calcoli ai livelli macroeconomico e finanziario, l’analisi di sensibilità di cui all’articolo 3, paragrafo 5, e l’evoluzione prevista dei prezzi dell’energia e del carbonio.

2. Qualora il risultato del confronto di cui all’articolo 4 dimostri che i requisiti minimi di prestazione energetica in vigore sono significativamente meno efficienti sotto il profilo energetico dei livelli ottimali in funzione dei costi dei requisiti minimi di prestazione energetica, la relazione comprende una giustificazione di tale differenza. Nella misura in cui tale scarto nonIT 21.3.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 81/21

possa essere giustificato, la relazione è corredata di un piano con la descrizione di massima degli interventi opportuni per ridurre lo scarto a un’ampiezza non significativa entro la successiva revisione. A tale riguardo, il livello significativamente meno efficiente sotto il profilo energetico dei requisiti minimi di prestazione energetica in vigore è calcolato come la differenza fra la media di tutti i requisiti minimi di prestazione energetica in vigore e la media di tutti i livelli ottimali in funzione dei costi del calcolo utilizzato come riferimento nazionale per tutti gli edifici di riferimento e tipi di edifici utilizzati.

3. Per le relazioni, gli Stati membri possono servirsi del modello di relazione di cui all’allegato III.

Articolo 7

Entrata in vigore e applicazione

1. Il presente regolamento entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

2. Esso si applica a partire dal 9 gennaio 2013 agli edifici occupati da enti pubblici e dal 9 luglio 2013 agli altri edifici, a eccezione dell’articolo 6, paragrafo 1, il quale entra in vigore il 30 giugno 2012, conformemente all’articolo 5, paragrafo 2, secondo comma, della direttiva 2010/31/UE.

Il presente regolamento è obbligatorio in tutti i suoi elementi e direttamente applicabile in ciascuno degli Stati membri.

Fatto a Bruxelles, il 16 gennaio 2012

Per la Commissione

Il presidente

José Manuel BARROSOIT L 81/22 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 21.3.2012

ALLEGATO I

Quadro metodologico dell’ottimalità dei costi

1. DEFINIZIONE DEGLI EDIFICI DI RIFERIMENTO

1) Gli Stati membri definiscono edifici di riferimento per le seguenti categorie di edifici:

1) abitazioni monofamiliari;

2) condomini di appartamenti e multifamiliari;

3) edifici adibiti a uffici.

2) Oltre agli edifici adibiti a uffici, gli Stati membri definiscono edifici di riferimento per le altre categorie di edifici non residenziali elencate all’allegato I, paragrafo 5, lettere da d) a i), della direttiva 2010/31/UE, per i quali esistono specifici requisiti di prestazione energetica.

3) Qualora uno Stato membro possa dimostrare nella relazione di cui all’articolo 6 che un edificio di riferimento definito può applicarsi a più di una categoria di edifici, esso può ridurre il numero di edifici di riferimento utilizzati e, di conseguenza, il numero di calcoli. Gli Stati membri giustificano tale approccio sulla base di un’analisi che dimostri che un edificio di riferimento utilizzato per più categorie di edifici è rappresentativo del parco immobiliare per tutte le categorie interessate.

4) Per ciascuna categoria di edifici si definiscono almeno un edificio di riferimento per gli edifici di nuova costruzione e almeno due per gli edifici esistenti sottoposti a ristrutturazione completa. Gli edifici di riferimento si possono definire sulla base di sottocategorie di edifici (differenziate, ad esempio, per dimensioni, età, struttura dei costi, materiali costruttivi, modelli d’uso o zona climatica) che tengono conto delle caratteristiche del parco immobiliare nazionale. Gli edifici di riferimento e le loro caratteristiche corrispondono alla struttura dei requisiti di prestazione energetica attuali o previsti.

5) Gli Stati membri possono avvalersi del modello di relazione di cui all’allegato III per riferire alla Commissione i parametri considerati nella definizione degli edifici di riferimento. L’insieme di dati soggiacente al parco immobiliare nazionale utilizzato per definire gli edifici di riferimento deve essere comunicato alla Commissione nella relazione di cui all’articolo 6. In particolare, occorre giustificare la scelta delle caratteristiche alla base della definizione degli edifici di riferimento.

6) Per gli edifici esistenti (residenziali e non residenziali), gli Stati membri applicano almeno una misura/pacchetto/ variante rappresentativi di una ristrutturazione standard necessaria per la manutenzione dell’edificio o dell’unità immobiliare (senza misure di efficienza energetica supplementari al di là dei requisiti legali).

7) Per gli edifici nuovi (residenziali e non residenziali), i requisiti minimi di prestazione energetica attualmente in vigore costituiscono il requisito di base da soddisfare.

8) Gli Stati membri calcolano i livelli ottimali in funzione dei costi anche per i requisiti minimi di prestazione per gli elementi edilizi installati negli edifici esistenti, oppure li derivano dai calcoli effettuati a livello di edificio. Nel fissare i requisiti per gli elementi edilizi installati negli edifici esistenti, i requisiti ottimali in funzione dei costi devono, nella misura del possibile, tenere conto dell’interazione dell’elemento edilizio stesso con tutto l’edificio di riferimento e con gli altri elementi edilizi.

9) Gli Stati membri si adoperano per calcolare e fissare requisiti ottimali in funzione dei costi a livello di singoli sistemi tecnici per l’edilizia per gli edifici esistenti, oppure li derivano dai calcoli svolti a livello di edificio non solo per il riscaldamento, il rinfrescamento, l’acqua calda, l’aria condizionata e la ventilazione (o per una combinazione di tali sistemi), ma anche per i sistemi di illuminazione degli edifici non residenziali.

2. IDENTIFICAZIONE DELLE MISURE DI EFFICIENZA ENERGETICA, DELLE MISURE BASATE SULL’ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI E/O DEI PACCHETTI E VARIANTI DI TALI MISURE PER CIASCUN EDIFICIO DI RIFERIMENTO

1) Le misure di efficienza energetica per gli edifici nuovi ed esistenti sono definite per tutti i parametri impiegati per il calcolo che hanno un impatto diretto o indiretto sulla prestazione energetica dell’edificio, compresi i sistemi alternativi ad alta efficienza quali sistemi collettivi di approvvigionamento energetico e le altre alternative di cui all’articolo 6 della direttiva 2010/31/UE.

2) Le misure possono essere accorpate in pacchetti di misure o varianti. Se talune misure non sono adatte a un dato contesto locale, economico o climatico, gli Stati membri ne fanno menzione nella relazione alla Commissione a norma dell’articolo 6.IT 21.3.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 81/23

3) Gli Stati membri individuano anche misure/pacchetti/varianti che utilizzano energia da fonti rinnovabili per gli edifici nuovi ed esistenti. Gli obblighi vincolanti stabiliti nell’applicazione nazionale dell’articolo 13 della direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 1 ) si considerano come una sola misura/pacchetto/variante da applicare nello Stato membro interessato.

4) Le misure/pacchetti/varianti di efficienza energetica individuati per il calcolo dei requisiti ottimali in funzione dei costi comprendono le misure necessarie per soddisfare i requisiti minimi di prestazione energetica attualmente in vigore. Se del caso, essi comprendono anche misure/pacchetti/varianti necessari per soddisfare i requisiti dei regimi nazionali di sostegno. Gli Stati membri includono anche misure/pacchetti/varianti necessari per soddisfare i requisiti minimi di prestazione energetica per gli edifici a energia quasi zero per gli edifici nuovi ed eventualmente anche per quelli esistenti, ai sensi dell’articolo 9 della direttiva 2010/31/UE.

5) Se uno Stato membro può dimostrare, presentando previe analisi dei costi nell’ambito della relazione di cui all’articolo 6, che determinati misure/pacchetti/varianti sono decisamente poco ottimali in funzione dei costi, essi possono essere esclusi dal calcolo. Tuttavia, tali misure/pacchetti/varianti dovranno essere riesaminati in occasione della successiva revisione dei calcoli.

6) Le misure di efficienza energetica e quelle basate sull’energia da fonti rinnovabili che sono selezionate e i relativi pacchetti/varianti sono compatibili con i requisiti di base delle opere di costruzione di cui all’allegato I del regolamento (UE) n. 305/2011 e specificati dagli Stati membri. Tali misure sono altresì compatibili con i livelli di qualità dell’aria e di comfort dell’ambiente interno di cui alla norma CEN 15251 sulla qualità dell’aria interna o norme nazionali equivalenti. Nei casi in cui le misure producono diversi livelli di comfort, ciò deve essere esplicitato dai calcoli.

3. CALCOLO DEL FABBISOGNO DI ENERGIA PRIMARIA DERIVANTE DALL’APPLICAZIONE DELLE MISURE E DEI PACCHETTI DI MISURE A UN EDIFICIO DI RIFERIMENTO

1) La prestazione energetica è calcolata sulla base del quadro comune generale di cui all’allegato I della direttiva 2010/31/UE.

2) Gli Stati membri calcolano la prestazione energetica di misure/pacchetti/varianti calcolando, per la superficie definita a livello nazionale, prima l’energia necessaria per il riscaldamento e il rinfrescamento e, successivamente, l’energia fornita ai sistemi di riscaldamento, rinfrescamento, ventilazione, acqua calda sanitaria e illuminazione degli spazi.

3) L’energia prodotta in loco è dedotta dalla domanda di energia primaria e dall’energia fornita.

4) Gli Stati membri calcolano il consumo risultante di energia primaria impiegando fattori di conversione di energia definiti a livello nazionale. Essi comunicano alla Commissione i fattori di conversione dell’energia primaria nella relazione di cui all’articolo 6.

5) Gli Stati membri impiegano:

a) le pertinenti norme CEN esistenti per il calcolo della prestazione energetica; oppure

b) un metodo di calcolo nazionale equivalente, purché conforme all’articolo 2, paragrafo 4, e all’allegato I della direttiva 2010/31/UE.

6) Ai fini del calcolo di ottimalità dei costi, i risultati della prestazione energetica sono espressi in metri quadrati di superficie utile di un edificio di riferimento e fanno riferimento al fabbisogno di energia primaria.

4. CALCOLO DEL COSTO GLOBALE IN TERMINI DI VALORE ATTUALE NETTO PER CIASCUN EDIFICIO DI RIFERIMENTO

4.1. Categorie di costi

Gli Stati membri stabiliscono e descrivono le seguenti categorie di costi distinte da impiegare:

a) costo dell’investimento iniziale;

b) costi di gestione, comprendono i costi per la sostituzione periodica di elementi edilizi e possono anche comprendere, se del caso, gli introiti generati dall’energia prodotta eventualmente presi in considerazione dagli Stati membri per il calcolo finanziario;

c) costi energetici, rispecchiano il costo energetico complessivo, comprensivo del prezzo dell’energia, delle tariffe di capacità e delle tariffe di rete;

d) costi di smaltimento, se del caso.

Per il calcolo a livello macroeconomico, gli Stati membri stabiliscono anche la categoria di costo:

e) costo delle emissioni di gas a effetto serra, rispecchia i costi di funzionamento quantificati, monetizzati e attualizzati della CO 2 derivante dalle emissioni di gas a effetto serra in tonnellate equivalenti di CO 2 nell’arco del periodo di calcolo.IT L 81/24 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 21.3.2012

( 1 ) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16.

4.2. Principi generali per il calcolo dei costi

1) Nel proiettare l’evoluzione del costo dell’energia, gli Stati membri possono avvalersi delle previsioni dell’evoluzione dei prezzi dell’energia di cui all’allegato II per petrolio, gas, carbone ed elettricità, utilizzando come base la media dei prezzi assoluti dell’energia (espressa in euro) per tali rispettive fonti di energia nell’anno dell’esercizio di calcolo.

Gli Stati membri elaborano anche previsioni dell’evoluzione dei prezzi nazionali dell’energia per gli altri vettori energetici utilizzati in misura significativa nel loro contesto regionale/locale e, se del caso, anche per le tariffe applicate nei periodi di punta. Gli Stati membri riferiscono alla Commissione le tendenze previste dei prezzi e le quote del consumo di energia degli edifici attualmente detenute dai diversi vettori energetici.

2) Anche l’effetto della futura evoluzione (prevista) dei prezzi sui costi non energetici, della sostituzione di elementi edilizi durante il periodo di calcolo e degli eventuali costi di smaltimento può essere incluso nel calcolo dei costi. L’evoluzione dei prezzi, anche in funzione dell’innovazione e dell’adeguamento tecnologico, deve essere presa in considerazione in occasione della revisione e dell’aggiornamento dei calcoli.

3) I dati dei costi per le categorie di costi da a) a d) si basano sulla situazione del mercato e sono coerenti in termini geografici e temporali. I costi vanno espressi come costi reali al netto dell’inflazione e sono valutati a livello nazionale.

4) Nel determinare il costo globale di una misura/pacchetto/variante, si possono omettere:

a) i costi che rimangono uguali in tutte le misure/pacchetti/varianti in considerazione;

b) i costi relativi agli elementi edilizi che non hanno alcuna influenza sulla prestazione energetica di un edificio.

Occorre tenere pienamente conto di tutti gli altri costi per il calcolo dei costi globali.

5) Il valore residuo è determinato da un ammortamento lineare dell’investimento iniziale o del costo di sostituzione di un dato elemento edilizio fino alla fine del periodo di calcolo, attualizzato all’inizio del periodo di calcolo. La durata dell’ammortamento è determinata dal ciclo di vita economico di un edificio o elemento edilizio. Può essere necessario correggere i valori residui degli elementi edilizi per tenere conto del costo della loro rimozione dall’edificio alla fine del ciclo di vita economico stimato dell’edificio stesso.

6) I costi di smaltimento, se del caso, sono attualizzati e possono essere dedotti dal valore finale. Può anche essere necessario attualizzarli prima a partire dal ciclo di vita economico stimato fino alla fine del periodo di calcolo, per poi attualizzarli fino all’inizio del periodo di calcolo.

7) Alla fine del periodo di calcolo, i costi di smaltimento (se del caso) o il valore residuo dei componenti e degli elementi edilizi sono presi in considerazione per determinare i costi finali nell’arco del ciclo di vita economico stimato dell’edificio.

8) Gli Stati membri utilizzano un periodo di calcolo di 30 anni per gli edifici residenziali e pubblici e un periodo di calcolo di 20 anni per gli edifici commerciali non residenziali.

9) Si esortano gli Stati membri a fare uso dell’allegato A della norma EN 15459 sui dati economici per gli elementi edilizi nel definire i cicli di vita economici stimati per detti elementi edilizi. Qualora si definiscano altri cicli di vita economici stimati per elementi edilizi, occorre comunicarli alla Commissione nell’ambito della relazione di cui all’articolo 6. Gli Stati membri definiscono a livello nazionale il ciclo di vita economico stimato di un edificio.

4.3. Calcolo dei costi globali per un calcolo finanziario

1) Nel determinare il costo globale di una misura/pacchetto/variante per il calcolo finanziario, i prezzi pertinenti di cui tenere conto sono quelli a carico del cliente, comprensivi di tutte le imposte, dell’IVA e degli altri oneri. Idealmente, occorre includere nel calcolo anche i sussidi disponibili per diverse varianti/pacchetti/misure, ma gli Stati membri possono decidere di escludere i sussidi, purché garantiscano che in tal caso siano esclusi sia i sussidi che i regimi di sostegno alle tecnologie, nonché eventualmente i sussidi esistenti ai prezzi dell’energia.

2) I costi globali per gli edifici e gli elementi edilizi sono calcolati sommando i diversi tipi di costi e applicando a essi il tasso di sconto, mediante un fattore di sconto, così da esprimerli in termini di valore nell’anno iniziale, con l’aggiunta del valore residuo attualizzato, come di seguito esplicitato:

C g ð?Þ ¼ C I þ X j ” X ? i¼1 ðC a;i ðjÞ Ü R d ðiÞÞ – V f;? ðjÞ #

dove:

? è il periodo di calcolo

C g (?) rappresenta il costo globale (riferito all’anno iniziale ? 0 ) nell’arco del periodo di calcoloIT 21.3.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 81/25

C I rappresenta il costo iniziale dell’investimento per la misura o l’insieme di misure j

C a,I (j) rappresenta il costo annuale durante l’anno i per la misura o l’insieme di misure j

V f,? (j) rappresenta il valore residuo della misura o dell’insieme di misure j alla fine del periodo di calcolo (attualizzato all’anno iniziale ? 0 )

R d (i) rappresenta il fattore di sconto per l’anno i sulla base del tasso di sconto r da calcolare

e:

R d ðpÞ ¼ Í l l þ r=100 Î p

dove p rappresenta il numero di anni a partire dal periodo iniziale e r rappresenta il tasso di sconto reale.

3) Gli Stati membri determinano il tasso di sconto da impiegare nel calcolo finanziario dopo aver svolto un’analisi di sensibilità su almeno due tassi diversi a loro scelta.

4.4. Calcolo dei costi globali per il calcolo macroeconomico

1) Nel determinare il costo globale per il calcolo macroeconomico di una misura/pacchetto/variante, i prezzi pertinenti di cui tenere conto sono al netto di tutte le imposte, dell’IVA, degli altri oneri e dei sussidi.

2) Nel determinare il costo globale a livello macroeconomico di una misura/pacchetto/variante, oltre alle categorie di costo di cui al punto 4.1 occorre includere anche una nuova categoria di costo per le emissioni di gas a effetto serra, ottenendo la seguente metodologia adattata del costo globale:

C g ð?Þ ¼ C I þ X j ” X ? i¼1 ðC a;i ðjÞR d ðiÞ þ C c;i ðjÞÞ – V f;? ðjÞ #

dove:

C c, i(j) rappresenta il costo delle emissioni di carbonio per la misura o l’insieme di misure j durante l’anno i.

3) Gli Stati membri calcolano il costo delle emissioni di carbonio delle misure/pacchetti/varianti accumulato nell’arco del periodo di calcolo moltiplicando la somma delle emissioni annuali di gas a effetto serra per i prezzi previsti per tonnellata di CO 2 equivalente delle quote di emissione in ogni anno in cui sono emesse, impiegando inizialmente una soglia minima di 20 EUR per tonnellata di CO 2 equivalente fino al 2025, di 35 EUR fino al 2030 e di 50 EUR dopo il 2030, in linea con le attuali previsioni della Commissione dei prezzi del carbonio del sistema ETS (misurati a prezzi reali e costanti in euro del 2008, da adattare alle date del calcolo e alla metodologia prescelta). Si terrà conto di previsioni aggiornate in ogni revisione dei calcoli dell’ottimalità dei costi.

4) Gli Stati membri determinano il tasso di sconto da impiegare nel calcolo macroeconomico dopo aver svolto un’analisi di sensibilità su almeno due tassi diversi, di cui uno del 3 % in termini reali.

5. SVOLGIMENTO DI UN’ANALISI DI SENSIBILITÀ PER I DATI DI COSTO PER I CALCOLI CHE INCLUDONO I PREZZI DELL’ENERGIA

Lo scopo dell’analisi di sensibilità è l’individuazione dei principali parametri di un calcolo dell’ottimalità dei costi. Gli Stati membri svolgono un’analisi di sensibilità sui tassi di sconto utilizzando almeno due tassi di sconto espressi entrambi in termini reali per il calcolo macroeconomico e due tassi per il calcolo finanziario. Uno dei tassi di sconto da impiegare per l’analisi di sensibilità del calcolo macroeconomico deve essere del 3 % espresso in termini reali. Gli Stati membri svolgono un’analisi di sensibilità sugli scenari di evoluzione dei prezzi dell’energia per tutti i vettori energetici usati in misura significativa negli edifici nei rispettivi contesti nazionali. Si raccomanda di estendere l’analisi di sensitività anche ad altri dati importanti per i calcoli.

6. DERIVAZIONE DI UN LIVELLO OTTIMALE IN FUNZIONE DEI COSTI DELLA PRESTAZIONE ENERGETICA PER CIASCUN EDIFICIO DI RIFERIMENTO

1) Per ciascun edificio di riferimento, gli Stati membri confrontano i risultati del costo globale calcolato per diverse misure di efficienza energetica e misure basate sull’energia da fonti rinnovabili e relativi pacchetti/varianti.

2) Nei casi in cui l’esito dei calcoli dell’ottimalità dei costi produca gli stessi costi globali per livelli diversi di prestazione energetica, si esortano gli Stati membri a impiegare i requisiti che risultino in un consumo minore di energia primaria come base di confronto con i requisiti minimi di prestazione energetica esistenti.IT L 81/26 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 21.3.2012

3) Una volta deciso quale calcolo — macroeconomico o finanziario — debba essere adottato come riferimento nazionale, si calcolano le medie dei livelli ottimali in funzione dei costi della prestazione energetica calcolati per tutti gli edifici di riferimento utilizzati, presi nel loro insieme, per confrontarle con le medie dei requisiti di prestazione energetica esistenti per i medesimi edifici di riferimento, al fine di consentire il calcolo dello scarto fra i requisiti di prestazione energetica esistenti e i livelli ottimali calcolati in funzione dei costi.IT 21.3.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 81/27

ALLEGATO II

Informazioni sull’evoluzione stimata dei prezzi dell’energia nel lungo periodo

Per effettuare i calcoli, gli Stati membri possono tenere conto delle tendenze dell’evoluzione stimata dei prezzi dell’elettricità e dei combustibili pubblicate dalla Commissione europea e aggiornate ogni due anni. Gli aggiornamenti sono disponibili sul seguente sito web: http://ec.europa.eu/energy/observatory/trends_2030/index_en.htm

Tali tendenze possono essere estrapolate oltre il 2030 in attesa di disporre di proiezioni a lungo termine.

Informazioni sull’evoluzione prevista a lungo termine dei prezzi del carbonio

Per i calcoli macroeconomici, gli Stati membri devono impiegare quale soglia minima i prezzi del carbonio del sistema ETS previsti nello scenario di riferimento della Commissione fino al 2050, supponendo che sia attuata la normativa esistente ma non la decarbonizzazione (prima riga della tabella sottostante). Attualmente le previsioni suppongono un prezzo per tonnellata di 20 EUR fino al 2025, di 35 EUR fino al 2030 e di 50 EUR dopo il 2030, misurato in prezzi reali e costanti in EUR al 2008, da adattare alle date del calcolo e alla metodologia prescelta (cfr. la tabella sottostante). Si tiene conto degli scenari aggiornati dei prezzi del carbonio forniti dalla Commissione in occasione di ogni revisione del calcolo dell’ottimalità dei costi. Evoluzione del prezzo del carbonio

2020

2025

2030

2035

2040

2045

2050

Riferimento (azione framm., prezzi dei comb. fossili di rif.)

16,5

20

36

50

52

51

50

Tecnologia efficace (azione glob., prezzi dei comb. fossili bassi)

25

38

60

64

78

115

190

Tecnologia efficace (azione framm., prezzi dei comb. fossili di rif.)

25

34

51

53

64

92

147

Fonte: allegato 7.10 del documento SEC (2011) 288 final (disponibile in inglese: http://eur-lex.europa.eu/LexUriServ/LexUriServ.do?uri= SEC:2011:0288:FIN:EN:PDF)

IT L 81/28 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 21.3.2012

ALLEGATO III

Modello di relazione a disposizione degli Stati membri per riferire alla Commissione a norma dell’articolo 5, paragrafo 2, della direttiva 2010/31/CE e dell’articolo 6 del presente regolamento

1. EDIFICI DI RIFERIMENTO

1.1. Riferire sugli edifici di riferimento per tutte le categorie di edifici e su come sono rappresentativi del parco immobiliare utilizzando la tabella 1 (edifici esistenti) e la tabella 2 (edifici di nuova costruzione). Si possono allegare ulteriori informazioni.

1.2. Fornire la definizione della superficie di riferimento utilizzata nel proprio paese e le modalità del relativo calcolo.

1.3. Elencare i criteri di selezione impiegati per definire ciascun edificio di riferimento (di nuova costruzione ed esistente): analisi statistica basata sull’uso, l’età, la geometria, le zone climatiche, le strutture dei costi, i materiali di costruzione ecc., specificando anche le condizioni climatiche interne ed esterne e l’ubicazione geografica.

1.4. Indicare se l’edificio di riferimento è un edificio modello, un edificio virtuale ecc.

1.5. Indicare la serie di dati di riferimento per il parco immobiliare nazionale.

Tabella 1

Edificio di riferimento per gli edifici esistenti (ristrutturazione completa) Per gli edifici esistenti

Geometria dell’edificio ( 1 )

Proporzione di superficie delle finestre dell’involucro dell’edificio e delle finestre senza esposizione al sole

Superficie in m 2 a norma del codice dell’edilizia

Descrizione dell’edificio ( 2 )

Descrizione della tecnologia di costruzione media ( 3 )

Prestazione energetica media kWh/m 2 , a (prima dell’investimento)

Requisiti a livello di componenti (valore tipo)

1) Edifici monofamiliari e sottocategorie

Sottocategoria 1

Sottocategoria 2 ecc.

2) Condomini di appartamenti e multifamiliari

3) Edifici per uffici e sottocategorie

4) Altre categorie di edifici non residenziali

( 1 ) Rapporto superficie/volume, orientazione, superficie delle facciate orientate a nord, ovest, sud ed est. ( 2 ) Materiale di costruzione, ermeticità tipica (qualitativa), modello d’uso (se del caso), età (se del caso). ( 3 ) Sistemi tecnici per l’edilizia, valori U degli elementi edilizi, finestre superficie, valore U, valore g, ombreggiamento, sistemi passivi ecc.

IT 21.3.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 81/29

Tabella 2

Edificio di riferimento per edifici di nuova costruzione Per edifici di nuova costruzione

Geometria dell’edificio ( 1 )

Proporzione di superficie delle finestre dell’involucro dell’edificio e delle finestre senza esposizione al sole

Superficie in m 2 a norma del codice dell’edilizia

Prestazione energetica tipo kWh/m 2 , a

Requisiti a livello di componente

1) Edifici monofamiliari e sottocategorie

Sottocategoria 1

Sottocategoria 2 ecc.

2) Condomini di appartamenti e multifamiliari

3) Edifici per uffici e sottocategorie

4) Altre categorie di edifici non residenziali

( 1 ) Rapporto superficie/volume, superficie delle facciate orientate a nord, ovest, sud ed est. NB: l’orientazione dell’edificio può già rappresentare di per sé una misura di efficienza energetica nel caso di edifici di nuova costruzione.

Tabella 3

Esempio di tabella di base per riferire sui dati attinenti alla prestazione energetica

Quantità

Unità

Descrizione

Calcolo

Metodo e strumenti

Breve descrizione del metodo di calcolo adottato (per esempio con riferimento a EN ISO 13790) e osservazioni sugli strumenti di calcolo impiegati.

Fattori di conversione dell’energia primaria

Valori dei fattori di conversione dell’energia primaria in energia fornita (per vettore energetico) impiegati per il calcolo.

Condizioni climatiche

Ubicazione

Nome della località con indicazione di latitudine e longitudine.

Riscaldamento gradi-giorni

HDD

Da valutare conformemente alla norma EN ISO 15927- 6, specificando il periodo di calcolo.

Rinfrescamento gradi-giorni

CDD

Fonte della serie di dati climatici

Fornire i riferimenti alla serie di dati climatici impiegata per il calcolo.

Descrizione del terreno

P. es.: zona rurale, suburbana, urbana. Specificare se la presenza di edifici vicini sia stata presa in considerazione.

Geometria dell’ edificio

Lunghezza × larghezza × altezza

m × m × m

Connesso al volume di aria da riscaldare/condizionare (EN 13790) e considerando come «lunghezza» la dimensione orizzontale della facciata orientata a sud.

IT L 81/30 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 21.3.2012

Quantità

Unità

Descrizione

Numero di piani

Rapporto S/V (superficie/volume)

m 2 /m 3

Rapporto fra la superficie delle finestre e la superficie totale dell’involucro dell’edificio

Sud

%

Est

%

Nord

%

Ovest

%

Orientazione

°

Angolo azimutale della facciata sud (deviazione dalla direzione sud della facciata orientata a sud)

Apporti interni

Utilizzazione dell’edificio

Sulla base delle categorie proposte all’allegato 1 della direttiva 2010/31/UE

Apporto termico medio degli occupanti

W/m 2

Potenza elettrica specifica del sistema di illuminazione

W/m 2

Potenza elettrica totale del sistema di illuminazione completo degli spazi condizionati (tutti i punti luce + impianti di controllo del sistema di illuminazione).

Potenza elettrica specifica dell’impianto elettrico

W/m 2

Elementi edilizi

Valore U medio delle pareti

W/m 2 K

Valore U ponderato di tutte le pareti: U_parete = (U_parete_1 · A_parete_1 + U_parete_2 · A_parete_2 + … + U_parete_n · A_parete_n)/(A_parete_1 + A_parete_2 + … + A_parete_n); ossia: U_parete_i = valore U di parete di tipo i; A_parete_i = superficie totale di parete di tipo i

Valore U medio del tetto

W/m 2 K

Analogo alle pareti.

Valore U medio del piano interrato

W/m 2 K

Analogo alle pareti.

Valore U medio delle finestre

W/m 2 K

Analogo alle pareti; deve tenere conto del ponte termico dovuto agli infissi e alle divisioni (secondo la norma EN ISO 10077-1).

Ponti termici

Lunghezza totale

m

Trasmittanza termica lineare media

W/mK

Capacità termica per superficie di unità

Pareti esterne

J/m 2 K

Da valutare secondo la norma EN ISO 13786.

Pareti interne

J/m 2 K

Solette

J/m 2 K

Tipo di sistemi di ombreggiamento

P. es. veneziane, tapparelle, tende ecc.

Valore g medio di

Vetratura

Trasmittanza totale di energia solare della vetratura (per la radiazione perpendicolare alla vetratura), ossia: valore ponderato in funzione della superficie delle diverse finestre (da valutare secondo la norma EN 410).

Vetratura + ombreggiamento

La trasmittanza totale di energia solare della vetratura e un dispositivo esterno di protezione solare vanno valutati secondo la norma EN 13363-1/-2.

Tasso di infiltrazione (ricambi d’aria all’ora)

1/h

P. es. calcolata per una differenza di pressione interna/ esterna di 50 Pa.

IT 21.3.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 81/31

Quantità

Unità

Descrizione

Sistemi per l’edilizia

Sistema di ventilazione

Ricambi d’aria all’ora

1/h

Efficienza di recupero del calore

%

Guadagni di efficienza del sistema di riscaldamento

Generazione

%

Da valutare secondo le norme EN 15316-1, EN 15316- 2-1, EN 15316-4-1, EN 15316-4-2, EN 15232 EN 14825, EN 14511.

Distribuzione

%

Emissione

%

Controllo

%

Guadagni di efficienza del sistema di rinfrescamento

Generazione

%

Da valutare secondo le norme EN 14825, EN 15243, EN 14511, EN 15232.

Distribuzione

%

Emissione

%

Controllo

%

Guadagni di efficienza del sistema di acqua calda sanitaria

Generazione

%

Da valutare secondo le norme EN 15316-3-2, EN 15316-3-3.

Distribuzione

%

Valori programmati e programmazione oraria negli edifici

Temperatura programmata

Inverno

°C

Temperatura interna funzionale.

Estate

°C

Umidità programmata

Inverno

%

Umidità relativa interna, se del caso: «L’umidità ha un effetto minimo sulla sensazione termica e sulla percezione della qualità dell’aria negli ambienti a occupazione sedentaria» (EN 15251).

Estate

%

Orari e controlli di funzionamento

Occupazione

Fornire osservazioni o riferimenti (norme EN o nazionali ecc.) per le programmazioni utilizzate per il calcolo.

Illuminazione

Apparecchi

Ventilazione

Sistema di riscaldamento

Sistema di rinfrescamento

Fabbisogno e consumo energetico dell’edificio

Contributo energetico (termico) delle principali strategie passive attuate

1) …

kWh/a

P. es. serra solare, ventilazione naturale, illuminazione naturale ecc.

2) …

kWh/a

3) …

kWh/a

Fabbisogno energetico del riscaldamento

kWh/a

Calore da fornire a uno spazio condizionato o da estrarre dal medesimo per mantenere le condizioni di temperatura desiderate durante un dato periodo di tempo.

Fabbisogno energetico del rinfrescamento

kWh/a

Fabbisogno energetico dell’acqua calda sanitaria

kWh/a

Calore da fornire alla quantità necessaria di acqua potabile sanitaria per elevarne la temperatura da quella del circuito di acqua fredda alla temperatura prefissata di fornitura nel punto di utilizzo.

Fabbisogno energetico di altre funzioni (umidificazione, deumidificazione)

kWh/a

Calore latente nel vapore acqueo fornito a uno spazio condizionato o da esso estratto da un sistema tecnico per gli edifici al fine di mantenere un’umidità minima o massima specificata nello spazio stesso (se del caso).

IT L 81/32 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 21.3.2012

Quantità

Unità

Descrizione

Fabbisogno energetico della ventilazione

kWh/a

Alimentazione elettrica al sistema di ventilazione per la movimentazione dell’aria e il recupero del calore (esclusa l’alimentazione di energia per il preriscaldamento dell’aria) e alimentazione di energia ai sistemi di umidificazione per sopperire ai bisogni di umidificazione.

Consumo di energia per l’illuminazione interna

kWh/a

Alimentazione elettrica al sistema di alimentazione e ad altri apparecchi/sistemi.

Consumo di energia per altri usi (apparecchi, illuminazione esterna, sistemi ausiliari ecc.)

kWh/a

Generazione energia sul sito dell’edificio

Energia termica da fonti rinnovabili (per esempio pannelli solari termici)

kWh/a

Energia da fonti rinnovabili (non esaurite per estrazione, quali energia solare, vento, energia idrica, biomassa rinnovabile) o cogenerazione.

Elettricità generata nell’edificio e utilizzata in loco

kWh/a

Elettricità generata nell’edificio e immessa sul mercato

kWh/a

Consumo di energia

Energia fornita

Elettricità

kWh/a

Energia, espressa per vettore energetico, fornita ai sistemi tecnici per l’edilizia attraverso il limite del sistema per servire agli usi considerati (riscaldamento, rinfrescamento, ventilazione, acqua calda sanitaria, illuminazione, apparecchi ecc.).

Combustibili fossili

kWh/a

Altri (biomassa, teleriscaldamento, telerinfrescamento ecc.)

kWh/a

Energia primaria

kWh/a

Energia non sottoposta ad alcun processo di conversione o trasformazione.

2. SELEZIONE DI VARIANTI/MISURE/PACCHETTI

2.1. Riportare in formato di tabella le caratteristiche delle varianti/misure/pacchetti selezionati applicati nel calcolo dell’ottimalità dei costi. Iniziare con le tecnologie e le soluzioni più comuni e proseguire con quelle più innovative. Qualora calcoli previ abbiano dimostrato che delle misure sono decisamente poco ottimali in funzione dei costi, non occorre compilare una tabella ma le informazioni devono essere comunicate alla Commissione separatamente. Ci si può servire del formato in appresso, tenendo presente che gli esempi riportati sono puramente illustrativi.

Tabella 4

Tabella illustrativa per l’elenco delle varianti/misure selezionate

Ciascun calcolo deve riferirsi al medesimo livello di comfort. Pro forma, ciascuna variante/pacchetto/misura deve indicare il comfort accettabile. Se si tenesse conto di diversi livelli di comfort, si perderebbe la base di comparazione. Misura

Scenario di riferimento

Variante 1

Variante 2

Ecc. …

Isolamento del tetto

Isolamento delle pareti

Finestre

5,7 W/m 2 K (descrizione)

2,7 W/m 2 K (descrizione)

1,9 W/m 2 K (descrizione)

Quota di superficie delle finestre dell’involucro complessivo dell’edificio

IT 21.3.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 81/33

Misura

Scenario di riferimento

Variante 1

Variante 2

Ecc. …

Misure connesse con l’edificio (massa termica ecc.)

Sistema di riscaldamento

Acqua calda sanitaria

Sistema di ventilazione (compresa la ventilazione notturna)

Sistema di rinfrescamento degli ambienti

Misure basate sull’energia da fonti rinnovabili

Cambiamento di vettore energetico

Ecc.

L’elenco di misure è puramente illustrativo.

Per l’involucro dell’edificio: in W/m 2 K.

Per i sistemi: efficienza.

Si possono selezionare diversi livelli di miglioramento (per esempio: diversi valori di trasmittanza termica per le finestre).

3. CALCOLO DEL FABBISOGIO DI ENERGIA PRIMARIA DELLE MISURE

3.1. Valutazione della prestazione energetica

3.1.1. Riportare la procedura di calcolo della valutazione della prestazione energetica applicata all’edificio di riferimento e le misure/varianti adottate.

3.1.2. Fornire i riferimenti alla legislazione, alla regolamentazione e alla normativa pertinente.

3.1.3. Inserire il periodo di calcolo (20 o 30 anni), l’intervallo di calcolo (annuale, mensile o giornaliero) e i dati climatici utilizzati per ogni edificio di riferimento.

3.2. Calcolo del fabbisogno energetico

3.2.1. Riportare i risultati del calcolo della prestazione energetica per ciascuna misura/pacchetto/variante e per ciascun edificio di riferimento, differenziati almeno per il fabbisogno energetico del riscaldamento e del rinfrescamento, il consumo di energia, l’energia fornita e il fabbisogno primario di energia.

Inserire anche i risparmi energetici.

Tabella 5

Tabella dei risultati del calcolo del fabbisogno energetico

Compilare una tabella per ciascun edificio di riferimento e categoria di edifici, per tutte le misure introdotte. Edificio di riferimento

Misura/ pacchetto/ variante di misure (come descritto nella tabella 4)

Fabbisogno energetico

Consumo energetico

Energia fornita specificata per fonte

Fabbisogno di energia primaria in kWh/m 2 , a

Riduzione energetica in energia primaria rispetto all’edificio di riferimento

per il riscaldamento

per il rinfrescamento

Riscaldamento

Rinfrescamento

Ventilazione

Acqua calda sanitaria

Illuminazione

IT L 81/34 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 21.3.2012

Edificio di riferimento

Misura/ pacchetto/ variante di misure (come descritto nella tabella 4)

Fabbisogno energetico

Consumo energetico

Energia fornita specificata per fonte

Fabbisogno di energia primaria in kWh/m 2 , a

Riduzione energetica in energia primaria rispetto all’edificio di riferimento

per il riscaldamento

per il rinfrescamento

Riscaldamento

Rinfrescamento

Ventilazione

Acqua calda sanitaria

Illuminazione

Compilare una tabella per ciascun edificio di riferimento

La relazione può limitarsi alle principali misure/pacchetti ma occorre indicare quanti calcoli sono stati effettuati complessivamente. Qualora calcoli previ abbiano dimostrato che determinate misure sono decisamente poco ottimali in funzione dei costi, non occorre compilare una tabella ma le informazioni devono essere comunicate alla Commissione separatamente.

3.2.2. Riportare in una tabella a parte la sintesi dei fattori di conversione dell’energia primaria utilizzati nel paese.

3.2.3. Indicare l’energia fornita per vettore in una tabella supplementare.

4. CALCOLO DEL COSTO GLOBALE

4.1. Calcolare il costo globale per ciascuna variante/pacchetto/misura utilizzando le tabelle in appresso sulla base di uno scenario (di evoluzione dei prezzi dell’energia) basso, medio o alto. Il calcolo del costo per l’edificio di riferimento va fissato al 100 %.

4.2. Riportare la fonte dell’evoluzione dei prezzi dell’energia applicata.

4.3. Riportare il tasso di sconto applicato per i calcoli finanziario e macroeconomico e il risultato della relativa analisi di sensibilità per almeno due tassi di interesse diversi per ciascun calcolo.

Tabella 6

Dati risultato dei calcoli e calcoli del costo globale

Compilare la tabella per ogni edificio di riferimento, utilizzandola una volta per il calcolo macroeconomico e una seconda volta per il calcolo finanziario. Inserire i dati di costo in valuta nazionale. Variante/ pacchetto/ misura come indicato nella tabella 5

Costo iniziale dell’investimento (riferito all’anno iniziale)

Costi annuali di gestione

Periodo di calcolo ( 1 ) 20- 30 anni

Costo delle emissioni di gas a effetto serra (solo per il calcolo macroeconomico)

Valore residuo

Tasso di sconto (tassi diversi per il calcolo macroeconomico e per quello finanziario)

Ciclo di vita economico stimato

Costo di smaltimen- to (se del caso)

Costo globale calcolato

Costi annuali di manutenzione

Costi di funzionamento

Costo dell’energia ( 2 ) per combustibile Con lo scenario medio del prezzo dell’energia

( 1 ) Per gli edifici residenziali e pubblici si utilizza un periodo di calcolo di 30 anni; per gli edifici commerciali non residenziali si utilizza un periodo di non meno di 20 anni. ( 2 ) Occorre tenere conto dell’effetto dell’evoluzione futura (prevista) dei prezzi in caso di sostituzione di componenti durante il periodo di calcolo.

4.4. Riportare i parametri impiegati nel calcolo del costo globale (per esempio costi di personale, costo della tecnologia ecc.).

4.5. Svolgere il calcolo sull’analisi di sensibilità per i costi principali e per i costi dell’energia e per il tasso di sconto applicato, sia per il calcolo macroeconomico che per quello finanziario. Per ciascuna variazione di costo, utilizzare una tabella a parte come la tabella sopra riportata.

4.6. Indicare il costo stimato delle emissioni di gas a effetto serra per i calcoli macroeconomici.IT 21.3.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 81/35

5. LIVELLO OTTIMALE IN FUNZIONE DEI COSTI PER GLI EDIFICI DI RIFERIMENTO

5.1. Riportare il livello economicamente ottimale di prestazione energetica in energia primaria (kWh/m 2 anno o, qualora si segua un approccio a livello di sistema, nell’unità pertinente, per esempio valore U) per ciascuno scenario in rapporto con gli edifici di riferimento, indicando se i livelli ottimali in funzione dei costi siano stati calcolati a livello macroeconomico o finanziario.

6. COMPARAZIONE

6.1. Se la differenza è significativa, indicare la giustificazione dello scarto, nonché un piano contenente le azioni appropriate per ridurre la differenza qualora tale scarto non si possa (pienamente) giustificare.

Tabella 7

Tabella di comparazione per gli edifici di nuova costruzione e già esistenti Edificio di riferimento

Fascia/livello ottimale in funzione dei costi (da-a) kWh/m 2 a (per un approccio per componente nell’unità pertinente)

Requisiti attuali per gli edifici di riferimento kWh/m 2 , a

Scarto

Giustificazione dello scarto:

Piano per ridurre lo scarto non giustificato:IT L 81/36 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 21.3.2012

DIRETTIVA 2012/27/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO del 25 ottobre 2012 sull’efficienza energetica

DIRETTIVA EUROPEA 2012/27/UE

La Direttiva Europea 2012/27/UE entra in vigore il 4 dicembre e stabilisce un quadro comune di misure per la promozione dell’efficienza energetica in Europa, finalizzato al conseguimento dell’obiettivo del pacchetto 20-20-20 e di un miglioramento dell’efficienza energetica oltre il 2020. Ogni Stato membro è chiamato a fissare obiettivi nazionali indicativi di efficienza energetica basati sulla riduzione del consumo di energia primaria.

I

(Atti legislativi)

DIRETTIVE

DIRETTIVA 2012/27/UE DEL PARLAMENTO EUROPEO E DEL CONSIGLIO

del 25 ottobre 2012

sull’efficienza energetica, che modifica le direttive 2009/125/CE e 2010/30/UE e abroga le direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE

(Testo rilevante ai fini del SEE)

 

IL PARLAMENTO EUROPEO E IL CONSIGLIO DELL’UNIONE EUROPEA,

visto il trattato sul funzionamento dell’Unione europea, in particolare l’articolo 194, paragrafo 2,

vista la proposta della Commissione europea,

previa trasmissione del progetto di atto legislativo ai parlamenti nazionali,

visto il parere del Comitato economico e sociale europeo ( 1 ),

visto il parere del Comitato delle regioni ( 2 ),

deliberando secondo la procedura legislativa ordinaria ( 3 ),

considerando quanto segue:

(1) L’Unione si trova di fronte a sfide senza precedenti determinate da una maggiore dipendenza dalle importazioni di energia, dalla scarsità di risorse energetiche, nonché dalla necessità di limitare i cambiamenti climatici e di superare la crisi economica. L’efficienza energetica costituisce un valido strumenti per affrontare tali sfide. Essa migliora la sicurezza di approvvigionamento dell’Unione, riducendo il consumo di energia primaria e diminuendo le importazioni di energia. Essa contribuisce a ridurre le emissioni di gas serra in modo efficiente in termini di costi e quindi a ridurre i cambiamenti climatici. Il passaggio a un’economia più efficiente sotto il profilo energetico dovrebbe inoltre accelerare la diffusione di soluzioni tecnologiche innovative e migliorare la competitività dell’industria dell’Unione, rilanciando la crescita economica e la creazione di posti di lavoro di qualità elevata in diversi settori connessi con l’efficienza energetica.

(2) Le conclusioni del Consiglio europeo dell’8 e 9 marzo 2007 hanno sottolineato la necessità di aumentare l’efficienza energetica nell’Unione in modo da raggiungere l’obiettivo di un risparmio dei consumi di energia primaria dell’Unione del 20 % rispetto alle proiezioni entro il 2020. Le conclusioni del Consiglio europeo del 4 febbraio 2011 hanno sottolineato che si deve raggiungere l’obiettivo di efficienza energetica del 20 % all’orizzonte 2020, convenuto dal Consiglio europeo del giugno 2010, che attualmente non è in via di realizzazione. Proiezioni realizzate nel 2007 hanno indicato un consumo di energia primaria nel 2020 pari a 1 842 Mtoe. Una riduzione del 20 % corrisponde a un consumo di 1 474 Mtoe nel 2020, ovvero a una riduzione di 368 Mtoe rispetto alle proiezioni.

(3) Le conclusioni del Consiglio europeo del 17 giugno 2010 hanno confermato che l’obiettivo di efficienza energetica rientra fra gli obiettivi prioritari della nuova strategia dell’Unione per una crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva («strategia Europa 2020»). Nell’ambito di questo processo, e al fine di attuare tale obiettivo a livello nazionale, gli Stati membri sono tenuti a fissare obiettivi nazionali di concerto con la Commissione e a indicare nei rispettivi programmi nazionali di riforma come intendano conseguirli.

(4) La comunicazione della Commissione del 10 novembre 2010, intitolata «Energia 2020», colloca l’efficienza energetica al centro della strategia energetica dell’Unione per il 2020 e illustra la necessità di una nuova strategia per l’efficienza energetica che consentirà a tutti gli Stati membri di svincolare l’uso dell’energia dalla crescita economica.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/1

( 1 ) GU C 24 del 28.1.2012, pag. 134.

( 2 ) GU C 54 del 23.2.2012, pag. 49.

( 3 ) Posizione del Parlamento europeo dell’11 settembre 2012 (non ancora pubblicata nella Gazzetta ufficiale) e decisione del Consiglio del 4 ottobre 2012.

(5) Nella risoluzione del 15 dicembre 2010 sulla revisione del piano d’azione per l’efficienza energetica, il Parlamento europeo ha invitato la Commissione a inserire nel suo piano d’azione riveduto per l’efficienza energetica misure atte a colmare il ritardo nel conseguimento dell’obiettivo generale dell’Unione in materia di efficienza energetica nel 2020.

(6) Una delle iniziative della strategia Europa 2020 è rappresentata dall’iniziativa emblematica «Un’Europa efficiente sotto il profilo delle risorse», adottata dalla Commissione il 26 gennaio 2011. Tale iniziativa individua nell’efficienza energetica uno degli elementi principali per garantire la sostenibilità dell’utilizzo delle risorse energetiche.

(7) Le conclusioni del Consiglio europeo del 4 febbraio 2011 hanno riconosciuto che l’obiettivo di efficienza energetica dell’Unione non è in via di realizzazione e che sono necessari interventi decisi per cogliere le notevoli possibilità di risparmio energetico nei settori dell’edilizia, dei trasporti, nei prodotti e dei processi di produzione. Tali conclusioni prevedono inoltre che l’attuazione dell’obiettivo di efficienza energetica dell’Unione sarà riesaminata entro il 2013 e che saranno prese in considerazione, se necessario, ulteriori misure.

(8) L’8 marzo 2011 la Commissione ha adottato la comunicazione su un piano di efficienza energetica 2011. La comunicazione ha confermato che l’Unione non è sulla buona strada per conseguire il proprio obiettivo di efficienza energetica. Ciò si verifica nonostante i progressi delle politiche nazionali di efficienza energetica illustrati nei primi piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica presentati dagli Stati membri in applicazione della direttiva 2006/32/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 5 aprile 2006, concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici ( 1 ). Una prima analisi del secondo piano d’azione conferma che l’Unione non è sulla buona strada. Per porre rimedio a tale situazione il piano di efficienza energetica 2011 ha indicato una serie di politiche e misure di efficienza energetica che interessano tutta la catena energetica, ivi incluse la produzione, la trasmissione e la distribuzione dell’energia; il ruolo guida del settore pubblico nell’ambito dell’efficienza energetica; gli edifici e le apparecchiature; l’industria; e la necessità di consentire ai clienti finali di gestire i propri consumi energetici. Allo stesso tempo l’efficienza energetica nel settore dei trasporti è stata presa in esame nel Libro bianco sui trasporti, adottato il 28 marzo 2011. In particolare, l’iniziativa 26 del libro bianco invita a definire norme adeguate per le emissioni di CO 2 dei veicoli in tutti i modi di trasporto, integrandole se necessario con requisiti in materia di efficienza energetica per tener conto di tutti i tipi di sistemi di propulsione.

(9) L’8 marzo 2011 la Commissione ha parimenti adottato «Una tabella di marcia verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050», in cui segnalava la necessità, da questo punto di vista, di concentrare gli sforzi sull’efficienza energetica.

(10) In questo ambito occorre aggiornare il quadro giuridico dell’Unione relativo all’efficienza energetica con una direttiva che persegua l’obiettivo generale della realizzazione dell’obiettivo di efficienza energetica che mira a ridurre del 20 % il consumo di energia primaria dell’Unione entro il 2020 e di realizzare ulteriori miglioramenti in materia di efficienza energetica dopo il 2020. A tal fine la presente direttiva dovrebbe stabilire un quadro comune per promuovere l’efficienza energetica all’interno dell’Unione e definire interventi specifici per attuare alcune delle proposte incluse nel piano di efficienza energetica 2011, nonché concretizzare le notevoli potenzialità di risparmio energetico non realizzate da essa individuate.

(11) La decisione n. 406/2009/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, concernente gli sforzi degli Stati membri per ridurre le emissioni dei gas a effetto serra al fine di adempiere agli impegni della Comunità in materia di riduzione delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2020 ( 2 ), invita la Commissione a valutare e riferire entro il 2012 sui progressi compiuti dall’Unione e dai suoi Stati membri verso l’obiettivo della riduzione del consumo di energia del 20 % entro il 2020 rispetto alle proiezioni. Essa stabilisce inoltre che, per aiutare gli Stati membri a rispettare l’impegno dell’Unione a ridurre le emissioni di gas serra, la Commissione dovrebbe proporre, entro il 31 dicembre 2012, misure rafforzate o nuove per accelerare i miglioramenti nel campo dell’efficienza energetica. La presente direttiva risponde a tale esigenza. Essa contribuisce inoltre al conseguimento degli obiettivi fissati dalla tabella di marcia verso un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050, in particolare riducendo le emissioni di gas serra del settore energetico e giungendo ad avere entro il 2050 una produzione di elettricità a zero emissioni.

(12) Al fine di cogliere tutte le potenzialità di risparmio energetico esistenti, è necessario adottare un approccio integrato che includa i risparmi nell’approvvigionamento energetico e i settori d’uso finale. Nel contempo è opportuno rafforzare le disposizioni della direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’11 febbraio 2004, sulla promozione della cogenerazione basata su una domanda di calore utile nel mercato interno dell’energia ( 3 ) e della direttiva 2006/32/CE.IT L 315/2 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

( 1 ) GU L 114 del 27.4.2006, pag. 64.

( 2 ) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 136.

( 3 ) GU L 52 del 21.2.2004, pag. 50.

(13) Sarebbe auspicabile che l’obiettivo del 20 % di efficienza energetica sia conseguito grazie all’attuazione cumulativa di misure specifiche nazionali ed europee che promuovano l’efficienza energetica in diversi ambiti. È opportuno chiedere agli Stati membri di definire obiettivi, regimi e programmi nazionali indicativi in materia di efficienza energetica. Tali obiettivi e gli sforzi individuali di ciascuno Stato membro dovrebbero essere valutati dalla Commissione, unitamente ai dati sui progressi compiuti, per stimare le probabilità di conseguire l’obiettivo generale dell’Unione e verificare in che misura i singoli sforzi siano sufficienti per conseguire l’obiettivo comune. È opportuno pertanto che la Commissione effettui un attento monitoraggio dell’attuazione dei programmi nazionali di efficienza energetica mediante il suo quadro legislativo rivisto e nell’ambito del processo Europa 2020. Nel fissare gli obiettivi nazionali indicativi di efficienza energetica, gli Stati membri dovrebbero poter tenere conto delle circostanze nazionali che incidono sul consumo di energia primaria, quali le rimanenti possibilità di risparmi energetici efficienti in termini di costi, le variazioni nelle importazioni ed esportazioni di energia, lo sviluppo di tutte le fonti di energie rinnovabili, l’energia nucleare, la cattura e lo stoccaggio del carbonio e le azioni intraprese in fasi precoci. Nello svolgimento di esercizi di modellizzazione, la Commissione dovrebbe consultarsi in maniera tempestiva e trasparente con gli Stati membri riguardo alle ipotesi di modelli e ai progetti di risultati dei modelli. È necessario migliorare la modellizzazione dell’impatto delle misure di efficienza energetica e dell’insieme delle tecnologie e delle loro prestazioni.

(14) La direttiva 2009/28/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili ( 1 ) afferma che Cipro e Malta, in ragione del loro carattere insulare e periferico, dipendono dal trasporto aereo quale modalità di trasporto essenziale per i loro cittadini e per la loro economia. Di conseguenza, Cipro e Malta hanno un consumo finale lordo di energia per il trasporto aereo nazionale che è sproporzionatamente elevato, vale a dire che supera più di tre volte la media della Comunità per il 2005, e sono dunque condizionati in maniera sproporzionata dagli attuali vincoli tecnologici e normativi.

(15) Il volume totale della spesa pubblica corrisponde al 19 % del prodotto interno lordo dell’Unione. Per tale motivo il settore pubblico costituisce uno strumento importante per stimolare la trasformazione del mercato verso prodotti, edifici e servizi più efficienti, nonché per indurre cambiamenti di comportamento dei cittadini e delle imprese relativamente al consumo di energia. Inoltre, la diminuzione del consumo di energia grazie a misure che permettono di migliorare l’efficienza energetica può liberare risorse pubbliche da destinare ad altri fini. Gli enti pubblici a livello nazionale, regionale e locale dovrebbero svolgere un ruolo esemplare in materia di efficienza energetica.

(16) Tenuto conto che le conclusioni del Consiglio del 10 giugno 2011 sul piano di efficienza energetica 2011 hanno sottolineato che gli immobili rappresentano il 40 % del consumo finale di energia dell’Unione ed al fine di cogliere le opportunità di crescita e occupazione nei settori qualificati del commercio e dell’edilizia, nonché nella produzione di prodotti edili e nelle attività professionali, quali l’architettura, la consulenza e l’ingegneria, gli Stati membri dovrebbero mettere a punto una strategia a lungo termine al di là del 2020 per mobilizzare gli investimenti nella ristrutturazione di edifici residenziali e commerciali al fine di migliorare la prestazione energetica del parco immobiliare. Tale strategia dovrebbe riguardare ristrutturazioni profonde ed efficaci in termini di costi che comportino un ammodernamento tale da ridurre il consumo energetico sia fornito che finale di un edificio di una percentuale significativa rispetto ai livelli precedenti alla ristrutturazione, conducendo ad una prestazione energetica molto elevata. Tali ristrutturazioni profonde potrebbero anche essere effettuate per gradi.

(17) È necessario aumentare il tasso delle ristrutturazioni di immobili, in quanto il parco immobiliare esistente rappresenta il settore individuale con le maggiori potenzialità di risparmio energetico. Inoltre, gli edifici sono fondamentali per conseguire l’obiettivo dell’Unione di ridurre dell’80-95 % le emissioni di gas serra entro il 2050 rispetto al 1990. Gli edifici di proprietà degli enti pubblici rappresentano una quota considerevole del parco immobiliare e godono di notevole visibilità nella vita pubblica. È pertanto opportuno fissare un tasso annuo di ristrutturazione per gli edifici di proprietà del governo centrale nel territorio di uno Stato membro e da esso occupati in modo da migliorarne la prestazione energetica. Tale tasso di ristrutturazione dovrebbe far salvi gli obblighi relativi agli edifici a energia quasi zero, di cui alla direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia ( 2 ). L’obbligo di ristrutturare gli edifici del governo centrale previsto dalla presente direttiva integra tale direttiva che impone agli Stati membri di garantire che la prestazione energetica degli edifici destinati a subire ristrutturazioni di grande portata sia migliorata al fine di soddisfare i requisiti minimi di prestazione energetica. Gli Stati membri dovrebbero poter adottare misure alternative efficienti in termini di costi per conseguire un miglioramento equivalente della prestazione energetica degli edifici del parco immobiliare del loro governo centrale. L’obbligo di ristrutturare la superficie degli edifici del governo centrale dovrebbe applicarsi ai servizi amministrativi la cui competenza si estende su tutto il territorio di uno Stato membro. Se in un determinato Stato membro e per una determinata competenza non esiste un servizio amministrativo che copre tutto il territorio, l’obbligo dovrebbe applicarsi ai servizi amministrativi le cui competenze coprono congiuntamente tutto il territorio.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/3

( 1 ) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 16.

( 2 ) GU L 153 del 18.6.2010, pag. 13.

(18) Una serie di comuni e di altri enti pubblici degli Stati membri hanno già messo in atto approcci integrati al risparmio e all’approvvigionamento energetici, ad esempio mediante piani d’azione sostenibili nel settore dell’energia, come quelli adottati nell’ambito dell’iniziativa del patto dei sindaci, e approcci urbani integrati che vanno oltre gli interventi singoli relativamente a edifici o modi di trasporto. È opportuno che gli Stati membri incoraggino i comuni e altri enti pubblici ad adottare piani di efficienza energetica integrati e sostenibili che abbiano obiettivi chiari, a coinvolgere i cittadini nella loro elaborazione e attuazione e ad informare adeguatamente i cittadini in merito ai contenuti e ai progressi nel raggiungimento degli obiettivi. Tali piani possono comportare risparmi considerevoli di energia, soprattutto se attuati mediante sistemi di gestione dell’energia che consentano agli enti pubblici interessati di gestire meglio il loro consumo di energia. È opportuno incoraggiare lo scambio di esperienze tra città e altri enti pubblici sulle esperienze più innovative.

(19) Per quanto riguarda l’acquisto di determinati prodotti e servizi e l’acquisto e l’affitto di edifici, è opportuno che i governi centrali che concludono contratti per opere pubbliche, forniture o servizi dimostrino un comportamento esemplare e adottino decisioni di acquisto efficienti sotto il profilo energetico. Ciò dovrebbe applicarsi ai servizi amministrativi la cui competenza si estende su tutto il territorio di uno Stato membro. Se in un determinato Stato membro e per una determinata competenza non esiste un servizio amministrativo che copre tutto il territorio, l’obbligo dovrebbe applicarsi ai servizi amministrativi le cui competenze coprono congiuntamente tutto il territorio. Dovrebbero essere fatte salve, tuttavia, le disposizioni delle direttive dell’Unione in materia di appalti pubblici. Per i prodotti diversi da quelli soggetti ai requisiti di efficienza energetica per l’acquisto di cui alla presente direttiva, gli Stati membri dovrebbero incoraggiare gli enti pubblici a tener conto dell’efficienza energetica dell’acquisto.

(20) La valutazione della possibilità di introdurre un regime di «certificati bianchi» a livello di Unione ha evidenziato che un tale regime, nella situazione attuale, determinerebbe costi amministrativi eccessivi e che rischierebbe di vedere i risparmi energetici concentrati in un certo numero di Stati membri anziché diffusi in tutta l’Unione. L’obiettivo di tale regime a livello di Unione potrebbe essere conseguito meglio, quantomeno nella fase attuale, mediante regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica per le imprese di pubblica utilità del settore energetico o mediante altre misure politiche alternative che permettano di realizzare gli stessi risparmi di energia. Considerato il loro livello di ambizione, è opportuno che tali regimi siano definiti nell’ambito di un quadro comune a livello di Unione, garantendo nel contempo sufficiente flessibilità agli Stati membri per tenere pienamente conto dell’organizzazione nazionale degli operatori di mercato, del contesto specifico del settore dell’energia e delle abitudini dei clienti finali. Tale quadro comune dovrebbe offrire alle imprese di pubblica utilità del settore energetico la possibilità di offrire servizi energetici a tutti i clienti finali e non solo a quelli a cui vendono energia. Ciò accresce la concorrenza sul mercato dell’energia, in quanto le imprese in questione possono differenziare il loro prodotto, fornendo servizi energetici complementari. Il quadro comune dovrebbe consentire agli Stati membri di inserire nei rispettivi regimi nazionali requisiti finalizzati a obiettivi sociali, in particolare per garantire che i clienti vulnerabili abbiano accesso ai benefici di una maggiore efficienza energetica. Gli Stati membri dovrebbero determinare, in base a criteri oggettivi e non discriminatori, quali distributori di energia o società di vendita di energia al dettaglio debbano essere obbligati a raggiungere l’obiettivo del risparmio energetico allo stadio finale stabilito dalla presente direttiva.

Gli Stati membri dovrebbero, in particolare, avere la facoltà di non imporre tale obbligo ai piccoli distributori di energia, alle piccole società di vendita di energia al dettaglio ed ai settori energetici di piccole dimensioni per evitare oneri amministrativi sproporzionati. La comunicazione della Commissione del 25 giugno 2008 fissa principi che gli Stati membri dovrebbero tenere in considerazione qualora decidano di non avvalersi di tale possibilità. Quale strumento per sostenere le iniziative nazionali in materia di efficienza energetica le parti obbligate in virtù dei regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica potrebbero adempiere ai loro obblighi versando annualmente a un fondo nazionale per l’efficienza energetica un importo corrispondente agli investimenti richiesti in base a tale regime.

(21) Considerato l’imperativo generale di ripristinare la sostenibilità delle finanze pubbliche e risanare il bilancio, nell’attuazione di misure particolari rientranti nell’ambito di applicazione della presente direttiva è opportuno riservare debita attenzione al rapporto costo/efficacia a livello di Stato membro di misure di attuazione in materia di efficienza energetica in base ad un livello adeguato di analisi e valutazione.

(22) L’obbligo di realizzare risparmi delle vendite annuali di energia ai clienti finali rispetto alle vendite abituali di energia non costituisce un limite alle vendite o al consumo di energia. Gli Stati membri dovrebbero avere la possibilità di escludere la totalità o una parte, in volume, delle vendite dell’energia utilizzata per le attività industriali elencate all’allegato I della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 ottobre 2003, che istituisce un sistema per lo scambio di quote di emissioni dei gas a effetto serra nella Comunità ( 1 ), dal calcolo delle vendite di energia ai clienti finali, posto che taluni settori o sottosettori di tali attività possono essere esposti ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio. È opportuno che gli Stati membri siano consapevoli dei costi dei regimi per potere essere in grado di valutare con esattezza i costi delle misure.IT L 315/4 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

( 1 ) GU L 275 del 25.10.2003, pag. 32.

(23) Fatte salve le disposizioni di cui all’articolo 7 e al fine di limitare l’onere amministrativo, ciascuno Stato membro può riunire tutte le singole misure politiche per l’attuazione dell’articolo 7 in un programma nazionale globale per l’efficienza energetica.

(24) Per cogliere le possibilità di risparmio energetico in determinati segmenti di mercato in cui gli audit energetici non rientrano generalmente nell’offerta commerciale (ad esempio, le piccole e medie imprese – PMI), gli Stati membri dovrebbero elaborare programmi intesi ad incoraggiare le PMI a sottoporsi a audit energetici. Per le grandi imprese gli audit energetici dovrebbero essere obbligatori ed essere effettuati con cadenza periodica dal momento che i risparmi energetici possono essere significativi. Gli audit energetici dovrebbero tener conto delle pertinenti norme europee o internazionali, quali EN ISO 50001 (sistemi di gestione dell’energia), o EN 16247-1 (audit energetici) o, se includono un audit energetico, EN ISO 14000 (sistemi di gestione ambientale) e pertanto essere in linea anche con le disposizioni dell’allegato VI della presente direttiva poiché tali disposizioni non vanno oltre i requisiti di dette norme pertinenti. Una norma europea specifica sugli audit energetici è attualmente in fase di elaborazione.

(25) Qualora gli audit energetici siano realizzati da esperti interni, questi ultimi non dovrebbero essere direttamente coinvolti nell’attività oggetto dell’audit affinché sia garantita la necessaria indipendenza.

(26) Nel mettere a punto le misure di miglioramento dell’efficienza energetica, è opportuno tener conto dei vantaggi in termini di efficienza e di risparmio ottenuti tramite l’applicazione diffusa di innovazioni tecnologiche efficaci in termini di costi, ad esempio i contatori intelligenti. Qualora siano stati installati, i contatori intelligenti non dovrebbero essere usati dalle società per una fatturazione retroattiva ingiustificata.

(27) Per quanto riguarda l’energia elettrica, e conformemente alla direttiva 2009/72/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica ( 1 ), che giudica positivamente l’introduzione dei contatori intelligenti, almeno l’80 % dei consumatori dovrebbe essere dotato di sistemi intelligenti di misurazione entro il 2020. Per quanto riguarda il gas, e conformemente alla direttiva 2009/73/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa a norme comuni per il mercato interno del gas naturale ( 2 ), che giudica positivamente l’introduzione dei sistemi di misurazione intelligenti, gli Stati membri o qualsiasi autorità competente da essi designata, dovrebbero elaborare un calendario per l’attuazione di sistemi di misurazione intelligenti.

(28) L’uso di contatori o contabilizzatori di calore individuali per misurare il consumo individuale di riscaldamento nei condomini alimentati dal teleriscaldamento o dal riscaldamento comune centralizzato comporta benefici se i clienti finali dispongono di un mezzo per controllare il proprio consumo individuale. Pertanto, il loro uso ha un senso solo negli edifici in cui i radiatori sono attrezzati di valvole termostatiche.

(29) In alcuni condomini alimentati dal teleriscaldamento o dal riscaldamento comune centralizzato l’uso di contatori di calore individuali precisi sarebbe complicato dal punto di vista tecnico e costoso, dato che l’acqua calda usata per il riscaldamento entra negli appartamenti e ne esce in vari punti. È lecito ritenere che la misurazione individuale del consumo di calore nei condomini è, tuttavia, possibile dal punto di vista tecnico qualora l’installazione di misuratori individuali non richieda la sostituzione delle tubature interne dell’edificio per la produzione di acqua calda. In tali edifici la misurazione del consumo individuale di calore può essere effettuata mediante contabilizzatori di calore individuali installati su ciascun radiatore.

(30) La direttiva 2006/32/CE impone agli Stati membri di assicurare che i clienti finali ricevano a prezzi concorrenziali contatori individuali che riflettono con precisione il loro consumo di energia effettivo e forniscono informazioni sul tempo effettivo d’uso. Nella maggior parte dei casi tale requisito è soggetto alle condizioni di essere tecnicamente possibile, finanziariamente ragionevole e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali. Quando si procede ad un allacciamento in un nuovo edificio o si eseguono importanti ristrutturazioni, come definiti nella direttiva 2010/31/UE, contatori individuali di questo tipo dovrebbero, tuttavia, essere sempre forniti. La direttiva 2006/32/CE impone inoltre che sia fornita una fatturazione chiara basata sul consumo effettivo con frequenza tale da consentire ai consumatori di regolare il proprio consumo energetico.

(31) Le direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE impongono agli Stati membri di assicurare l’attuazione di sistemi di misurazione intelligenti, che favoriscano la partecipazione attiva dei consumatori nei mercati della fornitura di energia elettrica e di gas. Per quanto riguarda l’energia elettrica, qualora l’introduzione dei contatori intelligenti sia reputata efficiente in termini di costi, almeno l’80 % dei consumatori deve essere dotato di contatori intelligenti entro il 2020. Per quanto riguarda il gas naturale, non è fornita alcuna scadenza, ma è richiesta l’elaborazione di un calendario. Tali direttive prevedono inoltre che i clienti finali devono essere adeguatamente informati del consumo effettivo di energia elettrica/gas e dei relativi costi, con frequenza tale da consentire loro di regolare il proprio consumo.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/5

( 1 ) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 55.

( 2 ) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 94.

(32) L’impatto sul risparmio energetico delle disposizioni in materia di contatori e fatturazione di cui alle direttive 2006/32/CE, 2009/72/CE e 2009/73/CE è stato limitato. In molte parti dell’Unione tali disposizioni non hanno comportato per i clienti la ricezione di informazioni aggiornate riguardo al loro consumo energetico, né una fatturazione basata sul consumo effettivo con la frequenza che, in base agli studi, è necessaria per consentire ai clienti di regolare il proprio consumo energetico. Nei settori del riscaldamento degli ambienti e della produzione di acqua calda nei condomini l’insufficiente chiarezza di tali disposizioni ha inoltre condotto a numerosi reclami da parte dei cittadini.

(33) Al fine di rafforzare la responsabilizzazione dei clienti finali per quanto riguarda l’accesso alle informazioni relative alla misurazione e alla fatturazione dei loro consumi energetici individuali, tenuto conto delle opportunità associate al processo di attuazione di sistemi di misurazione intelligenti e all’introduzione dei contatori intelligenti negli Stati membri, è importante rendere più chiari i requisiti del diritto dell’Unione in questo settore. Ciò dovrebbe contribuire a ridurre i costi connessi all’attuazione di sistemi di misurazione intelligente corredati di funzioni che potenziano il risparmio energetico e sostengono lo sviluppo di mercati per i servizi energetici e la gestione della domanda. L’attuazione di sistemi di misurazione intelligenti consente la fatturazione frequente basata sul consumo effettivo. È opportuno, tuttavia, chiarire altresì i requisiti relativi all’accesso alle informazioni e ad una fatturazione equa ed accurata basata sul consumo effettivo nei casi in cui i contatori intelligenti non siano disponibili entro il 2020, anche in relazione alla misurazione e fatturazione del consumo individuale di riscaldamento, raffreddamento e acqua calda in condomini dotati di impianti di teleriscaldamento/teleraffreddamento o di un proprio sistema comune di riscaldamento installato in tali edifici.

(34) Nel mettere a punto le misure di miglioramento dell’efficienza energetica, gli Stati membri dovrebbero tenere in debito conto l’esigenza di garantire un corretto funzionamento del mercato interno e un’attuazione coerente dell’acquis, in conformità del trattato sul funzionamento dell’Unione europea.

(35) La cogenerazione ad alto rendimento e il teleriscaldamento e teleraffreddamento presentano significative possibilità di risparmio di energia primaria che sono largamente inutilizzate nell’Unione. È opportuno che gli Stati membri effettuino una valutazione globale del potenziale della cogenerazione ad alto rendimento e del teleriscaldamento e teleraffreddamento. Tali valutazioni dovrebbero essere aggiornate, su richiesta della Commissione, per fornire agli investitori informazioni relative ai piani nazionali di sviluppo e contribuire a creare un contesto stabile e favorevole agli investimenti. I nuovi impianti di produzione di energia elettrica e gli impianti esistenti che sono stati profondamente ammodernati o i cui permessi o licenze sono rinnovati dovrebbero, su riserva di un’analisi costi-benefici che dimostri un surplus costi-benefici, essere dotati di unità di cogenerazione ad alto rendimento per recuperare il calore di scarto derivante dalla produzione di energia elettrica. Il calore di scarto potrebbe poi essere trasportato dove è necessario mediante le reti di teleriscaldamento. Gli eventi che determinano l’obbligo di applicare i criteri di autorizzazione saranno in genere eventi che determinano anche gli obblighi riguardanti le autorizzazioni a norma della direttiva 2010/75/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 novembre 2010, relativa alle emissioni industriali ( 1 ) e le autorizzazioni a norma della direttiva 2009/72/CE.

(36) Può essere appropriato che le centrali nucleari o gli impianti di produzione di energia elettrica che sono predisposti per ricorrere allo stoccaggio geologico permesso ai sensi della direttiva 2009/31/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, relativa allo stoccaggio geologico di biossido di carbonio ( 2 ), siano ubicati in luoghi in cui il recupero di calore di scarto attraverso la cogenerazione ad alto rendimento o mediante teleriscaldamento o teleraffreddamento non è efficiente in termini di costi. Gli Stati membri dovrebbero pertanto avere la possibilità di esentare tali impianti dall’obbligo di effettuare un’analisi costi-benefici per dotare l’impianto di attrezzature che consentono il recupero di calore di scarto attraverso un’unità di cogenerazione ad alto rendimento. Dovrebbe essere possibile altresì esentare dall’obbligo di produrre anche calore gli impianti di produzione di energia elettrica per i carichi di punta e l’energia elettrica di riserva progettati per essere in funzione per meno di 1 500 ore operative annue calcolate in media mobile per un periodo di cinque anni.

(37) È opportuno che gli Stati membri incoraggino l’introduzione di misure e procedure volte a promuovere gli impianti di cogenerazione con una potenza termica nominale totale inferiore a 20 MW al fine di promuovere la produzione distribuita di energia.

(38) La cogenerazione ad alto rendimento dovrebbe essere definita in base ai risparmi energetici ottenuti dalla produzione combinata rispetto alla produzione separata di calore e di energia elettrica. Le definizioni di cogenerazione e di cogenerazione ad alto rendimento utilizzate nella normativa dell’Unione dovrebbero far salvo l’uso di definizioni diverse nelle legislazioni nazionali per finalità differenti da quelle della normativa dell’Unione in questione. Per massimizzare il risparmio energetico ed evitare di perdere opportunità in tal senso, è opportuno prestare la massima attenzione alle condizioni di esercizio delle unità di cogenerazione.IT L 315/6 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

( 1 ) GU L 334 del 17.12.2010, pag. 17.

( 2 ) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 114.

(39) Per aumentare la trasparenza affinché i clienti finali siano in grado di scegliere fra l’energia elettrica da cogenerazione e l’energia elettrica prodotta con altre tecniche, è opportuno garantire l’origine della cogenerazione ad alto rendimento sulla base di valori di riferimento armonizzati in materia di rendimento. I regimi di garanzia di origine non implicano di per sé il diritto di beneficiare di meccanismi di sostegno nazionali. È importante che la garanzia di origine possa coprire tutte le forme di energia elettrica prodotta mediante cogenerazione ad alto rendimento. Le garanzie di origine dovrebbero essere distinte da certificati scambiabili.

(40) È opportuno tenere conto della struttura specifica dei settori della cogenerazione e del teleriscaldamento e teleraffreddamento, che comprendono molti produttori di piccole e medie dimensioni, soprattutto in sede di revisione delle procedure amministrative per ottenere l’autorizzazione a sviluppare capacità di cogenerazione o reti associate, in applicazione del principio «innanzitutto pensare piccolo» («Think Small First»).

(41) La maggior parte delle imprese dell’Unione sono PMI. Esse rappresentano enormi potenzialità di risparmio energetico per l’Unione. Per aiutarle ad adottare misure di efficienza energetica, gli Stati membri dovrebbero definire un quadro favorevole teso a garantire alle PMI assistenza tecnica e informazioni mirate.

(42) La direttiva 2010/75/UE contempla l’efficienza energetica tra i criteri per determinare le migliori tecniche disponibili che dovrebbero fungere da riferimento per stabilire le condizioni di autorizzazione degli impianti che rientrano nel suo ambito di applicazione, tra cui gli impianti di combustione con una potenza termica nominale totale pari o superiore a 50 MW. Tuttavia, detta direttiva lascia agli Stati membri la possibilità di non imporre alcun requisito di efficienza energetica con riguardo alle unità di combustione o altre unità che emettono biossido di carbonio in situ in relazione alle attività elencate all’allegato I della direttiva 2003/87/CE. Gli Stati membri potrebbero includere informazioni relative ai livelli di efficienza energetica nelle loro relazioni a norma della direttiva 2010/75/UE.

(43) Gli Stati membri dovrebbero stabilire, sulla base di criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori, norme in materia di assunzione e ripartizione dei costi per le connessioni alla rete e il potenziamento della rete e per gli adeguamenti tecnici necessari per integrare i nuovi produttori di energia elettrica da cogenerazione ad alto rendimento, tenendo conto degli orientamenti e dei codici elaborati conformemente al regolamento (CE) n. 714/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativo alle condizioni di accesso alla rete per gli scambi transfrontalieri di energia elettrica ( 1 ), e al regolamento (CE) n. 715/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativo alle condizioni di accesso alle reti di trasporto del gas naturale ( 2 ). È opportuno che i produttori di energia elettrica da cogenerazione ad alto rendimento siano autorizzati a indire una gara d’appalto per i lavori di connessione. È opportuno facilitare l’accesso alla rete dell’energia elettrica prodotta mediante cogenerazione ad alto rendimento, soprattutto per le unità di piccola cogenerazione o di microcogenerazione. Conformemente all’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2009/72/CE e all’articolo 3, paragrafo 2, della direttiva 2009/73/CE, gli Stati membri possono imporre alle imprese che operano nei settori dell’energia elettrica e del gas obblighi di servizio pubblico, anche con riguardo all’efficienza energetica.

(44) La gestione della domanda è uno strumento importante per migliorare l’efficienza energetica, in quanto accresce notevolmente le possibilità per consumatori o terzi da essi designati di agire sulla base delle informazioni di consumo e di fatturazione e costituisce dunque un meccanismo per ridurre o reindirizzare il consumo che comporta risparmi energetici sia nel consumo finale sia, attraverso un uso ottimizzato delle reti e degli impianti di produzione, nella produzione, trasmissione e distribuzione di energia.

(45) La gestione della domanda può basarsi sulle risposte dei clienti finali ai segnali di prezzo o sull’automazione degli edifici. Le condizioni della gestione della domanda e dell’accesso alla medesima dovrebbero essere migliorate, anche per i piccoli consumatori finali. Tenuto conto del continuo sviluppo di reti intelligenti, gli Stati membri dovrebbero pertanto assicurare che le autorità nazionali di regolamentazione dell’energia siano in grado di garantire che le tariffe e la regolamentazione della rete incentivino miglioramenti dell’efficienza energetica e sostengano una tariffazione dinamica per misure di gestione della domanda dei clienti finali. Dovrebbero essere perseguite l’integrazione del mercato e pari opportunità di accesso ai mercati per quanto riguarda sia le risorse dal lato della domanda (fornitura e carico utente) sia la produzione. Gli Stati membri dovrebbero inoltre provvedere affinché le autorità nazionali di regolamentazione dell’energia adottino un approccio integrato che comprenda risparmi potenziali nei settori della fornitura di energia e dell’uso finale.

(46) Dovrebbe essere disponibile un numero sufficiente di professionisti affidabili e competenti nel settore dell’efficienza energetica al fine di garantire un’attuazione efficace e tempestiva della presente direttiva, ad esempio per quanto concerne la conformità con i requisiti in materia di audit energetici e l’attuazione dei regimi obbligatori di efficienza energetica. Gli Stati membri dovrebbero pertanto porre in essere regimi di certificazione dei fornitori di servizi energetici, audit energetici e altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/7

( 1 ) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 15.

( 2 ) GU L 211 del 14.8.2009, pag. 36.

(47) È necessario continuare a sviluppare il mercato dei servizi energetici per garantire la disponibilità di domanda e offerta di servizi energetici. La trasparenza, ad esempio mediante elenchi di fornitori di servizi energetici, può contribuire a tale obiettivo. Anche i contratti tipo, lo scambio di migliori pratiche e orientamenti, in particolare per quanto riguarda i contratti di rendimento energetico, possono contribuire a stimolare la domanda. Come in altre forme di finanziamento tramite terzi, in un contratto di prestazione energetica il beneficiario del servizio energetico evita i costi di investimento utilizzando parte del valore finanziario dei risparmi energetici per ripagare l’investimento effettuato totalmente o in parte da terzi.

(48) È necessario individuare e rimuovere gli ostacoli di tipo regolamentare e non regolamentare all’uso dei contratti di rendimento energetico e di altri accordi di finanziamento da parte di terzi per realizzare risparmi energetici. Tali ostacoli comprendono norme e pratiche contabili che impediscono che gli investimenti di capitale e i risparmi finanziari annui ottenuti grazie alle misure di miglioramento dell’efficienza energetica siano adeguatamente rispecchiati nella contabilità per l’intera durata dell’investimento. È opportuno inoltre affrontare a livello nazionale la questione degli ostacoli alla ristrutturazione del parco immobiliare esistente dovuti alla frammentazione degli incentivi tra i differenti soggetti interessati.

(49) È opportuno incoraggiare gli Stati membri e le regioni ad utilizzare appieno i fondi strutturali e il fondo di coesione per stimolare gli investimenti nelle misure di miglioramento dell’efficienza energetica. Gli investimenti nell’efficienza energetica possono contribuire alla crescita economica, all’occupazione, all’innovazione e alla riduzione della precarietà energetica delle famiglie e contribuiscono pertanto in modo positivo alla coesione economica, sociale e territoriale. Tra i settori potenziali di finanziamento si annoverano misure di efficienza energetica negli edifici pubblici e negli alloggi sociali e la fornitura di nuove competenze che favoriscano l’occupazione nel settore dell’efficienza energetica.

(50) Gli Stati membri dovrebbero incoraggiare il ricorso a strumenti di finanziamento per promuovere gli obiettivi della presente direttiva. Tali strumenti di finanziamento potrebbero comprendere contributi finanziari e ammende per mancato rispetto di talune disposizioni della presente direttiva; risorse assegnate all’efficienza energetica a norma dell’articolo 10, paragrafo 3, della direttiva 2003/87/CE; risorse assegnate all’efficienza energetica nel quadro finanziario pluriennale, in particolare a titolo del fondo di coesione, dei fondi strutturali e del fondo di sviluppo rurale, e strumenti finanziari europei dedicati, come il fondo europeo per l’efficienza energetica.

(51) Gli strumenti di finanziamento potrebbero basarsi, se del caso, su risorse assegnate all’efficienza energetica provenienti da obbligazioni per il finanziamento di progetti dell’Unione; risorse assegnate all’efficienza energetica dalla Banca europea per gli investimenti e da altri istituti finanziari europei, in particolare la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo e la Banca per lo sviluppo del Consiglio d’Europa; risorse ottenute da istituti finanziari per effetto leva; risorse nazionali, anche attraverso la creazione di quadri regolamentari e fiscali che incentivino l’attuazione di iniziative e programmi di efficienza energetica; entrate derivanti dalle assegnazioni annuali di emissioni a norma della decisione n. 406/2009/CE.

(52) Gli strumenti di finanziamento potrebbero, in particolare, utilizzare tali contributi, risorse ed entrate per consentire e incoraggiare gli investimenti di capitali privati, in particolare ricorrendo agli investitori istituzionali, al contempo applicando criteri che garantiscano il rispetto degli obiettivi ambientali e sociali per la concessione di fondi; avvalersi di meccanismi di finanziamento innovativi (ad esempio garanzie di credito per il capitale privato, garanzie di credito per incoraggiare i contratti di rendimento energetico, sovvenzioni, crediti agevolati e linee di credito dedicate, sistemi di finanziamento da parte di terzi) che riducano i rischi dei progetti di efficienza energetica e consentano ristrutturazioni efficaci in termini di costi anche per le famiglie a basso o medio reddito; essere collegati a programmi o agenzie che riuniranno e valuteranno la qualità dei progetti di risparmio energetico, forniranno assistenza tecnica, stimoleranno il mercato dei servizi energetici e aiuteranno a generare domanda di consumo per i servizi energetici.

(53) Gli strumenti di finanziamento potrebbero altresì mettere a disposizione adeguate risorse a sostegno di programmi di formazione e certificazione aventi lo scopo di accrescere e accreditare le competenze in materia di efficienza energetica; fornire risorse a favore della ricerca sulle tecnologie di piccola scala e sulle microtecnologie per produrre energia, della dimostrazione e dell’adozione più celere di dette tecnologie nonché dell’ottimizzazione delle connessioni di tali generatori alla rete; essere collegati a programmi di azione volti a promuovere l’efficienza energetica in tutte le abitazioni, a prevenire la precarietà energetica e ad incoraggiare i proprietari degli immobili in locazione a rendere le loro proprietà quanto più efficienti possibile sotto il profilo energetico; fornire risorse adeguate a sostegno del dialogo sociale e della fissazione di norme volte a migliorare l’efficienza energetica e a garantire buone condizioni di lavoro, di salute e di sicurezza sul lavoro.

(54) Per concretizzare l’obiettivo di migliorare la prestazione energetica degli edifici degli enti pubblici dovrebbero essere utilizzati gli strumenti finanziari dell’Unione disponibili e meccanismi di finanziamento innovativi. A tale riguardo gli Stati membri possono usare le entrate derivanti dalle assegnazioni annuali di emissioni a norma della decisione n. 406/2009/CE per lo sviluppo di tali meccanismi su base volontaria e tenendo conto delle norme di bilancio nazionali.IT L 315/8 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

(55) Per l’attuazione dell’obiettivo del 20 % di efficienza energetica, la Commissione dovrà monitorare l’impatto delle nuove misure sulla direttiva 2003/87/CE che istituisce il sistema per lo scambio di quote di emissione dell’Unione, al fine di mantenere gli incentivi nel sistema per lo scambio di quote a favore degli investimenti miranti a ridurre le emissioni di carbonio e preparare i settori del sistema per lo scambio delle quote di emissioni alle innovazioni necessarie in futuro. Essa dovrà monitorare l’impatto sui settori dell’industria che sono esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, come definito dalla decisione 2010/2/UE della Commissione, del 24 dicembre 2009, che determina, a norma della direttiva 2003/87/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, un elenco dei settori e dei sottosettori ritenuti esposti a un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio ( 1 ), al fine di assicurare che la presente direttiva promuova e non impedisca lo sviluppo di tali settori.

(56) La direttiva 2006/32/CE impone agli Stati membri di adottare e di sforzarsi di conseguire un obiettivo nazionale indicativo globale di risparmio energetico pari al 9 % entro il 2016, che deve essere ottenuto tramite servizi energetici e altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica. Tale direttiva stabilisce che il secondo piano di azione in materia di efficienza energetica adottato dagli Stati membri è seguito, se opportuno e ove necessario, da proposte di misure supplementari ad opera della Commissione, ivi inclusa una proroga del periodo di applicazione degli obiettivi. Se da una relazione si evince che non sono stati compiuti sufficienti progressi verso il conseguimento degli obiettivi nazionali indicativi stabiliti dalla tale direttiva, dette proposte devono essere incentrate sul livello e sulla natura degli obiettivi. La valutazione d’impatto che accompagna la presente direttiva indica che gli Stati membri sono sulla buona strada per conseguire l’obiettivo del 9 %, che è notevolmente meno ambizioso dell’obiettivo del 20 % di risparmio energetico entro il 2020 adottato in seguito, e pertanto non è necessario prendere in esame il livello degli obiettivi.

(57) Il programma «Energia intelligente — Europa» istituito con la decisione n. 1639/2006/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 24 ottobre 2006, che istituisce un programma quadro per la competitività e l’innovazione (2007-2013) ( 2 ), ha contribuito a creare un ambiente favorevole alla corretta attuazione delle politiche energetiche sostenibili dell’Unione, eliminando gli ostacoli sul mercato quali un’insufficiente consapevolezza e capacità degli attori del mercato e delle istituzioni, ostacoli tecnici o amministrativi a livello nazionale al corretto funzionamento del mercato interno dell’energia o mercati del lavoro non sufficientemente sviluppati per adeguarsi alle esigenze poste dall’economia a basse emissioni di carbonio. Molti di tali ostacoli sono ancora presenti.

(58) Al fine di cogliere le notevoli potenzialità di risparmio energetico dei prodotti connessi all’energia, è opportuno accelerare ed ampliare l’attuazione della direttiva 2009/125/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 ottobre 2009, relativa all’istituzione di un quadro per l’elaborazione di specifiche per la progettazione ecocompatibile dei prodotti connessi all’energia ( 3 ), e della direttiva 2010/30/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, concernente l’indicazione del consumo di energia e di altre risorse dei prodotti connessi all’energia, mediante l’etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti ( 4 ). La priorità dovrebbe essere data ai prodotti che offrono le maggiori potenzialità di risparmio energetico quali indicati dal piano di lavoro sulla progettazione ecocompatibile, nonché alla revisione, se del caso, delle misure esistenti.

(59) Al fine di precisare le condizioni alle quali gli Stati membri possono stabilire requisiti di prestazione energetica a norma della direttiva 2010/31/UE nel rispetto della direttiva 2009/125/CE e delle sue misure di attuazione, è opportuno modificare di conseguenza la direttiva 2009/125/CE.

(60) Poiché l’obiettivo della presente direttiva, vale a dire raggiungere l’obiettivo di efficienza energetica dell’Unione pari al 20 % entro il 2020 e gettare le basi per ulteriori miglioramenti dell’efficienza energetica oltre il 2020, non può essere conseguito in misura sufficiente dagli Stati membri senza l’adozione di ulteriori misure di efficienza energetica e può essere conseguito meglio a livello di Unione, quest’ultima può intervenire in base al principio di sussidiarietà sancito dall’articolo 5 del trattato sull’Unione europea. La presente direttiva si limita a quanto è necessario per conseguire tale obiettivo in ottemperanza al principio di proporzionalità enunciato nello stesso articolo.

(61) Al fine di consentire l’adeguamento al progresso tecnico e cambiamenti nella distribuzione delle fonti di energia, dovrebbe essere delegato alla Commissione il potere di adottare atti conformemente dell’articolo 290 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea riguardo al riesame dei valori di riferimento armonizzati in materia di rendimento stabiliti sulla base della direttiva 2004/8/CE e riguardo ai valori, ai metodi di calcolo, ai coefficienti di base per l’energia primaria e ai requisiti di cui agli allegati della presente direttiva. È di particolare importanza che durante i lavori preparatori la Commissione svolga adeguate consultazioni, anche a livello di esperti. Nella preparazione e nell’elaborazione degli atti delegati la Commissione dovrebbe provvedere alla contestuale, tempestiva e appropriata trasmissione dei documenti pertinenti al Parlamento europeo e al Consiglio.

(62) Al fine di garantire condizioni uniformi di esecuzione della presente direttiva, dovrebbero essere attribuite alla Commissione competenze di esecuzione. Tali competenze dovrebbero essere esercitate conformemente al regolamento (UE) n. 182/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 16 febbraio 2011, che stabilisce le regole e i principi generali relativi alle modalità di controllo da parte degli Stati membri dell’esercizio delle competenze di esecuzione attribuite alla Commissione ( 5 ).IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/9

( 1 ) GU L 1 del 5.1.2010, pag. 10.

( 2 ) GU L 310 del 9.11.2006, pag. 15.

( 3 ) GU L 285 del 31.10.2009, pag. 10.

( 4 ) GU L 153 del 18.6.2010, pag. 1.

( 5 ) GU L 55 del 28.2.2011, pag. 13.

(63) È opportuno abrogare tutte le disposizioni sostanziali delle direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE, ad eccezione dell’articolo 4, paragrafi da 1 a 4, e degli allegati I, III e IV della direttiva 2006/32/CE. Queste ultime disposizioni dovrebbero continuare ad applicarsi fino al termine per il conseguimento dell’obiettivo del 9 %. È opportuno altresì sopprimere l’articolo 9, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2010/30/UE, che prevede l’obbligo per gli Stati membri di cercare soltanto di acquistare prodotti appartenenti alla migliore classe di efficienza energetica.

(64) È opportuno limitare l’obbligo di recepire la presente direttiva nel diritto nazionale alle disposizioni che costituiscono modifiche sostanziali rispetto alle direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE. L’obbligo di recepire le disposizioni rimaste immutate discende da dette direttive.

(65) La presente direttiva dovrebbe fare salvi gli obblighi degli Stati membri relativi ai termini di recepimento nel diritto nazionale e di applicazione delle direttive 2004/8/CE e 2006/32/CE.

(66) Conformemente alla dichiarazione politica comune del 28 settembre 2011 degli Stati membri e della Commissione sui documenti esplicativi, gli Stati membri si sono impegnati ad accompagnare, in casi giustificati, la notifica delle loro misure di recepimento con uno o più documenti che chiariscano il rapporto tra gli elementi costitutivi di una direttiva e le parti corrispondenti degli strumenti nazionali di recepimento. Per quanto riguarda la presente direttiva, il legislatore ritiene che la trasmissione di tali documenti sia giustificata,

HANNO ADOTTATO LA PRESENTE DIRETTIVA:

CAPO I

OGGETTO, AMBITO DI APPLICAZIONE, DEFINIZIONI E OBIETTIVI DI EFFICIENZA ENERGETICA

Articolo 1

Oggetto e ambito di applicazione

1. La presente direttiva stabilisce un quadro comune di misure per la promozione dell’efficienza energetica nell’Unione al fine di garantire il conseguimento dell’obiettivo principale dell’Unione relativo all’efficienza energetica del 20 % entro il 2020 e di gettare le basi per ulteriori miglioramenti dell’efficienza energetica al di là di tale data.

Essa stabilisce norme atte a rimuovere gli ostacoli sul mercato dell’energia e a superare le carenze del mercato che frenano l’efficienza nella fornitura e nell’uso dell’energia e prevede la fissazione di obiettivi nazionali indicativi in materia di efficienza energetica per il 2020.

2. I requisiti stabiliti dalla presente direttiva sono requisiti minimi e non impediscono ai singoli Stati membri di mantenere o introdurre misure più rigorose. Tali misure sono compatibili con il diritto dell’Unione. Qualora la normativa nazionale preveda misure più rigorose, gli Stati membri notificano tale normativa alla Commissione.

Articolo 2

Definizioni

Ai fini della presente direttiva si intende per:

1) «energia», tutte le forme di prodotti energetici, combustibili, energia termica, energia rinnovabile, energia elettrica o qualsiasi altra forma di energia, quali definiti all’articolo 2, lettera d), del regolamento (CE) n. 1099/2008 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 22 ottobre 2008, relativo alle statistiche dell’energia ( 1 );

2) «consumo di energia primaria», il consumo interno lordo, ad esclusione degli usi non energetici;

3) «consumo di energia finale», tutta l’energia fornita per l’industria, i trasporti, le famiglie, i servizi e l’agricoltura. Sono escluse le forniture al settore della trasformazione dell’energia e alle industrie energetiche stesse;

4) «efficienza energetica», il rapporto tra un risultato in termini di rendimento, servizi, merci o energia e l’immissione di energia;

5) «risparmio energetico», quantità di energia risparmiata, determinata mediante una misurazione e/o una stima del consumo prima e dopo l’attuazione di una misura di miglioramento dell’efficienza energetica, assicurando nel contempo la normalizzazione delle condizioni esterne che influiscono sul consumo energetico;

6) «miglioramento dell’efficienza energetica», l’incremento dell’efficienza energetica risultante da cambiamenti tecnologici, comportamentali e/o economici;

7) «servizio energetico», la prestazione materiale, l’utilità o il vantaggio derivante dalla combinazione di energia con tecnologie o operazioni che utilizzano in maniera efficiente l’energia, che possono includere le attività di gestione, di manutenzione e di controllo necessarie alla prestazione del servizio, la cui fornitura è effettuata sulla base di un contratto e che in circostanze normali ha dimostrato di produrre un miglioramento dell’efficienza energetica o risparmi energetici primari verificabili e misurabili o stimabili;

8) «enti pubblici», le «amministrazioni aggiudicatrici» quali definite dalla direttiva 2004/18/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 31 marzo 2004, relativa al coordinamento delle procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, di forniture e di servizi ( 2 );

9) «governo centrale», tutti i servizi amministrativi la cui competenza si estende su tutto il territorio di uno Stato membro;IT L 315/10 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

( 1 ) GU L 304 del 14.11.2008, pag. 1.

( 2 ) GU L 134 del 30.4.2004, pag. 114.

10) «superficie coperta utile totale», la superficie coperta di un immobile o di parte di un immobile in cui l’energia è utilizzata per il condizionamento del clima degli ambienti interni;

11) «sistema di gestione dell’energia», un insieme di elementi che interagiscono o sono intercorrelati all’interno di un piano che stabilisce un obiettivo di efficienza energetica e una strategia atta a conseguirlo;

12) «norma europea», norma adottata dal Comitato europeo di normalizzazione, dal Comitato europeo di normalizzazione elettrotecnica o dall’Istituto europeo per le norme di telecomunicazione e resa disponibile per uso pubblico;

13) «norma internazionale», una norma adottata dall’Organizzazione internazionale per la normalizzazione e resa accessibile al pubblico;

14) «parte obbligata», un distributore di energia o una società di vendita di energia al dettaglio vincolati ai regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica di cui all’articolo 7;

15) «parte incaricata», un’entità giuridica alla quale un governo o altro organismo pubblico hanno delegato il potere di elaborare, amministrare o gestire un regime di finanziamento a nome di detto governo o altro organismo pubblico;

16) «parte partecipante», un’impresa o un organismo pubblico che ha assunto l’impegno di raggiungere determinati obiettivi nell’ambito di un accordo volontario o è disciplinato da uno strumento politico normativo nazionale;

17) «autorità pubblica responsabile dell’attuazione», un organismo di diritto pubblico responsabile dell’attuazione o del controllo dell’imposizione sull’energia o sul carbonio, dei regimi e strumenti finanziari, degli incentivi fiscali, delle norme, dei regimi di etichettatura, nonché della formazione o istruzione;

18) «misura politica» uno strumento normativo, finanziario, fiscale, volontario o inteso a fornire informazioni, formalmente stabilito e attuato in uno Stato membro per creare un quadro di sostegno, un obbligo o un incentivo per gli operatori del mercato a fornire e acquistare servizi energetici e ad adottare altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica;

19) «azione individuale», un’azione che produce miglioramenti dell’efficienza energetica verificabili e misurabili o stimabili ed è intrapresa in applicazione di una misura politica;

20) «distributore di energia», una persona fisica o giuridica, compreso un gestore del sistema di distribuzione, responsabile del trasporto di energia al fine della sua fornitura a clienti finali e a stazioni di distribuzione che vendono energia a clienti finali;

21) «gestore del sistema di distribuzione», un «gestore del sistema di distribuzione» quale definito, rispettivamente, nella direttiva 2009/72/CE e nella direttiva 2009/73/CE;

22) «società di vendita di energia al dettaglio», una persona fisica o giuridica che vende energia a clienti finali;

23) «cliente finale», una persona fisica o giuridica che acquista energia per proprio uso finale;

24) «fornitore di servizi energetici», una persona fisica o giuridica che fornisce servizi energetici o altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica nelle installazioni o nei locali del cliente finale;

25) «audit energetico», una procedura sistematica finalizzata a ottenere un’adeguata conoscenza del profilo di consumo energetico di un edificio o gruppo di edifici, di una attività o impianto industriale o commerciale o di servizi pubblici o privati, a individuare e quantificare le opportunità di risparmio energetico sotto il profilo costi-benefici e a riferire in merito ai risultati;

26) «piccole e medie imprese» o «PMI», imprese ai sensi del titolo I dell’allegato della raccomandazione 2003/361/CE della Commissione, del 6 maggio 2003, relativa alla definizione delle microimprese, piccole e medie imprese ( 1 ); la categoria delle microimprese, delle piccole imprese e delle medie imprese è costituita da imprese che occupano meno di 250 persone, il cui fatturato annuo non supera i 50 milioni di EUR e/o il cui totale di bilancio annuo non supera i 43 milioni di EUR;

27) «contratti di rendimento energetico», accordi contrattuali tra il beneficiario e il fornitore di una misura di miglioramento dell’efficienza energetica, verificata e monitorata durante l’intera durata del contratto, laddove siano erogati investimenti (lavori, forniture o servizi) nell’ambito della misura in funzione del livello di miglioramento dell’efficienza energetica stabilito contrattualmente o di altri criteri di prestazione energetica concordati, quali i risparmi finanziari;

28) «sistema di misurazione intelligente», un sistema elettronico in grado di misurare il consumo di energia, fornendo maggiori informazioni rispetto ad un dispositivo convenzionale, e di trasmettere e ricevere dati utilizzando una forma di comunicazione elettronica;

29) «gestore del sistema di trasmissione», il «gestore del sistema di trasmissione» quale definito, rispettivamente, nella direttiva 2009/72/CE e nella direttiva 2009/73/CE;

30) «cogenerazione», la produzione simultanea, nell’ambito di un unico processo, di energia termica e di energia elettrica o meccanica;

31) «domanda economicamente giustificabile», una domanda non superiore al fabbisogno di riscaldamento o di raffreddamento e che sarebbe altrimenti soddisfatta a condizioni di mercato mediante processi di produzione di energia diversi dalla cogenerazione;IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/11

( 1 ) GU L 124 del 20.5.2003, pag. 36.

32) «calore utile», il calore prodotto in un processo di cogenerazione per soddisfare una domanda economicamente giustificabile di calore o di raffreddamento;

33) «elettricità da cogenerazione», l’elettricità generata in un processo abbinato alla produzione di calore utile e calcolata secondo la metodologia riportata nell’allegato I;

34) «cogenerazione ad alto rendimento», la cogenerazione conforme ai criteri indicati nell’allegato II;

35) «rendimento complessivo», la somma annua della produzione di elettricità e di energia meccanica e della produzione termica utile divisa per il combustibile di alimentazione usato per il calore prodotto in un processo di cogenerazione e per la produzione lorda di elettricità e di energia meccanica;

36) «rapporto elettricità/calore», il rapporto tra elettricità da cogenerazione e calore utile durante il funzionamento in pieno regime di cogenerazione usando dati operativi dell’unità specifica;

37) «unità di cogenerazione», un’unità che è in grado di operare in cogenerazione;

38) «unità di piccola cogenerazione», un’unità di cogenerazione con una capacità installata inferiore a 1 MW e ;

39) «unità di micro-cogenerazione», un’unità di cogenerazione con una capacità massima inferiore a 50 kW e ;

40) «coefficiente di edificazione», il rapporto tra la superficie coperta degli immobili e la superficie del terreno di un determinato territorio;

41) «teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti», un sistema di teleriscaldamento o teleraffreddamento che usa per almeno il 50 % energia rinnovabile, il 50 % calore di scarto, il 75 % calore cogenerato o il 50 % una combinazione di tale energia e calore;

42) «riscaldamento e raffreddamento efficienti», un’opzione di riscaldamento e raffreddamento che, rispetto a uno scenario di riferimento che rispecchia le condizioni abituali, riduce in modo misurabile l’apporto di energia primaria necessaria per rifornire un’unità di energia erogata nell’ambito di una pertinente delimitazione di sistema in modo efficiente in termini di costi, come valutato nell’analisi costi-benefici di cui alla presente direttiva, tenendo conto dell’energia richiesta per l’estrazione, la conversione, il trasporto e la distribuzione;

43) «riscaldamento e raffreddamento individuali efficienti», un’opzione di fornitura individuale di riscaldamento e raffreddamento che, rispetto al teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti, riduce in modo misurabile l’apporto di energia primaria non rinnovabile necessaria per rifornire un’unità di energia erogata nell’ambito di una pertinente delimitazione di sistema o richiede lo stesso apporto di energia primaria non rinnovabile ma a costo inferiore, tenendo conto dell’energia richiesta per l’estrazione, la conversione, il trasporto e la distribuzione;

44) «ammodernamento sostanziale», un ammodernamento il cui costo è superiore al 50 % dei costi di investimento per una nuova unità comparabile;

45) «aggregatore», un fornitore di servizi su richiesta che accorpa una pluralità di carichi utente di breve durata per venderli o metterli all’asta in mercati organizzati dell’energia.

Articolo 3

Obiettivi di efficienza energetica

1. Ciascuno Stato membro stabilisce un obiettivo nazionale indicativo di efficienza energetica, basato sul consumo di energia primaria o finale, sul risparmio di energia primaria o finale o sull’intensità energetica. Gli Stati membri notificano tali obiettivi alla Commissione conformemente all’articolo 24, paragrafo 1 e all’allegato XIV, parte 1. All’atto della notifica gli Stati membri esprimono tali obiettivi anche sotto forma di livello assoluto di consumo di energia primaria e di consumo di energia finale nel 2020 e precisano come, e in base a quali dati, sono stati effettuati i calcoli.

Nel definire tali obiettivi gli Stati membri tengono conto:

a) del fatto che nel 2020 il consumo energetico dell’Unione non deve essere superiore a 1 474 Mtoe di energia primaria o non superiore a 1 078 Mtoe di energia finale;

b) delle misure previste dalla presente direttiva;

c) delle misure adottate per raggiungere gli obiettivi nazionali di risparmio energetico a norma dell’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2006/32/CE; e

d) di altre misure intese a promuovere l’efficienza energetica negli Stati membri e a livello di Unione.IT L 315/12 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

Nel definire tali obiettivi gli Stati membri possono tenere conto anche delle circostanze nazionali che incidono sul consumo di energia primaria quali:

a) le rimanenti possibilità di risparmi energetici efficienti in termini di costi;

b) l’evoluzione e la previsione del PIL;

c) le variazioni nelle importazioni ed esportazioni di energia;

d) lo sviluppo di tutte le fonti di energie rinnovabili, l’energia nucleare, la cattura e lo stoccaggio del carbonio; e

e) le azioni intraprese in fasi precoci.

2. Entro il 30 giugno 2014 la Commissione valuta i progressi compiuti e se l’Unione sia in grado di raggiungere un consumo energetico non superiore a 1 474 Mtoe di energia primaria e/o non superiore a 1 078 Mtoe di energia finale entro il 2020.

3. Nell’effettuare il riesame di cui al paragrafo 2 la Commissione:

a) fa la somma degli obiettivi indicativi nazionali di efficienza energetica comunicati dagli Stati membri;

b) valuta se la somma di tali obiettivi può essere considerata un indicatore affidabile per stabilire se l’Unione nel suo insieme sia sulla buona strada, tenendo conto dell’esame della prima relazione annuale conformemente all’articolo 24, paragrafo 1, e della valutazione dei piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica conformemente all’articolo 24, paragrafo 2;

c) tiene conto dell’analisi complementare risultante:

i) dalla valutazione dei progressi in materia di consumo energetico e di consumo energetico in relazione all’attività economica a livello di Unione, compresi i progressi nell’efficienza della fornitura di energia negli Stati membri che hanno basato i rispettivi obiettivi nazionali indicativi sul consumo di energia finale o sul risparmio di energia finale, compresi i progressi derivanti dal rispetto, da parte di tali Stati membri, del capo III della presente direttiva;

ii) dai risultati degli esercizi di modellizzazione in relazione a future tendenze del consumo energetico a livello di Unione;

d) confronta i risultati di cui alle lettere da a) a c) con l’entità del consumo energetico che sarebbe necessario per raggiungere un consumo energetico non superiore a 1 474 Mtoe di energia primaria e/o non superiore a 1 078 Mtoe di energia finale nel 2020.

CAPO II

EFFICIENZA NELL’USO DELL’ENERGIA

Articolo 4

Ristrutturazioni di immobili

Gli Stati membri stabiliscono una strategia a lungo termine per mobilitare investimenti nella ristrutturazione del parco nazionale di edifici residenziali e commerciali, sia pubblici che privati. Tale strategia comprende:

a) una rassegna del parco immobiliare nazionale fondata, se del caso, su campionamenti statistici;

b) l’individuazione di approcci alle ristrutturazioni efficaci in termini di costi, pertinenti al tipo di edificio e alla zona climatica;

c) politiche e misure volte a stimolare ristrutturazioni degli edifici profonde ed efficaci in termini di costi, comprese profonde ristrutturazioni per fasi;

d) una prospettiva rivolta al futuro per guidare le decisioni di investimento dei singoli individui, del settore dell’edilizia e delle istituzioni finanziarie;

e) una stima fondata su prove del risparmio energetico atteso, nonché dei benefici in senso lato.

Una prima versione della strategia è pubblicata entro il 30 aprile 2014 e successivamente aggiornata ogni tre anni e trasmessa alla Commissione nel quadro dei piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica.

Articolo 5

Ruolo esemplare degli edifici degli enti pubblici

1. Fatto salvo l’articolo 7 della direttiva 2010/31/UE, ciascuno Stato membro garantisce che dal 1 o gennaio 2014 il 3 % della superficie coperta utile totale degli edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà del proprio governo centrale e da esso occupati sia ristrutturata ogni anno per rispettare almeno i requisiti minimi di prestazione energetica che esso ha stabilito in applicazione dell’articolo 4 della direttiva 2010/31/UE.

La quota del 3 % è calcolata sulla superficie coperta totale degli edifici con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m 2 di proprietà del governo centrale dello Stato membro interessato e da esso occupati che, al 1 o gennaio di ogni anno, non soddisfano i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti in applicazione dell’articolo 4 della direttiva 2010/31/UE. Tale soglia è portata a 250 m 2 a partire dal 9 luglio 2015.

Se uno Stato membro estende l’obbligo di ristrutturare ogni anno il 3 % della superficie coperta totale degli edifici alla superficie coperta degli edifici di proprietà di servizi amministrativi o da essi occupati ad un livello inferiore a quello del governo centrale, la quota del 3 % è calcolata sulla superficie coperta totale degli edifici con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m 2 e, a partire dal 9 luglio 2015, superiore a 250 m 2 , di proprietà del governo centrale e di detti servizi amministrativi dello Stato membro interessato e da essi occupati che, al 1 o gennaio di ogni anno, non soddisfano i requisiti minimi di prestazione energetica stabiliti in applicazione dell’articolo 4 della direttiva 2010/31/UE.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/13

Nell’attuare misure per la ristrutturazione globale degli edifici del governo centrale conformemente al primo comma, gli Stati membri possono scegliere di considerare l’edificio come un insieme comprendente l’involucro dell’edificio, le attrezzature, il funzionamento e la manutenzione.

Gli Stati membri dispongono che le misure di efficienza energetica siano destinate prioritariamente agli edifici del governo centrale con la più bassa prestazione energetica, laddove ciò è efficiente in termini di costi e tecnicamente possibile.

2. Gli Stati membri possono decidere di non fissare o di non applicare i requisiti di cui al paragrafo 1 per le seguenti categorie di edifici:

a) edifici ufficialmente protetti in virtù dell’appartenenza a determinate aree ovvero del loro particolare valore architettonico o storico, nella misura in cui il rispetto di determinati requisiti minimi di prestazione energetica modificherebbe in maniera inaccettabile il loro carattere o aspetto;

b) edifici di proprietà delle forze armate o del governo centrale e destinati a scopi di difesa nazionale, ad eccezione degli alloggi individuali o degli edifici adibiti a uffici per le forze armate e altro personale dipendente dalle autorità preposte alla difesa nazionale;

c) edifici adibiti a luoghi di culto e allo svolgimento di attività religiose.

3. Se uno Stato membro ristruttura più del 3 % della superficie coperta totale degli edifici del governo centrale nel corso di un determinato anno, esso può contabilizzare l’eccesso nel tasso annuo di ristrutturazione nel corso di uno dei tre anni precedenti o seguenti.

4. Gli Stati membri possono contabilizzare nel tasso annuo di ristrutturazione degli edifici del governo centrale gli edifici nuovi occupati e posseduti in sostituzione di edifici specifici del governo centrale demoliti nel corso di uno dei due anni precedenti o gli edifici che sono stati venduti, demoliti o messi in disuso nel corso di uno dei due anni precedenti per via di un uso più intenso di altri edifici.

5. Ai fini del paragrafo 1, entro il 31 dicembre 2013 gli Stati membri stabiliscono e rendono pubblico un inventario degli edifici riscaldati e/o raffreddati del governo centrale con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m 2 e, a partire dal 9 luglio 2015, superiore a 250 m 2 , ad eccezione degli edifici esentati a norma del paragrafo 2. L’inventario comprende i seguenti dati:

a) la superficie coperta in m 2 ; e

b) la prestazione energetica di ciascun edificio o dati energetici pertinenti.

6. Fatto salvo l’articolo 7 della direttiva 2010/31/UE, gli Stati membri possono optare per un approccio alternativo ai paragrafi da 1 a 5 del presente articolo, adottando altre misure efficaci in termini di costi, comprese ristrutturazioni profonde e misure intese a modificare il comportamento degli occupanti, al fine di conseguire entro il 2020 un volume di risparmio energetico negli edifici ammissibili di proprietà del loro governo centrale o da esso occupati almeno equivalente a quello richiesto al paragrafo 1, su cui riferiscono su base annua.

Ai fini dell’approccio alternativo gli Stati membri possono stimare il risparmio energetico che sarebbe generato dall’applicazione dei paragrafi da 1 a 4 usando appropriati valori standard per il consumo energetico di edifici di riferimento del governo centrale prima e dopo la ristrutturazione e in base a stime riguardanti la superficie del loro parco immobiliare. Le categorie di riferimento degli edifici del governo centrale sono rappresentative di tale parco immobiliare.

Gli Stati membri che optano per l’approccio alternativo comunicano alla Commissione, entro il 31 dicembre 2013, le misure alternative che intendono adottare e precisano come intendono raggiungere un miglioramento equivalente della prestazione energetica degli edifici del parco immobiliare del governo centrale.

7. Tenendo in debito conto le rispettive competenze e l’assetto amministrativo, gli Stati membri incoraggiano gli enti pubblici, anche a livello regionale e locale, e gli organismi di diritto pubblico competenti per l’edilizia sociale, a:

a) adottare un piano di efficienza energetica, autonomo o nel quadro di un piano ambientale più ampio, che contenga obiettivi e azioni specifici di risparmio energetico e di efficienza energetica, nell’intento di conformarsi al ruolo esemplare degli edifici delle amministrazioni centrali di cui ai paragrafi 1, 5 e 6;

b) instaurare un sistema di gestione dell’energia, compresi audit energetici, nel quadro dell’attuazione di detto piano;

c) ricorrere, se del caso, alle società di servizi energetici e ai contratti di rendimento energetico per finanziare le ristrutturazioni e attuare piani volti a mantenere o migliorare l’efficienza energetica a lungo termine.

Articolo 6

Acquisto da parte di enti pubblici

1. Gli Stati membri provvedono affinché il governo centrale acquisti esclusivamente prodotti, servizi ed edifici ad alta efficienza energetica, nella misura in cui ciò è coerente con il rapporto costi-efficacia, la fattibilità economica, una più ampia sostenibilità, l’idoneità tecnica, nonché un livello sufficiente di concorrenza, come indicato nell’allegato III.

L’obbligo di cui al primo comma si applica agli appalti per l’acquisto di prodotti, servizi ed edifici da parte di enti pubblici nella misura in cui tali appalti hanno un importo pari o superiore alle soglie di cui all’articolo 7 della direttiva 2004/18/CE.IT L 315/14 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

2. L’obbligo di cui al paragrafo 1 si applica agli appalti delle forze armate solo nella misura in cui la sua applicazione non sia in contrasto con la natura e l’obiettivo primario delle attività delle forze armate. L’obbligo non si applica agli appalti per la fornitura di materiale militare ai sensi della direttiva 2009/81/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 luglio 2009, relativa al coordinamento delle procedure per l’aggiudicazione di taluni appalti di lavori, di forniture e di servizi nei settori della difesa e della sicurezza da parte delle amministrazioni aggiudicatrici/degli enti aggiudicatori ( 1 ).

3. Tenendo in debito conto le rispettive competenze e l’assetto amministrativo, gli Stati membri incoraggiano gli enti pubblici, anche a livello regionale e locale, a conformarsi al ruolo esemplare dei rispettivi governi centrali acquistando esclusivamente prodotti, servizi ed edifici ad alta efficienza energetica. Gli Stati membri incoraggiano gli enti pubblici, in caso di bandi di gara per appalti di servizi con un contenuto energetico significativo, a valutare la possibilità di concludere contratti di rendimento energetico a lungo termine che consentano risparmi energetici a lungo termine.

4. Fatto salvo il paragrafo 1, in caso di acquisto di un pacchetto di prodotti contemplato nell’insieme da un atto delegato adottato a norma della direttiva 2010/30/UE, gli Stati membri possono prevedere che l’efficienza energetica complessiva prevalga rispetto all’efficienza energetica dei singoli prodotti di tale pacchetto, acquistando il pacchetto di prodotti rispondente al criterio dell’appartenenza alla classe di efficienza energetica più elevata.

Articolo 7

Regimi obbligatori di efficienza energetica

1. Ciascuno Stato membro istituisce un regime nazionale obbligatorio di efficienza energetica. Tale regime garantisce che i distributori di energia e/o le società di vendita di energia al dettaglio che sono parti designate o obbligate a norma del paragrafo 4 e che operano sul territorio di ciascuno Stato membro conseguano un obiettivo cumulativo di risparmio energetico finale entro il 31 dicembre 2020, fatto salvo il paragrafo 2.

Detto obiettivo è almeno equivalente al conseguimento ogni anno dal 1 o gennaio 2014 al 31 dicembre 2020, di nuovi risparmi pari all’1,5 %, in volume, delle vendite medie annue di energia ai clienti finali di tutti i distributori di energia o tutte le società di vendita di energia al dettaglio realizzate nell’ultimo triennio precedente al 1 o gennaio 2013. Le vendite di energia, in volume, utilizzata nei trasporti possono essere escluse in tutto o in parte da questo calcolo.

Gli Stati membri determinano la ripartizione della quantità calcolata di nuovi risparmi di cui al secondo comma nel corso del periodo.

2. Alle condizioni di cui al paragrafo 3, ciascuno Stato membro può:

a) effettuare il calcolo previsto al paragrafo 1, secondo comma, usando valori dell’1 % nel 2014 e 2015; dell’1,25 % nel 2016 e 2017; e dell’1,5 % nel 2018, 2019 e 2020;

b) escludere dal calcolo la totalità o una parte delle vendite, in volume, dell’energia utilizzata per le attività industriali elencate all’allegato I della direttiva 2003/87/CE;

c) consentire che nel volume dei risparmi energetici richiesti ai sensi del paragrafo 1 siano contabilizzati i risparmi energetici realizzati nei settori della trasformazione, distribuzione e trasmissione di energia, comprese le infrastrutture di teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti, per effetto dell’attuazione dei requisiti di cui all’articolo 14, paragrafo 4, all’articolo 14, paragrafo 5, lettera b), e all’articolo 15, paragrafi da 1 a 6 e 9; e

d) contabilizzare nel volume dei risparmi energetici di cui al paragrafo 1 i risparmi energetici risultanti da azioni individuali la cui attuazione è cominciata a partire dal 31 dicembre 2008 che continuano ad avere un impatto nel 2020 e che possono essere misurate e verificate.

3. L’applicazione del paragrafo 2 non comporta una riduzione superiore al 25 % del volume dei risparmi energetici di cui al paragrafo 1. Gli Stati membri che ricorrono al paragrafo 2 ne informano la Commissione entro il 5 giugno 2014, comunicandole anche gli elementi elencati al paragrafo 2 da applicare e un calcolo che illustri il loro impatto sul volume dei risparmi energetici di cui al paragrafo 1.

4. Fatto salvo il calcolo dei risparmi energetici ai fini dell’obiettivo conformemente al paragrafo 1, secondo comma, ciascuno Stato membro, ai fini del paragrafo 1, primo comma, designa, in base a criteri oggettivi e non discriminatori, parti obbligate tra i distributori di energia e/o le società di vendita di energia al dettaglio che operano sul suo territorio e può includere i distributori o i commercianti al dettaglio di carburante per trasporto che operano sul suo territorio. Il volume dei risparmi energetici necessari per rispettare l’obbligo è realizzato dalle parti obbligate tra i clienti finali, designati, se del caso, dagli Stati membri, indipendentemente dal calcolo effettuato a norma del paragrafo 1 o, se gli Stati membri lo decidono, mediante risparmi energetici certificati derivanti da altre parti come descritto al paragrafo 7, lettera b).

5. Gli Stati membri definiscono il volume di risparmi energetici richiesti a ciascuna parte obbligata in termini di consumo energetico finale o primario. Il metodo scelto per definire il volume di risparmio energetico richiesto è usato anche per calcolare i risparmi dichiarati dalle parti obbligate. Si applicano i fattori di conversione di cui all’allegato IV.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/15

( 1 ) GU L 216 del 20.8.2009, pag. 76.

6. Gli Stati membri garantiscono che i risparmi derivanti dai paragrafi 1, 2 e 9 del presente articolo e dall’articolo 20, paragrafo 6 siano calcolati conformemente all’allegato V, punti 1 e 2. Essi istituiscono sistemi di misurazione, controllo e verifica in base ai quali sono verificati almeno una parte statisticamente significativa e un campione rappresentativo delle misure di miglioramento dell’efficienza energetica realizzate dalle parti obbligate. Tali misurazione, controllo e verifica sono effettuati indipendentemente dalle parti obbligate.

7. Nell’ambito dei regimi obbligatori di efficienza energetica, gli Stati membri possono:

a) includere requisiti con una finalità sociale tra gli obblighi di risparmio che impongono, anche richiedendo che una parte delle misure di efficienza energetica sia attuata in via prioritaria presso le famiglie interessate dalla precarietà energetica o negli alloggi sociali;

b) consentire alle parti obbligate di contabilizzare, ai fini dei loro obblighi, i risparmi energetici certificati ottenuti da fornitori di servizi energetici o da terzi, anche quando le parti obbligate promuovono misure attraverso altri organismi riconosciuti dallo Stato o attraverso autorità pubbliche che possono coinvolgere o non coinvolgere partenariati formali e possono accompagnarsi ad altre fonti di finanziamento. Se gli Stati membri lo consentono, essi garantiscono l’esistenza di una procedura di riconoscimento chiara, trasparente e aperta a tutti gli operatori del mercato e che miri a ridurre al minimo i costi della certificazione;

c) consentire alle parti obbligate di contabilizzare i risparmi ottenuti in un determinato anno come se fossero stati ottenuti in uno dei quattro anni precedenti o dei tre successivi.

8. Una volta l’anno, gli Stati membri pubblicano i risparmi energetici realizzati da ciascuna parte obbligata, o da ciascuna sottocategoria di parte obbligata, nonché complessivamente nel quadro del regime.

Gli Stati membri provvedono affinché le parti obbligate forniscano su richiesta:

a) informazioni statistiche aggregate sui loro clienti finali (che evidenzino cambiamenti significativi alle informazioni presentate in precedenza); e

b) informazioni attuali sui consumi dei clienti finali, compresi, ove opportuno, profili di carico, segmentazione della clientela e ubicazione geografica dei clienti, tutelando nel contempo l’integrità e la riservatezza delle informazioni che riguardano la sfera privata o sono sensibili sul piano commerciale, in conformità della normativa dell’Unione applicabile.

Tale richiesta non è presentata più di una volta l’anno.

9. In alternativa all’istituzione di un regime nazionale obbligatorio di efficienza energetica a norma del paragrafo 1, gli Stati membri possono scegliere di adottare altre misure politiche per realizzare risparmi energetici tra i clienti finali, purché tali misure politiche soddisfino i criteri di cui ai paragrafi 10 e 11. Il volume annuo di nuovi risparmi energetici realizzati grazie a questo approccio è equivalente al volume di nuovi risparmi energetici richiesti dai paragrafi 1, 2 e 3. A condizione che sia mantenuta l’equivalenza, gli Stati membri possono combinare regimi obbligatori con misure politiche alternative, compresi programmi nazionali di efficienza energetica.

Le misure politiche di cui al primo comma possono includere, in via non esaustiva, le seguenti misure politiche o combinazioni di queste ultime:

a) imposte sull’energia o sul CO 2 che hanno l’effetto di ridurre il consumo finale di energia;

b) regimi o strumenti di finanziamento o incentivi fiscali che portano all’applicazione di tecnologie o tecniche efficienti dal punto di vista energetico e hanno l’effetto di ridurre il consumo finale di energia;

c) regolamentazioni o accordi volontari che comportano l’applicazione di tecnologie o tecniche efficienti dal punto di vista energetico e hanno l’effetto di ridurre il consumo finale di energia;

d) standard e norme diretti a migliorare l’efficienza energetica dei prodotti e dei servizi, compresi gli edifici e i veicoli, fatta eccezione per i casi in cui sono obbligatorie e applicabili negli Stati membri in virtù del diritto dell’Unione;

e) regimi di etichettatura energetica, fatta eccezione per quelli obbligatori e applicabili negli Stati membri in virtù del diritto dell’Unione;

f) programmi di formazione e istruzione, compresi programmi di consulenza in materia di energia, che comportano l’applicazione di tecnologie o tecniche efficienti dal punto di vista energetico e hanno l’effetto di ridurre il consumo finale di energia.

Gli Stati membri notificano alla Commissione entro il 5 dicembre 2013 le misure politiche che intendono adottare ai fini del primo comma e dell’articolo 20, paragrafo 6, seguendo il quadro di cui all’allegato V, punto 4 e indicano come intendono realizzare il volume di risparmi richiesto. Per quanto riguarda le misure politiche di cui al secondo comma e all’articolo 20, paragrafo 6, tale notifica indica come sono rispettati i criteri di cui al paragrafo 10. Per quanto riguarda le misure politiche diverse da quelle di cui al secondo comma o all’articolo 20, paragrafo 6, gli Stati membri precisano come è raggiunto un livello equivalente di risparmi, monitoraggio e verifica. La Commissione può formulare proposte di modifica nei tre mesi successivi alla notifica.

10. Fatto salvo il paragrafo 11, per le misure politiche adottate a norma del paragrafo 9, secondo comma, e dell’articolo 20, paragrafo 6, valgono i criteri seguenti:IT L 315/16 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

a) le misure politiche prevedono almeno due periodi intermedi entro il 31 dicembre 2020 e portano al conseguimento del livello di ambizione di cui al paragrafo 1;

b) la responsabilità di ciascuna parte incaricata, parte partecipante o autorità pubblica responsabile dell’attuazione, a seconda dei casi, è definita;

c) i risparmi energetici da conseguire sono determinati in modo trasparente;

d) il volume dei risparmi energetici richiesti o da conseguire grazie alla misura politica sono espressi in termini di consumo energetico finale o primario, usando i fattori di conversione stabiliti all’allegato IV;

e) i risparmi energetici sono calcolati usando i metodi e principi di cui all’allegato V, punti 1 e 2;

f) i risparmi energetici sono calcolati usando i metodi e principi di cui all’allegato V, punto 3;

g) una relazione annuale sui risparmi energetici conseguiti è presentata dalle parti partecipanti, salvo non sia fattibile, e resa accessibile al pubblico;

h) è assicurato il monitoraggio dei risultati e sono previste misure adeguate se i progressi non sono soddisfacenti;

i) è istituito un sistema di controllo che include anche la verifica indipendente di una parte statisticamente significativa delle misure di miglioramento dell’efficienza energetica; e

j) i dati sull’andamento annuale dei risparmi energetici sono pubblicati annualmente.

11. Gli Stati membri provvedono affinché le imposte di cui al paragrafo 9, secondo comma, lettera a) siano conformi ai criteri elencati al paragrafo 10, lettere a), b), c), d), f), h) e j).

Gli Stati membri provvedono affinché le regolamentazioni e gli accordi volontari di cui al paragrafo 9, secondo comma, lettera c) siano conformi ai criteri elencati al paragrafo 10, lettere a), b), c), d), e), g), h), i) e j).

Gli Stati membri provvedono affinché le altre misure politiche di cui al paragrafo 9, secondo comma, e i fondi nazionali per l’efficienza energetica di cui all’articolo 20, paragrafo 6 siano conformi ai criteri elencati al paragrafo 10, lettere a), b), c), d), e), h), i) e j).

12. Gli Stati membri provvedono affinché non si proceda a un doppio conteggio dei risparmi energetici nei casi in cui l’impatto delle misure politiche si sovrappone a quello delle azioni individuali.

Articolo 8

Audit energetici e sistemi di gestione dell’energia

1. Gli Stati membri promuovono la disponibilità, per tutti i clienti finali, di audit energetici di elevata qualità, efficaci in rapporto ai costi e:

a) svolti in maniera indipendente da esperti qualificati e/o accreditati secondo criteri di qualificazione; o

b) eseguiti e sorvegliati da autorità indipendenti conformemente alla legislazione nazionale.

Gli audit energetici di cui al primo comma possono essere svolti da esperti interni o auditor dell’energia a condizione che lo Stato membro interessato abbia posto in essere un regime di garanzia e controllo della qualità, inclusa, se del caso, una selezione casuale annuale di almeno una percentuale statisticamente significativa di tutti gli audit energetici svolti.

Allo scopo di garantire l’elevata qualità degli audit energetici e dei sistemi di gestione dell’energia, gli Stati membri stabiliscono criteri minimi trasparenti e non discriminatori per gli audit energetici sulla base dell’allegato VI.

Gli audit energetici non includono clausole che impediscono il trasferimento dei risultati dell’audit a un fornitore di servizi energetici qualificato/accreditato, a condizione che il cliente non si opponga.

2. Gli Stati membri elaborano programmi intesi ad incoraggiare le PMI a sottoporsi a audit energetici e favorire la successiva attuazione delle raccomandazioni risultanti da tali audit.

Sulla base di criteri trasparenti e non discriminatori e fatto salvo il diritto dell’Unione in materia di aiuti di Stato, gli Stati membri possono istituire regimi di sostegno per le PMI, anche se queste hanno concluso accordi volontari, per coprire i costi di un audit energetico e i costi dell’attuazione di interventi altamente efficaci in rapporto ai costi in esso raccomandati, se le misure proposte sono attuate.

Gli Stati membri richiamano l’attenzione delle PMI, anche attraverso le rispettive organizzazioni intermedie rappresentative, su esempi concreti di come i sistemi di gestione dell’energia possono aiutarle nelle loro attività. La Commissione assiste gli Stati membri sostenendo lo scambio delle migliori pratiche in questo settore.

3. Gli Stati membri elaborano inoltre programmi intesi a sensibilizzare le famiglie ai benefici di tali audit attraverso servizi di consulenza adeguati.

Gli Stati membri incoraggiano programmi di formazione per la qualificazione degli auditor dell’energia al fine di favorire la disponibilità di un numero sufficiente di esperti.

4. Gli Stati membri garantiscono che le imprese che non sono PMI siano soggette a un audit energetico svolto in maniera indipendente ed efficiente in termini di costi da esperti qualificati e/o accreditati o eseguito e sorvegliato da autorità indipendenti conformemente alla legislazione nazionale entro il 5 dicembre 2015 e almeno ogni quattro anni dalla data del precedente audit energetico.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/17

5. Si considera che soddisfano i requisiti di cui al paragrafo 4 gli audit energetici svolti in maniera indipendente, sulla base di criteri minimi fondati sull’allegato VI ed eseguiti sulla base di accordi volontari conclusi tra associazioni di soggetti interessati e un organismo designato e sorvegliato dallo Stato membro interessato, o da altri organismi che le autorità competenti hanno delegato a tal fine, o dalla Commissione.

L’accesso dei partecipanti al mercato che offrono servizi energetici è basato su criteri trasparenti e non discriminatori.

6. Le imprese che non sono PMI e che attuano un sistema di gestione dell’energia o ambientale — certificato da un organismo indipendente secondo le pertinenti norme europee o internazionali — sono esentate dai requisiti di cui al paragrafo 4, a condizione che gli Stati membri assicurino che il sistema di gestione in questione includa un audit energetico sulla base dei criteri minimi fondati sull’allegato VI.

7. Gli audit energetici possono essere indipendenti o far parte di un audit ambientale di più ampia portata. Gli Stati membri possono richiedere che la valutazione della fattibilità tecnica ed economica del collegamento a una rete locale di teleriscaldamento o teleraffreddamento esistente o pianificata faccia parte dell’audit energetico.

Fatta salva la legislazione dell’Unione sugli aiuti di Stato, gli Stati membri possono attuare regimi d’incentivazione e sostegno per l’attuazione delle raccomandazioni risultanti dagli audit energetici e misure analoghe.

Articolo 9

Misurazione

1. Gli Stati membri provvedono affinché, nella misura in cui ciò sia tecnicamente possibile, finanziariamente ragionevole e proporzionato rispetto ai risparmi energetici potenziali, i clienti finali di energia elettrica, gas naturale, teleriscaldamento, teleraffreddamento e acqua calda per uso domestico, ricevano a prezzi concorrenziali contatori individuali che riflettano con precisione il loro consumo effettivo e forniscano informazioni sul tempo effettivo d’uso.

Un tale contatore individuale a prezzi concorrenziali è sempre fornito quando:

a) è sostituito un contatore esistente, salvo ciò sia tecnicamente impossibile o non efficiente in termini di costi in relazione al potenziale risparmio energetico stimato a lungo termine;

b) si procede ad un nuovo allacciamento in un nuovo edificio o si eseguono importanti ristrutturazioni come previsto dalla direttiva 2010/31/UE.

2. Quando, e nella misura in cui gli Stati membri adottano sistemi di misurazione intelligenti e introducono contatori intelligenti per il gas naturale e/o l’energia elettrica conformemente alle direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE:

a) provvedono affinché, al momento di definire le funzionalità minime dei contatori e gli obblighi imposti ai partecipanti al mercato, i sistemi di misurazione forniscano ai clienti finali informazioni sul tempo d’uso effettivo e affinché si tenga pienamente conto degli obiettivi di efficienza energetica e dei vantaggi per i clienti finali;

b) garantiscono la sicurezza dei contatori intelligenti e della comunicazione dei dati nonché la privacy dei clienti finali, in conformità della pertinente legislazione dell’Unione sulla protezione dei dati e la privacy;

c) nel caso dell’energia elettrica e su richiesta del cliente finale, impongono agli operatori dei contatori di assicurare che il contatore o i contatori siano in grado di tenere conto dell’energia elettrica immessa nella rete dai locali del cliente finale;

d) provvedono affinché, se il cliente finale lo richiede, i dati del contatore relativi all’immissione e al prelievo di energia elettrica siano messi a sua disposizione o a disposizione di un terzo che agisce a suo nome in un formato facilmente comprensibile che possa essere utilizzato per raffrontare offerte comparabili;

e) richiedono che i clienti ottengano consulenza e informazioni adeguate al momento dell’installazione dei contatori intelligenti, in particolare riguardo al loro pieno potenziale, in merito a gestione della lettura dei contatori e monitoraggio del consumo energetico.

3. Qualora il riscaldamento e il raffreddamento o l’acqua calda per un edificio siano forniti da una rete di teleriscaldamento o da una fonte centrale che alimenta una pluralità di edifici, un contatore di calore o di acqua calda è installato in corrispondenza dello scambiatore di calore o del punto di fornitura.

Nei condomini e negli edifici polifunzionali riforniti da una fonte di riscaldamento/raffreddamento centrale o da una rete di teleriscaldamento o da una fonte centrale che alimenta una pluralità di edifici, sono inoltre installati entro il 31 dicembre 2016 contatori individuali per misurare il consumo di calore o raffreddamento o di acqua calda per ciascuna unità, se tecnicamente possibile ed efficiente in termini di costi. Nei casi in cui l’uso di contatori individuali non sia tecnicamente possibile o non sia efficiente in termini di costi, per misurare il riscaldamento, sono usati contabilizzatori di calore individuali per misurare il consumo di calore a ciascun radiatore, salvo che lo Stato membro in questione dimostri che l’installazione di tali contabilizzatori di calore non sarebbe efficiente in termini di costi. In tali casi possono essere presi in considerazione metodi alternativi efficienti in termini di costi per la misurazione del consumo di calore.IT L 315/18 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

Quando i condomini sono alimentati dal teleriscaldamento o teleraffreddamento o i sistemi propri comuni di riscaldamento o raffreddamento per tali edifici sono prevalenti, gli Stati membri possono introdurre regole trasparenti sulla ripartizione dei costi connessi al consumo di calore o di acqua calda in tali edifici, al fine di assicurare la trasparenza e la precisione del conteggio del consumo individuale. Se del caso, tali regole comprendono orientamenti sulle modalità per ripartire i costi relativi al calore e/o all’acqua calda utilizzati come segue:

a) acqua calda per il fabbisogno domestico;

b) calore irradiato dall’impianto dell’edificio e ai fini del riscaldamento di aree comuni (qualora le scale e i corridoi siano dotati di radiatori);

c) per il riscaldamento di appartamenti.

Articolo 10

Informazioni sulla fatturazione

1. Qualora i clienti finali non dispongano dei contatori intelligenti di cui alle direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE, gli Stati membri provvedono affinché, entro il 31 dicembre 2014, le informazioni sulla fatturazione siano precise e fondate sul consumo reale, conformemente all’allegato VII, punto 1.1, per tutti i settori che rientrano nell’ambito di applicazione della presente direttiva, compresi i distributori di energia, i gestori dei sistemi di distribuzione e le società di vendita di energia al dettaglio, qualora ciò sia possibile dal punto di vista tecnico ed economicamente giustificato.

Tale obbligo può essere soddisfatto con un sistema di autolettura periodica da parte dei clienti finali in base al quale questi ultimi comunicano i dati dei propri contatori al fornitore di energia. La fatturazione si basa sul consumo stimato o un importo forfettario unicamente qualora il cliente finale non abbia comunicato la lettura del contatore per un determinato periodo di fatturazione.

2. I contatori installati conformemente alle direttive 2009/72/CE e 2009/73/CE consentono informazioni sulla fatturazione precise e basate sul consumo effettivo. Gli Stati membri provvedono affinché i clienti finali abbiano la possibilità di accedere agevolmente a informazioni complementari sui consumi storici che consentano di effettuare controlli autonomi dettagliati.

Le informazioni complementari sui consumi storici comprendono:

a) dati cumulativi relativi ad almeno i tre anni precedenti o al periodo trascorso dall’inizio del contratto di fornitura, se inferiore. I dati corrispondono agli intervalli per i quali sono state fornite frequenti informazioni sulla fatturazione; e

b) dati dettagliati corrispondenti al tempo di utilizzazione per ciascun giorno, mese e anno. Tali dati sono resi disponibili al cliente finale via internet o mediante l’interfaccia del contatore per un periodo che include almeno i 24 mesi precedenti o per il periodo trascorso dall’inizio del contratto di fornitura, se inferiore.

3. Indipendentemente dal fatto che i contatori intelligenti siano stati installati o no, gli Stati membri:

a) richiedono che, nella misura in cui sono disponibili informazioni relative alla fatturazione energetica e ai consumi storici dei clienti finali, queste siano rese disponibili, su richiesta del cliente finale, a un fornitore di servizi energetici designato dal cliente finale;

b) provvedono affinché ai clienti finali sia offerta l’opzione di ricevere informazioni sulla fatturazione e bollette in via elettronica e affinché ricevano, su richiesta, una spiegazione chiara e comprensibile sul modo in cui la loro fattura è stata compilata, soprattutto qualora le fatture non sono basate sul consumo effettivo;

c) provvedono affinché insieme alla fattura siano rese disponibili adeguate informazioni per presentare al cliente finale un resoconto globale dei costi energetici attuali, in conformità dell’allegato VII;

d) possono prevedere che, su richiesta del cliente finale, le informazioni contenute in dette fatture non siano considerate richieste di pagamento. In tal caso, gli Stati membri provvedono affinché i fornitori di fonti di energia offrano soluzioni flessibili per i pagamenti effettivi;

e) richiedono che le informazioni e le stime dei costi energetici siano fornite ai consumatori, su richiesta, tempestivamente e in un formato facilmente comprensibile che consenta ai consumatori di raffrontare offerte comparabili.

Articolo 11

Costi dell’accesso alle informazioni sulla misurazione e sulla fatturazione

1. Gli Stati membri provvedono affinché i clienti finali ricevano gratuitamente tutte le loro fatture e informazioni sulla fatturazione per il consumo di energia e possano inoltre accedere in modo appropriato e gratuitamente ai dati relativi ai loro consumi.

2. In deroga al paragrafo 1, la ripartizione dei costi relativi alle informazioni sulla fatturazione per il consumo individuale di riscaldamento e raffreddamento nei condomini e negli edifici polifunzionali ai sensi dell’articolo 9, paragrafo 3, è effettuata senza scopo di lucro. I costi risultanti dall’assegnazione di questo compito a un terzo, quale un fornitore di servizi o il fornitore locale di energia, che coprono la misurazione, la ripartizione e il conteggio del consumo individuale effettivo in tali edifici possono essere fatturati ai clienti finali, nella misura in cui tali costi sono ragionevoli.

Articolo 12

Programma di informazione e coinvolgimento dei consumatori

1. Gli Stati membri adottano le misure appropriate per promuovere e facilitare un uso efficiente dell’energia da parte dei piccoli clienti di energia, comprese le utenze domestiche. Dette misure possono rientrare in una strategia nazionale.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/19

2. Ai fini del paragrafo 1, dette misure comprendono uno o più degli elementi elencati alle lettere a) o b):

a) un corredo di strumenti e politiche atti a favorire cambiamenti comportamentali, che possono includere:

i) incentivi fiscali;

ii) accesso a finanaziamenti, contributi o sovvenzioni;

iii) erogazione di informazioni;

iv) progetti esemplari;

v) attività sul luogo di lavoro;

b) modi e mezzi per coinvolgere i consumatori e le loro associazioni durante l’eventuale introduzione dei contatori intelligenti mediante la comunicazione di:

i) cambiamenti efficaci in termini costi e di facile realizzazione per quanto riguarda l’uso dell’energia;

ii) informazioni sulle misure di efficienza energetica.

Articolo 13

Sanzioni

Gli Stati membri stabiliscono le norme relative alle sanzioni applicabili in caso di inosservanza delle disposizioni nazionali adottate ai sensi degli articoli da 7 a 11 e dell’articolo 18, paragrafo 3, e adottano le misure necessarie per garantirne l’applicazione. Le sanzioni sono effettive, proporzionate e dissuasive. Gli Stati membri notificano dette disposizioni alla Commissione entro il 5 giugno 2014 e le notificano immediatamente eventuali modifiche successive.

CAPO III

EFFICIENZA NELLA FORNITURA DELL’ENERGIA

Articolo 14

Promozione dell’efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento

1. Entro il 31 dicembre 2015 gli Stati membri effettuano e notificano alla Commissione una valutazione globale del potenziale di applicazione della cogenerazione ad alto rendimento nonché del teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti che comprende le informazioni di cui all’allegato VIII. Qualora abbiano già effettuato una valutazione equivalente, la notificano alla Commissione.

La valutazione globale tiene pienamente conto dell’analisi dei potenziali nazionali di cogenerazione ad alto rendimento svolta a norma della direttiva 2004/8/CE.

Su richiesta della Commissione, la valutazione è aggiornata e notificata alla Commissione ogni cinque anni. La Commissione presenta tale richiesta almeno un anno prima della data prevista.

2. Gli Stati membri adottano politiche che incoraggiano a prendere debitamente in considerazione, a livello locale e regionale, il potenziale insito nell’uso di sistemi di riscaldamento e raffreddamento efficienti, in particolare di impianti di cogenerazione ad alto rendimento. Si tiene conto del potenziale di sviluppo dei mercati locali e regionali del calore.

3. Ai fini della valutazione di cui al paragrafo 1, gli Stati membri effettuano un’analisi costi-benefici relativa al loro territorio basata sulle condizioni climatiche, la fattibilità economica e l’idoneità tecnica conformemente all’allegato IX, parte 1. L’analisi costi-benefici è atta ad agevolare l’individuazione delle soluzioni più efficienti in termini di uso delle risorse e di costi in modo da soddisfare le esigenze in materia di riscaldamento e raffreddamento. Tale analisi costi-benefici può rientrare in una valutazione ambientale ai sensi della direttiva 2001/42/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 giugno 2001, concernente la valutazione degli effetti di determinati piani e programmi sull’ambiente ( 1 ).

4. Qualora la valutazione di cui al paragrafo 1 e l’analisi di cui al paragrafo3 individuino un potenziale di applicazione della cogenerazione ad alto rendimento e/o del teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti i cui vantaggi superino i costi, gli Stati membri adottano misure adeguate affinché infrastrutture efficienti di teleriscaldamento e raffreddamento siano sviluppate e/o adattate allo sviluppo della cogenerazione ad alto rendimento e all’uso di riscaldamento e raffreddamento da calore di scarto e da fonti di energia rinnovabile conformemente ai paragrafi 1, 5 e 7.

Qualora la valutazione di cui al paragrafo 1 e l’analisi di cui al paragrafo 3 non individuino un potenziale i cui vantaggi superino i costi, inclusi i costi amministrativi per la realizzazione dell’analisi costi-benefici di cui al paragrafo 5, lo Stato membro interessato può esentare le installazioni dai requisiti di cui a tale paragrafo.

5. Gli Stati membri provvedono affinché sia effettuata un’analisi costi-benefici conformemente all’allegato IX, parte 2, quando, dopo il 5 giugno 2014:

a) è progettato un nuovo impianto di generazione di energia termica con potenza termica totale superiore a 20 MW, al fine di valutare i costi e i benefici della predisposizione del funzionamento dell’impianto come impianto di cogenerazione ad alto rendimento;IT L 315/20 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

( 1 ) GU L 197 del 21.7.2001, pag. 30.

b) un impianto esistente di generazione di energia termica con potenza termica totale superiore a 20 MW è sottoposto ad un ammodernamento sostanziale, al fine di valutare i costi e i benefici della sua conversione alla cogenerazione ad alto rendimento;

c) un impianto industriale con potenza termica totale superiore a 20 MW, che genera calore di scarto a un livello di temperatura utile è progettato o sottoposto a un ammodernamento sostanziale, al fine di valutare i costi e benefici dell’uso del calore di scarto per soddisfare una domanda economicamente giustificabile, anche attraverso la cogenerazione, e della connessione di tale impianto a una rete di teleriscaldamento e teleraffreddamento;

d) è progettata una nuova rete di teleriscaldamento e di teleraffreddamento o nell’ambito di una rete di teleriscaldamento e di teleraffreddamento esistente è progettato un nuovo impianto di produzione di energia con potenza termica totale superiore a 20 MW o quando un impianto esistente di questo tipo è sottoposto a un ammodernamento sostanziale, al fine di valutare i costi e benefici dell’uso del calore di scarto degli impianti industriali situati nelle vicinanze.

L’installazione di attrezzature per la cattura di biossido di carbonio prodotto da un impianto di combustione a scopo di stoccaggio geologico a norma della direttiva 2009/31/CE non è considerata un ammodernamento ai fini delle lettere b), c) e d) del presente paragrafo.

Gli Stati membri possono richiedere che l’analisi costi-benefici di cui alle lettere c) e d) sia effettuata in cooperazione con le società responsabili per il funzionamento delle reti di teleriscaldamento e di teleraffreddamento.

6. Gli Stati membri possono esentare dal paragrafo 5:

a) gli impianti di produzione dell’energia elettrica per i carichi di punta e l’energia elettrica di riserva progettati per essere in funzione per meno di 1 500 ore operative annue calcolate in media mobile per un periodo di cinque anni, in base a una procedura di verifica istituita dagli Stati membri per garantire che tale criterio di esenzione sia soddisfatto;

b) le centrali nucleari;

c) gli impianti che devono essere ubicati in prossimità di un sito di stoccaggio geologico approvato ai sensi della direttiva 2009/31/CE.

Gli Stati membri possono inoltre stabilire soglie, espresse in termini di livello di calore di scarto utile disponibile, domanda di calore o distanze tra gli impianti industriali e le reti di teleriscaldamento, per l’esenzione di singoli impianti dalle disposizioni del paragrafo 5, lettere c) e d).

Gli Stati membri notificano alla Commissione le esenzioni adottate a norma del presente paragrafo entro il 31 dicembre 2013 e comunicano in seguito qualsiasi modifica successiva.

7. Gli Stati membri adottano criteri di autorizzazione di cui all’articolo 7 della direttiva 2009/72/CE o criteri equivalenti in materia di permessi per:

a) tener conto dell’esito delle valutazioni globali di cui al paragrafo 1;

b) garantire che siano soddisfatti i requisiti di cui al paragrafo 5; e

c) tener conto dell’esito dell’analisi costi-benefici di cui al paragrafo 5.

8. Gli Stati membri possono esentare singoli impianti dall’obbligo, a titolo dei criteri di autorizzazione e dei criteri in materia di permessi di cui al paragrafo 7, di applicare opzioni i cui benefici siano superiori ai costi, se esistono motivi imperativi di diritto, proprietà o bilancio per farlo. In tal caso lo Stato membro interessato presenta alla Commissione una notifica motivata della sua decisione entro tre mesi dalla data di adozione.

9. I paragrafi 5, 6, 7 e 8 del presente articolo si applicano agli impianti contemplati dalla direttiva 2010/75/UE fatti salvi i requisiti di detta direttiva.

10. Sulla base dei valori di rendimento di riferimento armonizzati di cui all’allegato II, lettera f), gli Stati membri assicurano che l’origine dell’energia elettrica prodotta dalla cogenerazione ad alto rendimento possa essere garantita secondo criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori, stabiliti da ciascuno Stato membro. Essi assicurano altresì che questa garanzia di origine sia conforme ai requisiti e contenga almeno le informazioni di cui all’allegato X. Le garanzie di origine sono reciprocamente riconosciute dagli Stati membri esclusivamente come prova delle informazioni di cui al presente paragrafo. Qualsiasi rifiuto di riconoscere la garanzia di origine quale prova in questo senso, in particolare per ragioni connesse con la prevenzione delle frodi, deve essere fondato su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori. Gli Stati membri notificano alla Commissione tale rifiuto e la sua motivazione. In caso di rifiuto di riconoscere una garanzia di origine, la Commissione può adottare una decisione per obbligare la parte che oppone il rifiuto a riconoscere la garanzia di origine, in particolare facendo riferimento ai criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori sui quali è basato il riconoscimento.

Alla Commissione è conferito il potere di rivedere, mediante atti delegati conformemente all’articolo 23 della presente direttiva, i valori di rendimento di riferimento armonizzati di cui alla decisione di esecuzione 2011/877/UE della Commissione ( 1 ) sulla base della direttiva 2004/8/CE entro il 31 dicembre 2014.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/21

( 1 ) GU L 343 del 23.12.2011, pag. 91.

11. Gli Stati membri garantiscono che qualsiasi possibile sostegno alla cogenerazione sia subordinato alla condizione che l’energia elettrica prodotta provenga da cogenerazione ad alto rendimento e che il calore di scarto sia effettivamente usato per realizzare risparmi di energia primaria. Il sostegno pubblico a favore della cogenerazione, della produzione di teleriscaldamento e delle reti di teleriscaldamento è subordinato, se del caso, alle regole in materia di aiuti di Stato.

Articolo 15

Trasformazione, trasmissione e distribuzione dell’energia

1. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione del settore energetico tengano nella dovuta considerazione l’efficienza energetica nell’esercitare le funzioni di regolatori specificate dalla direttiva 2009/72/CE e dalla direttiva 2009/73/CE per quanto riguarda le loro decisioni in materia di funzionamento delle infrastrutture del gas e dell’energia elettrica.

In particolare, gli Stati membri garantiscono che le autorità nazionali di regolamentazione del settore energetico attraverso lo sviluppo delle tariffe di rete e della regolamentazione delle reti, nel quadro della direttiva 2009/72/CE e tenendo conto dei costi e benefici di ogni misura, incoraggino gli operatori di rete a mettere a disposizione degli utenti della rete servizi che consentano loro di attuare misure di miglioramento dell’efficienza energetica nel quadro del continuo sviluppo di reti intelligenti.

Tali servizi di sistema possono essere stabiliti dall’operatore del sistema e non hanno effetti negativi sulla sicurezza del sistema.

Per quanto riguarda l’energia elettrica, gli Stati membri garantiscono che la regolamentazione delle reti e le tariffe di rete soddisfino i criteri di cui all’allegato XI, tenendo conto degli orientamenti e dei codici messi a punto a norma del regolamento (CE) n. 714/2009.

2. Gli Stati membri provvedono entro il 30 giugno 2015 affinché:

a) sia effettuata una valutazione dei potenziali di efficienza energetica delle loro infrastrutture per il gas e l’energia elettrica, in particolare per quanto riguarda la trasmissione, la distribuzione, la gestione del carico, l’interoperabilità e la connessione agli impianti di produzione di energia, incluse le possibilità di accesso per i generatori di energia di microdimensioni;

b) siano individuate misure concrete e investimenti per introdurre nelle infrastrutture di rete miglioramenti dell’efficienza energetica vantaggiosi efficienti in termini di costi, prevedendo un calendario per la loro introduzione.

3. Gli Stati membri possono autorizzare elementi dei regimi e delle strutture tariffarie con finalità sociale per la trasmissione e la distribuzione dell’energia di rete, purché eventuali effetti negativi sul sistema di trasmissione e di distribuzione siano mantenuti al minimo necessario e non siano sproporzionati rispetto alla finalità sociale.

4. Gli Stati membri assicurano la soppressione, nelle tariffe per la trasmissione e la distribuzione, degli incentivi che pregiudicano l’efficienza generale (ivi compresa l’efficienza energetica) della produzione, trasmissione, distribuzione e fornitura di energia elettrica o di quelli che potrebbero ostacolare la partecipazione della gestione della domanda, nei mercati di bilanciamento e negli appalti per servizi ausiliari. Gli Stati membri provvedono affinché gli operatori di rete siano incentivati a migliorare l’efficienza di progettazione e funzionamento delle infrastrutture e, nel quadro della direttiva 2009/72/CE, che le tariffe consentano ai fornitori di migliorare la partecipazione dei consumatori all’efficienza del sistema, compresa la gestione della domanda in funzione delle situazioni nazionali.

5. Fatto salvo l’articolo 16, paragrafo 2, della direttiva 2009/28/CE e tenuto conto dell’articolo 15 della direttiva 2009/72/CE nonché della necessità di garantire la continuità della fornitura di calore, gli Stati membri si adoperano affinché, con riserva dei requisiti di mantenimento dell’affidabilità e della sicurezza della rete, sulla base di criteri trasparenti e non discriminatori stabiliti dalle autorità nazionali competenti, i gestori del sistema di trasmissione e del sistema di distribuzione, se responsabili del dispacciamento degli impianti di produzione nel loro territorio:

a) garantiscano la trasmissione e la distribuzione di energia elettrica da cogenerazione ad alto rendimento;

b) assicurino l’accesso prioritario o garantito alla rete di energia elettrica da cogenerazione ad alto rendimento;

c) nel dispacciamento degli impianti di produzione dell’energia elettrica, assicurino il dispacciamento prioritario di elettricità da cogenerazione ad alto rendimento, purché il funzionamento in sicurezza del sistema elettrico nazionale lo consenta.

Gli Stati membri provvedono affinché le norme relative alla classificazione delle diverse priorità di accesso e dispacciamento attribuite nei loro sistemi di energia elettrica siano precisate chiaramente e dettagliatamente e siano pubblicate. Nell’assicurare l’accesso o il dispacciamento prioritario per la cogenerazione ad alto rendimento, gli Stati membri possono stabilire una classificazione tra l’energia rinnovabile e la cogenerazione ad alto rendimento, nonché tra diversi tipi delle stesse, e provvedono in ogni caso affinché l’accesso prioritario o il dispacciamento di energia da varie fonti energetiche rinnovabili non sia ostacolato.

Oltre agli obblighi di cui al primo comma, i gestori dei sistemi di trasmissione e i gestori dei sistemi di distribuzione rispettano i requisiti di cui all’allegato XII.IT L 315/22 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

Gli Stati membri possono agevolare in particolare la connessione alla rete dell’energia elettrica da cogenerazione ad alto rendimento prodotta da unità di piccola cogenerazione e di micro-cogenerazione. Se opportuno, gli Stati membri adottano provvedimenti per incoraggiare i gestori di rete ad adottare un semplice procedimento di «installazione e notifica» per l’installazione di unità di micro-cogenerazione, al fine di semplificare ed abbreviare le procedure di autorizzazione per i singoli cittadini e installatori.

6. Con riserva dei requisiti di mantenimento dell’affidabilità e della sicurezza della rete, gli Stati membri adottano le misure adeguate per garantire che, qualora sia tecnicamente ed economicamente fattibile con la modalità di funzionamento di un impianto di cogenerazione ad alto rendimento, i gestori della cogenerazione ad alto rendimento possano offrire servizi di bilanciamento e altri servizi operativi a livello di gestori dei sistemi di trasmissione o dei sistemi di distribuzione. I gestori dei sistemi di trasmissione e i gestori dei sistemi di distribuzione garantiscono che tali servizi rientrino in una procedura di offerta dei servizi trasparente, non discriminatoria e soggetta a controllo.

Se del caso, gli Stati membri possono chiedere ai gestori dei sistemi di trasmissione e ai gestori dei sistemi di distribuzione di incoraggiare, riducendo i costi di connessione e di uso del sistema, la scelta di ubicare gli impianti di cogenerazione ad alto rendimento in prossimità delle zone della domanda.

7. Gli Stati membri possono consentire ai produttori di energia elettrica da cogenerazione ad alto rendimento che desiderano connettersi alla rete di indire una gara d’appalto per i lavori di connessione.

8. Gli Stati membri provvedono affinché le autorità nazionali di regolamentazione incentivino le risorse sul lato della domanda, quali la gestione della domanda, a partecipare nel contesto dei mercati di approvvigionamento all’ingrosso e al dettaglio.

Fatte salve le restrizioni di carattere tecnico insite nella gestione delle reti, gli Stati membri provvedono affinché i gestori dei sistemi di trasmissione e i gestori dei sistemi di distribuzione, nel soddisfare i requisiti per il bilanciamento e i servizi ausiliari, trattino i gestori della domanda, compresi gli aggregatori, in modo non discriminatorio, sulla base delle loro capacità tecniche.

Fatte salve le restrizioni di carattere tecnico insite nella gestione delle reti, gli Stati membri promuovono l’accesso e la partecipazione della gestione della domanda ai mercati di bilanciamento, di riserva e di altri servizi di sistema, tra l’altro esigendo dalle autorità nazionali di regolamentazione o, se lo richiedono i sistemi nazionali di regolamentazione, dai gestori di sistemi di trasmissione e distribuzione in stretta collaborazione con i fornitori di servizi su richiesta e i consumatori, di definire modalità tecniche per la partecipazione a tali mercati, sulla base dei requisiti tecnici di detti mercati e delle capacità di gestione della domanda. Tali specifiche includono la partecipazione degli aggregatori.

9. Quando elaborano le relazioni a norma della direttiva 2010/75/UE e fatto salvo l’articolo 9, paragrafo 2, di tale direttiva, gli Stati membri esaminano la possibilità di includere informazioni sui livelli di efficienza energetica degli impianti che praticano la combustione di combustibili con una potenza termica nominale totale pari o superiore a 50 MW, alla luce delle migliori tecniche disponibili sviluppate in conformità della direttiva 2010/75/UE e della direttiva 2008/1/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 15 gennaio 2008, sulla prevenzione e la riduzione integrate dell’inquinamento ( 1 ).

Gli Stati membri possono incoraggiare gli operatori di impianti di cui al primo comma a migliorare la media annua delle loro quote operative nette.

CAPO IV

DISPOSIZIONI ORIZZONTALI

Articolo 16

Disponibilità di regimi di qualificazione, accreditamento e certificazione

1. Quando uno Stato membro ritiene che il livello nazionale di competenza tecnica, oggettività e affidabilità sia insufficiente, esso provvede affinché, entro il 31 dicembre 2014, regimi di certificazione e/o accreditamento e/o regimi equivalenti di qualificazione, inclusi eventualmente adeguati programmi di formazione, diventino disponibili o siano disponibili per i fornitori di servizi energetici e di audit energetici, per i responsabili delle questione energetiche e gli installatori di elementi edilizi connessi all’energia quali definiti all’articolo 2, paragrafo 9, della direttiva 2010/31/UE.

2. Gli Stati membri provvedono a che i regimi di cui al paragrafo 1 garantiscano trasparenza ai consumatori, siano affidabili e contribuiscano al conseguimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica.

3. Gli Stati membri rendono pubblici i regimi di certificazione e/o accreditamento o i regimi equivalenti di qualificazione di cui al paragrafo 1 e cooperano tra loro e con la Commissione per comparare i regimi e garantirne il riconoscimento.

Gli Stati membri adottano misure appropriate per sensibilizzare i consumatori alla disponibilità dei regimi di qualificazione e/o certificazione, conformemente all’articolo 18, paragrafo 1.

Articolo 17

Informazione e formazione

1. Gli Stati membri provvedono affinché le informazioni in merito ai meccanismi di efficienza energetica e ai quadri finanziari e giuridici disponibili siano trasparenti e divulgate largamente a tutti i pertinenti attori del mercato, quali consumatori, costruttori, architetti, ingegneri, auditor ambientali e dell’energia e installatori di elementi edilizi quali definiti alla direttiva 2010/31/UE.

Gli Stati membri incoraggiano la fornitura alle banche e alle altre istituzioni finanziarie di informazioni sulle possibilità di partecipare, anche attraverso la creazione di partenariati pubblico/privato, al finanziamento delle misure di miglioramento dell’efficienza energetica.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/23

( 1 ) GU L 24 del 29.1.2008, pag. 8.

2. Gli Stati membri stabiliscono condizioni adeguate affinché gli operatori del mercato forniscano ai consumatori di energia informazioni adeguate e mirate nonché consulenza in materia di efficienza energetica.

3. La Commissione riesamina l’impatto delle misure da essa adottate per sostenere lo sviluppo di piattaforme che includono, tra l’altro, gli organi di dialogo sociale europeo nell’incentivare i programmi di formazione per l’efficienza energetica e presenta, se del caso, ulteriori misure. La Commissione incoraggia le parti sociali europee nelle loro discussioni in materia di efficienza energetica.

4. Gli Stati membri, con la partecipazione dei soggetti interessati, ivi incluse le autorità locali e regionali, promuovono adeguate iniziative d’informazione, sensibilizzazione e formazione, al fine di informare i cittadini sui benefici e gli aspetti pratici legati all’adozione di misure di miglioramento dell’efficienza energetica.

5. La Commissione incoraggia lo scambio e l’ampia diffusione di informazioni sulle migliori pratiche in materia di efficienza energetica negli Stati membri.

Articolo 18

Servizi energetici

1. Gli Stati membri promuovono il mercato dei servizi energetici e l’accesso delle PMI a tale mercato:

a) diffondendo informazioni chiare e accessibili su:

i) contratti relativi ai servizi energetici disponibili e clausole che dovrebbero esservi incluse, al fine di garantire risparmi energetici e tutelare i diritti dei clienti finali;

ii) strumenti finanziari, incentivi, contributi e prestiti per sostenere i progetti nel settore dei servizi di efficienza energetica;

b) incoraggiando lo sviluppo di marchi di qualità, tra l’altro, da parte di organizzazioni professionali;

c) rendendo pubblici e aggiornando periodicamente un elenco dei fornitori di servizi energetici disponibili qualificati e/o certificati e le relative qualificazioni e/o certificazioni conformemente all’articolo 16, o predisponendo un’interfaccia che consenta ai fornitori di servizi energetici di trasmettere informazioni;

d) sostenendo il settore pubblico nell’esame delle offerte di servizi energetici, in particolare per gli interventi di ristrutturazione edilizia:

i) offrendo contratti tipo per i contratti di rendimento energetico che contengono almeno gli elementi elencati all’allegato XIII;

ii) fornendo informazioni sulle migliori pratiche per i contratti di rendimento energetico, che includano, se disponibile, un’analisi costi-benefici basata sull’approccio del ciclo di vita;

e) effettuando, nell’ambito del piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica, un esame qualitativo riguardante lo sviluppo attuale e futuro del mercato dei servizi energetici.

2. Gli Stati membri sostengono il corretto funzionamento del mercato dei servizi energetici, se del caso:

a) individuando e pubblicando il punto o i punti di contatto da cui i clienti finali possono ottenere le informazioni di cui al paragrafo 1;

b) adottando, se necessario, misure per eliminare gli ostacoli di ordine regolamentare e non regolamentare che impediscono l’introduzione di contratti di rendimento energetico e altri modelli di servizi di efficienza energetica per l’individuazione e/o l’attuazione di misure di risparmio energetico;

c) prendendo in considerazione la creazione o la designazione di un meccanismo indipendente, come un mediatore, per garantire il trattamento efficiente dei reclami e la risoluzione stragiudiziale delle controversie nate in relazione a contratti relativi ai servizi energetici;

d) consentendo agli intermediari di mercato indipendenti di svolgere un ruolo nello stimolare lo sviluppo del mercato sul lato della domanda e dell’offerta.

3. Gli Stati membri provvedono affinché i distributori di energia, i gestori dei sistemi di distribuzione e le società di vendita di energia al dettaglio si astengano da ogni attività che possa impedire la richiesta e la prestazione di servizi energetici o di altre misure di miglioramento dell’efficienza energetica od ostacolare lo sviluppo dei mercati di tali servizi o misure, compresa la preclusione dell’accesso al mercato per i concorrenti o l’abuso di posizione dominante.

Articolo 19

Altre misure per promuovere l’efficienza energetica

1. Gli Stati membri valutano e, se necessario, adottano misure adeguate per eliminare gli ostacoli di ordine regolamentare e non regolamentare all’efficienza energetica, fatti salvi i principi di base della legislazione degli Stati membri in materia di proprietà e di locazione, in particolare per quanto riguarda:

a) la separazione degli incentivi tra proprietari e inquilini di un immobile o tra gli stessi proprietari, con l’intento di evitare che essi rinuncino a realizzare investimenti intesi a migliorare l’efficienza energetica, che avrebbero invece realizzato in altre condizioni, perché non ne otterranno individualmente i pieni benefici o per l’assenza di regole che disciplinano la ripartizione dei costi e dei benefici, incluse le norme e le misure nazionali che disciplinano i processi decisionali per i beni in multiproprietà;IT L 315/24 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

b) le disposizioni giuridiche e regolamentari e le pratiche amministrative in materia di acquisti pubblici e di bilancio e contabilità annuali, con l’intento di assicurare che i singoli enti pubblici non siano dissuasi dal realizzare investimenti intesi a migliorare l’efficienza energetica e ridurre al minimo i costi previsti per l’intero ciclo di vita e dal ricorrere a contratti di rendimento energetico e ad altri meccanismi di finanziamento tramite terzi su base contrattuale a lungo termine.

Tali misure destinate a eliminare gli ostacoli possono comprendere l’erogazione di incentivi, l’abrogazione o la modifica di disposizioni giuridiche o regolamentari, o l’adozione di orientamenti e comunicazioni interpretative o la semplificazione delle procedure amministrative. Le misure possono essere combinate con azioni di istruzione, formazione e informazione specifica, nonché con assistenza tecnica in materia di efficienza energetica.

2. La valutazione degli ostacoli e delle misure di cui al paragrafo 1 è notificata alla Commissione nel primo piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica di cui all’articolo 24, paragrafo 2. La Commissione incoraggia la condivisione delle migliori pratiche nazionali a tale riguardo.

Articolo 20

Fondo nazionale per l’efficienza energetica, finanziamento e supporto tecnico

1. Fatti salvi gli articoli 107 e 108 del trattato sul funzionamento dell’Unione europea, gli Stati membri agevolano l’istituzione di strumenti finanziari, o il ricorso a quelli esistenti, per misure di miglioramento dell’efficienza energetica volte a massimizzare i vantaggi di molteplici canali di finanziamento.

2. Ove opportuno, la Commissione, direttamente o per il tramite degli istituti finanziari europei, assiste gli Stati membri nella messa a punto dei meccanismi di finanziamento e dei regimi di supporto tecnico per incrementare l’efficienza energetica in vari settori.

3. La Commissione facilita lo scambio delle migliori prassi tra le autorità o gli organismi competenti nazionali o regionali, ad esempio tramite riunioni annuali delle autorità di regolamentazione, banche dati pubbliche con informazioni sull’attuazione delle misure da parte degli Stati membri e analisi comparative tra paesi.

4. Gli Stati membri possono istituire un fondo nazionale per l’efficienza energetica, destinato a sostenere iniziative nazionali in materia di efficienza energetica.

5. Gli Stati membri possono autorizzare a soddisfare gli obblighi di cui all’articolo 5, paragrafo 1, tramite contributi annuali al fondo nazionale per l’efficienza energetica di un importo corrispondente agli investimenti richiesti per adempiere a tali obblighi.

6. Gli Stati membri possono prevedere che le parti obbligate possano adempiere ai propri obblighi di cui all’articolo 7, paragrafo 1, versando annualmente al fondo nazionale per l’efficienza energetica un importo corrispondente agli investimenti richiesti per adempiere a tali obblighi.

7. Gli Stati membri possono usare le entrate derivanti dalle assegnazioni annuali di emissioni a norma della decisione n. 406/2009/CE per lo sviluppo di meccanismi di finanziamento innovativi per concretizzare l’obiettivo di cui all’articolo 5 di migliorare la prestazione energetica degli edifici.

Articolo 21

Coefficienti di conversione

Ai fini del raffronto dei risparmi energetici e per la conversione in un’unità comparabile si applicano i fattori di conversione stabiliti all’allegato IV, salvo non sia giustificabile il ricorso ad altri fattori di conversione.

CAPO V

DISPOSIZIONI FINALI

Articolo 22

Atti delegati

1. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 23 per rivedere i valori di rendimento di riferimento armonizzati di cui al secondo comma dell’articolo 14, paragrafo 10.

2. Alla Commissione è conferito il potere di adottare atti delegati conformemente all’articolo 23 per adattare al progresso tecnico i valori, i metodi di calcolo, i coefficienti di base per l’energia primaria e i requisiti di cui agli allegati I, II, III, IV, V, VII, VIII,, X e XII.

Articolo 23

Esercizio della delega

1. Il potere di adottare atti delegati è conferito alla Commissione alle condizioni stabilite nel presente articolo.

2. Il potere di adottare atti delegati di cui all’articolo 22 è conferito alla Commissione per un periodo di cinque anni a decorrere dal 4 dicembre 2012.

3. La delega di potere di cui all’articolo 22 può essere revocata in qualsiasi momento dal Parlamento europeo o dal Consiglio. La decisione di revoca pone fine alla delega di potere ivi specificata. Gli effetti della decisione decorrono dal giorno successivo alla pubblicazione della decisione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea o da una data successiva ivi specificata. Essa non pregiudica la validità degli atti delegati già in vigore.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/25

4. Non appena adotta un atto delegato, la Commissione ne dà contestualmente notifica al Parlamento europeo e al Consiglio.

5. L’atto delegato adottato ai sensi dell’articolo 22 entra in vigore solo se né il Parlamento europeo né il Consiglio hanno sollevato obiezioni entro il termine di due mesi dalla data in cui esso è stato loro notificato, o se, prima della scadenza di tale termine, sia il Parlamento europeo sia il Consiglio hanno informato la Commissione che non intendono sollevare obiezioni. Tale termine è prorogato di due mesi su iniziativa del Parlamento europeo o del Consiglio.

Articolo 24

Riesame e monitoraggio dell’attuazione

1. Entro il 30 aprile di ogni anno a decorrere dal 2013, gli Stati membri riferiscono sui progressi realizzati nel conseguimento degli obiettivi di efficienza energetica, in conformità dell’allegato XIV, parte 1. La relazione può essere parte dei programmi nazionali di riforma di cui alla raccomandazione 2010/410/UE del Consiglio, del 13 luglio 2010, sugli orientamenti di massima per le politiche economiche degli Stati membri e dell’Unione ( 1 ).

2. Entro il 30 aprile 2014, e successivamente ogni tre anni, gli Stati membri presentano piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica. I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica comprendono le misure significative di miglioramento dell’efficienza energetica e i risparmi di energia attesi e/o conseguiti, inclusi quelli nella fornitura, trasmissione e distribuzione dell’energia nonché negli usi finali della stessa, in vista del conseguimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica di cui all’articolo 3, paragrafo 1. I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica sono integrati da stime aggiornate sul consumo generale di energia primaria previsto nel 2020, nonché da stime dei livelli di consumo di energia primaria nei settori di cui all’allegato XIV, parte 1.

Entro il 31 dicembre 2012 la Commissione fornisce un modello che serve da guida per i piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica. Tale modello è adottato secondo la procedura di consultazione di cui all’articolo 26, paragrafo 2. I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica includono in ogni caso le informazioni specificate all’allegato XIV.

3. La Commissione esamina le relazioni annuali e i piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica e valuta in che misura gli Stati membri hanno realizzato progressi nel conseguimento degli obiettivi nazionali di efficienza energetica di cui all’articolo 3, paragrafo 1, e nell’attuazione della presente direttiva. La Commissione invia la propria valutazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Sulla base della valutazione delle relazioni e dei piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica, la Commissione può formulare raccomandazioni per gli Stati membri.

4. La Commissione verifica l’impatto dell’attuazione della presente direttiva sulle direttive 2003/87/CE, 2009/28/CE e 2010/31/UE, nonché sulla decisione n. 406/2009/CE e sui settori dell’industria, in particolare quelli esposti ad un rischio elevato di rilocalizzazione delle emissioni di carbonio, come definito dalla decisione 2010/2/UE.

5. La Commissione esamina la necessità di continuare a prevedere le esenzioni di cui all’articolo 14, paragrafo 6, per la prima volta nella valutazione del primo piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica e successivamente ogni tre anni. Se dall’esame emerge che determinati criteri per tali esenzioni non possono più essere giustificati tenendo conto della disponibilità di carichi calorifici e delle condizioni reali di funzionamento degli impianti oggetto dell’esenzione, la Commissione propone misure adeguate.

6. Gli Stati membri presentano alla Commissione, entro il 30 aprile di ogni anno, statistiche sulla produzione nazionale di energia elettrica e di calore da cogenerazione ad alto e basso rendimento, conformemente alla metodologia di cui all’allegato I, in relazione alla produzione totale di calore e di energia elettrica. Essi presentano anche statistiche annuali relative alle capacità di cogenerazione di calore e di energia elettrica e ai combustibili usati per la cogenerazione, nonché alla produzione e alle capacità di teleriscaldamento e teleraffreddamento, in relazione alla produzione e alle capacità totali di calore e di energia elettrica. Gli Stati membri presentano statistiche sui risparmi di energia primaria realizzati applicando la cogenerazione, conformemente alla metodologia esposta all’allegato II.

7. Entro il 30 giugno 2014 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio la valutazione di cui all’articolo 3, paragrafo 2, corredata, se necessario, da proposte di ulteriori misure.

8. La Commissione riesamina l’efficacia dell’attuazione dell’articolo 6 entro il 5 dicembre 2015, tenendo conto dei requisiti di cui alla direttiva 2004/18/CE e presenta una relazione al Parlamento europeo e al Consiglio. Tale relazione è corredata, se del caso, da proposte di ulteriori misure.

9. Entro il 30 giugno 2016 la Commissione presenta al Parlamento europeo e al Consiglio una relazione sull’attuazione dell’articolo 7. Tale relazione è corredata, se del caso, da una proposta legislativa per uno o più dei seguenti fini:

a) modificare la data finale stabilita all’articolo 7, paragrafo 1;

b) riesaminare i requisiti di cui all’articolo 7, paragrafi 1, 2 e 3;

c) stabilire requisiti comuni supplementari, in particolare per quanto riguarda gli aspetti di cui all’articolo 7, paragrafo 7.IT L 315/26 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

( 1 ) GU L 191 del 23.7.2010, pag. 28.

10. Entro il 30 giugno 2018 la Commissione valuta i progressi realizzati dagli Stati membri nell’eliminazione degli ostacoli di ordine regolamentare e non regolamentare di cui all’articolo 19, paragrafo 1. Tale valutazione è seguita, se del caso, da proposte di ulteriori misure.

11. La Commissione mette a disposizione del pubblico le relazioni di cui ai paragrafi 1 e 2.

Articolo 25

Piattaforma in linea

La Commissione istituisce una piattaforma in linea al fine di promuovere l’attuazione pratica della presente direttiva a livello nazionale, regionale e locale. Tale piattaforma sostiene lo scambio di esperienze su prassi, informazioni di riferimento, attività di rete, nonché pratiche innovative.

Articolo 26

Procedura di comitato

1. La Commissione è assistita da un comitato. Esso è un comitato ai sensi del regolamento (UE) n. 182/2011.

2. Nei casi in cui è fatto riferimento al presente paragrafo, si applica l’articolo 4 del regolamento (UE) n. 182/2011.

Articolo 27

Modifiche e abrogazioni

1. La direttiva 2006/32/CE è abrogata con effetto dal 5 giugno 2014, ad eccezione dell’articolo 4, paragrafi da 1 a 4, e degli allegati I, III e IV, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi al termine di recepimento nel diritto nazionale. L’articolo 4, paragrafi da 1 a 4, e gli allegati I, III e IV della direttiva 2006/32/CE sono soppressi a decorrere dal 1 o gennaio 2017.

La direttiva 2004/8/CE è abrogata con effetto dal 5 giugno 2014, fatti salvi gli obblighi degli Stati membri relativi al termine di recepimento nel diritto nazionale.

I riferimenti alle direttive 2006/32/CE e 2004/8/CE si intendono fatti alla presente direttiva e si leggono secondo la tavola di concordanza di cui all’allegato XV.

2. L’articolo 9, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2010/30/UE è soppresso con effetto dal 5 giugno 2014.

3. La direttiva 2009/125/CE è così modificata:

1) è inserito il considerando seguente:

«(35 bis) La direttiva 2010/31/UE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 19 maggio 2010, sulla prestazione energetica nell’edilizia (*), impone agli Stati membri di fissare requisiti di prestazione energetica per gli elementi edilizi che sono parte dell’involucro dell’edificio e requisiti di impianto relativi al rendimento energetico globale, alla corretta installazione e alle dimensioni, alla regolazione e al controllo adeguati degli impianti tecnici per l’edilizia installati negli edifici esistenti. Essa è coerente con gli obiettivi della presente direttiva che tali requisiti possano in talune circostanze limitare l’installazione di prodotti connessi all’energia conformi alla presente direttiva e alle relative misure di attuazione, purché tali requisiti non costituiscano un ostacolo al mercato ingiustificato.

___________

(*) GU L 153 del 18.6.2010, pag. 13.»;

2) alla fine dell’articolo 6, paragrafo 1, è aggiunta la seguente frase:

«Ciò fa salvi i requisiti di prestazione energetica e i requisiti di impianto fissati dagli Stati membri conformemente all’articolo 4, paragrafo 1 e all’articolo 8 della direttiva 2010/31/UE.»

Articolo 28

Recepimento

1. Gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla presente direttiva entro il 5 giugno 2014.

Fatto salvo il primo comma, gli Stati membri mettono in vigore le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi all’articolo 4, all’articolo 5, paragrafo 1, primo comma, all’articolo 5, paragrafo 5, all’articolo 5, paragrafo 6, all’articolo 7, paragrafo 9, ultimo comma, all’articolo 14, paragrafo 6, all’articolo 19, paragrafo 2, all’articolo 24, paragrafo 1 e all’articolo 24, paragrafo 2 nonché all’allegato V, punto 4, entro le date ivi specificate.

Essi comunicano immediatamente alla Commissione il testo di tali disposizioni.

Quando gli Stati membri adottano tali disposizioni, queste contengono un riferimento alla presente direttiva o sono corredate di un siffatto riferimento all’atto della pubblicazione ufficiale. Le modalità del riferimento sono decise dagli Stati membri.

2. Gli Stati membri comunicano alla Commissione il testo delle disposizioni essenziali di diritto interno che essi adottano nel settore disciplinato dalla presente direttiva.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/27

Articolo 29

Entrata in vigore

La presente direttiva entra in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea.

Articolo 30

Destinatari

Gli Stati membri sono destinatari della presente direttiva.

Fatto a Strasburgo, il 25 ottobre 2012

Per il Parlamento europeo Il presidente M. SCHULZ

Per il Consiglio Il presidente A. D. MAVROYIANNIS

IT L 315/28 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

ALLEGATO I

PRINCIPI GENERALI PER IL CALCOLO DELL’ELETTRICITÀ DA COGENERAZIONE

Parte I

Principi generali

I valori usati per calcolare l’elettricità da cogenerazione sono determinati sulla base del funzionamento effettivo o previsto dell’unità, in condizioni normali di utilizzazione. Per le unità di micro-cogenerazione il calcolo può essere basato su valori certificati.

a) La produzione di energia elettrica da cogenerazione è considerata pari alla produzione annua totale di energia elettrica dell’unità misurata al punto di uscita dei principali generatori;

i) nelle unità di cogenerazione dei tipi b), d), e), f), g) e h) di cui alla parte 2, con rendimento complessivo annuo fissato dagli Stati membri ad un livello pari almeno al 75 %; e

ii) nelle unità di cogenerazione dei tipi a) e c) di cui alla parte 2, con rendimento complessivo annuo fissato dagli Stati membri ad un livello pari almeno all’80 %.

b) Nelle unità di cogenerazione con rendimento complessivo annuo inferiore al valore di cui alla lettera a), punto i) [unità di cogenerazione dei tipi b), d), e), f), g) e h) di cui alla parte 2], o con rendimento complessivo annuo inferiore al valore di cui alla lettera a), punto ii) [unità di cogenerazione dei tipi a) e c) di cui alla parte 2], la cogenerazione è calcolata in base alla seguente formula:

E CHP = H CHP *C

dove:

E CHP corrisponde alla quantità di elettricità da cogenerazione;

C corrisponde al rapporto elettricità/calore;

H CHP corrisponde alla quantità di calore utile prodotto mediante cogenerazione (calcolato a tal fine come produzione totale di calore meno qualsiasi calore prodotto in caldaie separate o mediante estrazione di vapore fresco dal generatore di vapore prima della turbina).

Il calcolo dell’energia elettrica da cogenerazione deve essere basato sul rapporto effettivo elettricità/calore. Se per un’unità di cogenerazione tale rapporto non è noto, si possono utilizzare, in particolare a fini statistici, i seguenti valori di base per le unità dei tipi a), b), c), d) ed e) di cui alla parte 2, purché l’energia elettrica da cogenerazione calcolata sia pari o inferiore alla produzione totale di elettricità dell’unità: Tipo di unità

Rapporto elettricità/ calore di base, C

Turbina a gas a ciclo combinato con recupero di calore

0,95

Turbina di pressione a vapore

0,45

Turbina di condensazione a estrazione di vapore

0,45

Turbina a gas con recupero di calore

0,55

Motore a combustione interna

0,75

Se gli Stati membri introducono valori di base per i rapporti elettricità/calore per le unità dei tipi f), g), h), i), j) e k) di cui alla parte 2, tali valori sono pubblicati e notificati alla Commissione.

c) Se una parte del contenuto energetico del combustibile di alimentazione nel processo di cogenerazione è recuperata sotto forma di sostanze chimiche e riciclata, detta parte può essere dedotta dal combustibile di alimentazione prima di calcolare il rendimento complessivo di cui alle lettere a) e b).

d) Gli Stati membri possono determinare il rapporto elettricità/calore come il rapporto tra elettricità e calore utile durante il funzionamento a capacità ridotta in regime di cogenerazione usando dati operativi dell’unità specifica.

e) Gli Stati membri possono utilizzare periodi di rendicontazione diversi da un anno ai fini dei calcoli effettuati conformemente alle lettere a) e b).IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/29

Parte II

Tecnologie di cogenerazione contemplate dalla presente direttiva

a) Turbina a gas a ciclo combinato con recupero di calore

b) Turbina a vapore a contropressione

c) Turbina di condensazione a estrazione di vapore

d) Turbina a gas con recupero di calore

e) Motore a combustione interna

f) Microturbine

g) Motori Stirling

h) Pile a combustibile

i) Motori a vapore

j) Cicli Rankine a fluido organico

k) Ogni altro tipo di tecnologia o combinazione di tecnologie che rientrano nelle definizioni di cui all’articolo 2, punto 30.

Ai fini dell’attuazione e dell’applicazione dei principi generali per il calcolo dell’elettricità da cogenerazione, gli Stati membri utilizzano le linee guida dettagliate stabilite dalla decisione 2008/952/CE della Commissione, del 19 novembre 2008, che stabilisce linee guida dettagliate per l’applicazione e l’utilizzo dell’allegato II della direttiva 2004/8/CE del Parlamento europeo e del Consiglio ( 1 ).IT L 315/30 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

( 1 ) GU L 338 del 17.12.2008, pag. 55.

ALLEGATO II

METODO DI DETERMINAZIONE DEL RENDIMENTO DEL PROCESSO DI COGENERAZIONE

I valori usati per calcolare il rendimento della cogenerazione e il risparmio di energia primaria sono determinati sulla base del funzionamento effettivo o previsto dell’unità in condizioni normali d’uso.

a) Cogenerazione ad alto rendimento

Ai fini della presente direttiva, la cogenerazione ad alto rendimento risponde ai seguenti criteri:

— la produzione mediante cogenerazione delle unità di cogenerazione fornisce risparmi di energia primaria, calcolati in conformità della lettera b), pari ad almeno il 10 % rispetto ai valori di riferimento per la produzione separata di energia elettrica e calore;

— la produzione mediante unità di piccola cogenerazione e di micro-cogenerazione che forniscono un risparmio di energia primaria può essere definita cogenerazione ad alto rendimento.

b) Calcolo del risparmio di energia primaria

L’entità del risparmio di energia primaria fornito dalla produzione mediante cogenerazione secondo la definizione di cui all’allegato I è calcolato secondo la seguente formula:

dove:

PES è il risparmio di energia primaria;

CHP H? è il rendimento termico della produzione mediante cogenerazione, definito come il rendimento annuo di calore utile diviso per il combustibile di alimentazione usato per produrre la somma del rendimento annuo di calore utile e di elettricità da cogenerazione;

Ref H? è il valore di rendimento di riferimento per la produzione separata di calore;

CHP E? è il rendimento elettrico della produzione mediante cogenerazione, definito come elettricità annua da cogenerazione divisa per il carburante di alimentazione usato per produrre la somma del rendimento annuo di calore utile e di elettricità da cogenerazione. Allorché un’unità di cogenerazione genera energia meccanica, l’elettricità annua da cogenerazione può essere aumentata di un fattore supplementare che rappresenta la quantità di elettricità equivalente a quella dell’energia meccanica. Questo fattore supplementare non crea un diritto a rilasciare garanzie d’origine ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 10;

Ref E? è il valore di rendimento di riferimento per la produzione separata di elettricità.

c) Calcoli del risparmio di energia usando un sistema di calcolo alternativo

Gli Stati membri possono calcolare il risparmio di energia primaria ottenuto mediante la produzione di calore ed energia elettrica e di energia meccanica come indicato di seguito senza applicare l’allegato I per escludere le quote di calore ed elettricità non cogenerate dello stesso processo. Tale produzione può essere considerata cogenerazione ad alto rendimento purché risponda ai criteri di efficienza di cui alla lettera a) del presente allegato e, per le unità di cogenerazione con una capacità elettrica superiore a 25 MW, il rendimento complessivo sia superiore al 70 %. Tuttavia, ai fini del rilascio di una garanzia di origine e per scopi statistici, la specificazione della quantità di energia elettrica da cogenerazione prodotta in tale produzione è determinata conformemente all’allegato I.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/31

Se il risparmio di energia primaria per un processo è calcolato utilizzando il sistema di calcolo alternativo indicato sopra, il risparmio di energia primaria è calcolato utilizzando la formula di cui alla lettera b) del presente allegato sostituendo: «CHP H?» con «H?» e «CHP E?» con «E?», dove:

H? corrisponde al rendimento termico del processo, definito come il rendimento annuo di calore diviso per il combustibile di alimentazione usato per produrre la somma del rendimento di calore e del rendimento di elettricità;

E? corrisponde al rendimento di elettricità del processo, definito come il rendimento annuo di elettricità diviso per il combustibile di alimentazione usato per produrre la somma del rendimento di calore e del rendimento di elettricità. Allorché un’unità di cogenerazione genera energia meccanica, l’elettricità annua da cogenerazione può essere aumentata di un fattore supplementare che rappresenta la quantità di elettricità equivalente a quella dell’energia meccanica. Questo fattore supplementare non crea un diritto a rilasciare garanzie d’origine ai sensi dell’articolo 14, paragrafo 10.

d) Gli Stati membri possono applicare periodi di rendicontazione diversi da un anno ai fini dei calcoli effettuati conformemente alle lettere b) e c) del presente allegato.

e) Per le unità di micro-cogenerazione, il calcolo del risparmio di energia primaria può essere basato su dati certificati.

f) Valori di rendimento di riferimento per la produzione separata di elettricità e di calore

I valori di rendimento di riferimento armonizzati constano di una matrice di valori differenziati da fattori pertinenti, tra cui l’anno di costruzione e i tipi di combustibile, e devono essere basati su un’analisi ben documentata che tenga conto, tra l’altro, dei dati relativi ad un uso operativo in condizioni reali, della miscela di combustibili, delle condizioni climatiche nonché delle tecnologie di cogenerazione applicate.

I valori di rendimento di riferimento per la produzione separata di energia elettrica e di calore conformemente alla formula di cui alla lettera b) definiscono il rendimento di esercizio della produzione separata di elettricità e di calore che la cogenerazione è destinata a sostituire.

I valori di rendimento di riferimento sono calcolati secondo i seguenti principi:

1) per le unità di cogenerazione, il confronto con una produzione separata di elettricità si basa sul principio secondo cui si confrontano le stesse categorie di combustibile;

2) ogni unità di cogenerazione è confrontata con la migliore tecnologia per la produzione separata di calore ed energia elettrica disponibile sul mercato ed economicamente giustificabile nell’anno di costruzione dell’unità di cogenerazione;

3) i valori di rendimento di riferimento per le unità di cogenerazione di più di dieci anni sono fissati sui valori di riferimento delle unità di dieci anni;

4) i valori di rendimento di riferimento per la produzione separata di energia elettrica e di calore riflettono le differenze climatiche tra gli Stati membri.IT L 315/32 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

ALLEGATO III

REQUISITI DI EFFICIENZA ENERGETICA PER L’ACQUISTO DI PRODOTTI, SERVIZI ED EDIFICI DA PARTE DEL GOVERNO CENTRALE

Il governo centrale che acquista prodotti, servizi o edifici, nella misura in cui ciò è coerente con il rapporto costi-efficacia, la fattibilità economica, una più ampia sostenibilità, l’idoneità tecnica nonché un livello sufficiente di concorrenza:

a) qualora un prodotto sia contemplato da un atto delegato adottato ai sensi della direttiva 2010/30/UE o da una direttiva di esecuzione della Commissione collegata, acquista soltanto prodotti che soddisfano il criterio dell’appartenenza alla classe di efficienza energetica più elevata possibile in considerazione dell’esigenza di garantire un livello sufficiente di concorrenza;

b) qualora un prodotto non contemplato alla lettera a) sia contemplato da una misura di attuazione ai sensi della direttiva 2009/125/CE, adottata dopo l’entrata in vigore della presente direttiva, acquista soltanto prodotti conformi ai parametri di efficienza energetica specificati in detta misura di attuazione;

c) acquista apparecchiature per ufficio contemplate dalla decisione 2006/1005/CE del Consiglio, del 18 dicembre 2006, sulla conclusione dell’accordo tra il governo degli Stati Uniti d’America e la Comunità europea per il coordinamento dei programmi di etichettatura in materia di efficienza energetica delle apparecchiature per ufficio ( 1 ), e conformi a requisiti di efficienza energetica altrettanto rigorosi di quelli elencati all’allegato C dell’accordo allegato a tale decisione;

d) acquista soltanto pneumatici conformi al criterio della più elevata efficienza energetica in relazione al consumo di carburante, quale definito dal regolamento (CE) n. 1222/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 25 novembre 2009, sull’etichettatura degli pneumatici in relazione al consumo di carburante e ad altri parametri fondamentali ( 2 ). Questo requisito non impedisce che gli enti pubblici possano acquistare pneumatici della classe più elevata di aderenza sul bagnato o di rumorosità esterna di rotolamento, laddove ciò sia giustificato da ragioni di sicurezza o salute pubblica;

e) richiede, nei bandi di gara per appalti di servizi che i fornitori, per fornire i servizi in questione, utilizzino esclusivamente prodotti conformi ai requisiti di cui alle lettere da a) a d). Questo requisito si applica soltanto ai nuovi prodotti acquistati dai fornitori interamente o parzialmente ai fini della fornitura del servizio in questione;

f) acquista o conclude nuovi contratti per affittare esclusivamente edifici conformi quantomeno ai requisiti minimi di prestazione energetica di cui all’articolo 5, paragrafo 1, tranne qualora l’acquisto sia finalizzato a:

i) intraprendere una ristrutturazione profonda o una demolizione;

ii) nel caso degli enti pubblici, rivendere l’edificio senza che l’ente pubblico se ne avvalga per fini propri di ente pubblico; o

iii) salvaguardare l’edificio in quanto ufficialmente protetto in virtù dell’appartenenza a determinate aree ovvero del suo particolare valore architettonico o storico.

La conformità con i citati requisiti è verificata mediante gli attestati di prestazione energetica di cui all’articolo 11 della direttiva 2010/31/UE.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/33

( 1 ) GU L 381 del 28.12.2006, pag. 24.

( 2 ) GU L 342 del 22.12.2009, pag. 46.

ALLEGATO IV

TENORE DI ENERGIA DI UNA SERIE DI COMBUSTIBILI PER IL CONSUMO FINALE — TABELLA DI CONVERSIONE ( 1 ) Fonte di energia

kJ (NCV)

kgoe (NCV)

kWh (NCV)

1 kg di carbone

28 500

0,676

7,917

1 kg di carbon fossile

17 200 — 30 700

0,411 — 0,733

4,778 — 8,528

1 kg di mattonelle di lignite

20 000

0,478

5,556

1 kg di lignite nera

10 500 — 21 000

0,251 — 0,502

2,917 — 5,833

1 kg di lignite

5 600 — 10 500

0,134 — 0,251

1,556 — 2,917

1 kg di scisti bituminosi

8 000 — 9 000

0,191 — 0,215

2,222 — 2,500

1 kg di torba

7 800 — 13 800

0,186 — 0,330

2,167 — 3,833

1 kg di mattonelle di torba

16 000 — 16 800

0,382 — 0,401

4,444 — 4,667

1 kg di olio pesante residuo (olio pesante)

40 000

0,955

11,111

1 kg di olio combustibile a basso tenore di zolfo

42 300

1,010

11,750

1 kg di carburante (benzina)

44 000

1,051

12,222

1 kg di paraffina

40 000

0,955

11,111

1 kg di GPL

46 000

1,099

12,778

1 kg di gas naturale ( 1 )

47 200

1,126

13,10

1 kg di GNL

45 190

1,079

12,553

1 kg di legname (umidità 25 %) ( 2 )

13 800

0,330

3,833

1 kg di pellet/mattoni di legno

16 800

0,401

4,667

1 kg di rifiuti

7 400 — 10 700

0,177 — 0,256

2,056 — 2,972

1 MJ di calore derivato

1 000

0,024

0,278

1 kWh di energia elettrica

3 600

0,086

1 ( 3 )

Fonte: Eurostat ( 1 ) 93 % metano. ( 2 ) Gli Stati membri possono applicare altri valori in funzione del tipo di legname maggiormente utilizzato nel rispettivo Stato membro. ( 3 ) Applicabile quando i risparmi energetici sono calcolati in termini di energia primaria utilizzando una metodologia «bottom-up» basata sul consumo finale di energia. Per i risparmi di energia elettrica in kWh gli Stati membri possono applicare un coefficiente di base di 2,5. Gli Stati membri possono applicare un coefficiente diverso a condizione di poterlo giustificare.

IT L 315/34 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

( 1 ) Gli Stati membri possono applicare fattori di conversione diversi purché giustificati.

ALLEGATO V

Metodi e principi comuni di calcolo dell’impatto dei regimi obbligatori di efficienza energetica o di altre misure politiche a norma dell’articolo 7, paragrafi 1, 2 e 9, e dell’articolo 20, paragrafo 6

1. Metodi per il calcolo dei risparmi energetici ai fini dell’articolo 7, paragrafi 1 e 2, e dell’articolo 7, paragrafo 9, secondo comma, lettere b), c), d), e) ed f), e dell’articolo 20, paragrafo 6.

Le parti obbligate, partecipanti o incaricate o le autorità pubbliche responsabili dell’attuazione possono utilizzare uno o più dei seguenti metodi per il calcolo dei risparmi energetici:

a) risparmi previsti, con riferimento ai risultati di precedenti miglioramenti energetici soggetti a controlli indipendenti in impianti analoghi. L’approccio generico è definito «ex-ante»;

b) risparmi misurati, in cui i risparmi derivanti dall’applicazione di una misura o di un pacchetto di misure si determinano registrando la riduzione reale del consumo di energia, tenendo debitamente conto di fattori come l’addizionalità, l’occupazione, i livelli di produzione e le condizioni meteorologiche che possono influire sui consumi. L’approccio generico è definito «ex-post»;

c) risparmi di scala, in cui si utilizzano stime tecniche dei risparmi. Questo approccio può essere utilizzato soltanto nel caso in cui la fissazione di solidi dati di misura per un impianto specifico risulti difficile o sproporzionatamente costosa, come ad esempio la sostituzione di un compressore o di un motore elettrico con una potenza in kWh diversa da quella per la quale è stata misurata l’informazione indipendente sui risparmi o quando sono effettuati in base a metodologie e parametri stabiliti a livello nazionale da parte di esperti qualificati o accreditati che sono indipendenti rispetto alle parti obbligate, partecipanti o incaricate interessate;

d) risparmi monitorati, in cui si determina la risposta dei consumatori ai consigli, alle campagne di informazione, a regimi di etichettatura o certificazione o ai contatori intelligenti. Questo approccio può essere utilizzato solo per risparmi risultanti da cambiamenti nel comportamento del consumatore. Non può essere usato per risparmi risultanti dall’installazione di misure fisiche.

2. Nel determinare il risparmio energetico per una misura di efficienza energetica ai fini dell’articolo 7, paragrafi 1 e 2, e dell’articolo 7, paragrafo 9, secondo comma, lettere b), c), d), e) ed f), e dell’articolo 20, paragrafo 6, si applicano i seguenti principi:

a) possono essere presi in considerazione soltanto i risparmi che superano i livelli seguenti:

i) livelli di prestazione dell’Unione in materia di emissioni delle autovetture nuove e dei veicoli commerciali leggeri nuovi in seguito all’attuazione, rispettivamente, del regolamento (CE) n. 443/2009 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 23 aprile 2009, che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni delle autovetture nuove nell’ambito dell’approccio comunitario integrato finalizzato a ridurre le emissioni di CO 2 dei veicoli leggeri ( 1 ), e del regolamento (UE) n. 510/2011 del Parlamento europeo e del Consiglio, dell’ 11 maggio 2011, che definisce i livelli di prestazione in materia di emissioni dei veicoli commerciali leggeri nuovi nell’ambito dell’approccio integrato dell’Unione finalizzato a ridurre le emissioni di CO 2 dei veicoli leggeri ( 2 );

ii) requisiti dell’Unione relativi al ritiro dal mercato di taluni prodotti connessi all’energia in seguito all’applicazione delle misure di attuazione previste dalla direttiva 2009/125/CE; e

b) per tener conto delle variazioni climatiche tra le regioni, gli Stati membri possono scegliere di regolare i risparmi in base ad un valore standard o di stabilire risparmi energetici differenti secondo le variazioni di temperatura tra le regioni;IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/35

( 1 ) GU L 140 del 5.6.2009, pag. 1.

( 2 ) GU L 145 del 31.5.2011, pag. 1.

c) le attività della parte obbligata, partecipante o incaricata devono essere manifestamente rilevanti per il conseguimento dei risparmi dichiarati;

d) i risparmi risultanti da un’azione individuale non possono essere dichiarati da più di una parte;

e) il calcolo dei risparmi energetici tiene conto della durata dei risparmi. Ciò è possibile calcolando i risparmi ottenuti da ciascuna azione individuale tra la sua data di attuazione e il 31 dicembre 2020. In alternativa, gli Stati membri possono adottare un altro metodo secondo cui si prevede di ottenere un risparmio totale almeno equivalente. Quando si avvalgono di altri metodi, gli Stati membri provvedono affinché il risparmio energetico totale con essi calcolato non sia superiore al risparmio energetico che sarebbe risultato dal loro calcolo contando i risparmi di ciascuna azione individuale tra la loro data di attuazione e il 31 dicembre 2020. Nei primi piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica di cui all’allegato XIV della presente direttiva gli Stati membri descrivono dettagliatamente gli altri metodi utilizzati e le disposizioni adottate per conformarsi a detti vincoli di calcolo;

f) sono consentite azioni, individuali o collettive, di parti obbligate, partecipanti o incaricate, miranti a realizzare una trasformazione duratura dei prodotti, delle apparecchiature o dei mercati nel senso di un maggior livello di efficienza energetica; e

g) nel promuovere l’introduzione di misure di efficienza energetica, gli Stati membri fanno in modo che si mantengano norme di qualità relativamente ai prodotti, ai servizi e alla realizzazione degli interventi. In assenza di tali norme, gli Stati membri collaborano con le parti obbligate, partecipanti o incaricate al fine di introdurle.

3. Per determinare i risparmi energetici derivanti dalle misure politiche applicate a norma dell’articolo 7, paragrafo 9, secondo comma, lettera a), si applicano i seguenti principi:

a) sono presi in considerazione soltanto i risparmi energetici derivanti da misure fiscali che superano i livelli di tassazione minimi applicabili ai combustibili come previsto nella direttiva 2003/96/CE del Consiglio, del 27 ottobre 2003, che ristruttura il quadro comunitario per la tassazione dei prodotti energetici e dell’elettricità ( 1 ), o nella direttiva 2006/112/CE del Consiglio, del 28 novembre 2006, relativa al sistema comune d’imposta sul valore aggiunto ( 2 );

b) per calcolare l’incidenza si impiegano dati ufficiali recenti e rappresentativi sull’elasticità dei prezzi; e

c) i risparmi energetici derivanti da strumenti di politica fiscale di accompagnamento, compresi gli incentivi fiscali o i versamenti a un fondo, sono contabilizzati separatamente.

4. Notifica del metodo

Entro il 5 dicembre 2013 gli Stati membri notificano alla Commissione il metodo dettagliato che essi propongono per il funzionamento dei regimi obbligatori di efficienza energetica e ai fini dell’articolo 7, paragrafo 9, e dell’articolo 20, paragrafo 6. Fatto salvo il caso delle imposte, tale notifica comprende informazioni dettagliate concernenti:

a) le parti obbligate, partecipanti o incaricate o le autorità pubbliche responsabili dell’attuazione;

b) i settori interessati;

c) il livello degli obiettivi di risparmio energetico o dei risparmi previsti da ottenere nell’intero periodo e nei periodi intermedi;

d) la durata del periodo obbligatorio e dei periodi intermedi;IT L 315/36 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

( 1 ) GU L 283 del 31.10.2003, pag. 51.

( 2 ) GU L 347 dell’11.12.2006, pag. 1.

e) le categorie di misure rispondenti ai requisiti richiesti;

f) il metodo di calcolo, con indicazione anche di come debbano essere determinate l’addizionalità e la rilevanza, nonché quali metodologie e parametri sono utilizzati per le stime tecniche;

g) i cicli di vita delle misure;

h) l’approccio adottato per tenere conto delle variazioni climatiche all’interno dello Stato membro;

i) le norme di qualità;

j) i protocolli di monitoraggio e di verifica e il modo in cui è garantita la loro indipendenza dalle parti obbligate, partecipanti o incaricate;

k) i protocolli di audit; e

l) il modo in cui si tiene conto dell’esigenza di rispettare l’obbligo di cui all’articolo 7, paragrafo 1, secondo comma.

Nel caso delle imposte, la notifica comprende informazioni dettagliate concernenti:

a) i settori interessati e le fasce di contribuenti;

b) l’autorità pubblica responsabile dell’attuazione;

c) i risparmi attesi da conseguire;

d) la durata della misura fiscale e dei periodi intermedi; e

e) il metodo di calcolo, con indicazione anche delle elasticità dei prezzi utilizzate.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/37

ALLEGATO VI

Criteri minimi per gli audit energetici, compresi quelli realizzati nel quadro dei sistemi di gestione dell’energia

Gli audit energetici di cui all’articolo 8 si basano sui seguenti orientamenti:

a) sono basati su dati operativi relativi al consumo di energia aggiornati, misurati e tracciabili e (per l’energia elettrica) sui profili di carico;

b) comprendono un esame dettagliato del profilo di consumo energetico di edifici o di gruppi di edifici, di attività o impianti industriali, ivi compreso il trasporto;

c) ove possibile, si basano sull’analisi del costo del ciclo di vita, invece che su semplici periodi di ammortamento, in modo da tener conto dei risparmi a lungo termine, dei valori residuali degli investimenti a lungo termine e dei tassi di sconto;

d) sono proporzionati e sufficientemente rappresentativi per consentire di tracciare un quadro fedele della prestazione energetica globale e di individuare in modo affidabile le opportunità di miglioramento più significative.

Gli audit energetici consentono calcoli dettagliati e convalidati per le misure proposte in modo da fornire informazioni chiare sui potenziali risparmi.

I dati utilizzati per gli audit energetici possono essere conservati per le analisi storiche e per il monitoraggio della prestazione.IT L 315/38 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

ALLEGATO VII

Criteri minimi per la fatturazione e le relative informazioni fondate sul consumo effettivo

1. Requisiti minimi in materia di fatturazione

1.1. Fatturazione basata sul consumo effettivo

Per consentire al cliente finale di regolare il proprio consumo di energia, la fatturazione dovrebbe avvenire sulla base del consumo effettivo almeno una volta l’anno e le informazioni sulla fatturazione dovrebbero essere rese disponibili almeno ogni trimestre, su richiesta, o quando i consumatori hanno optato per la fatturazione elettronica, altrimenti due volte l’anno. Può essere esentato da tale requisito il gas utilizzato solo a fini di cottura.

1.2. Informazioni minime che figurano sulla fattura

Gli Stati membri provvedono affinché, se del caso, i clienti finali dispongano delle seguenti informazioni in modo chiaro e comprensibile nelle loro fatture, contratti, transazioni e ricevute emessi dalle stazioni di distribuzione, o unitamente ai medesimi:

a) prezzi correnti effettivi e consumo energetico effettivo;

b) confronti tra il consumo attuale di energia del cliente finale e il consumo nello stesso periodo dell’anno precedente, preferibilmente sotto forma di grafico;

c) informazioni sui punti di contatto per le organizzazioni dei clienti finali, le agenzie per l’energia o organismi analoghi, compresi i siti internet, da cui si possono ottenere informazioni sulle misure di miglioramento dell’efficienza energetica disponibili, profili comparativi di clienti finali e specifiche tecniche obiettive per le apparecchiature che utilizzano energia.

Inoltre, ogniqualvolta ciò risulti utile e possibile, gli Stati membri provvedono affinché le fatture, i contratti, le transazioni e le ricevute emessi dalle stazioni di distribuzione contengano, siano accompagnati o rimandino a confronti rispetto a un cliente finale medio o di riferimento della stessa categoria di utenza da fornire ai clienti finali in modo chiaro e comprensibile;

1.3. Consigli sull’efficienza energetica allegati alle fatture e altre informazioni al cliente finale

Quando inviano contratti, modifiche contrattuali e fatture ai clienti finali o nei siti web destinati ai clienti individuali i distributori di energia, i gestori del sistema di distribuzione o le società di vendita di energia al dettaglio comunicano ai loro clienti in modo chiaro e comprensibile i recapiti dei centri indipendenti di assistenza ai consumatori, delle agenzie per l’energia o organismi analoghi, inclusi i relativi indirizzi internet, dove i clienti possono ottenere informazioni e consigli sulle misure di efficienza energetica disponibili, profili comparativi sui loro consumi di energia, nonché le specifiche tecniche delle apparecchiature elettriche al fine di ridurre il consumo delle stesse.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/39

ALLEGATO VIII

Potenziale dell’efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento

1. La valutazione globale dei potenziali nazionali di riscaldamento e raffreddamento di cui all’articolo 14, paragrafo 1, comprende:

a) una descrizione della domanda di riscaldamento e raffreddamento;

b) la previsione di come la domanda evolverà nei successivi dieci anni, tenendo conto in particolare dell’evoluzione della domanda nel settore dell’edilizia e nei diversi settori industriali;

c) una mappa del territorio nazionale che indichi, proteggendo nel contempo le informazioni sensibili sul piano commerciale:

i) i punti in cui esiste una domanda di riscaldamento e raffreddamento, tra cui:

— comuni e agglomerati urbani con un coefficiente di edificazione di almeno 0,3, e

— zone industriali con un consumo annuo totale di riscaldamento e raffreddamento superiore a 20 GWh;

ii) le infrastrutture di teleriscaldamento e teleraffreddamento esistenti o in fase di progetto;

iii) i possibili punti per la fornitura di riscaldamento e raffreddamento, tra cui:

— gli impianti di produzione di energia elettrica con una produzione annua totale superiore a 20 GWh, e

— gli impianti di incenerimento dei rifiuti,

— gli impianti di cogenerazione esistenti e in fase di progetto che usano tecnologie di cui all’allegato I, parte 2, e gli impianti di teleriscaldamento;

d) l’individuazione della domanda di riscaldamento e raffreddamento che potrebbe essere soddisfatta mediante la cogenerazione ad alto rendimento, compresa la microcogenerazione residenziale, e mediante il teleriscaldamento e il teleraffreddamento;

e) l’individuazione dei potenziali per aumentare la cogenerazione ad alto rendimento, mediante tra l’altro l’ammodernamento degli impianti industriali e di generazione o di altri impianti che generano calore di scarto o la costruzione di nuovi impianti;

f) l’individuazione dei potenziali di efficienza energetica delle infrastrutture di teleriscaldamento e teleraffreddamento;

g) strategie, politiche e misure che possono essere adottate entro il 2020 e il 2030 per realizzare i potenziali di cui alla lettera e) e soddisfare la domanda di cui alla lettera d), tra cui, se del caso, proposte:

i) per aumentare la quota di cogenerazione nella produzione di riscaldamento, raffreddamento ed energia elettrica;

ii) per sviluppare infrastrutture efficienti di teleriscaldamento e teleraffreddamento per tenere conto dello sviluppo della cogenerazione ad alto rendimento e dell’uso di riscaldamento e raffreddamento da calore di scarto e da fonti di energia rinnovabile;

iii) per promuovere l’installazione dei nuovi impianti di generazione di energia termica e degli impianti industriali che producono calore di scarto in siti nei quali possa essere recuperato il massimo del calore di scarto disponibile per soddisfare la domanda effettiva o attesa di riscaldamento e raffreddamento;IT L 315/40 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

iv) per promuovere l’ubicazione delle nuove zone residenziali o dei nuovi impianti industriali che consumano calore nei loro processi produttivi in aree dove il calore di scarto disponibile, in base a quanto evidenziato nella valutazione globale, possa contribuire a soddisfarne la domanda di riscaldamento e raffreddamento. Ciò potrebbe includere proposte a favore del raggruppamento di diversi impianti singoli nello stesso sito con l’obiettivo di garantire un equilibrio ottimale tra domanda e offerta di calore e raffreddamento;

v) per promuovere il collegamento degli impianti di generazione di energia termica, degli impianti industriali che producono calore di scarto, degli impianti di incenerimento dei rifiuti e di altri impianti di termovalorizzazione alla rete locale di teleriscaldamento o teleraffreddamento;

vi) per promuovere il collegamento delle zone residenziali e degli impianti industriali che consumano calore nei loro processi produttivi alla rete locale di teleriscaldamento o teleraffreddamento;

h) la quota della cogenerazione ad alto rendimento, i potenziali individuati e i progressi compiuti nell’ambito della direttiva 2004/8/CE;

i) una stima dei possibili risparmi di energia primaria;

j) una stima delle eventuali misure di sostegno pubblico per il riscaldamento e il raffreddamento nel bilancio pubblico annuo e l’individuazione dei potenziali elementi di aiuto, senza che ciò pregiudichi la notifica distinta dei regimi di sostegno pubblico ai fini della valutazione degli aiuti di Stato.

2. Nella misura adeguata, la valutazione globale può essere costituita da un insieme di piani e strategie regionali o locali.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/41

ALLEGATO IX

ANALISI COSTI/BENEFICI

Parte 1

Principi generali dell’analisi costi-benefici

L’elaborazione di analisi costi-benefici, in rapporto a misure di promozione dell’efficienza per il riscaldamento e il raffreddamento di cui all’articolo 14, paragrafo 3, mira a fornire una base decisionale per stabilire una scala di priorità affidabile di risorse limitate nell’ambito della società.

L’analisi costi-benefici può riguardare la valutazione di un progetto relativo a un singolo impianto o di un gruppo di progetti per una più ampia valutazione a livello locale, regionale o nazionale in modo da stabilire l’opzione di riscaldamento o raffreddamento più efficiente in termini di costi e vantaggiosa per una determinata zona geografica ai fini della pianificazione del sistema di riscaldamento.

Le analisi costi-benefici ai fini dell’articolo 14, paragrafo 3, comportano un’analisi economica che contempla fattori socio- economici e ambientali.

Le analisi costi-benefici includono le fasi e gli elementi seguenti:

a) definizione del limite di sistema e del limite geografico

Il campo di applicazione delle analisi costi-benefici in questione determina il pertinente sistema energetico. Il limite geografico copre un’idonea zona geografica ben definita, ad esempio una determinata regione o area metropolitana, per evitare di adottare soluzioni subottimizzate in base ad un approccio progetto per progetto;

b) approccio integrato alle opzioni relative alla domanda e all’offerta

L’analisi costi-benefici tiene conto di tutte le pertinenti risorse disponibili per quanto riguarda l’offerta entro il limite di sistema e il limite geografico, utilizzando i dati disponibili, compreso il calore di scarto derivante dalla produzione di energia elettrica e dagli impianti industriali e dalle fonti di energia rinnovabile, nonché delle caratteristiche e delle tendenze della domanda di riscaldamento e raffreddamento;

c) costruzione di uno scenario di riferimento

Lo scopo dello scenario di riferimento è quello di fungere da punto di riferimento per la valutazione degli scenari alternativi;

d) individuazione di scenari alternativi

Sono considerate tutte le pertinenti alternative allo scenario di riferimento. Gli scenari non praticabili a causa di motivi tecnici, ragioni finanziarie, normative nazionali o limiti di tempo possono essere esclusi nella fase iniziale dell’analisi costi-benefici se ciò è giustificato sulla base di considerazioni accurate, esplicite e ben documentate.

Nell’analisi costi-benefici, gli scenari alternativi di cui tenere conto rispetto a quello di riferimento dovrebbero essere soltanto le opzioni relative alla cogenerazione ad alto rendimento, al teleriscaldamento e teleraffreddamento efficienti o al riscaldamento e raffreddamento individuali efficienti;

e) metodo di calcolo del surplus costi-benefici

i) È valutato e confrontato l’insieme dei costi e dei benefici a lungo termine delle opzioni di fornitura di riscaldamento e raffreddamento;

ii) il criterio di valutazione è quello del valore attuale netto (VAN);

iii) l’orizzonte temporale è scelto in modo tale da includere tutti i pertinenti costi e benefici degli scenari. Ad esempio, per una centrale elettrica alimentata a gas un orizzonte temporale appropriato potrebbe essere 25 anni, per un sistema di teleriscaldamento 30 anni e per apparecchi di riscaldamento quali le caldaie, 20 anni;

f) calcolo e previsione dei prezzi ed altre ipotesi per l’analisi economica

i) Ai fini delle analisi costi-benefici, gli Stati membri formulano ipotesi sui prezzi dei principali fattori di input/output e sul tasso di attualizzazione;IT L 315/42 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

ii) il tasso di attualizzazione impiegato nell’analisi economica per il calcolo del valore attuale netto è scelto conformemente agli orientamenti europei o nazionali ( 1 );

iii) gli Stati membri impiegano previsioni sull’evoluzione dei prezzi nazionali d’energia nazionali, europee o internazionali, se del caso nel loro contesto nazionale e/o regionale/locale;

iv) i prezzi usati nell’analisi economica rispecchiano i reali costi e benefici socio-economici e dovrebbero includere i costi esterni, come gli effetti sull’ambiente e sulla salute, nella misura del possibile, vale a dire quando esiste un prezzo di mercato o quando quest’ultimo è già indicato nella normativa europea o nazionale;

g) analisi economica: inventario degli effetti

Le analisi economiche tengono conto di tutti i pertinenti effetti economici.

Gli Stati membri, nell’elaborare una decisione, possono valutare e tenere conto dei costi e dei risparmi energetici derivanti dalla maggiore flessibilità nella fornitura di energia e da un migliore funzionamento delle reti elettriche, compresi i costi evitati e i risparmi derivanti dalla riduzione degli investimenti nelle infrastrutture, negli scenari analizzati.

I costi e i benefici tenuti in considerazione includono almeno i seguenti:

i) benefici

— valore della produzione per il consumatore (calore ed energia elettrica),

— benefici esterni quali benefici per l’ambiente e la salute, nella misura del possibile;

ii) costi

— costi di capitale degli impianti e delle apparecchiature,

— costi di capitale delle reti di energia associate,

— costi variabili e fissi di funzionamento,

— costi energetici,

— costi ambientali e costi sanitari, nella misura del possibile;

h) analisi di sensibilità

È effettuata anche un’analisi di sensibilità per valutare i costi e i benefici di un progetto o di un gruppo di progetti in base a diversi prezzi dell’energia, tassi di attualizzazione ed altri fattori variabili con un impatto significativo sul risultato dei calcoli.

Gli Stati membri designano le competenti autorità responsabili dell’attuazione delle analisi costi-benefici previste all’articolo 14. Gli Stati membri possono chiedere alle competenti autorità locali, regionali e nazionali o agli operatori di singoli impianti di svolgere le analisi economiche e finanziarie. Essi elaborano le metodologie e le ipotesi in dettaglio, conformemente al presente allegato, e definiscono e rendono pubbliche le procedure per l’analisi economica.

Parte 2

Principi ai fini dell’articolo 14, paragrafi 5 e 7

Le analisi costi-benefici forniscono informazioni ai fini delle misure dell’articolo 14, paragrafi 5 e 7.

Se si progetta un impianto per la produzione di sola energia elettrica o un impianto senza recupero di calore, si effettua un confronto tra gli impianti progettati o l’ammodernamento progettato e un impianto equivalente che produca lo stesso quantitativo di elettricità o di calore di processo, ma che recuperi il calore di scarto e fornisca calore mediante cogenerazione ad alto rendimento e/o reti di teleriscaldamento o teleraffreddamento.

Nell’ambito di un dato limite geografico la valutazione tiene conto dell’impianto progettato e di ogni idoneo punto esistente o potenziale in cui si registra una domanda di riscaldamento che potrebbe essere servito da tale impianto, tenendo conto delle possibilità razionali (ad esempio la fattibilità tecnica e la distanza).IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/43

( 1 ) Il tasso nazionale di sconto scelto ai fini dell’analisi economica dovrebbe tenere conto dei dati forniti dalla Banca centrale europea.

Il limite di sistema è stabilito in modo da includere l’impianto progettato e i carichi calorifici, quali edificio o edifici e processo industriale. Nell’ambito del limite di sistema il costo totale della fornitura di calore ed elettricità è determinato per entrambi i casi e confrontato.

I carichi calorifici comprendono i carichi calorifici esistenti, quali l’impianto industriale o un sistema di teleriscaldamento esistente nonché, nelle zone urbane, il carico calorifico e i costi che emergerebbero se un gruppo di edifici o un settore di una città fossero forniti da una nuova rete di teleriscaldamento e/o ad essa collegati.

L’analisi costi-benefici si basa su una descrizione dell’impianto progettato e dell’impianto o degli impianti di confronto che contempli la capacità termica ed elettrica, secondo il caso, il tipo di combustibile, l’uso previsto e il numero previsto di ore di funzionamento annuale, l’ubicazione e la domanda di energia elettrica e di energia termica.

Ai fini del confronto, si tiene conto della domanda di energia termica e delle tipologie di riscaldamento e raffreddamento utilizzate dai punti in cui si registra una domanda di calore situati in prossimità. Il confronto riguarda i costi relativi alle infrastrutture dell’impianto progettato e di quello di confronto.

Le analisi costi-benefici ai fini dell’articolo 14, paragrafo 5, comportano un’analisi economica che contempla un’analisi finanziaria che rispecchia le effettive transazioni di flussi di cassa connesse con gli investimenti in singoli impianti e con il loro funzionamento.

I progetti con risultati positivi in termini di costi/benefici sono quelli in cui la somma dei benefici attualizzati nell’analisi economica e finanziaria supera la somma dei costi attualizzati (surplus costi-benefici).

Gli Stati membri stabiliscono principi guida per la metodologia, le ipotesi e l’orizzonte temporale dell’analisi economica.

Gli Stati membri possono richiedere che le società responsabili del funzionamento degli impianti di generazione di elettricità termica, le società industriali, le reti di teleriscaldamento e teleraffreddamento, o altre parti influenzate dal limite di sistema e dal limite geografico definiti, forniscano dati da usare nel valutare i costi e i benefici di un singolo impianto.IT L 315/44 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

ALLEGATO X

Garanzia di origine dell’energia elettrica prodotta da cogenerazione ad alto rendimento

a) Gli Stati membri adottano le misure atte a garantire che:

i) la garanzia di origine dell’energia elettrica prodotta da cogenerazione ad alto rendimento:

— consenta ai produttori di dimostrare che l’energia elettrica da essi venduta è prodotta mediante cogenerazione ad alto rendimento ed è rilasciata a tal fine su richiesta del produttore,

— sia precisa, affidabile e a prova di frode,

— sia rilasciata, trasferita e annullata elettronicamente;

ii) la stessa unità di energia da cogenerazione ad alto rendimento sia presa in considerazione solo una volta.

b) La garanzia di origine di cui all’articolo 14, paragrafo 10, comprende quantomeno le seguenti informazioni:

i) la denominazione, l’ubicazione, il tipo e la capacità (termica ed elettrica) dell’impianto nel quale l’energia è stata prodotta;

ii) le date e i luoghi di produzione;

iii) il potere calorifico inferiore della fonte di combustibile da cui è stata prodotta l’energia elettrica;

iv) la quantità e l’uso del calore generato insieme all’energia elettrica;

v) la quantità di energia elettrica da cogenerazione ad alto rendimento, conformemente all’allegato II, che la garanzia rappresenta;

vi) il risparmio di energia primaria, calcolato secondo l’allegato II, basato sui valori di rendimento di riferimento armonizzati indicati nell’allegato II, lettera f);

vii) l’efficienza nominale elettrica e termica dell’impianto;

viii) se e in che misura l’impianto abbia beneficiato di un sostegno agli investimenti;

ix) se e in che misura l’unità di energia abbia beneficiato in qualsiasi altro modo di un regime nazionale di sostegno e la natura di tale regime;

x) la data di messa in servizio dell’impianto; e

xi) la data e il paese di rilascio e il numero identificativo unico.

La garanzia di origine corrisponde a una quantità standard di 1 MWh ed è relativa alla produzione netta di energia misurata alle estremità dell’impianto e trasferita alla rete.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/45

ALLEGATO XI

Criteri di efficienza energetica per la regolamentazione delle reti dell’energia e per le tariffe della rete elettrica

1. Le tariffe di rete rispecchiano i risparmi di costi nelle reti imputabili alla domanda e a misure di gestione della domanda e di produzione distribuita, compresi i risparmi ottenuti grazie alla riduzione dei costi di consegna o degli investimenti nelle reti e a un funzionamento migliore di quest’ultime.

2. La regolamentazione e le tariffe di rete non impediscono agli operatori di rete o ai rivenditori al dettaglio di rendere disponibili servizi di sistema nell’ambito di misure di risposta e gestione della domanda e di generazione distribuita sui mercati organizzati dell’energia elettrica, in particolare:

a) lo spostamento del carico da parte dei clienti finali dalle ore di punta alle ore non di punta, tenendo conto della disponibilità di energia rinnovabile, di energia da cogenerazione e di generazione distribuita;

b) i risparmi di energia ottenuti grazie alla gestione della domanda di clienti decentralizzati da parte degli aggregatori di energia;

c) la riduzione della domanda grazie a misure di efficienza energetica adottate dai fornitori di servizi energetici, comprese le società di servizi energetici;

d) la connessione e il dispacciamento di fonti di generazione a livelli di tensione più ridotti;

e) la connessione di fonti di generazione da siti più vicini ai luoghi di consumo; e

f) lo stoccaggio dell’energia.

Ai fini della presente disposizione la definizione «mercati organizzati dell’energia elettrica» include i mercati non regolamentati («over-the counter») e le borse dell’energia elettrica per lo scambio di energia, capacità, volumi di bilanciamento e servizi ausiliari in tutte le fasce orarie, compresi i mercati a termine, giornalieri o infragiornalieri.

3. Le tariffe di rete o di vendita al dettaglio possono sostenere una tariffazione dinamica per misure di gestione della domanda dei clienti finali, quali:

a) tariffe differenziate a seconda dei periodi di consumo;

b) tariffe di picco critico;

c) tariffazione in tempo reale; e

d) tariffazione ridotta in ora di punta.IT L 315/46 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

ALLEGATO XII

REQUISITI DI EFFICIENZA ENERGETICA PER I GESTORI DEI SISTEMI DI TRASMISSIONE E I GESTORI DEI SISTEMI DI DISTRIBUZIONE

I gestori dei sistemi di trasmissione e i gestori dei sistemi di distribuzione:

a) elaborano e rendono pubbliche norme standard in materia di assunzione e ripartizione dei costi degli adattamenti tecnici, quali le connessioni alla rete e il potenziamento della rete, una migliore gestione della rete e norme in materia di applicazione non discriminatoria dei codici di rete necessari per integrare i nuovi produttori che immettono nella rete interconnessa l’energia elettrica prodotta dalla cogenerazione ad alto rendimento;

b) forniscono a tutti i nuovi produttori di energia elettrica da cogenerazione ad alto rendimento che desiderano connettersi al sistema tutte le informazioni a tal fine necessarie, tra cui:

i) una stima esauriente e dettagliata dei costi di connessione;

ii) un calendario preciso e ragionevole per la ricezione e il trattamento della domanda di connessione alla rete;

iii) un calendario indicativo ragionevole per ogni connessione alla rete proposta. La procedura per la connessione alla rete non dovrebbe durare complessivamente più di 24 mesi, tenuto conto di ciò che è ragionevolmente praticabile e non discriminatorio.

c) definire procedure standardizzate e semplificate per facilitare la connessione alla rete dei produttori decentralizzati di energia elettrica da cogenerazione ad alto rendimento.

Le norme standard di cui alla lettera a) si basano su criteri oggettivi, trasparenti e non discriminatori che tengono conto in particolare di tutti i costi e i benefici della connessione di tali produttori alla rete. Esse possono prevedere diversi tipi di connessione.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/47

ALLEGATO XIII

Elementi minimi che devono figurare nei contratti di rendimento energetico sottoscritti con il settore pubblico o nel relativo capitolato d’appalto

— Un elenco chiaro e trasparente delle misure di efficienza da applicare o dei risultati da ottenere in termini di efficienza,

— i risparmi garantiti da conseguire applicando le misure previste dal contratto,

— la durata e gli aspetti fondamentali del contratto, le modalità e i termini previsti,

— un elenco chiaro e trasparente degli obblighi che incombono a ciascuna parte contrattuale,

— data o date di riferimento per la determinazione dei risparmi realizzati,

— un elenco chiaro e trasparente delle fasi di attuazione di una misura o di un pacchetto di misure e, ove pertinente, dei relativi costi,

— l’obbligo di dare piena attuazione alle misure previste dal contratto e la documentazione di tutti i cambiamenti effettuati nel corso del progetto,

— disposizioni che disciplinino l’inclusione di requisiti equivalenti in eventuali concessioni in appalto a terze parti.

— un‘indicazione chiara e trasparente delle implicazioni finanziarie del progetto e la quota di partecipazione delle due parti ai risparmi pecuniari realizzati (ad esempio, remunerazione dei prestatori di servizi),

— disposizioni chiare e trasparenti per la quantificazione e la verifica dei risparmi garantiti conseguiti, controlli della qualità e garanzie,

— disposizioni che chiariscano la procedura per gestire modifiche delle condizioni quadro che incidono sul contenuto e i risultati del contratto (ad esempio, modifica dei prezzi dell’energia, intensità d’uso di un impianto),

— informazioni dettagliate sugli obblighi di ciascuna delle parti contraenti e sulle sanzioni in caso di inadempienza.IT L 315/48 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

ALLEGATO XIV

QUADRO GENERALE PER LA RENDICONTAZIONE

Parte 1

Quadro generale per le relazioni annuali

Le relazioni annuali di cui all’articolo 24, paragrafo 1, forniscono la base per il monitoraggio dei progressi compiuti nel conseguimento degli obiettivi nazionali per il 2020. Gli Stati membri si assicurano che le relazioni comprendano quantomeno le seguenti informazioni:

a) una stima dei seguenti indicatori in relazione all’anno precedente all’ultimo anno trascorso [anno X ( 1 )-2]:

i) il consumo di energia primaria;

ii) il consumo finale totale di energia;

iii) il consumo finale di energia ripartito per settori:

— industria,

— trasporti (con ripartizione per trasporto passeggeri e merci, se disponibile),

— nuclei familiari,

— servizi;

iv) valore aggiunto lordo per settore:

— industria,

— servizi;

v) reddito disponibile delle famiglie;

vi) prodotto interno lordo (PIL);

vii) energia elettrica prodotta dalla generazione di energia termica;

viii) energia elettrica prodotta dalla cogenerazione di calore e elettricità;

ix) calore prodotto dalla generazione di energia termica;

x) calore prodotto da impianti di cogenerazione di calore ed elettricità, compreso il calore di scarto derivante da impianti industriali;

xi) consumo di combustibile per la generazione di energia termica;

xii) numero di passeggeri-chilometro (pkm), se disponibile;

xiii) numero di tonnellate-chilometro (tkm), se disponibile;

xiv) chilometraggio del trasporto combinato (pkm + tkm), qualora xii) e xiii) non siano disponibili;

xv) popolazione.

Nei settori in cui il consumo di energia è stabile o in crescita, gli Stati membri ne analizzano le ragioni e allegano alle stime le loro valutazioni;

la seconda relazione e le successive includono anche le lettere da b) a e):

b) un aggiornamento relativo alle principali misure legislative e non legislative attuate nel corso dell’anno precedente che contribuiscono al conseguimento degli obiettivi generali di efficienza energetica fissati per il 2020;

c) la superficie totale degli edifici con una superficie coperta utile totale superiore a 500 m 2 e, a partire dal 9 luglio 2015, superiore a 250 m 2 di proprietà del governo centrale degli Stati membri o da esso occupati che, al 1 o gennaio dell’anno in cui deve essere inviata la relazione, non soddisfano i requisiti di prestazione energetica di cui all’articolo 5, paragrafo 1;IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/49

( 1 ) Da intendere come X = anno in corso.

d) la superficie coperta utile totale di edifici riscaldati e/o raffreddati di proprietà del governo centrale degli Stati membri o da esso occupati che sono stati oggetto di ristrutturazione nel corso dell’anno precedente di cui all’articolo 5, paragrafo 1 o i risparmi energetici negli edifici ammissibili di proprietà del loro governo centrale o da esso occupati di cui all’articolo 5, paragrafo 6;

e) i risparmi di energia conseguiti grazie ai regimi nazionali obbligatori di efficienza energetica di cui all’articolo 7, paragrafo 1, o alle misure alternative adottate in applicazione dell’articolo 7, paragrafo 9.

La prima relazione include inoltre gli obiettivi nazionali di cui all’articolo 3, paragrafo 1.

Nelle relazioni annuali di cui all’articolo 24, paragrafo 1, gli Stati membri possono includere anche obiettivi nazionali supplementari. Questi ultimi possono essere connessi, in particolare, agli indicatori statistici elencati alla lettera a) della presente parte, o combinazioni degli stessi, come l’intensità di energia primaria o finale o le intensità di energia settoriali.

Parte 2

Quadro generale dei piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica

I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica di cui all’articolo 24, paragrafo 2, forniscono un quadro relativo all’elaborazione delle strategie nazionali di efficienza energetica.

I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica illustrano le misure significative di miglioramento dell’efficienza energetica e i risparmi di energia attesi/conseguiti, inclusi quelli nella fornitura, trasmissione e distribuzione dell’energia come pure negli usi finali della stessa. Gli Stati membri assicurano che i piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica comprendano quantomeno le seguenti informazioni.

1. Obiettivi e strategie

— L’obiettivo nazionale indicativo di efficienza energetica per il 2020, come previsto dall’articolo 3, paragrafo 1,

— gli obiettivi nazionali indicativi in materia di risparmio energetico, di cui all’articolo 4, paragrafo 1, della direttiva 2006/32/CE,

— altri obiettivi di efficienza energetica già definiti e relativi all’economia nel suo insieme o a settori specifici.

2. Misure e risparmio energetico

I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica forniscono informazioni sulle misure adottate o pianificate in vista dell’attuazione dei principali elementi della presente direttiva e dei relativi risparmi.

a) Risparmi di energia primaria

I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica elencano le misure e azioni significative finalizzate a realizzare risparmi di energia primaria in tutti i settori dell’economia. Per ogni misura o pacchetto di misure/azioni sono indicate le stime dei risparmi attesi nel 2020 e dei risparmi conseguiti al momento della stesura della relazione.

Se disponibili, dovrebbero essere inviate informazioni relative ad altri effetti/benefici delle misure (riduzione delle emissioni di gas serra, miglioramento della qualità dell’aria, creazione di posti di lavoro, ecc.) e il bilancio per la loro attuazione.

b) Risparmi di energia finale

I primi e i secondi piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica riportano tutti i risultati relativi al conseguimento dell’obiettivo di risparmio di energia finale di cui all’articolo 4, paragrafi 1 e 2, della direttiva 2006/32/CE. Qualora non siano disponibili calcoli/stime di risparmi relativi alle singole misure, sono indicate le riduzioni di energia a livello di settori conseguite grazie alle (insieme delle) misure.

I primi e i secondi piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica comprendono inoltre la metodologia di calcolo e/o di misurazione utilizzata per quantificare i risparmi energetici. Qualora sia usata la «metodologia raccomandata» ( 1 ), riferimenti in tal senso dovrebbero figurare nel piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica.IT L 315/50 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

( 1 ) Raccomandazioni sui metodi di verifica e di calcolo nel quadro della direttiva 2006/32/CE concernente l’efficienza degli usi finali dell’energia e i servizi energetici.

3. Informazioni specifiche relative alla presente direttiva

3.1. Enti pubblici (articolo 5)

I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica comprendono un elenco di enti pubblici che hanno messo a punto piani di efficienza energetica conformemente all’articolo 5, paragrafo 7.

3.2. Obblighi di efficienza energetica (articolo 7)

I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica indicano i coefficienti nazionali adottati in conformità dell’allegato IV.

Il primo piano d’azione nazionale per l’efficienza energetica comprende una breve descrizione del regime nazionale di cui all’articolo 7, paragrafo 1, o le misure alternative adottate in applicazione dell’articolo 7, paragrafo 9.

3.3. Audit energetici e sistemi di gestione (articolo 8)

I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica comprendono:

a) il numero di audit energetici realizzati nel precedente periodo;

b) il numero di audit energetici realizzati nelle grandi imprese nel precedente periodo;

c) il numero di grandi imprese presenti nel territorio dello Stato membro, specificando a quali di esse sia applicabile l’articolo 8, paragrafo 5.

3.4. Promozione di sistemi efficienti di riscaldamento e raffreddamento (articolo 14)

I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica comprendono una valutazione dei progressi realizzati nell’attuazione della valutazione globale di cui all’articolo 14, paragrafo 1.

3.5. Trasmissione e distribuzione dell’energia (articolo 15)

I primi piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica e le successive relazioni da presentare in seguito ogni dieci anni comprendono le valutazioni compiute, le misure e gli investimenti individuati per utilizzare le potenzialità di efficienza energetica dell’infrastruttura per il gas e l’energia elettrica di cui all’articolo 15, paragrafo 2.

3.6. Gli Stati membri riferiscono, quale parte dei relativi piani nazionali d’azione per l’efficienza energetica, in merito alle misure intraprese per consentire e sviluppare la gestione della domanda di cui all’articolo 15.

3.7. Disponibilità di regimi di qualificazione, accreditamento e certificazione (articolo 16)

I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica comprendono informazioni sui regimi nazionali di qualificazione, accreditamento e certificazione disponibili o sui regimi equivalenti di qualificazione per i fornitori di servizi energetici, di audit energetici e misure di miglioramento dell’efficienza.

3.8. Servizi energetici (articolo 18)

I piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica comprendono un link internet verso un sito che permetta di consultare gli elenchi o l’interfaccia dei fornitori di servizi energetici, di cui all’articolo 18, paragrafo 1, lettera c).

3.9. Altre misure per promuovere l’efficienza energetica (articolo 19)

I primi piani d’azione nazionali per l’efficienza energetica comprendono un elenco delle misure di cui all’articolo 19, paragrafo 1.IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/51

ALLEGATO XV

Tavola di concordanza Direttiva 2004/8/CE

La presente direttiva

Articolo 1

Articolo 1, paragrafo 1

Articolo 2

Articolo 1, paragrafo 1

Articolo 3, lettera a)

Articolo 2, punto 30

Articolo 3, lettera b)

Articolo 2, punto 32

Articolo 3, lettera c)

Articolo 2, punto 31

Articolo 3, lettera d)

Articolo 2, punto 33

Articolo 3, lettere e) ed f)

Articolo 3, lettera g)

Articolo 2, punto 35

Articolo 3, lettera h)

Articolo 3, lettera i)

Articolo 2, punto 34

Articolo 3, lettera j)

Articolo 3, lettera k)

Articolo 2, punto 36

Articolo 3, lettera 1)

Articolo 2, punto 37

Articolo 3, lettera m)

Articolo 2, punto 39

Articolo 3, lettera n)

Articolo 2, punto 38

Articolo 3, lettera o)

Articolo 2, punti 40, 41, 42, 43 e 44

Articolo 4, paragrafo 1

Allegato II, lettera f), punto 1

Articolo 4, paragrafo 2

Articolo 14, paragrafo 10, secondo comma

Articolo 4, paragrafo 3

Articolo 5

Articolo 14, paragrafo 10, primo comma e allegato X

Articolo 6

Articolo 14, paragrafi 1 e 3, allegati VIII e IX

Articolo 7, paragrafo 1

Articolo 14, paragrafo 11

Articolo 7, paragrafi 2 e 3

Articolo 8

Articolo 15, paragrafo 5

Articolo 15, paragrafi 6, 7, 8 e 9

Articolo 9

Articolo 10, paragrafi 1 e 2

Articolo 14, paragrafo 1, e articolo 24, paragrafo 2, allegato XIV, parte 2

IT L 315/52 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

Direttiva 2004/8/CE

La presente direttiva

Articolo 10, paragrafo 3

Articolo 24, paragrafo 6

Articolo 11

Articolo 24, paragrafo 3

Articolo 24, paragrafo 5

Articolo 12, paragrafi 1 e 3

Articolo 12, paragrafo 2

Allegato II, lettera c)

Articolo 13

Articolo 22, paragrafo 2

Articolo 14

Articolo 15

Articolo 28

Articolo 16

Articolo 17

Articolo 29

Articolo 18

Articolo 30

Allegato I

Allegato I, parte 2

Allegato II

Allegato I, parte 1 e parte 2, ultimo comma

Allegato III

Allegato II

Allegato IV

Allegato VIII

Allegato IX

Direttiva 2006/32/CE

La presente direttiva

Articolo 1

Articolo 1, paragrafo 1

Articolo 2

Articolo 1, paragrafo 1

Articolo 3, lettera a)

Articolo 2, punto 1

Articolo 3, lettera b)

Articolo 2, punto 4

Articolo 3, lettera c)

Articolo 2, punto 6

Articolo 3, lettera d)

Articolo 2, punto 5

Articolo 2, punti 2 e 3

Articolo 3, lettera e)

Articolo 2, punto 7

Articolo 3, lettere f), g), h) e i)

Articolo 2, punti da 8 a 19

Articolo 3, lettera j)

Articolo 2, punto 27

Articolo 2, punto 28

Articolo 3, lettera k)

Articolo 3, lettera l)

Articolo 2, punto 25

IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/53

Direttiva 2006/32/CE

La presente direttiva

Articolo 2, punto 26

Articolo 3, lettera m)

Articolo 3, lettera n)

Articolo 2, punto 23

Articolo 3, lettera o)

Articolo 2, punto 20

Articolo 3, lettera p)

Articolo 2, punto 21

Articolo 3, lettera q)

Articolo 2, punto 22

Articolo 3, lettere r) ed s)

Articolo 2, punti 24, 29, 44 e 45

Articolo 3

Articolo 4

Articolo 4

Articolo 5

Articoli 5 e 6

Articolo 6, paragrafo 1, lettera a)

Articolo 7, paragrafo 8, lettere a) e b)

Articolo 6, paragrafo 1, lettera b)

Articolo 18, paragrafo 3

Articolo 6, paragrafo 2

Articolo 7, paragrafi 1, 5, 6, 7, 9, 10, 11 e 12

Articolo 7, paragrafi 2 e 3

Articolo 6, paragrafo 3

Articolo 18, paragrafo 2, lettere b) e c)

Articolo 6, paragrafo 5

Articolo 7

Articolo 17

Articolo 8

Articolo 16, paragrafo 1

Articolo 16, paragrafi 2 e 3

Articolo 9, paragrafo 1

Articolo 19

Articolo 9, paragrafo 2

Articolo 18, paragrafo 1, lettera d), punto i)

Articolo 18, paragrafo 1, lettere a), b), c), d), punto ii), e lettera e)

Articolo 10, paragrafo 1

Articolo 15, paragrafo 4

Articolo 10, paragrafo 2

Articolo 15, paragrafo 3

Articolo 15, paragrafi 7, 8 e 9

Articolo 11

Articolo 20

Articolo 12, paragrafo 1

Articolo 8, paragrafo 1

Articolo 12, paragrafo 2

Articolo 8, paragrafi 2, 3, 4, 5, 6 e 7

IT L 315/54 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

Direttiva 2006/32/CE

La presente direttiva

Articolo 12, paragrafo 3

Articolo 13, paragrafo 1

Articolo 9

Articolo 13, paragrafo 2

Articolo 10 e allegato VII, punto 1.1

Articolo 13, paragrafo 3

Allegato VII, punti 1.2 e 1.3

Articolo 11

Articolo 12

Articolo 13

Articolo 15, paragrafi 1 e 2

Articolo 18, paragrafo 2, lettere a) e d)

Articolo 21

Articolo 14, paragrafi 1 e 2

Articolo 24, paragrafi 1 e 2

Articolo 14, paragrafo 3

Articolo 14, paragrafi 4 e 5

Articolo 24, paragrafo 3

Articolo 24, paragrafi 4, e paragrafi da 7 a 11

Articolo 22, paragrafo 1

Articolo 15, paragrafo 1

Articolo 22, paragrafo 2

Articolo 15, paragrafi 2, 3 e 4

Articolo 23

Articolo 25

Articolo 16

Articolo 26

Articolo 17

Articolo 27

Articolo 18

Articolo 28

Articolo 19

Articolo 29

Articolo 20

Articolo 30

Allegato I

Allegato II

Allegato IV

Allegato III

Allegato IV

Allegato V

IT 14.11.2012 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea L 315/55

Direttiva 2006/32/CE

La presente direttiva

Allegato VI

Allegato III

Allegato V

Allegato VI

Allegato VII

Allegato XI

Allegato XII

Allegato XIII

Allegato XIV

Allegato XV

IT L 315/56 Gazzetta ufficiale dell’Unione europea 14.11.2012

TENORE DI ENERGIA DI UNA SERIE DI COMBUSTIBILI PER IL CONSUMO FINALE — TABELLA DI CONVERSIONE

Allego qui sotto la tabella di conversione aggiornata al novembre 2012:

TENORE DI ENERGIA DI UNA SERIE DI COMBUSTIBILI PER IL CONSUMO FINALE — TABELLA DI CONVERSIONE:

TENORE DI ENERGIA DI UNA SERIE DI COMBUSTIBILI PER IL CONSUMO FINALE — TABELLA DI CONVERSIONE

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La politica energetica europea 20-20-20

Cosa dice la nuova Direttiva sulla Prestazione Energetica degli Edifici (EPBD, 2010/31/EU) ? Parla dell’efficienza energetica di edifici nuovi ed esistenti.

Dal 2021 in poi,

  • gli edifici nuovi devono avere standard energetico quasi zero (già dal 2019 per gli edifici pubblici).
  • le ristrutturazioni importanti devono raggiungere un livello quasi zero (a patto che il bilancio costi-benefici sia vantaggioso).
  • mirate misure finanziarie dovranno stimolare i proprietari di immobili ad investire nell’efficienza energetica intensificando la certificazione energetica degli edifici. 

io condivido e sono pronto.

 greenpeace

The EU climate and energy package, known as the "20-20-20" targets, set three key objectives for 2020:

  1. A 20% reduction in EU greenhouse gas emissions from 1990 levels;
  2. Raising the share of EU energy consumption produced from renewable resources to 20%;
  3. A 20% improvement in the EU’s energy efficiency.

The Country-specific Recommendations are documents prepared by the European Commission for each country, analysing its economic situation and providing recommendations on measures it should adopt over the coming 12 months:

Qui potete leggere le raccomandazioni proposte al nostro paese: Proposed recommendations for Italy 2012

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Amore e odio per le certificazioni energetiche

Le certificazioni energetiche stanno forse rendendo antipatiche le coibentazioni? 

Anni fa si pensava che la targhetta classe A B A+ Gold e chi più ne ha più ne metta facesse scoppiare la moda della casa certificata.

 certificazione-energetica

In Germania non c’è la moda della targhetta, c’è la moda di costruire bene (o meglio che si può con i soldi disponibili) e comunque entro i limiti dell’ Energieeinsparverordnung (EnEV).

In Austria si costruisce bene ed esiste l’Energieausweis für Gebäude, la carta d’identità dell’edificio.

consumo-energetico-per-metroquadro-anno

traduco: <<la tua quanto consuma al metro quadro?>>

E’ una bella vignetta! In Italia siamo indietro… le vignette sono tutte dedicate alla politica. Poi da noi arriva il caldo e anche le migliori intenzioni finiscono nell’armadio, come il cambio stagione. 
Ma quanti sanno che la coibentazione corretta protegge anche dal caldo? e fa rendere il nostro investimento 12 mesi all’anno?

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La certificazione non serve a niente

 Ho letto oggi:

Rincara la dose Gaetano Fasano dell’Enea, secondo il quale “La certificazione così com’è non serve a niente. In Piemonte, ad esempio, da un controllo è risultato che il 50% delle certificazioni è finto. Noi siamo avanti sulla carta ma non nel concreto. Abbiamo una normativa avanzata, ma quando dalle parole passiamo ai fatti nascono i primi problemi. Si dovrebbe introdurre il meccanismo del risultato garantito: il contratto viene rispettato se a opera conclusa gli indici di efficienza energetica sono veramente cresciuti come previsto in fase di progettazione e come richiesto dalla legge.

Non sono molti infatti i professionisti in grado di seguire sia la progettazione integrata che l’esecuzione in cantiere con competenze sia per quanto riguarda la parte strutturale di un edificio che per la parte relativa agli infissi o alla componentistica.

 

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Certificati o targhette CasaClima, costi di certificazione

 targhetta-casaclima-b

Informandosi qua e là, in genere si raccolgono queste informazioni:

I costi applicati dall’Agenzia CasaClima ammontano a 840,00 € per la certificazione energetica degli edifici di classe B e C (edifici con superficie netta per piano fino a 500 mq). Per le classi A e Gold, i costi di certificazione salgono a 1.200,00 €. La certificazione da parte dell’Agenzia CasaClima è invece gratuita nel caso di edifici di nuova costruzione.

certificato-casaclima1

Si devono aggiungere circa 1.800,00 € per il calcolo CasaClima da parte di un tecnico, nonché per l’adeguamento degli elaborati progettuali (dettagli costruttivi e altro), per i calcoli particolareggiati e per la foto-documentazione.

controllo di processo di certificazione-casaclima

Personalmente non riesco a credere che un tecnico riesca, dietro un corrispettivo di  soli 1.800,00 €, a far fronte all’enorme richiesta di documentazione, a partire da quella fotografica che può esigere un fiume di ore tra l’andare in cantiere al momento giusto, scegliere le foto, numerarle e nominarle, riferirle, inviarle e documentarle, (tutto a scadenze regolari): eccone un esempio.

Bisogna infine mettere in conto anche i costi per il test di tenuta all’aria o “blower-door-test” (obbligatorio per tutte le nuove costruzioni) e quelli per il calcolo di eventuali ponti termici.

Da tenere presente che l’intenzione di ottenere assolutamente la targhetta deve esserci subito e non strada facendo! CasaClima chiede di presentare tutta la documentazione prima dell’inizio dei lavori.

controllo di progetto per processo di certificazione-casaclima
Per tenere sotto controllo i costi connessi alla certificazione e ai relativi calcoli, è bene richiedere sempre un preventivo scritto.

Annunci VENDESI casa: con prestazione energetica però!

 Il Decreto Legislativo (Decreto Rinnovabili) di attuazione della Direttiva Europea 2009/28/CE sulla promozione dell’uso dell’energia da fonti rinnovabili indica che dal 1 gennaio 2012 gli annunci commerciali di vendita dovranno riportare l’indice di prestazione energetica contenuto nell’attestato di certificazione energetica.

tag-classe-energetica-g

Personalmente prevedo uno tsunami di autodichiarazioni in cui i proprietari degli immobili affermeranno che l’edificio è di classe energetica G.

Non si poteva evitare l’auto dichiarazione in classe G considerando di classe G ogni edificio che non indica prestazione energetica?

Troppo facile?

 

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Certificatori non iscritti agli Ordini

 come ho letto in un articolo di Rossella Calabrese, la regione Lombardia ha finalmente dato l’ok ai certificatori energetici anche se non iscritti agli Ordini: Legge regionale 21/02/2011 n. 3 (Gazzetta regionale 25/02/2011 n.8 ) (Regione Lombardia – Interventi normativi per l’attuazione della programmazione regionale e di modifica e integrazione di disposizioni legislative – Collegato ordinamentale 2011…)

tag-certificatore

Così, chi non è iscritto ad un Ordine o Collegio professionale, seppure diplomato o laureato, senza specifica formazione in materia, può accedere ai corsi per certificatore energetico (fino ad oggi l’agenzia CasaClima non lo permetteva) per l’accreditamento all’esercizio delle  attività di diagnosi e certificazione energetica.

Dopodichè si arriverà all’obbligo di inserire la classe o l’indice di prestazione energetica degli edifici o delle singole unità abitative in tutti gli annunci commerciali.

Io dico bene! Lasciamo che gli architetti facciano gli architetti e facciano case più belle e si dedichino ai loro committenti  mentre chi ha il pallino del risparmio energetico si faccia i suoi corsi e partecipi alle fasi progettuali con il proprio know-how o certifichi gli edifici per quello che sono.

Come leggevo in un blog: <<Nei corsi e nella pratica ho incontrato molti progettisti che non capiscono un accidente di termodinamica, trasmittanza ecc., si fanno fare i calcoli da altri e poi li controfirmano.>>

S’appendono vasi fioriti ai lampioni!

 Oliviero Toscani, il celebre fotografo milanese conosciuto per le sue campagne ad alto impatto emotivo (vedi quella sull’anoressia e quella sull’abbandono dei cani), sceglie la fotografia come arma civica nell’ambito di un progetto Nuovo paesaggio italiano, che ci vedrà tutti protagonisti.

Allora anch’io, che sono nessuno, vorrei essere protagonista:

Nella mia città ho documentato con qualche scatto più di qualche migliaio di euro, a mio umile avviso, sprecato. Pubblico qualche foto per farVi vedere come il Comune di Padova si è inventato di spendere molti soldi: s’appendono vasi fioriti ai lampioni! Capirei fare un buco nell’asfalto per piantare che so, un glicine?, e farlo crescere per anni inverdendo il panorama del centro… Invece s’appendono geranei!

Quattro persone all’opera per l’aggancio di tre vasi per lampione, automezzo diesel acceso senza sosta per tutta la giornata lavorativa (che profumo di fiori!):Comune di Padova spese inutili

Obiettivo raggiunto, lampione fiorito, automezzo diesel sempre acceso (che profumo di fiori!): Comune di Padova spese inutili

Prato della Valle quanti lampioni avrà? L’ùccellin che vién dal mare quante penne può portare? Comune di Padova spese inutili

Perchè non posare vasetti di margheritine sui semafori l’anno prossimo? Saluti da Padova… (che i soldi sa bén come investirli!)  

marchiatura CE di ogni prodotto che arriva in cantiere

Vista l’entrata in vigore in data 1° Luglio 2009 delle Norme Tecniche per le Costruzioni di cui al Decreto del Ministero delle Infrastrutture del 14/01/08 come unica e sola norma di riferimento nel settore delle strutture ed infrastrutture,

si raccomanda:

  • ai fornitori di materiali e semi-lavorati: marchiatura CE di ogni prodotto e Certificazione di Qualità/Origine allegata ad ogni DDT.
  • ai Direttori Lavori: controllo sistematico e rigoroso dei materiali in cantiere, rigettando quelli non muniti di idonea documentazione.

 

Regolamento di Attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia DPR 02-04-2009

DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 2 aprile 2009 , n. 59
Regolamento di attuazione dell’articolo 4, comma 1, lettere a) e b), del decreto legislativo 19 agosto 2005, n. 192, concernente attuazione della direttiva 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia.

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Cos’è una norma?

Una tipica ricetta siciliana molto semplice e al tempo stesso molto saporita?

Secondo la Direttiva Europea 98/34/CE del 22 giugno 1998:  norma  è la specifica tecnica approvata da un organismo riconosciuto che appartenga ad una delle seguenti categorie:

  •   (ISO)   norma internazionale
  •   (EN)    norma europea
  •   (UNI)  norma nazionale 

 

Quindi le norme sono  documenti che definiscono le caratteristiche (dimensionali, prestazionali, ambientali, di sicurezza ecc.) di un prodotto e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo.

 

A volte l’argomento trattato dalle norme ha un impatto così determinante sulla sicurezza del lavoratore, del cittadino o dell’ambiente che le Pubbliche Amministrazioni fanno riferimento ad esse richiamandole nei documenti legislativi e trasformandole, quindi, in documenti cogenti.
 
La norma tecnica, caratteristiche:
  • CONSENSUALITÀ: deve essere approvata con il consenso di coloro che hanno partecipato ai lavori;
  • DEMOCRATICITÀ: tutte le parti economico/sociali interessate possono partecipare ai lavori e, soprattutto, chiunque è messo in grado di formulare osservazioni nell’iter che precede l’approvazione finale;
  • TRASPARENZA: UNI segnala le tappe fondamentali dell’iter di approvazione di un progetto di norma, tenendo il progetto stesso a disposizione degli interessati;
  • VOLONTARIETÀ: le norme sono un riferimento che le parti interessate si impongono spontaneamente.
Il Marchio CE è il passaporto di viaggio dei materiali e garantisce la conformità alle direttive europee.ce
La marcatura CE apposta su un dato prodotto non è una certificazione di qualità, ma ne certifica la conformità alle norme europee EN vigenti. Certifica la rispondenza del materiale per un certo suo utilizzo, in base ai criteri di sicurezza, igiene, stabilità, resistenza.
Pertanto, prodotti di livello qualitativo e prestazioni tecniche più o meno elevate possono comunque possedere la marcatura CE per uno stesso impiego, in quanto rispondenti in ogni caso ai requisiti considerati dalla norma EN relativa.
La marcatura CE prevede che il fornitore del materiale riporti, su un documento accompagnatorio, tutte le caratteristiche tecniche richieste per mandato dalle relative norme EN per il previsto impiego del prodotto.
Questo consente al cliente o al supervisore dei lavori il controllo immediato del materiale.
Inoltre, la presenza di norme EN armonizzate a livello europeo, consente adesso di ottenere da qualunque produttore o distributore schede tecniche dove le proprietà tecniche dei materiali sono espresse sempre e comunque secondo gli standard europei vigenti, ossia in modo confrontabile per unità di misura e modalità di prova.
Il grande beneficio è poter fare comparazioni chiare, basate sulle caratteristiche tecniche, di prodotti proposti per impieghi analoghi da differenti fornitori.
Cerchiamo sempre di ricevere in cantiere materiali marchiati CE! E’ nostro diritto!
 
Il Marchio Ü invece ( Ü sta per Überwacht, in italiano,“Sorvegliato”) è il marchio di Qualità di prodotto dato in concessione dal Deutsche Institut fur Bautechnik (DIBt) di Berlino, l’ente governativo tedesco che sovrintende alla Tecnica delle costruzioni; un ente che controlla molto spesso i materiali.u-zeichen-u-mark
In Italia troviamo un’analogia nei documenti di Omologazione rilasciati dai Ministeri dell’Interno, dell’Industria e dei Trasporti che rilasciano le omologazioni per i materiali da costruzione. 

 

D.Lgs. 311/2006: un obbligo di legge.

D.Lgs. 311/2006 è un obbligo di legge. Il D.Lgs. 192/05, aggiornato dal D.Lgs. 311/06 recepisce la Direttiva comunitaria 2002/91/CE sul rendimento energetico in edilizia.

Per raggiungere questo fondamentale obiettivo, il D.Lgs.192/05 impone dei requisiti per il sistema edificio-impianto finalizzati a:

  • ridurre la spesa energetica,
  • valorizzare le energie rinnovabili,
  • favorire le costruzioni ecosostenibili e l’inerzia termica e
  • garantire un miglior comfort degli edifici.

Le novità del DPR

camera Rendimento energetico edifici: le novità del DPR: Almeno il 50% dell’energia richiesta per la produzione di acqua calda deve essere prodotta da fonti rinnovabili. 10/03/2009 – Criteri generali, metodologie di calcolo e requisiti minimi per la prestazione energetica degli edifici e degli impianti termici per la climatizzazione invernale e per la preparazione dell’acqua calda per usi igienici sanitari.

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In caso di utilizzo delle tecniche costruttive della bioedilizia o delle fonti di energia rinnovabile…

TERRITORIO. PROCEDE L’ITER LEGGE REGIONALE PER SOSTEGNO DEL SETTORE EDILE. ASSESSORE MARANGON: VIA VENETA ALLA CRISI ECONOMICA. Comunicato stampa n° 582 del 26/03/2009 (AVN) – Venezia, 26 marzo 2009 “La cosa importante è che tutte le Regioni e il Governo hanno deciso la via del dialogo per giungere al più presto ad una soluzione positiva, condividendo le finalità dell’iniziativa, che sono soprattutto a sostegno dell’economia e non rappresentano un piano casa, come impropriamente è stato definito il provvedimento”. Lo sottolinea con soddisfazione l’Assessore all’Urbanistica e Politiche per il Territorio, Renzo Marangon, all’indomani della Conferenza Stato – Regioni convocata a Roma relativamente al Disegno di Legge delega del Governo in materia di attività edilizia, al termine della quale è stato avviato un tavolo tecnico-politico tra Governo e Enti Locali. Marangon, che si è incontrato a Venezia con i giornalisti nel corso di una conferenza stampa, ha ricordato che le Regioni, contrarie a procedere in questa materia con un decreto legge, perché concorrente con ampie funzioni delle Regioni nel governo del territorio, hanno condiviso ampiamente l’idea di mettere in campo un’iniziativa istituzionale per semplificare e rilanciare il settore dell’edilizia. L’Assessore ha infatti ribadito che il provvedimento nasce dal territorio, è fatto per il territorio e agisce sul territorio per la ripresa dell’economia. A questo proposito Marangon ha ringraziato la CGIA di Mestre, che ha confermato quanto auspicato dal Governo e dalla stessa Regione del Veneto, ovvero che il provvedimento determinerà complessivamente 745 mila nuovi posti di lavoro e un giro di affari, suddiviso in più anni, di 79 miliardi di euro. “Per noi – ha precisato – sarebbe già un successo riuscire a mantenere gli attuali livelli occupazionali. Si tratta comunque di un’occasione importante per rilanciare molti settori del comparto dell’edilizia, oggi fermi e per dare risposte alle esigenze di molte famiglie venete. Ma non solo, sarà anche una boccata d’ossigeno straordinaria che consentirà di rinnovare un parco edilizio per molti aspetti fatiscente, rendendo nel contempo più belle le periferie delle città, restituendo alle sue tradizioni il nostro paesaggio e preservando maggiormente l’ambiente. Non sarà possibile – ha assicurato Marangon – nessun abuso, né nessuna cementificazione selvaggia, come qualcuno ha paventato, perché comunque i Comuni potranno limitare l’applicazione della legge in virtù dei propri Piani regolatori, del proprio territorio e delle proprie dinamiche”. Per quanto riguarda l’iter del Disegno di Legge della Regione, Marangon ha confermato che questo va avanti e che al momento si stanno esaminando alcuni emendamenti frutto del dibattito in corso e che la prossima settimana la Commissione consiliare avvierà le audizioni con le associazioni e gli enti locali prima del dibattito in Consiglio. “Mi auguro – ha concluso – che il Consiglio approvi al più preso la legge, altrimenti perderebbe la sua valenza di sostegno all’economia come risposta alla crisi e quindi efficacia”. ip address information Si ricorda che il Disegno di Legge della Giunta regionale prevede interventi in deroga ai Piani Regolatori per l’ampliamento degli edifici esistenti nei limiti del 20% del volume; il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente mediante la demolizione e ricostruzione, anche in area diversa se a ciò destinata dagli strumenti urbanistici e territoriali, degli edifici realizzati anteriormente al 1989 che necessitano di essere adeguati agli attuali standard qualitativi, architettonici, energetici, tecnologici e di sicurezza. Per incentivare questi ultimi interventi è anche previsto un aumento della cubatura fino al 30% del volume esistente o del 35% in caso di utilizzo delle tecniche costruttive della bioedilizia o delle fonti di energia rinnovabile. Infine, il Disegno di Legge determina che non concorrono a formare la cubatura dell’edificio le pensiline e le tettoie realizzate su abitazioni esistenti finalizzate a favorire l’installazione di impianti fotovoltaici. Per quanto riguarda gli oneri, il contributo di costruzione, ove dovuto, è commisurato al solo ampliamento ridotto del 20%, mentre la riduzione è pari al 60% nell’ipotesi di edificio o unità immobiliare destinati a prima abitazione del proprietario o dell’avente titolo. Per quanto riguarda gli interventi per l’installazione di impianti fotovoltaici il contributo sarà pari all’80% per la parte eseguita in ampliamento e del 20% per la parte ricostruita e in entrambi i casi ridotta del 50% in caso di edificio o unità destinata a prima abitazione. Per quanto riguarda gli ambiti di applicazione, i Comuni potranno escludere dai benefici di legge aree di particolare importanza sotto l’aspetto edilizio, paesaggistico o ambientale.

sistemi a cappotto con marcatura CE

Solo i pignoli vogliono un cappotto ETAG 004?

manuale-di-istruzione

Appena tutti sapranno che un sistema a cappotto deve avere la Marcatura CE solo chi cerca il minor prezzo e la minor qualità sceglierà un cappotto non ETAG 004.

eota

 L’ EOTA, l’ European Organisation for Tecnical Approval, è l’organismo che riunisce gli Istituti impegnati prima nella definizione delle Guide Tecniche di cui la ETAG 004 fa parte, poi nel rilascio degli ETA (www.eota.be per maggiori informazioni e dettagli).

Nel 2001 la Commissione Europea ha approvato la ETAG 004, cioè la Guida Tecnica per il rilascio degli ETA (European Technical Approval) agli ETICS (External Thermal Insulation Composite Systems), cioè ai “sistemi a cappotto”.

european-technical-approval

Il rilascio di un ETA è il primo passo di una procedura più complessa il cui esito finale è l’apposizione della Marcatura CE (obbligatoria ai sensi della Direttiva Europea Prodotti da Costruzione 89/106/EEC1 per mettere sul mercato europeo alcuni prodotti da costruzione). Essa è soltanto un simbolo di conformità rispetto a determinate specificazioni tecniche assunte a riferimento comune in sede europea.

Che cosa è un ETA? L’”Europea Tecnica Approvazione”, o meglio il Benestare Tecnico Europeo, l’ETA è a tutti gli effetti una specifica europea con valore di norma per il singolo prodotto; è una valutazione tecnica positiva di idoneità all’impiego per l’utilizzo di un prodotto da costruzione di uno specifico produttore per un determinato utilizzo previsto.

Ogni kit di sistema composito di isolamento termico esterno avrà la propria “specificazione”, quindi, supposti 100 kit di ETICS, cioè 100 sistemi a cappotto, si avranno (a regime) 100 ETA, sostanzialmente diversi. Un ETA ha una validità di 5 anni e contiene tutti i riferimenti prestazionali e le caratteristiche che quel dato sistema e i suoi componenti devono rispettare, ma contiene anche le precise indicazioni sul modo con cui l’azienda controlla tali specifiche, oltre che sulla progettazione e la messa in opera del sistema. (valid ETAs)

Il produttore che richiede l’ETA per un sistema in realtà produce un kit di componenti (e acquista da fornitori esterni quelli che non produce in prima persona), ma li immette sul mercato perché siano assemblati in uno specifico sistema, del quale, attraverso il programma di prove che porta all’ETA, si sono verificate tutte le principali caratteristiche e prestazioni.

Una volta ottenuto il rilascio dell’ETA, il secondo passo per il produttore è quello di ottenere l’Attestazione di Conformità del proprio “prodotto” (ETICS) al proprio ETA. Si potrebbe pensare che si tratti di una procedura semplice poiché l’ETA è stato scritto proprio “a pennello” per quel dato sistema e la conformità potrebbe essere considerata quasi automatica, ma in realtà il Factory Production Control o FPC verifica la capacità del produttore di garantire nel tempo tale conformità.

marcatura-ce

L’ultimo passo è la predisposizione da parte del produttore della Marcatura CE, cioè far stampare le etichette con il simbolo CE da apporre sul prodotto e contenenti, oltre al simbolo, una serie di indicazioni relative al prodotto stesso. E’ di nuovo l’ETA che regolamenta il contenuto dell’etichetta così come le modalità della sua apposizione.

A questo punto il produttore è “in regola” e, con l’apposizione della Marcatura CE e la redazione di una dichiarazione di conformità, è formalmente autorizzato a immettere il proprio sistema nel mercato europeo, Italia compresa.

Tra le prime aziende ad arrivare al rilascio di un ETA: la Röfix S.p.A. di Parcines (BZ) con l’ETA 04/0037 e la Mapei S.p.A. di Milano con l’ETA 04/0061. Presto anche altre tre aziende.

Perché così tardi? Nel maggio 2003 è scattato l’obbligo di marcatura CE per i sistemi compositi di isolamento termico esterno, ma nonostante l’obbligatorietà le aziende hanno mediamente assunto un atteggiamento di attesa e sono rimaste a vedere come si muoveva la concorrenza. Adesso che le prime aziende si possono presentare esibendo la marcatura CE, diventerà problematico proporsi sul mercato senza di essa.

Sistema di isolamento termico in sughero

Ricordo a titolo di esempio che anche i tasselli devono corrispondere alle prescrizioni delle normative: i tasselli devono essere idonei al supporto e fare riferimento alle categorie d’uso elencate nella norma di produzione.

Le categorie d’uso secondo l’Etag 014 definiscono i campi di impiego del tassello in relazione ai vari tipi di supporto.

etag-014

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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