Tag Archives: riscaldamento

Nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria)

Coprire parte del fabbisogno energetico della propria casa attraverso fonti rinnovabili è un obbligo di legge per molti ambiti d’applicazione sia per edifici nuovi che per edifici esistenti. Il riferimento legislativo è il DLgs 28/2011.

Ma quali sono le percentuali di copertura oggi?

Dal 1° gennaio 2017 le nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria) sarebbero dovute passare dal 35 al 50%.

Con il DL 244/2016 l’introduzione della nuova percentuale slitta di 12 mesi e resta in piedi il vecchio obbligo del 35%.



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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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La seconda casa a Venezia di Matteo abitata di rado

Il lettore scrive:

Ho da circa 8 mesi acquistato una seconda casa di circa 35mq nella zona di Chioggia, che è un comune che vive ai piedi della laguna veneta e come Venezia (anche se un po’ meno) vive dei disagi lagunari…

seconda-casa-v…o-abitato-rado-02

Il consiglio che volevo chiederle è che tipo di ventilazione devo adottare visto che la casa è poco abitata?

Al momento sto lasciando un ricircolo d’aria perenne in quanto la casa è di tipo vecchio situata al pt e recentemente ristrutturata. La costruzione originale è di muri portanti su 3 livelli a mottoni pieni con muri portanti di almeno 25 cm. I muri perimetrali danno all’esterno sui 3 lati. L’ambiente è piccolo e gode di riscaldamento autonomo. Attorno piccole calli ed atre case anche se la casa non poi così inglobata rispetto ad altre abitazioni. Gli autoctoni mi hanno consigliato di tenere sempre un ricircolo d’aria quando la casa è disabitata per lunghi periodi, ed io mi sto comportando così…

Ho installato un igrometro/termometro che mi segnala una temperatura di 7 gradi con 82% di umidità (tale rilevazione fa riferimento ad una giornata uggiosa a e nebbiosa). Come mi devo comportare per ridurre il più possibile i disagi? Mi rendo conto che la casa è vecchia (seppur ristrutturata), mi rendo conto del disagio dovuto alla zona geografica,ma in pratica vorrei solo comportarmi io il più correttamente possibile in modo da un aggiungere una cattiva pratiche ad una serie di fisiologici “disagi”… Aggiungo che una volta al mese vado a passare 2-3 giorni ed in quel contesto accendo il riscaldamento e contemporaneamente un de umidificatore adeguato per le dimensioni della casa. Grazie anticipatamente.

seconda-casa-v…o-abitato-rado-03

Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

Nel periodo invernale l’ideale sarebbe far lavorare comunque il riscaldamento autonomo per non portare le strutture a temperature bassissime ed installare una ventilazione meccanica controllata decentralizzata (preferibilmente in camera da letto e preferibilmente servendo anche il bagno se adiacente).
Temperature più elevate e un minimo regolare ricambio d’aria eviterà che nei mesi invernali i 3 giorni al mese di abitazione non portino danni agli interni (condense e muffe).

Mi spiego meglio: durante la breve permanenza in casa, con il riscaldamento in funzione, l’ambiente riscaldato avrà un volume d’aria calda apparentemente con umidità entro la norma. Nel momento della partenza, che coincide con lo spegnimento del riscaldamento, l’aria calda e umida lasciata nell’abitazione si raffredderà man mano nelle ore successive e il vapore contenuto condenserà sulle superfici che si raffreddano per prime (la zona bassa delle pareti esterne, il contorno delle finestre, gli angoli, la linea del soffitto).

Penso anche che il costo per riscaldamento non sarebbe molto superiore all’attuale perchè una caldaia a metano che deve portare in fretta un’ambiente a 20°C partendo dai 7°C originali ha un consumo di diversi metricubi. Immagino anche che il comfort non sia straordinario per il fatto che una volta raggiunti i 20°C in casa, le strutture siano ancora molto fredde e poco piacevoli.

Il funzionamento della VMC potrebbe gestire meglio:

  • il breve periodo di presenza offrendo ricambio d’aria e contemporaneamente un basso livello di umidità interna
  • e anche il periodo di assenza (magari con un funzionamento temporizzato e alla velocità minima) a garanzia di una lunga vita delle recenti finiture interne

Per il massimo risparmio potrei anche appoggiare la scelta di una vmc monoflusso che di solito non apprezzo per il suo comportamento che inverte il flusso a intervalli, ma in questo modo è impossibile progettare la vmc come impianto che serve anche il locale bagno…

Tutto questo è anche importante per la salvaguardia dei nuovi intonaci interni che sicuramente sono macroporosi e risananti: anche l’umidità della parete che esce attraverso il suo intonaco (la tonaca del muro) deve potersi liberare in ambiente.

seconda-casa-v…o-abitato-rado-01

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Tetto in Stiferite e Celenit, amici per forza

Il sottotetto diventerà abitabile? La mansarda lasciata al grezzo verrà finalmente completata? Tutte occasioni per rivedere la copertura e prevedere una coibentazione fino ad oggi completamente assente. Per decenni guaina bituminosa e tegole o coppi hanno protetto le falde dagli eventi meteorologici, ora è venuto il momento di pensare anche all’isolamento termo acustico.

Mi capita sempre più frequentemente di leggere stratigrafie che propongono Stiferite e Celenit, le più misere solo Stiferite. Si parte dalla guaina esistente, senza rimozione, e si prosegue con gli strati dei pannelli: sul lato caldo la Stiferite e sul lato freddo il Celenit N.

In genere questi progetti riguardano la zona climatica E, qui da noi Stiferite e Celenit sono molto diffusi:

tetto-stiferite-celenit-01

tetto-stiferite-celenit-02

La nuova stratigrafia della copertura all’estradosso solaio falda in latero cemento è di fatto un pacchetto non traspirante compreso tra due manti bituminosi, quello vecchio esistente e quello nuovo – quindi la migrazione del vapore attraverso le strutture avviene in un solo senso e nel solo periodo estivo, quando l’eventuale vapore contenuto nello spessore della struttura torna in ambiente asciugando le falde (è il comportamento tipico di un lastrico solare orizzontale impermeabilizzato e coibentato all’esterno).

Sappiamo che il limite di trasmittanza di una struttura inclinata in zona climatica E deve essere inferiore a 0,24 W/mqK e già con 10 cm di Stiferite Class B ci siamo:

ecco la stratigrafia:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 solaio latero cemento 0,2400 0,660 840 1100
2 impermeabilizz bitume 0,002 0,170 1000 1200
3 STIFERITE CLASS B 0,100 0,026 1453 44
4 impermeabilizz bitume 0,002 0,170 1000 1200

ecco il valore di trasmittanza, secondo la norma tecnica UNI EN ISO 6946 (U è infatti una proprietà termica stazionaria):

Trasmittanza   U [W/m2K] 0,229

Ma potrei consigliare di rivedere la copertura applicando questa stratigrafia? Il committente che affronta l’inverno avrà certamente grandi soddisfazioni e tutti gli ambienti del sottotetto avranno un comfort fino all’anno prima sconosciuto, oltre che una bolletta del riscaldamento inferiore. Ma cosa succederà l’estate dopo?

Con poco più di 8 ore di sfasamento, il surriscaldamento degli ambienti sarà molto probabile, infatti la prestazione energetica estiva è Media e la qualità prestazione estiva è di III livello ( questo secondo il Metodo dei parametri qualitativi secondo Linee Guida Nazionali sulla Certificazione Energetica degli Edifici).

Basterebbe aumentare lo spessore della Stiferite? Cosa mai costerà qualche cm in più. Facciamo i pionieri, stracciamo il progetto dei 10cm e scriviamo Stiferite Class B spessore 200. Sì 20cm di coibentazione. Se non ne bastano 20…

ecco la stratigrafia:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 solaio latero cemento 0,2400 0,660 840 1100
2 impermeabilizz bitume 0,002 0,170 1000 1200
3 STIFERITE CLASS B 0,200 0,025 1453 44
4 impermeabilizz bitume 0,002 0,170 1000 1200

ecco il valore di trasmittanza:

Trasmittanza   U [W/m2K] 0,117

Non male! Chi avrebbe mai pensato di avere un giorno sopra la testa un tetto da 0,11? Questa è la Rolls Royce delle coperture!

Invece no. La Stiferite isola tantissimo e lo spessore è fantastico ma le sue doti estive non sono fantastiche, un po’ il calore specifico bassino e un po’ la poca densità del materiale, questa copertura d’estate non sarà proprio una Rolls Royce: la prestazione energetica estiva è diventata Ottima e la qualità prestazione estiva è di I livello, ma ancora con tutto questo spessore il Fattore di decremento (attenuazione) cioè Udyn/U è solo sceso a 0,18 (la quantità di calore che attraversa una struttura viene ridotta d’intensità (attenuazione) ed è ottimo solo se inferiore a 0,15).

Fattore di decremento (attenuazione) fd [-] 0,180
Ritardo fattore di decremento (sfasamento) ? [h] 12,25
Trasmittanza termica periodica |Yie| [W/m2K] 0,021

E’ tutto inutile, qui ci vuole un po’ di Celenit N che è lana di legno di abete rosso mineralizzata e legata con cemento Portland, quindi non è esattamente un pannello di fibra di legno che è un materiale solo coibente. Anche il Celenit N coibenta, non tanto quanto, ma isola termicamente anche lui (diciamo un 30% meno) perché la sua conduttività è 0,065 W/mK.

Con l’aggiunta di un pannello Celenit N di 5cm a 10cm di Stiferite Class B la prestazione estiva della copertura è più o meno allo stesso livello:

Fattore di decremento (attenuazione) fd [-] 0,176
Ritardo fattore di decremento (sfasamento) ? [h] 12,58
Trasmittanza termica periodica |Yie| [W/m2K] 0,034

Con l’aggiunta di un pannello Celenit N di 7,5cm a 10cm di Stiferite Class B la prestazione estiva della copertura è veramente migliorata:

Fattore di decremento (attenuazione) fd [-] 0,114
Ritardo fattore di decremento (sfasamento) ? [h] 14,77
Trasmittanza termica periodica |Yie| [W/m2K] 0,021

ecco la stratigrafia con l’aggiunta del Celenit:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 solaio latero cemento 0,2400 0,660 840 1100
2 impermeabilizz bitume 0,002 0,170 1000 1200
3 STIFERITE CLASS B 0,100 0,026 1453 44
4 Celenit N 0,075 0,066 1810 400
5 impermeabilizz bitume 0,002 0,170 1000 1200

ed ecco la trasmittanza, che naturalmente non è 0,11:

Trasmittanza   U [W/m2K] 0,181

Ma perché dovrei preferire una trasmittanza peggiore in favore di prestazioni estive migliori? Secondo me perché l’impianto di riscaldamento è comunque presente, produce calore per compensare le dispersioni invernali e acqua calda secondo necessità. Ma rinunciare al raffrescamento è possibile solo se gli ambienti non si surriscaldano in fretta e quindi una protezione ottimale dal caldo in copertura può evitarci l’installazione di impianti per raffreddare la mansarda.

Il Celenit N viene in soccorso della Stiferite offrendo una densità 10 volte maggiore e un calore specifico più elevato: 1810 J/kgK. Inoltre il pannello Celenit è veramente resistente e quindi ottimale per calpestare la copertura durante i lavori e posare la nuova guaina a fiamma.

In questo articolo non ho parlato di tanti altri materiali per coibentazione dei tetti, ma voglio ricordare ai lettori che se si sta cercando di realizzare una copertura con fantastiche prestazioni estive la stratigrafia deve preferire l’uso della fibra di legno che offre un calore specifico ineguagliabilmente elevato: ben 2400 J/kgK. Inutile dire che di meglio non c’è.


 



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Il mio condominio è obbligato alla contabilizzazione del calore?

Il D. Lgs. 102/2014 obbliga tutti gli edifici ad adottare i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione entro il 31 dicembre 2016: a partire dal 2017 scatteranno le sanzioni per la mancata installazione  e per la ripartizione delle spese del servizio di riscaldamento non conforme a quanto previsto.

D.LGS. 102/2014 – Attuazione della direttiva 2012/27/UE

se il riscaldamento o la fornitura di acqua calda vengono da un sistema di fornitura centralizzato entro il 31 dicembre 2016 si deve installare un contatore di fornitura di calore in corrispondenza dello scambiatore di calore collegato alla rete o del punto di fornitura.

E nei casi di impossibilità tecnica? Una bella relazione tecnica del tecnico abilitato!

Se l’uso di contatori individuali non è tecnicamente possibile o non efficiente in termini di costi, si devono installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun radiatore.

Un balzello burocratico o un modo per spingere i singoli utenti a rendersi conto dei propri consumi reali?

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Sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante

Negli ultimi 10 anni anche gli italiani hanno scoperto il comfort che offre un sistema radiante a pavimento. Quando funziona perfettamente il committente ne è felicissimo, ma quando c’è qualche problemino?

Sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante

Lo sapevate che…

  • in un sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante in polistirene espanso preformato la tubazione tra le bugne può essere posata con diversi interassi per l’adeguamento delle potenzialità alle esigenze individuali? (nei locali più piccoli o più scarsamente coibentati è opportuno che ci sia più tubazione possibile)
  • il sistema deve essere fornito di documentazione attestante la resa determinata mediante simulazioni numeriche alle differenze finite da organismo riconosciuto secondo EN 15377?
  • il sistema dovrebbe essere corredato di assicurazione coperta da Agenzia e/o Ente assicurativo senza limite di tempo su tutti i prodotti per difetti originari, di produzione, assemblaggio e/o progettazione, contro i danni involontariamente cagionati a terzi con un massimale assicurato unico di almeno euro 3.500.000,00?
  • i lavori di manutenzione ed installazione dovrebbero essere assicurati come sopra specificato con un massimale di almeno Euro 3.500.000,00?
  • le garanzie di assicurazione devono essere fornite in modo automatico alla consegna dei lavori senza ulteriori addebiti?
  • le campionature, schede tecniche e certificati del sistema devono essere forniti prima dell’inizio dei lavori per l’accettazione da parte della Direzione Lavori?
  • il pre-riscaldamento dovrà avvenire non prima di 21 giorni dalla posa di un massetto di tipo cementizio e non prima di 7 giorni dalla posa di un massetto a base di anidrite e comunque vanno seguite le istruzioni del fornitore del massetto stesso?
  • per evitare lo shock termico del massetto la temperatura di avviamento dovrà essere non superiore di 5°C rispetto alla temperatura esterna e dovrà essere aumentata di 2 o 3°C al giorno fino a raggiungere il valore di progetto. Il processo di avviamento del riscaldamento dovrà essere documentato.

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Domotica e riscaldamento

Si stima che entro il 2020 il mercato dell’automazione e del controllo della casa a distanza salirà oltre il 10% (ricerca di mercato pubblicata dalla società di ricerca MarketsandMarkets).

Domotica e riscaldamento

I sistemi domotici per smart home, che garantiscono il controllo centralizzato dei dispositivi sono un boom: c’è una sempre maggiore richiesta, da parte degli utenti, di soluzioni che permettano di gestire, in modo efficiente e semplice, le apparecchiature domestiche grazie all’affidabilità dei principali protocolli di comunicazione come KNX, DALI, e NEMA, e delle tecnologie wired e wireless, come BACnet, LonWorks, ZigBee, EnOcean, Bluetooth, Z-Wave, e Wi-Fi, che consentono una perfetta integrazione in rete.

Non sono sostenitore di complicazioni e impianti complicati, ormai lo sapete (già la vita non è semplice). Ma sento dai miei clienti un irrefrenabile desiderio di gestire il riscaldamento a distanza: è comune pensiero che staccare il riscaldamento perchè si esce di casa sia la manna dal cielo, il risparmio assoluto, l’efficienza che più efficienza non si può.

Non voglio portarvi degli esempi, non voglio nemmeno annoiarvi con i dati delle mie rilevazioni, non voglio fare il sapientone. Vi invito solo a provare: spegnete il riscaldamento perchè non siete in casa qualche giorno e poi riaccendetelo:

  • purtroppo non si risparmia, al contrario il consumo è maggiore.

Se avete una normalissima caldaia a metano potete fare una autolettura del gas e scoprire quanto io abbia ragione.

Questo è solo il primo aspetto negativo dell’interruzione del riscaldamento!

Quello che Vi sto per raccontare è ben più preoccupante, insidioso e costoso:

Non appena avrete tagliato il riscaldamento (OFF) succede una cosa che molti di voi non conoscono (una cosa inizialmente invisibile – solo inizialmente):

  • cessa il riscaldamento
  • il consumo di metano si ferma
  • gli ambienti cominciano a scendere di temperatura
  • le superfici interne abbassano ulteriormente la loro temperatura
  • le condense superficiali sono in agguato
  • tutte le zone più interessate da ponti termici perdono temperatura ancora più velocemente delle restanti superfici
  • qui le condense superficiali sono più più che in agguato
  • la ventilazione manuale attraverso le finestre è assente dal momento in cui si è spento il riscaldamento
  • l’umidità interna non sale perchè ce ne sia di più o perchè se ne generi di più
  • l’umidità interna sale perchè la temperatura dell’aria sta scendendo
  • l’aria con temperatura inferiore può contenere una quantità di vapore inferiore (senza condensare)
  • le condense superficiali non sono più in agguato, sono una realtà!
  • ecco che le finiture interne cominciano ad andare in sofferenza, gli aloni neri sulle superfici più fredde sono la prima visibile antiestetica conseguenza.

2015: ripetete con me <<mai più l’impianto di riscaldamento su OFF ! >>

La domotica lasciatela sugli scaffali dei negozi! Non ci serve. Il Vostro iPhone usatelo per fare buone foto! Il danaro risprmiato investitelo in ulteriore coibentazione!

Voi avete esperienze diverse? Raccontateci.

vale sempre il motto:

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La contabilizzazione nell’ impianto termico centralizzato

Tutti parliamo di risparmio energetico e quando abitiamo in un condominio con impianto centralizzato siamo convinti che nulla si possa fare:

valvole termostatiche impostabili

invece

in merito alla contabilizzazione di calore, l’articolo 5 del D.P.R. 551 rende obbligatoria la contabilizzazione del calore negli edifici di nuova costruzione.

secondo il D.P.R. 59 tutti gli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4 unità, in caso di ristrutturazione dell’impianto termico devono realizzare se possibile la contabilizzazione.

L’ articolo 4, comma 6, lettera f) del D.P.R.74 ricorda che in ogni singola unità immobiliare ci deve essere un sistema di contabilizzazione del calore e un sistema di termoregolazione della temperatura ambiente dell’unità immobiliare stessa dotato di un programmatore che consenta la regolazione almeno su due livelli di detta temperatura nell’arco delle 24 ore.

 E’ la norma UNI 10200 che indica il principio per la corretta ripartizione delle spese di riscaldamento e acqua calda sanitaria in edifici condominiali.

 La Direttiva 2012/27/UE indica che in maniera obbligatoria dovranno essere previsti sistemi di contabilizzazione per edifici residenziali centralizzati entro il 31.12.2016.

 Norma Regionale PIEMONTE : D.G.R. n° 85- 3795 del 27 aprile 2012 – scaduta 01.09.2014

L’ applicazione di queste normative possono permette risparmi energetici e quindi di spesa dei singoli condomini fino a un 40 % e infatti gli interventi necessari alla contabilizzazione possono essere detratti fiscalmente al 50% o al 65 %.

vale sempre il motto:

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Una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale

Studi tedeschi indicano che 3/4 degli impianti di riscaldamento consumano più del dovuto. La bolletta energetica confrontata con quella di 13 anni fa, sembra raddoppiata. Sì molta parte è dovuta all’aumento dei combustibili, ma se più di tre quarti degli impianti di riscaldamento consuma troppa energia cosa possiamo fare?

valvole termostatiche impostabili

Evitiamo il tema delle ripartizioni dei costi di riscaldamento e di acqua calda sanitaria negli impianti centralizzati dei condomini e anche quello dei costi energetici riferiti alla pessima coibentazione delle tubazioni (il 45% dei consumi complessivi).

Quasi tutte le caldaie sono impostate in modo errato e quindi consumano troppa energia. Un sondaggio della società di consulenza energetica co2online dice che solo una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale.

valvole termostatiche impostabili

  • Nelle vostre caldaie è stata impostata correttamente la curva climatica?
  • funziona la sonda esterna – sempre che vi sia?

La curva climatica impostata correttamente permette all’acqua che scorre nei radiatori di avere una temperatura corretta in funzione delle condizioni climatiche esterne. Si deve indicare la curva climatica corretta in funzione al fabisogno energetico dell’edificio abbinato alla tipologia impiantistica da voi utilizzato.

valvole termostatiche impostabili

  • è stata determinata la potenza termica richiesta in ogni ambiente?
  • sono corrette le vostre abitudini di ventilazione?
  • è stata regolata la temperatura di mandata ottimale del radiatore esistente e quindi l’acqua di riscaldamento di mandata della caldaia?
  • è stata calcolata la prestazione ottimale della pompa in base alla distribuzione delle tubazioni e alle sue resistenze al flusso?
  • sono state regolate le valvole termostatiche – sempre che vi siano?

Se il vostro idraulico di fiducia vi ha preparato un preventivo da paura per le nuove valvole termostatiche, acquistatevele da soli! anche le più ricche di funzioni hanno un prezzo veramente basso:

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Casa nuova, impianto nuovo

Quando l’involucro dell’edificio è performante…

nuova casa nuovo impianto-

Parliamo che si capisca tutti…  Quando la coibentazione della casa ha buoni spessori, e le dispersioni invernali sono molto ridotte, va a finire che il fabbisogno per riscaldamento incide magari per un 25 % circa, l’acqua calda sanitaria per un 40 % circa (mettiamo un po’ meno di 20 litri/giorno a 42 °C per persona) e l’eventuale raffrescamento per un 35 % circa dell’energia che consumiamo.

nuova casa nuovo impianto-

Il solito dilemma è scegliere la tipologia impiantistica più idonea e corretta: ogni scelta porterà alcuni vantaggi e alcuni svantaggi.

Ci sono committenti che partono a priori con un’idea fissa dell’impianto che sarà. Io ricordo sempre che quando avremo stabilito le caratteristiche dell’edificio, quello sarà il momento di parlare di progettazione d’impianti!

Ma come ragionare sugli impianti?

nuova casa nuovo impianto-04

Beh, il periodo di riscaldamento e raffrescamento saranno notevolmente ridotti, paragonando le esigenze di un edificio tradizionale molto disperdente, quindi anche l’impianto dovrà essere molto dinamico nel funzionamento!

Dinamico vuol dire che se ho bisogno di energia, la voglio, e subito! Non voglio inerzia, non mi serve! Il sogno di tutti noi abituati a case che necessitano di energia continuamente è il riscaldamento a pavimento.

Il riscaldamento a pavimento è veramente adatto ad una casa ben isolata?

nuova casa nuovo impianto-

che magari ha anche ottime vetrate con corretta esposizione? O si dovrebbe valutare un impianto a soffitto radiante? o a parete radiante? e a radiatori no? o a ventilconvettori?

Lanciamo la monetina? chiediamo a Mario? l’amico che sa tutto? E la figura del termotecnico Vi sembra proprio una spesa inutile? Chi meglio di lui può aiutarci ad analizzare i bisogni impiantistici della nostra nuova casa?

I sistemi di climatizzazione a scambio convettivo, che è maggiore per ventilconvettori (minore per radiatori e nullo per i radianti) sono molto reattivi: riescono a influire velocemente sulla temperatura dell’aria ambiente!

Con questi sistemi reattivi è possibile correggere la temperatura ambiente e di conseguenza quella operativa per portarla al valore ideale molto in fretta. Anche d’estate, se ci sono vetrate grandi, magari senza ottimi ombreggiamenti esterni o magari non correttamente posizionati manualmente, può capitare di aver bisogno di un impianto rapido nel riportare le condizioni ambientali ideali.

nuova casa nuovo impianto-

I sistemi radianti a pavimento sono una soluzione certamente ottimale per il comfort, ma immaginate se nessuno si è ricordato degli ombreggiamenti manuali… anche d’inverno, con belle giornate di sole, si va dritti verso il surriscaldamento dei locali, anche a 28 °C con cielo blu. E un bel massetto caldo di una casa ben isolata non si raffredda tanto facilmente!

nuova casa nuovo impianto-08

Per fare un esempio, se durante la notte il radiante a pavimento, con la sua temperatura, mantiene i 20 °C in ambiente (temperatura esterna 2 °C) e alle 10 della mattina entra il sole, il termostato ambiente si spegne – ma l’inerzia del pavimento già caldo non permette di assorbire la radiazione solare che passa dal vetro del serramento creando in questa maniera un surriscaldamento molto veloce e fastidioso.

nuova casa nuovo impianto-07

Il pavimento radiante, il tepore sotto i piedi, tanto a lungo sognato forse non è una buona scelta per la nostra nuova casa!

nuova casa nuovo impianto-05

I sistemi radianti a parete e a soffitto sono più lenti a modificare la temperatura dell’aria rispetto ai ventilconvettori e ai radiatori, ma sono più veloci rispetto al pavimento radiante.

E allora, devo tirare la monetina per decidere tra radiante a soffitto e radiante a parete? o per decidere di installare dei piccoli radiatori? e questi, in che punto li devo collocare per avere più comfort? quante colonne devono avere? posso prendere quelli nuovi belli e sottili che ho visto in alcune riviste?

Credo proprio che un buon termotecnico sia quello che ci vuole! E poi se il progetto di impianti non lo redige lui, che proposte riceverò dagli impiantisti direttamente? Di tutte e di più!

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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nuovo Libretto di impianto

In materia sono ignorante anch’io, ma ho letto che il D.M. 10/02/2014 ha pubblicato i nuovi format di “Libretto di impianto” per tutti gli impianti termici di climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria (ACS) e di “Rapporto di efficienza energetica”, entrambi applicabili dal 01/06/2014.

Questo nuovo Libretto di impianto si applicherà a tutti gli impianti per la climatizzazione, anche estiva, e per la produzione di acqua calda sanitaria.

Il nuovo Rapporto di efficienza energetica andrà compilato in occasione degli interventi di controllo e manutenzione.

Il libretto di impianto può essere scaricato in formato pdf da qui.


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Voglio avere la targhetta CasaClima

<< La mia casa sta venendo così bene.. e la coibentazione è diventata così spinta.. che quasi quasi mi viene voglia di chiedere la targhetta CasaClima. In fondo anche la targhetta della classe energetica ha il suo fascino – e poi un giorno magari la casa vale di più >>.  Sono frasi ricorrenti queste – il committente che è stato contagiato dal virus del risparmio energetico diventa lui stesso portatore sano della filosofia CasaClima.

targhetta CasaClima

Ma qual’è il corretto iter per ottenere la targhetta CasaClima?

Ma che costo ha la targhetta CasaClima?

E alla fine, quanto potrà costare seguire tutto il programma per arrivare alla certificazione Casa Clima?

Qualsiasi studio di progettazione è in grado di seguire l’iter della certificazione Casa Clima?

Secondo la Direttiva di Bolzano, l’iter burocratico è da svolgere PRIMA e non dopo aver costruito la casa.

Questo punto è fondamentale se si pensa ad una certificazione Casa Clima Bolzano con relativa targhetta energetica da attaccare sulla casa: non è possibile pensare e fare la Pratica Casa Clima al termine dei lavori!

 La tariffa per la certificazione CasaClima “standard” si calcola sulla base della superficie netta riscaldata da calcolo CasaClima (la superficie sarà verificata dall’Agenzia CasaClima durante l’iter di certificazione).

 Per una superficie riscaldata netta fino a 300mq ad esempio, la tariffa da pagare all’Agenzia è pari a 1.500 €.

 L’iter di certificazione CasaClima si suddivide in due fasi distinte:

  • Pre-Certificazione (Fase A): controllo e validazione preliminare del progetto
  • Certificazione (Fase B): controllo cantiere e certificazione del progetto

 La tariffa all’ Agenzia KlimaHaus si pagherà così:

  • Pre-Certificazione (Fase A): 60% dell’importo complessivo della certificazione
  • Certificazione (Fase B): 40 % dell’importo complessivo della certificazione

 Al ricevimento della documentazione richiesta per avvio dell’iter di certificazione (rif. Direttiva tecnica vigente) l´Agenzia CasaClima emetterà l’ordine di pagamento pari a quanto richiesto per la Fase A (Pre-Certificazione); l’incasso dell’ordine di pagamento darà l´avvio all’iter di certificazione.

CasaClima KlimaHaus – in fase di certificazione

Con l’incasso dell’ordine di pagamento della fase di pre-certificazione (Fase A) sará rilasciato al referente del progetto CasaClima il Logo ufficiale “CasaClima KlimaHaus – in fase di certificazione” che potrá essere utilizzato a scopi pubblicitari esclusivamente per il progetto per il quale si è richiesta la certificazione e secondo le specifiche contenute nel manuale d’uso che sará rilasciato con il logo stesso.

Per la certificazione CasaClima di edifici con una superficie fino a ( < ) 500 m² sono inclusi due sopralluoghi.

 La pratica però non va avanti da sola grazie al primo bonifico: ci vuole il Tecnico che sviluppa la Pratica Casa Clima!

Il tecnico dovrà svolgere la seguente mansione con un relativo costo di Progettazione :

  • il Modulo di Richiesta (da inviare in formato cartaceo e digitale)
  • la Lettera d’impegno
  • il Calcolo CasaClima (da inviare in formato cartaceo e digitale), utilizzando la versione piú attuale del programma di calcolo CasaClima (Direttiva Tecnica CasaClima ).
  • il Progetto CasaClima (da inviare in formato cartaceo e digitale) che contiene:
  1. la Planimetria con l’esatta indicazione del Nord geografico
  2. la Pianta di tutti i piani con evidenziate le superfici riscaldate con descrizione dell´involucro edilizio termico (tutti quegli elementi costruttivi del volume interno riscaldato che confinano con l´aria esterna, con i vani non riscaldati o con il terreno),
  3. le Viste delle facciate con indicazione degli elementi strutturali inseriti nel calcolo CasaClima;
  4. le Sezioni quotate con l´indicazione delle zone riscaldate e dei vani non riscaldati (indicare chiaramente i vani non riscaldati, i vani del tetto e dei locali attigui eventualmente non riscaldati) e possibili ombreggiature;
  5. i Dettagli in scala delle stratigrafie dei singoli elementi costruttivi inseriti nel calcolo;
  6. i Particolari costruttivi dell’attacco dei balconi, raccordo parete esterna – finestra e/o porta finestra, raccordo cassonetto – parete esterna, solaio piano interrato o contro terra– parete esterna, trave – pilastro verso l’esterno, tetto (ed in generale di tutti quei punti che possono costituire ponte termico), al fine di valutarne la corretta progettazione dei dettagli;
  7. una Breve descrizione delle soluzioni adottate e delle tecniche utilizzate per evitare i ponti termici.
  • Il file .dwg/.dxf dovrà essere in scala 1:1 (1 unità = 1 mt) in tutte le sue parti. Anche i dettagli costruttivi dovranno essere rappresentati nella stessa scala.
  • l’ Impianto di Ventilazione Meccanica Controllata (se esistente) con Breve descrizione dell’impianto di ventilazione: in pianta ed in sezione indicare con progetto il percorso dei condotti della ventilazione. Le principali caratteristiche dei condotti e le loro dimensioni, apparecchi di immissione ed espulsione; il livello di assorbimento sonoro previsto; la Descrizione dei ventilatori, caratteristiche delle prestazioni e della propria efficienza energetica; il Calcolo delle portate d’aria per i vari vani riscaldati; (i dati devono essere presentati sia in forma cartacea che in forma digitale).
  • Foto documentazione:
  1. Accurata foto documentazione delle principali fasi di costruzione e dei dettagli rilevanti ponendo particolare attenzione alla messa in opera degli elementi costruttivi: isolamento, finestre, attacco ultimo solaio-tetto, ecc. Nella foto documentazione vanno indicati, con l’utilizzo di metro, gli spessori dei materiali posati.
  2. Ogni particolare costruttivo va accuratamete foto documentato.
  3. Un esempio di come deve essere presentata la Forodocumentazione è scaricabile dal sito dell’Agenzia, clicca qui.

(Le foto fornite dovranno avere una risoluzione tale da consentire una adeguata lettura dei particolari e degli spessori misurati)

  • Check-list contenente i presupposti per ottenere la targhetta CasaClima;
  • Schede tecniche dei materiali, porte, finestre utilizzati;
  • Certificati di prova (non autodichiarazione del produttore!!) di tutti i materiali, porte, finestre utilizzati che abbiano un valore (U nel caso di finestre e porte) che superino i valori indicativi (vedi Servizi/Download documenti); i prodotti devono essere marchiati secondo la legislazione marchio CE;
  • Breve descrizione delle soluzioni adottate e delle tecniche utilizzate per risolvere i ponti termici;
  • Crono – programma delle fasi del cantiere in cui si evidenzi le fasi cruciali ai fini della Certificazione CasaClima (posa dell´isolamento termico, posa dei serramenti, eliminazione dei “ponti termici” ecc.)
  • Delega (mandato o autorizzazione) del committente al fine di effettuare sopralluoghi in qualsiasi momento del cantiere e nell’edificio, sotto la propria responsabilità, per misurare, verificare e documentare l’avanzamento dei lavori con fotografie o con altri metodi, comprendendo tutti gli aspetti riferiti al marchio di qualità;
  • Bolle di consegna, etichette del pacco e del prodotto o ricevute che identifichino tutti i principali materiali utilizzati.
  • Documentazione digitale su Cd contenente:
  1. Programma di calcolo;
  2. Progetto CasaClima (*.dwg, *.dxf dell’intero Progetto CasaClima e stampa in *.pdf con esclusione della parte relativa ai particolari costruttivi)
  3. Impianto di ventilazione meccanica controllata (*pdf, *jpg, *doc);
  4. Altra documentazione (*pdf, *jpg, *doc).

E’ certamente una montagna di ore da dedicare a questo fidanzamento con l’Agenzia Casaclima. Alcuni studi di progettazione sono ormai abituati a queste pratiche e conoscono ottimamente l’iter da seguire.

Per cercare di dare un’idea di spesa aggiuntiva per questo percorso della certificazione CasaClima si potrebbe dire altri 4.000 € e a questa cifra si dovranno poi aggiungere le spese per sopralluoghi che dipendono dal luogo e dal numero di sopralluoghi necessari e quindi dalla capacità dell’impresa di lavorare bene senza richiedere continue assistenze in cantiere.

Tiriamo le somme:

La targhetta CasaClima è senz’altro sinonimo di garanzia: la mia casa è stata veramente fatta come l’Agenzia CasaClima comanda. La targhetta sullo stipite è lì a riprova di tutti gli sforzi fatti e del traguardo raggiunto.

La casa “targhettizzata”, a pari caratteristiche della gemella di fianco, avrà anche un valore sul mercato immobiliare superiore, proprio perchè garantisce di essere qualitativa – e risparmiosa.

Allora? Dobbiamo fare o no questa certificazione?

  1. Di certo non sono soldi buttati al vento. Quattro occhi vedono meglio di due! Il progetto e la sua realizzazione sono stati due volte verificati.
  2. Di certo il nuovo proprietario di casa aveva il sogno di avere davanti anni sereni, con piccoli costi per riscaldamento. Dalle migliaia di euro spesi per riscaldare la casa precedente passerà alla sua CasaClima che per riscaldamento richiede solo due-tre-quattrocento euro all’anno: un bel risparmio!  Peccato che i primi 15-20 anni di spese di riscaldamento sono già stati spesi per pagare la certificazione.





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  questo articolo è stato scritto da federico sampaoli e diretto dal termotecnico marco de pinto,

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Riscaldare casa con la legna significa…

Riscaldare casa con la legna significa fare o acquistare legna. Nella nostra stufa Scan di medie dimensioni entra solo legna tagliata da 25.

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Solitamente prendo faggio, poi del giardino taglio ogni ramo da me.

A proposito della stufa, tempo fa avevo descritto il modo migliore di gestire accensione e il fumo. Se vuoi leggi il mio articolo Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere.

Torniamo alla legna – noi abbiamo le scale in casa e ce la portiamo su a ceste, come nel medioevo. Chi ha una casa su un unico piano può trasportare e stoccare un generoso quantitativo di legna in modo molto più efficiente. Le belle immagini di questo porta legna su ruote parlano da sole:

porta legna su ruote porta legna su ruote-02

Le misure sono H: 110 cm W: 42 cm D: 58 cm., porta 60 kg di legna

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Passare dalla caldaia a condensazione alla pompa di calore

Come dare una risposta professionale a questa domanda?

Nel 2008

  • ho coibentato la mia abitazione con intonaco termoisolante
  • ho fatto installare serramenti adeguati e vetri termici
  • ho installato un impianto fotovoltaico per 4,3 kw
  • ho installato una caldaia a condensazione, purtroppo con molti problemi.

Nell’estate 2013 ho deciso di cucinare ad induzione ed ora vorrei poter eliminare completamente l’utenza del gas optando per una pompa di calore in grado di gestire riscaldamento e produzione di acqua sanitaria.

Un tecnico consultato mi ha sottoposto costi elevatissimi – circa 19.000 euro – con la necessità di modificare anche l’impianto radiante a pavimento.

Passare dalla caldaia a condensazione alla pompa di calore

Al momento mi sono convinto dell’opportunità di separare produzione acqua sanitaria con apposita pompa di calore, dal riscaldamento e dal raffrescamento per il quale vorrei installare un climatizzatore multisplit ad alta efficienza energetica. Che fare?

La zona climatica è D-E, Umbria.

Dunque,

in linea di massima l’ impianto di riscaldamento a pavimento non deve subire alcuna variante o modifica per ricevere una pompa di calore. Nel caso l’ abitazione presentasse un impianto di riscaldamento con radiatori l’edificio andrebbe coibentato di più e poi si potrebbe installare la pompa di calore.

Ma facciamo un po’ di chiarezza

  • un pompa di calore per la sola produzione di acqua calda sanitaria (capacità 300 litri) può costare indicativamente fornita e posata circa 3.300 € escluse opere murarie per predisporre tubazioni di espulsione e presa aria esterna
  • una pompa di calore capace di soddisfare la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento, escluse opere edili, fornita e posata costerà intorno ai 15.000 € + altri 500 € per il nuovo contatore elettrico dedicato. Il tecnico consultato non ha sbagliato ad indicare la cifra di 19.000 €.

La valenza di una pompa di calore, rispetto alla sua attuale caldaia, dipende dal consumo economico attuale di energia.

Predisporre un impianto multisplit con circa 3 terminali può costare fornito e posato circa 4.500 €, opere elettriche comprese, opere edili escluse, quindi la pompa di calore costerebbe, decurtando questa spesa, circa 10.000 € e se si tiene conto anche della pompa di calore per la sola acqua calda sanitaria, la differenza di spesa sarebbe intorno ai 7.000 €.

La scelta deve essere fatta in funzione delle disponibilità economiche, del comfort richiesto (basso comfort con multisplyt), e del calcolo economico del progettista.

Sicuramente se si vuole una pompa di calore per acqua calda sanitaria e multisplyt opterei immediatamente per una pompa di calore generale: una sola manutenzione. Interessante in questo 2014 è la possibilità di accedere al contributo statale 65 % in 10 anni oppure al conto termico. E’ da tenere presente anche la spesa del tecnico ed eventuali domande al comune.

La scelta va fatta con calcoli economici.

Leggete anche Pompe di calore e detrazioni 55-65%, da Enea nuove FAQ

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espertocasaclima sostiene Avaaz, il clima è nelle nostre mani

Tra 24 mesi la Conferenza di Parigi stabilirà le sorti delle battaglie contro il cambiamento climatico. 24 mesi per far eleggere i leader giusti, portarli a Parigi, dar loro un piano e poi fare in modo che mantengano le promesse. Smettiamola con il fatalismo che niente può cambiare.

Come per tutto, servono soldi… Ma che ne pensereste se invece che soldi parlassimo di promesse di donazione fino al vertice parigino? si addebiteranno le donazioni solo se verrà raggiunto l’ obiettivo… l’obiettivo dei 50mila sostenitori.

Il fatalismo, oltre che inutile, è anche incompetente. Dobbiamo convertire le nostre economie fondate su petrolio e carbone verso fonti di energia alternative e fare le stesse cose consumando meno. Ricordate che ogni abitazione potrebbe consumare 1/4 di quanto sta consumando oggi, con le giuste decisioni in fatto di isolamento termico.

Avaaz è tra le poche organizzazioni di pressione a livello globale a poter fare pressione sui politici.

Il presidente francese Francois Hollande presiederà il vertice, facciamogli sapere cosa vogliamo da lui!

Distruggiamo la macchina della disinformazione sul tema del cambiamento climatico, informiamoci al meglio! Torniamo a leggere anzichè utilizzare qualche inutile passatempo!

Sono certo che di fronte a una catastrofe di proporzioni planetarie, 195 governi in una stanza possono rivelarsi semplicemente degli incompetenti con la scusa che non esiste una soluzione reale.

Bisogna muoversi! C’è bisogno di decine di migliaia di promesse di donazione!

Durante l’ultima conferenza sul clima a Copenaghen, nel 2009, i membri di Avaaz erano 3 milioni, oggi sono 31 milioni.

Il cambiamento climatico è forse il problema più grave a livello globale e richiede la cooperazione di tutti. Con milioni di membri uniti dallo stesso ideale, Avaaz potrebbe diventare lo strumento migliore per un’azione collettiva: l’occasione per non farci rimproverare dai nostri figli – un giorno. Diamoci da fare.

Da grande farò il taglialegna

Il nostro governo fa manovre senza pensare? Ci sono agevolazioni fiscali che interessano stufe  e camini, ma di riflesso il nostro paese è diventato il primo importatore  di legna da ardere, +15% quest’anno ( 3,5 miliardi di kg - dati Istat relativi ai primi mesi 2013).

6 milioni di stufe e camini funzionanti, ma è tanta la convenienza economica di questa forma di energia? Se la legna fosse italiana farebbe bene anche al nostro paese!

La legna ti scalda 3 volte, dicevano i vecchi:

  • quando la tagli
  • quando la metti in ordine
  • quando la bruci

noi italiani la bruciamo e basta, gli altri paesi ce la tagliano (e si scaldano), la mettono in ordine (e si scaldano), e ce la vendono (e noi peggioriamo la nostra bilancia dei pagamenti).

Il nostro patrimonio forestale viene utilizzato quasi al 15% della ricrescita annuale (65% in Germania). Forse il governo italiano deve ripensare la sua strategia energetica, se ha mai avuto una stratgeia..

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Ritornare al bosco non è fare marcia indietro! è andare avanti!

 Io ho un giardino piccolo, nessun boschetto. Le potature le faccio da me e non c’è un ramo che non venga tagliato, messo a stagionare, bruciato. Il resto lo acquisto, faggio tagliato corto (150€ a bancale, circa 1300kg di legna).

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Sostituire il generatore di calore esistente, costi – benefici

Nel momento in cui ci rivolgiamo all’impiantista per dare una soluzione alla nostra intenzione di cambiare la fonte di riscaldamento, per fiducia o per tradizione, abbiamo già rinunciato ad una serie di riflessioni che dovrebbero sempre essere fatte prima delle “grandi decisioni”.

La figura del termotecnico non è una voce di spesa in più, un balzello del nuovo modo di progettare, è una figura imparziale che può aiutarci nelle scelte e nelle corrette valutazioni impiantistiche ed economiche: una figura indispensabile.

Abbiamo già le nostre convinzioni? Nutriamo forti antipatie per alcuni sistemi di riscaldamento? Confidiamoci con lui, non è persona sorda. Se il committente che si rivolge a me per la scelta della coibentazione interna mi scongiura di non proporgli una complicata stratigrafia con pannelli in fibra di legno, posso anche spiegare bene come lo strato funzionale interno al pannello garantisca un buon comportamento della migrazione del vapore, ma poi devo offrire una soluzione adatta al cliente e alla sua casa, perchè non è casa mia, pur ragionando come se la fosse.

ANALISI COSTI E BENEFICI

L’analisi costi–benefici è lo strumento di riflessione per gli investimenti da fare  e ci aiuta a ragionare, promuovere o sviluppare le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica dell’edificio.

L’analisi costi-benefici nasce per confrontare:

  • soluzioni tecniche alternative
  • in relazione con le analisi di redditività degli investimenti.

e per riuscire a orientarsi nella scelta tra i possibili investimenti ( in funzione del profitto netto che ci si aspetta di ricavare dall’investimento stesso).

pellets

Sostituire il generatore di calore esistente (magari funzionante a gasolio), consente, a fronte dei maggiori costi iniziali di investimento, (considerando l’aumento annuale del costo dei combustibili ) un vantaggio economico nel tempo?

gasolio riscaldamento

L’aumento in percentuale del prezzo del gasolio medio annuo (medio di 8 anni) è 8,3 %

ANDAMENTO DEI PREZZI DI GASOLIO 2005:2013

Questa può essere una delle molte domande che ci si pone, e il commento di un impiantista è senz’altro accompagnato da tanta esperienza, ma abbiamo bisogni di calcoli per un’analisi completa.

E’ chiaro che saranno presi in considerazione solo i progetti che presentano una redditività superiore al tasso di interesse bancario.

In primo luogo si determinano i progetti “fattibili” (quelli che sono più redditizi del tasso di interesse bancario), poi si seleziona il più favorevole, ovvero quello più vantaggioso.

Prevedere un generatore di calore funzionante a pellets? Ecco il confronto percentuale di costo energetico del solo combustibile:

GASOLIO 100 %  -  PELLETS 42.4 %

A parità di energia fornita,

  • quale sarà la differenza di costo annuo tra gasolio e pellets?
  • a quanto ammonta il risparmio annuo?
  • e la valenza del costo di investimento iniziale?
  • il tempo di ritorno dell’investimento?
  • ed il valore attualizzato netto VAN considerando gli interessi passivi, attivi ed il tasso di inflazione dei costi energetici?

Cos’è il VAN?

Il VAN quantifica il risparmio accumulato dell’investimento in un determinato numero di anni (anni di funzionamento ad esempio del generatore nuovo) . Calcola la successione dei ricavi negli anni in modo da attualizzare ad oggi il totale dei ricavi: il denaro disponibile in futuro al valore attuale.

Se scopriamo che il nuovo generatore di calore offre un tempo di ritorno di 6 anni possiamo stare certi che il pareggio dei costi d’investimento e il risparmio conseguente avviene dopo il 6° anno.  Ma il nuovo impianto non viene demolito al 6° anno, magari lavorerà 20 anni, e nei 14 anni successivi ai primi 6 permetterà di accumulare un bel risparmio. Il famoso VAN. Conoscere questa cifra è fondamentale per la decisione da prendere: il risparmio accumulato al 20° anno sarà di 30.000€, 60.000€ oppure 90.000€ ? E’ bene conoscere questa cifra! Ne va dell’economia familiare futura!

  • Per la trasformazione della centrale termica esistente funzionante a gasolio in una nuova funzionante con combustibile PELLETS, quale sarà la spesa? 10.000€, 20.000€ oppure 30.000€ ? Questa sì che è una domanda da girare all’impiantista, sapendo però dal nostro Termotecnico quale impianto vogliamo preventivare!
  • Per la progettazione Termotecnica quale sarà la spesa? 1.000€, 2.000€ oppure 3.000€ ?
  • Per la pratica ISPESL quale sarà la spesa? 400€, 600€ oppure 800€ ?

Anche la Detrazione Fiscale dev’essere attualizzata ad oggi: se la detrazione fiscale attualizzata ad oggi vale ad esempio 17.000€ possiamo definire la seguente sottrazione :

Costo di investimento – 17.000 €

  • Per la pratica di Detrazione Fiscale 50% 55% 65% quale sarà la spesa? 350€, 550€ oppure 750€ ?

Questo beneficio incide molto: il tempo di ritorno dell’investimento e il VAN vanno ricalcolati in relazione alla detrazione fiscale: e si potrebbe scoprire che il tempo di ritorno dell’investimento scende da 6 anni a 4 anni…

>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato dal Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Buona pompa di calore = buon impianto ?

Siamo reduci di notti insonni per la scelta del tipo di PdC, e dobbiamo di nuovo spaccarci la testa per decidere marca e modello della pompa di calore?

Dobbiamo, e non è finita.

impianto pompa di calore

Purtroppo per ottenere un ottimo impianto a pompa di calore non è sufficiente un’eccellente pompa di calore.

  • conoscete bene vantaggi e svantaggi del sistema pompa di calore?
  • conoscete i limiti della pompa di calore? nonchè le variabili di sorgente quali aria, terra e acqua?
  • pensate che i dati forniti dal costruttore siano quel che basta?

I costruttori di pompe di calore possono fornire molti dati importanti, ma non esiste, o quasi, un progetto standard da replicare:

  • ogni impianto a pompa di calore richiede un progetto per sfruttare e prelevare le massime prestazioni della vostra pompa di calore.

Non basta leggere il COP, il COP identifica la prestazione di una pompa di calore, intesa come rapporto fra potenza termica fornita dalla PdC al vostro impianto e l’energia elettrica  necessaria . In parole povere un COP pari a 3 significa che abbiamo prelevato dal nostro contatore di energia elettrica 1kWh e ne abbiamo sottratto gratuitamente dalla natura 2 kWh (a certe condizioni di temperatura impianto e sorgente esterna (aria, terreno, acqua)).

Chiariamoci le idee con un esempio:

Un’abitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a pavimento

Un’altra bitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a radiatori

Due case identiche, con impianti diversi, ma entrambe con pompa di calore ARIA-ACQUA di 6kW con una temperatura esterna di +7°C esterni.

Consideriamo che il carico termico massimo si ha per 18 °C ambiente lasciando il resto fornito dagli apporti interni, e solari: la potenza di picco della casa è pari a ca. 5 kW

  • l’impianto radiante a pavimento lavora a 35°C
  • l’impianto a radiatori lavora a 55°C

Se scegliamo il riscaldamento a pavimento la pompa di calore funziona ed è bilanciata per quasi tutto il periodo invernale, se invece installiamo i radiatori, che lavorano ad una temperatura più alta ( a 55 °C ) quando all’esterno ci sono solo 2 °C  la nostra pompa di calore risulta sottodimensionata:

pompa di calore impianti a confronto

Lo vediamo chiaramente nel grafico sopra (ascissa = temperatura aria esterna,  ordinata Watt): la scelta dell’impianto è molto importante rispetto al fabbisogno dell’edificio.

Se ci facciamo progettare la coibentazione, dopo l’involucro facciamoci progettare gli impianti: i soldi della progettazione non sono un costo in più, solo sbagliare è un costo in più.

>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato dal Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere

Inutile stagionare bene la legna se accendiamo male la nostra stufa.

legna conservazione

Da qualche anno ho scoperto che accendere la legna in modo corretto provoca meno fumo, è più facile e le fiamme durano un pizzico più a lungo.

accensione corretta legna stufa letto caldo

Facciamo un passo indietro mentre la prima pigna comincia a bruciare.

Preparare la stufa pulendo il cassetto e liberando il fondo in modo che l’aria passi dalla griglia è sbagliato. Sono anni che non apro più il cassetto della cenere (so che non faccio più passare l’aria di lì), l’ho svuotato, pulito e richiuso – per sempre. Addio aria primaria! mi pare che si chiamasse così…

accensione corretta legna stufa letto caldo

Ecco! il fuoco comincia a bruciare la seconda pigna! Dicevo… che è sbagliato liberare il fondo dalla cenere per far passare l’aria dalla griglia. Lasciate la cenere e qualche bronza fredda lì dov’è. Preparate la nuova legna e accendete.

accensione corretta legna stufa letto caldo

Non mettete mai meno di tre ciocchi – due bruciano malino da soli. Continuate a non pulire il fondo e nel giro di qualche giorno, anche usando la stufa solo nel pomeriggio, si ottiene un bel “letto caldo” di cenere. A questo punto per voi, e la vostra stufa, comincia una nuova vita! Voi avrete meno da pulire, da preparare, da buttare in giardino e la stufa si accenderà come un computer (anzi meglio! come un Apple!). Fumo e parolacce saranno solo un ricordo!

accensione corretta legna stufa letto caldo

Le pigne bruciano già bene.  Questo letto caldo che vi ho appena descritto diventerà ogni giorno un po’ più alto, la cenere continua però a bruciare e ribruciare diminuendo consistentemente il proprio volume. Alla prossima accensione compatterete un po’ la cenere del fondo con una paletta in ferro (occhio che sotto c’è il vulcano!).

L’aria della griglia ovviamente manca, però avete lo sportello aperto! Non occorre spalancato (è così solo per il servizio fotografico che ho preparato!), bastano 4-5 cm con le deboli prime fiammelle, non meno altrimenti c’è troppo tiraggio e le fiammelle tremano e si arrabbiano.

accensione corretta legna stufa letto caldo

Senti già tre sole pigne come scaldano! La natura ci ha preparato proprio ogni cosa. La ringrazieremo mai abbastanza?

accensione corretta legna stufa letto caldo

Adesso ha preso! Tutto brucia benissimo. Da sopra le fiamme accenderanno anche la legna in basso, con calma, con calma. Non una nuovoletta di fumo! Hè hè… non ci credevate vero?

Prima vi ho consigliato questo letto caldo di cenere. Pensate che arriverete a bruciare anche 1400 kg di faggio da 25 cm svuotando la cenere dal fondo con la palettina non più di 4 volte. Ve lo immaginate? Io in un anno butto nel compost 5-6 sacchetti del pane colmi di cenere. Prima ero lo “spazzacamino” della mia stufa, adesso sono un uomo fortunato, che la accende, ascolta i primi crepitii e versa del vino nel bicchiere.

accensione corretta legna stufa letto caldo

 Ci prenderete la mano e imparerete il momento giusto per chiudere lo sportello senza pericolo che il fuoco cali. Dopo un po’ le fiamme saranno veramente forti: è tempo di chiudere anche l’aria secondaria, da me è una levetta in basso a sinistra.

accensione corretta legna stufa letto caldo

 Quando la stufa sarà bella rossa e senza fiamme godetevi il caldo migliore! Se volete aggiungere legna potete farlo senza accensione, anche il mattino seguente! Il letto caldo vi avrà conservato qualche pezzettino ancora rovente: ne ammucchierete insieme qualcuno mentre compattate la cenere e in una mezz’oretta voilà il nuovo fuoco è già qua.

accensione corretta legna stufa letto caldo

 Accomodatevi, ora sapete tutto quel che ho imparato io.

rendimento-stufa-legna

Siamo a primavera, e questo articolo potevo ben scriverlo prima, lo so! Ma il tempo si è guastato, piove e tira vento. E’ l’occasione di mettere in pratica tutto quello che avete letto!

Sul vino non do consigli, anzi se volete mandarmi una bottiglia della vostra cantina per sdebitarvi dei buoni consigli ricevuti, non mi offendo mica.

accensione corretta legna stufa letto caldo

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Accensione Impianti Termici: è sensato il limite massimo consentito?

Un lettore, Alberto, scrive che nel condominio dove abita attualmente il riscaldamento (caldaia tradizionale a gas di circa 75 kW non a condensazione) è acceso dalle 06:00 alle 23:00 con una temperatura di mandata che non supera mai i 60 °C nemmeno quando fuori è sotto zero… dentro casa (le valvole termostatiche caleffi sono impostate tra il 2 e il 3) non superando mai i 20°C: sono abituati bene a non esagerare con il riscaldamento…

manomettere l'accensione a tempo dell'impianto di riscaldamento centralizzato-02

La domanda di Alberto è questa: se proponesse di provare a tenere il riscaldamento acceso tutto il giorno e quindi evitare quelle 7 ore di spegnimento in cui l’acqua si raffredda il condominio consumerebbe di più o di meno?

Il termostato non permette di impostare un periodo notturno con temperatura di mandata più bassa). Gli piacerebbe proporre questa soluzione anche agli altri condomini nel caso in cui ci fosse qualche possibilità di riuscire a consumare meno metri cubi di metano… Ovviamente tenendo sempre l’impianto in funzione il comfort sarebbe decisamente superiore…

Cosa rispondere ad Alberto e a tutti quelli che si pongono la stessa domanda?

Evitare lo spegnimento della caldaia per molte ore ottenendo un buon funzionamento continuo con temperatura di mandata sensibilmente più bassa è un’ottima via per contenere i consumi per riscaldamento. Anche la qualità dell’aria interna sarebbe superiore, e i termosifoni smetterebbero di lasciare i baffi neri sulle pareti. Tutto sarebbe più bello… come nelle favole.

Purtroppo il legislatore, con l’idea di abbassare i consumi nazionali, ha deciso di vietare la libera impostazione delle ore di accensione: ogni zona climatica italiana stabilisce l’ Accensione degli Impianti Termici con un determinato limite massimo consentito: per esempio di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile in zona climatica E (controlla qui la tua zona).

Se un privato cittadino sente di fare in casa sua quel che più gli pare e piace, la gestione di un condominio certamente non può permettersi di fare quello che vuole.

Non tutto è perduto:

nel rispetto della legge si deve ahimè resistere alla tentazione di manomettere l’accensione a tempo dell’impianto di riscaldamento centralizzato rispettando le ore di riscaldamento consentite dalla propria zona climatica di appartenenza, ma se i condomini sono intelligenti e non in inimicizia possono insieme trovare altre strade per un consumo di metano più contenuto – l’unione fa la forza:

manomettere l'accensione a tempo dell'impianto di riscaldamento centralizzato-02

di seguito evito di trattare argomenti che riguardano la coibentazione del condominio per concentrarmi su alcuni consigli a costo zero applicabili da chiunque abbia voglia di provare:

  • incaricare un condòmino per il monitoraggio del consumo di gas mese per mese (sarà utile nel tempo per fare dei confronti con il passato, per nuovi ragionamenti e nuove decisioni future), si può utilizzare questo foglio che avevo preparato per monitorare il consumo di gas luce e acqua
  • abbassare manualmente la temperatura di mandata, aumentandola o diminuendola in conseguenza della situazione meteo esterna (si nominerà un volonteroso condòmino per l’operazione) scoprendo, con l’esperienza, l’ideale temperatura per ogni periodo dell’anno senza che nessun condòmino soffra.
  • bilanciare l’impianto di ogni appartamento, ambiente per ambiente: pur in assenza di valvole termostatiche moderne si possono chiudere e aprire le portate ai singoli radiatori in ogni stanza (per poi non toccarli più vita natal durante). La corretta portata permette di riscaldare gli ambienti più dispersivi e freddi con la massima apertura della valvola e di riscaldare con una portata “più strozzata” gli ambienti che sono già di per sè, per esposizione o cubatura, più caldi e meno bisognosi di riscaldamento.
  • da evitare, per quanto possibile, forti differenze di temperatura interna tra un ambiente e un altro: le disomogeneità di temperatura indoor non favoriscono la sensazione di comfort percepita e portano a rischiose concentrazioni di umidità interna in alcuni ambienti meno riscaldati (rischio muffa)
  • monitorare temperatura e umidità interna con alcuni termoigrometri ambientali in modo che tutti i condòmini siano oggettivamente al corrente delle proprie temperature operanti e del livello di umidità relativa
  • insegnare o farsi insegnare come ottenere una migliore qualità dell’aria interna e un’umidità relativa interna sotto controllo con una corretta ventilazione manuale attraverso le finestre (leggi questa piccola guida)
  • suggerire a chi ha il vizio di lasciare a lungo le finestre spalancate di cambiare, da domani, abitudini
  • suggerire a chi ha l’abitudine di fare ventilazione con l’anta a ribalta di non usare mai più, fino a primavera, questa possibilità di apertura del serramento
  • ricordare di utilizzare gli aspiratori in cucina e nei bagni solo se strettamente necessario
  • far notare ad ogni condòmino che ogni comportamento energeticamente scorretto impone a tutti i condòmini una richiesta di energia extra alla caldaia centralizzata

Produzione combinata di calore ed energia

  Anche nelle più avanzate centrali a gas o a carbone il 45 – 60 % di energia  è persa come calore – scarto non utilizzato.  Negli edifici abbiamo proprio bisogno sia di calore che di energia, o mi sbaglio?

E’ possibile la produzione combinata di calore ed energia? Sarebbe uno dei modi più efficaci per generare sul posto, con fonti di energia primaria come il gas naturale, contemporaneamente  energia elettrica e calore!

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Gli impianti di cogenerazione (CHP) stanno raggiungendo un’ altissima efficienza complessiva, fino al 90 % con drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La combustione aziona un motore che è collegato ad un generatore elettrico – pensate all’ alternatore delle nostre auto. In questo processo, il rifiuto, cioè il calore, per mezzo di scambiatori di calore, diventa riscaldamento e acqua calda.

Per una casa, o una bifamiliare, esistono sistemi di micro-CHP, detti anche nano-sistemi di cogenerazione che vengono installati in sostituzione di un riscaldatore tradizionale. Il livello di rumorosità impone un locale adatto.

La caldaia eVita di Remeha è una micro-CHP pensile a gas con potenza elettrica di 1 kW. Con il modulo a condensazione integrato ha una capacità di riscaldamento fino a 25 kW.

Così da un lato abbassiamo la bolletta elettrica riscaldando la casa, dall’altro l’energia elettrica in esubero può essere immessa nella rete pubblica.

In Germania gli impianti di cogenerazione sono sovvenzionati con 1.500€.

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Pompa di calore = migliore progetto?

Le personali esperienze con impianti radianti, anche combinati con pompa di calore, geotermica o aria acqua, con impianto fotovoltaico da 6kW o più danno pareri discordi.

Il tema è attualissimo e complicato, complicato soprattutto nel confronto: ogni casa e perciò ogni progetto di impianti e ogni progettista sono diversi.

pompa-di-calore-e-radiante

Di seguito riporto l’intervento del termotecnico Marco De Pinto sul tema. Aiuta a fare grande chiarezza senza scendere in dettagli tecnici che qui non servono. buona lettura!

L’abbinamento pompa di calore / pannelli radianti è ottima. Ma è convinzione comune che siano gli impianti che risolvano sempre i problemi dei consumi, invece è la cosa più sbagliata.

Gli impianti migliorano la situazione quando la casa è un pessimo progetto, per assurdo! La pompa di calore ad esempio, la più comune aria acqua, consuma 1 kWh di energia elettrica (costo energia elettrica con contatore BTA dedicato per la P.C. 0,14 €/kWh circa – Attenzione, molti prevedono contatori normali e compresa IVA ca. 0,? €/kWh + scaglioni ) e ne preleva 2 (kWh) dall’aria esterna o dall’acqua o dalla terra…. (energia da fonte rinnovabile!!!).

Il coefficiente di prestazione COP è 3 ….non credete a COP maggiori. Quindi usare una pompa di calore è sicuramente vantaggioso rispetto ad una caldaia, ma il vantaggio è solo dovuto a costi diversi dell’ energia, per assurdo… una caldaia a pellets costerebbe ancor meno, fino a quando il pellets costerà poco. Quello che voglio dire è che tutti inseguiamo l’energia che costa meno, E’ SBAGLIATO come progetto!

  • Chi può prevedere l’ aumento dei prezzi delle varie energie nei prossimi 30anni?
  • Chi può sapere quali energie diventeranno più difficilmente accessibili e forse impagabili?
  • Chi può investire nella casa oggi e tra 10 anni permettersi di gettare gli impianti per “adeguarsi” ai nuovi cambiamenti?

La cosa su cui veramente vale lo sforzo di concentrarsi è che la propria casa consumi niente, se guidassimo auto da 1.000 km con 1 litro anche se la benzina aumentasse parecchio, …poco ci cambierebbe, giusto? Il costo resterebbe piccolo.

Il bello sapete cos’è? Chi compra una Porsche sa che la sua nuova auto correrà molto, consumerà molto e pagherà molto il carburante, mentre tutti comprano case che consumano molto, non sono belle come una Porsche, “non corrono” e non lo sanno nemmeno hehe…

Tutti noi dobbiamo comprare e progettare solo case PASSIVE , come chiede la UE, obbligatorie dal 2020.

casa-con-fotovoltaico

Ultimo argomento: la follia di mettere il fotovoltaico per coprire i consumi della Pompa di Calore PdC, è l’ultima sciocchezza commerciale, spendiamo altri soldi ancora per diminuire i consumi: benissimo, ma quanti soldi abbiamo speso per l’impianto completo, la sua progettazione, la sua gestione, la sua manutenzione e la sua complicazione…? Potevamo prendere una caldaia, consumare molto per i prossimi 30 anni e magari la spesa sarebbe stata uguale. Il segreto sta  sempre nello spendere poco per gli impianti.

casa-con-fotovoltaico1

Capitemi bene, il fotovoltaico è una ottima tecnologia quando lavatrici, lavastoviglie, illuminazione e fabbisogno di riscaldamento e raffrescamento sono limitatissimi, al minimo indispensabile! Quando avete fatto tutto il possibile per progettare il risparmio, allora è il momento del fotovoltaico. Non prima! Mai prima!

casa-con-fotovoltaico-interni

La possibilità di preriscaldare l’acqua calda con pannelli solari è possibile, ma non conveniente economicamente parlando.

Sono un vero fanatico del basso costo impiantistico, mi spiego meglio: prevedere un impianto solare significa un costo di circa 8.000 €uro; con la pompa di calore che ovviamente è ottima d’estate con coefficienti di prestazione COP=4 e anche più, il solare viene a cadere. L’impianto solare, sognato e pagato, non offrirà più il ritorno economico nei 10-12 anni previsti passando a oltre 20anni. E’ corretto proporli o installarli?

casa-con-fotovoltaico2

Di recente sono andato a vedere una nuova villa finita per la quale mi è stata chiesta consulenza: Pompa di calore geotermica, impianto fotovoltaico, impianto solare termico, impianto di deumidificazione, riscaldamento radiante a pavimento. Mi è stato chiesto cosa si potesse ancora installare per rendere l’edificio più performante…

hehe… non c’e nulla da fare! ha già speso troppo! Si doveva investire nell’involucro e non negli impianti!

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Competente e professionale, ha saputo capire con lungimiranza quanto sia importante la progettazione integrata.

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La caldaia a condensazione fa sempre risparmiare?

Per ottimizzare il rendimento di un impianto basato su caldaia a condensazione, occorre prevedere ampie superfici radianti, in modo da poter mantenere bassa la temperatura del fluido termovettore.

Infatti le temperature ideali di progetto per l’impianto, mandata e ritorno, sono pari a 30/40°C.

caldaia-a-condensazione-schema

Nel caso invece di termosifoni tradizionali, la temperatura di progetto sarà più elevata, orientativamente pari a 75/60°C in case senza isolamento. In queste condizioni i fumi non riescono a cedere calore al fluido stesso. Meglio gli impianti radianti, dove le temperature di lavoro sono basse!

Ma se abbiamo un impianto con termosifoni, dotato di valvole termostatiche, come possiamo “aiutare” la nostra nuova caldaia a lavorare meglio risparmiando molto?

  • intervenendo sulla temperatura di mandata (abbassandola il più possibile)
  • intervenendo sulle impostazioni del cronotermostato (eliminiamo le fasce orarie: eliminiamo gli stop & go) preferendo una temperatura bassa e continua che evita l’alternanza tra ore di funzionamento ad alte temperature e ore di pausa.

 

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Tubi in rame

 Quando assisto alla scelta degli impianti noto che quasi nessuno dà importanza ai materiali delle tubazioni, così alla fine è l’impiantista stesso che nel capitolato propone il suo materiale preferito (sceglie al posto nostro!!!).

tubo-in-rame

Proprio perchè accade così, voglio informarVi che “un tubo non vale l’altro“, una tubazione in rame è in grado di offrire dei vantaggi interessanti.

tubazioni-in-rame

Andiamo a scoprire quali:  le doti del tubo in rame sono eccellenti sia per le linee di acqua sanitaria sia per le linee dedicate al riscaldamento.

tubazioni-rame-cuprotherm-ctx

Vediamo perchè:

rame

Un argomento importante è la proprietà antibatterica del rame, ad esempio la concentrazione di Legionella nell’acqua sanitaria è 10 volte più bassa nelle tubazioni in rame (niederländischen Instituts für Produkt- und Wasserforschung, KIWA).

La normale ossidazione del rame svolge un’azione protettiva: deposita un sottile strato protettivo all’interno della tubazione.

tubazioni-rame

Solo se ci troviamo in una zona dove l’acqua potabile tende ad essere acida (con un pH < 7) il distaccamento degli atomi di rame potrebbe far superare la soglia dei 2 mg per litro.

 tubazioni-rame-acqua-piovana

Il rame è un materiale prezioso, non buttiamolo!

 rame-riciclabile

Forse Vi interessa leggere:

  • M. Crespi: “Il tubo di rame contro la legionella”, GT-Il Giornale del Termoidraulico, n. 3-2004”.

Ho letto anche che negli USA  il rame è dichiarato agente anti-microbico:

Nel marzo del 2008 la “US Environmetal Protection Agency” (EPA, l’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti) ha approvato la registrazione del rame come agente antimicrobico capace di ridurre specifici batteri dannosi, responsabili di infezioni potenzialmente letali.

Le prove dell’EPA – eseguite su oltre 3000 provini e 5 ceppi batterici – hanno evidenziato che il 99,9% dei batteri è stato eliminato dalle superfici di leghe contenenti più del 65% di rame; questi risconti sono arrivati in seguito alle ricerche dell’Università di Southampton, che hanno dimostrato che i batteri MRSA sopravvivono sino a tre giorni sulle superfici di acciaio inossidabile, mentre su quelle di rame vengono ridotti a zero in 90 minuti.

Il rame, una volta assunto attraverso il cibo e l’acqua, viene assorbito dallo stomaco e dal primo tratto dell’intestino; da qua passa nel sangue, legandosi ad una proteina, la ceruloplasmina e quindi portato verso il fegato e da qui distribuito ai vari organi.

Si noti che il fegato ha una delle maggiori concentrazioni di rame del corpo umano; oltretutto proprio il fegato svolge la funzione di regolare il contenuto di rame nel corpo umano attraverso un processo chiamato omeostasi.

Il rame si trova un po’ ovunque nel corpo: è richiesto per la formazione e il mantenimento della mielina, lo strato protettivo che copre i neuroni; enzimi a base di rame intervengono nella sintesi dei neurotrasmettitori, i messaggeri chimici che permettono le comunicazioni attraverso le cellule nervose.

Il rame attraverso la superossido dismutasi, combatte l’ossidazione cellulare, aiutando a neutralizzare i radicali liberi che altrimenti causerebbero danni alle cellule stesse.

Il rame è importante anche per la pelle e lo scheletro. Infatti attraverso l’enzima tirosinasi catalizza la formazione della melanina e attraverso la lisil ossidasi ha un ruolo importante nella formazione del collagene, proteina pressoché ubiquitaria nel nostro organismo: da qui alterazioni a carico dello scheletro, cutanee ecc.

Il rame è coinvolto nella funzionalità del sistema immunitario. La carenza di rame ha notevoli ripercussioni su certi tipi di cellule, come i macrofagi e i neutrofili.

È stato rilevato che l’attività dei fagociti (cellule che inglobano materiale estraneo) è aumentata dopo l’assimilazione di rame. Oltre che per il collagene, la lisil ossidasi entra in gioco anche per l’elastina ed entrambe le proteine sono importanti per il cuore e i vasi sanguigni.

Tra gli effetti collaterali dovuti alla carenza di rame si registrano anche l’ingrossamento cardiaco, le arterie con muscolatura liscia degenerata e aneurismi alle arterie ventricolari e coronariche.

Il rame influenza anche il metabolismo del colesterolo: adulti sottoposti ad una dieta povera di rame hanno registrato un aumento dei livelli del colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein quello ‘cattivo’) e una diminuzione del colesterolo HDL (High density Lipoprotein quello ‘buono’).

Ogni tubo costruito in un dato materiale è idoneo oppure non è idoneo per una certa applicazione: meglio controllare in questa tabella.

 

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Acqua calda sanitaria e riscaldamento

Una volta ben isolata la casa, le perdite di calore per trasmissione saranno bassissime: il fabbisogno di calore per quanto riguarda il riscaldamento  indica che possiamo installare una caldaia da 6KW!

Ma la caldaia sarebbe abbastanza potente per fornirci anche l’acqua calda sanitaria?

L’acqua, di quanta energia ha bisogno per innalzare la sua temperatura di 1 grado Kelvin?

1,163 Wh/(kgK)

Questo valore è detto calore specifico ( c ) e l’acqua è la sostanza con il più alto calore specifico ( Calore specifico H2O = 1 kcalh/KgC° ).

Se per fare la doccia consumiamo in 5 minuti 50 litri di acqua calda, che vogliamo riscaldata da 10° a 40°C, il calore richiesto lo calcoliamo così:

Q = 50 litri /doccia * 1,163 * 30° Kelvin

ottenendo 1.744 Wh/doccia

e cioè abbiamo bisogno di una energia pari a 1,7 kWh

Nella realtà, quando l’impianto non prevede accumulo di acqua calda sanitaria, la caldaia deve produrla istantaneamente, perciò serve grande potenza istantanea:

10 litri /minuto * 60 minuti * 1,163 * 30° Kalvin = 20.934 Wh e cioè 21 kWh

Inutile lamentarsi, se non vogliamo l’accumulo di acqua calda sanitaria dobbiamo per forza installare una Ferrari! Tutto cambia se l’accumulo è previsto:

accumulo-100-litri-per-acqua-calda-sanitaria

installiamo la nuova caldaia da 6KW di potenza e utilizziamola per riscaldare i 100 litri dell’accumulo da 10° a 60°C:

100 litri * 1,163 * 50° Kalvin = 5.815 Wh  e cioè  5,8 kWh

In poco meno di un’ora l’accumulo è in temperatura e l’interruzione del riscaldamento di un’ora è praticamente impercettibile in una casa ben isolata e riscaldata a bassa temeratura.

E installando un impianto solare si alleggerisce ancora di più il lavoro della caldaia.

L’alternativa potrebbe essere riscaldare istantaneamente l’acqua della doccia con l’elettricità:

acs-istantanea-doccia

ma chi dispone in casa di 8.5kW~220V~40Amp per produrre 4 – 5 – 6 litri di acqua calda al minuto, a seconda della temperatura di mandata?

accumulo-acs-e-solare-con-vmc

In conclusione, prevedendo un accumulo di acs e, ancor meglio, integrando l’impianto con il solare, possiamo permetterci una caldaia con bassa potenza:

Non devo più allacciarmi alla linea del gas: un piccolo passo verso la libertà.

Ma sono sicuro di aver fatto un buon ragionamento?

  • stop alle bollette del gas
  • stop ai fumi
  • stop ai controlli dei fumi
  • stop al pagamento dei bollini verdi
  • stop ai controlli annuali
  • stop alla richiesta di allacciamento alla linea del gas
  • stop alla linea del gas nella nostra proprietà
  • stop (se siamo ancora in tempo) alla costruzione della canna fumaria

Sembra veramente una piccola vittoria.

Ma sono sicuro di aver fatto un buon ragionamento?

Per farmi la doccia con acqua riscaldata dal sole (in parte) e togliermi il gas di torno, mi sono avventurato

  • nell’acquisto di una costosa pompa di calore
  • nell’acquisto di un accumulo per acs
  • nell’acquisto di un impianto solare termico per non spremere in continuazione la pompa di calore
  • in una bolletta elettrica più slata

Ma quanto mi sta costando ogni doccia che faccio?

Forse la solita caldaietta istantanea da 26KW da 1.600euro non era poi una scelta tanto stupida. ;-)


>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Cambiare o no la vecchia pompa dell’impianto di riscaldamento

 Può essere la pompa del circuito di riscaldamento a salare la bolletta elettrica?

Se la pompa è vecchia sì!

La pompa fa girare l’acqua nel circuito di riscaldamento. Però, se è vecchia, probabilmente è

  • sovradimensionata
  • funziona ininterrottamente
  • tarata al massimo
  • e brucia tanta tanta corrente!

Se la caldaia è moderna inutile preoccuparsi: la pompa di circolazione è già integrata nella caldaia (chiedete di che tipo è e quanto è efficiente se state ancora scegliendo!).

Se tutto l’impianto di riscaldamento è vecchiotto sarebbe una buona idea sostituire la vecchia pompa di circolazione che funzionando sempre alla stessa potenza anche se le richieste di calore calano, per esempio all’intervento delle valvole termostatiche che strozzano il flusso, consumano tanta energia inutilmente.

Ma quando gli interventi da affrontare in casa sono molti: nuovi serramenti, magari l’isolamento del tetto, magari un sistema a cappotto esterno, …allora forse non correrete dall’idraulico per sostituire la vecchia pompa di ricircolo! Se avete deciso di tirare avanti con il vecchio impianto ancora un anno o due, potreste almeno fare un paio di interventi:

  • regolate la pompa di ricircolo su un livello più basso di potenza e vedete se tutti i termosifoni scaldano bene comunque
  • spegnete la pompa di ricircolo quando il riscaldamento è spento durante l’estate (o fatela girare alla potenza più bassa se temete che s’ingrippi!)

Comunque sempre meglio cambiarla una vecchia pompa: da 100Watt potreste anche consumare solo 10Watt, e per tutto il periodo di riscaldamento può fare una bella cifra! Una bella cifra risparmiata!

pompa-di-ricircolo-regolata-elettronicamente-per-lacqua-di-riscaldamento

Tra qualche anno presumo che si passerà ad impianti con radiatori che incorporano le mini-pompe decentralizzate: impianti che ragionano sulla richiesta di calore più che sull’offerta!

radiatore-due-colonne

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wilo-geniax-mini-pompe-montate-al-posto-delle-valvole-termostatiche-sui-radiatori1

Vuoi saperne di più? leggi qui.

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Faccio bene a montare le valvole termostatiche?

 Le valvole termostatiche sui radiatori aiutano a diminuire i costi di riscaldamento. Ma come funzionano queste valvole termostatiche? Strozzano la fornitura di calore in eccesso.

Abitualmente abbiamo un generatore di calore, una pompa, e le valvole termostatiche sui radiatori.

Esiste invece un nuovo sistema che chiamerei sistema decentrato di pompaggio.

Come funziona?

Al posto delle valvole termostatiche vengono montate delle mini-pompe a basso consumo proprio sui radiatori:

wilo-geniax-mini-pompe-montate-al-posto-delle-valvole-termostatiche-sui-radiatori

Dopo la sostituzione delle valvole termostatiche con le mini-pompe sui radiatori la pompa di riscaldamento centralizzato non è più necessaria. Ogni stanza avrà un dispositivo di controllo e un termostato.

L’impianto di riscaldamento "rinnovato" avrà queste caratteristiche:

  • nuove pompe in miniatura e a bassa rumorosità sui singoli radiatori
  • l’acqua calda riscaldata dal generatore di calore viene convogliata dalle mini-pompe
  • dispositivi di controllo in ogni ambiente
  • -20% sui costi di riscaldamento
  • -50% sui costi di energia elettrica per la distribuzione del calore nella casa

 

Come dimensionare gli impianti per il riscaldamento?

 Il sogno di una casa nuova e ben isolata si sta per avverare. 

tag-dimensionare-gli-impianti-in-una-casa-nuova

Abbiamo scelto un ottimo sistema a cappotto, per qualità e spessore, abbiamo ordinato un tetto nuovo alla regola dell’arte e ci proteggerà pure dal caldo grazie alle sue ottime doti di sfasamento, i serramenti saranno a doppia camera, sì, triplo vetro! Cosa si può fare di più?

Possiamo chiedere al nostro termotecnico di chiudere il cerchio: NON sovradimensionare gli impianti, Ti imploro!

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Vorremmo un aliante bianco leggerissimo con un’enorme poltrona di finta pelle blu da DC9? e una bici da corsa da 7kg con grosse coperture da cross? 

Abbiamo preparato il progetto della nostra nuova casa come fosse una Formula 1 e adesso ci facciamo installare il motore di un camion?

Ma siam pazzi? come dice qualcuno…

Un’altra cosa: se abbiamo costruito una classe A non possiamo dimensionare gli impianti guardando l’indice energetico! Sarebbe facile ma non avrebbe senso: una casa in classe A di Palermo ha esigenze ben diverse da una casa in classe A di Dobbiaco.

Quindi?

Quindi dobbiamo chiedere al termotecnico di darci il meglio di sè.

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Poniamo che la nostra futura casa in classe A in centro-nord Italia abbia

  • un involucro tanto ben isolato da avere un coefficiente medio di trasmissione intorno a 0,20 W/(m2K), un U medio molto buono!
  • perdite di calore per trasmissione di soli 7.600 KWh/anno
  • perdite di calore per ventilazione di soli 1.400 KWh/anno
  • guadagni di calore per carichi interni di 2.600 KWh/anno
  • guadagni di calore dovuto al sole di 1.600 KWh/anno

il fabbisogno di calore per quanto riguarda il riscaldamento  è pari a (7.600 + 1.400 - 2.600 - 1.600)= 4.800 KWh/anno.

Basso vero? allora non lasciamo installare una caldaia da 24KW come al solito!

E se siamo un po’ decisi, e propensi al rischio, e accettiamo che la natura non si domina, possiamo anche chiedere al termotecnico di installare qualcosa senza considerare proprio le condizioni di carico termico più gravose. Ci metteremo il maglione quei pochi giorni freddissimi, o cucineremo di più!

Temperatura esterna di progetto -5° : significa che gli impianti sono adeguati per farci mantenere i 20° anche a -5° esterni.

 

 

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Nuove finestre: usiamole bene e combatteremo anche la muffa!

  Come usare al meglio le nostre finestre? magari nuove, appena installate, del tipo con trasmittanza ultra bassissima.

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Imparare ad usare le finestre non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso e le finestre nuove?

Le finestre non portano solo luce in casa, ci permettono di fare entrare aria fresca al posto di quella interna consumata e viziata.

Abbiamo appena portato in temperatura tutti gli ambienti e adesso dobbiamo cambiare aria? Sì, dobbiamo. La ventilazione è importante, fa uscire l’alta concentrazione di Co2 e insieme anche l’umidità accumulata. D’inverno quando la temperatura è bassa, l’aria nuova che entra è veramente secca e ci aiuta a riportare l’umidità interna a valori più normali.

Leggendo un termoigrometro ambiente ve ne accorgete immediatamente, inoltre sareste in grado di sapere durante la giornata qual’è stato il livello più alto e più basso di umidità e temperatura interne. Usate uno strumento come questo:

Meno umidità tratteniamo in casa meno condensa può avvenire.

Come ventilare correttamente gli ambienti:

  • ventilare spesso e mai più di 3 minuti (raffredderete l’aria, ma non i corpi)
  • spalancare le finestre (mai usare l’antaribalta che raffredda l’imbotte della finestra)
  • ripeterlo anche di notte, sì mentre si dorme! ma dai che sto scherzando! però bisognerebbe.

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Siete pigri? Volete sempre un clima perfetto? Da fuori entrano rumori, pollini e zanzare?

La ventilazione meccanica è un aggregato ancora sottovalutato, un po’ per il costo, ma molto per la mancanza di informazione credo.

E’ comunque un marchingegno che recupera il calore e dunque un buon alleato nella battaglia alla bolletta più bassa! A prescindere dall’isolamento!

  • consumereste meno gas,
  • aumentando il comfort,
  • filtrando l’inquinamento atmosferico.

 

 

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Riscaldamento: usiamolo bene e combatterà anche la muffa!

 Come usare al meglio e con i migliori risultati la nostra caldaietta? magari nuova, appena installata, del tipo a condensazione.

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Non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso?

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:


 Torniamo alla nostra caldaia a condensazione… Che doveva consumare molto meno della precedente! E potrebbe consumare veramente di meno! Regoliamola bene!

Come regolare la caldaia in 2 minuti:

Appena inizia la stagione fredda e sentiamo l’esigenza di far partire l’impianto, non corriamo ad impostare giorni della settimana e orari di accensione e spegnimento! Concentriamoci sulla regolazione della temperatura di mandata. Solo su quella!

Inutile fissare 65° di mandata, far partire la caldaia per due ore e poi fermare l’impianto fino al pomeriggio per farla ripartire nuovamente a 65°. Sarebbe come andare in ufficio sgommando ad ogni semaforo.

Trovate la temperatura perfetta per ottenere i famosi 20° in casa! Con due o tre regolazioni ce l’avrete fatta. All’inizio dell’inverno la temperatura di mandata giusta potrebbe essere anche solo 37° o anche meno, ma continui.

Avrete un impianto che va piano, sano e lontano, senza frenate e senza accelerazioni.

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A gennaio scoprirete che se la mandata è regolata sui 45° starete benissimo, e consumerete un filo di gas: la bolletta premierà il tempo che avrete dedicato alla lettura del mio consiglio, ve lo assicuro!

La temperatura superficiale dei muri si assesterà ad una temperatura più alta, senza soffrire dei continui stop and go del cronotermostato. Il termostato interno impostatelo pure sopra i 20° in modo che la caldaia si fermi solo quando tutte le valvole termostatiche di ogni radiatore (o termosifone) sentono di aver portato l’ambiente a temperatura. Ecco che l’impianto sarà finalmente più bilanciato.

Bisogna smettere la cattiva abitudine di sentire caldo e spegnere tutto, sentire freddo e alzare tutto: con un po’ di sensibilità riuscirete a livellare le valvole termostatiche di ogni termosifone e la giusta temperatura di mandata dell’impianto (la più bassa possibile). Ecco che i muri staranno sempre più o meno alla stessa temperatura, ben più alta di prima, senza permettere alle muffe di trovare le temperature critiche dei 13-16°.

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  • Se la caldaia è dotata di sonda esterna la temperatura di mandata sarà regolata autonomamente da quello che la sonda sente esternamente, siete nelle mani della sonda esterna! Un modo perfetto di gestire la caldaia se non si ha nessuna voglia di metterci il naso. Se siete tra quelli che hanno avuto una brutta esperienza con la sonda esterna (in casa si battono i denti e fuori è caldino) forse siete tra gli sfortunati che hanno avuto un impiantista “sbadato”: la sonda esterna è stata installata dove non deve essere! Installatela a nord e in modo protetto. La sonda esterna non deve essere colpita dal sole, altrimenti la sonda sta troppo bene e vi taglia il riscaldamento!

 Qualche ligio cittadino mi vorrà far notare che le leggi comunali non permettono l’accensione che per un tot di ore giornaliere. Dunque dunque, in realtà l’impianto in totale non lavorerà proprio 24ore perchè anche il termostato interno si accorgerà che fa caldo abbastanza ed interrompe il riscaldamento, certo che infrangerà il regolamento comunale.

 E se il regolamento dicesse di tenere le finestre sempre socchiuse per avere aria fresca in casa? Lo seguiremmo?

E’ vero che l’italiano è molto rispettoso delle regole, però non seguendo questi consigli

  • consumerebbe più gas,
  • riducendo il comfort,
  • riducendo la vita della caldaia,
  • riducendo il rendimento della caldaia (che è massimo solo se usata a basse temperature)
  • aumentando l’inquinamento atmosferico.

caldaia_condensazione

Forse anche i comuni dovrebbero “migliorare” i regolamenti vecchi di anni e anni, senza alcun senso ormai. Promuovete questo cambiamento!

      

       

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Con quale tipo di riscaldamento possiamo raggiungere il benessere termico?

 Davanti a tante scelte diverse, indovinare la forma di riscaldamento più adatta a noi sembra complicato!

A volte la scelta è determinata da fattori economici, altre da idee preconcette ben definite e difficilmente sradicabili, altre dal “sentito dire”, altre da pressioni del progettista di fiducia, altre dal desiderio di avere un preciso impianto di riscaldamento proprio nell’occasione del sogno della “nuova casa”.

Qualsiasi sia l’argomento, non perdiamo di vista “la curva ideale di benessere termico” che ci aiuta a capire in un batter d’occhio quale forma di riscaldamento ci offrirà il miglior comfort.

In breve, la classifica del riscaldamento ideale risulterebbe questa:

  1. pannelli radianti a pavimento
  2. pannelli radianti a parete
  3. pannelli radianti a soffitto
  4. riscaldamento con radiatori
  5. riscaldamento con convettori

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buona scelta a tutti!


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Compatibilità del camino a ricevere i condensati dei prodotti della combustione di caldaie a condensazione

Quando si decide di sostituire la vecchia caldaia con una a condensazione è necessario valutare la fattibilità dell’operazione altrimenti…

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Altrimenti il camino avrà dura e breve vita.

In alto la foto del camino con un inverno alle spalle.

Qui sotto lo stesso camino dopo due inverni:

camino-caldaie-a-condensazione

I sistemi fumari asserviti agli apparecchi a condensazione sono sistemi ad umido. Pertanto i condotti fumari possono operare in pressione o in depressione. Nella maggior parte dei casi, i condotti fumari delle caldaie a condensazione funzionano in pressione e ad umido.
Si deve verificare, la compatibilità del camino a ricevere i condensati dei prodotti della combustione. Spesso i camini/canne fumarie esistenti non sono compatibili per il funzionamento ad umido.

L’intubamento del sistema, nella maggior parte dei casi, è la soluzione. 

La caldaia a condensazione ci aiuta a risparmiare? Leggi

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Pannelli solari in posizione verticale: massimo design e minimo rendimento?

 Per ottenere un design esterno molto pulito ho spesso sognato di installare i pannelli solari in posizione verticale: come un modernissimo televisore incastonato in facciata, sud.

pannelli-solari-verticali

Naturalmente il termotecnico lo vorrebbe montato sulle sue staffe ed inclinato all’ottimo grado con un pessimo rapporto prestazioni/bellezza, ma io sono testardo.

pannelli-solari-verticali-2

A naso, avrò meno esposizione in estate rispetto all’inverno, ma in estate c’è maggior disponibilità di sole e temperature ambientali maggiori, cose che concorrono agevolmente a  sopperire al minor irraggiamento dovuto all’inclinazione sfavorevole. Dunque, a naso, avrò sicuramente un impianto ben bilanciato: meno prestante d’estate e più favorevole d’inverno.

Analizziamo i dati di irraggiamento delle nostre zone nei giorni ”chiave” dell’anno alle ore 12:00, esposizione a SUD con inclinazione verticale, e con inclinazione di 30 gradi.

 21 dicembre 21 marzo  21 giugno  21 settembre
pannello verticale   1111 Watt/mq  908 Watt/mq  466 Watt/mq  901 Watt/mq
pannello a 30 gradi  945 Watt/mq  1268 Watt/mq  1288 Watt/mq  1258 Watt/mq

 Direi che non c’è tanto da temere: proprio quando il sole manca (in dicembre) e le temperature sono rigide e la spesa energetica è massima, la resa del pannello solare in posizione verticale cresce quasi del 20%.

Non male come risultato: estetica e prestazioni ai massimi livelli.

Un’ulteriore vantaggio per i pannelli solari termici in posizione verticale lo si ha nella notte: vedendo una meno ampia sezione fredda della volta celeste, esso verrà raffreddato più lentamente.

…a questo non avevate pensato vero? ammettetelo!

   Riassumendo, nella determinazione della inclinazione ottimale non può essere data una singola soluzione generale: ogni pannello, di qualsiasi tipo si tratti, sarà più sensibile e avrà un rendimento maggiore quando i raggi solari lo colpiscono in maniera perpendicolare al piano. Questo, perché sempre secondo la legge di Lambert l’energia di una radiazione è proporzionale all’angolo incidente.

Sta a noi scegliere se vogliamo una media di prestazioni più elevata o vogliamo la massima prestazione quando ne abbiamo il massimo bisogno!

La scelta dell’ orientamento per una panello solare è molto importante nel caso di montaggio verticale. Infatti, tanto più la disponibilità di energia solare coincide con il momento del fabbisogno di energia, tanto più sarà la resa dell’impianto. Accumulatori a parte, se la domanda coincide con l’offerta si posso ottenere dei sensibili vantaggi in termini di guadagno energetico! Perciò il momento della domanda di energia può influenzare la scelta dell’orientamento ottimale. Se per esempio la domanda di calore nel mattino è più bassa che nel pomeriggio, un orientamento verso il sole pomeridiano a sud-ovest può essere più vantaggioso.

La richiesta energetica giornaliera media per la produzione di acqua calda sanitaria di una persone è di 2-3 Kwh (80 Kwh su proiezione mensile). Questo bisogno energetico viene soddisfatto per la maggior parte attraverso un impianto formato da quasi 2 mq di pannelli. Solo nei mesi invernali la produzione energetica dei pannelli non arriva a soddisfare completamente la richiesta di acqua calda sanitaria, che deve venire integrata con la normale caldaia.

L’energia solare resta la più disponibile: il sole irradia sulla Terra 178.000 milioni di milioni di Watt ogni anno pari a 15.000 volte l’attuale consumo di energia da parte dell’uomo. Sfruttiamola!

Ami il FAI DA TE ? clicca qui: esperto casaclima fai da te

Altezza solare: l’angolo formato tra la direzione dei raggi solari e il piano orizzontale.

Solstizi: i due punti dove l’eclittica raggiunge la massima distanza dall’equatore. Il Sole vi transita all’inizio dell’estate (solstizio estivo) con declinazione +23°27′, e all’inizio dell ‘inverno (solstizio invernale) con declinazione -23°27′.

Equinozi: i due punti nei quali l’eclittica interseca l’equatore. Il Sole vi transita all’inizio della primavera (equinozio primaverile), e all’inizio dell’autunno (equinozio autunnale).

collettore-solare-verticale
Ultima realizzazione a Padova:

 solare-termico-in-verticale

Sul tema potete leggere questo eccellente pdf:

 



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Come scegliere il riscaldamento

Ecco la domanda inevitabile di un committente o di un proprietario di casa che vuole affrontare intelligentemente un restauro oppure una nuova costruzione: come scegliere il riscaldamento?

La risposta che più mi piace dare su tutte è la seguente: se abitassimo in case efficienti e ben coibentate ogni riflessione sulle forme di riscaldamento sarebbe superflua!

Vi piace questo nuovo tipo di caldaia? Si potrebbe chiamare "progettazione intelligente", anzi, "buona progettazione"!

Per tenersi 20° in casa d’inverno non è obbligatorio spaccare legna o pagare spaventose bollette di gas.come scegliere il riscaldamento Per non avere 30° in casa d’estate non è obbligatorio attaccare tre pinguini.surriscaldamento estivo

Basta una buona progettazione!buona progettazione

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