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ACS, acqua calda sanitaria gratis dal fotovoltaico?

Sfruttare meglio l’energia del sole è il sogno di ognuno.

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Una famiglia di 4 persone, con 2 bagni provvisti di doccia, può produrre acqua calda sanitaria (acs) con una pompa di calore (pdc) visto che è stato installato un impianto fotovoltaico per approfittare del conto energia.

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Ma quanto deve investire per pompa di calore (pdc) e accumulo proporzionato alle esigenze? Fino a 3 docce senza lunghi intervalli di attesa.

Innanzitutto teniamo d’occhio 3 cose:

  • verifichiamo se la pompa di calore sia predisposta per comprendere il fatto che ci sia un fotovoltaico e per garantire questo aspetto la pdc deve possedere questa sigla: SG.
  • verifichiamo la capienza: gli accumuli, sia di acqua calda sanitaria che termici o per raffrescamento devono essere sempre un attimino più grandi perchè la pompa di calore, leggendo che c’è produzione di energia dal fotovoltaico, aumenta solo la temperatura di accumulo dei serbatoi (degli accumuli).
  • controlliamo l’assorbimento elettrico della pompa di calore: che non sia troppo grande per il fotovoltaico già installato o da installare.

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Facciamo un esempio:

se il fotovoltaico è da 3 kW e voi installate una pompa di calore da 10 kw termici che cosuma elettricamente circa 3.2 kW il sistema fotovoltaico difficilmente potrà dialogare con il fotovoltaico…!!!!

Tanto per dare un paio di numeri:

Una pompa di calore di buona qualità (tubi, valvole e coibentazione compresi) per una civile abitazione si aggira intorno ai 15mila €uro. 

1 € a doccia per dieci anni vi sta bene?


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Nuova tariffa D1 per pompe di calore

Chi non vorrebbe risparmiare qualcosina in bolletta?

Il 1° luglio 2014 è iniziata la sperimentazione della nuova tariffa elettrica D1  per i clienti domestici che utilizzano esclusivamente pompe di calore per il riscaldamento della casa.

Ma il 1° luglio non doveva sparire anche il roaming dalle tariffe telefoniche? ah no, quello era uno scherzo.

La differenza dalle normali tariffe è che il prezzo per chilowattora resta uguale, a prescindere dal volume di energia consumato. La tariffa D1 sembra interessante per un consumo elevato, ma se si consuma poco perché il clima è più favorevole o perché si è investito molto sull’isolamento termico? La nuova tariffa D1 potrebbe anche risultare più cara: meglio valutare bene.

tariffa D1 per pompe di calore

Inutile nascondercelo: quando avremo provveduto ad un ottimo isolamento termico: tetto, pareti, fondamenta, serramenti – il nostro bisogno di energia sarà talmente contenuto che

  • il tipo di tariffa applicata
  • il prezzo per chilowattora
  • e gli aumenti che verranno comunicati nei prossimi 30 anni
  • o altri balzelli all’italiana

avranno un’importanza completamente marginale, insignificante. Immaginate di avere una bolletta energetica annuale per riscaldamento di 210 €. Cosa ci importa se per un qualsiasi motivo crescesse anche del 10% sul periodo precedente? Si tratterebbe di soli 20 €.  Isoliamoci !

La nuova tariffa D1

Dal 1° gennaio 2014 è in vigore la nuova tariffa di rete per i consumi ad alta efficienza, non più legata al volume dell’energia elettrica utilizzata e più aderente agli effettivi costi dei servizi di rete ( trasporto, distribuzione, gestione del contatore).

tariffa D1

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha introdotto la tariffa ‘’D1’’ che potrà essere applicata, a livello sperimentale e su base volontaria, ai clienti domestici che hanno deciso di riscaldare la propria casa utilizzando esclusivamente pompe di calore.

La nuova tariffa è costante, a prescindere dai consumi. Puoi leggere il Comunicato stampa cliccando qui “Elettricità: dal 2014 la nuova tariffa di rete per il ‘riscaldamento sostenibile’”
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Passare dalla caldaia a condensazione alla pompa di calore

Come dare una risposta professionale a questa domanda?

Nel 2008

  • ho coibentato la mia abitazione con intonaco termoisolante
  • ho fatto installare serramenti adeguati e vetri termici
  • ho installato un impianto fotovoltaico per 4,3 kw
  • ho installato una caldaia a condensazione, purtroppo con molti problemi.

Nell’estate 2013 ho deciso di cucinare ad induzione ed ora vorrei poter eliminare completamente l’utenza del gas optando per una pompa di calore in grado di gestire riscaldamento e produzione di acqua sanitaria.

Un tecnico consultato mi ha sottoposto costi elevatissimi – circa 19.000 euro – con la necessità di modificare anche l’impianto radiante a pavimento.

Passare dalla caldaia a condensazione alla pompa di calore

Al momento mi sono convinto dell’opportunità di separare produzione acqua sanitaria con apposita pompa di calore, dal riscaldamento e dal raffrescamento per il quale vorrei installare un climatizzatore multisplit ad alta efficienza energetica. Che fare?

La zona climatica è D-E, Umbria.

Dunque,

in linea di massima l’ impianto di riscaldamento a pavimento non deve subire alcuna variante o modifica per ricevere una pompa di calore. Nel caso l’ abitazione presentasse un impianto di riscaldamento con radiatori l’edificio andrebbe coibentato di più e poi si potrebbe installare la pompa di calore.

Ma facciamo un po’ di chiarezza

  • un pompa di calore per la sola produzione di acqua calda sanitaria (capacità 300 litri) può costare indicativamente fornita e posata circa 3.300 € escluse opere murarie per predisporre tubazioni di espulsione e presa aria esterna
  • una pompa di calore capace di soddisfare la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento, escluse opere edili, fornita e posata costerà intorno ai 15.000 € + altri 500 € per il nuovo contatore elettrico dedicato. Il tecnico consultato non ha sbagliato ad indicare la cifra di 19.000 €.

La valenza di una pompa di calore, rispetto alla sua attuale caldaia, dipende dal consumo economico attuale di energia.

Predisporre un impianto multisplit con circa 3 terminali può costare fornito e posato circa 4.500 €, opere elettriche comprese, opere edili escluse, quindi la pompa di calore costerebbe, decurtando questa spesa, circa 10.000 € e se si tiene conto anche della pompa di calore per la sola acqua calda sanitaria, la differenza di spesa sarebbe intorno ai 7.000 €.

La scelta deve essere fatta in funzione delle disponibilità economiche, del comfort richiesto (basso comfort con multisplyt), e del calcolo economico del progettista.

Sicuramente se si vuole una pompa di calore per acqua calda sanitaria e multisplyt opterei immediatamente per una pompa di calore generale: una sola manutenzione. Interessante in questo 2014 è la possibilità di accedere al contributo statale 65 % in 10 anni oppure al conto termico. E’ da tenere presente anche la spesa del tecnico ed eventuali domande al comune.

La scelta va fatta con calcoli economici.

Leggete anche Pompe di calore e detrazioni 55-65%, da Enea nuove FAQ


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Una caldaia a GPL non è sinonimo di costi elevati

Avere una caldaia a GPL non è per forza sinonimo di costi elevati. Dipende sempre dal fabbisogno per riscaldamento e quindi dalla tipologia costruttiva dell’ abitazione e quindi dall’involucro, e quindi da come è stato progettato l’involucro.

caldaia gpl

Per assurdo, se l’oro fosse un combustibile, consumare oro andrebbe bene, ma solo se ne venisse consumato qualche grammo all’anno.

Una pompa di calore affiancata da un impianto fotovoltaico sul tetto sembra sempre la soluzione dei sogni…. ma rimane sempre una scelta commerciale di chi vende: e sta diventando La moda. Chi guarda il tetto luccicante del vicino di casa può anche credere che sia “efficienza energetica”, ma è efficienza un colabrodo energetico che prende il sole è lo trasforma in energia elettrica?

A cosa servono queste due ottime apparecchiature – PdC e fotovoltaico? Una per coprire l’altra?

  • e quanto costano?
  • e quanto ci danno?

Difficilmente il gioco vale la candela…. teniamo presente manutenzione etc.

Mai scegliere il nostro impianto per il sentito dire:

  • andiamo da uno o più tecnici,
  • descriviamo l’edificio,
  • analizziamo l’involucro, tetto, pareti esterne, finestre
  • guardiamo l’esposizione
  • raccontiamo il tipo di utilizzo, lo stile di vita, le persone che ci abiteranno
  • e chiediamo una relazione costi benefici – firmata.

Il tema è attualissimo e complicato: ogni casa, e perciò ogni progetto di impianti sono diversi.

vale sempre il motto:

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Vecchia caldaia a gasolio o nuova pompa di calore?

La sostituzione di una caldaia a gasolio con una pompa di calore (PdC) deve essere una scelta molto molto attenta – vediamone il motivo:

caldaia gasolio pompa di calore

Per prima cosa chiediamo al termotecnico incaricato del progetto quali sono i costi e i benefici.

Approfondiamo il tema del sostituire i bollitori per l’acqua sanitaria (ACS) che non saranno adattabili al nuovo sistema.

Se i terminali sono radiatori o ventilconvettori molto probabilmente saranno necessarie due pompe di calore, una dedicata all’impianto e una alla produzione ACS.

Per quanto riguarda la scelta del solare termico sarà da verificarne la dimensione in funzione ai consumi stimati o conosciuti.

Quando abbiamo ottenuto tutte le risposte, prendiamo la decisione. Non prima e a priori.

vale sempre il motto:

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>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Pompa di calore sì, ma come scegliere?

Decidere di utilizzare la pompa di calore impone la scelta del tipo di PdC, e la scelta del contratto o tecnologia più convenienti per ottenere l’energia elettrica necessaria al funzionamento.

pompa di calore tipi

L’energia aerotermica, geotermica e idrotermica (energie rinnovabili) si estrae con la pompa di calore (PdC), sottraendo calore all’ambiente esterno, per fornirlo all’ambiente interno.

Il processo inverso in cui il calore si trasferisce da un corpo più caldo a uno più freddo è possibile consumando una certa quantità di elettricità oppure di gas.

L’energia consumata è però inferiore a quella impiegata da sistemi di riscaldamento tradizionali: la normativa europea in tema di energia dice che se il calore (energia termica) estratto da una pompa di calore eccede in maniera significativa la quantità di energia che serve al suo funzionamento, è considerato “rinnovabile”.

La pompa di calore può occuparsi del riscaldamento, ma anche dell’ acqua sanitaria:

  • per gli interventi di sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore l’incentivo è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto. L’incentivo massimo erogabile è pari a € 400 per prodotti con capacità inferiore o uguale a 150 litri ed è pari a € 700 per prodotti con capacità superiore ai 150 litri.

Le pompe di calore possono anche funzionare per il raffrescamento estivo (quelle reversibili).

  • i contribuenti che sostengono le spese per l’installazione di una pompa di calore possono usufruire di una agevolazione fiscale nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Ricapitolando, ci sono pompe di calore di vario tipo, a seconda che estraggano calore dall’aria, dall’acqua o dal terreno, ma la bolletta elettrica salirà alle stelle? Si può definire a priori quale sia il contratto o la tecnologia più conveniente?

 pompa di calore contatore dedicato

Possiamo, e dobbiamo, installare un contatore dedicato:

La scelta della pompa di calore elettrica può comportare una richiesta di maggior potenza rispetto al contratto residenziale standard da 3 kW.

Invece che potenziare il vecchio contratto primario da 3 kW, si può installare un secondo contatore con la tariffa BTA (Bassa Tensione Altri Usi). Anzichè trovarsi a pagare il prezzo a scaglioni di consumo, la tariffa BTA prevede il pagamento di un importo fisso agevolato per kWh, indipendente dalla quantità di energia consumata. E la tariffa BTA gode anche dell’IVA agevolata al 10%. L’installazione di un secondo contatore dedicato è un bel vantaggio economico.

I pannelli fotovoltaici possono essere la soluzione alla fame di energia di una pompa di calore? Meglio preparare la predisposizione e decidere in un secondo momento l’installazione e la dimensione dei pannelli.

pompa di calore fotovoltaico


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Buona pompa di calore = buon impianto ?

Siamo reduci di notti insonni per la scelta del tipo di PdC, e dobbiamo di nuovo spaccarci la testa per decidere marca e modello della pompa di calore?

Dobbiamo, e non è finita.

impianto pompa di calore

Purtroppo per ottenere un ottimo impianto a pompa di calore non è sufficiente un’eccellente pompa di calore.

  • conoscete bene vantaggi e svantaggi del sistema pompa di calore?
  • conoscete i limiti della pompa di calore? nonchè le variabili di sorgente quali aria, terra e acqua?
  • pensate che i dati forniti dal costruttore siano quel che basta?

I costruttori di pompe di calore possono fornire molti dati importanti, ma non esiste, o quasi, un progetto standard da replicare:

  • ogni impianto a pompa di calore richiede un progetto per sfruttare e prelevare le massime prestazioni della vostra pompa di calore.

Non basta leggere il COP, il COP identifica la prestazione di una pompa di calore, intesa come rapporto fra potenza termica fornita dalla PdC al vostro impianto e l’energia elettrica  necessaria . In parole povere un COP pari a 3 significa che abbiamo prelevato dal nostro contatore di energia elettrica 1kWh e ne abbiamo sottratto gratuitamente dalla natura 2 kWh (a certe condizioni di temperatura impianto e sorgente esterna (aria, terreno, acqua)).

Chiariamoci le idee con un esempio:

Un’abitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a pavimento

Un’altra bitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a radiatori

Due case identiche, con impianti diversi, ma entrambe con pompa di calore ARIA-ACQUA di 6kW con una temperatura esterna di +7°C esterni.

Consideriamo che il carico termico massimo si ha per 18 °C ambiente lasciando il resto fornito dagli apporti interni, e solari: la potenza di picco della casa è pari a ca. 5 kW

  • l’impianto radiante a pavimento lavora a 35°C
  • l’impianto a radiatori lavora a 55°C

Se scegliamo il riscaldamento a pavimento la pompa di calore funziona ed è bilanciata per quasi tutto il periodo invernale, se invece installiamo i radiatori, che lavorano ad una temperatura più alta ( a 55 °C ) quando all’esterno ci sono solo 2 °C  la nostra pompa di calore risulta sottodimensionata:

pompa di calore impianti a confronto

Lo vediamo chiaramente nel grafico sopra (ascissa = temperatura aria esterna,  ordinata Watt): la scelta dell’impianto è molto importante rispetto al fabbisogno dell’edificio.

Se ci facciamo progettare la coibentazione, dopo l’involucro facciamoci progettare gli impianti: i soldi della progettazione non sono un costo in più, solo sbagliare è un costo in più.


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Riscaldamento senza consumo di gas, la pompa di calore

Se abbiamo coibentato bene, installato nuovi e buoni serramenti e previsto di cucinare a induzione è l’occasione perfetta per tagliare il gas, eliminare una bolletta dalla propria vita e cancellare il camino dal tetto.

Avete mai pensato ad una pompa di calore? Costa, ma ha poche spese nascoste! al contrario della caldaia tradizionale.

Con la pompa di calore si sottrae calore “gratuito e rinnovabile” dall’ambiente (terra, acqua, aria). Io preferisco la pompa di calore aria aria per la sua semplicità: tra l’altro l’aria la trovo disponibile ovunque anche se ha una temperatura instabile e se troppo fredda mi diminuisce la resa.

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Diciamo che è un frigorifero al contrario: infatti va a corrente. La corrente la possiamo prendere dal sole con il fotovoltaico o dalla tariffa speciale BTA dell’Enel (sull’argometo puoi leggere Pompe di calore, tariffe “usi diversi” anche per utenze sopra 3,3 kW).

Una pompa di calore consuma poca energia elettrica e “pompa” calore nella nostra casa. La caldaia tradizionale produce il calore mentre la pompa di calore PdC lo muove solamente: ci vuole meno energia per muovere il calore che per produrlo e infatti

l’energia termica resa è   >   dell’energia elettrica consumata

Il coefficiente di prestazione COP misura l’efficienza di una pompa PdC.


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Edifici ad energia zero? dipende

I super edifici ad energia zero possono anche essere una farsa!

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Chiunque potrebbe dire <<la mia casa è una Zero Energy>>

Se prendo una casa in classe G (una come quasi tutte in Italia) e metto tanto fotovoltaico quanta energia mi serve… Continua a leggere