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Regolazione della temperatura di mandata per impianto radiante

Quando ci vengono date spiegazioni con termini un po’ complicati tendiamo ad abbandonare la speranza di capirci qualcosa, istintivamente non capiamo nemmeno quello che sarebbe comprensibile. Bla bla bla bla. Ad esempio, quando ci spiegano come risolvere i problemi relativi al funzionamento degli impianti che abbiamo in casa. Più precisamente mi riferisco all’impianto di riscaldamento.

capire il principio di funzionamento dell’impianto di riscaldamento

Nel preciso istante in cui sentiamo le parole “inerzia“, “curva climatica“, “temperatura di mandata“, “cì ò pì, COP“, “à cì esse, ACS” o pì dì cì, PdC” cadiamo in catalessi e aspettiamo il “verdetto d’impianto” arresi alla confusione mentale…

cì ò pì ?  à cì esse?  pì dì cì?

Invece è fondamentale capire le cose che abbiamo in casa, nessuno riuscirà poi a gestirle meglio di noi che conosciamo “la bestia“. Dobbiamo capire il principio di funzionamento dell’impianto, poi, che sia una pompa di calore (PdC) oppure una a condensazione o entrambi i generatori (il famoso ibrido) a gestire l’orchestra non è di grande importanza.

Cadere in catalessi è una reazione normale, ma sbagliata, perchè in realtà anche cose complicate possono essere spiegate con chiarezza a chiunque e non solo ad un progettista di impianti, addetto ai lavori. Io che non sono progettista di impianti forse riuscirò a spiegare in maniera semplice un problema che affligge molti utenti che provano a regolare meglio il loro impianto di riscaldamento radiante. Tenterò di spiegare & consigliare con la speranza di non scrivere stupidaggini.

spiegare & consigliare

Qualche settimana fa ho ascoltato l’ultima ennesima lamentela del padrone di casa scontento del funzionamento del suo impianto radiante a pavimento:

<< alla sera ho freddo, siedo sul divano e sento intorno a me aria fredda, alzo la temperatura del termostato ambiente ma sento sempre freddo, in casa vecchia avevo i termosifoni e stavo meglio… >>

Ora tento di riassumere cosa ho suggerirto al committente per ottenere un maggior comfort dal suo impianto radiante ad elevata inerzia.

l’inerzia

regolazione temperature ambiente - Regolazione della temperatura di mandata per impianto radiante 1

Per chi avesse già il primo dubbio, spiego in due parole che

  • con radiante ad elevata inerzia intendo tutti quegli impianti chiamati “tradizionali” (e più economici) che prevedono sopra al tubo alcuni centimetri di massetto: questo spessore è uno strato molto pesante che deve salire di temperatura prima di riuscire a riscaldare gli ambienti: la sua inerzia equivale a molte ore.
  • Tutto il contrario di un radiante a pavimento a secco o a basso spessore che riesce ad essere veramente dinamico: non molte ore di inerzia ma poche decine di minuti.

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curva climatica?

Per curva climatica si intende la regolazione della temperatura di mandata in base alla temperatura esterna.


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Temperatura di mandata? sì, quella che noi mandiamo all’impianto attraverso il generatore di calore (T mandata):

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Quindi, il generatore di calore funziona in curva climatica se ha una sonda esterna che in base alla temperatura esterna decide la temperatura di mandata! e, in teoria, assicura il massimo comfort invernale.

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sonda esterna

La sonda esterna è quella che comanda una temperatura di mandata maggiore se scendono le temperature esterne, una specie di maggiordomo che pensa a tutto lui per noi.
Una temperatura di mandata maggiore, però, richiede una potenza elettrica maggiore alla pompa di calore (PdC) e quindi la sua prestazione sarà minore.

COP

Per COP si intende proprio la prestazione della PdC cioè la sua efficienza (Coefficient of Performance) che è il rapporto tra calore ceduto all’ambiente ed energia elettrica consumata.

Minore è la temperatura di mandata dell’acqua che circola nel radiante a pavimento e minore sarà l’energia elettrica richiesta, ovvio no?

La sonda esterna misura continuamente la temperatura esterna (che cambia nella stagione ma anche nella giornata) e decide di conseguenza!

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teoricamente, e molto spesso, succede quanto segue:

  • al mattino, con molto freddo fuori, la sonda comanderà una temperatura di mandata maggiore
  • la PdC lavorerà con un COP peggiore (dovuto alla più grande differenza tra temperatura di mandata e temperatura esterna
  • stessa cosa succede dopo il tramonto: temperatura esterna in calo e sonda che comanda una temperatura di mandata maggiore
  • durante il giorno, con temperature esterne più miti, sarebbe il momento ideale per far lavorare la PdC, invece, non riceve richiesta di calore.

inerzia

e non abbiamo ancora parlato del problema dell’inerzia! la lentezza del pavimento a cedere il calore all’ambiente:

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l’impianto molto probabilmente funziona molto poco uniformemente (e fa rima)

ad esempio, se i termostati interni alla sera chiedono al generatore di mandare calore al radiante a pavimento succederà questo:

  • la PdC lavorerà con COP basso perchè fuori è ormai tornato il freddo (se c’era il sole di giorno),
  • la sonda esterna chiederà di alzare la temperatura di mandata per soddisfare la richiesta
  • il radiante non trasmetterà nessun calore perchè ha un’inerzia esagerata
  • il comfort serale sarà pessimo (forse il calore sarà ottimale per fare colazione l’indomani o per la spaghettata di mezzanotte)

Lavorando molto in on off, l’impianto lavora sempre male e probabilmente con COP basso perchè nelle ore più calde del giorno non c’è richiesta di calore e il generatore non lavora.

meno consumi elettrici e più comfort

Sono convinto che tutto l’impianto potrebbe funzionare meglio senza utilizzare la curva climatica, e risparmiando anche sui consumi elettrici e con un comfort molto più che accettabile.

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quando produrre tutto il calore necessario all’edificio

Nelle ore più calde del giorno, si potrebbe produrre tutto il calore necessario all’edificio!

  1. con consumi elettrici bassi (anche se con la tariffa bi oraria esiste uno sconto del 30% la notte)
  2. con COP elevati
  3. vincendo l’inerzia del radiante a pavimento, nel senso che anticipo la richiesta di calore (sempre molto moderata) per averla quando effettivamente mi servirà per avere comfort!

via la sonda esterna

Posso essere io a trovare il miglio compromesso! programmo il crono termostato e imposto la temperatura di mandata (tagliando via la sonda esterna).

A volte il miglior compromesso sta nell’impostare:

  1. una temperatura interna ambiente di oltre 21-22°C
  2. una regolazione manuale della temperatura di mandata un po’ bassina (dai 24-26°C a salire man mano che l’inverno si farà sentire)

In questo modo il generatore lavora poco e a lungo senza richieste improvvise di molto calore con temperature basse esterne (sfavorevoli) e questo principio vale anche per un generatore di calore come una caldaia a condensazione:

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Alcune PdC permettono di entrare in configurazione riscaldamento e impostare la Temperatura di mandata giorno e la Temperatura di mandata notte.

Il termostato ambiente zona giorno andrebbe posizionato nel punto con minore comfort:


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come lavorerà l’impianto senza curva climatica?

La temperatura interna ambiente di oltre 21-22°C e una regolazione manuale della temperatura di mandata un po’ bassina (dai 24-26°C) obbligherà il generatore di calore a lavorare più a lungo ma con temperature di mandata più favorevoli.

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Per comprendere meglio, guardiamo questi altri esempi pubblicati da Caleffi:

  1. funzionamento regolare e moderato:regolazione temperature ambiente - Regolazione della temperatura di mandata per impianto radiante 21
  2. funzionamento irregolare e meno moderato:regolazione temperature ambiente - Regolazione della temperatura di mandata per impianto radiante 23
  3. funzionamento con lunghi off e mandate elevate:regolazione temperature ambiente - Regolazione della temperatura di mandata per impianto radiante 25

acqua calda sanitaria, ACS:

Con una caldaia istantanea, che produce acqua calda sanitaria a richiesta, è inutile e anche dispendioso produrre acqua bollente per poi miscelarla con acqua fredda perchè possa essere utilizzata senza scottarsi, quindi è importante scoprire la temperatura da impostare in caldaia in modo da fare la doccia con la sola acqua calda.
Di solito l’impostazione ideale invernale è intorno ai 42-44°C, ma in estate si può facilmente scendere ancora con un’impostazione attorno ai 36°C.

L’importante è non essere costretti a miscelare il flusso caldo con acqua fredda sprecando una buona porzione di energia inutilmente.

rischio legionella

Tutto questo vale solamente per la produzione istantanea dell’acqua calda! Infatti qui non c’è rischio di legionella: l’acqua non è accumulata in un serbatoio, ma è sempre fresca e nuova.

Circa la salubrità delle tubature puoi leggere l’articolo Il rame è un antibatterico efficace, io lo uso in casa, nelle rubinetterie e…

monitorare sempre i consumi:

per ogni ragionamento futuro, è obbligatorio monitorare i consumi: possono rivelarsi utilissimi per valutazioni future! è tutto molto semplice – ogni primo del mese (estate compresa) si registrerà la lettura dei consumi:

  • kWh per il contatore elettrico (se il contatore indica 3 consumi per le 3 fasce orarie si devono fare tutte 3 le letture)
  • mc per il gas metano

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7 commenti su “Regolazione della temperatura di mandata per impianto radiante”

  1. Perchè le pompe di calore aria acqua di solito hanno come impostazione del liquido circolante tra i 35 e i 40°C?

    Ho effettuato un esperimento e abbassando sotto i 30°C il liquido circolante diminuiscono i consumi e aumenta la COP (come viene detto nell’articolo).

    Ora mi chiedo, tenendo la temperatura così bassa, ci potrebbero essere implicazioni di qualche sorta se non il solo fatto che il sistema ha un’inerzia nel riscaldare l’edificio più alta? Non riesco proprio a capire perchè la maggior parte imposta la temperatura di mandata così alta.

  2. @ franco

    il guaio di chi ha già da anni un riscaldamento radiante a pavimento è che se decide di isolare la casa e sostituire i serramenti, scopre che il radiante tradizionale (cioè con un grosso spessore del massetto) è troppo poco dinamico, anzi non lo è affatto.
    e la sua inerzia stride col bisogno, ogni tanto, di avere più calore.
    quindi il lavoro manuale e mentale sta nella previsione, nell’anticipo dell’accensione e dello spegnimento (a compensazione dell’inerzia)

  3. Complimenti articolo molto interessante che mi ha tolto alcuni dubbi e acquisito conoscenze sulla climatica.Ho da tanto anni riscaldamento a pavimento e pompe di calore senza sonda esterna.Grazie

  4. @ marco bendandi

    per radiatori di acciaio dimensionati per lavorare a basse temperatura lei intende che sono state aumentate le colonne?
    per esperienza personale (senza pdc, ma comunque in bassa temperatura) posso dire che la durata del funzionamento deve aumentare secondo le necessità.
    ad esempio in questa settimana di temperature piuttosto rigide i miei radiatori in acciaio con temperatura di mandata a 37°C lavorano dalle 4:00 della mattina fino alle 10:00, poi dalle 12:30 per un oretta, poi dalle 16:00 alle 20:00 con presenza in casa tutto il giorno.
    se la casa fosse disabitata per motivi di lavoro imposterei lo spegnimento a colazione per riaccensione alle ore 16

  5. Salve Federico, nel caso di radiatori di acciaio dimensionati per lavorare a basse temperatura e pompa di calore. Non essendoci la stessa inerzia, che cosa consiglia come regolazione?

  6. Francamente non ho capito. La curva climatica è regolabile praticamente su qualunque generatore e alcuni modelli la calcolano in automatico. Il problema direi è far lavorare in on-off la PdC come se fosse una vecchia caldaia. Lasciandola accesa quasi h24 con curva climatica rilassata, è probabile che non serva nemmeno un cronotermostato ne valvole elettroniche sul collettore a beneficio sia dei costi dell’impianto sia sul costo di esercizio e manutenzione.
    Poi direi anche basta alla realizzazione di impianti ad alta inerzia


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