Archivi tag: sistema a cappotto

Finalmente ho il preventivo del cappotto

Hai raccolto preventivi per il cappotto della tua casa ma non sai valutarli?

Valutare un preventivo e confrontare varie offerte è complicato, spesso impossibile. Non tanto  per l’inesperienza di chi li legge ma per la poca chiarezza, o la scarsa descrizione delle voci di spesa.

preventivo cappotto

Ma da dove nasce questa indecifrabilità?

Forse dalla nostra stessa richiesta! o da come abbiamo formulato la richiesta. Abbiamo chiamato qualche applicatore e abbiamo manifestato la volontà di eseguire dei lavori sull’abitazione di proprietà, in questo caso un isolamento esterno a cappotto. Continua a leggere

Come recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto

Molti proprietari di casa sono definitivamente convinti dell’utilità del cappotto: senza un sistema di isolamento termico è inutile sperare di avere comfort tutto l’anno, sia in inverno che d’estate, senza bollette energetiche sempre più elevate.

Ma quali sono le difficoltà nella progettazione di un cappotto esterno in una riqualificazione energetica? Sicuramente sono legate alla forma più o meno favorevole dell’edificio. Una costruzione di forma semplice di solito non presenta molti ostacoli, tranne uno veramente frequente:

  • lo scuro del foro finestra.

E’ certamente una bella preoccupazione trovarsi davanti all’idea di sostituire tutti gli scuri per colpa dello spessore del cappotto! E non solo economicamente perché è una spesa imprevista.

Allora che fare? Io di solito ragiono con l’applicatore per il recupero al 100% dei vecchi scuri e mi invento una soluzione ad hoc in base allo stato di fatto e allo stato di progetto della facciata. Ecco alcuni schizzi che ho preparato! Sono da seguire per non perdersi d’animo e non mollare sull’idea del sistema a cappotto:

  • situazione ideale: il foro finestra libero che permette la posa del cappotto in facciata con il risvolto nell’imbotte fino ad andare in battuta al serramento esistente o nuovo che sia

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-10

la soglia della porta finestra resta ponte termico non risolto se non si decide la demolizione, e a volte la quota non permette miglioramenti

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-05

situazione normale: sono stati tolti gli scuri esistenti per il recupero successivo, si è rivestita la spalletta con il pannello isolante isensibile all’umidità e all’acqua

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-09

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-08

la luce del foro finestra è diminuita per colpa dello spessore dell’isolante! per recuperare gli scuri abbiamo bisogno però della stessa dimensione del foro originario…

ci vuole un montante in legno fissato alla parete proprio a filo vecchio foro finestra per tornare ad avere la larghezza originale adatta agli scuri da recuperare.

il cappotto in facciata presenterà una risega

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-01 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-02 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-03 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-04

per lasciare invariata l’altezza dello scuro da recuperare, bisogna eseguire la stessa risega anche in alto

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-06 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-07

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Difficile risolvere il ponte termico del balcone

Se tutti i ponti termici vengono affrontati solo nella fase esecutiva, l’unica soluzione migliorativa è preparare i dettagli costruttivi e migliorare lo stato di fatto:

Ponte termico balcone

  1. Laterizio (rosa) spess. 25 cm + intonaco 1.5 cm
  2. Solaio in calcestruzzo armato spess. 20 cm
  3. Alleggerito (verde) spess. 8 cm
  4. Caldana (grigio) spess. 5 cm
  5. Piastrella (nero) spess. 1 cm

I ponti termici sono le parti dell’ edificio dove il flusso di calore cambia: il materiale edilizio è disomogeneo, e disperde più calore. Sono elementi complicati da isolare termicamente e sono detti ponti termici costruttivi:

  • l’attacco dei balconi
  • l’attacco tra la parete e il pavimento
  • l’attacco tra la parete ed il tetto
  • l’attacco dei serramenti sui quattro lati
  • i pilastri che interrompono l’omogeneità delle pareti esterne

I ponti termici sono causa di maggiore dispersione termica e causa principale dell’insorgere della muffa.

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e costano veramente poco:

Costruire edifici senza ponti termici non solo fa risparmiare energia, ma rende anche più confortevoli e salubri le abitazioni e protegge la struttura edilizia dal degrado.

Analizziamo il ponte termico disegnato sopra: è certezza diffusa che la posa del cappotto sulle pareti esterne porti anche un miglioramento per quel che riguarda il ponte termico:

 Si tratta di un balcone di 3 metri di lunghezza:

  • in fase progettuale, e durante la costruzione il ponte termico è stato completamente ignorato
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale esattamente 0,62 W/(mK)
balcone con isolamento termico
  • dopo la posa dell’isolamento termico (8 cm. di eps, indicato in blu) anche l’aggetto del balcone è stato curato e all’intradosso sono stati posati sempre 8 cm di xps, mentre in testa e sul lato superiore all’estradosso solo 5 cm. (anche per motivi di ingombro)
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale adesso 0,29 W/(mK), meno della metà
  • la dispersione attraverso il ponte termico è diminuita sensibilmente, il ponte termico è rimasto ma è attenuato
Sicuramente abbiamo risolto il problema della bassa temperatura superficiale interna e il rischio muffa non esiste più, ma la dispersione termica continua, tutti gli inverni per tutti gli anni a venire.
Calcolare i ponti termici non è uno spreco di tempo o un eccesso di zelo: fa parte del progettare bene.

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉  e sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer   federico_sampaoli_espertocasaclimacom   ipha_member   

articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

Se vuoi conoscere i profili LinkedIn di Marco e LinkedIn di Federico …

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di Federico su Pinterest.

Il cappotto non risolve il ponte termico del balcone

Se tutti i ponti termici vengono affrontati solo nella fase esecutiva, allora c’è posto solo per i “rammendi”:

Ponte termico balcone

  1. Laterizio (rosa) spess. 25 cm + intonaco 1.5 cm
  2. Solaio in calcestruzzo armato spess. 20cm
  3. Alleggerito (verde) spess. 8 cm
  4. Caldana (grigio) spess. 5 cm
  5. Piastrella (nero) spess. 1 cm

I ponti termici sono le parti dell’ edificio dove il flusso di calore cambia: il materiale edilizio è diverso, non è omogeneo, e disperde più calore. Sono elementi quasi sempre poco isolati termicamente e sono detti ponti termici costruttivi:

  • l’attacco dei balconi
  • l’attacco tra la parete e il pavimento
  • l’attacco tra la parete ed il tetto
  • l’attacco dei serramenti sui quattro lati
  • i pilastri che interrompono l’omogeneità delle pareti esterne

I ponti termici sono causa di dispersione termica e causa principale dell’insorgere della muffa.

Costruire edifici senza ponti termici non solo fa risparmiare energia, ma rende anche più salubri le abitazioni e protegge la struttura edilizia dal degrado.

Analizziamo il ponte termico disegnato sopra, è credenza diffusa che la posa del cappotto sulle pareti esterne porti anche un miglioramento per quel che riguarda il ponte termico:

 Si tratta di un balcone di 3 metri di lunghezza:

  • in fase progettuale, e durante la costruzione il ponte termico è stato completamente ignorato
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale esattamente 0,62 W/(m2 · K)
balcone senza isolamento termico
  • dopo la posa dell’isolamento termico (8 cm. di eps, indicato in blu)
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale adesso 0,6577 W/(m2 · K)
  • la dispersione attraverso il ponte termico non è diminuita, anzi è leggermente aumentata (ponte termico accentuato)
  • la temperatura superficiale interna all’intradosso del solaio è rimasta molto bassa: 14,2° C con -5° C esterni

Poniamo che la trasmittanza U delle pareti, ora coibentate esternamente con 8 cm di eps, sia migliorata da 1,09 W/m2K a U= 0,342 W/m2K :

  • la dispersione termica attraverso ogni metro quadrato di parete è scesa di 0,748 W/m2K
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale 0,6577 W/(m2 · K)
  • in pratica, quanto abbiamo migliorato la dispersione in 1 metro quadro di facciata, tanto continuiamo a disperdere attraverso i 3metri lineari di balcone.

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉  e sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer   federico_sampaoli_espertocasaclimacom   ipha_member   

articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

Se vuoi conoscere i profili LinkedIn di Marco e LinkedIn di Federico …

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di Federico su Pinterest.

Meglio un cappotto di pochi centimetri o meglio non intervenire?

 Decidere un intervento di isolamento è senz’altro difficile. Sistema di isolamento, serramenti, impianto di riscaldamentoventilazione… il proprietario di casa si trova davanti ad una spesa enorme da affrontare. Spesso il totale è così alto che si rinuncia a qualsiasi intervento, complice la confusione tra le diverse opzioni offerte.

Parliamo un attimo di isolamento esterno e lasciamo da parte tutti gli altri temi.

Un cappotto esterno:

cappotto in eps

Appena presa questa decisione, purtroppo ne arrivano altre da prendere, e sono tutte urgenti:

  • materiale isolante?
  • spessore isolante?
  • finitura esterna?
  • correzione dei ponti termici?
  • progettazione imbotte foro serramento?
  • sigillature?
  • e tanti altri dettagli…

Ora pensiamo solo allo spessore!

Di quanti centimetri faremo il cappotto? I catastrofisti come me diranno << almeno da 24cm >>! altri diranno che va bene da 16, ma altri diranno anche 5cm.

Entrambi, il catastrofista e tutti gli altri, hanno ragione! Perchè?

 Prendiamo a titolo di esempio un sistema a cappotto in EPS, Polistirene espanso sinterizzato (il polistirolo):

Le dispersioni delle pareti già si dimezzano con soli 2/3cm di eps :

  • sono infatti i primi centimetri di isolante che cambiano drasticamente il grado di isolamento (è il primo maglione che ci tiene caldi, non il ventiquattresimo uno sopra all’altro! Rende l’idea questo esempio?).

Solitamente le vecchie pareti esterne sono costituite di forati o mattoni pieni forse con una intercapedine vuota: la loro trasmittanza termica U, ignorando tutti i ponti termici lineari e geometrici, è probabilmente pari a

2,05 W/(m2K)

questa è l’energia che attraversa la parete, cioè quanti Watt di energia vengono ceduti attraverso 1 metro quadro di parete per una differenza di temperatura di 1 grado Kelvin tra dentro e fuori.

La trasmittanza termica delle pareti U = 2,05 W/(m2K) scende della metà con soli 30mm di eps: sembra un ottimo punto di arrivo! o no?

stratigrafia eps 3 cm di spessore

Legenda:

  1. intonaco calce cemento
  2. mattone pieno
  3. intonaco calce cemento
  4. isolamento
  5. finitura

Adesso facciamo i catstrofisti e calcoliamo la trasmittanza che otteniamo con 200 mm di eps (quasi 7 volte lo spessore di prima):

con eps spessore 20cm otteniamo una trasmittanza U pari a 0,18 W/(m2K)

stratigrafia eps 20 cm di spessore

 E’ un’ottima prestazione U = 0,18 W/(m2K), ma per capirci, una casa passiva ha normalmente un valore U pari alla metà, intorno ai 0,10 W/(mqK) !

Riepilogando:

  • 3 cm di EPS ci cambiano la casa
  • 20 cm ci stravolgono la casa:

la trasmittanza dell’involucro è scesa del 90% con lo spessore 200, non della metà.

Che altre riflessioni possiamo fare?

La spesa per la realizzazione di un cappotto esterno non è data dalla quantità di spessore di polistirolo, ma è piuttosto una somma delle voci più rilevanti :

  • ponteggio,
  • preparazione del fondo,
  • incollaggio,
  • tassellatura,
  • rasatura e armatura,
  • finitura esterna
  • consulenza tecnica
  • pratica edilizia
  • comunicazioni all’ENEA
  • piano di sicurezza
  • eventuale occupazione di suolo pubblico o privato vicino.

Tutte queste lavorazioni sono da pagarsi sia che scegliamo lastre isolanti da 3cm che da 20cm.

In altri casi la valutazione si fà ben più complicata: commissionando un isolamento in fibra di legno per esempio, devo tener conto che ogni centimetro di spessore di fibra in più ha un forte peso sul costo totale !

in conclusione? meglio far meglio!


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉 sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

Il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Come scegliere il sistema a cappotto?

Il sistema a cappotto che scegliamo è efficace anche d’estate?

sole

In Italia non fa solo freddo, fa caldo.

La scelta migliore del materiale isolante ci proteggerà dal caldo in estate e dal freddo d’inverno.

Se è vero che ogni isolante ci protegge dal freddo altrettanto non vale per la protezione estiva!

La protezione dal caldo la otteniamo solo con materiali che offrono un buon sfasamento dell’onda termica (o spostamento di fase).

Lo sfasamento è l’arco di tempo (ore) che serve all’onda termica per fluire dall’esterno all’interno attraverso un materiale edile. Dobbiamo sempre cercare di superare le 12ore se vogliamo evitare un surriscaldamento veloce!

sfasamento8Conoscere lo sfasamento garantito da un certo sistema a cappotto è l’unico modo per fare un investimento valido tutto l’anno.

Più ore ci mette il caldo ad attraversare il pacchetto isolante più saremo protetti dal surriscaldamento estivo degli ambienti interni.

Se riscaldare d’inverno costa, anche raffrescare d’estate costa!

Il miglior materiale è efficace 12 mesi l’anno.

Quando scegliamo il materiale isolante, specialmente per il tetto, cerchiamo un materiale con una buona inerzia termica!

tabella comparativa materiali estate-inverno

Se con il vostro progettista state scegliendo materiali e spessori, approfondite bene l’argomento! Chiedetegli ad esempio

  • la verifica delle prestazione della copertura secondo il nuovo DM 26.6.2015 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,18 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)
  • e delle pareti (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,10 W/m2K)


       

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.