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Finalmente ho il preventivo del cappotto

Tanti lettori hanno raccolto preventivi per il cappotto della propria casa ma non sanno valutarli!

Valutare un preventivo o confrontare varie offerte è complicato, spesso impossibile. E questo non per inesperienza di chi li legge, piuttosto è la poca chiarezza, o la scarsa descrizione delle voci, la causa.

preventivo cappotto

Ma da dove nasce questa indecifrabilità? Forse dalla nostra stessa richiesta! o da come abbiamo formulato la richiesta. Abbiamo chiamato qualche applicatore e abbiamo manifestato la volontà di eseguire dei lavori sull’abitazione di proprietà, in questo caso un isolamento esterno.

Non è raro inciampare in voci di capitolato come “fornitura e posa di pannelli isolanti per esterno spessore 12cm per applicazione cappotto, tassellatura e doppia rasatura con colla e rete” – diciture che dicono poco nulla di cosa succederà e si eseguirà.

Per prima cosa facciamo attenzione ai vocaboli: “applicazione cappotto” o “posa di sistema a cappotto” sono già due cose ben diverse. Il sistema a cappotto comprende componenti ben definiti. Dire “cappotto” significa che non sono definiti i vari componenti che si useranno per l’applicazione del cappotto:

  • collante, pannello, pannello per zoccolatura, eventuale pannello per zona architrave per anti incendio, profili di raccordo con guarnizioni per raccordi a serramenti e davanzali, tasselli ad espansione omologati secondo etag 014 con benestare tecnico europeo ETA, rondella isolante, rasatura armata con rete, strato di fondo, strato di finitura a spessore, colore con indice di riflessione > 25%, rasante impermeabilizzante elastico per zoccolatura ecc.

E’ sempre corretto scrive di quale sistema si tratti, e se si tratti di un sistema certificato: in un sistema certificato tutti gli elementi del sistema sono stati testati insieme (omologato secondo etag 004 con benestare tecnico europeo ETA n. xxxxxx). In questo caso i componenti, tutti insieme, garantiscono il funzionamento e la durata:

Ci sono 2 tipi di cappotti (il secondo più frequente del primo):

  1. Cappotto di qualità = Sistema venduto come kit dal produttore XY e certificato ETA
  2. Cappotto di qualità incerta = Sistema inventato dall’applicatore in base alle sue esperienze, conoscenze, convenienze.

 Con un Sistema certificato secondo il Benestare Tecnico Europeo (ETA) siamo certi che i componenti del Sistema siano stati testati per potere essere utilizzati assieme e durare nel tempo.

Sapete come si ottiene una certificazione? tutto il Sistema viene testato all’interno di una camera climatica e sottoposto a cicli che ne attestano la resistenza a freddo e caldo, al gelo e al disgelo, simulando un invecchiamento di 25 anni. Appaltare un Sistema certificato significa almeno che l’applicatore non andrà a comprare materiali di diverse aziende inventandosi il Sistema in cantiere. 

Forse chi vi segue è un progettista che non conosce a fondo il Sistema a Cappotto: in Italia inizia a diffondersi solo in questi ultimi anni. Quindi scegliere un Sistema certificato è ancora più importante perchè ci si potrà appoggiare ai consulenti tecnici del produttore! E a titolo gratuito! Qui è bene approfittare! A piene mani!

Anche il progettista coinvolto può rivolgersi al produttore di Sistemi a cappotto per ottenere una corretta consulenza.

Ora che abbiamo le idee più chiare, possiamo essere certi che l’applicatore sia in grado di posare il Sistema a Cappotto a regola d’arte? Non possiamo! non esiste l’obbligo di  formazione per chi posa il Sistema a Cappotto.

Proviamo a chiedere se l’impresa o l’artigiano hanno seguito corsi di formazione oppure se sono associati Cortexa, oppure se hanno mai letto il manuale Cortexa. E’ già un inizio per non perdere tempo a prendere in considerazione offerte di chi forse non è poi così competente, pur avendo una gran mano o altre ottime abilità.

Sperando che la lettura non sia stata noiosa, o inutile, vi invito a rispondere al mini sondaggio qui sotto: (vi rubo solo 3 secondi perchè non dovrete perdere tempo a registrarvi!) grazie


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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Come recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto

Molti proprietari di casa sono definitivamente convinti dell’utilità del cappotto: senza un sistema di isolamento termico è inutile sperare di avere comfort tutto l’anno, sia in inverno che d’estate, senza bollette energetiche sempre più elevate.

Ma quali sono le difficoltà nella progettazione di un cappotto esterno in una riqualificazione energetica? Sicuramente sono legate alla forma più o meno favorevole dell’edificio. Una costruzione di forma semplice di solito non presenta molti ostacoli, tranne uno veramente frequente:

  • lo scuro del foro finestra.

E’ certamente una bella preoccupazione trovarsi davanti all’idea di sostituire tutti gli scuri per colpa dello spessore del cappotto! E non solo economicamente perché è una spesa imprevista.

Allora che fare? Io di solito ragiono con l’applicatore per il recupero al 100% dei vecchi scuri e mi invento una soluzione ad hoc in base allo stato di fatto e allo stato di progetto della facciata. Ecco alcuni schizzi che ho preparato! Sono da seguire per non perdersi d’animo e non mollare sull’idea del sistema a cappotto:

  • situazione ideale: il foro finestra libero che permette la posa del cappotto in facciata con il risvolto nell’imbotte fino ad andare in battuta al serramento esistente o nuovo che sia

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-10

la soglia della porta finestra resta ponte termico non risolto se non si decide la demolizione, e a volte la quota non permette miglioramenti

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-05

situazione normale: sono stati tolti gli scuri esistenti per il recupero successivo, si è rivestita la spalletta con il pannello isolante isensibile all’umidità e all’acqua

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-09

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-08

la luce del foro finestra è diminuita per colpa dello spessore dell’isolante! per recuperare gli scuri abbiamo bisogno però della stessa dimensione del foro originario…

ci vuole un montante in legno fissato alla parete proprio a filo vecchio foro finestra per tornare ad avere la larghezza originale adatta agli scuri da recuperare.

il cappotto in facciata presenterà una risega

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-01 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-02 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-03 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-04

per lasciare invariata l’altezza dello scuro da recuperare, bisogna eseguire la stessa risega anche in alto

recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-06 recuperare i vecchi scuri con lo spessore del cappotto-07

            

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Difficile risolvere il ponte termico del balcone

Se tutti i ponti termici vengono affrontati solo nella fase esecutiva, l’unica soluzione migliorativa è preparare i dettagli costruttivi e migliorare lo stato di fatto:

Ponte termico balcone

  1. Laterizio (rosa) spess. 25 cm + intonaco 1.5 cm
  2. Solaio in calcestruzzo armato spess. 20 cm
  3. Alleggerito (verde) spess. 8 cm
  4. Caldana (grigio) spess. 5 cm
  5. Piastrella (nero) spess. 1 cm

I ponti termici sono le parti dell’ edificio dove il flusso di calore cambia: il materiale edilizio è disomogeneo, e disperde più calore. Sono elementi complicati da isolare termicamente e sono detti ponti termici costruttivi:

  • l’attacco dei balconi
  • l’attacco tra la parete e il pavimento
  • l’attacco tra la parete ed il tetto
  • l’attacco dei serramenti sui quattro lati
  • i pilastri che interrompono l’omogeneità delle pareti esterne

I ponti termici sono causa di maggiore dispersione termica e causa principale dell’insorgere della muffa.

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e costano veramente poco:

Costruire edifici senza ponti termici non solo fa risparmiare energia, ma rende anche più confortevoli e salubri le abitazioni e protegge la struttura edilizia dal degrado.

Analizziamo il ponte termico disegnato sopra: è certezza diffusa che la posa del cappotto sulle pareti esterne porti anche un miglioramento per quel che riguarda il ponte termico:

 Si tratta di un balcone di 3 metri di lunghezza:

  • in fase progettuale, e durante la costruzione il ponte termico è stato completamente ignorato
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale esattamente 0,62 W/(mK)
balcone con isolamento termico
  • dopo la posa dell’isolamento termico (8 cm. di eps, indicato in blu) anche l’aggetto del balcone è stato curato e all’intradosso sono stati posati sempre 8 cm di xps, mentre in testa e sul lato superiore all’estradosso solo 5 cm. (anche per motivi di ingombro)
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale adesso 0,29 W/(mK), meno della metà
  • la dispersione attraverso il ponte termico è diminuita sensibilmente, il ponte termico è rimasto ma è attenuato
Sicuramente abbiamo risolto il problema della bassa temperatura superficiale interna e il rischio muffa non esiste più, ma la dispersione termica continua, tutti gli inverni per tutti gli anni a venire.
Calcolare i ponti termici non è uno spreco di tempo o un eccesso di zelo: fa parte del progettare bene.

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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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