Category Archives: riscaldamento tips

La seconda casa a Venezia di Matteo abitata di rado

Il lettore scrive:

Ho da circa 8 mesi acquistato una seconda casa di circa 35mq nella zona di Chioggia, che è un comune che vive ai piedi della laguna veneta e come Venezia (anche se un po’ meno) vive dei disagi lagunari…

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Il consiglio che volevo chiederle è che tipo di ventilazione devo adottare visto che la casa è poco abitata?

Al momento sto lasciando un ricircolo d’aria perenne in quanto la casa è di tipo vecchio situata al pt e recentemente ristrutturata. La costruzione originale è di muri portanti su 3 livelli a mottoni pieni con muri portanti di almeno 25 cm. I muri perimetrali danno all’esterno sui 3 lati. L’ambiente è piccolo e gode di riscaldamento autonomo. Attorno piccole calli ed atre case anche se la casa non poi così inglobata rispetto ad altre abitazioni. Gli autoctoni mi hanno consigliato di tenere sempre un ricircolo d’aria quando la casa è disabitata per lunghi periodi, ed io mi sto comportando così…

Ho installato un igrometro/termometro che mi segnala una temperatura di 7 gradi con 82% di umidità (tale rilevazione fa riferimento ad una giornata uggiosa a e nebbiosa). Come mi devo comportare per ridurre il più possibile i disagi? Mi rendo conto che la casa è vecchia (seppur ristrutturata), mi rendo conto del disagio dovuto alla zona geografica,ma in pratica vorrei solo comportarmi io il più correttamente possibile in modo da un aggiungere una cattiva pratiche ad una serie di fisiologici “disagi”… Aggiungo che una volta al mese vado a passare 2-3 giorni ed in quel contesto accendo il riscaldamento e contemporaneamente un de umidificatore adeguato per le dimensioni della casa. Grazie anticipatamente.

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Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

Nel periodo invernale l’ideale sarebbe far lavorare comunque il riscaldamento autonomo per non portare le strutture a temperature bassissime ed installare una ventilazione meccanica controllata decentralizzata (preferibilmente in camera da letto e preferibilmente servendo anche il bagno se adiacente).
Temperature più elevate e un minimo regolare ricambio d’aria eviterà che nei mesi invernali i 3 giorni al mese di abitazione non portino danni agli interni (condense e muffe).

Mi spiego meglio: durante la breve permanenza in casa, con il riscaldamento in funzione, l’ambiente riscaldato avrà un volume d’aria calda apparentemente con umidità entro la norma. Nel momento della partenza, che coincide con lo spegnimento del riscaldamento, l’aria calda e umida lasciata nell’abitazione si raffredderà man mano nelle ore successive e il vapore contenuto condenserà sulle superfici che si raffreddano per prime (la zona bassa delle pareti esterne, il contorno delle finestre, gli angoli, la linea del soffitto).

Penso anche che il costo per riscaldamento non sarebbe molto superiore all’attuale perchè una caldaia a metano che deve portare in fretta un’ambiente a 20°C partendo dai 7°C originali ha un consumo di diversi metricubi. Immagino anche che il comfort non sia straordinario per il fatto che una volta raggiunti i 20°C in casa, le strutture siano ancora molto fredde e poco piacevoli.

Il funzionamento della VMC potrebbe gestire meglio:

  • il breve periodo di presenza offrendo ricambio d’aria e contemporaneamente un basso livello di umidità interna
  • e anche il periodo di assenza (magari con un funzionamento temporizzato e alla velocità minima) a garanzia di una lunga vita delle recenti finiture interne

Per il massimo risparmio potrei anche appoggiare la scelta di una vmc monoflusso che di solito non apprezzo per il suo comportamento che inverte il flusso a intervalli, ma in questo modo è impossibile progettare la vmc come impianto che serve anche il locale bagno…

Tutto questo è anche importante per la salvaguardia dei nuovi intonaci interni che sicuramente sono macroporosi e risananti: anche l’umidità della parete che esce attraverso il suo intonaco (la tonaca del muro) deve potersi liberare in ambiente.

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Come accendere una stufa a legna con pellet senza fumo

 Caricare una stufa a legna con faggio tagliato corto e accendere il fuoco in modo perfetto e senza fumo è possibile con alcune semplici accortezze che ho spiegato nell’articolo Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere e che consiglio di leggere.

Ora che abbiamo migliorato il metodo di accensione e abbandonato le vecchie cattive o sbagliate abitudini possiamo anche provare ad utilizzare il pellet. Non amo il pellet e la sua fiamma non mi scalda affatto il cuore, ma sarà capitato anche a voi di acquistare un sacco da 15kg in offerta oppure riceverlo in prova da qualche distributore. Allora perchè non usarlo? e capire soprattutto come usarlo!

Mantenere la cenere del giorno prima è sempre un’ottima idea! ruba un po’ di spazio ma fa funzionare la stufa molto meglio che se fosse svuotata e ripulita.

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Consiglio di comprimere la cenere vecchia in modo da formare un letto compatto e più basso. Si chiama letto caldo (anche se ormai freddo).

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Sistemate un bel pezzo di legno come sponda ulteriore in modo tale da poter caricare un bel po’ di pellet senza che frani verso lo sportello.

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Tutto pronto o quasi. Il pellet è stato ben ammucchiato dietro al pezzo di legno: non è pratico ed è un lavoro da paletta un po’ noioso. Meglio legna che pellet!

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Prepariamo la miccia e diamo fuoco! Consiglio sempre qualche pigna bella secca:

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In breve tempo, e senza fumo, le fiamme delle pigne scaldano velocemente la canna fumaria ed è proprio la canna dei fumi scaldata in fretta che garantisce un buon tiraggio verso l’alto!

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Appena le pigne daranno il meglio delle loro fiamme anche il pellet inizierà ad accendersi e mentre brucerà accenderà anche il bel pezzo di legno che stava a fare sponda. La cena calda è assicurata

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Domotica e riscaldamento

Si stima che entro il 2020 il mercato dell’automazione e del controllo della casa a distanza salirà oltre il 10% (ricerca di mercato pubblicata dalla società di ricerca MarketsandMarkets).

Domotica e riscaldamento

I sistemi domotici per smart home, che garantiscono il controllo centralizzato dei dispositivi sono un boom: c’è una sempre maggiore richiesta, da parte degli utenti, di soluzioni che permettano di gestire, in modo efficiente e semplice, le apparecchiature domestiche grazie all’affidabilità dei principali protocolli di comunicazione come KNX, DALI, e NEMA, e delle tecnologie wired e wireless, come BACnet, LonWorks, ZigBee, EnOcean, Bluetooth, Z-Wave, e Wi-Fi, che consentono una perfetta integrazione in rete.

Non sono sostenitore di complicazioni e impianti complicati, ormai lo sapete (già la vita non è semplice). Ma sento dai miei clienti un irrefrenabile desiderio di gestire il riscaldamento a distanza: è comune pensiero che staccare il riscaldamento perchè si esce di casa sia la manna dal cielo, il risparmio assoluto, l’efficienza che più efficienza non si può.

Non voglio portarvi degli esempi, non voglio nemmeno annoiarvi con i dati delle mie rilevazioni, non voglio fare il sapientone. Vi invito solo a provare: spegnete il riscaldamento perchè non siete in casa qualche giorno e poi riaccendetelo:

  • purtroppo non si risparmia, al contrario il consumo è maggiore.

Se avete una normalissima caldaia a metano potete fare una autolettura del gas e scoprire quanto io abbia ragione.

Questo è solo il primo aspetto negativo dell’interruzione del riscaldamento!

Quello che Vi sto per raccontare è ben più preoccupante, insidioso e costoso:

Non appena avrete tagliato il riscaldamento (OFF) succede una cosa che molti di voi non conoscono (una cosa inizialmente invisibile – solo inizialmente):

  • cessa il riscaldamento
  • il consumo di metano si ferma
  • gli ambienti cominciano a scendere di temperatura
  • le superfici interne abbassano ulteriormente la loro temperatura
  • le condense superficiali sono in agguato
  • tutte le zone più interessate da ponti termici perdono temperatura ancora più velocemente delle restanti superfici
  • qui le condense superficiali sono più più che in agguato
  • la ventilazione manuale attraverso le finestre è assente dal momento in cui si è spento il riscaldamento
  • l’umidità interna non sale perchè ce ne sia di più o perchè se ne generi di più
  • l’umidità interna sale perchè la temperatura dell’aria sta scendendo
  • l’aria con temperatura inferiore può contenere una quantità di vapore inferiore (senza condensare)
  • le condense superficiali non sono più in agguato, sono una realtà!
  • ecco che le finiture interne cominciano ad andare in sofferenza, gli aloni neri sulle superfici più fredde sono la prima visibile antiestetica conseguenza.

2015: ripetete con me <<mai più l’impianto di riscaldamento su OFF ! >>

La domotica lasciatela sugli scaffali dei negozi! Non ci serve. Il Vostro iPhone usatelo per fare buone foto! Il danaro risprmiato investitelo in ulteriore coibentazione!

Voi avete esperienze diverse? Raccontateci.

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Una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale

Studi tedeschi indicano che 3/4 degli impianti di riscaldamento consumano più del dovuto. La bolletta energetica confrontata con quella di 13 anni fa, sembra raddoppiata. Sì molta parte è dovuta all’aumento dei combustibili, ma se più di tre quarti degli impianti di riscaldamento consuma troppa energia cosa possiamo fare?

valvole termostatiche impostabili

Evitiamo il tema delle ripartizioni dei costi di riscaldamento e di acqua calda sanitaria negli impianti centralizzati dei condomini e anche quello dei costi energetici riferiti alla pessima coibentazione delle tubazioni (il 45% dei consumi complessivi).

Quasi tutte le caldaie sono impostate in modo errato e quindi consumano troppa energia. Un sondaggio della società di consulenza energetica co2online dice che solo una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale.

valvole termostatiche impostabili

  • Nelle vostre caldaie è stata impostata correttamente la curva climatica?
  • funziona la sonda esterna – sempre che vi sia?

La curva climatica impostata correttamente permette all’acqua che scorre nei radiatori di avere una temperatura corretta in funzione delle condizioni climatiche esterne. Si deve indicare la curva climatica corretta in funzione al fabisogno energetico dell’edificio abbinato alla tipologia impiantistica da voi utilizzato.

valvole termostatiche impostabili

  • è stata determinata la potenza termica richiesta in ogni ambiente?
  • sono corrette le vostre abitudini di ventilazione?
  • è stata regolata la temperatura di mandata ottimale del radiatore esistente e quindi l’acqua di riscaldamento di mandata della caldaia?
  • è stata calcolata la prestazione ottimale della pompa in base alla distribuzione delle tubazioni e alle sue resistenze al flusso?
  • sono state regolate le valvole termostatiche – sempre che vi siano?

Se il vostro idraulico di fiducia vi ha preparato un preventivo da paura per le nuove valvole termostatiche, acquistatevele da soli! anche le più ricche di funzioni hanno un prezzo veramente basso:

valvole termostatiche impostabili


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questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli,

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L’ acqua calda sanitaria da caldaia istantanea a metano è costosa?

Chi utilizza una caldaia a metano per riscaldamento e per acqua calda sanitaria istantanea in realtà non conosce bene i propri consumi differenziati per riscaldamento e ACS, anzi spesso non li tiene nemmeno sotto controllo e si limita a pagare le bollette, sicuramente lamentandosi.

Le lamentele non hanno alcun senso fino a che non si tiene d’occhio il proprio consumo stagionale o mensile!

Tra le tipiche reazioni alla bolletta del gas metano per riscaldamento, almeno per chi ha un impianto autonomo, c’è la solita: << quest’anno metto i pannelli solari sul tetto e non ci penso più, almeno l’acqua calda! >>. Sfruttare l’energia del sole… chi sono io per dire che è sbagliato?

consumo acqua calda

L’impianto solare ci offre veramente l’acqua calda gratis, il sole non si paga. L’impianto comunque non ci arriva dal sole! Nè la sua manutenzione e nè lo spazio che ci occupa in casa l’accumulo. E l’impianto fa sì il suo dovere nei mesi più caldi ma porta solo un aiutino nei mesi più freddi, almeno in zona climatica E. Avete mai monitorato i consumi di gas metano nei mesi estivi per l’acqua calda delle vostre docce e della cucina? Se non lo avete mai fatto, cominciate almeno con il 1° di settembre (potete usare questo modello).

Ho monitorato personalmente il consumo di giugno luglio agosto della mia caldaia istantanea Immergas e posso dire che in 3 persone la lettura del gas segna un consumo medio giornaliero di 0,15 mc/ giorno – in tre mesi estivi abbiamo bruciato 13 mc abbondanti. Che valore vogliamo dare a questi 13 mc di gas metano per l’acqua calda sanitaria? 13,00 €?

Per risparmiare 13 € dovrei affrontare le spese di installazione di un impianto solare termico? Sì non devo dimenticare che anche negli altri mesi dell’anno c’è una certa resa dell’ impianto. Ma sono convinto che se voglio tagliare fortemente i costi del gas o mi decido ad isolare la casa o non vado da nessuna parte.

Presto scriverò un articolo sulle docce fredde, le docce del futuro!

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Non regolare il termostato e risparmiare sul riscaldamento

Ho spiegato in diversi articoli che un termostato che permette mille regolazioni è completamente inutile ai fini del comfort e del risparmio sulla bolletta. Migliaia di famiglie cercano di regolare il termostato in dotazione sperando di trovare il compromesso ideale tra risparmio di metano e temperatura confortevole.

NETATMO NTH01-FR-EC - Termostato

L’errore sta proprio nello smanettare sulle impostazioni del termostato:

  • è la regolazione della temperatura di mandata della caldaia che dev’essere ben gestita,
  • sono le valvole dei corpi scaldanti che devono essere chiusi o aperti fino all’equilibrio completo dell’impianto nei vari ambienti.

Ho scritto di queste regolazioni del riscaldamento in articoli passati, seguiteli e tentate di avvicinarvi alla completa regolazione di equilibrio.

So benissimo che molti di voi possiedono uno Smartphone o un iPhone di ultima generazione e vorrebbero collegarlo al riscaldamento di casa, poter interagire a distanza dà un senso di potere e di efficienza. Non è così che io intendo l’efficienza energetica perchè lo sapete, sono più favorevole al funzionamento senza interruzioni degli impianti: temperature più basse e tempi lunghi sono la mia filosofia per ottenere più comfort, più stabilità di temperatura interna e temperature superficiali delle pareti perimetrali ben più elevate. Questa è anche la strada corretta per allontanare il rischio condense e il rischio muffa: quando le strutture riescono a stabilizzarsi a temperature più alte il gioco è fatto. Perciò io sono contrarissimo al on off on off on off dei termostati.

Convengo che un termostato standard non ha un design da urlo e molti di voi lo cambierebbero solo per non vederlo più, oppure per l’ebbrezza di farlo funzionare con il telefonino. Se resistete a tutto tranne che alle tentazioni potreste decidervi per il termostato connesso NTH01-FR-EC di Netatmo che permette di controllare il riscaldamento a distanza, o da fuori città.

Disegnato da Philippe Starck, NETATMO NTH01-FR-EC – Termostato è compatibile con smartphone, tablet e computer e con la maggior parte delle caldaie a combustibile, gas e legno. Non credo si possa risparmiare fino al 25% in termini di consumo energetico a furia di click… ma è un bell’oggetto.

Compatibilità: iPhone 5, iPhone 5c, iPhone 5s, iPhone 4, iPhone 4s, iPad mini, iPad (4ª generazione), iPad (3ª generazione), iPad 2, iPod touch (5ª generazione), smartphone Android 4.0 (minimo) con accesso a Google Play.

 

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Ore di riscaldamento riferite alla Zona Climatica di appartenenza

Ogni zona climatica ha la propria esigenza di riscaldamento. E’ ovvio che a Palermo sia necessario riscaldare molto di meno che a Padova. Ma è giusto che il legislatore fissi il bisogno di riscaldamento in ore di riscaldamento?

zone climatiche

E’ in effetti un po’ assurdo: Padova, gennaio, nuvoloso, temperatura esterna + 2° C. Vi sembra possibile spegnere la caldaia per 10 ore? Naturalmente sto parlando delle case normali, le cosiddette case in classe G. Che temperature superficiali interne raggiungono le pareti perimetrali di case che sono completamente prive di coibentazione termica (quasi la totalità)? Di certo le temperature superficiali interne saranno alquanto basse, ottime per favorire il proliferare delle muffe in presenza di umidità in eccesso.

Apple-Nest-termostato

Le ore di riscaldamento imposte dal legislatore volevano ridurre i consumi di gas e le emissioni nelle grandi città. In realtà, se è molto freddo, la caldaia viene spinta al massimo per tutte le ore legittime, poi va a riposo. Il rispetto delle ore riguarda soprattutto i condomini dove non è il singolo ad impostare le accensioni.

Dal punto di vista dei consumi, tirare il collo alla caldaia e poi spegnerla è il modo più stupido per ottenere bassi consumi.

chi va piano va sano e lontano

Meglio utilizzare la caldaia con una mandata moderata, a seconda delle esigenze dettate dal clima esterno, senza tante interruzioni. Sapete quanto la vostra auto sia parca se guidata con calma, a bassi regimi, per tanti chilometri, senza semafori e code…

Voi che gestite la caldaia personalmente! trovate il giusto equilibrio della temperatura di mandata anzichè spegnere e accendere l’impianto, intervenite sempre su quella! I consumi vi premieranno, ma anche il comfort sarà più elevato.

ore di riscaldamento

Se vi assentate da casa, inutile trasformarla in un cubo di ghiaccio, abbassate un po’ la mandata e al vostro rientro alzatela.

Insomma, il mio consiglio è questo, trovate sul termostato la temperatura perfetta per voi e poi, invece che impostare orari e giorni della settimana sfogate tutta la vostra voglia di regolazioni sulla temperatura di mandata della caldaia.

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Lo so che è difficile resistere alla bellezza del termostato intelligente di Apple! Resistere all’acquisto è dimostrazione di grande forza.

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E noi siamo forti!

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Siamo forti?

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Se non avete saputo resistere alla bellezza di Nest Thermostat e lo avete acquistato su Amazon , vorrete certamente provare ad installarlo da soli! Ecco come installare Nest Thermostat, guarda il viedeo.

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Se a casa vostra l’impianto è molto semplice (caldaia, termostato, termosifoni) al termostato originale arrivano probabilmente solo 4 fili: due di alimentazione, arancione e blu, che tengono in carica la batteria del termostato, e due fili di controllo provenienti dalla caldaia (bianco e rosso). Questi due sono il circuito di comando della caldaia. Qui trovate le spiegazioni passo passo per installare il nuovo termostato di Nest a una caldaia italiana!

Una volta collegato via WiFi al router ADSL di casa seguendo le istruzioni allegate al termostato, le cose funzionano egregiamente, ma il Nest si collega alla rete per sincronizzare il proprio orologio e scaricare le previsioni del tempo, e l’unico modo per indicare dove è installato è l’inserimento del CAP (americano però!):

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Considerato che Nest utilizza queste informazioni per anticipare o ritardare l’accensione della caldaia a seconda della temperatura esterna, è ovvio che il funzionamento non risulta ottimale senza il CAP italiano esatto. Inoltre tutte le funzioni di timer vengono regolate in base al fuso orario relativo al CAP inserito. Ecco come risolvere questo problema senza attendere la vendita su Amazon.it.

Nota: se la linea ADSL non va, si sta la freddo! eeehhh i tempi moderni, la domooooootica…

Leggi anche Google compra Nest, il termostato intelligente del papà di iPod.

Certo che i termostati tradizionali sono veramente orribili. Ma non ci sono più aziende disposte a pagare un buon design?

Bolletta leggera, felicità vera.

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 esperto casaclima

Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere

Inutile stagionare bene la legna se accendiamo male la nostra stufa.

legna conservazione

Da qualche anno ho scoperto che accendere la legna in modo corretto provoca meno fumo, è più facile e le fiamme durano un pizzico più a lungo.

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Facciamo un passo indietro mentre la prima pigna comincia a bruciare.

Preparare la stufa pulendo il cassetto e liberando il fondo in modo che l’aria passi dalla griglia è sbagliato. Sono anni che non apro più il cassetto della cenere (so che non faccio più passare l’aria di lì), l’ho svuotato, pulito e richiuso – per sempre. Addio aria primaria! mi pare che si chiamasse così…

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Ecco! il fuoco comincia a bruciare la seconda pigna! Dicevo… che è sbagliato liberare il fondo dalla cenere per far passare l’aria dalla griglia. Lasciate la cenere e qualche bronza fredda lì dov’è. Preparate la nuova legna e accendete.

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Non mettete mai meno di tre ciocchi – due bruciano malino da soli. Continuate a non pulire il fondo e nel giro di qualche giorno, anche usando la stufa solo nel pomeriggio, si ottiene un bel “letto caldo” di cenere. A questo punto per voi, e la vostra stufa, comincia una nuova vita! Voi avrete meno da pulire, da preparare, da buttare in giardino e la stufa si accenderà come un computer (anzi meglio! come un Apple!). Fumo e parolacce saranno solo un ricordo!

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Le pigne bruciano già bene.  Questo letto caldo che vi ho appena descritto diventerà ogni giorno un po’ più alto, la cenere continua però a bruciare e ribruciare diminuendo consistentemente il proprio volume. Alla prossima accensione compatterete un po’ la cenere del fondo con una paletta in ferro (occhio che sotto c’è il vulcano!).

L’aria della griglia ovviamente manca, però avete lo sportello aperto! Non occorre spalancato (è così solo per il servizio fotografico che ho preparato!), bastano 4-5 cm con le deboli prime fiammelle, non meno altrimenti c’è troppo tiraggio e le fiammelle tremano e si arrabbiano.

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Senti già tre sole pigne come scaldano! La natura ci ha preparato proprio ogni cosa. La ringrazieremo mai abbastanza?

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Adesso ha preso! Tutto brucia benissimo. Da sopra le fiamme accenderanno anche la legna in basso, con calma, con calma. Non una nuovoletta di fumo! Hè hè… non ci credevate vero?

Prima vi ho consigliato questo letto caldo di cenere. Pensate che arriverete a bruciare anche 1400 kg di faggio da 25 cm svuotando la cenere dal fondo con la palettina non più di 4 volte. Ve lo immaginate? Io in un anno butto nel compost 5-6 sacchetti del pane colmi di cenere. Prima ero lo “spazzacamino” della mia stufa, adesso sono un uomo fortunato, che la accende, ascolta i primi crepitii e versa del vino nel bicchiere.

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 Ci prenderete la mano e imparerete il momento giusto per chiudere lo sportello senza pericolo che il fuoco cali. Dopo un po’ le fiamme saranno veramente forti: è tempo di chiudere anche l’aria secondaria, da me è una levetta in basso a sinistra.

accensione corretta legna stufa letto caldo

 Quando la stufa sarà bella rossa e senza fiamme godetevi il caldo migliore! Se volete aggiungere legna potete farlo senza accensione, anche il mattino seguente! Il letto caldo vi avrà conservato qualche pezzettino ancora rovente: ne ammucchierete insieme qualcuno mentre compattate la cenere e in una mezz’oretta voilà il nuovo fuoco è già qua.

accensione corretta legna stufa letto caldo

 Accomodatevi, ora sapete tutto quel che ho imparato io.

rendimento-stufa-legna

Siamo a primavera, e questo articolo potevo ben scriverlo prima, lo so! Ma il tempo si è guastato, piove e tira vento. E’ l’occasione di mettere in pratica tutto quello che avete letto!

Sul vino non do consigli, anzi se volete mandarmi una bottiglia della vostra cantina per sdebitarvi dei buoni consigli ricevuti, non mi offendo mica.

accensione corretta legna stufa letto caldo

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Accensione Impianti Termici: è sensato il limite massimo consentito?

Un lettore, Alberto, scrive che nel condominio dove abita attualmente il riscaldamento (caldaia tradizionale a gas di circa 75 kW non a condensazione) è acceso dalle 06:00 alle 23:00 con una temperatura di mandata che non supera mai i 60 °C nemmeno quando fuori è sotto zero… dentro casa (le valvole termostatiche caleffi sono impostate tra il 2 e il 3) non superando mai i 20°C: sono abituati bene a non esagerare con il riscaldamento…

manomettere l'accensione a tempo dell'impianto di riscaldamento centralizzato-02

La domanda di Alberto è questa: se proponesse di provare a tenere il riscaldamento acceso tutto il giorno e quindi evitare quelle 7 ore di spegnimento in cui l’acqua si raffredda il condominio consumerebbe di più o di meno?

Il termostato non permette di impostare un periodo notturno con temperatura di mandata più bassa). Gli piacerebbe proporre questa soluzione anche agli altri condomini nel caso in cui ci fosse qualche possibilità di riuscire a consumare meno metri cubi di metano… Ovviamente tenendo sempre l’impianto in funzione il comfort sarebbe decisamente superiore…

Cosa rispondere ad Alberto e a tutti quelli che si pongono la stessa domanda?

Evitare lo spegnimento della caldaia per molte ore ottenendo un buon funzionamento continuo con temperatura di mandata sensibilmente più bassa è un’ottima via per contenere i consumi per riscaldamento. Anche la qualità dell’aria interna sarebbe superiore, e i termosifoni smetterebbero di lasciare i baffi neri sulle pareti. Tutto sarebbe più bello… come nelle favole.

Purtroppo il legislatore, con l’idea di abbassare i consumi nazionali, ha deciso di vietare la libera impostazione delle ore di accensione: ogni zona climatica italiana stabilisce l’ Accensione degli Impianti Termici con un determinato limite massimo consentito: per esempio di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile in zona climatica E (controlla qui la tua zona).

Se un privato cittadino sente di fare in casa sua quel che più gli pare e piace, la gestione di un condominio certamente non può permettersi di fare quello che vuole.

Non tutto è perduto:

nel rispetto della legge si deve ahimè resistere alla tentazione di manomettere l’accensione a tempo dell’impianto di riscaldamento centralizzato rispettando le ore di riscaldamento consentite dalla propria zona climatica di appartenenza, ma se i condomini sono intelligenti e non in inimicizia possono insieme trovare altre strade per un consumo di metano più contenuto – l’unione fa la forza:

manomettere l'accensione a tempo dell'impianto di riscaldamento centralizzato-02

di seguito evito di trattare argomenti che riguardano la coibentazione del condominio per concentrarmi su alcuni consigli a costo zero applicabili da chiunque abbia voglia di provare:

  • incaricare un condòmino per il monitoraggio del consumo di gas mese per mese (sarà utile nel tempo per fare dei confronti con il passato, per nuovi ragionamenti e nuove decisioni future), si può utilizzare questo foglio che avevo preparato per monitorare il consumo di gas luce e acqua
  • abbassare manualmente la temperatura di mandata, aumentandola o diminuendola in conseguenza della situazione meteo esterna (si nominerà un volonteroso condòmino per l’operazione) scoprendo, con l’esperienza, l’ideale temperatura per ogni periodo dell’anno senza che nessun condòmino soffra.
  • bilanciare l’impianto di ogni appartamento, ambiente per ambiente: pur in assenza di valvole termostatiche moderne si possono chiudere e aprire le portate ai singoli radiatori in ogni stanza (per poi non toccarli più vita natal durante). La corretta portata permette di riscaldare gli ambienti più dispersivi e freddi con la massima apertura della valvola e di riscaldare con una portata “più strozzata” gli ambienti che sono già di per sè, per esposizione o cubatura, più caldi e meno bisognosi di riscaldamento.
  • da evitare, per quanto possibile, forti differenze di temperatura interna tra un ambiente e un altro: le disomogeneità di temperatura indoor non favoriscono la sensazione di comfort percepita e portano a rischiose concentrazioni di umidità interna in alcuni ambienti meno riscaldati (rischio muffa)
  • monitorare temperatura e umidità interna con alcuni termoigrometri ambientali in modo che tutti i condòmini siano oggettivamente al corrente delle proprie temperature operanti e del livello di umidità relativa
  • insegnare o farsi insegnare come ottenere una migliore qualità dell’aria interna e un’umidità relativa interna sotto controllo con una corretta ventilazione manuale attraverso le finestre (leggi questa piccola guida)
  • suggerire a chi ha il vizio di lasciare a lungo le finestre spalancate di cambiare, da domani, abitudini
  • suggerire a chi ha l’abitudine di fare ventilazione con l’anta a ribalta di non usare mai più, fino a primavera, questa possibilità di apertura del serramento
  • ricordare di utilizzare gli aspiratori in cucina e nei bagni solo se strettamente necessario
  • far notare ad ogni condòmino che ogni comportamento energeticamente scorretto impone a tutti i condòmini una richiesta di energia extra alla caldaia centralizzata

La tenuta all’aria (fai da te) delle prese elettriche

In cantiere vado predicando che sarebbe necessario inventarsi degli accorgimenti per interrompere i flussi d’aria che provengono dalle scatole elettriche e poi a casa mia non faccio nulla? Solo per pigrizia, e un po’ di stupidità magari.

tenuta all aria presa elettrica

Beh, questo fine settimana ho aperto la presa che in casa soffia più di tutte (non ho capito perchè) è ci ho spinto dentro, prima dietro ai cavi e poi davanti, delle strisce di gommapiuma (speriamo che non si autoincendino!!!).

 tenuta all aria presa elettrica

Il risultato è ottimo: posso dire che la scatola elettrica è a tenuta d’aria. Un po’ di gommapiuma e un po’ di pazienza e da quest’inverno uno spiffero di meno!

tenuta all aria presa elettrica

Sabato prossimo, famiglia permettendo, continuerò con questo lavoretto.

Per trovare motivazione e spinta a continuare forse dovrei scoprire quanto vale l’intervento ad ogni presa!

Quanta aria passa attraverso 3 normali tubi corrugati che portano i fili alla scatola?

Quanto peggiora le prestazioni di una casa una presa che soffia 24 ore al giorno?

Quanta energia va persa per ogni presa elettrica senza tenuta all’aria?

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Perchè isolare le tubazioni del riscaldamento?

 C’è la tendenza a dare molta importanza all’isolamento esterno della casa e a dimenticare altri aspetti: avete mai chiesto al vostro progettista quanto disperdono le tubazioni del riscaldamento?

caldaia-in-ambiente-non-riscaldato

Ipotizzando che la caldaia sia posizionata in un ambiente non riscaldato (ad es. nel piano interrato) e che le tubature di mandata e di ritorno percorrano 10 metri per arrivare alla zona da riscaldare, possiamo provare a calcolare la dispersione di questi 20metri di tubazioni diam. ¾’’ coibentate con i classici 9mm. in questo modo:

  • una tubazione in acciaio nero diam. ¾ ‘’ con spessore isolante 9mm disperde : 0,325 W/mK
  • la temperatura dell’ambiente non riscaldato è 15°C
  • la temperatura del fluido nelle tubazioni è 30°C (impianto radiante in funzione per 4 ore al giorno per 6 mesi)

0,325 W/mK * 20m (distribuzione) * 15 °C (salto termico) = 97,5 Wh
97,5 Wh * 4 ore/giorno * 180 giorni = 70,2 kWh/anno

isolare-le-tubazioni

Progettisti e committenti danno tanta importanza alla scelta della caldaia dimenticando tutto quello che viene dopo la caldaia. Per lei sono tutti disposti a spendere, per il resto sono tutti alla ricerca del risparmio. Cosa mai potrà fare la super caldaia se da lei partono tubazioni di distribuzione coibentate male o posate senza un adeguato progetto?

  • controlliamo se nel progetto le tubazioni sono più brevi possibile!
  • controlliamo se tutte le curve sono indispensabili! ogni curva aumenta le perdite di carico.
  • isoliamo le tubazioni con almeno uno spessore pari al diametro e senza alcuna interruzione.

isolare-le-tubazioni2

Facciamo un confronto?

Quanto disperde la parete esterna di un bagno nel periodo di riscaldamento?

  • consideriamo 5 mq di laterizio 25cm + cappotto da 10cm con trasmittanza U=0,25 [W/mq·K]
  • prendiamo i Gradi Giorno di Padova = 2383 GG * 0,024 = 57,19 Kh

0,25 [W/mq·K] * 5 mq (superficie) * 57,19 Kh (cioè 2383 GradiGiorno * 0,024)

= 71,5 kWh/anno

 La piccola distribuzione impiantistica mal coibentata disperde quanto la parete esterna di un bagno che abbiamo isolato con 10cm di eps.

Davanti ai numeri, la prima cosa che ti viene in mente di fare é isolare ancora meglio la parete esterna! Proviamoci allora!

andiamo verso standard da casa passiva: trasmittanza parete U=0,10 [W/mq·K] (isolamento involucro veramente spinto!):

 isolamento casa passiva

0,10 [W/mq·K] * 5 mq (superficie) * 57,19 Kh (cioè 2383 GradiGiorno * 0,024)

= 28,6 kWh/anno

Davanti a questa cifra possiamo dire che coibentare meglio le tubazioni è più facile e intelligente, ma spesso delle piccole cose ci si dimentica!

isolare-le-tubazioni4

Riflettere e progettare prima di costruire è obbligatorio!


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  questo articolo è stato diretto dal termotecnico marco de pinto,

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Monitorare i consumi di gas luce e acqua

Ci insegnao che la casa del futuro, quella che consuma poco o nulla, o quella che produce più energia di quanta ne bruci deve avere certe caratteristiche: dev’essere costruita in un certo modo e deve avere certi impianti.  Credo che manchi un dettaglio!

la-casa-del-futuro

Chi vivrà nella casa del futuro deve conoscerne e capirne caratteristiche e impianti e poi comportarsi appropriatamente. Anche alla guida di una Golf possiamo ottenere buone prestazioni, comfort e parchi consumi, a patto di guidare con le gomme gonfie, i finestrini chiusi, bagagliaio vuoto, e giù i tre materassi dal portapacchi.

I comportamenti di chi abita e usa la casa sono determinanti per ottenere i bassi consumi e gli alti livelli di comfort previsti dalla progettazione!

la-casa-del-futuro-tetto-in-paglia

Il discorso non vale solo per le case del futuro. Le case del passato devono essere gestite con altrettanta intelligenza e lungimiranza per non essere più dispendiose di quel che già sono!

Mettiamoci all’opera! facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità e capacità per tagliare i consumi:

  • Primo passo: monitoriamo i consumi!

Solo così possiamo accorgerci di come i nostri comportamenti influenzino veramente i costi di gestione della casa!

 Ho preparato un foglio dove potrete annotare le letture del contatore di luce gas e acqua mese per mese

Per utilizzarlo potete scaricarlo qui sotto nel formato che preferite:

foglio per monitorare luce gas acqua

foglio per monitorare luce gas acqua

Chi volesse diventare un disobbediente e abbandonare una volta per tutte Microsoft in favore di OpenOffice, software libero e gratuito, può informarsi cliccando qui sotto:

scaricare open-office

e guardando questo stralcio di Report:

 Tra qualche mese, quando avrete annotato diligentemente tutte le letture dei vostri contatori non sentirò più frasi del tipo:

 Anch’io un giorno mi farò una casa tipo casaclima che non consuma niente. Ma quanto consumi di gas? boh non so!

L’anno scorso siamo entrati in casa nuova, pannelli solari e cappotto da 6 e abbiamo consumato come sempre. Ma quanto hai consumato in un inverno? boh non so!

Sto pensando di mettere i pannelli solari così almeno d’estate ho l’acqua calda gratis. Ma quanto gas hai consumato in tutta l’estate? boh non so!

Ho cambiato tutte le lampadine perchè arrivavano bollette da paura, inutilmente. Devo decidermi a cambiare lavatrice e lavastoviglie e prendere qualcosa tipo classe A+. Ma a che temperatura fai i lavaggi? boh non so, li fa la donna che mi tiene la casa! (come quel tipo che prestava la Porsche a suo figlio il sabato e la domenica era in riserva! chi sa perchè?)

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Riscaldamento: usiamolo bene e combatterà anche la muffa!

 Come usare al meglio e con i migliori risultati la nostra caldaietta? magari nuova, appena installata, del tipo a condensazione.

tag-caldaia-a-condensazione-regolazione

Non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso?

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:


 Torniamo alla nostra caldaia a condensazione… Che doveva consumare molto meno della precedente! E potrebbe consumare veramente di meno! Regoliamola bene!

Come regolare la caldaia in 2 minuti:

Appena inizia la stagione fredda e sentiamo l’esigenza di far partire l’impianto, non corriamo ad impostare giorni della settimana e orari di accensione e spegnimento! Concentriamoci sulla regolazione della temperatura di mandata. Solo su quella!

Inutile fissare 65° di mandata, far partire la caldaia per due ore e poi fermare l’impianto fino al pomeriggio per farla ripartire nuovamente a 65°. Sarebbe come andare in ufficio sgommando ad ogni semaforo.

Trovate la temperatura perfetta per ottenere i famosi 20° in casa! Con due o tre regolazioni ce l’avrete fatta. All’inizio dell’inverno la temperatura di mandata giusta potrebbe essere anche solo 37° o anche meno, ma continui.

Avrete un impianto che va piano, sano e lontano, senza frenate e senza accelerazioni.

tag-impianto-a-condensazione

A gennaio scoprirete che se la mandata è regolata sui 45° starete benissimo, e consumerete un filo di gas: la bolletta premierà il tempo che avrete dedicato alla lettura del mio consiglio, ve lo assicuro!

La temperatura superficiale dei muri si assesterà ad una temperatura più alta, senza soffrire dei continui stop and go del cronotermostato. Il termostato interno impostatelo pure sopra i 20° in modo che la caldaia si fermi solo quando tutte le valvole termostatiche di ogni radiatore (o termosifone) sentono di aver portato l’ambiente a temperatura. Ecco che l’impianto sarà finalmente più bilanciato.

Bisogna smettere la cattiva abitudine di sentire caldo e spegnere tutto, sentire freddo e alzare tutto: con un po’ di sensibilità riuscirete a livellare le valvole termostatiche di ogni termosifone e la giusta temperatura di mandata dell’impianto (la più bassa possibile). Ecco che i muri staranno sempre più o meno alla stessa temperatura, ben più alta di prima, senza permettere alle muffe di trovare le temperature critiche dei 13-16°.

tag-sonda-esterna

  • Se la caldaia è dotata di sonda esterna la temperatura di mandata sarà regolata autonomamente da quello che la sonda sente esternamente, siete nelle mani della sonda esterna! Un modo perfetto di gestire la caldaia se non si ha nessuna voglia di metterci il naso. Se siete tra quelli che hanno avuto una brutta esperienza con la sonda esterna (in casa si battono i denti e fuori è caldino) forse siete tra gli sfortunati che hanno avuto un impiantista “sbadato”: la sonda esterna è stata installata dove non deve essere! Installatela a nord e in modo protetto. La sonda esterna non deve essere colpita dal sole, altrimenti la sonda sta troppo bene e vi taglia il riscaldamento!

 Qualche ligio cittadino mi vorrà far notare che le leggi comunali non permettono l’accensione che per un tot di ore giornaliere. Dunque dunque, in realtà l’impianto in totale non lavorerà proprio 24ore perchè anche il termostato interno si accorgerà che fa caldo abbastanza ed interrompe il riscaldamento, certo che infrangerà il regolamento comunale.

 E se il regolamento dicesse di tenere le finestre sempre socchiuse per avere aria fresca in casa? Lo seguiremmo?

E’ vero che l’italiano è molto rispettoso delle regole, però non seguendo questi consigli

  • consumerebbe più gas,
  • riducendo il comfort,
  • riducendo la vita della caldaia,
  • riducendo il rendimento della caldaia (che è massimo solo se usata a basse temperature)
  • aumentando l’inquinamento atmosferico.

caldaia_condensazione

Forse anche i comuni dovrebbero “migliorare” i regolamenti vecchi di anni e anni, senza alcun senso ormai. Promuovete questo cambiamento!

      

       

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