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VMC, le gioie e i dolori, l’efficienza e la pulizia

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Sono severo in fatto di silenzio, amo il mio iMac 27 che mi permette di lavorare in tutta “efficienza” e a tutta birra, ma sù, con tutta la tecnologia disponibile in casa Apple, si poteva certamente fare più attenzione al rumore del raffrescamento interno. Un bel giorno sono inciampato in una buona offerta di RAM aggiuntiva ed ho aperto lo sportellino inferiore: ragazzi che polvere!

Se l’involucro del mio computer è come l’involucro di una casa, lo sportellino della RAM equivale che so, al cassonetto degli avvolgibili… l’aria fresca per il raffrescamento deve pur venire da qualche parte… e porta con se sporcizia sospesa.

Quando tesso le lodi e i benefici degli impianti di ventilazione meccanica controllata, le VMC, sono sincero e resto al fianco del committente, ma è pur vero che un po’ di rumore lo fanno ed è pur vero che un po’ di sporco si accumula nelle condotte.

Ai corsi per progettisti di case passive ti ripetono fino alla noia che la canalizzazione migliore è quella più breve – solo che loro parlano di efficienza, mentre io penso allo sporco e al rumore!

Ai miracolosi interventi (a pagamento) di manutenzione e pulizia credo poco: già chi pulisce per sè fa veramente fatica ad arrivare al pulito, figuriamoci gli “interventisti” esterni da noi incaricati, in condotte che si estendono per metri e metri. Sappiamo tutti che aspetto hanno le aspirapolveri il mese dopo l’acquisto. Beh non esageriamo.. ma restiamo svegli! e critici!

Si dovrebbe anche ammettere che gli impianti VMC centralizzati sono sì super efficienti, ma proprio per questo rendono l’ambiente un po’ irreale, senza odori (o profumi), un po’ troppo asciutto, tanto che di darti una rinfrescata al viso non ne senti più la necessità.

In edifici non residenziali questi due difetti appena descritti NON sono difetti, sono pregi, ma a casa nostra un po’ di umanità ci vuole, e secondo me ci mancherà: un’atmosfera troppo perfetta non ci lascia nemmeno il ricordo del profumo di casa – di cosa avremo nostalgia quando saremo lontani? o vecchi?

Forse la VMC decentralizzata non è la Panda delle VMC! forse è una buona alternativa, certamente meno efficiente, ma se silenziosa, silenziosa! e disponibile ad una ottima pulizia (anche fai da te!).

Tubazioni? No grazie.

In cambio di un’atmosfera meno artificiale accettiamo un po’ di inefficienza – è pur sempre un buon cambio.

La cosa che mi dispiace di più nel caso del “ripiego impiantistico” (più macchine di ventilazione decentralizzate) è la impossibilità di ridistribuire il calore nei vari ambienti: mi spiego meglio:

  • se in cucina uso il forno 3 ore per fare due torte, quel po’ di energia in più del solito arriva al recuperatore di calore che distribuisce a tutto l’edificio quel guadagno
  • idem se accendo la stufa nel soggiorno
  • idem se in soggiorno nel pomeriggio entra un bel sole per due tre ore

ecco questo è un aspetto importante che stride con il buon funzionamento della VMC!

A qualcun’altro questo particolare può comunque sembrare interessante per il fatto che non desidera del tutto la omogeneità della temperatura interna: anzi è infastidito dal fatto che in camera da letto la temperatura sarà più o meno tale e quale a quella che aveva in soggiorno.


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Ma il Conto Termico non scade mai?

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Avete già letto qualcosa del Conto Termico? gli incentivi senza scadenza…

Il Conto Termico, al contrario dell’Ecobonus, non ha scadenza – ma perchè nello stesso paese ci devono essere due formule diverse per incentivare gli italiani ad andare verso l’efficienza energetica?

Siamo sicuri che il popolo abbia tempo e voglia di informarsi sempre di tutto e di tutti i cavilli e di tutte le scadenze per poter fare qualche passo con piena consapevolezza e sicurezza?

Sembra che ci sia qualcuno che legiferi per mettere disordine nella vita altrui, fino all’accidia, cioè all’avversione ad operare.

La vita è un lampo, e ognuno ha il suo bel da fare. Perchè non cominciare a snellire e semplificare? L’Italia è incapace? gli incapaci lascino spazio ai capaci.

Pensate che nel 2018, l’impegno di spesa per gli interventi realizzati dalle imprese e dai privati è stato pari a 146 milioni di €, e per gli interventi delle Pubbliche Amministrazioni 29 milioni di €. Per capirci bene erano disponibili 900 milioni di € all’anno (cioè 700 milioni per imprese e privati + 200 per le Pubbliche Amministrazioni).

E’ vistoso che rispetto alla disponibilità di milioni di euro, gli interventi siano stati solo una manciata! Allora? Sentite anche voi profumo di accidia

Certo che questa canzonetta dei bonus degli incentivi e dei rimborsi, tutti instabili, farragginosi, incerti, con mille scadenze e mille adempimenti cominciano a stufare.

Vedremo se nel corso del 2019 gli incentivi erogati saranno ancora inferiori a quelli disponibili, temo di sì. Ma chi ci governa sa quello che fa?

E se parliamo di Ecobonus, le cose vanno meglio, ma c’è già una riduzione degli investimenti rispetto al 2017.  profumino di accidia?


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VMC con deumidificatore integrato

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State già fiutando l’estate 2019? L’impianto radiante a pavimento, come quello a parete o a soffitto se usato anche in regime estivo in modalità raffrescamento richiede la deumidificazione (se abbassiamo la temperatura di un certo ambiente ne innalziamo il livello di umidità).

Proprio per questo, oggi, il mercato delle ventilazioni meccaniche controllate (VMC) propongono macchine che uniscono ventilazione e deumidificazione.

Siamo certi che sia energeticamente una buona scelta? e soprattutto, siamo certi di non incappare in problematiche impreviste come muffa e legionella ?

Facciamo un passo indietro – cosa sono i monoblocchi ventilazione / deumidificazione?
Sono unità di trattamento aria, che permettono il ricambio dell’aria dell’abitazione recuperando l’energia termica prima dell’espulsione. Sono composti da due ventilatori EC a bassissimo assorbimento (ottima efficienza elettrica – e di cosa significhi avere un’ottima efficienza elettrica parleremo in un prossimo articolo) ed un sistema di serrande motorizzate che consentono di passare dalla modalità ricircolo alla modalità ricambio aria dei locali.
Il ricircolo funziona quando si attiva la deumidificazione (altrimenti il deumidificatore per mancanza di flusso si bloccherebbe). Un gruppo frigorifero all’interno del monoblocco provvede ad abbassare l’umidità dei locali mantenendo stabile la temperatura dell’aria, oppure è in grado di raffreddare l’aria aumentando così l’efficacia dell’impianto di climatizzazione.

Le tubazioni di mandata saranno correttamente coibentate: questo aspetto, se dimenticato, crea poi nel tempo condense indesiderate nelle tubazioni.

Riassumendo, le caratteristiche delle apparecchiature monoblocco VMC / deumidificazione sono:

  • estrazione con recupero di calore sensibile dell’aria dei bagni, della cucina
  • deumidificazione dell’aria esterna ed interna in modalità neutra o con l’apporto di calore sensibile di raffrescamento sfruttando l’acqua refrigerata dell’impianto del sistema radiante
  • integrazione di calore estivo oppure invernale sfruttando la batteria idronica di pre-trattamento e l’acqua dell’impianto.

Proviamo a comprendere i seguenti aspetti :

la VMC monoblocco con deumidificatore presenta due ventilatori e delle serrande che si muovono per ricircolare l’aria ambiente – nel periodo estivo, in fase di deumidifcazione, i ventilatori aumenteranno l’assorbimento elettrico per dare voce in capitolo alla prevalenza (la portata dei ventilatori) ma in questa condizione non garantiscono la quantità di aria di rinnovo ed espulsione. Non riescono però a garantire la quantità di aria esterna bilanciata con quella di espulsione (per mantenere una buona qualità dell’aria in-door) perché stanno pensando alla deumidificazione.

Succede che la macchina preleva più aria esterna di quanto sia necessario aumentando inevitabilmente i consumi energetici (un recuperatore di calore mantiene la propria efficienza quanto più i due flussi sono bassi e eguali).
Inoltre la deumidificare con l’aria primaria richiede più distribuzione quindi più tubazioni, più bocchette, e di conseguenza l’impianto non potrà mai essere correttamente bilanciato: i flussi d’aria si modificheranno nel tempo in maniera doppia e tripla di quanto necessario al rinnovo.

Spesso manca anche la possibilità di tarare la portata dei ventilatori presa aria esterna ed espulsione. Questo rende ancora più difficile bilanciare le singole bocchette.

Per la mia esperienza di progettazione di impianti devo ammettere che la soluzione migliore di tutte è spendere qualche soldino in più e prevedere sistemi assolutamente distinti: una VMC e una deumidificazione indipendenti tra loro.

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Installazione di una VMC molto intelligente

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Livelli di umidità interna sempre troppo alti, un passato di muffe negli angoli e in altre zone fredde, ambiente interno sempre interessato da odore di umido e freddo; un cliente dello studio, ma come ce ne sono tanti altri, basta leggere i commenti sotto gli articoli, mi incarica di aiutarlo a risolvere definitivamente il problema: vuole una casa asciutta e non più a rischio muffa.

Il budget per l’intervento è inesistente (già è stato speso molto l’anno scorso per ritinteggiare tutti gli interni inseguendo l’idea di bonificare tutte le stanze dalle muffe che continuavano a ripresentarsi), quindi

si deve fare solo il necessario.

Ma qual’è questo necessario se non affrontare il toro per le corna? Il ricambio d’aria insufficiente e le zone fredde che sono i ponti termici strutturali e geometrici dell’edificio continueranno a presentare il conto: la condensa superficiale interna.

Non c’è il capitale necessario per un intervento di isolamento interno e per ripetere un’altra volta i lavori di finitura interna?

Si deve almeno pensare al ricambio d’aria,

e senza un impianto VMC con recupero di calore sarà veramente difficile dare una svolta al problema delle muffe. Se non si pensa alla salute degli adulti, si pensi almeno a quella dei più piccoli che stanno crescendo il loro apparato respiratorio. No, non vendo macchine per ventilazione controllata, ma le devo consigliare: sono la soluzione.

E’ chiaro che una VMC può risolvere il problema del ricambio d’aria, dell’umidità interna elevata e del rischio muffa. Ma cosa rispondere al committente che è tanto convinto della decisione quanto spaventato dai lavori in casa.

Inutile minimizzare: avere gente per casa che ti vuole demolire la casa e far polvere e calcinacci e chi sa che altri danni… spaventa! Ma le forometrie sono necessarie: la VMC deve comunicare con l’esterno e l’installazione prevede come minimo un’apertura nel muro perimetrale per la macchina + altri eventuali fori interni che sono indispensabili per far comunicar la VMC con ambienti più lontani.

Tutto sarebbe stato più semplice al tempo del cantiere o prima di abitarci, lo so.

Guardate cosa sono riuscito a combinare in casa mia qualche anno fa, per riuscire con 1 sola VMC ad offrire un po’ di ricambio aria a 2 stanze e a 1 bagno cieco:

ho dovuto aprire una finestrina nel muro perimetrale e poi far passare i corrugati da 75mm di diametro dove serviva. Nulla di impossibile, ma lavorare in una casa finita non offre la stessa libertà che offre un cantiere.

Nei mesi scorsi ho parlato di VMC intelligente, e molti lettori vorranno buttare un’occhiata ai lavori durante la giornata d’installazione di una VMC bluMartin. Buona visione!

cominciamo con qualche misura da conoscere:

proteggere da danni e polvere il contenuto degli ambienti prima di iniziare a riportare sul muro le forometrie da realizzare è fondamentale:

demolire con precisione e cautela non significa perdere tempo, ma eseguire un ottimo lavoro:

prevedere le brevi canalizzazioni verso altri ambienti fa parte del progetto:

dalla demolizione interna, per evitare danni, non si può passare fino alla facciata esterna:

meglio proteggere gli occhi in alcune fasi:

chi lavora bene e con cura non è malvisto dagli altri condomini:

il lavoro preparatorio comincia a prendere forma e dare un senso, la sede della VMC va al suo posto:

per sfruttare una macchina VMC servendo altri locali si devono prevedere dei carotaggi attraverso alcuni divisori interni:

notare la tipologia di costruzione dell’edificio che prevedeva un sottile isolamento termico tra blocco di tamponamento esterno e rifodera in laterizio forato interna (naturalmente questa soluzione costruttiva porta con sè il problema della ripetuta interruzione dell’isolante ogni volta che si arriva ad un elemento strutturale, qui si vede il solaio interpiano):

come sapete, il ricambio d’aria degli altri locali necessita o di canali di ripresa o del modulo di trasferimento aria freeAir plus:

e finalmente arriva il momento di installare la bluMartin freeAir 100:

anche all’esterno è il momento di concludere e mettere via la scala:

per agevolare il passaggio di aria tra gli ambienti anche con porte chiuse è bene prevedere qualche millimetro libero a pavimento con il vecchio trucco della rondella, se possibile:

da così:

a così: il canale di ripresa del bagno può essere inscatolato ad evidenziare un elemento architettonico strutturale finto:

il modulo di trasferimento aria freeAir plus non disturba:

come concludere? il lavoro va fatto, e le soddisfazioni poi si raccolgono da sole!


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Rottamazione stufe 2019

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La Giunta regionale del Veneto, per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano, ha approvato il 12 febbraio 2019 un bando rivolto ai privati cittadini per la sostituzione di generatori di calore domestici, alimentati a legna o pellet con apparecchi a basse emissioni ed alta efficienza (cioè almeno 4 stelle) ed impiego di combustibile specificato nel bando allegato alla deliberazione:

  • contributi fino a 1.600 € per la Misura A, ovvero per la sostituzione del preesistente generatore a biomassa con l’acquisto di stufe, termostufe, inserti, cucine e termocucine a pellet (UNI EN 14785), stufe e termostufe a legna (UNI EN 13240), cucine e termo cucine a legna (UNI EN 12815), inserti a legna (UNI EN 13229), stufe ad accumulo alimentate a biomassa legnosa (UNI EN 15250).
  • contributi fino a 5.000 € (Misura B) per la rottamazione del vecchio generatore e l’acquisto di caldaie, di potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW (UNI EN 303-5:2012).

La scadenza per la trasmissione delle istanze di contributo è il 30.04.2019.

Sapete cos’è un’istanza? in due parole, è una richiesta fatta pervenire a una pubblica autorità, allo scopo di provocarne l’intervento o l’interessamento nei limiti e nei modi prescritti dalla legge.

Se vuoi leggerti le 11 pagine dell’ ALLEGATO A del BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI FINALIZZATI ALLA ROTTAMAZIONE ED ACQUISTO DI IMPIANTI TERMICI DOMESTICI ALIMENTATI A BIOMASSA LEGNOSA: leggi qui.

Se vuoi leggerti le 25 pagine dell’ ALLEGATO B: leggi qui.

Sembra la concorrenza veneta al Conto Termicoincomprensibile.


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Fare il pieno di ioni negativi senza rinunciare alla VMC

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Li respiriamo ogni giorno, cosa sono?

sono gli ioni.

L’aria contiene ioni positivi e negativi (gruppi di atomi elettrificati che fan bene alla salute).

La ionizzazione dell’aria succede grazie ai fulmini, durante i temporali, ma anche grazie ai raggi ultravioletti e ai raggi cosmici. Quanto è lunga la vita degli ioni presenti nei gas che formano l’aria che respiriamo? Pochi istanti 🙁

Dalla ionizzazione dell’ossigeno derivano quasi tutti gli ioni negativi e dopo un bel temporale ve ne sono in abbondanza, anche 2 miliardi in 1 metro cubo d’aria:

  • se in città ce ne sono solo 50 milioni, in campagna ce ne sono già 750 milioni e in montagna ce ne sono il doppio. Quando siamo chiusi in macchina ce ne sono solo 10 milioni.

Sono gli ioni negativi quelli più importanti per la nostra salute – purtroppo in casa si formano molti ioni positivi per effetto dei termosifoni accesi, dell’aria condizionata accesa, dello schermo acceso, degli apparecchi elettronici accesi, delle superfici plastiche e degli abiti sintetici.

Troppi ioni positivi spingono il nostro organismo a produrre serotonina (un neuro-ormone), invece gli ioni negativi aumentano l’emoglobina e i fenomeni di ossidazione, stimolano le nostre facoltà psichiche influendo sulle cellule celebrali.

Troppi ioni negativi migliorano invece la salute: curano l’insonnia, i dolori muscolari, la depressione, la micro circolazione, l’asma, la tosse e aumentano le difese immunitarie, la diuresi renale.

Ora, non possiamo correre tutti in montagna: se qualcuno volesse acquistare uno ionizzatore deve preferirne uno che non produca ozono e non produca campi magnetici (la schermatura è importante!). Ho letto che uno ionizzatore di potenza media produce 100 volte gli ioni di un temporale e li distribuisce anche a 2 metri dall’antenna (se avvicinate una mano sentirete un movimento d’aria).

Ma questi fantastici ioni negativi che ci fanno tanto bene e che la natura ci mette a disposizione possono attraversare i canali di un impianto di ventilazione meccanica VMC?

L’associazione svizzera per la costruzione bio-ecologica conferma che la ventilazione meccanica controllata, VMC abbassa la ionizzazione dell’aria in casa.

Gli ioni forse restano attaccati alle tubazioni perchè sono superfici plastiche o alle parti metalliche come su tutti gli apparecchi elettrici. Forse non fanno in tempo ad attraversare le canalizzazioni perchè troppo lunghe rispetto alla loro breve vita. Dalle finestre invece gli ioni entrano in casa in un baleno…

Ecco, l’importanza degli ioni negativi dell’aria aperta è un nuovo punto a favore di una VMC decentralizzata che di tubazione ne prevede solo qualche centimetro e la sua installazione è proprio nello spessore della parete!

  1. VMC
  2. canale di entrata aria esterna ionizzata + canale di espulsione aria interna viziata
  3. maschera esterna di protezione


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Gli impianti di casa mia danno i numeri

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Nel precedente articolo “Gli edifici di nuova costruzione dovrebbero garantire i numeri che promettono” ponevo delle domande: il nuovo proprietario di casa sa gestire una casa ad alta efficienza? ne ha il controllo? le sue abitudini portano un miglioramento o un peggioramento energetico? è informato sull’aspetto edificio / impianto? e sul livello di efficienza del proprio impianto?

Monitorare i propri consumi è la chiave di tutto.

Vi riporto un po’ di dati, riferiti ad una casa modello:

  • Casa/Appartamento: superficie utile 100 mq
  • Localit : Mantova
  • Tenuta all’aria: n.50 < 0.6
  • Edificio basso consumo 30 kWh/mqa (Fabbisogno termico invernale)
  • Edificio basso consumo 30 kWh/mqa (Fabbisogno termico estivo)
  • Acqua calda sanitaria ACS: 25 kWh/mqa
  • Perdite impianto riscaldamento + raffrescamento + ACS : 15 kWh/mqa
  • Fotovoltaico: Potenza installata 3.0 kW – Produzione annua 3000 kWh/anno
  • Illuminazione: Led e apparecchiature domestiche in classe A+ o superiori.
  • Impianto: Pompa di calore PdC aria-acqua 4 kW con temperatura esterna di progetto -2 °C
  • Consumo acqua fredda per produrre acqua calda : 55 mc/anno

Considerando una efficienza stagionale media annua per riscaldamento + raffrescamento + produzione acqua calda sanitaria pari a 2.5 (COP) andiamo a definire i consumi annuali presunti (di calcolo):

  • INVERNO : 30 kWh/mqa / 2.5 = 1.200 Kwh/anno di energia elettrica
  • ESTATE : 30 kWh/mqa / 2.5 = 1.200 Kwh/anno di energia elettrica
  • ACQUA CALDA : 25 kWh/mqa / 2.5 = 1.000 Kwh/anno di energia elettrica (se vi sembran troppi, passate all’acqua calda a costo zero!)
  • PERDITE IMPIANTO ANNUALE : 15 kWh/mqa / 2.5 = 600 Kwh/anno di energia elettrica
  • Consumo medio annuo di energia elettrica per illuminazione, lavatrici, lavastoviglie, phon etc.: 2.500 Kwh/anno di energia elettrica (lavatrice 220 kWh/anno + lavastoviglie 250 kwh/a + televisore 100 kwh/a + frigorifero 180 kwh/anno + asciugatrici 500 kWh/a)

Notate questi 2 aspetti importantissimi:

  1. il consumo elettrico complessivo annuale per impianti è 4000 kWh/anno
  2. il consumo elettrico complessivo annuale per l’utilizzo elettrico è 2500 kWh/anno

Cosa intendo dire? che i consumi elettrici diventano importantissimi e fondamentali nella gestione energetica, e quindi economica, di un’abitazione ad alta efficienza (incidono moltissimo).

Riassumendo:

  • Consumo elettrico complessivo: 6500 kWh/anno
  • Importo annuale: 1600 €/anno (applicando un costo energia pari a 0.24 €/kWh)

L’impianto fotovoltaico produce sì 3000 kWh/anno nella nostra simulazione, ma riusciamo ad utilizzarla direttamente per un 20% circa (600 kWh/anno) il resto viene scaricato in rete: la nostra elettricità in eccesso finisce sempre immessa nella rete pubblica e poi andremo a riacquistarla ad un prezzo più elevato nel momento che ci serve ;( – forse è venuto il momento di pensare seriamente all’auto elettrica e aumentare quel 20% di autoconsumo.

Non ho previsto nessuna batteria di accumulo perchè ancora oggi i costi troppo elevati non garantiscono vantaggi economici al cliente finale: batterie da 10 kW costano mediamente 8000€. Restano valide per il sogno di autoarchia.

Riassumendo ancora una volta:

  • Consumo elettrico complessivo: 5900 kWh/anno
  • Importo annuale: 1400 €/anno (applicando un costo energia pari a 0.24 €/kWh)

Ma adesso andiamo dritti al punto! fin qui abbiamo parlato di consumi annuali presunti (di calcolo)… per monitorare e verificare che i calcoli dei tecnici o meglio le aspettative possano essere verificate, cosa ci serve?

Beh, per fare le cose seriamente ci serviranno:

  1. un contatore acqua fredda prima dell’ingresso nel bollitore acqua calda
  2. un contatore elettrico per la pompa di calore
  3. un contatore elettrico per la VMC
  4. un Datalogger CO2, umidità e temperatura ambiente
  5. un Datalogger CO2, umidità e temperatura esterno

Ovviamente è possibile visualizzare in tempo reale anche via web tutti i relativi dati energetici su base giornaliera, mensile e annuale mediante una visualizzazione grafica o tabellare, ma si può procedere in maniera meno onerosa riportando a mano i consumi su foglio excel.
Non costa proprio tantissimo un sistema base di monitoraggio, circa 600€, e avrete finalmente il controllo del vostro impianto nel tempo.
Per monitorare ancora meglio l’impianto vi è necessità di prevedere un contabilizzatore di energia verso l’impianto di riscaldamento e verso la produzione di acqua calda sanitaria.

Consiglio sempre per il primo anno o due di dare il monitoraggio in mano al vostro centro assistenza di fiducia o al vostro tecnico (purchè ne abbiano le competenze, non banali).

Ovviamente prima di questo momento ci deve essere stato il collaudo del vostro impianto di riscaldamento e raffrescamento, nonché la taratura del sistema impiantistico e della VMC. Monitorare servirà ad agire per migliorare l’efficienza e quindi ridurre i consumi e anche per mantenere gli impianti in efficienza.

Siamo tutti innamorati dell’idea di ricevere dal sole l’energia di cui abbiamo bisogno, ed è corretto! ma consiglio sempre di non implementare il vostro edificio con troppa impiantistica rinnovabile, per le vostre tasche naturalmente! e davanti ad una scelta ricordate sempre di chiedere un calcolo del ritorno economico firmato e timbrato dal progettista degli impianti.

Non vi potrà mai essere efficienza senza monitoraggio e controllo.

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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Gli edifici di nuova costruzione dovrebbero garantire i numeri che promettono

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Ed ecco, tutt’a un tratto, siamo nel 2019, e come stabilisce la Direttiva 2010/31/EU, gli edifici pubblici da oggi costruiti devono obbligatoriamente essere edifici a energia quasi zero NZEB.
Per gli edifici privati l’appuntamento è vicinissimo, il 2021, quindi faccia attenzione chi compra oggi o domani: si deve già pensare e progettare nell’ottica della Direttiva.

Sono già molte le costruzioni che hanno seguito standard qualitativi elevati, per esempio certificati Casa Clima A o Gold o Passivhaus, non ho citato di proposito gli edifici classificati A4, A3, A2, A1 perchè nessuno ne controlla la correttezza.

quali sono le caratteristiche che le accomunano?

Gli edifici NZEB o a bassissimo consumo prevedono obbligatoriamente l’utilizzo di macchine di ventilazione meccanica, lo studio dell’illuminazione degli ambienti, una classe energetica elevata delle apparecchiature domestiche.
Ruolo importante è rappresentato dalle fonti rinnovabili (impianti fotovoltaici, solari o mini-eolici) che producono energia (spesso discontinua) anche abbinati a batterie di accumulo.
Il sogno di ognuno, l’autoarchia degli edifici NZEB è certamente un obiettivo da perseguire, ma come individuare gli aspetti che concorrono ad una buona progettazione di un edificio?

  • è importante scegliere un team di progettazione che abbia già la conoscenza degli standard progettuali di edifici Passivhaus, Casa Clima, NZEB, Minergie P
  • è importante che nel team ci siano figure preparate sulla conoscenza dei materiali, degli impianti meccanici, degli impianti rinnovabili, sulla salubrità ambientale, sull’illuminotecnica
  • è importante la progettazione BIM, ma non meno la tenuta all’aria, l’acustica e la sismica
  • è finalmente in crescita l’attenzione per la salubrità dei materiali da costruzione.

Chi più ne ha più ne metta

Ma cosa succede quando abbiamo perseguito tutte le linee guida degli edifici a bassissimo consumo?
Dopo aver eseguito calcoli energetici, scelto l’impianto di riscaldamento, quello per raffrescamento, l’impianto di ventilazione e deciso come produrre acqua calda sanitaria e dopo tutte le verifiche in cantiere (Blower door Test (di tenuta all’aria) acustica, collaudo/avviamento degli impianti) come sarà condotto dal proprietario questo edificio?

Il nuovo proprietario di casa sa gestire una casa passiva o quasi passiva? ne ha il controllo? le sue abitudini portano un miglioramento o un peggioramento energetico? è informato sull’aspetto edificio / impianto? e sul livello di efficienza del proprio impianto?

Il padrone di casa dovrebbe avere la possibilità di poter verificare i propri consumi o a quali utenze attribuirli.

Prossimamente faremo un esempio dei parametri da controllare e da richiedere al progettista: l’esempio vale ovviamente anche per tutti gli edifici esistenti ma soprattutto per gli edifici di nuova costruzione che dovrebbero garantire i numeri che promettono!

Il nuovo articolo si chiamerà “Gli impianti di casa mia danno i numeri”.

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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VMC intelligente con commenti intelligenti

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Come non è possibile conoscere una persona in un’ora, eccetto qualche colpo di fulmine, così una VMC può avere dei lati nascosti o non visibili alle prime valutazioni. Conoscere le esperienze altrui può aiutare a chiarire qualche dubbio, ma principalmente, fidatevi del vostro naso!

Altrimenti sarebbe come lasciare decidere agli ex partner se sposare una persona, loro si sono fatti di lei/lui un’idea diversa, ma forse avevano anche gusti e aspettative diverse.

Alcuni Forum aperti a tutti diventano scambi di commenti sgradevoli, altri diventano un balsamo rinforzante per le proprie idee largamente condivise con numerosi lettori-scrittori, altri ancora diventano una raccolta di preziose informazioni ed opinioni che non si potrebbero mai conoscere in altro modo. In Germania e Austria questa VMC intelligente è sul mercato da parecchi anni. Si trova molto da leggere, quindi ho raccolto per voi commenti utili (utili ad aumentare la confusione).

Non avendo esperienze personali da raccontare ho letto avidamente in questi ultimi giorni.

Ringrazio tutti i sotto scrittori.

Ci sono volte in cui…

non capirci granché e sentirsi confusi è comunque una bella esperienza:

 


Qualcuno ha qualche esperienza con il relativamente nuovo sistema di ventilazione decentralizzato di Blumartin?  Il sistema sembra innovativo, ma come si presenta nella pratica? Ad esempio, come funziona l’umidità quando l’inverno è asciutto e il “raffreddamento estivo” promesso? Com’è il rumore?


La pubblicità promette moltoPenso che questo dispositivo non sia male.


Per quanto riguarda il raffreddamento estivo, la fisica è chiedere in che misura lo sperimenterete: con una regola empirica è molto facile determinare la capacità di raffreddamento mediante il flusso di ventilazione in m³ / h / 3 x differenza di temperatura = calore o capacità di raffreddamento in Watt.

Esempio: con un flusso di volume di 60 m³ / h / 3 e una differenza di temperatura esterno-interno di 9° Kelvin, 180 W vengono raffreddati. In una fresca sera d’estate all’esterno possono esserci circa 15° C e all’interno 24° C, ovvero 9° Kelvin di differenza tra la temperatura dell’aria fornita e quella espulsa. Tuttavia, va notato che la capacità di raffreddamento di 180 Watt non può fare molto se molta energia termica è entrata nella stanza durante il giorno. La caratteristica ideale di freeAir100 è il controllo completamente automatico, che a sua volta riconosce e valuta i parametri dell’aria interna ed esterna e cambia giornalmente dal recupero di calore al raffreddamento estivo.


Questo dispositivo è quasi perfetto, in definitiva ha un buon rapporto prezzo / prestazioni, considerando le prestazioni tecniche, la maturità della tecnologia di controllo, l’aspetto e le caratteristiche. Tuttavia è necessario chiedersi quale sia la soluzione di ventilazione migliore e “fattibile” per la propria situazione: un mix di diversi dispositivi VMC decentralizzati non è proibito.


Abbiamo 2 unità in funzione da 6 mesi, abbiamo una mandata nella nostra camera da letto e il bagno con una ripresa:  siamo entusiasti di entrambi i dispositivi, i controlli dell’unità del soggiorno dipendono dal carico di CO2, dalla quantità di aria (più ospiti = più flusso) senza alcuna azione. L’umidità è rimasta pressoché invariata dall’installazione al 52%.  Mai cattivi odori nonostante la cucina sia aperta. Siamo più che soddisfatti sia del recupero di calore che del raffreddamento estivo (dal nuovo SW).

Il dispositivo in camera da letto è, anche se viviamo in una posizione tranquilla, quasi impercettibile …. di tanto in tanto tendo la mia mano per sentire se è ancora in esecuzione, fenomenale… con Comfort Level 1, mantiene l’umidità intorno al 45% costante per settimane.

Dato che siamo così convinti di bluMartin freeAir 100, installeremo una terza unità nella nostra stanza di lavoro e degli ospiti con ripresa dal bagno per gli ospiti il prossimo fine settimana.


Il calcolo di queste soluzioni è possibile solo se si conosce planimetria, distanze, qualità dei muri e posizionamenti. Da qui dipende la difficoltà di installazione. La normale unità di recupero del calore può essere murata con il set di installazione a parete in Styrofoam. I costi per il muratore nel corso della costruzione della parete esterna non sono molti. Le linee costano solo pochi €/ml, ma il cablaggio è un po’ complicato. La soluzione è quindi sempre molto individuale e pochi costruttori o architetti hanno già esperienze con la pianificazione, la consulenza e le soluzioni possibili.


Ho installato il freeAir 100 nella mia casa del 1964 e sia io che mia moglie possiamo consigliarlo senza alcuna restrizione. Abbiamo un dispositivo per piano (ciascuno di circa 80m²) con due riprese e aria di mandata.
Abbiamo ricevuto le due unità nel 2013 già con l’approvazione DiBt.


Dal momento che io, come consulente energetico, ho a lungo cercato un sistema di ventilazione decentralizzato con recupero di calore, ma che soddisfi i requisiti dei clienti e delle loro famiglie (silenzioso e nessuna restrizione sull’apertura di finestre e porte), sono anch’io finito con bluMartin.


Abbiamo deciso di costruire l’impianto durante la nostra ristrutturazione e vedere cosa succede e siamo davvero contagiati. Possiamo solo consigliare a tutti di avvicinarsi a BluMartin. Basta chiedere al distributore nella tua regione e di solito possono fissare un appuntamento con una macchina campione.


Vorrei anch’io condividere la mia esperienza con FreeAir100.
Utilizziamo 3 sistemi con collegamento di una seconda camera con circa 150 metri quadrati di spazio abitativo.

positivo:

– Ottima qualità dell’aria in tutte le stanze
– basso consumo energetico
– Regolazione controllata dal sensore, quindi sempre ottimale il clima della stanza
– facile cambio del filtro
– ventilazione basica regolabile
– buona qualità
– Adattamento al design della camera

negativo:

– I dispositivi per camera da letto sono troppo rumorosi, perché i lembi diventano molto rumorosi (nonostante l’aggiornamento del software)
– In estate, i dispositivi spesso ululano di notte, i dispositivi vengono spesso disattivati… (quindi anche l’idea della ventilazione estiva è andata …)
– Filtri, i prezzi sono piuttosto alti
– nessuna rete di assistenza diffusa
– manca la funzione sleep, se il dispositivo diventa un po’ troppo forte (capita molto spesso in estate)
– alcuni problemi iniziali

conclusione:

Un ottimo sistema decentralizzato, che richiede anche nel campo del rumore di marcia un forte adattamento, regolazione o ottimizzazione.
Purtroppo, i prezzi dei filtri sono attualmente ancora un po’ troppo alti. Con 3 sistemi circa 150 € sono necessari per poco meno di 1 anno come costi di manutenzione …..


Ho anch’io affrontato la decisione blu Martin o Meltem: Ho deciso per Meltem, perché un installatore era sul posto e poi non si è fatto più sentire.


Think Blu Martin è anche molto buono! Ha un livello di recupero del calore leggermente più basso come Meltem.


Ho 9 Meltem in uso:

Ogni 3 VMC nelle camere dei bambini, 1 VMC nella camera matrimoniale, 2 VMC in 2 bagni, ripostiglio, 1 VMC nel soggiorno e 1 VMC nel seminterrato.

Sono assolutamente soddisfatto. Questi dispositivi sono anche funzionali in condizioni di vento.
Costi di manutenzione 1 x 2 filtri all’anno. Ogni filtro circa 20€.
I costi di manutenzione di Blu Martin sono già stati menzionati sopra!
Prestazioni fino a 100mc/ora come blu Martin.

A un livello basso sei a tuo agio di notte. Ci sono molti modelli diversi, anche con le cornici delle immagini, quindi a malapena le vedi.
Costo da 1000 a 1500€ a seconda del dispositivo.

Blu Martin era troppo costoso per me da installare. Ma da confrontare in termini di qualità. Come ho detto, anche Blu Martin è un dispositivo come Meltem di classe superiore!


Con FreeAir BluMartin puoi scegliere 5 Comfortlevel (livelli base di ventilazione). Attraverso questo quindi raggiungi una certa qualità dell’aria. Maggiore è il livello Comfort, migliore è la qualità dell’aria, più i dispositivi diventano attivi e più diventano forti. Gli 8 sensori misurano quindi la compensazione e le condizioni esterne e la ventilazione regola quindi l’aria della stanza fino ai limiti ….
Quindi non è possibile impostare un flusso permanente, ma il dispositivo lo imposta secondo necessità.

Pertanto, il livello di rumore può variare notevolmente!

Ad esempio, la camera da letto. Lì, il FreeAir deve trasportare molto più volume, per esempio, per ridurre il contenuto di CO2 dell’aria.
Questo può quindi causare la situazione che i dispositivi dopo 7 ore di sonno con 2 persone devono funzionare correttamente …. Ha la conseguenza …. flusso aria più elevato …. dispositivo attivo …. Livello di rumore più alto ….

Sarei interessato a sapere come vanno i dispositivi Meltem o se qualcuno ha fatto la stessa esperienza con FreeAir? Ci sono dei problemi di rumore con Meltem?

Il problema del livello di rumore è solo nelle camere da letto… e non avrebbe senso spegnere il FreeAir di notte…

Sarebbe davvero fantastico se potessimo trasformare i dispositivi in modalità di stand by, o in cui il flusso d’aria venisse per un certo tempo ridotto a una ventilazione minima per mantenere il livello di rumore più basso possibile.

Per il resto della giornata, FreeAir ha di nuovo tutto il tempo per regolare i limiti e governare l’aria ambiente… Inoltre, il primo movimento del lembo dovrebbe essere reso ancora più silenzioso!


Tutti i dispositivi hanno il controllo dell’ umidità e della CO2.

Con i dispositivi comfort, puoi scegliere tra 7 programmi.
1 su livello di ventilazione continua liberamente selezionabile
1 su programma giorno o settimana 3 passi temporali + pause
1 È possibile immettere i valori PPM di controllo Co2 e il livello di ventilazione
È possibile inserire 1% di controllo dell’umidità e il livello di ventilazione
1 aria di mandata di raffreddamento estiva
1 aria di scarico di raffreddamento estiva
1 programma ad intervallo.

Nella camera da letto imposto di notte alle 8 in punto 1, poi tra le 8 – 22 in punto 3 (circa 30 cubi), dalle 22 in punto a 0, e con lembi aperti per addormentarsi.
Questo è abbastanza per aria buona per 2 persone.
Ma puoi inserire tutto individualmente.
Appena udibile al livello 1 (sono sensibile).
Nelle stanze dei bambini di solito imposto in modo permanente a 15mc.


Anche con Meltem, si può osservare un avviamento in base alla CO2.

Nei bagni imposto il controllo dell’umidità.

Nel seminterrato imposto in inverno Co2 e in estate il controllo dell’umidità, in modo che il dispositivo si spenga completamente in condizioni di umidità o di caldo e non avvenga alcuna immissione di umidità.
Ma è una programmazione speciale, non come dispositivo di base.


A leggere questi commenti, sembra il mio desiderio.
Ingegnoso trovo la programmazione temporale del Comfortlevel e dei valori PPM.
Quindi puoi davvero regolare l’unità di ventilazione in base alle proprie esigenze di aria e rumore ….
Mi piace molto! Ciò rende i dispositivi veramente plastici…


Siamo un po’ sensibili al livello di rumore in camera da letto, ma l’unità è a soli 2 metri dalle nostre teste. Quindi senti davvero tutto! ti piacerebbe strapparli dal muro e buttarli in giardino! Fortunatamente, il FreeAir ha un interruttore di spegnimento!

Una modalità di sospensione per tutti i casi di regolazione sarebbe davvero un vero sogno! Voglio dire che il BluMartin è già molto bello e ha una qualità molto buona, ma i miglioramenti sono ancora presenti!

In confronto al sistema Meltem, come puoi cambiare e adattare, è ancora più geniale !!


Con le Meltem M-WRG-K devi acquistare un telecomando IR (circa 35, – €) con il quale si programma tutto! È abbastanza facile!
Senza il telecomando è solo il livello 1-3. Quindi ne hai bisogno!

Ho anche dispositivi con 8 programmi fissi M-WRG-S -FC-FU nelle stanze dei bambini, bagno e soggiorno.
(Ventilazione di base 15mc, poi 30mc, ventilazione aumentata 60mc, e ventilazione intensiva 100mc ora. Ventilazione estiva OFF / controllo umidità / controllo CO2).
Qui vengono premuti solo i pulsanti (simboli) del radiocomando.

Blu Martin e Meltem sono entrambe, a mio parere, la classe superiore delle unità di ventilazione decentralizzate!

Blu Martin ha il più alto tasso di recupero del calore!
Meltem apparentemente le migliori possibilità di controllo!

Tuttavia, di solito è meglio se non è possibile impostare troppo, perché la maggior parte delle persone non sa gestirlo. Ecco perché Blu Martin ha deciso così. Anche la maggior parte dei dispositivi Meltem funziona in questo modo!

A mio avviso, si deve poter “giocare” con i parametri dell’attrezzatura ed essere in grado di produrre condizioni di ventilazione e rumore soddisfacenti.


La nostra struttura al piano terra, che è un po’ protetta dal vento, è molto più silenziosa della mansarda. Le piante sono sulla stessa facciata. Per il problema della camera da letto c’è la possibilità già menzionata di passare il dispositivo in modalità silenziosa tramite una certa ventilazione minima !

Esiste già una modalità di sospensione, che spegne completamente il dispositivo per 90 minuti e poi funziona in modo naturale con un’attività più elevata. Ma secondo me non è una buona soluzione ….


Il servizio BluMartin è davvero deludente:
Se hai problemi conduci interminabili discussioni inutili. I dispositivi devono essere inviati dal servizio pacchi in fabbrica. Il costo è a carico del “cliente”

Sfortunatamente, la tecnologia non è tutto. Conta anche il servizio.


Posso solo confermarlo!!!! Sto per prendere i dispositivi BluMartin e buttarli nel campo… Posso solo sconsigliarlo.


Ho le mie 9 Meltem in azione:

Su una ho sentito un rumore della ventola come qualcosa che si irrigidisce!
Non molto rumoroso ma disturba.

Quando ho chiamato la Meltem chiedendo se venisse qualcuno o se mandasse una sostituzione, Meltem ha chiesto il numero del dispositivo e poi un tecnico è passato 4 giorni dopo. Questo era ieri!

Arrivò un tecnico, udì il rumore anche lui, cambiò la ventola , rimontò e finì.

Il servizio è stato fantastico! Non mi sarei aspettato una cosa così per il servizio Melten. Sono rimasto davvero positivamente sorpreso.


Ma la riparazione sarebbe stata gratuita?

Dalla BluMartin, ottengo sempre un’offerta per i costi di revisione !!
Dopodiché, mi chiedo sempre se ora sono ingannato o se questo è davvero sul serio.

Faccio qualche esempio: motori di ventilazione più silenziosi … circa 400 € per dispositivo …. più silenzioso controllo degli ammortizzatori e controllo migliorato per il funzionamento notturno 290 € per unità ……… Filtri 50 € per set …….

Vengo sempre di più alla decisione di espandere la VMC e di convertirmi in un altro sistema …..

La cosa fastidiosa è che costa un sacco di soldi !!!!

BluMartin non si muove di un centimetro ….. Vogliono solo guadagnare soldi ….. Sono frustrato e non è divertente ……. Purtroppo, alla BluMartin faccio il solletico… Brutto no ???


Ma era chiaro, era in garanzia. La Meltem WRG aveva solo 3 mesi.


Beh, la mia ha già 2,5 anni sulla gobba e il FreeAir è ancora migliorato: per i “vecchi” dispositivi, il cliente deve pagare caro ogni miglioramento


Siamo anche noi molto insoddisfatti delle nostre 3 prese d’aria freeair 100. L’acqua di condensa imbratta tutta la facciata esterna, ho visto un’altra casa in zona con la stessa ventilazione, quindi non un caso isolato!

Filtro max. 1 anno, poi 50 € per ventilazione.

Ingiallimento nella scatola esterna, perché l’ aria viene risucchiata! Ho speso quasi 9000 €, hanno quasi 3 anni. Mi piacerebbe espandere quelle, ma è ancora troppo costoso. Non lo consiglierei assolutamente, a causa dei prodotti e del servizio!


La scatola a parete delle unità freeAir è progettata in modo che possa essere facilmente pulita con acqua saponata. Questa pulizia dovrebbe – come descritto nelle istruzioni operative – essere eseguita per manutenzione una volta all’anno come parte del cambio del filtro. Una pulizia regolare non comporta problemi.

Il cambio del filtro e la pulizia della scatola a muro avvengono in pochi passaggi. Un video sulla nostra homepage mostra chiaramente come funziona:

Per quanto riguarda gli altri temi che hai menzionato, ti suggeriamo di contattarci direttamente per poter dare un’occhiata più da vicino e trovare una soluzione.

In generale, prendiamo molto seriamente l’esperienza dei nostri clienti e sviluppiamo costantemente il nostro dispositivo. Pertanto, lo scarico della condensa è stato ulteriormente migliorato. I dispositivi ora sono dotati di un collegamento per condensa di serie. Il tubo di scarico corrispondente può essere instradato, ad esempio, sotto l’isolamento e dirige l’ acqua accumulata nel letto di ghiaia che circonda la casa.

Se l’installazione di un tale scarico della condensa non è possibile in singoli casi o se l’unità già installata deve essere adattata, la cappa esterna di nuova costruzione rappresenta una soluzione affidabile. La condensa viene portata più lontano dalla facciata tramite un vassoio anti goccia prolungato rispetto alla vaschetta raccogli gocce usata in precedenza.

Grazie al controllo del sensore, ai moderni motori dei ventilatori e ai ventilatori centrifughi, le unità di ventilazione freeAir funzionano in modo estremamente silenzioso. I certificati corrispondenti sono disponibili sulla nostra homepage. Scegliendo un livello di comfort, l’utente ha l’opportunità di influenzare la sensibilità del controller.

In caso di problemi con il rumore della ventola, il nostro supporto tecnico è a tua disposizione. Nella nostra esperienza, una possibile causa potrebbe essere un’installazione difettosa (ad es. Sezioni dei cavi troppo piccole). Qui è sempre importante considerare il singolo caso. Nel caso di progetti di costruzione pianificati, prepareremo in anticipo una proposta di ventilazione libera e non vincolante sulla base delle planimetrie.

Per quanto riguarda i costi menzionati dei filtri, vorremmo chiedervi di prendere in considerazione due fattori: in primo luogo, vi sono filtri M5 di alta qualità che proteggono dalla polvere fine e dal polline e quindi apportano un contributo importante alla salute dei residenti. Tale protezione elevata non può essere garantita da filtri lavabili.

D’altra parte, il filtro deve essere modificato dall’adeguamento basato sulla domanda del tasso di ricambio dell’aria , normalmente solo una volta all’anno. Se i condotti di ventilazione non sono stati adeguatamente protetti dalla polvere durante la fase di costruzione, i cicli di sostituzione del filtro sono più brevi nei primi anni. Fondamentalmente, è possibile ottenere 3 o 10 set di filtri più economici attraverso di noi o attraverso i nostri partner commerciali.

Speriamo di essere già stati in grado di fornirti le prime risposte. Se ci contatti, possiamo chiarire qualsiasi altra cosa nel contatto personale.

Cordiali saluti
Il team di bluMartin


sostituire il filtro: il dispositivo si trova molto saldamente nella scatola e ho sempre paura di tirare fuori il pannello frontale. Inoltre, non sono mai riuscito a rimuovere e reinstallare il dispositivo senza lasciare segni sul pannello frontale. Mi astengo dal riverniciarli ogni volta. Peccato, perché altrimenti il pannello frontale sembra di qualità piuttosto elevata. Assicurati di usare i guanti.

i componenti tonali del suono, in particolare, arrivano praticamente smorzati in alcune delle seconde stanze collegate. Per cui ho l’impressione che i cavi flat-flex siano migliori in termini di suono rispetto ai tubi tondi (ne abbiamo entrambi).

Impostazione del dispositivo: l’operazione con un solo pulsante è ottima per passare tra i 5 livelli. Ma anche con le impostazioni speciali esistenti, si scontra con i suoi limiti, o devo leggere ancora e ancora dopo un lungo periodo di non utilizzo.

Non capisco affatto perchè alcune configurazioni di base siano fatte tramite interruttori DIP. Mi piacerebbe cambiare, ma finora non avevo nessuna voglia di svitare di nuovo il pannello frontale. Queste opzioni di configurazione appartengono al software per PC.

Vorrei ulteriori modalità operative e opzioni di configurazione. In particolare, ci sono situazioni in cui la “gestione della domanda” non soddisfa le nostre esigenze  (ad esempio cattivo odore o livello di rumore costante desiderato nonostante molti ospiti, ecc.). La possibilità di impostare un flusso di volume costante dovrebbe essere disponibile per tutte le informazioni di controllo.
Inoltre, mi piacerebbe essere in grado di parametrizzare almeno un livello di controllo stesso. In particolare per determinare un flusso di volume minimo e massimo entro il quale è consentito il controllo del funzionamento, ma in aggiunta anche i valori di soglia del regolatore.
Il bel software di visualizzazione esistente dovrebbe essere esteso da tali “opzioni di configurazione esperte”. In una fase successiva dello sviluppo wireless (Bluetooth, WLAN, app per telefono cellulare, IoT / Cloud – sulla strada che bluMartin potrebbe anche diligentemente raccogliere dati utente e utilizzarli per sviluppi futuri, …)


un piccolo confronto con SEVi160 :
Li abbiamo installati nel nostro appartamento più piccolo, al piano terra. Tutto è molto più semplice che con BluMartin, anche più economico. L’installazione è così semplice che puoi fare tutto da solo, tranne per la carotatura (50 €). I filtri sono a buon mercato, ma hanno anche una classe di filtro molto bassa. Il controllo tramite pannello a sfioramento (Sec-Touch) è molto buono e divertente. Personalmente, trovo il suono quasi più piacevole rispetto a BluMartin. È rumoroso, ma le parti tonali sono più basse. L’operazione intermittente a causa del cambio di direzione del ventilatore, in quanto, ovviamente, richiede un breve arresto, disturba.
Tutto sommato, questa era la soluzione giusta e anche economicamente vantaggiosa per il nostro appartamento in affitto.


Non posso dire se Meltem sia migliore di bluMartin. Presumibilmente installeremo una e l’altra in inverno, quindi potrò confrontare i sistemi.

Il Meltem, ad esempio, ha un tasso di recupero del calore inferiore rispetto al FreeAir, che mi sembra ottimizzato per l’ efficienza energetica. Visivamente trovo il Meltem piuttosto stantio.


Trovo davvero molto 100mc/ora per un freeAir. Almeno i requisiti della norma DIN 1946-6 saranno difficili da raggiungere.


La FreeAir ha sensori per temperatura, umidità, CO2. Se il sistema non è troppo stretto, può gestire bene questi problemi. Ma lei non ha sensori di odore. Nessuna funzione di rilevamento dannoso. Nessun sensore che rileva il limite di rumore attualmente tollerabile, ecc. Cioè, per certe situazioni, è logicamente cieco. E ciò richiede un’opzione di controllo manuale a cui è possibile passare e tornare rapidamente.


Il passaggio tra controllo manuale e funzionamento automatico è troppo complicato


Un confronto di prezzi tra Blumartin e Meltem a casa mia. Ho un’offerta con una bozza di progetto. Tutto sommato, le due offerte differiscono solo di 200 €. Le offerte includono:
Blumartin: 1x FreeAir 100 con scarico di seconda stanza, 1x FreeAir 100 con scarico di seconda camera e seconda fornitura, 2x FreeAir plus overflow
Meltem: 1x M-WRG, 3x M-WRG con aria di scarico della seconda stanza. Tutto con controllo KNX / EIB senza controllo proprio dell’umidità.


BluMartin freeair 100 – esperienze dopo 1,5 anni:

abbiamo installato un freeair100 per ottenere con il sistema una ventilazione permanente e regolata per prevenire la crescita di muffe, ecc. nell’appartamento ben isolato.

Le nostre esperienze:
+ Tecnicamente maturo e assolutamente di alta qualità. La costruzione del dispositivo mi ha colpito positivamente.
+ Il controllo funziona bene sia in inverno che in estate, senza il nostro intervento.

Un risparmio sui costi di riscaldamento attraverso il recupero di calore è inferiore al previsto. Viviamo in una quadrifamiliare da anni, quindi posso confrontare bene il consumo annuale con il nostro consumo e con i dati degli altri appartamenti. La nostra quota dei costi di riscaldamento è diminuita dopo l’installazione della ventilazione di circa il 6-8%.
Tuttavia, abbiamo installato la ventilazione solo su un piano (di 2) del nostro appartamento.
Estrapolato, circa il 15% dei costi di riscaldamento verrebbe risparmiato installando questa ventilazione in ogni piano.

– Il drenaggio dell’acqua condensata si rivela un po’ problematico. Da un lato, a causa del design, c’è sempre dell’acqua nel dispositivo (deve superare una soglia per correre verso l’esterno). Usiamo il drenaggio dell’acqua all’esterno tramite il cappuccio esterno.
Quindi forma nel cappuccio esterno una piccola macchia. La pulizia almeno una volta all’anno è quindi assolutamente necessaria. Pertanto, è necessaria una buona accessibilità.
Sulla parete esterna è formata dall’acqua che scorre ancora e ancora lievi tracce di muffa. Ancora una volta, dobbiamo procedere regolarmente contro la macchia. L’acqua non sembra drenare abbastanza lontano dal muro.
– Al piano superiore (ambiente aperto di circa 60 metri quadrati) la ventilazione è udibile. Non disturba la televisione, ma per dormire sul divano deve essere spento perché troppo rumoroso. Questo potrebbe essere più tranquillo su superfici più piccole, ma con questa dimensione è sicuramente udibile.

La nostra conclusione:
Il nostro obiettivo principale, la ventilazione controllata e permanente è stato raggiunto e vorrei acquistare nuovamente il dispositivo. Tuttavia, è necessario dedicare più tempo del previsto alla manutenzione.


Alle tue due critiche: il drenaggio della condensa che abbiamo ora sviluppato e migliorato. I kit di gusci per l’unità di ventilazione sono ora dotati di una linea di condensa di serie che devia la condensa nel letto di ghiaia o nel sistema fognario. Anche per i dispositivi, dove la condensa continua a essere scaricata all’esterno, c’è una soluzione. I cappucci esterni sono stati ottimizzati per drenare la condensa più lontano dalla facciata. I nuovi cappucci esterni possono essere montati successivamente. Se sei interessato, il nostro servizio tecnico è lieto di consigliarti al numero 08153-8890330.

Per quanto riguarda il rumore, la percezione individuale è diversa. Per la situazione descritta da te, la nostra copertura Premium di nuova concezione potrebbe essere la soluzione. La ventilazione è quindi quasi inudibile, così da soddisfare i più alti standard anche nelle camere da letto. Il nostro team di assistenza sarà inoltre lieto di consigliarti sulla copertura Premium e su eventuali altre domande. La nuova copertura Premium riduce il livello di pressione sonora di 12 dB, così che un posizionamento nelle camere da letto è facilmente possibile.

Cordiali saluti
Il team di bluMartin


Spero che questa lunga lettura sia stata almeno in parte utile a farsi un’esperienza attraverso le esperienze altrui. Tra le righe si può anche capire che la VMC bluMartin ha avuto difetti di gioventù, e questi difetti sono stati sofferti dai primi che l’hanno installata, a partire dal 2013. Tenendo conto di questo, direi che le macchine disponibili per l’acquisto oggi sono maturate in senso positivo e chi le installerà oggi non farà da cavia domani…

Circa la tecnologia racchiusa in questa VMC, che ho dall’inizio definito intelligente, penso che, se installata in un’abitazione troppo grande per le sue capacità, strillerà! Nel senso che farà di tutto per accontentare i padroni di casa: garantire una CO2 bassa, un’umidità contenuta, e un ricambio ottimale. Sarebbe come chiedere ad un solo cameriere di servire 100 tavoli: logico che correrà come un pazzo dalla cucina alla sala, logico che suderà 10 camicie e avrà il fiatone. 

Allora progettiamo bene gli spazi dove la VMC deve lavorare, anzi progettiamo le VMC in base agli spazi, evitando le lamentele a posteriori.

Circa i filtri, confermo che quelli buoni costano! Anche in casa Meltem. Tutti i filtri buoni costano. Ai miei clienti consiglio sempre una scorta di almeno 10anni iniziale con la fornitura della macchina. Troppo lungimirante? Se non ci volete scommettere nemmeno per dieci anni, lasciate perdere subito! Però mi raccomando: smanettate bene e spesso con le maniglie delle finestre.

Per concludere, userei questa frase

alla confusione cercate di tirare fuori la semplicità.

(Albert Einstein)


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Il riscaldamento a infrarossi e i suoi bassi costi di investimento

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Suona bene “riscaldamento ad infrarossi“! E suona bene “bassi costi di investimento”. Quando si affronta una grossa ristrutturazione o una nuova costruzione le spese sono ingenti e qualche sforbiciata ad un certo punto bisogna pur darla. E poi la cantilena generale ripete continuamente che bisogna abbandonare i combustibili fossili

Quali vantaggi? e quali svantaggi dei riscaldatori a infrarossi? a volte una ottima soluzione, se di poco poco poco utilizzo.

A bassi costi di investimento corrispondono alti costi operativi, ma che comfort!

Purtroppo l’ impatto ambientale è negativo, eppure stuzzica come l’estate sentir parlare di riscaldamento a raggi infrarossi.

Potrei prenderli in considerazione a patto che il vostro edificio abbia una domanda di riscaldamento estremamente bassa e quindi ne facciate un uso proprio limitato. Avete un involucro edilizio così ben coibentato da richiedere poche volte un po’ di riscaldamento?

Non mettiamo la testa nella sabbia: la corrente deriva principalmente da carbone, petrolio e gas in inverno quindi riscaldare con l’elettricità è una scelta per niente ecologica e conveniente. Sì anche se avete un sistema fotovoltaico installato sul tetto.

Ma sognare non costa nulla e rafforza la creatività, quindi fantastichiamo pure sugli infrarossi:

  • bassi costi di investimento
  • nessuna manutenzione – èhh questa è musica per le nostre orecchie!
  • basso tempo di riscaldamento e raffreddamento (impianto super dinamico)
  • elevata efficienza sul posto, cioè nessuna perdita di distribuzione significativa all’interno dell’edificio, ancora musica per le nostre orecchie!

Adesso risvegliamoci e analizziamo i principali svantaggi:

  • elevati costi operativi di energia elettrica
  • utilizzo della più alta qualità di energia (elettrica) per fornire calore
  • nessuna possibilità di deposito di carburante
  • non si può produrre contemporaneamente ACS, acqua calda sanitaria (ci serve un altro sistema di generazione)
  • aumento significativo della bolletta elettrica in inverno
  • anti ecologico: l’elettricità proviene in larga misura dalle centrali elettriche caloriche e ha un elevato carico di CO2
  • aumento dei costi energetici in funzione al mercato che ad esempio la pompa di calore, PdC, riesce ad ammortizzare in maniera molto più significativa

Ancora a sognare di un riscaldamento ad infrarossi?

Posso giustificare l’installazione di un riscaldatore a infrarossi nel nuovo edificio  con classe di efficienza energetica max 15 kWh / mq anno, ovvero Casa Clima GOLD Passivhaus o Minergie P. State valutando un involucro edilizio così ben coibentato? Fareste bene! Il futuro è adesso.
In questi edifici così performanti il costo del locale caldaia e i costi di distribuzione dei sistemi idrici in rapporto alla quantità richiesta di calore è spropositato, quindi un riscaldatore a infrarossi elettrico risulta economicamente e anche ecologicamente abbastanza ragionevole.


I riscaldatori a raggi infrarossi dovrebbero essere utilizzati solo in misura limitata durante brevissimi momenti della giornata, ad esempio per innalzare la temperatura dei bagni la mattina, o la sera.

Come funziona un riscaldatore a infrarossi?

gli infrarossi (o riscaldatori radianti) sono sistemi di riscaldamento che emettono prevalentemente radiazioni di calore, quindi luce infrarossa: invece di riscaldare l’aria e distribuirla attraverso la convezione nella stanza, irraggiano (il termine chiarisce solo il tipo di rilascio di calore).

I prodotti sempre più offerti con il termine collettivo “riscaldamento a infrarossi” sono riscaldatori a resistenza elettrica: convertono l’energia elettrica in calore e lo rilasciano nella stanza.
La proporzione di emissione di calore di un radiatore, che ha luogo sotto forma di radiazione termica, rappresenta l’ efficienza di radiazione. Maggiore è l’efficienza della radiazione, più giustificato è il termine “riscaldamento a infrarossi”.

Ricordiamoci che tutti i comuni sistemi di riscaldamento emettono una radiazione termica, in una certa misura, senza necessariamente essere indicati come riscaldamento a infrarossi. Pensate alle stufe in maiolica, ai caminetti a legna. Un riscaldamento a pavimento o a soffitto (pannelli radianti a soffitto) o a parte emette principalmente calore radiante, infatti non c’è convezione dell’aria.

Percentuale di radiazione:

  • L’efficienza della radiazione dei riscaldatori a infrarossi ad azionamento elettrico  varia tra il 25 % e il 60 %, a seconda del design, della superficie e della temperatura di esercizio.
  • I radiatori convenzionali (i termosifoni per capirci) hanno una proporzione di radiazioni dal 20 al 50 % a seconda della loro compattezza (per esempio dipende dal numero di colonne).
  • Riscaldatori a pavimento e a parete hanno una quota di radiazioni fino al 60 %. Il resto del calore è principalmente tramite la convezione. Peculiarità di questi sistemi di riscaldamento ad alta radiazione è la loro capacità di riscaldare i componenti dell’involucro: pavimenti, pareti o soffitti nonché mobili o persone nella stanza. Questa è per la maggior parte delle persone una percezione piacevole.

I pannelli a infrarossi riscaldano anche fino a 100° C – oltre ad influire negativamente sul comfort, un altro effetto delle alte temperature superficiali è che la polvere viene bruciata (sempre e da tutti i sistemi oltre i 55° C, radiatori, ventilconvettori che tutti conoscete).

La combinazione di un riscaldatore a infrarossi con un impianto fotovoltaico è praticamente possibile. Tuttavia, solo una parte molto piccola dell’elettricità prodotta personalmente può essere convertita direttamente in calore con il riscaldamento a infrarossi. Inutile che ci giriamo intorno, in inverno, proprio quando è necessario il riscaldamento, quando le giornate sono fredde e gli apporti solari gratuiti sono bassi per il cielo grigio (e quindi i requisiti di potenza sono maggiori), l’alimentazione solare e le rese dell’impianto fotovoltaico sono inferiori al normale o assenti.
Al contrario, in estate viene generato un surplus con il sistema fotovoltaico, viene quindi immesso nella rete pubblica senza giovare molto alle nostre tasche.
Lo stoccaggio di energia in unità di accumulo, come scorta per l’inverno, sarebbe troppo oneroso, e le basse rese energetiche nei mesi invernali sono solitamente consumate quasi completamente dagli apparecchi elettrici e dall’illuminazione domestica.

Il bilancio energetico dell’intero anno potrebbe anche essere in equilibrio, ma l’elettricità in eccesso in estate deve essere immessa nella rete pubblica e riacquistata a un prezzo molto più elevato nella stagione del riscaldamento.
In sintesi in inverno, l’elettricità per il riscaldamento non è mai coperta dal proprio impianto fotovoltaico, quindi proviene in larga misura dalle centrali a carbone e a gas o nucleari – con il corrispondente impatto ambientale.

Per verifica puoi vedere le emissioni di CO2 della produzione europea di energia elettrica in tempo reale su electricitymap.org.

Un buon riscaldatore a infrarossi?

  • ci deve dire come è costruito
  • deve offrire una garanzia di almeno 5 anni o più
  • deve avere una superficie con buona emissione di radiazioni (ad es. realizzato in acciaio verniciato a polvere o ceramica)
  • deve rilasciare la maggior parte di calore nella parte anteriore
  • deve avere un buon isolamento posteriore del pannello
  • la temperatura e il tempo dovrebbero essere programmabili sul controller
  • potrebbe avere un telecomando (ad esempio Smart Home o via Internet).

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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