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La Hyundai Ioniq non regala la sensazione di guidare un’auto elettrica

In un precedente articolo descrivevo come ho rotto il ghiaccio sull’argomento “auto ibrida” (potete leggerlo integralmente qui). Finchè la rete di ricarica italiana resta scarsa mi sembra corretto passare all’ hybrid anzichè all’elettrico! Per questo 2017 il mio sogno di viaggiare 100% elettrico resterà un sogno, così ho prenotato un test drive alla Toyota:

ecco la CH-R 1.8 Hybrid 2WD che mi aspettava.

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con i suoi ruotoni (pneumatici 225/50 R18)

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L’emozione della prima Hybrid sotto il sedere ha azzerato le mie perplessità sull’auto ibrida. Questa Toyota CH-R 1.8 Hybrid regala la netta sensazione di guidare un’auto elettrica…, aiutata da un motore a benzina. 

E in fondo, l’ Hybrid, significa anche libertà e indipendenza dalle rare stazioni di ricarica.

Quando scrivevo quell’articolo ne ero convinto: la mia prossima auto non sarà una Tesla Model 3, ma sarà certamente un’ Hybrid!

Ma quale? Ormai siamo alla festa del Papà, la primavera avanza a grandi passi, è tempo di decidersi!

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Ho prenotato un nuovo test drive, questa volta è la Hyundai Ioniq a essere sotto esame: e come dice il titolo di questo articolo, la Hyundai Ioniq non regala la sensazione di guidare un’auto elettrica… ma tanti altri piaceri!

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Pulita, più sobria e rilassante della provocante Toyota CH-R 1.8 Hybrid. Si sale in basso invece che in alto (nessun effetto SUV) ma il posto guida è perfetto! Mani sul volante, sensazioni di buone plastiche e tutto diverso dalle altre Hyundai (se le conoscete).

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La partenza non stupisce come in Toyota CH-R, parte il motoraccio immediatamente, che delusione! Così è e così si va. E’ una continua lotta con il pedale del gas: tu vuoi far bene, vuoi dare il meglio di te, ma subito riparte il motoraccio. Insomma, io che vorrei  anestetizzare il 4 cilindri in linea 16 valvole DOHC per spremere con dolcezza la batteria non riesco a domare il cervellone Ioniq che è fatto così: l’elettrico aiuta il 1.580 cc e non viceversa come in Toyota. Intanto mi sono mangiato qualche chilometro di prova e con la Ioniq ho già fatto amicizia: sui difetti dell’asfalto vola, i dossi e i rallentatori vengono letteralmente spianati. Se non è una magia, dev’essere il suo passo (2.700mm). La Ioniq liscia le strade, è facile fare amicizia! Ripeto che il posto guida è perfetto.

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La cosa più divertente della Ioniq cosa può essere? Beccare tutte le buche e i tombini possibili? No, la cosa più divertente è spremerla!

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Ovviamente con una lunghezza di 4.470mm, una larghezza di 1.820 e una massa a vuoto di 1.370kg questa auto non è uno spiderino, ma il cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti in selezione sport trasforma le delusioni in passioni, e non vorresti più scendere, mai più scendere! La cosa più bella della guida in sport è anche il fatto che il cervellone Ioniq non tiene su di giri il motore in modo idiota (stile Audi in sport) solo perchè il pilota ha selezionato sport, infatti appena il piede diventa leggero e la guida più sobria il motore diventa docile quasi quanto la guida in eco, però è subito pronto a riscattare in alto senza vuoti e senza indugi. Forse la mia descrizione non è all’altezza del piacere che dà questa macchina.

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Il bialbero in testa con aspirazione e scarico a fasatura variabile, iniezione elettronica diretta (tutto in lega di alluminio) ha solo 105CV e una coppia massima molto in alto sui 4.000giri ma l’elettrico pensa a tutte le sue mancanze e la Ioniq dispone di ben 260Nm.

Con i cerchi in lega leggera da 15″ sarebbe più risparmiosa nei consumi ma è introvabile. Tutte le Ioniq indossano cerchi da 17″ 225/45R17 91W e se sei bravissimo consumi 3,9 litri ogni 100km.

La CH-R 1.8 Hybrid 2WD con il 1.8 HSD da 122 CV, trazione anteriore e cambio automatico E-CVT (cerchi in lega da 17” con pneumatici 215/60 R17) è comunque lunga 4360 e larga 1795 (passo 2640), pesa 1455 kg e il suo 4cilindri in linea 16 DOHC con VVT-i da 98CV consuma 3,8 litri ogni 100km.

Per avere un consumo ancora più basso non c’è nulla da fare, bisogna salire sulla Regina delle ibride, la Prius, ma siamo sempre là:

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Parliamo di quasi una tonnellata e mezza di peso! Ecco, per esempio, perchè l’idea dell’auto ibrida non mi è mai piaciuta:

  • io voglio eliminare dal cofano il motore a benzina in favore di un motore elettrico e invece me ne ritrovo due: uno quasi privo di manutenzione e uno assetato di service ogni 15.000km o ogni anno con tutte le noie a cui siamo abituati da decenni.

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Insomma, volevo l’auto elettrica per passare ai tempi moderni (sì, il termine moderni è relativo, ricordate i tempi moderni del 1936?) e mi ritrovo con 2 auto in un’unica auto? Non era proprio il mio sogno.

Come se ai tempi della Ford T ci fosse stato anche un cavallo con le briglie e per guidare l’auto fosse servito il frustino. Ma siamo diventati matti?

Se proprio dal motore a benzina non c’è scampo, voglio un’ auto a benzina efficientissima, come una casa in classe A (A come Almeno!). Un’ auto A+++

  • che non pesi una tonnellata e mezza,
  • che non abbia un motore enorme e fiacco
  • che non abbia una coppia massima a chi sa che numero di giri
  • che non abbia un esercito di cilindri a prosciugarmi il serbatoio
  • che non mi chiami al service ogni 3×2

un’auto moderna. Esiste?

L’auto ibrida appare molto moderna, sembra che abbia un piede nel futuro, lo ammetto! ma io che ho la passione per il risparmio energetico, per l’efficienza, per l’involucro spinto al massimo perchè la casa sia confortevole bruciando pochissima energia non vedo l’auto ibrida come la casa passiva, mi pare piuttosto una vecchia casa energivora e molto inefficiente che sfrutta qualche tipo di energia rinnovabile sul tetto:

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mi pare un edificio poco performante e disperdente che scarica il suo peso energetico sul pannello fotovoltaico o solare termico per diminuire la bolletta. Proprio come un 1.8 a benzina scarica sul motore elettrico e sulla sua generosa coppia massima (163Nm) tutta la fatica e l’ inefficienza del motore a benzina.

ripeto, un’auto moderna esiste?  la troveremo!

voi? che auto guidate?

       

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Casa e isolamento termico in clima umido e nebbioso, tipico della pianura padana

E’ un pensiero diffuso che d’inverno la nebbia (in quanto visibile) e l’umidità esterna elevata siano un problema per la casa, il tipo di struttura, e la tipologia del materiale per isolamento termico. Sorgono anche grossi dubbi sulla idoneità della posa di materiali naturali.

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E alcuni sono convinti che l’umidità, sotto forma di vapore acqueo penetri dall’esterno verso l’interno, mentre di fatto la migrazione del vapore nella stagione di riscaldamento ha un’unica direzione: da dentro verso fuori!

Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza, sempre in maniera semplice:

Se d’inverno l’aria esterna ha temperatura 0 °C e 100% di umidità relativa, aprendo la finestra o facendo funzionare la ventilazione meccanica controllata, noi deumidifichiamo l’ambiente interno, che avrà probabilmente temperatura +20 °C e 50% di umidità relativa.

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Si deve ricordare che l’aria esterna entra fredda e umida (0 °C e 100% di umidità relativa) in casa e viene portata in breve tempo ai +20 °C impostati.

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Riscaldare l’aria esterna portata in casa equivale a seccarla ottenendo in fretta un’umidità relativa del 25%.

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Conclusione

  • d’inverno, facendo ventilazione manuale (oppure meccanica) la casa viene deumidificata! …al contrario di quanto spesso si pensi.

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  • se è installato un impianto per deumidificare gli ambienti, non ci sarà necessità di farlo funzionare, bensì di arieggiare meglio! se con una VMC, si recupera anche il calore.

   

       

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Nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria)

Coprire parte del fabbisogno energetico della propria casa attraverso fonti rinnovabili è un obbligo di legge per molti ambiti d’applicazione sia per edifici nuovi che per edifici esistenti. Il riferimento legislativo è il DLgs 28/2011.

Ma quali sono le percentuali di copertura oggi?

Dal 1° gennaio 2017 le nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria) sarebbero dovute passare dal 35 al 50%.

Con il DL 244/2016 l’introduzione della nuova percentuale slitta di 12 mesi e resta in piedi il vecchio obbligo del 35%.

      

       

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Consumo elettrico di casa, le fasce orarie

Il mio consumo elettrico di casa è monitorato mese per mese dall’ormai lontano 2007. Me ne occupo io, il primo giorno del mese riporto nel mio foglio excel la lettura del contatore. Fino a che c’era il vecchio contatore copiavo la lettura e tutto era fatto, ora, con il nuovo contatore elettronico devo premere il noioso tasto rotondo per trascrivere le 3 letture delle rispettive 3 fasce orarie F1 F2 F3 (un po’ più laborioso, qualche attimo in più). Incomprensibile resta il fatto che il generoso display (che sta lì a far nulla se non stimolato dal bottone rotondo) non riporti già la lettura ben visibile al disgraziato utente (disgraziato perchè ha un apparecchio nato con questa piccola enorme disgrazia).

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Sì sono polemico, so che è una questione di qualche secondo! ma tutti gli italiani devono stare con il naso all’insù, matita nell’orecchio, post-it sul naso, e indice premuto sul bottone rotondo sperperando 15 secondi (se sono ben allenati) per fare l’autolettura:

  • 15 secondi x 12 mesi x 20 milioni di italiani = 1 milione di ore dedicato all’autolettura

Giacchè 8.760 ore corrispondono ad 1 anno di vita, possiamo affermare che il paese Italia butta circa 114 anni di tempo per riuscire a fare l’autolettura del nuovo contatore elettronico riprogrammato sulle 3 fasce di consumo (Tariffe Triorarie).

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All’ingegnere che ha partorito il display del contatore elettronico bisognerebbe dare 114 sculaccioni in piazza e senza mutande.

Ma chiudiamo qui questa brutta storia e l’orribile punizione.

La gara contro me stesso è proseguire anno dopo anno ad abbassare i consumi elettrici – come in guerra e in amore tutto è permesso – l’importante è abbassare i propri consumi! Se anche voi tenete d’occhio i vostri, già sapete che ogni mese dell’anno ha il suo tipico consumo medio espresso in kWh: a casa nostra, per esempio, il picco massimo è in febbraio e quello minimo cade sempre ad agosto. Perciò si deve mirare ad abbassare il consumo mensile dello stesso mese nell’anno precedente e così via. Ecco perchè torna utile il foglio excel!

Forse avete già fatto tutto il possibile per ottenere consumi contenuti:

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dagli elettrodomestici in classe energetica elevata A++ fino a tutte le lampadine sostituite con quelle di nuova generazione LED (mi raccomando.. bianco caldo: la temperatura di colore 2700K crea un ambiente accogliente e caldo) senza piombo o mercurio e senza radiazione di IR o UV. 

Che fare allora?

Non si può che giocare d’astuzia: sfruttare al massimo le tariffe Triorarie: il prezzo dell’elettricità è differenziato. Le tariffe triorarie A1 A2 A3 sono applicate ai piccoli consumatori e a tutte le piccole imprese con meno di 50 dipendenti, un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro e i cui punti di prelievo nella titolarità delle stesse siano connessi in bassa tensione.

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Pensate che le fasce orarie F1 F2 F3 siano ben evidenziate in fattura? Scor-da-te-ve-lo! Un grande tam tam per farci conoscere che Enel diventa Servizio Elettronico Nazionale (come se all’utente interessasse) e che la bolletta sarà nuova (un’intera pagina A4 stampata solo fronte per farci vedere l’esempio di bolletta precedente dell’utente XXX e l’esempio di bolletta attuale) anzichè far conoscere a tutti gli italiani con precisione le fasce orarie!

Naturalmente oscurare l’informazione è un obiettivo molto comune in Italia: il popolo deve stare ignorante per governarlo meglio.

A pagina 3 della vostra bolletta potete leggere: << Vuoi conoscere le fasce orarie? Vai su servizioelettriconazionale.it >>

Purtroppo è così, questa informazione è oscurata in bolletta!

Si sa, la bolletta prima o poi arriva a tutti, e tutti potrebbero leggerla scoprendo quali sono le fasce orarie! meglio oscurare meglio oscurare!

Collegatevi ad internet e perdete un po’ di tempo se volete scoprire  le fasce orarie F1 F2 F3. Intanto io ve le riporto qui sotto:

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Nella fascia oraria più economica F3 noi cerchiamo di concentrare le lavatrici (prima delle 7:00 la centrifuga completa il ciclo e la biancheria si può già stendere): un piccolo gesto, un po’ di programmazione e in un anno diventano numeri!

Nella fascia intermedia F2 si potrebbero concentrare tutte le lavastoviglie se non avete la fortuna di avere una cucina chiusa e farla lavorare durante la notte senza venire disturbati!

Insomma, se abbiamo già fatto ogni sforzo non ci rimane che sforzarci di consumare elettricità in fasce orarie dove il kWh costa poco.

       

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Contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati

entro il 31 dicembre 2016!

no, si scherzava!

Non sono per le regole spietate, ma è ridicolo che tutto il tam tam e gli ultimatum fatti per l’installazione dei termoregolatori rientri nel Decreto Milleproroghe:

  • obbligo prorogato al 30 giugno 2017

Sembrava che ci fosse la pena di morte per chi non avesse installato dei contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati di riscaldamento entro il 31 dicembre 2016. Ora invece è spostato di sei mesi lo spauracchio delle sanzioni.

Eppoi le sanzioni che non prevedano differenze per fascia di reddito sono ridicole e ingiustificabili.


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Indipendenza energetica di casa nostra

Il sogno di eliminare la dipendenza dalla fornitura di gas deve restare tale?

  • pannelli fotovoltaici
  • geotermia in pompa di calore
  • VMC centralizzata
  • pannelli solari termici
  • impianto di recupero acque piovane e grigie per utilizzo idrosanitario (non potabilizzazione) e irrigazione giardino

sono tutte cose disponibili e già funzionanti in molte abitazioni, ma facciamo una nota di chiarimento, così da non confondere le richieste di energia dell’involucro e degli abitanti! esse vanno distinte in

  • energia elettrica
  • e energia termica

tutto indipendentemente dalla volontà di eliminare il gas come veicolo energetico.

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La geotermia aiuta solo quella termica (che ovviamente avendo come generatore una pompa di calore si traduce anche in una minore richiesta elettrica) ma per una costruzione monofamiliare a bassissimo consumo rimane una spesa poco ammortabile – l’investimento iniziale è molto elevato.

L’energia elettrica ci serve… e per rendersi quanto maggiormente possibile autonomi l’unico consiglio, ad oggi, è abbinare il fotovoltaico a sistemi di accumulo elettrico di nuova generazione quali il modulo UNE con batteria al sodio cloruro nickel brevetto Fiamm ( sono ancora costosi ed ammortizzabili non prima di 7/8 anni ).

Costruire un edificio autonomo, diciamo autarchico, resta di fatto troppo costoso e troppo complesso per la tecnologia attuale.

Se non è ancora possibile poter fare a meno di qualsiasi rapporto o scambio con gli altri consoliamoci con il fatto che una Passivhaus monofamiliare da 150 mq presenta al padrone di casa costi complessivi di gestione (energia termica + elettrica) intorno ai 500 €/anno. Si può dire che per evitare spese mensili di 40€ sia inutile la ricerca dell’autonomia assoluta.

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Lo standard passivo è anche la richiesta dell’Europa per i nuovi edifici a partire dal 2020 e non è fantascienza: ci sono oltre 50.000 fabbricati edificati ad oggi. E’ il miglior risultato ottenibile in rapporto costo / rendimento / comfort abitativo e, non da ultimo, rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

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Come esempio posso citare la casa qui sopra, da noi costruita a Roncone (TN), una delle prime case attive italiane certificata Passivhaus:

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La produzione di energia elettrica è maggiore del totale dei consumi dell’intero fabbricato includendo:

  • riscaldamento
  • deumidificazione
  • produzione acqua calda sanitaria
  • ventilazione meccanica
  • illuminazione
  • energia elettrica primaria per utilizzi domestici (frigorifero, lavatrice, lavastoglie, asciugacapelli, etc )

Ovviamente la casa si considera a bilancio positivo su base annuale poichè durante la fase invernale preleva l’energia eventualmente necessaria dall’esterno e la compensa con la sovrapproduzione estiva: come già detto, è estremamente complesso e costoso rendersi autonomi durante l’inverno e dati i ridottissimi costi di mantenimento di una Passivhaus, assolutamente antieconomico.

immagini e testo offerte da:
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aktivhaus.eu address 

per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

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Fotovoltaico a costo zero?

Ho letto che una sanzione di 640mila euro è stata irrogata dall’Antitrust al Gruppo G. Power, per le pratiche commerciali adottate nella vendita di impianti per lo sfruttamento dell’energia solare e la produzione di elettricità e calore. Pratiche ingannevoli circa gli effettivi risparmi ottenibili e aggressive perchè limitative del diritto di recesso (penale pari al 25% del valore dell’impianto in caso di recesso).

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Tali impianti venivano prospettati come a costo zero: tra i risparmi ottenibili e i ricavi dalla vendita dell’energia in surplus…

  • proviamo a ridurre al massimo i nostri consumi di energia prima di fare investimenti poco trasparenti per ottenere nuova energia!
  • monitoriamo i nostri consumi facendo autolettura e autocritica (soprattutto)
  • leggiamo con attenzione le bollette che riceviamo
  • analizziamo attentamente gli importi fatturati

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Vi siete mai resi conto del vostro effettivo consumo di energia elettrica?

il totale da pagare in bolletta dice poco nulla dei vostri consumi energetici - gli importi fatturati invece ci dicono qualcosa di più!

leggiamo la mia bolletta da 161,44€ del bimestre giugno-luglio:

  • spese per la materia energia 36,17€
  • spese per il trasporto e la gestione del contatore 39,34€
  • spese per oneri di sistema 49,67€
  • altre partite 3,85€
  • totale imposte e iva 32,41€

… per il mio consumo effettivo di 36,17€ dovrei farmi finanziare dalla banca un impianto fotovoltaico completo e poi salire sul tetto a farmelo installare?

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Ma visto che parliamo di cifre, il costo medio unitario del kWh, qual’è?

  • il costo medio unitario del kWh come rapporto tra il totale pagato e i kWh consumati è di ben 0,49 €/kWh (eh sì, avete letto bene: mezzo Euro!)
  • il costo medio unitario del kWh come rapporto tra le spese per la sola materia energia e i kWh consumati è invece 0,11 €/kWh

Letto tutto questo si potrebbe reagire dicendo che nemmeno vale la pena sostituire una vecchia lampadina con una nuova a led…

In fondo solo ¼ della bolletta riflette i nostri consumi reali.

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Forse l’unico senso del fotovoltaico è installare anche una batteria domestica come quella proposta dalla Tesla: la Powerwall è la batteria domestica che si carica utilizzando l’elettricità generata dal fotovoltaico o quando le tariffe elettriche sono basse. Per la casa è comunque una riserva di energia elettrica di backup.

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Powerwall consente di massimizzare l’autoconsumo di energia solare: con 6,4 kWh di capacità di accumulo di energia possiamo sfruttare l’elettricità generata dal fotovoltaico tutte le sere:

  • è una batteria agli ioni di litio ricaricabile con controllo termico del liquido garantita 10 anni con 92,5% di efficienza CC in entrata e uscita
  • potenza di 3,3 kW e profondità di scarica 100%
  • tensione 350 – 450 volt compatibile con reti elettriche monofase o trifase.
  • corrente 9,5 Ampere (il convertitore CC/CA non è incluso)
  • 97 kg da attaccare al muro

Un po’ di indipendenza non guasta:

 Ho sempre detestato il fotovoltaico e il conto energia e i finanziamenti e la burocrazia che li accompagna, ma un impianto fotovoltaico che ricarica la mia batteria e mi rendesse indipendente mi alletta molto:

  • usare l’energia solare accumulata mi piace molto di più dell’idea di rivenderla alla rete per fare una mini speculazione. 

Qual’è la vostra opinione?






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ACS, acqua calda sanitaria e fotovoltaico

Chi è alle prese con un edificio di nuova costruzione avrà già scoperto che è obbligato dalla legge ad installare un impianto fotovoltaico.

Andiamo a scoprire come l’energia proveniente dal pannello può venire in contro al nostro bisogno di acqua calda sanitaria. E soprattutto se l’energia pulita del sole copre una buona (o troppo bassa) percentuale di quanto serve al termoboiler.

  • casa di 4 persone
  • consumo pro-persona  70 litri / giorno
  • temperatura ingresso acqua fredda acquedotto 10 °C ed utilizzo ACS a 40 °C.

acs-acqua-calda-sanitaria-fotovoltaico-termoboiler

Con 365 giorni di utilizzi domestici si consumerebbero 3555 kWh, escludendo le perdite di calore per distribuzione.

Un fotovoltaico da 3 kW di picco (senza conoscere luogo, esposizione, ombreggiamenti e resa dei pannelli), ipotizzando una produzione annua di 3000 kWh, è insufficiente a coprire i fabbisogni di acs.

E dobbiamo tenere presente altri aspetti:

  • quando il fotovoltaico produce, deve essere utilizzato immediatamente per lo scambio sul posto
  • solitamente l’acqua è più utilizzata la mattina e la sera e serve nuova energia elettrica per ripristinare l’acqua calda consumata
  • nel boiler elettrico difficilmente si riesce a ripristinare la temperatura voluta con il solo fotovoltaico.

Possiamo stimare indicativamente che il fotovoltaico, in generale, somministra non più del 10%, pertanto, il denaro speso per il fotovoltaico + l’energia elettrica presa dall’ente erogatore non ha un ritorno economico vantaggioso.

Rimane invece vero il fatto che la spesa impiantistica iniziale è bassa.

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ACS, acqua calda sanitaria gratis dal fotovoltaico?

Sfruttare meglio l’energia del sole è il sogno di tutti.

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Una famiglia di 4 persone, con 2 bagni provvisti di doccia, può produrre acqua calda sanitaria (acs) con una pompa di calore visto che è stato installato un impianto fotovoltaico per approfittare del conto energia.

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Ma quanto deve investire per pompa di calore (pdc) e accumulo proporzionato alle esigenze? Fino a tre docce senza lunghi intervalli di attesa.

Innanzitutto teniamo d’occhio 3 cose:

  • verifichiamo se la pompa di calore sia predisposta per comprendere il fatto che ci sia un fotovoltaico e per garantire questo aspetto la pdc deve possedere questa sigla: SG.
  • verifichiamo la capienza: gli accumuli, sia di acqua calda sanitaria che termici o per raffrescamento devono essere sempre un attimino più grandi perchè la pompa di calore, leggendo che c’è produzione di energia dal fotovoltaico, aumenta solo la temperatura di accumulo dei serbatoi (degli accumuli).
  • controlliamo l’assorbimento elettrico della pompa di calore: che non sia troppo grande per il fotovoltaico già installato o da installare.

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Facciamo un esempio:

se il fotovoltaico è da 3 kW e voi installate una pompa di calore da 10 kw termici che cosuma elettricamente circa 3.2 kW il sistema fotovoltaico difficilmente potrà dialogare con il fotovoltaico…!!!!

Tanto per dare un paio di numeri:

Una pompa di calore di buona qualità (tubi, valvole e coibentazione compresi) per una civile abitazione si aggira intorno ai 15mila €. 

1 € a doccia per dieci anni vi sta bene?

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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La mia futura auto è in progettazione

Ho investito tutto nella casa, non potrei mai permettermi una macchinona potente veloce e lussuosa. Ricordo un’ emozionante corsa in Porsche Targa di un conoscente quando ancora non avevo l’età della patente

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e più tardi, sempre sul sedile del passeggero, una corsa su strade innevate dentro ad una scomoda ma strabiliante MG

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Strada di montagna, in salita grazie al cielo. Dopo i primi tornanti mi sono sentito fortunato – fortunato di esserci ancora. Una lumaca davanti a noi – ho subito pensato di essere salvo. Sorpassiamo. Non credevo fosse una manovra possibile per la fisica (già a quei tempi ero una schiappa in fisica) – il sorpasso riesce alla perfezione, stupisce me e anche i sorpassati, da lì in poi nessun ostacolo. La MG sembrava volare sul ghiaccio.

Forse tutti noi che abbiamo visto l’auto crescere, diffondersi, migliorare e diventare anche comoda veloce e parca grazie al continuo downsizing dei motori abbiamo avuto il sogno di guidare qualcosa di forte da grandi.

I tempi sono cambiati, come i gusti e i sogni. Per me il rombo è diventato un fastidio e il motore a scoppio stesso mi sembra un vecchiume tenuto in vita perchè c’è tanto petrolio.

Mi muovo ancora anch’io con un’auto a benzina,

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ma la gran voglia del modello successivo e di cambiare auto è sparita col tempo e l’età. Un’auto nuova, bella pulita e profumata è sempre un piacere, non lo posso negare… ma l’idea di sollevare il cofano e trovarci sotto l’ennesimo groviglio maleodorante mi delude al solo pensiero.

Ho isolato il tetto di casa con 22 centimetri di fibra di legno con la speranza di avere inverni più piacevoli ed estati meno calde, ho coibentato anche le pareti dall’esterno per ridurre le dispersioni: un grande investimento. Lungimiranza? Visione del futuro? Voglia di Indipendenza da tanto bisogno di energia? Questione di agevolazioni fiscali? Un po’ tutte queste cose messe insieme.

Ma se credo nell’abbassamento della bolletta energetica e delle emissioni, posso sognare di correre con un’auto a benzina o a gasolio?

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Il sogno se n’è andato – ho altri sogni.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

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Non voglio più un’auto a benzina o a gasolio. So che ce ne sono di bellissime, ce ne sono di tutti i colori e per tutte le tasche, ma mi pare di comprare una roba vecchia. Una cosa che non ha più senso.

I più tecnici e i più informati mi vorranno ricordare che l’auto elettrica utilizza comunque energia non pulita: l’emissione di CO2 per ogni kWh elettrico prodotto, varia notevolmente tra le nazioni e dipende dal mix di fonti energetiche utilizzate per produrre energia. Considerando l’ energia elettrica e calore generati da combustibili fossili, nucleare, idroelettrico, geotermia, solare e biomasse in Italia  l’impronta CO2 g/kWhel vale 406 (se consideriamo solo la produzione di energia elettrica (non calore) il valore sarebbe maggiore, 531). Se vuoi approfondire clicca qui.

Quindi, lo so che l’energia elettrica è sporca e il suo trasporto dalla fonte all’utilizzo è inefficiente, ma almeno lo “sporco” è concentrato alla produzione: al mio passaggio non tolgo il respiro ai passanti sul marciapiede, alle biciclette che mi seguono e alle finestre che affacciano sui viali. Non esco dal giardino avvelenando i bambini che giocano. Secondo me, chi può permetterselo deve guidare elettrico, e dare una buona spinta al mercato in tal senso.

Il futuro non può più essere bruciare il petrolio sotto il cofano.

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Con meno di 1,5 € di corrente per 100 km potrei guidare questa 100% ELETTRICA:

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Tra il suo costo e le dimensioni, sicuramente mi tengo la mia vecchia e buona auto ancora qualche annetto. Sarebbe un incubo sborsare una cifra simile per muovermi con quest’auto lillipuziana. Questa Citroën C-ZERO con motore elettrico di 49 kW, alimentato da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 14,5 kWh garantita 8 anni o 100.000 Km, raggiunge i 130 km/h e un’autonomia di circa 150 km. Ma con il suo prezzo si può fare efficienza energetica ad una casa intera e l’emozione di guidare una C zero credo sia poco superiore al suo nome.

Gallina vecchia fa buon brodo:

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Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Ovviamente elettrica! E non ibrida: non voglio nemmeno per sogno avere un motore termico con tutte le noie e rogne annesse + un nuovo motore elettrico d’aiuto per compensare i consumi e le prestazioni. Se devo spendere per guidare un’ibrida rinuncio subito, mi tengo la mia gallina vecchia.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Allora vorrei guidare il futuro. Il passato l’ho già guidato abbastanza, la mia prima auto risale al febbraio 1985. Sono trent’anni che vado dal benzinaio.

Ho prenotato questa

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Potrebbe essere il mio “pesce d’aprile” per i lettori, ma potete farlo anche voi con 1.000€ cliccando sulla pagina ufficiale Tesla Model 3.

Mi sembra una cifra ben riposta, un buon passo per concludere bene il 2017:

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Avrete già sentito parlare di Tesla… chi è stato a KlimaHaus 2016 a Bolzano l’avrà anche vista parcheggiata nel piazzale, si trattava della grossa Model S, la bestia per pochi:

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Verso la fine del 2017 Tesla promette di consegnare il nuovo Model 3, la sua piccola elettrica, ad un prezzo di circa 35mila Euro, che è il prezzo di una Passat 1.6 Turbodiesel (sentito che parola orribile? .. tur-bo-die-sel).

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La Model 3 non è proprio una piccola:

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Sono pochini 345 km di autonomia?

Me li farò bastare. Pianificherò meglio i viaggi, sarà il prezzo da pagare per indirizzare il futuro nel verso giusto, già che i Supercharger sono paline di ricarica gratuite! E dopo pochi minuti, dalla stazione che contiene vari Supercharger, si può riprendere il viaggio: guarda dove li trovi sulla mappa.

In fondo, se per colpa della scarsa autonomia acquistassi un’altra auto a gasolio è come se dicessi al mercato dell’automobile << continuiamo così, facciamoci del male >>

Ma torniamo a parlare di corrente, di energia elettrica:

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Tesla propone la Powerwall che è una batteria domestica che si carica utilizzando l’elettricità generata dal fotovoltaico o quando le tariffe elettriche sono basse. Per la casa è comunque una riserva di energia elettrica di backup.

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Powerwall consente di massimizzare l’autoconsumo di energia solare: con 6,4 kWh di capacità di accumulo di energia possiamo sfruttare l’elettricità generata dal fotovoltaico tutte le sere:

  • è una batteria agli ioni di litio ricaricabile con controllo termico del liquido garantita 10 anni con 92,5% di efficienza CC in entrata e uscita
  • potenza di 3,3 kW e profondità di scarica 100%
  • tensione 350 – 450 volt compatibile con reti elettriche monofase o trifase.
  • corrente 9,5 Ampere (il convertitore CC/CA non è incluso)
  • 97 kg da attaccare al muro

Un po’ di indipendenza non guasta:

 Ho sempre detestato il fotovoltaico e il conto energia e i finanziamenti e la burocrazia che li accompagna, ma un impianto fotovoltaico che ricarica la mia batteria e la sera o in caso di problemi alla rete elettrica, essere in grado di alimentare la mia casa, e i miei elettrodomestici, mi alletta molto:

  • usare l’energia solare accumulata mi piace molto di più dell’idea di rivenderla alla rete per fare una mini speculazione. 

Italia 1a al mondo x contributo fotovoltaico in mixelettrico nazionale

Sapete che la classifica dell’efficienza energetica vede l’Italia al 1° posto, davanti a Germania e Regno Unito? Lo rileva il “Ranking 2016 dell’Efficienza Energetica Mondiale”. Non abbassiamo la guardia!

E voi? come la pensate? Continuiamo così?

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L’importanza del progetto termotecnico e del capitolato

IMPIANTI TERMOTECNICI: esiste l’ impianto che va bene in ogni casa?

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e l’impianto che va bene per ogni committente? Le esigenze del cliente finale sono sempre le stesse?

Spesso manca il dialogo tra cliente finale, progettista e installatore. Il confronto e il coinvolgimento fra le parti, assolutamente necessario per ottimizzare i costi, sono ancora visti come una perdita di tempo e affrontati in modo sbrigativo.

A volte la difficoltà di comunicazione nasce dalla mancanza di fiducia nelle rispettive professionalità e il dettaglio più importante tra tutti è ancora lo sconto economico.

L’architetto e il committente sviluppano nel tempo un forte legame, anche di dipendenza, mentre gli incontri legati al progetto termotecnico restano in secondo piano e rappresentano una inevitabile scocciatura facente parte del sogno della nuova casa.

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Il progetto Termotecnico ( l’impiantistica) è invece fondamentale per ottenere comfort ed economia di gestione negli anni. Sviluppare insieme al cliente l’idea impiantistica di base è l’ABC del funzionamento della casa nel clima in cui è situata e influenzata dalle abitudini e necessità di chi ci abiterà. E da dove partire dopo un attenta valutazione di tutte le esigenze personali del committente?

l’ importanza del computo metrico:

Intanto capiamo bene cos’è: il computo metrico è un elaborato redatto dal Progettista Termotecnico: un documento nel quale troviamo sia le caratteristiche di tutti i componenti che compongono il futuro impianto oltre agli oneri di messa in funzione e di collaudo stesso degli impianti.

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Come detto all’inizio, una casa ha bisogno del suo sistema di impianti secondo le caratteristiche della costruzione e secondo le necessità personali! il computo metrico, con il supporto del progetto esecutivo (che NON deve fare l’installatore a seconda della sua esperienza o abitudine), permette al cliente finale di richiedere più offerte a diversi installatori ottenendo vari preventivi a parità di materiali, tecnologia e quantità.

Un modo semplice per poter confrontare bene gli importi di spesa.

Possedere un computo metrico porta molti vantaggi al cliente evitando incomprensioni di carattere economico e di lavorazioni da eseguirsi oltre ad essere un contratto.

Senza un computo metrico per la richiesta dell’offerta ai vari installatori, saranno gli installatori stessi a redarre i loro computi metrici, in funzione delle rispettive conoscenze prevedendo quantità e qualità di materiali completamente diversi tra loro:

  • confusione nella scelta
  • difficoltà di interpretazione delle voci
  • incapacità nell’individuare voci o elementi mancanti o dimenticati
  • ripetute contestazioni durante i lavori.

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E’ comune pensare che il capitolato redatto dal professionista sia una spesa in più, ma è nel momento delle lavorazioni, spesso ormai effettuate, che si scopre quanto avrebbero potuto costare di meno.

… se fosse stato previsto un Capitolato.

In assenza di un capitolato fedele al progetto impiantistico la progettazione del vostro impianto sarà nelle mani del vostro installatore.

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Sarà lui ad occuparsi di dimensionare

  • il fabbisogno di riscaldamento,
  • raffrescamento,
  • acqua calda sanitaria,
  • ventilazione,
  • deumidificazione e/o umidificazione
  • la vostra caldaia
  • o la pompa di calore,
  • le tubazioni,
  • gli accumuli,
  • il vostro solare termico,
  • il vostro condizionatore
  • e tanto altro

L’installatore difficilmente riesce a riunire tutte queste competenze, ma il più delle volte è proprio il cliente che si rivolge a lui direttamente senza comprendere la valenza e l’importanza di presentare un computo metrico.

Risparmiare poche centinaia di euro che poi se ne andranno in varianti o opere non previste è sciocco.

Presentarsi al proprio installatore con un computo già preparato non è sinonimo di sfiducia:

  • anche gli installatori preferiscono avere in mano un computo metrico, così da prevedere  stessi materiali e stesse quantità del proprio concorrente.

Non dimentichiamo che un installatore include comunque nella manodopera la spesa in termini di tempo per la compilazione del computo per l’offerta.

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Riferimenti normativi, le UNI

E’ normale, leggendo testi e argomenti riferiti all’efficienza energetica dell’edificio, inciampare in riferimenti normativi. Qui di seguito ne elenco alcuni che si incontrano di frequente ricordandone il tema :

circa la valutazione energetica:

UNI EN 410 “Vetro per edilizia – Determinazione delle caratteristiche luminose e solari delle vetrate”.

UNI EN 673 “Vetro per edilizia – Determinazione della trasmittanza termica (valore U) – Metodo di calcolo”.

UNI EN 832 “Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento – Edifici residenziali”.

UNI EN ISO 6946 “Componenti ed elementi per l’edilizia – Resistenza e trasmittanza termica – Metodo di calcolo”.

UNI EN ISO 7345 “Isolamento termico – Grandezze fisiche e dimensioni”.

UNI EN ISO 10077-1 “Prestazione termica di finestre, porte e chiusure – Calcolo della trasmittanza termica – Metodo semplificato”.

UNI EN ISO 10077-2 “Prestazione termica di finestre, porte e chiusure – Calcolo della trasmittanza termica – Metodo numerico dei telai”.

UNI EN ISO 10211-1 “Ponti termici in edilizia – Flussi termici e temperature superficiali – Metodi generali di calcolo”.

UNI EN ISO 10211-2 “Ponti termici in edilizia – Calcolo dei flussi termici e delle temperature superficiali – Ponti termici lineari”.

UNI 10348 “Riscaldamento degli edifici – Rendimenti dei sistemi di riscaldamento – Metodo di calcolo”.

UNI EN 10349 “Riscaldamento e raffrescamento degli edifici – Dati climatici”.

UNI 10351 “Materiali da costruzione. Conduttività termica e permeabilità al vapore”.

UNI 10355 “Murature e solai. Valori della resistenza termica e metodo di calcolo”.

UNI 10379 “Riscaldamento degli edifici. Fabbisogno energetico convenzionale normalizzato. Metodo di calcolo e verifica”.

UNI TS 11300 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 1. Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale”.

UNI TS 11300 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 2. Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria”

UNI EN 13370 “Prestazione termica degli edifici – Trasferimento di calore attraverso il terreno – Metodi di calcolo”.

UNI EN 13465 “Ventilazione degli edifici – Metodo di calcolo per la determinazione delle portate d’aria negli edifici residenziali”.

UNI EN 13789 “Prestazione termica degli edifici – Coefficiente di perdita di calore per trasmissione – Metodo di calcolo”.

UNI EN 13790 “Prestazione termica degli edifici – Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento”.

UNI EN ISO 14683 “Ponti termici nelle costruzioni edili – Trasmittanza termica lineare – Metodi semplificati e valori di progetto”.

 

circa la produzione di energia da fonti rinnovabili:

UNI TS 11300 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 2. Determinazione del fabbisogno di energia primaria e dei rendimenti per la climatizzazione invernale e per la produzione di acqua calda sanitaria”

UNI EN 832 “Calcolo del fabbisogno di energia per il riscaldamento – Edifici residenziali”.

UNI 8477-1 “Energia solare – Calcolo degli apporti per applicazioni in edilizia – Valutazione dell’energia raggiante ricevuta”.

UNI 8477-2 “Energia solare – Calcolo degli apporti per applicazioni in edilizia – Valutazione degli apporti ottenibili mediante sistemi attivi o passivi”.

 

circa i materiali da costruzione:

UNI 10351 “Materiali da costruzione – Conduttività termica e permeabilità al vapore”.

UNI 10375 “Metodo di calcolo della temperatura interna estiva degli ambienti”.

UNI TS 11300 “Prestazioni energetiche degli edifici – Parte 1. Determinazione del fabbisogno di energia termica dell’edificio per la climatizzazione estiva ed invernale”.

UNI EN ISO 13786 “Prestazione termica dei componenti per edilizia – Caratteristiche termiche dinamiche – Metodi di calcolo”.

UNI 13788 “Prestazione igrometrica dei componenti e degli elementi per l’edilizia – Temperatura superficiale interna per evitare l’umidità superficiale critica e condensa interstiziale – Metodo di calcolo”.

UNI EN ISO 15927-1 “Prestazione termoigrometrica degli edifici – Calcolo e presentazione dei dati climatici – Medie mensili dei singoli elementi meteorologici”

Norme ISO 14000.

 

circa il risparmio idrico e la permeabilità dei suoli:

UNI EN 13252 “Geotessili e prodotti affini. Caratteristiche richieste per l’impiego nei sistemi drenanti”.

UNI EN 13253 “Geotessili e prodotti affini. Caratteristiche richieste per l’impiego nelle opere di controllo dell’erosione”.

 

circa la qualità interna ed esterna:

UNI EN ISO 140-3 “Misurazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Misurazione in laboratorio dell’isolamento acustico per via aerea di elementi di edificio”.

UNI EN ISO 140-4 “Misurazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Misurazioni in opera dell’isolamento acustico per via aerea tra ambienti”.

UNI EN ISO 140-5 “Misurazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Misurazioni in opera dell’isolamento acustico per via aerea degli elementi di facciata e delle facciate”.

UNI EN ISO 140-7 “Misurazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Misurazione in opera dell’isolamento dal rumore di calpestio di solai”.

UNI EN 410 “Vetro per edilizia – Determinazione delle caratteristiche luminose e solari delle vetrate”.

UNI EN ISO 717-1 “Valutazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Isolamento acustico per via aerea”.

UNI EN ISO 717-2 “Valutazione dell’isolamento acustico in edifici e di elementi di edificio. Isolamento del rumore di calpestio”.

UNI 8199 “Collaudo acustico degli impianti di climatizzazione e ventilazione. Linee guida contrattuali e modalità di misurazione”.

UNI 10439 “Illuminotecnica – Requisiti illuminotecnici delle strade con traffico motorizzato”. UNI 10604 “Manutenzione. Criteri di progettazione, gestione e controllo dei servizi di manutenzione di immobili”.

UNI 10671 “Apparecchi di illuminazione – Misurazione dei dati fotometrici e presentazione dei risultati – Criteri generali”.

UNI 10819 “Luce e illuminazione – Impianti di illuminazione esterna – Requisiti per la limitazione della dispersione verso l’alto del flusso luminoso”.

EN ISO 10848-1 “Acustica – Misurazione in laboratorio della trasmissione laterale, tra ambienti adiacenti, del rumore emesso per via aerea e del rumore di calpestio – Parte 1: Documento quadro”.

EN ISO 10848-2 “Acustica – Misurazione in laboratorio della trasmissione laterale, tra ambienti adiacenti, del rumore emesso per via aerea e del rumore di calpestio – Parte 2: Prova su elementi leggeri nel caso di giunti a debole influenza”.

EN ISO 10848-3 “Acustica – Misurazione in laboratorio della trasmissione laterale, tra ambienti adiacenti, del rumore emesso per via aerea e del rumore di calpestio – Parte 3: Prova su elementi leggeri nel caso di giunti a forte influenza”.

UNI 10874 “Manutenzione dei patrimoni immobiliari. Criteri di stesura dei manuali d’uso e manutenzione”.

UNI 10951 “Sistemi informativi per la gestione della manutenzione dei patrimoni immobiliari. Linee Guida”.

UNI EN 12354-1 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle

prestazioni di prodotti – Isolamento dal rumore per via aerea tra ambienti

UNI EN 12354-2 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti – Isolamento acustico al calpestio tra ambienti”.

UNI EN 12354-3 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti – Isolamento acustico contro il rumore proveniente dall’esterno per via aerea”.

UNI EN 12354-4 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti – Trasmissione del rumore interno all’esterno”.

UNI EN 12354-6 “Acustica in edilizia – Valutazioni delle prestazioni acustiche di edifici a partire dalle prestazioni di prodotti – Parte 6: Assorbimento acustico in ambienti chiusi”.

UNI 10522 “Prodotti di fibre minerali per isolamento termico e acustico. Fibre, feltri, pannelli e coppelle. Determinazione del contenuto di sostanze volatili “.

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La seconda casa a Venezia di Matteo abitata di rado

Il lettore scrive:

Ho da circa 8 mesi acquistato una seconda casa di circa 35mq nella zona di Chioggia, che è un comune che vive ai piedi della laguna veneta e come Venezia (anche se un po’ meno) vive dei disagi lagunari…

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Il consiglio che volevo chiederle è che tipo di ventilazione devo adottare visto che la casa è poco abitata?

Al momento sto lasciando un ricircolo d’aria perenne in quanto la casa è di tipo vecchio situata al pt e recentemente ristrutturata. La costruzione originale è di muri portanti su 3 livelli a mottoni pieni con muri portanti di almeno 25 cm. I muri perimetrali danno all’esterno sui 3 lati. L’ambiente è piccolo e gode di riscaldamento autonomo. Attorno piccole calli ed atre case anche se la casa non poi così inglobata rispetto ad altre abitazioni. Gli autoctoni mi hanno consigliato di tenere sempre un ricircolo d’aria quando la casa è disabitata per lunghi periodi, ed io mi sto comportando così…

Ho installato un igrometro/termometro che mi segnala una temperatura di 7 gradi con 82% di umidità (tale rilevazione fa riferimento ad una giornata uggiosa a e nebbiosa). Come mi devo comportare per ridurre il più possibile i disagi? Mi rendo conto che la casa è vecchia (seppur ristrutturata), mi rendo conto del disagio dovuto alla zona geografica,ma in pratica vorrei solo comportarmi io il più correttamente possibile in modo da un aggiungere una cattiva pratiche ad una serie di fisiologici “disagi”… Aggiungo che una volta al mese vado a passare 2-3 giorni ed in quel contesto accendo il riscaldamento e contemporaneamente un de umidificatore adeguato per le dimensioni della casa. Grazie anticipatamente.

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Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

Nel periodo invernale l’ideale sarebbe far lavorare comunque il riscaldamento autonomo per non portare le strutture a temperature bassissime ed installare una ventilazione meccanica controllata decentralizzata (preferibilmente in camera da letto e preferibilmente servendo anche il bagno se adiacente).
Temperature più elevate e un minimo regolare ricambio d’aria eviterà che nei mesi invernali i 3 giorni al mese di abitazione non portino danni agli interni (condense e muffe).

Mi spiego meglio: durante la breve permanenza in casa, con il riscaldamento in funzione, l’ambiente riscaldato avrà un volume d’aria calda apparentemente con umidità entro la norma. Nel momento della partenza, che coincide con lo spegnimento del riscaldamento, l’aria calda e umida lasciata nell’abitazione si raffredderà man mano nelle ore successive e il vapore contenuto condenserà sulle superfici che si raffreddano per prime (la zona bassa delle pareti esterne, il contorno delle finestre, gli angoli, la linea del soffitto).

Penso anche che il costo per riscaldamento non sarebbe molto superiore all’attuale perchè una caldaia a metano che deve portare in fretta un’ambiente a 20°C partendo dai 7°C originali ha un consumo di diversi metricubi. Immagino anche che il comfort non sia straordinario per il fatto che una volta raggiunti i 20°C in casa, le strutture siano ancora molto fredde e poco piacevoli.

Il funzionamento della VMC potrebbe gestire meglio:

  • il breve periodo di presenza offrendo ricambio d’aria e contemporaneamente un basso livello di umidità interna
  • e anche il periodo di assenza (magari con un funzionamento temporizzato e alla velocità minima) a garanzia di una lunga vita delle recenti finiture interne

Per il massimo risparmio potrei anche appoggiare la scelta di una vmc monoflusso che di solito non apprezzo per il suo comportamento che inverte il flusso a intervalli, ma in questo modo è impossibile progettare la vmc come impianto che serve anche il locale bagno…

Tutto questo è anche importante per la salvaguardia dei nuovi intonaci interni che sicuramente sono macroporosi e risananti: anche l’umidità della parete che esce attraverso il suo intonaco (la tonaca del muro) deve potersi liberare in ambiente.

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Acqua calda sanitaria con nuova etichetta energetica

Dal mio vecchio articolo sapete tutti che, in nome della mia idea di libertà, faccio la doccia con l’acqua fredda. Solo io in famiglia, ovviamente, e anche per forza di cose: il primo che fa scorrere l’acqua fa raggiungere alla tubazione una temperatura da “Selvaggio Nord”. Ricordate Zanna bianca di Jack London? oppure Preparare un fuoco?

Ecco perchè salto fuori dal letto prima di tutti. La tubazione annegata nelle murature è comunque un po’ più mite della fonte.

Dicevo che la mia famiglia, nonostante tutto, utilizza ancora acqua calda (ACS per i tecnici), (AFS per me), come la maggior parte di voi lettori – ricordo quindi quanto segue:

Acqua calda sanitaria con nuova etichetta energetica

Dal settembre 2015, gli scalda acqua ed i serbatoi per l’acqua calda devono avere un’etichetta energetica europea che indica il consumo di energia. Contestualmente il consumo di questi apparecchi si è abbassato notevolmente e sono state introdotte le nuove classi energetiche (A+, A++, A+++).

Se siete davanti ad un acquisto e non trovate ombra di etichetta, state comprando roba invenduta mesi addietro, magari buona, ma magari non ottimale nei consumi.


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Il pellet ti dà una mano

Ricordate quando nei gloriosi anni ’80 il metano ci dava una mano?

metano pellet

Da lì in poi il prezzo è ben salito.

Quando il 1° gennaio 2015, il comma 711 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), aveva previsto per il pellet l’aumento dell’iva al 22% ho subito pensato “ci risiamo”! Appena tutti si buttano sul pellet… scherzetto! 22%!

Il pellet ti dà una mano!

metano pellet 1

Beh, l’iva ritorna al 10% nella bozza del disegno di legge Stabilità 2016.

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driving directions

Quando applicare l’IVA al 10% e quando al 22%

Il contributo del Dott. Mario Maretto offre molta chiarezza – per capire quando applicare l’IVA al 10% e quando al 22%, è necessario preliminarmente distinguere i 2 ambiti principali nei quali si eseguono i lavori:

iva agevolata edilizia-02

1 – Interventi eseguiti su appartamenti ed immobili a prevalente destinazione abitativa (pertinenze comprese) e quelli fatti su edifici a destinazione non abitativa, a uso diverso o, comunque, nei quali la funzione residenziale non è prevalente..

Se i lavori edilizi vengono effettuati su edifici in cui la funzione abitativa è quella principale, l’IVA agevolata al 10% si applica nei seguenti casi:

  • l’acquisto di materiali (piastrelle, pitture, laterizi, ecc.) per interventi di recupero edilizio, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;
  • l’acquisto di beni finiti (sanitari, caldaie, termosifoni, ecc.) per lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, purché la posa in opera sia effettuata dal rivenditore;
  • l’acquisto di beni finiti per lavori di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo, anche senza posa in opera da parte del rivenditore;
  • le prestazioni di servizi eseguiti sulla base di contratti di appalto per interventi di recupero edilizio di qualsiasi tipologia..

ATTENZIONE a dove si parla di ristrutturazione e dove invece di straordinaria od ordinaria manutenzione, e dove leggi appalto devi intendere fornitura con posa!

L’aliquota IVA ordinaria al 22%, invece, si applica sempre per il pagamento degli onorari dei professionisti eventualmente coinvolti nei lavori (direttore lavori, il tecnico che redige un APE, il coordinatore della sicurezza e qualsiasi altro professionista che presta la propria opera intellettuale a favore del committente).

Gli altri casi in cui si applica l’IVA al 22% sono

  • l’acquisto di materiali e beni diversi dai beni finiti quando non c’è posa in opera da parte del rivenditore
  • l’acquisto di beni finiti per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria, anche in questo caso quando l’acquisto è diretto da parte del committente presso il negozio o il deposito di materiali edili.

iva agevolata edilizia-02

2 – Lavori eseguiti su immobili non a prevalente destinazione residenziale

Se i lavori edilizi vengono effettuati su edifici in cui la funzione abitativa non è quella principale, l’IVA agevolata al 10% si applica nei seguenti casi:

  • acquisto di beni finiti (sanitari, condizionatori, caldaie, termosifoni, ecc.) anche senza posa in opera da parte del rivenditore per tutti i lavori di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo;
  • prestazioni di servizi eseguiti sulla base di contratti di appalto per interventi di ristrutturazione edilizia, ristrutturazione urbanistica, restauro e risanamento conservativo.

L’IVA ordinaria al 22% si applica, invece, alle prestazioni di servizi corrisposti sulla base di contratti d’appalto per interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria.

iva agevolata edilizia-01

Ora che ti senti un po’ più “esperto in iva agevolata” puoi partecipare al mini sondaggio qui sotto – come sempre, senza doverti registrare!

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Controllo fumi e manutenzione della mia caldaia a condensazione

Avete da qualche anno una caldaia a condensazione, è sempre andata bene, non avete mai dovuto fare interventi… Ma cosa si dovrebbe fare per essere completamente in regola? Prendete appunti:

caldaia condensazione manutenzione-01

Sapere cos’è il controllo fumi in brevissimo:

  • analisi della combustione per verificarne il rendimento,
  • analisi della concentrazione di ossido di carbonio (CO)
  • analisi dell’indice di fumosità. 

quando:

  • in concomitanza di ogni eventuale manutenzione straordinaria
  • alla prima messa in esercizio dell’impianto
  • ogni 2 anni se gli impianti sono dotati di generatore di calore a fiamma di potenza fra i 10 e i 100 kW ed alimentati con combustibili solidi o liquidi.
  • ogni 4 anni se a gas, GPL o metano con potenza tra 10 e 100 kW.

come riportato nel DPR 74/2013. Se avete voglia di leggere interamente il DECRETO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA 16 aprile 2013, n. 74 cliccate sul link.

Per quel che ne so io, la manutenzione ordinaria della caldaia consiste in:

  • pulizia del bruciatore
  • pulizia dello scambiatore di regolazione
  • verifica del corretto scarico dei fumi.

quando:

  • secondo le periodicità stabilite dal fabbricante della caldaia.

caldaia condensazione manutenzione-02Ma il bollino blu della cadaia, cos’è? Serve? Bisogna averlo?

Il bollino blu certifica il buon funzionamento e ce lo rilascia chi fa la revisione alla caldaia. La Pubblica Amministrazione fa dei controlli a campione e vuole vedere questo bollino blu che riporta un codice: questo codice identifica per sempre la nostra caldaia.

E’ proprio sul Libretto d’impianto, quello che dovreste avere dal 1° giugno 2014, che figurerà, se lo avrete meritato, il bollino blu.

Prima di chiudere ricordiamo qualche punto, il minimo del nostro dovere:

  • nel momento dell’ installazione caldaia, prova dei fumi, compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica
  • dopo un anno e fino al quarto manutenzione (prova dei fumi opzionale) compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica, aggiornamento del Libretto d’impianto
  • al 4° anno: manutenzione, prova dei fumi, compilazione rapporto di controllo di efficienza energetica, aggiornamento Libretto d’impianto

Le mie personali esperienze di manutenzione non sono state positive: prima di metter le mani sulla caldaia tutto funzionava egregiamente, da quel momento in poi, un bagno di sangue di ricambi…

Si dice che una manutenzione fatta a regola d’arte di una caldaia di casa costi 100 euro, prova fumi inclusa: controllo visivo del camino, rimozione del bruciatore per pulizia scambiatore e bruciatore, controllo della pressione dei vasi d’espansione, verifica della durezza dell’acqua e del sistema di trattamento dell’acs e di quella del riscaldamento, scrivere il rapporto di controllo di efficienza energetica.

C’è gran confusione e pochi sanno esattamente cosa dovrebbero fare… Partecipa al mini sondaggio! ovviamente è anonimo e non dovete registrarvi!


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La casa nel clima italiano di che isolamento ha bisogno?

Seguendo l’Europa finalmente anche l’ Italia ha conosciuto l’isolamento termico degli edifici – ci siamo appena abituati a prevedere il cappotto che già ci troviamo alla vigilia del costruire edifici nuovi a consumo netto quasi nullo. L’ Italia sembra in ritardo, e appare svantaggiata, invece io vedo in questa lentezza l’occasione italiana di fare meglio di tutti gli altri.

casa-clima-italiano-isolamento

E’ una fortuna che oltre il 90% delle nostre case sia ancora da isolare!

Pensate se tutti gli edifici avessero già quello standard dei primi cappotti posati in Italia dopo il 2005: 4-6cm di EPS bianco, spesso senza rispettare un sistema certificato.

casa-clima-italiano-isolamento

Con le temperature estive sempre più insopportabili in quasi tutte le città italiane, il sottile cappottino in EPS può fare ben poco e il beneficio del costoso intervento resta limitato al periodo invernale.

Progettare senza considerare gli effetti del surriscaldamento è sempre un errore, almeno in Italia. La protezione estiva resta spesso sottovalutata, si dovrebbe progettare solamente in luglio e agosto in uffici non climatizzati! 

casa-clima-italiano-isolamento

In gergo tecnico si parla di gestire i carichi interni durante l’estate:  isolare non è mai sbagliato, ma la progettazione dell’involucro non deve limitarsi a verificare la trasmittanza U che si ottiene, anche l’inerzia termica è importantissima – è qui che nasce il comfort abitativo – d’inverno perché la temperatura interna resta costante, d’estate perché l’energia di troppo prodotta dentro casa può essere ceduta alla massa interna (debitamente isolata esternamente) senza aver continuo bisogno di impianti di climatizzazione.

L’obiettivo della casa a consumo nullo soccorsa dal solare e dal fotovoltaico non è proprio l’ideale di casa! 

Prestare attenzione ai soli flussi entranti dall’esterno e dimenticando i carichi interni (noi che abitiamo, gli elettrodomestici che accendiamo, l’illuminazione ecc.), significa non fare gli interessi della committenza. E chi non pensa al committente non sta progettando bene.

casa-clima-italiano-isolamento

Non dobbiamo guardare unicamente al laterizio come metodo salvatore dei progetti in clima caldo, gli intonaci, le lastre in fibrogesso e i pannelli in argilla svolgono egregiamente e in modo passivo il ruolo di portatori di comfort termo-igrometrico. E’ proprio questo strato più interno della parete perimetrale a svolgere questo compito delicato: diffidate sempre delle soluzioni svelte ed economiche – cartongesso e pittura murale, soluzione povera in tutti i sensi.

casa-clima-italiano-isolamento

Capita spesso che il valore indicato dalla massa superficiale di una struttura tranquillizzi tutti sul fronte del comfort estivo: è bene ricordare che la massa superficiale “pesa” il metro quadro della struttura in tutti i suoi strati e non sottolinea quali strati siano quelli pesanti. Per fare un esempio, una parete “pesante” potrebbe ricevere uno strato leggero ed isolante sul lato interno (magari un foglio extra sottile termoriflettente) portando a grossi discomfort estivi gli ambienti. 

Quali dati si devono tenere in grande considerazione per combattere il surriscaldamento estivo?

Naturalmente la risposta è – ” tutti i dati risultanti dal calcolo di una stratigrafia sono importanti “, ma bisogna saperli leggere ed interpretare correttamente per capire come si comporterà l’edificio nelle stagioni.

In tanti articoli ho cercato di spiegare l’importanza del valore della Capacità termica periodica del lato interno detto anche Capacità areica interna. E’ un dato spesso nemmeno riportato nei documenti allegati alle stratigrafie, ma molto indicativo sulla qualità progettuale. Più il valore è basso e peggiore sarà il comportamento dell’edificio in periodo estivo. Consiglio di non accontentarsi mai di valori inferiori ai 30 kJ/m2K: per evitare il surriscaldamento estivo meglio alti valori di capacità termica areica interna (la capacità di assorbire calore internamente).


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Caratteristiche essenziali per le chiusure oscuranti

Ho letto recentemente che c’è una nuova edizione della norma di prodotto EN 13659, di riferimento per la marcatura CE delle ombreggiature (tapparelle, persiane, scuri, tende esterne alla veneziana) che verrà pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale Europea.

Caratteristiche essenziali per chiusure oscuranti copia

Le nuove caratteristiche essenziali per le chiusure oscuranti sono

  • la resistenza al carico del vento
  • la resistenza termica aggiuntiva
  • il fattore solare totale g totale

Ad oggi il Regolamento (UE) n°305/2011 impone di dichiarare il livello prestazionale di almeno una delle caratteristiche essenziali definite dalle norme di prodotto.

Ogni Stato membro dell’Area Economica Europea deve stabilire quali sono le caratteristiche essenziali obbligatorie.  Le Autorità Governative Italiane – ad oggi – non si sono ancora pronunciate in merito alle caratteristiche essenziali delle chiusure oscuranti così che il Produttore di chiusure oscuranti possa liberamente scegliere per quale delle tre caratteristiche essenziali definite dalla norma di prodotto dichiarare il livello prestazionale.

Da ottobre 2015 entreranno in vigore i decreti in materia di risparmio energetico in edilizia che imporranno il rispetto di specifici limiti di fattore solare totale per le schermature solari mobili su chiusure trasparenti.

In merito alle tipologie di schermature solari i cui costi potrebbero essere computati per la detrazione fiscale del 65%:

  • Devono essere a protezione di una superficie vetrata;
  • Devono essere applicate in modo solidale con l’involucro edilizio e non liberamente montabili e smontabili dall’utente;
  • Possono essere applicate, rispetto alla superficie vetrata, all’interno, all’esterno o integrate;
  • Possono essere in combinazioni con vetrate o autonome (aggettanti);
  • Devono essere mobili;
  • Devono essere schermature “tecniche”;
  • Per le chiusure oscuranti (persiane, veneziane, tapparelle, ecc.), vengono considerati validi tutti gli orientamenti ;
  • Per le schermature non in combinazione con vetrate, vengono escluse quelle con orientamento NORD.

Leggetevi il VADEMECUM PER L’USO redatto dall’ENEA: SCHERMATURE SOLARI (Art.1, comma 345c della legge finanziaria 2007) (aggiornato al 16 aprile 2015) probabilmente seguito alla confusione e allo sconcerto tra utenti, operatori e progettisti sempre ai massimi livelli (approfondimenti su guidafinestra.it)




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ACS acqua calda sanitaria a costo zero

Adesso posso schiacciare un pisolino. A trentasei anni, l’ unico modo per affrontare un incontro serale, che può protrarsi oltre la mezzanotte, è dormire prima. Inoltre, adesso che più o meno so chi sono, voglio chiudere gli occhi di fronte a questa consapevolezza, come a nascondermi. Quando li riapro è passata un’ora. Dico a voce alta: E’ ora di andare. Non mi posso più nascondere. M’infilo di nuovo sotto la doccia, ma questa è diversa da quella della mattina. La doccia del pomeriggio è sempre più lunga – ventidue minuti, più o meno – e non serve a svegliarmi o a lavarmi. La doccia pomeridiana serve a farmi coraggio, a darmi istruzioni.

ACS acqua calda sanitaria costo zero agassi-01

Il tennis è lo sport in cui parli da solo. Nessun atleta parla da solo come i tennisti. I lanciatori di baseball, i golfisti, i portieri borbottano tra sé, ovviamente, ma i tennisti parlano con se stessi – e si rispondono. Nella foga di un incontro, i tennisti sembrano dei pazzi per la strada, che farneticano, imprecano e dibattono accesamente con il proprio alter-ego. Perché? Perché il tennis è uno sport così maledettamente solitario. Soltanto i pugili possono capire la solitudine dei tennisti – anche se i pugili hanno i loro secondi e i manager. Perfino il suo avversario fornisce al pugile una sorta di compagnia, qualcuno a cui può avvinghiarsi e contro cui grugnire. Nel tennis sei faccia a faccia con il nemico, scambi colpi con lui, ma non lo tocchi mai, né parli a lui o a qualcun altro. Il regolamento vieta perfino che un tennista parli col proprio allenatore mentre è in campo. A volte c’è chi sostiene che i corridori siano altrettanto solitari, ma è un confronto ridicolo. Almeno il corridore può sentire e annusare gli avversari. Sono a pochi centimetri da lui. Nel tennis sei su un’ isola. Di tutti gli sport praticati da uomini e donne, il tennis è il più simile all’isolamento carcerario, il che porta inevitabilmente a parlare da soli, e io inizio a farlo qui, sotto la doccia pomeridiana. E’ il momento in cui prendo a dirmi delle cose, cose folli, ripetendomele fino a convincermene. Per esempio che un mezzo paralitico possa partecipare agli US Open. Che un uomo di trentasei anni possa bettere un avversario nel fiore degli anni. Ho vinto 869 match nella mia carriera, sono il quinto nella classifica di tutti i tempi, e molti li ho vinti sotto la doccia del pomeriggio.

ACS acqua calda sanitaria costo zero agassi-04

Con l’acqua che mi romba nelle orecchie – un rumore non dissimile da quello prodotto da ventimila spettatori – rivivo alcune vittorie particolari. Non quelle ricordate dai tifosi, ma vittorie che ancora mi svegliano la notte. Squillari a Parigi. Blake a New York. Pete in Australia. Mi soffermo ad assaporarne i dettagli, poi passo a rivangare qualche sconfitta. Scuoto la testa ricordando quelle delusioni. Mi dico che stasera sosterrò un esame per il quale ho studiato ventinove anni. Qualunque cosa accada, ci sarò già passato almeno una volta. Che sia una prova fisica, o mentale, non è niente di nuovo.

ACS acqua calda sanitaria costo zero agassi-03

Ti prego, fa’ che finisca presto.

Non voglio che finisca.

Mi metto a piangere. Mi appoggio alla parete della doccia e mi lascio andare.

 

tratto da:   Andre Agassi (2011) OPEN, la mia storia - Einaudi

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Ventidue minuti sotto la doccia! Un sogno che non ricordo di aver mai vissuto. Sì un po’ tutti quanti tendiamo ad allungare i tempi in albergo o a esagerare con la temperatura, tanto paga Pantalone. Una piccola rivincita sul prezzo della camera e per chi ha fatto tanta strada, un modo per lavare via il viaggio, il tempo e la stanchezza, e sù, anche per prendere un po’ di coraggio in un luogo che non è casa nostra – come scrive Andre Agassi.

Lo sapevate che… Alt, un passo indietro; la mia personale passione per il risparmio energetico, che ho avuto la fortuna di trasformare nella mia professione è data certamente dall’obiettivo di utilizzare poca energia aumentando contemporaneamente il comfort e riducendo gli impianti, ma il vero traguardo è la libertà, la non dipendenza, l’indipendenza!

Vivere in un castello con dieci caldaie da alimentare, manutenere, pagare, riparare può essere bello? può dare la sensazione di libertà? mi sentirei più libero ad avere bisogno di nulla, o di quasi nulla.

Una casa passiva rende liberi?

Le avveniristiche e ancora troppo rare PassivHaus significano indipendenza? In un certo senso direi di sì. Quando voglio rappresentare una casa passiva con un esempio felice dico “barca a vela”. Una barca a vela ci fa sentire liberi? In barca a vela ci sentiamo indipendenti? Direi di sì.

Lo sapevate che… No non ho preso una barca a vela.

Lo sapevate che, per patto con me stesso, non utilizzo acqua calda sanitaria dal luglio 2013? Era estate – luglio cade ogni anno d’estate! – e mi godevo più volte al giorno una breve doccia fredda. Che tanto fredda poi non era viste le temperature record stabili oltre i 35° C – almeno qui in città. Ogni volta che mettevo la testa sotto l’acqua fresca ripensavo – e lo faccio ancora oggi, sempre – ad una vecchia intervista a Reinhold Messner che a un certo punto svela alla giornalista di utilizzare solo acqua fredda per lavarsi, che sia estate o che sia inverno. Sapete tutti quanto può essere fredda l’acqua che scorre. Seduto sul divano ad ascoltare le bizzarrie e le filosofie e le avventure di Messner pensavo tra me – figuriamoci, doccia fredda, d’inverno, e lui abita in montagna poi!

ACS acqua calda sanitaria costo zero

Luglio finiva, agosto passava e a settembre mi sono trovato davanti alla scelta se continuare o meno a non miscelare acqua calda. Ho un miscelatore monocomando a croce, fino a metà è fredda, oltre comincia a diventare calda.

acs

Non ho mai più girato il miscelatore fino in fondo: Messner aveva ragione! Si può fare. Basta volerlo! Non descrivo la sensazione del corpo e della pelle quando la doccia finisce perché questo articolo non so più dove andrebbe a parare. Ma vi assicuro che ne vale la pena! Costo energia zero, sensazioni 1000.

Mi sono liberato di quella dannata caldaia, appesa lì a creare dipendenza.

Io voglio essere un uomo libero.

Non è per il risparmio economico sulla bolletta, è per la libertà. E a distanza di tanti mesi devo ammettere che una doccia calda appare come benessere, ma è un brodo insopportabile che rammollisce e non esalta il risveglio del corpo.

Ma se mi avete seguito fin qui, magari solo per scoprire come si fa ad avere acqua calda sanitaria a costo zero (facendo la doccia fredda!) e siete delusi, vi aiuto almeno a capire il costo medio di questo lusso che è l’acqua calda. Quasi un diritto per le ultime generazioni, in realtà un lusso – uno spreco.

Conoscere i propri consumi è il primo passo verso l’efficienza energetica, non dimentichiamolo.

Ecco qualche calcolo preparato da Marco De Pinto:

Il fabbisogno di acqua calda sanitaria – ACS – per 2 persone ovviamente è indipendente dalla superficie calpestabile dell’edificio ed è pari a circa 80 litri giorno di acqua calda a persona a 42 °C.

Quindi 80 litri/persona giorno x 2 persone = 160 litri/giorno

  • Temperatura acqua fredda sanitaria: 10 °C
  • Temperatura acqua calda sanitaria di utilizzo: 42 °C
  • Salto termico: 32 °C

Energia necessaria per la produzione di acqua calda sanitaria al netto delle perdite degli accumuli, delle tubazioni di adduzione e ricircolo ACS:

  • Energia giornaliera consumata: 6.000 Wh
  • Giorni di consumo ACS: 365 giorni
  • Consumo energetico annuo: 2.190 kWh/anno

Il costo economico per la produzione di energia per ACS dipende sempre dalla fonte energetica:

acs EV_626

  • Caldaia a gasolio (rendimento 85%): 330 €/anno (costo gasolio 1.325€/litro compresa IVA)
  • Caldaia Caldaia a metano (rendimento 95%): 250 €/anno (costo metano 1.05 €/m3 con IVA)
  • Caldaia a GPL (rendimento 95%): 420 €/anno (costo GPL 4.6 €/m3 compresa IVA)

In soldoni, la doccia fredda vale circa 3.000€ ogni dieci anni di spese energetiche vive.

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marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer

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Vacanze estive 2015

Vacanze? Di già?       portarsi avanti non è mai uno sbaglio.

Vacanze estive 2015

Mio figlio ha concluso (concluderà, tra pochi giorni) la terza elementare. Si parte.

Non ricordo la mia estate del ’73, di certo ci era stato dato qualcosa da fare. Ecco la lista dei compiti per le vacanze consegnata agli alunni dal professore Cesare Catà, insegnante al Liceo delle Scienze Umane “Don Bosco” di Fermo.

Invece di ordinare letture obbligatorie o esercizi, Catà consiglia agli studenti di contemplare il mare in solitudine, ammirare l’alba, sognare la vita futura, leggere “perché è la migliore forma di rivolta” e “ballare senza vergogna”. 

i 15 comandamenti del professor Catà :

1. Al mattino, qualche volta, andate a camminare sulla riva del mare in totale solitudine: guardate come vi si riflette il sole e, pensando alle cose che più amate nella vita, sentitevi felici.

2, Cercate di usare tutti i nuovi termini imparati insieme quest’anno: più cose potete dire, più cose potete pensare; e più cose potete pensare, più siete liberi.

3. Leggete, quanto più potete. Ma non perché dovete. Leggete perché l’estate vi ispira avventure e sogni, e leggendo vi sentite simili a rondini in volo. Leggete perché è la migliore forma di rivolta che avete (per consigli di lettura, chiedere a me).

4. Evitate tutte le cose, le situazioni e le persone che vi rendono negativi o vuoti: cercate situazioni stimolanti e la compagnia di amici che vi arricchiscono, vi comprendono e vi apprezzano per quello che siete.

5. Se vi sentite tristi o spaventati, non vi preoccupate: l’estate, come tutte le cose meravigliose, mette in subbuglio l’anima. Provate a scrivere un diario per raccontare il vostro stato (a settembre, se vi va, ne leggeremo insieme)

6. Ballate. Senza vergogna. In pista sotto cassa, o in camera vostra. L’estate è una danza, ed è sciocco non farne parte.

7. Almeno una volta, andate a vedere l’alba. Restate in silenzio e respirate. Chiudete gli occhi, grati.

8. Fate molto sport.

9. Se trovate una persona che vi incanta, diteglielo con tutte la sincerità e la grazia di cui siete capaci. Non importa se lui/lei capirà o meno. Se non lo farà, lui/lei non era il vostro destino; altrimenti, l’estate 2015 sarà la volta dorata sotto cui camminare insieme (se questa va male, tornate al punto 8).

10. Riguardate gli appunti delle nostre lezioni: per ogni autore e ogni concetto fatevi domande e rapportatele a quello che vi succede.

11. Siate allegri come il sole, indomabili come il mare.

12. Non dite parolacce, e siate sempre educatissimi e gentili.

13. Guardate film dai dialoghi struggenti (possibilmente in lingua inglese) per migliorare la vostra competenza linguistica e la vostra capacità di sognare. Non lasciate che il film finisca con i titoli di coda. Rivivetelo mentre vivete la vostra estate.

14.Nella luce sfavillante o nelle notti calde, sognate come dovrà e potrà essere la vostra vita: nell’estate cercate la forza per non arrendervi mai, e fate di tutto per perseguire quel sogno.

15. Fate i bravi.

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A!

Per questo blog ho inventato una nuova categoria: CATTIVE ABITUDINI in CASA.

Sono mosso dall’esperienza accumulata in questi anni: il committente chiede consulenza per fare corrette scelte in fatto di isolamento termico ed efficienza energetica, ma nello stesso tempo non riesce ad abbandonare le proprie cattive abitudini. Abitudini che vanno esattamente nel senso contrario alle sue nuove richieste ed aspettative. Dal cattivo uso delle finestre fino allo spreco di energia elettrica o di acqua potabile.

Prima di costruire la Classe A, comportiamoci da Classe A!

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-01

E soprattutto prima di cadere in fuel poverty, la povertà indotta dalle spese per l’energia, comportiamoci in modo più efficiente! senza aspettare una legge, un’agevolazione fiscale o la consegna della nostra prima casa passiva.

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-03

La questione energetica del nostro paese non mi sembra rosea. Circa l’8% della popolazione è a rischio povertà, sono oltre 4 milioni le persone che davanti all’aumento di una tariffa possono finire nei guai.

Ci siamo abituati all’elettricità e al gas come fosse quasi un diritto del nostro tempo, riusciremo a mantenerlo? Potremo sempre permettercelo?

Cadere o no in povertà energetica dipende dal nostro reddito. Ma possiamo permetterci di “consumare” tanta energia? E chi può pagare la bolletta senza fatica può vivere serenamente circondato da fenomeni di esclusione sociale all’energia?

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-02

La fuel poverty c’è, le famiglie che ricevono la minaccia di sospensione delle forniture d’energia ci sono, più per l’elettricità che per il gas. Quando il 25% del reddito viene speso per bollette siamo ad alto rischio e il rischio è la terza guerra mondiale. Sì lo stato ci può sostenere con il Bonus Sociale, ma siamo noi a dover pensare a noi stessi.

Comportiamoci da classe A prima di piangere bollette che non possiamo pagare.

L’efficienza energetica, siamo noi! Seguitemi nei prossimi articoli che potete facilmente trovare uno sotto l’altro cliccando qui, e sforziamoci di abbandonare le nostre cattive abitudini.

Ci credereste che nel 2014 il 40% degli aventi diritto ha usufruito del bonus sociale energia e il 53% degli aventi diritto al bonus gas (risultati di una recente indagine del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU))?

Siete una famiglie numerosa? in condizione di disagio economico? titolari di un regolare contratto di fornitura di energia o gas? non superate il valore ISEE di 7.500 euro? ? o 20.000 euro? con 3 figli a carico? vivete con un soggetto in gravi condizioni di salute mantenuto in vita da apparecchiature domestiche elettromedicali? …informatevi allo Sportello del Consumatore dell’AEEGSI, numero verde 800 166 654, oppure sui siti web: www.autorita.energia.it, www.acquirenteunico.it, www.bonusenergia.anci.it. oppure presso i Comuni, i Centri Civici ed i CAF sulle modalità per la presentazione delle rispettive domande.

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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Materiali isolanti che raffrescano

Pubblicità, sì deve attrarre.

Materiali isolanti che raffrescano-01

Altrimenti come fare a vendere caramelle con vitamine inutili, Yogurt miracolosi, barrette di cioccolato che aumentano l’ IQ dei nostri bambini, spruzzini che puliscono divani e tende, e materiali da costruzione improvvisamente così biologici e a basso impatto.

Alcune forme di pubblicità tendono a manipolarci fino a farci perdere il senso della realtà? A volte.

Materiali isolanti che raffrescano-03

Cerco sempre di spiegare ai miei committenti che la scelta dei materiali per coibentazione incide molto sulla prestazione estiva dell’edificio.

Che senso ha progettare per avere una bolletta per riscaldamento bassissima quando poi la casa diventa un forno d’estate? Anche il raffrescamento ha il suo costo, e non solo energetico, anche per manutenzione e anche per la nostra salute. Gli ambienti vivibili d’estate solo grazie alla climatizzazione portano vari disturbi alla salute.

Quindi la protezione dal caldo è un aspetto primario in Italia, in tutte le zone climatiche eccetto la zona F.

Cosa intendo per progettare la protezione dal caldo?

Intendo scartare tutte le stratigrafie che comprendono strati di materiali termoisolanti non adatti ad ottenere:

  • un buon sfasamento (lo sfasamento ci indica il ritardo in ore con cui il calore giunge all’interno attraverso una struttura)
  • un buon fattore di decremento, o attenuazione (un numero che ci indica la riduzione d’intensità del calore che attraversa la struttura)
  • una buona trasmittanza termica periodica (un dato che indica l’inerzia termica, cioè la capacità di sfasare il flusso termico)

E intendo anche scartare tutte le soluzioni di isolamento termico interne che non offrono una stratigrafia attenta al valore di capacità termica periodica del lato interno (quel valore che ci indica se la struttura è capace o meno di assorbire calore e dunque evitare il surriscaldamento estivo).

Avete notato i termini che ho utilizzato?

  • protezione dal caldo
  • sfasamento
  • ritardo in ore
  • attenuazione
  • riduzione d’intensità del calore
  • inerzia termica
  • sfasamento del flusso termico
  • capacità di assorbire calore
  • evitare il surriscaldamento

Sicuramente non mi sentirete mai dire che la mia stratigrafia rinfresca la vostra casa o che il pacchetto di coibentazione del tetto raffresca la vostra mansarda.

Il raffrescare è un’esclusiva degli impianti tecnologici o, a seconda dell’edificio e della sua gestione, della ventilazione naturale.

Altra cosa è proteggere dal caldo, questa è un’esclusiva dei materiali, delle loro caratteristiche e dello spessore con cui vengono utilizzati + una buona proposta per ottenere un corretto ombreggiamento.

Materiali isolanti che raffrescano-02

Ma quali sarebbero i materiali più adatti a proteggere dal caldo? Quelli che hanno le migliori caratteristiche di conduttività termica?  In realtà i materiali che si comportano meglio sono quelli che offrono sia alta densità (quindi non i più leggeri) e sia elevato calore specifico (J/kgK) quindi sfogliando le schede tecniche dei materiali è facile capire che direzione prendere!


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Domotica senza cassetta della posta per pacchi?

Ristrutturazioni importanti e nuove costruzioni comprendono spesso un progetto di domotica. La comodità di governare le luci e le aperture come e da dove si vuole… la climatizzazione gestita anche dal cellulare… il controllo video dell’interno a distanza… Un committente giovane e affascinato dall’invasione della tecnologia, se può, non rinuncia alla domotica.

domotica-cassetta-posta-pacchi-acquisti-online 0

Ma tutto questo vi appare veramente come una vita più agiata e comoda? Assomiglia veramente al comfort?

Io sono qui a dibattermi tra avvisi di posta pacchi non consegnati o non potuti consegnare per assenza, telefonate a call center e attese infinite dietro a numeri verdi con musichette insopportabili a volumi insostenibili e sento parlare della domotica come l’angelo salvatore della nostra nuova casa?

La luce me la so spegnere da solo e se voglio far scendere la tapparella la abbasso da solo. Quello che non riesco proprio a fare è prevedere l’orario d’arrivo di DHL BRT FedEx TNT UPS ed essere all’indirizzo esatto all’ora esatta. Non parliamo delle Poste italiane che nel modo più cafone di tutti mollano un avviso mai interamente compilato e cavoli tuoi se vuoi andare nel tal ufficio a ritirare il pacco sorpresa proveniente da sorpresa spedito da sorpresa.

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Abbiamo bisogno della domotica o di una cassetta per le lettere all’altezza del commercio elettronico? Inutile la comodità di un acquisto in internet se poi bisogna dedicare ore al ricevere un pacco spedito.

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Non mi piace tanta domotica e poca pratica.

Voi non sentite l’esigenza di una cassetta delle lettere adeguata ai tempi? Siamo nel 2015, e abbiamo la stessa cassetta della posta di quando andavamo all’asilo. Solo l’elettricista ha notato che i tempi sono cambiati? Solo lui è all’altezza di offrire un impianto elettrico più vicino alle nuove esigenze?

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L’Italia corre negli acquisti on-line – ogni anno cresce la quota e cresce il numero di pacchi consegnati. Ma consegnati come? consegnati dove? con quali perdite di tempo? Non è arrivato il momento per una nuova cassetta per pacchi? Il tempo non vi sembra maturo? Volete rimanere con tante app nel telefono e con tante difficoltà per ricevere uno stupido pacco?

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La cassetta postale per i pacchetti c’è già in tutte le regioni in Germania e costa 1,99 euro al mese oppure la compri a 99 Euro.

La cassetta postale per i pacchi mi sembra la più grande invenzione dopo la cassetta delle lettere: una flessibilità ancora maggiore per l’invio e la ricezione di pacchetti. 

Questa sì che è una soluzione di ricezione innovativa! non importa che il destinatario sia a casa o no, non perde mai la consegna e non perde tempo inutilmente.

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In Germania (2013) oltre un miliardo di pacchetti consegnati… E noi?

vale sempre il motto:

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Il mio condominio è obbligato alla contabilizzazione del calore?

Il D. Lgs. 102/2014 obbliga tutti gli edifici ad adottare i sistemi di termoregolazione e contabilizzazione entro il 31 dicembre 2016: a partire dal 2017 scatteranno le sanzioni per la mancata installazione  e per la ripartizione delle spese del servizio di riscaldamento non conforme a quanto previsto.

D.LGS. 102/2014 – Attuazione della direttiva 2012/27/UE

se il riscaldamento o la fornitura di acqua calda vengono da un sistema di fornitura centralizzato entro il 31 dicembre 2016 si deve installare un contatore di fornitura di calore in corrispondenza dello scambiatore di calore collegato alla rete o del punto di fornitura.

E nei casi di impossibilità tecnica? Una bella relazione tecnica del tecnico abilitato!

Se l’uso di contatori individuali non è tecnicamente possibile o non efficiente in termini di costi, si devono installare sistemi di termoregolazione e contabilizzazione del calore individuali per misurare il consumo di calore in corrispondenza a ciascun radiatore.

Un balzello burocratico o un modo per spingere i singoli utenti a rendersi conto dei propri consumi reali?

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Come accendere una stufa a legna con pellet senza fumo

 Caricare una stufa a legna con faggio tagliato corto e accendere il fuoco in modo perfetto e senza fumo è possibile con alcune semplici accortezze che ho spiegato nell’articolo Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere e che consiglio di leggere.

Ora che abbiamo migliorato il metodo di accensione e abbandonato le vecchie cattive o sbagliate abitudini possiamo anche provare ad utilizzare il pellet. Non amo il pellet e la sua fiamma non mi scalda affatto il cuore, ma sarà capitato anche a voi di acquistare un sacco da 15kg in offerta oppure riceverlo in prova da qualche distributore. Allora perchè non usarlo? e capire soprattutto come usarlo!

Mantenere la cenere del giorno prima è sempre un’ottima idea! ruba un po’ di spazio ma fa funzionare la stufa molto meglio che se fosse svuotata e ripulita.

accensione stufa a legna con pellet senza fumo-01

Consiglio di comprimere la cenere vecchia in modo da formare un letto compatto e più basso. Si chiama letto caldo (anche se ormai freddo).

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Sistemate un bel pezzo di legno come sponda ulteriore in modo tale da poter caricare un bel po’ di pellet senza che frani verso lo sportello.

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Tutto pronto o quasi. Il pellet è stato ben ammucchiato dietro al pezzo di legno: non è pratico ed è un lavoro da paletta un po’ noioso. Meglio legna che pellet!

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Prepariamo la miccia e diamo fuoco! Consiglio sempre qualche pigna bella secca:

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In breve tempo, e senza fumo, le fiamme delle pigne scaldano velocemente la canna fumaria ed è proprio la canna dei fumi scaldata in fretta che garantisce un buon tiraggio verso l’alto!

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Appena le pigne daranno il meglio delle loro fiamme anche il pellet inizierà ad accendersi e mentre brucerà accenderà anche il bel pezzo di legno che stava a fare sponda. La cena calda è assicurata

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Emissioni di gas, vapori o fumo atti a offendere o imbrattare o molestare persone

Dal 1 settembre 2013 le caldaie installate ex novo devono scaricare a tetto. Ci sono alcune deroghe previste nei casi elencati nell’art.17 bis della Legge n.90/2013, successivamente modificato con l’art.14, commi 8-9 del D.Lgs. n.102/2014.

Emissioni di gas, vapori o fumo atti a offendere o imbrattare o molestare persone

L’Articolo 674 del Codice Penale parla di “Getto pericoloso di cose”… atte a offendere o imbrattare o molestare persone, ovvero provocare emissioni di gas, di vapori o di fumo, atti a cagionare tali effetti, è punito con l’arresto fino a un mese o con l’ammenda.

Tra le più recenti “Cass.pen.sez.III, del 07-05-2013 n.19530.

Non è necessario che le emissioni siano vietate da speciali norme giuridiche, essendo sufficiente che esse superino il limite della normale tollerabilità (diritto alla salute espressamente previsto dall’art. 32 della Costituzione).

La fattispecie di cui all’art. 674 Cod. pen. ha natura di reato di pericolo e di reato istantaneo per cui è sufficiente che i fumi producano almeno uno degli effetti prospettati nel disposto di legge e non è nemmeno richiesta la ripetizione di più atti.

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Sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante

Negli ultimi 10 anni anche gli italiani hanno scoperto il comfort che offre un sistema radiante a pavimento. Quando funziona perfettamente il committente ne è felicissimo, ma quando c’è qualche problemino?

Sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante

Lo sapevate che…

  • in un sistema di riscaldamento a pavimento con pannello isolante in polistirene espanso preformato la tubazione tra le bugne può essere posata con diversi interassi per l’adeguamento delle potenzialità alle esigenze individuali? (nei locali più piccoli o più scarsamente coibentati è opportuno che ci sia più tubazione possibile)
  • il sistema deve essere fornito di documentazione attestante la resa determinata mediante simulazioni numeriche alle differenze finite da organismo riconosciuto secondo EN 15377?
  • il sistema dovrebbe essere corredato di assicurazione coperta da Agenzia e/o Ente assicurativo senza limite di tempo su tutti i prodotti per difetti originari, di produzione, assemblaggio e/o progettazione, contro i danni involontariamente cagionati a terzi con un massimale assicurato unico di almeno euro 3.500.000,00?
  • i lavori di manutenzione ed installazione dovrebbero essere assicurati come sopra specificato con un massimale di almeno Euro 3.500.000,00?
  • le garanzie di assicurazione devono essere fornite in modo automatico alla consegna dei lavori senza ulteriori addebiti?
  • le campionature, schede tecniche e certificati del sistema devono essere forniti prima dell’inizio dei lavori per l’accettazione da parte della Direzione Lavori?
  • il pre-riscaldamento dovrà avvenire non prima di 21 giorni dalla posa di un massetto di tipo cementizio e non prima di 7 giorni dalla posa di un massetto a base di anidrite e comunque vanno seguite le istruzioni del fornitore del massetto stesso?
  • per evitare lo shock termico del massetto la temperatura di avviamento dovrà essere non superiore di 5°C rispetto alla temperatura esterna e dovrà essere aumentata di 2 o 3°C al giorno fino a raggiungere il valore di progetto. Il processo di avviamento del riscaldamento dovrà essere documentato.

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Dipendenza energetica di casa nostra

Non parlo quasi mai di normativa per spingere nei progetti una forte coibentazione. Piuttosto metto l’accento sul comfort che se ne ottiene o sulla protezione dal caldo in periodo estivo, o sull’impiantistica che può ridursi al minimo indispensabile.

Alcuni committenti nel momento di scegliere spessori ed investimenti vogliono conoscere esattamente il beneficio economico sulla bolletta annuale. Perchè isolare tanto se la bolletta energetica me la posso tranquillamente permettere?

Non siamo tutti uguali (nemmeno davanti alla legge) ma a voi, una casa che grazie all’isolamento spinto non ha bisogno di quasi niente, non regala un senso di libertà? di indipendenza? di autonomia? di leggerezza?

Non vi sentireste invincibili? immuni? fieri? all’avanguardia?

Nel 2013 l’Italia ha prodotto il 63,7% dell’energia con fonti rinnovabili, il 17,2% con il gas e il 15,9% con il petrolio.

dipendenza energetica unione europea

Nel 2013 l’Unione Europea ha consumato energia pari ai livelli anni ’90 (- 9,1% rispetto al 2006 (fonte Eurostat).

La produzione di energia UE e in Italia:

  • nucleare 29%,   in Italia 0%
  • rinnovabili 24%,   in Italia 63,7%
  • combustibili solidi 20%,   in Italia 0,1%
  • gas 17%,   in Italia 17,2%
  • petrolio 9%,   in Italia 15,9%
  • rifiuti non-rinnovabili 1%,   in Italia 3,1%

L’Unione Europea produce molta energia, ma quanta ancora ne deve importare? il 53% dei suoi consumi (nel 2013)!

Ovviamente non tutti i Paesi membri bruciano energia di cui non dispongono allo stesso modo:

  • la Danimarca deve importare il 12,3%
  • l’Italia il 76,9%
  • il Regno Unito il 46,4%
  • la Francia il 47,9%
  • la Germania il 62,7%
  • la Spagna il 70,5%.

3/4 dell’energia che bruciamo in Italia non è nemmeno nostra, la importiamo. La politica energetica italiana è sempre stata scarsa.

E noi?

che ci stiamo arrovellando sullo spessore del cappotto che faremo, o sulle nuove finestre che ordineremo – non abbiamo voglia di andare verso una nuova direzione?

Ho usato termini come “ libertà, indipendenza, autonomia, leggerezza” e aggettivi come “ invincibili, immuni, fieri, avanguardisti”. Ma voi come vi definireste da padroni di casa di classe energetica molto elevata?

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I ponti termici decidono gli impianti?

E’ comune convinzione che il ponte termico in sè sia certamente un problema da non sottovalutare per il fatto che potrebbe creare condense superficiali e magari zone a rischio muffa, ma in definitiva un aspetto importante solo per chi sta puntando alla casa passiva o ad una classe energetica molto elevata, insomma l’analisi dei ponti termici è roba da Classe A. Come dire… sono cose per la Formula 1 e non per la mia auto che arriva a 160km/h.

Il ponte termico è enormemente sottovalutato e nelle ristrutturazioni è appena appena argomento di progettazione.

incidenza dispersioni  ponti termici

Prendiamo ora in considerazione un appartamento oggetto di ristrutturazione ed efficientamento energetico. Facciamo il calcolo del carico termico e del fabbisogno energetico dell’abitazione: consideriamo le seguenti trasmittanze delle strutture:

  • MURO PERIMETRALE ESTERNO: 0,40 W/m2K
  • MURO verso ALTRA PROPRIETA’: 0,40 W/m2K
  • PORTONCINO D’INGRESSO: 1,80 W/m2K
  • PAVIMENTO verso abitazione riscaldata: 0,80 W/m2K
  • SOFFITTO verso LASTRICO SOLARE: 0,18 W/m2K

Le Dispersioni termiche valgono 3.100 Watt, quelle per ventilazione 600 Watt (considerando una VMC): Dispersione totale 3700 Watt.

Ma qual’è l’incidenza delle dispersioni riferita ad ogni componente? :

  • MURO PERIMETRALE ESTERNO: 33,5%
  • MURO verso ALTRA PROPRIETA’: 0,6%
  • PORTONCINO D’INGRESSO: 0,3%
  • PAVIMENTO verso abitazione riscaldata: 4,7%
  • SOFFITTO verso LASTRICO SOLARE: 13,5%

E l’incidenza delle dispersioni riferita ai ponti termici? :

  • PONTE TERMICO perimetro Solaio LASTRICO SOLARE 13,8 % (426 Watt)
  • PONTE TERMICO perimentro pavimento 5,9 % (181 Watt)
  • PONTE TERMICO Serramenti 7,3 % (225 Watt)

Totale incidenza dei ponti termici: 27 % (832 Watt)

Possiamo notare che i ponti termici incidono molto, rappresentano 1/4 sul complessivo.

Non è per fare i pignoli, ma nel momento della decisione dei nuovi impianti, il termotecnico deve assolutamente tenere conto delle dispersioni dovute all’incidenza dei ponti termici: perciò non è tempo perso progettare la correzione di questi punti sensibili e valutare bene la posizione e la cura d’installazione dei nuovi serramenti.

Avete mai indagato nella vostra abitazione quali sono i punti più freddi? Non vi servirà una costosa termocamera come questa:

è sufficiente anche un termometro digitale a infrarossi come questi:

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Candele e VMC, compagni perfetti

Le festività e le temperature basse invogliano a stare in casa. Una bella atmosfera in famiglia può regalare bellissimi momenti e bei ricordi. La giusta illuminazione ha un ruolo fondamentale e le candele sono buone alleate in questo.

candele e VMC, compagni perfetti

Purtroppo la South Carolina State University ha condotto uno studio sugli effetti della paraffina: in effetti le candele emettono diversi composti organici volatili cancerogeni (VOC):

  • acetone,
  • acetaldeide,
  • benzene,
  • disolfuro di carbonio,
  • tetracloruro di carbonio,
  • monossido di carbonio clorobenzene,
  • creosolo,
  • ciclopentene,
  • etilbenzene,
  • formaldeide,
  • fenolo,
  • stirene tetracloroetilene,
  • toluene,
  • tricloroetene e xilene
  • micro fuliggine.

Idem per incensi o profumatori di ambiente. E allora? Addio al lume di candela? La salute in cambio di una luce soffusa?

La ventilazione meccanica controllata non potrebbe essere la soluzione più adatta? Il recupero del calore potrebbe anche avvantaggiarsi dei Watt portati dalle candele accese.

Vorrei sottolineare che anche se spegnessimo le candele in casa per sempre, la qualità dell’aria, per colpa di tante cose (che spesso nemmeno conosciamo), non è buona: progettiamo seriamente l’installazione di una VMC oppure di alcune VMC decentralizzate. Queste ultime possono servire anche due ambienti alla volta, ciò dipende dalla disposizione dei vani, ma è spesso facilmente realizzabile.

candele e VMC, compagni perfetti

Avete mai pensato di regalarvi una VMC? E’ un elettrodomestico che dà tante soddisfazioni!

vale sempre il motto:

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Domotica e riscaldamento

Si stima che entro il 2020 il mercato dell’automazione e del controllo della casa a distanza salirà oltre il 10% (ricerca di mercato pubblicata dalla società di ricerca MarketsandMarkets).

Domotica e riscaldamento

I sistemi domotici per smart home, che garantiscono il controllo centralizzato dei dispositivi sono un boom: c’è una sempre maggiore richiesta, da parte degli utenti, di soluzioni che permettano di gestire, in modo efficiente e semplice, le apparecchiature domestiche grazie all’affidabilità dei principali protocolli di comunicazione come KNX, DALI, e NEMA, e delle tecnologie wired e wireless, come BACnet, LonWorks, ZigBee, EnOcean, Bluetooth, Z-Wave, e Wi-Fi, che consentono una perfetta integrazione in rete.

Non sono sostenitore di complicazioni e impianti complicati, ormai lo sapete (già la vita non è semplice). Ma sento dai miei clienti un irrefrenabile desiderio di gestire il riscaldamento a distanza: è comune pensiero che staccare il riscaldamento perchè si esce di casa sia la manna dal cielo, il risparmio assoluto, l’efficienza che più efficienza non si può.

Non voglio portarvi degli esempi, non voglio nemmeno annoiarvi con i dati delle mie rilevazioni, non voglio fare il sapientone. Vi invito solo a provare: spegnete il riscaldamento perchè non siete in casa qualche giorno e poi riaccendetelo:

  • purtroppo non si risparmia, al contrario il consumo è maggiore.

Se avete una normalissima caldaia a metano potete fare una autolettura del gas e scoprire quanto io abbia ragione.

Questo è solo il primo aspetto negativo dell’interruzione del riscaldamento!

Quello che Vi sto per raccontare è ben più preoccupante, insidioso e costoso:

Non appena avrete tagliato il riscaldamento (OFF) succede una cosa che molti di voi non conoscono (una cosa inizialmente invisibile – solo inizialmente):

  • cessa il riscaldamento
  • il consumo di metano si ferma
  • gli ambienti cominciano a scendere di temperatura
  • le superfici interne abbassano ulteriormente la loro temperatura
  • le condense superficiali sono in agguato
  • tutte le zone più interessate da ponti termici perdono temperatura ancora più velocemente delle restanti superfici
  • qui le condense superficiali sono più più che in agguato
  • la ventilazione manuale attraverso le finestre è assente dal momento in cui si è spento il riscaldamento
  • l’umidità interna non sale perchè ce ne sia di più o perchè se ne generi di più
  • l’umidità interna sale perchè la temperatura dell’aria sta scendendo
  • l’aria con temperatura inferiore può contenere una quantità di vapore inferiore (senza condensare)
  • le condense superficiali non sono più in agguato, sono una realtà!
  • ecco che le finiture interne cominciano ad andare in sofferenza, gli aloni neri sulle superfici più fredde sono la prima visibile antiestetica conseguenza.

2015: ripetete con me <<mai più l’impianto di riscaldamento su OFF ! >>

La domotica lasciatela sugli scaffali dei negozi! Non ci serve. Il Vostro iPhone usatelo per fare buone foto! Il danaro risprmiato investitelo in ulteriore coibentazione!

Voi avete esperienze diverse? Raccontateci.

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La contabilizzazione nell’ impianto termico centralizzato

Tutti parliamo di risparmio energetico e quando abitiamo in un condominio con impianto centralizzato siamo convinti che nulla si possa fare:

valvole termostatiche impostabili

invece

in merito alla contabilizzazione di calore, l’articolo 5 del D.P.R. 551 rende obbligatoria la contabilizzazione del calore negli edifici di nuova costruzione.

secondo il D.P.R. 59 tutti gli edifici esistenti con un numero di unità abitative superiore a 4 unità, in caso di ristrutturazione dell’impianto termico devono realizzare se possibile la contabilizzazione.

L’ articolo 4, comma 6, lettera f) del D.P.R.74 ricorda che in ogni singola unità immobiliare ci deve essere un sistema di contabilizzazione del calore e un sistema di termoregolazione della temperatura ambiente dell’unità immobiliare stessa dotato di un programmatore che consenta la regolazione almeno su due livelli di detta temperatura nell’arco delle 24 ore.

 E’ la norma UNI 10200 che indica il principio per la corretta ripartizione delle spese di riscaldamento e acqua calda sanitaria in edifici condominiali.

 La Direttiva 2012/27/UE indica che in maniera obbligatoria dovranno essere previsti sistemi di contabilizzazione per edifici residenziali centralizzati entro il 31.12.2016.

 Norma Regionale PIEMONTE : D.G.R. n° 85- 3795 del 27 aprile 2012 – scaduta 01.09.2014

L’ applicazione di queste normative possono permette risparmi energetici e quindi di spesa dei singoli condomini fino a un 40 % e infatti gli interventi necessari alla contabilizzazione possono essere detratti fiscalmente al 50% o al 65 %.

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Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Dai dati del Q2 2014 European Architectural Barometer reportsecondo gli architetti, nei prossimi cinque anni in Italia sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento, seguita dal riscaldamento a pavimento e dal fotovoltaico. In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore e le soluzioni adatte al recupero del calore.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Ma in che mani siamo? E’ l’architetto che solitamente accompagna il committente nel più o meno lungo percorso verso la nuova casa. E’ lui che ascolta le esigenze, i sogni e le aspettative e diventa la prima figura in fatto di proposte e soluzioni.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento

  • che dire? anche il più imbecille che è andato all’ IKEA sabato scorso si è reso conto che la lampadina con tecnologia LED consuma 10 volte meno di quella che ha a  casa (e senza completare studi di architettura).

il riscaldamento a pavimento

  • non per dire che sono stato il primo, ma senza sapere nulla di risparmio energetico già nel lontano ’96 avevo deciso che i termosifoni sarebbero rimasti un ricordo della casa di mia mamma e infatti ho posato uno dei primi pavimenti radianti a Padova. Ammetto di non averlo gestito bene e di aver buttato tanti soldi in un pannello di controllo tanto avveniristico quanto inutile per gestire orari, giorni, settimane e stagioni per zone: 200mq gestiti male, ma a pavimento… (cattivi consiglieri, cattivi consigli). Dal 2005 sono alla gestione del mio secondo personale impianto radiante, senza pannello di controllo stile Soyuz Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico e senza sonda esterna: il pilota sono io. Grande comfort e grande risparmio in casa energivora.  Sottolineo: e-ner-gi-vo-ra, energivora! Molto disperdente, per capirci. Spero che gli architetti che prevedono largo uso di radiante  a pavimento conoscano bene le esigenze di case più coibentate che negli anni passati riguardo l’inerzia e la gestibilità dell’impianto in relazione agli apporti solari diversi per ogni edificio e per ogni zona climatica.

e il fotovoltaico

  • sì, ma quanto fotovoltaico? per quale consumo? per quali esigenze?

In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore

  • la caldaia a condensazione si è fatta un nome nel campo del risparmio energetico! e poi la caldaietta ce la fa sempre: “nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza e in povertà, in salute e in malattia, ripongo la mia fiducia in te ora e per …” Allora? le pompe di calore non danno fiducia agli architetti perché dietro ci dev’essere una buona progettazione? Eppure è il futuro!

e le soluzioni adatte al recupero del calore

  • ho incontrato di rado (mai) architetti favorevoli alla ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Sono veramente preoccupato per il comfort dei loro committenti.

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Quanto costa un kW/h di una utenza domestica?

In Germania un’utenza domestica (consumo annuale di circa 3.500 kWh) paga il kWh quasi 0,30 €. E noi?

Quanto costa un kW/h di una utenza domestica

Da anni controllo alcuni consumi elettrici personalmente. Non è che l’autocontrollo mi faccia consumare di meno, ma mi piace leggere i numeri.

Per controllare i consumi di un certo apparecchio uso uno strumento un po’ meno recente di questo MISURATORE  di CONSUMO ELETTRICO che mi permette la visualizzazione in Watt, Volt, Ampere, Herz e anche il consumo totale di potenza e, previa impostazione delle tariffe, una stima in euro del consumo effettivo.

  • Visualizzazione carico energia,
  • potenza
  • ciclo di lavoro totale

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Acqua calda sanitaria, anzi caldissima

Chi è passato ai piani cottura ad induzione conosce certamente il lusso della velocità, chi è passato dalle piastre elettriche all’induzione si è liberato della fastidiosa inerzia della vecchia piastra elettrica. E non sarebbe un sogno aprire il rubinetto della cucina e disporre di acqua bollente a 100° C?

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Si può installare un bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

L’apparecchio ha un consumo di circa 32 watt, più o meno quanto una lampadina”, e fa risparmiare nei tempi e nei costi energetici perché non hai più da far bollire l’acqua – ovviamente risulta molto comodo per riempire qualsiasi pentola o altro direttamente dal rubinetto.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Paura delle scottature? questo sistema di acqua calda ha raccordi speciali. L’acqua calda passa in un tubo isolato built-in, in modo che il rivestimento metallico non scotti.

Paura del prezzo? Beh, qui c’è da avere un po’ di fifa… le cucine lussuose che lo prevedono tra gli optional chiedono circa 1500€, ma pensando che si tratta di un aggeggio senza manutenzione… la cosa può essere interessante.

La cucina ce l’avete già? perchè non valutare l’installazione di un bel miscelatore monocomando da 1/2″ per lavello con Boiler GROHE Red® per acqua bollente istantanea

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

con 2 canali di distribuzione dell’acqua separati con maniglia separata per erogazione acqua bollente con un serbatoio da 3 litri di acqua bollente

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

(alimentazione 230 V 50 Hz 30 VA - potenza 2100 W - consumo in stand-by di 15 W)?

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

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Una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale

Studi tedeschi indicano che 3/4 degli impianti di riscaldamento consumano più del dovuto. La bolletta energetica confrontata con quella di 13 anni fa, sembra raddoppiata. Sì molta parte è dovuta all’aumento dei combustibili, ma se più di tre quarti degli impianti di riscaldamento consuma troppa energia cosa possiamo fare?

valvole termostatiche impostabili

Evitiamo il tema delle ripartizioni dei costi di riscaldamento e di acqua calda sanitaria negli impianti centralizzati dei condomini e anche quello dei costi energetici riferiti alla pessima coibentazione delle tubazioni (il 45% dei consumi complessivi).

Quasi tutte le caldaie sono impostate in modo errato e quindi consumano troppa energia. Un sondaggio della società di consulenza energetica co2online dice che solo una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale.

valvole termostatiche impostabili

  • Nelle vostre caldaie è stata impostata correttamente la curva climatica?
  • funziona la sonda esterna – sempre che vi sia?

La curva climatica impostata correttamente permette all’acqua che scorre nei radiatori di avere una temperatura corretta in funzione delle condizioni climatiche esterne. Si deve indicare la curva climatica corretta in funzione al fabisogno energetico dell’edificio abbinato alla tipologia impiantistica da voi utilizzato.

valvole termostatiche impostabili

  • è stata determinata la potenza termica richiesta in ogni ambiente?
  • sono corrette le vostre abitudini di ventilazione?
  • è stata regolata la temperatura di mandata ottimale del radiatore esistente e quindi l’acqua di riscaldamento di mandata della caldaia?
  • è stata calcolata la prestazione ottimale della pompa in base alla distribuzione delle tubazioni e alle sue resistenze al flusso?
  • sono state regolate le valvole termostatiche – sempre che vi siano?

Se il vostro idraulico di fiducia vi ha preparato un preventivo da paura per le nuove valvole termostatiche, acquistatevele da soli! anche le più ricche di funzioni hanno un prezzo veramente basso:

valvole termostatiche impostabili


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Metto il condizionatore d’estate senza isolare

L’investimento maggiore che richiede un isolamento termico adatto alla protezione estiva è dovuto in gran parte al materiale che viene impiegato e non ad accorgimenti di posa particolari. Secondo la mia esperienza accadono 3 cose in Italia:

  • il committente non conosce la differenza tra i vari materiali per coibentazione disponibili sul mercato e dunque non distingue i coibenti che offrono anche protezione dal caldo
  • il committente impaurito dall’investimento sull’involucro con un intervento di efficienza energetica getta la spugna e rinuncia (da qui la frase ricorrente <<metto il condizionatore d’estate e non faccio l’isolamento! >>)
  • il committente non possiede un’abitazione singola e gli altri proprietari non intendono partecipare all’intervento

 Negli edifici con diversi appartamenti è noto che alcuni appartamenti sono a rischio surriscaldamento, mentre altri muoiono di freddo.

Le mansarde sono un tipico ambiente a rischio surriscaldamento per mancata o sbagliata coibentazione termica.

Poche sono le famiglie inclini alla sofferenza perpetua dovuta al caldo estivo e il risultato lo abbiamo tutti davanti al naso: condizionatori installati qua e là ovunque.

isolamento dal caldo

 La Cassazione parla di innovazione lesiva del decoro architettonico del fabbricato condominiale, e come tale vietata, a prescindere dal pregio estetico che possa avere l’edificio.

Pensate che la sentenza n. 20985 del 6 ottobre 2014 ha rigettato il ricorso presentato da due cittadini condannati alla rimozione di condizionatori apposti sulla facciata del condominio e all’integrale ripristino dello stato dei luoghi (applicazione dell’art. 1120 c.c.)

Si deve ricordare che “i rapporti tra l’esecutore delle opere e la pubblica autorità investita della tutela urbanistica non possono interferire negativamente sulle posizioni soggettive attribuite agli altri condomini dall’art. 1120 c.c., comma 2, per la preservazione del decoro architettonico dell’edificio.

isolamento dal caldo

e non sono solo gli occhi a soffrire! sono anche le orecchie! addio silenzio e nervosismo assicurato!  Sventoliamo bandiere della pace e poi la pace ce la lasciamo rovinare dal vicino di casa! Ribelllliamoci!

 immissioni sonore che vanno oltre i 3 decibel

I condizionatori non possono comportare immissioni in direzione della proprietà vicine: le immissioni sonore che vanno oltre i 3 decibel ad eccedere la rumorosità di fondo (insieme dei rumori di diversa origine che sussistono ‘normalmente’ nel contesto) sono vietate.

La condanna penale può scattare nei confronti di coloro che installano impianti di condizionamento rumorosi (reato di disturbo della quiete pubblica verso le persone che risiedono negli alloggi limitrofi, anche se a lamentarsi dell’eccessiva rumorosità sia un solo nucleo familiare).

Pensate che esistono regolamenti comunali con il divieto di installare condizionatori sulle sezioni esterne di tutti gli stabili del centro storico. In Italia? Non ci posso credere…

Basta impianti! Pensiamo a come e con cosa isolare le case.

vale sempre il motto:

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I pannelli radianti a soffitto non migliorano il comfort estivo passivo

Le ristrutturazioni che riguardano l’ultimo piano dello stabile possono prevedere di contenere le dispersioni verso l’alto e proteggersi dal caldo estivo coibentando la soletta del sottotetto. Intervenire all’estradosso dell’ultimo solaio è senza dubbio il progetto migliore in assoluto:

  1. non devo lavorare dentro all’appartamento
  2. posso scegliere tra tantissimi materiali e posarli con estrema facilità
  3. abbatto i costi
  4. non abbasso l’altezza interna degli ambienti

Naturalmente i ponti termici perimetrali non sono corretti e li devo correggere in fase progettuale se non voglio rischiare condense superficiali e con passar del tempo vedere formazione di muffa.

Con la soluzione di posare l’isolamento termico nel sottotetto – sempre che lo spessore garantisca adeguato sfasamento – il comfort estivo sarà molto elevato: tutta la massa del solaio diventa uno strato non surriscaldato dall’ambiente esterno disponibile per l’energia che non sappiamo dove scaricare all’interno degli ambienti.

pannelli radianti a soffitto non migliorano il comfort estivo passivo-01

Non avendo diminuito l’altezza interna è possibile che si prenda in considerazione l’installazione di pannelli radianti a soffitto: i nuovi pannelli radianti prefabbricati per installazioni a secco a soffitto si collegano tra di loro con due semplici “clack”. Ultimamente questo impianto radiante a soffitto è sempre più utilizzato:

  • non tanto perchè scaldi meglio l’ambiente,
  • ma perchè è più facile da posare quando non si vogliono toccare i pavimenti
  • e funziona meglio quando si utilizza per raffrescare.

pannelli radianti a soffitto non migliorano il comfort estivo passivo-02

Il progetto non fa una piega? Sì una piega purtroppo la fa!

  • nella stagione invernale il soffitto risulta ancor meno disperdente perchè il valore di trasmittanza termica U è ulteriormente migliorato grazie allo strato in eps dei pannelli radianti: tutto bene.
  • nella stagione estiva se il pannello radiante è in funzione per il raffrescamento non mi accorgerò di nulla: tutto bene.
  • nella stagione estiva con pannelli radianti spenti mi accorgerò che il comfort estivo peggiora sensibilmente: male.

Qual’è l’errore progettuale in questa ristrutturazione con ottimo isolamento del sottotetto e impianto di riscaldamento e raffrescamento a soffitto?

L’errore sta proprio nello strato “imprevisto” che viene ad aggiungersi alla stratigrafia iniziale

prima del progetto impiantistico avevamo:

intonaco gesso sabbia
solaio latero cemento
isolamento termico

dopo il progetto impiantistico con pannelli radianti a soffitto:

cartongesso
EPS
strato d’aria
intonaco gesso sabbia
solaio latero cemento
isolamento termico

La capacità termica areica interna di queste due stratigrafie è profondamente diversa!

  • la prima ha un elevato valore di capacità termica areica interna, quasi 70 kJ/m2K
  • la seconda stratigrafia ha una capacità termica areica interna ridotta a 14 kJ/m2K (molto peggiore)

Il solaio intonacato all’interno e coibentato all’esterno, con una capacità di assorbire calore internamente pari a 70 kJ/m2K, offre una prestazione fantastica per il comfort estivo passivo.

La Capacità termica periodica del lato interno (capacità areica interna) si esprime sempre con K1 [kJ/m2K]

L’ultima decisione dovrebbe essere presa in base al vero utilizzo della casa insieme ai committenti.

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Acquistare una vmc o un deumidificatore ?

Una macchina per ventilazione meccanica decentralizzata con recupero di calore, vmc, non potrà mai deumidificare l’aria durante la stagione estiva dove, sia di giorno che di notte, le temperature esterne sono più elevate della temperatura interna.

Acquistare una vmc o un deumidificatore

Ciò nonostante resto più favorevole ad una vmc puntuale piuttosto che utilizzare un deumidificatore mobile. Questo per il fatto che la qualità dell’aria trattata da un deumidificatore resta quella che è – il suo contenuto di Co2 non cambia e nemmeno può eliminare le emissioni in ambiente delle vernici, dei mobili ecc ecc. Se l’ambiente dove vorreste abbassare l’umidità interna è un ambiente poco frequentato allora posso anche convenire che installare un deumidificatore sia una soluzione efficace.

Per tutti gli altri ambienti, dove passiamo alcune ore o addirittura dormiamo, non potrei mai consigliare l’uso di un deumidificatore - la sensazione di livello di umidità interna confortevole potrebbe ingannare sulla qualità dell’aria invogliando a non arieggiare correttamente i locali.

Aria più secca, ma anche aria più insalubre perchè inquinata non può essere la soluzione!

Naturalmente consiglio a tutti di monitorare l’umidità e la temperatura interna in modo da capire meglio come cambiare le proprie abitudini per arieggiare correttamente gli ambienti in modo manuale: acquistate almeno un termoigrometro e controllatelo spesso!

In conclusione, se avete necessità di asciugare un ambiente o più ambienti comunicanti tra loro  o avete tinteggiato in un momento stagionale non troppo favorevole per necessità, allora affidatevi ad un buon deumidificatore , possibilmente professionale, silenzioso, affidabile e con scarico dell’acqua in continuo (lasciate perdere le vaschette che appena riempite interrompono il funzionamento della macchina).

Un deumidificatore professionale come quello indicato qui sopra costa un pizzico di più delle solite macchine in offerta sottocosto, ma il risultato è tutta un’altra cosa e anche se non lo si userà tutto l’anno, quando serve funziona egregiamente.

Non vi serve un deumidificatore  così potente? Affidatevi ai granuli ad alto tasso di assorbibilità tipo silice SiO2 oppure alla Bentonite (roccia granulare) oppure ai minerali argillosi come la Montmorillonite con elevata capacità di assorbimento d’acqua:


Nota: il Biossido di Silicio è noto per le sue proprietà adsorbenti ed essiccanti ed è spesso presente negli alimentisì ce lo mangiamo senza conoscerlo.. fortuna che il biossido di silicio amorfo non viene assorbito, né recuperato dall’organismo umano ma viene escreto per la sua scarsa solubilità. Tutt’altra cosa sono le applicazioni delle nanoparticelle di biossido di silicio nelle filiere alimentari e la relazione tra dimensione delle particelle e loro effetti – per ora la Commissione Europea ha chiesto un’opinione scientifica alla European Food Safety Authority (EFSA) sui potenziali rischi della nanotecnologia negli alimenti.


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Illuminare la casa con LED, bolletta della luce -90%

Una bella fetta di persone odia l’illuminazione a led per la tonalità fredda e fastidiosa tipica di alcune luci a led.
Non è però un buon motivo per non prenderle in considerazione in ambiente domestico e continuare ad illuminare gli ambienti con le solite lampadine a basso consumo. Sono anch’io favorevole a luci calde e morbide e sono anch’io infastidito da illuminazioni sbagliate.

lampadine led 1-01
Liberatevi delle lampadine a basso consumo contribuendo a diminuire l’elettrosmog in casa! Nella sostituzione di una lampadina a basso consumo non rompete il corpo di vetro perchè contiene vapori di mercurio! (leggi anche questo post o questo).

Vi ho convinti a ripensare al led in casa?

Tagliare la bolletta della luce anche di 10 volte, grazie al led, mi sembra un traguardo interessante ed è un piano che si mette in pratica facilmente in un solo week-end senza installatori o altre spese annesse. Pensate… svitiamo la vecchia lampadina da 60W e avvitiamo la nuova lampadina led sempre con attacco E27 da 6,3W! e con un bel flusso luminoso da 400 lm! La stessa cosa con i vecchi faretti da 25W a 12V che possono essere sostituiti da un nuovo faretto da 2,2W con 2700 kelvin e un flusso luminoso da 90 lm sempre con attacco GU4.

lampadine led 1-02
Per non sbagliare tonalità e non spendere molto, oggi come oggi, trovo poche alternative ai prodotti IKEA (che potete acquistare anche on-line):

lampadine led ikea

Siete lettori innovativi sempre al passo con la tecnologia? Seguite con passione o sola curiosità gli eventi Apple dove si presentano le ultime novità?

luci led

Conoscete bene lo stile Mac creato dal vecchio Steve Jobs? Allora potete godervi in pieno questo bel filmato che presenta il nuovo catalogo IKEA 2015 prendendo in giro le abitudini di Apple

“Introducing the 2015 Ikea catalog. It’s not a digital book or an e-book. It’s a book book.”


Allora buoni lavori in casa! le giornate si stanno accorciando, fa buio più presto – quale momento migliore per pensare alle luci di casa?

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L’ acqua calda sanitaria da caldaia istantanea a metano è costosa?

Chi utilizza una caldaia a metano per riscaldamento e per acqua calda sanitaria istantanea in realtà non conosce bene i propri consumi differenziati per riscaldamento e ACS, anzi spesso non li tiene nemmeno sotto controllo e si limita a pagare le bollette, sicuramente lamentandosi.

Le lamentele non hanno alcun senso fino a che non si tiene d’occhio il proprio consumo stagionale o mensile!

Tra le tipiche reazioni alla bolletta del gas metano per riscaldamento, almeno per chi ha un impianto autonomo, c’è la solita: << quest’anno metto i pannelli solari sul tetto e non ci penso più, almeno l’acqua calda! >>. Sfruttare l’energia del sole… chi sono io per dire che è sbagliato?

consumo acqua calda

L’impianto solare ci offre veramente l’acqua calda gratis, il sole non si paga. L’impianto comunque non ci arriva dal sole! Nè la sua manutenzione e nè lo spazio che ci occupa in casa l’accumulo. E l’impianto fa sì il suo dovere nei mesi più caldi ma porta solo un aiutino nei mesi più freddi, almeno in zona climatica E. Avete mai monitorato i consumi di gas metano nei mesi estivi per l’acqua calda delle vostre docce e della cucina? Se non lo avete mai fatto, cominciate almeno con il 1° di settembre (potete usare questo modello).

Ho monitorato personalmente il consumo di giugno luglio agosto della mia caldaia istantanea Immergas e posso dire che in 3 persone la lettura del gas segna un consumo medio giornaliero di 0,15 mc/ giorno – in tre mesi estivi abbiamo bruciato 13 mc abbondanti. Che valore vogliamo dare a questi 13 mc di gas metano per l’acqua calda sanitaria? 13,00 €?

Per risparmiare 13 € dovrei affrontare le spese di installazione di un impianto solare termico? Sì non devo dimenticare che anche negli altri mesi dell’anno c’è una certa resa dell’ impianto. Ma sono convinto che se voglio tagliare fortemente i costi del gas o mi decido ad isolare la casa o non vado da nessuna parte.

Presto scriverò un articolo sulle docce fredde, le docce del futuro!

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Nuova tariffa D1 per pompe di calore

Chi non vorrebbe risparmiare qualcosina in bolletta?

Il 1° luglio 2014 è iniziata la sperimentazione della nuova tariffa elettrica D1  per i clienti domestici che utilizzano esclusivamente pompe di calore per il riscaldamento della casa.

Ma il 1° luglio non doveva sparire anche il roaming dalle tariffe telefoniche? ah no, quello era uno scherzo.

La differenza dalle normali tariffe è che il prezzo per chilowattora resta uguale, a prescindere dal volume di energia consumato. La tariffa D1 sembra interessante per un consumo elevato, ma se si consuma poco perché il clima è più favorevole o perché si è investito molto sull’isolamento termico? La nuova tariffa D1 potrebbe anche risultare più cara: meglio valutare bene.

tariffa D1 per pompe di calore

Inutile nascondercelo: quando avremo provveduto ad un ottimo isolamento termico: tetto, pareti, fondamenta, serramenti – il nostro bisogno di energia sarà talmente contenuto che

  • il tipo di tariffa applicata
  • il prezzo per chilowattora
  • e gli aumenti che verranno comunicati nei prossimi 30 anni
  • o altri balzelli all’italiana

avranno un’importanza completamente marginale, insignificante. Immaginate di avere una bolletta energetica annuale per riscaldamento di 210 €. Cosa ci importa se per un qualsiasi motivo crescesse anche del 10% sul periodo precedente? Si tratterebbe di soli 20 €.  Isoliamoci !

Non regolare il termostato e risparmiare sul riscaldamento

Ho spiegato in diversi articoli che un termostato che permette mille regolazioni è completamente inutile ai fini del comfort e del risparmio sulla bolletta. Migliaia di famiglie cercano di regolare il termostato in dotazione sperando di trovare il compromesso ideale tra risparmio di metano e temperatura confortevole.

NETATMO NTH01-FR-EC - Termostato

L’errore sta proprio nello smanettare sulle impostazioni del termostato:

  • è la regolazione della temperatura di mandata della caldaia che dev’essere ben gestita,
  • sono le valvole dei corpi scaldanti che devono essere chiusi o aperti fino all’equilibrio completo dell’impianto nei vari ambienti.

Ho scritto di queste regolazioni del riscaldamento in articoli passati, seguiteli e tentate di avvicinarvi alla completa regolazione di equilibrio.

So benissimo che molti di voi possiedono uno Smartphone o un iPhone di ultima generazione e vorrebbero collegarlo al riscaldamento di casa, poter interagire a distanza dà un senso di potere e di efficienza. Non è così che io intendo l’efficienza energetica perchè lo sapete, sono più favorevole al funzionamento senza interruzioni degli impianti: temperature più basse e tempi lunghi sono la mia filosofia per ottenere più comfort, più stabilità di temperatura interna e temperature superficiali delle pareti perimetrali ben più elevate. Questa è anche la strada corretta per allontanare il rischio condense e il rischio muffa: quando le strutture riescono a stabilizzarsi a temperature più alte il gioco è fatto. Perciò io sono contrarissimo al on off on off on off dei termostati.

Convengo che un termostato standard non ha un design da urlo e molti di voi lo cambierebbero solo per non vederlo più, oppure per l’ebbrezza di farlo funzionare con il telefonino. Se resistete a tutto tranne che alle tentazioni potreste decidervi per il termostato connesso NTH01-FR-EC di Netatmo che permette di controllare il riscaldamento a distanza, o da fuori città.

Disegnato da Philippe Starck, NETATMO NTH01-FR-EC – Termostato è compatibile con smartphone, tablet e computer e con la maggior parte delle caldaie a combustibile, gas e legno. Non credo si possa risparmiare fino al 25% in termini di consumo energetico a furia di click… ma è un bell’oggetto.

Compatibilità: iPhone 5, iPhone 5c, iPhone 5s, iPhone 4, iPhone 4s, iPad mini, iPad (4ª generazione), iPad (3ª generazione), iPad 2, iPod touch (5ª generazione), smartphone Android 4.0 (minimo) con accesso a Google Play.

 

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Saldatura per elettrofusione di una tubazione in PE

Nelle mie cose non è che io sia come Gastone, il fortunatissimo cugino di Paperino. La fortuna me la devo sempre sudare.

Ho recentemente dovuto cambiare il percorso di un tubo in PE, quei tubi neri in Polietilene ad alta densità.

Saldatura per elettrofusione di una tubazione in PE-03

Non sapendo nulla di saldature per tubi in PE ho affidato il lavoro al mio idraulico di fiducia. Movimenti sicuri, tagli veloci, una corsetta in magazzino per i pezzi, ripresa dei lavori. Dopo qualche ora dall’arrivo saluto con la mano il furgone che esce dal mio giardino.

Saldatura per elettrofusione di una tubazione in PE-01

<< Dai un’occhiata se tutto funziona domani! >> << Sì certo, ciao >>

Un paio di giorni dopo butto l’occhio sulla linea di scarico, guardo il pavimento: un laghetto!  La giuntura gocciola.

Dopo una sola telefonata vedo il furgone davanti al cancello: 1 tubo, 2 viaggi…

<< Mai successo! >> << Sì certo, proprio a me doveva… >>

Movimenti sicuri, tagli veloci, una corsetta in magazzino per i pezzi, ripresa dei lavori. Dopo qualche ora dall’arrivo saluto con la mano il furgone che esce dal mio giardino.

Non farò mai l’idraulico, ma per curiosità volevo sapere se esistesse una regola dell’arte anche in questo piccolo lavoretto di idraulica (o si dice impiantistica?)

Saldatura per elettrofusione di una tubazione in PE

ahimè c’è! In questo video ho visto una serie di attrezzi ( arrotondatori, allineatori, raschiatori, marcatori, materiali per pulizia, cose da fare e cose da mai fare) per procedere alla elettrofusione di due tubi in PE ed ho subito capito due cose:

  • perchè gocciolava quel giorno
  • e quanto sia precario il punto di giuntura prontamente riparato.

Buona visione:

AGGIORNAMENTO del 22 ottobre 2016:

  • la elettrofusione dei due tubi in PE ha tenuto un paio d’anni, poi…, lo scarico cucina ha allagato la cantina.

AGGIORNAMENTO del 24 ottobre 2016:

  • la condensa grassi era satura: ecco perchè il tubo giuntato, intasato, pesante e non fissatto al muro (trattenuto solo dalla giunzione) si è ribellato.


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+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Il risparmio energetico dentro casa: lavatrice

In questo sito ho scritto moltissimi articoli sui materiali per isolamento termico e sulle soluzioni che permettono alla casa di disperdere meno energia. Ho scritto anche di come gestire il riscaldamento e come fare una corretta ventilazione manuale senza sprecare più energia del dovuto. Ho scritto anche parecchio sul come proteggersi dal caldo per non dover consumare energia raffrescando.

Energia non dispersa” è anche non consumarne più del necessario! La lavatrice la gestisco sempre io, programmi, riempimento, svuotamento, acquisto detersivi, NON acquisto ammorbidenti, stesura dei panni.  perchè? è un lavoro da femmine?

Programmi espertocasaclima:

  • cotone / colorati 30°   centrifuga 1000 giri/’
  • sintetici 30°   centrifuga 1000 giri/’
  • lana e pregiati 30°   centrifuga 800 giri/’

faccio sempre e solamente lavaggi a bassa temperatura, a 30° C

Scarica il pdf di istruzioni per ottimi lavaggi a 30° e condividolo via mail con i tuoi amici!

Sembra che io non sia il solo ad essere fissatto sulla bassa temperatura in casa: andate a vedere meglio30.it

aderisci anche tu alla campagna: partecipa al concorso e diventa ambasciatore
di #MEGLIO30!

Non dimentichiamo che il risparmio deve iniziare subito, ancora prima del primo lavaggio: all’ acquisto! Non lasciamoci prendere in giro, sfruttiamo i SOTTOCOSTO !

sottocosto

oppure, se abitiamo fuori mano, acquistiamo con un click senza andare a destra e a sinistra in macchina per fare l’acquisto in negozio. Usiamo quel tempo per fare una passeggiata!

io compro sempre Bosch, per principio, anche mia nonna così faceva.

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Il fotovoltaico nel catasto

Non ho mai nascosto il mio pensiero sul fotovoltaico:

  • tecnologia fantastica
  • fortuna che qualcuno ci abbia investito dei quattrini e che la tecnologia sia potuta migliorare
  • fonte energetica strategica: chi può fermare un popolo armato di energia?
  • bello da vedere sui tetti
  • brutto da vedere a terra
  • sbagliato se visto come fornitore di energia per edifici energivori - prima seguiamo il mio motto: + involucro – impianti!

fotovoltaico nel catasto

Ma sanno tutti che esiste una natura “fiscale” del fotovoltaico? Possono gli impianti solari essere considerati beni immobili? L’Agenzia delle entrate con la circolare 36/E del 19 dicembre 2013 sostiene l’obbligo di accatastamento: il fotovoltaico insieme all’unità immobiliare produce un reddito temporalmente rilevante.

La stranezza è che nell’ambito dell’attività professionale il fotovoltaico rientra nei beni mobili strumentali (aliquota di ammortamento pari al 9%, ammortizzando il costo in 11 anni) mentre l’impianto fotovoltaico in catasto si trasforma in bene immobile. Ma se è un bene immobile si dovrebbe applicare un’ aliquota di ammortamento pari al 4% annuo, come per i fabbricati destinati all’industria, in 25 anni.

Ho chiamato questo articolo “il fotovoltaico nel catasto”, avrei dovuto chiamarlo “il fotovoltaico nella catastrofe”.

Questa Repubblica delle banane ci costringerà ad installare il fotovoltaico di nascosto! o a smontarlo alla luce del sole.

In questo caos normativo

non installerei un impianto fotovoltaico
installerei comunque un impianto fotovoltaico
installerei un impianto fotovoltaico senza accatastarlo

Ognun s’arrangi…

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Casa nuova, impianto nuovo

Quando l’involucro dell’edificio è performante…

nuova casa nuovo impianto-

Parliamo che si capisca tutti…  Quando la coibentazione della casa ha buoni spessori, e le dispersioni invernali sono molto ridotte, va a finire che il fabbisogno per riscaldamento incide magari per un 25 % circa, l’acqua calda sanitaria per un 40 % circa (mettiamo un po’ meno di 20 litri/giorno a 42 °C per persona) e l’eventuale raffrescamento per un 35 % circa dell’energia che consumiamo.

nuova casa nuovo impianto-

Il solito dilemma è scegliere la tipologia impiantistica più idonea e corretta: ogni scelta porterà alcuni vantaggi e alcuni svantaggi.

Ci sono committenti che partono a priori con un’idea fissa dell’impianto che sarà. Io ricordo sempre che quando avremo stabilito le caratteristiche dell’edificio, quello sarà il momento di parlare di progettazione d’impianti!

Ma come ragionare sugli impianti?

nuova casa nuovo impianto-04

Beh, il periodo di riscaldamento e raffrescamento saranno notevolmente ridotti, paragonando le esigenze di un edificio tradizionale molto disperdente, quindi anche l’impianto dovrà essere molto dinamico nel funzionamento!

Dinamico vuol dire che se ho bisogno di energia, la voglio, e subito! Non voglio inerzia, non mi serve! Il sogno di tutti noi abituati a case che necessitano di energia continuamente è il riscaldamento a pavimento.

Il riscaldamento a pavimento è veramente adatto ad una casa ben isolata?

nuova casa nuovo impianto-

che magari ha anche ottime vetrate con corretta esposizione? O si dovrebbe valutare un impianto a soffitto radiante? o a parete radiante? e a radiatori no? o a ventilconvettori?

Lanciamo la monetina? chiediamo a Mario? l’amico che sa tutto? E la figura del termotecnico Vi sembra proprio una spesa inutile? Chi meglio di lui può aiutarci ad analizzare i bisogni impiantistici della nostra nuova casa?

I sistemi di climatizzazione a scambio convettivo, che è maggiore per ventilconvettori (minore per radiatori e nullo per i radianti) sono molto reattivi: riescono a influire velocemente sulla temperatura dell’aria ambiente!

Con questi sistemi reattivi è possibile correggere la temperatura ambiente e di conseguenza quella operativa per portarla al valore ideale molto in fretta. Anche d’estate, se ci sono vetrate grandi, magari senza ottimi ombreggiamenti esterni o magari non correttamente posizionati manualmente, può capitare di aver bisogno di un impianto rapido nel riportare le condizioni ambientali ideali.

nuova casa nuovo impianto-

I sistemi radianti a pavimento sono una soluzione certamente ottimale per il comfort, ma immaginate se nessuno si è ricordato degli ombreggiamenti manuali… anche d’inverno, con belle giornate di sole, si va dritti verso il surriscaldamento dei locali, anche a 28 °C con cielo blu. E un bel massetto caldo di una casa ben isolata non si raffredda tanto facilmente!

nuova casa nuovo impianto-08

Per fare un esempio, se durante la notte il radiante a pavimento, con la sua temperatura, mantiene i 20 °C in ambiente (temperatura esterna 2 °C) e alle 10 della mattina entra il sole, il termostato ambiente si spegne – ma l’inerzia del pavimento già caldo non permette di assorbire la radiazione solare che passa dal vetro del serramento creando in questa maniera un surriscaldamento molto veloce e fastidioso.

nuova casa nuovo impianto-07

Il pavimento radiante, il tepore sotto i piedi, tanto a lungo sognato forse non è una buona scelta per la nostra nuova casa!

nuova casa nuovo impianto-05

I sistemi radianti a parete e a soffitto sono più lenti a modificare la temperatura dell’aria rispetto ai ventilconvettori e ai radiatori, ma sono più veloci rispetto al pavimento radiante.

E allora, devo tirare la monetina per decidere tra radiante a soffitto e radiante a parete? o per decidere di installare dei piccoli radiatori? e questi, in che punto li devo collocare per avere più comfort? quante colonne devono avere? posso prendere quelli nuovi belli e sottili che ho visto in alcune riviste?

Credo proprio che un buon termotecnico sia quello che ci vuole! E poi se il progetto di impianti non lo redige lui, che proposte riceverò dagli impiantisti direttamente? Di tutte e di più!

             

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+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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nuovo Libretto di impianto

In materia sono ignorante anch’io, ma ho letto che il D.M. 10/02/2014 ha pubblicato i nuovi format di “Libretto di impianto” per tutti gli impianti termici di climatizzazione e produzione di acqua calda sanitaria (ACS) e di “Rapporto di efficienza energetica”, entrambi applicabili dal 01/06/2014.

Questo nuovo Libretto di impianto si applicherà a tutti gli impianti per la climatizzazione, anche estiva, e per la produzione di acqua calda sanitaria.

Il nuovo Rapporto di efficienza energetica andrà compilato in occasione degli interventi di controllo e manutenzione.

Il libretto di impianto può essere scaricato in formato pdf da qui.


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Voglio avere la targhetta CasaClima

<< La mia casa sta venendo così bene.. e la coibentazione è diventata così spinta.. che quasi quasi mi viene voglia di chiedere la targhetta CasaClima. In fondo anche la targhetta della classe energetica ha il suo fascino – e poi un giorno magari la casa vale di più >>.  Sono frasi ricorrenti queste – il committente che è stato contagiato dal virus del risparmio energetico diventa lui stesso portatore sano della filosofia CasaClima.

targhetta CasaClima

Ma qual’è il corretto iter per ottenere la targhetta CasaClima?

Ma che costo ha la targhetta CasaClima?

E alla fine, quanto potrà costare seguire tutto il programma per arrivare alla certificazione Casa Clima?

Qualsiasi studio di progettazione è in grado di seguire l’iter della certificazione Casa Clima?

Secondo la Direttiva di Bolzano, l’iter burocratico è da svolgere PRIMA e non dopo aver costruito la casa.

Questo punto è fondamentale se si pensa ad una certificazione Casa Clima Bolzano con relativa targhetta energetica da attaccare sulla casa: non è possibile pensare e fare la Pratica Casa Clima al termine dei lavori!

 La tariffa per la certificazione CasaClima “standard” si calcola sulla base della superficie netta riscaldata da calcolo CasaClima (la superficie sarà verificata dall’Agenzia CasaClima durante l’iter di certificazione).

 Per una superficie riscaldata netta fino a 300mq ad esempio, la tariffa da pagare all’Agenzia è pari a 1.500 €.

 L’iter di certificazione CasaClima si suddivide in due fasi distinte:

  • Pre-Certificazione (Fase A): controllo e validazione preliminare del progetto
  • Certificazione (Fase B): controllo cantiere e certificazione del progetto

 La tariffa all’ Agenzia KlimaHaus si pagherà così:

  • Pre-Certificazione (Fase A): 60% dell’importo complessivo della certificazione
  • Certificazione (Fase B): 40 % dell’importo complessivo della certificazione

 Al ricevimento della documentazione richiesta per avvio dell’iter di certificazione (rif. Direttiva tecnica vigente) l´Agenzia CasaClima emetterà l’ordine di pagamento pari a quanto richiesto per la Fase A (Pre-Certificazione); l’incasso dell’ordine di pagamento darà l´avvio all’iter di certificazione.

CasaClima KlimaHaus – in fase di certificazione

Con l’incasso dell’ordine di pagamento della fase di pre-certificazione (Fase A) sará rilasciato al referente del progetto CasaClima il Logo ufficiale “CasaClima KlimaHaus – in fase di certificazione” che potrá essere utilizzato a scopi pubblicitari esclusivamente per il progetto per il quale si è richiesta la certificazione e secondo le specifiche contenute nel manuale d’uso che sará rilasciato con il logo stesso.

Per la certificazione CasaClima di edifici con una superficie fino a ( < ) 500 m² sono inclusi due sopralluoghi.

 La pratica però non va avanti da sola grazie al primo bonifico: ci vuole il Tecnico che sviluppa la Pratica Casa Clima!

Il tecnico dovrà svolgere la seguente mansione con un relativo costo di Progettazione :

  • il Modulo di Richiesta (da inviare in formato cartaceo e digitale)
  • la Lettera d’impegno
  • il Calcolo CasaClima (da inviare in formato cartaceo e digitale), utilizzando la versione piú attuale del programma di calcolo CasaClima (Direttiva Tecnica CasaClima ).
  • il Progetto CasaClima (da inviare in formato cartaceo e digitale) che contiene:
  1. la Planimetria con l’esatta indicazione del Nord geografico
  2. la Pianta di tutti i piani con evidenziate le superfici riscaldate con descrizione dell´involucro edilizio termico (tutti quegli elementi costruttivi del volume interno riscaldato che confinano con l´aria esterna, con i vani non riscaldati o con il terreno),
  3. le Viste delle facciate con indicazione degli elementi strutturali inseriti nel calcolo CasaClima;
  4. le Sezioni quotate con l´indicazione delle zone riscaldate e dei vani non riscaldati (indicare chiaramente i vani non riscaldati, i vani del tetto e dei locali attigui eventualmente non riscaldati) e possibili ombreggiature;
  5. i Dettagli in scala delle stratigrafie dei singoli elementi costruttivi inseriti nel calcolo;
  6. i Particolari costruttivi dell’attacco dei balconi, raccordo parete esterna – finestra e/o porta finestra, raccordo cassonetto – parete esterna, solaio piano interrato o contro terra– parete esterna, trave – pilastro verso l’esterno, tetto (ed in generale di tutti quei punti che possono costituire ponte termico), al fine di valutarne la corretta progettazione dei dettagli;
  7. una Breve descrizione delle soluzioni adottate e delle tecniche utilizzate per evitare i ponti termici.
  • Il file .dwg/.dxf dovrà essere in scala 1:1 (1 unità = 1 mt) in tutte le sue parti. Anche i dettagli costruttivi dovranno essere rappresentati nella stessa scala.
  • l’ Impianto di Ventilazione Meccanica Controllata (se esistente) con Breve descrizione dell’impianto di ventilazione: in pianta ed in sezione indicare con progetto il percorso dei condotti della ventilazione. Le principali caratteristiche dei condotti e le loro dimensioni, apparecchi di immissione ed espulsione; il livello di assorbimento sonoro previsto; la Descrizione dei ventilatori, caratteristiche delle prestazioni e della propria efficienza energetica; il Calcolo delle portate d’aria per i vari vani riscaldati; (i dati devono essere presentati sia in forma cartacea che in forma digitale).
  • Foto documentazione:
  1. Accurata foto documentazione delle principali fasi di costruzione e dei dettagli rilevanti ponendo particolare attenzione alla messa in opera degli elementi costruttivi: isolamento, finestre, attacco ultimo solaio-tetto, ecc. Nella foto documentazione vanno indicati, con l’utilizzo di metro, gli spessori dei materiali posati.
  2. Ogni particolare costruttivo va accuratamete foto documentato.
  3. Un esempio di come deve essere presentata la Forodocumentazione è scaricabile dal sito dell’Agenzia, clicca qui.

(Le foto fornite dovranno avere una risoluzione tale da consentire una adeguata lettura dei particolari e degli spessori misurati)

  • Check-list contenente i presupposti per ottenere la targhetta CasaClima;
  • Schede tecniche dei materiali, porte, finestre utilizzati;
  • Certificati di prova (non autodichiarazione del produttore!!) di tutti i materiali, porte, finestre utilizzati che abbiano un valore (U nel caso di finestre e porte) che superino i valori indicativi (vedi Servizi/Download documenti); i prodotti devono essere marchiati secondo la legislazione marchio CE;
  • Breve descrizione delle soluzioni adottate e delle tecniche utilizzate per risolvere i ponti termici;
  • Crono – programma delle fasi del cantiere in cui si evidenzi le fasi cruciali ai fini della Certificazione CasaClima (posa dell´isolamento termico, posa dei serramenti, eliminazione dei “ponti termici” ecc.)
  • Delega (mandato o autorizzazione) del committente al fine di effettuare sopralluoghi in qualsiasi momento del cantiere e nell’edificio, sotto la propria responsabilità, per misurare, verificare e documentare l’avanzamento dei lavori con fotografie o con altri metodi, comprendendo tutti gli aspetti riferiti al marchio di qualità;
  • Bolle di consegna, etichette del pacco e del prodotto o ricevute che identifichino tutti i principali materiali utilizzati.
  • Documentazione digitale su Cd contenente:
  1. Programma di calcolo;
  2. Progetto CasaClima (*.dwg, *.dxf dell’intero Progetto CasaClima e stampa in *.pdf con esclusione della parte relativa ai particolari costruttivi)
  3. Impianto di ventilazione meccanica controllata (*pdf, *jpg, *doc);
  4. Altra documentazione (*pdf, *jpg, *doc).

E’ certamente una montagna di ore da dedicare a questo fidanzamento con l’Agenzia Casaclima. Alcuni studi di progettazione sono ormai abituati a queste pratiche e conoscono ottimamente l’iter da seguire.

Per cercare di dare un’idea di spesa aggiuntiva per questo percorso della certificazione CasaClima si potrebbe dire altri 4.000 € e a questa cifra si dovranno poi aggiungere le spese per sopralluoghi che dipendono dal luogo e dal numero di sopralluoghi necessari e quindi dalla capacità dell’impresa di lavorare bene senza richiedere continue assistenze in cantiere.

Tiriamo le somme:

La targhetta CasaClima è senz’altro sinonimo di garanzia: la mia casa è stata veramente fatta come l’Agenzia CasaClima comanda. La targhetta sullo stipite è lì a riprova di tutti gli sforzi fatti e del traguardo raggiunto.

La casa “targhettizzata”, a pari caratteristiche della gemella di fianco, avrà anche un valore sul mercato immobiliare superiore, proprio perchè garantisce di essere qualitativa – e risparmiosa.

Allora? Dobbiamo fare o no questa certificazione?

  1. Di certo non sono soldi buttati al vento. Quattro occhi vedono meglio di due! Il progetto e la sua realizzazione sono stati due volte verificati.
  2. Di certo il nuovo proprietario di casa aveva il sogno di avere davanti anni sereni, con piccoli costi per riscaldamento. Dalle migliaia di euro spesi per riscaldare la casa precedente passerà alla sua CasaClima che per riscaldamento richiede solo due-tre-quattrocento euro all’anno: un bel risparmio!  Peccato che i primi 15-20 anni di spese di riscaldamento sono già stati spesi per pagare la certificazione.





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  questo articolo è stato scritto da federico sampaoli e diretto dal termotecnico marco de pinto,

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Led retrò

Mi illumino di meno e meglio.

Better Mix Design Studio LED-01

Risparmiare energia ed essere efficienti senza rinunciare al piacere della vista di una vecchia lampadina ad incandescenza si può.

Better Mix Design Studio LED-04

Questa lampada da tavolo è in realtà una lampada a LED:

Better Mix Design Studio LED-02

La bella idea è di Better Mix Design Studio: un LED illumina la classica forma del bulbo ad incandescenza con una luce calda.

Better Mix Design Studio LED-03

In passato ho disegnato anch’io lampade che volevano il classico bulbo ad incandescenza, bello sarebbe poter montare LED speciali come questo.

CuCù, design federico sampaoli, lampada da sospensione in acciaio 20 x 8 cm; h 20 cm.:

lampada CuCù design federico sampaoli millepede-03 lampada CuCù design federico sampaoli millepede-02lampada CuCù design federico sampaoli millepede-01federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

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Riscaldare casa con la legna significa…

Riscaldare casa con la legna significa fare o acquistare legna. Nella nostra stufa Scan di medie dimensioni entra solo legna tagliata da 25.

accensione-corretta-legna-stufa-letto-caldo-041

Solitamente prendo faggio, poi del giardino taglio ogni ramo da me.

A proposito della stufa, tempo fa avevo descritto il modo migliore di gestire accensione e il fumo. Se vuoi leggi il mio articolo Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere.

Torniamo alla legna – noi abbiamo le scale in casa e ce la portiamo su a ceste, come nel medioevo. Chi ha una casa su un unico piano può trasportare e stoccare un generoso quantitativo di legna in modo molto più efficiente. Le belle immagini di questo porta legna su ruote parlano da sole:

porta legna su ruote porta legna su ruote-02

Le misure sono H: 110 cm W: 42 cm D: 58 cm., porta 60 kg di legna

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La nuova tariffa D1

Dal 1° gennaio 2014 è in vigore la nuova tariffa di rete per i consumi ad alta efficienza, non più legata al volume dell’energia elettrica utilizzata e più aderente agli effettivi costi dei servizi di rete ( trasporto, distribuzione, gestione del contatore).

tariffa D1

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha introdotto la tariffa ‘’D1’’ che potrà essere applicata, a livello sperimentale e su base volontaria, ai clienti domestici che hanno deciso di riscaldare la propria casa utilizzando esclusivamente pompe di calore.

La nuova tariffa è costante, a prescindere dai consumi. Puoi leggere il Comunicato stampa cliccando qui “Elettricità: dal 2014 la nuova tariffa di rete per il ‘riscaldamento sostenibile’”
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Passare dalla caldaia a condensazione alla pompa di calore

Come dare una risposta professionale a questa domanda?

Nel 2008

  • ho coibentato la mia abitazione con intonaco termoisolante
  • ho fatto installare serramenti adeguati e vetri termici
  • ho installato un impianto fotovoltaico per 4,3 kw
  • ho installato una caldaia a condensazione, purtroppo con molti problemi.

Nell’estate 2013 ho deciso di cucinare ad induzione ed ora vorrei poter eliminare completamente l’utenza del gas optando per una pompa di calore in grado di gestire riscaldamento e produzione di acqua sanitaria.

Un tecnico consultato mi ha sottoposto costi elevatissimi – circa 19.000 euro – con la necessità di modificare anche l’impianto radiante a pavimento.

Passare dalla caldaia a condensazione alla pompa di calore

Al momento mi sono convinto dell’opportunità di separare produzione acqua sanitaria con apposita pompa di calore, dal riscaldamento e dal raffrescamento per il quale vorrei installare un climatizzatore multisplit ad alta efficienza energetica. Che fare?

La zona climatica è D-E, Umbria.

Dunque,

in linea di massima l’ impianto di riscaldamento a pavimento non deve subire alcuna variante o modifica per ricevere una pompa di calore. Nel caso l’ abitazione presentasse un impianto di riscaldamento con radiatori l’edificio andrebbe coibentato di più e poi si potrebbe installare la pompa di calore.

Ma facciamo un po’ di chiarezza

  • un pompa di calore per la sola produzione di acqua calda sanitaria (capacità 300 litri) può costare indicativamente fornita e posata circa 3.300 € escluse opere murarie per predisporre tubazioni di espulsione e presa aria esterna
  • una pompa di calore capace di soddisfare la produzione di acqua calda sanitaria, il riscaldamento e il raffrescamento, escluse opere edili, fornita e posata costerà intorno ai 15.000 € + altri 500 € per il nuovo contatore elettrico dedicato. Il tecnico consultato non ha sbagliato ad indicare la cifra di 19.000 €.

La valenza di una pompa di calore, rispetto alla sua attuale caldaia, dipende dal consumo economico attuale di energia.

Predisporre un impianto multisplit con circa 3 terminali può costare fornito e posato circa 4.500 €, opere elettriche comprese, opere edili escluse, quindi la pompa di calore costerebbe, decurtando questa spesa, circa 10.000 € e se si tiene conto anche della pompa di calore per la sola acqua calda sanitaria, la differenza di spesa sarebbe intorno ai 7.000 €.

La scelta deve essere fatta in funzione delle disponibilità economiche, del comfort richiesto (basso comfort con multisplyt), e del calcolo economico del progettista.

Sicuramente se si vuole una pompa di calore per acqua calda sanitaria e multisplyt opterei immediatamente per una pompa di calore generale: una sola manutenzione. Interessante in questo 2014 è la possibilità di accedere al contributo statale 65 % in 10 anni oppure al conto termico. E’ da tenere presente anche la spesa del tecnico ed eventuali domande al comune.

La scelta va fatta con calcoli economici.

Leggete anche Pompe di calore e detrazioni 55-65%, da Enea nuove FAQ

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Vespaio aerato, la stratigrafia ideale e i ponti termici

Subito dopo la decisione del vespaio aerato è il momento di descrivere gli strati successivi. Quale stratigrafia progettare?

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

La cosa che ogni progettista vorrebbe realizzare è un vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato, naturalmente è importante seguire questa soluzione con omogeneità su tutta la superficie: interrompere equivale a creare un forte ponte termico che per essere migliorato richiederebbe un ulteriore strato di isolante e di conseguenza nuovo spessore di cui tenere conto.

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

Il pacchetto è costituito da elementi che compongono una struttura autoportante a cui si aggiungono elementi isolanti che permettono di isolare le pareti laterali dei pilastrini che si vengono a formare nel punto di unione delle gambe. Può essere inserito un apposito elemento in EPS, SottoPiede, che permette di isolare la base dei pilastrini dal magrone. Sopra questa struttura a igloo vengono posati degli elementi isolanti che separano dal pavimento superiore. Il sistema prevede elementi di chiusura laterale che fanno da isolamento delle fondazioni.

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

Il sistema così composto può ricevere il getto in calcestruzzo.

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

In un risanamento è molto frequente qualche impedimento alla realizzazione di questo vespaio con coibentazione integrata senza interruzioni: basti pensare all’esigenza di legare le fondazioni in un edificio che strutturalmente oggi lo richieda:

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

Teoricamente, sia nel risanamento che nella nuova costruzione, il solaio sopra il vespaio aerato e isolato è di per sè una buona soluzione contro le dispersioni verso il basso (non adatto a una casa passiva magari, ma rispetto alla stragrande maggioranza delle realizzazioni, efficace). E il nodo solaio sopra igloo – pareti perimetrali (e pareti di spina)?

L’ isolamento orizzontale che si riesce ad ottenere con il sistema del vespaio aerato già isolato non risolve il ponte termico del piede della muratura che rimane fredda:

  • se si tratta di un risanamento, le pareti perimetrali esistenti hanno il sacco di fondazione in contatto con il terreno e restano fredde
  • se si tratta di una nuova costruzione e non si è progettato un taglio termico del piede della parete sulla fondazione, qualsiasi cappotto esterno, anche con zoccolatura interrata non potrà mai risolvere adeguatamente questo nodo

vespaio aerato isolato

Il ponte termico va analizzato, studiato e risolto:

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

è assolutamente necessario migliorare la stratigrafia delle murature portanti in contatto con il terreno anche sul lato interno. Quando manca la continuità tra sistema a cappotto esterno e l’isolamento orizzontale si deve intervenire e in qualche modo allungare la strada al freddo sul lato interno. Altrimenti le temperature superficiali interne troppo basse farebbero risaltare l’errore progettuale. All’esterno si può migliorare la coibentazione con pannelli in XPS anche poi interrandoli.

In conclusione, cerchiamo ed applichiamo sistemi innovativi ed efficaci senza dimenticare o nasconderci il senso completo del progetto di coibentazione: la continuità.

Proseguendo nella stratigrafia orizzontale sopra gli igloo si incontrano i problemi relativi al passaggio degli impianti:

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato-01

gli impianti solitamente vanno annegati nel massetto alleggerito: il senso del massetto alleggerito è

  • portarsi alla quota decisa in fase progettuale
  • proteggere tutte le condotte impiantistiche
  • confinare le condotte impiantistiche in un ambiente a temperatura satbile

 Proprio per confinare le condotte impiantistiche in un ambiente a temperatura stabile consiglio di spingere sul primo strato di coibentazione che si poserà sulla cappa armata appena gettata evitando di aggiungere strati ulteriori più in alto: prima comincio ad isolare e prima ottengo buoni risultati!

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Da grande farò il taglialegna

Il nostro governo fa manovre senza pensare? Ci sono agevolazioni fiscali che interessano stufe  e camini, ma di riflesso il nostro paese è diventato il primo importatore  di legna da ardere, +15% quest’anno ( 3,5 miliardi di kg - dati Istat relativi ai primi mesi 2013).

6 milioni di stufe e camini funzionanti, ma è tanta la convenienza economica di questa forma di energia? Se la legna fosse italiana farebbe bene anche al nostro paese!

La legna ti scalda 3 volte, dicevano i vecchi:

  • quando la tagli
  • quando la metti in ordine
  • quando la bruci

noi italiani la bruciamo e basta, gli altri paesi ce la tagliano (e si scaldano), la mettono in ordine (e si scaldano), e ce la vendono (e noi peggioriamo la nostra bilancia dei pagamenti).

Il nostro patrimonio forestale viene utilizzato quasi al 15% della ricrescita annuale (65% in Germania). Forse il governo italiano deve ripensare la sua strategia energetica, se ha mai avuto una stratgeia..

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Ritornare al bosco non è fare marcia indietro! è andare avanti!

 Io ho un giardino piccolo, nessun boschetto. Le potature le faccio da me e non c’è un ramo che non venga tagliato, messo a stagionare, bruciato. Il resto lo acquisto, faggio tagliato corto (150€ a bancale, circa 1300kg di legna).

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Una caldaia a GPL non è sinonimo di costi elevati

Avere una caldaia a GPL non è per forza sinonimo di costi elevati. Dipende sempre dal fabbisogno per riscaldamento e quindi dalla tipologia costruttiva dell’ abitazione e quindi dall’involucro, e quindi da come è stato progettato l’involucro.

caldaia gpl

Per assurdo, se l’oro fosse un combustibile, consumare oro andrebbe bene, ma solo se ne venisse consumato qualche grammo all’anno.

Una pompa di calore affiancata da un impianto fotovoltaico sul tetto sembra sempre la soluzione dei sogni…. ma rimane sempre una scelta commerciale di chi vende: e sta diventando La moda. Chi guarda il tetto luccicante del vicino di casa può anche credere che sia “efficienza energetica”, ma è efficienza un colabrodo energetico che prende il sole è lo trasforma in energia elettrica?

A cosa servono queste due ottime apparecchiature – PdC e fotovoltaico? Una per coprire l’altra?

  • e quanto costano?
  • e quanto ci danno?

Difficilmente il gioco vale la candela…. teniamo presente manutenzione etc.

Mai scegliere il nostro impianto per il sentito dire:

  • andiamo da uno o più tecnici,
  • descriviamo l’edificio,
  • analizziamo l’involucro, tetto, pareti esterne, finestre
  • guardiamo l’esposizione
  • raccontiamo il tipo di utilizzo, lo stile di vita, le persone che ci abiteranno
  • e chiediamo una relazione costi benefici – firmata.

Il tema è attualissimo e complicato: ogni casa, e perciò ogni progetto di impianti sono diversi.

vale sempre il motto:

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questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli,

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Vecchia caldaia a gasolio o nuova pompa di calore?

La sostituzione di una caldaia a gasolio con una pompa di calore (PdC) deve essere una scelta molto molto attenta – vediamone il motivo:

caldaia gasolio pompa di calore

Per prima cosa chiediamo al termotecnico incaricato del progetto quali sono i costi e i benefici.

Approfondiamo il tema del sostituire i bollitori per l’acqua sanitaria (ACS) che non saranno adattabili al nuovo sistema.

Se i terminali sono radiatori o ventilconvettori molto probabilmente saranno necessarie due pompe di calore, una dedicata all’impianto e una alla produzione ACS.

Per quanto riguarda la scelta del solare termico sarà da verificarne la dimensione in funzione ai consumi stimati o conosciuti.

Quando abbiamo ottenuto tutte le risposte, prendiamo la decisione. Non prima e a priori.

vale sempre il motto:

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>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Ore di riscaldamento riferite alla Zona Climatica di appartenenza

Ogni zona climatica ha la propria esigenza di riscaldamento. E’ ovvio che a Palermo sia necessario riscaldare molto di meno che a Padova. Ma è giusto che il legislatore fissi il bisogno di riscaldamento in ore di riscaldamento?

zone climatiche

E’ in effetti un po’ assurdo: Padova, gennaio, nuvoloso, temperatura esterna + 2° C. Vi sembra possibile spegnere la caldaia per 10 ore? Naturalmente sto parlando delle case normali, le cosiddette case in classe G. Che temperature superficiali interne raggiungono le pareti perimetrali di case che sono completamente prive di coibentazione termica (quasi la totalità)? Di certo le temperature superficiali interne saranno alquanto basse, ottime per favorire il proliferare delle muffe in presenza di umidità in eccesso.

Apple-Nest-termostato

Le ore di riscaldamento imposte dal legislatore volevano ridurre i consumi di gas e le emissioni nelle grandi città. In realtà, se è molto freddo, la caldaia viene spinta al massimo per tutte le ore legittime, poi va a riposo. Il rispetto delle ore riguarda soprattutto i condomini dove non è il singolo ad impostare le accensioni.

Dal punto di vista dei consumi, tirare il collo alla caldaia e poi spegnerla è il modo più stupido per ottenere bassi consumi.

chi va piano va sano e lontano

Meglio utilizzare la caldaia con una mandata moderata, a seconda delle esigenze dettate dal clima esterno, senza tante interruzioni. Sapete quanto la vostra auto sia parca se guidata con calma, a bassi regimi, per tanti chilometri, senza semafori e code…

Voi che gestite la caldaia personalmente! trovate il giusto equilibrio della temperatura di mandata anzichè spegnere e accendere l’impianto, intervenite sempre su quella! I consumi vi premieranno, ma anche il comfort sarà più elevato.

ore di riscaldamento

Se vi assentate da casa, inutile trasformarla in un cubo di ghiaccio, abbassate un po’ la mandata e al vostro rientro alzatela.

Insomma, il mio consiglio è questo, trovate sul termostato la temperatura perfetta per voi e poi, invece che impostare orari e giorni della settimana sfogate tutta la vostra voglia di regolazioni sulla temperatura di mandata della caldaia.

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Lo so che è difficile resistere alla bellezza del termostato intelligente di Apple! Resistere all’acquisto è dimostrazione di grande forza.

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E noi siamo forti!

Apple-Nest-termostato-02

Siamo forti?

Apple-Nest-termostato-06

Se non avete saputo resistere alla bellezza di Nest Thermostat e lo avete acquistato su Amazon , vorrete certamente provare ad installarlo da soli! Ecco come installare Nest Thermostat, guarda il viedeo.

nest thermostat installazione

Se a casa vostra l’impianto è molto semplice (caldaia, termostato, termosifoni) al termostato originale arrivano probabilmente solo 4 fili: due di alimentazione, arancione e blu, che tengono in carica la batteria del termostato, e due fili di controllo provenienti dalla caldaia (bianco e rosso). Questi due sono il circuito di comando della caldaia. Qui trovate le spiegazioni passo passo per installare il nuovo termostato di Nest a una caldaia italiana!

Una volta collegato via WiFi al router ADSL di casa seguendo le istruzioni allegate al termostato, le cose funzionano egregiamente, ma il Nest si collega alla rete per sincronizzare il proprio orologio e scaricare le previsioni del tempo, e l’unico modo per indicare dove è installato è l’inserimento del CAP (americano però!):

Apple-Nest-termostato

Considerato che Nest utilizza queste informazioni per anticipare o ritardare l’accensione della caldaia a seconda della temperatura esterna, è ovvio che il funzionamento non risulta ottimale senza il CAP italiano esatto. Inoltre tutte le funzioni di timer vengono regolate in base al fuso orario relativo al CAP inserito. Ecco come risolvere questo problema senza attendere la vendita su Amazon.it.

Nota: se la linea ADSL non va, si sta la freddo! eeehhh i tempi moderni, la domooooootica…

Leggi anche Google compra Nest, il termostato intelligente del papà di iPod.

Certo che i termostati tradizionali sono veramente orribili. Ma non ci sono più aziende disposte a pagare un buon design?

Bolletta leggera, felicità vera.

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Rivelatori di fughe di gas

Come il Pronto Consumatore del Centro Tutela Consumatori ed Utenti Alto Adige sta segnalando, ricordate quanto segue:

c’è chi sta vendendo rivelatori di fughe di gas attraverso il sistema delle vendite porta a porta: dovete sapere che non vi è l’obbligo per legge di installare il dispositivo in questione.

rivelatori di fughe di gas

Trattandosi di vendite porta a porta, al consumatore è consentito recedere (cd. diritto di ripensamento) dal contratto stipulato entro 10 giorni lavorativi dalla sua sottoscrizione, a mezzo lettera raccomandata a.r. (art. 64 del Codice del Consumo). L’apparecchio va, in questo caso, restituito alla sede della ditta a spese dello stesso consumatore.

rivelatori di fughe di gas

Se state valutando l’acquisto di qualche rivelatore di gas metano e/o gpl, potete sempre informarvi sui migliori prezzi che esistono online (anche con spedizione gratuita):

rivelatori di fughe di gas

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Gli addebiti sulle bollette di energia elettrica

Ricordate un precedente articolo dove si leggeva che gli impianti migliorano la situazione quando la casa è un pessimo progetto? per assurdo! La pompa di calore ad esempio, la più comune aria acqua, consuma 1 kWh di energia elettrica (costo energia elettrica con contatore BTA dedicato per la P.d.C. 0,14 €/kWh circa - Attenzione, molti prevedono contatori normali e compresa IVA ca. 0,? €/kWh + scaglioni ) e ne preleva 2 (kWh) dall’aria esterna o dall’acqua o dalla terra…. (energia da fonte rinnovabile!!!).

pompe di calore tipi

L’articolo terminava ricordando a tutti che non è tanto l’impianto, o l’energia che utilizzeremo per farlo funzionare, ad essere i migliori obiettivi della progettazione, quanto il progetto di come contenere al massimo la richiesta impiantistica ed energetica!

Il fotovoltaico è una ottima tecnologia quando lavatrici, lavastoviglie, illuminazione e fabbisogno di riscaldamento e raffrescamento sono limitatissimi, al minimo indispensabile! Dopo aver fatto tutto il possibile per progettare il risparmio, allora è il momento del fotovoltaico. Non prima!

Ma torniamo un attimo al costo dell’energia, parliamo dei contatori e degli addebiti sulle bollette di energia elettrica:

PdC contatori di energia elettrica

Ho letto che attraverso i dati riportati sulla bolletta è possibile ricavare parecchie notizie sui consumi di energia elettrica, e saputi interpretare nel modo corretto si possono risparmiare un sacco di soldi.

Nella fornitura in Bt > 30 KW

  • la lettura avviene in forma semidiretta
  • la fornitura in MT/AT la lettura avviene in forma indiretta (ARON)
  • la potenza viene calcolata ogni 15 minuti/primi.
  • il GM trifase registra la massima con la media dei 15′.

Su quanto sopra esposto posso immaginare quanti errori si verifichino. Certo bisognerebbe conoscere a fondo la materia… ed io non la conosco.

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Quale VMC scegliere: sigle incomprensibili come ERV (Energy Recovery Ventilation) o HRV (Heat Recovery Ventilation)

Molti lettori che vogliono approfondire il tema VMC, ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, si saranno già imbattuti in pagine web tanto interessanti quanto ricche di sigle o abbreviazioni a cui non siamo abituati.

Ricorrenti sono ERV che sta per Energy Recovery Ventilation e HRV, cioè Heat Recovery Ventilation.

Le macchine HRV recuperano solo l’energia sensibile, invece le ERV grazie al nucleo entalpico permeabile all’umidità permettono in estate di deumidificare l’aria immessa dall’esterno  sfruttando l’aria esausta espulsa dall’interno, già deumidificata  per esempio dal condizionatore, riducendo  i consumi del condizionatore d’aria.

ERV sta per Energy Recovery Ventilation

Le ERV, in regime invernale mantengono l’umidità interna ad un livello ottimale (senza scendere sotto il 40%) : il  nucleo entalpico permeabile all’umidità umidifica l’aria esterna immessa all’interno  che contiene tassi assoluti di umidità molto bassi.

Ricordiamo sempre che quando all’esterno ci sono -5° C, l’aria estera immessa all’interno contiene  una umidità assoluta di 3 g/mq e una umidità relativa del 90%,  appena questa raggiunge i 20° C ambiente l’umidità relativa sarà il 17,6% (ci sono solo e sempre  3 grammi di acqua in ogni metrocubo d’aria).

L’ Umidità relativa (Ur), espressa in percentuale rispetto a quella assoluta, ci dice quanto vapore è contenuto nell’aria di un ambiente: la misurate con facilità se avete uno strumento come questo:

Se a una certa temperatura T l’aria contiene il 60% di umidità relativa significa che essa contiene il 60% della quantità massima di vapore che può essere contenuta a quella temperatura. Se scende la temperatura, l’umidità relativa sale fino a saturazione (Ur 100%), quando inizia la formazione di acqua: questa temperatura più bassa si dice Temperatura di condensa o di rugiada. Tutto questo a pressione costante!

In estate più il clima è umido e maggiore sarà l’apporto dell’ERV e maggiore sarà il risparmio energetico, ma anche maggiore sarà il comfort grazie al mantenimento di una temperatura ed un tasso di umidità costanti ed omogenei, evitando gli sgradevoli sbalzi di temperatura e umidità provocati dai ricambi d’aria incontrollati effettuati apprendo le finestre.

Una macchina ERV lavora proprio come un recuperatore di energia totale a condizione che ci sia una differenza di temperatura e/o di umidità tra interno ed esterno.

Non dimentichiamo che una macchina per ventilazione VMC ci aiuta a mantenere livelli di umidità confortevoli senza dover arieggiare spesso, ma allo stesso tempo ci permette di abbassare il livello di Co2 presente negli ambienti. E’ sorprendente come in un locale correttamente arieggiato cresca la concentrazione di Co2 appena si chiudono le finestre: già dopo qualche ora, a seconda della cubatura dell’ambiente, la concentrazione supera facilmente le 1100ppm!

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Non sono contro il pellet

Coibentare le pareti, coibentare il tetto e sostituire le finestre sono senz’altro 3 mosse importanti per contenere il fabbisogno per riscaldamento, ma tra le difficoltà delle opere e la difficoltà di disporre del capitale per la loro realizzazione spesso ci si siede con il termotecnico a ragionare sugli impianti.

I prezzi del gasolio per riscaldamento, del metano o del gpl sono così cresciuti che la voglia di trovare qualche alternativa è tanta: una stufa a pellet può essere la liberazione dalle vecchie schiavitù?

Gli sgravi fiscali indicherebbero di sì, e i sacchi di pellet ormai li troviamo anche quando facciamo la spesa al supermercato, o possiamo non scomodarci e fare l’ordine su eBay.

professional-pellet-canada

Ma l’Italia sta imboccando la strada giusta oppure ha un’altra volta dimenticato di preparare una strategia energetica per i suoi cittadini? Tutto questo pellet che stiamo bruciando da dove viene?

pellet canadese

L’Italia è il primo importatore mondiale di biomassa da ardere. Gran parte del pellet importato arriva da Usa e Canada: loro esportano 400 milioni di dollari e noi? E noi prepariamo sgravi fiscali per incentivare l’installazione delle stufe a pellet per far esplodere le esportazioni di paesi più ricchi di noi?

Continuiamo a farci del male

Volevamo diminuire la dipendenza dai combustibili fossili e dare un taglio alle emissioni di CO2, e ci troviamo ad aver messo un’altra volta in difficoltà la bilancia dei pagamenti del nostro Stato. Sappiamo quel che facciamo?

trasporto pellet

Se l’invidia verso i numeri delle esportazioni di pellet di altri paesi ci lasciano indifferenti, possiamo almeno indignarci per la generazione di traffico intercontinentale di tonnellate di pellet, e poi via gomma fino alla porta di casa.

pellet su gomma

Non sono contro il pellet, volevo ragionarci con voi.


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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Sostituire il generatore di calore esistente, costi – benefici

Nel momento in cui ci rivolgiamo all’impiantista per dare una soluzione alla nostra intenzione di cambiare la fonte di riscaldamento, per fiducia o per tradizione, abbiamo già rinunciato ad una serie di riflessioni che dovrebbero sempre essere fatte prima delle “grandi decisioni”.

La figura del termotecnico non è una voce di spesa in più, un balzello del nuovo modo di progettare, è una figura imparziale che può aiutarci nelle scelte e nelle corrette valutazioni impiantistiche ed economiche: una figura indispensabile.

Abbiamo già le nostre convinzioni? Nutriamo forti antipatie per alcuni sistemi di riscaldamento? Confidiamoci con lui, non è persona sorda. Se il committente che si rivolge a me per la scelta della coibentazione interna mi scongiura di non proporgli una complicata stratigrafia con pannelli in fibra di legno, posso anche spiegare bene come lo strato funzionale interno al pannello garantisca un buon comportamento della migrazione del vapore, ma poi devo offrire una soluzione adatta al cliente e alla sua casa, perchè non è casa mia, pur ragionando come se la fosse.

ANALISI COSTI E BENEFICI

L’analisi costi–benefici è lo strumento di riflessione per gli investimenti da fare  e ci aiuta a ragionare, promuovere o sviluppare le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica dell’edificio.

L’analisi costi-benefici nasce per confrontare:

  • soluzioni tecniche alternative
  • in relazione con le analisi di redditività degli investimenti.

e per riuscire a orientarsi nella scelta tra i possibili investimenti ( in funzione del profitto netto che ci si aspetta di ricavare dall’investimento stesso).

pellets

Sostituire il generatore di calore esistente (magari funzionante a gasolio), consente, a fronte dei maggiori costi iniziali di investimento, (considerando l’aumento annuale del costo dei combustibili ) un vantaggio economico nel tempo?

gasolio riscaldamento

L’aumento in percentuale del prezzo del gasolio medio annuo (medio di 8 anni) è 8,3 %

ANDAMENTO DEI PREZZI DI GASOLIO 2005:2013

Questa può essere una delle molte domande che ci si pone, e il commento di un impiantista è senz’altro accompagnato da tanta esperienza, ma abbiamo bisogni di calcoli per un’analisi completa.

E’ chiaro che saranno presi in considerazione solo i progetti che presentano una redditività superiore al tasso di interesse bancario.

In primo luogo si determinano i progetti “fattibili” (quelli che sono più redditizi del tasso di interesse bancario), poi si seleziona il più favorevole, ovvero quello più vantaggioso.

Prevedere un generatore di calore funzionante a pellets? Ecco il confronto percentuale di costo energetico del solo combustibile:

GASOLIO 100 %  -  PELLETS 42.4 %

A parità di energia fornita,

  • quale sarà la differenza di costo annuo tra gasolio e pellets?
  • a quanto ammonta il risparmio annuo?
  • e la valenza del costo di investimento iniziale?
  • il tempo di ritorno dell’investimento?
  • ed il valore attualizzato netto VAN considerando gli interessi passivi, attivi ed il tasso di inflazione dei costi energetici?

Cos’è il VAN?

Il VAN quantifica il risparmio accumulato dell’investimento in un determinato numero di anni (anni di funzionamento ad esempio del generatore nuovo) . Calcola la successione dei ricavi negli anni in modo da attualizzare ad oggi il totale dei ricavi: il denaro disponibile in futuro al valore attuale.

Se scopriamo che il nuovo generatore di calore offre un tempo di ritorno di 6 anni possiamo stare certi che il pareggio dei costi d’investimento e il risparmio conseguente avviene dopo il 6° anno.  Ma il nuovo impianto non viene demolito al 6° anno, magari lavorerà 20 anni, e nei 14 anni successivi ai primi 6 permetterà di accumulare un bel risparmio. Il famoso VAN. Conoscere questa cifra è fondamentale per la decisione da prendere: il risparmio accumulato al 20° anno sarà di 30.000€, 60.000€ oppure 90.000€ ? E’ bene conoscere questa cifra! Ne va dell’economia familiare futura!

  • Per la trasformazione della centrale termica esistente funzionante a gasolio in una nuova funzionante con combustibile PELLETS, quale sarà la spesa? 10.000€, 20.000€ oppure 30.000€ ? Questa sì che è una domanda da girare all’impiantista, sapendo però dal nostro Termotecnico quale impianto vogliamo preventivare!
  • Per la progettazione Termotecnica quale sarà la spesa? 1.000€, 2.000€ oppure 3.000€ ?
  • Per la pratica ISPESL quale sarà la spesa? 400€, 600€ oppure 800€ ?

Anche la Detrazione Fiscale dev’essere attualizzata ad oggi: se la detrazione fiscale attualizzata ad oggi vale ad esempio 17.000€ possiamo definire la seguente sottrazione :

Costo di investimento – 17.000 €

  • Per la pratica di Detrazione Fiscale 50% 55% 65% quale sarà la spesa? 350€, 550€ oppure 750€ ?

Questo beneficio incide molto: il tempo di ritorno dell’investimento e il VAN vanno ricalcolati in relazione alla detrazione fiscale: e si potrebbe scoprire che il tempo di ritorno dell’investimento scende da 6 anni a 4 anni…

>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato dal Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Pompa di calore sì, ma come scegliere?

Decidere di utilizzare la pompa di calore impone la scelta del tipo di PdC, e la scelta del contratto o tecnologia più convenienti per ottenere l’energia elettrica necessaria al funzionamento.

pompa di calore tipi

L’energia aerotermica, geotermica e idrotermica (energie rinnovabili) si estrae con la pompa di calore (PdC), sottraendo calore all’ambiente esterno, per fornirlo all’ambiente interno.

Il processo inverso in cui il calore si trasferisce da un corpo più caldo a uno più freddo è possibile consumando una certa quantità di elettricità oppure di gas.

L’energia consumata è però inferiore a quella impiegata da sistemi di riscaldamento tradizionali: la normativa europea in tema di energia dice che se il calore (energia termica) estratto da una pompa di calore eccede in maniera significativa la quantità di energia che serve al suo funzionamento, è considerato “rinnovabile”.

La pompa di calore può occuparsi del riscaldamento, ma anche dell’ acqua sanitaria:

  • per gli interventi di sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore l’incentivo è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto. L’incentivo massimo erogabile è pari a € 400 per prodotti con capacità inferiore o uguale a 150 litri ed è pari a € 700 per prodotti con capacità superiore ai 150 litri.

Le pompe di calore possono anche funzionare per il raffrescamento estivo (quelle reversibili).

  • i contribuenti che sostengono le spese per l’installazione di una pompa di calore possono usufruire di una agevolazione fiscale nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Ricapitolando, ci sono pompe di calore di vario tipo, a seconda che estraggano calore dall’aria, dall’acqua o dal terreno, ma la bolletta elettrica salirà alle stelle? Si può definire a priori quale sia il contratto o la tecnologia più conveniente?

 pompa di calore contatore dedicato

Possiamo, e dobbiamo, installare un contatore dedicato:

La scelta della pompa di calore elettrica può comportare una richiesta di maggior potenza rispetto al contratto residenziale standard da 3 kW.

Invece che potenziare il vecchio contratto primario da 3 kW, si può installare un secondo contatore con la tariffa BTA (Bassa Tensione Altri Usi). Anzichè trovarsi a pagare il prezzo a scaglioni di consumo, la tariffa BTA prevede il pagamento di un importo fisso agevolato per kWh, indipendente dalla quantità di energia consumata. E la tariffa BTA gode anche dell’IVA agevolata al 10%. L’installazione di un secondo contatore dedicato è un bel vantaggio economico.

I pannelli fotovoltaici possono essere la soluzione alla fame di energia di una pompa di calore? Meglio preparare la predisposizione e decidere in un secondo momento l’installazione e la dimensione dei pannelli.

pompa di calore fotovoltaico

 

>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Buona pompa di calore = buon impianto ?

Siamo reduci di notti insonni per la scelta del tipo di PdC, e dobbiamo di nuovo spaccarci la testa per decidere marca e modello della pompa di calore?

Dobbiamo, e non è finita.

impianto pompa di calore

Purtroppo per ottenere un ottimo impianto a pompa di calore non è sufficiente un’eccellente pompa di calore.

  • conoscete bene vantaggi e svantaggi del sistema pompa di calore?
  • conoscete i limiti della pompa di calore? nonchè le variabili di sorgente quali aria, terra e acqua?
  • pensate che i dati forniti dal costruttore siano quel che basta?

I costruttori di pompe di calore possono fornire molti dati importanti, ma non esiste, o quasi, un progetto standard da replicare:

  • ogni impianto a pompa di calore richiede un progetto per sfruttare e prelevare le massime prestazioni della vostra pompa di calore.

Non basta leggere il COP, il COP identifica la prestazione di una pompa di calore, intesa come rapporto fra potenza termica fornita dalla PdC al vostro impianto e l’energia elettrica  necessaria . In parole povere un COP pari a 3 significa che abbiamo prelevato dal nostro contatore di energia elettrica 1kWh e ne abbiamo sottratto gratuitamente dalla natura 2 kWh (a certe condizioni di temperatura impianto e sorgente esterna (aria, terreno, acqua)).

Chiariamoci le idee con un esempio:

Un’abitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a pavimento

Un’altra bitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a radiatori

Due case identiche, con impianti diversi, ma entrambe con pompa di calore ARIA-ACQUA di 6kW con una temperatura esterna di +7°C esterni.

Consideriamo che il carico termico massimo si ha per 18 °C ambiente lasciando il resto fornito dagli apporti interni, e solari: la potenza di picco della casa è pari a ca. 5 kW

  • l’impianto radiante a pavimento lavora a 35°C
  • l’impianto a radiatori lavora a 55°C

Se scegliamo il riscaldamento a pavimento la pompa di calore funziona ed è bilanciata per quasi tutto il periodo invernale, se invece installiamo i radiatori, che lavorano ad una temperatura più alta ( a 55 °C ) quando all’esterno ci sono solo 2 °C  la nostra pompa di calore risulta sottodimensionata:

pompa di calore impianti a confronto

Lo vediamo chiaramente nel grafico sopra (ascissa = temperatura aria esterna,  ordinata Watt): la scelta dell’impianto è molto importante rispetto al fabbisogno dell’edificio.

Se ci facciamo progettare la coibentazione, dopo l’involucro facciamoci progettare gli impianti: i soldi della progettazione non sono un costo in più, solo sbagliare è un costo in più.

>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato dal Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Come si accende una stufa senza fare tanto fumo e tanta cenere

Inutile stagionare bene la legna se accendiamo male la nostra stufa.

legna conservazione

Da qualche anno ho scoperto che accendere la legna in modo corretto provoca meno fumo, è più facile e le fiamme durano un pizzico più a lungo.

accensione corretta legna stufa letto caldo

Facciamo un passo indietro mentre la prima pigna comincia a bruciare.

Preparare la stufa pulendo il cassetto e liberando il fondo in modo che l’aria passi dalla griglia è sbagliato. Sono anni che non apro più il cassetto della cenere (so che non faccio più passare l’aria di lì), l’ho svuotato, pulito e richiuso – per sempre. Addio aria primaria! mi pare che si chiamasse così…

accensione corretta legna stufa letto caldo

Ecco! il fuoco comincia a bruciare la seconda pigna! Dicevo… che è sbagliato liberare il fondo dalla cenere per far passare l’aria dalla griglia. Lasciate la cenere e qualche bronza fredda lì dov’è. Preparate la nuova legna e accendete.

accensione corretta legna stufa letto caldo

Non mettete mai meno di tre ciocchi – due bruciano malino da soli. Continuate a non pulire il fondo e nel giro di qualche giorno, anche usando la stufa solo nel pomeriggio, si ottiene un bel “letto caldo” di cenere. A questo punto per voi, e la vostra stufa, comincia una nuova vita! Voi avrete meno da pulire, da preparare, da buttare in giardino e la stufa si accenderà come un computer (anzi meglio! come un Apple!). Fumo e parolacce saranno solo un ricordo!

accensione corretta legna stufa letto caldo

Le pigne bruciano già bene.  Questo letto caldo che vi ho appena descritto diventerà ogni giorno un po’ più alto, la cenere continua però a bruciare e ribruciare diminuendo consistentemente il proprio volume. Alla prossima accensione compatterete un po’ la cenere del fondo con una paletta in ferro (occhio che sotto c’è il vulcano!).

L’aria della griglia ovviamente manca, però avete lo sportello aperto! Non occorre spalancato (è così solo per il servizio fotografico che ho preparato!), bastano 4-5 cm con le deboli prime fiammelle, non meno altrimenti c’è troppo tiraggio e le fiammelle tremano e si arrabbiano.

accensione corretta legna stufa letto caldo

Senti già tre sole pigne come scaldano! La natura ci ha preparato proprio ogni cosa. La ringrazieremo mai abbastanza?

accensione corretta legna stufa letto caldo

Adesso ha preso! Tutto brucia benissimo. Da sopra le fiamme accenderanno anche la legna in basso, con calma, con calma. Non una nuovoletta di fumo! Hè hè… non ci credevate vero?

Prima vi ho consigliato questo letto caldo di cenere. Pensate che arriverete a bruciare anche 1400 kg di faggio da 25 cm svuotando la cenere dal fondo con la palettina non più di 4 volte. Ve lo immaginate? Io in un anno butto nel compost 5-6 sacchetti del pane colmi di cenere. Prima ero lo “spazzacamino” della mia stufa, adesso sono un uomo fortunato, che la accende, ascolta i primi crepitii e versa del vino nel bicchiere.

accensione corretta legna stufa letto caldo

 Ci prenderete la mano e imparerete il momento giusto per chiudere lo sportello senza pericolo che il fuoco cali. Dopo un po’ le fiamme saranno veramente forti: è tempo di chiudere anche l’aria secondaria, da me è una levetta in basso a sinistra.

accensione corretta legna stufa letto caldo

 Quando la stufa sarà bella rossa e senza fiamme godetevi il caldo migliore! Se volete aggiungere legna potete farlo senza accensione, anche il mattino seguente! Il letto caldo vi avrà conservato qualche pezzettino ancora rovente: ne ammucchierete insieme qualcuno mentre compattate la cenere e in una mezz’oretta voilà il nuovo fuoco è già qua.

accensione corretta legna stufa letto caldo

 Accomodatevi, ora sapete tutto quel che ho imparato io.

rendimento-stufa-legna

Siamo a primavera, e questo articolo potevo ben scriverlo prima, lo so! Ma il tempo si è guastato, piove e tira vento. E’ l’occasione di mettere in pratica tutto quello che avete letto!

Sul vino non do consigli, anzi se volete mandarmi una bottiglia della vostra cantina per sdebitarvi dei buoni consigli ricevuti, non mi offendo mica.

accensione corretta legna stufa letto caldo

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Le finestre sono più scadenti, come calcolare il consumo energetico in più su base annua?

Il serramento negli ultimi anni è diventato un elemento con prestazioni veramente elevate, oggi è possibile scegliere per tutta la casa finestre con valori U molto bassi, per esempio Uw = 0,85 W/m2K.

Uw = 0,85 W/m2K

Capita che in fase progettuale tutte le buone intenzioni ed i sogni ci portino verso scelte veramente buone: vogliamo solo finestre con Uw = 0,85 W/m2K — poi – davanti ai preventivi, con i lavori in corso, i primi avanzamenti lavoro da pagare e gli imprevisti di cui tenere conto – anche un piccolo risparmio su una certa fornitura diventa una benedizione del cielo.

I 20 mila euro per i serramenti nuovi, che prima non erano mai stati messi in discussione, adesso sembrano una spesona! Bisogna limare:

serramenti nuovi quali scegliere

Ma se scegliessimo la serie che garantiva Uw = 1,25 W/m2K – che cosa vuoi che cambi in fondo?

Ovviamente se la casa è in Sicilia la scelta influirà poco, ma se siamo in zona climatica dove la temperatura di progetto è -10° C, allora la decisione di installare finestre più semplici si riperquoterà sul progetto intero e sulle nostre tasche:

Volevamo una casa che a mantenerla in futuro ci costasse niente! volevamo una casa che si riscaldasse con un fiammifero! volevamo una casa passiva che funzionasse esclusivamente con l’aria di mandata della ventilazione meccanica controllata e adesso decidiamo per delle finestre più economiche…

Le finestre più economiche disperdono di più

Il termotecnico ci aveva avvisati: finirà che aumenta il carico termico!

  • Le finestre più economiche disperdono di più e quindi anche la quantità di calore, per unità di tempo, che devo fornire alla casa sarà di più. La potenza che devo fornire è aumentata!
  • In base al carico termico (che indica la potenza (Watt) da fornire all’impianto) il termotecnico deve dimensionare gli impianti

Ok, le finestre sono più scadenti, ma possiamo già sapere il consumo energetico in più su base annua?

Parliamo di 40mq di finestre e la zona climatica è F con 3001 gradi giorno di Trento, (cose da corso Ceph).

La differenza tra la trasmittanza Uw delle finestre top e quelle scelte successivamente vale Uw = 0,40 W/m2K

  • Per conoscere il fabbisogno per riscaldamento in più (kWh/m2a) dovuto alla maggiore dispersione dobbiamo calcolare così:

40 m2 * 0,40 W/m2K * 72 kKh/a = 1152 kWh/a

  • Per conoscere il carico termico in più (Watt) dovuto alla maggiore dispersione dobbiamo calcolare così:

(20°C – (-10°C)) * 40 m2 * 0,40 W/m2K = 480 Watt

Se la pompa di calore che si occupa di fornire il riscaldamento ha un CLA pari a 3 si può già calcolare il consumo elettrico in più:

1152 kWh/a / 3 = 384 kWh/a

384 kWh/a * 0,30 euro/kWh = 115 euro / anno

Le finestre sono un elemento dell’edificio che lentamente invecchia e si rovina, specialmente se si utilizzano malamente e non si esegue nessuna manutenzione. Bisogna ammettere che comunque una ventina d’anni restano lì e fanno il loro dovere egregiamente. Pensate che in una casa con ventilazione meccanica controllata le finestre non vengono “tartassate” come abitualmente e una volta installate restano lì, chiuse, in attesa della mezza stagione o del giorno delle grandi pulizie: la loro vita media si allunga (come la nostra) e allora consideriamole in un arco di 30 anni.

Se ci riferiamo a 30 anni di vita per le finestre forse valeva ben la pena scegliere le finestre con prestazioni migliori anzichè essere felici di aver risparmiato 3.000 euro il giorno dell’ordinazione al serramentista! Oppure no?

A quale Valore Attuale corrispondono i costi in più per la sola corrente elettrica? Devo tenere conto che da quest’anno in poi dovrò spendere un’ottantina di euro per 30anni. Allora, a che capitale di oggi corrispondono questi 115 euro di corrente per trent’anni?

30 anni di vita per le finestre

115 euro / anno * (1-(1+0,02)^-30) / 0,02 = 2.576 euro

Per tirare le somme si può affermare che pensando di risparmiare 3.000 euro in relatà si sono risparmiati 400 euro abbondanti, senza tenere però conto che:

  • il termotecnico ha dovuto proporre un impianto maggiorato
  • il termotecnico ha dovuto probabilmente aggiungere qualche corpo scaldante
  • gli ambienti interni in prossimità delle vetrate offrono un comfort compromesso a causa della maggiore asimmetria della temperatura radiativa
  • e probabilmente l’edificio non si può più certificare come PassivHaus.

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Controllare la concentrazione di Co2 e il meteo

Non possiedo un iPhone. Sono sempre davanti al computer, e se non sono lì, mi fa anche piacere ricevere solo telefonate.

Tutti quelli che conosco ce l’hanno, e allora ecco cos’ho trovato.. una stazione meteo che misura la qualità dell’aria interna ed esterna Netatmo NWS01-EC Stazione Meteo, Aluminium (Modulo interno e Modulo esterno)

Netatmo NWS01-EC Stazione Meteo, Aluminium

  • temperatura,
  • umidità,
  • pressione,
  • livelli di CO2 (Quando i livelli di CO2 diventano eccessivi, ricevi immediatamente un avviso sul tuo iPad, iPhone o iPod touch, così puoi agire immediatamente aumentando la ventilazione dell’ambiente),
  • e altro ancora sia all’esterno che all’interno.

Si connette tramite WiFi fornendoti l’accesso immediato ai dati raccolti dalla stazione. Tiene traccia e controlla il meteo e la qualità dell’aria. Ricevi avvisi sulla qualità dell’aria in tempo reale.

Più che altro mi sembra molto interessante per monitorare l’aria all’interno della casa conoscendo finalmente con esattezza la concentrazione di Co2, l’umidità interna e altri valori: forse in questo modo ci renderemmo meglio conto che una ventilazione meccanica controllata potrebbe veramente migliorare la nostra vita. Se invece la VMC è già installata potremmo controllare se lavora bene o male!

monitorare Co2 in casa app netatmo

App Netatmo è disponibile gratuitamente all’App Store.

Sembra un bell’aggeggio. Se avessi un iPhone, un iPod o un iPad penserei ad acquistarlo.

monitorare Co2 in casa app netatmo

Se conoscete questo prodotto, lasciate una recensione o proponete un’alternativa!! grazie.

Per una recensione più tecnica:

  • http://www.meteonetwork.it/attivit%C3%A0-associativa/netatmo-urban-weather-station-stazione-meteo-che-misura-anche-qualit%C3%A0-dellaria
  • http://www.meteonetwork.it/attivit%C3%A0-associativa/netatmo-urban-weather-station-report-preliminare

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Accensione Impianti Termici: è sensato il limite massimo consentito?

Un lettore, Alberto, scrive che nel condominio dove abita attualmente il riscaldamento (caldaia tradizionale a gas di circa 75 kW non a condensazione) è acceso dalle 06:00 alle 23:00 con una temperatura di mandata che non supera mai i 60 °C nemmeno quando fuori è sotto zero… dentro casa (le valvole termostatiche caleffi sono impostate tra il 2 e il 3) non superando mai i 20°C: sono abituati bene a non esagerare con il riscaldamento…

manomettere l'accensione a tempo dell'impianto di riscaldamento centralizzato-02

La domanda di Alberto è questa: se proponesse di provare a tenere il riscaldamento acceso tutto il giorno e quindi evitare quelle 7 ore di spegnimento in cui l’acqua si raffredda il condominio consumerebbe di più o di meno?

Il termostato non permette di impostare un periodo notturno con temperatura di mandata più bassa). Gli piacerebbe proporre questa soluzione anche agli altri condomini nel caso in cui ci fosse qualche possibilità di riuscire a consumare meno metri cubi di metano… Ovviamente tenendo sempre l’impianto in funzione il comfort sarebbe decisamente superiore…

Cosa rispondere ad Alberto e a tutti quelli che si pongono la stessa domanda?

Evitare lo spegnimento della caldaia per molte ore ottenendo un buon funzionamento continuo con temperatura di mandata sensibilmente più bassa è un’ottima via per contenere i consumi per riscaldamento. Anche la qualità dell’aria interna sarebbe superiore, e i termosifoni smetterebbero di lasciare i baffi neri sulle pareti. Tutto sarebbe più bello… come nelle favole.

Purtroppo il legislatore, con l’idea di abbassare i consumi nazionali, ha deciso di vietare la libera impostazione delle ore di accensione: ogni zona climatica italiana stabilisce l’ Accensione degli Impianti Termici con un determinato limite massimo consentito: per esempio di 14 ore giornaliere dal 15 ottobre al 15 aprile in zona climatica E (controlla qui la tua zona).

Se un privato cittadino sente di fare in casa sua quel che più gli pare e piace, la gestione di un condominio certamente non può permettersi di fare quello che vuole.

Non tutto è perduto:

nel rispetto della legge si deve ahimè resistere alla tentazione di manomettere l’accensione a tempo dell’impianto di riscaldamento centralizzato rispettando le ore di riscaldamento consentite dalla propria zona climatica di appartenenza, ma se i condomini sono intelligenti e non in inimicizia possono insieme trovare altre strade per un consumo di metano più contenuto – l’unione fa la forza:

manomettere l'accensione a tempo dell'impianto di riscaldamento centralizzato-02

di seguito evito di trattare argomenti che riguardano la coibentazione del condominio per concentrarmi su alcuni consigli a costo zero applicabili da chiunque abbia voglia di provare:

  • incaricare un condòmino per il monitoraggio del consumo di gas mese per mese (sarà utile nel tempo per fare dei confronti con il passato, per nuovi ragionamenti e nuove decisioni future), si può utilizzare questo foglio che avevo preparato per monitorare il consumo di gas luce e acqua
  • abbassare manualmente la temperatura di mandata, aumentandola o diminuendola in conseguenza della situazione meteo esterna (si nominerà un volonteroso condòmino per l’operazione) scoprendo, con l’esperienza, l’ideale temperatura per ogni periodo dell’anno senza che nessun condòmino soffra.
  • bilanciare l’impianto di ogni appartamento, ambiente per ambiente: pur in assenza di valvole termostatiche moderne si possono chiudere e aprire le portate ai singoli radiatori in ogni stanza (per poi non toccarli più vita natal durante). La corretta portata permette di riscaldare gli ambienti più dispersivi e freddi con la massima apertura della valvola e di riscaldare con una portata “più strozzata” gli ambienti che sono già di per sè, per esposizione o cubatura, più caldi e meno bisognosi di riscaldamento.
  • da evitare, per quanto possibile, forti differenze di temperatura interna tra un ambiente e un altro: le disomogeneità di temperatura indoor non favoriscono la sensazione di comfort percepita e portano a rischiose concentrazioni di umidità interna in alcuni ambienti meno riscaldati (rischio muffa)
  • monitorare temperatura e umidità interna con alcuni termoigrometri ambientali in modo che tutti i condòmini siano oggettivamente al corrente delle proprie temperature operanti e del livello di umidità relativa
  • insegnare o farsi insegnare come ottenere una migliore qualità dell’aria interna e un’umidità relativa interna sotto controllo con una corretta ventilazione manuale attraverso le finestre (leggi questa piccola guida)
  • suggerire a chi ha il vizio di lasciare a lungo le finestre spalancate di cambiare, da domani, abitudini
  • suggerire a chi ha l’abitudine di fare ventilazione con l’anta a ribalta di non usare mai più, fino a primavera, questa possibilità di apertura del serramento
  • ricordare di utilizzare gli aspiratori in cucina e nei bagni solo se strettamente necessario
  • far notare ad ogni condòmino che ogni comportamento energeticamente scorretto impone a tutti i condòmini una richiesta di energia extra alla caldaia centralizzata

Meglio tanta casa e pochi impianti

Chi è fortunato, e sta costruendo casa, e chi è attento, e sta restaurando, si domanda continuamente, ma vale la pena tutto l’investimento extra per raggiungere performance d’involucro termico (tetto, pareti, finestre) eccezionali?

nuova casa passiva

<< Se costruisco o sistemo più o meno bene, e poi ci metto impianti super tecnologici, ottengo quello che volevo: la mia casa bellissima che consuma anche poco.

E poi è una vita che sogno il riscaldamento a pavimento, anzi mi hann detto che il pavimento può riscaldare e in estate raffrescare. Questo è quel che fa per me! Finalmente il sogno si avvera. Devo solo stare attento a non perdere la bussola! I soldi dovrebbero bastare!

E poi ci sono gli incentivi, mi metto il solare sul tetto, faccio un investimento insieme alla mia banca e mi faccio installare anche il fotovoltaico, va a finire che ci guadagno pure col mio tetto! Potrei buttarmi nel geotermico, costicchia bucare la terra, ma se me lo progettano bene e non ghiaccio il mio terreno do un bel calcio al contatore del gas!

Sì so ben quel che faccio! Il futuro è mio. Nessuno gufi!

casa clima classe B

E poi una casa che è quasi in classe A, magari B per qualche cavillo (la classe energetica CasaClima C è stata abolita), è il massimo oggi. Gli esperti di case che ti raccontano che ci sono le Case Passive che consumano niente sono sicuramente dei fanatici – non aprono nemmeno le finestre! ah ah, noi amiamo la natura, ci piace l’aria, altro che l’aria dei tubi! Alla mattina mi alzo e spalanco le finestre, sì anche col nebbione e quando fa un freddo cane! La camera la tengo bella fresca, c’ho un piumone grosso così. Amo la natura, la mia futura casa in legno ne è la prova!

Gli esperti dicono che la casa in legno è ottima ma…. Ma cosa si inventano, macchè leggera… in legno massiccio! Il nostro clima è perfetto per la mia futura casa in legno… e se la teoria della massa che sembra tanto importante è vera… allora faremo i mobili in cemento che tanto alla storia delle scorie d’altoforno non ci credo mai e poi mai. >>

Non concentratevi sugli impianti e soprattutto non a priori, potrebbero non servirvi! Se l’isolamento termico è progettato con i fiocchi, se i ponti termici non li avete costruiti, se le finestre sono eccezionali e montate ancora meglio, se gli spifferi sono solo un ricordo di casa vecchia allora la vostra nuova casa si scalderà anche con le candele di ikea o infornando la pizza o mettendo tre ciocchi di legna nella stufa. La casa che costa 10 € di riscaldamento al mese esiste, basta volerla.

L’investimento in più è minimo (8% in media) e nel tempo ci ripagherà con comfort e spensieratezza. Certo, ci dobbiamo credere e dobbiamo informarci bene.

Nel tempo…. Questo lungo termine è una guida fallace per gli affari correnti. Nel lungo termine saremo tutti morti!

…ricordate le parole di John Maynard Keynes?

Parlare di lungo termine per Keynes significava prendere la scorciatoia più comoda e più vile! scrollandosi di dosso tutti i fastidi, rifiutando di comprendere le ragioni dell’attuale.

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Produzione combinata di calore ed energia

  Anche nelle più avanzate centrali a gas o a carbone il 45 – 60 % di energia  è persa come calore – scarto non utilizzato.  Negli edifici abbiamo proprio bisogno sia di calore che di energia, o mi sbaglio?

E’ possibile la produzione combinata di calore ed energia? Sarebbe uno dei modi più efficaci per generare sul posto, con fonti di energia primaria come il gas naturale, contemporaneamente  energia elettrica e calore!

 produzione-combinata-di-calore-ed-energia

Gli impianti di cogenerazione (CHP) stanno raggiungendo un’ altissima efficienza complessiva, fino al 90 % con drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La combustione aziona un motore che è collegato ad un generatore elettrico – pensate all’ alternatore delle nostre auto. In questo processo, il rifiuto, cioè il calore, per mezzo di scambiatori di calore, diventa riscaldamento e acqua calda.

Per una casa, o una bifamiliare, esistono sistemi di micro-CHP, detti anche nano-sistemi di cogenerazione che vengono installati in sostituzione di un riscaldatore tradizionale. Il livello di rumorosità impone un locale adatto.

La caldaia eVita di Remeha è una micro-CHP pensile a gas con potenza elettrica di 1 kW. Con il modulo a condensazione integrato ha una capacità di riscaldamento fino a 25 kW.

Così da un lato abbassiamo la bolletta elettrica riscaldando la casa, dall’altro l’energia elettrica in esubero può essere immessa nella rete pubblica.

In Germania gli impianti di cogenerazione sono sovvenzionati con 1.500€.

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Impostare per l’ estate la VMC Komfort M-WRG-K della Meltem

 Avete installato una o più macchine per la ventilazione meccanica controllata del tipo decentralizzato?

Se si tratta del modello VMC Komfort M-WRG-K della Meltem potete seguire queste istruzioni per sfruttare la VMC anche in periodo estivo.

Molti sono scettici sull’utilità estiva di un impianto di VMC – chi vuole recuperare il calore d’estate? –  forse non sanno che si può utilizzare la macchina di ventilazione in altri modi:

  • una ventilazione trasversale sfruttando due apparecchi uguali installati in ambienti diversi o piani diversi
  • una ventilazione trasversale sfruttando un’apertura, una piccola finestra o una presa d’aria

vmc-m-wrg-k-isodomus-p7-programma-ventilazione-trasversale

Questa ventilazione trasversale ha senso se porta aria più fresca in casa, quindi riflettiamo bene mentre impostiamo le / la VMC per ottenere questa ventilazione trasversale e approfittiamo delle ore più fresche. La ventilazione notturna ci aiuterà ad evitare il surriscaldamento nelle settimane più calde.

L’importante è riuscire ad abbattere di qualche grado la temperatura interna che è salita durante il giorno, tutto qua.

surriscaldamento-estivo

Sappiamo che per un paio di gradi °C si passa da un caldo sopportabile ad un caldo insopportabile:

sempre se siamo disposti a

  1. rinunciare all’aria condizionata in nome di consumi energetici più bassi,
  2. una vita più semplice e normale,
  3. un’aspettativa di benessere più moderato e meno artificiale.
  • Chi ha 1 sola macchina VMC installata può impostarla in modo tale che l’aria fresca in entrata generi una sovrapressione in casa avendo cura di lasciare in una zona lontana dall’apparecchio un’apertura: da lì usciranno durante la notte parecchi metri cubi di aria calda che altrimenti avremmo trattenuto all’interno fino al mattino.
  • Chi ha 2 macchine VMC installate può impostarle in modo tale che una VMC faccia entrare aria fresca e l’altra la espella: una vera e propria ventilazione trasversale. Meglio se la macchina che butta fuori l’aria sta in un piano alto e quella che immette aria fresca sta in un piano basso.

ventilazione-naturale

Non stiamo inventando nulla : stiamo solo provvedendo, con un po’ di inventiva, ad innescare quella che una volta era la ventilazione naturale, in questo caso una “ventilazione notturna fai da te”.

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Poche chiacchere e mettiamoci al lavoro, telecomando alla mano – la strada è lunga!

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  1. attualmente la VMC sta ancora funzionando come in inverno in continuo alla solita velocità indicata da  LP:03  oppure altra velocità.
  2. ora che le giornate sono già molto calde senti l’esigenza di tirare dentro meno aria bollente da fuori durante il giorno preferendo invece una buona ventilazione notturna quando l’aria esterna è veramente di temperatura invidiabile.
  3. passiamo allora dal programma di funzionamento continuo  P1  al programma  P7  facendo così:
  4. premi il tasto OK e poi il tasto PROGRAMM+- fino ad arrivare al programma P7 (P7 progr. ventilaz.) … eccoci ai posti di comando per la “ventilazione notturna fai da te”
  5. premi il tasto OK
  6. premi il tasto M ed inizia a sistemare i valori che lampeggiano
  7. LPA:01  sta dicendo che il ventilatore aria in uscita viaggia a velocità 1
  8. se vuoi che questa VMC sia la VMC che aspira aria fresca da fuori allora imposta  LPA:01
  9. premi il tasto ventilatore +-  fino a raggiungere 01
  10. sì hai capito bene: anche se vuoi che la VMC lavori solo per fare entrare aria fresca da fuori, comunque il ventilatore per l’espulsione girerà almeno a velocità 1 - non resta fermo.
  11. premi il tasto freccia sù per andare al valore successivo  LPV:04
  12. LPV:04  sta dicendo che il ventilatore aria in entrata viaggia a  velocità 4
    se vuoi che questa VMC sia la VMC che aspira aria fresca da fuori, allora imposta  LPV:04 oppure di più, ma a  velocità 05  e oltre il ventilatore si fa sentire e dà noia
  13. premi il tasto  ventilatore +-  fino a raggiungere  04  (oppure di più)
  14. premi il tasto freccia sù per andare al valore successivo  LP:03
  15. LP:03  sta dicendo che durante il giorno il normale funzionamento della VMC (come d’inverno, come sempre) continuerà con velocità  03 (che puoi portare a  01, se ti pare già caldino fuori, oppure azzerare con velocità  00, se fuori c’è già un gran caldo!)
  16. premi il tasto freccia sù per andare al valore successivo  avv.22:00  dur.8:00  (significa che la ventilazione trasversale inizia alle ore 22 e continuerà per 8 ore consecutive, cioè tutta la notte)
  17. premi il tasto ventilatore +-  per modificare l’orario di avvio e anche per modificare la durata
  18. ti avverto che l’orario interno della VMC (impostabile con il programma P8, quello succcessivo) detta legge per l’orario di avvio della ventilazione trasversale.
  19. se hai dedicato alla VMC un interruttore nel quadro elettrico, attenzione: ogni volta che togli la corrente la VMC blocca l’orologio interno (sì è stupida). Ti tocca tornare al programma P8 per regolare l’ora.
  • Chi ha 2 macchine VMC installate può impostarle in modo tale che una VMC faccia entrare aria fresca e l’altra la espella: quindi devi ripetere tutti i punti appena elencati avendo cura di invertire i livelli di ventilazione dell’aria in entrata e in uscita (punti 12 – 13 – 14 – 15).

Appena l’ora della VMC coinciderà con l’orario di avvio impostato al punto 17 succederà il miracolo. Inizierà la ventilazione trasversale notturna, con un pizzico di recupero di calore (perchè aiuta la condensa) .

Ricordati di impostare la seconda macchina VMC o di prevedere da qualche parte un’apertura per spingere fuori l’aria.

Sul display sarà visualizzata la scritta :  a.   asp. 04 - la velocità impostata -  dur.  - ore e minuti della durata.

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Ricordi a quanto ricambio di aria corrispondono i vari livelli di ventilazione?  eccoti una tabella

  • LP:01  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 15 mc/ora   rumore impercettibile
  • LP:02  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 20 mc/ora   rumore impercettibile
  • LP:03  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 30 mc/ora   rumore appena percettibile
  • LP:04  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 40 mc/ora   rumore percettibile
  • LP:05  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 50 mc/ora   rumore da ventilatore Bang & Olufsen
  • LP:06  il funzionamento della VMC garantisce un ricambio di 60 mc/ora   rumore da ventilatore
  • oltre è inutile andare

Buona estate a tutti con queste istruzioni per VMC M-WRG-K for dummies!

Personalmente trovo questo modello di ventilazione meccanica controllata decentralizzata indispensabile per avere buon comfort in casa.

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La VMC M-WRG-K la consiglio vivamente a tutti quanto non hanno previsto o progettato un impianto VMC completo e centralizzato, però, dopo aver impegnato tanto tempo a scrivere questo articolo, mi permetto di segnalare alcune cose che non vanno – con la speranza che i progettisti della Meltem tornino a tavolino per rimediare nei modelli futuri.

Critiche al modello VMC Komfort M-WRG-K della Meltem:

  • manca una doppia impostazione del programma ventilazione trasversale, in modo che, se una VMC è posizionata su una facciata della casa e la seconda VMC è posizionata su un’altra facciata, ci fosse la possibilità di aspirare l’aria esterna dalla facciata più fresca fino ad una data ora e invertire la programmazione in un orario successivo.
  • dedicando alla VMC un interruttore nel quadro elettrico, ogni volta che non c’è corrente la VMC blocca l’orologio interno obbligando l’utente a tornare al programma P8 per regolare l’ora.
  • se fuori dall’orario impostato desideriamo far partire la ventilazione trasversale (perchè magari la temperatura esterna è più piacevole) non c’è modo: l’unica soluzione è modificare le impostazioni daccapo.
  • se durante la ventilazione trasversale si vuole aumentare la velocità, non c’è modo: l’unica soluzione è modificare le impostazioni daccapo, ma attenzione – una volta modificata la velocità la VMC se ne resterà in pausa fino al giorno dopo ripartendo solo all’orario impostato.
  • in lingua tedesca le Betriebsanleitung Lueftungsgeraet M-WRG-K Komfortversion sono stampate in pagine formato A4 a grandi e chiari caratteri, mentre in lingua italiana le istruzioni per l’uso M-WRG-K vengono stampate in mezza pagina A4 con caratteri da mettere sotto lente d’ingrandimento con descrizioni del display in tedesco (inutili per chi non mastica tedesco). Mi chiedo se le economie di scala ottenute con la stampa delle istruzioni in questa qualità abbiano portato notevoli benefici all’azienda. Qui potete scaricare il pdf (1,5 MB) e stampare in formato leggibile il manuale_di_esercizio_meltem_komfort-M-WRG-K.

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La VMC ci fornisce l’ aria da respirare, ma l’ acqua da bere?

 Ho scritto tanti post sulla ventilazione meccanica controllata per sottolineare l’importanza di respirare aria migliore in casa.  Ho anche parlato di filtri e tubazioni di distribuzione

Ma dopo l’aria, di cosa abbiamo estremo bisogno? Di acqua!

acqua-da-bere

Tempo fa avevo scritto un post sulle tubature in rame visto che anche le tubature sono una scelta da fare in qualsiasi edificio.

Ma l’acqua che ci scorre dentro?

Ho letto dell’ anodo sacrificale, ma ho anche letto che gli addolcitori a scambio ionico (quelli dove si aggiunge il sale per la rigenerazione delle resine) sono eccellenti per uso tecnologico ma non per uso umano: questi addolcitori riducono la quantità  di calcio e magnesio nell’acqua sostituendola con sodio!  Se ciò è vero si dovrebbe progettare una linea a parte per l’acqua da “mangiare e da bere”.

Anche se sappiamo che esistono ancora tubazioni vecchie con tratti in eternit… è bene porre attenzione alla scelta delle tubazioni.

acqua-filtrata

Sulle caraffe filtranti ne ho lette di cotte e di crude, quindi non possono essere la soluzione.

  • aumento di nitriti
  • proliferazione batterica
  • battericidi nei filtri
  • rilascio di ammonio
  • il DM443 dice che i filtri dovrebbero essere “AUTORIZZATI dal ministero della salute” quale caraffa filtrante è autorizzata?

E’ vero che per produrre una bottiglia in PET vengono impiegati nel ciclo di produzione 10 litri di acqua della rete? solo questo aspetto mi sembra disarmante.

E’ vero che un Laboratorio di analisi delle acque tralascia quella organolettica, in quanto l’acqua dopo tre giorni ormai è VECCHIA?

E’ vero che alle acque minerali si additiva qualcosa per allungarne il confezionamento con scadenze a 2/3 anni e allontanarne il punto di congelamento in fase di stoccaggio e trasporto?

Senza dubbio un tema vastissimo, dove i più esperti potrebbero fare luce sull’argomento, spesso sottovalutato.

Chiunque abbia informazioni sull’argomento le condivida con i lettori! grazie





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Risparmiare acqua facendo pìpì

 L’acqua è un bene da non sperperare, eppure siamo abituati a sciacquare il water con acqua potabile!

Progettare il risparmio è compito di ognuno, ma senza aspettare la nostra futura casa possiamo inventarci alcune soluzioni “risparmiose” subito:

ad esempio evitare di consumare 4.000 litri di acqua potabile all’anno a testa solo per fare pìpì..

sembra una provocazione, ma pensare ed escogitare qualcosa a volte non costa nulla.

       

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Pompa di calore = migliore progetto?

Le personali esperienze con impianti radianti, anche combinati con pompa di calore, geotermica o aria acqua, con impianto fotovoltaico da 6kW o più danno pareri discordi.

Il tema è attualissimo e complicato, complicato soprattutto nel confronto: ogni casa e perciò ogni progetto di impianti e ogni progettista sono diversi.

pompa-di-calore-e-radiante

Di seguito riporto l’intervento del termotecnico Marco De Pinto sul tema. Aiuta a fare grande chiarezza senza scendere in dettagli tecnici che qui non servono. buona lettura!

L’abbinamento pompa di calore / pannelli radianti è ottima. Ma è convinzione comune che siano gli impianti che risolvano sempre i problemi dei consumi, invece è la cosa più sbagliata.

Gli impianti migliorano la situazione quando la casa è un pessimo progetto, per assurdo! La pompa di calore ad esempio, la più comune aria acqua, consuma 1 kWh di energia elettrica (costo energia elettrica con contatore BTA dedicato per la P.C. 0,14 €/kWh circa – Attenzione, molti prevedono contatori normali e compresa IVA ca. 0,? €/kWh + scaglioni ) e ne preleva 2 (kWh) dall’aria esterna o dall’acqua o dalla terra…. (energia da fonte rinnovabile!!!).

Il coefficiente di prestazione COP è 3 ….non credete a COP maggiori. Quindi usare una pompa di calore è sicuramente vantaggioso rispetto ad una caldaia, ma il vantaggio è solo dovuto a costi diversi dell’ energia, per assurdo… una caldaia a pellets costerebbe ancor meno, fino a quando il pellets costerà poco. Quello che voglio dire è che tutti inseguiamo l’energia che costa meno, E’ SBAGLIATO come progetto!

  • Chi può prevedere l’ aumento dei prezzi delle varie energie nei prossimi 30anni?
  • Chi può sapere quali energie diventeranno più difficilmente accessibili e forse impagabili?
  • Chi può investire nella casa oggi e tra 10 anni permettersi di gettare gli impianti per “adeguarsi” ai nuovi cambiamenti?

La cosa su cui veramente vale lo sforzo di concentrarsi è che la propria casa consumi niente, se guidassimo auto da 1.000 km con 1 litro anche se la benzina aumentasse parecchio, …poco ci cambierebbe, giusto? Il costo resterebbe piccolo.

Il bello sapete cos’è? Chi compra una Porsche sa che la sua nuova auto correrà molto, consumerà molto e pagherà molto il carburante, mentre tutti comprano case che consumano molto, non sono belle come una Porsche, “non corrono” e non lo sanno nemmeno hehe…

Tutti noi dobbiamo comprare e progettare solo case PASSIVE , come chiede la UE, obbligatorie dal 2020.

casa-con-fotovoltaico

Ultimo argomento: la follia di mettere il fotovoltaico per coprire i consumi della Pompa di Calore PdC, è l’ultima sciocchezza commerciale, spendiamo altri soldi ancora per diminuire i consumi: benissimo, ma quanti soldi abbiamo speso per l’impianto completo, la sua progettazione, la sua gestione, la sua manutenzione e la sua complicazione…? Potevamo prendere una caldaia, consumare molto per i prossimi 30 anni e magari la spesa sarebbe stata uguale. Il segreto sta  sempre nello spendere poco per gli impianti.

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Capitemi bene, il fotovoltaico è una ottima tecnologia quando lavatrici, lavastoviglie, illuminazione e fabbisogno di riscaldamento e raffrescamento sono limitatissimi, al minimo indispensabile! Quando avete fatto tutto il possibile per progettare il risparmio, allora è il momento del fotovoltaico. Non prima! Mai prima!

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La possibilità di preriscaldare l’acqua calda con pannelli solari è possibile, ma non conveniente economicamente parlando.

Sono un vero fanatico del basso costo impiantistico, mi spiego meglio: prevedere un impianto solare significa un costo di circa 8.000 €uro; con la pompa di calore che ovviamente è ottima d’estate con coefficienti di prestazione COP=4 e anche più, il solare viene a cadere. L’impianto solare, sognato e pagato, non offrirà più il ritorno economico nei 10-12 anni previsti passando a oltre 20anni. E’ corretto proporli o installarli?

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Di recente sono andato a vedere una nuova villa finita per la quale mi è stata chiesta consulenza: Pompa di calore geotermica, impianto fotovoltaico, impianto solare termico, impianto di deumidificazione, riscaldamento radiante a pavimento. Mi è stato chiesto cosa si potesse ancora installare per rendere l’edificio più performante…

hehe… non c’e nulla da fare! ha già speso troppo! Si doveva investire nell’involucro e non negli impianti!

vale sempre il motto:  + involucro e – impianti