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Il comfort va progettato, e non delegato agli impianti

Parlava di comfort Luca Mercalli una sera? Strategie per il futuro… comfort

Tanti articoli ho dedicato a spiegare la coibentazione: il fine di tutto non è il risparmio in bolletta per riscaldamento e raffrescamento… è il comfort che ottengo! Un isolamento termico non vale l’altro: alcuni materiali ci proteggono dal freddo ma non dal caldo. E la loro posizione influisce enormemente sulle prestazioni di una stratigrafia.

Il comfort va progettato, e non delegato agli impianti: gli impianti devono solo fare quello che non si è riusciti a fare con l’involucro, ma solo quello!

Luca Mercalli definisce il comfort come una delle cose più importanti della modernità.

Pensiamo alle cose importanti! il comfort, l’acqua calda in casa. Occupiamoci di salvaguardare il nostro benessere e gettiamo il superfluo! Usiamo le nostre risorse economiche per garantirci da mangiare e per avere una casa confortevole! Facciamo un orticello e coibentiamo la casa!

Per precisione devo ammettere che ha parlato anche di pannelli solari per la produzione di acqua calda, ma io non comincerei da lì: prima di pensare alle fonti energetiche alternative (sole, vento ecc) riduciamo al massimo  il bisogno di energia.

Solo quando avrò compiuto ogni sforzo per il risparmio energetico, sarà il momento di chiedere aiuto al sole, al vento ecc. e non prima! Se posso ottenere energia gratis dal sole è una cosa bellissima, un dono della tecnologia attuale, ma è una cosa simile al farsi pagare la bolletta dalla nonna… Prima devo contenere i miei consumi, poi posso chiedere un aiuto finanziario a mia nonna!

Così per il fotovoltaico: capitemi bene, il fotovoltaico è una ottima tecnologia quando il nostro consumo elettrico è limitatissimo, al minimo indispensabile! Quando ho fatto tutto il possibile per progettare il risparmio, allora è il momento del fotovoltaico. Non prima! Mai prima!


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Esiste una soluzione alla condensa di primavera o estiva?

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Terminato il periodo di riscaldamento, la casa deve affrontare un nuovo problema prima del tormentone surriscaldamento.

A seconda della zona climatica di appartenenza, e a seconda dei capricci stagionali, tra la fine di marzo e la metà di aprile gli impianti di riscaldamento vanno spenti. Per tutti quelli che utilizzano una semplice caldaia a metano è il momento di girare la manopolina su estate lasciando che la caldaietta continui a lavorare solo se è richiesta acqua calda sanitaria ACS.

E cosa succede in casa? Continua a leggere

Riscaldare un seminterrato, comfort e temperatura operante

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Un lettore voleva confrontarsi con me su quale soluzione adottare per riscaldare un seminterrato (qui potete rileggere il suo commento). E’ stato fatto un isolamento interno ottenendo una nuova salubrità degli ambienti e una temperatura superficiale interna più alta e più uniforme. Una cosa è certa: la percezione del comfort è molto dipendente dalla qualità dell’involucro.

Dove posizionare adesso qualche corpo scaldante utile nel periodo invernale? Continua a leggere

VMC, le gioie e i dolori, l’efficienza e la pulizia

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Sono severo in fatto di silenzio, amo il mio iMac 27 che mi permette di lavorare in tutta “efficienza” e a tutta birra, ma sù, con tutta la tecnologia disponibile in casa Apple, si poteva certamente fare più attenzione al rumore del raffrescamento interno. Un bel giorno sono inciampato in una buona offerta di RAM aggiuntiva ed ho aperto lo sportellino inferiore: ragazzi che polvere!

Se l’involucro del mio computer è come l’involucro di una casa, lo sportellino della RAM equivale che so, al cassonetto degli avvolgibili… l’aria fresca per il raffrescamento deve pur venire da qualche parte… e porta con se sporcizia sospesa.

Quando tesso le lodi e i benefici degli impianti di ventilazione meccanica controllata, le VMC, sono sincero e resto al fianco del committente, ma è pur vero che un po’ di rumore lo fanno ed è pur vero che un po’ di sporco si accumula nelle condotte.

Ai corsi per progettisti di case passive ti ripetono fino alla noia che la canalizzazione migliore è quella più breve – solo che loro parlano di efficienza, mentre io penso allo sporco e al rumore!

Ai miracolosi interventi (a pagamento) di manutenzione e pulizia credo poco: già chi pulisce per sè fa veramente fatica ad arrivare al pulito, figuriamoci gli “interventisti” esterni da noi incaricati, in condotte che si estendono per metri e metri. Sappiamo tutti che aspetto hanno le aspirapolveri il mese dopo l’acquisto. Beh non esageriamo.. ma restiamo svegli! e critici!

Si dovrebbe anche ammettere che gli impianti VMC centralizzati sono sì super efficienti, ma proprio per questo rendono l’ambiente un po’ irreale, senza odori (o profumi), un po’ troppo asciutto, tanto che di darti una rinfrescata al viso non ne senti più la necessità.

In edifici non residenziali questi due difetti appena descritti NON sono difetti, sono pregi, ma a casa nostra un po’ di umanità ci vuole, e secondo me ci mancherà: un’atmosfera troppo perfetta non ci lascia nemmeno il ricordo del profumo di casa – di cosa avremo nostalgia quando saremo lontani? o vecchi?

Forse la VMC decentralizzata non è la Panda delle VMC! forse è una buona alternativa, certamente meno efficiente, ma se silenziosa, silenziosa! e disponibile ad una ottima pulizia (anche fai da te!).

Tubazioni? No grazie.

In cambio di un’atmosfera meno artificiale accettiamo un po’ di inefficienza – è pur sempre un buon cambio.

La cosa che mi dispiace di più nel caso del “ripiego impiantistico” (più macchine di ventilazione decentralizzate) è la impossibilità di ridistribuire il calore nei vari ambienti: mi spiego meglio:

  • se in cucina uso il forno 3 ore per fare due torte, quel po’ di energia in più del solito arriva al recuperatore di calore che distribuisce a tutto l’edificio quel guadagno
  • idem se accendo la stufa nel soggiorno
  • idem se in soggiorno nel pomeriggio entra un bel sole per due tre ore

ecco questo è un aspetto importante che stride con il buon funzionamento della VMC!

A qualcun’altro questo particolare può comunque sembrare interessante per il fatto che non desidera del tutto la omogeneità della temperatura interna: anzi è infastidito dal fatto che in camera da letto la temperatura sarà più o meno tale e quale a quella che aveva in soggiorno.


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Ma il Conto Termico non scade mai?

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Avete già letto qualcosa del Conto Termico? gli incentivi senza scadenza…

Il Conto Termico, al contrario dell’Ecobonus, non ha scadenza – ma perchè nello stesso paese ci devono essere due formule diverse per incentivare gli italiani ad andare verso l’efficienza energetica?

Siamo sicuri che il popolo abbia tempo e voglia di informarsi sempre di tutto e di tutti i cavilli e di tutte le scadenze per poter fare qualche passo con piena consapevolezza e sicurezza?

Sembra che ci sia qualcuno che legiferi per mettere disordine nella vita altrui, fino all’accidia, cioè all’avversione ad operare.

La vita è un lampo, e ognuno ha il suo bel da fare. Perchè non cominciare a snellire e semplificare? L’Italia è incapace? gli incapaci lascino spazio ai capaci.

Pensate che nel 2018, l’impegno di spesa per gli interventi realizzati dalle imprese e dai privati è stato pari a 146 milioni di €, e per gli interventi delle Pubbliche Amministrazioni 29 milioni di €. Per capirci bene erano disponibili 900 milioni di € all’anno (cioè 700 milioni per imprese e privati + 200 per le Pubbliche Amministrazioni).

E’ vistoso che rispetto alla disponibilità di milioni di euro, gli interventi siano stati solo una manciata! Allora? Sentite anche voi profumo di accidia

Certo che questa canzonetta dei bonus degli incentivi e dei rimborsi, tutti instabili, farragginosi, incerti, con mille scadenze e mille adempimenti cominciano a stufare.

Vedremo se nel corso del 2019 gli incentivi erogati saranno ancora inferiori a quelli disponibili, temo di sì. Ma chi ci governa sa quello che fa?

E se parliamo di Ecobonus, le cose vanno meglio, ma c’è già una riduzione degli investimenti rispetto al 2017.  profumino di accidia?


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VMC con deumidificatore integrato

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State già fiutando l’estate 2019? L’impianto radiante a pavimento, come quello a parete o a soffitto se usato anche in regime estivo in modalità raffrescamento richiede la deumidificazione (se abbassiamo la temperatura di un certo ambiente ne innalziamo il livello di umidità).

Proprio per questo, oggi, il mercato delle ventilazioni meccaniche controllate (VMC) propongono macchine che uniscono ventilazione e deumidificazione.

Siamo certi che sia energeticamente una buona scelta? e soprattutto, siamo certi di non incappare in problematiche impreviste come muffa e legionella ?

Facciamo un passo indietro – cosa sono i monoblocchi ventilazione / deumidificazione?
Sono unità di trattamento aria, che permettono il ricambio dell’aria dell’abitazione recuperando l’energia termica prima dell’espulsione. Sono composti da due ventilatori EC a bassissimo assorbimento (ottima efficienza elettrica – e di cosa significhi avere un’ottima efficienza elettrica parleremo in un prossimo articolo) ed un sistema di serrande motorizzate che consentono di passare dalla modalità ricircolo alla modalità ricambio aria dei locali.
Il ricircolo funziona quando si attiva la deumidificazione (altrimenti il deumidificatore per mancanza di flusso si bloccherebbe). Un gruppo frigorifero all’interno del monoblocco provvede ad abbassare l’umidità dei locali mantenendo stabile la temperatura dell’aria, oppure è in grado di raffreddare l’aria aumentando così l’efficacia dell’impianto di climatizzazione.

Le tubazioni di mandata saranno correttamente coibentate: questo aspetto, se dimenticato, crea poi nel tempo condense indesiderate nelle tubazioni.

Riassumendo, le caratteristiche delle apparecchiature monoblocco VMC / deumidificazione sono:

  • estrazione con recupero di calore sensibile dell’aria dei bagni, della cucina
  • deumidificazione dell’aria esterna ed interna in modalità neutra o con l’apporto di calore sensibile di raffrescamento sfruttando l’acqua refrigerata dell’impianto del sistema radiante
  • integrazione di calore estivo oppure invernale sfruttando la batteria idronica di pre-trattamento e l’acqua dell’impianto.

Proviamo a comprendere i seguenti aspetti :

la VMC monoblocco con deumidificatore presenta due ventilatori e delle serrande che si muovono per ricircolare l’aria ambiente – nel periodo estivo, in fase di deumidifcazione, i ventilatori aumenteranno l’assorbimento elettrico per dare voce in capitolo alla prevalenza (la portata dei ventilatori) ma in questa condizione non garantiscono la quantità di aria di rinnovo ed espulsione. Non riescono però a garantire la quantità di aria esterna bilanciata con quella di espulsione (per mantenere una buona qualità dell’aria in-door) perché stanno pensando alla deumidificazione.

Succede che la macchina preleva più aria esterna di quanto sia necessario aumentando inevitabilmente i consumi energetici (un recuperatore di calore mantiene la propria efficienza quanto più i due flussi sono bassi e eguali).
Inoltre la deumidificare con l’aria primaria richiede più distribuzione quindi più tubazioni, più bocchette, e di conseguenza l’impianto non potrà mai essere correttamente bilanciato: i flussi d’aria si modificheranno nel tempo in maniera doppia e tripla di quanto necessario al rinnovo.

Spesso manca anche la possibilità di tarare la portata dei ventilatori presa aria esterna ed espulsione. Questo rende ancora più difficile bilanciare le singole bocchette.

Per la mia esperienza di progettazione di impianti devo ammettere che la soluzione migliore di tutte è spendere qualche soldino in più e prevedere sistemi assolutamente distinti: una VMC e una deumidificazione indipendenti tra loro.

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Installazione di una VMC molto intelligente

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Livelli di umidità interna sempre troppo alti, un passato di muffe negli angoli e in altre zone fredde, ambiente interno sempre interessato da odore di umido e freddo; un cliente dello studio, ma come ce ne sono tanti altri, basta leggere i commenti sotto gli articoli, mi incarica di aiutarlo a risolvere definitivamente il problema: vuole una casa asciutta e non più a rischio muffa.

Il budget per l’intervento è inesistente (già è stato speso molto l’anno scorso per ritinteggiare tutti gli interni inseguendo l’idea di bonificare tutte le stanze dalle muffe che continuavano a ripresentarsi), quindi

si deve fare solo il necessario.

Ma qual’è questo necessario se non affrontare il toro per le corna? Il ricambio d’aria insufficiente e le zone fredde che sono i ponti termici strutturali e geometrici dell’edificio continueranno a presentare il conto: la condensa superficiale interna.

Non c’è il capitale necessario per un intervento di isolamento interno e per ripetere un’altra volta i lavori di finitura interna?

Si deve almeno pensare al ricambio d’aria,

e senza un impianto VMC con recupero di calore sarà veramente difficile dare una svolta al problema delle muffe. Se non si pensa alla salute degli adulti, si pensi almeno a quella dei più piccoli che stanno crescendo il loro apparato respiratorio. No, non vendo macchine per ventilazione controllata, ma le devo consigliare: sono la soluzione.

E’ chiaro che una VMC può risolvere il problema del ricambio d’aria, dell’umidità interna elevata e del rischio muffa. Ma cosa rispondere al committente che è tanto convinto della decisione quanto spaventato dai lavori in casa.

Inutile minimizzare: avere gente per casa che ti vuole demolire la casa e far polvere e calcinacci e chi sa che altri danni… spaventa! Ma le forometrie sono necessarie: la VMC deve comunicare con l’esterno e l’installazione prevede come minimo un’apertura nel muro perimetrale per la macchina + altri eventuali fori interni che sono indispensabili per far comunicar la VMC con ambienti più lontani.

Tutto sarebbe stato più semplice al tempo del cantiere o prima di abitarci, lo so.

Guardate cosa sono riuscito a combinare in casa mia qualche anno fa, per riuscire con 1 sola VMC ad offrire un po’ di ricambio aria a 2 stanze e a 1 bagno cieco:

ho dovuto aprire una finestrina nel muro perimetrale e poi far passare i corrugati da 75mm di diametro dove serviva. Nulla di impossibile, ma lavorare in una casa finita non offre la stessa libertà che offre un cantiere.

Nei mesi scorsi ho parlato di VMC intelligente, e molti lettori vorranno buttare un’occhiata ai lavori durante la giornata d’installazione di una VMC bluMartin. Buona visione!

cominciamo con qualche misura da conoscere:

proteggere da danni e polvere il contenuto degli ambienti prima di iniziare a riportare sul muro le forometrie da realizzare è fondamentale:

demolire con precisione e cautela non significa perdere tempo, ma eseguire un ottimo lavoro:

prevedere le brevi canalizzazioni verso altri ambienti fa parte del progetto:

dalla demolizione interna, per evitare danni, non si può passare fino alla facciata esterna:

meglio proteggere gli occhi in alcune fasi:

chi lavora bene e con cura non è malvisto dagli altri condomini:

il lavoro preparatorio comincia a prendere forma e dare un senso, la sede della VMC va al suo posto:

per sfruttare una macchina VMC servendo altri locali si devono prevedere dei carotaggi attraverso alcuni divisori interni:

notare la tipologia di costruzione dell’edificio che prevedeva un sottile isolamento termico tra blocco di tamponamento esterno e rifodera in laterizio forato interna (naturalmente questa soluzione costruttiva porta con sè il problema della ripetuta interruzione dell’isolante ogni volta che si arriva ad un elemento strutturale, qui si vede il solaio interpiano):

come sapete, il ricambio d’aria degli altri locali necessita o di canali di ripresa o del modulo di trasferimento aria freeAir plus:

e finalmente arriva il momento di installare la bluMartin freeAir 100:

anche all’esterno è il momento di concludere e mettere via la scala:

per agevolare il passaggio di aria tra gli ambienti anche con porte chiuse è bene prevedere qualche millimetro libero a pavimento con il vecchio trucco della rondella, se possibile:

da così:

a così: il canale di ripresa del bagno può essere inscatolato ad evidenziare un elemento architettonico strutturale finto:

il modulo di trasferimento aria freeAir plus non disturba:

come concludere? il lavoro va fatto, e le soddisfazioni poi si raccolgono da sole!


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Rottamazione stufe 2019

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La Giunta regionale del Veneto, per il miglioramento della qualità dell’aria nel Bacino Padano, ha approvato il 12 febbraio 2019 un bando rivolto ai privati cittadini per la sostituzione di generatori di calore domestici, alimentati a legna o pellet con apparecchi a basse emissioni ed alta efficienza (cioè almeno 4 stelle) ed impiego di combustibile specificato nel bando allegato alla deliberazione:

  • contributi fino a 1.600 € per la Misura A, ovvero per la sostituzione del preesistente generatore a biomassa con l’acquisto di stufe, termostufe, inserti, cucine e termocucine a pellet (UNI EN 14785), stufe e termostufe a legna (UNI EN 13240), cucine e termo cucine a legna (UNI EN 12815), inserti a legna (UNI EN 13229), stufe ad accumulo alimentate a biomassa legnosa (UNI EN 15250).
  • contributi fino a 5.000 € (Misura B) per la rottamazione del vecchio generatore e l’acquisto di caldaie, di potenza al focolare inferiore o uguale a 35 kW (UNI EN 303-5:2012).

La scadenza per la trasmissione delle istanze di contributo è il 30.04.2019.

Sapete cos’è un’istanza? in due parole, è una richiesta fatta pervenire a una pubblica autorità, allo scopo di provocarne l’intervento o l’interessamento nei limiti e nei modi prescritti dalla legge.

Se vuoi leggerti le 11 pagine dell’ ALLEGATO A del BANDO PER LA CONCESSIONE DI CONTRIBUTI FINALIZZATI ALLA ROTTAMAZIONE ED ACQUISTO DI IMPIANTI TERMICI DOMESTICI ALIMENTATI A BIOMASSA LEGNOSA: leggi qui.

Se vuoi leggerti le 25 pagine dell’ ALLEGATO B: leggi qui.

Sembra la concorrenza veneta al Conto Termicoincomprensibile.


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Fare il pieno di ioni negativi senza rinunciare alla VMC

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Li respiriamo ogni giorno, cosa sono?

sono gli ioni.

L’aria contiene ioni positivi e negativi (gruppi di atomi elettrificati che fan bene alla salute).

La ionizzazione dell’aria succede grazie ai fulmini, durante i temporali, ma anche grazie ai raggi ultravioletti e ai raggi cosmici. Quanto è lunga la vita degli ioni presenti nei gas che formano l’aria che respiriamo? Pochi istanti 🙁

Dalla ionizzazione dell’ossigeno derivano quasi tutti gli ioni negativi e dopo un bel temporale ve ne sono in abbondanza, anche 2 miliardi in 1 metro cubo d’aria:

  • se in città ce ne sono solo 50 milioni, in campagna ce ne sono già 750 milioni e in montagna ce ne sono il doppio. Quando siamo chiusi in macchina ce ne sono solo 10 milioni.

Sono gli ioni negativi quelli più importanti per la nostra salute – purtroppo in casa si formano molti ioni positivi per effetto dei termosifoni accesi, dell’aria condizionata accesa, dello schermo acceso, degli apparecchi elettronici accesi, delle superfici plastiche e degli abiti sintetici.

Troppi ioni positivi spingono il nostro organismo a produrre serotonina (un neuro-ormone), invece gli ioni negativi aumentano l’emoglobina e i fenomeni di ossidazione, stimolano le nostre facoltà psichiche influendo sulle cellule celebrali.

Troppi ioni negativi migliorano invece la salute: curano l’insonnia, i dolori muscolari, la depressione, la micro circolazione, l’asma, la tosse e aumentano le difese immunitarie, la diuresi renale.

Ora, non possiamo correre tutti in montagna: se qualcuno volesse acquistare uno ionizzatore deve preferirne uno che non produca ozono e non produca campi magnetici (la schermatura è importante!). Ho letto che uno ionizzatore di potenza media produce 100 volte gli ioni di un temporale e li distribuisce anche a 2 metri dall’antenna (se avvicinate una mano sentirete un movimento d’aria).

Ma questi fantastici ioni negativi che ci fanno tanto bene e che la natura ci mette a disposizione possono attraversare i canali di un impianto di ventilazione meccanica VMC?

L’associazione svizzera per la costruzione bio-ecologica conferma che la ventilazione meccanica controllata, VMC abbassa la ionizzazione dell’aria in casa.

Gli ioni forse restano attaccati alle tubazioni perchè sono superfici plastiche o alle parti metalliche come su tutti gli apparecchi elettrici. Forse non fanno in tempo ad attraversare le canalizzazioni perchè troppo lunghe rispetto alla loro breve vita. Dalle finestre invece gli ioni entrano in casa in un baleno…

Ecco, l’importanza degli ioni negativi dell’aria aperta è un nuovo punto a favore di una VMC decentralizzata che di tubazione ne prevede solo qualche centimetro e la sua installazione è proprio nello spessore della parete!

  1. VMC
  2. canale di entrata aria esterna ionizzata + canale di espulsione aria interna viziata
  3. maschera esterna di protezione


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Gli impianti di casa mia danno i numeri

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Nel precedente articolo “Gli edifici di nuova costruzione dovrebbero garantire i numeri che promettono” ponevo delle domande: il nuovo proprietario di casa sa gestire una casa ad alta efficienza? ne ha il controllo? le sue abitudini portano un miglioramento o un peggioramento energetico? è informato sull’aspetto edificio / impianto? e sul livello di efficienza del proprio impianto?

Monitorare i propri consumi è la chiave di tutto.

Vi riporto un po’ di dati, riferiti ad una casa modello:

  • Casa/Appartamento: superficie utile 100 mq
  • Localit : Mantova
  • Tenuta all’aria: n.50 < 0.6
  • Edificio basso consumo 30 kWh/mqa (Fabbisogno termico invernale)
  • Edificio basso consumo 30 kWh/mqa (Fabbisogno termico estivo)
  • Acqua calda sanitaria ACS: 25 kWh/mqa
  • Perdite impianto riscaldamento + raffrescamento + ACS : 15 kWh/mqa
  • Fotovoltaico: Potenza installata 3.0 kW – Produzione annua 3000 kWh/anno
  • Illuminazione: Led e apparecchiature domestiche in classe A+ o superiori.
  • Impianto: Pompa di calore PdC aria-acqua 4 kW con temperatura esterna di progetto -2 °C
  • Consumo acqua fredda per produrre acqua calda : 55 mc/anno

Considerando una efficienza stagionale media annua per riscaldamento + raffrescamento + produzione acqua calda sanitaria pari a 2.5 (COP) andiamo a definire i consumi annuali presunti (di calcolo):

  • INVERNO : 30 kWh/mqa / 2.5 = 1.200 Kwh/anno di energia elettrica
  • ESTATE : 30 kWh/mqa / 2.5 = 1.200 Kwh/anno di energia elettrica
  • ACQUA CALDA : 25 kWh/mqa / 2.5 = 1.000 Kwh/anno di energia elettrica (se vi sembran troppi, passate all’acqua calda a costo zero!)
  • PERDITE IMPIANTO ANNUALE : 15 kWh/mqa / 2.5 = 600 Kwh/anno di energia elettrica
  • Consumo medio annuo di energia elettrica per illuminazione, lavatrici, lavastoviglie, phon etc.: 2.500 Kwh/anno di energia elettrica (lavatrice 220 kWh/anno + lavastoviglie 250 kwh/a + televisore 100 kwh/a + frigorifero 180 kwh/anno + asciugatrici 500 kWh/a)

Notate questi 2 aspetti importantissimi:

  1. il consumo elettrico complessivo annuale per impianti è 4000 kWh/anno
  2. il consumo elettrico complessivo annuale per l’utilizzo elettrico è 2500 kWh/anno

Cosa intendo dire? che i consumi elettrici diventano importantissimi e fondamentali nella gestione energetica, e quindi economica, di un’abitazione ad alta efficienza (incidono moltissimo).

Riassumendo:

  • Consumo elettrico complessivo: 6500 kWh/anno
  • Importo annuale: 1600 €/anno (applicando un costo energia pari a 0.24 €/kWh)

L’impianto fotovoltaico produce sì 3000 kWh/anno nella nostra simulazione, ma riusciamo ad utilizzarla direttamente per un 20% circa (600 kWh/anno) il resto viene scaricato in rete: la nostra elettricità in eccesso finisce sempre immessa nella rete pubblica e poi andremo a riacquistarla ad un prezzo più elevato nel momento che ci serve ;( – forse è venuto il momento di pensare seriamente all’auto elettrica e aumentare quel 20% di autoconsumo.

Non ho previsto nessuna batteria di accumulo perchè ancora oggi i costi troppo elevati non garantiscono vantaggi economici al cliente finale: batterie da 10 kW costano mediamente 8000€. Restano valide per il sogno di autoarchia.

Riassumendo ancora una volta:

  • Consumo elettrico complessivo: 5900 kWh/anno
  • Importo annuale: 1400 €/anno (applicando un costo energia pari a 0.24 €/kWh)

Ma adesso andiamo dritti al punto! fin qui abbiamo parlato di consumi annuali presunti (di calcolo)… per monitorare e verificare che i calcoli dei tecnici o meglio le aspettative possano essere verificate, cosa ci serve?

Beh, per fare le cose seriamente ci serviranno:

  1. un contatore acqua fredda prima dell’ingresso nel bollitore acqua calda
  2. un contatore elettrico per la pompa di calore
  3. un contatore elettrico per la VMC
  4. un Datalogger CO2, umidità e temperatura ambiente
  5. un Datalogger CO2, umidità e temperatura esterno

Ovviamente è possibile visualizzare in tempo reale anche via web tutti i relativi dati energetici su base giornaliera, mensile e annuale mediante una visualizzazione grafica o tabellare, ma si può procedere in maniera meno onerosa riportando a mano i consumi su foglio excel.
Non costa proprio tantissimo un sistema base di monitoraggio, circa 600€, e avrete finalmente il controllo del vostro impianto nel tempo.
Per monitorare ancora meglio l’impianto vi è necessità di prevedere un contabilizzatore di energia verso l’impianto di riscaldamento e verso la produzione di acqua calda sanitaria.

Consiglio sempre per il primo anno o due di dare il monitoraggio in mano al vostro centro assistenza di fiducia o al vostro tecnico (purchè ne abbiano le competenze, non banali).

Ovviamente prima di questo momento ci deve essere stato il collaudo del vostro impianto di riscaldamento e raffrescamento, nonché la taratura del sistema impiantistico e della VMC. Monitorare servirà ad agire per migliorare l’efficienza e quindi ridurre i consumi e anche per mantenere gli impianti in efficienza.

Siamo tutti innamorati dell’idea di ricevere dal sole l’energia di cui abbiamo bisogno, ed è corretto! ma consiglio sempre di non implementare il vostro edificio con troppa impiantistica rinnovabile, per le vostre tasche naturalmente! e davanti ad una scelta ricordate sempre di chiedere un calcolo del ritorno economico firmato e timbrato dal progettista degli impianti.

Non vi potrà mai essere efficienza senza monitoraggio e controllo.

autore: Marco De Pinto
revisione: Federico Sampaoli


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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