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Impianto fotovoltaico e sistemi di accumulo

Sapere che gli impianti fotovoltaici producono energia elettrica prendendo il sole è una sensazione di futuro pulito e di intelligenza umana – dunque l’uomo non sa solo fare la guerra o andare in osteria.

Ma può essere l’impianto fotovoltaico così come lo conosciamo oggi il pilastro delle energie rinnovabili? Può essere che a furia di installare pannelli sui tetti ci libereremo dalla dipendenza dal fossile e dal nucleare?

Non credo proprio – si sa che la notte è buia.

È chiaro che fino a che tutti gli impianti fotovoltaici non saranno dotati di sistemi di accumulo…

non andremo lontano.

Sarà lo stoccaggio dell’energia a portare il grande cambiamento. Sono i sistemi di accumulo ad avere un ruolo decisivo per il nuovo mondo che ci aspetta!

Ma se siamo convinti di questo, perchè la Strategia Energetica Nazionale investe nelle vecchie agevolazioni?

  • dobbiamo correre a introdurre tariffe differenziate! in modo da premiare il contributo del solare disponibile nelle ore serali.
  • chi accumula va premiato.
  • chi abbina fotovoltaico ad un sistema di accumulo va incentivato.

E questa è solo logica: quale idraulico installerebbe un solare termico senza accumulo (senza poter accumulare l’acqua calda prodotta dal sole)?

I sistemi incentivanti del Conto Energia non sono la chiave del futuro: la tariffa premio per l’autoconsumo dell’energia prodotta e la remunerazione dell’energia prodotta in eccesso immessa nella rete (acquistata dalla rete) spingeranno sempre qualcuno ad installare un impianto fotovoltaico in vista di benefici economici più o meno soddisfacenti, ma non sono una risposta al desiderio di un paese indipendente dal fossile e dal nucleare.

a proposito di fotovoltaico

            

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Usare elettricità per produrre calore a basse temperature è stupido

La normativa sulla quota minima di fonti rinnovabili negli edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti ci costringe ad installare qualche pannello sul tetto per forza.

In effetti il solare è semplice e geniale per la produzione di ACS, acqua calda sanitaria, e può contribuire alla gestione dell’impianto radiante a bassa temperatura.

L’invasione delle pompe di calore PdC e dei piani a induzione per cucinare sta portandoci invece verso la completa elettrificazione dei consumi:

è un bene o un male? è energia pulita o sporca?

Ricordiamoci che il consumo di energia per riscaldamento è doppio rispetto a quello dei consumi elettrici e dei trasporti, quindi, un’ improvvisa elettrificazione di tutti i consumi (riscaldamento + raffrescamento + trasporti) non può essere sopportata dalle energie rinnovabili: si ricadrebbe sulle fonti fossili e sul nucleare (elettrificare tutto non vuol dire automaticamente energia pulita)!

La combinazione efficiente di riscaldamento, raffrescamento, trasporti ed elettricità potrebbe invece permetterebbe alle future reti energetiche intelligenti di funzionare con le sole fonti rinnovabili: insomma, le rinnovabili termiche (il solare termico) che hanno dimostrato purtroppo una scarsa capacità di riduzione dei costi energetici sono fondamentali per

  • evitare la completa elettrificazione dei consumi
  • portare un migliore equilibrio della fame energetica.

Tutto elettrico non si può!

Usare elettricità per produrre calore a basse temperature è stupido: è uno spreco di risorse che andrebbero impiegate diversamente.

 

in casa tua come viene usata l'elettricità?

            

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Spostare l’economia dell’investimento dagli impianti all’involucro

E’ spesso la lacuna di un progetto di costruzione: lasciare agli impianti l’onere di risolvere i problemi di un edificio.

Principalmente sono problemi di dispersioni elevate invernali e veloce surriscaldamento estivo. Questo approccio è anche quello solito del costruttore: quando ha quasi terminato il suo lavoro sa che arriverà il medico curante, l’impiantista.

Non tutti i costruttori sono uguali

Leggiamo 3 concetti scritti dal costruttore Mirko Taglietti, CEO di AKTIVHAUS-Gruppo Nexlogic:

Isolamento a cappotto esterno oppure no?

al bivio in cui ci si trova è richiesta una risposta ad un quesito fondamentale:

  • risparmiare soldi sui consumi significa creare benessere abitativo?

La risposta e’ quasi sempre no:

  • avere impianti performanti ed involucri che disperdono ingenti quantità di energia e’ un meccanismo contro natura, e la natura ci insegna che uno dei suoi principi fondamentali e’ la conservazione dell’energia, una legge, che governa i fenomeni naturali sinora noti. In brevi parole, meglio investire sull’involucro  (cappotto, serramenti, etc) che manterrà le sue proprietà almeno per 50-100 anni, anzichè negli impianti che tra meno di 20 anni saranno obsoleti o inservibili. Le leggi europee e talune nel mondo vanno tutte verso questa tipologia costruttiva (passivhaus, aktivhaus, Nzeb,etc) esprimendo la banale idea che l’unico kilowattora importante e’ quello che non si consuma.

benessere abitativo = benessere e salute per l’essere umano che ci abita

Il benessere abitativo e’ semplicemente impagabile e deriva fondamentalmente dall’avere un involucro ben isolato che “conservi” l’energia spesa per riscaldarlo e raffrescarlo, con sistemi a bassissima potenza (di fatto spostando l’economia dell’investimento dagli impianti all’involucro). Se possibile, consiglio di fare sempre 2 business plan a lungo termine! così da confrontare le 2 scelte considerando che in solo uno di questi dovrà inserire la voce “salute” inesprimibile in termini economici.

 
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per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

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