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Demolizione e riscotruzione, platea calda o fondazione tradizionale?

La demolizione in favore di una ricostruzione è l’occasione per rivedere ogni aspetto progettuale. Non sono sempre e comunque favorevole alla demolizione, ma di fronte a murature in mattone pieno bagnate e fondazioni inesistenti, inutile sforzarsi troppo e affrontare un cantiere con grosse incognite di spesa e interventi forse risolutivi e forse no.

Ricostruiamo, con 2383 Gradi Giorno siamo in zona climatica E:

demolizione-riscotruzione-platea-calda-fondazione-isolamento-terreno-tradizionale-02

essendo in vigore il DM 26.6.2015 già dal 1° ottobre scorso dobbiamo per forza riferirci ai nuovi limiti di trasmittanza previsti quando ragioniamo sul solaio verso terra.

demolizione-riscotruzione-platea-calda-fondazione-isolamento-terreno-tradizionale-01

Per contenere le dispersioni verso il basso dobbiamo garantire una trasmittanza U inferiore a 0,30 W/mqK

Naturalmente sarebbe possibile partire con la fondazione, e solo successivamente posare lo strato di coibentazione idoneo. In progetto era infatti la realizzazione di un getto armato su igloo.

Ma perchè non cambiare radicalmente strategia e progettare una platea di fondazione poggiante sull’isolante? Ottenere una platea calda quali aspetti positivi porta all’edificio in riscostruzione? Molteplici, ma ne voglio evidenziare alcuni:

  • solaio verso terra già isolato termicamente (una massa enorme di circa 800 kg /mq a temperatura quasi ambiente)
  • solaio verso terra distaccato dal terreno che allontana il rischio di umidità di risalita
  • piede della muratura caldo con conseguente ponte termico già attenuato
  • passaggi impiantistici affogati nello spessore alleggerito con temperature molto stabili
  • poco sbancamento del terreno

I nuovi limiti di trasmittanza impongono a questa scelta costruttiva enormi spessori di coibentazione? Di fatto no. Sono sempre favorevole a forti spessori di isolamento termico – non vedo intelligenza nel rispettare unicamente i limiti imposti dal legislatore – meglio far meglio. Ma torniamo al punto: il solaio verso terra avrà in sostanza due (si potrebbe dire 3) strati dedicati alla coibentazione:

  1. il pannello isolante sottofondazione che verrà sistemato sopra al magrone armato sopra lo stabilizzato di base
  2. il getto in calcestruzzo cellulare leggero o sottofondo alleggerito termoisolante premiscelato che equivale allo spessore necessario agli impianti e alle loro pendenze
  3. l’eventuale spessore dedicato all’anticalpestio che permette al massetto di finitura di essere galleggiante, quindi desolarizzato.

Se tutti gli altri strati sono molto conducenti e dispersivi, questi 3 strati sono quelli che permettono alla stratigrafia di fondazione di rispettare i limiti di trasmittanza termica.

Vediamoli tutti insieme in stratigrafia:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 Piastrella 0,010 1,300 840 2300
2 collante x piastrella 0,003 0,510   1111 1700
3 massetto 0,050 1,600 1000 2300
4 anticalpestio 0,010 0,037 1400 30
5 alleggerito 0,100 0,098 1000 400
6 cls armato 0,250 2,500 880 2400
7 foglio in PE polietilene 0,002 0,040   1400 92
8 isolante 0,080 0,035 1450 35
9 magrone armato
10 stabilizzato di base

Guardando lo strato n.8, il primo strato isolante che incontriamo partendo dall’esterno, sembra che già 8cm siano sufficienti a mettere in regola il pacchetto verso terra: si tratta di un pannello battentato sui 4 lati in schiuma in polistirene espanso estruso XPS esente da HCFC, HFA e HFC che offre resistenza alla compressione a lungo termine > 250 kPa.

demolizione-riscotruzione-platea-calda-fondazione-isolamento-terreno-tradizionale-03

L’intera stratigrafia, inserendo i valori di lambda Dichiarato, garantisce dispersioni termiche verso il basso pari a soli 0,254 W/mqK

Trasmittanza   U [W/m2K] 0,254

Tutti sanno che il terreno offre una enorme inerzia e avere il terreno come strato più esterno è una garanzia maggiore contro gli sbalzi termici e le rigide temperature invernali di alcune settimane dell’anno. Possiamo dire che la platea di fondazione gode di un clima ben più favorevole rispetto alla copertura o alle pareti esterne – la platea è più protetta.

Il flusso termico è naturalmente discendente e posso applicare il “fattore correzione terreno” pari a 0,45: dunque il valore di trasmittanza U * 0,45.

Nel calcolo inserirò come Resistenza termica esterna il valore zero:

Resistenza termica sup esterna Rse     [m2K/W] 0,00

 Avrei affrontato un costo minore se avessi posato gli igloo e avessi previsto una fondazione di forma diversa? Avrei un edificio con prestazioni termiche migliorate? Non credo proprio.

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Eliminazione del ponte termico del balcone in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN)

Eliminazione del ponte termico del balcone in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard PassivhausStruttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm.

I balconi (a nord e a sud) sulla facciata sud schermano gli spazi interni dal surriscaldamento nel periodo estivo e sono realizzati con pannelli X-Lam

struttura x-lam balcone ponte termico-05 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -09

I pannelli X-Lam orizzontali sono collegati alle pareti in X-Lam interne con angolari metallici nei quali è stato interposto uno strato di isolante in Eps che garantisce l’eliminazione del ponte termico e la continuità del cappotto esterno. Le pareti in X-Lam  escono in altezza a sbalzo dalle pareti interne.

struttura x-lam balcone ponte termico-01 struttura x-lam balcone ponte termico-03

Le finiture: massetto alleggerito + massetto cementizio in pendenza + guaina cementizia monocomponente impermeabilizzante + piastrelle.

struttura x-lam balcone ponte termico-02 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -10

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I ponti termici decidono gli impianti?

E’ comune convinzione che il ponte termico in sè sia certamente un problema da non sottovalutare per il fatto che potrebbe creare condense superficiali e magari zone a rischio muffa, ma in definitiva un aspetto importante solo per chi sta puntando alla casa passiva o ad una classe energetica molto elevata, insomma l’analisi dei ponti termici è roba da Classe A. Come dire… sono cose per la Formula 1 e non per la mia auto che arriva a 160km/h.

Il ponte termico è enormemente sottovalutato e nelle ristrutturazioni è appena appena argomento di progettazione.

incidenza dispersioni  ponti termici

Prendiamo ora in considerazione un appartamento oggetto di ristrutturazione ed efficientamento energetico. Facciamo il calcolo del carico termico e del fabbisogno energetico dell’abitazione: consideriamo le seguenti trasmittanze delle strutture:

  • MURO PERIMETRALE ESTERNO: 0,40 W/m2K
  • MURO verso ALTRA PROPRIETA’: 0,40 W/m2K
  • PORTONCINO D’INGRESSO: 1,80 W/m2K
  • PAVIMENTO verso abitazione riscaldata: 0,80 W/m2K
  • SOFFITTO verso LASTRICO SOLARE: 0,18 W/m2K

Le Dispersioni termiche valgono 3.100 Watt, quelle per ventilazione 600 Watt (considerando una VMC): Dispersione totale 3700 Watt.

Ma qual’è l’incidenza delle dispersioni riferita ad ogni componente? :

  • MURO PERIMETRALE ESTERNO: 33,5%
  • MURO verso ALTRA PROPRIETA’: 0,6%
  • PORTONCINO D’INGRESSO: 0,3%
  • PAVIMENTO verso abitazione riscaldata: 4,7%
  • SOFFITTO verso LASTRICO SOLARE: 13,5%

E l’incidenza delle dispersioni riferita ai ponti termici? :

  • PONTE TERMICO perimetro Solaio LASTRICO SOLARE 13,8 % (426 Watt)
  • PONTE TERMICO perimentro pavimento 5,9 % (181 Watt)
  • PONTE TERMICO Serramenti 7,3 % (225 Watt)

Totale incidenza dei ponti termici: 27 % (832 Watt)

Possiamo notare che i ponti termici incidono molto, rappresentano 1/4 sul complessivo.

Non è per fare i pignoli, ma nel momento della decisione dei nuovi impianti, il termotecnico deve assolutamente tenere conto delle dispersioni dovute all’incidenza dei ponti termici: perciò non è tempo perso progettare la correzione di questi punti sensibili e valutare bene la posizione e la cura d’installazione dei nuovi serramenti.

Avete mai indagato nella vostra abitazione quali sono i punti più freddi? Non vi servirà una costosa termocamera come questa:

è sufficiente anche un termometro digitale a infrarossi come questi:

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marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer

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Valutazione dei ponti termici

 Nella Nuova UNI TS 11300 – 1, i ponti termici si valutano solamente attraverso i coefficienti lineici. Addio utilizzo della maggiorazione percentuale semplificata e addio utilizzo dell’abaco della norma UNI EN 14683.

ponti termici si valutano solamente attraverso i coefficienti lineici

Le valutazione del coefficiente lineico dev’ essere fatta con calcolo agli elementi finiti o con atlanti dei ponti termici realizzati in accordo con la UNI EN ISO 14683. Si può utilizzare metodi di calcolo manuale per edifici esistenti.

Qui potete scaricare la versione DEMO del software Anit.

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Fondazioni e marciapiede con taglio termico

Ancora oggi vedo che quasi la totalità dei progetti non considera con la dovuta importanza la progettazione della fondazione. Sembra quasi che sia un aspetto unicamente interessato dalla statica.

fondazioni taglio termico-01

Evitare di risolvere il ponte termico della fondazione equivale a partire con il piede sbagliato e per molti aspetti l’errore resta incorreggibile. Si potrebbe correggere qualsiasi errore di progettazione della fondazione con successivi spessori di materiale coibente, ma spesso (quasi sempre) ci si deve rinunciare per colpa delle quote da rispettare e altri vincoli imprescindibili.

fondazioni taglio termico-01

Progettato in tempo, il taglio termico del getto in cls è efficacissimo. Si utilizza un elemento isolante portante che separa termicamente gli elementi costruttivi a sbalzo:

taglio termico cls

Forse un costo in più, un costo imprevisto, ma di certo non l’unica soluzione di cantiere! Chi ha detto che un marciapiede deve essere attaccato alla fondazione o alla struttura?

Desolarizziamo e miglioriamo!

Inutile tirarla per le lunghe: nei disegni esecutivi si deve già risolvere ogni congiunzione tra parti fredde e parti calde interne. Il nodo fondazione marciapiede, tipico ponte termico sottovalutato, vale moltissimi metri lineari di forte dispersione termica. Perchè non progettare la soluzione già prima della fase di cantiere?

fondazioni taglio termico-01

Se siete preoccupati del ponte termico del balcone, a maggior ragione ci si deve preoccupare del marciapiede!

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I ponti termici strutturali devono essere attenuati

Calcolare i ponti termici non è facile, e costa tempo progettuale. Perchè non attenuarli durante la progettazione?  La posizione dei pilastri è importantissima per poter attenuare adeguatamente il ponte termico. Gli aggetti, le terrazze e le scale esterne addossate sono sempre dimenticate in fase di progettazione, perchè non prevedere un taglio termico?

Lasciamo perdere camere d’aria o giunti di malta, parliamo adesso solo di presenza di eterogeneità di struttura, ad esempio i pilastri in calcestruzzo.

ponti-termici-comuni

Il pilastro che intermezza una parete provoca una perturbazione del flusso termico (le isoterme relative al campo di temperatura non sono più parallele alle superfici) e perciò provoca disomogeneità delle temperature superficiali interne. E’ un ponte termico di struttura:

ponti-termici-comuni copia

Tendiamo sempre a sottovalutare, ma anche le pareti che si incontrano in un angolo causano l’incremento del flusso termico internamente: si tratta di un ponte termico geometrico:

ponti-termici-comuni

Nelle case molto disperdenti costruite negli anni passati i ponti termici non avevano gran peso, ma in case ben coibentate i ponti termici diventano importanti: solo loro possono aumentare la dispersione termica fino al 40%.

Non vi interessa il comfort? il peggioramento del fabbisogno energetico? il maggior costo per riscaldamento? la formazione di macchie dovute alla condensa? Allora tenete presente che i ponti termici sono anche causa di fessurazioni: trasmittanze differenti dei materiali causano tensioni e quindi disgregazione superficiale!

Se in progetto sono rimasti disegnati i pilastri come nella figura sopra, chiediamo al nostro progettista una correzione:

  • indietreggiamo le strutture in calcestruzzo in modo da poter aumentare lo strato di coibentazione in quelle zone.
  • calcoliamo la trasmittanza di quell’elemento che risulta maggiormente disperdente fino a scoprire quale spessore di maggior coibentazione sia indispensabile per ottenere l’uniformità dei valori U dei tamponamenti e degli elementi strutturali in cls.

ponti-termici-comuni corretti

Correggendo questi particolari, le strutture in cls non saranno più leggibili con le differenze di temperature superficiali interne e nemmeno con un termometro digitale laser a infrarossi potrete notare la struttura più fredda. Provare per credere.

vale sempre il motto:

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Come scegliere il davanzale del serramento

Nei cantieri si stanno posando gli ultimi davanzali passanti. Non tutti credono ancora che il ponte termico sia davvero grave.

Riconosco che sia una noia progettare il particolare del davanzale con taglio termico, ma se abbiamo ben compreso il miglioramento che ne può derivare dobbiamo farlo, punto e basta!

Di recente ho scritto dei monoblocchi termoisolanti, soluzione completa per i 4 lati del foro finestra, oppure della soluzione del risvolto del cappotto esterno. Qui vorrei parlare solo del 4° lato, e lo faccio perchè diversi lettori mi chiedono consulenza sul materiale che io consiglierei.

Se conoscete questo blog, sapete già che tendo a non fare nomi di aziende o di prodotti o di prezzi. Voglio evitare discussioni tipiche di molti forum e discussioni dirette con aziende.

In commercio spuntano molti materiali performanti adatti alla soluzione del davanzale, segno che il tema è sentito e si sta diffondendo bene.

Se però mi chiedete un giudizio, io ve lo do.

Corredo delle informazioni sul prodotto “guaritore del ponte termico del bancale” si legge quanto segue:

ponte termico del bancale

Credo che il 1° vantaggio sbandierato “abbatte il ponte termico” sia pubblicità non corretta: chi è un po’ disattento o non mastica bene la fisica edile, letta questa riga, pensa di avere in mano il prodotto perfetto per i davanzali di tutta la casa, o peggio, se è un costruttore, per tutto lo stabile, magari di decine di appartamenti.

ponte termico del davzanzale

In realtà la pubblicità, a leggerla tutta, è sincera e dice che  con questo bancale speciale con anima in polistirene, costruire in classe A è molto più semplice ed economico: abbatte il ponte termico di bancali/davanzali, soglie e imbotti riducendo drasticamente la trasmittanza termica lineica rispetto ai manufatti in cemento tradizionali, in pietra arenaria e granito:

  • il ponte termico del bancale si abbassa e garantisce un coefficiente di trasmissione termica lineica di soli 0,34 W/Mk (chi ha scritto il volantino non ha ben chiare le grandezze di riferimento e infatti scrive di Mk: per correttezza si doveva scrivere mK perchè parliamo di “metri” e di “gradi Kelvin” e non di “Metri” e di “chilo (1000)” kilometri?)
  • senza farla tanto lunga, il ponte termico del “super davanzale” con l’anima in polistirene e corpo in cemento garantisce un coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico pari a 0,34 W/mK. - Lineico? sì, è riferito ai metri lineari! – Pensate a tutti i davanzali di un condominio…. sono un bel po’ di metri lineari (un bel po’ di dispersioni!)

Quanto influisce sulle dispersioni termiche annue il ponte termico dei metri di davanzale? Tanto? Poco? Insomma? Non lo so? Beh, se siamo a Palermo la dispersione conta meno, se siamo a Padova, in zona climatica E, con 2383 Gradi Giorno, la dispersione termica annua conta di più.

Ma torniamo a valutare l’idea di ordinare per tutti i fori finestra questo tipo di davanzali, è vero che grazie all’anima in polistirene il davanzale non trasmette più le dispersioni come uno tradizionale, ma quanta differenza fa? Questo manufatto in cemento che ricopre l’isolante è certamente “alleggerito”, ma il ponte termico non è risolto! La parte in calcestruzzo fibrorinforzato che avvolge l’eps è comunque passante da dentro a fuori!!! Sia sotto che sopra!  - Io che sto progettando devo fare di più: devo risolvere questo problema, non posso lasciar correre e dire che va bene perchè il ponte termico è sceso rispetto a quello del davanzale anni ’70 (posato fino a ieri).

Confrontiamo il coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico del davanzale in materiali diversi:

  • è pari a 0,34 W/mK se posiamo il davanzale / bancale speciale con anima in polistirene e corpo in cemento (spessore 6cm)
  • è pari a 0,55 W/mK se posiamo un davanzale / bancale in cemento (spessore 6cm)
  • è pari a 0,42 W/mK se posiamo un davanzale / bancale in pietra serena (spessore 3cm)
  • è pari a 0,49 W/mK se posiamo un davanzale / bancale in granito (spessore 6cm)

E’ pacifico che un “davanzale toast in cemento” con ripieno di eps supera in quanto a prestazioni i davanzali di una volta, ma non è certo un esempio del costruire in classi energetiche elevate.

E aggiungo che se volessi progettare una casa in classe G è comunque meglio se risolvo il problema del davanzale: i ponti termici sono sempre una brutta gatta da pelare (si dice anche da voi?): qunado non si arriva alla condensa e alle muffe si arriva sicuramente all’inscurimento della tinteggiatura, che è comunque un bel problema, anche economico.

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Ponti termici e monoblocchi termoisolanti

Oggi, la posa in opera di monoblocchi termoisolanti  si è diffusa in molti cantieri. Negli ultimi anni molti progettisti si sono definitivamente convinti che il serramento posato male è fonte inesauribile di guai futuri. Il nodo serramento – parete è delicato e va ben progettato.

In teoria, e poi anche nella pratica, basterebbe progettare con attenzione la posizione, i materiali per la posa in opera, la sigillatura, le nastrature e l’incontro con lo spessore della coibentazione scelta per l’edificio. Il foro del serramento deve contribuire alla corretta posa dei serramenti, ma deve anche garantire la continuità dell’isolamento termico delle pareti esterne: la finestra sarà proprio la continuazione della coibentazione termoacustica della parete.

Per ovviare alla progettazione e alle problematiche di posa si può ricorrere all’utilizzo dei monoblocchi termoisolanti, ma è ovvio che se non abbiamo previsto la soluzione ai ponti termici dell’edificio non saranno i monoblocchi termoisolanti a risolvere per magia i difetti di progettazione iniziali.

monoblocchi termoisolanti

Prendo ad esempio questo edificio, una ricostruzione dopo demolizione. Spesso la scelta per una ricostruzione invece che un restauro è proprio il desiderio di committente e progettista di non sottostare a compromessi di ogni natura dettati dall’esistente. Questo edificio avrebbe avuto tutte le carte per nascere perfetto, invece, già per la scelta della coibentazione in intercapedine, deve fare i conti con numerosi ponti termici irrisolti.

isolamento in intercapedine

Lasciamo da parte la discutibile progettazione dell’involucro e parliamo dei fori finestra:

  • ogni foro è stato previsto con monoblocchi termoisolanti.

La committenza si è accollata la maggior spesa dovuta all’acquisto dei monoblocchi termoisolanti, ma con che risultato? Risolvono forse i ponti termici dell’edificio? Purtroppo no. Si crede che l’investimento porti a grossi miglioramenti, ma la situazione di fatto non porta a miglioramenti.

ponte termico solaio passante

Il solaio passante dall’interno all’esterno senza taglio termico non è stato migliorato con la posa dei monoblocchi termoisolanti: il terrazzo connesso con i solai sarà fonte di grosse dispersioni termiche e appena all’interno, dietro i monoblocchi termoisolanti, le temperature superficiali saranno sensibilmente inferiori rispetto alle pareti che nascondono la coibentazione.

Certo il serramento sarà posato a regola d’arte nel monoblocco, ma in alto e in basso i ponti termici restano forti e irrisolti.

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Quanto influisce il ponte termico del balcone sulle dispersioni termiche annue?

Parlare di kWh/m2a (kWh per metro quadrato all’anno) è argomento facile e chiaro per un termotecnico, un po’ meno chiaro, ma soprattutto meno significativo per un committente o un proprietario di casa.

kWh:m2a fabbisogno per riscaldamento

La casa che consuma meno di tutte ha un fabbisogno termico per riscaldamento di massimo 15 kWh/m2a. Non è che questo dato dica molto ad una persona comune, non è come dire viaggio a 15 km/h, questo dato sì che fornisce a chiunque la percezione di andar piano!

Questi 15 kWh/m2a ci dicono poco lo so, a quasi tutti dicono niente. Ma facciamo un atto di fede:

una PassivHaus ha fabbisogno termico per riscaldamento di 15 kWh/m2a (anche meno)

kWh:m2a fabbisogno per riscaldamento

con questo dato iniziamo ad orientarci nel mondo dei numeri dell’efficienza energetica! Vi dico anche che un edificio può essere ancora più spinto sotto l’aspetto “dispersioni”, e disperdere ancora meno, e avere un fabbisogno ancora minore, ma si andrebbe a realizzare qualcosa di anti-economico e perciò con poco senso.

Non perdiamo il filo…, abbiamo fissato in mente (atto di fede) che una Casa Passiva ha un fabbisogno termico per riscaldamento di 15 kWh/m2a (così come tutti sanno bene, senza esserci mai saliti, che una Ferrari supera i 300 km/h, e il dato rende bene l’idea di alta velocità).

kWh:m2a fabbisogno per riscaldamento

Ora pensiamo al nostro balcone di casa: che sia un ponte termico l’abbiamo capito (o sentito dire) tutti. Ma in numeri, cosa vale questo ponte termico?

ponte termico balcone terrazza

Prendiamo per già calcolato che il ponte termico del nostro balcone valga 0,68 W/mK, questo è detto coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico.

Lineico? sì, è riferito ai metri lineari. Diciamo che il nostro balcone sia lungo 5 metri.

Allora, quanto influisce sulle dispersioni termiche annue il ponte termico del balcone? Tanto? Poco? Insomma? Non lo so? Beh, se siamo a Palermo la dispersione conta meno, se siamo a Padova, in zona climatica E, con 2383 Gradi Giorno, la dispersione termica annua conta di più.

Facciamo due conti:

5m * 0,68 W/mK * 57kKh/a = 194 kWh/a

kWh/a non si possono confrontare con kWh/m2a, quindi prendiamo come esempio una casa di 100 mq:

le dispersioni termiche annue, per metro quadro, causate dal ponte termico del balcone, valgono 1,94 kWh/m2a

Capito dove voglio arrivare?

Una casa superprogettata, che si potrebbe certificare come PassivHaus, deve contenere il fabbisogno entro i 15 kWh/m2a e un semplice errore come la progettazione di un balcone senza taglio termico vale quasi 2 kWh/m2a

Ho reso l’idea? 15 contro 2…..

La progettazione è importante! Il dettaglio è importante! Non riempire il cantiere di compromessi è importante! Il risultato può essere grande

 

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Difficile risolvere il ponte termico del balcone

Se tutti i ponti termici vengono affrontati solo nella fase esecutiva, gli unici “rammendi” utili sono preparare i dettagli costruttivi e migliorare lo stato di fatto:

Ponte termico balcone

  1. Laterizio (rosa) spess. 25 cm + intonaco 1.5 cm
  2. Solaio in calcestruzzo armato spess. 20cm
  3. Alleggerito (verde) spess. 8 cm
  4. Caldana (grigio) spess. 5 cm
  5. Piastrella (nero) spess. 1 cm

I ponti termici sono le parti dell’ edificio dove il flusso di calore cambia: il materiale edilizio è diverso, non è omogeneo, e disperde più calore. Sono elementi quasi sempre poco isolati termicamente e sono detti ponti termici costruttivi:

  • l’attacco dei balconi
  • l’attacco tra la parete e il pavimento
  • l’attacco tra la parete ed il tetto
  • l’attacco dei serramenti sui quattro lati
  • i pilastri che interrompono l’omogeneità delle pareti esterne

I ponti termici sono causa di dispersione termica e causa principale dell’insorgere della muffa.

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:

Costruire edifici senza ponti termici non solo fa risparmiare energia, ma rende anche più salubri le abitazioni e protegge la struttura edilizia dal degrado.

Analizziamo il ponte termico disegnato sopra: è certezza diffusa che la posa del cappotto sulle pareti esterne porti anche un miglioramento per quel che riguarda il ponte termico:

 Si tratta di un balcone di 3 metri di lunghezza:

  • in fase progettuale, e durante la costruzione il ponte termico è stato completamente ignorato
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale esattamente 0,62 W/(m2 · K)
balcone con isolamento termico
  • dopo la posa dell’isolamento termico (8 cm. di eps, indicato in blu) anche l’aggetto del balcone è stato curato e all’intradosso sono stati posati sempre 8 cm di xps, mentre in testa e sul lato superiore all’estradosso solo 5 cm. (anche per motivi di spazio)
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale adesso 0,29 W/(m2 · K), meno della metà
  • la dispersione attraverso il ponte termico è diminuita sensibilmente, ma il ponte termico è rimasto
Sicuramente abbiamo risolto il problema della bassa temperatura superficiale interna e il rischio muffa non esiste più, ma la dispersione termica continua, tutti gli inverni per tutti gli anni a venire.
Calcolare i ponti termici non è uno spreco di tempo o un eccesso di zelo: fa parte del progettare bene.

Questo articolo è stato pubblicato in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut.

 

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Il cappotto non risolve il ponte termico del balcone

Se tutti i ponti termici vengono affrontati solo nella fase esecutiva, allora c’è posto solo per i “rammendi”:

Ponte termico balcone

  1. Laterizio (rosa) spess. 25 cm + intonaco 1.5 cm
  2. Solaio in calcestruzzo armato spess. 20cm
  3. Alleggerito (verde) spess. 8 cm
  4. Caldana (grigio) spess. 5 cm
  5. Piastrella (nero) spess. 1 cm

I ponti termici sono le parti dell’ edificio dove il flusso di calore cambia: il materiale edilizio è diverso, non è omogeneo, e disperde più calore. Sono elementi quasi sempre poco isolati termicamente e sono detti ponti termici costruttivi:

  • l’attacco dei balconi
  • l’attacco tra la parete e il pavimento
  • l’attacco tra la parete ed il tetto
  • l’attacco dei serramenti sui quattro lati
  • i pilastri che interrompono l’omogeneità delle pareti esterne

I ponti termici sono causa di dispersione termica e causa principale dell’insorgere della muffa.

Costruire edifici senza ponti termici non solo fa risparmiare energia, ma rende anche più salubri le abitazioni e protegge la struttura edilizia dal degrado.

Analizziamo il ponte termico disegnato sopra, è credenza diffusa che la posa del cappotto sulle pareti esterne porti anche un miglioramento per quel che riguarda il ponte termico:

 Si tratta di un balcone di 3 metri di lunghezza:

  • in fase progettuale, e durante la costruzione il ponte termico è stato completamente ignorato
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale esattamente 0,62 W/(m2 · K)
balcone senza isolamento termico
  • dopo la posa dell’isolamento termico (8 cm. di eps, indicato in blu)
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale adesso 0,6577 W/(m2 · K)
  • la dispersione attraverso il ponte termico non è diminuita, anzi è leggermente aumentata (ponte termico accentuato)
  • la temperatura superficiale interna all’intradosso del solaio è rimasta molto bassa: 14,2° C con -5° C esterni

Poniamo che la trasmittanza U delle pareti, ora coibentate esternamente con 8 cm di eps, sia migliorata da 1,09 W/m2K a U= 0,342 W/m2K :

  • la dispersione termica attraverso ogni metro quadrato di parete è scesa di 0,748 W/m2K
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale 0,6577 W/(m2 · K)
  • in pratica, quanto abbiamo migliorato la dispersione in 1 metro quadro di facciata, tanto continuiamo a disperdere attraverso i 3metri lineari di balcone.

 

Questo articolo è stato pubblicato in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut, ha il suo Studio ad Arco (TN) in Viale Monache 6.

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esperto casaclima

Quanto costa il ponte termico del balcone?

Nei cantieri si comincia a vedere spesso la coibentazione termica. Il risparmio energetico è diventato finalmente parte dei lavori.

E i ponti termici? Notate spesso strategie per ridurli? Io non tanto: i ponti termici sono sempre sottovalutati – forse perchè sono difficili da calcolare?

Non so se sia più difficile calcolare un ponte termico o decidere di eliminarlo in fase progettuale. Certo è che se tutti i ponti termici vengono affrontati solo nella fase esecutiva, allora c’è spazio solo per i “rammendi”. Tutt’altra cosa è preparare i dettagli costruttivi per migliorare ogni punto critico.

Ponte termico balcone

  1. Laterizio (rosa) spess. 25 cm + intonaco 1.5 cm
  2. Solaio in calcestruzzo armato spess. 20cm
  3. Alleggerito (verde) spess. 8 cm
  4. Caldana (grigio) spess. 5 cm
  5. Piastrella (nero) spess. 1 cm

I ponti termici sono le parti dell’ edificio dove il flusso di calore cambia: il materiale edilizio è diverso, non è omogeneo, e disperde più calore. Sono elementi quasi sempre poco isolati termicamente e sono detti ponti termici costruttivi:

  • l’attacco dei balconi
  • l’attacco tra la parete e il pavimento
  • l’attacco tra la parete ed il tetto
  • l’attacco dei serramenti sui quattro lati
  • i pilastri che interrompono l’omogeneità delle pareti esterne

I ponti termici sono causa di dispersione termica e causa principale dell’insorgere della muffa.

Costruire edifici senza ponti termici non solo fa risparmiare energia, ma rende anche più salubri le abitazioni e protegge la struttura edilizia dal degrado.

Analizziamo il ponte termico disegnato sopra:

Si tratta di un balcone di 3 metri di lunghezza:

  • in fase progettuale, e durante la costruzione il ponte termico è stato completamente ignorato
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale esattamente 0,62 W/(m2 · K)

L’edificio si trova a Trento e viene riscaldato con una caldaia a metano.

Sapete quanto vale la dispersione termica del solo balcone di 3 metri lineari?

ben 114,6 kWh/anno!

E considerando un costo del metano pari a 1 € per metro cubo, il balcone ci costa:

  • a BOLZANO 16,4 €/anno
  • a TRENTO 15,1 €/anno
  • a VERONA 14,5 €/anno
  • a BOLOGNA 13,3 €/anno

Ma nei prossimi 20 anni, attualizzato ad oggi tenendo presente l’inflazione ed il rincaro combustibile?

  • a BOLZANO 507 €
  • a TRENTO 467 €
  • a VERONA 449 €
  • a BOLOGNA 412 €

Anche a casa vostra c’è un balcone “disperdente”? Non è lungo 3 metri ma ben 6 metri? Potete moltiplicare tutti i valori per 2!

Ogni lato della casa ha un bel balcone? Potete moltiplicare tutti i valori per 2 e poi un’altra volta per 4!

Ora pensate ai Vostri vicini di casa e moltiplicate ancora, poi contate le case della vostra via e moltiplicate ancora, le cifre diventano imponenti!

Il ponte termico sembra una cosa da nulla, una cosa da pignoli! – ma se facciamo tre conti possiamo anche spaventarci dei risultati!

Non voglio spaventarvi, ma ricordate che anche il marciapiede intorno alla casa si comporta come un ponte termico, e il cordolo del tetto anche, la scala anche…

E’ tempo di progettare meglio!

 

Questo articolo è stato pubblicato in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut, ha il suo Studio ad Arco (TN) in Viale Monache 6.

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Nuovi serramenti, meno ponte termico

 Non siamo tutti esperti di serramenti (nemmeno io), ma un consiglio posso darlo e forse può tornarvi utile, proprio quando state per decidere l’ordine.

Ormai viviamo in anni dove tutti o quasi tutti i produttori di serramenti offrono livelli altissimi di qualità e prestazioni termiche. Si direbbe che è più facile scegliere: anzi è più facile non sbagliare. Però qualche attenzione da parte nostra può premiarci nell’acquisto.

Scopriamo qualche dettaglio importante sull’argomento finestra:

Se nelle finestre di oggi è rimasto ancora un punto debole è proprio il collegamento tra le lastre di vetro: quel punto debole (il bordo del vetro) non è altro che un ponte termico

serramento-distanziatore-materiali

Non è che io sia così pignolo da non accettare questo "sottilissimo" ponte termico dal punto di vista delle dispersioni che provoca, è che questo "difetto" causa condensa e come ormai sappiamo, la condensa finisce per diventare un ambiente ideale per la muffa. Se nemmeno la muffa ci fa paura teniamo presente che se il serramento è in legno questa permanente situazione di bagnato rischia di rovinarlo!

serramento-condensa-sul-vetro

Spero di avervi convinti: il distanziatore delle lastre di vetro gioca un ruolo importante! Tutto il serramento è progettato per combattere la dispersione termica e poi per colpa di un listello in alluminio roviniamo tutto quanto?

Pensate che la conduttività termica di un distanziatore in alluminio è λ lambda = 160 W/(mK). Cioè 160 Watt attraversano 1 metro di spessore di quel materiale in 1 secondo.

Se le finestre che state valutando hanno profili in acciaio inox già si comporteranno meglio di quelle con listelli in alluminio e se trovate serramenti con distanziatori in materiale sintetico speciale sarete caduti proprio bene!

  • il distanziatore in alluminio ha λ lambda = 160 W/(mK)
  • il distanziatore in inox ha λ lambda = 17 W/(mK)
  • il distanziatore in materiale sintetico ha λ lambda = 0,19 W/(mK)

serramento-distanziatore

Ora che stiamo diventando esperti in distanziatori ricordiamo anche un’altro aspetto che migliora la situazione del bordo: sapete quale?

 serramento-distanziatore-calore

La profondità delle lastre nel telaio! Se guardando la finestra scorgete il distanziatore che specchia la luce sapete già che la profondità di incasso nella scanalatura del telaio finestra è scarsa. 

Che il distanziatore sia ben annegato nel telaio è garanzia di un ancor più ridotto ponte termico.

Quindi, se ci accorgiamo che il distanziatore sprofonda di circa 5 mm abbiamo capito che si comporterà molto meno bene di uno che è profondo anche 15 mm.

serramento-distanziatore-condensa

 

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 esperto casaclima

Niente condensa intorno alle finestre e niente cappotto esterno

 Il proprietario di una casa molto particolare può anche essere ostinato, giustamente ostinato:

serramento-malta-termoisolante

“ho acquistato questo immobile perchè mi piaceva così com’era e adesso che lo voglio sistemare non sono disposto a stravolgerlo per ottenere chi sa quale classe energetica!”

In un caso del genere l’intervento completo per migliorare l’efficienza energetica della futura abitazione sarebbe scartato in partenza: non resta che intervenire sui particolari più difficili e che nel futuro presenterebbero i difetti più evidenti. In questo articolo parlerò esclusivamente della zona serramento.

serramento-intonaco-termoisolante

Prendiamo come esempio questo bellissimo loft: il sapore lo dà lo spazio generoso e l’arredamento perfetto, ma lo dà anche il muro e il suo aspetto originale (dall’interno e dall’esterno).

Quando il serramentista scelto per la fornitura delle nuove finestre è uno che fornisce i falsi telai in metallo (il suo fabbro fermerà i falsi telai alle zanche nel muro con saldatura) inutile lamentarsi e sventolare teorie casaclima sulla posa del serramento perfetto.

Non ci resta che l’astuzia!

Un immobile del genere ha molti punti difficili, pensiamo all’enorme metratura di pavimento controterra e altri aspetti che qui, oggi, non tratterò.

Usare l’astuzia:

Sappiamo che il contorno finestra è un punto critico: lì la temperatura superficiale resta così bassa che, visto il falso telaio del serramento in ferro, e visto il tipo di telaio fisso (alluminio, con taglio termico per fortuna) certamente succederà la condensa.

Non vogliamo rinunciare all’aspetto originale?

Accetto la sfida e progetto di preparare la sede per il telaio fisso con

  • malta per muratura termoisolante, se ne trova anche con una conduttività pari a 0,27 W/mK, sono premiscelati in polvere con sabbia di argilla espansa 0-4 mm, sabbia di Weiach, cemento Portland, calce idraulica.
  • intonaco termoisolante, conducibilità termica ? = 0,08 W?/?m?K , contenente cemento, calce aerea, inerte minerale leggero.

Cosa potrei fare di meglio?

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:


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Serramenti con davanzale passante

Capita che solo il giorno della consegna dei nuovi serramenti si affronti il problema del davanzale passante! Allora che fare?

serramento-davanzale-passante

Siamo così abituati a vedere il davanzale di marmo che fa capolino sotto la finestra che  nemmeno prendiamo in seria considerazione il fatto che sia uno dei più comuni e stupidi e ignorati ponti termici di una casa.

tag-posa-finestra-su-taglio-termico

Siamo quasi tentati di pensare che se togliamo (tAgliamo) il davanzale la finestra soffra, dove la appoggeremo? come faremo? ma si è sempre messo il davanzale lì sotto!

e si è sempre sbagliato!

davanzale ponte termico termografia

I ponti termici (come i davanzali) sono i punti deboli dell’involucro dal punto di vista termico, in prossimità dei quali passa più calore rispetto agli elementi costruttivi adiacenti. Già la disomogeneità del materiale è causa di ponti termici.

Elevate perdite termiche = rischio di condensa superficiale interna = rischio muffa.

I ponti termici dovrebbero essere attenuati con soluzioni costruttive o uso di elementi o accessori (un po’ speciali). Ad esempio un profilo sotto davanzale in XPS.

Esiste di tutto, basta progettare con passione!

davanzale risparmio energetico

Poniamo che la muratura della casa (che sta per ricevere i nuovi serramenti) sia in mattoni forati o anche mattoni pieni: proprio in un punto così delicato come il contorno finestra è spesso posata una bella lastra di marmo. Il marmo si comporta un po’ come la pietra, o il calcestruzzo: ha una conduttività ben superiore al materiale edile della parete.

Il davanzale passante è un grave errore progettuale! “se lo conosci lo eviti”

serramento-davanzale

        

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Condense superficiali dovute a ponti termici trascurati

 Cosa sono i ponti termici? Un ponte termico è una discontinuità di isolamento termico. Quasi sempre è in corrispondenza degli elementi strutturali. ( Dlgs 192/311  allegato A punto 20bis per approfondimenti )

 ponte termico

Il decreto, Dlgs 192/311  allegato E, permette al progettista di non correggere il ponte termico consentendogli di ottener i valori di trasmittanza U prescritti cacolando la media tra il valore U della parete corrente e il valore U del tratto di parete in corrispondenza del ponte termico. Questa regola ovviamente si presta ad interpretazioni non corrette!

Io dico che i ponti termici vanno corretti sempre. Eviteremo rischi di condense ed eviteremo che i committenti ci odino: è interesse di ogni progettista avere committenti soddisfatti!

Per correggere un ponte termico basta che il Fattore Temperatura sia >0,7 dove FT è dato da:

            Tsi – Te
FT = —————
            Ti – Te

Tsi = temperatura superficiale della parete interna
Te = temperatura esterna
Ti = temperatura interna

In due parole, se si desidera minimizzare i rischi di formazione di condensa bisogna:

  • ridurre la trasmittanza U [W/mK] del ponte termico usando materiali isolanti con più spessore
  • aumentare la ventilazione, evitando il ristagno dell’aria in corrispondenza degli angoli e dietro agli armadi

 

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