Archivi categoria: contro la muffa

Combattere la muffa a casa di Paolo

Il lettore scrive:

buongiorno e complimenti per il suo blog, da tempo lo leggo con attenzione.

vengo subito al problema: ho una stanza di circa 12mq con una parete perimetrale esposta a nord (palazzo in cortina Roma, anni 70, 1°piano), infissi in pvc nella parete ovest, con intercapedini di circa 12-15cm . Nel soffitto alto 3m ho della muffa (per adesso sono piccole macchie grigie diffuse), localizzata per lo più verso la parete nord. All’armadio, prima appoggiato alla parete, ho dovuto cambiare l’mdf posteriore perchè aveva dato muffa, ora l’ho scostato di circa 10cm e ho messo dei piccoli deumidificatori hand made.

Oltre a tenere areato lasciando vasistas socchiuse, o areare il locale 10 minuti la mattina, la prima soluzione che ho preso in considerazione è stata l’insufflaggio della parete. Ora, dato anche l’alto costo, sto orientandomi sul’installazione di un estrattore d’aria igroregolabile tipo aldes ”deco” o ”design” da 10cm, che entrino in funzione automaticamente quando l’umidità interna è ad un certo livello.

Primo intervento sarà togliere la muffa con un prodotto adeguato per poi ridipingere il soffitto e le pareti con pittura termica antimuffa.

Quindi le chiedo:

un estrattore risolverebbe o migliorerebbe la situazione?

se si, quale altezza dovrei installarlo? in alto o in basso?

raffredderei l’ambiente? (da ignorante direi di no, visto che estraggo aria..)

a che livello di umidità dovrà essere impostato (varia dal 60 al 90%)

la situazione non è gravissima, ma è la stanza dei bambini e vorrei fosse esente da muffe!

grazie mille per un suo eventuale e cortese parere,

cordiali saluti

paolo

Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

nella descrizione leggo molti comportamenti errati che non fanno altro che peggiorare la situazione ed aumentare il rischio muffa o la proliferazione delle spore:

Combattere muffa casa-02

le finestre socchiuse ad anta ribalta raffreddano la muratura senza un corretto ricambio dell’aria: le temperature superficiali del contorno finestra scendono ulteriormente e impiegheranno diverse ore a riscaldarsi nuovamente

Combattere muffa casa-03

arieggiare 10 minuti alla mattina è insufficiente, teoricamente meglio 5 minuti e più tardi altri 5 minuti e facendo corrente con un altro serramento per sveltire la ventilazione manuale

Combattere muffa casa-01

l’ipotesi di un intervento di insufflaggio (riempimento dell’intercapedine con materiale isolante sfuso) certamente è efficace nelle porzioni di muratura omogenee, ma non può risolvere o attenuare i ponti termici che sono proprio i punti dove già si nota la comparsa di muffa. di solito è un’operazione tra le più economiche possibili

Combattere muffa casa-04

un estrattore d’aria non ha recupero di calore quindi butta all’esterno l’aria calda riscaldata. dovendo estrarre diversi mc d’aria l’abitazione risulterà in depressione andando a succhiare aria da tutti i punti di non tenuta dell’involucro riscaldato (spifferi, tubazioni elettriche o altri punti critici). meglio investire in una ventilazione meccanica decentralizzata che forse può essere installata servendo due locali.

Combattere muffa casa-05

non consiglio di utilizzare pitture termiche antimuffa per ambienti interni, un po’ perchè non sono molto traspiranti e un po’ perchè le miscele portano nuove emissioni di voc. dopo la rimozione delle spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in interni + una soluzione naturale con proprietà di blocco ad eventuale nuovo insorgere di muffa consiglio una completa nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato

è corretto risolvere al più presto la situazione proprio per la presenza di bambini che più degli adulti stressano il loro apparato respiratorio in costruzione.


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L’isolamento interno in cartongesso e lana di roccia di Valter

Valter racconta che in una ristrutturazione di circa 6 anni fa, hanno isolato l’abitazione dall’interno (gran parte dei muri perimetrali sono di mattone faccia vista) con intercapedine in cartongesso e, probabilmente, lana di roccia.

muffa dietro al cartongesso-01

Alla parete Nord (cieca) all’esterno sono fuoriuscite delle macchie giallastre, sul lato interno di questa parete hanno degli armadi, c’è un po’ di muffa negli angoli dell’intercapedine e i muri divisori ed è chiaro che nonostante l’isolamento interno la zona dietro i mobili rimane comunque molto fredda. Il dubbio è che il materiale isolante dietro l’intercapedine sia deteriorato.

muffa dietro al cartongesso-02

Ora, la prima soluzione che è venuta in mente è quella di realizzare un isolamento a cappotto in tutta quella parete.

Per motivi di confini non possiamo superare i 4 cm. così abbiamo pensato alla STIFERITE per una maggiore coibentazione.

 Dopo la realizzazione dell’isolamento a cappotto, che cosa succede all’interno dell’intercapedine? La soluzione del cappotto esterno è valida? L’intercapedine interna puo’ rimanere o è il caso di rimuoverla?

Tutti sanno come la penso io – intanto non mi piace la scelta originale dei materiali per l’isolamento dall’interno:

Il progetto originale non ha tenuto in debita considerazione la migrazione del vapore: in tutto il periodo di riscaldamento l’umidità interna della stanza è lentamente passata attraverso al cartongesso oppure nei punti di passaggio come crepe o fori per tubazioni elettriche andando a sbattere (leggi condensare) sulla parete fredda retrostante. La lana di roccia lascia passare bene il vapore, ma in modo non controllato: non è un materiale igroscopico e capillare dove l’umidità si può ben distribuire prima di passare dal caldo al freddo, nè riceve sul lato freddo un fondo con le stesse caratteristiche di igroscopicità e capillarità adatte a ricevere alcuni grammi d’acqua.

Dietro al cartongesso, dunque non sappiamo esattamente cosa stia succedendo – certamente lì dietro tira una brutta aria.

muffa dietro al cartongesso-03

Passiamo all’idea della coibentazione esterna, la soluzione sempre più favorevole e raccomandabile:

Personalmente non andrei a posare un sistema che prevede l’uso dei pannelli in Stiferite class SK, pur godendo del Benestare Tecnico Europeo a garanzia del buon sistema certificato: ammetto che le caratteristiche di questo materiale sono ottime per il contenimento delle dispersioni termiche invernali, ma sono scarse in fatto di protezione estiva.

stiferite cappotto

Ci sono materiali naturali con doti e prestazioni ottime.

Detto ciò, l’intercapedine interna puo’ rimanere o è il caso di rimuoverla? Io la spazzatura la metterei in qualche bidone, non in camera da letto.

Eliminati questi materiali,

  • mi dedicherei a ristabilire la salubrità delle superfici  che sono state a rischio muffa rimuovendo le spore della muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni,

rimuovendo le spore di muffa

  • preparerei una nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali .

Se non si eseguirà l’isolamento esterno è da progettare una stratigrafia idonea per coibentazione interna e finitura interna con materiali salubri, naturali, igroscopici, capillari e traspiranti che regolano l’umidità indoor senza rilasciare sostanze volatili VOC: questo è l’unico modo per ottenere temperature superficiali interne più alte ed evitare nuove formazioni di muffa.

Ricordiamo sempre che la prima causa delle muffe siamo noi: i livelli troppo elevati di umidità interna in periodo invernale sono presto causa di condense superficiali e ambiente ideale per la proliferazione delle spore. Evitiamo di risolvere il problema continuamente con il primo spray antimuffa che troviamo e facciamo piuttosto attenzione al livello di umidità interna costantemente con un economicissimo termoigrometro come questo:


            

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Calce per intonaco interno di qualità

In diversi articoli ho sottolineato l’importanza di ogni singolo strato di una stratigrafia, anche quello più interno – che poi sarà la nostra terza pelle.

Ho spesso ricordato che vivere avvolti nell’isolante non è la migliore soluzione per abbattere le dispersioni termiche – quindi eseguire una coibentazione interna solo se ci si è costretti!

Torniamo alla terza pelle, l’intonaco interno. Ogni volta che io calcolo le proprietà termiche di un componente edilizio salta all’occhio come un materiale dello strato più interno influisce positivamente o negativamente sulle prestazioni di una stratigrafia: lo spessore, il calore specifico (J/kgK) e la densità (kg/mc) dello strato o degli strati più interni incidono molto sulla capacità termica periodica del lato interno (sulla capacità areica interna) e con un po’ di attenzione nella progettazione ottengo meno surriscaldamento estivo e più accumulo termico invernale. Due aspetti non da poco se stiamo progettando per offrire la migliore soluzione possibile!

Non sto parlando di isolamento termico – quello lo do per scontato. E’ inutile progettare senza una corretta coibentazione – lo do per scontato.

Se abbiamo ben compreso l’idea di avere a che fare con la nostra terza pelle, abbiamo anche ben capito l’importanza della qualità del materiale, e poi della sua finitura: entrambi saranno nostri coinquilini per anni e anni! Scegliamoli con attenzione.

calce

Spendiamo due parole sulla calce.

calce

Più o meno sappiamo che è un componente importante di intonaci, marmorini, ma anche di tinteggiature e malte (sì le malte, fino alla comparsa del cemento era normale).

Ma non siamo abituati ad apprezzarne l’invecchiamento. Il grassello di calce invecchiato porta nel mondo della calce più qualità – il latte di calce può essere messo in vasche a stagionare, come il Parmigiano, 12, 24 e anche 48 mesi.

calce certificato di invecchiamento

La stagionatura della calce migliora la sua plasticità, la sua lavorabilità e la velocità di presa.

calce

Penserete all’ennesima trovata bio qualitativa, giusto per farne lievitare il prezzo, invece si tratta di una cosa molto seria e certificata: la Banca della Calce offre il Certificato di Invecchiamento che accompagna il grassello di calce che state acquistando, quello che avete visto sopra!

calce

Magari state leggendo questo articolo ma non state costruendo o restaurando un bel niente, però avete voglia di migliorare qualcosa in casa, e farlo da voi, con idee chiare e informazioni giuste.

Beh, in questo blog un po’ di informazioni le ho condivise e le avete trovate! spero chiare e facilmente comprensibili, come è giusto che sia.

Ma torniamo un attimo a parlare di calce – state tinteggiando o volete chiamare i pittori? decidete bene cosa appiccicate sui muri, e mi raccomando… nessun veleno – ne abbiamo già che bastano. Potreste imbiancare a calce!

calce

Imbiancando a calce potete star certi che la tinteggiatura sia salubre, evitando emissioni e solventi: caspita – parliamo dei nostri polmoni!

La calce ha solo vantaggi:

Credereste di poter imbiancare casa con latte di calce aggiungendo latte, zucchero e acqua? State sorridendo vero! Non credete più che questo articolo sia una lettura professionale vero? Qui vi “linko” alla ricetta CalceLatte e alla ricetta CalceLatte a colori così continuerete a prendermi sul serio.

Se amate il fai da te vorrete sicuramente autocostruirvi il cappello da pittore – quando ero piccolo il pittore arrivava in cantiere col giornale e con una delle pagine si preparava il cappello della mattina, faceva proprio così:

La calce e la bioedilizia non sono argomenti per fanatici vegetariani figli dei fiori che non hanno la televisione perchè fa male (e fa male in dosi inutili).


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