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Umidità in cantina o nel seminterrato, come risolvere il problema

75 risposte

La cantina, il seminterrato e la taverna, sono tutti ambienti con il problema dell’ umidità in eccesso. E non stiamo parlando di umidità di risalita!

Prima capiremo come mai c’è molta umidità in cantina o nel seminterrato, e prima risolveremo il problema una volta per tutte!

cause della muffa - Umidità in cantina o nel seminterrato, come risolvere il problema 1

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perchè c’è umidità nel seminterrato?

Per colpa nostra quando non facciamo ventilazione in modo corretto e di conseguenza peggioriamo la situazione perchè  aggiungiamo altra umidità a quella esistente.

cause della muffa - Umidità in cantina o nel seminterrato, come risolvere il problema 2

risolvere definitivamente il problema dell’umidità nel seminterrato

Il nonno diceva “lascia sempre spalancato e avrai risolto il problema. In parte è vero ma in molta parte non è vero e poi spesso non si può lasciare tutto aperto 😉   La nonna diceva “lascia un po’ aperto e avrai risolto il problema.

Cerchiamo di essere un pizzico più professionali e affrontiamo il problema della cantina umida per quello che è, nella realtà dei numeri.

cerchiamo di capire il problema:

Nella stagione invernale si tende a mantenere questi ambienti poco frequentati, spesso chiusi senza nemmeno occuparsi dei ricambi d’aria.

Ma i guai iniziano con la primavera: il punto è la temperatura di rugiada (la temperatura alla quale, a pressione costante, la miscela aria-vapore diventa satura di vapore acqueo): non possiamo prendere 5 mc di aria calda del giardino e metterla nel seminterrato, che ha superfici  relativamente fredde e una temperatura dell’aria troppo fresca!

decidere un ricambio d’aria

Quello che dobbiamo fare è decidere un ricambio d’aria controllando il punto di rugiada e quindi arieggiare il seminterrato solo quando l’aria esterna è più “secca”, cioè quando potrebbe assorbire e trasportare umidità.

cause della muffa - Umidità in cantina o nel seminterrato, come risolvere il problema 3

fare ventilazione intelligente controllando il Punto di rugiada

Un ricambio d’aria intelligente, si fa così:

  • se la tempertura del punto di rugiada esterna è inferiore alla tempertaura del punto di rugiada interna si può fare ventilazione 🙂
  • altrimenti non si può fare ventilazione 😉

Ecco! chi vuole può fermarsi qui. Questa è la soluzione 🙂 E ovviamente vi dovete acquistare 2 termoigrometri intelligenti che indichino anche la temperatura di rugiada (qui ne trovate alcuni).

cause della muffa - Umidità in cantina o nel seminterrato, come risolvere il problema 4

Per chi vuole capire bene il problema: andiamo al sodo:

temperatura, umidità relativa, punto di rugiada

ad esempio qui sotto il sensore mi infroma che la temperatura del punto di rugiada interna (Innensensor) è pari 4,5°C mentre il sensore esterno (Aussensensor) indica 0,2°C (possiamo fare ventilazione!)

traduco 🙂 : in cantina può succedere condensa se ci sono 4,5°C mentre fuori succederebbe condensa solo vicino a 0,2°C – quindi possiamo fare ventilazione 🙂 senza problemi 😉

cause della muffa - Umidità in cantina o nel seminterrato, come risolvere il problema 5

Per non sbagliare dobbiamo avere un sensore interno + un sensore esterno che ci informino di

  • temperatura
  • umidità relativa
  • temperatura del punto di rugiada.

Queste due informazioni sopra (punto di rugiada interno (Innensensor) pari a 4,5°C e punto di rugiada esterno (Aussensensor) a 0,2°C corrispondono a queste temperature ambiente:

  • 20,5°C di temperatura ambiente nel seminterrato
  • 6,7°C di temperatura ambiente esterno

cause della muffa - Umidità in cantina o nel seminterrato, come risolvere il problema 6

Grazie ai sensori sappiamo che nel seminterrato ci sono più di 20°C (Innensensor)  con il punto di rugiada a 4,5°C.

umidità relativa

Se prendiamo la tabella delle Temperature di rugiada possiamo all’incirca vedere che i 4,5°C starebbero tra la 1a e 2a colonna sulla riga dei 20°C… quindi, su per giù, l’umidità relativa interna del seminterrato sarà del 35%.

cause della muffa - Umidità in cantina o nel seminterrato, come risolvere il problema 7

I sensori ci dicono anche con precisione l’umidità relativa interna (Innensensor)  ed esterna (Aussensensor):

cause della muffa - Umidità in cantina o nel seminterrato, come risolvere il problema 8

esatto! 35,1% l’umidità relativa interna del seminterrato e 63,5% l’umidità relativa esterna.

Vi ricordate cos’è l’ Umidità Relativa vero? UR, quella che leggete sia ogni termometro che avete comperato su Amazon, ci dice la % dell’umidità! ma solo quella relativa! cioè relativa alla temperatura!

l’ Umidità Relativa NON è l’umidità ASSOLUTA !!!

Leggere 35% UR interna NON significa che sia più umido dentro che fuori solo perchè fuori leggiamo 63% !!!

Infatti se confrontassimo la quantità di vapore in grammi contenuta in 1 metro cubo di aria ci accorgeremmo che

  • il 35% UR interna con 20,5°C corrisponde a oltre 6 grammi di vapore per metro cubo
  • il 63% UR interna con 6,7°C corrisponde a circa 4,5 grammi di vapore per metro cubo

Questi dati sono un esempio invernale, ma il principio è sempre valido:

le cosiddette “condense estive”

Il seminterrato, appena arriva la primavera e poi l’estate, rischia le cosiddette “condense estive” proprio perchè le temperature superficiali interne “faticano a salire di temperatura” mentre noi, con disattenzione, facciamo entrare aria calda e con elevato contenuto di umidità all’interno: il rischio condensa (e poi muffa) è dietro l’angolo!

Per evitare le condense possiamo evitare di portare in ambiente aria calda esterna, ma possiamo agire anche su un altro fronte:

  • aumentare le temperature delle superfici interne 🙂

aumentare le temperature delle superfici interne

Una temperatura superficiale interna più alta delle pareti fredde si ottiene facilmente se sul lato interno dedichiamo qualche cm per un isolamento, possibilmente con materiali caldi e igroscopici!

Fatto questo lavoro, anche l’aria calda che entra nell’ambiente del seminterrato NON troverà più zone fredde su cui condensare.

cause della muffa - Umidità in cantina o nel seminterrato, come risolvere il problema 9

come si sta in un seminterrato d’estate?

Le sensazioni termiche di una persona all’interno di una stanza sono riassunte in un valore che si chiama Temperatura operante, un parametro che ha a che fare con il benessere delle persone in un certo ambiente.

La temperatura operante dipende dalla temperatura dell’aria interna, ovviamente, ma anche dalle temperature superficiali interne.

La tipica situazione di un seminterrato in primavera / estate è

  • aria fresca ma anche umida
  • pareti e pavimento fredde al tatto

federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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75 risposte a “Umidità in cantina o nel seminterrato, come risolvere il problema”

  1. @ vince

    grazie per il contributo

  2. @Federico Sampaoli

    Io ho questo da almeno un paio di anni, che funziona che è una meraviglia e mostra il punto di rugiada nella app, oltre a loggare l’andamento dei diversi parametri: https://www.amazon.it/gp/product/B088LNF3XR/ref=ppx_yo_dt_b_search_asin_title?ie=UTF8&psc=1

    Sono da interni, ma ho visto che ci sono anche questi, che credo funzionino allo stesso modo https://www.amazon.it/gp/product/B0BVZC9Q31/ref=ox_sc_saved_title_3?smid=A24OD00O3WDRUS&psc=1

  3. Buon giorno a tutti e vediamo di risolvere la problematica dell’umidità negli ambienti cantina che oggi purtroppo sono più attuali che mai.
    Ma come mai i nostri nonni o bisnonni sapevano e gestivano questi ambienti in maniera eccellente.
    Compreso il concetto il resto viene da se.
    Le cantine sono sempre ambienti interrati quasi privi di ventilazione e munite di piccole finestre o fori di ventilazioni. Niente corrente d’aria.
    considero cantine che non presentano infiltrazioni d’acqua.
    In inverno la ventilazione va mantenuta lasciando aperte (nessuna ventilazione forzata) finestre di piccola dimensione 20*20 cm affinche l’aria esterna fredda possa deumidificare l’ambiente in maniera naturale e lenta. Tutte le superfici ovviamente sono sempre piuttosto fredde. Nel cambio stagione (primavera estate)molta ma molta attenzione perchè la cantina non deve essere ventilata.
    Ventilare nei periodi più caldi permette ovviamente ingresso di vapore acqueo proprio dovuto all’umidità esterna la quale va a condensare sulle superfici fredde (temperatura di rugiada) ma ancora prima si ha la formazione di muffa. L’errore più grande che si commette è proprio quello di ventilare nei periodi dove l’aria esterna è più calda. Diciamo che questo fenomeno lo ritrovate tutti i giorni sullo specchio del vostro bagno quando l’umidità aumenta e che quindi condensa sullo specchio pertanto perseverare nel produrre umidità porta ad una maggiore muffa e condensazione. Pertanto nei periodi più caldi niente ventilazione. Ecco il motivo per cui le cantine sono state inventate per mantenere una temperatura costante nell’anno senza ventilazione per permettere la conservazione dei cibi e bevande.

  4. @ nicola

    non conosco le impostazioni di questo Htronic PLS1000 ma,
    sì d’inverno ovviamente il contenuto di vapore dell’aria esterna è bassissimo sempre (quindi favorevole, ma spesso non si vuole raffreddare troppo la cantina)
    d’estate solo in alcuni rari momenti abbiamo umidità più bassa all’esterno (quindi favorevole).
    unica alternativa è la deumidificazione, ma anche il deumidificatore fa salire la temperatura di un paio di gradi

  5. Avatar Nicola Di Meglio
    Nicola Di Meglio

    Salve,
    ho installato (in un locale completamente interrato adibito a cantina) un Htronic PLS1000 con tubi e ventilatori. Il problema è che durante i mesi invernali l’umidità è quasi sempre al 100% ed è chiaro che il “sistema” non interviene. D’estate temperature alte saturano l’aria di umidità oltre che innalzare le temperature .Oltre che isolare le pareti, esiste una apparecchio che deumidifica l’aria prima di immetterla nel locale? Per il problema estivo?condizionatore?

  6. @ vince

    grazie e grazie per il contributo!
    se sta usando un termoigrometro con app che indica il punto di rugiada può volentieri segnalare il link per aiutare altri disgraziati come noi 🙂
    la tabella di carta è sempre disponibile e basta incrociare i dati… ma nessuno (a parte io e lei) avrebbe la pazienza di farlo quotidianamente 🙂

  7. Questi video sono estremamente istruttivi ed interessanti, complimenti per la cura e l’esposizione e grazie per tutte le lezioni e le informazioni.

    Vorrei segnalare che anche se non tutti i termoigrometri segnalano il punto di rugiada, alcuni, ho visto che diversi, anche tra i più economici, registrano i dati tramite telefono, e mostrano anche il punto di rugiada nella app associata. Riguardo all’uso di tabelle, potrebbero esistere app per calcolarlo rapidamente da temperatura e umidità.

  8. @ vincenzo

    ruvido? non è gesso

    pannelli in idrati di silicato di calcio, pannelli di perlite espansa e pannelli in calce canapa… e in calcio silicato
    sono 4 confusioni!

    il metodo di scelta è soggettivo:

    quale materiale amo?
    quale spessore sono disposto a perdere?
    quale trasmittanza voglio ottenere? voglio rispettare i requisiti minimi attuali per gli isolamenti interni?
    quale prezzo sono disposto a pagare?

    facile no? 🙂

  9. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    L’intonaco presente al momento si presenta ruvido, riesco ad esporre solo questo visivamente.
    Devo dire la verità, al momento sono abbastanza confuso: i materiali tra i quali scegliere tenuto conto del rapporto prezzo/qualità credo siano: pannelli in idrati di silicato di calcio, pannelli di perlite espansa e pannelli in calce canapa.
    Avrebbe un consiglio a riguardo? Su quale concentrarmi nel richiedere preventivi?
    La taverna è interrata,munita di due bocche di lupo. L’umidità relativa si aggira sul 70%, sto molto attento a cambiare aria grazie al punto di rugiada appreso da lei.

  10. @ vincenzo

    l’intonaco esistente molto liscio potrebbe essere finito a gesso, chiederà a qualcuno che farà un sopralluogo.
    il calcio silicato è abbastanza costoso, in caso possiamo anche valutare pannelli sottili in calcecanpa

  11. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    Grazie per la risposta tempestiva.
    Mi scuso per l’ignoranza ma non saprei descrivere esattamente che tipo di intonaco è presente al momento, potrei inviare una foto se mi da l’ok.
    Credo sia un classico intonaco fatto sopra il laterizio sottostante, da quando abito qui io non l’ho mai toccato quindi viene dal costruttore, la casa è stata costruita nel 2006.
    Data l’approvazione dei pannelli di perlite a questo punto mi metto alla ricerca per effettuare preventivi nella zona qui a Lucca, non ho idea della differenza di prezzo con quelli in silicato di calcio.
    Ancora sentito grazie.

  12. @ vincenzo

    anche i pannelli in perlite espansa sono ottimi. rispetto al calcio silicato da 25mm di spessore qui troviamo anche il 13mm.
    anche in questo caso collante e rasante senza cemento! https://ita.sika.com/it/edilizia/rinnovo-e-protezionediedificiestrutture/risanamento-murature/risanamento-e-deumidificazione/sikamur-finish.html

  13. @ vincenzo

    a più medici chiedo la cura, più ricette porto a casa 🙂
    che tipo di intonaco ha la taverna attualmente?

  14. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    Buongiorno Dottor Sampaoli,

    ci siamo sentiti già altre volte, le chiedevo informazioni e consigli sul cappotto interno di una taverna interrata. Al momento sono sempre in fase embrionale del progetto, dovrei svolgere i lavori nella prossima primavera.
    Tra gli svariati materiali che mi sono stati proposti da vari muratori (mai nessuno ha consigliato i pannelli di silicato di calcio, mi sembra ci sia tanta ignoranza in merito), mi è capitata una pubblicità in tv dove si mostravano i seguenti pannelli, spero di non commettere dolo nell’inserire il link:

    https://bifire.s3.eu-west-1.amazonaws.com/d6436727-5006-4c1a-b29e-37893b0d817b/BILIFESANUSCATALOGO-ONLINE1.pdf

    Sono costruiti a base di perlite espansa, potrei avere un suo giudizio a riguardo e un confronto con quelli in silicato di calcio?

    Grazie come sempre e buona serata.
    Vincenzo.

  15. @ giancarlo

    anch’io una quindicina d’anni fa sono tornato sui banchi di scuola per diventare quello che volevo fare “da grande”.
    quella piacevole! per un lavoro piacevole.

  16. Avatar Giancarlo

    Sono rimaso affacinato da come è stato trattato l’argomento. Sono uno di quelli che finora usava la misura dell’umidità relativa fosse l’oracolo per evitare la condensa. Ora vedo tutto sotto un altro aspetto. Calcolando il punto di rugiada con formule trovate in rete e con i dati di temperatura e umidità relativa (interna ed esterna) posso individuare i punti critici della stanza ed eventualmente isolarli o quando è il momento migliore per ventilare la statnza.
    Mi piacerebbe approfondire l’argomento di temperatura operante e benessere delle persone.
    Comunque grazie per la bellissima spisgazione, ho 75 anni e mi sembra di essere tornato a scuola.., ma quella piacevole!

    Giancarlo

  17. @ marco

    come detto, il ricambio d’aria può essere fatto solo tenendo d’occhio le temperature di rugiada:
    se il punto di rugiada misurato all’esterno risulta ad una temperatura minore rispetto al punto di rugiada misurato all’interno, allora posso fare un ricambio d’aria senza rischiare di portare altra umidità all’interno.

    per scoprirlo ci serve un termoigrometro con punto di rugiada, anzi meglio 2 (uno sul davanzale esterno e uno in casa): https://amzn.to/44Po7XP oppure https://amzn.to/42OIlir (costa ma è utile)

    per le finiture interne potrebbe fare un esame empirico andando in cantina con un bicchiere d’acqua e spruzzare tutte le superfici soffitto compreso e capire se le superfici assorbono o lacrimano

  18. @ federico

    Allora purtroppo non ho tutte queste informazioni, ma vediamo se posso dargliene alcune…
    Da una misurazione rapida, umiditá della casa era a circa 50% con 20.4 gradi qualche giorno fa (giornata estiva con temperatura esterna di circa 26 gradi e 60% di umiditá)

    La cantina é stata ristrutturata 10 anni fa e sulla parete piú esterna hanno applicato internamente un prodotto Mapei (non ricordo il nome) per isolarla meglio. Non c’é alcun segno di muffa o alone.

    In effetti areando la casa e chiudendo la porta della cantina, l’odore rimane solo in quella stanza.

    La mia idea era quella di mettere automatizzare la ventola con un timer per cambiare l’intero volume 40m3 almeno 4/5 volte durante la giornata

  19. @ marco

    dipende sempre dalle umidità assolute, camera, cantina, esterno.
    poi dipende dalle finiture di questa cantina, soffitto, pareti, pavimento.

    e poi ci sono le attenzioni da fare perchè se permetto all’aria calda di entrare nella cantina fresca succedono i guai

  20. Buongiorno, avrei bisogno di un consiglio per un appartamento che si trova in una localitá a 1000m slm ed è composto da un piano terra a cui tramite scala interna da una delle camere si accede alla cantina completamente interrata.
    Quando lo abbiamo visitato c’era un forte odore di umido che probabilmente proveniva dalla cantina visto che il proprietario aveva lasciato la porta aperta.
    Abbiamo però ora il dubbio di come poter eliminare questo odore in futuro visto che la casa sarà abitata non in maniera continuativa ma solo per vacanza
    La cantina è di 20m quadri e alta 2m, presenta un’apertura finestrata da 50x10cm (che era chiusa) e dalla parete opposta un aspiratore che era spento (10cm diametro).
    Forzando la ventilazione tenendo aperta la finestra e la ventola accesa regolarmente è probabile che l’odore sparisca?

  21. @ vincenzo

    immaginando che sua moglie per alcune superfici del bagno non cederà nemmeno di un millimetro (e anche giustamente) le suggerisco di incollare con spatola dentata pannelli in XPS goffrato al muro freddo, questo per poter usare collante e piastrelle.
    nelle zone che resterebbero intonacate e tinteggiate suggerisco un pannello igroscopico incollato e rasato come già detto + tinteggiatura a calce (anche per tutte le zone non da isolare.

  22. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    Direi che mi rimetto ai suo consigli a riguardo del bagno :-).
    L’idea (della moglie) sarebbe quella di mettere piastrelle ma dato che le ho parlato tanto di lei e dei suo consigli sono sicuro che mia moglie ascolterebbe le sue indicazioni 🙂

  23. @ vincenzo

    sì, per il bagno dobbiamo prima sapere se si tinteggia oppure se si riveste con mattonelle che non permettono la traspirazione

  24. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    La tipologia sulla quale devo applicare i pannelli è la classica muratura in cemento armato rivestita da uno strato di laterizio, almeno che io sappia, quindi direi che il Multipor assolverebbe bene questo compito.
    Posso ancora approfittare della sua disponibilità chiedendole quale materiale invece consiglierebbe per la costruzione delle parteti del bagno?
    L’ideale sarebbe un classico laterizio rivestito anche quest’ultimo dai pannelli di idrato di silicato di calcio (o Multipor) oppure consiglia una diversa progettazione?
    Ancora grazie infinite per la diffusione della sua cultura.

  25. @ vincenzo

    ma qual’è la tipologia di muratura dove lei vorrebbe applicare un isolamento interno?

  26. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    Dottor Sampaoli innanzitutto la ringrazio per la tempestiva risposta e la gentilezza.
    Allora sicuramente continuerò la ricerca dei pannelli in silicato di calcio che mi ha linkato oppure prenderò in considerazione l’ipotesi di acqustarli online. Per quanto riguarda questi pannelli oppure gli stessi Multipor, da quanto capito, andrebbero installati direttamente a sulla parete attuale senza doversi servire della controparte di cartongesso oppure mi sbsglio?
    Sul sito della Multipor tra l’altro leggo questo:
    12. Posso incollare il pannello isolante minerale Multipor, direttamente su legno o cartongesso?
    No, non è possibile. Il pannello isolante minerale Multipor può essere incollato solo su supporti rigidi tipo muratura e c.a.

    Grazie ancora per la disponibilità.

  27. @ vincenzo

    felice di esserle stato utile.
    insisterei nella ricerca di pannelli isolanti igroscopici ed eviterei polietilene espanso con cartongesso.
    può anche acquistare online il materiale: https://www.steacom.it/soluzioni-per-la-muffa/588-pannello-naturale-antimuffa-muffaway-klimaplatte-plus-spessore-40-mm-cm-61×100.html
    oppure scriva Lucca in questo link e si accontenti del Multipor: https://www.xella-italia.it/it_IT/trova-rivendita
    attenzione che l’isolante della parete va risvoltato a soffitto per attenuare il ponte termico.
    poi non so se le finestre rimangono quelle…
    il pavimento andrebbe isolato per guadagnare qualche grado di temperatura e allontanarsi dal rischio condensa ma non so che finitura ci sarà dopo il lavoro.
    se manca la quota, almeno un Feltro in canapa e poi il pavimento prefinito.
    la vmc nella finestra: anni fa avevo affrontato lo stesso problema inventando la soluzione, ma per questo progetto bisogna lavorare in pianta e in sezione con tutte le misure eccecc.
    comunque l’ideale sarebbe fare ripresa in bagno e mandata in taverna così da avere un flusso d’aria virtuoso grazie ad una vmc brevemente canalizzata da impostare con funzionamento solo in base al punto di rugiada

  28. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    Buongiorno Dottor Sampaoli,
    credo di aver letto voracemente una quarantina di articoli presenti sul suo blog e di aver imparato tantissimo in poco tempo grazie alla chiarezza delle su spiegazioni.
    Vengo subito al punto, mi trovo a Lucca, devo compiere dei lavori nella taverna completamente interrata di casa mia collegata con una scala interna, ci sono due bocche di lupo decentrate che sono grandi 137cmx73cm, altezza al solaio 2,40m, la costruzione della casa è relativamente recente, 2006, quindi credo le pareti esterne siano in cemento armato protetto da una guaina isolante, purtroppo non conosco altro a riguardo.
    Il progetto in corso d’opera prevederebbe un bagno e poi un ambiente aperto diviso magari da pareti di cartongesso tagliate prima di arrivare al soffitto per facilitare il più possibile la circolazione d’aria.
    Mi sono recato dal più fornito e grande centro specializzato in città per la fornitura di materiale edilizio isolante e mi è stato riferito che non hanno a disposizione gli isolanti in silicato di calcio che leggendo un suo articolo sono i migliori e ho declinato la proposta con lana di roccia dopo aver letto sempre uno dei suoi articoli.
    Mi è stato proposto di procedere con una controparete di cartongesso composta da un isolante in poliestere ignifugo anallergico riciclato da pet (Isholsint pet 20) accoppiato a una lastra in cartongesso con barriera vapore alluminio.
    Ho provato a ricercare questo materiale sul suo blog ma non sono riuscito a venire a capo se sia tra quelli che lei consiglia anche se in un articolo leggevo che isolanti fatti di petrolio non erano per nulla l’ideale.
    Le chiederei gentilmente un consiglio su quale materiale poter utilizzare al netto del fatto che i pannelli in silicato di calcio e derivati pare non siano disponibili in città almeno che io sappia.
    Quello che mi è stato proposto potrebbe andar bene o meglio utilizzare qualcosa di più naturale tenendo conto che siamo in una taverna? (con condizioni di umidità che le descrivo poco sotto).
    Altro dubbio riguarda l’installazione o meno di una vmc puntuale da installare incassata in una delle finestre, potrebbe essere d’aiuto o sarebbe una spesa superflua?
    Dovrei anche cambiare il pavimento o meglio ricoprire quello attuale, dovrei pensare di inserire un isolante tra quello attuale e il nuovo che mi hanno detto porterebbe via al massimo 1 cm?
    Le indico le condizioni attuali rilevate questa mattina alle ore 9:00, sono giorni di grandissimo caldo e le finestre come ho imparato da lei sono sempre chiuse dato che il punto di rugiada esterno è sempre maggiore di quello interno: temperatura pareti e solaio 21°, temperatura aria 22°, umidità relativa 70%, punto di rugiada rilevato con igrometro 17,3°, accendo il deumidificatore un paio di ore a notte sperando di fare cosa giusta.
    La ringrazio per la pazienza e per un’eventuale risposta.

  29. @ alessio

    il problema, anzi l’errore è l’estrattore che lavora h24 e porta nel seminterrato aria calda e umida che incontra zone fredde dice condensa

  30. Avatar Alessio Gigante
    Alessio Gigante

    Ciao possiedo un seminterrato di 20 mq che con giornate di scirocco e di alta umidità mi si bagna il pavimento ma ai muri niente muffa solo sul pavimento
    Ho isolato il seminterrato come le piscine
    Al momento ho un ariatore che spinge fuori aria h24 ma il problema persiste
    Con un condizionatore secondo voi risolvo??

  31. @ Luca

    in inverno il clima sarà più che gradevole, e sarà facile con vmc e riscaldamento.

    ora che è estate e si registrano 24/25 gradi con umidità relativa sempre superiore al 90% c’è un elevato rischio di muffa, quindi, purtroppo bisogna deumidificare per ristabilire la situazione.
    dopo di che si devono fare tutte le attenzioni del caso per non portare all’interno nuova umidità :
    – tenendo le finestre chiuse e NON aperte a vasistas
    – la vmc può occuparsi del ricambio aria visto che ha scambiatore entalpico.

    la finitura in cartongesso verde davanti alla lana di roccia non aiuta purtroppo perchè è materiale non adatto a comportarsi da “volano igrometrico” in grado di smorzare le fluttuazioni di umidità, contribuendo al benessere

    la prossima volta la progettiamo insieme la cantina nel seminterrato 😉

  32. Avatar Luca I.

    Buongiorno,
    ho da poco ristrutturato una cantina seminterrata di 80 mq (0.70 m fuori terra e 2.70 m interrati) con 5 finestre 1.20m x 0.50m anch’esse nuove.
    La cantina presentava una forte umidità assoluta, con poca umidità di risalita e molta umidità di spinta laterale dai muri che nella parte esterna non sono impermeabilizzati. La ristrutturazione aveva lo scopo di renderla abitabile per adibirla a piccolo ufficio e zona di svago. E’ stato fatto un vespaio areato con igloo a perdere di 0.40m per diminuire l’altezza e controparetato su tutti i lati con 6cm di lana di roccia e pannelli di cartongesso resistenti all’umidità. Abbiamo anche installato 2 vmc puntuali a doppio flusso con scambiatore entalpico viessmann 150 d (anche se avrei voluto che per tempo mi venisse quantomeno proposto la variante “+” che con una maggiorazione irrisoria integra diversi sensori e automatismi che mi avrebbero fatto comodo).
    Nonostante le accortezze prese mi ritrovo un locale con 24/25 gradi (molto gradevoli in questo periodo) e un’ umidità relativa sempre superiore al 90% (che rende il clima poco piacevole nonostante la temperatura). Ho provato a seguire i vostri consigli tenendo le finestre quasi del tutto chiuse durante le ore più calde (aperte a vasistas) e vmc spenta, areando la sera e mantenendo la vmc in modalità free cooling attiva tutta la notte, ma non sono comunque riuscito a far scendere l’umidità assoluta sotto i 20 g/m3. Ora mi chiedo se sto sbagliando qualcosa io o è stata sbagliata la progettazione e in questo caso cosa posso fare per mitigare la situazione estiva nella speranza che in inverno con riscaldamento e vmc accesi l’umidità sia più sopportabile.
    Grazie
    Buona giornata

  33. @ Luca

    attenzione alle informazioni che raccoglie! l’umidità è altissima proprio perchè lei sta misurando l’umidità relativa e non assoluta 😉

    quindi quando la taverna passerà dai 14°C ai 20°C sembrerà che l’umidità sia diminuita (ovviamente in assoluto è la stessa)

    dunque, la prima vera soluzione è alzare le temperature superficiali interne della muratura:
    dovrà rinunciare al mattone a vista!
    e prima di decidere il da farsi dovrà misurare il contenuto di umidità della muratura attuale per decidere i materiali che si possono usare.
    almeno una controllatina è indispensabile: https://amzn.to/3uoj1BA

  34. Buongiorno,
    possiedo una taverna sotto il livello stradale con mattoni a vista, in centro città , piuttosto antica…sono circa 30mq2 con due piccole finestre di circa 50cm x 70 cm che si affacciano su bocche di lupo. Sto cercando di renderla abitabile, almeno per qualche ora nel weekend, o per farce una cena con amici. Purtroppo l’umidità è altissima (credo di risalita ma forse anche dalla strada). Si parla dell’85% di umidità assoluta con punte del 90%. La temperatura è costante a 14 gradi, ma sto installando dei termosifoni per rendere la temperatura all’occasione più gradevole, anche se non desidero andare oltre i 20 gradi per via del vino stoccato appunto in taverna. ho provato di tutto ma non riesco a scendere sotto l’80% di umidità. Il deumidificatore, forse per via della bassa temperatura non riesce a portare la percentuale di umidità a livelli accettabili. Le finestre aperte, anche considerando il punto di rugiada e utilizzando per molte ore un ventilatore a piantana per far circolare meglio l’aria non sono in grado di modificare la percentuale di umidità. Potrebbe consigliarmi ? La ringrazio.

  35. @ alessandro

    forse io non sono riuscito a spiegarmi completamente, ma per approfondire può leggere qualche altro interessante articolo sullo stesso argomento umidità seminterrato condense ecc:
    https://espertocasaclima.com/2021/02/22/eliminare-muffa-casa-umidita-assoluta-relativa-temperatura-rugiada-igrometro/
    https://espertocasaclima.com/2019/05/09/umidita-in-casa-soluzione-condensa-umidita-muri-primavera-estiva/

    non sono riuscito a capire la stratigrafia della parete del suo interrato dall’interno all’esterno:
    pvc (cosa intende per pvc?)
    intercapedine aria mm.?
    intonaco mm.? (che tipo di intonaco?)
    muratura mm.? (che tipo di intonaco?)
    grossa intercapedine mm.? (che tipo di intercapedine? ventilata con l’esterno?)

    in che località ci troviamo?
    come è riscaldato questo interrato?

    fare un ricambio d’aria ad un ambiente di 75mq con una VMC da 350mc/ora mi sembra strano.
    ha uno scambiatore di calore entalpico?

  36. Avatar Alessandro
    Alessandro

    Buongiorno, ho letto con attenzione gli articoli, alla fine non ho capito bene come mi devo comportare. Io ho un piano di casa, circa 70/80 mq, completamente interrato, circondato da una grossa intercapedine, e dall’interno rivestito con PVC staccato dal muro. Ho delle finestre, che però danno sull’intercapedine. All’interno ho montato una VMC con recupero di calore della potenza di 350 mc/h. All’interno continuo ad avere temperatura intorno ai 20 gradi ma umidità all’80/90 %. Pensavo di risolvere con la VMC ma niente da fare. Sarei grato di ricevere consigli.Grazie.

  37. @ andrea

    beato chi può inventare qualche soluzione con Arduino! Se volesse pubblicare un articolo a tale riguardo, c’è una pagina vuota che la aspetta 😉

  38. Buonasera,
    ho terminato di automatizzare l’aerazione del mio interrato, non utilizzando ventilatori ma con aprifinestre elettrici, in quanto l’interrato è già dotato di ampie finestre vasistas che si affacciano su bocche di lupo. Sarebbe stato decisamente costoso e laborioso installare due ventilatori sulla finestra o, peggio, sul muro in cemento armato.
    Il risultato è molto buono, l’umidità assoluta non va mai oltre i 3 gr/mc e la temperatura non scende mai sotto i 15 gradi.
    La centralina me la sono autocostruita con Arduino, ma se a qualcuno dovessse interessare, navigando in rete mi sono imbattuto in una centralina che permette di utilizzare indifferentemente ventilatori o aprifinestra elettrici, ad un prezzo più basso della centralina più famosa/diffusa che si trova in rete. La centralina non è comunque economica (200/300€) ma l’impressione è che sia più moderna e flessibile.

    Andrea

  39. @ marco

    di certo, tenere a bada il livello di umidità interna con una VMC (similari? similari non esistono) è una soluzione al rischio condensa e alla qualità dell’aria interna.
    ovviamente non stiamo rimediando alle elevate dispersioni, segnalate dalle temperature superficiali interne troppo basse.

  40. Buongiorno Sig. Federico,
    ritorno sulla mia richiesta di qualche tempo fa relativa ad una parete di vetrocemento a camera singola, esposta all’esterno su cui si forma condensa e poi muffa. Dalla sua risposta deduco che mettere una seconda parete interna dello stesso materiale, non sarebbe risolutivo. Rischio di vedere il vapore infilarsi nell’intercapedine tra le due pareti di vetrocemento (e li in mezzo non potrei nemmeno pulire la muffa).

    La sostituzione della parete attuale con una di vetrocemento a doppia vetrocamera potrebbe essere risolutivo?

    E se invece installassi una presa d’aria (VMC o similari) in prossimità di quella parete? Pensa che un adeguato ricambio d’aria possa aiutarmi a contrastare il formarsi di condensa sul vetrocemento (sarebbe la soluzione meno invasiva anche se forse non risolutiva)?

    La ringrazio anticipatamente

  41. @ Marco

    dire l’80% in stagione fredda non ci dice ancora nulla sul contenuto di umidità dell’ambiente!
    bisogna mettere sempre in relazione la temperatura ambiente e la temperatura delle superfici interne per capire veramente cosa succede 😉

    esiste una centralina che comanda in base al ragionamento del punto di rugiada interno e punto di rugiada esterno, tedesca e non economica.

    se è già nell’ordine di idee per installare una vmc, io penso che la situazione è più o meno risolta con il suo lento funzionamento (ora bisognerebbe vedere la pianta per capire dove sia il miglior punto per installarla), ma tutto dipende dal microclima esterno!
    io non so se sia una casa in montagna, in campagna o al mare quindi è impossibile dire a priori in che periodo dell’anno e in che orari del giorno la vmc svolgerebbe bene il compito di deumidificare il seminterrato.

  42. Buongiorno Federico,
    ho una seconda casa spesso non abitata dove il piano seminterrato (comprensivo di vano scale, separato dal piano rialzato, ha un volume di circa 85 mc) non riscaldato è relativamente umido: diciamo l’80% in stagione fredda. Ho provato a installare un deumidificatore che raggiunge abbastanza facilmente un umidità del 60-65% ma con ovvi dispendi energetici non indifferenti.
    Ho studiato un po’ la situazione e letto con piacere i suoi articoli. Visto la situazione non grave è mia intenzione limitare l’intervento a una ventilazione meccanica controllata da sensore interno/esterno che potrebbe risolvere da sola il problema.
    Vanego alla domanda: quali sensori e soprattutto quale centralina posso acquistare per svolgere la funzione? Amici elettrici e idraulici non sanno aiutarmi non avendo mai affrontato il problema.
    Leggo che non ha interessi a vendere/sponsorizzare sistemi quindi mi permetto di chiedere dove rivolgermi per sistemi “casalinghi” che vadano bene allo scopo: se non molto costosi meglio ma purché svolgano bene il proprio lavoro e siano affidabili (spesso non li potrei controllare non abitandoci); se poi ci fosse la possibilità del collegamento in remoto per la verifica (non necessariamente il controllo) dei parametri nella stanza sarebbe un punto a favore ma non una caratteristica indispensabile.

    Grazie per l’attenzione
    Marco

  43. @ Andrea

    automatizzare l’apertura e la chiusura delle finestre del seminterrato seguendo l’andamento del punto di rugiada sarebbe ottimale.
    se trovasse qualcosa a buon prezzo e funzionante non esiti a pubblicare link prodotto.

  44. Buonasera Federico,
    nel mio piano interrato, piuttosto ampio (90 mq circa), ho già delle grandi finestre vasistas che si affacciano alle bocche di lupo in direzione nord da un lato ed est dall’altro.
    Attualmente areggio in modo manuale aprendo e chiudendo le finestre.
    Volendo arieggiare in modo automatico (controllando la temperatura di rugiada) è sufficiente mettere degli attuatori elettrici che aprano e chiudano le finestre, oppure è necessario installare dei ventilatori a basso consumo?
    Chiedo questo perchè l’installare dei ventilatori è più invasiva e dispendiosa (occorre forare i vetri delle finestre di cui sopra).

  45. non esiste una soluzione standard per i problemi di umidità ambiente

  46. ottimo articolo ma non viene dato alcun suggerimento su quale prodotto scegliere. Credo sarebbe molto utile. Ho una taverna di 80 mq e devo incanalare la vmc per circa 1,5 metri prima di arrivare alla griglia esterna.
    Quali sono le VMC adatte? dotate anche di questi sensori del punto di rugiada?
    Grazie

  47. @ Luciano

    il progetto generale non ha tenuto conto delle temperature superficiali interne del seminterrato.
    non conosco i dettagli costruttivi del seminterrato, ma immagino che ci sia uno strato isolante tra terreno e struttura verticale e orizzontale.
    l’umidità relativa misurata nel seminterrato è nella realtà ancora più elevata se andassimo a misurare il dato sulle superfici.

    non avendo tutte le informazioni sull’uso della cantina e sui ricambi d’aria e sulle ore di presenza ecc ecc non riesco a formulare una soluzione definitiva al problema.

    comunque è esattamente questo il problema del seminterrato: l’umidità assoluta dell’aria e le temperature superficiali interne.

    circa la sua VMC Zenhnder non so se abbia uno scambiatore di calore entalpico

  48. Avatar Luciano Francescato
    Luciano Francescato

    Ciao Federico
    Ho una nuova abitazione classe A+++ a Castelfranco Veneto su 3 piani di cui uno interrato.
    Ho riscaldamento-raffrescamento a pavimento (ogni stanza ha valvola e termostato con umidità gestito dalla domotica Comelit) più VMC Zehnder con deumidificatore centrlizzato controllato da un pannello in soggiorno.
    Questo pannello accende il deumidificatore, decide velocità e freecooling in dase alla soli dati del soggiorno.
    Tutti gli ambienti fuori terra sono confortevoli d’estate ma troppo secchi d’inverno (questo è il problema minore), ma lo scantinato è confortevole d’inverno ma troppo umido d’estate (ora 72% umidità) con comparsa di muffa sui battiscopa.
    La stanza caldaia con PDC e VMC+Deumidificatore è già una “centrale nucleare” e non facile intervenire aggiungendo un deumidificatore sulla tubazione vmc scantinato.
    Il dati di lavoro della VMC non sono modificabili dall’operatore.
    Volevo gestire tutto dalla domotica, ma dolo per farli comunicare il costo è di 1000€ e probabilmente Zenhnder “non cede il controllo” e non sono sicuro che Comelit la sappia gestire (a cominciare dal punto rugiada).

    Hai qualche idea per risolvere il problema?

  49. @ Francesca

    purtroppo non ho compreso bene: ci sono 2 camere con finestre abbastanza lunghe, ma ovviamente basse, nel seminterrato, dove si avverte umidità nelle ore notturne?
    dunque le pareti perimetrali delle camere fino alla quota di circa 1,5 metri sono contro terra?

    in che zona siamo?
    qual’è la temperatura ambiente?
    qual’è l’umidità relativa interna?
    quante persone dormono in queste 2 camere?
    quali sono le abitudini nell’arieggiare le camere in periodo di non riscaldamento?

    quando si è spento il riscaldamento?

    l’umidità che si avverte ora si avvertiva anche in periodo di riscaldamento?
    quali sono le abitudini nell’arieggiare le camere in periodo di riscaldamento?

  50. Avatar Francesca Mazzoli
    Francesca Mazzoli

    Buongiorno, una casa disposta su tre livelli di cui il più basso è un seminterrato con finestre abbastanza lunghe ma ovviamente basse. Intorno, su tre lati, ho una intercapedine che prende aria alle due estremità sotto due terrazzini e che presenta sempre alle estremità due porte per ventilarla. L’intercapedine è abbastanza asciutta da permettermi di tenere anche coperte e vestiti ma nell’ambiente delle due camere da letto si avverte comunque umidità soprattutto durante le ore notturne. Quale soluzione mi consigliate?
    Grazie
    Francesca Mazzoli

  51. @ Caterina

    è corretto portare un ricambio d’aria all’interrato canalizzando la VMC centrale.
    il problema che si potrebbe avere è l’apporto di troppa umidità dall’esterno nel periodo estivo se la VMC è prevista accesa anche nella stagione calda.
    tutto dipende dal progetto della deumidificazione.
    se manca la deumidificazione è comunque opportuno spegnere la VMC in estate o farla lavorare solo di notte con temperature esterne in calo.

    in realtà bisognerebbe fare ventilazione in estate seguendo con attenzione il punto di rugiada.
    potete approfondire questo importante argomento leggendo il mio articolo Eliminare la muffa in casa misurando il punto di rugiada

    visto che la casa è in costruzione progetterei un isolamento sul lato interno del solaio e delle pareti dell’interrato attenuando correttamente tutti ponti termici: questo per essere certi di avere temperature superficiali più elevate e non a rischio condensa.

  52. Avatar Caterina
    Caterina

    Buongiorno, sto costruendo una villetta familiare in casa clima in mezzo alla pianura padana. La casa è certificata al piano terra e al primo piano. Abbiamo poi deciso di adibire l’area interrata a spazio abitabile anche se senza finestre (inizialmente doveva essere un garage). Vale la pena collegare il piano interrato alla VMC del resto della casa oppure genero delle inefficienze dovute inevitabilmente alle temperature più fredde dell’interrato? Grazie

  53. @ gianni

    dalla sua descrizione abbiamo un sottotetto non riscaldato separato dal volume riscaldato sottostante da uno strato isolante orizzontale.
    si deduce che
    i quasi 10°C del sottotetto sono dovuti in parte dall’irraggiamento solare e in parte dalle dispersioni verso l’alto del piano riscaldato
    il 93% di umidità relativa nel sottotetto a 10°C non significa lo stesso contenuto di vapore di un ambiente riscaldato a 20°C:

    infatti 1 mc aria del sottotetto a 10°C contiene circa 8 grammi di vapore, lo stesso vapore contenuto in in 1 mc aria dell’ambiente riscaldato a 20°C con umidità relativa al 50% (abbastanza asciutto e confortevole).

    su una cosa lei ha ragione: il 93% di umidità relativa nel sottotetto a 10°C è un po’ troppo elevato!
    quali potrebbero essere le cause di questo 93% di umidità relativa nel sottotetto a 10°C?
    di certo non il meteo esterno!
    quindi è lei che sta producendo umidità nel sottotetto:
    – infiltrazioni dal tetto?
    – infiltrazioni d’aria dall’ambiente riscaldato al sottotetto?

    probabilmente il sottotetto è in comunicazione con l’ambiente riscaldato attraverso spifferi impiantistici (elettrici, antenna ecc)(idraulici), architettonici, la botola di accesso dal piano inferiore.

    tutte queste criticità permettono una forte migrazione del vapore dal piano riscaldato al sottotetto non riscaldato.

    qui bisogna intervenire. e prima ancora prenda 10 minuti per leggere l’articolo delle “caraffe” che la illuminerà sull’umidità relativa e assoluta.

  54. Buongiorno,
    Ho una soffitta non riscaldata, adibita a deposito, con una temperatura invernale di 8-10°C: è posta sopra l’isolamento termico della casa.
    L’umidità invernale arriva facilmente al 93% e si forma condensa su tutti gli oggetti.
    Il deumidificatore risolve il problema, ma resta sempre acceso e consuma 10-12 kWh al giorno per estrarre 5-6 litri d’acqua e abbassare l’umidità di 100 mc d’aria al 68%.
    Arieggiare in base al punto di rugiada, in questo caso, può aiutare a ridurre l’umidità e limitare l’intervento del deumidificatore? Che portata d’aria dovrei prevedere, in rapporto al volume del locale?

  55. @ marco

    eh sì, il vecchio buon mattone vetro è disperdente. sarebbe una soluzione ordinare una vetrata isolante e installarla sul lato interno ma potrebbe succedere che nell’intercapedine passi un pizzico di vapore, per fiancheggiamento. e a quel punto lei mi ucciderebbe.
    ne parlo così… senza aver visto lo stato di fatto

  56. Buongiorno,
    spero di non andare fuori tema. Ho una villetta a schiera con scala interna. Il vano scala viene illuminato da una doppia fila di mattonelle di vetrocemento (che danno verso l’esterno) che parte dal piano terra e arriva fino piano superiore. Questa è ovviamente una zona della casa più fredda rispetto al resto dei locali. Comprendo l’importanza di arieggiare, ma non posso aprire il vetrocemento. All’inizio dell’autunno, non appena la temperatura cambia, il vetrocemento si riempie di condensa. Dopo qualche settimana si forma della muffa (che ho rimosso più volte). Il problema persiste per tutta la stagione invernale. Per ragioni estetiche Non posso rimuovere il vetrocemento (sono in un condominio). Mi hanno suggerito di realizzare una contro parete interna (un infisso o una seconda parete di vetrocemento) oppure di sostituire il vetrocemento attuale (a camera singola) con una versione a doppia camera. L’obiettivo sarebbe ovviamente quello di “isolare” meglio la zona. Pensa che potrebbe funzionare?

  57. Avatar Federico Sampaoli