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Eliminare la muffa in casa misurando il punto di rugiada con 30€

Muffa e condensa in casa, un bel problema – risolviamolo per sempre, e in modo naturale!

Per ottenere un ambiente sano e più asciutto senza investimenti, senza fatica e senza incaricare qualcuno, dobbiamo essere astuti.

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Con “astuzia” non intendo “fregare qualcuno”, intendo acutezza, ingegnosità, sottigliezza e intelligenza. Avete queste 4 fantastiche doti e 30€?
No non vi sto suggerendo l’apparecchio magico che asciuga i muri bagnati con il campo magnetico. Restiamo coi piedi per terra!

diminuire l’umidità interna

Abbasseremo l’umidità interna in modo del tutto naturale, arieggiando con le istruzioni che ora vi darò:

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Ci servono 2 sensori per capire quando fare un ricambio d’aria e quando NON farlo:

  • un sensore analizzerà temperatura e umidità interne
  • l’altro analizzerà temperatura e umidità esterne

capiamo l’umidità relativa (UR%)

Purtroppo tutti gli igrometri in vendita, o che avete già comperato, misurano l’umidità relativa (UR%) che in realtà non ci dice nulla di utile e interessante perchè è un dato che è influenzato fortemente dalla temperatura dell’aria – per capirci:

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  • se d’estate leggiamo fuori +35°C con 50% di umidità relativa non inganniamoci (quest’aria calda contiene quasi il doppio del vapore che contiene l’aria in casa con 20°C e UR 50%) infatti l’omino nero è andato a chiudere le finestre!
  • se d’inverno leggiamo fuori -5°C con 95% di umidità relativa, non inganniamoci (l’aria fredda è molto secca! e affatto umida).

capiamo le condense estive

Nel disegno sopra, vediamo la tipica situazione di un seminterrato, o di una taverna, o di un piano terra, dove in primavera estate si rischiano le cosiddette condense estive (le murature sono ancora fresche mentre la stagione porta con sé temperature esterne sempre più elevate: se l’aria calda esterna è lasciata entrare, il vapore contenuto condensa in casa. Compare la muffa!

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diminuire l’umidità interna in modo naturale

Come promesso all’inizio, abbasseremo l’umidità interna in modo del tutto naturale e senza isolamento termico interno, senza impianto di ventilazione meccanica controllata VMC e senza… fatica.

dobbiamo capire il Punto di Rugiada

Prima di tutto impariamo cos’è il punto di rugiada: dopo una notte fresca il prato risulta bagnato oppure c’è una leggera nebbiolina bassa, cos’è successo? l’aria calda del pomeriggio si è raffreddata durante la notte e l’umidità, sospesa sotto forma di vapore, è condensata, sui fili d’erba per esempio.
Questo fenomeno ci indica che l’umidità relativa sul prato è arrivata al 100%.


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L’aria calda con 30°C e UR 50% condensa già sotto i 19°C.

ricorda: scende la temperatura e sale l’UR%

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Chi è alle prime armi con un impianto radiante a pavimento che viene usato in raffrescamento avrà forse già vissuto l’esperienza del pavimento bagnato: se il pavimento in casa ha solo 19°C è un attimo trovarlo bagnato, di condensa, spalancando le finestre nel momento sbagliato!

quindi, scende la Temperatura e sale l’UR%

per esempio:

  • 30° C con 50% di UR contengono 15,3 grammi di vapore in 1 metro cubo di aria
  • ma gli stessi 15,3 g di vapore contenuti nella stessa aria raffreddata a 15°C indicheranno oltre il 100% di UR: perchè già a 18,5°C corrisponde il punto di rugiada
  • a 18,5°C il vapore, da gassoso, diventa liquido

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capiamo l’umidità assoluta

Ricordiamoci sempre: l’aria calda contiene, sempre, molta più umidità dell’aria fredda. Aiutatevi pensando alle grosse gocce delle piogge tropicali.
Quindi sotto il punto di rugiada, raggiunto il 100% di UR, o piove o c’è nebbiolina.

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l’umidità relativa UR% varia in funzione della Temperatura

Abbiamo imparato che l’umidità assoluta (quantità di vapore in grammi per metro cubo) è sempre la stessa: è l’umidità relativa UR% che continua a variare in funzione della Temperatura!

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Se in casa abbiamo elevata umidità e la finestra è scadente, il vapore condensa sulle zone più fredde del vetro:

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La cosa buffa di questa tipica situazione di serramento che gocciola è che spesso la “massaia” passa lo straccio, asciuga per bene il vetro e le cornici, poi apre lo straccio bagnato e lo stende accuratamente ad asciugare sopra il termosifone, che sta sotto la finestra. Perchè fuori è freddo, non si asciugherebbe mica 😉 . E così la giostra ricomincia daccapo e lo straccio bagnato si asciuga, il vapore torna nella stanza, raggiunge tutte le zone fredde e condensa nuovamente. Piano piano le zone più fredde iniziano a mostrare la proliferazione della muffa e le cattive abitudini continuano… inesorabili.

accumulare troppa umidità in casa

Ognuno di noi, nell’ambiente chiuso, produce nelle 24 ore anche 3 litri di vapore (a seconda delle attività svolte) oltre che una discreta quantità di CO2: arieggiare è necessario.


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E’ necessario arieggiare, ma quando? Solo quando l’aria esterna contiene meno umidità di quella interna. Quando può farsi carico di ulteriore umidità (se l’aria esterna ne contiene troppa (ad esempio in estate), se entra in casa la cede in casa):

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  • leggere umidità relativa UR 51%, può ingannarci e apparire secca, MA è riferita ai 28°C, quindi in realtà contiene un bel po’ di umidità! Guai a lasciarla entrare in casa!

Ogni apporto di nuovo vapore all’aria interna determinerebbe un aumento dell’umidità relativa (UR) in casa. Non dimenticate che l’umidità in casa viene anche accumulata dai tessuti, dai mobili, dai materassi, e dall’intonaco interno.

E’ sbagliato e pericoloso accumulare troppa umidità in casa: possono succedere tante cose spiacevoli: possiamo arrivare fino alla saturazione, iniziando con le condense superficiali interne e il rischio muffa (già oltre il 70% di umidità relativa interna).

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Dobbiamo fare molta attenzione ed eseguire un corretto ricambio d’aria: quando l’aria esterna contiene meno umidità di quella interna. Logico no?

2 sensori + il nostro ingegno

Eccoci finalmente ai 2 sensori:

  • il sensore esterno rileva Temperatura e umidità relativa esterna,
  • il sensore interno rileva Temperatura e UR interna. 

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Il Termo igrometro “evoluto”, che d’ora in poi chiameremo “Termo igrometro Sapiens“, riesce a calcolare il punto di rugiada: è il punto di rugiada che ci racconta la vera verità sul contenuto di umidità dell’aria!

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E’ il punto di rugiada che ci permette di fare un confronto realistico!

vapore in grammi per metro cubo d’aria ad una certa Temperatura con una certa UR%

Senza Termo igrometro Sapiens, non ci resterebbe che trovare quanti grammi di vapore sono contenuti in 1 metro cubo di aria guardando continuamente questa tabella:

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Saremmo disposti, prima di arieggiare, a confrontare la quantità di vapore in grammi per metro cubo d’aria interna ed esterna? Saremmo costretti a tenere sul davanzale interno un foglio con la tabella “temperatura interna – UR% – e vapore in g/mc”. 

E’ questa la vita che sognavi?

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La regola di arieggiare quando fuori è più fresco

In inverno possiamo anche rilassarci: l’aria esterna è SEMPRE più secca di quella interna.

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qualche esempio invernale:

-5°C (un freddo cane fuori!) con UR 90% (un bel secco là fuori!) solo 3 grammi di vapore per mc!

0°C (un bel freddo fuori!) con UR 90% (un bel secco là fuori!) solo 4,5 grammi di vapore per mc!

+10°C (un po’ freddo fuori!) con UR 90% (ancora secco là fuori!) solo 8,4 grammi di vapore per mc!

+20°C (un bel caldino in casa!) con UR 60% (una bella umidità in casa!) ben 10,4 grammi di vapore per mc!


quando arieggiare nelle altre stagioni

In primavera, in estate e specialmente in autunno dobbiamo stare molto in guardia! 

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Non è detto che l’aria un po’ più fresca fuori contenga meno umidità di quella interna:

esempio:


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  • dentro 27° C con 60% di UR (15,5 grammi di vapore per mc)
  • fuori 20° C 

meglio arieggiare o non arieggiare?

ventilate or not to ventilate, scriverebbe William Shakespeare nel suo Hamlet…

sì, si può arieggiare, ma solo se la temperatura esterna di 20° C ha UR < 85%

infatti solo aria a 20° C con UR < 85% contiene meno di 15 grammi di vapore per mc.

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C’è un modo per capire se l’aria esterna sia più secca dell’aria interna senza fogli, tabelle o calcoli da fare?

Avere 2 termo igrometri, uno sul davanzale interno e uno sul davanzale esterno, lo abbiamo visto, non basta! Che fare?

Dobbiamo arrenderci e comperare 2 “Termo igrometro Sapiens”, solo quelli Sapiens riescono a calcolare il punto di rugiada:

  • la differenza del punto di rugiada decide la ventilazione

punto di rugiada interno > punto di rugiada esterno = spalanca le finestre!

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Dicevo poco sopra: in primavera, in estate e specialmente in autunno dobbiamo stare ben in guardia! Perchè?

Facciamo un esempio e lo capiremo subito:

  • dentro 23,5° C con 53,2% di UR
  • fuori 22,4° C con 43,6% di UR
  • dubbio: conviene fare ventilazione o no? bella domanda vero?

conviene fare ventilazione:

  • dentro 23,5° C con 53,2% di UR significa che abbiamo il punto di rugiada a 13,4°C
  • fuori 22,4° C con 43,6% di UR significa che abbiamo il punto di rugiada a 9,4°C
  • CONVIENE fare ventilazione!!! infatti 13,4° > 9,4°C

FINALMENTE HO CAPITO!

punto di rugiada interno > punto di rugiada esterno = spalanca le finestre!

Ma quindi, basta che acquistiamo un igrometro Sapiens che ci dice l’umidità assoluta esterna e interna, cioè il punto di rugiada (dew point in inglese e Taupunkt in tedesco)?

Leggiamo il dato e arieggiamo casa eliminando un sacco di umidità e soprattutto non ne facciamo entrare ancora di più, inconsapevolmente?

un igrometro Sapiens

No non basta andare su Amazon! Non esiste un igrometro Sapiens che ci restituisce i 2 dati!

Eh già, esistono più termometri con sonda “per grigliate perfette” che per manutenere casa in modo intelligente. La legge della domanda e dell’offerta 😉

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Però possiamo usare la nostra ingegnosità:

  • acquistare un igrometro Sapiens da tenere sul davanzale interno
  • acquistare un igrometro Sapiens da tenere sul davanzale esterno
  • confrontare il dato DEW POINT interno ed esterno
  • decidere se fare ventilazione o no

Ho fatto lunghe ricerche per trovare finalmente un igrometro capace di calcolare il Punto di Rugiada. E’ una rarità. Si può dire che ci siano solo 3-4 modelli in tutto e i prezzi sono molto ballerini. Attenzione anche alle consegne, alcune né sono gratuite e né sono veloci. Purtroppo questo c’è, dobbiamo accontentarci. Se nei prossimi mesi scoverò altri igrometri Sapiens non mancherò di segnalarveli:


Qui sotto ho anche evidenziato dei termo igrometri che fanno finta di essere Sapiens: ci indicano che l’umidità interna è così elevata che il rischio muffa è elevatissimo. Interessante, non c’è dubbio, ma l’igrometro non mi ha ancora detto se posso fare ventilazione aprendo la finestra o rischio di aggravare la situazione facendo entrare ancora più umidità in casa? Belli, ma inutili:

breve sommario:

  • arieggiare seguendo le istruzioni
  • analizzare temperatura e umidità relativa interno-esterno
  • evitare le cosiddette condense estive
  • evitare l’accumulo di umidità e la saturazione
  • verificare il contenuto di vapore in grammi per mc di aria
  • verificare il punto di rugiada interno-esterno
  • punto di rugiada interno > punto di rugiada esterno = spalanca le finestre!
  • ci servono 2 igrometri Sapiens

conclusione:

Se non possiamo permetterci un intervento di coibentazione interna e nemmeno l’acquisto di una o più macchine per ventilazione meccanica controllata VMC puntuali con recupero di calore, dobbiamo gestire correttamente  e manualmente il ricambio dell’aria.

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Per evitare i danni e i rischi per la nostra salute dovuti alle muffe in casa (UR interna >70%, nelle zone interessate da ponti termici è facile andare oltre all’ 85%) dobbiamo fare ventilazione manuale solo quando il punto di rugiada interno > punto di rugiada esterno.

Il costo di una bonifica interna dalle muffe è ben più elevato di un paio di igrometri Sapiens.


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18 commenti su “Eliminare la muffa in casa misurando il punto di rugiada con 30€”

  1. grazie per l’articolo! adesso è tutto davvero chiaro! Grazie Federico per i chiarimenti ricevuti!

  2. Nella descrizione della merce si legge che verifica se la differenza di umidità assoluta tra esterno ed interno supera +-0.8g/mc con relativa icona di avviso.

  3. Buonasera e complimenti per l’articolo molto ben dettagliato!
    Avendo problemi di umidità di vario tipo, mi sono addentrato nell’argomento ed ho trovato un termo igrometro che non riporta direttamente le temperature di rugiada interna ed esterna, ma fa comunque un confronto tra le umidità assolute ed indica se è il caso o meno di arieggiare.
    Lascio il link https://a.aliexpress.com/_mtso3OS anche per un parere.

    Un saluto
    Gianluca

  4. @federico per uno dei muri affetti da umidità di risalita potrebbe essere un problema di pioggia di rimbalzo sul marciapiede piastrellato (non mio), mentre quello con la stiferite no perché c’è un tetto che copre ampiamente la parte e non ci piove mai. Potrebbe invece essere sempre in ombra, quello si. Ad ogni modo grazie per i suggerimenti, e speriamo a primavera di avere nuovi buoni risultati!

  5. @ isabella

    se le murature perimetrali che mostravano problemi di risalita sembrano sane dopo l’applicazione dell’isolante esterno tipo Stiferite fatto dal padre, allora può essere che non si tratti di umidità di risalita ma solo di acqua di rimbalzo delle piogge: il muro intonacato, assorbendone una parte, può mostrare danni simili alla risalita senza essere risalita.
    quindi questo aspetto va chiarito prima di sbagliare lavoro.

    se in primavera si imbiancherà, meglio pitture alla calce, anche per la salute.

    il solaio della soffitta non isolato permette le dispersioni invernali in soffitta, è facile isolare il pavimento con pannelli appoggiati, quindi è un lavoro da fare subito subito. con 20€/mq possiamo isolare con fibra di legno densità 120kg/mc e spessore 10cm con un enorme beneficio estivo (perchè l’estate arriva sempre 😉 )

  6. @federico l’apparecchio che ho io è quasi uguale, ha i pulsanti dietro, ma la grafica è identica. C’erano anche comprese le pile e il tassello Fischer per metterlo al muro! In effetti a primavera dovrei imbiancare alcune stanze e fare dei piccoli lavori di manutenzione, potrei approfittare e mettere i pannelli. Sono tipo quelli che ho trovato descritti anche su questo sito? Igroscopici ecc? Le pareti interne e confinanti con la casa a fianco non hanno problemi, i muri perimetrali invece si. Tranne uno che anni fa mio padre coprì esternamente con dei pannelli isolanti (stiffelite? Può essere?) e da quel momento quella parete è sempre rimasta asciutta e sana. Ho anche pensato che potrebbe essere utile isolare il solaio della soffitta. Il tetto ha già migliorato molto il clima della casa, in estate soprattutto è molto più fresca, però mettere qualcosa anche a livello solaio mi pareva una buona idea. Non posso fare grossi lavori, ma con quelli piccoli e un po’ di intelligenza sono sicura di poter migliorare molto.

  7. @ isabella

    ottima notizia: La caldaia invece l’ho cambiata nel 2018 con una Junkers a condensazione, si è ripagata in pochissimo tempo da sola.

    quindi anche il termoigrometro Auriol da due soldi di Lidl per non fare nomi, ha confermato che ragionare con il punto di rugiada e dunque con l’umidità assoluta è l’unica cosa veramente importante da fare per ottenere un abbassamento dell’umidità in casa. forse era questo?

    l’umidità di risalita nella muratura dovrebbe essere non dico risolta ma almeno gestita: si potrebbe isolare dall’interno con pannelli isolanti specifici capaci di sopportare la migrazione del vapore in tutti i sensi oppure progettare un drenaggio perimetrale esterno.
    con i pannelli posso ottenere “la cura” e anche un rinnovo estetico delle finiture interne.
    con il drenaggio devo scavare 😐

  8. Buongiorno! Confermo, ho i termosifoni, l’impianto ha più di vent’anni ma l’idraulico mise già tutti i tubi con le guaine isolanti. La caldaia invece l’ho cambiata nel 2018 con una Junkers a condensazione, si è ripagata in pochissimo tempo da sola. Gli apparecchi magici sono marca Auriol, presi alla Lidl. Loro periodicamente propongono articoli in offerta, quindi è probabile che ritornino disponibili. Hanno indicatore di temperatura, UR e punti di rugiada, e segnala se c’è rischio muffa, se è troppo secco, o se c’è rischio influenza. Appena li ho visti li ho presi al volo! Ora per esempio ho dato aria alla casa per circa 10 minuti e la temperatura interna (19°,) si è abbassata di qualche decimo, fuori è a 17°, mentre il dp è crollato da 16.8° a 13.3° e ora ho richiuso le finestre. A breve credo che farò partire il riscaldamento. Lo scorso anno la prima cosa che ho notato è stata la scomparsa della sensazione di umidità anche nei vestiti al mattino. Casa mia purtroppo è una costruzione degli anni ’50, bifamiliare, con problemi di umidità di risalita lungo i muri esterni, e di condensa che sto cercando di risolvere. Il tetto è stato rifatto con pannelli isolanti alcuni anni fa, e gli infissi sono tutti recenti, in alluminio con doppi vetri, però credo ci siano diversi ponti termici, per esempio i davanzali. Un po’ alla volta sto cercando di risolvere i problemi grazie anche a pagine come questa.

  9. @ isabella

    finalmente una bella notizia, anzi una isabella notizia!
    posso sapere se la mandata della caldaia al minimo, con una puntata a 42° nelle settimane più fredde, e accensione 24/24 del riscaldamento, era riferita ad un radiante a pavimento o ai termosifoni? immagino termosifoni.

    incredibile il termoigrometro con punto di rugiada a 6,99€… ha un link del prodotto o una marca per fare ricerca?

  10. Buonasera, innanzitutto grazie per gli articoli molto istruttivi. Lo scorso inverno, tenendo la mandata della caldaia al minimo, con una puntata a 42° nelle settimane più fredde, e accensione 24/24 del riscaldamento, ho abbassato i consumi quasi di un terzo! E senza mai sentire freddo. Ho un problema di muffe da condensa, e ho trovato due apparecchi sapiens alla ridicola cifra di 6.99 l’uno al supermercato. Hanno oltre a tutto il resto, il punto di rugiada, e sto vedendo con i miei occhi quanto velocemente si abbassa con pochi minuti di apertura delle finestre. Spero davvero che sia d’aiuto! Grazie ancora!

  11. @ paola

    se è inverno, praticamente sempre il punto di rugiada è minore di quello interno proprio perchè la temperatura è molto più bassa, quindi aprendo le finestre per pochi minuti e soprattutto facendo una corrente d’aria, NON raffreddo la casa perchè tutta la struttura e il contenuto si comportano come un accumulo di calore, mentre l’aria calda e umida e con co2 elevata sarà uscita.

    Se è estate e fuori fa molto più caldo che dentro, aprendo le finestre riscaldo la casa! e non solo! rischio di portare dentro umidità e alzare il rischio di condense estive (questo ai piani bassi solitamente).
    D’estate è molto complicato e la soluzione per arieggiare intelligentemente è la ventilazione notturna se possibile o alle prime ore di luce del mattino

  12. Ho un dubbio: se è inverno e fuori il punto di rugiada è minore di quello interno, comunque la temperatura è molto più bassa, quindi aprendo le finestre raffreddo la casa!
    Se è estate e fuori fa molto più caldo che dentro, aprendo le finestre riscaldo la casa! C’è una soluzione?
    Grazie per le tue idee, sempre utili.

  13. @ algabeta

    grazie della segnalazione del link Free Online Interactive Psychrometric Chart.

    purtroppo non ho ancora trovato nulla di economico per gestire secondo il punto di rugiada una ventilazione

  14. Grazie per l’ottimo articolo.
    Per la misura ( interpolazione) della temperatura di rugiada (dew point) servono sì apparecchi in coppia “sapiens”( oppure un calcolatore psicrometrico ad es. http://www.flycarpet.net/en/PsyOnline ) ma sarebbe importante poter avere una “uscita” elettrica differenziale tra esterno ed interno in modo da far azionare apparati di ventilazione in maniera autonoma e non presidiata.
    Che Lei sappia esiste qualcosa in tal senso senza ricorrere a costosi apparati a microprocessore?
    Grazie AlGaBeTa

  15. @ Tiziana

    non tutti gli ambienti sono a rischio muffa e condense estive. di solito si tratta dei piani terra oppure seminterrati dove le temperature superficiali interne restano basse più a lungo man mano che la stagione calda avanza.

    il problema delle muffe degli angoli nelle camere nasce dalla impossibilità di arieggiare mentre si dorme e molte ore con finestre chiuse significa accumulare molta umidità in ambiente. aggiungiamoci il fatto che la temperatura più bassa in camera da letto è preferita dalla maggioranza delle persone ed eccoci con la muffa negli angoli, o dietro gli armadi, dove le temperature superficiali sono così basse che le spore trovano una condizione perfetta per proliferare.

    fareste bene a pensare ad una VMC, anche per la qualità dell’aria che respirerete la notte con concentrazioni di CO2 molto inferiori ad oggi.
    non conosco la situazione e non so se ci sia un bagno attiguo ma la condizione migliore di installazione di una vmc sarebbe proprio poter avere una breve canalizzazione verso un 2° locale in modo da avere un flusso d’aria virtuoso e molto efficace.
    a seconda della distribuzione degli ambienti in pianta forse è possibile servire anche più di 2 ambienti garantendo un minimo minimo ricambio d’aria che oggi non esiste.

    non sono favorevole solo alle vmc decentralizzate con funzionamento intermittente.

  16. Buongiorno, avrei un dubbio. Lei parla di arieggare in estate e primavera solo se il punto di rugiada esterno e inferiore a quello interno,altrimenti rischio muffa. Il mio problema però è la muffa nel periodo invernale sulla parete esterna e nei suoi angoli della camera, in estate e primavera inoltrata abbiamo in tutta la casa le finestre praticamente sempre aperte in quanto abbiamo i condizionatori solo nelle camere da letto e li accendiamo solo quando andiamo a dormire. Non potrei restare con le finestre chiuse in estate. Comunque complimenti per il suo sito, pieno di informazioni interessanti. Abbiamo anche considerato l’installazione di una vmc, ma mi sembra di capire che non è favorevole a quella decentralizzata, però il nostro problema è limitato ad una parete. Eventualmente ci saprebbe indicare un buon installatore? Noi siamo in provincia di Milano ovest. Grazie


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