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Isolamento interno igroscopico, un igroregolatore dell’ambiente

Igroregolatore, igro = umidità >> che regola l’umidità 🙂

Igrometro, igro = umidità >> che misura l’umidità 🙂

Igroscopico, igro = umidità >> che assorbe l’umidità (allo stato di vapore) 🙂

progettare un isolamento interno

Scegliere e progettare un isolamento interno sembra facile, ma non è difficile: a patto di conoscere alcuni punti chiave per evitare di sbagliare tutto il lavoro, fare danni da condense interstiziali e magari portarsi anche veleni in casa. Veleni 😐 materiali meno salubri è più politicamente corretto – non commettere inutili anglicismi 😉

materiale isolante igroscopico

Un isolante igroscopico fa 4 cose che non tutti sanno fare, o almeno non ci riescono contemporaneamente:

  1. riesce a gestire l’eventuale condensa che potrebbe formarsi su una superficie più fredda delle altre (pensate alla parete che avete appena isolato)
  2. riesce a svolgere la funzione di igroregolatore dell’ambiente in modo naturale
  3. isola pur sopportando un carico di umidità
  4. non nuoce alla salute.

Eppure, ancora oggi, dopo anni di errori madornali nelle soluzioni di isolamento termico vedo proposte di isolamento interno “poco attente alle conseguenze nel tempo”.

quali conseguenze?

Di vario tipo: per la salute, per il portafogli, per il tempo perso, per la rabbia di dover rifare il lavoro.

Mi domando perchè un intervento così delicato venga trattato con così tanta superficialità, badando solo a valori di “secondaria importanza”:

  • lo spessore finale del pacchetto isolante interno
  • la trasmittanza termica U ottenibile post operam
  • il prezzo €/mq

perdere meno spazio abitabile possibile

Lo so che vogliamo perdere meno spazio abitabile possibile, e so che il senso di tutto è contenere le dispersioni termiche attraverso la parete, ma è possibile che non si pensi un attimo

  • alla salubrità dei materiali che ci mettiamo in casa o addirittura in camera da letto
  • ai rischi di condensa interstiziale e superficiale dietro all’isolamento aggiunto
  • alla tenuta all’aria della stratigrafia che vogliamo realizzare
  • alla gestione degli impianti elettrici e idrosantari che si troveranno dietro all’isolante passando dal freddo al caldo e viceversa

amico degli impianti

E’ anche amico degli impianti VMC e deumidificazione perchè li aiuta a gestire i picchi di umidità interna elevata. Insomma tiene a bada ogni reazione delle condizioni termo-igrometriche in casa.

Esiste sempre una certa quantità di vapore contenuto nell’ambiente interno, lo potete misurare con qualsiasi termoigrometro che vi indica l’umidità relativa (relativa alla temperatura ambiente!).

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Se progettiamo un isolamento interno igroscopico, il vapore contenuto nell’ambiente interno è libero di entrare anche nell’isolamento interno:


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Come detto prima, l’isolante igroscopico non è danneggiato dal vapore che lo attraversa nemmeno se questo condensa:

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Isola pur sopportando un carico di umidità:

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La spinta del vapore dall’interno verso l’esterno tipica della stagione del riscaldamento si inverte appena dopo la primavera:

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La condensa che eventualmente è contenuta nell’isolante se ne esce, asciugando il pacchetto isolante:

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Il carico igrometrico è gestito completamente dalla natura del materiale isolante e noi non ce ne dobbiamo preoccupare affatto 🙂

materiale edile igroscopico

Ho parlato di isolante, ma igroscopico può essere anche un intonaco (pensate alla calce, all’argilla ecc), e igroscopico può essere un blocco da costruzione (pensate al laterizio che è argilla cotta)

materiale isolante igroscopico

L’igroscopicità di un materiale non dipende dal suo potere isolante, sia chiaro, ma dalla sua naturale capacità di assorbire e rilasciare umidità, cioè vapore!

e la posa?

E la buona riuscita del lavoro dipende anche da come incolliamo il pannello alla parete fredda:

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Il collante va steso su tutta la superficie del pannello con spatola dentata:


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Si può anche preparare la parete col collante:

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O entrambe le soluzioni:

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e la sua capacità isolante? è forte?

Il pregio di un materiale isolante igroscopico è fondamentalmente quello di non perdere la sua capacità isolante e di non rovinarsi durante i cicli di assorbimento-rilascio 😉

Ho sottolineato che la sua capacità isolante non decade, ma non sognamoci di avere valori di Conducibilità Termica Dichiarata bassissimi. Accontentiamoci 🙂

scoprire la capacità igroscopica di un materiale

Nella scheda tecnica di un materiale si può capire se l’isolante sia certificato sulla sua capacità di assorbimento in acqua in relazione alla densità e in base a queste informazioni possiamo fare la verifica del carico igrometrico sostenibile dalla stratigrafia dove abbiamo previsto quel materiale.

Un pannello isolante igroscopico, capillare, traspirante ed alcalino (ph 10,3) come quelli in calcio silicato riporterà nella scheda tecnica valori come questi:

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dal punto di vista igrometrico

E’ il pannello isolante igroscopico che riesce a gestire nella sua massa un certo carico di umidità senza i tipici problemi delle condense interstiziali proprio perché è il materiale stesso a gestire i grammi di acqua che sono migrati dall’ambiente riscaldato al materiale isolante (il carico igrometrico) diffondendolo al suo interno, capillarmente per esempio.

un’ottima capacità igroscopica

Se il materiale è capace di gestire tutta questa acqua di condensa dimostra di avere un’ottima capacità igroscopica. Ovviamente in una zona climatica mite il materiale non è messo a dura prova come lo sarebbe  in zona climatica fredda dove la spinta di pressione verso l’esterno è molto più forte viste le grandi differenze di temperatura esterno-interno.

in zona climatica E e F

In due parole: in zona climatica E e F dobbiamo tenere gli occhi ben aperti se ci inventiamo un isolamento interno e non vogliamo creare al committente ulteriori problemi 😉


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Una stessa identica stratigrafia in zona climatica A B C o  anche D magari nemmeno condensa.

capacità igrometrica del pannello in calcio silicato

Il pannello isolante in calcio silicato della scheda tecnica che ho indicato sopra, ha una capacità di assorbimento capillare pari al 270% del suo peso e la sua densità è ben 225 kg/mc

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facciamo una verifica della capacità igrometrica di un pannello in calcio silicato spessore 4cm:

225 kg/mc * 0,04m = 9 * 270% = 24,3 kg/mq

24.300 grammi di vapore per metro quadro di superficie sarebbe la capacità di assorbimento del pannello isolante, certamente ampiamente superiore alla condensa accumulabile dalla stratigrafia durante il periodo invernale con l’eventuale formazione di condensa.

i limiti normativi

Ricordiamo che i limiti normativi, cioè il limite di condensa riassorbibile nella stagione estiva resta sempre fissato in 500 grammi di vapore per mq.

Poi la norma non considera il carico igrometrico massimo gestibile dal materiale che scegliamo.

un paracadute perfetto in ogni situazione

Si potrebbe dire che un pannello isolante per interno, igroscopico, diventa un paracadute perfetto in ogni situazione perchè si fa lui carico della gestione di eventuale condensa superficiale diffondendola nel suo spessore e rilasciandola appena l’ambiente interno ha un’umidità assoluta più bassa.

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Lo stesso comportamento ce lo hanno gli intonaci a calce, gli intonaci in argilla e anche alcuni termointonaci.

Ecco perchè fare molta attenzione all’intonaco descritto in capitolato: quasi sempre, per stupire positivamente con il prezzo il committente, è descritto un intonaco cementizio o legato con cemento. Col cemento facciamo i ponti, non le camere da letto 😉

Idem per la pittura degli ambienti interni. Occhi ben aperti ai prezzi bassi 😉

e se l’isolamento lo vogliamo a secco?

Se leggete barriera al vapore interna, drizzate le orecchie e fermatevi immediatamente. Una barriera al vapore non permette nessuna gestione dell’umidità, che potrebbe essere anche contenuta nel pacchetto dietro alla barriera 😐


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Barriere al vapore difettose permetterebbero al vapore di passare senza che nessuno se ne accorga fino all’insorgere dei fenomeni di condensa e muffa e odori.

Certamente possiamo progettare una buona soluzione anche a secco e anche gestendo il vapore nel modo corretto. Ne riparleremo 😉

e se devo isolare moltissimo, per soddisfare una certa trasmittanza U?

Con il Re degli isolanti, e non parlo dei pannelli sotto vuoto o dell’Aerogel, ma dei semplici pannelli con Conducibilità Termica Dichiarata intorno ai 0,22 [W/mK] in schiuma rigida PIR con rivestimento gas impermeabile e freno al vapore integrato con il cartongesso, posso certamente raggiungere trasmittanze impensabili con altri materiali, e certamente posso risparmiare qualche centimetro di ingombro interno, però un intervento di isolamento termico sul lato interno non finisce buttando là 2 numeri:

  • non devo dimenticare la tenuta all’aria di questa superficie isolante interna ad altissime prestazioni
  • devo ben valutare ogni singolo passaggio di impianti per le corrette sigillature tra lato caldo e lato freddo
  • devo progettare l’attenuazione del ponte termico dove il magico pannello sandwich finisce o si interrompe (contorno finestra, nodo parete-soffitto, nodo parete-tramezza interna ecc
  • devo poter spiegare al committente che il materiale che ci portiamo in casa donerà all’ambiente un clima ottimo e confortevole

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non è una critica al materiale isolante!

il poliuretano espanso PIR è un isolante fantastico! potente, può servire!

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avendo un freno al vapore integrato nel cartongesso, è giusto usare nastri intonacabili per dare continuità al freno al vapore là dove si taglia il pannello:

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infatti la stratigrafia si comporterà così con il vapore:

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alla fine del pannello resta sempre una fessura vuota, e non deve rimanere vuota:

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Il poliuretano espanso PIR è un isolante fantastico, ma devo usarlo solo se mi serve e non perchè ho smesso di pensare. Se mi serve una paretina per ricavare una doccia, non occorre usare il cemento armato. Se devo tagliare il pane non mi serve un ascia 😉

limiti di trasmittanza allegato E del Superbonus 110%

E’ ammesso il cappotto termico interno nel rispetto di tutti i requisiti previsti nella norma. Quindi, se per colpa dell’allegato E del Superbonus 110% devo usare un isolante molto spinto, allora ben venga un pannello sandwich ad alte prestazioni e ben vengano tutti i dettagli di posa che possano scongiurare condense interstiziali e condense superficiali sulle zone interessate da ponti termici.

Va attentamente progettato ogni dettaglio.

Dobbiamo tenere presente che per il 110%, ai sensi delle norme UNI EN ISO 6946, il calcolo della trasmittanza delle strutture opache non include il contributo dei ponti termici, ma 😐 non vengono differenziati i valori per strutture verso ambienti non riscaldati (queste strutture devono essere isolate allo stesso modo di quelle verso l’esterno).

allegato “Buon senso”: usare un isolante igroscopico

Se non dobbiamo per forza ottenere la trasmittanza U così bassa come quella imposta dal Superbonus, è sempre meglio usare un’isolante igroscopico.

Un un’isolante igroscopico non solo riesce a gestire l’eventuale condensa che potrebbe formarsi su una superficie più fredda delle altre, riesce anche a svolgere la funzione di igroregolatore dell’ambiente in modo naturale.

come è regolato il bonus ristrutturazione al 50% e l’isolamento interno?

Nei casi di isolamento sul lato interno dove sto usando il bonus ristrutturazione al 50% devo rispettare delle trasmittanze minime per legge, infatti sono agevolabili gli interventi sulle STRUTTURE OPACHE VERTICALI delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno, verso vani non riscaldati o contro terra, che rispettino i requisiti di trasmittanza termica U [W/(m2K)] richiesti.

Appendice B (Allegato 1, Capitolo 4):
Deroghe: in caso di interventi di riqualificazione energetica dell’involucro opaco che prevedano l’isolamento termico dall’interno o l’isolamento termico in intercapedine, indipendentemente dall’entità della superficie coinvolta, i valori delle trasmittanze di cui alle tabelle da 1 a 4 dell’Appendice B, sono incrementati del 30%.


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2 commenti su “Isolamento interno igroscopico, un igroregolatore dell’ambiente”

  1. @ marco

    nei casi di isolamento sul lato interno dove sto usando il bonus ristrutturazione al 50% devo rispettare delle trasmittanze minime per legge, infatti sono agevolabili gli interventi sulle STRUTTURE OPACHE VERTICALI delimitanti il volume riscaldato verso l’esterno, verso vani non riscaldati o contro terra, che rispettino i requisiti di trasmittanza termica U [W/(m2K)] richiesti.

    Appendice B (Allegato 1, Capitolo 4)
    Deroghe : in caso di interventi di riqualificazione energetica dell’involucro opaco che prevedano l’isolamento termico dall’interno o l’isolamento termico in intercapedine, indipendentemente dall’entità della superficie coinvolta, i valori delle trasmittanze di cui alle tabelle da 1 a 4 dell’Appendice B, sono incrementati del 30%.

  2. Ciao Federico, ma col 50% senza cessione credito posso mettere calcio silicato scendendo da 280 a 270, e fare pure contropareti con questo materiale, senza necessità di fornire asseverazioni di calcoli di trasmittanza e senza legge 10? Posso quindi candidamente dire che è un intervento di efficientamento energetico che, andando a inspessire le stratigrafie con materiale isolante produce risparmio di consumi? Sul portale dell’ENEA bisognerà solo caricare le schede tecniche del materiale?

    Del 50% gli interventi che rientrano nell’efficientamento energetico sono la cosa che mi rimane più oscura, anche perché la guida dell’AdE sì concentra sul pannelli fotovoltaici quando ne parla, e non capisco se gli interventi sopra finiscono per poter essere inclusi nel bonus per finalità diverse (tipo “per montare faretti”, “per celare impianti”) o cosa si intende quando si parla di interventi su superfici opache “a norma di legge” (le trasmittanze in ristrutturazione sono da verificarsi solo per il 65% e 110%? La legge 10 è derogata/semplificata come succede per gli infissi esterni, la Building automation, gli oscuranti?)


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