consulenza per efficienza energetica

isolamento interno - Isolamento interno con pannelli in silicato di calcio 1

Isolamento interno con pannelli in silicato di calcio

238 risposte

L’isolamento interno è la soluzione perfetta per risolvere tutti i problemi dovuti alle condense superficiali interne: le zone interessate dalle muffe rivestite con pannelli in silicato di calcio, detto anche calcio silicato, non saranno più fredde e disperdenti come prima:

  • la muffa inizia a formarsi quando l’intonaco interno è attorno ai 16,7°C e per alcuni giorni abbiamo umidità relativa interna superiore all’ 80%… facile che succeda nei bagni o nelle camere da letto dove tendenzialmente manteniamo una temperatura ambiente più bassa 🙁

Vuoi guardare l’articolo? vai al VIDEO

unknown.jpg

isolamento interno pannelli calcio silicato-03

una superficie fredda a rischio muffa

Per l’isolamento di una superficie fredda a rischio muffa consiglio senza dubbio i pannelli in silicato di calcio:

  • materiale salubre
  • materiale sottile (anche 15mm di spessore)
  • materiale capillarmente molto attivo

isolamento interno - Isolamento interno con pannelli in silicato di calcio 2

pannelli in silicato di calcio, detto anche calcio silicato

Si producono con sabbia quarzosa e calce, poi armati con cellulosa per renderli stabili.

La struttura aperta con pori fini (90% di pori fini) offre:

  • elevata assorbenza capillare (quindi un enorme capacità di assorbimento di acqua) 🙂 🙂 🙂
  • proprietà termoisolanti discrete 🙂

isolamento interno - Isolamento interno con pannelli in silicato di calcio 3

La presenza di una minima parte di cellulosa conferisce al pannello:

  • stabilità degli spigoli
  • buona flessibilità.

I pannelli in silicato di calcio sono leggeri, hanno una certa stabilità di forma e si montano in maniera auto portante con il loro collante (quindi niente tasselli e nessuna struttura da costruire).

isolamento interno pannelli calcio silicato-02

il silicato di calcio ha:

  • un pH circa 10, quindi è leggermente alcalino
  • un µ = 6, cioè è molto aperto alla diffusione del vapore e infatti lo assorbe molto velocemente
  • un’elevata porosità che determina una grande capacità di accumulo dell’acqua e di trasporto capillare
  • una conduttività termica, valore Lambda, pari a 0,050 – 0,070 W/mK (non è un isolante spinto 😉 )
  • classe di infiammabilità 1

isolamento interno pannelli calcio silicato-04

come funzionano i pannelli in silicato di calcio, o calcio silicato

I pannelli a base di silicato di calcio garantiscono un clima dell’ambiente confortevole grazie alla regolazione attiva dell’umidità dell’aria e allo stesso tempo superfici interne più calde. Il loro valore pH 10 funge da anti muffa, quindi un ottimo materiale per il risanamento di zone spesso umide come i bagni.

Le superfici che prima erano fredde, disperdenti e rischio muffa, dopo il rivestimento con pannelli in silicato di calcio riusciranno a

  1. gestire l’eccesso di umidità
  2. sopportare piccole condense
  3. accumulare diversi grammi di vapore per capillarità
  4. smaltire l’umidità non appena l’ambiente risulta più asciutto

isolamento interno pannelli calcio silicato-05

posa dei pannelli in silicato di calcio, o calcio silicato

I pannelli a base di silicato di calcio vengono applicati con il loro collante che garantisce il collegamento capillare tra parete e pannello (senza lasciare vuoti).

Il vecchio intonaco non deve essere a base gesso 😉

Sulla rasatura armata, la pittura murale definitiva deve essere di qualità simile perchè è proprio una pittura sbagliata che rovina tutto l’intervento e la elevata qualità del materiale appena acquistato e posato!

isolamento interno pannelli calcio silicato-01

costo dei pannelli in silicato di calcio, o calcio silicato

Con un prezzo di circa 1 € per millimetro di spessore, questi pannelli in calcio silicato non battono la concorrenza sul costo materiale, ma offrono qualità e salubrità ineguagliabili.

Se state pensando di ritinteggiare gli interni, dopo aver bonificato le zone attaccate dalle muffe riflettete un attimo prima di decidere:

  • sarebbe il momento ideale per affrontare un rivestimento interno, i disagi sarebbero quasi gli stessi, ma il risultato enormemente superiore. 

isolamento interno - Isolamento interno con pannelli in silicato di calcio 4

l’occasione per installare una VMC

Attenzione alla stagione dei lavori! Il lavoro non è a secco, deve asciugare 😉 e cioè smaltire l’acqua contenuta nell’impasto del collante e del rasante.

Se avete colto l’occasione per installare una VMC potete delegare a lei il compito di superare il problema della cattiva stagione, perchè con temperature più basse fuori, il suo ricambio d’aria costante riesce a smaltire una buona quantità di umidità interna 😉

isolamento interno - Isolamento interno con pannelli in silicato di calcio 5

funzione risanante

Il pannello può anche essere il sostituto di un intonaco molto traspirante con funzione risanante di pareti che devono asciugare.


federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

Qui sotto puoi lasciare un commento” – non devi registrarti e il tuo indirizzo email non sarà mai pubblicato, approfittane!  riceverai presto una risposta!

acquistando da QUI il prezzo per te non aumenterà, ma Amazon riconoscerà una piccola cifra a sostegno di espertocasaclima.com che intende rimanere libero da insopportabili Pop-up

oppure sostieni l’informazione libera e imparziale di espertocasaclima con un un Buono Regalo Amazon digitale (via e-mail o SMS)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

238 risposte a “Isolamento interno con pannelli in silicato di calcio”

  1. @ lorenzo

    probabilmente avrà solo una finitura liscia finale in gesso…
    fresatrice o levigatrice vibrante: tipo (https://amzn.to/49B1MyI)
    e preparare il fondo esistente con la fitta picchettatura

  2. Salve,
    Grazie mille per gli articoli che pubblica, sempre molto interessanti e ricchi di informazioni.

    Avrei una domanda riguardo l’applicazione di questi pannelli su parete con intonaco.
    Lei fa riferimento nell’articolo al fatto che l’intonaco non deve essere in gesso.
    Se ci ritroviamo nel caso di avere un intonaco in gesso, come suggerisce di procedere?

    Grazie mille

  3. @ massimiliano

    isolando le pareti e risvoltando l’isolamento sui ponti termici tutte le zone fredde aumentano la loro temperatura superficiale, inoltre la finitura a calce è sgradita alla muffa.
    non è un pannello anti muffa con pH elevato ma ha tutte le carte in regola per garantire superfici senza muffa.
    se esiste umidità di risalita, consiglio di usare un pannello specifico

  4. Avatar Massimiliano zaganelli
    Massimiliano zaganelli

    Buongiorno, se l’abitazione non ha mai avuto problemi di muffa, può andare bene anche un materiale come il Multipor che dovrebbe essere fatto con idrati di silicato di calcio ? Si previene la muffa anche con questo tipo di pannello ?

  5. @ eustachio

    le tracce degli impianti al suo interno??? esce giusto questo articolo domani alle 16 🙂

    utilizzare il silicato di calcio come cappotto interno e nasconderci gli impianti non si può perchè è troppo sottile.
    dobbiamo progettare con pannelli in idrati di silicato di calcio che sono più spessi

  6. Salve ho un mattone poroton da 20 e vorrei utilizzare il silicato di calcio come cappotto interno creando le tracce dell impianti al suo interno.Potrebbe essere una buona soluzione?grazie

  7. @ fabio

    🙂

  8. come sempre ottime spiegazioni

  9. @ pasquale

    sì, senza inventarsi una rasatura diversa da quella del produttore.
    però se ha molto spazio disponibile, è inutile optare sul sottile e costoso calcio silicato

  10. Avatar pasquale
    pasquale

    salve,
    la ringrazio per la risposta, quindi se dovessi usare il silicato
    senza il laterizio forato si procede con la classica rasatura armata.
    grazie.

  11. @ pasquale

    ah no, rivestire con laterizio un isolante pregiato come il calcio silicato non ha senso.
    è vero che ristabilirebbe una buona massa sul lato interno ma non ha senso.
    se proprio vuole una rifodera interna in laterizio forato con isolamento salubre e naturale può usare la canapa, ma a questo punto possiamo progettare un isolamento interno in calce canapa (che le permette anche di fare i risvolti sui ponti termici del solaio e dei divisori interni) con un ottimo intonaco a calce

  12. Avatar pasquale
    pasquale

    Salve,
    praticamente il forato da 8x25mm lo uso come tamponamento a ridosso del silicato per avere una parete aggiuntiva.
    grazie.

  13. @ pasquale

    partire dal pavimento non causa nulla alla stratigrafia ma si usa staccarsi e anch’io lo farei con una semplice striscia isolante che vendono per montanti dei cartongessi oppure quelle che si usano per il perimetro del massetto a distanziale dalla parete.
    non ho invece compreso quel tavolato da 8cm dove sarà 😐

  14. Avatar pasquale
    pasquale

    Buongiorno,
    avrei bisogno di un suo consiglio.
    le scrivo da Bergamo,
    ho una parete del soggiorno a nord e avrei intenzione di isolarla perché ovviamente più fredda.
    il muro esterno e costruito in poroton.
    la mia intenzione era usare un Pannello isolante antimuffa in silicato di calcio 25mm, (muffaway KLIMAPLATTE Naturalia-Bau) rasare e realizzare un tavolato da 8 cm così da creare una stratigrafia della parete.
    quindi poroton, silicato, tavolato da 8cm e relativo intonaco.
    cosa ne pensa?
    nelle specifiche della posa dicono di lasciare una fuga di ca. 8 mm tra la prima fila di pannelli e il pavimento e di 2 mm tra i vari pannelli.
    se dovessi iniziare con le file posate sulle piastrelle c’è qualche problema?
    grazie!

  15. @ giancarlo

    provo a rispondere così per punti (ognuno un ulteriore spunto di riflessione):
    l’intonaco termoisolante o termointonaco non costa poco
    l’intonaco termoisolante o termointonaco di solito da scheda tecnica richiede uno spessore minimo 20-30mm
    l’intonaco termoisolante o termointonaco come ultimo strato non favorisce l’inerzia e non corregge la mancanza di massa interna alla stratigrafia, quindi se volessi fare un’opera eccellente dovrei aumentare lo spessore del pannello isolante e poi intonacare con massa (argilla o calce)

    spero che gli spunti siano utili a ulteriori ragionamenti.

  16. Avatar giancarlo dardi
    giancarlo dardi

    buongiorno
    ho visionato il video e vorrei porre una domanda
    visto che i pannelli in silicato di calcio hanno conducibilita’ termica di 0,05-0,07,possono essere intonacati con un intonaco termoisolante?.

  17. @ sandro

    ne penso bene se possiamo isolare poco e il degrado della muratura è contenuto.
    se in un cantiere consiglio un materiale ma non ci posso andare almeno mi guardo tutte le foto disponibili dello stato di degrado. poi progetto la stratigrafia e gli spessori.
    la sua muratura non ho capito di cosa sia fatta e in che zona climatica sia, quindi il calcio silicato (a parte la situazione di degrado che non conosco) forse è un po’ troppo sottile e poco isolante per una zona fredda.
    se poi intendiamo posare corrugati elettrici proprio nello spessore che vogliamo dedicare al risanamento… meglio decidere le priorità.
    se un rivestimento interno in calcio silicato deve occuparsi sia del contenuto di vapore della muratura che quello ambiente… meglio lasciarlo lavorare invece che coprirlo con quadri o librerie 😉

  18. Salve.
    Cosa ne pensa di questi pannelli applicati su pareti affette da umidità di risalita?
    Sembra che alcune aziende affermino che siano idonei allo scopo, lei cosa ne pensa? Vedi ad esempio torggler

    Su una parete rivestita con calcio silicato è possibile appenderci un quadro una mensola o nel caso vi siano delle canaline elettriche in vista? Come fare?

    Grazie
    Saluti

  19. @ daniele

    complimenti a voi lettori che vi informate!
    adesso la risposta: se parliamo di sughero tostato, quello bruno, nessun problema di salubrità e come Conducibilitá termica dichiarata è ottimo e in linea agli isolanti naturali ?D [W/(m*K)] 0,039
    però non ha tutte quelle doti dei pannelli altamente igroscopici

  20. Buongiorno Federico , innanzitutto complimenti per il sito , la tua disponibilità e condividere il tuo sapere . Adesso la domanda : otterrei dei risultati analoghi installando del pannelli di sughero a livello di salubrità e isolamento ? Grazie

  21. @ danilo la rocca

    et voilà:

    Collante e rasante a base di calce idraulica naturale NHL 3.5 che in realtà è una miscela di Calce idraulica naturale NHL 3,5, silicato di calcio, carbonato di calcio, fibre di cellulosa, inerti.
    Pittura a base di calce, o argilla volendo 😉 ma non altre cose!

  22. Avatar Danilo La Rocca
    Danilo La Rocca

    Chiedo le caratteristiche ed i materiali del rasante e della pittura da usare con il pannello in calcio silicato.

  23. @ munther

    non vendiamo isolanti, siamo uno studio che fa consulenza e informazione.
    può guardare qui: https://www.steacom.it/soluzioni-per-la-muffa/120-pannello-naturale-antimuffa-muffaway.html?ref=relatedproducts&from=113
    e anche qui https://amzn.to/34NB4XG

  24. Avatar Munther Rawashdeh
    Munther Rawashdeh

    Buongiorno
    vorrei sapere dove si vende il vostro prodotti

  25. @ fabio

    considerando un forte strato di intonaco si deve lavorare per strati e per avere una posa ottimale è sufficiente seguire la scheda prodotto del sacco fornito

    l’argilla deve essere amata, deve essere il senso del lavoro perché sarà sempre più delicata. o la ami o la odi, è terra cruda. fantastica

  26. Avatar fabio servi
    fabio servi

    grazie per la risposta,
    in definitiva, al di là del fissaggio e spessore del pannello isolante, di quanti cm può essere lo strato di intonaco per recuperare la maggior quantità di massa possibile? E’ preferibile farlo in argilla o grassello di calce sul silicato d.c.? grazie mille

  27. @ fabio

    sì, è bello che gli articoli non abbiano scadenza, come lo yogurt.

    mentre si calcola una stratigrafia si possono fare diverse, infinite simulazioni, e vedere come i valori di capacità areica interna crescono. in fin dei conti si può affermare che ogni millimetro di spessore in più di massa sul lato interno è un beneficio per il comfort.
    il problema vero di questa buona attenzione all’inerzia è che siamo costretti a fare uso di tasselli sui pannelli per isolamento interno.
    oltre alla noia del lavoro di tassellatura, sarebbe bello non avere tasselli dal punto di vista termico.
    io non riesco ad immaginare che una posa corretta del collante non possa garantire il sostegno MA la mia parola o il mio pensiero o la mia esperienza non valgono nulla perché alcune schede tecniche ne fanno riferimento: si deve tassellare

  28. buongiorno, a distanza di anni questi articoli sono sempre preziosi!
    nella sfortunata situazione di poter agire solo all’interno dell’abitazione e scegliendo i pannelli in silicato di calcio per la condizione di particolare umidità, quanto spesso può essere lo strato di intonaco (es argilla) per recuperare la maggior quantità di massa possibile? grazie mille

  29. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    buonasera Federico, ti ringrazio della disponibilità si tratta di un ampliamento la struttura di tufo è risalente agli anni 60 invece la struttura in cemento armato è risalente agli anni 90 . Cordiali Saluti

  30. @ Vincenzo
    un’intercapedine muraria tra tufo e cemento armato si potrebbe riempire con perlite in granuli.
    ovviamente bisogna attenuare i ponti termici che si creano ai contorni finestra e quelli lineari dei solai.

    strana però come stratigrafia!
    è stata costruita una parete in cemento armato esterna e poi un paramento murario in tufo interno?

  31. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    Salve, vorrei un consiglio ho un intercapedine di circa 15 cm una parete è di tufo e l’altra è di cemento armato con che materiale mi consigli di riempirla? in attesa di una risposta la ringrazio della disponibilità. Cordiali Saluti

  32. @ fkavia

    trovare il materiale e convincere la ditta: capita spesso così, che se costringi ad usare un materiale, poi lo usino male.
    l’unica consolazione è
    – che si tratti del pannello sottile e dunque può aver assorbito una minor parte dell’acqua contenuta nell’impasto del collante.

    Se questo non fosse abbastanza consolante, lei dovrebbe far riferimento alla “voce di capitolato” , chiara, ma non ben seguita:
    “Fornitura e posa degli speciali pannelli antimuffa a capillarità attiva, igroregolatori ad elevata alcalinità, PH 10,5 ca., a base di calce, cellulosa e sabbia di quarzo, …. I pannelli verranno applicati, inumiditi, alle parti da trattare su letto di specifico COLLANTE-RASANTE steso sull’intera superficie.

  33. Avatar FKavia
    FKavia

    I pannelli montati sono proprio quelli di Naturalia Bau spessore 1,5 cm (sottili) con il collante sempre della Naturalia. SOno un pò avvilita perchè dopo lo sforzo personale per trovare questo materiale e convincere la ditta .. adesso mi trovo con un lavoro mal fatto. La ditta dice che i pannelli si bagnano solo per agevolare la posa..ma non è obbligatorio…Rinrazio per qualsiasi suggerimento e per il lavoro che fate.

  34. @ fkavia
    direi che la posa del collante su tutta la superficie del pannello isolante con spatola dentata sia la cosa più importante.
    circa l’eccessivo potere di assorbimento del pannello in calcio silicato bisognerebbe identificare precisamente il pannello e il collante utilizzato.

  35. Avatar Fkavia
    Fkavia

    Salve, la ditta che mi ha appena montato i pannelli di calcio silicato, li ha montati senza prima bagnarli (no comment). Secondo voi è un problema? Al momento (montati da 1 giorno) non si vedono crepe…devo impuntarmi e far smontare (li pago anche un bel pò) o posso lasciar andare?
    Grazie

  36. @ marzia

    mah, io ho una personale antipatia per i materiali che tagliati producono in cantiere fibre pericolose che volano.
    prima di ogni decisione io mi concentrerei
    – sul piede della muratura per verificare se ci sia qualche problema di umidità di risalita
    – sulla malta di allettamento per capire se è tutto sano
    – sul foro finestra per immaginare come posizionare il nuovo serramento rispetto alla muratura, al davanzale, al nuovo isolamento
    – sul nodo tetto-parete (non conosco il tetto e potrebbe trattarsi di un tetto in legno

    poi la scelta del materiale per il cappotto dipende anche se ci sono problemi di rumori esterni, limiti di spesa, limiti di spessore…

    il calcio silicato è isolante per interni, i pannelli in idrati di silicato di calcio sono sia per esterno che per interno e molto validi per un cappotto

  37. buongiorno, abbiamo acquistato una casa da ristrutturare che ha alcune pareti in sasso. Su alcune di quelle pareti è stato fatto un isolamento interno con cartongesso e lana di roccia. Abbiamo ora deciso di fare il cappotto esterno. I muri sono appunto di sasso e sono ricoperti per lo più da mattoncini klinker. Ci hanno proposto la lana di roccia ma abbiamo trovato informazioni discordanti. Valutavamo quindi il calcio silicato. Cosa ne pensa? Mille grazie

  38. @ Francesco
    pannelli in XPS posti nell’intercapedine di una parete in tufo non sono proprio il materiale più adatto.
    se il tufo permette una ottima traspirabilità…
    un pannello di XPS ha un fattore di resistenza al passaggio del vapore acqueo variabile con lo spessore: 100 (per spessori 60, 80 e 100 mm) quindi si comporta come un forte freno al vapore.
    L’XPS, come materiale, ha una media di celle chiuse superiore al 95% ed è molto più adatto contro terra o in fondazione.

    Il progetto del ribassamento del soffitto creerà un’intercapedine tra volume riscaldato e solaio superiore: questa intercapedine diventerà un volume a temperatura inferiore rispetto all’abitazione quindi alcune zone nascoste, forse interessate da ponti termici non correttamente attenuati, possono diventare superfici a rischio muffa e condensa superficiale.
    E’ facile che il vapore contenuto nell’aria calda e umida dell’abitazione migri attraverso il cartongesso e condensi nei punti con temperature inferiori.
    Molto dipende dall’ isolamento del nodo tetto-parete e dall’ isolamento del solaio superiore.

    Circa l’opportunità di inserire un freno al vapore (NON una barriera al vapore) prima di rivestire il tufo con lastre in cartongesso direi questo:

    premesso che preferirei di gran lunga consigliare un intonaco tradizionale ecologico e traspirante di grassello di calce e aggregati calcarei porosi come
    il tufo..

    – armadi a muro, nicchie e librerie posizionate su pareti verso l’esterno diventano uno strato isolante posto sul lato interno
    – se la parete libera avrebbe mantenuto una temperatura superficiale di circa 19°C, la stessa parete nascosta da armadi a muro, nicchie e librerie presenterà temperature superficiali di circa 16-17°C
    – a queste temperature, ma sempre dipende dall’umidità ambiente, c’è elevato rischio di muffa e condensa

    Un eventuale materiale isolante tra tufo interno e cartongesso per migliorare l’isolamento della parete richiederebbe un vero progetto stratigrafico:
    – uno strato interno dedicato al passaggio degli impianti con isolamento morbido interposto (rivestito dal cartongesso)
    – uno strato a ridosso del tufo con isolamento protetto da un freno al vapore

    Prima di procedere, qualunque sarà la via, io farei un’attenta analisi dei ponti termici per progettare una corretta attenuazione:
    – 4 lati dei fori finestra
    – piede della muratura
    – nodo solaio superiore-parete
    – nodo solaio verso terreno-parete

  39. Avatar Francesco Fumarola
    Francesco Fumarola

    Buonasera Sig.Sanpaoli, 4 mesi fa ho acquistato una villetta in campagna a Brindisi di 90 mq2 + veranda di 15 mq2 dalla forma rettangolare i cui lati piu’ lunghi sono esposti a sud e a nord. Il fabbricato è allo stato grezzo. Pareti in tufo locale da 30 cm + xps in intercapedine di 10 cm e altri 10 cm di tufo esterno di finitura (totale 50 cm). Tetto spiovente in laterocemento con isocal e tegole a coppi.

    L’architetto utilizzerà molto il cartongesso per abbassare il soffitto per le tubazioni dell’aria climatizzata, per la vmc e per le luci e la maggiorparte delle pareti saranno “rivestite” letteralmente dal cartongesso stesso per realizzare armadiature a muro e nicchie di design: è necessario usare un tipo di cartongesso in particolare o qualche barriera-vapore oppure possiamo procedere con tranquillita’?

    Se volessi contemporaneamente migliorare ulteriormente le prestazioni di isolamento potrei inserire un materiale isolante nell’intercapedide tra tufo interno e cartongesso ?

  40. @ Aurelio
    il polistirolo non è sicuramente un materiale adatto all’ambiente interno.
    questa descrizione di macchie di umidità ma non muffa è troppo vaga per dire esattamente cosa fare.
    se il terrazzo sovrastante ha una impermeabilizzazione sana possiamo escludere che si tratti di infiltrazione, e poi peggiorerebbe dopo le giornate di pioggia intensa. in ogni caso potrebbe verificare lei stesso senza chiamare nessuno salendo con la scala e misurando l’umidità dell’intonaco con un misuratore di umidità come questo.
    stabilito che non ci sono infiltrazioni io consiglio un leggero isolamento interno di tutta la porzione verso l’ambiente esterno in modo che le temperature superficiali si alzino e non succedano più condense superficiali (macchie e muffe).
    non farei una coibentazione protetta da freno al vapore nascosta dal cartongesso perchè una futura eventuale speriamo di no infiltrazione dal terrazzo sarebbe nascosta alla vista per troppo tempo.
    meglio usare pannelli minerali igroscopici per isolamento interno.
    se il lavoro è troppo impegnativo e costoso, potrebbe limitare l’intervento alle sole zone dove il ponte termico è più forte.

  41. Avatar Aurelio

    Ciao, ho il soffitto terrazzato , il soggiorno, che presenta di nuovo delle macchie qua e la e lungo i bordi delle pareti esterne . Non è muffa ma macchie di umidità . Sopra c’è un terrazzo molto ampio, di una mansarda ancora disabitata. Alcuni interventi di coibentazione e drenaggio sono già stati fatti su questo terrazzo, ma dopo tre anni siamo di nuovo a combattere con quete macchie antiestetiche. Pensavo di appiccicare dei pannelli di polistirolo sotto il soffitto , ma leggo che non sarebbe troppo conveniente nascondere la muffa perchè potrebbe riapparire . ma trattandosi di macchie e non muffa vera e propria chiedo se è risolutivo la sistemazione di una controssoffittatura al posto di una frequente riverniciatura. E se è utile una controsoffittatura questa come dovrebbe essere realizzata ? Con pannelli silicati, panneli di polistirolo, o cartongesso con struttura di appoggio o altro. Cosa mi consigliereste ?

  42. @ pietro

    grazie per il complimento. magari tutti arricchissero l’informazione con le proprie esperienze!
    tanti danni e tanti errori sarebbero evitati

  43. Grazie Sig. Sampaoli,
    la procedura dell’imburramento è assolutamente nuova ! Non capisco bene le differenze “strutturali” tra l’approccio classico e l’approccio da le suggerito. Ma mi fido molto della sua esperienza.

    Quanto all’incollaggio, anche qui interessante procedura, ovviamente funzionante soprattutto se c’è lo spazio per far scivolare i pannelli.

    La ditta suggeriva di immergere i pannelli in una vasca d’acqua e una volta posati, prima delal rasatura di passare con una pennellessa. Però i pannelli immersi, impiegano giorni e giorni per essere asciutti e dunque, la ribagnatura con pennellessa sembrava piuttosto inutile.

    Comunque il suo forum è quanto di meglio il web fornisce da qualche anno in lingua italiana. Complimenti ancora.

  44. @ Pietro e @ marco

    aggiungo alcune cose:
    quando si incolla un pannello stendendo il collante su tutta la superficie con spatola dentata, NON si appiccica il pannello al muro in posizione per poi dargli qualche pugnetto: si posa in posizione allontanata diagonalmente di circa 20mm per poi scivolare nella sede esatta.
    in questo modo il pannello si appiccica come una ventosa (anzi è impossibile da togliere).

    la superficie va bagnata con pennellessa o primer apposito. altrimenti con l’immersione assorbe troppo liquido.

    la rete va posata in mezzo al rasante e non il rasante sulla rete: imburriamo, appiccichiamo la rete, imburriamo

  45. Buongiorno Marco,
    le riporto la mia esperienza, recente in quanto ho ristrutturato solo 2 anni fa.
    Ho utilizzato pannelli da 2.5 cm in calcio silicato marca Isolstyle per coibentare dall’interno parete bagni, spallette finestre cucina. Locali che, per la loro muratura e esposizione sono abbastanza freddi e quindi a rischio condensa.

    I pannelli vengono forniti con il proprio collante, che di fatto è una specie di gesso.
    Sono un pò complicati da incollare, ma nemmeno troppo. Vanno solo immersi in acqua per un pò affinchè l’umidità della colla e del rasante non venga asciugata dal pannello stesso. Sul lato “soffitto” occorre un pò di attenzione per l’incollaggio in quanto il collante non tiene tanto e quindi occorre puntellare.
    Bene, una volta incollati come suggerito dalla ditta, vanno andrebbero con lo stesso prodotto o con un rasante con mu molto bassa così da garantire assorbimento e traspirazione. Il loro rasante garantisce questo.
    Io ho usato altro rasante, leggermente più “impermeabile” (ma di pochissimo). Ho rasato con rete, ma purtroppo ho verificato che con rete il rasante non rimane attaccato al pannello! Leggendo indietro nei commenti credo si possa trovare ancora qualche mia considerazione “disperata”. Immaginati cosa vuol dire, rasare tutto e poi dopo due giorni vedere che tutto si stacca come una pelle di fico!

    Allora ho risolto, rasando senza rete e il sistema senza funzionare bene.

    Chairamente il pannello non è il top come coibentazione (lambda 0.06) ma è basico e ottimamente assorbente.

    Non posso dire di più e al momento mi sembra che il tutto stia funzionando bene.
    Ho un amico che ci ha fatto tutta una parete di un ampio vano scale (anche lui con rasatura senza rete!!) e si trova molto bene.

    Unica cosa, stai attento che il pannello in fase di posa, quando è impregnato di acqua, è molto delicato e si spacca facilmente se lo tieni in orizzontale.

  46. @ marco

    grazie per leggerci
    però da un esperto-lettore quale lei è non mi sarei aspettato il proponimento di un cappotto interno in XPS.
    l’XPS va usato in tutt’altre occasioni e non dentro casa. con l’eccezione che se dovesse piastrellare e isolare una porzione di parete, allora l’XPS farebbe un buon servizio.
    se la parete dove fino ad oggi c’era il cappotto interno con lana di roccia accoppiata a cartongesso presenta muffa o chiazze e puntini verdognoli deve fare una buona bonifica. con mascherina e tuta bianca. se l’ambiente odora di muffa e le spore sono già ovunque le conviene usare anche l’ozono.
    per l’amante dei lavori in casa, sia il calcio silicato che gli idrati di silicato di calcio sono una passeggiata: incollo, raso, non tassello…
    meravigliosi video su youtube la prepareranno meglio che un corso per applicatori, quindi buon lavoro!
    e attenzione ai ponti termici! sempre da attenuare per non vanificare il lavoro.

    ricordiamoci anche che il cappotto interno non ci esula dal fare corretta ventilazione. se non possiamo, meglio valutare immediatamente la posa di una VMC

  47. Buongiorno,
    complimenti per il blog che seguo ormai da anni. Ho la classica situazione con parete esposta a nord e muffa. Anni fa feci il grave errore di fare un cappotto interno con lana di roccia accoppiata a cartongesso. Non misi alcun freno a vapore ed ora il cartongesso si presenta in un evidente stato di degrado. Mi sono deciso a rimuovere tutto e a rifare il lavoro. Non oso immaginare in che stato troverò la lana di roccia. Sarà sempre un cappotto interno, in attesa di poterlo fare anche esternamente.
    Leggo che i pannelli si silicato di calcio potrebbero essere la soluzione (parziale) al mio problema. Sono indeciso tra questa soluzione e l’uso di un XPS (il famoso “pannello di colore verde”). Amo il fai-da-te ed ho dimestichezza con l’uso dell’XPS, mentre mi spaventa un po’ il dover utilizzare il silicato di calcio che non ho mai lavorato. Mi pare di capire che dal punto di vista dell’isolamento termico, le due soluzioni sono simili (anche se XPS è forse meglio). Il silicato però, ha un PH più favorevole a combattere le muffe. Muffa a parte, ritiene idoneo (anche se non ottimale) l’uso di XPS per un cappotto interno? Lo poserei senza freno a vapore e poi lo raserei. La ringrazio – Marco

  48. @ Vincenzo

    per dare semaforo verde ad 1 solo centimetro di isolamento interno in sughero senza l’accortezza di posare un freno al vapore bisognerebbe almeno fare un’analisi della stratigrafia.
    e questa potrebbe anche dirmi in anticipo la temperatura superficiale interna dopo l’intervento in base ad una temperatura esterna X°C

  49. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    Buongiorno Federico, ti ringrazio per la diponibilità se ho capito bene i pannelli di silicato calcio hanno un spessore minimo di 3 cm il problema è che ho una parete massimo posso recuperare 1,5 cm potrei sostituire con sughero super compresso da un 1 cm ?

  50. proprio lunedì esce un articolo interessante sulla muffa e sulla condensa: “Eliminare la muffa in casa senza isolamento e senza VMC”.
    io non potrei mai consigliare di isolare dall’interno una parete disperdente con lastre in cartongesso sandwich pre accoppiate con materiali isolanti (ad esempio il suo sughero):
    1- mancherebbe il progetto dello strato di freno al vapore
    2- mancherebbe la soluzione per attenuare i ponti termici più evidenti e più a rischio nuova condensa e quindi nuova muffa (solai, divisori, imbotte finestra ecc)
    3- meglio usare rivestimenti isolanti da incollare e risolvere i problemi di condensazione grazie alla igroscopicità dei pannelli e alla cura dei dettagli costruttivi.

    Questa nuova stratigrafia non presenta un accumulo di condensa perchè le caratteristiche igroscopiche della controparete fanno da “volano” all’oscillazione
    dell’umidità interna.

  51. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    Salve, vorrei un consiglio ho muffa e condensa su una parete di circa 14 mt. di lunghezza che comprende cucina, salone, ripostiglio e bagno con intercapedine di circa 15 cm dal confinante con esposizione a est e un’altezza di circa 3,00 mt. la struttura è composta da pilastri di cemento armato e tompagnatura è fatta da forati di 30 cm. ho utilizzato pittura termo ceramica ThermoShield mi hanno consigliato un cappotto interno con cartongesso e sughero super compresso da due cm. qual’ora dovrei intervenire l’intonaco esistente va tolto completamente? Lei che mi consiglia? in attesa di una risposta la ringrazio per la disponibilità.
    Cordiali Saluti
    Vincenzo

  52. la migliore finitura interna per il calcestruzzo cellulare è un intonaco in argilla perchè corregge la nuova situazione: recupera la massa che con l’intervento si è persa.
    il consumo di argilla lo riporto qui sotto in tedesco:
    Verbrauch:

    Verbrauch kleben: ca. 7-8 kg/m² bei 5 mm Schichtdicke
    Verbrauch armieren: ca. 7-8 kg/m² bei 5 mm Schichtdicke
    Verbrauch Oberputz: ca. 6 kg/m² bei 3-5 mm Schichtdicke
    Verbrauch als Ausgleichsputz: ca. 15 kg/m² bei 10 mm Putzdicke

    ecco 2 video:
    https://youtu.be/PcZC0X-MWXs?t=224
    https://www.youtube.com/watch?v=yWdUtG0PSBE

  53. Quale potrebbe essere una buona finitura, principalmente nel caso di parete costituita da materiali diversi (blocco multipor 16cm, pannelli di silicato di calcio bsana 2cm, mattoni forati)?
    Sul sito di ytong viene suggerito un primo strato con la loro malta leggera multipor con un spessore massimo di 6mm + uno strato non superiore a 2-3mm con la loro malta leggera oppure “finiture minerali, ai silicati ai silossani”. Tutte citate in modo generico. https://www.ytong.it/it/docs/Brochure_CAPPOTTO_TERM_MULTIPOR_web.pdf
    Rasare i blocchi di calcestruzzo cellulare applicando malte da 1/2 cm di spessore è una scelta dannosa oppure esistono materiali dove questo è possibile (quali?) ?

  54. anti muffa? sempre dipende dalla finitura finale

  55. ciao, sul silicato di calcio dovrebbe essere impossibile avere la muffa, giusto? Sui blocchi di calcestruzzo cellulare vale lo stesso? Con cosa andrebbero rasati/rifiniti questi blocchi per poter avere anche un mobile attaccato alla parete?

  56. mettere i pannelli di calcio silicato su blocchi di calcestruzzo cellulare è come indossare cachemire sopra una giacca in pile decathlon.
    non è assolutamente vietato.

  57. Ciao, volevo sapere se posso mettere i pannelli di silicato su blocchi di calcestruzzo cellulare?

  58. magari il collante (bagnato) non fa in tempo a deformare il cartongesso, come ha dimostrato uno dei due applicatori, però si deve stendere con spatola dentata su tutta la superficie.
    il fatto è che la migrazione del vapore può attraversare l’isolante sul cartongesso molto tranquillamente e poi incontrare nell’intercapedine la parete fredda: NON è consigliabile.
    la presenza di muffa nei punti più freddi è solo indice che la zona è più fredda del resto: sicuramente demolendo il cartongesso si potrà non solo isolare la parete verso l’esterno ma anche risvoltare l’isolamento sul soffitto e sui divisori interni per attenuare i ponti termici geometrici più incidenti.
    la prestazione attiva del calcio silicato è una storia vera (ph elevato non piace alla muffa) ma superfici calde sono una garanzia altrettanto valida.
    inoltre la pittura murale interna rinnovata a base calce è ad ulteriore garanzia.

  59. Avatar Rolando Mazzucchi
    Rolando Mazzucchi

    Anni di boom edilizio qui in riviera romagnola, nessun controllo.. solite cooperative rosse che puntualmente “fallivano” finiti i lavori.. e voilà.. adesso ne paghiamo le conseguenze 🙁

    Idrato di silicato di calcio silicato al posto del cartongesso.. non suona male.. ma ho una stanza che presenta ponti termici e conseguente muffa nelle intersezioni delle pareti esposte a nord e tra parete e soffitto..
    Da quanto ho letto l’idrato di calcio silicato ha una migliore tenuta termica, ma non è “attivo” contro la muffa.

    Ho avuto 2 preventivi da installatori di calcio silicato, uno mi ha detto che che non andrebbe bene il calcio silicato sul cartongesso, come da lei ribadito, l’altro che ho contattato dopo il suo avvertimento, mi ha detto che lo ha eseguito altre volte, senza nessun problema.. mah!

  60. nemmeno io potrei suggerirle di fare un intervento di isolamento interno con il classico cappotto interno di polistirolo o poliuretano.
    non mi è però chiaro come mai un condominio del 78 presenti un rivestimento in cartongesso con intercapedine vuota. forse si tratta già di un intervento postumo.
    il bello di un isolamento interno è che si può progettare come lavoro a step senza trasformare tutta la casa in un cantiere.
    magari si può partire da una stanza per poi proseguire man mano che si trovano il tempo e le forze.
    per affrontare una spesa minore si possono posare pannelli in idrati di silicato di calcio con la medesima posa: sarà però necessaria la demolizione del cartongesso, guadagnando anche un po’ di spazio.

  61. Avatar Rolando Mazzucchi
    Rolando Mazzucchi

    La ringrazio per la rapida risposta..
    Purtroppo no, condominio del 1978 costruito in economia.. parete in muratura, intercapedine e lastra di cartongesso.. niente altro!
    Dopo il suo suggerimento ho cercato info riguardo il fibrogesso (o gessofribra),
    Quindi uno strato di fibrogesso sul cartongesso e di conseguenza il calcio silicato.
    Wow.. che lavorone.. :-/ ma volevo evitare il classico cappotto interno di polistirolo o poliuretano che tutti gli installatori/muratori che ho interpellato mi han suggerito.
    Grazie ancora!!!

  62. la posa dei pannelli in calcio silicato (ma vale anche per i pannelli isolanti in idrati di silicato di calcio) è a umido.
    quindi il pannello isolante va incollato su tutta la superficie con il suo collante senza lasciare vuoti.
    il cartongesso per sua natura e costituzione non è adatto a questo “strapazzo”.

    forse l’unica soluzione sarebbe rivestire la superficie con fibrogesso e poi isolare con pannelli in calcio silicato.
    è una soluzione dispendiosa perchè impiega 2 materiali “nobili”.

    non conosco il dettaglio della stratigrafia della parete esterna, ma:
    immagino che il rivestimento esistente in cartongesso sia preaccoppiato già ad un isolante…

    Si potrebbe valutare un nuovo strato isolante e un nuovo tamponamento in fibrogesso (ottenendo isolamento termico e anche massa interna).
    con l’occasione si potrebbero anche fare delle nastrature per evitare passaggi di vapore nei contorni o altre interruzioni.

  63. Salve..
    E’ possibile utilizzare pannelli di calcio silicato per isolare internamente una parete esterna esposta a nord rivestita (purtroppo) con il cartongesso?
    Grazie!!
    😉

  64. è una buona soluzione rivestire una zona interessata da un ponte termico con isolamento interno: la temperatura superficiale interna si alzerà e il rischio condensa sarà risolto.
    l’umidità della stanza invece non può essere gestita con lo strato isolante, il problema va risolto con una corretta ventilazione manuale oppure, in occasione dei lavori, con l’installazione di una macchina VMC che si occuperà del ricambio d’aria necessario recuperando il calore e abbassando il livello di umidità.

    posizionare l’armadio davanti all’isolamento lasciando più aria possibile.

    per mensole da fissare alle pareti isolate dall’interno meglio scegliere tasselli (non quelli a spirale per carichi leggeri) per fissaggio mensole con carico radiale oltre i 15kg che sono fissaggi per installazione distanziata termicamente isolata tipo Thermax. Ancora un po’ difficili da trovare in ferramenta o brico.
    Hanno un cono in materiale plastico che crea una barriera termica tra l’oggetto da fissare e l’interno del supporto realizzando un fissaggio ottimizzato dal punto di vista energetico.
    ogni tassello ha le sue caratteristiche e le sue portate, quindi scegliere con cura.

  65. Avatar Giuseppe

    Salve e complimenti per il blog.
    Vivo a Modena e ho due camere da letto esposte a nord con finestre a est e ovest. In una stanza ho finalmente deciso di installare dei pannelli Multipor da 5cm per far fronte al ponte termico e all’umidità della stanza, e poi ci piazzerò davanti l’armadio probabilmente a 3-4cm di distanza. Nella seconda stanza oltre a delle prese di corrente elettrica ho dei pensili e delle mensole appese e non so come comportarmi. Ci sono delle soluzioni che mi permettono di far fronte al ponte termico e contemporaneamente riescono a sostenere dei pensili?
    Grazie mille

  66. capisco la rabbia.
    mi leggerei volentieri la scheda tecnica perchè non l’ho mai potuta consultare personalmente.
    dalla sua descrizione “base gesso” mi pare non proprio idoneo come materiale..
    ma è il nuovo rasante spedito dall’azienda dei pannelli o rasante diverso?

    continuo a pensare che la mancata adesione sia stata causata dalla bagnatura dei pannelli:
    per buona aderenza fra rasante e pannello è necessario che il pannello in calcio silicato sia bagnato ma anche evitare un eccesso di bagnatura:
    il ristagno di acqua sulla superficie impedisce la penetrazione del rasante all’interno dei pori e l’aderenza rasante-pannello viene fortemente ridotta.
    Il pannello dovrebbe essere saturo di acqua ma con superficie asciutta. Anche un rasante troppo fluido non va bene.
    So che sono tutte parole… e solo una mano esperta può fare un buon lavoro…

  67. Dopo alcuni collocqui con la ditta, nessuno si vuole prendere responsabilità. La ditta dice che non è clpa del materiale. Il posatore e il sottoscritto hanno seguito alla lettera le indicazioni della ditta per la posa.

    E’ arrivato il nuovo rasante: ho letto la composizione. Di fatto un INTONACO Base Gesso, con un pò di perlite ed additivi. Indicata la POSA A MACCHINA. Loro dicono di rasare a mano. Già qui potremmo discutere…

    Mi pare che la serietà tecnica della azienda sia del tutto mancante. Purtroppo. Il materiale potrà anche essere ottimo, ma alla fine occorre anche sapere trattare con i clienti e non perderli.
    Inoltre non hanno agenti di zona e questo li penalizza molto. Occorrerebbe una politica più seria.

    IsolStyle non credo mi vedrà più. E la sconsiglierò a tutti quelli che mi verranno a parlare di calcio silicato.

  68. ovviamente si potrebbe aspettare qualche altro commento oppure passare il tempo a guardare filmati su youtube, però se avessi quei sacchi di rasante in più proverei a ripetere l’operazione di armatura avendo l’accortezza di bagnare il pannello con una pennellessa o un vaporizzatore senza eccedere su una porzione libera.

  69. Grazie mille della veloce risposta. Avendo seguito per filo e per segno quanto consigliatoci non ho risposte. Ho ragionato con la ditta e forse il problema potrebbe essere la.veloce asciugatura della 2 mano rispetto alla prima. Asciugando velocemente ha tirato la rete e impedito la presa della prima mano.
    Ma sono congetture.

    Ora.come.ora sono molto titubante su come procedere…se ripetere con loro prodotto rasante oppure accontentarmi di una mu di 20. (Ma il pannello è 6….).

  70. grazie per la testimonianza e l’informazione ai lettori.

    nemmeno io sono riuscito ad avere la scheda tecnica originale del collante rasante idoneo ai pannelli in silicato di calcio per leggermela.
    dalla descrizione mi pare che l’inzuppamento sia stato veramente generosissimo, forse così generoso da don permettere la stagionatura della rasatura armata?

  71. Buongiorno, volevo condividere con voi la mia esperienza di posa dei pannelli di calcio silicato.
    Sto ristrutturando una vecchia casa, e ho deciso di posare i pannelli sul lato interno della parete del bagno che guardano verso l’esterno, più tutte le mazzette delle finestre.
    Mi sono appoggiato ad Isolstyle, che gentilmente mi ha fornito pannelli e colla/rasante (base gesso).
    I muri su cui incollare i pannelli sono stati preventivamente grattati per togliere le vecchie pitture e consolidati con silicato di potassio.
    La procedura è stata concordata con la sede Isolstyle.

    Abbiamo posato i pannelli, dopo averli abbondantemente inzuppati in acqua.
    Primo problema: i pannelli bagnati sono terribilmente fragili e vanno accuratamente maneggiati.
    La posa è stata fatta secondo le istruzioni, sebbene la scheda tecnica non sia dettagliatissima. Ho avuto modo di chiedere più volte al telefono, per mia pignoleria, le istruzioni di posa.
    Una volta posati, trascorse 24 ore, sono stati rasati. I pannelli erano ancora abbondantemente bagnati appena prima della rasatura.
    La rasatura è stata effettuata in due mani con rete interposta tra una mano e l’altra.
    Secondo grosso problema; passano circa 4-5 giorni e si inizia a notare sui bordi liberi che la rete tende a staccarsi.
    Risultato: tirando leggermente la rete, si è staccata tutta la rasatura! come una pelle di fico. DAPPERTUTTO.

    Interpellata la ditta, mi viene detto che non ci sono spiegazioni plausibili, dato che le procedure di posa sono state seguite attentamente. Unico dubbio è che la muratura di appoggio, fosse talmente asciutta da ciucciarsi tutta l’acqua presente sui pannelli e quindi impedire alla rasatura di aggrapparsi correttamente al pannello stesso.

    Ora abbiamo pulito tutti i pannelli. e stiamo facendo una prova con un rasante diverso. Keim Rasatura. Per capire se il problema è dipeso dal prodottodi rasatura (magari difettato ?) o se invece è un problema di relazione pannello-rasante-umidità.

    C’è un problema: il rasante della Ditta ha una mu dichiarata di 4 e quindi sarebbe ottimale per lasciare uscire l’umidità accumulata, il rasante Keim di 20, non pessimo ma non paragonabile all’altro.

    La ditta si è dichiarata disponibile a donarmi tre sacchi di rasante per fare rifare il lavoro, a spese mie però la spedizione. Sorvolo sulla gestione del cliente…Stiamo valutando come procedere.

    Qualche consiglio ?

    ah! i pannelli sembrano ben adesi al muro…per adesso.

  72. per il nodo parete (isolata internamente) solaio di pavimento si potrebbe realizzare una fascia di qualche centimetro con xps di egual spessore per evitare accidentali assorbimenti di acqua rovesciata sul pavimento.
    altrimenti, sia in basso e sia nel nodo parete soffitto, e parete tramezza, è corretto posare una banda termica per il disaccoppiamento (separazione) della sottostruttura: non è altro che un nastro di schiuma espansa PE autoadesivo su un lato che costa circa 1€/ml.
    non dimentichiamo che il pannello isolante va risvoltato sul soffitto e sulle tramezze per attenuare il ponte termico.

    se l’intenzione è isolare l’intero appartamento potete anche valutare i più economici pannelli in idrati di silicato di calcio o in perlite, sempre con le stesse attenzioni.

    l’intervento darà grandi soddisfazioni, ma non dimenticate che solo una corretta ventilazione permette di mantenere bassi livelli di umidità in ambiente. riflettete prima dei lavori sulla posa di un impianto vmc, anche solo puntuale o brevemente canalizzato.
    leggi anche https://espertocasaclima.com/2015/01/28/vmc-puntuale-doppio-flusso-costosa/

  73. Avatar Valerio D.
    Valerio D.

    Buongiorno Sig. Sampaoli,
    Le riassumo lo stato attuale dell’appartamento da ristrutturare.

    Palazzina degli anni 90. Appartamento posto al piano terra. A distanza di 10 anni dall’uso dei proprietari sono sorti problemi di umidità negli ambienti (l’appartamento è molto umido e si percepisce parecchio la sensazione di freddo).
    In particolare si notano ampie formazioni di macchie causate dall’ umidità e muffe su gran parte delle pareti interne perimetrali (sia portanti in cemento armato che tramezzi).
    Il mio intento sarebbe quello di asportare la finitura dalle pareti arrivando all’intonaco nudo per poi applicare i pannelli in Silicato di Calcio.

    Le domande: durante la posa dei pannelli, partendo dal basso, è necessario far poggiare il pannello a terra sul pavimento o necessita di una determinata distanza dal pavimento da rispettare? Dalle immagini ho visto che l’operatore in foto arriva fino al soffitto senza lasciare alcuno spazio tra parete e soffitto.
    Ed infine, è possibile applicare i pannelli su un muro portante in cemento armato anche? Necessita sempre delle stesse modalità di posa?
    La ringrazio anticipatamente le Vostre preziose risposte.

    Cordiali Saluti,

    Valerio D.

  74. il calcio silicato è purtroppo costosissimo e bisogna prevedere una spesa di circa 1€/mm di spessore

    i pannelli in perlite costano invece circa la metà 0,50€/mm

    e i pannelli in idrati di silicato di calcio costano anche circa 0,50€/mm

  75. Avatar Gianluca
    Gianluca

    Scusate, mi saprete dire il costo al mq di questi pannelli? Non ho trovato info a riguardo.

  76. l’impianto radiante a pavimento dovrà essere su tutte le superfici orizzontali e possibilmente con passo più stretto in tutte le zone vicine alle pareti verso l’esterno e davanti alle portefinestre e passo più diradato sulle superfici interne (già calde e meno disperdenti).
    attenzione ai bagni, dove si tende a lasciare i piatti doccia freddi (cosa assurda anche per la sensazione di poco comfort): la superficie radiante già scarsa diventa troppo scarsa.

    consiglio vivamente di isolare tutto l’appartamento e se il calcio silicato risultasse troppo costoso potete valutare un isolamento interno in idrati di silicato di calcio.

    l’armadio può tornare nella stessa posizione avendo cura di lasciarlo più distante possibile dalla parete e non in aderenza.

    attenzione alla scelta della pittura murale interna. principale causa di problemi e insalubrità.

  77. Buonasera Ing.,
    ho da poco acquistato un’appartamento degli anni 70 e lo sto completamente ristrutturando. Il problema della muffa si presenta nella parte nord-est esterna della camera dove ci è sempre stato un armadio a muro in nicchia 2,70×3,00 (quindi completamente incassato). Poiché finiti i lavori vorrei risistemare l’armadio al suo posto (unico punto possibile della stanza) si potrebbe risolvere il problema applicando i pannelli in silicato di calcio? Inoltre siccome metterò il riscaldamento a pavimento, pensavo di metterlo anche in questa nicchia (sotto l’armadio). Potrà aiutare a risolvere il problema?
    Grazie in anticipo.

  78. un pannello in calcio silicato è un ottimo materiale. forse potrebbe risparmiare qualche soldino con un pannello meno pregiato in idrati di silicato di calcio con spessore 20mm solitamente usato per l’imbotte finestra che si finisce con lo stesso collante usato come rasante

  79. Avatar Andrea

    Salve

    vorrei coibentare una parete di un ripostiglio (dimensioni 2mt larghezza per 2,80 circa di altezza) per via della condensa che si forma nei mesi invernali! la parete di questo ripostiglio è in cemento armato (gabbia ascensore) e al tatto è molto fredda! nel tempo si è accumulata della condensa con ovvia formazione di cerchietti di muffa. avevo pensato ad installare opportunamente incollato dei pannelli di calcio silicato da 25mm e lasciarlo senza intonaco (vista l’utilizzo della stanza senza retese estetiche). mi consiglia questo tipo di pannello? grazie

  80. in Gradi Giorno 931 e Zona Climatica C la normativa attuale (26.6.2015) prevede come limite di trasmittanza U 0,38 W/mqK per le pareti e o,36 per la copertura.
    io non andrei a creare una stratigrafia complessa e laboriosa, soprattutto perchè con un blocco in calcestruzzo cellulare da 24cm con Conduttività termica a secco ?10, dry W/(m K) 0,078 riesce già a ottenere una discreta coibentazione: Trasmittanza termica U: W/(m2 K) 0.31

  81. Avatar Riccardo
    Riccardo

    Buongiorno devo realizzare un ampliamento di una unità immobiliare costruita in Isotex consistente nella realizzazione di n. 2 bagni a discapito di due esistenti loggiati con copertura in legno. Mi trovo a Quartu S.E. (CA) e vorrei realizzare una parete con due strati di calcestruzzo cellulare ed una coibentazione centrale tipo fibra di legno o sughero per raggiungere i parametri previsti dalla 192/2005 con uno spessore massimo di cm 25 ed utilizzando all’interno il Multipor. E’ una soluzione corretta o cosa mi consiglia considerando che trattasi di bagni? Grazie.

  82. un isolamento con calcio silicato prevede di incollare i pannelli alla parete fredda con collante rasante a base calce – non prevede la posa di lana di roccia.

    una soluzione con lana di roccia e cartongesso per finitura offre basso comfort estivo e poco accumulo invernale oltre a rischiare condense interstiziali sulla parete fredda esterna (per approfondire leggi anche https://espertocasaclima.com/2016/02/ditta-peggiora-stratigrafia-parete/)
    un freno al vapore protegge dal rischio di condense.

  83. salve

    mi espongo:
    Ho capito dalle sue delucidazioni che usando lastre in silicato di calcio e poi ad esempio lana di roccia (come isolante vero e proprio) per evitare condensa interstiziale è quasi obbligo inserire un freno vapore per proteggere la lana di roccia che altrimenti perderebbe parzialmente il suo potere isolante.
    Essendoci ora meno differenza di temperatura tra la parete originale (perché attenuata dal potere isolante della lana di roccia) e l’ambiente interno in cui si vive ,quella parte comunque di condensa ancora presente nell’ambiente sarebbe assorbita dal silicato di calcio che fungendo da polmone poi restituirebbe
    l’umidità in eccesso quando migliorerebbero le condizioni ambientali ,cioè umidità relativa bassa e temperatura gradevole.
    Questa tecnica è valida anche se si usasse cartongesso (quello verde per l’umidità) al posto del silicato di calcio? fermo restando l’obbligo di freno vapore per proteggere la lana di roccia/vetro?
    In alternativa una soluzione più economica con cartongesso verde preaccoppiato con lana di roccia/vetro quindi senza possibilità di freno vapore sarebbe accettabile? Mi scusi se mi sono dilungato troppo GRAZIE

  84. lo strato in calcio silicato deve essere applicato perchè si faccia carico dell’umidità in eccesso e perchè riesce ad innalzare le temperature superficiali troppo basse di quella parete.
    questi pannelli, che non vengono tassellati, si incollano (a tutta superficie) con collante a base calce e rasati con lo stesso prodotto a base calce: per non compromettere la loro funzione e la qualità del sistema si deve utilizzare solo una pittura murale a base calce.
    applicare solo un intonaco a base calce significherebbe usare un buon prodotto, ma non innalzare la temperatura di quella superficie.
    Sigma offre tanti prodotti per interni. Se le hanno consigliato di utilizzare SIGMAFAÇADE TEXTOSIL le hanno dato un cattivo consiglio perchè si tratta di una pittura riempitiva per facciate a base di resina acril-silossanica:
    questo prodotto contiene un COV massimo di 40 g/l. quindi non mi pare adatto alla camera di un bimbo.

    Meglio una pittura murale alla calce! evitando nuove emissioni di voc in ambiente.

  85. Avatar Rosalba

    Salve Ing. Sampaoli,
    intanto mille grazie per la tempestiva risposta. Faccio molti acquisti su Amazon e d’ora in poi lo faro’ accedendo da qui.
    Purtroppo non riesco a lasciare piu’ spazio, solo nel caso della parete dell’armadio riuscirei a lasciarne 5 cm, ma quella del letto e del fianco dell’armadio no.
    Visto questo limite, le chiedo se non sia meglio un buon intonaco in calce invece dei pannelli (quale soluzione tra le 2 e’ quella piu’ duratura considerato il mio limite?)
    Rispetto all’altezza crede sia meglio arrivare a 2 metri visto l’armadio o va bene il metro che mi hanno consigliato?
    Rispetto alla pittura mi hanno consigliato Textosil di Sigma, cosa ne pensa? Puo’ consigliarmi una marca/prodotto di piu’ efficace?
    Grazie, grazie ancora!

  86. lasciare tra i mobili e il rivestimento in calcio silicato solo 2cm è poco.
    è importantissimo che la pittura murale sia alla calce evitando nuove emissioni di voc in ambiente.

  87. Avatar Rosalba

    Un ulteriore approfondimento…: ci hanno consigliato di usare i pannelli in silicato di calcio fino a solo 1 metro di altezza, e di usare sopra una buona pittura traspirante. Ma abbiamo sempre il problema dell’armadio da appoggiare….
    Viviamo nell’entroterra riminese.
    La casa e’ di sasso, mentre la cameretta e’ un corpo successivo realizzato con mattoni.
    Grazie mille in anticipo per la disponibilita’.

  88. Avatar Rosalba

    Salve, volevo chiederle una consulenza per un intervento nella camera della mia piccolina esposta a nord ovest:
    Abbiamo problemi di umidita’ di risalita, 2 pareti sono interrate di circa 50/70cm. Abbiamo fatto il cappotto esterno, ora dobbiamo intervenire all’ interno e ci hanno consigliato i pannelli di silicato di calcio. Dobbiamo tuttavia appoggiare lungo tutta la parete un armadio ed un pannello su cui appoggiera’ il letto. La mia domanda e’: questo annulla la prestazione dei pannelli in silicato di calcio? E’ sufficiente spostarli di soli 2 cm?

  89. non rubate al blog, sostenetelo!

    esattamente perlite in granuli.
    durante il lavoro sarebbe stato relativamente facile rovesciare manualmente a riempimento (tranne che all’ultimo corso, dove sarebbe stato più agevole terminare di riempire con canapa in fiocco lanoso).
    l’intervento di insufflaggio purtroppo costa di operatore + noleggio macchina

  90. Di nuovo lucio
    La ringrazio della sua rapidissima risposta.
    Rubo ancora qualche attimo del suo tempo
    Mi consiglia di riempire la parete di perlite, ma quale intende (essendo un profano) quella diciamo secca a granuli (contenuta in sacchetti) da rovesciare nell’intercapedine dopo aver creato delle aperture o qualcosa da comprimere con macchinari specifici tipo insufflaggio ?
    Di nuovo grazie

  91. diciamo che questi blocchi in calcestruzzo cellulare sono simili ai blocchi ytong e non sono esattamente i pannelli in idrati di silicato di calcio i pannelli in calcio silicato.
    infatti i blocchi che lei ha posato hanno conduttività circa doppia 0,11 W/mK invece che 0,060 W/mK (si può dire che disperdono il doppio rispetto ad un pannello in calcio silicato).

    anzichè buttare giù la parete le consiglio di riempire l’intercapedine con perlite.

  92. Salve sig Federico
    Mi espongo :
    In una stanza esposta completamente a nord est (direi più nord che est) ho realizzato di mia iniziativa una parete perimetrale usando dei “mattoni” SIPOREX da 5cm di spessore lasciando e non so se ho fatto bene 5cm di spazio (aria) tra il siporex e la parete originale.
    Avendo letto molto sul suo blog di pannelli/lastre in silicato di calcio ( che non sono gli idrati di silicato di calcio) chiedevo se detti siporex fanno parte della famiglia dei silicati di calcio.
    Consapevole che sarei rimasto con problemi di ponti termici mi sono accontentato riuscendo ad attenuare solo una piccolissima percentuale di sensazione di freddo/umido sull’organismo.
    Pensavo di abbattere la parete ed incollarli direttamente su muro, ma non so se i siporex sono assimilabili alle ottime lastre di silicati di calcio di cui Lei parla
    La ringrazio.

  93. le lastre in vetro cellulare incollate e poi rasate sono una barriera al vapore dove la migrazione è completamente impedita.
    a protezione del pannello in fibra di legno, sotto al nuovo pavimento in legno si può stendere una carta rivestita in polietilene, ma non è proprio necessario.
    teniamo sempre presente che il rischio di condense è dovuto al livello di umidità interna. dotiamoci di un termoigrometro sempre presente in ambiente per non gestire male gli ambienti

  94. Intanto grazie per la risposta.
    Vorrei lasciare le piastrelle sulle pareti ma ho timore che rivestendole in modo scorretto l’umidità potrebbe condensare proprio sulle piastrelle fredde dietro il rivestimento. Questo con il rivestimento in vetrocellulare non dovrebbe accadere?
    Inoltre vorrei lasciare anche le piastrelle sul pavimento e creare un gradino con una finitura di pavimento in legno sopra. In questo caso, come dici, un pannello in fibra di legno di almeno 2cm di spessore potrebbe essere posato fra piastrelle esistenti e nuovo pavimento in legno? Il timore è sempre che l’umidità nella stanza possa condensare sulle piastrelle sottostanti…
    grazie di nuovo se riceverò risposta!
    Toni

  95. andando a demolire il rivestimento in piastrelle si potrebbe anche ripristinare la superficie che diventa “verso l’interno” con un termointonaco di qualità di qualche cm di spessore. altrimenti con lastre in calcio silicato.
    lasciando le piastrelle senza demolire mi viene in mente solamente un rivestimento in vetrocellulare che non ha emissioni in ambiente ma che trasforma l’intera superficie rivestita in, appunto, vetro, e dunque non traspirante (come un ulteriore serramento).

    anche sotto al rivestimento previsto per il pavimento si potrebbe posare un pannello in fibra di legno di almeno 2cm di spessore, ma qui dipende dal rimanente pavimento e dalla sua quota.

    prima di ordinare il serramento con le sue misure definitive è indispensabile decidere tutte questi aspetti. soffitto incluso. in modo da poter posare la portafinestra nel modo più termicamente favorevole.

  96. Salve,
    chiederei un consiglio all’esperto.
    Intendo chiudere una loggia aperta su un solo lato (quello frontale) im modo da ampliare una stanza verso la loggia, spostando l’infisso verso l’esterno (una specie di veranda con un lato solo vetrato).
    Il problema é che le pareti da esterne diventano interne ed hanno una finitura come la facciata e cioé in piastrelle da esterno. Anche il pavimento dell’ex loggia é in piastrelle e il solaio sotto é all’esterno.
    Come isolo dall’interno poi le pareti ed il pavimento? devo togliere le piastrelle e poi calcio silicato?
    Grazie se mi risponde.

  97. uno spessore di isolamento andrà applicato picchettando la parete esistente per migliorare l’adesione.
    la pittura può coprire la vecchia se permette assorbenza.

  98. Avatar Antonio

    La ringrazio per il consiglio, quindi se ho capito bene potrei provare prima con una pittura a base di calce senza intaccare l’intonaco esistente e poi come secondo step la sostituzione dello stesso? Se fosse così dovrei procedere alla rimozione della vecchia pittura carteggiando le pareti?
    Grazie

  99. si può intervenire dall’interno per evitare le condense superficiali delle zone più fredde con pannelli in calcio silicato o con termointonaco di qualità.
    naturalmente la pittura murale finale deve essere anch’essa di elevata qualità e ph elevato come la pittura a base calce.
    per tentare di non avere macchie e proliferazione di spore senza coibentare si può provare ad usare solo la pittura.

  100. Avatar Antonio

    Buongiorno, ormai sono giorni che giro in lungo e in largo il suo sito per farmi un’idea del mio problema e della soluzione da applicare. Il mio è un appartamento posto al piano rialzato di un palazzo del 1960 circa costruito con mura portanti di almeno 40cm e su cui nel tempo sono stati aggiunti due piani con pilastri esterni. Le pareti di camera da letto e cameretta confinano con un piano terra disabitato e senza riscaldamento e da qualche tempo appena sopra il battiscopa compaiono macchie di umidità che fino ad oggi ho lavato con candeggina, inoltre in altre zone della casa (in particolare in prossimità di finestre e porta d’ingresso) sono comparse delle macchie a puntini scuri. Credo di aver individuato in questi segni problemi di condensa (anche se in casa abbiamo molto spesso le finestre aperte) e di umidità da risalita. Amici mi avevano consigliato un’intercapedine areata sulle due pareti ma io sarei propenso all’uso di pannelli in silicato di calcio oppure l’utilizzo di prodotti per risanamento da usare sui muri fino ad 1 metro dal pavimento. Secondo lei quale potrebbe essere il metodo migliore, potrebbe consigliarmi qualche prodotto? Sarebbe mia intenzione installare anche un impianto di climatizzazione canalizzato.
    Grazie in anticipo

    P.S. l’appartamento è a Bari; l’umidità dell’aria esterna potrebbe essere un problema? se ha bisogno posso inviarle delle foto.

  101. lo immaginavo.
    infatti l’intervento deve interessare tutte le parti più disperdenti.
    pareti esterne, nicchie, contorno finestre, davanzali e soglie, cassonetti avvolgibili ecc.
    il progetto dev essere completo e mirato sullo stato di fatto.

  102. Avatar Gabriele
    Gabriele

    Gent.mo Architetto,

    Grazie per la risposta, quindi XPS goffrato per tutte le nicchie, presumo incollato in perfetta aderenza alla parete esistente, ma sui 3 lati della nicchia ??? oppure è sufficiente solo su quello (frontale) verso l’esterno ?
    ….Dulcis in fundo mi piacerebbe eliminare e cambiare anche i davanzali passanti in diorite con qualcosa che “tagli” termicamente il tutto
    GRazie ancora
    Cordiamente
    Gabriele

  103. pannelli in calcio silicato nelle nicchie termosifone o sotto uno strato di piastrelle sarebbero sprecati. e per un rivestimento in piastrella NON indicati.
    un pannello in xps goffrato per migliorare l’aderenza è molto più indicato come fondo per ricevere le piastrelle e non ci si deve preoccupare per eventuali condense nelle fughe perché le temperature superficiali dopo l’intervento saranno molto più elevate di prima.

  104. Avatar Gabriele
    Gabriele

    Buongiorno,

    Nel complimentarmi per le informazioni chiare ed efficaci riportate nel Suo blog, vorrei chiederLe gentilmente un parere circa l’isolamento delle nicchie sottofinestre, dove la parete è decisamente più sottile e, essendoci i termosifoni il Delta T è elevato, anche oltre i 40°C!!!!!!….
    Purtroppo mi è possibile intervenire solo dall’interno.
    Avrei intenzione di rivestirle (o meglio farle rivestire) con le famose lastre di silicato di calcio, poi apporre un pannello isolante riflettente (per i termosifoni), quindi allungare le zanche che sorreggono il termosifone in modo che lo stesso sia distanziato almeno 3-4 cm dal pannello…..
    Mi chiedo se tale lavoro avrebbe senso farloo anche nel bagno in quanto il sottofinestra sarebbe ri-piastrellato nuovamente e quindi, se non erro, le piastrelle fungono da barriera al vapore……forse potrebbe valere la pena quindi utilizzare un altro isolante con caratteristiche termiche isolanti milgiori del silicato di calcio (quale però???, l’XPS forse ???)….mi sorge però il dubbio delle fughe: assorbono l’umidità e quindi rischio condensa e muffa……(probabimente anche nel bagno penso di lasciare comunque il termosifone sottofinestra….)
    La ringrazio per l’attenzione
    Cordialmente
    Gabriele

  105. naturalmente la posa di pannelli in calcio silicato fa sì che la temperatura superficiale dei punti più freddi sia più elevata e non più a rischio condensa come prima.
    avrete notato che un deumidificatore mangia un bel po’ di corrente elettrica ed è rumoroso: certo è meglio utilizzarlo piuttosto che avere danni provocati dalle muffe.

    Sia nel caso lei rivestisse la parete e i ponti termici più forti con pannelli in calcio silicato, sia nel caso volesse solo ritinteggiare l’ambiente, le consiglio di utilizzare solo pittura murale naturale costituita da grassello di calce.
    Questa scelta la proteggerà anche dal punto di vista delle emissioni VOC contenute in quasi ormai la totalità delle pitture in commercio.

  106. Salve,
    nel mio appartamento sito “nella bassa” a Rio Saliceto (RE), zona climatica E, in camera da letto il muro a Nord e relativi angoli ho avuto il problema Muffa (3 muri danno all’esterno, Nord, est e Ovest).

    Premetto che tale muro era coperto da un armadio a 6 ante (circa 3,5 m per 2,2 m di altezza).
    Naturalmente l’essere coperto ha favorito di molto l’insorgere della muffa…
    L’appartamento è di nuova costruzione (2008) classe D, secondo ed ultimo piano, altro fattore negativo è che a Nord il sottotetto ha l’attaccatura falda (lato basso del tetto, sopra il mio appartamento c’è il sottotetto, non praticabile).

    Come temporanea ho:
    – eliminato la muffa con candeggina pura sia da muro che da retro armadio;
    – spostato in avanti l’armadio (purtroppo non posso spostarlo contro altra parete), ora tra retro armadio e muro ci sono 20 cm;
    – nello spazio tra il muro e l’armadio ho posizionato in terra 5 vaschette con sali assorbiumidità, ogni mese le svuoto;
    – arieggio la stanza alla mattina, anche se specialmente in inverno anche fuori l’umidità è intorno al 75%…;
    – in inverno posiziono in camera un deumidificatore, per cercare di far scendere l’umidità relativa (alla sera raccolgo circa 1 L di liquido al giorno);

    Con tutti questi accorgimenti la muffa non è più tornata (in camera in inverno l’umidità e circa del 65%, la temperatura circa 20°C).

    Ora con la bella stagione dato che dovremmo ritinteggiare la camera vorrei cogliere l’occasione per migliorare l’abitabilità della camera.

    Cosa mi consigliate?
    Dato che non posso far nulla dall’esterno, avevo pensato di ricoprire il muro a Nord di pannelli in silicato di calcio (NO silicato di Calcio IDRATO).
    – che spessori mi suggerite di utilizzare?

    Pensate possa essere sufficiente la soluzione soft, e limitarmi alla sola tinteggiatura con PITTURA ANTIMUFFA (idrossito di calcio) o è consigliabile comunque mettere i pannelli?

    Grazie in anticipo per il Vostro cortese feedback, se vi occorrono altri dettagli posso mandarvi piante e/o certificati.

    Fabio

  107. prima si parlava di 2-3cm.
    so che l’appetito viene mangiando…
    la fibra di legno per interni richiede un fondo e una finitura, quindi andranno più di 5-6cm e se anche progettassimo a secco si andrebbe a finire a questi spessori.
    certamente con isolamento maggiore e anche prestazioni estive migliori

  108. Ed in alternativa al pannello Elicona Silikat come vede la fibra di legno da cm. 4? Grazie

  109. sì, i pannelli in calcio silicato sono costosi, circa 1 euro a millimetro di spessore.
    dalla descrizione della sua situazione potrebbe pensare di posare lo spessore minimo (15mm) oppure provare i pannelli più economici Poratec SILIKAT, che però non ho mai avuto il piacere di posare.

    Non dimentichiamo di arieggiare correttamente, monitorare l’umidità interna e capire come evitare le cattive abitudini.

  110. I pannelli a base di calce aerea naturale, diossido di silicio, legante idraulico e porizzanti derivati da proteine Poratec SILIKAT hanno, come i pannelli Muffaway PH elevato (10,5) quindi buoni a contrastare la formazione di muffe.
    La Conduttività termica è migliore: 0,047 rispetto ai 0,060 W/(mK) dei pannelli Muffaway
    La Densità è più bassa: 140 rispetto ai 240 kg/m³ dei pannelli Muffaway
    La Capacità Termica Massica non compare nella scheda tecnica purtroppo ( c 710 J/kgK per i pannelli Muffaway)

  111. Buongiorno Dott. Sampaoli sto ristrutturando il mio appartamento e leggo sempre con grande interesse i suoi interventi. Nella mia mansarda destinata a zona notte ho problemi di muffe da condensa e non è possibile realizzare un cappotto esterno. Sono costretta a puntare su di un cappotto interno a basso spessore (2-3 cm.). Leggendo i suoi interventi mi ero concentrata sul calcio silicato (muffaway, isolstyle, renopor) ma chiedendo in giro ho stabilito che costa tanto e i tempi di consegna sono alti. Vorrei ripiegare su qualche altro materiale più economico ma che comunque risolva definitivamente il problema muffa (il problema del miglioramento termico è relativo perchè la mansarda non è calda d’estate e non è fredda d’inverno). Mi trovo in Sardegna e mi hanno proposto pannelli da 2-3 cm. di sughero. Come lo vede? Cos’altro potrei cercare di alternativo? Grazie Claudia.

  112. ricordo sempre che l’umidità ambiente va abbassata cambiando le cattive abitudini.
    per le superfici valuterei pannelli in calcio silicato o termointonaco deumidificante e risanante: la sensazione di malessere si trasformerà in nuovo benessere.
    attenzione alla tinteggiatura finale, niente tinte scadenti.

  113. Salve,ho una taverna di circa 80mq che usiamo per dormire. Vorrei qualche consiglio per isolarla dal freddo e umidità. In alcuni punti delle pareti parte bassa vi e presenza di umidità e sgretolamento della parete ,ho due finestre grandi però non posso intervenire dal di fuori perché sarebbe un lavoro enorme e costoso… volevo un consiglio se usando i pannelli in calcio silicato potevo avere qualche beneficio?? Grazie.

  114. Avatar Riccardo

    Guardando bene la differenza è nella densità (silikat ha densità pari alla metà di muffaway o isolstyle) e nell’assorbimento d’acqua molto inferiore nel silikat………

  115. a proposito dei pannelli in calcio silicato lei ha menzionato anche pannelli sandwich. in genere per scoprire le loro doti si devono mettere a confronto i dati che sono riportati in scheda tecnica: conduttanza e kg/mc per almeno paragonarli meglio. poi assorbimento d’acqua, poi il pH.
    altro aspetto è il pacchetto di posa che prevede sempre un collante e un rasante, a volte anche un fondo.
    lì è bene verificare che le miscele non prevedano cemento come legante.

    non dimentichiamo che una pittura sbagliata sulla migliore lastra in calcio silicato distrugge l’opera.

  116. Avatar Riccardo

    Salve devo fare un cappotto interno (il cappotto esterno è impossibile da realizzare) e volevo chiederle se vi fossero differenze tra il pannello muffaway ed i pannelli della isolstyle o il pannello silikat di elicona o il pannello di unistara. Posso scegliere quello che costa meno a parità di spessore (mm 25) oppure ci sono differenze? Grazie.

  117. dipende sempre dal materiale isolante se protegge dal freddo e anche dal caldo.

    il comfort interno in caso di isolamento dall’interno ne risente nel momento in cui si produce troppa energia all’interno: quella che non può più essere scaricata nella massa delle strutture.

    dobbiamo proteggerci dall’energia che vuole entrare dall’esterno, ma anche fare attenzione a quanta energia produciamo all’interno: entrambe concorrono al surriscaldamento dell’ambiente interno.

  118. Ho letto sopra:”i pannelli in calcio silicato sono ottimi, quanto di meglio esista. il progetto di questa soluzione deve tenere conto che il comfort estivo ne può risentire: vivere nell’isolante è bello a natale ma non così bello a ferragosto!”
    Che problemi potrebbe dare al confort estivo l’aver isolato dall’interno con i pannelli in calcio silicato?
    L’isolante solitamente protegge dal freddo ma anche dal caldo…..
    grazie

  119. avete mai pensato all’idea di ricevere una mia consulenza?

    non è una battuta. in questo caso è un po’ tutto il filo logico del progetto da definire bene. se non nei dettagli, almeno nella direzione giusta da seguire da qui in poi!
    la sua descrizione è certo stata ben scritta, ma le foto dello stato di fatto sono indispensabili per ragionare sul da farsi.

    alla fine del suo commento ho inteso che c’è la previsione di un sistema a cappotto sul lato esterno. bene. in questo caso lei potrà ragionare sul lato interno esclusivamente per quel che concerne la salubrità dei materiali. che so… intonaco a base calce o intonaco a base argilla, sicuramente non pannelli in calcio silicato per coibentazioni interne.

  120. Avatar Giuseppe

    mancando alcuni dati, aggiungo, zona climatica D gg 1602

  121. Avatar Giuseppe

    Buongiorno caro Federico, dopo tanto leggere ecco il mio primo post.
    Mi trovo a dover adeguare una struttura di metà anni 80, mai completata , ma con tamponatura esterna e tetto completati.
    L’attuale tamponatura esterna è composta dall’esterno verso l’interno, da intonaco, forato da 15 cm , camera d’aria da 6-7 cm , all’interno della quale è posizionato verso l’esterno un pannello , sembrerebbe polistirene da circa 3 cm e infine forato da 8 cm, massetti non ancora fatti e tetto a falda per una parte e in piano per l’altra.
    Mi stavo indirizzando sull’utilizzo interno dei pannelli in silicato di calcio o pannelli in argilla, ma forse vista la composizione mi devo orientare su qualcosa dalle migliori prestazioni a parità di spessore.
    Sul tetto in piano interverrei dall’esterno con isolamento e magari pavimento flottante a protezione, mentre sulla parte a falda internamente come per le pareti, magari andando a sovrapporre per una buona parte isolamento interno ed esterno per ridurre il ponte termico.
    Anche i pilastri sono a filo esterno, così magari in fase di realizzazione dei massetti potrei richiedere un isolante che venga rigirato sulla parete esterna sovrapponendosi al pannello verticale che si userà per il cappotto esterno.
    Mi illumini su quanto sono distante da una soluzione per lo meno credibile e su differenze principali fra i pannelli di silicato di calcio e quelli di argilla, oltre il costo.
    Grazie mille per l’interessantissimo blog.

  122. eviterei le pitture isolanti e i pannelli di polistirolo.
    certamente gli inquilini hanno tassi elevati di umidità interna, ma anche certamente ci saranno dei ponti termici non curati che presentano superfici troppo fredde. concausa anche le pitture traspiranti o lavabili che poco contrastano la proliferazione della muffa

  123. Buonasera
    Ho realizzato sopra la mia abitazione una mansarda suddivisa in due miniappartamenti da circa 60 mq.
    I muri perimetrali sono isolati con pannelli di polistirene espanso estruso denso 35 kg m cubo nell’intercapedine, il soffitto è isolato con rotoli di polistirene abbinato a guaina ardesiata sotto tegola di uguali caratteristiche, il pavimento è isolato con strato di isocal da 10 cm. più guaina fonoassorbente (isolmant plus).
    Finestre in alluminio con doppi vetri,climatizzato con pompe di calore.
    Zona geografica: Sardegna sud occidentale.
    Dato il verificarsi di problemi di condensa e muffa riscontrato soprattutto nei soffitti delle camere da letto oltre che in bagno,vorrei sapere se le cause possono attribuirsi ad un isolamento troppo elevato oppure insufficiente oltre alla scarsa propensione da parte degli inquilini ad arieggiare sufficientemente i locali e come si potrebbe ovviare al problema.
    Avrei pensato di isolare il soffitto dall’interno con pannelli decorativi di polistirolo da 8 mm. e tinteggiare le pareti con pittura isolante con micro sfere di vetro.
    Potrebbe essere una soluzione?
    Grazie.

  124. se l’esterno vincolato è degradato o bisognoso di intervento esterno varrebbe sicuramente la pena di ragionare su intonaci per risanamento con doti di termoisolamento perchè la massa che si lascia fredda all’esterno è tutta persa, sia nel periodo di riscaldamento che in periodo estivo.

    sorvolo sulla sparata di schiuma nel sottotetto (soluzione irreversibile).

    c’è da fare attenta valutazione dell’intervento al piede delle murature, e per la salubrità dell’edificio e per la cura del ponte termico molto importante.

    farei sicuramente un saggio sulle intercapedini descritte come riempite di lana di vetro per conoscere cosa è successo lì dentro e decidere il da farsi: è un aspetto molto importante perchè va a braccetto con la progettazione della posa dei nuovi serramenti.

    decisi gli ingredienti del restauro, si potrà con fiducia sedersi al tavolo del termotecnico per chiudere il cerchio.

  125. solitamente io parto dall’analisi dei problemi più urgenti di alcuni ambienti: spesso i bagni e le camere più spesso utilizzate.

  126. Buongiorno,
    posso chiedere qualche delucidazione/consiglio su come (e se vale la pena) coibentare una casa vecchia (1800) in modo da ridurre ragionevolmente le spese per riscaldamento ? Premessa: non si può toccare l’esterno perchè vincolata.
    La casa è in provincia di Varese, Lago Maggiore. Attualmente classe G 270.
    E’ libera su 3 lati ed è disposta su due piani più sottotetto. Ogni piano circa 125m2 altezza soffitti circa 4m. Sostanzialmente, quasi un parallelepipedo con una piccola appendice a L costuita posticcia verso il 1950 e rivista (malino) nel 2000. La casa è stata abitata fino al 2011 e riscaldata a gas metano con spesa annua di circa 5k euro.

    Mi chiedevo se è possibile sfruttare l’ampiezza dei locali per una coibentazione interna (di spazio ce n’è in abbondanza) e se sì cosa conviene fare in termini di materiali (e se vale la pena ovviamente….). Silicato di calcio ? pannelli fibra di legno ? altro ?
    Quello che più mi preme è un ragionamento sulla possibilità di fare una coibentazione interna evitando problemi di condensa interstiziale o danni strutturali importanti alla muratura. Inoltre…Posso appendere quadri ? O i muri diventano “intoccabili” ? Non è una questione da poco….con due bambini piccoli!
    Senz’altro farò una sparata di schiuma sulla soletta del sottotetto (non abitato) oppure poserò pannelli.

    Purtroppo non so come è fatta la soletta al piano terra. So solo che c’è un vespaio. E’ pensabile poter lavorare anche su quella senza smontare il pavimento ? (tenere presente che le porte sono a filo e alte il giusto…quindi alzare il pavimento sarebbe piuttosto problematico.

    Sono riuscito a trovare i vecchi piani di ristrutturazione-analisi energetica della casa (targati 1977), in cui è possibile ricostruire la stratigrafia dei muri perimetrali, delle solette, etc etc. che qui riporto. GRAZIE per i suggerimenti stimolanti!
    Allora…
    Muri perimetrali:
    Intonaco esterno 2 cm
    Pietrame 50 cm
    Pannello vibra di vetro 3 cm
    Forato 4.5 cm
    Intonaco interno 1.5 cm
    K= 0.64 Kcal/h m2°C

    Sotto finestra:
    Intonaco esterno 2 cm
    Forato 12 cm
    Pannelli fibra di vetro 3 cm
    Forato 6 cm
    Intonaco interno 2 cm
    K = 0.67 Kcal/h m2°C

    Primo solaio (da sotto a sopra):
    Cappa 18 cm
    Solaio 3 cm
    Pannello isolbar 2 cm
    Sottofondo 3 cm
    Ceramica 1 cm
    K = 0.71 Kcal/h m2°C

    Secondo solaio (sempre da sotto a sopra):
    Intonaco (stanze da letto)
    Solaio 18 cm
    Cappa 3 cm
    Materassino: 6 cm
    K = 0.45 Kcal/h m2°C

    Vetri: Doppi (K = 3 Kcal/h m2°C).

  127. Grazie mille per la sua attenta analisi.
    So che quegli appartamenti hanno bisogno di una ristrutturazione totale, ma al momento non posso permettermela e quindi devo procedere per passi. Inoltre, qui non trovo esperti che conoscano le lastre in calcio silicato o le VMC, nel senso che nessuno le ha mai proposte o utilizzate.
    Da dove mi conviene quindi partire come primi interventi?

  128. le situazioni descritte sono comuni a molto edifici e a molte famiglie.

    partendo dal presupposto che quasi tutti gli edifici in italia non sono isolati, potrei dire che le cause dei problemi che lei ha descritto benissimo sono da imputare a

    ventilazione manuale eseguita non correttamente
    finiture interne di qualità scarsa (pitture comprese)
    stili di vita di chi abita poco attenti alla buona conduzione di un’abitazione
    impianti di riscaldamento mal regolati e mal gestiti.

    da dove partire?

    da una progettazione dell’isolamento interno? direi di sì. ma le cattive abitudini cambieranno o proseguiranno contando sulla sopportazione degli stress da parte della coibentazione interna?

    e i corpi scaldanti esistenti… sono posizionati correttamente oppure scaldano pareti già calde ed interne anzichè quelle fredde perimetrali esterne?

    le caldaie sono ben regolate / gestite oppure mal condotte?

    sono tanti i temi.

    e la ventilazione meccanica con recupero di calore? è la soluzione? spesso è la soluzione ed è anche una scoperta di comfort mai avuto prima.
    ma anche la VMC va progettata, posizionata nei punti migliori, dimensionata ai volumi e alle persone e all’arredamento!

    dunque, tutto ha una soluzione, ma sempre si tratta di un abito su misura. non è una ristrutturazione, ma è una revisione totale per un nuovo comfort, una nuova salubrità e forse alla fine un risparmio economico!

    dico sempre: perchè progettare male e gestire male un’abitazione fino al punto in cui l’edificio non è più salubre e diventa invivibile? il risanamento non è forse un’enorme spesa imprevista?

    no, la stufa alimentata col pellet non risolve la muffa, l’umidità e il comfort. la stufa surriscalda un certo volume (a seconda della sua potenza) e perciò il volume dell’edificio surriscaldato è più idoneo a contenere maggiori livelli di umidità interna senza che accada condensa superficiale sulle pareti.
    Ma appena si spegne, il castello di carte cade! la temperatura si abbassa, l’umidità relativa sale, le superfici esterne si raffreddano, e riaccade la condensa.

    ecco! l’ingegnere ha detto bene: è un problema di condensa.

    ma isolare per non condensare non è tutto.
    la soluzione è un’orchestra di interventi, a partire dall’insegnare agli inquilini come si abita in un’abitazione.

    anche ai bambini si insegna come stare a tavola!

    i pannelli in calcio silicato sono ottimi, quanto di meglio esista. il progetto di questa soluzione deve tenere conto che il comfort estivo ne può risentire: vivere nell’isolante è bello a natale ma non così bello a ferragosto!

    a disposizione

  129. Salve,
    quest’anno ho ereditato da mia madre tre appartamenti su tre piani in un condominio di 6 appartamenti costruito all’inizio degli anni ’70. Gli appartamenti sono di 90mq ciascuno.
    Gli appartamenti hanno sempre avuto piccoli problemi di umidità sulle pareti a nord (dove ci sono le camere) che sono sempre stati imputati al fatto che l’edificio è stato costruito in prossimità di una collina (a circa 7-8m) che sovrasta l’edificio per due piani e alla finitura a gesso delle pareti che non farebbe traspirare l’umidità all’esterno. Questi problemi sono stati risolti in alcuni casi con pareti in cartongesso.
    Quest’anno, con l’aumento esponenziale dell’umidità nella zona dovuto alle continue e ininterrotte piogge (a partire dalla primavera scorsa non si sono mai avuti più di 3-4 giorni senza pioggia neanche in estate), anche i problemi interni di umidità sono diventati molto più accentuati, in particolar modo a piano terra dove si sono formate numerose muffe ed in parte anche al primo piano, dove si sono formate muffe nelle zone dietro ai mobili, mentre al secondo piano l’inquilino riesce a gestire l’umidità con un solo deumidificatore.
    Ho fatto visitare l’appartamento ad un ingegnere della zona che mi ha detto che è un problema di condensa e che la cosa migliore è fare un isolamento interno alle pareti esposte a nord (quelle umide e con muffa).
    Secondo me però gli appartamenti hanno anche problemi di aerazione in quanto nelle cucine (a sud) non ci sono cappe aspiranti o con condotti esterni e l’unica piccola aerazione è dovuta ai vecchi infissi in legno e al foro per la cucina. Inoltre, i termosifoni sono sottodimensionati almeno di un terzo.
    Ho chiesto pareri anche ad altri tecnici e adesso ho un po’ le idee confuse. Premetto che al momento non ho a disposizione grandi somme per intervenire su tutto l’edificio, anche perché devo anche rifare completamente l’impianto elettrico.
    Mi sono state fatte le seguenti proposte:
    pannelli in sughero di 3 cm sulle pareti delle camere, rimuovendo lo strato di gesso e rifinendo a calce;
    in alternativa, pannelli aeropan di 10mm, sempre sulle pareti delle camere;
    utilizzo di recuperatori di calore per VMC puntuale, per le sole camere e/o per tutte le stanze;
    aspiratore per il bagno;
    cappa aspirante con scarico fuori per la cucina;
    stufa a pellet a piano terreno con tubi di condotta del calore nel disimpegno che divide la parte giorno dalla parte notte. In questo caso devo anche costruire la canna fumaria l’unico posto disponibile dove passare mi permette di costruirne una sola per cui la stufa andrebbe al piano terreno dove il problema è maggiore.
    Ho pero visto che molti hanno avuto grandi benefici con le lastre di calcio silicato e quindi sarei molto interessata. Le mie domande sono:
    Per applicarle devo rimuovere anche lo strato di gesso dalle pareti?
    Mi basterebbe questo come intervento, oltre ad aumentare il volume dei radiatori, o devo anche aumentare la circolazione di aria (soprattutto considerando che prima o poi rifarò anche gli infissi)?
    cosa ne pensa dei recuperatori di calore per rimuovere l’umidità?
    e la stufa a pellet è utile per asciugare l’ambiente?
    Vi ringrazio per l’aiuto che mi darete.

  130. grazie del contributo.

    vorrei conoscere la stratigrafia esatta del precedente intervento:
    dall’interno:

    cartongesso
    fibra di legno
    intonaco esistente
    forato

    Nessun telo nella stratigrafia?

  131. Avatar alberto

    buonasera.
    vorrei portare la mia esperienza al riguardo di un cappotto interno eseguito con lastre in calcio silicato.
    Per risolvere problemi di presenza di muffa in una camera ed un bagno (esposti a nord-est) avevo cercato notizie in vari modi riscontrando una generale ignoranza, anche tra i rivenditori di materiali edili (almeno quelli non specializzati) che conoscono molto poco questo materiale; nel vagabondare su internet finalmente sono capitato su questo sito, dove le cose vengono spiegate in maniera precisa e, nell’aprile del 2013, ho anche postato una domanda sulle lastre di silicato di calcio.
    Nel mio caso specifico in bagno ero costretto a continui interventi con prodotti antimuffa ed a ritinteggiare ogni anno, ma con presenza quasi costante di aloni o macchie; gli interventi erano efficaci per qualche mese ma poi, ad eccezione della stagione estiva, il problema si ripresentava.
    Avevo già provato in precedenza a risolvere in camera il problema con una controparete in cartongesso con pannelli in fibra di legno nell’intercapedine ma erano comparse anche qui macchie sugli angoli e puntinamento diffuso accompagnato da cattivi odori .
    Come molti altri che scrivono vivo in un edificio non recente (condominio fine anni 70) con pareti in mattoni di basso spessore (cm 25+intonaci) e nel quale manca la volontà di intervenire con cappotto esterno.
    Fugati tutti i dubbi nella primavera del 2013 mi decido ed do il via ai lavori, smonto i mobili e demolisco la controparete in cartongesso; quando vi dicono degli effetti della condensa sul lato freddo .. credeteci, i pannelli ed il muro erano infestati di muffa.
    Per il mio intervento ho usato lastre di 2,5 e 4 cm roefix Renopor con finitura di pittura ai silicati di calcio.
    Ora, a distanza di quasi un anno e mezzo, devo dire che l’intervento ha funzionato davvero bene, specialmente in bagno la parete è rimasta perfettamente pulita, anche dopo una primavera ed un’estate molto umide.
    Quindi a chi è nella mia situazione posso testimoniare la validità del sistema.
    Saluti

  132. una vmc puntuale favorisce un buon equilibrio di umidità interna nel periodo di riscaldamento.
    tutte le zone più fredde delle strutture soffrono del rischio di condensa superficiale, ma evitate le pitture termoisolanti sul lato interno.
    piuttosto fate attenzione che nel tinteggiare si usi esclusivamente pittura a base calce e che il nuovo intonaco non sia a base cementizia o miscelato con cemento.

    …tutto in attesa della coibentazione esterna!

  133. Salve, innanzitutto complimenti per il blog e la divulgazione che ne scaturisce, davvero utile.
    Sono in procinto di ampliare una parte del piano terra di un villino unifamiliare (struttura in cemento armato fine anni 90) in provincia di Roma (zona climatica E, 2399 gradi giorno) realizzando la chiusura del piccolo portico contiguo. L’attuale parete esterna del piano terra che andrò a demolire ha presentato problemi di condensa e muffa negli angoli in corrispondenza di ponti termici strutturali (eccessiva umidità interna); il portico verrà chiuso realizzando la tamponatura delle parti attualmente aperte tra pilastro e pilastro (cls) e tra “muretto” perimetrale e trave superiore (cls); per tale tamponatura l’impresa mi propone doppia fila di poroton con in mezzo intercapedine d’aria o di isolante (ma che materiale potrei usare dati i problemi di umidità riscontrati? ). Vorrei poi posare (in attesa di realizzare un cappotto esterno definitivo appena possibile) un cappottino interno nella porzione di parete perimetrale che andrei a costruire (lo so non è una buona soluzione!) con pannelli di calcio silicato 25 mm spessore (muffaway della naturalia bau o simili lastre di calcio silicato della Isolstyle: sono equivalenti che lei sappia?) da far girare fin dentro i fori finestra, per attenuare il rischio di muffa, che ne dice? dovrei posarli anche sul soffitto? Il tutto finito con pittura termoisolante anticondensa e implementato con una vmc decentrata.
    Grazie.

  134. è una situazione da risolvere. affronatre una nuova stagione respirando spore di muffa è pericoloso.

    l’armadio in aderenza non aiuta la situazione, anzi la peggiora. e lui non si può spostare nemmeno di un millimetro!

    l’unica cosa che si potrebbe fare in questo momento (ed è la stagione ideale) sarebbe

    rimuovere le spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni bloccando il nuovo insorgere di muffa
    rifare la finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato

    dove c’è margine di spazio e i muri sono sani si può progettare una coibentazione interna e finitura interna con materiali salubri, naturali, igroscopici, capillari e traspiranti

    poi si dovrebbe pensare alla ventilazione meccanica (anche solo puntuale)

    un progetto a tutto tondo. e cambiare vita

  135. Salve. Ho letto qui dei pannelli in silicato di calcio.
    Casa mia è vecchia (anni ’50, con rimaneggiamenti negli anni ‘60), vicino a Milano e con grossi problemi di umidità in cantina. I muri sono in mattoni; avevano una intercapedine in paglia (!) all’esterno di strato interno in tavellette, ma ora è polverizzata. A circa 1 m dal pavimento della cantina c’è la falda, che presumo impregni le fondazioni in cls. Le murature esterne sono rivestite da odiosissimo materiale plastico che purtroppo resiste molto bene. Dulcis in fundo, mi ritrovo tutto intorno alla casa una pavimentazione in micascisto affogata in piattaforma di cls con rete elettrosaldata, cosa che preclude possibilità di staccare la terra dai muri (non impermeabilizzati , ma forse è meglio). Abito a pian terreno. L’acqua Iliquida o gassosa) è di casa in casa, ovviamente.

    Prescindendo da quasi tutto quanto sopra, al momento circoscrivo il problema alla presenza di muffa soprattutto in una camera che occupa il vertice SW della casa; curiosamente, la muffa compare soprattutto lungo una parete a SSE, la quale non confina direttamente con l’esterno ma con una scala chiusa che conduce al piano di sopra.
    Quasi tutto il lato interno della parete a SSE è occupato da un armadio, pure attaccato da muffa (la camera è piccola: ci stanno solo letto e armadio ed ho già dovuto accorciare il letto di un cm per poter aprire l’armadio).

    Per problemi di tipo “condominiale” (villetta bifamiliare non interamente di mia proprietà) non posso agire sui muri esterni né sulla scala.
    Ovviamente l’umidità interna si è vistosamente innalzata con la sostituzione dei vecchi serramenti.
    Ovviamente comincio ad essere stanco di spargere candeggina sui muri; in particolare lo scorso inverno il problema si è acuito.
    A partire da quella parete ma poi, a seguire, in altri punti della casa vorrei fare qualcosa; abbandonata proprio leggendo questo blog l’ipotesi iniziale del polistirolo (che pure mi ha dato buoni risultati sulle spallette delle finestre in cucina), sto esaminando la possibilità di utilizzo dei pannelli in silicato di calcio.
    Cosa ne dice?

    Nell’area dietro l’armadio posso evitare di rasare i pannelli e lasciare l’armadio stesso (debitamente ripulito dalla muffa con aceto o candeggina e quindi trattato con impregnante antifungino) a contatto dei pannelli stessi?

    Grazie

  136. questa struttura interrata non è traspirante (per forza di cose).
    l’isolamento interno in pannelli di calcestruzzo cellulare è molto traspirante e accoglierà volentieri una certa quantità di vapore in inverno per poi ricederla d’estate all’ambiente. se i pannelli saranno posati con la prescritta malta leggera con grande attenzione a coprire tutta la superficie senza lasciare o dimenticare zone vuote o sacche d’aria, allora l’umidità si distribuirà uniformemente senza creare punti di condensa.
    attenzione alle sigillature intorno alle finestrelle.
    la vmc aiuterà a tenere in equilibrio il livello di umidità in periodo di riscaldamento, in estate dovrebbe essere esclusa se fuori è molto caldo per non accumulare nuova umidità negli ambienti.
    A proposito della verifica di Glaser puoi leggere qui .

  137. Avatar Luca Magro
    Luca Magro

    Ho fatto fare la verifica di glaser da un tecnico per la progettazione della rifodera interna delle pareti della taverna con finalità di miglioramento delle condizioni igro-termiche. Allora, condizioni di partenza: locale interrato con due finestrelle a bocca di lupo e vmc, pareti 30 cm. cemento armato con guaina esterna controterra. Bene, con il multipor 5 cm. a dire del tecnico formazione di abbondante condensa nei mesi estivi che non verrebbe più riassorbita, con xps e barriera vapore invece tutto ok. Ho poi sentito un rappresentante della Ytong e questo, dopo aver fatto sul posto le sue verifiche sentenzia: qui si può mettere quello che si vuole, è consigliatissimo il multipor per le sue caratteristiche dinamiche per le quali non bisogna tenere in conto la verifica di glaser basata solo su condizioni statiche. Chi credere? Sono confuso e non vorrei sbagliare. Chiedo lumi disperatamente….

  138. la fibra di legno ha bisogno della progettazione dello strato di fondo e del rivestimento.
    penso che di meglio non esista perchè si ottiene anche comfort estivo

  139. Avatar Luca Magro
    Luca Magro

    Cosa ne pensa dei pannelli pavadentro in fibra di legno al posto del calcio silicato?

  140. sarebbe bene almeno risvoltare in zona ponti termici

  141. Avatar Luca Magro
    Luca Magro

    Posso limitare i tamponamenti alle sole superfici più fredde? Cemento armato e solaio sotto garage o tutte le pareti?

  142. essendoci una immissione di aria nuova preriscaldata dalla vmc centralizzata, se si cucina, il profumo salirebbe verso gli altri ambienti.
    circa l’isolamento dall’interno: sarebbe da fare per eliminare la sensazione grotta estiva e il freddo invernale.
    non ci si dovrà preoccupare molto della migrazione del vapore essendo in funzione una vmc centralizzata (che d’estate comunque può poco).
    Credo che il pannello minerale isolante MULTIPOR in silicati di calcio idrato autoclavato, resistente al fuoco e privo di fibre si una buona idea se i 5-6cm di ingombro non sono un problema. E per ottenere più comfort estivo finito con 8mm di argilla sul lato interno.
    In alternativa si può pensare al pannello in calcio silicato da 15 25 35mm

  143. Avatar Luca Magro
    Luca Magro

    Buon giorno a tutti, approfitto di questo autorevole blog per chiedere lumi sulle possibilità di intervento per la mia esigenza. Abito in una villetta a schiera centrale in provincia di Venezia. Ho una taverna completamente interrata di 60mq. circa con spessi muri in cemento armato lato sud e nord, a dire del costruttore isolati esternamente con cappotto interrato, e muri in forate nei lati comuni con le abitazioni laterali. Un vano è sotto il garage non riscaldato. L’unica fonte di riscaldamento è una stufa a pellet. L’intera abitazione ed anche la taverna è dotata di vmc con recupero. Ho usato raramente la taverna, che è ancora un magazzino, ma vorrei renderla abitabile in modo perenne con installazione di una cucina. Attualmente le condizioni sono le seguenti. D’inverno senza riscaldamento la temperatura oscilla tra i 14 ed i 16 gradi, umidità relativa circa 60%, non ho segni di muffa sui muri (ma non ci ho mai cucinato). D’estate effetto grotta, temperatura intorno ai 20 gradi ed umidità relativa 70/80% regolata con deumidificatore (poco confort). Data la fonte di riscaldamento discontinuo in inverno (carica, spegni, raffreddala, pulisci, ecc.) e le condizioni estive vorrei intervenire per creare condizioni termiche ed igrometriche più performanti. Avevo pensato di tamponare le pareti di cemento armato ed il tetto del vano sotto garage, freddine, con materiale isolante, magari da ricoprire in qualche superficie con pietre ornamentali. Qui chiedo consiglio. Ha senso l’intervento? Devo tampinare tutte le pareti o solo quelle più freddine? Che materiali usare? Fibra di legno, pannelli in silicato di calcio o pannelli in idrati di silicato di calcio (tipo multipor Ytong)? Basterebbero pannelli di pochi centimetri? Avrei miglioramenti sensibili o poca cosa? Grazie.

  144. certamente vi sono tante zone con temperature superficiali interne così basse che l’umidità interna (troppo elevata) condensa per tempo prolungato.
    la scarsa ventilazione, o forse non corretta è la prima causa da analizzare.
    certamente un sistema a cappotto esterno porterebbe molti aspetti positivi e risolverebbe il problema delle temperature basse delle strutture.
    Non conosco la situazione estiva, ma se esiste surriscaldamento progetterei una coibentazione esterna che offra adatto sfasaemnto.
    Per stabilire lo spessore e conoscere le prestazioni raggiungibili si deve calcolare

  145. Avatar Giovanni
    Giovanni

    Nel 2004 ho realizzato una casa in zona climatica B con muratura portante in blocchi di legno cemento della c&p isotex DII 25/14 con trasmittanza teorica dichiarata 0,67, dal primo anno che vi ho abitato è comparsa la muffa sulle camere della zona notte riscaldata con pompe di calore e sul bagno sprovvisto di riscaldamento. I problemi maggiori sono presenti sulla parete esposta a nord-est, il tetto è costituito da solaio in piano realizzato in laterizio con soprastante tetto a nido d’ape non isolato, gli infissi sono in legno massello sp. 7 cm con vetrocamera 4-15-4.
    Con l’ausilio di un igrometro ho notato che nelle giornate con scarsa ventilazione il tasso di umidità interno sale al 70-75% per tenerlo al di sotto del 60% devo far funzione il climatizzatore di continuo.
    La muffa sono riuscito ad eliminarla solo parzialmente con l’utilizzo della pittura termica “thermovital”, oggi vorrei isolare dall’esterno almeno la parete esposta a nord-est, che tipo d’intervento mi consiglierebbe?
    Grazie per l’attenzione

  146. il multipor è proprio un materiale coibente, anche di spessori elevati.
    si deve ricordare che più spingo sullo spessore della coibentazione interna e più la struttura esistente diventerà gelida: si rischiano le condense sulla superficie fredda.
    vista la situazione descritta, umidità e qualche presenza di muffa, penserei di utilizzare lastre di calcio silicato.
    se l’umidità è presente anche in qualche zona bassa delle pareti userei sicuramente il pannello apposito Renopor S, che è anche antisale, oppure un termointonaco minerale naturale traspirante deumidificante.

    non si dimentichi di sostituire il serramento, se non già fatto, e nastrare bene prima che l’isolamento interno vada in battuta.

  147. Avatar Renato Dal Maistro
    Renato Dal Maistro

    buongiorno
    ho un locale interrato di circa 50 mq che vorrei rendere abitabile saltuariamente, ha due pareti in calcestruzzo contro terra e un’unica finestra con bocca da lupo più un foro collegato ad un tubo da 10 cm circa con applicato una ventola per areazione forzata
    ovviamente c’è una buona dose d’umidità e qualche presenza di muffa
    pensavo ad un cappotto interno con calcio silicato
    mi hanno proposto il multipor della ytong che da quello che ho letto è invece idrato di calcio silicato
    nel suo blog è ben spiegata la differenza fra calcio silicato e idrato di calcio silicato
    in una sua risposta del 5 aprile 2011 riferendosi al multipor dice “Credo che sia uno dei materiali migliori”
    vorrei capire se posso usare il multipor o se è meglio preferire il calcio silicato per esempio il renopor della roefix?
    grazie

  148. mi sembra una buona idea anche se meglio coibentare dall’esterno. perchè non intervenire dall’esterno con del termointonaco che può migliorare anche la protezione estiva?
    Se l’edificio è basso i costi sono contenuti.

    Intervenendo dall’interno con calcio silicato si sarà molto soddisfatti in inverno, ma in estate si perde un po’ di possibilità di scaricare energia nella muratura.
    non conosco lo spessore attuale e forse lo spessore attuale non offre già di per se sfasamento sufficiente. dunque ben venga anche la coibentazione interna.

    i pannelli vanno posati seguendo rigorosamente la scheda tecnica

  149. Ogni anno mi ripropongo di coibentare la camera da letto, e poi arrivo alla stagione fredda con la camera più fredda di tutta la casa !
    Vivo in una villetta isolata in provincia di Palermo a circa un chilometro dal mare.
    Le pareti (due, la camera fa angolo nella costruzione) sono realizzate in blocchetti forati di pomice-cemento, e le pareti esterne sono rifinite con prodotti della linea biocalce in silicato.
    Contenendo gli spessori in 3 cm, avevo intenzione di realizzare una cappotto interno in pannelli di silicato di calcio, mi chiedo se il materiale sia consono alle aspettative e ai materiali in loco.
    Grazie per i suggerimenti.

  150. se tecnicamente possibile, non sarebbe economico.
    meglio sostituire con fibrogesso il cartongesso

  151. Avatar Gigi Lazzaretto
    Gigi Lazzaretto

    Salve,
    vorrei capire se nelle costruzioni a secco fosse possibile sostituire le doppie lastre di cartongesso con un pannello in silicato di calcio da 25 mm. Così da avere un pannello più performante rispetto lo scarso cartongesso

  152. Si tratta di un malinteso. La proposta che vi è stata fatta è corretta:

    I pannelli termoisolanti in idrati di silicato di calcio sono una cosa.
    I pannelli termoisolanti in silicato di calcio per pareti interne (a rischio di muffa) sono un’altra cosa.
    I pannelli in idrati di silicato di calcio sono pannelli isolanti minerali che appartengono al gruppo dei calcestruzzi leggeri porizzati, induriti in autoclave a vapore:

    solitamente conducibilità termica = 0,045 W/ (m*K)
    grande permeabilità al vapore ( 3 )
    I pannelli in silicato di calcio sono pannelli per isolamento termico a cappotto interno, isolanti ed igroregolatori:

    un elevato PH 10,5 ca.
    conduttività termica 0,060 W/(mK)
    alta permeabilità al vapore acqueo ( 6 )
    e sono solitamente a base di

    calce, o calce aerea
    cellulosa e sabbia di quarzo, o polvere di marmo, o silicato
    privo di cemento
    densità ca. 240 kg/m³.
    I pannelli in idrati di silicato di calcio contengono invece:

    farina di quarzo
    idrato di calce
    cemento
    Sabbia: La sabbia impiegata è una materia prima naturale che contiene, oltre al minerale principale quarzo (SiO2), minerali secondari e in traccia naturali. Essa rappresenta una sostanza base fondamentale per la reazione idrotermica durante la fase di indurimento in autoclave al vapore.
    Cemento: Secondo la norma DIN EN 197; il cemento funge da legante e viene prodotto prevalentemente da marna calcarea o da una miscela di calcare e argilla. Le materie prime naturali vengono cotte e quindi macinate. Calce viva: Sec. DIN EN 459; la calce viva (CaO) funge da legante e viene prodotta dalla cottura di pietra calcarea naturale.
    Anidrite: Sec. DIN 1168; il materiale a base di solfato ha la funzione di condizionare il tempo di indurimento della massa grezza. L’anidrite (CaSO4) viene estratta come materia prima naturale dal sottosuolo oppure prodotta dalla cottura di gesso naturale o artificiale.
    Inerte minerale: Polvere da macinazione di frammenti di pannelli / polvere di calcestruzzo porizzato e/o calcare macinato come componente minerale aggiuntivo.
    Alluminio: La pasta di alluminio funge da prodotto porizzante. L’alluminio metallico reagisce in ambiente alcalino liberando idrogeno gassoso, che forma i pori e poi si libera in atmosfera.
    Acqua: L’acqua è basilare per la reazione idraulica dei leganti. L’acqua è inoltre necessaria per produrre una sospensione omogenea.
    Olio disarmante: L’olio disarmante trova impiego come distaccante tra lo stampo e la massa del pannello. Vengono impiegati oli minerali privi di idrocarburi policiclici aromatici con l’aggiunta di additivi a catena lunga per aumentare la viscosità. In tal modo si evita lo spandimento nello stampo e si risparmia olio.
    Idrofobizzante: Il prodotto idrofobizzante riduce l’assorbimento di acqua del pannello isolante minerale. Vengono impiegati siliconi liquidi (atomi di silicio legati a catena tramite atomi di ossigeno).

    https://espertocasaclima.com/2012/07/i-pannelli-in-silicato-di-calcio-non-sono-i-pannelli-in-idrati-di-silicato-di-calcio/

  153. Salve, mi son stati proposti pannelli in idrati di silicato di calcio per eseguire cappotto esterno da applicare su una casa anni ’70 in provincia di Pd. Vedo da quanto presente su questo sito che il materiale viene utilizzato prevalentemente per uso interno. Posso considerare una valida soluzione anche l’uso del materiale per esterno sia per protezione dal caldo che dal freddo ? Grazie

  154. è valida la regola della permeabilità al vapore che deve crescere nella stratigrafia andando verso l’esterno. meglio dire che il valore Sd deve decrescere.
    ma torniamo al pannello in calcio silicato. il calcio silicato ha delle particolarità che lo rendono adatto alla situazione “difficile”:

    l’ igroscopicità: un materiale igroscopico assorbe con velocità la condensa, migliora il clima interno.

    la traspirabilità: un materiale traspirante permette il naturale passaggio dell’umidità: in inverno verso l’esterno, in estate verso l’interno (è proprio in questo modo che d’estate possiamo smaltire l’eventuale umidità che si accumulerà nella stagione fredda).

    la capillarità: la capillarità permette alla condensa di distribuirsi velocemente e non accumularsi in una sola zona, bagnando.

    leggi anche https://espertocasaclima.com/2012/02/isolare-dall-interno-meglio-materiali-igroscopici-traspiranti-e-capillari/

  155. Cercando informazioni sui pannelli in silicato di calcio per cappotti interni mi sono imbattuto in un forum (http://cercaenergia.forumcommunity.net/?t=48052246) nel quale un esperto, seguito a ruota da altri, sostiene non siano adatti allo scopo in quanto la permeabilità al vapore deve essere maggiore andando dall’interno verso l’esterno del muro.
    In pratica, poiché il silicato di calcio ha un’elevata permeabilità al vapore (traspirazione), è quasi impossibile ottenere una permeabilità maggiore nel resto del muro e questo causerebbe un ristagno d’acqua nel muro stesso (una sorta di condensazione interstiziale anche se il collante dovrebbe azzerare l’intercapedine tra pannello e muro).
    Il discorso non mi sembra valido perché il rilascio dell’umidità accumulata credo possa avvenire anche dalla parte interna, in un momento successivo, e non solo da quella esterna attraversando tutto il muro. Però non essendo esperto mi rimetto alla sua preziosa opinione.

  156. per meglio capire l’argomento capacità areica interna, leggi
    https://espertocasaclima.com/?s=capacità+areica+interna

  157. La ringrazio per la risposta.
    Leggendo altre risposte precedenti ho letto che questi pannelli riducono la capacità areica, di cosa si tratta? (Non sono del settore).

    Grazie

  158. i pannelli in calcio silicato sono un’ottima scelta per eseguire una coibentazione interna salubre.
    facilmente le dispersioni termiche scenderanno anche della metà.
    attenzione ai ponti termici che rimangono e agli spifferi delle finestre.
    meglio isolare tutte le pareti, e non alcune.

  159. Buongiorno
    Sto ristrutturando una casa di 3 piani in sassi.
    Muri da 50 cm. Sassi a vista all’esterno.
    La casa si trova in provincia di Pordenone.
    Volevo isolarla con un cappotto interno nelle pareti a nord e sud.
    Ho pensato ai pannelli in silicato di calcio con spessore di 3 cm. Possono essere una buona scelta?
    Il riscaldamento sarà tramite radiatori con un termocamino.
    Grazie mille
    Saluti

  160. la colpa è di tutteddue le cose probabilmente: poca ventilazione manuale e bassa temperatura superficiale interna sono mix perfetto per le muffe.
    magari anche il riscaldamento intermittente o assente ha peggiorato la situazione.
    anche le tinteggiature possono essere scadenti e controproducenti. dovrebbero essere a calce.

    una coibentazione interna, anche di pochissimi centimetri cambierebbe molto la situazione.

    I nuovi valori di trasmittanza ottenibili sono da calcolare conoscendo spessore e qualità delle murature esistenti.

  161. Alassio riv.ponente primissima collina fronte mare casa anni 70 unico proprietario 1piano +piano terra. piano terra rivestito di sassi tenuti insieme col cemento almeno così si vede esternamente. Secondo piano da noi utilizz un mese in est nessun problema di muffa/umidità. Piano terra nella camera una parete non esposta al sole ed estrrnamente rivestita di sasso e’tutta nera stassa cosa la cucina preciso che la muffa non parte dal pavimento(che potrebbe essere stato costruito non coibentato)ma è sempre in alto e in centro. Una camera che confina con altro appartamento non presenta muffa.L’appartamento e’affittato da febb conriscaldam metano utilizzato nei mesi invern.da circa 3mesi abbiamo messo deumidificatore ma le cose non migliorano. Preciso che l app non è mai aerato tapparelle semi chiusee finestre aperte. In bagno che la finestra in alto e’sempre aperta, c’è pochissima muffa dunque posso pensare che il problema e’la mancata aerazione.l’inqulino che è cuoco quando torna dorme e non alza nessuna tapparella per creare un po’ di corrente perché teme che entrino in casa gatti che girano liberi. L’anno scorso l appartam e’stato affittato da dic a luglio ed era spesso aperto. Dunque non capisco se il problema principale e’la mancata aerazione. Adesso dobbiamo risanare queste due stanze, come intervenire ovviamente dall interno? Posso considerare anche risanamento senza cappotto? Grazie Anna

  162. Questi sono i forum che funzionano e aiutano perche si ha a che fare con persona preparata e professionale

  163. beh, lei vuole fare proprio un intervento completo!
    se dovessi progettare io l’intervento guarderei con attenzione tutti quei punti dove, per forza di cose, non si riuscirà ad intervenire e rimmarranno forti ponti termici: sono quei punti dove inevitabilmente il materiale isolante viene interrotto per poi riprendere poco più in là.
    in tutti quei punti le temperature superficiali resteranno sensibilmente più basse e quindi a rischio muffa.

  164. Avatar Danilo

    Buongiorno,

    abito in una palazzina bifamiliare di due piani a Piacenza. Nell’appartamento situato al piano rialzato, in inverno ho dei problemi di condensa sul pavimento in legno delle camere da letto negli angoli perimetrali esposti a nord-est e nord-ovest. I muri hanno una controparete interna con dell’isolante all’interno (poliuretano), ma non vi è un isolante nel sottofondo del soffitto tra cantina ed appartamento (forse è stata messa una guaina di foglio catramato). Il problema della condensa, pur stendendo la biancheria e facendo la doccia solo nella lavanderia in cantina, causa naturalmente la formazione di muffe sul muro perimetrale esposto a nord e coperto da un armadio.
    Da profano pensavo di rendere meno freddo il pavimento posando dell’isolante nel soffitto della cantina (quale materiale?), di installare due macchine per la ventilazione meccanica controllata (una in camera ed una in sala) ed eventualmente di mettere un cappotto sulla parete esposta a nord.
    Qualche suggerimento? Grazie mille.

  165. Schiumato e perlinato.
    Le schiume non sono il materiale più salubre che esista.
    Le perline, se verniciate con disattenzione, possono anche loro offrire una vista legno senza essere salubri come il legno.
    Se economicamente possibile eliminerei questa coibentazione del vecchio proprietario.
    Fare un’ulteriore strato coibente dall’interno è certamente possibile, ma la copertura non offre nessuna garanzia a lungo termine contro le infiltrazioni dall’esterno.
    Sotto i listelli portategole manca un telo traspirante, ermetico, resistente alla pioggia.

    Scrivete e leggete questi articoli: https://espertocasaclima.com/temi/tetto/

  166. Avatar alessandro
    alessandro

    Buongiorno
    Abito in provincia di varese, vorrei coibentare il tetto della mia abitazione singola.
    Attualmente il sottotetto e’ abitabile e vorrei ridurre al minimo la perdita di spazio.
    Il tetto e composto da tegole a vista, poggiate su listelli. Il precedente proprietario aveva in parte schiumato e perlinato.
    Il tetto mi sembra in bhuono stato, e vorrei evitare di scoperchiare la casa. Cosa mi consiglia di fare?
    Grazie

  167. per ringraziare, sostenete il blog! 🙂

  168. per ridurre la spesa per riscaldamento è un lavoro utile.
    per il peggioramento estivo, io credo che quella parete non sia tutta la massa che avete a disposizione… starei tranquillo

  169. Sono in classe D con 96 (mi sembra di ricordare), mi piacerebbe arrivare in C (un po’ di orgoglio).
    Grazie per la disponibilità.

  170. si può sempre migliorare… ma per l’estate mi accontento di come sto.
    Il calcio silicato (3cm) lo farei per ridurre, un pò, i costi di riscaldamento.
    Nella differenza tra dimezzamento delle dispersioni e peggioramento della capacità areica, dovrei guadagnarci, o no ?
    Potrei escludere la cucina/sala unico ambiente molto frequentato, dove c’è anche una stufa a legna.

  171. la vostra muratura esterna in pietra da 60cm offre già sfasamento di circa 19ore, quindi ottimo.

    certo contro le dispersioni non è un gran chè. si potrebbe affermare che il muro sia simile ad un buon serramento di oggi come trasmittanza, ma senza lasciare entrare il sole quando c’è!

    posando all’interno 3cm di calcio silicato le dispersioni calano di quasi la metà, lo sfasamento migliora ancora di un paio d’ore, l’attenuazione migliora ancora di più (La quantità di calore che attraversa una struttura viene ridotta d’intensità (attenuazione).
    l’unico peggioramento è nella capacità areica interna (la capacità di assorbire calore internamente)!

    Questo peggioramento, per capirlo bene, interessa le zone dove dall’interno produciamo calore: per esempio in cucina, e tutte le zone molte ore frequentate.

  172. ho delle pareti in pietra da 60cm, vorrei isolare le due pareti esterne con dei pannelli in calcio silicato, (pochi centimetri).
    1) ho letto spesso (non sono un esperto) che isolare dall’interno può creare problemi, il mio caso è a rischio ?
    2) ho un fantastico clima estivo, la casa è sempre alla giusta temperatura, questi pannelli potrebbero peggiorarmi il rendimento estivo ?
    Zona E – 600mt
    Grazie e buona giornata.

  173. il problema della muffa si combatte da un lato con l’innalzamento delle temperature superficiali (per evitare condense) e da un lato cercando di contenere la produzione di umidità all’interno degli ambienti.
    senza che l’umidità relativa interna scenda, i ponti termici porteranno sempre a condense.

  174. Avatar vio Davide
    vio Davide

    Io ho risolto i problemi di muffa alle pareti nord-ovest causa ponte termico con l’applicazione di un cappotto interno in styrodur e cartongesso ma il mio problema rimane a pavimento della mansarda nella zona sopra loggia dove in inverno si forma acqua per condensa e non so proprio cosa fare!! AIUTO!!

  175. una parete non a rischio muffa può tranquillamente ricevere un isolamento interno con pannelli termoisolanti in idrati di silicato di calcio.

    una parete a rischio muffa preferisce un pannello in silicato di calcio microporoso: più igroscopico, più capace di assorbire umidità (quasi 3 volte il suo peso). Un pannello in silicato di calcio accumula e distribuisce meglio il carico di umidità togliendo alle muffe il terreno per la loro diffusione.

    sì la calce offre le stesse proprietà sfavorevoli alle muffe.

  176. Avatar alberto
    alberto

    buonasera
    Anch’io sono alle prese con una stanza, disposta a nord-est, che presenta macchie di muffa da condensazione agli angoli; mi sono orientato alla soluzione del problema con la realizzazione di una controparete in pannelli di silicato di calcio di spessore pari a 5 cm. Ho preventivato l’uso di pannelli termoisolanti in idrati di silicato di calcio che hanno prestazioni (dichiarate) di traspirabilità e conduttività (rispettivamente pari a 3 e 0,045) migliori dei pannelli in calcio silicato da lei citati(rispettivamente pari a 6 e 0,060). Rifacendomi al titolo della discussione le chiedo perchè secondo lei sono preferibili i pannelli in calcio silicato? l’uso di un rasante e una pittura a base di calce non dovrebbero già garantire un Ph poco gradito alle muffe?.
    la ringrazio per l’attenzionee le porgo i più cordiali saluti.

  177. Quando si usano pochi cm di spessore per la coibentazione ci si può consolare così: sono i primi centimetri che fanno la differenza, non gli ultimi!
    La dispersione termica risulta dimezzata con 3cm, con 30cm diminuisce ulteriormente…
    Tre maglioni mi fanno star bene anche se nevica, 30 maglioni non è che mi servono proprio…

    Dubito allegramente che un consulente Naturalia Bau parli di pannelli di Aeropan della aktarus: io temo le nanotecnologie e i loro possibili effetti sulla salute.

    I ponti termici vanno curati uno per uno in fase progettuale (da soli non spariscono quando si tratta di coibentazione dall’interno), l’isolamento termico non è dei più performanti, ma le dispersioni sono ridotte alla metà… Non è poco.

  178. Avatar gianfranco del tredici
    gianfranco del tredici

    Buongiorno, faccio seguito alla mia precedente e-mail ,mi stò già informando dove trovare e quanto mi costerebbe isolare con i pannelli in silicato di calcio della naturalia bau, purtroppo però, visto lo spazio ridotto posso applicare solo i pannelli da 2,5 cm e il rappresentante della N. Bau mi dice che con questo spessore non uscirà più la muffa, migliorerò il problema condensa ma non risolverò il problema ponte termico e isolamento termico.
    Per risolvere il problema del ponte termico e isolare meglio termicamente mi viene anche consigliato di incollare direttamente a muro dei pannelli di Aeropan della aktarus che con soli due cm avrei un eccezzionale isolamento termico, Le vorrei chiedere se a suo parere è vero e se pensa che anche con questo isolante non avrò le muffe/condense
    Grazie

  179. avete deciso bene!
    mi spaventa il lavoraccio di tirar via la coibentazione già in intercapedine…
    su questa strada bisognerebbe buttar via i giocattoli, i materiali di pulizia, tutto quello che è verniciato, scappare in campagna, anzi in montagna… non ci sarebbe mai fine.

    il calcio silicato è poi rivestito con intonaco di calce di qualità proprio. per le lastre credo sui 25€/mq

  180. Avatar Maurizio
    Maurizio

    Ho deciso di togliere il polistirolo perchè emana un forte odore che non mi piace, e dopo aver letto su internet di alcuni studi sul polistirolo di rilascio di stirene e altro, non me la sento di tenerlo nella camera delle mie bambine.
    Rompendo una trentina di centrimeti di muro credo di riuscire a tirare fuori la lana di vetro e sostituirlo.
    Avrei una domanda da farle sul silicato di calcio:è atossico e sicuro per le mie bambine? all’incirca quanto costa? circa 20 mq.E per la rasatura che materiale bisogna usare?. Grazie della sua disponibilità.

  181. lei non è solo. ma chi è che dispensa questi consigli mi chiedo?
    Mi faccio 1000 scrupoli io che ne capisco qualcosa.. e poi gli altri consigliano a man bassa. Mah!

    perchè avete deciso di toglierlo? per colpa mia?

    non ho ben compreso come fareste a sostituire il coibente in intercapedine.

    Più che il sughero, nobilissimo, utilizzerei all’interno pannelli in calcio silicato e calce.

  182. Avatar Maurizio
    Maurizio

    Salve,ho un problema di muffa in una stanza e per malconsiglio ho realizzato un cappotto interno di 4 cm in polistirene,non ancora rasato,per fortuna,perchè ho deciso di toglierlo. Avrei pensato di togliere la lana di vetro che è nell’intercapedine e sostituirlo con del sugheri in grana fine. Poi sostituire il polistirene con dei pannelli di sughero incollati e rasati con prodotti a base di biocalce. Secondo lei risolverò il mio problema? Grazie.

  183. ogni materiale coibente, negli angoli, ha bisogno di un angolare con rete, anche perchè c’è l’incontro tra due pannelli di piani diversi.

    i pannelli in calcio silicato offrono buon isolamento termico, infatti hanno conduttività 0,06 W/mK

  184. Avatar gianfranco del tredici
    gianfranco del tredici

    buongiorno ,ho problemi di muffe ,condense e ponti termici in corrispondenza delle strutture in cemento armato.
    Pensavo di utilizzare dei pannelli in silicato di calcio ma mi dicono che sono molto friabili e facilmente rovinabili negli angoli,è ver?
    Vorrei anche sapere se con questi pannelli ho qualche beneficio anche come isolamento termico? i muri sono costituiti da due foratoni da 12 cm con polistirene da 3 cm nella zona mediana.
    Grazie, distinti saluti

  185. sono i prodotti migliori.

    per non rovinare i pannelli già posati potete indagare dalle prese elettriche eventualmente presenti o in basso in zona battiscopa

  186. Avatar Ireneo
    Ireneo

    Posso chiederti ancora qualche informazione?
    I prodotti Naturalia (calciumsilikat) possono andare bene per le mie esigenze?

    Per quanto riguarda la muffa nascosta dietro i pannelli, da cosa potrei accorgermene? Per ora le pareti mi sembrano perfettamente asciutte. Grazie ancora.

  187. i cunei sono perfetti per innalzare la temperatura superficiale proprio in prossimità del ponte termico.
    se avete installato pannelli in polistirene preaccoppiati al cartongesso potrebbe esserci muffa anche nascosta lì dietro in punti di non aderenza.

  188. Avatar Ireneo
    Ireneo

    Ho un problema di ponti termici con condensa e muffa agli angoli del soffitto nelle camere da letto esposte a nord-est (sopra c’è il lastrico solare di proprietà privata. Alle pareti ci sono già i pannelli in polistirene; può essere adeguata la soluzione dei cunei coibenti in silicato di calcio per rivestire il soffitto perimetralmente? Grazie

  189. Come è possibile finire BLOCCHI CASSERO IN LEGNO CEMENTO con guaina esterna? Siete sicuri?
    E la finitura interna di che qualità è?
    Bisognerebbe vedere la situazione e misurare l’umidità della struttura, misurare la temperatura superficiale interna, misurare l’umidità relativa interna in situazione di normale conduzione dell’appartamento e trarre delle conclusioni.
    Il calcio silicato, anche con spessori minimi può aiutare la situazione solo nel senso che la superficie diventa di pH elevato e quindi molto sfavorevole alle muffe.
    La condensa che succede attualmente dovrebbe essere risolta.

  190. Buongiorno,
    abito a Vicenza in un appartamento costruito con blocchi isotex.. sembra che il costruttore abbia impiegato per l’esterno una guaina di materiale plastico. Già da subito abbiamo avuto serissimi problemi di muffa che a distanza di 5 anni non si sono risolti. La muffa non siforma solamente sugli angoli ma anche sulle pareti. Non stendo in casa, ho la cappa aspirante esterna, arieggio, ma non serve a molto. Possono essere una soluzione i pannelli di silicato di calcio anche avendo i blocchi Isotex? Grazie per un suo prezioso consiglio. Saluti. Renzo

  191. sicuramente non è da inventarsi il collante o la rasatura interna sopra la lastra di calcio silicato, meglio attenersi alle indicazioni del fornitore seguendo la scheda tecnica dalla a alla z.
    il senso di applicare la lastra su una parete come quella che avete descritto è aumentare la temperatura superficiale che fino ad oggi troppo bassa portava problemi di condensa superficiale e quindi muffa.
    una sorta di coibentazione interna.

  192. Avatar Maurilio

    Ciao, e grazie dei consigli, sto ristrutturando un appartamento, una parete perimetrale a Nord presenta delle evidenti macchie pregresse di muffe,mi chiedo: ha senso applicagli una lastra di calcio silicato sull’esistente e poi rasare il tutto come il resto dell’appartamento oppure ci vuole una finitura particolare per mantenere le caratteristiche delle lastre. Grazie ancora

  193. il vostro intervento non ha innalzato sufficiemtemente la temperatura superficiale, nè la ventilazione forzata aiuta a mantenere alta la temperatura interna.
    per decidere senza confusione bisognerebbe analizzare tutto l’insieme: serramenti, esposizione, utilizzo, abitudini di chi abita, temperature, caldaia, corpi scaldanti, posizione, spifferi ecc

  194. Avatar giorgio

    ciao, ho in provincia di ascoli piceno sul mare un piccolo appartamento seminterrato di 65mq con tre finestre piccole collocate in alto. l’appartamento è umido e con poca ventilazione. ho installato la ventilazione forzata senza recupero di calore della aldes ed, insieme a mio padre e senza consigli, applicato delle lastre di cartongesso con dietro dei trucioli di legno sulle pareti. la situazione è migliorata ma in corrispondenza delle mura esterne si formano le classiche macchie di muffa da condensa (pallini) che si presentano anche su tutto quello che si trova nelle vicinanze (vestiti, scarpe e mobili).
    i pannelli calcio silicato potrebbero essere una soluzione? da ci mi potrei far aiutare per un sopralluogo e rilevamenti?
    grazie

  195. @Roberto, sono felice della grande soddisfazione! e ringrazio di aver scritto questo commento che può convincere altri lettori ad intervenire con isolamento dall’interno nel modo corretto.

    non dimenticate di leggere https://espertocasaclima.com/lo-sapevate-che/

  196. Avatar Roberto

    Finito di coibentare una taverna controterra con pannelli in silicato di calcio……….. risultato straordinario!!! in questi giorni con grande caldo non c’è la minima presenza di umidità e l’aria è molto salubre!!! consiglio a tutti!!!

  197. dovrei fare dei confronti di schede tecniche per riferire di altre

  198. Avatar Roberto
    Roberto

    Come ditte produttrici conosci sono Naturalia Bau?Grazie

  199. I pannelli termoisolanti in idrati di silicato di calcio NON sono calcio silicato!
    sono dei pannelli isolanti minerali che appartengono al gruppo dei calcestruzzi leggeri porizzati, induriti in autoclave a vapore.
    Sono quei pannelli in calcestruzzo porizzato per isolamento esterno ed interno con grande permeabilità al vapore ? = 3, e solitamente conducibilità ?R = 0,045 W/ (m*K).

    Le sostanze contenute sono:
    Sabbia: La sabbia impiegata è una materia prima naturale che contiene, oltre al minerale principale quarzo (SiO2), minerali secondari e in traccia naturali. Essa rappresenta una sostanza base fondamentale per la reazione idrotermica durante la fase di indurimento in autoclave al vapore.
    Cemento: Secondo la norma DIN EN 197; il cemento funge da legante e viene prodotto prevalentemente da marna calcarea o da una miscela di calcare e argilla. Le materie prime naturali vengono cotte e quindi macinate. Calce viva: Sec. DIN EN 459; la calce viva (CaO) funge da legante e viene prodotta dalla cottura di pietra calcarea naturale.
    Anidrite: Sec. DIN 1168; il materiale a base di solfato ha la funzione di condizionare il tempo di indurimento della massa grezza. L’anidrite (CaSO4) viene estratta come materia prima naturale dal sottosuolo oppure prodotta dalla cottura di gesso naturale o artificiale.
    Inerte minerale: Polvere da macinazione di frammenti di pannelli / polvere di calcestruzzo porizzato e/o calcare macinato come componente minerale aggiuntivo. Alluminio: La pasta di alluminio funge da prodotto porizzante. L’alluminio metallico reagisce in ambiente alcalino liberando idrogeno gassoso, che forma i pori e poi si libera in atmosfera.
    Acqua: L’acqua è basilare per la reazione idraulica dei leganti. L’acqua è inoltre necessaria per produrre una sospensione omogenea. Olio disarmante: L’olio disarmante trova impiego come distaccante tra lo stampo e la massa del pannello Multipor. Vengono impiegati oli minerali privi di idrocarburi policiclici aromatici con l’aggiunta di additivi a catena lunga per aumentare la viscosità. In tal modo si evita lo spandimento nello stampo e si risparmia olio.
    Idrofobizzante: Il prodotto idrofobizzante riduce l’assorbimento di acqua del pannello isolante minerale. Vengono impiegati siliconi liquidi (atomi di silicio legati a catena tramite atomi di ossigeno).

    Leggi anche https://espertocasaclima.com/isolamento/i-pannelli-in-silicato-di-calcio-non-sono-i-pannelli-in-idrati-di-silicato-di-calcio/

  200. Avatar Roberto
    Roberto

    Leggendo il vostro blog mi sono convinto di utilizzare in un interrato con elevata presenza di umidità da condesazione dei pannelli di silicato di calcio. Ho notato pero che molte aziende vendono pannelli idrati di silicato di calcio, esiste una differenza tra i due prodotti?quale?grazie

  201. Avatar alessandro
    alessandro

    grazie federico ti manderò sicuramente uno foto appena avrò demolito la parete attuale … in modo da decire sul da farsi grazie per la tua disponibilità.

  202. se vuoi mandarmi una foto della situazione espertocasaclima chiocciola gmail.com
    se il muro soffre di infiltrazioni o risalita capillare deve essere prima sanato.
    ci sono prodotti per la “riparazione” dall’interno, ma se possibile meglio intervenire dall’esterno (guaina bugnata e drenaggio).
    Poi puoi coibentare dall’interno.
    Se crei l’intercapedine con un secondo muro staccato puoi costruirlo su uno strato di xps alta densità, ma non saprai più cosa succede dietro….

  203. Avatar alessandro
    alessandro

    ciao volevo un consiglio sto ristrutturando la mia sala hobbie che si trova su due lati sotto terra separata da una parete in cemento armato da cui filtra un po’di acqua /umidità coe posso secondo te rivestirla dall’interno? basta secondo te staccarsi e creare una piccola intercapedine o mi conviene mettere anche qualche isolante? grazie..

  204. la lana di roccia solitamente è protetta da una barriera e se la barriera non funziona al 100% il coibente accumula umidità che non riuscirà a smaltire (imperfezioni, passaggi di impianti ecc). La fibra di legno e il calcio silicato sono traspiranti igroscopici e capillari: se accumulano un po’ d’inverno asciugano d’estate. Somigliano alla nostra pelle https://espertocasaclima.com/isolamento/la-fibra-di-legno-teme-lumidita/. https://espertocasaclima.com/tag/materiali-isolanti/

  205. Avatar gerardo

    partendo dall’analisi delle condizioni da lei suggeritemi,Le vorrei riformulare la domanda.
    ho considerato tre materiali : fibra di legno, silicato di calcio e lana di roccia, come mai nei pannelli in silicato può non essere inserito il freno vapore essendo loro capaci di acculo e successivo rilascio di umidità? nel caso di accumulo di eccessiva eccessiva condensa non si deteriorano le capacità coibenti?

  206. una mansarda che è già abitata? da quante persone? vani? mq? altezze? finestrature?
    tipo di riscaldamento in mansarda?
    la condensa e le muffe: che temperatura c’è, %umidità?
    laterocemento isolato esternamente: che tipo di isolamento? che spessore?
    che clima avete in estate?

  207. Avatar gerardo
    gerardo

    buon giorno,vorrei isolare dall’interno una mansarda con pareti in mattoni forati e copertura in laterocemento isolata esternamente, sono a salerno, nella parte bassa delle pareti ho problemi di umidità con formazione di muffe, al piano di sotto è abitata, nel caso specifico, cosa mi consiglia pannelli al silicato, o fibra di legno?? mi scusi l’ignoranza, superficialmente come vengono rivestiti/rifiniti ambedue i tipi di pannello??Finitura con rete portaintonaco?? grazie

  208. @Peppe: Ho fatto una veloce ricerca in lingua tedesca, pensando di trovare ben più informazioni riguardanti il calcio silicato. Assolutamente non ho trovato nessuna info su eventuali controindicazioni.
    In ogni caso potete tranquillamente chiedere al costruttore l’esatta stratigrafia per avere una lista completa dei materiali utilizzati. Non si arrabbierà per una tale richiesta. Poi si potranno fare anche altre valutazioni interessanti.

  209. giusta preoccupazione Peppe, a presto con un articolo dedicato a questo argomento.

  210. Hmmmm ottimo prodotto. Ma dimmi mi consigli di metterlo solo al piano terra oppure anche al primo e secondo piano.
    Ovviamente al soffitto lo metto sia dal piano terra che dal primo al secondo…

  211. xps o vetro cellulare (pannelli)

  212. Esatto proprio lui.
    Ho solo un paio di info da capire e poi si parte.

    Mi ha consigliato di coibentare con del Pavatherm mettendo l’isolante nella parete e per una 30ina di cm nel soffitto e nel pavimento formando una sorta di ” [ ”

    La domanda è, visto che dopo l’isolante io farò un muretto di ca 8cm, dove lo appoggio il muretto? Si insomma NON posso appoggialo nel Pavatherm…

  213. Forse sono fuori tema affrontandolo molto in generale, ma avrei bisogno di chiarirmi dei dubbi che mi assillano circa l’acquisto di una nuova costruzione nella quale sono stati utilizzati lastre di silicato di calcio come materiale principale -se non unico-…
    Sono sicure? Nel senso: nel tempo non c’è il rischio che rilascino polveri dannose per la salute? L’asbesto è pur sempre della stessa “famiglia” dei silicati…
    Scusate l’ignoranza, ma se potete darmi qualche consiglio ve ne sarò grato…

  214. Se parliamo di Daniele Poli, è un pezzo d’oro.
    Il consiglio del termotecnico invece non lo seguirei: piuttosto gli comunicherei le decisioni una volta prese perchè si occupi del dimensionamento degli impianti.
    E’ vero, tanto mi resta da vivere, tanto mi resta da imparare!

  215. Certo posso immaginare.
    Tu hai tanto da dire ed il tanto da imparare 🙂

    Il geometra che mi segue non segue anche la parte dell’isolamento ed il termotecnico mi ha proposto una soluzione (lana di roccia) che non mi ha convito e mi sono messo alla ricerca di qualcosa di più specifico.

    Mi è piaciuta la NaturaliaBau per i suoi prodotti; l’agente di zona (SUPER PREPARATO e DISPONIBILE) mi ha dato dei consigli che speravo approfondire da solo.

  216. Non siamo lontanissimi!
    Progettare una coibentazione via blog è interessante per i lettori più curiosi e affezionati, ma per me è come correre tra gli alberi bendato.
    Non andrò lontano…
    Adesso intanto sappiamo di essere in zona climatica E, “E” come freddo d’inverno E caldo d’estate!
    Ovviamente avrei tanto da dire sulla coibentazione interna come su che aspetti tenere in grossa considerazione per non incorrere in problemi futuri.
    Il cantiere sarebbe il luogo più idoneo.
    Ma il progettista cura anche il progetto dell’isolamento e dei nodi costruttivi oppure il progettista siete Voi? Oppure non Vi fidate dei suoi consigli?

  217. Hai anche ragione… la casa è a Malo (VI).

    Cappotto interno non certo per un discorso estetico ma sono in centro storico e non mi posso espandere all’esterno, ho delle quote da tenere :_(
    Pavadentro… hmmm ma il muro di 8cm che andrà a ridosso può dare problemi?

    Grazie, molto gentile.

  218. Peccato non conoscere la zona climatica, o la città.
    Immagino che la scelta della coibentazione sia dovuta a voler mantenere le facciate in pietra. Esatto?
    Il consiglio di Naturalia Bau è corretto: meglio Pavadentro in questo caso specifico. I pannelli hanno una superficie interna di sali igroscopici e il sale è il sapore della vita! Scherzo… i sali rallentano il passaggio del vapore e lo distribuiscono meglio prima che esso arrivi nel punto più freddo.
    Anche il calcio silicato è un bel materiale, ma dipende.
    Ottima scelta il serramento a triplo vetro (lungimirante).
    Ottime foto fate, ho visto (scusate il gioco di parole, e la curiosità).
    a presto

  219. Buongiorno, sto ristrutturando casa (3 piani) e mi serve un cappotto interno. La casa è rimasta disabitata per ca 20anni ed ora demolisco solai e tetto tenendo i muri esterni.

    Ho muri in pietra di 45cm con un po’ di umidità proveniente dall’esterno e NaturaliaBau mi ha consigliato una superficie di Osmosana e poi il loro Pavadentro, anche se personalmente preferirei il Pavatherm…

    Si pensava con il NaturaliaBau ad una cosa del genenre:
    -parete in sasso;
    -rinzaffo;
    -osmosana;
    -pavatherm (8cm)
    -muretto interno (8cm) per applicare eventuali mobili/cucina.

    Mi sto ora informando per il silicato di calcio che devo dire niente male, ma non vorrei esagerare con l’isolamento e trovarmi una casa (scusate il giuoco di parole) chiusa.

    Serramenti in legno a triplo vetro…

    Grazie.

  220. […] lastre di silicato di calcio sono nel nostro caso le più indicate perchè avendo un elevato valore pH non […]

  221. grazie del commento! a parte il conto salato è molto bello sentire qualcuno che ha ricevuto benefici! la parete con l’intervento di coibentazione interna ha ora anche doti di volano igrometrico:
    raccoglie vapore e lo ricede in un secondo momento all’ambiente:
    Non è bene approfittare di questa dote per creare maggiore umidità in casa!
    grazie ancora

  222. ho utilizzato i pannelli in calcio silicato in casa mia, per isolare una porzione che è a confine con una terrzza e che mi dava problemi di umidità da condensa, ahimè il conto è salato ma l’ambiente ora è salubre e rispsrmio pure di riscaldamento.

  223. […]  Isolare dall’interno è una via che preferisco evitare, ma sempre più spesso è l’unica via: vincoli, spazi, problemi di confine, riqualificazione di solamente una porzione di edificio e altri motivi ci lasciano poca scelta o anzi nessuna alternativa! […]

  224. Grazie Federico! Della sua gentilezza e della sua competenza
    arrivederci
    g

  225. la “vetrificazione” dei muri potrebbe risolvere sicuramente il problema perchè trasforma la loro natura assorbente in una cosa artificiale. chiedere preventivi amet