Category Archives: energia

Dopo tanto diesel, tanto elettrico con Vehicle to Grid V2G?

Se Snam si ripropone di realizzare 300 nuovi distributori di metano per arrivare a quota 1.500 e l’Unione Petrolifera consiglia 15.000 distributori in tutta Italia, il 10% di distributori offrirà il metano. Tutti a metano allora?

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Enel vuole installare 12.000 colonnine elettriche, le e-auto oggi sono circa lo 0,06% del parco circolante (quelle a metano l’ 1,42%).

L’enorme 56% rappresentato dai diesel oggi, che auto diventerà dopo la sostituzione?

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Se anche in Italia si decidesse per il sistema Vehicle to Grid (V2G), con l’ azzeramento dei costi del kW, io farei sicuramente un pensierino sull’auto elettrica pur non disponendo di un bel garage come questo:

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con un cavo per la ricarica elettrica sul lato sinistro:

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Ma in questo paese di poca strategia nazionale, qual’è la Strategia Energetica Nazionale?

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Voi sapete che cos’è la sigla V2G?

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V2G è la tecnologia che consente di sfruttare le batterie delle auto elettriche per accumulare energia, una specie di generatore di emergenza in caso di black out, in verità è uno stabilizzatore dei sistemi elettrici dove l’eolico e il fotovoltaico non sono equilibrati. Un’auto elettrica collegata alla rete ha un ruolo importantissimo: contribuisce a stabilizzare la rete: Se tutte le reti elettriche avessero migliaia di batterie auto collegate, io non me ne intendo, non solo la rete sarebbe stabile: la rete elettrica sarebbe inespugnabile! Non voglio fare scenari di guerra, io non credo alla guerra, ma una rete con tanti piccoli porcellini salvadanaio è sicuramente una garanzia.

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Avete mai sentito parlare del fidanzamento Enel e Nissan che produce l’auto elettrica più brutta del mondo, LEAF? Il loro fidanzamento è esattamente un sistema Vehicle-To-Grid (V2G): le e-car Nissan LEAF rappresentano delle mini centrali capaci di accumulare e rimettere in rete l’energia non utilizzata. Quindi c’è una gestione bidirezionale della carica grazie all’ integrazione delle e-auto nella rete elettrica nazionale.

Vista così, l’auto elettrica non è solo la nostra prossima auto, è la chiave per gestire efficientemente le linee elettriche nel futuro.

Il sistema Vehicle-to-Grid di ENEL e Nissan è già sperimentale in Danimarca, Olanda e Germania. A quei paesi chiederei, ma se Enel mi scarica la batteria della Nissan per stabilizzare la rete, io come faccio a partire per le vacanze? Ma io sono un asino in Vehicle-To-Grid.

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Vi sta venendo voglia di Nissan LEAF, l’e-auto più brutta al mondo? Questa LEAF consuma 15kWh/100km, cominciamo ad abituarci a questi numeri! in futuro dovremo capirci pur qualcosa di consumi elettrici per confrontare qualche e-auto, non basta più ricordare che 4litri/100km sono pochi e 8l/100km sono tanti.

Con un canone mensile da 299 euro per 36 mesi è possibile avere la Nissan LEAF, l’auto elettrica più venduta al mondo e la Enel box station per la ricarica domestica compresa d’installazione. Sembra allettante questo titolone sul sito di Enel! Peccato che sia solo metà della verità! Se si legge la pagina, con più attenzione, ahimè, scoprirete che è disponibile sì a un canone mensile a partire da 299 euro al mese, ma anche più un anticipo!!! è non è dato questo importo! si deve cacciarlo! avanti google! alla riscossa!

E la vostra strategia energetica personale o familiare qual’è?

smettere di andare in auto? è possibile, non dubitate. C’è chi smette di fumare, chi smette di bere e chi smette di andare in auto. Leggete “Minima pedalia di Emilio Rigatti“, questo manuale di diserzione automobilistica mi è stato prestato dall’ing Lorenzo Sartoratti, probabilmente uno dei tanti caduti, o pochi, sotto i colpi del racconto.

            

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La Hyundai Ioniq non regala la sensazione di guidare un’auto elettrica

In un precedente articolo descrivevo come ho rotto il ghiaccio sull’argomento “auto ibrida” (potete leggerlo integralmente qui). Finchè la rete di ricarica italiana resta scarsa mi sembra corretto passare all’ hybrid anzichè all’elettrico! Per questo 2017 il mio sogno di viaggiare 100% elettrico resterà un sogno, così ho prenotato un test drive alla Toyota:

ecco la CH-R 1.8 Hybrid 2WD che mi aspettava.

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con i suoi ruotoni (pneumatici 225/50 R18)

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L’emozione della prima Hybrid sotto il sedere ha azzerato le mie perplessità sull’auto ibrida. Questa Toyota CH-R 1.8 Hybrid regala la netta sensazione di guidare un’auto elettrica…, aiutata da un motore a benzina. 

E in fondo, l’ Hybrid, significa anche libertà e indipendenza dalle rare stazioni di ricarica.

Quando scrivevo quell’articolo ne ero convinto: la mia prossima auto non sarà una Tesla Model 3, ma sarà certamente un’ Hybrid!

Ma quale? Ormai siamo alla festa del Papà, la primavera avanza a grandi passi, è tempo di decidersi!

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Ho prenotato un nuovo test drive, questa volta è la Hyundai Ioniq a essere sotto esame: e come dice il titolo di questo articolo, la Hyundai Ioniq non regala la sensazione di guidare un’auto elettrica… ma tanti altri piaceri!

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Pulita, più sobria e rilassante della provocante Toyota CH-R 1.8 Hybrid. Si sale in basso invece che in alto (nessun effetto SUV) ma il posto guida è perfetto! Mani sul volante, sensazioni di buone plastiche e tutto diverso dalle altre Hyundai (se le conoscete).

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La partenza non stupisce come in Toyota CH-R, parte il motoraccio immediatamente, che delusione! Così è e così si va. E’ una continua lotta con il pedale del gas: tu vuoi far bene, vuoi dare il meglio di te, ma subito riparte il motoraccio. Insomma, io che vorrei  anestetizzare il 4 cilindri in linea 16 valvole DOHC per spremere con dolcezza la batteria non riesco a domare il cervellone Ioniq che è fatto così: l’elettrico aiuta il 1.580 cc e non viceversa come in Toyota. Intanto mi sono mangiato qualche chilometro di prova e con la Ioniq ho già fatto amicizia: sui difetti dell’asfalto vola, i dossi e i rallentatori vengono letteralmente spianati. Se non è una magia, dev’essere il suo passo (2.700mm). La Ioniq liscia le strade, è facile fare amicizia! Ripeto che il posto guida è perfetto.

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La cosa più divertente della Ioniq cosa può essere? Beccare tutte le buche e i tombini possibili? No, la cosa più divertente è spremerla!

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Ovviamente con una lunghezza di 4.470mm, una larghezza di 1.820 e una massa a vuoto di 1.370kg questa auto non è uno spiderino, ma il cambio automatico a doppia frizione a 6 rapporti in selezione sport trasforma le delusioni in passioni, e non vorresti più scendere, mai più scendere! La cosa più bella della guida in sport è anche il fatto che il cervellone Ioniq non tiene su di giri il motore in modo idiota (stile Audi in sport) solo perchè il pilota ha selezionato sport, infatti appena il piede diventa leggero e la guida più sobria il motore diventa docile quasi quanto la guida in eco, però è subito pronto a riscattare in alto senza vuoti e senza indugi. Forse la mia descrizione non è all’altezza del piacere che dà questa macchina.

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Il bialbero in testa con aspirazione e scarico a fasatura variabile, iniezione elettronica diretta (tutto in lega di alluminio) ha solo 105CV e una coppia massima molto in alto sui 4.000giri ma l’elettrico pensa a tutte le sue mancanze e la Ioniq dispone di ben 260Nm.

Con i cerchi in lega leggera da 15″ sarebbe più risparmiosa nei consumi ma è introvabile. Tutte le Ioniq indossano cerchi da 17″ 225/45R17 91W e se sei bravissimo consumi 3,9 litri ogni 100km.

La CH-R 1.8 Hybrid 2WD con il 1.8 HSD da 122 CV, trazione anteriore e cambio automatico E-CVT (cerchi in lega da 17” con pneumatici 215/60 R17) è comunque lunga 4360 e larga 1795 (passo 2640), pesa 1455 kg e il suo 4cilindri in linea 16 DOHC con VVT-i da 98CV consuma 3,8 litri ogni 100km.

Per avere un consumo ancora più basso non c’è nulla da fare, bisogna salire sulla Regina delle ibride, la Prius, ma siamo sempre là:

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Parliamo di quasi una tonnellata e mezza di peso! Ecco, per esempio, perchè l’idea dell’auto ibrida non mi è mai piaciuta:

  • io voglio eliminare dal cofano il motore a benzina in favore di un motore elettrico e invece me ne ritrovo due: uno quasi privo di manutenzione e uno assetato di service ogni 15.000km o ogni anno con tutte le noie a cui siamo abituati da decenni.

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Insomma, volevo l’auto elettrica per passare ai tempi moderni (sì, il termine moderni è relativo, ricordate i tempi moderni del 1936?) e mi ritrovo con 2 auto in un’unica auto? Non era proprio il mio sogno.

Come se ai tempi della Ford T ci fosse stato anche un cavallo con le briglie e per guidare l’auto fosse servito il frustino. Ma siamo diventati matti?

Se proprio dal motore a benzina non c’è scampo, voglio un’ auto a benzina efficientissima, come una casa in classe A (A come Almeno!). Un’ auto A+++

  • che non pesi una tonnellata e mezza,
  • che non abbia un motore enorme e fiacco
  • che non abbia una coppia massima a chi sa che numero di giri
  • che non abbia un esercito di cilindri a prosciugarmi il serbatoio
  • che non mi chiami al service ogni 3×2

un’auto moderna. Esiste?

L’auto ibrida appare molto moderna, sembra che abbia un piede nel futuro, lo ammetto! ma io che ho la passione per il risparmio energetico, per l’efficienza, per l’involucro spinto al massimo perchè la casa sia confortevole bruciando pochissima energia non vedo l’auto ibrida come la casa passiva, mi pare piuttosto una vecchia casa energivora e molto inefficiente che sfrutta qualche tipo di energia rinnovabile sul tetto:

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mi pare un edificio poco performante e disperdente che scarica il suo peso energetico sul pannello fotovoltaico o solare termico per diminuire la bolletta. Proprio come un 1.8 a benzina scarica sul motore elettrico e sulla sua generosa coppia massima (163Nm) tutta la fatica e l’ inefficienza del motore a benzina.

ripeto, un’auto moderna esiste?  la troveremo!

voi? che auto guidate?

       

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Predisposizioni per l’ auto elettrica

Potrebbe una Direttiva dell’Unione europea imporci di installare colonnine per la ricarica dei veicoli elettrici in casa nostra?

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Potrebbe imporre ad ogni nuova costruzione che il 10% dello spazio nei garage sia riservato alla ricarica dell’auto elettrica?

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Sarebbe il boom delle auto elettriche o l’odio per la costrizione?

In Norvegia  la rete di ricarica + gli sgravi fiscali hanno convinto più di 120mila automobilisti all’acquisto di auto elettriche e nel primo trimestre 2016 1/4 delle nuove auto è elettrico.

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Uno studio dell’Agenzia europea dell’ambiente (Eea) avverte che se nel 2050 l’80% dei veicoli sarà elettrico la maggior energia elettrica richiesta comporterà anche più emissioni di biossido di zolfo (SO2). Se lo dicono i sapienti ci credo, ci posso credere; ma la situazione odierna è insostenibile!

Forse non appare insostenibile a chi è seduto nella propria auto con la musica e il climatizzatore in funzione, ma provino a fare i ciclisti o i pedoni! la situazione odierna è insostenibile! sono troppe le emissioni di CO2, ossido e biossido di azoto e polveri sottili. 

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A proposito di polveri sottili, speriamo che la guida elettrica convinca un po’ più persone a guidare con delicatezza, dolcezza e parsimonia diminuendo il consumo dei pneumatici e dei dispositivi frenanti. E’ solo una speranza, un augurio.

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Sapete che si sta lavorando sulle batterie esauste? che ovviamente contengono ancora energia. La loro potenza residua potrebbe essere nuovamente immessa nella rete. Non ci avevo mai pensato: dove finisce l’energia residua di tutte le batterie del mondo gettate nei raccoglitori?

In Italia si acquistano 450milioni di pile ogni anno (8 pile/persona): è il risultato dello studio della European Recycling Platform: le pile buttate contengono almeno il 41% della loro energia iniziale. Parliamo di circa 1.800.000 kWh/anno…

Si parla sempre dei metalli pesanti recuperati e riutilizzati, ma l’energia da riutilizzare?
       

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La Plug-in Hybrid che consuma come casa mia

Dieci anni fa parlavano tutti di cappotto? di isolamento termico? di efficienza energetica? di risanamento energetico?   Nessuno! Quasi nessuno.
E’ cambiato il mondo – anche in Italia, di coibentazione si parla con destrezza (e qualche incompetenza)! Gli italiani vogliono una casa efficiente, con bollette contenute e comfort interno: non vogliono un forno d’estate e non vogliono una ghiacciaia d’inverno. Il mondo è cambiato!

Ma se non ci arrendiamo più a bollette per riscaldamento da oltre 1.000€ l’anno – e vogliamo / pretendiamo efficienza – come sopportare la nostra vecchia auto che divora carburante come (o poco meno) quelle dei gloriosi anni ’80?

In casa vogliamo vivere come marziani, riscaldati dal sole, ventilati attraverso il recuperatore di energia, in un involucro ideale – poi – apriamo il garage, usciamo in macchina e per fare 15mila km l’anno siamo disposti a spendere oltre 1.500€ (7litri/100km) di carburante e avvelenare i passanti.

Non si tratta di una rigida, profonda e irrazionale dicotomia? Ma cosa succede dentro di noi?

Eh sì, è ancora presto per l’auto elettrica.

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E non possiamo tutti girare in Tesla 100D, 613km di autonomia, batteria da 100kWh, 2,7 secondi da 0-100km/h 160.800€.

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Però un’auto ibrida con 50 km di autonomia in modalità EV, e una velocità massima di 135 km/h non ci andrebbe bene?

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Un consumo dichiarato di 1 litro per 100 chilometri non si sposerebbe benissimo con la nostra casa finalmente efficiente e parca nei consumi?

15mila km all’anno = 230€ (1litri/100km)

Immaginate la vostra nuova auto con una pompa di calore con iniezione di gas che permette di rinfrescare e riscaldare l’abitacolo (anche con temperature esterne di -10°C) quando viaggia in modalità EV (senza che il motore a benzina venga avviato).

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Aggiungeteci un nuovo sistema di ricarica solare sul tetto con batteria dedicata, che può migliorare l’autonomia elettrica fino a 5 km/ giorno – basta con la noiosa ricerca di un parcheggio all’ombra!

Il mondo sta finalmente cambiando, in tante cose anche in peggio.. proviamo a fare la nostra parte!

Diciamo al nostro concessionario di auto preferito che vogliamo anche noi un’auto da 1 litro per 100km!

O un auto così, o di auto nuova non se ne parla!

Che se le tengano in salone tutte quelle bestie assetate! Noi quelle cose là non le vogliamo più. 

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Però mi domando, quel poco di corrente che serve a caricare il nuovo pacco batterie agli ioni di litio da 8,8 kWh ricaricabili per via di un nuovo sistema di ricarica solare sul tetto con batteria dedicata, può anche venire solo dal sole? o per forza l’auto preleverà 8 kW dal mio contatore?

In questo caso, i 50km in elettrico costeranno circa 3,20€ di energia elettrica di casa! E non sono proprio poca cosa se confrontati con un’auto Hybrid NON Plug-in.

       

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L’ ultima auto a benzina, la mia prima Hybrid

Uno studio norvegese dice che per soddisfare gli obiettivi climatici l‘ultima vettura a benzina dovrà essere venduta entro il 2035, e questo per mettere il mondo sulla buona strada, limitare il riscaldamento globale a raggiungere l’obiettivo più rigoroso impostato dai leader mondiali nel 2015.

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Il carburante da trasporto emette circa il 14% delle emissioni di gas serra mondiali.

Se vogliamo rispettare il vertice di Parigi e l’ obiettivo di limitare l’aumento delle temperature a 2 gradi Celsius l’ultima auto diesel o benzina dovrà essere venduta entro il 2035 per vedere circolare gli ultimi veicoli a combustibili fossili nel 2050.

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E’ troppo grande questo cambiamento in tutta l’industria automobilistica? 

Toyota ha una “sfida a zero emissioni di anidride carbonica” per i nuovi veicoli in base al quale si propone di ridurre le emissioni dei suoi veicoli del 90% entro il 2050 (dai livelli del 2010).

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Altrimenti come abbassare il termostato globale entro la fine del secolo? Il 2016 è il più caldo mai registrato, con temperature intorno ai 1°C (1.8F) sopra ai tempi pre-industriali.

Siamo al 5% come quota di veicoli elettrici nell’Unione europea. Che fare?

Mi sono reso conto che la rete di ricarica elettrica è troppo scarsa al momento, poi, il tempo di una ricarica veloce è comunque troppo lungo. Volevo fare da pioniere, ma si può fare i pionieri nella vita di tutti i giorni? Forse da single sì!

Forse, per molti di noi, è tempo di passare all’ hybrid, anzi che all’elettrico!

Devo ammettere che fino ad oggi non ho mai pensato all’ibrido – mai! Sogno di viaggiare in elettrico e acquisto un’auto ibrida? Che senso ha? Il motore a combustibili fossili non lo voglio più vedere, non lo voglio più sentire, non lo sopporto più. Per me il suo tempo è passato, è out. Ed ora che la penso così dovrei guidare un auto con il motore vecchio aiutato e assistito dal motore elettrico?

Mai e poi mai!

Bestemmiare e poi sedersi in chiesa? Che senso ha? Se vuoi bestemmiare vai al bar, se vuoi ringraziare vai in chiesa.

Un’ auto con il motore vecchio aiutato e assistito dal motore elettrico? Mai e poi mai!

Poi ho prenotato un test drive alla Toyota:

Mi attendeva nel piazzale una CH-R 1.8 Hybrid 2WD che non avevo mai visto dal vero.

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Vista davanti – mozzafiato. Il responsabile ci ha lasciati attendere fuori (la famiglia mi aveva seguito) mentre faceva manovra per girare l’auto verso il cancello d’uscita. E’ stato quello il momento più emozionante della prova, siamo rimasti a bocca aperta vedendo questo grosso mostriciattolo di 4 metri e oltre girare su se stesso in assoluto silenzio: un’astronave di un pianeta più avanzato del nostro? No – un’auto ibrida!

Saliamo, allaccio la cintura, nascondo il piede sinistro sotto il sedile e premo start. Non succede nulla, ma poi ci muoviamo. E poi ci muoviamo di più e poi di più e poi di più e poi il responsabile mi avverte che anche il motore termico sta lavorando.

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Era proprio l’idea di passare dal volo elettrico al volo con combustibile che aveva da sempre instillato nella mia fantasia un momento di discomfort, di delusione, di – ah che schifo lo sapevo che non era piacevole – prima il silenzioso rotolare dei pneumatici e poi il solito rombo del motore a scoppio..

Questa Toyota CH-R 1.8 Hybrid 2WD ci stava portando a spasso per le strade di campagna in un relax incredibile, con una docilità indescrivibile. Il cambio cinetico si è comportato come un infinito elastico, assolutamente non fastidioso e non paragonabile ad uno scooter – l’auto sembrava correre sul sapone, e teneva la strada!

Tra l’emozione della prima ibrida sotto il sedere e la guida attenta non ho avuto il tempo di fissare tutte le informazioni del cruscotto e le varie spie avveniristiche: ho potuto solo auscultare il motore (che pareva sempre elettrico) e sentire attraverso il sedile, in lontananza, le irregolarità dell’asfalto. I suoi ruotoni (pneumatici 225/50 R18) regalavano sensazioni di mooooolta sicurezza.

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Le mie idee sull’auto ibrida, solide di anni, si sbriciolavano come biscotti. Questa Toyota CH-R 1.8 Hybrid regala la netta sensazione di guidare un auto elettrica…, aiutata da un motore a benzina.

Aiutata, in tutti i sensi: non solo per pigiare allegramente sull’acceleratore e ricevere una bella spinta! anche per non rimanere a piedi. Potrei decidere di saltare in macchina e guidare fino a S.Vito Lo Capo da Padova, cosa che la futura mini Tesla Model 3 non mi permetterà mai e poi mai.

Il sogno di guidare un’auto elettrica, semplice di componentistica, con pochi pezzi, e puliti, deve rimanere ancora un sogno. Se Hybrid significa anche libertà e indipendenza dalle rare stazioni di ricarica veloce, posso digerire questa pillola.

Le cose cambieranno in fretta. Quando iniziai la mia attività di consulenza 8anni fa, di isolamento termico in edilizia quasi non si parlava, un cappotto da 4cm sembrava per case passive – oggi invece… Così forse anche per l’auto elettrica! Sta a noi: acquistiamole, e ci verranno offerte anche le colonnine!

Siamo noi il cambiamento! Who else?

Alea iacta est!

conoscete la locuzione latina che significa “il dado è tratto”? Questa frase si cita quando si prende una decisione dalla quale non si può più recedere.

Ahimè, la mia prossima auto non sarà una Tesla, ma sarà certamente un’ Hybrid!

Ma quale?

La Toyota CH-R 1.8 Hybrid 2WD ha un muso fantastico, è alta quanto basta per stare al sicuro, un posto guida senza critiche,

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 ma l’aspetto così joung, aggresivo e japp, specialmente nel retro

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(dinamismo sì, non voglio discuterne! hanno fatto bene a disegnarla così, è bella, è nuova, è oltre, avanti così!) non credo vada bene con me, un ragazzino di mezza età. Un mese me la strapazzerei volentieri, ma non so se la vorrei tenere per anni.

Guardiamoci intorno, Toyota ha sulle spalle un bel po’ di esperienza sull’ibrido e sull’auto in genere, ma ci sono altri giocatori globali. Penso alla Hyundai Ioniq per esempio.

Andremo a provarla.       E voi? che auto guidate?

       

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Consumo elettrico di casa, le fasce orarie

Il mio consumo elettrico di casa è monitorato mese per mese dall’ormai lontano 2007. Me ne occupo io, il primo giorno del mese riporto nel mio foglio excel la lettura del contatore. Fino a che c’era il vecchio contatore copiavo la lettura e tutto era fatto, ora, con il nuovo contatore elettronico devo premere il noioso tasto rotondo per trascrivere le 3 letture delle rispettive 3 fasce orarie F1 F2 F3 (un po’ più laborioso, qualche attimo in più). Incomprensibile resta il fatto che il generoso display (che sta lì a far nulla se non stimolato dal bottone rotondo) non riporti già la lettura ben visibile al disgraziato utente (disgraziato perchè ha un apparecchio nato con questa piccola enorme disgrazia).

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Sì sono polemico, so che è una questione di qualche secondo! ma tutti gli italiani devono stare con il naso all’insù, matita nell’orecchio, post-it sul naso, e indice premuto sul bottone rotondo sperperando 15 secondi (se sono ben allenati) per fare l’autolettura:

  • 15 secondi x 12 mesi x 20 milioni di italiani = 1 milione di ore dedicato all’autolettura

Giacchè 8.760 ore corrispondono ad 1 anno di vita, possiamo affermare che il paese Italia butta circa 114 anni di tempo per riuscire a fare l’autolettura del nuovo contatore elettronico riprogrammato sulle 3 fasce di consumo (Tariffe Triorarie).

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All’ingegnere che ha partorito il display del contatore elettronico bisognerebbe dare 114 sculaccioni in piazza e senza mutande.

Ma chiudiamo qui questa brutta storia e l’orribile punizione.

La gara contro me stesso è proseguire anno dopo anno ad abbassare i consumi elettrici – come in guerra e in amore tutto è permesso – l’importante è abbassare i propri consumi! Se anche voi tenete d’occhio i vostri, già sapete che ogni mese dell’anno ha il suo tipico consumo medio espresso in kWh: a casa nostra, per esempio, il picco massimo è in febbraio e quello minimo cade sempre ad agosto. Perciò si deve mirare ad abbassare il consumo mensile dello stesso mese nell’anno precedente e così via. Ecco perchè torna utile il foglio excel!

Forse avete già fatto tutto il possibile per ottenere consumi contenuti:

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dagli elettrodomestici in classe energetica elevata A++ fino a tutte le lampadine sostituite con quelle di nuova generazione LED (mi raccomando.. bianco caldo: la temperatura di colore 2700K crea un ambiente accogliente e caldo) senza piombo o mercurio e senza radiazione di IR o UV. 

Che fare allora?

Non si può che giocare d’astuzia: sfruttare al massimo le tariffe Triorarie: il prezzo dell’elettricità è differenziato. Le tariffe triorarie A1 A2 A3 sono applicate ai piccoli consumatori e a tutte le piccole imprese con meno di 50 dipendenti, un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro e i cui punti di prelievo nella titolarità delle stesse siano connessi in bassa tensione.

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Pensate che le fasce orarie F1 F2 F3 siano ben evidenziate in fattura? Scor-da-te-ve-lo! Un grande tam tam per farci conoscere che Enel diventa Servizio Elettronico Nazionale (come se all’utente interessasse) e che la bolletta sarà nuova (un’intera pagina A4 stampata solo fronte per farci vedere l’esempio di bolletta precedente dell’utente XXX e l’esempio di bolletta attuale) anzichè far conoscere a tutti gli italiani con precisione le fasce orarie!

Naturalmente oscurare l’informazione è un obiettivo molto comune in Italia: il popolo deve stare ignorante per governarlo meglio.

A pagina 3 della vostra bolletta potete leggere: << Vuoi conoscere le fasce orarie? Vai su servizioelettriconazionale.it >>

Purtroppo è così, questa informazione è oscurata in bolletta!

Si sa, la bolletta prima o poi arriva a tutti, e tutti potrebbero leggerla scoprendo quali sono le fasce orarie! meglio oscurare meglio oscurare!

Collegatevi ad internet e perdete un po’ di tempo se volete scoprire  le fasce orarie F1 F2 F3. Intanto io ve le riporto qui sotto:

consumo-elettrico-casa-fasce-orarie-01

Nella fascia oraria più economica F3 noi cerchiamo di concentrare le lavatrici (prima delle 7:00 la centrifuga completa il ciclo e la biancheria si può già stendere): un piccolo gesto, un po’ di programmazione e in un anno diventano numeri!

Nella fascia intermedia F2 si potrebbero concentrare tutte le lavastoviglie se non avete la fortuna di avere una cucina chiusa e farla lavorare durante la notte senza venire disturbati!

Insomma, se abbiamo già fatto ogni sforzo non ci rimane che sforzarci di consumare elettricità in fasce orarie dove il kWh costa poco.

       

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Auto elettrica: poca energia da fonti rinnovabili o poca autonomia?

Anche l’energia elettrica non è pulita: la mia ultima bolletta enel recita che nel 2014 il mix energetico evidenzia 34,03% di energia da fonti rinnovabili.

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Se carico la mia auto elettrica durante la notte probabilmente posso solo sperare che essa provenga dall’idroelettrico, per sentirmi con la coscienza pulita. Ma anche se le fonti primarie fossero al 100% prodotti petroliferi io penso che la vivibilità delle strade aumenterebbe parecchio, e non parlo del fracasso dei motori a scoppio, parlo delle emissioni di ogni singola auto che mi passa a fianco, a pochi cm dal naso e a pochissimi da quello di mio figlio (che però cresce in fretta e si alza di quota).

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Tutte chiacchere, il vero problema è che l’auto elettrica non ha autonomia e noi, talmente abituati a viaggiare con una selva di pompe di benzina sul ciglio della strada (che non è un bel vedere, ma una gran comodità in caso di spia carburante accesa) non vogliamo rotture di scatole. E poi, anche se ci fossero ricariche ovunque, in cinque minuti facevo il pieno, mentre la mia nuova auto elettrica…..

Allora erano tutte chiacchere…., di quanto sia verde l’energia elettrica poco ci importa – ci importa invece il fatto di star fermi a caricare la batteria. Ecco cosa c’è!

Le auto usano il caricatore di bordo per convertire la corrente alternata dei caricatori a muro in corrente continua per la batteria. Ma perchè la faccenda è così lenta? Noi vorremmo l’auto di nuovo carica in 5 minuti, come siamo abituati da sempre facendo benzina!

Caricare una singola cella è come riempire un bicchiere fino all’orlo ma, senza farlo traboccare! mano a mano che il bicchiere si riempie, bisogna ridurre il flusso dell’acqua per sfruttare fino all’ultima goccia. Nelle batterie, bisogna ridurre il flusso di corrente per bilanciare il voltaggio delle celle, diminuendolo sempre più mano a mano che si raggiunge la carica completa. In caso di fretta meglio ricaricare la batteria solo fino all’80%.

Sì, è tutta una rottura di scatole.

Ma vi chiedo – se in mezz’oretta vi potessi garantire 270km di autonomia, sareste contenti? Beh, io direi che 30 minutini potremmo anche dedicarli a star fermi: una telefonata, una sgranchita alle gambe, una pipì, un’occhiata intorno… sarebbe accettabile.

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C’è solo un particolare! dovremmo cambiare anche paese. Sì lasciare l’Italia è una soluzione: i punti di ricarica sono troppo pochi, ancora troppo pochi:

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Ma sono troppo pochi i punti di ricarica o sono troppo pochi quelli che guidano un’auto elettrica? Se nessuno fumasse ci sarebbero tabaccai ovunque?

I Supercharger, quelli di Tesla, sono costituiti da diversi caricatori che operano in parallelo, trasmettendo fino a 120 kW di corrente continua direttamente alla batteria. Quando la batteria è quasi carica, l’auto riduce gradualmente il flusso di corrente, per riempire correttamente le celle fino al massimo consentito.

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Sapete come funziona la rete Supercharger? Basta accostare e collegare l’auto. Insomma se hai una Tesla sotto il sedere puoi guidare gratis tutta la vita, consumando le tue gomme ma usando energia senza doverla pagare. Direi che è interessante! 

Approfondiamo l’argomento:

Quattro anni fa, Tesla introdusse la rete Supercharger (oltre 4.600 Supercharger permettono a più di 160.000 proprietari Tesla di guidare in tutto il mondo). Dal 2017 Tesla vuole reinvestire nella rete, accelerare la sua crescita e garantire a tutti i clienti, presenti e futuri, la migliore esperienza di ricarica veloce.

Naturalmente a spese dei futuri clienti!

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Quale sarà la vostra prossima auto?

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Indipendenza energetica di casa nostra

Il sogno di eliminare la dipendenza dalla fornitura di gas deve restare tale?

  • pannelli fotovoltaici
  • geotermia in pompa di calore
  • VMC centralizzata
  • pannelli solari termici
  • impianto di recupero acque piovane e grigie per utilizzo idrosanitario (non potabilizzazione) e irrigazione giardino

sono tutte cose disponibili e già funzionanti in molte abitazioni, ma facciamo una nota di chiarimento, così da non confondere le richieste di energia dell’involucro e degli abitanti! esse vanno distinte in

  • energia elettrica
  • e energia termica

tutto indipendentemente dalla volontà di eliminare il gas come veicolo energetico.

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La geotermia aiuta solo quella termica (che ovviamente avendo come generatore una pompa di calore si traduce anche in una minore richiesta elettrica) ma per una costruzione monofamiliare a bassissimo consumo rimane una spesa poco ammortabile – l’investimento iniziale è molto elevato.

L’energia elettrica ci serve… e per rendersi quanto maggiormente possibile autonomi l’unico consiglio, ad oggi, è abbinare il fotovoltaico a sistemi di accumulo elettrico di nuova generazione quali il modulo UNE con batteria al sodio cloruro nickel brevetto Fiamm ( sono ancora costosi ed ammortizzabili non prima di 7/8 anni ).

Costruire un edificio autonomo, diciamo autarchico, resta di fatto troppo costoso e troppo complesso per la tecnologia attuale.

Se non è ancora possibile poter fare a meno di qualsiasi rapporto o scambio con gli altri consoliamoci con il fatto che una Passivhaus monofamiliare da 150 mq presenta al padrone di casa costi complessivi di gestione (energia termica + elettrica) intorno ai 500 €/anno. Si può dire che per evitare spese mensili di 40€ sia inutile la ricerca dell’autonomia assoluta.

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Lo standard passivo è anche la richiesta dell’Europa per i nuovi edifici a partire dal 2020 e non è fantascienza: ci sono oltre 50.000 fabbricati edificati ad oggi. E’ il miglior risultato ottenibile in rapporto costo / rendimento / comfort abitativo e, non da ultimo, rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

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Come esempio posso citare la casa qui sopra, da noi costruita a Roncone (TN), una delle prime case attive italiane certificata Passivhaus:

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La produzione di energia elettrica è maggiore del totale dei consumi dell’intero fabbricato includendo:

  • riscaldamento
  • deumidificazione
  • produzione acqua calda sanitaria
  • ventilazione meccanica
  • illuminazione
  • energia elettrica primaria per utilizzi domestici (frigorifero, lavatrice, lavastoglie, asciugacapelli, etc )

Ovviamente la casa si considera a bilancio positivo su base annuale poichè durante la fase invernale preleva l’energia eventualmente necessaria dall’esterno e la compensa con la sovrapproduzione estiva: come già detto, è estremamente complesso e costoso rendersi autonomi durante l’inverno e dati i ridottissimi costi di mantenimento di una Passivhaus, assolutamente antieconomico.

immagini e testo offerte da:
aktivhaus.eu logo
aktivhaus.eu address 

per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

< > Per una richiesta diretta al creatore di Passivhaus Mirko Taglietti usa il modulo qui sotto, altrimenti commenta gli articoli nel riquadro che trovi al piede di ogni post pubblicato:

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Le batterie di un’auto elettrica invecchiano? e la manutenzione di una e-auto?

Mi domando se le batterie delle auto elettriche siano più serie di quelle che troviamo nei nostri telefoni. Ho letto su teslarati.com che una Tesla Model S con oltre 300mila km percorsi ha perso il 6% di efficienza.

batterie-auto-elettrica-invecchiano-manutenzione-periodica-e-auto-01

300mila km sono un bel po’ po’ di strada… e i costi di manutenzione? 

Model S has had little to no maintenance costs, cioè, in italiano, quasi nessun costo di manutenzione. Questo è ancora più interessante dell’invecchiamento della batteria, se pensiamo a tutte le manutenzioni occorrenti ad un auto con motore a scoppio…

Mi sono incuriosito ed ho scaricato “Tesla Model S – Manuale del proprietario” per andare a leggere cosa dicono le pagine della manutenzione programmata (1a sola pagina)

batterie-auto-elettrica-invecchiano-manutenzione-periodica-e-auto-02

Manutenzione programmata:

7.2 MANUALE D’USO E MANUTENZIONE MODEL S

Intervalli di manutenzione:

La manutenzione periodica è importante per garantire l’affidabilità e l’efficienza di Model S. Recarsi presso Tesla agli intervalli di manutenzione programmata ogni 12 mesi oppure ogni 20.000 km

Sostituzione dei liquidi:

  • Liquido dei freni: ogni 2 anni o 40.000 km
  • Liquido di raffreddamento della batteria: ogni 4 anni o 80.000 km

Controlli giornalieri e mensili:

  • Controllare il livello di carica della batteria visualizzato sul quadro strumenti
  • Controllare il corretto funzionamento di tutte le luci esterne, dell’avvisatore
  • acustico, degli indicatori di direzione e dei tergicristalli e lavacristalli
  • Verificare il funzionamento dei freni, compreso il freno di stazionamento
  • Verificare il funzionamento delle cinture di sicurezza 
  • Verificare che sotto Model S non siano presenti macchie dovute a perdite di liquido. 

Qualche lettore ha esperienze personali in fatto di auto elettriche?

Il proprietario di una casa ad alta efficienza energetica che cosa nasconde in garage?

che auto guida? quale sarà la sua prossima auto? come la sceglie?

Luca Mercalli (l’unico privato italiano attualmente ad averla acquistata) guida una Peugeot iOn e ci ricorda che

<< Faremo bene al Pianeta e al nostro portafoglio. Basta pensare che in Italia la bilancia commerciale energetica, cioè le spese per l’importazione di petrolio e metano, è in rosso per 60 miliardi di euro l’anno. Migliorare del 10% la nostra efficienza significa risparmiare 6 miliardi/anno. Un traguardo facile da raggiungere, se non da superare, senza grandi investimenti. E se si ha maggiore disponibilità la tecnologia attuale ti permette di arrivare a sfiorare le emissioni zero. A dimostrarlo è la mia casa e la mia mobilità. >>



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Una Macchina che costruisce macchine, Gigafactory

Volkswagen investe miliardi di Euro per la costruzione della sua fabbrica di batterie a Salzgitter. Improvvisamente si riscopre il piacere dell’essere indipendenti dalla produzione in Cina? Oppure è una reazione allo scandalo VW del settembre 2015?

macchina-costruisce-gigafactory-01

Tesla intende costruire fabbriche di batterie sia in Europa che in Cina.

Juli 2016

Juli 2016

La Gigafactory, colonna portante dei piani di crescita Tesla (dalle 50 000 Auto del 2015 alle 500mila del 2018), avrà in pochi anni una capacità produttiva di batterie quanto quella delle fabbriche del resto del mondo. La sua dimensione è quella di un hangar per cento Boeing 747.

Elon Musk, alla cerimonia di apertura della Gigafactory in Nevada: «Da una parte devono entrare materiali grezzi, dall’altra parte dovranno uscire automobili finite». Le fabbriche-Tesla devono essere concepite come «Una Macchina che costruisce macchine». Questa integrazione è necessaria per offrire nuove auto a prezzi accessibili, in netto contrasto con l’attuale organizzazione degli infiniti fornitori di componenti.

Dice Musk: «se facciamo viaggiare ogni molecola in giro per il mondo…».

Ha ragione, e lui può dirlo – un auto elettrica è composta di un numero di pezzi assai minore rispetto ad un’auto con motore tradizionale.

macchina-costruisce-gigafactory-2

Mi sembra ieri che si lodava l‘idea del just in time con la Ford che applicava il «dock to factory floor» (“dalla banchina (di ricezione) direttamente sul pavimento del reparto di produzione”, evitando il magazzino) e la Toyota Motor Corporation che applicava appunto il JIT come filosofia produttiva giapponese sia per le materie in entrata che per i prodotti in uscita, una produzione in linea con le stime di assorbimento del mercato. Negli anni ’80 si voleva ridurre il vantaggio competitivo giapponese con la catena delle forniture esterne, dei componenti che arrivavano da ogni piccolo fornitore individuato dalla casa madre.

Mi piace l’idea che una sola macchina costruisca la mia nuova macchina. L’idea di Musk è una Tesla-factory per continente, speriamo non sia una “balla di sapone”.


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Una boccata d’aria fresca con filtro HEPA

Un  HEPAHigh Efficiency Particulate Air filter, è un filtro ad elevata efficienza composto da foglietti filtranti di microfibre in più strati separati da setti in alluminio. Si riescono a bloccare le particelle solide inquinanti (il particolato) con efficienza di filtrazione compresa tra l’85% (H10) e il 99,995% (H14). Quindi le 5 classi (da H10 ad H14) hanno caratteristiche prestazionali crescenti.

Esistono anche filtri ULPA (Ultra Low Penetration Air) con efficienza di filtrazione tra il 99,9995% (U15) e il 99.999995% (U17).

Per comprendere meglio:

  • l’efficienza è del 99.999 % quando particelle con diametro 0.3 µm penetrano attraverso il filtro per lo 0.001%.

Se avete deciso di installare un impianto vmc, centralizzato o decentralizzato, informatevi sulla scelta dei filtri che potrete installare, magari con una sostituzione a pagamento. Ci sono moltissimi livelli di filtraggio oltre ai filtri ad alta efficienza menzionati qui sopra, quindi informatevi attraverso le schede tecniche della vostra futura VMC! Qui avevo preparato un elenco dei filtri in commercio.

Fantasticando sul mondo dell’auto:

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cosa si prova a dirigere marchi come Mercedes Audi o BMW che da decenni studiano migliorano e stravendono le loro auto lottando per qualche cavallo in più o qualche secondo in meno e poi, una mattina ti svegli e vieni a sapere che esiste la Tesla Model S che viaggia con pilota automatico in trazione integrale elettrica con coppia delle ruote anteriori e posteriori controllata digitalmente sfoderando accelerazioni da zero a 100 km/h in 3 secondi? Cosa si prova? Come ci si sente? Se fossi io a capo di questa disfatta mi nasconderei dietro a due enormi baffoni

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Cosa centra questo con la qualità dell’aria ambiente? Centra centra…

immaginate di dirigere marchi come Mercedes Audi o BMW

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e una mattina, svegliandovi, venire a sapere che il primo vero sistema di filtraggio dell’aria HEPA che elimina dall’abitacolo fino al 99,97% dello smog da tubo di scarico e di altri polveri inquinanti è  disponibile su Tesla Model S.

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Come ci si deve sentire?

Beh, intanto che i grandi dell’auto si svegliano, si lavano (spero) e prendono il caffè per andare a leggere il giornale in ufficio sappiate che la Tesla Model S è ora accessoriata con un sistema di filtraggio dell’aria HEPA, di qualità ospedaliera, che rimuove almeno il 99,97% del particolato esausto e mantiene fuori dall’abitacolo polline, batteri, virus e inquinamento. La modalità “difesa da armi biologiche” crea una pressione positiva all’interno dell’abitacolo, proteggendo i passeggeri.

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La prima e forse unica auto al mondo ad essere dotata di un filtro abitacolo HEPA.

Che dire? Beato chi ce l’ha. Noi dobbiamo arrangiarci:

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Il Cancelliere tedesco descrive le dimensioni di un filtro HEPA: pare che Dieter Zetsche non ne abbia mai visto uno…

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Il sistema di filtraggio dell’aria delle nuove Tesla è stato testato in ambienti reali, dalle autostrade nell’ora di punta, a zone paludose, discariche e pascoli nella Valle centrale della California, alle grandi città della Cina. Volevano essere sicuri che assorbisse i particolati e gli inquinanti gassosi, i batteri, i virus, i pollini e le spore della muffa.

Tesla ha deciso di testare il sistema completo come se fosse su strada, ma in un ambiente in cui fosse possibile controllare e monitorare le condizioni atmosferiche in modo preciso. Ha messo una Model X in una bolla contaminata con livelli di inquinamento estremi (1.000 µg/m³ di PM2,5 rispetto al limite dell’indice di qualità dell’aria “buono” dell’EPA di 12 µg/m³) e attivato la modalità di difesa dalle armi biologiche. Leggi qui i risultati!

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In quali regioni italiane si compreranno più auto elettriche?

Fino a che non me ne sono interessato, pensavo che l’auto elettrica fosse “incentivata” in egual modo in tutto lo stivale. Una spintarella bisogna pur darla se in Italia circolano circa 1,5 milioni di autovetture a gpl, 600mila a metano e 1.300 elettriche (tutte insieme soltanto il 6% del totale autovetture).
Invece siamo alle solite, l’Europa sta dimostrando da un bel pezzo quanto sia poco unita, ma l’Italia?

regioni-italiane-compreranno-auto-elettriche

Ogni regione con il suo APE (Attestato di Prestazione Energetica, da non confondersi con la bellissima Ape Piaggio) e ogni regione con il suo incentivo all’auto elettrica:

  • SE SEI RESIDENTE A MILANO, PARCHEGGIO GRATUITO NELLE STRISCE BLU E GIALLE, SU TUTTO IL TERRITORIO COMUNALE E SENZA LIMITAZIONI DI ZONA
  • ACCESSO GRATUITO NELL’“AREA C” DEL COMUNE DI MILANO

ma l’ ESENZIONE DAL PAGAMENTO DEL BOLLO E SUPERBOLLO ?

  • in Lombardia e in Piemonte per tutta la vita dell’auto, tuuuutttaaaa la viiitaaaaa.
  • nelle altre regioni per i primi 5 anni. Poi la tassa è pari ad 1/4 dell’importo previsto per i corrispondenti veicoli a benzina.

Allora? se un torinese o un milanese corrono con le loro Tesla spendendo 0,00€ di bollo per sempre (dico per sempre perchè dubito fortemente che dopo qualche anno si recheranno in un autosalone per ordinare una Passat turbodiesel) in quali regioni italiane si compreranno più auto elettriche?

Mentre vi spremete le meningi, sappiate che a Cupertino non dormono!

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Apple ha portato nel suo team un ex manager Tesla. Pare che Chris Porritt parteciperà al “Project Titan”, la macchina elettrica a guida autonoma. Chi sa se vedremo prima un APE nazionale valido per tutte le regioni italiane o la futura iCar:

regioni-italiane-compreranno-auto-elettriche-Apple-Car

L’acquisto di veicoli a basse emissioni complessive (elettrici, ibridi, a metano, a biometano, a GPL, a biocombustibili, a idrogeno) è stato incentivato con 100 milioni di euro per il triennio 2013-’15. Ma dopo il 2015 il Fondo non è stato rifinanziato.

a voi lettori la parola

         

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ACS, acqua calda sanitaria e fotovoltaico

Chi è alle prese con un edificio di nuova costruzione avrà già scoperto che è obbligato dalla legge ad installare un impianto fotovoltaico.

Andiamo a scoprire come l’energia proveniente dal pannello può venire in contro al nostro bisogno di acqua calda sanitaria. E soprattutto se l’energia pulita del sole copre una buona (o troppo bassa) percentuale di quanto serve al termoboiler.

  • casa di 4 persone
  • consumo pro-persona  70 litri / giorno
  • temperatura ingresso acqua fredda acquedotto 10 °C ed utilizzo ACS a 40 °C.

acs-acqua-calda-sanitaria-fotovoltaico-termoboiler

Con 365 giorni di utilizzi domestici si consumerebbero 3555 kWh, escludendo le perdite di calore per distribuzione.

Un fotovoltaico da 3 kW di picco (senza conoscere luogo, esposizione, ombreggiamenti e resa dei pannelli), ipotizzando una produzione annua di 3000 kWh, è insufficiente a coprire i fabbisogni di acs.

E dobbiamo tenere presente altri aspetti:

  • quando il fotovoltaico produce, deve essere utilizzato immediatamente per lo scambio sul posto
  • solitamente l’acqua è più utilizzata la mattina e la sera e serve nuova energia elettrica per ripristinare l’acqua calda consumata
  • nel boiler elettrico difficilmente si riesce a ripristinare la temperatura voluta con il solo fotovoltaico.

Possiamo stimare indicativamente che il fotovoltaico, in generale, somministra non più del 10%, pertanto, il denaro speso per il fotovoltaico + l’energia elettrica presa dall’ente erogatore non ha un ritorno economico vantaggioso.

Rimane invece vero il fatto che la spesa impiantistica iniziale è bassa.

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marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer

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ACS, acqua calda sanitaria gratis dal fotovoltaico?

Sfruttare meglio l’energia del sole è il sogno di tutti.

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Una famiglia di 4 persone, con 2 bagni provvisti di doccia, può produrre acqua calda sanitaria (acs) con una pompa di calore visto che è stato installato un impianto fotovoltaico per approfittare del conto energia.

acs-acqua-calda-sanitaria-gratis-fotovoltaico-pompa-calore-pdc-02

Ma quanto deve investire per pompa di calore (pdc) e accumulo proporzionato alle esigenze? Fino a tre docce senza lunghi intervalli di attesa.

Innanzitutto teniamo d’occhio 3 cose:

  • verifichiamo se la pompa di calore sia predisposta per comprendere il fatto che ci sia un fotovoltaico e per garantire questo aspetto la pdc deve possedere questa sigla: SG.
  • verifichiamo la capienza: gli accumuli, sia di acqua calda sanitaria che termici o per raffrescamento devono essere sempre un attimino più grandi perchè la pompa di calore, leggendo che c’è produzione di energia dal fotovoltaico, aumenta solo la temperatura di accumulo dei serbatoi (degli accumuli).
  • controlliamo l’assorbimento elettrico della pompa di calore: che non sia troppo grande per il fotovoltaico già installato o da installare.

acs-acqua-calda-sanitaria-gratis-fotovoltaico-pompa-calore-pdc-01

Facciamo un esempio:

se il fotovoltaico è da 3 kW e voi installate una pompa di calore da 10 kw termici che cosuma elettricamente circa 3.2 kW il sistema fotovoltaico difficilmente potrà dialogare con il fotovoltaico…!!!!

Tanto per dare un paio di numeri:

Una pompa di calore di buona qualità (tubi, valvole e coibentazione compresi) per una civile abitazione si aggira intorno ai 15mila €. 

1 € a doccia per dieci anni vi sta bene?

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Gli italiani sono pronti per usare auto elettriche?

Se la Cina introduce incentivi per auto elettriche, allora ci siamo.

La Norvegia e l’Olanda sono i due paesi più attivi in favore dell’auto elettrica in Europa. Anch’io sono per una forte accelerazione della diffusione dei veicoli elettrici, e l’unico modo è offrire ricariche ovunque.

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Se l’India potesse baipassare l’inevitabile errore cinese del tutti con motore a scoppio e poi forse un giorno elettrico, diffondendo fin da subito la mobilità 100% elettrica…

Ma se la Norvegia introducesse veramente norme che permettessero la vendita di sole auto elettriche a partire dal 20xx come le nuove costruzioni devono rispettare lo standard passivo in tutta l’Unione Europea?

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Se la Tesla Model 3 sarà puntuale, non più cara del previsto, e se le sue colonnine di ricarica saranno più diffuse, allora la direzione del futuro sarà ben segnata.

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E se prima di infilare in garage la nostra Tesla cercassimo di sistemare casa nostra per renderla meno energivora?

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E’ una cosa che si può fare fin da subito! I materiali sono qui e non da inventare. Il capitale necessario è troppo? Senza far nulla ci impoveriremo sempre di più. I ricchi abiteranno case passive e guideranno auto elettriche velocissime e gli altri? Investiamo meglio i nostri soldi, magari rinunciamo agli investimenti spazzatura suggeriti allo sportello di filiale, rinunciamo alle spese correnti inutili, rinunciamo ad una nuova auto vecchio stile e rendiamo oggi, quest’anno, la nostra casa più efficiente. Prima lo faremo e prima la spesa si ammortizzerà. Più lungimiranza e più attenzione.

Siamo più pronti a cambiare auto o siamo più pronti a rendere più efficiente la nostra abitazione? Confessiamo

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La mia futura auto è in progettazione

Ho investito tutto nella casa, non potrei mai permettermi una macchinona potente veloce e lussuosa. Ricordo un’ emozionante corsa in Porsche Targa di un conoscente quando ancora non avevo l’età della patente

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e più tardi, sempre sul sedile del passeggero, una corsa su strade innevate dentro ad una scomoda ma strabiliante MG

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Strada di montagna, in salita grazie al cielo. Dopo i primi tornanti mi sono sentito fortunato – fortunato di esserci ancora. Una lumaca davanti a noi – ho subito pensato di essere salvo. Sorpassiamo. Non credevo fosse una manovra possibile per la fisica (già a quei tempi ero una schiappa in fisica) – il sorpasso riesce alla perfezione, stupisce me e anche i sorpassati, da lì in poi nessun ostacolo. La MG sembrava volare sul ghiaccio.

Forse tutti noi che abbiamo visto l’auto crescere, diffondersi, migliorare e diventare anche comoda veloce e parca grazie al continuo downsizing dei motori abbiamo avuto il sogno di guidare qualcosa di forte da grandi.

I tempi sono cambiati, come i gusti e i sogni. Per me il rombo è diventato un fastidio e il motore a scoppio stesso mi sembra un vecchiume tenuto in vita perchè c’è tanto petrolio.

Mi muovo ancora anch’io con un’auto a benzina,

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ma la gran voglia del modello successivo e di cambiare auto è sparita col tempo e l’età. Un’auto nuova, bella pulita e profumata è sempre un piacere, non lo posso negare… ma l’idea di sollevare il cofano e trovarci sotto l’ennesimo groviglio maleodorante mi delude al solo pensiero.

Ho isolato il tetto di casa con 22 centimetri di fibra di legno con la speranza di avere inverni più piacevoli ed estati meno calde, ho coibentato anche le pareti dall’esterno per ridurre le dispersioni: un grande investimento. Lungimiranza? Visione del futuro? Voglia di Indipendenza da tanto bisogno di energia? Questione di agevolazioni fiscali? Un po’ tutte queste cose messe insieme.

Ma se credo nell’abbassamento della bolletta energetica e delle emissioni, posso sognare di correre con un’auto a benzina o a gasolio?

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Il sogno se n’è andato – ho altri sogni.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

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Non voglio più un’auto a benzina o a gasolio. So che ce ne sono di bellissime, ce ne sono di tutti i colori e per tutte le tasche, ma mi pare di comprare una roba vecchia. Una cosa che non ha più senso.

I più tecnici e i più informati mi vorranno ricordare che l’auto elettrica utilizza comunque energia non pulita: l’emissione di CO2 per ogni kWh elettrico prodotto, varia notevolmente tra le nazioni e dipende dal mix di fonti energetiche utilizzate per produrre energia. Considerando l’ energia elettrica e calore generati da combustibili fossili, nucleare, idroelettrico, geotermia, solare e biomasse in Italia  l’impronta CO2 g/kWhel vale 406 (se consideriamo solo la produzione di energia elettrica (non calore) il valore sarebbe maggiore, 531). Se vuoi approfondire clicca qui.

Quindi, lo so che l’energia elettrica è sporca e il suo trasporto dalla fonte all’utilizzo è inefficiente, ma almeno lo “sporco” è concentrato alla produzione: al mio passaggio non tolgo il respiro ai passanti sul marciapiede, alle biciclette che mi seguono e alle finestre che affacciano sui viali. Non esco dal giardino avvelenando i bambini che giocano. Secondo me, chi può permetterselo deve guidare elettrico, e dare una buona spinta al mercato in tal senso.

Il futuro non può più essere bruciare il petrolio sotto il cofano.

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Con meno di 1,5 € di corrente per 100 km potrei guidare questa 100% ELETTRICA:

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Tra il suo costo e le dimensioni, sicuramente mi tengo la mia vecchia e buona auto ancora qualche annetto. Sarebbe un incubo sborsare una cifra simile per muovermi con quest’auto lillipuziana. Questa Citroën C-ZERO con motore elettrico di 49 kW, alimentato da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 14,5 kWh garantita 8 anni o 100.000 Km, raggiunge i 130 km/h e un’autonomia di circa 150 km. Ma con il suo prezzo si può fare efficienza energetica ad una casa intera e l’emozione di guidare una C zero credo sia poco superiore al suo nome.

Gallina vecchia fa buon brodo:

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Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Ovviamente elettrica! E non ibrida: non voglio nemmeno per sogno avere un motore termico con tutte le noie e rogne annesse + un nuovo motore elettrico d’aiuto per compensare i consumi e le prestazioni. Se devo spendere per guidare un’ibrida rinuncio subito, mi tengo la mia gallina vecchia.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Allora vorrei guidare il futuro. Il passato l’ho già guidato abbastanza, la mia prima auto risale al febbraio 1985. Sono trent’anni che vado dal benzinaio.

Ho prenotato questa

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Potrebbe essere il mio “pesce d’aprile” per i lettori, ma potete farlo anche voi con 1.000€ cliccando sulla pagina ufficiale Tesla Model 3.

Mi sembra una cifra ben riposta, un buon passo per concludere bene il 2017:

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Avrete già sentito parlare di Tesla… chi è stato a KlimaHaus 2016 a Bolzano l’avrà anche vista parcheggiata nel piazzale, si trattava della grossa Model S, la bestia per pochi:

klimahaus 2016 bolzano tesla model s

Verso la fine del 2017 Tesla promette di consegnare il nuovo Model 3, la sua piccola elettrica, ad un prezzo di circa 35mila Euro, che è il prezzo di una Passat 1.6 Turbodiesel (sentito che parola orribile? .. tur-bo-die-sel).

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La Model 3 non è proprio una piccola:

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Sono pochini 345 km di autonomia?

Me li farò bastare. Pianificherò meglio i viaggi, sarà il prezzo da pagare per indirizzare il futuro nel verso giusto, già che i Supercharger sono paline di ricarica gratuite! E dopo pochi minuti, dalla stazione che contiene vari Supercharger, si può riprendere il viaggio: guarda dove li trovi sulla mappa.

In fondo, se per colpa della scarsa autonomia acquistassi un’altra auto a gasolio è come se dicessi al mercato dell’automobile << continuiamo così, facciamoci del male >>

Ma torniamo a parlare di corrente, di energia elettrica:

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Tesla propone la Powerwall che è una batteria domestica che si carica utilizzando l’elettricità generata dal fotovoltaico o quando le tariffe elettriche sono basse. Per la casa è comunque una riserva di energia elettrica di backup.

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Powerwall consente di massimizzare l’autoconsumo di energia solare: con 6,4 kWh di capacità di accumulo di energia possiamo sfruttare l’elettricità generata dal fotovoltaico tutte le sere:

  • è una batteria agli ioni di litio ricaricabile con controllo termico del liquido garantita 10 anni con 92,5% di efficienza CC in entrata e uscita
  • potenza di 3,3 kW e profondità di scarica 100%
  • tensione 350 – 450 volt compatibile con reti elettriche monofase o trifase.
  • corrente 9,5 Ampere (il convertitore CC/CA non è incluso)
  • 97 kg da attaccare al muro

Un po’ di indipendenza non guasta:

 Ho sempre detestato il fotovoltaico e il conto energia e i finanziamenti e la burocrazia che li accompagna, ma un impianto fotovoltaico che ricarica la mia batteria e la sera o in caso di problemi alla rete elettrica, essere in grado di alimentare la mia casa, e i miei elettrodomestici, mi alletta molto:

  • usare l’energia solare accumulata mi piace molto di più dell’idea di rivenderla alla rete per fare una mini speculazione. 

Italia 1a al mondo x contributo fotovoltaico in mixelettrico nazionale

Sapete che la classifica dell’efficienza energetica vede l’Italia al 1° posto, davanti a Germania e Regno Unito? Lo rileva il “Ranking 2016 dell’Efficienza Energetica Mondiale”. Non abbassiamo la guardia!

E voi? come la pensate? Continuiamo così?

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Il pellet ti dà una mano

Ricordate quando nei gloriosi anni ’80 il metano ci dava una mano?

metano pellet

Da lì in poi il prezzo è ben salito.

Quando il 1° gennaio 2015, il comma 711 dell’articolo 1 della legge di stabilità 2015 (legge 23 dicembre 2014, n. 190), aveva previsto per il pellet l’aumento dell’iva al 22% ho subito pensato “ci risiamo”! Appena tutti si buttano sul pellet… scherzetto! 22%!

Il pellet ti dà una mano!

metano pellet 1

Beh, l’iva ritorna al 10% nella bozza del disegno di legge Stabilità 2016.

vale sempre il motto:

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driving directions

Esperienza elettrizzante sul serio! Tesla

    oggi, leggendo un commento, ho deciso di pubblicare questo articolo e andare un po’ fuori tema espertocasaclima pur rimanendo nell’orto dell’efficienza energetica, l’orto che più piace, a chi scrive e a chi mi legge!

tesla espertocasaclima

questo era il commento:

quest’anno sono stato in Norvegia, non esagero se dico che un’auto su dieci era una Tesla, stazioni di ricarica anche in mezzo al nulla della foresta….notare che la Norvegia è uno dei più grandi esportatori di petrolio!

e un altro:

A proposito della Norvegia, paese in cui da tre anni vivo. Nel 2014 e 2015 un’auto su tre fra quelle immatricolate è totalmente elettrica. Si calcola che entro la fine del 2016 saranno 80mila i veicoli totalmente elettrici su strade norvegesi. Il paese esporta petrolio, ma non ne brucia per produrre elettricità, il mix energetico norvegese proviene quasi esclusivamente dall’idroelettrico, dunque la mobilità elettrica è considerata una buona soluzione ecologicamente parlando.

 e un altro:

il motivo del successo sta negli incentivi fiscali: la tassazione dei veicoli a motore a combustione in Norvegia è da sempre spaventosamente alta (raggiunge spesso il 50% del prezzo finale). I veicoli elettrici (targa che comincia con EL <3 ) sono tassati al minimo, meno dell’IVA, non pagano pedaggi, non pagano bollo, hanno assicurazione agevolata, non pagano traghetti, e ancora nella maggior parte delle città possono servirsi delle corsie del trasporto collettivo (questione critica e in fase di cambiamento in molti posti)

 e un altro:

Con la ricarica a casa o nelle stazioni Supercharger (che è gratis) si risparmia tantissimo rispetto alla benzina.

 e un altro:

Mi chiedevo perché non si potesse cambiare al volo la batteria, ma a quanto pare non c’è convenienza economica e anche negli USA hanno rinunciato a creare nuove swap stations.

Cosa ne penso io? dell’auto elettrica?

Che invidia!

A volte mi affaccio al balcone di casa e mi guardo il giardino, le piante, le galline in giro – ma dopo poco sono stufo di sentire il traffico che mi passa davanti, sembra che nessuno voglia guidare con un filo di gas, accelerano come se le marce non bastassero mai, gli scooter si comportano peggio dell’intera classe. La mia fortuna è abitare sul lato est della strada, il vento dominante mi libera quasi tutto l’anno dai loro gas di scarico investendo i miei dirimpettai – una piccola consolazione atmosferica.

Dicevo che a volte mi affaccio al balcone, assorto nei miei pensieri e leggermente infastidito dal passaggio motorizzato di fondo penso – il motore a scoppio è proprio un marchingegno anacronistico BRUMM BRUMM ROAARRR (come scriverebbe Disney nei suoi fumetti o Diabolik in fuga). Ma chi vorrebbe vivere alla fine dell’800 quando a parte lo scalpiccio dei cavalli, il martello del fabbro, il rombo dei carri e le grida degli uomini, ancora regnava il silenzio?

Viziati come siamo, vogliamo anche il silenzio e il cielo azzurro? Sì.

 

Tutti i commenti sopra riportati erano riferiti all’articolo originale “Sto facendo un Tesla Challenge: da Lugano a Roma e ritorno in auto elettrica” tratto dal blog Il disinformatico scritto da Paolo Attivissimo che forse già conoscete.

Un’ultima cosa e poi vi lascio al mini-sondaggio, è curioso il fatto che il sito Tesla originale informi ampiamente e chiaramente i suoi lettori, o futuri clienti, dell’importanza della scelta del tipo di pneumatico per rendere l’auto più o meno efficiente in fatto di autonomia.

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Che l’efficienza energetica sia per il sito Tesla in lingua italiana un’inutile argomento? Che il cliente italiano Tesla sia un perfetto imbecillotto pieno di soldi? (nel senso che “imbelle” come dicevano Aldo Giovanni e Giacomo..

tesla autonomia cerchi 19

Nel centro storico della mia città per qualche giorno c’era una Tesla in vetrina: rossa! Ma scusate, l’auto elettrica, efficiente, silenziosa, fresca d’estate, non è bianca? Così ci ha abituato Toyota!

toyota elettrica

E bianca è anche la e-Golf! Behhh forse che il cliente italiano Tesla tipo sia….. ? Forse

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A voi trarre le conclusioni.


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ACS acqua calda sanitaria a costo zero

Adesso posso schiacciare un pisolino. A trentasei anni, l’ unico modo per affrontare un incontro serale, che può protrarsi oltre la mezzanotte, è dormire prima. Inoltre, adesso che più o meno so chi sono, voglio chiudere gli occhi di fronte a questa consapevolezza, come a nascondermi. Quando li riapro è passata un’ora. Dico a voce alta: E’ ora di andare. Non mi posso più nascondere. M’infilo di nuovo sotto la doccia, ma questa è diversa da quella della mattina. La doccia del pomeriggio è sempre più lunga – ventidue minuti, più o meno – e non serve a svegliarmi o a lavarmi. La doccia pomeridiana serve a farmi coraggio, a darmi istruzioni.

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Il tennis è lo sport in cui parli da solo. Nessun atleta parla da solo come i tennisti. I lanciatori di baseball, i golfisti, i portieri borbottano tra sé, ovviamente, ma i tennisti parlano con se stessi – e si rispondono. Nella foga di un incontro, i tennisti sembrano dei pazzi per la strada, che farneticano, imprecano e dibattono accesamente con il proprio alter-ego. Perché? Perché il tennis è uno sport così maledettamente solitario. Soltanto i pugili possono capire la solitudine dei tennisti – anche se i pugili hanno i loro secondi e i manager. Perfino il suo avversario fornisce al pugile una sorta di compagnia, qualcuno a cui può avvinghiarsi e contro cui grugnire. Nel tennis sei faccia a faccia con il nemico, scambi colpi con lui, ma non lo tocchi mai, né parli a lui o a qualcun altro. Il regolamento vieta perfino che un tennista parli col proprio allenatore mentre è in campo. A volte c’è chi sostiene che i corridori siano altrettanto solitari, ma è un confronto ridicolo. Almeno il corridore può sentire e annusare gli avversari. Sono a pochi centimetri da lui. Nel tennis sei su un’ isola. Di tutti gli sport praticati da uomini e donne, il tennis è il più simile all’isolamento carcerario, il che porta inevitabilmente a parlare da soli, e io inizio a farlo qui, sotto la doccia pomeridiana. E’ il momento in cui prendo a dirmi delle cose, cose folli, ripetendomele fino a convincermene. Per esempio che un mezzo paralitico possa partecipare agli US Open. Che un uomo di trentasei anni possa bettere un avversario nel fiore degli anni. Ho vinto 869 match nella mia carriera, sono il quinto nella classifica di tutti i tempi, e molti li ho vinti sotto la doccia del pomeriggio.

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Con l’acqua che mi romba nelle orecchie – un rumore non dissimile da quello prodotto da ventimila spettatori – rivivo alcune vittorie particolari. Non quelle ricordate dai tifosi, ma vittorie che ancora mi svegliano la notte. Squillari a Parigi. Blake a New York. Pete in Australia. Mi soffermo ad assaporarne i dettagli, poi passo a rivangare qualche sconfitta. Scuoto la testa ricordando quelle delusioni. Mi dico che stasera sosterrò un esame per il quale ho studiato ventinove anni. Qualunque cosa accada, ci sarò già passato almeno una volta. Che sia una prova fisica, o mentale, non è niente di nuovo.

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Ti prego, fa’ che finisca presto.

Non voglio che finisca.

Mi metto a piangere. Mi appoggio alla parete della doccia e mi lascio andare.

 

tratto da:   Andre Agassi (2011) OPEN, la mia storia - Einaudi

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Ventidue minuti sotto la doccia! Un sogno che non ricordo di aver mai vissuto. Sì un po’ tutti quanti tendiamo ad allungare i tempi in albergo o a esagerare con la temperatura, tanto paga Pantalone. Una piccola rivincita sul prezzo della camera e per chi ha fatto tanta strada, un modo per lavare via il viaggio, il tempo e la stanchezza, e sù, anche per prendere un po’ di coraggio in un luogo che non è casa nostra – come scrive Andre Agassi.

Lo sapevate che… Alt, un passo indietro; la mia personale passione per il risparmio energetico, che ho avuto la fortuna di trasformare nella mia professione è data certamente dall’obiettivo di utilizzare poca energia aumentando contemporaneamente il comfort e riducendo gli impianti, ma il vero traguardo è la libertà, la non dipendenza, l’indipendenza!

Vivere in un castello con dieci caldaie da alimentare, manutenere, pagare, riparare può essere bello? può dare la sensazione di libertà? mi sentirei più libero ad avere bisogno di nulla, o di quasi nulla.

Una casa passiva rende liberi?

Le avveniristiche e ancora troppo rare PassivHaus significano indipendenza? In un certo senso direi di sì. Quando voglio rappresentare una casa passiva con un esempio felice dico “barca a vela”. Una barca a vela ci fa sentire liberi? In barca a vela ci sentiamo indipendenti? Direi di sì.

Lo sapevate che… No non ho preso una barca a vela.

Lo sapevate che, per patto con me stesso, non utilizzo acqua calda sanitaria dal luglio 2013? Era estate – luglio cade ogni anno d’estate! – e mi godevo più volte al giorno una breve doccia fredda. Che tanto fredda poi non era viste le temperature record stabili oltre i 35° C – almeno qui in città. Ogni volta che mettevo la testa sotto l’acqua fresca ripensavo – e lo faccio ancora oggi, sempre – ad una vecchia intervista a Reinhold Messner che a un certo punto svela alla giornalista di utilizzare solo acqua fredda per lavarsi, che sia estate o che sia inverno. Sapete tutti quanto può essere fredda l’acqua che scorre. Seduto sul divano ad ascoltare le bizzarrie e le filosofie e le avventure di Messner pensavo tra me – figuriamoci, doccia fredda, d’inverno, e lui abita in montagna poi!

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Luglio finiva, agosto passava e a settembre mi sono trovato davanti alla scelta se continuare o meno a non miscelare acqua calda. Ho un miscelatore monocomando a croce, fino a metà è fredda, oltre comincia a diventare calda.

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Non ho mai più girato il miscelatore fino in fondo: Messner aveva ragione! Si può fare. Basta volerlo! Non descrivo la sensazione del corpo e della pelle quando la doccia finisce perché questo articolo non so più dove andrebbe a parare. Ma vi assicuro che ne vale la pena! Costo energia zero, sensazioni 1000.

Mi sono liberato di quella dannata caldaia, appesa lì a creare dipendenza.

Io voglio essere un uomo libero.

Non è per il risparmio economico sulla bolletta, è per la libertà. E a distanza di tanti mesi devo ammettere che una doccia calda appare come benessere, ma è un brodo insopportabile che rammollisce e non esalta il risveglio del corpo.

Ma se mi avete seguito fin qui, magari solo per scoprire come si fa ad avere acqua calda sanitaria a costo zero (facendo la doccia fredda!) e siete delusi, vi aiuto almeno a capire il costo medio di questo lusso che è l’acqua calda. Quasi un diritto per le ultime generazioni, in realtà un lusso – uno spreco.

Conoscere i propri consumi è il primo passo verso l’efficienza energetica, non dimentichiamolo.

Ecco qualche calcolo preparato da Marco De Pinto:

Il fabbisogno di acqua calda sanitaria – ACS – per 2 persone ovviamente è indipendente dalla superficie calpestabile dell’edificio ed è pari a circa 80 litri giorno di acqua calda a persona a 42 °C.

Quindi 80 litri/persona giorno x 2 persone = 160 litri/giorno

  • Temperatura acqua fredda sanitaria: 10 °C
  • Temperatura acqua calda sanitaria di utilizzo: 42 °C
  • Salto termico: 32 °C

Energia necessaria per la produzione di acqua calda sanitaria al netto delle perdite degli accumuli, delle tubazioni di adduzione e ricircolo ACS:

  • Energia giornaliera consumata: 6.000 Wh
  • Giorni di consumo ACS: 365 giorni
  • Consumo energetico annuo: 2.190 kWh/anno

Il costo economico per la produzione di energia per ACS dipende sempre dalla fonte energetica:

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  • Caldaia a gasolio (rendimento 85%): 330 €/anno (costo gasolio 1.325€/litro compresa IVA)
  • Caldaia Caldaia a metano (rendimento 95%): 250 €/anno (costo metano 1.05 €/m3 con IVA)
  • Caldaia a GPL (rendimento 95%): 420 €/anno (costo GPL 4.6 €/m3 compresa IVA)

In soldoni, la doccia fredda vale circa 3.000€ ogni dieci anni di spese energetiche vive.

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marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Consumare meno energia

Nessuno di noi è contro le fonti energetiche alternative. Sfruttare l’ energia gratuita del calore del terreno, della forza del vento, dei raggi del sole è senza dubbio la cosa più intelligente – le meraviglie della natura che pagano anche le nostre bollette energetiche: il paradiso.
Somiglia però un poco ad una figura terza che paga i nostri conti, i nostri sprechi. E’ giusto che qualcun’altro paghi per noi?

Le fonti energetiche alternative non dovrebbero pareggiare i nostri consumi, noi dobbiamo limitare i nostri consumi!

Ogni giorno in casa e al lavoro potremmo risparmiare qualche Watt, e il giorno dopo fare ancora meglio. E’ un sforzo che può diventare un piacere nel guardarlo sotto la giusta ottica.
Io mi occupo di isolamento termico, ma a parte il comfort che ne deriva, il senso del mio progetto è contenere le dispersioni e contenere il più possibile il surriscaldamento estivo. Energia per riscaldare.. energia per raffrescare.. sempre di energia stiamo parlando.
Coibentare il più possibile non è fanatismo, è una via corretta per ridurre la propria bolletta energetica.

Dalla Germania abbiamo imparato e importato le più attuali tecniche per l’isolamento termico dei nostri edifici, abbiamo ricevuto indicazioni e linee guida per evitare i problemi più frequenti nel campo della coibentazione e della tenuta all’araia delle nostre case, a partire dai nostri tetti.
Imparare dagli errori degli altri è una scorciatoia bellissima, sarebbe stupido non approfittarne.

Torniamo all’energia gratuita della terra, del sole e del vento: ripeto che è sbagliato continuare a consumare come ieri e chiedere alle energie rinnovabili di pareggiare i nostri consumi, siamo noi a dover limitare i nostri consumi!

Ogni giorno un Watt in meno – cambiamo le nostre cattive abitudini!

E soprattutto impariamo dagli errori degli altri, senza ripeterli!  Prendetevi qualche minuto e guardate cosa potrebbe capitare intorno a casa vostra in nome delle fonti energetiche alternative:

Oltre al paesaggio devastato si deve fare anche i conti con il relativo inquinamento acustico (anche 75dB) e luminoso (si sa, l’uomo se non può far lampeggiare qualcosa o creare qualcosa di sfavillante non ha pace!).  Prendetevi qualche minuto e guardate queste fonti energetiche alternative:

Volete unirvi agli “Amici contro l’eolico“? Leggete qui.

Imparare dagli errori degli altri (chi ha detto che i tedeschi non sbagliano mai?) è una scorciatoia bellissima, sarebbe stupido non approfittarne.

Ogni giorno un Watt in meno – cambiamo le nostre cattive abitudini!

Iniziate a monitorare i consumi mensilmente (utilizza gratis il mio modello) e iniziate a correggere le vostre cattive abitudini: anche questo è risparmio energetico! E da oggi.

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A!

Per questo blog ho inventato una nuova categoria: CATTIVE ABITUDINI in CASA.

Sono mosso dall’esperienza accumulata in questi anni: il committente chiede consulenza per fare corrette scelte in fatto di isolamento termico ed efficienza energetica, ma nello stesso tempo non riesce ad abbandonare le proprie cattive abitudini. Abitudini che vanno esattamente nel senso contrario alle sue nuove richieste ed aspettative. Dal cattivo uso delle finestre fino allo spreco di energia elettrica o di acqua potabile.

Prima di costruire la Classe A, comportiamoci da Classe A!

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-01

E soprattutto prima di cadere in fuel poverty, la povertà indotta dalle spese per l’energia, comportiamoci in modo più efficiente! senza aspettare una legge, un’agevolazione fiscale o la consegna della nostra prima casa passiva.

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-03

La questione energetica del nostro paese non mi sembra rosea. Circa l’8% della popolazione è a rischio povertà, sono oltre 4 milioni le persone che davanti all’aumento di una tariffa possono finire nei guai.

Ci siamo abituati all’elettricità e al gas come fosse quasi un diritto del nostro tempo, riusciremo a mantenerlo? Potremo sempre permettercelo?

Cadere o no in povertà energetica dipende dal nostro reddito. Ma possiamo permetterci di “consumare” tanta energia? E chi può pagare la bolletta senza fatica può vivere serenamente circondato da fenomeni di esclusione sociale all’energia?

Prima di costruire in Classe A, comportiamoci da Classe A-02

La fuel poverty c’è, le famiglie che ricevono la minaccia di sospensione delle forniture d’energia ci sono, più per l’elettricità che per il gas. Quando il 25% del reddito viene speso per bollette siamo ad alto rischio e il rischio è la terza guerra mondiale. Sì lo stato ci può sostenere con il Bonus Sociale, ma siamo noi a dover pensare a noi stessi.

Comportiamoci da classe A prima di piangere bollette che non possiamo pagare.

L’efficienza energetica, siamo noi! Seguitemi nei prossimi articoli che potete facilmente trovare uno sotto l’altro cliccando qui, e sforziamoci di abbandonare le nostre cattive abitudini.

Ci credereste che nel 2014 il 40% degli aventi diritto ha usufruito del bonus sociale energia e il 53% degli aventi diritto al bonus gas (risultati di una recente indagine del Centro Tutela Consumatori Utenti (CTCU))?

Siete una famiglie numerosa? in condizione di disagio economico? titolari di un regolare contratto di fornitura di energia o gas? non superate il valore ISEE di 7.500 euro? ? o 20.000 euro? con 3 figli a carico? vivete con un soggetto in gravi condizioni di salute mantenuto in vita da apparecchiature domestiche elettromedicali? …informatevi allo Sportello del Consumatore dell’AEEGSI, numero verde 800 166 654, oppure sui siti web: www.autorita.energia.it, www.acquirenteunico.it, www.bonusenergia.anci.it. oppure presso i Comuni, i Centri Civici ed i CAF sulle modalità per la presentazione delle rispettive domande.

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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La nostra casa e il clima che cambia

Buon 2015 a tutti i lettori!

Non voglio iniziare l’anno nuovo con una romanzina, ma voglio farvi notare due cose:

  • il livello del mare che si alza

andamento livello del mare

  • il livello di CO2 che si alza

andamento livello di CO2

Sono due notizie ormai che fanno venire la barba a sentirle, e le nostre vite sono così brevi che probabilmente non si accorgeranno di nulla, ma a me dà fastidio continuare ad essere così superficiale e infischiarmene. Sì anch’io ho visto l’ Era glaciale 4, potrebbe darsi che tutti i cambiamenti climatici siano la normalità, ma la velocità dei cambiamenti mi spinge a riflettere con un po’ di attenzione in più.

era glaciale 4 cambiamenti climatici

Se poi è vero che le emissioni dovute al riscaldamento delle abitazioni fanno concorrenza a quelle del settore produttivo e della mobilità, siamo tutti chiamati a fare qualcosa anche da casa! anche un piccolo gesto, un’attenzione in più nella gestione giornaliera.

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Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Dai dati del Q2 2014 European Architectural Barometer reportsecondo gli architetti, nei prossimi cinque anni in Italia sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento, seguita dal riscaldamento a pavimento e dal fotovoltaico. In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore e le soluzioni adatte al recupero del calore.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Ma in che mani siamo? E’ l’architetto che solitamente accompagna il committente nel più o meno lungo percorso verso la nuova casa. E’ lui che ascolta le esigenze, i sogni e le aspettative e diventa la prima figura in fatto di proposte e soluzioni.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento

  • che dire? anche il più imbecille che è andato all’ IKEA sabato scorso si è reso conto che la lampadina con tecnologia LED consuma 10 volte meno di quella che ha a  casa (e senza completare studi di architettura).

il riscaldamento a pavimento

  • non per dire che sono stato il primo, ma senza sapere nulla di risparmio energetico già nel lontano ’96 avevo deciso che i termosifoni sarebbero rimasti un ricordo della casa di mia mamma e infatti ho posato uno dei primi pavimenti radianti a Padova. Ammetto di non averlo gestito bene e di aver buttato tanti soldi in un pannello di controllo tanto avveniristico quanto inutile per gestire orari, giorni, settimane e stagioni per zone: 200mq gestiti male, ma a pavimento… (cattivi consiglieri, cattivi consigli). Dal 2005 sono alla gestione del mio secondo personale impianto radiante, senza pannello di controllo stile Soyuz Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico e senza sonda esterna: il pilota sono io. Grande comfort e grande risparmio in casa energivora.  Sottolineo: e-ner-gi-vo-ra, energivora! Molto disperdente, per capirci. Spero che gli architetti che prevedono largo uso di radiante  a pavimento conoscano bene le esigenze di case più coibentate che negli anni passati riguardo l’inerzia e la gestibilità dell’impianto in relazione agli apporti solari diversi per ogni edificio e per ogni zona climatica.

e il fotovoltaico

  • sì, ma quanto fotovoltaico? per quale consumo? per quali esigenze?

In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore

  • la caldaia a condensazione si è fatta un nome nel campo del risparmio energetico! e poi la caldaietta ce la fa sempre: “nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza e in povertà, in salute e in malattia, ripongo la mia fiducia in te ora e per …” Allora? le pompe di calore non danno fiducia agli architetti perché dietro ci dev’essere una buona progettazione? Eppure è il futuro!

e le soluzioni adatte al recupero del calore

  • ho incontrato di rado (mai) architetti favorevoli alla ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Sono veramente preoccupato per il comfort dei loro committenti.

vale sempre il motto:

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Quanto costa un kW/h di una utenza domestica?

In Germania un’utenza domestica (consumo annuale di circa 3.500 kWh) paga il kWh quasi 0,30 €. E noi?

Quanto costa un kW/h di una utenza domestica

Da anni controllo alcuni consumi elettrici personalmente. Non è che l’autocontrollo mi faccia consumare di meno, ma mi piace leggere i numeri.

Per controllare i consumi di un certo apparecchio uso uno strumento un po’ meno recente di questo MISURATORE  di CONSUMO ELETTRICO che mi permette la visualizzazione in Watt, Volt, Ampere, Herz e anche il consumo totale di potenza e, previa impostazione delle tariffe, una stima in euro del consumo effettivo.

  • Visualizzazione carico energia,
  • potenza
  • ciclo di lavoro totale

vale sempre il motto:

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Acqua calda sanitaria, anzi caldissima

Chi è passato ai piani cottura ad induzione conosce certamente il lusso della velocità, chi è passato dalle piastre elettriche all’induzione si è liberato della fastidiosa inerzia della vecchia piastra elettrica. E non sarebbe un sogno aprire il rubinetto della cucina e disporre di acqua bollente a 100° C?

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Si può installare un bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

L’apparecchio ha un consumo di circa 32 watt, più o meno quanto una lampadina”, e fa risparmiare nei tempi e nei costi energetici perché non hai più da far bollire l’acqua – ovviamente risulta molto comodo per riempire qualsiasi pentola o altro direttamente dal rubinetto.

bollitore sotto il lavello con capacità di circa 5 litri di acqua bollente

Paura delle scottature? questo sistema di acqua calda ha raccordi speciali. L’acqua calda passa in un tubo isolato built-in, in modo che il rivestimento metallico non scotti.

Paura del prezzo? Beh, qui c’è da avere un po’ di fifa… le cucine lussuose che lo prevedono tra gli optional chiedono circa 1500€, ma pensando che si tratta di un aggeggio senza manutenzione… la cosa può essere interessante.

La cucina ce l’avete già? perchè non valutare l’installazione di un bel miscelatore monocomando da 1/2″ per lavello con Boiler GROHE Red® per acqua bollente istantanea

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

con 2 canali di distribuzione dell’acqua separati con maniglia separata per erogazione acqua bollente con un serbatoio da 3 litri di acqua bollente

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

(alimentazione 230 V 50 Hz 30 VA - potenza 2100 W - consumo in stand-by di 15 W)?

Acqua bollente direttamente dal rubinetto della cucina

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale

Studi tedeschi indicano che 3/4 degli impianti di riscaldamento consumano più del dovuto. La bolletta energetica confrontata con quella di 13 anni fa, sembra raddoppiata. Sì molta parte è dovuta all’aumento dei combustibili, ma se più di tre quarti degli impianti di riscaldamento consuma troppa energia cosa possiamo fare?

valvole termostatiche impostabili

Evitiamo il tema delle ripartizioni dei costi di riscaldamento e di acqua calda sanitaria negli impianti centralizzati dei condomini e anche quello dei costi energetici riferiti alla pessima coibentazione delle tubazioni (il 45% dei consumi complessivi).

Quasi tutte le caldaie sono impostate in modo errato e quindi consumano troppa energia. Un sondaggio della società di consulenza energetica co2online dice che solo una caldaia su dieci è impostata in modo ottimale.

valvole termostatiche impostabili

  • Nelle vostre caldaie è stata impostata correttamente la curva climatica?
  • funziona la sonda esterna – sempre che vi sia?

La curva climatica impostata correttamente permette all’acqua che scorre nei radiatori di avere una temperatura corretta in funzione delle condizioni climatiche esterne. Si deve indicare la curva climatica corretta in funzione al fabisogno energetico dell’edificio abbinato alla tipologia impiantistica da voi utilizzato.

valvole termostatiche impostabili

  • è stata determinata la potenza termica richiesta in ogni ambiente?
  • sono corrette le vostre abitudini di ventilazione?
  • è stata regolata la temperatura di mandata ottimale del radiatore esistente e quindi l’acqua di riscaldamento di mandata della caldaia?
  • è stata calcolata la prestazione ottimale della pompa in base alla distribuzione delle tubazioni e alle sue resistenze al flusso?
  • sono state regolate le valvole termostatiche – sempre che vi siano?

Se il vostro idraulico di fiducia vi ha preparato un preventivo da paura per le nuove valvole termostatiche, acquistatevele da soli! anche le più ricche di funzioni hanno un prezzo veramente basso:

valvole termostatiche impostabili


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Illuminare la casa con LED, bolletta della luce -90%

Una bella fetta di persone odia l’illuminazione a led per la tonalità fredda e fastidiosa tipica di alcune luci a led.
Non è però un buon motivo per non prenderle in considerazione in ambiente domestico e continuare ad illuminare gli ambienti con le solite lampadine a basso consumo. Sono anch’io favorevole a luci calde e morbide e sono anch’io infastidito da illuminazioni sbagliate.

lampadine led 1-01
Liberatevi delle lampadine a basso consumo contribuendo a diminuire l’elettrosmog in casa! Nella sostituzione di una lampadina a basso consumo non rompete il corpo di vetro perchè contiene vapori di mercurio! (leggi anche questo post o questo).

Vi ho convinti a ripensare al led in casa?

Tagliare la bolletta della luce anche di 10 volte, grazie al led, mi sembra un traguardo interessante ed è un piano che si mette in pratica facilmente in un solo week-end senza installatori o altre spese annesse. Pensate… svitiamo la vecchia lampadina da 60W e avvitiamo la nuova lampadina led sempre con attacco E27 da 6,3W! e con un bel flusso luminoso da 400 lm! La stessa cosa con i vecchi faretti da 25W a 12V che possono essere sostituiti da un nuovo faretto da 2,2W con 2700 kelvin e un flusso luminoso da 90 lm sempre con attacco GU4.

lampadine led 1-02
Per non sbagliare tonalità e non spendere molto, oggi come oggi, trovo poche alternative ai prodotti IKEA (che potete acquistare anche on-line):

lampadine led ikea

Siete lettori innovativi sempre al passo con la tecnologia? Seguite con passione o sola curiosità gli eventi Apple dove si presentano le ultime novità?

luci led

Conoscete bene lo stile Mac creato dal vecchio Steve Jobs? Allora potete godervi in pieno questo bel filmato che presenta il nuovo catalogo IKEA 2015 prendendo in giro le abitudini di Apple

“Introducing the 2015 Ikea catalog. It’s not a digital book or an e-book. It’s a book book.”


Allora buoni lavori in casa! le giornate si stanno accorciando, fa buio più presto – quale momento migliore per pensare alle luci di casa?

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L’ acqua calda sanitaria da caldaia istantanea a metano è costosa?

Chi utilizza una caldaia a metano per riscaldamento e per acqua calda sanitaria istantanea in realtà non conosce bene i propri consumi differenziati per riscaldamento e ACS, anzi spesso non li tiene nemmeno sotto controllo e si limita a pagare le bollette, sicuramente lamentandosi.

Le lamentele non hanno alcun senso fino a che non si tiene d’occhio il proprio consumo stagionale o mensile!

Tra le tipiche reazioni alla bolletta del gas metano per riscaldamento, almeno per chi ha un impianto autonomo, c’è la solita: << quest’anno metto i pannelli solari sul tetto e non ci penso più, almeno l’acqua calda! >>. Sfruttare l’energia del sole… chi sono io per dire che è sbagliato?

consumo acqua calda

L’impianto solare ci offre veramente l’acqua calda gratis, il sole non si paga. L’impianto comunque non ci arriva dal sole! Nè la sua manutenzione e nè lo spazio che ci occupa in casa l’accumulo. E l’impianto fa sì il suo dovere nei mesi più caldi ma porta solo un aiutino nei mesi più freddi, almeno in zona climatica E. Avete mai monitorato i consumi di gas metano nei mesi estivi per l’acqua calda delle vostre docce e della cucina? Se non lo avete mai fatto, cominciate almeno con il 1° di settembre (potete usare questo modello).

Ho monitorato personalmente il consumo di giugno luglio agosto della mia caldaia istantanea Immergas e posso dire che in 3 persone la lettura del gas segna un consumo medio giornaliero di 0,15 mc/ giorno – in tre mesi estivi abbiamo bruciato 13 mc abbondanti. Che valore vogliamo dare a questi 13 mc di gas metano per l’acqua calda sanitaria? 13,00 €?

Per risparmiare 13 € dovrei affrontare le spese di installazione di un impianto solare termico? Sì non devo dimenticare che anche negli altri mesi dell’anno c’è una certa resa dell’ impianto. Ma sono convinto che se voglio tagliare fortemente i costi del gas o mi decido ad isolare la casa o non vado da nessuna parte.

Presto scriverò un articolo sulle docce fredde, le docce del futuro!

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Blower Door Test, Test di tenuta all’aria degli edifici Secondo UNI 13829

Come una perfetta coibentazione dell’edificio è inutile, se d’inverno il calore può disperdersi attraverso fughe o fessure non controllate, così una perfetta protezione dell’edificio dai raggi solari è inutile, se d’estate l’aria calda può penetrare attraverso fughe o fessure non controllate.

I lettori spesso domandano cosa ci si deve aspettare da un preventivo per un test di tenuta all’aria:

  • 1 TEST DI TENUTA ALL’ARIA Tipo ‘’B’’ secondo UNI EN ISO 13829
  • 1 TEST DI TENUTA ALL’ARIA Tipo ‘’A’’ secondo UNI EN ISO 13829

sono due diverse fasi:

test Tipo ‘’B’’ secondo UNI EN ISO 13829

(1° sopralluogo), viene creata e mantenuta una differenza di pressione tra l’interno e l’esterno costante di 50 Pa; durante questa fase viene ispezionata l’intera superficie dell’involucro edilizio alla ricerca dei punti non ermetici che causano le maggiori perdite di carico termico per infiltrazione - Test di permeabilità all’aria dell’involucro edilizio con calcolo di ricambio d’aria orario a 50 Pa (n50) - Localizzazione dei punti critici di maggiore perdita per infiltrazione/dispersione e di discontinuità di tenuta all’aria dell’involucro con ausilio di un handfogger ( la macchina del fumo ).

test Tipo‘’A’’ secondo UNI EN ISO 13829

(2° sopralluogo), viene generata un depressione decrescente, a partire da valori pari a circa 70 Pa e si prosegue a passi di 5 Pa sino a raggiungere un valore finale di 25 Pa. Per ogni step vengono registrati i volumi d’aria che si perdono attraverso i punti di permeabilità e viene calcolato l’indice di quantità d’aria penetrata in un ora (n50); - nella 3a fase viene creata una sovrapressione e viene ripetuta la sequenza di cui alla fase precedente. Questo per valutare anche le dispersioni dovute alle diverse guarnizioni. Il risultato finale del test rappresenta il numero di ricambi orari del volume di aria interna che si ha attraverso le fessure dell’involucro, la cui sommatoria definisce la perdita totale - Elaborazione dati e reporting delle attività d’indagine sopra esposta.

questo è generalmente l’iter del Blower door test.

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Nuova tariffa D1 per pompe di calore

Chi non vorrebbe risparmiare qualcosina in bolletta?

Il 1° luglio 2014 è iniziata la sperimentazione della nuova tariffa elettrica D1  per i clienti domestici che utilizzano esclusivamente pompe di calore per il riscaldamento della casa.

Ma il 1° luglio non doveva sparire anche il roaming dalle tariffe telefoniche? ah no, quello era uno scherzo.

La differenza dalle normali tariffe è che il prezzo per chilowattora resta uguale, a prescindere dal volume di energia consumato. La tariffa D1 sembra interessante per un consumo elevato, ma se si consuma poco perché il clima è più favorevole o perché si è investito molto sull’isolamento termico? La nuova tariffa D1 potrebbe anche risultare più cara: meglio valutare bene.

tariffa D1 per pompe di calore

Inutile nascondercelo: quando avremo provveduto ad un ottimo isolamento termico: tetto, pareti, fondamenta, serramenti – il nostro bisogno di energia sarà talmente contenuto che

  • il tipo di tariffa applicata
  • il prezzo per chilowattora
  • e gli aumenti che verranno comunicati nei prossimi 30 anni
  • o altri balzelli all’italiana

avranno un’importanza completamente marginale, insignificante. Immaginate di avere una bolletta energetica annuale per riscaldamento di 210 €. Cosa ci importa se per un qualsiasi motivo crescesse anche del 10% sul periodo precedente? Si tratterebbe di soli 20 €.  Isoliamoci !

Non regolare il termostato e risparmiare sul riscaldamento

Ho spiegato in diversi articoli che un termostato che permette mille regolazioni è completamente inutile ai fini del comfort e del risparmio sulla bolletta. Migliaia di famiglie cercano di regolare il termostato in dotazione sperando di trovare il compromesso ideale tra risparmio di metano e temperatura confortevole.

NETATMO NTH01-FR-EC - Termostato

L’errore sta proprio nello smanettare sulle impostazioni del termostato:

  • è la regolazione della temperatura di mandata della caldaia che dev’essere ben gestita,
  • sono le valvole dei corpi scaldanti che devono essere chiusi o aperti fino all’equilibrio completo dell’impianto nei vari ambienti.

Ho scritto di queste regolazioni del riscaldamento in articoli passati, seguiteli e tentate di avvicinarvi alla completa regolazione di equilibrio.

So benissimo che molti di voi possiedono uno Smartphone o un iPhone di ultima generazione e vorrebbero collegarlo al riscaldamento di casa, poter interagire a distanza dà un senso di potere e di efficienza. Non è così che io intendo l’efficienza energetica perchè lo sapete, sono più favorevole al funzionamento senza interruzioni degli impianti: temperature più basse e tempi lunghi sono la mia filosofia per ottenere più comfort, più stabilità di temperatura interna e temperature superficiali delle pareti perimetrali ben più elevate. Questa è anche la strada corretta per allontanare il rischio condense e il rischio muffa: quando le strutture riescono a stabilizzarsi a temperature più alte il gioco è fatto. Perciò io sono contrarissimo al on off on off on off dei termostati.

Convengo che un termostato standard non ha un design da urlo e molti di voi lo cambierebbero solo per non vederlo più, oppure per l’ebbrezza di farlo funzionare con il telefonino. Se resistete a tutto tranne che alle tentazioni potreste decidervi per il termostato connesso NTH01-FR-EC di Netatmo che permette di controllare il riscaldamento a distanza, o da fuori città.

Disegnato da Philippe Starck, NETATMO NTH01-FR-EC – Termostato è compatibile con smartphone, tablet e computer e con la maggior parte delle caldaie a combustibile, gas e legno. Non credo si possa risparmiare fino al 25% in termini di consumo energetico a furia di click… ma è un bell’oggetto.

Compatibilità: iPhone 5, iPhone 5c, iPhone 5s, iPhone 4, iPhone 4s, iPad mini, iPad (4ª generazione), iPad (3ª generazione), iPad 2, iPod touch (5ª generazione), smartphone Android 4.0 (minimo) con accesso a Google Play.

 

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Usiamo la bici, sempre

Mentre in Italia regna la maleducazione nel traffico, in altri paesi si fanno progetti.

Usiamo la bici sempre

Mentre in Italia le zebre sono animali e le biciclette cose noiose da schivare, il ministro dei Trasporti Frédéric Cuvillier stimola l’uso delle due ruote: diecimila impiegati sono già coinvolti per un esperimento di “al lavoro in bicicletta” che durerà fino a dicembre. Un incentivo di 25 centesimi a chilometro per chi va al lavoro in bicicletta, cumulabile con il rimborso per l’abbonamento ai trasporti pubblici.

L’indemnité est fixée à 25 centimes par km parcouru.

E noi? Nella mia città, nel corso degli ultimi trent’anni ogni possibile parcheggio è divenuto Divieto di sosta o Sosta a pagamento: risultato? Un esercito di scooter ha invaso le strade, i portici e i marciapiedi. Emissioni soffocanti per tutti e rumore garantito.

Eh sì, senza pianificazione nulla andrà mai nella direzione voluta, o si voleva vendere tanti scooter?

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Il risparmio energetico dentro casa: lavatrice

In questo sito ho scritto moltissimi articoli sui materiali per isolamento termico e sulle soluzioni che permettono alla casa di disperdere meno energia. Ho scritto anche di come gestire il riscaldamento e come fare una corretta ventilazione manuale senza sprecare più energia del dovuto. Ho scritto anche parecchio sul come proteggersi dal caldo per non dover consumare energia raffrescando.

Energia non dispersa” è anche non consumarne più del necessario! La lavatrice la gestisco sempre io, programmi, riempimento, svuotamento, acquisto detersivi, NON acquisto ammorbidenti, stesura dei panni.  perchè? è un lavoro da femmine?

Programmi espertocasaclima:

  • cotone / colorati 30°   centrifuga 1000 giri/’
  • sintetici 30°   centrifuga 1000 giri/’
  • lana e pregiati 30°   centrifuga 800 giri/’

faccio sempre e solamente lavaggi a bassa temperatura, a 30° C

Scarica il pdf di istruzioni per ottimi lavaggi a 30° e condividolo via mail con i tuoi amici!

Sembra che io non sia il solo ad essere fissatto sulla bassa temperatura in casa: andate a vedere meglio30.it

aderisci anche tu alla campagna: partecipa al concorso e diventa ambasciatore
di #MEGLIO30!

Non dimentichiamo che il risparmio deve iniziare subito, ancora prima del primo lavaggio: all’ acquisto! Non lasciamoci prendere in giro, sfruttiamo i SOTTOCOSTO !

sottocosto

oppure, se abitiamo fuori mano, acquistiamo con un click senza andare a destra e a sinistra in macchina per fare l’acquisto in negozio. Usiamo quel tempo per fare una passeggiata!

io compro sempre Bosch, per principio, anche mia nonna così faceva.

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Il fotovoltaico nel catasto

Non ho mai nascosto il mio pensiero sul fotovoltaico:

  • tecnologia fantastica
  • fortuna che qualcuno ci abbia investito dei quattrini e che la tecnologia sia potuta migliorare
  • fonte energetica strategica: chi può fermare un popolo armato di energia?
  • bello da vedere sui tetti
  • brutto da vedere a terra
  • sbagliato se visto come fornitore di energia per edifici energivori - prima seguiamo il mio motto: + involucro – impianti!

fotovoltaico nel catasto

Ma sanno tutti che esiste una natura “fiscale” del fotovoltaico? Possono gli impianti solari essere considerati beni immobili? L’Agenzia delle entrate con la circolare 36/E del 19 dicembre 2013 sostiene l’obbligo di accatastamento: il fotovoltaico insieme all’unità immobiliare produce un reddito temporalmente rilevante.

La stranezza è che nell’ambito dell’attività professionale il fotovoltaico rientra nei beni mobili strumentali (aliquota di ammortamento pari al 9%, ammortizzando il costo in 11 anni) mentre l’impianto fotovoltaico in catasto si trasforma in bene immobile. Ma se è un bene immobile si dovrebbe applicare un’ aliquota di ammortamento pari al 4% annuo, come per i fabbricati destinati all’industria, in 25 anni.

Ho chiamato questo articolo “il fotovoltaico nel catasto”, avrei dovuto chiamarlo “il fotovoltaico nella catastrofe”.

Questa Repubblica delle banane ci costringerà ad installare il fotovoltaico di nascosto! o a smontarlo alla luce del sole.

In questo caos normativo

non installerei un impianto fotovoltaico
installerei comunque un impianto fotovoltaico
installerei un impianto fotovoltaico senza accatastarlo

Ognun s’arrangi…

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Ragionamenti sul mini fotovoltaico

Come progettista della coibentazione penso sempre a come non fare uscire l’energia dall’involucro edilizio piuttosto che a come approvvigionarmene. Ma è pur sempre necessaria e non solo per riscaldarsi o raffrescarsi.

Dobbiamo allora buttarci tutti sul fotovoltaico? Per deformazione professionale vorrei consumare così poco da rimanere indifferente e alle offerte e ai prezzi dell’energia elettrica. Ma è pur vero che un tot di energia la usiamo e dobbiamo averla disponibile, comprata dalla rete o comprata dal sole, ci serve!

mini fotovoltaico

Allora ecco la domanda:

  • se il migliore impianto fotovoltaico è quello che massimizza l’autoconsumo non sarebbe intelligente calcolare il proprio consumo “certo” giornaliero e installare un fotovoltaico piccolo solo per coprire questa fetta di energia? 

 Così mi risponde gentilmente Alberto Berardi – Electrical Engineer – IRCI S.p.A. Engineering, PV O&M, Buyer, R&D e ESS (Energy Storage System):

occorre tenere in considerazioni diversi fattori. Ne riporto alcuni:

 Negli ultimi dieci anni una famiglia media con contratto di fornitura 3kW di potenza impegnata e consumo annuo 2700kWh (molto basso, quindi siamo molto cautelativi come dati iniziali) nel 2004 0,12euro/kWh (compreso costo energia, costi rete, oneri di sistema e imposte), nel 2013 siamo arrivati a 0,19euro/kWh… +58% di aumento del costo della bolletta in 9 anni (www.autorita.energia.it/it/dati/eep35.htm). Quindi mediamente +6,4% di aumento all’anno. Sono i primi dati su cui occorre riflettere per capire la bontà dell’investimento.

Detto ciò, occorre anche dire che oggi il costo dell’energia prelevata dalla rete nella fascia giornaliera F1 rispetto alla fascia serale-notturna-festiva F2-3 è di solo 0,01euro superiore, quindi non è “fondamentale” fare la lavatrice di sera (qualche anno fa senza “FV” la differenza era oltre il 30%)..

 Tralasciando il discorso degli utenti che consumano più di 4000kWh e il costo a kWh arriva a 0,35kWh.

Costo impianto FV 3kW, facciamo un bel impianto spendiamo 7.000e con iva, con detrazione 50% è come se ci “costasse” 3.500. Consideriamo che l’inverter “sfigato e fuori garanzia muore dopo 10-15anni”. Aggiungiamo altri 500e (costo ipotizzato dell’inverter tra 10-15 anni). Totale 4000e.

Consideriamo ora che l’impianto produca 3.000kWh per anno, per 25 anni (75.000kWh), dividiamo il costo dell’impianto per l’energia prodotta nella vita dell’impianto

4000 / 75000= “0,05 euro / kWh “.

 NB. tra 25 anni l’impianto non si spegne, funziona ancora, oppure può essere sostituito con un altro più performante..

 0,05euro/kWh fisso da oggi e per i prossimi 25 anni, senza inflazione, ecc.

 Questo è un dato su cui riflettere se avessimo autoconsumo 100%;  è il costo a kWh prodotto da tecnologia Fotovoltaica.

 ”Mentre senza FV, 6,4% * 25 = +160% di aumenti, costo del kWh 0,5euro”

 ovviamente sono ipotesi.. comunque c’è un fattore 10 tra costo di energia tra FV e senza.

 Il discorso accumulo serve per avvicinarci in maniera intelligente e profiqua dal punto di vista economico a questo obbiettivo, avere cioè un buon autoconsumo.

 Se rispostassimo i consumi da serali a metà giornata (lavatrici, lavastoviglie, forno) in estate spesso sarà acceso anche un climatizzatore, quest’ultimo compensa bene la maggiore produzione di energia elettrica FV in estate, più sole più caldo più produzione FV più consumo condizionamento.. (((nota mia: non installate raffrescamento, ma proteggetevi dal caldo! amen.)))

Già così la quota di autoconsumo potrebbe essere tra il 20-40%, con accumulo tale percentuali salgono al 60-80%.

@Federico (premessa credo doverosa sopratutto per i non addetti ai lavori), hai centrato in pieno la soluzione, ricreare/misurare il profilo giornaliero dei consumi che comunque in genere non varia molto nei mesi al massimo in estate aumenta.. da questo profilo di consumo, mettendo insieme i dati di produzione giornalieri da FV, mettendo insieme i dati del sistema di accumulo si fanno alcuni business plan aumentando e diminuendo FV, aumentando e diminuendo l’accumulo; alla fine si sceglie quello che fa risparmiare maggiormente il cliente.

Chi spende 0,35euro a kWh passatemi il termine è un “PAZZO” se ancora non ha installato un impianto FV con e senza accumulo, e ce ne sono tanti..

altro discorso se il kWh lo paga 0,20 e ha tutti i consumi spostati di sera o di notte..

Installare FV “piccolo” ha senso, ma più che piccolo lo chiamerei sufficiente e ottimizzato per il suo fine. L’impianto sufficiente ha il difetto che ha un costo per kW installato un pò più alto rispetto ad un impianto di potenza maggiore, si tratta di trovare l’ottimo caso per caso…

 Visto le detrazioni, personalmente penserei ad un bel impianto, non risicato, domani i consumi potrebbero anche aumentare…una volta in casa c’era un televisore, oggi…

La mia efficienza energetica è partita da

nuove finestre
isolamento del tetto
isolamento a cappotto
isolamento dall’interno
nuovo impianto di riscaldamento
solare termico
fotovoltaico

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In casa abbiamo troppi trasformatori, eliminiamoli.

Per ricaricare tutte le trappole elettroniche che abbiamo in casa senza vivere in compagnia di tanti trasformatori da inserire e da disinserire continuamente, possiamo installarci da soli una presa USB della bTicino:  forza! cacciavite e forbici!

presa usb

presa usb

 La bTicino, sia per la serie Living che per la serie Light, Axolute e International propone:

  • una presa alimentata a 220V, con caricabatterie interno (con singola USB (fino a 750 mA) e con doppia presa USB (occupa due moduli e può erogare fino a 1500 mA (750 mA per due devices contemporaneamente))
  • e una presa con quattro morsetti per il collegamento del bus USB.

Disponete di qualche presa comandata che non utilizzate? Montate la vostra presa USB proprio al posto di quella comandata: avrete la possibilità di togliere la corrente dal trasformatore tutte le volte che non lo state utilizzando evitando una inutile fonte di elettrosmog.

           

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Led retrò

Mi illumino di meno e meglio.

Better Mix Design Studio LED-01

Risparmiare energia ed essere efficienti senza rinunciare al piacere della vista di una vecchia lampadina ad incandescenza si può.

Better Mix Design Studio LED-04

Questa lampada da tavolo è in realtà una lampada a LED:

Better Mix Design Studio LED-02

La bella idea è di Better Mix Design Studio: un LED illumina la classica forma del bulbo ad incandescenza con una luce calda.

Better Mix Design Studio LED-03

In passato ho disegnato anch’io lampade che volevano il classico bulbo ad incandescenza, bello sarebbe poter montare LED speciali come questo.

CuCù, design federico sampaoli, lampada da sospensione in acciaio 20 x 8 cm; h 20 cm.:

lampada CuCù design federico sampaoli millepede-03 lampada CuCù design federico sampaoli millepede-02lampada CuCù design federico sampaoli millepede-01federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn

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La nuova tariffa D1

Dal 1° gennaio 2014 è in vigore la nuova tariffa di rete per i consumi ad alta efficienza, non più legata al volume dell’energia elettrica utilizzata e più aderente agli effettivi costi dei servizi di rete ( trasporto, distribuzione, gestione del contatore).

tariffa D1

L’Autorità per l’energia elettrica e il gas ha introdotto la tariffa ‘’D1’’ che potrà essere applicata, a livello sperimentale e su base volontaria, ai clienti domestici che hanno deciso di riscaldare la propria casa utilizzando esclusivamente pompe di calore.

La nuova tariffa è costante, a prescindere dai consumi. Puoi leggere il Comunicato stampa cliccando qui “Elettricità: dal 2014 la nuova tariffa di rete per il ‘riscaldamento sostenibile’”
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Da grande farò il taglialegna

Il nostro governo fa manovre senza pensare? Ci sono agevolazioni fiscali che interessano stufe  e camini, ma di riflesso il nostro paese è diventato il primo importatore  di legna da ardere, +15% quest’anno ( 3,5 miliardi di kg - dati Istat relativi ai primi mesi 2013).

6 milioni di stufe e camini funzionanti, ma è tanta la convenienza economica di questa forma di energia? Se la legna fosse italiana farebbe bene anche al nostro paese!

La legna ti scalda 3 volte, dicevano i vecchi:

  • quando la tagli
  • quando la metti in ordine
  • quando la bruci

noi italiani la bruciamo e basta, gli altri paesi ce la tagliano (e si scaldano), la mettono in ordine (e si scaldano), e ce la vendono (e noi peggioriamo la nostra bilancia dei pagamenti).

Il nostro patrimonio forestale viene utilizzato quasi al 15% della ricrescita annuale (65% in Germania). Forse il governo italiano deve ripensare la sua strategia energetica, se ha mai avuto una stratgeia..

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Ritornare al bosco non è fare marcia indietro! è andare avanti!

 Io ho un giardino piccolo, nessun boschetto. Le potature le faccio da me e non c’è un ramo che non venga tagliato, messo a stagionare, bruciato. Il resto lo acquisto, faggio tagliato corto (150€ a bancale, circa 1300kg di legna).

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L’involucro edilizio e l’involucro non edilizio

Sapete ormai che sono fissato sull’involucro edilizio. Considero l’involucro la decisione più importante nella progettazione, sarà lui con tutti i suoi elementi, le pareti, il tetto, a fare il bello e cattivo tempo in casa nostra.

involucro edilizio e l'involucro non edilizio

Se abbiamo scelto un involucro badando solo alla trasmittanza può essere che d’estate sia facile arrivare al surriscaldamento degli ambienti mentre d’inverno saremo contenti delle dispersioni contenute e delle basse spese per riscaldamento.

Se abbiamo scelto un involucro con coibenti meno leggeri potremo contare su una discreta protezione dal caldo e basse spese per riscaldamento.

Se abbiamo anche fatto molta attenzione agli strati interni dell’involucro edilizio allora possiamo scommettere di avere in futuro un ambiente salubre, che assorbe energia in eccesso d’estate, che sfasa molto bene il calore proveniente dall’esterno, che contiene le dispersioni termiche d’inverno.

Gli sforzi fatti per un’attenta scelta dei materiali dell’involucro saranno ripagati da alto comfort e basse spese di gestione!

 Ma l’involucro di tutte le cose che ogni giorno acquistiamo, mangiamo e consumiamo? Sto parlando di RIFIUTI:

involucro edilizio e l'involucro non edilizio

EVITARLI INVECE CHE PRODURNE!

L’ Iniziativa Consumatori tedesca (Verbraucherinitiative) suggerisce il buon senso:

involucro edilizio e l'involucro non edilizio

  • evitate frutta e verdura in dispendiose confezioni di plastica
  • anche al supermercato date la preferenza alle merci sfuse
  • evitate prodotti con confezioni inutili, ad es. quelli con ulteriori cartoni avvolgenti
  • evitate i prodotti che sono singolarmente confezionati in piccole porzioncine
  • meglio comprare dal produttore e regionalmente
  • preferite le confezioni ricaricabili per i detersivi, detergenti e saponi
  • per le bevande e il latte, scegliete confezioni a rendere
  • preferite l’acqua dal rubinetto,  nella maggior parte dei Comuni è anche di buona qualità
  • per trasportare panini imbottiti, frutta, verdura o bevande, scegliete contenitori riutilizzabili

Cose che sappiamo tutti, ma che spesso sottovalutiamo.

Morale: non sottovalutiamo mai l’involucro!

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Bici elettrica subito! FlyKly Smart Wheel

Meglio pedalare – sempre. Ma se volete pensionare la bici per uno scooter, riflettete prima di decidere!

Una bicicletta non produce emissioni e non fa rumore: un mezzo più efficiente non esiste!

all-in-one design pedal assist:

Bici elettrica FlyKly Smart Wheel

Lightweight and highly efficient all-in-one design pedal assist that fits on practically any bicycle.

Bici elettrica FlyKly Smart Wheel

a pedal assist that encases an ultra-thin electric motor and intelligent electronics within a robust housing, neatly fitted onto the spokes of a bicycle rim.

Bici elettrica FlyKly Smart Wheel

It fits practically any bicycle frame and helps you use your bike more efficiently and comfortably, when and where you need it.

Bici elettrica FlyKly Smart Wheel

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Cause ed effetti della CO2 spiegati in modo semplice anche da Luca Mercalli

 Su Quattroruote potete conoscere per qualsiasi auto la quantità in grammi di CO2 emessa al chilometro. L’ auto dei miei sogni emette in atmosfera 137g/km – impressionante no? Verrebbe da smettere di sognarla. Avete mai guardato il retro del biglietto del treno? mostra i kg di CO2 emessi da ogni passeggero rispetto alla tratta fatta in auto e in aereo. Provate a calcolare le vostre tratte qui.

La CO2 è un problema degli scienziati, a noi proprio non ci riguarda?

co2-01

L’energia fossile che stiamo bruciando da un secolo è tutt’ora il motore di tutti i cambiamenti e di tutte le comodità conquistate. Ma da secoli era parcheggiata nel suolo, con tutto il suo contenuto di anidride carbonica, adesso questo gas è finito in atmosfera, raggiungendo le 400 parti per milione (record storico di concentrazione di CO2).

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Non va bene così!

co2-04

Cosa fa la CO2 in atmosfera? beh trattiene l’energia: alti livelli di CO2 = surriscaldamento della terra.

co2-02

Vi annoia la teoria dei cambiamenti climatici? Sì sì, il clima cambia da che c’è mondo e noi non centriamo nulla…. Con tutte le emissioni in atmosfera delle ultime generazioni credete veramente che l’uomo non giochi un ruolo importante sul clima?

Se avete qualche minuto ascoltatevi Luca Mercalli:

Ho voluto riprendere l’argomento della concentrazione di CO2 per sottolineare che la strada giusta è avere bisogno di meno energia! La nostra casa, se ben coibentata ha bisogno di pochissima energia, e dato che non si muove possiamo scegliere tante diverse fonti per coprire quell’ultimo fabbisogno energetico! La nostra auto, ha il limite della mobilità e della distanza, e ci imporrà ancora per un po’ di bruciare energia fossile. Una buona strategia nazionale potrebbe anche prevedere di riservare l’energia fossile alla mobilità e di contenere la richiesta di energia per il riscaldamento e il raffrescamento degli edifici con una eccezionale spinta alla coibentazione termica di tutti gli edifici! Ma volete credere sì o no che un vecchio muro di mattoni con una misera coibentazione interna di qualche centimetro può abbattere le dispersioni della meta?

Non chiudiamo gli occhi su questo argomento! La temperatura del nostro pianeta è 1000 volte più importante della temperatura del vino che beviamo!

temperatura del vino

Diventiamo più sensibili e attenti alle emissioni! La soluzione a tutti i problemi siamo sempre noi! come il vino a temperatura sbagliata è colpa di uno di noi.

co2-03

Sì sì i dinosauri, l’era glaciale 3, gli orsi che si sciolgono… scemenze       NO non sono scemenze.

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Gli addebiti sulle bollette di energia elettrica

Ricordate un precedente articolo dove si leggeva che gli impianti migliorano la situazione quando la casa è un pessimo progetto? per assurdo! La pompa di calore ad esempio, la più comune aria acqua, consuma 1 kWh di energia elettrica (costo energia elettrica con contatore BTA dedicato per la P.d.C. 0,14 €/kWh circa - Attenzione, molti prevedono contatori normali e compresa IVA ca. 0,? €/kWh + scaglioni ) e ne preleva 2 (kWh) dall’aria esterna o dall’acqua o dalla terra…. (energia da fonte rinnovabile!!!).

pompe di calore tipi

L’articolo terminava ricordando a tutti che non è tanto l’impianto, o l’energia che utilizzeremo per farlo funzionare, ad essere i migliori obiettivi della progettazione, quanto il progetto di come contenere al massimo la richiesta impiantistica ed energetica!

Il fotovoltaico è una ottima tecnologia quando lavatrici, lavastoviglie, illuminazione e fabbisogno di riscaldamento e raffrescamento sono limitatissimi, al minimo indispensabile! Dopo aver fatto tutto il possibile per progettare il risparmio, allora è il momento del fotovoltaico. Non prima!

Ma torniamo un attimo al costo dell’energia, parliamo dei contatori e degli addebiti sulle bollette di energia elettrica:

PdC contatori di energia elettrica

Ho letto che attraverso i dati riportati sulla bolletta è possibile ricavare parecchie notizie sui consumi di energia elettrica, e saputi interpretare nel modo corretto si possono risparmiare un sacco di soldi.

Nella fornitura in Bt > 30 KW

  • la lettura avviene in forma semidiretta
  • la fornitura in MT/AT la lettura avviene in forma indiretta (ARON)
  • la potenza viene calcolata ogni 15 minuti/primi.
  • il GM trifase registra la massima con la media dei 15′.

Su quanto sopra esposto posso immaginare quanti errori si verifichino. Certo bisognerebbe conoscere a fondo la materia… ed io non la conosco.

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Non sono contro il pellet

Coibentare le pareti, coibentare il tetto e sostituire le finestre sono senz’altro 3 mosse importanti per contenere il fabbisogno per riscaldamento, ma tra le difficoltà delle opere e la difficoltà di disporre del capitale per la loro realizzazione spesso ci si siede con il termotecnico a ragionare sugli impianti.

I prezzi del gasolio per riscaldamento, del metano o del gpl sono così cresciuti che la voglia di trovare qualche alternativa è tanta: una stufa a pellet può essere la liberazione dalle vecchie schiavitù?

Gli sgravi fiscali indicherebbero di sì, e i sacchi di pellet ormai li troviamo anche quando facciamo la spesa al supermercato, o possiamo non scomodarci e fare l’ordine su eBay.

professional-pellet-canada

Ma l’Italia sta imboccando la strada giusta oppure ha un’altra volta dimenticato di preparare una strategia energetica per i suoi cittadini? Tutto questo pellet che stiamo bruciando da dove viene?

pellet canadese

L’Italia è il primo importatore mondiale di biomassa da ardere. Gran parte del pellet importato arriva da Usa e Canada: loro esportano 400 milioni di dollari e noi? E noi prepariamo sgravi fiscali per incentivare l’installazione delle stufe a pellet per far esplodere le esportazioni di paesi più ricchi di noi?

Continuiamo a farci del male

Volevamo diminuire la dipendenza dai combustibili fossili e dare un taglio alle emissioni di CO2, e ci troviamo ad aver messo un’altra volta in difficoltà la bilancia dei pagamenti del nostro Stato. Sappiamo quel che facciamo?

trasporto pellet

Se l’invidia verso i numeri delle esportazioni di pellet di altri paesi ci lasciano indifferenti, possiamo almeno indignarci per la generazione di traffico intercontinentale di tonnellate di pellet, e poi via gomma fino alla porta di casa.

pellet su gomma

Non sono contro il pellet, volevo ragionarci con voi.


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La migliore posizione dei pannelli fotovoltaici

Sono d’accordo con chi non è d’accordo sull’installazione a terra dei pannelli fotovoltaici.

L’uomo ha coperto molto suolo, specialmente in alcune zone, ci mancherebbe solo la copertura dei prati con pannelli inclinati o inseguitori…

Paesaggio e pannelli fotovoltaici: dinanzi al progetto presentato dal Ministero della Difesa che prevede l’installazione di 70 ettari di pannelli a terra nel Parco naturale delle Vaude (Torino), Luca Mercalli suggerisce: “ma non sarebbe meglio usare i tetti dei 25.000 metri quadri di territorio costruito in Italia?”

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I limiti dello sviluppo e la decrescita necessaria

Riporto un bell’articolo di di Ugo Bardi |  del 17 dicembre 2012

Ugo Bardi

Nei romanzi di fantascienza di una volta, sembrava che nel ventunesimo secolo ci saremmo fatti vacanze sulla Luna tutti gli anni. E invece questo secolo si sta rivelando più simile a un romanzo di Dickens, quando ti raccontava di ragazzi vestiti di stracci che morivano di fame nella Londra dell’800. Ultimamente, per esempio, ho scoperto che ci sono persone nella mia città che stanno al freddo in questi giorni di inverno perché non possono permettersi il riscaldamento. Che le cose non vanno bene in Italia, lo sappiamo tutti.

I consumi petroliferi sono in diminuzione, quelli elettrici lo stesso e la produzione industriale crolla. E se l’Italia non sta bene, il resto nel mondo non sta meglio: la crisi è globale. Di fronte a questa situazione è curioso come siano deboli le soluzioni proposte: ridurre le spese per i servizi e aumentare le tasse per raccogliere risorse che, poi, dovrebbero “far ripartire la crescita.” La crisi, evidentemente, viene vista soltanto come un temporaneo incidente di percorso, rimediabile con piccoli aggiustamenti.

Ma se invece la crisi fosse irreversibile? Di questa possibilità non si legge sui giornali, ma era la conclusione alla quale era arrivato lo studio noto in Italia come “I Limiti dello Sviluppo” e del quale quest’anno ricorre il 40esimo anniversario. Era uno studio che prevedeva che l’economia mondiale avrebbe finito per contrarsi irreversibilmente sotto gli effetti negativi combinati del graduale esaurimento delle risorse minerali e dei danni generati dall’inquinamento – che oggi vediamo principalmente come cambiamento climatico. Quella dei “Limiti dello Sviluppo” è una lunga storia. Prima osannato e poi demonizzato per mezzo di una campagna denigratoria, era andata a finire che tutti o quasi si erano convinti che erano soltanto delle “previsioni sbagliate.” Ma non c’era niente di sbagliato in uno studio che quantificava una realtà indiscutibile: il fatto che non è possibile crescere all’infinito.

Lo studio non pretendeva di fare delle previsioni precise ma è impressionante vedere come la crisi in cui ci troviamo oggi corrisponde bene all’inizio del declino previsto dal “caso base” dello studio, ovvero quello basato sui dati che all’epoca erano ritenuti i più affidabili. Questo lo vedete nella figura, presa dalla copertina dell’edizione italiana del 1972. Notate come le curve per la produzione industriale e agricola cominciano a declinare a partire dal secondo decennio del secolo attuale.

produzione industriale e agricola

Lo studio ci permetteva anche di studiare come contrastare la crisi. Per esempio, può la tecnologia salvarci?

Apparentemente no. Anche con ipotesi estremamente ottimistiche sulla nostra efficienza e sulla nostra capacità di sfruttare di nuove risorse, lo studio trovava che, se il sistema continua a cercare la crescita ad ogni costo, finisce per collassare comunque, prima o poi.

Soltanto una serie di politiche mirate a stabilizzare il sistema economico e la popolazione poteva evitare il collasso. Se questa interpretazione è vera, ne consegue che tutto il dibattito attuale ha mancato completamente le ragioni della crisi: non si risolve niente con piccoli aggiustamenti finanziari. Il tentativo di “far ripartire la crescita” vuol dire solo sprecare le risorse che restano e che, invece, andrebbero utilizzate per sviluppare nuove strategie economiche basate su risorse rinnovabili.

In fin dei conti, lo studio dei Limiti dello Sviluppo ci dice una cosa molto semplice: ovvero che la decrescita è inevitabile: non è una scelta ma una necessità. E sembrerebbe difficile che sia una decrescita felice, come si stanno purtroppo accorgendo quelli che non riescono più a pagare la bolletta del riscaldamento.

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ma quale Classe A?

Riporto alcuni passi di un articolo scritto da Sergio Ferraris il 27 novembre 2012 su Tekneco:

Legambiente ha fatto le “termografie” agli edifici di 21 città italiane. Ci sono realizzazioni in Classe A che dovrebbero essere “declassate”.

termografia classe A

Come si comporta il patrimonio edilizio italiano esistente per quanto riguarda l’efficienza energetica? Questa è la domanda che si è posta Legambiente andando letteralmente a caccia, grazie a una termocamera in grado di rilevare le dispersioni termiche dall’esterno, degli sprechi energetici.

«Vogliamo incalzare governo, regioni e comuni affinché accompagnino con regole chiare e controlli la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio – spiega Edoardo Zanchini, vice presidente di Legambiente –. Dopo i ritardi e gli ostacoli posti nei confronti della certificazione degli edifici ora si deve cambiare passo. Occorrono controlli veri e indipendenti sugli edifici, e si devono aumentare progressivamente le prestazioni energetiche e il contributo delle fonti rinnovabili, perché è possibile ridurre fino ad azzerare i consumi delle case in cui viviamo. Scegliere questa strada è la migliore risposta alla crisi economica e per rilanciare il settore delle costruzioni e una battaglia nell’interesse dei cittadini che hanno il diritto di abitare in case a bollette zero».

Quasi tutti questi immobili sono «nuovi già vecchi» e hanno problemi evidenti, si legge nel rapporto.

«ravvisano problemi di elementi disperdenti, con distribuzione delle temperature superficiali estremamente eterogenee».

Ciò conferma il fatto che a buone prestazioni energetiche corrisponde non solo una buona scelta dei materiali, ma anche una buona posa in opera che non crei, nonostante i materiali, dispersioni e ponti termici.

Ma la vera sorpresa arriva dagli edifici progettati da architetti di fama internazionale, costruiti negli ultimi dieci anni. Le termografie realizzate su edifici costruiti a Milano e Alessandria da Fuksas, Krier e Gregotti, infatti, all’analisi a infrarossi presentano risultati simili a quelli di altri edifici recenti e di firme meno prestigiose, con difetti nelle superfici perimetrali ed elementi disperdenti nelle strutture portanti. «Se in tutti e tre gli edifici analizzati è chiara l’impronta architettonica che si voleva proporre – prosegue Zanchini – è invece da rivedere completamente l’attenzione all’efficienza energetica. Le regole previste dalle direttive europee per l’isolamento degli edifici valgono per tutti, e anche le archistar devono studiare se vogliamo tutti contribuire a migliorare la qualità dell’edilizia italiana».

Potete anche leggere quest’altro articolo: L’Aquila, le termografie bocciano 85 edifici del progetto C.A.S.E.

cosa Vi dico sempre io? …buone riflessioni!

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Friburgo per esempio

Friburgo, come altri centri del Nord (Vienna, Helsinki, Zurigo, ecc.) è servita da sprone a tante città italiane settentrionali che, nonostante i gravi problemi d’inquinamento e smog, sono impegnate nello sviluppo della mobilità sostenibile.

A Friburgo anche il percorso del tram è progettato come zona verde: più bello, meno polveroso, più salubre, più civile… Chi sa perchè idee così a noi non vengono nemmeno quando facciamo pìpì!? Il nostro sindaco non fa mai pìpì?

freiburg-verde

freiburg-verde 

 freiburg-verde

freiburg-verde 

freiburg-verde

E mentre usi il tram e viaggi per la città, il panorama che hai davanti appare così:

freiburg-verde

Parliamo di bici:

L’Italia dispone di 3mila chilometri di piste ciclabili urbane, l’equivalente di 3 città europee (Stoccolma, Hannover e Helsinki) e tantissimi capoluoghi hanno solo piccolissimi spezzoni di percorsi ciclabili.

Senza sottolineare la scarsità di piste ciclabili, l’Italia sembra proprio non capire quanto benessere portino agli italiani i ciclisti che sostituiscono gli automobilisti!

bici-lucchetto

Anche a Padova succedono cose inspiegabili:

il divieto di transito per i velocipedi, nel tratto di via Roma che va dall’incrocio con piazza San Marco fino al civico 30. Chi circola in bici potrà essere multato. Una misura decisa per assicurare l’incolumità di chi si muove a piedi. A vent’anni dall’inizio delle richieste di limitazione del traffico, oggi via S. Francesco è diventata una delle strade maggiormente percorse dalle biciclette in tutta Padova: ve ne passano 5.000 ogni giorno e assieme ai numerosissimi pedoni sono le vere protagoniste della vita della strada. A dir la verità, per esperienza diretta, ne passeranno anche 5000, ma purtroppo respirando i gas di scarico degli scooter che se ne infischiano altamente, di tutto e di tutti. La vigilanza sembra avere il prosciutto sugli occhi…

Sì, brontolo su tutto, e anche sul fatto che le bici si rubino come le caramelle: e nessuno ha visto, nessuno ha sentito, nessuno ha parlato!

 

Firma la petizione a Ruota Libera
Legambiente ti invita a firmare la Petizione per la sicurezza e la mobilità dei ciclisti per mantenere alta l’attenzione dell’Amministrazione Comunale sulla realizzazione e sistemazione delle piste ciclabili. E’ possibile aderire alla petizione compilando ed inviando il tagliando presente in questa pagina, oppure online sul sito www.legambientepadova.it.

 

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L’energia del futuro

Quando si parla di energia c’è sempre chi non crede nelle energie rinnovabili o pensa che possano solo servire "da contorno". Io ripeto sempre che se vogliamo consumare (leggi pure sprecare) come eravamo abituati… allora nemmeno un pianeta di scorta ci basterebbe!

 fer

Il fatto è che il risparmio energetico è una fonte di energia enorme e non ancora sfruttata. La sensibilità – così la chiamo io – per poterla sfruttare è, a mio parere, molto bassa. Ma è arrivato il tempo per cambiare strada – senza tante discussioni o sorrisi di fronte a chi è innamorato delle energie rinnovabili!

  • Non siamo capaci di progettare case senza impianti di riscaldamento tradizionale?
  • Non siamo capaci di progettare la coibentazione contro il caldo e sogniamo l’acquisto del condizionatore?

E’ colpa nostra – non delle fonti di energia rinnovabile che non ci bastano mai!

A chi non bastano due piattoni di pastasciutta forse bisognerebbe suggerire una dieta!
+ INVOLUCRO – IMPIANTI e anche – CONSUMI

Riporto un intervento di Paola Contini 

  In dieci anni il prezzo del gas è aumentato del 69%.
Oggi impostiamo la nostra politica energetica per i prossimi anni ed investiamo le poche risorse pubbliche per il futuro.
E arriva un governo di tecnici … 
E imposta su Gas e Petrolio …
Qualsiasi normo dotato, non troppo vecchio per capire, guarderebbe alle tecnologie già conosciute e si chiederebbe: quale sarà lo sviluppo?
Gli Stati Uniti vengono ritenuti tecnologicamente abbastanza avanzati anche se parliamo di pochi anni di distanza …
Hanno mandato una navicella su Marte …
c’è un gasdotto libico che la alimenta?
Hanno una prolunga lunga lunga?
A chi pagano la bolletta e che contatore avranno?
queste tecnologie sono sconosciute ed inapplicabili sulla terra ?
oppure sono perfettamente conosciute ed a disposizione di tutti?
Abbiamo dei governi che stanno facendo delle scelte e mi sembra giusto che i Tecnici veri come la Professoressa D’Orsogna intervengano a spiegare che queste politiche di cui loro sono a conoscenza non sono del secolo scorso … ma di due secoli fa’.
Adesso se pensiamo ad una politica energetica, almeno normale, dobbiamo pensare a non comprare combustibile e questa è la base della normalità …
Cosa faranno quelli che hanno le tecnologie quando noi avremo costruito i gasificatori e i pozzi di Petrolio?
Semplice: metteranno sul mercato le tecnologie di cui sono già ora in possesso ed annullaranno tutti i nostri investimenti
con una sonora risata.
All’idea che ci siano gli tanti italiani a pensare ad una prolunga lunga lunga
sto ridendo anch’io
(amaramente)

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Produzione combinata di calore ed energia

  Anche nelle più avanzate centrali a gas o a carbone il 45 – 60 % di energia  è persa come calore – scarto non utilizzato.  Negli edifici abbiamo proprio bisogno sia di calore che di energia, o mi sbaglio?

E’ possibile la produzione combinata di calore ed energia? Sarebbe uno dei modi più efficaci per generare sul posto, con fonti di energia primaria come il gas naturale, contemporaneamente  energia elettrica e calore!

 produzione-combinata-di-calore-ed-energia

Gli impianti di cogenerazione (CHP) stanno raggiungendo un’ altissima efficienza complessiva, fino al 90 % con drastica riduzione delle emissioni di anidride carbonica. La combustione aziona un motore che è collegato ad un generatore elettrico – pensate all’ alternatore delle nostre auto. In questo processo, il rifiuto, cioè il calore, per mezzo di scambiatori di calore, diventa riscaldamento e acqua calda.

Per una casa, o una bifamiliare, esistono sistemi di micro-CHP, detti anche nano-sistemi di cogenerazione che vengono installati in sostituzione di un riscaldatore tradizionale. Il livello di rumorosità impone un locale adatto.

La caldaia eVita di Remeha è una micro-CHP pensile a gas con potenza elettrica di 1 kW. Con il modulo a condensazione integrato ha una capacità di riscaldamento fino a 25 kW.

Così da un lato abbassiamo la bolletta elettrica riscaldando la casa, dall’altro l’energia elettrica in esubero può essere immessa nella rete pubblica.

In Germania gli impianti di cogenerazione sono sovvenzionati con 1.500€.

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Lampadine a fluorescenza compatte (CFL), lampadine a risparmio energetico

Le lampadine a fluorescenza compatte (CFL), a risparmio energetico, sono energeticamente efficienti, ma presentano molti problemi: il loro contenuto di mercurio, le emissioni di radiazioni UV e radio frequenze, elettricità sporca. Ho letto che le CFL emettono raggi ultravioletti di tipo C ed A, con danni alla pelle umana.

lampadina-cfl

Già parlando di elettrosmog raccomandavo di stare alla larga dalle lampadine a risparmio energetico evitando la distanza ravvicinata: liberiamo la scrivania e i comodini almeno!

Se succede una rottura accidentale delle lampadine a risparmio energetico i valori di mercurio nell’ambiente chiuso salgono improvvisamente a livelli pericolosi: spalanchiamo immediatamente le finestre e lasciamo quell’ambiente.

E’ un po’ incomprensibile il fatto che sia un argomento molto ignorato e sottovalutato e il genocidio delle lampadine tradizionali da compiersi entro il 2014 appare anche un po’ strano.

lampadina-incandescente-e-cfl

La verità è che non si conosce la verità! Nel dubbio proteggiamoci:

lampadina-cfl-test

Anch’io avevo cominciato il mio cammino verso le CFL, un cammino in verità molto lento, ma solo per il fatto che il tipo di luce da CLF mi è sempre stato antipatico e di tonalità fastidiosissima.

Poi, col tempo, ho trovato qualche lampadina più "accogliente" ed ho iniziato a fare mini scorte, anche in base alle offerte a prezzi a volte veramente vantaggiosi.

Oggi ho lasciato questo tipo di lampadine a risparmio energetico in qualche zona poco frequentata, in terrazza, per le scale e in giardino. Devo ammettere che le scorte non stanno durando poi tanto: le migliaia di ore di funzionamento pubblicizzate non le ho mai raggiunte e sono anche persuaso che si guastino con una certa preoccupante facilità. Alcune di queste FLC emettono un odore poco raccomandabile… per cui sono state subito confinate in giardino. Giusto per non gettarle o giustiziarle sul posto!

Mi illumino molto di meno, e cerco di non andare a letto tardi. La sera leggo con delle mini torce a LED (anche da "pinzare" al letto) alimentate da una batteria AAA. In camera non ci sono luci, nè a soffitto, nè altrove. Le vecchie lampadine tradizionali continuano a bruciare nel resto della casa, quel che serve, non un minuto più del necessario.

Piano piano sto passando al LED sotto forma di lampadina tradizionale, Ikea ha cominciato con le piccole E14, costosette ancora!

Altre luci sono mie creazioni e viaggiano a 12 Volt con vecchie dicroiche "immortali". Che con tutta calma sostituirò con LED per attacchi tipo G4.

led

Il resto sempre candele! Con la VMC che va 24 ore al giorno, non ci preoccupiamo nemmeno più del bruciare della candela: l’aria è sempre fresca e pulita.

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Progettare il comfort

 Avete sentito di cosa parlava Luca Mercalli l’altra sera? Strategie per il futuro… comfort

Beh sapete quanti articoli ho dedicato a spiegare la coibentazione, ma senza dimenticare che il fine di tutto non è il risparmio sulla bolletta per riscaldamento e raffrescamento… è il comfort che ottengo! Ho scritto molti posts anche per far notare che un isolamento termico non vale l’altro: alcuni materiali ci proteggono dal freddo ma non dal caldo. E la loro posizione influisce enormemente.

Ricordo a tutti che il comfort va progettato, e non delegato agli impianti: gli impianti devono solo fare quello che non si è riusciti a fare, ma solo quello!

 casa

Luca Mercalli definisce il comfort come una delle cose più importanti della modernità.

Pensiamo alle cose importanti! il comfort, l’acqua calda in casa. Occupiamoci di salvaguardare il nostro benessere e gettiamo il superfluo! Usiamo le nostre risorse economiche per garantirci da mangiare e per avere una casa confortevole! Facciamo un orticello e coibentiamo la casa!

Per precisione devo ammettere che ha parlato anche di pannelli solari per la produzione di acqua calda, ma io non comincerei mai da lì: sapete che sono fanatico delle soluzioni di risparmio ancor prima di pensare alle fonti energetiche alternative (sole, vento ecc) perchè la mia coscienza non è in pace fino a chè non ho fatto tutto il possibile per ridurre il bisogno di energia.

Solo quando avrò compiuto ogni sforzo per il risparmio, sarà il momento di chiedere aiuto al sole, al vento ecc. e non prima! Se posso ottenere energia gratis dal sole è una cosa bellissima, un dono della tecnologia attuale, ma è una cosa simile al farsi pagare la bolletta dalla nonna… Prima devo contenere i miei consumi, poi posso chiedere un aiuto finanziario a mia nonna! Sapete che la penso così.

Così per il fotovoltaico: capitemi bene, il fotovoltaico è una ottima tecnologia quando il nostro consumo elettrico è limitatissimo, al minimo indispensabile! Quando ho fatto tutto il possibile per progettare il risparmio, allora è il momento del fotovoltaico. Non prima! Mai prima!

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Il surriscaldamento estivo è opera nostra o del sole?

L’estate è alle porte. Non ci siamo decisi per la coibentazione del tetto, nè per l’isolamento delle pareti esterne, nè abbiamo sostituito i serramenti. Della ventilazione confortevole abbiamo letto…, ma senza convinzione.

Cosa fare ora contro il caldo?

surriscaldamento-estivo

Mi armerei di un paio di termometri igrometri tanto per essere più documentato e per quest’estate, tanto per adesso il cappotto non lo faccio, inizierei a cambiare le mie abitudini più sbagliate per vedere cosa ottengo con il mio impegno. Forse la casa non si surriscalda più come prima. Come minimo

  1. ombreggio le finestre (una finestra può dare anche 1000Watt di energia)
  2. faccio ventilazione notturna.

In generale è più colpa nostra che del sole se l’ambiente si surriscalda (chi ha tagliato quel bel vecchio albero che faceva tanta ombra?):

  • già che viviamo, il nostro apporto è 38°
  • cuciniamo 100°
  • inforniamo 220°
  • la televisione 68°
  • il computer 45°
  • i vari trasformatori lasciati inseriti 45°
  • la lavatrice 60°
  • il frigorifero 80°
  • l’aspirapolvere 50°
  • la lista potrebbe continuare all’infinito….

… e alla fine la casa non assorbe più energia e la temperatura inizia a salire.

Che poi tutto questo elenco è semplicemente il principio base della casa passiva: i guadagni gratuiti di energia! Solo che ci comodano molto d’inverno e non d’estate!

Spesso viviamo le case senza capirne il funzionamento, un po’ come quando guidiamo, usando solo i piedi!

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Calcolare la classe energetica della propria casa

Cos’è una Casa in Classe A? Lo sapete tutti?

classe-energetica

La classe energetica somiglia all’adesivo degli elettrodomestici, ma indica il consumo annuale di una casa, espresso in Kwh per metro quadro (kWh/mq anno).

La maggior parte delle case italiane è in classe G  o inferiore, sulle nuove costruzioni spuntano insegne dove si legge “alto risparmio energetico” …in che classe saranno? Ma quanto consumeranno veramente?

La casa consuma per come è costruita e per come noi ci comportiamo: anche noi che la abitiamo e la conduciamo abbiamo grande influenza sui consumi! Ma per quanto bene noi ci sforziamo di condurla non riusciremo mai ad andare oltre ad una certa soglia di risparmio: la casa che abbiamo più di tanto non può trattenere il calore!

Ma se l’argomento ci piace tanto, perchè non scoprire da soli la calsse energetica della nostra casa? Amiamo tanto la classe A e non sappiamo nemmeno di che classe è la nostra vecchia casa? Il Decreto Legislativo vuole la nostra autodichiarazione dove come proprietario dell’immobile affermo che l’edificio è di classe energetica G.    Ma forse la nostra casetta è più “passiva” di quel che pensiamo!

Mettiamoci al lavoro! Carta e matita:

Avete da pochi mesi compilato il modello del Censimento, bisognava misurare i metri quadri della nostra abitazione. Fatto? …Bene! conoscete la Vostra superficie utile complessiva!

Descrivo i miei, consumi, poi ognuno può calcolare facilmente la propria classe energetica!:

  • 113 mq + 113 mq del B&B + 50 mq netti (su 3 piani)
  • 2 caldaie a condensazione: una gestisce l’impianto radiante a pavimento dell’ultimo piano, l’altra l’impianto a radiatori del piano terra e primo
  • 1 VMC decentralizzata in un solo ambiente da 60 mq (sottodimensionata, ma da una mano!)
  • 1 VMC decentralizzata al piano terra, 50 mq
  • contatore del gas unico, non si distinguono i consumi
  • acqua calda sanitaria ACS istantanea per entrambe
  • consumi per riscaldamento + ACS annuo 2.530 metric cubi
  • di cui per sola ACS (maggio-agosto) per 4 mesi estivi 30 metri cubi

Premessa:

  1. è corretto considerare il rendimento dell’impianto a gas metano pari allo 0.85 (quindi 85 %)
  2. è abbastanza corretto confrontare così l’energia:
    • 10kWh= 1 litro di gasolio circa
    • 10kWh= 1 metro cubo di gas circa
    • 10kWh= 3 o 4kg di legna, dipende dalla legna

Forza! .. corriamo a calcolare!

  • trasformo i metri cubi di metano consumati in kWh:  2.530 mc * 9,5 = 24.035 kWh
  • divido il consumo trasformato in kWh per la superficie netta:  24.035 / 276 = 87 kWh/mq anno

rendimento-stufa-legna

Avevo dimenticato un altro consumo: la legna per la stufa! aggiungiamola al calcolo:

  • trasformo i 1.000kg di faggio (che brucio) in kWh:  1.000 /3,5 * 10 = 2.857 kWh
  • peggioro il risultato per colpa del rendimento stufa:  2.857 kWh / 0,60 = 4.761 kWh
  • divido la legna trasformata in kWh per la superficie netta:  4,761 / 276 = 17 kWh/mq anno

Beh, abbiamo scoperto che la mia casa in zona climatica E, è anche in classe energetica E.

calcolo della classe-energetica

A livello Nazionale vale questa tabella:

Classe A+  <16,25 Kwh/mq anno
Classe A     tra 16,25 e 32,5 Kwh/mq anno
Classe B     tra 32,5 e 48,75 Kwh/mq anno
Classe C     tra 48,75 e 65 Kwh/mq anno
Classe D     tra 65 e 81,25 Kwh/mq anno
Classe E     tra 81,25 e113,75 Kwh/mq anno
Classe F     tra 113,75 -162,5 Kwh/mq anno
Classe G    > 162,5 Kwh/mq anno

   

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Dopo la casa passiva, o prima

 Sarà bene pensare alla mobilità.  Oltre alla bicicletta:

Dopo la casa passiva

un’elettrica due posti veri con quattro freni a disco, cinture a quattro punti per il posto anteriore e a tre punti per quello posteriore, oltre all’airbag per il conducente.

Dopo la casa passiva

  • 7 kW/9 CV, coppia massima di 33 Nm disponibile già all’avviamento, velocità massima di 45 km/h (potrà essere guidata anche dai quattordicenni
  • 13 kW/17 CV, 57 Nm di coppia, velocità di 80 km/h.
  • piano di noleggio delle batterie elettriche. Canoni più bassi di quelli per l’i Phone…
Dopo la casa passiva

 

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VMC ad acqua?

 Se seguite questo sito, oramai avrete capito quanto io tenga alla Ventilazione Meccanica Controllata: e non tanto per il recupero del calore quanto per la più buona qualità dell’aria interna.

Secondo me, l’aspetto più vicino al tema dell’efficienza energetica di una casa è proprio il recupero del calore, quello che si può ottenere dall’aria viziata in uscita e che può essere ceduto all’aria fresca entrante.

Ma nessuno ha mai pensato di recuperare il calore dell’acqua sporca in uscita che potrebbe essere ceduto all’acqua fresca entrante?

powerpipe

Qualcuno ci ha pensato: è una società canadese. Si sfrutta l’acqua (calda) di scarico per preriscaldare l’acqua fredda in arrivo!

 Io sono fanatico delle soluzioni di risparmio ancor prima di pensare alle fonti energetiche alternative (sole, vento ecc) perchè la mia coscienza non è in pace fino a chè non ho fatto tutto il possibile per ridurre il bisogno di energia.

[Coscienza dall' ant., lett. conscienza, conscienzia: la consapevolezza che mi permette di avvertire quanto avviene in me e nei miei rapporti con il mondo esterno]

Quando si è compiuto ogni sforzo verso il risparmio, allora è il momento di chiedere aiuto al sole, al vento ecc. e non prima! Se posso ottenere energia gratis dal sole è una cosa bellissima, un dono della tecnologia attuale, ma è una cosa simile al farsi pagare la bolletta dalla nonna… Prima devo contenere i miei consumi, poi posso chiedere un aiuto finanziario a mia nonna! La penso così.

RenewABILITYEnergy Inc., società canadese che offre soluzioni di risparmio energetico, propone Power-Pipe: uno scambiatore di calore che utilizza l’acqua calda di scarico per riscaldare l’acqua fredda in arrivo.

Più le case diverranno edifici coibentati più alti (in relazione) saranno i consumi energetici familiari per il riscaldamento dell’acqua. Ridurre, quindi, questa componente diventerà una nuova priorità.

Grazie all’avvolgimento del tubo di scarico del sanitario con strati di bobine di rame altamente conduttive il calore può essere "catturato" con facilità. Power-Pipe è venduto anche in un kit per l’installazione "fai-da te".

"Il calore recuperatelo da te"

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Edifici ad energia zero? dipende

I super edifici ad energia zero possono anche essere una farsa!

casa-energia-zero

Chiunque potrebbe dire <<la mia casa è una Zero Energy>>

Se prendo una casa in classe G (una come quasi tutte in Italia) e metto tanto fotovoltaico tanta energia mi serve…

fotovoltaico-costi

E non guardiamo solo al fabbisogno termico!

…cosa ci interessa se spendiamo 150€ per riscaldamento quando magari ne spediamo 1.000 per illuminazione e tutto il resto? …direi che abbiamo sbagliato qualcosa! O no?

E’ vero che una pompa di calore è prestante, ma attenzione al costo rispetto ad una caldaia!

Per curiosità simuliamo un edificio in Classe G con caldaia e pompa di calore e vedrete che è molto performante mentre confrontando un edificio da soli 20 kWh/mq anno la differenza di risparmio è poca: calcolate il costo della pompa di calore + accumuli etc. … ne vale la pena?

pompa-di-calore-costi
I committenti sono in gran confusione, ma anche noi professionisti non scherziamo ;-) ed è il nostro lavoro! e ci chiamano professionisti per questo! lo siamo davvero! facciamo autocritica sempre!

Supponiamo di avere una casa di 100 mq con un fabbisogno di soli 15 kWh/mq anno:

  • il consumo di riscaldamento con sole resistenze elettriche sarebbe pari a 1.500 kWh/mq anno
  • costo di investimento fornito e posato? 1.600 €
  • manutenzione? nessuna!
  • veloce da posare? un lampo!
  • nessun camino
  • niente gas
  • bolletta? circa 300 € + ACS integrata da solare
  • installare un impianto fotovoltaioco per consumi tanto bassi? spendere 12.000€ per avere 3 kWh di energia elettrica?

Torniamo sulla terra! Da dove siamo partiti? …ah sì, dalla nostra futura casa…! Costruite bene la casa e risparmierete denaro!

  • Tutta l’attenzione deve andare all’involucro! alla coibentazione!
  • Meglio coibento e sigillo la casa e meno importanti diventano gli impianti !
  • Il riscaldamento e il raffrescamento non sono altro che la conseguenza prima della scarsa progettazione. 

Comprendete cosa intendo ?

Ambite a costruire case efficienti quanto una Passivhaus ad un costo uguale al tradizionale? Allora esagerate col fotovoltaico, col solare! Che però costano anche loro!

Lasciate stare gli incentivi… costruite meglio che potete!


>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto:

studio-termico-marco-de-pinto

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Ermeticità all’aria

 Scrivo questo articolo dopo aver ricevuto un commento al precedente "Ermeticità all’aria dei serramenti" da parte dell’Ing. Giandonato Disanto. Il commento terminava così: " i serramentisti producono serramenti a tenuta stagna e non si rendono conto delle conseguenze". Qui trovate il commento per intero.

 tenuta-allaria-serramento

Il cammino verso il risparmio energetico inizia spesso dalla sostituzione dei serramenti e in alcuni casi prosegue con interventi di isolamento dell’involucro, con interventi sugli impianti e (quasi mai) con la progettazione dell’impianto di ventilazione meccanica con recupero di calore. Questa è la situazione di oggi, sicuramente evolverà.

isolamento esterno

Una volta sigillato l’edificio con i nuovi serramenti le dispersioni sono senz’altro più basse, ma la mancanza dei vecchi spifferi provoca anche un abbassamento della qualità dell’aria. Arieggiare gli ambienti diventa non solo buona regola, diventa necessità assoluta. Di come arieggiare intelligentemente ho già scritto in un precedente articolo che consiglio di rileggere.

La formazione di condense e muffe nelle zone fredde degli ambienti, di cattivi odori, le liti tra proprietari ed inquilini e le malattie per assenza di ricambio continuo e costante dell’aria interna sono indice che la buona ventilazione dei locali spesso è inattuabile per svariati motivi oppure sottovalutata (non scendiamo nel campo degli ambienti pubblici e di ristorazione dove ci sarebbe altrettanto, o peggio, da dire).

Il ricambio d’aria di tot volumi ogni ora è assolutamente necessario! Ma perchè ci troviamo a questo punto? per mancanza di informazione, credo! 

La finestra con il vetrocamera che chiude bene è entrata nelle idee di chiunque e così anche un pannello sul tetto che scalda l’acqua (a volte confuso con quello fotovoltaico, ma ora non ci importa approfondire la confusione), mentre è più che sconosciuto l’impianto di ventilazione meccanica controllata, la vmc. Di conseguenza anche i benefici e i motivi per cui l’installazione sarebbe indispensabile sono lontani dalle idee comuni.

A dispetto di questa non conoscenza, la vmc è un marchingegno che recupera energia: l’energia che possediamo già in casa, la prima vera energia alternativa (già disponibile), quella che gettiamo dalla finestra!

Il recupero del calore è la forma più immediata di risparmio energetico, ma se è chiaro che raccogliendo la plastica la si può riciclare, non è conosciuto che dell’aria calda della casa possiamo recuperare il calore.

Tornando al commento dell’Igegnere, …è tutto esatto, condivido! Però non chiediamo ai serramentisti di produrre finestre non a tenuta. Non sono loro che non si rendono conto delle conseguenze! E’ il progettista che deve aiutare il committente a capire o come spesso accade è il committente che deve richiedere la vmc a gran voce e con sicurezza al suo progettista. La vmc non è un di più, non è un lusso alla moda.

Di cosa l’uomo non può fare veramente a meno? Dell’aria! Diamole la precedenza su tutto!

Monitorare i consumi di gas luce e acqua

Ci insegnao che la casa del futuro, quella che consuma poco o nulla, o quella che produce più energia di quanta ne bruci deve avere certe caratteristiche: dev’essere costruita in un certo modo e deve avere certi impianti.  Credo che manchi un dettaglio!

la-casa-del-futuro

Chi vivrà nella casa del futuro deve conoscerne e capirne caratteristiche e impianti e poi comportarsi appropriatamente. Anche alla guida di una Golf possiamo ottenere buone prestazioni, comfort e parchi consumi, a patto di guidare con le gomme gonfie, i finestrini chiusi, bagagliaio vuoto, e giù i tre materassi dal portapacchi.

I comportamenti di chi abita e usa la casa sono determinanti per ottenere i bassi consumi e gli alti livelli di comfort previsti dalla progettazione!

la-casa-del-futuro-tetto-in-paglia

Il discorso non vale solo per le case del futuro. Le case del passato devono essere gestite con altrettanta intelligenza e lungimiranza per non essere più dispendiose di quel che già sono!

Mettiamoci all’opera! facciamo tutto quello che è nelle nostre possibilità e capacità per tagliare i consumi:

  • Primo passo: monitoriamo i consumi!

Solo così possiamo accorgerci di come i nostri comportamenti influenzino veramente i costi di gestione della casa!

 Ho preparato un foglio dove potrete annotare le letture del contatore di luce gas e acqua mese per mese

Per utilizzarlo potete scaricarlo qui sotto nel formato che preferite:

foglio per monitorare luce gas acqua

foglio per monitorare luce gas acqua

Chi volesse diventare un disobbediente e abbandonare una volta per tutte Microsoft in favore di OpenOffice, software libero e gratuito, può informarsi cliccando qui sotto:

scaricare open-office

e guardando questo stralcio di Report:

 Tra qualche mese, quando avrete annotato diligentemente tutte le letture dei vostri contatori non sentirò più frasi del tipo:

 Anch’io un giorno mi farò una casa tipo casaclima che non consuma niente. Ma quanto consumi di gas? boh non so!

L’anno scorso siamo entrati in casa nuova, pannelli solari e cappotto da 6 e abbiamo consumato come sempre. Ma quanto hai consumato in un inverno? boh non so!

Sto pensando di mettere i pannelli solari così almeno d’estate ho l’acqua calda gratis. Ma quanto gas hai consumato in tutta l’estate? boh non so!

Ho cambiato tutte le lampadine perchè arrivavano bollette da paura, inutilmente. Devo decidermi a cambiare lavatrice e lavastoviglie e prendere qualcosa tipo classe A+. Ma a che temperatura fai i lavaggi? boh non so, li fa la donna che mi tiene la casa! (come quel tipo che prestava la Porsche a suo figlio il sabato e la domenica era in riserva! chi sa perchè?)

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Acqua calda sanitaria e riscaldamento

Una volta ben isolata la casa, le perdite di calore per trasmissione saranno bassissime: il fabbisogno di calore per quanto riguarda il riscaldamento  indica che possiamo installare una caldaia da 6KW!

Ma la caldaia sarebbe abbastanza potente per fornirci anche l’acqua calda sanitaria?

L’acqua, di quanta energia ha bisogno per innalzare la sua temperatura di 1 grado Kelvin?

1,163 Wh/(kgK)

Questo valore è detto calore specifico ( c ) e l’acqua è la sostanza con il più alto calore specifico ( Calore specifico H2O = 1 kcalh/KgC° ).

Se per fare la doccia consumiamo in 5 minuti 50 litri di acqua calda, che vogliamo riscaldata da 10° a 40°C, il calore richiesto lo calcoliamo così:

Q = 50 litri /doccia * 1,163 * 30° Kelvin

ottenendo 1.744 Wh/doccia

e cioè abbiamo bisogno di una energia pari a 1,7 kWh

Nella realtà, quando l’impianto non prevede accumulo di acqua calda sanitaria, la caldaia deve produrla istantaneamente, perciò serve grande potenza istantanea:

10 litri /minuto * 60 minuti * 1,163 * 30° Kalvin = 20.934 Wh e cioè 21 kWh

Inutile lamentarsi, se non vogliamo l’accumulo di acqua calda sanitaria dobbiamo per forza installare una Ferrari! Tutto cambia se l’accumulo è previsto:

accumulo-100-litri-per-acqua-calda-sanitaria

installiamo la nuova caldaia da 6KW di potenza e utilizziamola per riscaldare i 100 litri dell’accumulo da 10° a 60°C:

100 litri * 1,163 * 50° Kalvin = 5.815 Wh  e cioè  5,8 kWh

In poco meno di un’ora l’accumulo è in temperatura e l’interruzione del riscaldamento di un’ora è praticamente impercettibile in una casa ben isolata e riscaldata a bassa temeratura.

E installando un impianto solare si alleggerisce ancora di più il lavoro della caldaia.

L’alternativa potrebbe essere riscaldare istantaneamente l’acqua della doccia con l’elettricità:

acs-istantanea-doccia

ma chi dispone in casa di 8.5kW~220V~40Amp per produrre 4 – 5 – 6 litri di acqua calda al minuto, a seconda della temperatura di mandata?

accumulo-acs-e-solare-con-vmc

In conclusione, prevedendo un accumulo di acs e, ancor meglio, integrando l’impianto con il solare, possiamo permetterci una caldaia con bassa potenza:

Non devo più allacciarmi alla linea del gas: un piccolo passo verso la libertà.

Ma sono sicuro di aver fatto un buon ragionamento?

  • stop alle bollette del gas
  • stop ai fumi
  • stop ai controlli dei fumi
  • stop al pagamento dei bollini verdi
  • stop ai controlli annuali
  • stop alla richiesta di allacciamento alla linea del gas
  • stop alla linea del gas nella nostra proprietà
  • stop (se siamo ancora in tempo) alla costruzione della canna fumaria

Sembra veramente una piccola vittoria.

Ma sono sicuro di aver fatto un buon ragionamento?

Per farmi la doccia con acqua riscaldata dal sole (in parte) e togliermi il gas di torno, mi sono avventurato

  • nell’acquisto di una costosa pompa di calore
  • nell’acquisto di un accumulo per acs
  • nell’acquisto di un impianto solare termico per non spremere in continuazione la pompa di calore
  • in una bolletta elettrica più slata

Ma quanto mi sta costando ogni doccia che faccio?

Forse la solita caldaietta istantanea da 26KW da 1.600euro non era poi una scelta tanto stupida. ;-)


>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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 esperto casaclima

Risanare o demolire è meglio che costruire

Il dossier presentato ad Agosto dal WWf parla del 2009 come l’anno del cemento. L’Italia è ormai una specie di città diffusa che sembra più una metastasi che una città:

  • oltre 3,5 milioni di ettari, di cui 2 milioni di terreni agricoli, divorati dal cemento negli ultimi 15 anni (una superficie grande quasi quanto il Lazio e l’Abruzzo messi insieme);
  • oltre 8.000 comuni e 8.000 piani regolatori diversi
  • 12,8 milioni di edifici
  • 27 milioni di unità abitative (per il 20% non abitate!).

Il tutto collegato da più di 200.000 km di strade che frammentano il territorio come fosse un mosaico.

Come spiegheremo questa cementificazione ai nostri figli?

 

Risparmi dalla ventilazione meccanica controllata

 Sempre a parlare di energie alternative, …dal sole, dal vento, dalle maree e dal e dal e dal…

Quando impareremo che la prima energia alternativa è il risparmio energetico?

Io fatico sempre a convincere i miei interlocutori, tutti intenti a voler spendere meno, tutti intenti a risparmiare, ma l’energia che possiedono già in casa, la prima vera energia alternativa (già disponibile), la gettano dalla finestra.

Il recupero del calore è proprio la forma più immediata di risparmio energetico: è o non è una energia alternativa?

schema-vmc

La ventilazione meccanica controllata, la vmc, recupera il calore presente nell’aria da espellere e lo fa con efficienze altissime consumando una minima energia per far girare il ventilatore. Tutto il calore recuperato viene trasferito all’aria nuova che viene immessa in casa.

Questa volta ho evitato di parlare dei benefici del comfort in casa, ho parlato solo di energia risparmiata.

Come dimensionare gli impianti per il riscaldamento?

 Il sogno di una casa nuova e ben isolata si sta per avverare. 

tag-dimensionare-gli-impianti-in-una-casa-nuova

Abbiamo scelto un ottimo sistema a cappotto, per qualità e spessore, abbiamo ordinato un tetto nuovo alla regola dell’arte e ci proteggerà pure dal caldo grazie alle sue ottime doti di sfasamento, i serramenti saranno a doppia camera, sì, triplo vetro! Cosa si può fare di più?

Possiamo chiedere al nostro termotecnico di chiudere il cerchio: NON sovradimensionare gli impianti, Ti imploro!

tag-impianti-per-casaclima

Vorremmo un aliante bianco leggerissimo con un’enorme poltrona di finta pelle blu da DC9? e una bici da corsa da 7kg con grosse coperture da cross? 

Abbiamo preparato il progetto della nostra nuova casa come fosse una Formula 1 e adesso ci facciamo installare il motore di un camion?

Ma siam pazzi? come dice qualcuno…

Un’altra cosa: se abbiamo costruito una classe A non possiamo dimensionare gli impianti guardando l’indice energetico! Sarebbe facile ma non avrebbe senso: una casa in classe A di Palermo ha esigenze ben diverse da una casa in classe A di Dobbiaco.

Quindi?

Quindi dobbiamo chiedere al termotecnico di darci il meglio di sè.

tag-fabbisogno-termico

Poniamo che la nostra futura casa in classe A in centro-nord Italia abbia

  • un involucro tanto ben isolato da avere un coefficiente medio di trasmissione intorno a 0,20 W/(m2K), un U medio molto buono!
  • perdite di calore per trasmissione di soli 7.600 KWh/anno
  • perdite di calore per ventilazione di soli 1.400 KWh/anno
  • guadagni di calore per carichi interni di 2.600 KWh/anno
  • guadagni di calore dovuto al sole di 1.600 KWh/anno

il fabbisogno di calore per quanto riguarda il riscaldamento  è pari a (7.600 + 1.400 - 2.600 - 1.600)= 4.800 KWh/anno.

Basso vero? allora non lasciamo installare una caldaia da 24KW come al solito!

E se siamo un po’ decisi, e propensi al rischio, e accettiamo che la natura non si domina, possiamo anche chiedere al termotecnico di installare qualcosa senza considerare proprio le condizioni di carico termico più gravose. Ci metteremo il maglione quei pochi giorni freddissimi, o cucineremo di più!

Temperatura esterna di progetto -5° : significa che gli impianti sono adeguati per farci mantenere i 20° anche a -5° esterni.

 

 

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Nuove finestre: usiamole bene e combatteremo anche la muffa!

  Come usare al meglio le nostre finestre? magari nuove, appena installate, del tipo con trasmittanza ultra bassissima.

tag-nuove-finestre

Imparare ad usare le finestre non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso e le finestre nuove?

Le finestre non portano solo luce in casa, ci permettono di fare entrare aria fresca al posto di quella interna consumata e viziata.

Abbiamo appena portato in temperatura tutti gli ambienti e adesso dobbiamo cambiare aria? Sì, dobbiamo. La ventilazione è importante, fa uscire l’alta concentrazione di Co2 e insieme anche l’umidità accumulata. D’inverno quando la temperatura è bassa, l’aria nuova che entra è veramente secca e ci aiuta a riportare l’umidità interna a valori più normali.

Leggendo un termoigrometro ambiente ve ne accorgete immediatamente, inoltre sareste in grado di sapere durante la giornata qual’è stato il livello più alto e più basso di umidità e temperatura interne. Usate uno strumento come questo:

Meno umidità tratteniamo in casa meno condensa può avvenire.

Come ventilare correttamente gli ambienti:

  • ventilare spesso e mai più di 3 minuti (raffredderete l’aria, ma non i corpi)
  • spalancare le finestre (mai usare l’antaribalta che raffredda l’imbotte della finestra)
  • ripeterlo anche di notte, sì mentre si dorme! ma dai che sto scherzando! però bisognerebbe.

tag-ventilazione-non-correttatag-ventilazione-non-corretta

Siete pigri? Volete sempre un clima perfetto? Da fuori entrano rumori, pollini e zanzare?

La ventilazione meccanica è un aggregato ancora sottovalutato, un po’ per il costo, ma molto per la mancanza di informazione credo.

E’ comunque un marchingegno che recupera il calore e dunque un buon alleato nella battaglia alla bolletta più bassa! A prescindere dall’isolamento!

  • consumereste meno gas,
  • aumentando il comfort,
  • filtrando l’inquinamento atmosferico.

 

 

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Aerazione cucina, i fori permanenti

Tutti sappiamo che dove sono installati degli apparecchi a gas di cottura e/o a circuito di combustione aperto è necessario che siano presenti una o più aperture di ventilazione permanenti verso l’esterno con precisi requisiti. L’aerazione non serve solo ad evitare l’eventuale formazione di miscele con tenore pericoloso di gas non combusto, è anche indispensabile per lo smaltimento dei prodotti della combustione!

Ma se abbiamo compreso che per ottenere un’elevata efficienza energetica dobbiamo "tappare i buchi" della nostra casa, perchè non preveniamo questo problema risolvendolo alla fonte?

Basta col gas! Passiamo all’induzione!

tag-basta-col-gas

I consumi dei piani cottura a induzione sono ridottissimi perchè quasi la totalità della potenza assorbita viene trasmessa alla pentola. I piani cottura a gas o elettrici, fiamme o piastre roventi, ne disperdono una buona parte. Dal punto di vista dell’efficienza energetica l’induzione è perfetta!

tag-fori-ventilazione

 

Lampadine a basso consumo = Elettricità sporca

Forse l’unica salvezza sono le candeline di Ikea.

Le lampade fluorescenti compatte (LFC), le lampadine a basso consumo per capirsi, presentano 3 problemi:

  1. radiazioni elettromagnetiche fino a 1 metro di distanza
  2. mercurio (non toccate o inalate il contenuto: vapori di mercurio!) fino a 5 mg.
  3. radiazioni UV.

tag-lampadine-a-risparmio-energetico pericolosità

quindi, anche se la UE impone questi prodotti, non mancano minacce nascoste!

E l’illuminazione a led?

vale sempre il motto:

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Compatibilità del camino a ricevere i condensati dei prodotti della combustione di caldaie a condensazione

Quando si decide di sostituire la vecchia caldaia con una a condensazione è necessario valutare la fattibilità dell’operazione altrimenti…

tag-condensa-canna-fumaria

Altrimenti il camino avrà dura e breve vita.

In alto la foto del camino con un inverno alle spalle.

Qui sotto lo stesso camino dopo due inverni:

camino-caldaie-a-condensazione

I sistemi fumari asserviti agli apparecchi a condensazione sono sistemi ad umido. Pertanto i condotti fumari possono operare in pressione o in depressione. Nella maggior parte dei casi, i condotti fumari delle caldaie a condensazione funzionano in pressione e ad umido.
Si deve verificare, la compatibilità del camino a ricevere i condensati dei prodotti della combustione. Spesso i camini/canne fumarie esistenti non sono compatibili per il funzionamento ad umido.

L’intubamento del sistema, nella maggior parte dei casi, è la soluzione. 

La caldaia a condensazione ci aiuta a risparmiare? Leggi

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con 1 kW

si stirano 15 camicie

kw
si preparano 70 tazze di caffè

kw
si guarda la televione per 7 ore

kw
si mantiene un frigorifero di 300 litri per 2 giorni

kw
si inforna 1 torta

kw
si fa una lavatrice

kw
si tiene accesa per 90 ore una lampadina a basso consumo da 11 watt

kw
si tiene accesa per 17 ore una vecchia e romantica lampadina da 60 watt

kw

Liberare la casa dagli allacciamenti di gas e luce? 1°trattato d’indipendenza:

 Camminavamo insieme per i sentieri sulle colline, e da quello che diceva si considerava parte del paesaggio, parte dei nostri possibili programmi.

Diceva che era importante essere autosufficienti, ma non potevamo andare avanti con la sola idea di sopravvivere. Diceva “dobbiamo fare delle cose che ci piacciono e ci divertono, anche, e hanno un effetto sul mondo di fuori. Non possiamo stare qui come dei rifugiati, dobbiamo trovare un modo di vivere che faccia rabbia, non compassione. Dobbiamo puntare a costruire un insieme più ricco e complesso di una famiglia, raccogliere in questo posto una varietà di persone che vogliono abitare vicine e dedicarsi ad attività diverse, anche non legate direttamente alla terra”.

Diceva “ci dev’essere altra gente che ha voglia di vivere al di fuori di tutte le scelte obbligate, e se lo sogna ma non sa come arrivarci, e magari per frustrazione entra in una setta religiosa o cerca disperatamente di diventare ricca o ci rinuncia e si ammazza. Mi fa impazzire pensare alle persone sensibili e piene di qualità che odiano il denaro e le industrie e le macchine e il potere, e perchè sono sole pensano di essere malate, si sforzano di adattarsi alla realtà e se ne fanno schiacciare. Dobbiamo trovare il modo di raggiungerle, mettere annunci sui giornali di tutto il mondo e parlarne con tutti i mezzi possibili, stabilire contatti”.

da "Due di due" di Andrea De Carlo

tag-autosufficienza

Mentre progettiamo la nostra casa passiva, usiamo la bici

Mentre progettiamo la nostra casa a risparmio energetico… ricominciamo a pedalare!

La bicicletta

  • è il mezzo di trasporto più efficiente
  • è, in ambito cittadino, il mezzo di trasporto più vantaggioso
  • non ci obbliga a sostenere i costi esagerati di moto e auto!
  • è faticosa solo se non si usa una bici adatta ai propri spostamenti
  • ci permette di percorrere 30 km con 500 calorie, una tavoletta di cioccolata, mentre con 50 grammi di benzina, lo stesso contenuto calorico, l’auto non percorre nemmeno 1 chilometro.

tag-risparmio-energetico

Per gli spostamenti in città evitiamo l’uso di scooter! Tanti scooter hanno un impatto ambientale superiore a quello dell’auto e non rendono le nostre città più vivibili!

 In casa c’è sempre un angolino per tenere la bici al coperto!

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e prima di costruire in classe A,
comportiamoci da classe A !


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Raccolta acqua piovana

 Avete quasi finito la vostra nuova casa? E’ ben isolata, un giardino ben fatto, state già organizzando il trasloco e non vedete l’ora di cominciare la vostra nuova vita, ma avete dimenticato una cosa durante il progetto: la raccolta dell’acqua piovana! Nemmeno il progettista ha pensato a questo dettaglio. Che fare? Vi dò io un suggerimento?

tag-raccolta-acqua-piovana-petal-drops

… solo felici quando piove!

In provincia di Aosta, adeguamento alle normative vigenti in materia di risparmio energetico

 In provincia di Aosta un’amministrazione comunale ha come obiettivo l’ampliamento e l’adeguamento alle normative vigenti in materia di barriere architettoniche, impiantistiche, di prevenzioni incendi, antisismica nonchè della normativa acustica e sul risparmio energetico.

vista-nordest

Ho proposto un insieme di soluzioni diverse per stato di fatto e ampliamento con proposte di materiali di diverso tipo a seconda della destinazione, verifiche prestazionali e confronto con i valori limite secondo Dlgs 311. Criteri di scelta per la nuova serramentistica con attenzione alla destinazione d’uso dei locali e all’esposizione. Così ho contribuito, per quanto di mia competenza, all’ottimo risultato raggiunto dallo Studio d’Ingegneria C. : arrivato secondo per 0.5 punti su 85…. e primo dal punto di vista tecnico.

Centrali nucleari in Italia. E’ una battuta vero?

Quasi tutta l’energia di cui abbiamo bisogno in Italia è importata.
Con il nucleare cosa cambia? Non abbiamo mica uranio in casa. Lo dovremo importare per far funzionare le nuove centrali. E non parliamo delle scorie radioattive. Già problema non risolto a livello mondiale. Come faremo noi? scorie_radioattive Con la stessa gestione dei rifiuti urbani? Direi che è meglio pensare all’efficienza energetica e all’uso di energia rinnovabile. Questo sì che si potrebbe chiamare miglioramento! E solo in questo modo nascono centinaia di nuovi posti di lavoro.

Il governo tedesco ha deciso di allungare la vita alle 17 centrali del paese e a non costruirne più.

Forse in Europa è tempo che nasca una decisione comune!

Visto che l’Agenzia CasaClima di Bolzano è stata uno dei primi enti a fare formazione e comunicazione nel campo del risparmio energetico, perchè non andiamo un po’ tutti ad imparare qualcosa da Norbert Lantschnernorbert-lantschner direttore agenzia CasaClima

beppe-grillo visita Norbert Lantschner a BolzanoSolo Beppe Grillo ha voglia di informarsi? ha voglia di capire?

Andiamoci tutti!

Ridurre la nostra “carbon footprint” (l’impronta ecologica relativa all’anidride carbonica)

Anche fuori di casa possiamo migliorare la nostra impronta ecologica: bicicletta per diminuire la nostra impronta ecologica

Riduciamo il numero di viaggi in auto per ridurre i costi del carburante, ridurre l’usura della nostra auto e aiutare l’ambiente.
Combiniamo i nostri viaggi!

Evitiamo i viaggi brevi!
Combiniamo diversi motivi per ogni viaggio!
Vediamo se è possibile sostituire un viaggio in auto con una telefonata, una e-mail, un SMS o un fax.

Comperiamo una bicicletta per le brevi distanze! Sarà gratis dopo soli 1.111 km. (150 euro/bici  /  1,35 euro/litro benzina) pari a 14 settimane percorso casa/ufficio.

Camminiamo! Può contribuire a migliorare la nostra salute.
Accompagniamo a piedi i bambini a scuola, andare con loro ha un sacco di vantaggi e loro imparano molte cose! La vostra scuola locale potrebbe essere interessata ad avviare un bus a piedi verso la scuola.
Utilizziamo il trasporto pubblico, può essere più conveniente e meno stressante di guidare.

Evitiamo il traffico delle ore di punta!

Lavoriamo da casa se possiamo! Proponiamolo! Si potrebbe anche avere più tempo libero.

Parco auto: se voi e la vostra famiglia potete vivere senza una seconda auto risparmierete migliaia di euro ogni anno (acquisto, registrazione, box, manutenzione e assicurazione).

E se proprio dovete andare in macchina, prima guardate questo bellissimo  video.

Come gli ambientalisti, Vi chiedo di lasciare la macchina a casa! So che non serve: esistono ancora paesi senza libertà religiosa, senza democrazia e senza diritti umani, ma non senza traffico. I pochi angoli della terra senza macchine non vedono l’ora di averle…

E’ certo che nessuno è riuscito a progettare una buona alternativa all’auto; l’autobus è un fallimento di progettazione, scomodo, rumoroso, maleodorante: una proposta perdente. Dobbiamo inventare un’esperienza di mezzo pubblico più affascinante, dobbiamo offrire scelte di movimento che siano entusiasmanti! bruce mau

Come dice Bruce Mau, per convincere sei miliardi di persone a cambiare, ci vuole seduzione, non sacrificio!

Risparmio energetico senza VMC?

Il riscaldamento incide per ben il 79% dell’intero fabbisogno di energia. Spesso, più della metà di tale energia viene buttata dalla finestra, arieggiando i locali.

 risparmio-energetico-fabbisogno-energia-primaria 

Coibentare gli edifici è molto importante, ma altrettanto importante diventa la ventilazione meccanica controllata con recupero di calore

La VMC consente di asportare l’umidità e le sostanze dannose presenti nell’aria con il massimo risparmio energetico possibile.

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Sono passato a casa Mac

Quante volte ci avevo già pensato. Quanti dubbi avevo avuto. Quanto ho rimandato. Quanti timori a lasciare il mio vecchio "XP".

Poi, la mattina del 3 novembre 2009, smesso di piovere, da abc.it ho preso un IMAC 27” 3.06GHZ 4GB / 1TB  imac-27 No no, non ho nascosto i fili, non-ci-sono!

Apple Wireless Keyboard la tastiera standard Apple è Wireless.

Magic Mouse wireless il mouse standard Apple è un mouse Multi-Touch Wireless.

Spero di non finire così:mac-last-words

Consumo energetico del nuovo iMac 27:

  • dipende dalla luminosità (regolabile perfettamente e in ogni istante a seconda della luce ambiente con 2 tasti dedicati)
  • e dalle impostazioni del Risparmio Energia nelle Preferenze di Sistema naturalmente

riassumo così:

  • 60W a luminosità bassa,
  • 140-160W a luminosità alta,
  • 44W con monitor in Stop,
  • zero W in Stop: incredibile ma vero!

Il mio vecchio, fido, silenziosissimo CompaQ, dopo sette anni e 30.044 ore di accensione, può finalmente godersi la pensione. Quante ne abbiamo fatte insieme!

Finlandia: l’accesso a internet veloce è un diritto

Che analogia c’ è tra isolamento termico e banda larga?

fillandia

la Finlandia è il primo Paese al mondo a rendere l’accesso a internet veloce un diritto. Il ministro dei trasporti e della comunicazione obbligherà le telecom a offrire la banda larga a tutti i 5,3 milioni di cittadini finlandesi. Dal prossimo primo luglio 2010 anche i residenti nelle aree più remote potranno fare conto su un megabit al secondo.

Il Paese, già oggi, connette il 96% dei cittadini. In quanto a penetrazione della banda larga Danimarca, Olanda e Svezia fanno meglio. L’Italia è sedicesima, tra Spagna e Cipro.

Una strana analogia nella scarsa importanza che diamo all’isolamento termico degli edifici.

Klimahaus® Bremerhaven 8° Ost

klimahaus-bremerhaven-8ost

Tutti i parlano del tempo. Ma quali fattori determinano il clima?

Il KlimaHaus ® Bremerhaven 8 ° Ost klimahaus-bremerhaven-8ost-logoci porta nel lungo viaggio nel mondo del clima, un’esperienza unica che è iniziata il 27 giugno 2009 con quasi 7.000 visitatori nei primi due giorni!

klimahaus-bremerhaven-8ost-reise

Il viaggio parte virtualmente da Bremerhaven e compie il giro del mondo in nove tappe lungo l’8° Est di longitudine. Dal fresco delle Alpi svizzere, al Nord Sahel africano, all’umidità della foresta pluviale africana occidentale al freddo gelido dell’Antartide.

Il musicista irlandese e attivista per i diritti umani Bob Geldof, ha aperto il KlimaHaus Bremerhaven 8 ° Est dicendo: „Das Klimahaus ist keine Ausstellung, es ist ein Liebesbrief an unseren Planeten.“ Klimahaus non è una mostra, è una lettera d’amore al nostro pianeta.bob-geldof

 

Etichetta energetica

 Se presto sarà obbligo per i produttori di pneumatici dare un’etichetta dove il consumatore possa in un colpo d’occhio capire che gomma sta acquistando a maggior ragione bisogna dare una targhetta energetica alle case! La casa è un investimento almeno duemila volte superiore.

reifen-label

Nella scala di sinistra cambierei la performance sul bagnato (goccioline da sostituire con un sole) con una lettera che descrivesse

Nella scala di destra lascerei la "colonnina del benzinaio" con

In basso, perchè no?, il grado di

Ridurre gli sprechi d’energia

Un controsenso di cui nessuno sembra rendersi conto: Abbiamo bisogno di energia? Si pensa alla costruzione di nuove centrali nucleari? Con l’investimento necessario alla costruzione di quattro centrali nucleari è possibile risanare (in senso energetico) l’intero patrimonio edilizio italiano.energia

Ecco il controsenso: produrre energia per disperderla attraverso il tetto, le pareti, il solaio ed i serramenti dei nostri edifici?

Intervenendo sull’involucro e sugli infissi di tutti gli edifici esistenti possiamo contenere i consumi per riscaldamento e anche per raffrescamento (fino ad un certo punto e in molte zone del paese) fino al 70%. 

Sbrighiamoci a "tappare" i buchi!

Next Generation Design Competition 2009

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Nel 2003 la rivista newyorchese d’arte Metropolis Magazine lancia il Next Generation Design Competition: il concorso rivolto a studenti e giovani professionisti chiamati a presentare progetti che migliorino la qualità della vita qualità in termini di economia, tecnologie, funzioni e sostenibilità.

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I vincitori sono tre giovani designers francesi: 
Nicola Delon (a sinistra),  l’ingegnere Raphaël Ménard (a destra) e Julien Choppin. L’ingeniosa idea è utilizzare infrastrutture già esistenti per produrre energia pulita.

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Secondo Delon, le turbine sarebbero in grado di produrre, se installate almeno su un terzo dei tralicci presenti in Francia, il 5% del fabbisogno elettrico del Paese, pari cioè alla produzione di due reattori nucleari.

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Schizzi nel Moleskine di Ménard:

windit-menard

windit-xl

 

L’eolico silenzioso

swift-wind-turbine…la Swift Wind Turbine, turbina eolica personale progettata e realizzata dalla statunitense Cascade Engineering, è costituita da cinque lame all’interno di un anello. Sorprendente è l’impatto acustico:  meno di 35 decibels (dB)! Un sussurro equivale a 40 dB, una conversazione normale a 60 dB).

La differenza rispetto alle turbine eoliche tradizionali è che mentre queste ultime producono rumore a causa dell’aria che fluisce lungo le lame, l’anello esterno della turbina Swift diffonde il flusso d’aria lungo le lame ed all’esterno dell’anello stesso, riducendo, in tal modo, il rumore provocato.
L’energia elettrica generata dalla Swift Wind Turbine si aggira intorno ai 2.000 kWh annui.

 

 

 

Il Papa “creerà” la più grande centrale solare d’Europa

 centrale-solare-vaticano

…il Vaticano, lo stato più piccolo del mondo, ha grandi piani per l’energia solare. Il Papa, da tempo sostenitore della lotta ai cambiamenti climatici, si prepara a far costruire la più grande centrale solare d’Europa, in un’area di 740 ettari vicina al villaggio medievale di Santa Maria di Galeria. Al costo di 510 milioni di euro, il progetto sarà anche uno dei più cari mai attuati – ma dovrebbe trasformare il piccolo stato, che ha circa 900 residenti, in un grosso esportatore di energia. La stazione solare entrerà in funzione nel 2014, e dovrebbe produrre una potenza di 100 megawatt – abbastanza da fornire elettricità a 40.000 case italiane. La centrale ridurrà di 91mila tonnellate il quantitativo di CO2 emesso in atmosfera. Link

 

 

L’Eolienne di Philippe Starck

…il famoso designer Philippe Starck ha creato un piccolo generatore eolico destinato ai singoli individui: in giardino, in terrazza o sul tetto di casa. L'eolienne, generatore eolico. Philippe Starck L’attrezzatura è stata presentata come parte della manifestazione sulle fonti rinnovabili di energia del Salone del Mobile di Milano.Il piccolo apparecchio è stato creato in collaborazione con il gruppo italiano Pramac, un produttore di generatori tradizionali, recentemente concentrato sulle fonti rinnovabili di energia. È realizzato in policarbonato, è collegato ad una batteria per l’accumulo dell’energia elettrica ma soprattutto molto facile da installare e da usare. ‘Dovrebbe essere commercializzato dal prossimo settembre’, ha detto Michelangelo Giombini, della rivista Interni, organizzatore della manifestazione Energia Verde Design. Ha poi aggiunto: ‘L’idea’ di dare a tutti la possibilità di produrre in proprio l’energia, come con l’installazione di pannelli solari sul tetto della propria casa. Ma nel caso di questo generatore eolico, produrre la propria energia diventa ancora più accessibile, perché il prezzo è molto più abbordabile e l’installazione è semplice. Tutto quello che vi serve è un pezzo di giardino o anche di una terrazza’. Il designer Starck parla del suo microgeneratore eolico come di un esempio di ‘alta tecnologia coniugata con la creatività attraverso un progetto rivoluzionario’. E ha colto l’occasione della presentazione del prototipo per accennare al suo nuovo credo: ‘Per vent’anni ho creato oggetti che potessero essere acquistati da più persone possibile, dallo spremiagrumi di Alessi alla sedia La Marie di Kartell, contro l’elitarismo del design. Ora desidero che l’ecologia sia alla portata di tutti. list of domains L’Eolienne rappresenta, infatti, la democratizzazione dell’ecologia. Sarà contenuto in una scatola e venduto nei supermercati, a costi contenuti. Perché chiunque possa decidere di comprarlo e, in pochi minuti, montarselo sul tetto di casa’.