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Contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati

entro il 31 dicembre 2016!

no, si scherzava!

Non sono per le regole spietate, ma è ridicolo che tutto il tam tam e gli ultimatum fatti per l’installazione dei termoregolatori rientri nel Decreto Milleproroghe:

  • obbligo prorogato al 30 giugno 2017

Sembrava che ci fosse la pena di morte per chi non avesse installato dei contabilizzatori di calore nei condomini con impianti centralizzati di riscaldamento entro il 31 dicembre 2016. Ora invece è spostato di sei mesi lo spauracchio delle sanzioni.

Eppoi le sanzioni che non prevedano differenze per fascia di reddito sono ridicole e ingiustificabili.


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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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La ditta che peggiora la stratigrafia della parete

Non è la prima volta che leggo quanto riporto qui sotto (voce di un lettore che chiede consiglio):

La ditta mi ha proposto le seguenti stratigrafie perimetrali:

  • Cappotto da 15cm
  • Poroton da 20cm
  • intercapedine da 6cm (ospitera’ impianti e canalizzazione vmc)
  • spazi vuoti con lana di roccia
  • lastra di cartongesso da 1,25cm
  • freno al vapore
  • lastra di cartongesso da 1,25cm

Secondo lei e’ un buon compromesso tenendoci al riparo dal caldo e dal freddo?

 ***

Purtroppo, la soluzione descritta sopra è proposta spesso. Non so perché, forse perché appare all’avanguardia, o diversa dal solito. Certamente non può essere molto economica visto il numeroso quantitativo di strati da eseguire.

 Torniamo alla domanda - e’ un buon compromesso tenendoci al riparo dal caldo e dal freddo? 

In una parola “comfort”.

E’ un buon compromesso per ottenere comfort?

Qual’è la più bella stratigrafia del mondo? La più bella stratigrafia ha

  • sul lato interno un intonaco di qualità posato su blocchi di laterizio che non sono altro che impasti di argilla che viene cotta
  • sul lato esterno la coibentazione.

ditta-peggiora-stratigrafia-parete

Questa stratigrafia è ottimale in regime invernale e ottimale in regime estivo – l’ambiente è circondato da tanta massa  protetta dall’ambiente esterno con un sistema di isolamento termico a cappotto.

Il costruttore che prevede un’intercapedine impianti con ulteriore isolamento e finitura a secco con lastre di cartongesso sta proponendo di “guastare” la stratigrafia con un economico e scadente rivestimento interno. E il committente sarà costretto a vivere in un ambiente confinato di lastre e lana di roccia.

Meglio ricalcolare la prestazione del cappotto da 15 cm + Poroton da 20 cm + intonaco interno di elevata qualità e, se non soddisfacente per le aspirazioni della committenza, rivedere lo spessore del cappotto o del blocco porizzato.

Gli impianti passeranno nelle tracce e dove i passaggi sono molteplici il blocco può essere più spesso.

Anziché investire quattrini nell’intercapedine interna con finitura a secco si potrebbero utilizzare laterizi portanti rettificati ad incastro che garantiscono anche ottima planarità della faccia.

ditta-peggiora-stratigrafia-parete

Questo tipo di blocco ha sul lato esterno una foratura più fitta per favorire l’applicazione dei tasselli del cappotto, mentre internamente presenta fori più larghi per facilitare la realizzazione delle tracce per gli impianti.

Ribadisco che non è di carattere economico la critica che muovo al costruttore, ma di un risultato scadente dopo una partenza eccellente!

Perdere la massa interna in favore di un’intercapedine è un errore progettuale che si farà notare specialmente nel periodo estivo e specialmente se l’edificio verrà vissuto. Infatti l’intercapedine  diminuisce sensibilmente la capacità della parete di assorbire / accumulare calore e quando in estate le temperature interne iniziano a salire sarebbe veramente utile disporre di una massa che possa farsi carico dell’energia in eccesso (quella da noi prodotta).

Non sono favole, se le prestazioni di una stratigrafia si leggessero con attenzione si potrebbero notare facilmente i valori di capacità areica interna dell’elemento edile.


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I ponti termici decidono gli impianti?

E’ comune convinzione che il ponte termico in sè sia certamente un problema da non sottovalutare per il fatto che potrebbe creare condense superficiali e magari zone a rischio muffa, ma in definitiva un aspetto importante solo per chi sta puntando alla casa passiva o ad una classe energetica molto elevata, insomma l’analisi dei ponti termici è roba da Classe A. Come dire… sono cose per la Formula 1 e non per la mia auto che arriva a 160km/h.

Il ponte termico è enormemente sottovalutato e nelle ristrutturazioni è appena appena argomento di progettazione.

incidenza dispersioni  ponti termici

Prendiamo ora in considerazione un appartamento oggetto di ristrutturazione ed efficientamento energetico. Facciamo il calcolo del carico termico e del fabbisogno energetico dell’abitazione: consideriamo le seguenti trasmittanze delle strutture:

  • MURO PERIMETRALE ESTERNO: 0,40 W/m2K
  • MURO verso ALTRA PROPRIETA’: 0,40 W/m2K
  • PORTONCINO D’INGRESSO: 1,80 W/m2K
  • PAVIMENTO verso abitazione riscaldata: 0,80 W/m2K
  • SOFFITTO verso LASTRICO SOLARE: 0,18 W/m2K

Le Dispersioni termiche valgono 3.100 Watt, quelle per ventilazione 600 Watt (considerando una VMC): Dispersione totale 3700 Watt.

Ma qual’è l’incidenza delle dispersioni riferita ad ogni componente? :

  • MURO PERIMETRALE ESTERNO: 33,5%
  • MURO verso ALTRA PROPRIETA’: 0,6%
  • PORTONCINO D’INGRESSO: 0,3%
  • PAVIMENTO verso abitazione riscaldata: 4,7%
  • SOFFITTO verso LASTRICO SOLARE: 13,5%

E l’incidenza delle dispersioni riferita ai ponti termici? :

  • PONTE TERMICO perimetro Solaio LASTRICO SOLARE 13,8 % (426 Watt)
  • PONTE TERMICO perimentro pavimento 5,9 % (181 Watt)
  • PONTE TERMICO Serramenti 7,3 % (225 Watt)

Totale incidenza dei ponti termici: 27 % (832 Watt)

Possiamo notare che i ponti termici incidono molto, rappresentano 1/4 sul complessivo.

Non è per fare i pignoli, ma nel momento della decisione dei nuovi impianti, il termotecnico deve assolutamente tenere conto delle dispersioni dovute all’incidenza dei ponti termici: perciò non è tempo perso progettare la correzione di questi punti sensibili e valutare bene la posizione e la cura d’installazione dei nuovi serramenti.

Avete mai indagato nella vostra abitazione quali sono i punti più freddi? Non vi servirà una costosa termocamera come questa:

è sufficiente anche un termometro digitale a infrarossi come questi:

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Sostituire il generatore di calore esistente, costi – benefici

Nel momento in cui ci rivolgiamo all’impiantista per dare una soluzione alla nostra intenzione di cambiare la fonte di riscaldamento, per fiducia o per tradizione, abbiamo già rinunciato ad una serie di riflessioni che dovrebbero sempre essere fatte prima delle “grandi decisioni”.

La figura del termotecnico non è una voce di spesa in più, un balzello del nuovo modo di progettare, è una figura imparziale che può aiutarci nelle scelte e nelle corrette valutazioni impiantistiche ed economiche: una figura indispensabile.

Abbiamo già le nostre convinzioni? Nutriamo forti antipatie per alcuni sistemi di riscaldamento? Confidiamoci con lui, non è persona sorda. Se il committente che si rivolge a me per la scelta della coibentazione interna mi scongiura di non proporgli una complicata stratigrafia con pannelli in fibra di legno, posso anche spiegare bene come lo strato funzionale interno al pannello garantisca un buon comportamento della migrazione del vapore, ma poi devo offrire una soluzione adatta al cliente e alla sua casa, perchè non è casa mia, pur ragionando come se la fosse.

ANALISI COSTI E BENEFICI

L’analisi costi–benefici è lo strumento di riflessione per gli investimenti da fare  e ci aiuta a ragionare, promuovere o sviluppare le fonti rinnovabili e l’efficienza energetica dell’edificio.

L’analisi costi-benefici nasce per confrontare:

  • soluzioni tecniche alternative
  • in relazione con le analisi di redditività degli investimenti.

e per riuscire a orientarsi nella scelta tra i possibili investimenti ( in funzione del profitto netto che ci si aspetta di ricavare dall’investimento stesso).

pellets

Sostituire il generatore di calore esistente (magari funzionante a gasolio), consente, a fronte dei maggiori costi iniziali di investimento, (considerando l’aumento annuale del costo dei combustibili ) un vantaggio economico nel tempo?

gasolio riscaldamento

L’aumento in percentuale del prezzo del gasolio medio annuo (medio di 8 anni) è 8,3 %

ANDAMENTO DEI PREZZI DI GASOLIO 2005:2013

Questa può essere una delle molte domande che ci si pone, e il commento di un impiantista è senz’altro accompagnato da tanta esperienza, ma abbiamo bisogni di calcoli per un’analisi completa.

E’ chiaro che saranno presi in considerazione solo i progetti che presentano una redditività superiore al tasso di interesse bancario.

In primo luogo si determinano i progetti “fattibili” (quelli che sono più redditizi del tasso di interesse bancario), poi si seleziona il più favorevole, ovvero quello più vantaggioso.

Prevedere un generatore di calore funzionante a pellets? Ecco il confronto percentuale di costo energetico del solo combustibile:

GASOLIO 100 %  -  PELLETS 42.4 %

A parità di energia fornita,

  • quale sarà la differenza di costo annuo tra gasolio e pellets?
  • a quanto ammonta il risparmio annuo?
  • e la valenza del costo di investimento iniziale?
  • il tempo di ritorno dell’investimento?
  • ed il valore attualizzato netto VAN considerando gli interessi passivi, attivi ed il tasso di inflazione dei costi energetici?

Cos’è il VAN?

Il VAN quantifica il risparmio accumulato dell’investimento in un determinato numero di anni (anni di funzionamento ad esempio del generatore nuovo) . Calcola la successione dei ricavi negli anni in modo da attualizzare ad oggi il totale dei ricavi: il denaro disponibile in futuro al valore attuale.

Se scopriamo che il nuovo generatore di calore offre un tempo di ritorno di 6 anni possiamo stare certi che il pareggio dei costi d’investimento e il risparmio conseguente avviene dopo il 6° anno.  Ma il nuovo impianto non viene demolito al 6° anno, magari lavorerà 20 anni, e nei 14 anni successivi ai primi 6 permetterà di accumulare un bel risparmio. Il famoso VAN. Conoscere questa cifra è fondamentale per la decisione da prendere: il risparmio accumulato al 20° anno sarà di 30.000€, 60.000€ oppure 90.000€ ? E’ bene conoscere questa cifra! Ne va dell’economia familiare futura!

  • Per la trasformazione della centrale termica esistente funzionante a gasolio in una nuova funzionante con combustibile PELLETS, quale sarà la spesa? 10.000€, 20.000€ oppure 30.000€ ? Questa sì che è una domanda da girare all’impiantista, sapendo però dal nostro Termotecnico quale impianto vogliamo preventivare!
  • Per la progettazione Termotecnica quale sarà la spesa? 1.000€, 2.000€ oppure 3.000€ ?
  • Per la pratica ISPESL quale sarà la spesa? 400€, 600€ oppure 800€ ?

Anche la Detrazione Fiscale dev’essere attualizzata ad oggi: se la detrazione fiscale attualizzata ad oggi vale ad esempio 17.000€ possiamo definire la seguente sottrazione :

Costo di investimento – 17.000 €

  • Per la pratica di Detrazione Fiscale 50% 55% 65% quale sarà la spesa? 350€, 550€ oppure 750€ ?

Questo beneficio incide molto: il tempo di ritorno dell’investimento e il VAN vanno ricalcolati in relazione alla detrazione fiscale: e si potrebbe scoprire che il tempo di ritorno dell’investimento scende da 6 anni a 4 anni…

>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato dal Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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Buona pompa di calore = buon impianto ?

Siamo reduci di notti insonni per la scelta del tipo di PdC, e dobbiamo di nuovo spaccarci la testa per decidere marca e modello della pompa di calore?

Dobbiamo, e non è finita.

impianto pompa di calore

Purtroppo per ottenere un ottimo impianto a pompa di calore non è sufficiente un’eccellente pompa di calore.

  • conoscete bene vantaggi e svantaggi del sistema pompa di calore?
  • conoscete i limiti della pompa di calore? nonchè le variabili di sorgente quali aria, terra e acqua?
  • pensate che i dati forniti dal costruttore siano quel che basta?

I costruttori di pompe di calore possono fornire molti dati importanti, ma non esiste, o quasi, un progetto standard da replicare:

  • ogni impianto a pompa di calore richiede un progetto per sfruttare e prelevare le massime prestazioni della vostra pompa di calore.

Non basta leggere il COP, il COP identifica la prestazione di una pompa di calore, intesa come rapporto fra potenza termica fornita dalla PdC al vostro impianto e l’energia elettrica  necessaria . In parole povere un COP pari a 3 significa che abbiamo prelevato dal nostro contatore di energia elettrica 1kWh e ne abbiamo sottratto gratuitamente dalla natura 2 kWh (a certe condizioni di temperatura impianto e sorgente esterna (aria, terreno, acqua)).

Chiariamoci le idee con un esempio:

Un’abitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a pavimento

Un’altra bitazione di 100 mq a Venezia:

  • Temperatura esterna di progetto:  -11 °C
  • Carico termico di progetto: 5000 W
  • Impianto di riscaldamento a radiatori

Due case identiche, con impianti diversi, ma entrambe con pompa di calore ARIA-ACQUA di 6kW con una temperatura esterna di +7°C esterni.

Consideriamo che il carico termico massimo si ha per 18 °C ambiente lasciando il resto fornito dagli apporti interni, e solari: la potenza di picco della casa è pari a ca. 5 kW

  • l’impianto radiante a pavimento lavora a 35°C
  • l’impianto a radiatori lavora a 55°C

Se scegliamo il riscaldamento a pavimento la pompa di calore funziona ed è bilanciata per quasi tutto il periodo invernale, se invece installiamo i radiatori, che lavorano ad una temperatura più alta ( a 55 °C ) quando all’esterno ci sono solo 2 °C  la nostra pompa di calore risulta sottodimensionata:

pompa di calore impianti a confronto

Lo vediamo chiaramente nel grafico sopra (ascissa = temperatura aria esterna,  ordinata Watt): la scelta dell’impianto è molto importante rispetto al fabbisogno dell’edificio.

Se ci facciamo progettare la coibentazione, dopo l’involucro facciamoci progettare gli impianti: i soldi della progettazione non sono un costo in più, solo sbagliare è un costo in più.

>>> articolo scritto in collaborazione con Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato dal Passivhaus Institut: il suo Studio è ad Arco (TN) in Viale Monache 6.


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esperto casaclima

Meglio tanta casa e pochi impianti

Chi è fortunato, e sta costruendo casa, e chi è attento, e sta restaurando, si domanda continuamente, ma vale la pena tutto l’investimento extra per raggiungere performance d’involucro termico (tetto, pareti, finestre) eccezionali?

nuova casa passiva

<< Se costruisco o sistemo più o meno bene, e poi ci metto impianti super tecnologici, ottengo quello che volevo: la mia casa bellissima che consuma anche poco.

E poi è una vita che sogno il riscaldamento a pavimento, anzi mi hann detto che il pavimento può riscaldare e in estate raffrescare. Questo è quel che fa per me! Finalmente il sogno si avvera. Devo solo stare attento a non perdere la bussola! I soldi dovrebbero bastare!

E poi ci sono gli incentivi, mi metto il solare sul tetto, faccio un investimento insieme alla mia banca e mi faccio installare anche il fotovoltaico, va a finire che ci guadagno pure col mio tetto! Potrei buttarmi nel geotermico, costicchia bucare la terra, ma se me lo progettano bene e non ghiaccio il mio terreno do un bel calcio al contatore del gas!

Sì so ben quel che faccio! Il futuro è mio. Nessuno gufi!

casa clima classe B

E poi una casa che è quasi in classe A, magari B per qualche cavillo (la classe energetica CasaClima C è stata abolita), è il massimo oggi. Gli esperti di case che ti raccontano che ci sono le Case Passive che consumano niente sono sicuramente dei fanatici – non aprono nemmeno le finestre! ah ah, noi amiamo la natura, ci piace l’aria, altro che l’aria dei tubi! Alla mattina mi alzo e spalanco le finestre, sì anche col nebbione e quando fa un freddo cane! La camera la tengo bella fresca, c’ho un piumone grosso così. Amo la natura, la mia futura casa in legno ne è la prova!

Gli esperti dicono che la casa in legno è ottima ma…. Ma cosa si inventano, macchè leggera… in legno massiccio! Il nostro clima è perfetto per la mia futura casa in legno… e se la teoria della massa che sembra tanto importante è vera… allora faremo i mobili in cemento che tanto alla storia delle scorie d’altoforno non ci credo mai e poi mai. >>

Non concentratevi sugli impianti e soprattutto non a priori, potrebbero non servirvi! Se l’isolamento termico è progettato con i fiocchi, se i ponti termici non li avete costruiti, se le finestre sono eccezionali e montate ancora meglio, se gli spifferi sono solo un ricordo di casa vecchia allora la vostra nuova casa si scalderà anche con le candele di ikea o infornando la pizza o mettendo tre ciocchi di legna nella stufa. La casa che costa 10 € di riscaldamento al mese esiste, basta volerla.

L’investimento in più è minimo (8% in media) e nel tempo ci ripagherà con comfort e spensieratezza. Certo, ci dobbiamo credere e dobbiamo informarci bene.

Nel tempo…. Questo lungo termine è una guida fallace per gli affari correnti. Nel lungo termine saremo tutti morti!

…ricordate le parole di John Maynard Keynes?

Parlare di lungo termine per Keynes significava prendere la scorciatoia più comoda e più vile! scrollandosi di dosso tutti i fastidi, rifiutando di comprendere le ragioni dell’attuale.

vale sempre il motto:

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Pompa di calore = migliore progetto?

Le personali esperienze con impianti radianti, anche combinati con pompa di calore, geotermica o aria acqua, con impianto fotovoltaico da 6kW o più danno pareri discordi.

Il tema è attualissimo e complicato, complicato soprattutto nel confronto: ogni casa e perciò ogni progetto di impianti e ogni progettista sono diversi.

pompa-di-calore-e-radiante

Di seguito riporto l’intervento del termotecnico Marco De Pinto sul tema. Aiuta a fare grande chiarezza senza scendere in dettagli tecnici che qui non servono. buona lettura!

L’abbinamento pompa di calore / pannelli radianti è ottima. Ma è convinzione comune che siano gli impianti che risolvano sempre i problemi dei consumi, invece è la cosa più sbagliata.

Gli impianti migliorano la situazione quando la casa è un pessimo progetto, per assurdo! La pompa di calore ad esempio, la più comune aria acqua, consuma 1 kWh di energia elettrica (costo energia elettrica con contatore BTA dedicato per la P.C. 0,14 €/kWh circa – Attenzione, molti prevedono contatori normali e compresa IVA ca. 0,? €/kWh + scaglioni ) e ne preleva 2 (kWh) dall’aria esterna o dall’acqua o dalla terra…. (energia da fonte rinnovabile!!!).

Il coefficiente di prestazione COP è 3 ….non credete a COP maggiori. Quindi usare una pompa di calore è sicuramente vantaggioso rispetto ad una caldaia, ma il vantaggio è solo dovuto a costi diversi dell’ energia, per assurdo… una caldaia a pellets costerebbe ancor meno, fino a quando il pellets costerà poco. Quello che voglio dire è che tutti inseguiamo l’energia che costa meno, E’ SBAGLIATO come progetto!

  • Chi può prevedere l’ aumento dei prezzi delle varie energie nei prossimi 30anni?
  • Chi può sapere quali energie diventeranno più difficilmente accessibili e forse impagabili?
  • Chi può investire nella casa oggi e tra 10 anni permettersi di gettare gli impianti per “adeguarsi” ai nuovi cambiamenti?

La cosa su cui veramente vale lo sforzo di concentrarsi è che la propria casa consumi niente, se guidassimo auto da 1.000 km con 1 litro anche se la benzina aumentasse parecchio, …poco ci cambierebbe, giusto? Il costo resterebbe piccolo.

Il bello sapete cos’è? Chi compra una Porsche sa che la sua nuova auto correrà molto, consumerà molto e pagherà molto il carburante, mentre tutti comprano case che consumano molto, non sono belle come una Porsche, “non corrono” e non lo sanno nemmeno hehe…

Tutti noi dobbiamo comprare e progettare solo case PASSIVE , come chiede la UE, obbligatorie dal 2020.

casa-con-fotovoltaico

Ultimo argomento: la follia di mettere il fotovoltaico per coprire i consumi della Pompa di Calore PdC, è l’ultima sciocchezza commerciale, spendiamo altri soldi ancora per diminuire i consumi: benissimo, ma quanti soldi abbiamo speso per l’impianto completo, la sua progettazione, la sua gestione, la sua manutenzione e la sua complicazione…? Potevamo prendere una caldaia, consumare molto per i prossimi 30 anni e magari la spesa sarebbe stata uguale. Il segreto sta  sempre nello spendere poco per gli impianti.

casa-con-fotovoltaico1

Capitemi bene, il fotovoltaico è una ottima tecnologia quando lavatrici, lavastoviglie, illuminazione e fabbisogno di riscaldamento e raffrescamento sono limitatissimi, al minimo indispensabile! Quando avete fatto tutto il possibile per progettare il risparmio, allora è il momento del fotovoltaico. Non prima! Mai prima!

casa-con-fotovoltaico-interni

La possibilità di preriscaldare l’acqua calda con pannelli solari è possibile, ma non conveniente economicamente parlando.

Sono un vero fanatico del basso costo impiantistico, mi spiego meglio: prevedere un impianto solare significa un costo di circa 8.000 €uro; con la pompa di calore che ovviamente è ottima d’estate con coefficienti di prestazione COP=4 e anche più, il solare viene a cadere. L’impianto solare, sognato e pagato, non offrirà più il ritorno economico nei 10-12 anni previsti passando a oltre 20anni. E’ corretto proporli o installarli?

casa-con-fotovoltaico2

Di recente sono andato a vedere una nuova villa finita per la quale mi è stata chiesta consulenza: Pompa di calore geotermica, impianto fotovoltaico, impianto solare termico, impianto di deumidificazione, riscaldamento radiante a pavimento. Mi è stato chiesto cosa si potesse ancora installare per rendere l’edificio più performante…

hehe… non c’e nulla da fare! ha già speso troppo! Si doveva investire nell’involucro e non negli impianti!

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Il mio Termotecnico di fiducia

  Marco de Pinto, termotecnico e progettista certificato Passivhaus Institut ha il suo Studio ad Arco (TN) in Viale Monache 6.

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Competente e professionale, ha saputo capire con lungimiranza quanto sia importante la progettazione integrata.

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Solo un team collaborativo offre un progetto nella sua completezza!

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contatta direttamente da qui il termotecnico marco de pinto

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Tubi in rame

 Quando assisto alla scelta degli impianti noto che quasi nessuno dà importanza ai materiali delle tubazioni, così alla fine è l’impiantista stesso che nel capitolato propone il suo materiale preferito (sceglie al posto nostro!!!).

tubo-in-rame

Proprio perchè accade così, voglio informarVi che “un tubo non vale l’altro“, una tubazione in rame è in grado di offrire dei vantaggi interessanti.

tubazioni-in-rame

Andiamo a scoprire quali:  le doti del tubo in rame sono eccellenti sia per le linee di acqua sanitaria sia per le linee dedicate al riscaldamento.

tubazioni-rame-cuprotherm-ctx

Vediamo perchè:

rame

Un argomento importante è la proprietà antibatterica del rame, ad esempio la concentrazione di Legionella nell’acqua sanitaria è 10 volte più bassa nelle tubazioni in rame (niederländischen Instituts für Produkt- und Wasserforschung, KIWA).

La normale ossidazione del rame svolge un’azione protettiva: deposita un sottile strato protettivo all’interno della tubazione.

tubazioni-rame

Solo se ci troviamo in una zona dove l’acqua potabile tende ad essere acida (con un pH < 7) il distaccamento degli atomi di rame potrebbe far superare la soglia dei 2 mg per litro.

 tubazioni-rame-acqua-piovana

Il rame è un materiale prezioso, non buttiamolo!

 rame-riciclabile

Forse Vi interessa leggere:

  • M. Crespi: “Il tubo di rame contro la legionella”, GT-Il Giornale del Termoidraulico, n. 3-2004”.

Ho letto anche che negli USA  il rame è dichiarato agente anti-microbico:

Nel marzo del 2008 la “US Environmetal Protection Agency” (EPA, l’Agenzia per la Protezione Ambientale degli Stati Uniti) ha approvato la registrazione del rame come agente antimicrobico capace di ridurre specifici batteri dannosi, responsabili di infezioni potenzialmente letali.

Le prove dell’EPA – eseguite su oltre 3000 provini e 5 ceppi batterici – hanno evidenziato che il 99,9% dei batteri è stato eliminato dalle superfici di leghe contenenti più del 65% di rame; questi risconti sono arrivati in seguito alle ricerche dell’Università di Southampton, che hanno dimostrato che i batteri MRSA sopravvivono sino a tre giorni sulle superfici di acciaio inossidabile, mentre su quelle di rame vengono ridotti a zero in 90 minuti.

Il rame, una volta assunto attraverso il cibo e l’acqua, viene assorbito dallo stomaco e dal primo tratto dell’intestino; da qua passa nel sangue, legandosi ad una proteina, la ceruloplasmina e quindi portato verso il fegato e da qui distribuito ai vari organi.

Si noti che il fegato ha una delle maggiori concentrazioni di rame del corpo umano; oltretutto proprio il fegato svolge la funzione di regolare il contenuto di rame nel corpo umano attraverso un processo chiamato omeostasi.

Il rame si trova un po’ ovunque nel corpo: è richiesto per la formazione e il mantenimento della mielina, lo strato protettivo che copre i neuroni; enzimi a base di rame intervengono nella sintesi dei neurotrasmettitori, i messaggeri chimici che permettono le comunicazioni attraverso le cellule nervose.

Il rame attraverso la superossido dismutasi, combatte l’ossidazione cellulare, aiutando a neutralizzare i radicali liberi che altrimenti causerebbero danni alle cellule stesse.

Il rame è importante anche per la pelle e lo scheletro. Infatti attraverso l’enzima tirosinasi catalizza la formazione della melanina e attraverso la lisil ossidasi ha un ruolo importante nella formazione del collagene, proteina pressoché ubiquitaria nel nostro organismo: da qui alterazioni a carico dello scheletro, cutanee ecc.

Il rame è coinvolto nella funzionalità del sistema immunitario. La carenza di rame ha notevoli ripercussioni su certi tipi di cellule, come i macrofagi e i neutrofili.

È stato rilevato che l’attività dei fagociti (cellule che inglobano materiale estraneo) è aumentata dopo l’assimilazione di rame. Oltre che per il collagene, la lisil ossidasi entra in gioco anche per l’elastina ed entrambe le proteine sono importanti per il cuore e i vasi sanguigni.

Tra gli effetti collaterali dovuti alla carenza di rame si registrano anche l’ingrossamento cardiaco, le arterie con muscolatura liscia degenerata e aneurismi alle arterie ventricolari e coronariche.

Il rame influenza anche il metabolismo del colesterolo: adulti sottoposti ad una dieta povera di rame hanno registrato un aumento dei livelli del colesterolo LDL (Low Density Lipoprotein quello ‘cattivo’) e una diminuzione del colesterolo HDL (High density Lipoprotein quello ‘buono’).

Ogni tubo costruito in un dato materiale è idoneo oppure non è idoneo per una certa applicazione: meglio controllare in questa tabella.

 

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