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Energia elettrica dal fotovoltaico, nozze in vista

Alcuni di noi sono inciampati in qualche truffa del settore fotovoltaico sognando che il finanziamento si sarebbe ripagato al 100% attraverso la detrazione fiscale e le bollette azzerate.

Non è un buon motivo per non investire nel fotovoltaico, si può investire eccome! anche se sono convinto che investire prima nell’efficientamento dell’involucro sia ben più urgente e intelligente.

Come sempre dico: prima l’involucro – poi gli impianti!

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Ma chi legge questo articolo ha già più o meno deciso – vuole un fotovoltaico sul tetto.

Allora ricordiamo alcuni punti importanti prima di andare a nozze col  primo fotovoltaico che incontrate per la strada:

  • il fotovoltaico senza accumulo non permette di azzerare le bollette per energia elettrica
  • il fotovoltaico permette solo di aumentare la percentuale di elettricità autoconsumata
  • installare una batteria di accumulo permette di aumentare ancora la percentuale di elettricità autoconsumata
  • arrivare al 100% di elettricità autoconsumata impone un impianto così grande da non risultare conveniente
  • l’installazione dell’impianto fotovoltaico richiede una manutenzione semestrale
  • l’investimento deve essere visto come massimizzare l’autoconsumo e non come vendere l’energia non utilizzata
  • il fotovoltaico ha dei costi nascosti: il sopralluogo, l’installazione, il collaudo, il monitoraggio, la manutenzione e l’assistenza

Quando vi confesserete al vostro tecnico di fiducia cercate di farvi trovare preparati!

  • quali sono i vostri consumi attuali?
  • e degli ultimi anni?
  • qual’è la differenza tra la media dei consumi estivi e quella dei consumi invernali?
  • avete monitorato i vostri consumi mese per mese? contatore alla mano? Fatelo.

Noi, siamo in 4, consumiamo quasi 2400 kWh/anno con una buona differenza tra la media giornaliera estiva e quella invernale:

kW/h 4,9
kW/h 7,6

Più precisamente, i consumi giornalieri mese per mese nel 2017 sono andati così:

2017:
9,1  gennaio
7,9  febbraio
7,1  marzo
6,4  aprile
6,7  maggio
5,5  giugno
3,7  luglio
3,5  agosto
5,0  settembre
6,0  ottobre
7,6  novembre
8,9  dicembre

Con Enerpoint ho provato a fare i calcoli per il dimensionamento dell’impianto sulla base del consumo medio di un nucleo familiare composto da 4 persone. Questo è l’impianto che copre il mio fabbisogno energetico annuo stimato di 1.918,00 kWh / anno:

Consumo energetico annuo stimato 1.918,00 kWh / anno
Nucleo familiare 4 persone
Provincia d’installazione Padova
Posa pannelli Tetto inclinato di 20°
Posizione del sole a mezzogiorno Sud
Impianto che copre il fabbisogno annuo stimato di energia:
Area d’installazione 14,00 m2
Potenza impianto 1,81 kWp
Produzione stimata dell’impianto 1.916 kWh / anno
Risparmio in bolletta 126€ / anno (*)
Ipotesi energia in autoconsumo:
Emissioni annue di CO2 evitate 1,0 t / anno

Enerpoint calcola tutto considerando che l’utenza residenziale abbia un costo dell’energia compreso tra 0,15 €/kWh e 0,22 €/kWh mentre se verificate in bolletta scoprirete che questo valore è almeno 3 volte più basso del vero prezzo che paghiamo il kWh.

In ogni caso, anche se il risparmio in bolletta fosse tre volte più alto (126€ x 3 = 378€) non mi verrebbe tanta voglia di buttarmi nel fotovoltaico con il miraggio di risparmiare nemmeno 4mila € in 10anni. Ma ammetto di non aver fatto nessun conto esatto. Forse conviene. Chi sa…

            

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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la rivoluzione energetica dividerà la società? addio 2017

Anche a voi piace leggere dei dati economici e statistici sull’energia?

Stiamo salutando il 2017 che sta per finire

  • con le care batterie per le auto elettriche che oggi costano solo ¼ rispetto a 6 anni fa.
  • con i moduli fotovoltaici che sono diminuiti di prezzo per ¼
  • con il prezzo delle turbine per l’eolico offshore che è crollato di oltre ¼
  • con il record per il prezzo più basso dell’energia prodotta con il sole (in Arabia), meno di 2 cents di $ / kWh
  • con il record per il prezzo più basso dell’energia prodotta dal vento (nel Mar del Nord), 4 €cents / kWh

Fortuna vuole che l’eolico installato offshore sia molto più efficace e stabile rispetto all’eolico su terraferma, orribile da vedere e insopportabile all’udito.

Ma se il vento del cambiamento soffia da ogni parte, qual’è la strategia energetica del nostro paese? Cosa faranno i nostri governi?

  • si stanno preoccupando per le nuove reti che dovranno riuscire a soddisfare la richiesta di ricarica di centinaia di nuove auto elettriche?
  • o continuano ad interrogarsi sul futuro della destra e sul futuro della sinistra dimenticandosi del tempo che passa?

E dal punto di vista sociale? la rivoluzione energetica dividerà la società

  • in poveri con bollette salate e vecchie auto da portare dal benzinaio
  • e in ricchi con case passive, fotovoltaico installato e e-auto alla spina?

E questa inevitabile divisione, ci porterà alla pace o alla guerra?

Quale governo riuscirà mai a rispettare l’articolo 3 della Costituzione dove si legge

E` compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

con famiglie impoverite dalle spese correnti senza alcuna via di uscita?

Le nuove tecnologie sono roba per tutti?

Buon 2018 e buoni cambiamenti epocali per tutti:

  • smettiamola di seguire assiduamente il teatrino della politica, del pil e della cronaca nera (il tempo è preziosissimo, non sciupiamolo)
  • iniziamo a contenere fortemente i nostri consumi energetici
  • coibentiamo le nostre case e gestiamole nel migliore dei modi
  • azzeriamo i nostri consumi inutili
  • moderiamo la velocità e tutti i nostri spostamenti quotidiani
  • non arrendiamoci alle polveri sottili
  • non arrendiamoci all’inquinamento acustico
  • non arrendiamoci all’inquinamento luminoso
  • non arrendiamoci alla rovina del paesaggio
  • non edifichiamo nel verde
  • monitoriamo il livello di Co2 e preoccupiamocene continuatamente
  • comperiamo meno quotidiani per informarci e approfondire online i nostri argomenti preferiti
  • leggiamo più libri (ognuno di noi può diventare esperto di qualcosa)
  • investiamo le nostre forze nella famiglia e nel tempo per noi
  • informiamoci informiamoci informiamoci

Autoconsumo di energia solare

Chi non vorrebbe Energia sostenibile giorno e notte?

E soprattutto, chi non vorrebbe viaggiare in Tesla?

Ma torniamo all’energia elettrica offerta dal sole: l’accumulatore di energia Powerwall + i pannelli solari ci permetterebbero di stoccare energia solare durante il giorno e utilizzarla di notte.

La batteria Tesla per la nostra casa ovviamente ha un inverter integrato che converte la corrente continua in corrente alternata.

I dati tecnici pubblicati da Tesla sono:

  • Capacità Utilizzabile13.5 kWh
  • Profondità di scarica100%
  • Efficienza 90%
  • Potenza 7kW di picco / 5kW continua

Non posso giudicare il prezzo per questo impianto offerto dalla Tesla, ma lo riporto qui sotto. Potete anche leggere tutto sul sito ufficiale.

Ecco il vero Autoconsumo di energia solare con Garanzia10 anni. Ma attenzione, stiamo parlando del solo accumulo, senza le tegole solari in vetro (le tegole del Solar Roof).

Vorrei sapere se Powerwall è un impianto da valutare seriamente o se stiamo parlando di una cosa iper-costosa perchè proposta da Tesla.

Insomma è una buona cintura in pelle o solo una cintura col marchio Gucci? A me il marchio Gucci dice poco, vorrei una buona cintura.

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il mio futuro impianto fotovoltaico stand alone

Vorrei un impianto fotovoltaico stand alone. Il conto energia? no grazie, non ho capitali che non so dove mettere e sono arci stufo di contratti con i gestori. Scelgo di rimanere libero.

Come forse già sapete, un impianto fotovoltaico genera corrente elettrica a 12-24 Volt e serve un inverter per la necessità dei 220 Volt.

Non è che voglio (nè posso) staccarmi dal gestore elettrico, il mio intento sarebbe quello di alimentare gli apparecchi elettrici che utilizzo di giorno possibilmente con il sole (fotovoltaico stand alone) e tutto il resto pagando la bolletta al gestore.

Parlo sicuramente da incompetente e pochissimo preparato, ma questo sarebbe il mio disegno.

Le ragioni? Trovo un po’ stupido che mentre splende il sole il frigo consumi corrente da pagare in bolletta, e anche il computer, le stampanti, i telefoni, gli stand-by, la caldaia, la pompa dell’impianto di riscaldamento.

Per quel che ho letto in giro, mi serve una cella solare, una batteria e un inverter.

3 componenti da assemblare… sembra facile!

Penso ad una batteria, cioè un accumulo di energia, come supporto all’impianto elettrico ed eventualmente per stoccare l’elettricità che non ho utilizzato mentre c’era il sole.

Non ho ancora ben capito come scegliere il pannello fotovoltaico, ma credo che debba essere in silicio monocristallino (efficientissimo) e con un certo numero di Watt di potenza di picco. Non mi sogno nemmeno di tornare sul tetto per installarlo, quindi l’irraggiamento non sarà ottimale, ma una posizione decente la troverò anche in giardino. E comunque l’inclinazione ottimale di 35° potrebbe essere ritoccata a mano in ogni stagione.

So che produrrà corrente continua a 12 Volt e che mi servirà un regolatore di carica (protezione da sovraccarica, sovrascarica, corto circuito, tuoni e collegamento sbagliato) per dirigere l’energia prodotta dal sole ai miei apparecchi elettrici.

In realtà non ho ben capito come potrò decidere quali apparecchi useranno questa energia regalata dal sole… Se a pranzo volessi cuocere gli spaghetti, immagino che la mia mini energia elettrica solare (più quella accumulata nella batteria) verrebbe divorata dalla mia piastra ad induzione in un sol bloccone. Approfondirò. Certo è che Watt son Watt, e quindi se li mangia il frigo, la stampante, o l’induzione è uguale: quei Watt sono comunque offerti dal sole. O no?

Grazie al regolatore di carica potrò anche sapere se c’è disponibilità di energia, e quindi vedendo la spia led spenta potrei magari posticiparne il consumo, se proprio non fosse una cosa urgente. Potrei cuocere gli spaghetti alle 13:30 invece che alle 12. O accendere la stampante nel pomeriggio, quando il sole avrà offerto tutti i suoi raggi! Stampo alle 11 quello che dovrò avere necessariamente su carta, ma accenderò la stampante solo nel pomeriggio.

Diventerà una vita complicata? Insomma, i miei 1300 grammi di cervello mi saranno di supporto e le sinapsi probabilmente si addomesticheranno a questa nuova gestione del consumo dell’energia elettrica. Sì, ne sono sicuro, le mie sinapsi chimiche ce la faranno.

Deciso il pannello fotovoltaico e i Watt di potenza di picco potrò scegliere il regolatore (che avrà almeno quei Watt di potenza).

Il mio elettricista preferito, Angy Bottura, mi aiuterà a collegarlo

  • al pannello fotovoltaico
  • alla batteria
  • all’inverter
  • e agli apparecchi elettrici (e qui non ho ben capito come si farà)

Poi non ho capito un bel niente della capacità nominale della batteria, e della capacità a livello pratico (utile).

L’inverter porta la tensione in uscita (12 Volt) a 220 Volt (la corrente continua che arriva dal pannello fotovoltaico (e dalla batteria?) diventa corrente alternata). Come tutti gli intermediari, anche lui, vuole la sua percentuale! e la vuole in forma di corrente. Ho letto che bisogna stare attenti, consuma!

La batteria giusta mi sembra un’altra cosa complicata: ho letto che capacità nominale non significa capacità di accumulo effettivo (parliamo di Wattora). La capacità nominale è il prodotto Volt x Ah. Comunque i veri Watt/h utilizzabili sono molti di meno.

Oltre a tutti i dubbi sull’installazione, e sulla scelta dei componenti, mi resta ancora il dubbio atavico: ha senso perdere tanto tempo a progettare il  mini impianto fotovoltaico stand-alone-low-cost per il ratto dei Watt al Sole?

Forse ha senso per il piacere di sfidare il sole con la tecnologia disponibile e poi per vedere una lampadina ikea a led da pochi Watt far luce per ore ed ore. Boh

Probabilmente tutta la soddisfazione potrebbe dipendere dalla capacità di stoccaggio della batteria o delle batterie in parallelo, ma allora l’investimento salirebbe e la delusione sarebbe dietro l’angolo.

Che fare?

            

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Vorrei anche il fotovoltaico, ma sono in condominio

Ho offerto consulenza per un progetto di isolamento interno – sì il mio cliente vive in un condominio ed era stanco di attendere la decisione che non si prenderà mai a favore di un sistema a cappotto.

Peccato che proprio i condomìni abbiano sempre enormi difficoltà a raggiungere l’accordo per realizzare un isolamento esterno, tutti insieme, dividendo la spesa ed ottenendo enormi benefici. Benefici sia in termini di comfort e sia in termini di agevolazioni fiscali. Le spese di cantierizzazione e altre spese annesse all’opera vanno suddivise e risultano molto meno pesanti che per un proprietario di casa singola. Ma sarà sempre così.

Il mio cliente voleva poco ingombro interno e materiali non pericolosi per la salute – che è quello che suggerisco sempre nel caso si intervenga sul lato interno.

Non spingendo sullo spessore ovviamente non si raggiungono trasmittanze fantastiche, ma il comfort invernale triplica e anche la bolletta per riscaldamento scende. Insomma isolare da dentro se da fuori non si può è una cosa da fare assolutamente. As-so-lu-ta-men-te.

Passato l’inverno e passata l’estate, il tema del risparmio energetico è tornato a ronzare nelle orecchie del mio cliente:

Vorrei anche il fotovoltaico, ma sono in condominio!

Chi abita in condominio deve rinunciare al fotovoltaico?

Se il condominio diventa soggetto responsabile dell’impianto, allora si può installare un impianto fotovoltaico nelle parti comuni

  • serve l’autorizzazione all’unanimità (anche se alcuni condòmini non vogliano partecipare all’installazione).

Il condominio diventa un soggetto che gestisce una parte comune (superficie di installazione dell’impianto fotovoltaico) in rappresentanza e nell’interesse dei condòmini stessi e se l’impianto fotovoltaico non supera la potenza di 20 kW, l’energia immessa in rete (scambio sul posto) regalerà proventi tassati al singolo condòmino come reddito diverso secondo i millesimi di proprietà.

Superando i 20 kW si sarebbe costretti a costituire una Società di fatto tra i condòmini (Partita Iva, Irap ecc).

Informati di più sul V conto energia andando al link dedicato.

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Impianto fotovoltaico e sistemi di accumulo

Sapere che gli impianti fotovoltaici producono energia elettrica prendendo il sole è una sensazione di futuro pulito e di intelligenza umana – dunque l’uomo non sa solo fare la guerra o andare in osteria.

Ma può essere l’impianto fotovoltaico così come lo conosciamo oggi il pilastro delle energie rinnovabili? Può essere che a furia di installare pannelli sui tetti ci libereremo dalla dipendenza dal fossile e dal nucleare?

Non credo proprio – si sa che la notte è buia.

È chiaro che fino a che tutti gli impianti fotovoltaici non saranno dotati di sistemi di accumulo…

non andremo lontano.

Sarà lo stoccaggio dell’energia a portare il grande cambiamento. Sono i sistemi di accumulo ad avere un ruolo decisivo per il nuovo mondo che ci aspetta!

Ma se siamo convinti di questo, perchè la Strategia Energetica Nazionale investe nelle vecchie agevolazioni?

  • dobbiamo correre a introdurre tariffe differenziate! in modo da premiare il contributo del solare disponibile nelle ore serali.
  • chi accumula va premiato.
  • chi abbina fotovoltaico ad un sistema di accumulo va incentivato.

E questa è solo logica: quale idraulico installerebbe un solare termico senza accumulo (senza poter accumulare l’acqua calda prodotta dal sole)?

I sistemi incentivanti del Conto Energia non sono la chiave del futuro: la tariffa premio per l’autoconsumo dell’energia prodotta e la remunerazione dell’energia prodotta in eccesso immessa nella rete (acquistata dalla rete) spingeranno sempre qualcuno ad installare un impianto fotovoltaico in vista di benefici economici più o meno soddisfacenti, ma non sono una risposta al desiderio di un paese indipendente dal fossile e dal nucleare.

            

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Idroelettrico, solare, eolico e l’equilibrio delle reti

In un precedente articolo vi avevo parlato della sigla V2G, Vehicle-To-Grid (la tecnologia che consente di sfruttare le batterie delle auto elettriche per accumulare energia). Uno stabilizzatore dei sistemi elettrici dove l’eolico e il fotovoltaico non sono equilibrati:

  • un’auto elettrica collegata alla rete ha un ruolo importantissimo: contribuisce a stabilizzare la rete: se tutte le reti elettriche avessero migliaia di batterie auto collegate la rete sarebbe stabile (una rete con tanti piccoli porcellini salvaenergia)

Dobbiamo afferrare questo concetto! le energie verdi (per loro natura intermittenti: il fotovoltaico produce solo di giorno e con efficienza variabile, il vento produce in base alle condizioni meteo, l’idroelettrico in base alle stagioni) possono difficilmente garantire l’equilibrio della rete.

E chi di noi sopporterebbe cali di tensione o black out? Continua a leggere

Fotovoltaico sovradimensionato, non elettrifichiamoci del tutto

Premesso che l’energia elettrica proviene quasi tutta da fonti fossili e nucleari, (risorse che l’Italia importa), e premesso che gli impianti fotovoltaici sui nostri tetti hanno la loro maggiore produzione di giorno e in estate (quando ci serve poca energia) è intelligente elettrificarsi il più possibile?

Gli ultimi dati dei miei monitoraggi di casa parlano chiaro:

  • consumo medio giornaliero estivo (maggio-settembre) kW/h 4,3
  • consumo medio giornaliero invernale (ottobre-aprile) kW/h 8

il riscaldamento e l’acqua calda sanitaria ACS sono invece completamente a carico di una caldaia a condensazione con ACS istantanea senza accumuli:

  • consumo medio giornaliero estivo (maggio-settembre) 0,1 mc metano
  • consumo medio giornaliero invernale (ottobre-aprile) 5,1 mc metano

Se la domanda di energia termica ha sempre il suo picco in inverno e anche volessi rivoluzionare il mio impianto per coprirlo con l’elettricità, non riuscirei a farmi bastare il fotovoltaico.

Ho letto che in Italia, nei 3 mesi invernali, tutte le rinnovabili insieme coprono 1/4 del fabbisogno elettrico nazionale.  Quindi, per soddisfare tutta la domanda di calore con la sola elettricità, si dovrebbe aumentare considerevolmente il fotovoltaico, che poi d’estate offrirebbe energia senza domanda.

Il sogno di ogni proprietario di nuova costruzione è alimentare il più possibile la pompa di calore PdC con il proprio fotovoltaico: ed ecco che inseguendo questo sogno si punta a sovradimensionare il FV fino a non ottenere ritorni economici.

La pompa di calore PdC, a parte la sua fastidiosa rumorosità, ha un comportamento molto efficiente se le temperature non sono rigide: per non avere brutte sorprese informiamoci sul suo coefficiente di prestazione Stagionale SCOP invece che limitarci a leggere il COP. La Pdc, in ogni caso, permette di utilizzare l’energia elettrica… per tutti i nostri bisogni (riscaldamento e acqua calda).

A differenza del fotovoltaico, il solare termico è invece molto interessante perchè offre direttamente energia termica: ma facciamo tre conti:

  • il mio consumo estivo per produrre ACS è 0,1 mc/giorno metano,
  • quindi ogni estate brucio circa 12€ di metano per continuare ad avere acqua calda sanitaria

dovrei andare sul tetto ad installare un impianto solare termico e poi scendere dal tetto per installare un accumulo ed occupare almeno 1 mq di ambiente interno? E quanto è costato un metro quadrato della nostra abitazione? 1500€? 2500€? 3500€? 4500€?

Certo che rinunciando a priori al fotovoltaico e al solare termico come possiamo partecipare alla innovazione di tutte queste tecnologie?

E’ un po’ come dire – io non compro nè un’auto elettrica, nè un’auto ibrida, continuo a preferire un’economica auto a benzina. Forse non è un comportamento lungimirante e rispettoso di un buon futuro.

Ecco, non vi ho dato nessuna perla di saggezza per i vostri nuovi o vecchi impianti, nè vi ho insegnato a decidere con più consapevolezza. A volte i problemi non hanno soluzioni ben precise ed è intelligente parlarne in lungo e in largo.

            

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Indipendenza energetica di casa nostra

Il sogno di eliminare la dipendenza dalla fornitura di gas deve restare tale?

  • pannelli fotovoltaici
  • geotermia in pompa di calore
  • VMC centralizzata
  • pannelli solari termici
  • impianto di recupero acque piovane e grigie per utilizzo idrosanitario (non potabilizzazione) e irrigazione giardino

sono tutte cose disponibili e già funzionanti in molte abitazioni, ma facciamo una nota di chiarimento, così da non confondere le richieste di energia dell’involucro e degli abitanti! esse vanno distinte in

  • energia elettrica
  • e energia termica

tutto indipendentemente dalla volontà di eliminare il gas come veicolo energetico.

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-06

La geotermia aiuta solo quella termica (che ovviamente avendo come generatore una pompa di calore si traduce anche in una minore richiesta elettrica) ma per una costruzione monofamiliare a bassissimo consumo rimane una spesa poco ammortabile – l’investimento iniziale è molto elevato.

L’energia elettrica ci serve… e per rendersi quanto maggiormente possibile autonomi l’unico consiglio, ad oggi, è abbinare il fotovoltaico a sistemi di accumulo elettrico di nuova generazione quali il modulo UNE con batteria al sodio cloruro nickel brevetto Fiamm ( sono ancora costosi ed ammortizzabili non prima di 7/8 anni ).

Costruire un edificio autonomo, diciamo autarchico, resta di fatto troppo costoso e troppo complesso per la tecnologia attuale.

Se non è ancora possibile poter fare a meno di qualsiasi rapporto o scambio con gli altri consoliamoci con il fatto che una Passivhaus monofamiliare da 150 mq presenta al padrone di casa costi complessivi di gestione (energia termica + elettrica) intorno ai 500 €/anno. Si può dire che per evitare spese mensili di 40€ sia inutile la ricerca dell’autonomia assoluta.

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Lo standard passivo è anche la richiesta dell’Europa per i nuovi edifici a partire dal 2020 e non è fantascienza: ci sono oltre 50.000 fabbricati edificati ad oggi. E’ il miglior risultato ottenibile in rapporto costo / rendimento / comfort abitativo e, non da ultimo, rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

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Come esempio posso citare la casa qui sopra, da noi costruita a Roncone (TN), una delle prime case attive italiane certificata Passivhaus:

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La produzione di energia elettrica è maggiore del totale dei consumi dell’intero fabbricato includendo:

  • riscaldamento
  • deumidificazione
  • produzione acqua calda sanitaria
  • ventilazione meccanica
  • illuminazione
  • energia elettrica primaria per utilizzi domestici (frigorifero, lavatrice, lavastoglie, asciugacapelli, etc )

Ovviamente la casa si considera a bilancio positivo su base annuale poichè durante la fase invernale preleva l’energia eventualmente necessaria dall’esterno e la compensa con la sovrapproduzione estiva: come già detto, è estremamente complesso e costoso rendersi autonomi durante l’inverno e dati i ridottissimi costi di mantenimento di una Passivhaus, assolutamente antieconomico.

immagini e testo offerte da:
aktivhaus.eu logo
aktivhaus.eu address 

per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

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Fotovoltaico a costo zero?

Ho letto che una sanzione di 640mila euro è stata irrogata dall’Antitrust al Gruppo G. Power, per le pratiche commerciali adottate nella vendita di impianti per lo sfruttamento dell’energia solare e la produzione di elettricità e calore. Pratiche ingannevoli circa gli effettivi risparmi ottenibili e aggressive perchè limitative del diritto di recesso (penale pari al 25% del valore dell’impianto in caso di recesso).

fotovoltaico-costo-zero-prezzo-unitario-kwh-bolletta-04

Tali impianti venivano prospettati come a costo zero: tra i risparmi ottenibili e i ricavi dalla vendita dell’energia in surplus…

  • proviamo a ridurre al massimo i nostri consumi di energia prima di fare investimenti poco trasparenti per ottenere nuova energia!
  • monitoriamo i nostri consumi facendo autolettura e autocritica (soprattutto)
  • leggiamo con attenzione le bollette che riceviamo
  • analizziamo attentamente gli importi fatturati

fotovoltaico-costo-zero-prezzo-unitario-kwh-bolletta-03

Vi siete mai resi conto del vostro effettivo consumo di energia elettrica?

il totale da pagare in bolletta dice poco nulla dei vostri consumi energetici – gli importi fatturati invece ci dicono qualcosa di più!

leggiamo la mia bolletta da 161,44€ del bimestre giugno-luglio:

  • spese per la materia energia 36,17€
  • spese per il trasporto e la gestione del contatore 39,34€
  • spese per oneri di sistema 49,67€
  • altre partite 3,85€
  • totale imposte e iva 32,41€

… per il mio consumo effettivo di 36,17€ dovrei farmi finanziare dalla banca un impianto fotovoltaico completo e poi salire sul tetto a farmelo installare?

fotovoltaico-costo-zero-prezzo-unitario-kwh-bolletta-02

Ma visto che parliamo di cifre, il costo medio unitario del kWh, qual’è?

  • il costo medio unitario del kWh come rapporto tra il totale pagato e i kWh consumati è di ben 0,49 €/kWh (eh sì, avete letto bene: mezzo Euro!)
  • il costo medio unitario del kWh come rapporto tra le spese per la sola materia energia e i kWh consumati è invece 0,11 €/kWh

Letto tutto questo si potrebbe reagire dicendo che nemmeno vale la pena sostituire una vecchia lampadina con una nuova a led…

In fondo solo ¼ della bolletta riflette i nostri consumi reali.

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Forse l’unico senso del fotovoltaico è installare anche una batteria domestica come quella proposta dalla Tesla: la Powerwall è la batteria domestica che si carica utilizzando l’elettricità generata dal fotovoltaico o quando le tariffe elettriche sono basse. Per la casa è comunque una riserva di energia elettrica di backup.

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Powerwall consente di massimizzare l’autoconsumo di energia solare: con 6,4 kWh di capacità di accumulo di energia possiamo sfruttare l’elettricità generata dal fotovoltaico tutte le sere:

  • è una batteria agli ioni di litio ricaricabile con controllo termico del liquido garantita 10 anni con 92,5% di efficienza CC in entrata e uscita
  • potenza di 3,3 kW e profondità di scarica 100%
  • tensione 350 – 450 volt compatibile con reti elettriche monofase o trifase.
  • corrente 9,5 Ampere (il convertitore CC/CA non è incluso)
  • 97 kg da attaccare al muro

Un po’ di indipendenza non guasta:

 Ho sempre detestato il fotovoltaico e il conto energia e i finanziamenti e la burocrazia che li accompagna, ma un impianto fotovoltaico che ricarica la mia batteria e mi rendesse indipendente mi alletta molto:

  • usare l’energia solare accumulata mi piace molto di più dell’idea di rivenderla alla rete per fare una mini speculazione. 

Qual’è la vostra opinione?






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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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ACS, acqua calda sanitaria e fotovoltaico

Chi è alle prese con un edificio di nuova costruzione avrà già scoperto che è obbligato dalla legge ad installare un impianto fotovoltaico.

Andiamo a scoprire come l’energia proveniente dal pannello può venire in contro al nostro bisogno di acqua calda sanitaria. E soprattutto se l’energia pulita del sole copre una buona (o troppo bassa) percentuale di quanto serve al termoboiler.

  • casa di 4 persone
  • consumo pro-persona  70 litri / giorno
  • temperatura ingresso acqua fredda acquedotto 10 °C ed utilizzo ACS a 40 °C.

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Con 365 giorni di utilizzi domestici si consumerebbero 3555 kWh, escludendo le perdite di calore per distribuzione.

Un fotovoltaico da 3 kW di picco (senza conoscere luogo, esposizione, ombreggiamenti e resa dei pannelli), ipotizzando una produzione annua di 3000 kWh, è insufficiente a coprire i fabbisogni di acs.

E dobbiamo tenere presente altri aspetti:

  • quando il fotovoltaico produce, deve essere utilizzato immediatamente per lo scambio sul posto
  • solitamente l’acqua è più utilizzata la mattina e la sera e serve nuova energia elettrica per ripristinare l’acqua calda consumata
  • nel boiler elettrico difficilmente si riesce a ripristinare la temperatura voluta con il solo fotovoltaico.

Possiamo stimare indicativamente che il fotovoltaico, in generale, somministra non più del 10%, pertanto, il denaro speso per il fotovoltaico + l’energia elettrica presa dall’ente erogatore non ha un ritorno economico vantaggioso.

Rimane invece vero il fatto che la spesa impiantistica iniziale è bassa.

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ACS, acqua calda sanitaria gratis dal fotovoltaico?

Sfruttare meglio l’energia del sole è il sogno di ognuno.

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Una famiglia di 4 persone, con 2 bagni provvisti di doccia, può produrre acqua calda sanitaria (acs) con una pompa di calore (pdc) visto che è stato installato un impianto fotovoltaico per approfittare del conto energia.

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Ma quanto deve investire per pompa di calore (pdc) e accumulo proporzionato alle esigenze? Fino a 3 docce senza lunghi intervalli di attesa.

Innanzitutto teniamo d’occhio 3 cose:

  • verifichiamo se la pompa di calore sia predisposta per comprendere il fatto che ci sia un fotovoltaico e per garantire questo aspetto la pdc deve possedere questa sigla: SG.
  • verifichiamo la capienza: gli accumuli, sia di acqua calda sanitaria che termici o per raffrescamento devono essere sempre un attimino più grandi perchè la pompa di calore, leggendo che c’è produzione di energia dal fotovoltaico, aumenta solo la temperatura di accumulo dei serbatoi (degli accumuli).
  • controlliamo l’assorbimento elettrico della pompa di calore: che non sia troppo grande per il fotovoltaico già installato o da installare.

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Facciamo un esempio:

se il fotovoltaico è da 3 kW e voi installate una pompa di calore da 10 kw termici che cosuma elettricamente circa 3.2 kW il sistema fotovoltaico difficilmente potrà dialogare con il fotovoltaico…!!!!

Tanto per dare un paio di numeri:

Una pompa di calore di buona qualità (tubi, valvole e coibentazione compresi) per una civile abitazione si aggira intorno ai 15mila €uro. 

1 € a doccia per dieci anni vi sta bene?


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La mia futura auto è in progettazione

Ho investito tutto nella casa, non potrei mai permettermi una macchinona potente veloce e lussuosa. Ricordo un’ emozionante corsa in Porsche Targa di un conoscente quando ancora non avevo l’età della patente

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e più tardi, sempre sul sedile del passeggero, una corsa su strade innevate dentro ad una scomoda ma strabiliante MG

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Strada di montagna, in salita grazie al cielo. Dopo i primi tornanti mi sono sentito fortunato – fortunato di esserci ancora. Una lumaca davanti a noi – ho subito pensato di essere salvo. Sorpassiamo. Non credevo fosse una manovra possibile per la fisica (già a quei tempi ero una schiappa in fisica) – il sorpasso riesce alla perfezione, stupisce me e anche i sorpassati, da lì in poi nessun ostacolo. La MG sembrava volare sul ghiaccio.

Forse tutti noi che abbiamo visto l’auto crescere, diffondersi, migliorare e diventare anche comoda veloce e parca grazie al continuo downsizing dei motori abbiamo avuto il sogno di guidare qualcosa di forte da grandi.

I tempi sono cambiati, come i gusti e i sogni. Per me il rombo è diventato un fastidio e il motore a scoppio stesso mi sembra un vecchiume tenuto in vita perchè c’è tanto petrolio.

Mi muovo ancora anch’io con un’auto a benzina,

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ma la gran voglia del modello successivo e di cambiare auto è sparita col tempo e l’età. Un’auto nuova, bella pulita e profumata è sempre un piacere, non lo posso negare… ma l’idea di sollevare il cofano e trovarci sotto l’ennesimo groviglio maleodorante mi delude al solo pensiero.

Ho isolato il tetto di casa con 22 centimetri di fibra di legno con la speranza di avere inverni più piacevoli ed estati meno calde, ho coibentato anche le pareti dall’esterno per ridurre le dispersioni: un grande investimento. Lungimiranza? Visione del futuro? Voglia di Indipendenza da tanto bisogno di energia? Questione di agevolazioni fiscali? Un po’ tutte queste cose messe insieme.

Ma se credo nell’abbassamento della bolletta energetica e delle emissioni, posso sognare di correre con un’auto a benzina o a gasolio?

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Il sogno se n’è andato – ho altri sogni.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

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Non voglio più un’auto a benzina o a gasolio. So che ce ne sono di bellissime, ce ne sono di tutti i colori e per tutte le tasche, ma mi pare di comprare una roba vecchia. Una cosa che non ha più senso.

I più tecnici e i più informati mi vorranno ricordare che l’auto elettrica utilizza comunque energia non pulita: l’emissione di CO2 per ogni kWh elettrico prodotto, varia notevolmente tra le nazioni e dipende dal mix di fonti energetiche utilizzate per produrre energia. Considerando l’ energia elettrica e calore generati da combustibili fossili, nucleare, idroelettrico, geotermia, solare e biomasse in Italia  l’impronta CO2 g/kWhel vale 406 (se consideriamo solo la produzione di energia elettrica (non calore) il valore sarebbe maggiore, 531). Se vuoi approfondire clicca qui.

Quindi, lo so che l’energia elettrica è sporca e il suo trasporto dalla fonte all’utilizzo è inefficiente, ma almeno lo “sporco” è concentrato alla produzione: al mio passaggio non tolgo il respiro ai passanti sul marciapiede, alle biciclette che mi seguono e alle finestre che affacciano sui viali. Non esco dal giardino avvelenando i bambini che giocano. Secondo me, chi può permetterselo deve guidare elettrico, e dare una buona spinta al mercato in tal senso.

Il futuro non può più essere bruciare il petrolio sotto il cofano.

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Con meno di 1,5 € di corrente per 100 km potrei guidare questa 100% ELETTRICA:

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Tra il suo costo e le dimensioni, sicuramente mi tengo la mia vecchia e buona auto ancora qualche annetto. Sarebbe un incubo sborsare una cifra simile per muovermi con quest’auto lillipuziana. Questa Citroën C-ZERO con motore elettrico di 49 kW, alimentato da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 14,5 kWh garantita 8 anni o 100.000 Km, raggiunge i 130 km/h e un’autonomia di circa 150 km. Ma con il suo prezzo si può fare efficienza energetica ad una casa intera e l’emozione di guidare una C zero credo sia poco superiore al suo nome.

Gallina vecchia fa buon brodo:

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Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Ovviamente elettrica! E non ibrida: non voglio nemmeno per sogno avere un motore termico con tutte le noie e rogne annesse + un nuovo motore elettrico d’aiuto per compensare i consumi e le prestazioni. Se devo spendere per guidare un’ibrida rinuncio subito, mi tengo la mia gallina vecchia.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Allora vorrei guidare il futuro. Il passato l’ho già guidato abbastanza, la mia prima auto risale al febbraio 1985. Sono trent’anni che vado dal benzinaio.

Ho prenotato questa

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Potrebbe essere il mio “pesce d’aprile” per i lettori, ma potete farlo anche voi con 1.000€ cliccando sulla pagina ufficiale Tesla Model 3.

Mi sembra una cifra ben riposta, un buon passo per concludere bene il 2017:

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Avrete già sentito parlare di Tesla… chi è stato a KlimaHaus 2016 a Bolzano l’avrà anche vista parcheggiata nel piazzale, si trattava della grossa Model S, la bestia per pochi:

klimahaus 2016 bolzano tesla model s

Verso la fine del 2017 Tesla promette di consegnare il nuovo Model 3, la sua piccola elettrica, ad un prezzo di circa 35mila Euro, che è il prezzo di una Passat 1.6 Turbodiesel (sentito che parola orribile? .. tur-bo-die-sel).

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La Model 3 non è proprio una piccola:

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Sono pochini 345 km di autonomia?

Me li farò bastare. Pianificherò meglio i viaggi, sarà il prezzo da pagare per indirizzare il futuro nel verso giusto, già che i Supercharger sono paline di ricarica gratuite! E dopo pochi minuti, dalla stazione che contiene vari Supercharger, si può riprendere il viaggio: guarda dove li trovi sulla mappa.

In fondo, se per colpa della scarsa autonomia acquistassi un’altra auto a gasolio è come se dicessi al mercato dell’automobile << continuiamo così, facciamoci del male >>

Ma torniamo a parlare di corrente, di energia elettrica:

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Tesla propone la Powerwall che è una batteria domestica che si carica utilizzando l’elettricità generata dal fotovoltaico o quando le tariffe elettriche sono basse. Per la casa è comunque una riserva di energia elettrica di backup.

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Powerwall consente di massimizzare l’autoconsumo di energia solare: con 6,4 kWh di capacità di accumulo di energia possiamo sfruttare l’elettricità generata dal fotovoltaico tutte le sere:

  • è una batteria agli ioni di litio ricaricabile con controllo termico del liquido garantita 10 anni con 92,5% di efficienza CC in entrata e uscita
  • potenza di 3,3 kW e profondità di scarica 100%
  • tensione 350 – 450 volt compatibile con reti elettriche monofase o trifase.
  • corrente 9,5 Ampere (il convertitore CC/CA non è incluso)
  • 97 kg da attaccare al muro

Un po’ di indipendenza non guasta:

 Ho sempre detestato il fotovoltaico e il conto energia e i finanziamenti e la burocrazia che li accompagna, ma un impianto fotovoltaico che ricarica la mia batteria e la sera o in caso di problemi alla rete elettrica, essere in grado di alimentare la mia casa, e i miei elettrodomestici, mi alletta molto:

  • usare l’energia solare accumulata mi piace molto di più dell’idea di rivenderla alla rete per fare una mini speculazione. 

Italia 1a al mondo x contributo fotovoltaico in mixelettrico nazionale

Sapete che la classifica dell’efficienza energetica vede l’Italia al 1° posto, davanti a Germania e Regno Unito? Lo rileva il “Ranking 2016 dell’Efficienza Energetica Mondiale”. Non abbassiamo la guardia!

E voi? come la pensate? Continuiamo così?

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Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Dai dati del Q2 2014 European Architectural Barometer reportsecondo gli architetti, nei prossimi cinque anni in Italia sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento, seguita dal riscaldamento a pavimento e dal fotovoltaico. In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore e le soluzioni adatte al recupero del calore.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

Ma in che mani siamo? E’ l’architetto che solitamente accompagna il committente nel più o meno lungo percorso verso la nuova casa. E’ lui che ascolta le esigenze, i sogni e le aspettative e diventa la prima figura in fatto di proposte e soluzioni.

Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico

sarà l’illuminazione Led ad avere il sopravvento

  • che dire? anche il più imbecille che è andato all’ IKEA sabato scorso si è reso conto che la lampadina con tecnologia LED consuma 10 volte meno di quella che ha a  casa (e senza completare studi di architettura).

il riscaldamento a pavimento

  • non per dire che sono stato il primo, ma senza sapere nulla di risparmio energetico già nel lontano ’96 avevo deciso che i termosifoni sarebbero rimasti un ricordo della casa di mia mamma e infatti ho posato uno dei primi pavimenti radianti a Padova. Ammetto di non averlo gestito bene e di aver buttato tanti soldi in un pannello di controllo tanto avveniristico quanto inutile per gestire orari, giorni, settimane e stagioni per zone: 200mq gestiti male, ma a pavimento… (cattivi consiglieri, cattivi consigli). Dal 2005 sono alla gestione del mio secondo personale impianto radiante, senza pannello di controllo stile Soyuz Led, riscaldamento a pavimento e fotovoltaico e senza sonda esterna: il pilota sono io. Grande comfort e grande risparmio in casa energivora.  Sottolineo: e-ner-gi-vo-ra, energivora! Molto disperdente, per capirci. Spero che gli architetti che prevedono largo uso di radiante  a pavimento conoscano bene le esigenze di case più coibentate che negli anni passati riguardo l’inerzia e la gestibilità dell’impianto in relazione agli apporti solari diversi per ogni edificio e per ogni zona climatica.

e il fotovoltaico

  • sì, ma quanto fotovoltaico? per quale consumo? per quali esigenze?

In ultima posizione troviamo invece le pompe di calore

  • la caldaia a condensazione si è fatta un nome nel campo del risparmio energetico! e poi la caldaietta ce la fa sempre: “nella buona e nella cattiva sorte, in ricchezza e in povertà, in salute e in malattia, ripongo la mia fiducia in te ora e per …” Allora? le pompe di calore non danno fiducia agli architetti perché dietro ci dev’essere una buona progettazione? Eppure è il futuro!

e le soluzioni adatte al recupero del calore

  • ho incontrato di rado (mai) architetti favorevoli alla ventilazione meccanica controllata con recupero di calore. Sono veramente preoccupato per il comfort dei loro committenti.

vale sempre il motto:

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Il fotovoltaico nel catasto

Non ho mai nascosto il mio pensiero sul fotovoltaico:

  • tecnologia fantastica
  • fortuna che qualcuno ci abbia investito dei quattrini e che la tecnologia sia potuta migliorare
  • fonte energetica strategica: chi può fermare un popolo armato di energia?
  • bello da vedere sui tetti
  • brutto da vedere a terra
  • sbagliato se visto come fornitore di energia per edifici energivori – prima seguiamo il mio motto: + involucro – impianti!

fotovoltaico nel catasto

Ma sanno tutti che esiste una natura “fiscale” del fotovoltaico? Possono gli impianti solari essere considerati beni immobili? L’Agenzia delle entrate con la circolare 36/E del 19 dicembre 2013 sostiene l’obbligo di accatastamento: il fotovoltaico insieme all’unità immobiliare produce un reddito temporalmente rilevante.

La stranezza è che nell’ambito dell’attività professionale il fotovoltaico rientra nei beni mobili strumentali (aliquota di ammortamento pari al 9%, ammortizzando il costo in 11 anni) mentre l’impianto fotovoltaico in catasto si trasforma in bene immobile. Ma se è un bene immobile si dovrebbe applicare un’ aliquota di ammortamento pari al 4% annuo, come per i fabbricati destinati all’industria, in 25 anni.

Ho chiamato questo articolo “il fotovoltaico nel catasto”, avrei dovuto chiamarlo “il fotovoltaico nella catastrofe”.

Questa Repubblica delle banane ci costringerà ad installare il fotovoltaico di nascosto! o a smontarlo alla luce del sole.

In questo caos normativo

non installerei un impianto fotovoltaico
installerei comunque un impianto fotovoltaico
installerei un impianto fotovoltaico senza accatastarlo

Ognun s’arrangi…

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Ragionamenti sul mini fotovoltaico

Come progettista della coibentazione penso sempre a come non fare uscire l’energia dall’involucro edilizio piuttosto che a come approvvigionarmene. Ma è pur sempre necessaria e non solo per riscaldarsi o raffrescarsi.

Dobbiamo allora buttarci tutti sul fotovoltaico? Per deformazione professionale vorrei consumare così poco da rimanere indifferente e alle offerte e ai prezzi dell’energia elettrica. Ma è pur vero che un tot di energia la usiamo e dobbiamo averla disponibile, comprata dalla rete o comprata dal sole, ci serve!

mini fotovoltaico

Allora ecco la domanda:

  • se il migliore impianto fotovoltaico è quello che massimizza l’autoconsumo non sarebbe intelligente calcolare il proprio consumo “certo” giornaliero e installare un fotovoltaico piccolo solo per coprire questa fetta di energia? 

 Così mi risponde gentilmente Alberto Berardi – Electrical Engineer – IRCI S.p.A. Engineering, PV O&M, Buyer, R&D e ESS (Energy Storage System):

occorre tenere in considerazioni diversi fattori. Ne riporto alcuni:

 Negli ultimi dieci anni una famiglia media con contratto di fornitura 3kW di potenza impegnata e consumo annuo 2700kWh (molto basso, quindi siamo molto cautelativi come dati iniziali) nel 2004 0,12euro/kWh (compreso costo energia, costi rete, oneri di sistema e imposte), nel 2013 siamo arrivati a 0,19euro/kWh… +58% di aumento del costo della bolletta in 9 anni (www.autorita.energia.it/it/dati/eep35.htm). Quindi mediamente +6,4% di aumento all’anno. Sono i primi dati su cui occorre riflettere per capire la bontà dell’investimento.

Detto ciò, occorre anche dire che oggi il costo dell’energia prelevata dalla rete nella fascia giornaliera F1 rispetto alla fascia serale-notturna-festiva F2-3 è di solo 0,01euro superiore, quindi non è “fondamentale” fare la lavatrice di sera (qualche anno fa senza “FV” la differenza era oltre il 30%)..

 Tralasciando il discorso degli utenti che consumano più di 4000kWh e il costo a kWh arriva a 0,35kWh.

Costo impianto FV 3kW, facciamo un bel impianto spendiamo 7.000e con iva, con detrazione 50% è come se ci “costasse” 3.500. Consideriamo che l’inverter “sfigato e fuori garanzia muore dopo 10-15anni”. Aggiungiamo altri 500e (costo ipotizzato dell’inverter tra 10-15 anni). Totale 4000e.

Consideriamo ora che l’impianto produca 3.000kWh per anno, per 25 anni (75.000kWh), dividiamo il costo dell’impianto per l’energia prodotta nella vita dell’impianto

4000 / 75000= “0,05 euro / kWh “.

 NB. tra 25 anni l’impianto non si spegne, funziona ancora, oppure può essere sostituito con un altro più performante..

 0,05euro/kWh fisso da oggi e per i prossimi 25 anni, senza inflazione, ecc.

 Questo è un dato su cui riflettere se avessimo autoconsumo 100%;  è il costo a kWh prodotto da tecnologia Fotovoltaica.

 “Mentre senza FV, 6,4% * 25 = +160% di aumenti, costo del kWh 0,5euro”

 ovviamente sono ipotesi.. comunque c’è un fattore 10 tra costo di energia tra FV e senza.

 Il discorso accumulo serve per avvicinarci in maniera intelligente e profiqua dal punto di vista economico a questo obbiettivo, avere cioè un buon autoconsumo.

 Se rispostassimo i consumi da serali a metà giornata (lavatrici, lavastoviglie, forno) in estate spesso sarà acceso anche un climatizzatore, quest’ultimo compensa bene la maggiore produzione di energia elettrica FV in estate, più sole più caldo più produzione FV più consumo condizionamento.. (((nota mia: non installate raffrescamento, ma proteggetevi dal caldo! amen.)))

Già così la quota di autoconsumo potrebbe essere tra il 20-40%, con accumulo tale percentuali salgono al 60-80%.

@Federico (premessa credo doverosa sopratutto per i non addetti ai lavori), hai centrato in pieno la soluzione, ricreare/misurare il profilo giornaliero dei consumi che comunque in genere non varia molto nei mesi al massimo in estate aumenta.. da questo profilo di consumo, mettendo insieme i dati di produzione giornalieri da FV, mettendo insieme i dati del sistema di accumulo si fanno alcuni business plan aumentando e diminuendo FV, aumentando e diminuendo l’accumulo; alla fine si sceglie quello che fa risparmiare maggiormente il cliente.

Chi spende 0,35euro a kWh passatemi il termine è un “PAZZO” se ancora non ha installato un impianto FV con e senza accumulo, e ce ne sono tanti..

altro discorso se il kWh lo paga 0,20 e ha tutti i consumi spostati di sera o di notte..

Installare FV “piccolo” ha senso, ma più che piccolo lo chiamerei sufficiente e ottimizzato per il suo fine. L’impianto sufficiente ha il difetto che ha un costo per kW installato un pò più alto rispetto ad un impianto di potenza maggiore, si tratta di trovare l’ottimo caso per caso…

 Visto le detrazioni, personalmente penserei ad un bel impianto, non risicato, domani i consumi potrebbero anche aumentare…una volta in casa c’era un televisore, oggi…

La mia efficienza energetica è partita da

nuove finestre
isolamento del tetto
isolamento a cappotto
isolamento dall’interno
nuovo impianto di riscaldamento
solare termico
fotovoltaico

            

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Una caldaia a GPL non è sinonimo di costi elevati

Avere una caldaia a GPL non è per forza sinonimo di costi elevati. Dipende sempre dal fabbisogno per riscaldamento e quindi dalla tipologia costruttiva dell’ abitazione e quindi dall’involucro, e quindi da come è stato progettato l’involucro.

caldaia gpl

Per assurdo, se l’oro fosse un combustibile, consumare oro andrebbe bene, ma solo se ne venisse consumato qualche grammo all’anno.

Una pompa di calore affiancata da un impianto fotovoltaico sul tetto sembra sempre la soluzione dei sogni…. ma rimane sempre una scelta commerciale di chi vende: e sta diventando La moda. Chi guarda il tetto luccicante del vicino di casa può anche credere che sia “efficienza energetica”, ma è efficienza un colabrodo energetico che prende il sole è lo trasforma in energia elettrica?

A cosa servono queste due ottime apparecchiature – PdC e fotovoltaico? Una per coprire l’altra?

  • e quanto costano?
  • e quanto ci danno?

Difficilmente il gioco vale la candela…. teniamo presente manutenzione etc.

Mai scegliere il nostro impianto per il sentito dire:

  • andiamo da uno o più tecnici,
  • descriviamo l’edificio,
  • analizziamo l’involucro, tetto, pareti esterne, finestre
  • guardiamo l’esposizione
  • raccontiamo il tipo di utilizzo, lo stile di vita, le persone che ci abiteranno
  • e chiediamo una relazione costi benefici – firmata.

Il tema è attualissimo e complicato: ogni casa, e perciò ogni progetto di impianti sono diversi.

vale sempre il motto:

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Pompa di calore sì, ma come scegliere?

Decidere di utilizzare la pompa di calore impone la scelta del tipo di PdC, e la scelta del contratto o tecnologia più convenienti per ottenere l’energia elettrica necessaria al funzionamento.

pompa di calore tipi

L’energia aerotermica, geotermica e idrotermica (energie rinnovabili) si estrae con la pompa di calore (PdC), sottraendo calore all’ambiente esterno, per fornirlo all’ambiente interno.

Il processo inverso in cui il calore si trasferisce da un corpo più caldo a uno più freddo è possibile consumando una certa quantità di elettricità oppure di gas.

L’energia consumata è però inferiore a quella impiegata da sistemi di riscaldamento tradizionali: la normativa europea in tema di energia dice che se il calore (energia termica) estratto da una pompa di calore eccede in maniera significativa la quantità di energia che serve al suo funzionamento, è considerato “rinnovabile”.

La pompa di calore può occuparsi del riscaldamento, ma anche dell’ acqua sanitaria:

  • per gli interventi di sostituzione di scaldacqua elettrici con scaldacqua a pompa di calore l’incentivo è pari al 40% della spesa sostenuta per l’acquisto. L’incentivo massimo erogabile è pari a € 400 per prodotti con capacità inferiore o uguale a 150 litri ed è pari a € 700 per prodotti con capacità superiore ai 150 litri.

Le pompe di calore possono anche funzionare per il raffrescamento estivo (quelle reversibili).

  • i contribuenti che sostengono le spese per l’installazione di una pompa di calore possono usufruire di una agevolazione fiscale nella misura del 55% delle spese sostenute, da ripartire in 10 rate annuali di pari importo.

Ricapitolando, ci sono pompe di calore di vario tipo, a seconda che estraggano calore dall’aria, dall’acqua o dal terreno, ma la bolletta elettrica salirà alle stelle? Si può definire a priori quale sia il contratto o la tecnologia più conveniente?

 pompa di calore contatore dedicato

Possiamo, e dobbiamo, installare un contatore dedicato:

La scelta della pompa di calore elettrica può comportare una richiesta di maggior potenza rispetto al contratto residenziale standard da 3 kW.

Invece che potenziare il vecchio contratto primario da 3 kW, si può installare un secondo contatore con la tariffa BTA (Bassa Tensione Altri Usi). Anzichè trovarsi a pagare il prezzo a scaglioni di consumo, la tariffa BTA prevede il pagamento di un importo fisso agevolato per kWh, indipendente dalla quantità di energia consumata. E la tariffa BTA gode anche dell’IVA agevolata al 10%. L’installazione di un secondo contatore dedicato è un bel vantaggio economico.

I pannelli fotovoltaici possono essere la soluzione alla fame di energia di una pompa di calore? Meglio preparare la predisposizione e decidere in un secondo momento l’installazione e la dimensione dei pannelli.

pompa di calore fotovoltaico


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La migliore posizione dei pannelli fotovoltaici

Sono d’accordo con chi non è d’accordo sull’installazione a terra dei pannelli fotovoltaici.

L’uomo ha coperto molto suolo, specialmente in alcune zone, ci mancherebbe solo la copertura dei prati con pannelli inclinati o inseguitori…

Paesaggio e pannelli fotovoltaici: dinanzi al progetto presentato dal Ministero della Difesa che prevede l’installazione di 70 ettari di pannelli a terra nel Parco naturale delle Vaude (Torino), Luca Mercalli suggerisce: “ma non sarebbe meglio usare i tetti dei 25.000 metri quadri di territorio costruito in Italia?”

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