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Ho installato 3 VMC Prana ma non noto cambiamenti, umidità sempre oltre 80 %

Se in un solo mese ho ricevuto 3 “lamentele” riguardanti le VMC Prana significa che c’è bisogno di un chiarimento.

Ho fatto il nome di Prana perchè in effetti il caso ha voluto che i committenti avessero tutti scelto questo produttore senza che io lo consigliassi, comunque il marchio non ha nessuna importanza in questo articolo. Vediamo perchè:

Di solito, in un intervento dove è prevista anche l’installazione di un impianto decentralizzato di ventilazione meccanica, con recupero di calore, non propongo mai le VMC a tubo. Le VMC a tubo sono quelle con il flusso d’aria che continua ad invertirsi ad intervalli preimpostati per poter garantire il recupero del calore:

  • queste VMC puntuali a flusso singolo possono lavorare da sole, oppure a coppie, perchè la ventola dell’ aria cambia direzione ogni 70 secondi (il tempo di caricare o scaricare il recuperatore del calore) (depressione 70 secondi, sovrapressione 70 secondi dei locali).

Il loro principio di funzionamento e la qualità di filtraggio dell’aria non mi convincono e non mi piacciono – da sempre.

L’unica cosa bella delle VMC a cilindro è la necessità di fare un semplice carotaggio, uno solo! Non è un aspetto di poco conto questo, perchè quasi sempre ci si trova a fare l’installazione in una casa già finita, arredata e abitata.

Torniamo alle “lamentele” riguardanti le VMC Prana

L’ultimo in ordine temporale è stato il lamento di Alessio: Ho installato 3 vmc Prana e sinceramente non noto cambiamenti, il tasso di umidità rilevato è sempre oltre 80 %. Cosa altro posso fare?”

Prima di partire con il mio pippone sull’umidità relativa e assoluta e sul ricambio di aria ecc. vorrei fare una nota sulle VMC in questione:

  • le Prana sono sì a tubo, ma che tubo! Nel senso che NON sono VMC puntuali a flusso singolo!

VMC decentralizzata - Ho installato 3 VMC Prana ma non noto cambiamenti, umidità sempre oltre 80 % 1

Le VMC Prana con recupero di calore hanno

  1. uno scambiatore di calore in rame che si occupa non solo del recupero termico, impedisce anche la proliferazione di muffe e batteri (il rame è antibatterico e antifungino)
  2. un ciclo continuo consente la creazione di 2 differenti direzioni di flussi d’aria: l’aria espulsa cede il proprio calore all’aria in entrata, senza che i 2 flussi vengano in nessun modo a contatto tra loro.

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Nella scheda tecnica si legge che la VMC Prana può rimuovere fino al 90% dell’acqua condensata allo stato disperso. Attenzione! ll principio di funzionamento del recuperatore non è una questione che sia una vmc PRANA: ogni VMC immette aria prelevata dall’esterno ed espelle l’aria viziata e spesso molto umida e carica di CO2, contenuta nei locali.

acqua condensata allo stato disperso???

Siete pronti ad entrare nelle vostre (o nelle mie) lacune scolastiche? entriamo in punta di piedi nel campo della fisica tecnica e della climatizzazione:


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  • l’aria, che costituisce la troposfera (ci viviamo e la imbrattiamo ogni giorno), è una miscela di vapore acqueo, in quantità variabile, e di una serie di gas, incondensabili.

il problema dell’umidità interna troppo elevata

In casa ci lamentiamo di avere umidità interna troppo elevata e dunque, giustamente, cerchiamo di risolvere il problema con l’installazione di qualche VMC decentralizzata.

umidità relativa

Chiariamo subito una cosa: parlare di umidità interna troppo elevata significa parlare dell’aria calda che abbiamo in casa, supponiamo in questa stagione autunnale e non ancora invernale 22°C.

perchè ho parlato di temperatura?

Perchè stiamo parlando di umidità relativa, cioè relativa alla temperatura interna di 22°C, infatti il nostro termoigrometro indica 22°C con 80% di umidità relativa (relativa ai 22°C) che corrisponde a 13.82 g/m³ sotto forma di vapore acqueo contenuto.

Questa mattina del 9 novembre ad esempio, all’esterno, ho rilevato 9°C con 80% di umidità relativa (relativa ai 9°C) che corrisponde a 7,05 g/m³.

Il primo qui sotto è lo strumento che uso io (stazione meteorologica con sonda esterna posizionata all’ingresso lato Nord):

L’umidità di cui ho scritto prima, fuori e dentro sempre 80% è solo un caso! e le persone che non masticano molto la fisica tecnica tendono a pensare che fuori sia umido!

fuori è umido: non è vero!

Alcune persone stendono i panni in casa perchè fuori è umido! Io non ci posso credere, ma è così: sono convinti che fuori sia umido, eppure la verità dice il contrario:

  • dentro casa 1 metro cubo di aria contiene 13,82 grammi di acqua
  • fuori 1 metro cubo di aria contiene solo 7,05 grammi di acqua
  • si può dire che l’umidità interna sia quasi doppia di quella che abbiamo all’esterno!!! e noi vogliamo asciugare i panni dentro casa???

in inverno l’aria fredda esterna è SEMPRE più secca di quella interna

Immaginate ora di spalancare le finestre, fare una corrente d’aria e richiudere tutto: avremmo scambiato 13,82 grammi di acqua con 7,05 grammi di acqua… il nostro ambiente sarebbe finalmente molto più asciutto e ovviamente il nostro termoigrometro indicherebbe:

  • non più 22°C con 80% di umidità relativa
  • ma probabilmente 20°C con 41% di umidità relativa (per poi lentamente risalire perchè i nostri ambienti e il loro contenuto sono spesso materiali igroscopici che nel tempo si sono anch’essi fatti carico di un certo contenuto di umidità, o nel peggiore dei casi, ne sono saturi)

Ripetete con me, mettiamoci in cerchio e teniamoci per mano, sù, ripetete con me:

in inverno l’aria fredda esterna è SEMPRE più secca di quella interna 🙂

in inverno l’aria fredda esterna è SEMPRE più secca di quella interna 🙂

in inverno l’aria fredda esterna è SEMPRE più secca di quella interna 🙂

se la CO2 è elevata

Fare un buon ricambio d’aria è come accendere un deumidificatore! e per premio la CO2 scende! il nostro cervello funzionerà meglio! E’ forse proprio la migliore soluzione di monitoraggio per l’aria ambiente quella che rileva la CO2:

  • se la CO2 è elevata (oltre i 1000ppm) sicuramente l’ambiente non è stato arieggiato correttamente e sicuramente ha raggiunto un’umidità elevata, troppo elevata. Con conseguente rischio muffa!
  • attenzione all’acquisto di un eventuale misuratore di CO2 per interni: sono quasi tutte trappole inutili e spesso alimentate con cavo usb che permette una vita di 3 orette e poi la batteria finisce. Se comperate un misuratore di CO2 dovete spendere circa 100€, tutti gli altri sono aggeggi inutili

    


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la VMC è una scelta intelligente

Suggerivo di di spalancare le finestre, logicamente otterremo un bel ricambio d’aria, liberandoci di un bel po’ di umidità ma senza recuperare nessun calore! Ecco perchè la VMC è un aggeggio intelligente e assolutamente non assetato di energia elettrica.

Molte persone in inverno restano tappate in casa per stare un po’ più calde e contenere il riscaldamento: in realtà vivono in un ambiente umido e spesso puzzolente, con elevate concentrazioni di CO2 e un comfort veramente scadente. Si sa che in una casa con alta umidità interna nemmeno i 22°C sono sufficienti a stare bene. Ma non c’è modo di convincere alcune persone ad arieggiare…

Arieggiate gente, arieggiate!

Torniamo alle VMC Prana che in ottobre hanno disperato almeno 3 nuovi possessori! La VMC fa un lentissimo ricambio d’aria, naturalmente anche insufficiente, ma questo dipende dalle ore che passiamo in casa e da quante persone ci sono in casa e non è l’argomento di cui voglio parlare!

VMC decentralizzata - Ho installato 3 VMC Prana ma non noto cambiamenti, umidità sempre oltre 80 % 5

La VMC fa un lento ricambio d’aria, cioè sostituisce l’aria interna con l’aria esterna recuperando un buona percentuale di calore attraverso lo scambiatore di calore interno in rame:

  • sta esattamente succedendo quello che abbiamo visto prima con le finestre spalancate: scambiamo 13,82 grammi di acqua con 7,05 grammi di acqua…
  • e recuperiamo il calore!!! cosa che la finestra non è capace di fare.

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Certo che la VMC non ha una portata d’aria come 2 finestre che fanno corrente d’aria! Lentamente portano in casa 20 mc di aria nuova ogni ora. In questi 20 mc troverete tutto il beneficio del ricambio d’aria e della bassa umidità. Ovviamente partire da un’intera casa con 80% di umidità interna ed aspettarsi che la VMC decentralizzata faccia il miracolo, magari anche con velocità bassa (20 m3/h) sarebbe come fare una festa con 20 persone e fare musica con una radiosveglia: nessuno ballerà, è ovvio. E se metterete la radiosveglia a volume 9, gli invitati se ne andranno anche!

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una situazione normale di umidità interna

Partendo da una situazione più moderata di umidità interna anche una piccola VMC garantisce il suo salutare effetto evitando che la casa ricada in elevatissime umidità ad alto rischio muffa! Tutto dipende molto dalle temperature esterne e dalle nostre abitudini in casa!

le VMC Prana di Alessio

Alessio e le sue 3 nuove VMC Prana appena installate si è certamente trovato nelle settimane scorse con temperature esterne ottobrine miti e umidità relative elevate. Facciamo un esempio:

Ricordo che in ottobre c’erano spesso 16°C esterni e umidità relative intorno al 90%. Cosa significa in termini assoluti?

  • che fuori 1 metro cubo di aria conteneva ben 12,25 grammi di acqua

figuratevi di scambiare 13,82 grammi di acqua con 12,25 grammi di acqua… il nostro ambiente sarebbe umido come prima!

I miracoli avvengono solo in chiesa. Sopportiamo ancora un poco la mezza stagione e poi godiamoci le nostre VMC e tutte le loro potenzialità invernali!

nuovo acquisto VMC

Se dovete ancora scegliere cosa acquistare tenete presente che una VMC decentralizzata senza la possibilità di una o più brevi canalizazzioni non dà grandi soddisfazioni, proprio perchè i flussi d’aria non sono virtuosi come potrebbe essere per esempio quello che garantisce una estrazione in bagno e aria fresca in camera.


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Se potete, quindi, sempre prediligere una VMC a doppio flusso con ottima scelta di filtri in entrata e canalizzabile. Un po’ più laboriosa la posa, ma senz’altro più godibile come funzionamento.

manutenzione VMC

Un’altra attenzione da fare è capire prima dell’acquisto la manutenzione che la VMC richiede. Ci sono manutenzioni facili, un giochetto da ragazzi, e manutenzioni un po’ più laboriose e complicate. Ovviamente se la manutenzione è facile sarà anche facile che voi manuterrete perfettamente la vostra VMC, al contrario la lascerete andare al suo destino: sporco e intasamento nuocciono alla vostra salute e alla vostra VMC.

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Queste VMC Prana che inizialmente chiedono veramente poco: solo un carotaggio nella parete, chiedono poi vita natural durante un certo impegno nella manutenzione che non credo sia accettato da molti padroni di casa, anche perchè è da fare una volta l’anno se non 2 volte all’anno. Comunque sia, una manutenzione complicata che conta 20 passaggi di cui alcuni non per tutti facili è una schiavitù per sempre, quindi attenzione nella scelta… non tutti hanno quel gran genio del mio amico

Lui saprebbe cosa fare

Lui saprebbe come aggiustare

Con un cacciavite in mano fa miracoli

le VMC entrano e non se ne vanno più

Tutt’altra vita è una VMC che richiede l’apertura di uno sportello, estrarre il filtro vecchio e inserire quello nuovo! Attenzione a chi ci portiamo in casa. Le VMC entrano e non se ne vanno più.

pillole di sapere “da sapere”:

L’umidità relativa può variare tra lo 0% (assenza di vapore acqueo, per esempio al Polo Nord) ad un massimo del 100% (aria satura): oltre il 100% il vapore si separerebbe dalla miscela gassosa condensando.

Quando sentite parlare di temperatura di rugiada si sta parlando della temperatura alla quale occorre raffreddare l’aria umida per ottenere la condizione di saturazione, cioè arrivare alla condensazione.

Per rappresentare i diversi stati dell’aria umida in un diagramma serve un diagramma psicrometrico

DIAGRAMMA MOLLIER

VMC decentralizzata - Ho installato 3 VMC Prana ma non noto cambiamenti, umidità sempre oltre 80 % 15Se volete divertirvi a scoprire la concentrazione di vapore dell’aria ad una certa temperatura e con una certa umidità relativa andate qui.


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Riscaldando o raffreddando l’aria non si cambia il suo contenuto di vapore acqueo ma solo la sua temperatura: ecco perchè chi pensa di asciugare la casa installando una stufa a pellet non ha capito un bel niente di niente.

Nella maggior parte degli impianti di condizionamento estivo l’aria viene a contatto con una superficie la cui temperatura è inferiore a quella di rugiada: dunque diminuisce sia la temperatura che il contenuto di vapore acqueo. Si tratta comunque di aria NON rinnovata e quindi carica di CO2 e altri inquinanti.

Se la VMC che installiamo ha uno scambiatore di calore di tipo entalpico una buona quota parte del vapore che viene espulso con l’aria viziata sarà recuperata per mantenere un ottimale equilibrio termoigrometrico dell’aria. Questo si rende necessario nelle zone climatiche più fredde dove l’aria troppo secca è un problema reale e molto sentito.


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68 commenti su “Ho installato 3 VMC Prana ma non noto cambiamenti, umidità sempre oltre 80 %”

  1. @giampaolo
    Salve, volevo sapere da chi le ha se quando sono spente, fanno comunque entrare aria da esterno ( fredda in inverno, calda in estate )

  2. Ho acquistato da poco un Prana 160 Erp Pro. Questo articolo mi è stato molto utile per capire come utilizzare la VMC al meglio.

  3. Buongiorno,
    sperando di essere utile a qualcuno, credo di aver trovato il prodotto che fa al caso nostro!!
    https://www.amazon.it/gp/product/B08P5FJFF8/ref=ox_sc_act_title_1?smid=A3R2BN8GAL312Z&psc=1
    si possono collegare due sonde con cavo lungo fino a 5 metri e che possono rilevare il punto di rugiada interno ed esterno.
    La presa smart plug potrà essere programmata da cloud per essere attivata/disattivata in base a delle logiche programmabili (es: variazione dei livelli del punto di rugiada)
    Saluti

  4. @ silvio

    è il sogno di tanti gestire la ventilazione in base alla umidità assoluta…
    in via di usare solo il buon senso, potrebbe azionare la vmc nelle ore notturne 😉

  5. Grazie mille per la pronta risposta.
    Si purtroppo la mia situazione è un po’ complicata. Io verrei gestire il tutto a distanza. la mia ambizione sarebbe collegare la vmc ad una presa smart plug comandabile a distanza. Quindi mi servirebbero dei sensori che rilevano il punto di rugiada e me lo forniscano su smartphone. Io non li sto trovando. se qualcuno ha suggerimenti….Grazie mille.

  6. @ Silvio

    è esatto, una vmc accesa d’estate può portare all’interno un aumento di umidità.
    per decidere se attivarla senza consultare ogni volta una tabella cartacea si deve acquistare un misuratore igrometro capace di indicare il punto di rugiada.
    purtroppo costano più degli altri: guardi qui.
    per afferrare meglio il concetto dell’umidità ambiente relativa e assoluta le consiglio il mio articolo dedicato.

  7. Buongiorno,
    io ho installato una vmc Mitsubishi Lossnay VL-100EU5-E in un piccolo monolocale adibito a casa vacanze. Nel periodo estivo ho fatto l’errore di consigliare di utilizzarla il più possibile. io credo però che abbia portato in casa un sacco di aria carica di umidità dall’esterno. In base a quello che leggo nel suo articolo molto interessante, avrei necessità di confrontare l’umidità assoluta esterna e interna e fare partire la vmc solo quando l’umidità assoluta esterna è inferiore di quella interna. Esiste qualcosa del genere in commercio? grazie in anticipo!!

  8. @ alessia

    grazie di essersi presa il tempo di scrivere e raccontare!
    solitamente chi scrive presenta un problema e poi sparisce, non pensa nemmeno di sprecare qualche minuto della sua importante vita per aiutare o dare un consiglio agli altri se ha trovato una soluzione o è soddisfatto degli interventi che ha fatto.

    il quasi ottimale funzionamento descritto è anche certamente amplificato dal numero di vmc installate, dal microclima esterno (immagino non afoso e caldissimo) e dalla piccola metratura dell’abitazione.

    grazie

  9. Buongiorno,
    vi riporto la mia esperienza con prana:
    ho installato 3 vmc Prana 5 anni fa nel mio appartamento (prov. di Sondrio) di 70mq per la maggior parte esposto a nord con problemi di muffa da condensa sui muri e al mattino sui vetri e umidità molto elevata (ogni 2-3 mesi dovevo ripulire le pareti dalle macchiette verdognole con la candeggina).
    Accesi h24 365gg/anno su modalità 3/3 in sala/cucina e camera padronale, mentre 2/2 nella seconda stanza (nel bagno non l’ho installato) dopo pochi mesi l’umidità si è assestata intorno al 50% e non ho mai più avuto un segnetto di muffa sui muri, l’aria è nettamente migliorata e anche al mattino dopo la notte con il vmc al minimo non risulta pesante.

    Nessuna particolare variazione nei consumi di energia elettrica e gas e in estate la casa rimane più fresca nonostante non ci sia nessun condizionatore.

    Confermo però che la pulizia annuale del tubo risulta abbastanza complicata, ma comunque fattibile (certo bisogna prendersi una giornata per fare solo quello).

    Se non si ha la possibilità di installare un impianto come si deve e se non si ha presenza di muffa dovuta a particolari problemi come infiltrazioni io mi sento di consigliare vivamente questa soluzione.

  10. @ jack

    andiamo per ordine:
    le decentralizzate sono un lontano parente delle centralizzate, ma se brevemente canalizzabili verso un secondo locale e installate con intelligenza e strategia danno molta soddisfazione.

    la lavanderia non dovrebbe essere usata per lasciare cose a bagno o stendere il bucato perchè le strutture si caricherebbero ti troppi grammi di acqua. in ogni caso una ripresa della vmc in lavanderia “raddrizzerebbe la situazione”.

    Sala e cucina arieggiate poco sono ambienti vissuti in movimento quindi ci si potrebbe impegnare per un veloce e ricorrente ricambio d’aria (meglio se in corrente). pochi minuti con temperature basse!

    Per le camere meglio evitare di aprire le finestre la mattina, ma un giro d’aria veloce senza perdere 3/4 gradi è doveroso

    Per il bagno un estrattore crea una depressione pescando aria da ogni spiffero o impianto non a tenuta. Meglio una ripresa della VMC sapendo che il ricambio sarà lento!

    come già detto, si deve studiare in pianta il da farsi.

  11. Ciao Federico, mi rasserena la tua risposta perché conferma le analisi di calcolo che ho provato a fare (basandomi sull’ideale) e le affermazioni di alcuni tecnici che “scartano” le decentralizzate dicendo che sono un lontano parente delle centralizzate. Tutte cose che mi pare trovano riscontro nella tua prima risposta.

    Venendo al caso pratico, come dici te, gli ambienti sono soggetti a situazioni diverse di vita. Quindi, non possiamo raggiungere l’ideale, ma possiamo lavorarci per migliorarle.

    Premetto che ad oggi ho solo una stanza che soffre in maniera leggera della necessità di ricambio d’aria per la salubrità dei muri e umana (a olfatto si percepisce al volo la necessità) è la lavanderia.

    Sala e cucina sono i più vissuti dopo le camere come numero di presenza… le arieggiamo poco (se non per il ricambio involontario che si crea uscendo/entrando) in realtà se non per gli odori del mangiare… Ma l’idea di dare un ricambio continuativo e all’occorrenza + spinto non mi dispiace.

    Per le camere il mio obiettivo (avendo una pompa di calore e riscaldamento/raffreddamento a terra) era quello di evitare di aprire le finestre la mattina per creare il famoso giro d’aria, oltre che una qualità del sonno migliore. Quando la mattina arieggio abbatto di un 3/4 gradi la temperatura interna e prima che l’impianto a terra recuperi …

    Per il bagno invece è più una questione di “odori”. Mi consigliano un estrattore ma preferirei altro…

    Come detto in un vecchio post stavo valutando due case… Il tuo indirizzo sulla PRANA mi ha convinto a “fare” una scelta determinata da motivazioni tecniche.

    GRAZIE MILLE
    Jack

  12. @ Jack

    per evitare di arieggiare dobbiamo installare una VMC centralizzata, ma in una casa esistente è quasi impossibile passare con i canali.
    con 2 o 3 vmc decentralizzate ma brevemente analizzabili si potrebbe garantire un buon ricambio anche se non si riescono a soddisfare la UNI 10339 che stabilisce una portata di rinnovo di 40 m³/h a persona. (che è anche troppo 😉 )

    al posto suo, invece che rincorrere il sogno di una vmc efficientissima e potente, probabilmente nemmeno installabile, farei un’analisi in pianta degli ambienti, delle abitudini, delle abituali ore di occupazione dei locali e immaginerei una soluzione, realmente fattibile, per portare aria rinnovata dove serve ed estrarre l’aria umida e esausta possibilmente dai bagni.
    il cambiamento della qualità della vita in casa sarà comunque enorme.

  13. Buonasera,
    una domanda… Considerato ambiente abitativo… Che cosa consiglia di installare per:
    cucina 45
    sala + atrio 135
    bagno+atrio 30
    lavanderia 22,5
    Cam. Bimbi 49,5
    Cam. Bimbe 46,8
    Studio 35,1
    Matrimoniale 90

    Che macchine mi consiglia di mettere per garantire il ricambio e qualità dell’aria? Non dovendo + per forza “arieggiare” gli ambienti?

    Grazie

  14. @ diego

    le sue VMC possono lavorare con 6 15 o 23 mc/ora
    evitiamo di mettere solo in estrazione bagni e cucine che significherebbe risucchiare aria da ogni spiffero esistente in casa
    facciamo lavorare tutte 6 le VMC con 6 mc/ora per vedere se lo scambiatore di calore riesce a recuperare meglio il calore
    mettiamo in casa un monitor CO2 per avere uno strumento che mi suggerisca correttamente se devo o non devo ancora spalancare le finestre per un vero ricambio aria
    facciamo ventilazione manuale con una breve corrente d’aria che velocizza il processo di ricambio senza raffreddare i corpi e le strutture

    i bambini si meritano aria fresca ancora più di noi adulti che abbiamo un apparato respiratorio già formato 😉

  15. premetto che non lavorano tutte in estrazione o immissione, anzi…metto in estrazione solo quello del bagno mentre facciamo la doccia o quello della cucina mentre cuciniamo. gli altri lavorano come scambiatore di calore tutto il tempo, sono anche il modello più piccolo che sicuramente non ha una portata esagerata. la mia abitazione è circa 110 mq divisa in 6 ambienti(2 bagni,2 camere e soggiorno e cucina in openspace), calcolandone uno che lavora in ogni stanza in ogni caso non dovrebbe procurare una così elevata perdita di temperatura. stavo pensando di spegnerli durante la notte,farli lavorare solo durante il giorno temporizzandoli tutti a cicli di 30 minuti ogni tot con un temporizzatore per vedere se la cosa cambia. sono un pò disperato, doveva essere una soluzione ed al momento la spesa è stata alta, in più mi si sono alzati i costi di riscaldamento del doppio invece che “diminurimi”.

  16. @ diego

    se ci sono 6 VMC in totale e 3 VMC lavorano solo in estrazione (e non so se sia possibile impostarle così dal telecomando perchè non ho letto le istruzioni) significa che 3 VMC lavorano solo in immissione di aria fresca esterna.
    in questo modo però gli scambiatori di calore sono praticamente inutili perchè se il flusso d’aria non si inverte ogni tot tempo il calore recuperato non viene ceduto all’aria che entra dall’esterno.
    in pratica lei sta vivendo con 3 grossi spifferi da 160mm di diametro e quindi ha enormi perdite di calore per ventilazione (questo dipende dalla velocità impostata)

  17. buonasera, ho installato nella mia abitazione 6 recuperatori di calore puntuali kers 25 idealclima, uno in ogni stanza. facendoli funzionare h 24 in modalità recupero calore (nei due bagni e in cucina lavorano come estrazione) non riesco più a tenere una temperatura costante di 22 gradi, mi sono ritrovato con la stufa a pellet che deve lavorare ad altissimi regimi con un consumo triplicato di pellet, mentre prima dell’installazione dei kers, lavorava al minimo mantenendo una temperatura costante di 22/23 gradi dalle 7 (orario accensione) alle 22.30 (orario spegnimento) durante la notte la temperatura scendeva di circa 1-2 gradi. premetto che vivo in campagna in lombardia, sono circondato da campi e ho un fossato che mi passa sotto casa, quando abbiamo restaurato abbiamo provveduto a far effettuare una barriera chimica contro l’umidità di risalita, sostituzione serramenti e isolamento del tetto con poliuretano a spruzzo, oltre al cappotto esterno di 10 cm. per 3 anni abbiamo provveduto ad aprire regolarmente le finestre per il cambio d’aria e non abbiamo mai avuto problemi, con l’arrivo di nostra figlia piccola le possibilità di spalancare non sono più le stesse e ci siamo ritrovati con delle macchie di muffa ed umidita sulle pareti che restano “in ombra tutto il giorno”. abbiamo provveduto come anticipato all’installazione dei recuperatori, ma siamo disperati sui gradi che perdiamo. pensavamo anche di farli andare solo poche ore al giorno e non di notte, ma la situazione cambia di poco…e l’aria in casa resta comunque “pesante” senza aprire le finestre. chiedo un consiglio su come utilizzarli senza avere questo “spreco” di caldo. grazie

  18. Salve, mi chiamo Erica e sono alla fine di una progettazione x una ristrutturazione pesante in zona boscosa e umida ai castelli Romani vicino Roma. Villino di 2 piani con piano terra fuori terra e altezza di 260 cm, accatastato come cantina che verrà ristrutturato a chiusura dei lavori del 1 piano.
    Solo qui sto tentando di usufruire del 110% e tra l’ altro si prevede la demolizione di tetto e pareti e costruzione di pareti in xlam e tetto in legno.
    Sono 75 mq sopra e 50 sotto. Pannelli solari, batteria, pompa di calore, cappotto ecc. dovrebbe diventare classe A o più, nzeb…
    In futuro voglio creare una serra solare termica sul balcone al 1o piano e avrò bisogno che la efficienza termica aumenti min. del 10% mi sembra…siamo parco regionale e quindi abbiamo parecchi ostacoli in più…
    Vorrei una VMC con recupero di calore in tutta casa ma ho le idee confuse sulle marche, anche in relazione alla temuta complessità della manutenzione…un consiglio?
    Non conosco ditte affidabili ed esperte sull argomento quindi sono preoccupata… Grazie

  19. @ valerio

    penso che una VMC a tubo non riesca a gestire l’eccesso di vapore in ambiente, mentre una VMC con breve canalizzazione potrebbe creare un flusso virtuoso eliminando subito l’eccesso di umidità generato in zona acquario (1000-1500€)
    solo vedendo la pianta si può capirne la fattibilità.

    qualsiasi isolamento interno ha il pregio di rialzare le temperature superficiali che sono troppo fredde e a rischio condensa e muffa, ma certamente non è consigliabile continuare ad avere elevata umidità costante perché satura ogni cosa.
    non posso consigliare di usare EPS come isolamento interno. leggi anche questi articoli sull’isolamento interno

  20. Grazie per la risposta,
    essendo poco ferrato sull’argomento vorrei capire se un VMC Prana su misura per il mio salone con acquario possa risolvere il mio problema di muffa su questo muro, che sicuramente è un ponte termico, e se devo pensare anche o solamente) a dei pannelli in EPS per creare un isolamento interno (da appicare sulla parete interna ovviamente).

    Grazie ancora!

  21. @ valerio

    pittura antimuffa? ai ai ai 🙂
    anche se progettiamo l’installazione di una vmc a tubo, penso che l’apporto continuo di acqua dal paradiso dei pesci sia di troppo.
    un consiglio? tenendo i pesci?
    dunque:
    se di solito io progetto una vcm decentralizzata con breve canalizzazione verso un secondo locale, in questo caso speciale l’unica soluzione che mi viene in mente è invertire il progetto:
    normalmente si progetta una mandata in camera da letto (presenza 8 ore continuate) e una ripresa in bagno (fonte di umidità)

    ora, la fonte di umidità può essere considerata la zona pesci, quindi dovrei progettare la ripresa in zona pesci la mandata in altro luogo.

    questo per creare un flusso d’aria costante e virtuoso!
    ovviamente parlo senza conoscere la disposizione degli ambienti e altri dettagli. ma questo è il principio per una corretta progettazione!

    io ho pesci rossi, fortunatamente in giardino 🙂

  22. Complimenti per l’articolo!
    Io ho problemi di formazione muffa su una parete in salone che da sul terrazzo e dove è alloggiata la caldaia. Ho finora provato i metodi della nonna e la pittura antimuffa ma con risultati solo temporanei. E’ tempo che seguo il discorso Prana e vorrei capire se realmente possa fare al mio caso. Un fattore che sicuramente aiuta la formazione di umidità in casa è un acquario marino aperto di 250litri… Ha qualche aiuto o consiglio da darmi?

    Grazie ancora

  23. @ giulia

    si dice “chi più spende meno spende”

    mia nonna diceva ” non sono così ricca da potermi permettere cose a buon mercato” 😉

    prima di arrovellarsi tanto è comunque meglio capirne la fattibilità.

  24. @Federico Sampaoli direi che è stato chiarissimo. A questo punto valuterò con mio marito il da farsi perché come si dice “chi risparmia spreca”, meglio fare un buon investimento ora piuttosto che fare cambiamenti – e spendere di più – poi! Grazie infinite per le preziose informazioni.

  25. @ giulia

    capisco benissimo la tentazione di spendere 300€ anzi che 1300€ però se confrontiamo la resa di una VMC a tubo con flusso alternato e la resa di una VMC a flusso incrociato che può raggiungere un secondo locale, possiamo affermare

    che costa 650€ e non 1300€ anche se ne spenderò 1300€
    che c’è una filtrazione seria
    che il flusso d’aria è virtuoso (mentre il flusso alternato crea un po’ di depressione e un po’ di sovrapressione)
    che è silenziosissima

    sì, dobbiamo progettarla e capire come installarla.
    e magari scoprire che sarebbe raggiungibile anche un 3° locale…

    se lo stile di vita da lei descritto rimane invariato e se non si sta valutando di cambiare casa, la spesa è un OTTIMO investimento

  26. @Federico Sampaoli grazie mille per il rapidissimo e dettagliato riscontro! Purtroppo avevo già intuito dall’articolo le potenzialità della canalizzazione ma non mi ci posso cimentare, almeno per il momento, perché sarebbe un intervento impegnativo non solo economicamente, che andrebbe studiato con attenzione (mobilia fissa e conformazione particolare della camera che ha al suo interno un ulteriore bagnetto utilizzato rarissimamente più altri ostacoli).
    Sulla questione “batteri” non ne parliamo, il discorso della “sanificazione” non lo sopporto proprio, credo che qualsiasi cosa, anche se con le migliori intenzioni, se portata all’eccesso sia dannosa. Vivere in una campana di vetro non fa proprio per me 😀
    Ora, assodato che di canalizzazione per il momento non se ne può parlare – e chissà SE e quando ne potrò parlare – pensa che comunque sia del tutto inutile questa VMC? Oltretutto della stessa marca ho visto un altro modello secondo me più evoluto, che piuttosto che puntare alla “sanificazione” mi sembra sia più concentrata sul comfort ambientale, infatti si autoregola in funzione dei valori rilevati dai sensori aria, temperatura, umidità relativa, luminosità e VOC per migliorare la qualità dell’aria interna agli ambienti. Si chiama ECOCOMFORT 2.0
    Ho capito benissimo che con queste VMC a tubo non si va lontano, ma personalmente mi accontenterei di non vedere più la muffa dietro la cassettiera senza dover usare il deumidificatore, e non sentire più i vestiti freddi, che d’inverno è veramente odioso. =)

  27. @ Giulia

    filtrazione batteri ???

    non ho le competenze per giudicare questo catalizzatore illuminato da una sorgente di luce a led in grado di scomporre le sostanze inquinanti in sostanze innocue offerto dal modello VMC RHINOCOMFORT RF.

    dal Covid in avanti molte aziende cavalcano l’aspetto “sanificazione dell’aria” e persino le aziende comunali promettono al popolino la santificazione di strade e marciapiedi mentre in verità sollevano tante polveri con l’uso scellerato di soffiatori 🙁

    l’abbattimento dell’umidità con l’installazione di una VMC puntuale (o decentralizzata) è un po’ scarso con le VMC a tubo e specialmente quelle che si basano sul funzionamento a flusso alternato.

    per questo motivo suggerisco sempre di installare una VMC decentralizzata che possa essere canalizzata verso un 2° locale e creare un flusso d’aria veramente “virtuoso”: ad esempio mandata in camera (fonte di umidità + CO2) da letto e ripresa in bagno (fonte di umidità).
    per ragionare sull’installazione e il modello vmc ideale bisogna ragionare in pianta e mi base al mobilio fisso e alla posizione dei radiatori ecc

    una cassettiera all’angolo delle due pareti che danno sull’esterno costringe le superfici a godere meno del riscaldamento della stanza e dunque le condense superficiali offrono terreno ottimale alle spore

    il deumidificatore non solo prende l’aria interna e la risputa sempre all’interno ma consuma un bel po’ di energia ed è rumorosa.

    ora non sembra di entrare in “cantina”, proprio perché la deumidificazione innalza di qualche punto la temperatura

    la sensazione di umidità riscontrabile, ad esempio, nei vestiti che lasciati sulla sedia la sera, la mattina sono freddi al tatto, così come quelli nell’armadio…. tutto svanirà con la VMC 🙂

    la presenza dell’ interrato non riscaldato provoca ulteriori dispersioni verso il basso e quindi maggiori rischi di condensa superficiale interna.

    la stufa a pellet in realtà surriscalda l’ambiente che risulta alla percezione caldo e asciutto.. in realtà l’umidità è sempre presente ma in sospensione (aria calda permette di avere una grande quantità d’acqua sospesa sotto forma di vapore): questa umidità è invogliata a migrare verso gli ambienti vicini che non godono delle temperature raggiungibili dove è installata la stufa

    arieggiare poco è sempre un errore perché NON si mantiene il caldo in casa, ma troppo vapore (parecchia umidità) e quindi il comfort è bassissimo.

    10 minuti col freddo sono anche troppi. facendo corrente in 3-5 minuti un ricambio è già eseguito e i muri non si sono raffreddati 🙂

    con quella VMC probabilmente non sarà soddisfatta del ricambio d’aria e del contenuto di vapore acqueo

    con la VMC potrei ottenere qualche risultato in più rispetto al deumidificatore quindi un minor contenuto di vapore acqueo in 1 mc?
    con una VMC decentralizzata che possa essere canalizzata verso un 2° locale e creare un flusso d’aria veramente “virtuoso” e un livello acustico ottimo

    accetto le scuse per la lunghezza del commento ?. le ho dedicato 38′ 😉

  28. Articolo molto interessante che ho letto con attenzione e che ha solleticato a questo punto un paio di questioni. Ho visto che un po’ tutte le VMC puntuali fanno recupero del calore e filtrazione batteri ecc. Personalmente vivo in campagna e sono poco interessata al filtro da smog et similia, ma nonostante questo mi è stato consigliata una VMC di FantiniCosmi RHINOCOMFORT RF (https://www.fantinicosmi.it/prodotto/aspirvelo-air-rhinocomfort-rf/) che – mi sembra – punti soprattutto sull’aspetto “sanificazione dell’aria” piuttosto che sull’abbattimento dell’umidità. Magari mi sbaglio – anzi spero proprio di sbagliarmi – ad ogni modo quello che vorrei chiarire è se effettivamente posso sperare di avere un miglioramento del comfort abitativo installando questa VMC o altra puntuale anche di altro marchio, perché non vorrei ritrovarmi a fare un buco enorme nel muro inutilmente. Specifico brevemente la situazione e le problematiche, premettendo che vorrei installare una VMC puntuale per il momento solo in camera da letto perché in primis è la stanza dove c’è il peggior comfort e poi perché è dove dormiamo e trascorriamo – quando ci riusciamo – quasi 8 ore della giornata, quindi ritengo sia quella più importante da cui partire.
    La situazione critica in questa camera si nota da due problematiche principali:
    1) la muffa che ha iniziato a formarsi da 2 anni a questa parte dietro una cassettiera, da quando l’abbiamo posizionata proprio all’angolo delle due pareti che danno sull’esterno. Fin quando questo angolo è rimasto libero non si è mai formata muffa, ma da quando abbiamo messo la cassettiera, sulla parete retrostante la stessa, si formano puntualmente macchie di muffa d’inverno, che mi ritrovo a dover pulire con la candeggina. Premetto che la vernice utilizzata sulle pareti è LINVEA IGIENIX, passata solo 3 anni fa, in sede di ristrutturazione, quindi non tanto vecchia. Da circa un anno abbiamo messo un deumidificatore di quelli portatili proprio in prossimità di questa cassettiera e il problema muffa sembra risolto, dico “sembra” perché ovviamente è solo un palliativo, una risoluzione fittizia come ha giustamente osservato nel suo articolo soprattutto considerando che il deumidificatore prende l’aria interna e la risputa sempre all’interno quindi circola sempre la stessa aria.
    2) c’è percezione di “umidità”, nel senso che, anche se il succitato deumidificatore ha migliorato la percezione della temperatura rispetto a prima (prima sembrava proprio di entrare in “cantina”, ora non più), c’è comunque la sensazione di umidità riscontrabile, ad esempio, nei vestiti che lasciati sulla sedia la sera, la mattina sono freddi al tatto, così come quelli nell’armadio.
    Queste sono le due problematiche principali.
    La camera è situata al piano terra, le cui pareti hanno le seguenti esposizioni
    1) esterna/nord
    2) esterna/est
    3) interna/corridoio riscaldato
    4) interna/vano scala
    Al di sotto del pavimento c’è un interrato non riscaldato.
    Non è presente isolamento né sulle pareti né sui solai, tranne nel controsoffitto in cartongesso, isolato con pannelli in kenaf. Superiormente c’è un locale commerciale riscaldato dal lunedì al venerdì. La camera è piuttosto grande (circa 25 mq) e l’altezza interna è di 3 m.
    Il sistema di riscaldamento che abbiamo è costituito dai classici termosifoni in acciaio. Nella sola zona giorno c’è anche una stufa a pellet, per il piacere di fiamma e per avere un calore più forte quando fuori le temperature scendono anche al di sotto dello 0.
    In casa teniamo sempre il riscaldamento acceso, a una temperatura fissa giorno e notte, infatti abbiamo notato un risparmio energetico con questa gestione e i termosifoni non diventano mai “bollenti”, mantenendosi sempre tiepidini, quindi mai fastidiosi. In questo periodo ad esempio teniamo la temperatura a 22°C. Man a mano che le temperature fuori diventano più rigide, abbassiamo fino ad arrivare a 19°C nei periodi più freddi (gennaio/febbraio).
    Da queste premesse può immaginare che in casa, sia perché siamo al piano terra con un interrato sottostante e senza alcun tipo di isolamento, sia perché quando fa molto freddo, come ha giustamente puntualizzato nei suoi articoli, tendiamo ad arieggiare poco, c’è parecchia umidità. Ma mentre in cucina arieggio molto, e inoltre c’è la cappa aspirante verso l’esterno che accendo sempre quando cucino, per non parlare della presenza di ben due prese d’aria, nella camera da letto per motivi logistici (turni diversi tra me e mio marito) posso arieggiare solo a ora di pranzo, e dopo 10 minuti col freddo che entra sento proprio l’esigenza di chiudere, quindi più di questo non arieggio.
    Ora, quello che spero di ottenere con questa VMC, è di garantire sì il ricambio d’aria, e su questo penso di poter stare tranquilla, ma soprattutto abbattere il livello di umidità o meglio il contenuto di vapore acqueo, perché usando il suo link, attualmente con deumidificatore acceso, abbiamo 22° e il 37% di umidità quindi un contenuto di 7.18 g/m³, tutto sommato non male, considerando che fuori ci sono 17° e l’85% di umidità quindi 12.29 g/m³. Questo però a caro prezzo, perché per arrivare al 37% di umidità interna il deumidificatore deve stare acceso di continuo per diverse ore, e non consuma poco, quindi si sente anche sulla bolletta. Devo poi svuotare la vaschetta che si riempie d’acqua e comunque quando lo spengo, tutto torna come prima (70% di umidità e quindi 13.58g/m³) nel giro di un’oretta. Per non parlare dell’aria che circola in camera, che è sempre la stessa, appunto.
    Ora chiedo: con la VMC potrei ottenere qualche risultato in più rispetto al deumidificatore quindi un minor contenuto di vapore acqueo in 1 mc? Fermo restando che con la VMC ovviamente otterrei un’areazione che con il deumidificatore non avrei, per non parlare dei consumi decisamente inferiori e anche a livello acustico un minor fastidio (il deumidificatore fa 45dB mentre la VMC che mi è stata consigliata in modalità notturna fa 27dB)
    La ringrazio se potrà darmi un chiarimento e mi scuso per la lunghezza del mio commento 😀

  29. @ christian

    interessante la tua domanda. io possiedo un solo misuratore di CO2 e dunque è un po’ statica la mia misurazione.
    quello che posso risponderti forse ti toglie ogni dubbio però:

    pensa al fatto che la misurazione mondiale della CO2 è eseguita nelle isole hawaiane, Mauna Loa (Hawaii), la più antica stazione di misura in continuo della CO2 nel mondo…
    questo fatto spiega come il gas è capace di mescolarsi all’atmosfera in modo incredibilmente omogeneo.

    poi mi sembra che parte della CO2 si accumuli nei materiali assorbenti e venga riceduta dopo un veloce abbassamento della concentrazione di ppm

  30. Ciao Federico,

    ci siamo già confrontati sul tema VMC in passato, se non ricordo male sempre sulla questione co2.
    Io ho due Meltem wrg 2 entalpiche, una al 4 piano e una al 5 piano.

    Non riesco a spiegarmi una cosa, cerco un confronto perché so che sei una persona curiosa.

    Arieggio entrambi i piani, porto la co2 a circa 400, e chiudo tutto.
    Solo in casa, mi sistemo per tutta la giornata al 4 piano.
    La co2 sale quasi di pari passo tra i due piani… ma la concentrazione è sempre maggiore al piano superiore.
    Che io sappia il peso specifico della co2 è maggiore dell’aria quindi dovrebbe essere il contrario di quello che verifico in modo empirico.

    Riesci a spiegarti questa cosa?

  31. @ Matteo

    non conoscendo la distribuzione degli ambienti e le esigenze personali posso solo immaginare la situazione di posa.
    comunque 4 vmc a tubo che comportano 4 carotaggi e 4 vmc da acquistare possono essere confrontate con la spesa per 1 vmc puntuale con brevi canalizzazioni per forse servire anche 4 ambienti (per esempio due camere e due bagni)

    il flusso d’aria virtuoso assicura molte più soddisfazioni

    e non si tratta mai di un vero ricambio d’aria soddisfacente perché le portate sono basse (se si esige il silenzio) e dunque ogni tanto un ricambio manuale con le finestre resta obbligatorio.

  32. @ Federico

    Secondo lei, dunque, una puntuale in ogni stanza ben dimensionata, non permette comunque un ricambio soddisfacente? Vorrei evitare canalizzazioni.

  33. @ Matteo

    sicuramente esiste qualche video che descrive le operazioni per la manutenzione della VMC Prana.
    il carotaggio per installare una VMC a tubo non può essere fatto su parti strutturali dell’edificio o dove ci sono tubature o scarichi, del resto ovunque va bene. artigiani ben preparati eseguono carotaggi senza fare polvere.

    purtroppo le VMC a tubo non permettono di ottenere un flusso d’aria virtuoso, quindi la effettiva facilità di installazione (ma non di manutenzione) non è poi garanzia di un buon impianto di ventilazione.

  34. Articolo interessantissimo. Io che sto valutando i prodotti Prana, sarei interessato a capire i 20 passaggi per la loro manutenzione… C’è da qualche parte un video o informazioni esplicative? E poi, i carotaggi sono importanti… bisogna fare delle verifiche sulla struttura prima di eseguirli?

  35. @ francesco

    parlando di umidità e muffa bisogna sempre fare attenzione:
    l’umidità che leggiamo sul termoigrometro è solo l’ umidità realitiva, quindi essa indica un numero, ma di fatto non ci fa capire nulla!
    l’umidità relativa non ci dice ancora il contenuto assoluto di grammi di acqua in 1 metro cubo di aria!

    detto ciò, in una qualsiasi abitazione, una vmc centralizzata oppure anche una vmc decentralizzata, ma brevemente canalizzabile, riesce a cerare un flusso d’aria “lento e virtuoso” che risolve moltissimi problemi (oltre a governare l’umidità interna, mantiene più basso il livello di CO2 ecc ecc).

    perché si possa sfruttare la vmc anche nel periodo caldo estivo, ma senza portare in casa altra umidità, si deve lavorare d’ingegno: tenendo d’occhio la temperatura di rugiada, quella esterna e quella interna!

    ricapitolando,
    la prima cosa da fare è progettare come e dove installare la vmc in base al mobilio, e alle precise necessità e allo stile di vita e numero di occupanti
    la seconda cosa da fare è gestire con l’aiuto di un paio di termigrometri “evoluti” le stagioni più difficili (giugno luglio e agosto).

    le soddisfazioni saranno comunque elevatissime.
    ultima cosa: contestualmente va fatta una bonifica dalla muffa, se le spore girano già in ambiente

  36. Buongiorno, complimenti per l’articolo molto dettagliato. Dunque: l’aria esterna d’inverno è sempre più “secca” di quella interna, questo l’ho memorizzato, quindi passo alla domanda: se uno ha delle stanze (due su sei sala e cucina comprese) a nord che hanno problemi di muffa, la casa è a Milano (ex loft 120 mq) con bagni nella parte opposta delle stanze a nord, con inquilini che aprono poco le finestre… da dove partire? In inverno l’umidità interna è di circa il 66%/80% e ora (luglio) è del 55%. Prima pensavo a vmc ma se scambiano solo 20 mc all’ora forse non bastano? Grazie mille.

  37. @ valfrido

    se installerà una stufa, lo faccia per il piacere della fiamma (no pellet) o per il piacere di consumare meno metano. non per asciugare i muri.

    per evitare condense superficiali invernali interne della pareti (invisibili a occhio nudo fino alla comparsa della muffa) meglio mantenere una omogenea temperatura superficiale interna > 17-18°C: un po’ difficile senza isolamento termico, ma ottenibile con più ore di risacaldamento moderato.

    se è il muro ad avere umidità interna per risalita capillare ad esempio, sarà come svuotare il mare con un secchiello: meglio scegliere un isolamento sul lato interno appropriato alla situazione di muro umido.

    se invece il problema è solo deumidificare gli ambienti in modo naturale con frequente arieggiamento (breve d’inverno) e prolungato d’estate, meglio dotarsi di 2 igrometri con calcolo del punto di rugiada (1 sensore fuori dalla finestra e uno in ambiente: https://amzn.to/3w7rV3Z )
    leggi anche questa guida: https://espertocasaclima.com/2021/02/22/eliminare-muffa-casa-umidita-assoluta-relativa-temperatura-rugiada-igrometro/

  38. Premetto che non conosco la materia “umidità” (non saprei neanche dire il nome della disciplina che ne tratta), perciò non sono in grado di dare un’opinione “alla pari” sulle indicazioni che mi ha cortesemente fornito.
    Preciso che i locali nei quali sarebbe eventualmente mia intenzione di installare anche la stufa a pellet sono riscaldati a termosifone con caldaia a condensazione a gas. Vorrei pertanto utilizzare la stufa (solamente) come mero catturatore, alla bisogna, dell’umidità delle pareti perimetrali, umidità da espellere con prontezza tramite l’apertura delle finestre (anche alla faccia del risparmio energetico).
    Dalle sue osservazioni, se ho ben capito, lei non ha negato che dal surriscaldamento dei locali possa derivare un processo di deumidificazione dei muri perimetrali a scapito dell’umidità dell’aria dei locali, ma mi ha detto che l’accresciuto differenziale di pressione interno/esterno innesca anche un processo di segno contrario, consistente nel passaggio di vapore dall’ambiente ai muri. E saremmo da capo.
    Avrei capito anche che non ha senso surriscaldare, perché più riscaldi più calore se ne va.
    Ho capito bene?
    Al momento, per vari motivi, non è mia intenzione prendere in considerazione la V.M.C., ed il mio interesse è solo rivolto ad ottenere una risposta ad una questione teorica.
    Grazie ancora e saluti.

  39. @ valfrido

    il surriscaldamento dell’aria ambiente con stufa a pellet permette semplicemente all’ambiente di sopportare una maggiore quantità di acqua sotto forma di vapore: ma solo fino a che resta accesa!

    la differenza di temperatura tra esterno ed interno aumenta
    – le dispersioni termiche
    – la pressione tra interno ed esterno inducendo una maggiore migrazione del vapore da dentro a fuori attraverso le strutture che delimitano il volume riscaldato

    che ne pensa?

  40. Una domanda per quanto riguarda l’inutilità di una stufa a pellet.
    Se ho le murature del piano terreno umide, l’elevata temperatura del pellet non può favorire l’evaporazione nell’ambiente dell’acqua presente nei muri e, contemporaneamente, consentire all’aria interna di assorbire una maggior quantità di vapore acqueo? La successiva aerazione consentirebbe lo smaltimento dell’umidità dei muri.
    Grazie e saluti

  41. Salve, l’articolo è ottimo come il resto del sito, vorrei chiedere il vostro aiuto anche per quanto riguarda le soluzioni prana!
    A breve avrò un seminterrato che adibirò ad uso ricreativo (musica) di circa 60mq, diviso in due stanze.
    Il seminterrato non ha finestre, ne ricircolo d’aria!
    Ho cercato ovunque e tentato di informarmi nel miglior modo possibile, ma davvero non è così semplice data la mole di soluzioni presenti e possibili!
    Secondo voi quale sarebbe la miglior soluzione possibile ed applicabile per l’aria, dato per certo che vi saranno 2 persone all’interno che passeranno diverse ore all’interno?
    So che la frase “senza spendere un capitale” è decisamente inopportuna perchè si tratta di salute, ma vorrei ovviamente cercare la soluzione col miglior rapporto qualità prezzo!
    Avevo pensato a 2 soluzioni prana, sarebbero insufficienti? l’umidità non sembra un grosso problema, ma non ho eseguito misurazioni ovviamente. mi preoccupa decisamente di più il ricambio d’aria!
    Voglio areggiare!!
    Grazie mille per l’aiuto!

  42. Grazie della risposta. Quale sarebbe quindi il valore ideale di UR da avere in casa?

  43. @ Enrico

    una temperatura di almeno 20°C interni non significa che le temperature superficiali interne siano altrettanto elevate, probabilmente negli angoli o in corrispondenza dei pilastri le temperature superficiali scendono anche fino a 12°C.
    nelle zone dove i ponti termici si fanno sentire anche l’umidità relativa non sarà più del 60% ma ben superiore, anche oltre 80%:
    la temperatura cala e l’umidità relativa aumenta! prima condensa e poi muffa!

    avere 20-21°C con 60% di umidità relativa significa o scarsa ventilazione o ventilazione sbagliata degli ambienti: molto pericoloso e molto rischio muffa.
    ricordiamoci che in termini assoluti ogni mc di aria contiene oltre 11 grammi di vapore: se abbiamo 100mq di superficie abbiamo 300mc di aria e dunque oltre 3 litri d’acqua che sono sospesi come vapore + tutta l’acqua che impregna intonaci, tessuti e mobili.

    per abbassare il livello di umidità in casa legga con attenzione il mio precedente articolo Eliminare la muffa in casa senza isolamento e senza VMC

  44. Buongiorno, io ho un po’ di muffa in corrispondenza dei ponti termici (pilastri}, nonostante un’umidità interna del 60 percento, temperatura 20-21 gradi. Una VMC sarebbe la soluzione? Grazie

  45. @ christian

    le porte socchiuse permettono alle vmc il “transito” del flusso aria quindi è bene tenerne conto.

    se lei sta monitorando attentamente la CO2 avrà notato quanto sia sensibile il sensore della concentrazione.
    anch’io lo faccio tutto il santo giorno se sono seduto alla scrivania.

    anch’io ho alcune esperienze inspiegabili e a volte me le spiego con l’idea che la Co2 assorbita dal contenuto e dalle finiture della casa venga ri-messa in ambiente quando la concentrazione indoor sia sufficientemente scesa.

    faccio 2 esempi curiosi:
    – arieggio manualmente completamente il locale, lo abbandono con VMC accesa, rientro dopo alcune ore e trovo la concentrazione CO2 salita autonomamente verso i 600-700ppm
    – resto in ambiente con VMC accesa, senza ricambio aria manuale, e con flusso aria molto sottodimensionato (sia per i metri cubi del locale, sia per il numero degli occupanti (1-3) con circa 20 mc aria/ora e posso notare che una volta raggiunti i 1000 ppm difficilmente, anche dopo 10 ore, si sale ancora. magari 1100 ppm ma non 2-3000.

    dovrei ristudiare un po’ di fisica scolastica. era fisica? chimica!

    la mia di ragazza, moglie da un pezzo, si è man mano appassionata alle magie della VMC. almeno una “M” in casa ci vuole.

    l’estrattore nel bagno cieco va ASSOLUTAMENTE sigillato. stasera!

  46. alessio graziano

    Sono sempre alla ricerca di capire se le mie 3 VMC PRANA fanno il loro dovere.
    Secondo voi posso effettuare qualche tipo di misurazione?
    Gli odori cattivi della cucina dovrebbero sparire in poco tempo con 3 VMC sempre accese no?

  47. Chiuso la finestra a 450ppm
    Salita di quasi 300 nella prima ora
    Stabile a 800 con porta bagno chiusa (fessura nei limiti richiesti) e porta della camera, che da sulle scale del piano inferiore, chiusa (è una scrigno, rispettati i limiti richiesti).
    Solo io che lavoro nella stanza con vmc, al piano inferiore la mia ragazza con 1200ppm (tanto non si accorge di nulla).

    Ne deduco: devo installare una Meltem al piano inferiore!

    Ulteriori domande:
    – Conviene tenere porta bagno chiusa o socchiusa, per parzializzate aspirazione?
    – Può esserci troppa aspirazione dal bagno? C’è, oltre l’aspirazione, la ventola doccia (bagno cieco) anche se spenta ma alla prova accendino si vede che c’è aspirazione.
    Nel concreto troppa aspirazione rispetto ad immissione crea “problemi”? Ovviamente Meltem impostata 40/40.

  48. progettando una casa dove NoN aprirò le finestre manualmente perché l’impianto VMC si occupa del ricambio dell’aria, bisognerebbe fare questo ragionamento:
    – offrire ad ogni persona un ricambio aria di circa 30 mc aria/ora
    – per il bagno è consigliato un ricambio aria di circa 40 mc aria/ora
    – rispetto alla cubatura uno 0,3 mc aria/ora

    immaginando 35 + 35 mq di superficie abbiamo una cubatura di 210 mc che richiederebbe un ricambio di almeno 70 mc aria/ora (e correttamente posizionato)

    oggi provi a fare questo esperimento:
    – esegua un ricambio aria manuale della stanza fino ad assicurare circa 430ppm di CO2 (se non ha una porta finestra allunghi un pizzico il momento della chiusura)
    – imposti velocità 2 con 40mc aria/ora
    – socchiuda la porta della camera lasciando 5mm (idem per la porta del bagno, sempre che questa non disponga di 6-10mm di fuga inferiore)

    io comunque opterei per velocità 1 ed ogni tanto una ventilazione trasversale in corrente dal piano inferiore al piano superiore (3 minuti)

    poi ci farà sapere i suoi rilievi CO2

  49. Ciao, mi collego alla discussione per una domanda su VMC decentralizzata (ma canalizzata)

    Appartamento due piani circa 70 mq, vmc installata al momento solo al piano superiore dove c’è camera da letto (immissione) e bagno (estrazione).

    Possibile che co2 si abbassi con molta molta fatica anche a 50mc/h?
    Io ho impostato da app per tenere in casa massimo 800ppm e lavoro sulla scrivania situata in camera da letto per tutto il giorno.
    Da qui tengo monitorato il co2 tramite app e ho notato la questione di cui alla domanda sopra.

    Grazie in anticipo.

  50. @ franca

    “un locale commerciale” non mi aiuta a capire la dimensione, la forma, la situazione, la causa di tanta umidità contenuta in ambiente, per immaginare una soluzione definitiva alle condense superficiali interne e alla formazione di muffa.
    sicuramente, prima di sfruttare i benefici del ricambio dell’aria eseguito con una macchina VMC, si dovrà fare una bonifica dell’ambiente che presentare di certo una elevatissima concentrazione di spore che volano nel locale.

  51. Avevo deciso di acquistare il sistema di ventilazione prana perchè ho dei seri problemi di umidità, condensa sui vetri, muffa in ogni angolo del soffitto e sulle pareti interne del mio locale commerciale. Dopo aver letto le recensioni negative sull’ effettiva funzionalità di questo sistema, sono molto indecisa. Vorrei evitare di commettere errori e spendere soldi inutilmente. Potreste darmi delle indicazioni sulla VMC da acquistare.
    Grazie

  52. @ gabriele

    se io devo decidere per il committente progetto un flusso virtuoso dell’aria, quindi mi serve una vmc a doppio flusso brevemente canalizzata verso un 2° locale

  53. @ jack

    Ambientika secondo me offre tante funzioni e un telecomando che invoglia all’acquisto, ma per esperienza, da una VMC si pretende una sola cosa:

    – che faccia un minimo di ricambio d’aria virtuoso (virtuoso significa che porto aria nuova in un locale dove sto a lungo e faccio espulsione da un locale dove c’è molto vapore o odore)
    – che lo faccia silenziosamente
    – che butti fuori un po’ di umidità in eccesso
    – che recuperi il calore
    – che abbia un filtro eccellente

    perciò, se non sono costretto, non acquisterei mai una VMC con funzionamento a cicli di 70 secondi in estrazione e 70 secondi in immissione.

    la modalità espulsione dove tutte le VMC inizieranno ad espellere alla velocità massima per 20 minuti mi sembra inutile e rischiosa perchè metterà in depressione gli ambienti andando risucchiare aria da tutte le imperfezioni di tenuta della casa: impianti idraulici, impianti elettrici, impianti tv, spifferi fari, intercapedini vuote… e chi più ne ha più ne metta.

    Il rame riesce ad eliminare batteri, microbi, muffe, funghi e virus.
    I suoi effetti antibatterici iniziano all’istante e funzionano 24 ore su 24. Addirittura le superfici ossidate del rame (ma anche di bronzi e ottoni) restano attive, e perfino più efficaci contro i batteri. Senza dubbio i componenti in rame possano migliorare la qualità dell’aria.
    Ne parlerò in un prossimo articolo, un po’ bizzarro (l’articolo che sto scrivendo)

  54. E cosa consiglieresti fra PRANA e (Ambintika wireless +) suedwind.it considerato che ne vanno 2 a piano terra (su lati opposti della casa) e 4 a piano primo (2 su un lato e 2 su un altro)

    Per i bagni invece dove il problema è cambiare l’aria quando “vengono utilizzati” e si creano odori… Idem cucina… Ambientika eco

    Il discorso del rame della PRANA mi sembra bizzarro

  55. @ Ronny

    comperare un deumidificatore perchè?
    – raccoglieresti nella tanica litri e litri di vapore condensato (acqua)
    – l’aria degli ambienti non verrebbe ricambiata
    – il consumo elettrico sarebbe notevole
    – il problema resta irrisolto

  56. Ottimo articolo ma io ora sono + indeciso di prima… Camera da letto a nord, al mattino ho sempre vetro in basso della finestra pieno d’acqua, pavimento negli angoli uguale e muffa che ricompare sempre negli angoli alti. Prendo un deumidificatore o una vmc?? Filtrare l’aria non è una priorità perchè vivo in campagna e apro sempre al mattino. Grazie

  57. Ottimo articolo! avere una macchina di ventilazione che controlla temperatura e umidità sia interna che esterna è fondamentale per gestire queste situazioni di cambio di stagione. Segnalo che la bluMartin freeAir100 (di cui hai già scritto diversi articoli) è in grado di calcolare l’umidità assoluta interna ed esterna e quindi gestire al meglio la ventilazione in automatico.
    tutto è sotto controllo anche tramite WebApp. Vedi esempio qui https://www.freeair-connect.de/tabs.php

  58. che la muffa ricompaia non è un aspetto da sottovalutare perchè significa che in ambiente volano grandi quantità di spore.
    come minimo ci vuole una bonifica interna: intendo la rimozione meccanica delle muffe e una nuova pittura murale interna per partire da una nuova situazione sana.
    a questo proposito avevo scritto un articolo di recente, eccolo Come eliminare la muffa per sempre, 3 modi.
    in ogni caso se continuano le condense superficiali interne è importante cancellare le cattive abitudini in casa: quelle che producono vapore inutilmente.
    oppure i ponti termici sono veramente così forti da rendere necessario un sottile isolamento interno.

  59. grazie @ Mauro

    ad ulteriore chiarimento sul contenuto di vapore dell’aria…
    questa mattina, 10 novembre, il sensore esterno indicava 8°C e 78% di umidità: sapete quanto vapore conteneva l’aria esterna? soli 6,44 grammi

    pensate quanta umidità interna si potrebbe eliminare se solo ci decidessimo a fare un ricambio d’aria!
    Arieggiate gente, arieggiate!

  60. La VMC prana l’ho installata 3 anni fa e anche di inverno il tasso di umidità rimane tale. La muffa a periodi compare ancora. E ci sono giornate che nella stanza al nord si sente odore di aria cattiva. Cosa posso fare “soltanto” arieggiare???
    Consigli di comprare un deumidificatore a supporto?
    Comprare un rilevatore di C02?

    grazie

  61. Premesso che: BELLISSIMO ARTICOLO!!!

    Da quando ho acceso per la prima volta la mia VMC centalizzata (in estate) a quando l’umidità relativa in casa è scesa sotto al 50% sono trascorsi circa 6 mesi.
    La casa era estremamente umida (la mia perché nuova, altre perché vecchie e tenute male)
    Quello che voglio far notare è che i muri assorbono moltissima umidità e quindi muri umidi impiegheranno tanto ad asciugarsi.

    Ora ho anche dimezzato la velocità della VMC e stiamo sotto al 60% anche quando fuori c’é nebbia.


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