Archivi categoria: ponte termico

Isolamento verso garage o box chiuso esempio nuova costruzione con fattore di correzione in Zona climatica E

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei lettori Giorgio Benvenuti, Giuliano Masciarri, Alessandro Boiani, Massimo Sottocornola, Marco O. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


Un po’ per tradizione negli edifici esistenti e un po’ per desiderio della committenza nelle nuove costruzioni, gli italiani hanno il garage in casa, al pian terreno o nel seminterrato:

Per tradizione, i tedeschi tengono l’auto in un box vicino, o attiguo, quasi mai in casa, spesso un carport:

Il garage è un ambiente non riscaldato e non fa parte dell’involucro termico. Solitamente, da noi, è un ambiente che confina con l’abitazione per almeno due pareti + il soffitto. Pareti e solaio sono detti elementi strutturali verso vano non riscaldato: il vano potrebbe essere anche una cantina, un deposito, un magazzino. Sono le superfici disperdenti della parte di edificio che stiamo analizzando.

Se stiamo progettando l’isolamento termico di queste strutture dobbiamo conoscere quale sarà il fattore di correzione fi dello scambio termico tra ambiente climatizzato e non climatizzato: infatti il fattore di correzione si moltiplica al valore di trasmittanza U della stratigrafia – perciò

U * fi

Il fattore di correzione, quando è diverso da 1 naturalmente, indica proprio che stiamo analizzando la trasmittanza di un elemento edile che separa l’abitazione da un ambiente non climatizzato ma che però non ha proprio la temperatura dell’ambiente esterno! Il garage sarà anche freddo, ma non è come stare in giardino.

Questo fattore si potrebbe anche calcolare con la formula qui sopra ma, per semplicità, CasaClima usa dei coefficienti fi predeterminati di tutte le tipologie di elementi disperdenti verso ambienti non riscaldati. Comodo no?

  • se il garage, o il box, è un ambiente areato, mi spiace ma il fattore di correzione è 1, quindi il garage equivale all’ambiente esterno. è logico.
  • se il garage, o il box, è un ambiente non areato ma senza chiusure a tenuta, allora il fattore di correzione diventa 0,8 e potrò moltiplicare la trasmittanza U*0,8
  • se il garage, o il box, ha invece chiusure a tenuta, il fattore di correzione è 0,5

Facciamo un esempio pratico per comprendere una volta per tutte questo fattore di correzione dello scambio termico:

Abbiamo la fortuna di costruire ex novo, una nuova costruzione. Sotto l’abitazione abbiamo previsto che ci siano 2 garage e 1 spaziosa cantina.

Cosa ci dice il DECRETO 26 giugno 2015 (Applicazione delle metodologie di calcolo delle prestazioni energetiche e definizione delle prescrizioni e dei requisiti minimi degli edifici)? Ci parla proprio dei REQUISITI SPECIFICI PER GLI EDIFICI dopo il DM 26.6.2015: ad esempio, nella Tabella 3: Trasmittanza termica delle strutture opache orizzontali di pavimento verso l’esterno, gli ambienti non climatizzati o contro terra.

Prendiamo la Zona climatica E, dobbiamo preparare una stratigrafia del solaio che divide abitazione da garage e cantina. La stratigrafia parte dallo strato più interno, diciamo la piastrella, il collante e via via fino all’intonaco del soffitto del garage che sarà lo strato più esterno. Il valore di trasmittanza ci salterà fuori appena terminato di inserire tutti gli strati con relativi spessori, conduttività, calori specifici e  densità.

Prendiamo come risultato di calcolo un valore di trasmittanza pari a 0,30W/mqK

Naturalmente dobbiamo rispettare quel valore minimo imposto dal DM 26.6.2015: 0,26W/mqK

A questo punto siamo pronti per migliorare il valore U della stratigrafia che abbiamo in mente. E qui ci serve proprio il fattore di correzione fi !

Per concludere l’esempio descriviamo come ambienti non areati e con chiusure a tenuta i  2 garage e la spaziosa cantina – quindi possiamo contare sul coefficiente fi 0,5:

Se la stratigrafia dava un valore di trasmittanza pari a 0,30W/mqK dobbiamo moltiplicare 0,30 * 0,5 e otterremo un valore U più che ottimo:

U 0,15 W/mqK

Ora che sappiamo bene come progettare il garage di questa ipotetica nuova costruzione ricordiamoci di non fare un’apertura troppo risicata, abbondiamo sulla larghezza ed evitiamo piccoli e costosissimi incidenti di manovra per entrare o uscire dal box auto. Per convincervi (e stupirvi un po’) ho qui un brevissimo video con una difficilissima manovra di entrata nel garage. Dopo la sconcertante scena, chiudete il link, non perdete altro tempo! Vi aspetto invece con i vostri calcoli o le vostre stratigrafie! e tutte le proposte per attenuare i ponti termici più forti del vostro bel progetto.


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉 sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

Il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Pannelli in lana di legno mineralizzata

Un pannello per isolamento termico qualsiasi ha un valore di conducibilità termica  inferiore a 0,050 W/mK, però, per applicazioni ben precise, è corretto valutare l’utilizzo di pannelli con prestazioni meno spinte ma pur sempre termoisolanti e fonoassorbenti in lana di legno mineralizzata.

pannelli-lana-legno-mineralizzata-cemento-magnesite-01

Cosa offrono questi pannelli?

  • proprietà isolanti termiche ed acustiche
  • resistenza alla compressione ed alla flessione
  • permeabilità al vapore
  • resistenza alle fiamme
  • un buon legame con i getti di calcestruzzo
  • ottimo supporto per intonaci.

E’ lana di legno mineralizzata, ovviamente senza amianto ed altre fibre inorganiche!

lana di legno mineralizzata, sì, ma con cosa?

pannelli-lana-legno-mineralizzata-cemento-magnesite

Beh, ci sono 2 famiglie di pannelli e si somigliano molto pur avendo prestazioni e caratteristiche non uguali:

  1. pannelli in lana di legno di pioppo mineralizzata con magnesite:   questa famiglia di pannelli viene da un processo produttivo ad alta temperatura che elimina dalle fibre di legno le sostanze organiche infiammabili e deperibili. Del legno ottenuto da tavole per piallatura e incisione resta la lignina che è elastica, resistente e durevole. La magnesite permea le fibre e agisce da legante. La magnesite caustica (ossido di magnesio, MgO), è ottenuta per calcinazione in forno rotativo dalla magnesite minerale. L’ossido di magnesio si combina col solfato di magnesio (MgSO4) in soluzione costituendo un prodotto cristallino con forti proprietà leganti, l’ossisolfato di magnesio. La mineralizzazione delle fibre del legno, l’agglomerazione, avviene per pressatura a caldo (una specie di fossilizzazione naturale).    Questo pannello termoacustico Eraclit, di cui non facciamo il nome, risponde a requisiti di sostenibilità connessi a specifici crediti LEED ed ha ottenuto anche il Certificato di Conformità Anab-Icea nell’ambito della Certificazione dei Materiali per la Bioedilizia.
  2. Un pannello analogo, invece che magnesite, contiene cemento vero e proprio.   Il Celenit, per non fare nomi, è un pannello isolante termico ed acustico costituito da fibre di abete mineralizzate rivestite da cemento Portland. E’ costituito per circa metà di fibre di abete lunghe e resistenti e per l’altra metà di leganti minerali (principalmente cemento Portland). Il trattamento mineralizzante mantiene le proprietà meccaniche del legno ma rende le fibre inerti e ne aumenta la resistenza al fuoco. L’agglomerato legno – cemento Portland viene unito sotto pressione. L’ abete rosso (47,1%) proviene da boschi italiani a circa 60 km dall’azienda, oppure dall’Austria viaggiando per circa 290 km. Il cemento Portland grigio (41,7%) è prodotto a 60/150 km dalla sede dell’azienda. Poi c’è polvere di marmo (10,3%) e altri leganti minerali (0,9%). Il pannello ha ottenuto molti certificati di sostenibilità.

 I valori più interessanti per compilare una stratigrafia sono elencati qui sotto:

i pannelli in lana di legno mineralizzata con magnesite hanno

  • Conduttività termica [W/mK] 0,088
  • Calore specifico [J/kgK] 2090
  • Densità [kg/m3] 440

i pannelli in lana di legno mineralizzata con cemento hanno

  • Conduttività termica [W/mK] 0,066
  • Calore specifico [J/kgK] 1810
  • Densità [kg/m3] 400

Il calore specifico, ricordo, è la quantità di calore necessaria per innalzare, o diminuire, la temperatura di una unità di massa di 1 grado Kelvin, quindi un elevato calore specifico aiuta a migliorare la prestazione estiva di una stratigrafia.

La densità, anche questa aiuta a migliorare la prestazione estiva di una stratigrafia e può tornare utile per l’acustica di una stratigrafia leggera o pesante.

       

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Il davanzale di Massimo con taglio termico fai da te

Massimo mi scrive

Seguendo i suoi illuminanti consigli ho fatto questo lavoro immane ( non sa La polvere ma per fortuna avevo incelofanato tutta la casa ) .

davanzale-massimo-taglio-termico-fai-da-te-01 davanzale-massimo-taglio-termico-fai-da-te-04

Nel taglio ho inserito lastre con densità kg 36 / mc e poi ho schiumato tutto .

davanzale-massimo-taglio-termico-fai-da-te-02

Avevo consigliato di usare della schiuma monocomponente poliuretanica elastica ed essendo la fessura del taglio davanzale abbastanza profonda, di procedere con 2 strati, quindi così:

  • nebulizzare con acqua per bagnare il canale
  • schiumare
  • nebulizzare sulla schiuma
  • schiumare
  • nebulizzare sulla schiuma

davanzale-massimo-taglio-termico-fai-da-te-03

Poi ho posato sopra i serramenti n Pvc. Per quanto riguarda le portefinestre, la soglia ( sempre in cemento spessore mm 80 ) non e’ passante ma si inserisce al di sotto per circa 1 cm .  Il massetto ed il parquet gli vanno contro .

Devo anche qui fare il taglio da mm 30/40 oppure …..?

Grazie, Massimo

Rispondo così:

mi spiace che per colpa mia lei abbia dovuto affrontare tutto questo.

naturalmente lei comprende che il davanzale trasmette di più che un mattone o qualsiasi blocco da costruzione della parete….

il senso di fare un taglio termico sul davanzale è proprio quello di attenuare il ponte termico e riuscire a sollevare di qualche grado la temperatura superficiale interna di questa zona. Così da essere meno soggetti al rischio muffa.

perciò se con immane fatica procediamo a fare un taglio termico tra davanzale della porta finestra e massetto interno abbiamo certamente fatto una miglioria, ma in realtà appena finisce il taglio termico del davanzale la situazione antecedente, del solaio che prosegue verso l’esterno, senza taglio termico, rimane.

se il serramento della porta finestra non fosse già ordinato proporrei di ridurre l’altezza per posare un isolante sulla soglia vecchia, ma certo avremmo un ostacolo vita natural durante.

Mi sono dimenticato di dirle che ho anche rimosso i falsitelai in ferro zincato ( prima avevo serramenti in alluminio sigillati con silicone e posati nel 1995 )

purtroppo le case sono piene di vecchi falsitelai in ferro zincato, chi sa dove avevano la testa, in quegli anni, i professionisti del serramento.

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Eliminare il cassonetto dell’avvolgibile

Se mi viene chiesto un consiglio, io lo do – eliminiamo subito il cassonetto degli avvolgibili.

eliminare-cassonetto-avvolgibile

I cassonetti sono una grande fonte di problemi di natura termica, di natura acustica e di tenuta all’aria, e con l’arrivo del nuovo DM del 26.6.2015, in vigore dal 1° ottobre, il valore di trasmittanza da rispettare è finestra comprensiva di cassonetto. Diventa obbligatorio occuparsi di serramenti e di cassonetti: insomma, se state raccogliendo vari preventivi per la sostituzione dei serramenti dovete pensare subito anche a tutti i cassonetti!

La trasmittanza termica del cassonetto (Usb) viene determinata tramite calcolo secondo la norma UNI EN ISO 10077-2. A dirla tutta si dovrebbe calcolare il ponte termico tra finestra e cassonetto.

Il valore complessivo di finestra e cassonetto (U) può essere determinato con il calcolo della media ponderata considerando le superfici e i valori U di finestre e cassonetti.

In ogni caso il valore complessivo di trasmittanza segue la zona climatica di appartenenza come in tabella qui sotto riportata:

eliminare-cassonetto-avvolgibile-01

Ecco perchè io investirei tutti gli sforzi economici e di migliore posa esclusivamente sul serramento, che potrebbe anche essere dotato di ombreggiatura. Se odiate le righe dei frangisole potete ripiegare sui vecchi buoni antoni:

eliminare-cassonetto-avvolgibile-02Semplificare per riqualificare è meglio che complicare


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Eliminazione del ponte termico del balcone in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN)

Eliminazione del ponte termico del balcone in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard PassivhausStruttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm.

I balconi (a nord e a sud) sulla facciata sud schermano gli spazi interni dal surriscaldamento nel periodo estivo e sono realizzati con pannelli X-Lam

struttura x-lam balcone ponte termico-05 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -09

I pannelli X-Lam orizzontali sono collegati alle pareti in X-Lam interne con angolari metallici nei quali è stato interposto uno strato di isolante in Eps che garantisce l’eliminazione del ponte termico e la continuità del cappotto esterno. Le pareti in X-Lam  escono in altezza a sbalzo dalle pareti interne.

struttura x-lam balcone ponte termico-01 struttura x-lam balcone ponte termico-03

Le finiture: massetto alleggerito + massetto cementizio in pendenza + guaina cementizia monocomponente impermeabilizzante + piastrelle.

struttura x-lam balcone ponte termico-02 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -10

foto, archivio di cantiere, offerte da:
aktivhaus.eu logo
aktivhaus.eu address 

per contatto diretto al costruttore Mirko Taglietti:   fuori sede 335 844 19 59

Mirko-Taglietti   loghi

> Per una richiesta diretta al creatore di Passivhaus Mirko Taglietti usa il modulo qui sotto, altrimenti commenta gli articoli nel riquadro che trovi al piede di ogni post pubblicato:

Il tuo nome (richiesto)

La tua email (richiesto)

Oggetto

Scrivi la tua richiesta qui

  

I ponti termici decidono gli impianti?

E’ comune convinzione che il ponte termico in sè sia certamente un problema da non sottovalutare per il fatto che potrebbe creare condense superficiali e magari zone a rischio muffa, ma in definitiva un aspetto importante solo per chi sta puntando alla casa passiva o ad una classe energetica molto elevata, insomma l’analisi dei ponti termici è roba da Classe A. Come dire… sono cose per la Formula 1 e non per la mia auto che arriva a 160km/h.

Il ponte termico è enormemente sottovalutato e nelle ristrutturazioni è appena appena argomento di progettazione.

incidenza dispersioni  ponti termici

Prendiamo ora in considerazione un appartamento oggetto di ristrutturazione ed efficientamento energetico. Facciamo il calcolo del carico termico e del fabbisogno energetico dell’abitazione: consideriamo le seguenti trasmittanze delle strutture:

  • MURO PERIMETRALE ESTERNO: 0,40 W/m2K
  • MURO verso ALTRA PROPRIETA’: 0,40 W/m2K
  • PORTONCINO D’INGRESSO: 1,80 W/m2K
  • PAVIMENTO verso abitazione riscaldata: 0,80 W/m2K
  • SOFFITTO verso LASTRICO SOLARE: 0,18 W/m2K

Le Dispersioni termiche valgono 3.100 Watt, quelle per ventilazione 600 Watt (considerando una VMC): Dispersione totale 3700 Watt.

Ma qual’è l’incidenza delle dispersioni riferita ad ogni componente? :

  • MURO PERIMETRALE ESTERNO: 33,5%
  • MURO verso ALTRA PROPRIETA’: 0,6%
  • PORTONCINO D’INGRESSO: 0,3%
  • PAVIMENTO verso abitazione riscaldata: 4,7%
  • SOFFITTO verso LASTRICO SOLARE: 13,5%

E l’incidenza delle dispersioni riferita ai ponti termici? :

  • PONTE TERMICO perimetro Solaio LASTRICO SOLARE 13,8 % (426 Watt)
  • PONTE TERMICO perimentro pavimento 5,9 % (181 Watt)
  • PONTE TERMICO Serramenti 7,3 % (225 Watt)

Totale incidenza dei ponti termici: 27 % (832 Watt)

Possiamo notare che i ponti termici incidono molto, rappresentano 1/4 sul complessivo.

Non è per fare i pignoli, ma nel momento della decisione dei nuovi impianti, il termotecnico deve assolutamente tenere conto delle dispersioni dovute all’incidenza dei ponti termici: perciò non è tempo perso progettare la correzione di questi punti sensibili e valutare bene la posizione e la cura d’installazione dei nuovi serramenti.

Avete mai indagato nella vostra abitazione quali sono i punti più freddi? Non vi servirà una costosa termocamera come questa:

è sufficiente anche un termometro digitale a infrarossi come questi:

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

Se vuoi conoscere i profili LinkedIn Marco LinkedIn Federico …

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Valutazione dei ponti termici

 Nella Nuova UNI TS 11300 – 1, i ponti termici si valutano solamente attraverso i coefficienti lineici. Addio utilizzo della maggiorazione percentuale semplificata e addio utilizzo dell’abaco della norma UNI EN 14683.

ponti termici si valutano solamente attraverso i coefficienti lineici

Le valutazione del coefficiente lineico dev’ essere fatta con calcolo agli elementi finiti o con atlanti dei ponti termici realizzati in accordo con la UNI EN ISO 14683. Si può utilizzare metodi di calcolo manuale per edifici esistenti.

Qui potete scaricare la versione DEMO del software Anit.

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Vespaio aerato, la stratigrafia ideale e i ponti termici

Subito dopo la decisione del vespaio aerato è il momento di descrivere gli strati successivi. Quale stratigrafia progettare?

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

La cosa che ogni progettista vorrebbe realizzare è un vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato, naturalmente è importante seguire questa soluzione con omogeneità su tutta la superficie: interrompere equivale a creare un forte ponte termico che per essere migliorato richiederebbe un ulteriore strato di isolante e di conseguenza nuovo spessore di cui tenere conto.

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

Il pacchetto è costituito da elementi che compongono una struttura autoportante a cui si aggiungono elementi isolanti che permettono di isolare le pareti laterali dei pilastrini che si vengono a formare nel punto di unione delle gambe. Può essere inserito un apposito elemento in EPS, SottoPiede, che permette di isolare la base dei pilastrini dal magrone. Sopra questa struttura a igloo vengono posati degli elementi isolanti che separano dal pavimento superiore. Il sistema prevede elementi di chiusura laterale che fanno da isolamento delle fondazioni.

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

Il sistema così composto può ricevere il getto in calcestruzzo.

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

In un risanamento è molto frequente qualche impedimento alla realizzazione di questo vespaio con coibentazione integrata senza interruzioni: basti pensare all’esigenza di legare le fondazioni in un edificio che strutturalmente oggi lo richieda:

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

Teoricamente, sia nel risanamento che nella nuova costruzione, il solaio sopra il vespaio aerato e isolato è di per sè una buona soluzione contro le dispersioni verso il basso (non adatto a una casa passiva magari, ma rispetto alla stragrande maggioranza delle realizzazioni, efficace). E il nodo solaio sopra igloo – pareti perimetrali (e pareti di spina)?

L’ isolamento orizzontale che si riesce ad ottenere con il sistema del vespaio aerato già isolato non risolve il ponte termico del piede della muratura che rimane fredda:

  • se si tratta di un risanamento, le pareti perimetrali esistenti hanno il sacco di fondazione in contatto con il terreno e restano fredde
  • se si tratta di una nuova costruzione e non si è progettato un taglio termico del piede della parete sulla fondazione, qualsiasi cappotto esterno, anche con zoccolatura interrata non potrà mai risolvere adeguatamente questo nodo

vespaio aerato isolato

Il ponte termico va analizzato, studiato e risolto:

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato

è assolutamente necessario migliorare la stratigrafia delle murature portanti in contatto con il terreno anche sul lato interno. Quando manca la continuità tra sistema a cappotto esterno e l’isolamento orizzontale si deve intervenire e in qualche modo allungare la strada al freddo sul lato interno. Altrimenti le temperature superficiali interne troppo basse farebbero risaltare l’errore progettuale. All’esterno si può migliorare la coibentazione con pannelli in XPS anche poi interrandoli.

In conclusione, cerchiamo ed applichiamo sistemi innovativi ed efficaci senza dimenticare o nasconderci il senso completo del progetto di coibentazione: la continuità.

Proseguendo nella stratigrafia orizzontale sopra gli igloo si incontrano i problemi relativi al passaggio degli impianti:

vespaio aerato a spessore ridotto ed isolato-01

gli impianti solitamente vanno annegati nel massetto alleggerito: il senso del massetto alleggerito è

  • portarsi alla quota decisa in fase progettuale
  • proteggere tutte le condotte impiantistiche
  • confinare le condotte impiantistiche in un ambiente a temperatura satbile

 Proprio per confinare le condotte impiantistiche in un ambiente a temperatura stabile consiglio di spingere sul primo strato di coibentazione che si poserà sulla cappa armata appena gettata evitando di aggiungere strati ulteriori più in alto: prima comincio ad isolare e prima ottengo buoni risultati!

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Fondazioni e marciapiede con taglio termico

Ancora oggi vedo che quasi la totalità dei progetti non considera con la dovuta importanza la progettazione della fondazione. Sembra quasi che sia un aspetto unicamente interessante per la statica.

fondazioni taglio termico-01

Evitare di risolvere il ponte termico della fondazione equivale a partire con il piede sbagliato e per molti aspetti l’errore resta incorreggibile, un po’ per colpa delle quote da rispettare e un po’ per altri vincoli imprescindibili.

fondazioni taglio termico-01

Progettato con anticipo i dettagli più importanti, si può prevedere il taglio termico del getto in cls. Una soluzione efficacissima utilizza un elemento isolante portante che separa termicamente gli elementi costruttivi a sbalzo:

taglio termico cls

Forse un costo in più, un costo non previsto, ma di certo non l’unica soluzione di cantiere! Chi ha detto che un marciapiede deve essere attaccato alla fondazione o alla struttura?

Desolidarizzare e migliorare!

Inutile tirarla per le lunghe: nei disegni esecutivi si deve già risolvere ogni congiunzione tra parti fredde e parti calde interne.

Il nodo fondazione marciapiede, tipico ponte termico sottovalutato, vale moltissimi metri lineari di forte dispersione termica. Perchè non progettare la soluzione già prima della fase di cantiere?

fondazioni taglio termico-01

Se siete preoccupati del ponte termico del balcone, a maggior ragione ci si deve preoccupare del marciapiede!


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉 sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

Il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

I ponti termici strutturali devono essere attenuati

Calcolare i ponti termici non è facile, e costa tempo progettuale. Perchè non attenuarli durante la progettazione?  La posizione dei pilastri è importantissima per poter attenuare adeguatamente il ponte termico. Gli aggetti, le terrazze e le scale esterne addossate sono sempre dimenticate in fase di progettazione, perchè non prevedere un taglio termico?

Lasciamo perdere camere d’aria o giunti di malta, parliamo adesso solo di presenza di eterogeneità di struttura, ad esempio i pilastri in calcestruzzo.

ponti-termici-comuni

Il pilastro che intermezza una parete provoca una perturbazione del flusso termico (le isoterme relative al campo di temperatura non sono più parallele alle superfici, sono disturbate) e ciò provoca disomogeneità delle temperature superficiali interne. E’ un ponte termico di struttura:

ponti-termici-comuni copia

Tendiamo sempre a sottovalutare. Anche le pareti che si incontrano in un angolo causano l’incremento del flusso termico internamente: si tratta di un ponte termico geometrico:

ponti-termici-comuni

Nelle case molto disperdenti costruite negli anni passati i ponti termici non avevano gran peso, ma in case ben coibentate i ponti termici diventano importanti: solo loro possono aumentare la dispersione termica fino al 40%.

Non vi interessa il comfort? il peggioramento del fabbisogno energetico? il maggior costo per riscaldamento? la formazione di macchie dovute alla condensa? Allora tenete presente che i ponti termici sono anche causa di fessurazioni: trasmittanze differenti dei materiali causano tensioni e quindi disgregazione superficiale!

Se in progetto sono rimasti disegnati i pilastri come nella figura sopra, chiediamo al nostro progettista una correzione:

  • indietreggiamo le strutture in calcestruzzo in modo da poter aumentare lo strato di coibentazione in quelle zone.
  • calcoliamo la trasmittanza di quell’elemento che risulta maggiormente disperdente fino a scoprire quale spessore di maggior coibentazione sia indispensabile per ottenere l’uniformità dei valori U dei tamponamenti e degli elementi strutturali in cls.

ponti-termici-comuni corretti

Correggendo questi particolari, le strutture in cls non saranno più leggibili con le differenze di temperature superficiali interne e nemmeno con un termometro digitale laser a infrarossi potrete notare la struttura più fredda. Provare per credere.

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Fare attenzione ai ponti termici

Specialmente i ponti termici lineari non sono “cosette” da sistemare in cantiere. E’ normale che durante i lavori e gli incontri in cantiere si notino le sviste progettuali. Sì sono tante, ma ora parlo solo dei ponti termici lineari. Quando si sono individuati tardi – mi correggo – quando si inizia a prenderli sul serio, succede che non si è più sul tavolo del progettista, ma nel cantiere bello che avviato.

ponti termici lineari importanti

E’ brutto intervenire strada facendo, ma meglio provarci invece che chiudere gli occhi! Gli spessori, le quote e gli ingombri, molte volte impediscono di realizzare una buona correzione di ogni ponte termico: ecco perchè è sempre meglio progettare tutti i dettagli (e poi appiccicarli in cantiere!).

ricordiamone alcuni molto frequenti:

  • i balconi
  • il raccordo parete-finestra e soglia-finestra
  • i cassonetti degli avvolgibili
  • le nicchie dei radiatori
  • i vani scale
  • le terrazze
  • i parapetti
  • il nodo tetto – parete
  • i cornicioni
  • il marciapiede, cioè la soletta sporgente al piano terra

federico_sampaoli_espertocasaclimacom ipha_member View federico sampaoli's profile on LinkedIn  Tweet

Vuoi offrire un sostegno a questo BLOG? Diventerai sostenitore di espertoCasaClima.

 esperto casaclima

Come scegliere il davanzale del serramento

Nei cantieri si stanno posando gli ultimi davanzali passanti. Non tutti credono ancora che il ponte termico sia davvero grave.

Riconosco che sia una noia progettare il particolare del davanzale con taglio termico, ma se abbiamo ben compreso il miglioramento che ne può derivare dobbiamo farlo, punto e basta!

Di recente ho scritto dei monoblocchi termoisolanti, soluzione completa per i 4 lati del foro finestra, oppure della soluzione del risvolto del cappotto esterno. Qui vorrei parlare solo del 4° lato, e lo faccio perchè diversi lettori mi chiedono consulenza sul materiale che io consiglierei.

Se conoscete questo blog, sapete già che tendo a non fare nomi di aziende o di prodotti o di prezzi. Voglio evitare discussioni tipiche di molti forum e discussioni dirette con aziende.

In commercio spuntano molti materiali performanti adatti alla soluzione del davanzale, segno che il tema è sentito e si sta diffondendo bene.

Se però mi chiedete un giudizio, io ve lo do.

Corredo delle informazioni sul prodotto “guaritore del ponte termico del bancale” si legge quanto segue:

ponte termico del bancale

Credo che il 1° vantaggio sbandierato “abbatte il ponte termico” sia pubblicità non corretta: chi è un po’ disattento o non mastica bene la fisica edile, letta questa riga, pensa di avere in mano il prodotto perfetto per i davanzali di tutta la casa, o peggio, se è un costruttore, per tutto lo stabile, magari di decine di appartamenti.

ponte termico del davzanzale

In realtà la pubblicità, a leggerla tutta, è sincera e dice che  con questo bancale speciale con anima in polistirene, costruire in classe A è molto più semplice ed economico: abbatte il ponte termico di bancali/davanzali, soglie e imbotti riducendo drasticamente la trasmittanza termica lineica rispetto ai manufatti in cemento tradizionali, in pietra arenaria e granito:

  • il ponte termico del bancale si abbassa e garantisce un coefficiente di trasmissione termica lineica di soli 0,34 W/Mk (chi ha scritto il volantino non ha ben chiare le grandezze di riferimento e infatti scrive di Mk: per correttezza si doveva scrivere mK perchè parliamo di “metri” e di “gradi Kelvin” e non di “Metri” e di “chilo (1000)” kilometri?)
  • senza farla tanto lunga, il ponte termico del “super davanzale” con l’anima in polistirene e corpo in cemento garantisce un coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico pari a 0,34 W/mK. – Lineico? sì, è riferito ai metri lineari! – Pensate a tutti i davanzali di un condominio…. sono un bel po’ di metri lineari (un bel po’ di dispersioni!)

Quanto influisce sulle dispersioni termiche annue il ponte termico dei metri di davanzale? Tanto? Poco? Insomma? Non lo so? Beh, se siamo a Palermo la dispersione conta meno, se siamo a Padova, in zona climatica E, con 2383 Gradi Giorno, la dispersione termica annua conta di più.

Ma torniamo a valutare l’idea di ordinare per tutti i fori finestra questo tipo di davanzali, è vero che grazie all’anima in polistirene il davanzale non trasmette più le dispersioni come uno tradizionale, ma quanta differenza fa? Questo manufatto in cemento che ricopre l’isolante è certamente “alleggerito”, ma il ponte termico non è risolto! La parte in calcestruzzo fibrorinforzato che avvolge l’eps è comunque passante da dentro a fuori!!! Sia sotto che sopra!  – Io che sto progettando devo fare di più: devo risolvere questo problema, non posso lasciar correre e dire che va bene perchè il ponte termico è sceso rispetto a quello del davanzale anni ’70 (posato fino a ieri).

Confrontiamo il coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico del davanzale in materiali diversi:

  • è pari a 0,34 W/mK se posiamo il davanzale / bancale speciale con anima in polistirene e corpo in cemento (spessore 6cm)
  • è pari a 0,55 W/mK se posiamo un davanzale / bancale in cemento (spessore 6cm)
  • è pari a 0,42 W/mK se posiamo un davanzale / bancale in pietra serena (spessore 3cm)
  • è pari a 0,49 W/mK se posiamo un davanzale / bancale in granito (spessore 6cm)

E’ pacifico che un “davanzale toast in cemento” con ripieno di eps supera in quanto a prestazioni i davanzali di una volta, ma non è certo un esempio del costruire in classi energetiche elevate.

E aggiungo che se volessi progettare una casa in classe G è comunque meglio se risolvo il problema del davanzale: i ponti termici sono sempre una brutta gatta da pelare (si dice anche da voi?): qunado non si arriva alla condensa e alle muffe si arriva sicuramente all’inscurimento della tinteggiatura, che è comunque un bel problema, anche economico.

federico_sampaoli_espertocasaclimacomipha_member

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

Vuoi offrire un sostegno a questo BLOG? Diventerai sostenitore di EspertoCasaClima.

 esperto casaclima

Ponti termici e monoblocchi termoisolanti

Oggi, la posa in opera di monoblocchi termoisolanti  si è diffusa in molti cantieri. Negli ultimi anni molti progettisti si sono definitivamente convinti che il serramento posato male è fonte inesauribile di guai futuri. Il nodo serramento – parete è delicato e va ben progettato.

In teoria, e poi anche nella pratica, basterebbe progettare con attenzione la posizione, i materiali per la posa in opera, la sigillatura, le nastrature e l’incontro con lo spessore della coibentazione scelta per l’edificio. Il foro del serramento deve contribuire alla corretta posa dei serramenti, ma deve anche garantire la continuità dell’isolamento termico delle pareti esterne: la finestra sarà proprio la continuazione della coibentazione termoacustica della parete.

Per ovviare alla progettazione e alle problematiche di posa si può ricorrere all’utilizzo dei monoblocchi termoisolanti, ma è ovvio che se non abbiamo previsto la soluzione ai ponti termici dell’edificio non saranno i monoblocchi termoisolanti a risolvere per magia i difetti di progettazione iniziali.

monoblocchi termoisolanti

Prendo ad esempio questo edificio, una ricostruzione dopo demolizione. Spesso la scelta per una ricostruzione invece che un restauro è proprio il desiderio di committente e progettista di non sottostare a compromessi di ogni natura dettati dall’esistente. Questo edificio avrebbe avuto tutte le carte per nascere perfetto, invece, già per la scelta della coibentazione in intercapedine, deve fare i conti con numerosi ponti termici irrisolti.

isolamento in intercapedine

Lasciamo da parte la discutibile progettazione dell’involucro e parliamo dei fori finestra:

  • ogni foro è stato previsto con monoblocchi termoisolanti.

La committenza si è accollata la maggior spesa dovuta all’acquisto dei monoblocchi termoisolanti, ma con che risultato? Risolvono forse i ponti termici dell’edificio? Purtroppo no. Si crede che l’investimento porti a grossi miglioramenti, ma la situazione di fatto non porta a miglioramenti.

ponte termico solaio passante

Il solaio passante dall’interno all’esterno senza taglio termico non è stato migliorato con la posa dei monoblocchi termoisolanti: il terrazzo connesso con i solai sarà fonte di grosse dispersioni termiche e appena all’interno, dietro i monoblocchi termoisolanti, le temperature superficiali saranno sensibilmente inferiori rispetto alle pareti che nascondono la coibentazione.

Certo il serramento sarà posato a regola d’arte nel monoblocco, ma in alto e in basso i ponti termici restano forti e irrisolti.

federico_sampaoli_espertocasaclimacomipha_member

View federico sampaoli's profile on LinkedIn

Vuoi offrire un sostegno a questo BLOG? Diventerai sostenitore di EspertoCasaClima.

 esperto casaclima

Quanto influisce il ponte termico del balcone sulle dispersioni termiche annue?

Parlare di kWh/m2a (kWh per metro quadrato all’anno) è argomento facile e chiaro per un termotecnico, un po’ meno chiaro, ma soprattutto meno significativo per un committente o un proprietario di casa.

kWh:m2a fabbisogno per riscaldamento

La casa che consuma meno di tutte ha un fabbisogno termico per riscaldamento di massimo 15 kWh/m2a. Non è che questo dato dica molto ad una persona comune, non è come dire viaggio a 15 km/h, questo dato sì che fornisce a chiunque la percezione di andar piano!

Questi 15 kWh/m2a ci dicono poco lo so, a quasi tutti dicono niente. Ma facciamo un atto di fede:

una PassivHaus ha fabbisogno termico per riscaldamento di 15 kWh/m2a (anche meno)

kWh:m2a fabbisogno per riscaldamento

con questo dato iniziamo ad orientarci nel mondo dei numeri dell’efficienza energetica! Vi dico anche che un edificio può essere ancora più spinto sotto l’aspetto “dispersioni”, e disperdere ancora meno, e avere un fabbisogno ancora minore, ma si andrebbe a realizzare qualcosa di anti-economico e perciò con poco senso.

Non perdiamo il filo…, abbiamo fissato in mente (atto di fede) che una Casa Passiva ha un fabbisogno termico per riscaldamento di 15 kWh/m2a (così come tutti sanno bene, senza esserci mai saliti, che una Ferrari supera i 300 km/h, e il dato rende bene l’idea di alta velocità).

kWh:m2a fabbisogno per riscaldamento

Ora pensiamo al nostro balcone di casa: che sia un ponte termico l’abbiamo capito (o sentito dire) tutti. Ma in numeri, cosa vale questo ponte termico?

ponte termico balcone terrazza

Prendiamo per già calcolato che il ponte termico del nostro balcone valga 0,68 W/mK, questo è detto coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico.

Lineico? sì, è riferito ai metri lineari. Diciamo che il nostro balcone sia lungo 5 metri.

Allora, quanto influisce sulle dispersioni termiche annue il ponte termico del balcone? Tanto? Poco? Insomma? Non lo so? Beh, se siamo a Palermo la dispersione conta meno, se siamo a Padova, in zona climatica E, con 2383 Gradi Giorno, la dispersione termica annua conta di più.

Facciamo due conti:

5m * 0,68 W/mK * 57kKh/a = 194 kWh/a

kWh/a non si possono confrontare con kWh/m2a, quindi prendiamo come esempio una casa di 100 mq:

le dispersioni termiche annue, per metro quadro, causate dal ponte termico del balcone, valgono 1,94 kWh/m2a

Capito dove voglio arrivare?

Una casa superprogettata, che si potrebbe certificare come PassivHaus, deve contenere il fabbisogno entro i 15 kWh/m2a e un semplice errore come la progettazione di un balcone senza taglio termico vale quasi 2 kWh/m2a

Ho reso l’idea? 15 contro 2…..

La progettazione è importante! Il dettaglio è importante! Non riempire il cantiere di compromessi è importante! Il risultato può essere grande

 

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Utilizzare il pannello cassero in copertura

Un pannello cassero in eps per realizzare solai in cemento armato (calcestruzzo) di copertura ha un isolamento termico variabile: lo spessore variabile del sottotravetto è da scegliere in funzione della coibenza termica desiderata (4-8cm di eps 100).

termosolaio ponti termici

I vantaggi di questo sistema di costruzione sono:

  • la leggerezza dei pannelli
  • velocità di movimentazione e posa
  • pochi puntelli da movimentare
  • l’autoportanza durante le fasi di lavorazione (di getto)

Secondo me, un ponte termico è una parte dell’edificio dove il flusso di calore cambia. Ogni volta che lo strato coibente cambia spessore c’è un ponte termico geometrico.

termosolaio ponti termici

Il coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico determinato dal travetto potrei calcolarlo così:

  • dove abbiamo lo spessore totale del pannello termosolaio mi trovo con 32 cm di esp e trasmittanza 0,11 W/m²K
  • dove abbiamo il travetto in cls lo spessore totale del pannello termosolaio è 8 cm di esp e trasmittanza 0,40 W/m²K

quindi: trasmittanza 0,40 W/m²K – trasmittanza 0,11 W/m²K = 0,29 W/m²K

termosolaio ponti termici

il ponte termico  vale: 0,29 W/m²K * 11 cm. (larghezza travetto in cls) = 0,032 W/mK

 

Ma cosa vuol dire un ponte termico pari a 0,032 W/mK ???

vuol dire che ho una copertura piena di ponti termici ???

  •  se ho 30 travetti da 10 metri l’uno, ho 300 metri di ponti termici.
  • quindi le dispersioni termiche causate da questa struttura saranno 0,032 W/mK * 300metri * 57kKh/a * 1

cioè 547 kWh/anno

Costruire ponti termici free è una scelta progettuale, nient’altro

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

- il mio profilo LinkedIn: Lin  - articoli pubblicati di recente: eCC  - commenti al blog: feed        - i miei tweet: Tw

…questo articolo è stato ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli,

vuoi pubblicare le tue FOTO di cantiere? segui le istruzioni di questa pagina.

diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Difficile risolvere il ponte termico del balcone

Se tutti i ponti termici vengono affrontati solo nella fase esecutiva, l’unica soluzione migliorativa è preparare i dettagli costruttivi e migliorare lo stato di fatto:

Ponte termico balcone

  1. Laterizio (rosa) spess. 25 cm + intonaco 1.5 cm
  2. Solaio in calcestruzzo armato spess. 20 cm
  3. Alleggerito (verde) spess. 8 cm
  4. Caldana (grigio) spess. 5 cm
  5. Piastrella (nero) spess. 1 cm

I ponti termici sono le parti dell’ edificio dove il flusso di calore cambia: il materiale edilizio è disomogeneo, e disperde più calore. Sono elementi complicati da isolare termicamente e sono detti ponti termici costruttivi:

  • l’attacco dei balconi
  • l’attacco tra la parete e il pavimento
  • l’attacco tra la parete ed il tetto
  • l’attacco dei serramenti sui quattro lati
  • i pilastri che interrompono l’omogeneità delle pareti esterne

I ponti termici sono causa di maggiore dispersione termica e causa principale dell’insorgere della muffa.

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e costano veramente poco:

Costruire edifici senza ponti termici non solo fa risparmiare energia, ma rende anche più confortevoli e salubri le abitazioni e protegge la struttura edilizia dal degrado.

Analizziamo il ponte termico disegnato sopra: è certezza diffusa che la posa del cappotto sulle pareti esterne porti anche un miglioramento per quel che riguarda il ponte termico:

 Si tratta di un balcone di 3 metri di lunghezza:

  • in fase progettuale, e durante la costruzione il ponte termico è stato completamente ignorato
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale esattamente 0,62 W/(mK)
balcone con isolamento termico
  • dopo la posa dell’isolamento termico (8 cm. di eps, indicato in blu) anche l’aggetto del balcone è stato curato e all’intradosso sono stati posati sempre 8 cm di xps, mentre in testa e sul lato superiore all’estradosso solo 5 cm. (anche per motivi di ingombro)
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale adesso 0,29 W/(mK), meno della metà
  • la dispersione attraverso il ponte termico è diminuita sensibilmente, il ponte termico è rimasto ma è attenuato
Sicuramente abbiamo risolto il problema della bassa temperatura superficiale interna e il rischio muffa non esiste più, ma la dispersione termica continua, tutti gli inverni per tutti gli anni a venire.
Calcolare i ponti termici non è uno spreco di tempo o un eccesso di zelo: fa parte del progettare bene.

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉  e sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer   federico_sampaoli_espertocasaclimacom   ipha_member   

articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

Se vuoi conoscere i profili LinkedIn di Marco e LinkedIn di Federico …

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di Federico su Pinterest.

Il cappotto non risolve il ponte termico del balcone

Se tutti i ponti termici vengono affrontati solo nella fase esecutiva, allora c’è posto solo per i “rammendi”:

Ponte termico balcone

  1. Laterizio (rosa) spess. 25 cm + intonaco 1.5 cm
  2. Solaio in calcestruzzo armato spess. 20cm
  3. Alleggerito (verde) spess. 8 cm
  4. Caldana (grigio) spess. 5 cm
  5. Piastrella (nero) spess. 1 cm

I ponti termici sono le parti dell’ edificio dove il flusso di calore cambia: il materiale edilizio è diverso, non è omogeneo, e disperde più calore. Sono elementi quasi sempre poco isolati termicamente e sono detti ponti termici costruttivi:

  • l’attacco dei balconi
  • l’attacco tra la parete e il pavimento
  • l’attacco tra la parete ed il tetto
  • l’attacco dei serramenti sui quattro lati
  • i pilastri che interrompono l’omogeneità delle pareti esterne

I ponti termici sono causa di dispersione termica e causa principale dell’insorgere della muffa.

Costruire edifici senza ponti termici non solo fa risparmiare energia, ma rende anche più salubri le abitazioni e protegge la struttura edilizia dal degrado.

Analizziamo il ponte termico disegnato sopra, è credenza diffusa che la posa del cappotto sulle pareti esterne porti anche un miglioramento per quel che riguarda il ponte termico:

 Si tratta di un balcone di 3 metri di lunghezza:

  • in fase progettuale, e durante la costruzione il ponte termico è stato completamente ignorato
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale esattamente 0,62 W/(m2 · K)
balcone senza isolamento termico
  • dopo la posa dell’isolamento termico (8 cm. di eps, indicato in blu)
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale adesso 0,6577 W/(m2 · K)
  • la dispersione attraverso il ponte termico non è diminuita, anzi è leggermente aumentata (ponte termico accentuato)
  • la temperatura superficiale interna all’intradosso del solaio è rimasta molto bassa: 14,2° C con -5° C esterni

Poniamo che la trasmittanza U delle pareti, ora coibentate esternamente con 8 cm di eps, sia migliorata da 1,09 W/m2K a U= 0,342 W/m2K :

  • la dispersione termica attraverso ogni metro quadrato di parete è scesa di 0,748 W/m2K
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale 0,6577 W/(m2 · K)
  • in pratica, quanto abbiamo migliorato la dispersione in 1 metro quadro di facciata, tanto continuiamo a disperdere attraverso i 3metri lineari di balcone.

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉  e sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer   federico_sampaoli_espertocasaclimacom   ipha_member   

articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

Se vuoi conoscere i profili LinkedIn di Marco e LinkedIn di Federico …

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di Federico su Pinterest.

Quanto costa il ponte termico del balcone?

Nei cantieri si comincia a vedere spesso la coibentazione termica. Il risparmio energetico è diventato finalmente parte dei lavori.

E i ponti termici? Notate spesso strategie per ridurli? Io non tanto: i ponti termici sono sempre sottovalutati – forse perchè sono difficili da calcolare?

Non so se sia più difficile calcolare un ponte termico o decidere di eliminarlo in fase progettuale. Certo è che se tutti i ponti termici vengono affrontati solo nella fase esecutiva, allora c’è spazio solo per i “rammendi”. Tutt’altra cosa è preparare i dettagli costruttivi per migliorare ogni punto critico.

Ponte termico balcone

  1. Laterizio (rosa) spess. 25 cm + intonaco 1.5 cm
  2. Solaio in calcestruzzo armato spess. 20cm
  3. Alleggerito (verde) spess. 8 cm
  4. Caldana (grigio) spess. 5 cm
  5. Piastrella (nero) spess. 1 cm

I ponti termici sono le parti dell’ edificio dove il flusso di calore cambia: il materiale edilizio è diverso, non è omogeneo, e disperde più calore. Sono elementi quasi sempre poco isolati termicamente e sono detti ponti termici costruttivi:

  • l’attacco dei balconi
  • l’attacco tra la parete e il pavimento
  • l’attacco tra la parete ed il tetto
  • l’attacco dei serramenti sui quattro lati
  • i pilastri che interrompono l’omogeneità delle pareti esterne

I ponti termici sono causa di dispersione termica e causa principale dell’insorgere della muffa.

Costruire edifici senza ponti termici non solo fa risparmiare energia, ma rende anche più salubri le abitazioni e protegge la struttura edilizia dal degrado.

Analizziamo il ponte termico disegnato sopra:

Si tratta di un balcone di 3 metri di lunghezza:

  • in fase progettuale, e durante la costruzione il ponte termico è stato completamente ignorato
  • il coefficiente lineico di dispersione termica del ponte termico “psi” vale esattamente 0,62 W/(m2 · K)

L’edificio si trova a Trento e viene riscaldato con una caldaia a metano.

Sapete quanto vale la dispersione termica del solo balcone di 3 metri lineari?

ben 114,6 kWh/anno!

E considerando un costo del metano pari a 1 € per metro cubo, il balcone ci costa:

  • a BOLZANO 16,4 €/anno
  • a TRENTO 15,1 €/anno
  • a VERONA 14,5 €/anno
  • a BOLOGNA 13,3 €/anno

Ma nei prossimi 20 anni, attualizzato ad oggi tenendo presente l’inflazione ed il rincaro combustibile?

  • a BOLZANO 507 €
  • a TRENTO 467 €
  • a VERONA 449 €
  • a BOLOGNA 412 €

Anche a casa vostra c’è un balcone “disperdente”? Non è lungo 3 metri ma ben 6 metri? Potete moltiplicare tutti i valori per 2!

Ogni lato della casa ha un bel balcone? Potete moltiplicare tutti i valori per 2 e poi un’altra volta per 4!

Ora pensate ai Vostri vicini di casa e moltiplicate ancora, poi contate le case della vostra via e moltiplicate ancora, le cifre diventano imponenti!

Il ponte termico sembra una cosa da nulla, una cosa da pignoli! – ma se facciamo tre conti possiamo anche spaventarci dei risultati!

Non voglio spaventarvi, ma ricordate che anche il marciapiede intorno alla casa si comporta come un ponte termico, e il cordolo del tetto anche, la scala anche…

E’ tempo di progettare meglio!


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉  e sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer   federico_sampaoli_espertocasaclimacom   ipha_member   

articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

Se vuoi conoscere i profili LinkedIn di Marco e LinkedIn di Federico …

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di Federico su Pinterest.

Il tassello è causa di dispersione di calore

 Sì, il tassello è causa di dispersione di calore attraverso l’isolamento termico, ma non è per questo che qualcuno si lamenta.

tasselli-termografia

Capita invece che dopo qualche tempo, a cappotto finito ed edificio abitato, ci si accorga di poter “leggere” sulla facciata tanti punti corrispondenti ai tasselli posati: un brutto vedere e un motivo di discordia tra posatore e proprietario di casa.

Personalmente mi è capitato di notarlo solamente in edifici con sistema a cappotto in EPS, è anche vero che altri materiali di coibentazione, più costosi, sono rari da incontrare!

Torniamo al problema del tassello: la testa si copre con la rasatura, la rete, la rasatura e la finitura, ma è comunque un materiale diverso dalla superficie e perciò crea “discordia”!

Ecco che torna l’importanza di un sistema certificato che offra la garanzia che tutti i prodotti facenti parte del sistema funzionino bene insieme e siano stati testati. Ecco perchè sono contrario al cappotto inventato dal pittore o dal progettista.

Non me ne vogliano i pittori, che stimo, nè i progettisti, che NON sono tenuti a “creare” un sistema a cappotto per ogni progetto: è compito delle grandi aziende che verificano la bontà dei loro sistemi prima di vendere il sistema.

Il tassello oggi può essere scelto per montaggio ad incasso, cioè affogato nel pannello: sono tasselli di ultima generazione che fissano i pannelli minimizzando il ponte termico puntuale.

tassello-per-cappotto-con-affogamento

  • il piatto di tenuta, dotato di asta telescopica, è distinto dall‘elemento di tassello, così l‘asta del piatto di tenuta può infilarsi e scorrere nell‘asta del tassello
  • il montaggio del tassello comprende in un’unica operazione anche l’inserimento della rondella isolante di copertura
  • ovviamente certificato ETAG 014

Se state scegliendo un sistema a cappotto per isolamento termico della vostra casa, parlate anche di questo particolare e non lasciate al caso questo e altri dettagli importanti.

 


            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Condense superficiali dovute a ponti termici trascurati

 Cosa sono i ponti termici? Un ponte termico è una discontinuità di isolamento termico. Quasi sempre è in corrispondenza degli elementi strutturali. ( Dlgs 192/311  allegato A punto 20bis per approfondimenti )

ponte termico

Il decreto, Dlgs 192/311  allegato E, permette al progettista di non correggere il ponte termico consentendogli di ottener i valori di trasmittanza U prescritti cacolando la media tra il valore U della parete corrente e il valore U del tratto di parete in corrispondenza del ponte termico. Questa regola ovviamente si presta ad interpretazioni non corrette!

Io dico che i ponti termici vanno corretti sempre. Eviteremo rischi di condense ed eviteremo che i committenti ci odino: è interesse di ogni progettista avere committenti soddisfatti!

Per correggere un ponte termico basta che il Fattore Temperatura sia >0,7 dove FT è dato da:

            Tsi – Te
FT = —————
            Ti – Te

Tsi = temperatura superficiale della parete interna
Te = temperatura esterna
Ti = temperatura interna

In due parole, se si desidera minimizzare i rischi di formazione di condensa bisogna:

  • ridurre la trasmittanza U [W/mK] del ponte termico usando materiali isolanti con più spessore
  • aumentare la ventilazione, evitando il ristagno dell’aria in corrispondenza degli angoli e dietro agli armadi

 

federico_sampaoli_espertocasaclimacomsostegno-al-blog-espertocasaclima.com

View federico sampaoli's profile on LinkedIn