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Laterizio porizzato con eps e grafite oppure blocchi cassero in legno cemento con eps

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Premessa: nuova costruzione in Sardegna: decidiamo tra 2 sistemi costruttivi.

Costruire con blocchi in laterizio porizzato e fori saturati con polistirene additivato con grafite e con incastro verticale a secco significa raggiungere con uno spessore di soli 25 cm (intonaco escluso) una buona prestazione invernale (trasmittanza U bassa) e tante ore di sfasamento in estate. Sembrerebbe il blocco ideale per tante costruzioni!

I lettori più attenti avranno già pensato che un blocco porizzato ma non del tipo rettificato ha bisogno di malta di allettamento e le linee di malta non sono altro che ponti termici. Vero. Ma il blocco posto in opera presenta centralmente una striscia orizzontale isolante: è proprio questa striscia che fa da taglio termico al giunto di malta orizzontale. I blocchi sono forniti con una striscia isolante autoadesiva:

E se scegliessimo di costruire con i blocchi cassero che vengono posati a secco e vengono riempiti ogni 6 corsi con calcestruzzo debolmente armato?

Il materiale dei blocchi cassero è un conglomerato di legno cemento (la conducibilità termica pari a 0,104 W/mK è riferita solo al materiale del cassero!) e all’interno del blocco troviamo 7cm di polistirene con grafite (lo stesso materiale dei laterizi “ripieni” descritti sopra) offrendo una specie di “cappotto protetto”:

Quindi è un vero dilemma scegliere tra il laterizio farcito di isolante e il blocco cassero farcito di isolante e una colata di calcestruzzo e ferri di armatura.

Senza considerare lo spessore aggiuntivo dell’intonaco interno e dell’intonaco esterno:

  • il blocco in laterizio ha uno spessore 25 cm
  • i blocchi cassero hanno spessore 30 cm

Possiamo decidere solo per la preferenza nello spessore vincendo o perdendo 5 centimetri.

Ma noi vogliamo giocare ai grandi progettisti e approfondire l’analisi!

Forse il laterizio da 25cm è così poco spesso che vuole una struttura in cemento armato. Invece no, i blocchi sono adatti anche per muratura portante in zona sismica 4, non sono solo per tamponamento. Se i blocchi fossero stati solo per tamponamento avremmo potuto dire che non ci piacciono per il ponte termico di ogni pilastro:

E per la nostra salute? come scegliere?

Se avete già letto altri articoli miei sapete già che non sopporto i blocchi cassero: tutto sommato c’è una striscia di isolante sul lato esterno (ma interno al cassero) e una bella colata di cemento, con i ferri di armatura! Voglio un bunker di cemento armato come casa per la mia famiglia? Allora potevo fare il dittatore! e non il redattore.

Comunque potete stare tranquilli: l’impasto del cassero è fatto di legno di abete e cemento puro al 99%, (poco meno dell’oro che tutti voi tenete in cantina come investimento in-sicuro):

ottenendo la certificazione per la Bioedilizia (i prodotti non sono pericolosi per la salute umana e per l’ambiente, inoltre il test effettuato sulla radioattività ha dato valori molto bassi).

Allora che pesci pigliare?

Laterizio o blocchi cassero?

Cerchiamo di fare un confronto tra le prestazioni dei 2 sistemi costruttivi per la parete esterna isolata:

  • il laterizio porizzato con eps grigio, basta leggere la scheda tecnica, ci riporta senza difficoltà ogni dato utile al calcolo delle Proprietà termiche del componente edilizio (qui analizziamo una chiusura verticale): Conduttività termica 0,085 W/mK , Calore specifico 1000 J/kgK , Densità 796 kg/mc
  • il blocco cassero ci fa perdere un po’ di tempo in investigazioni, infatti è un elemento composto di uno spessore esterno e uno interno di legno cemento + l’isolante in eps e grafite nella zona vuota esterna e non dimentichiamo le nervature in legno cemento che collegano le due parti del blocco! Conduttività termica non abbiamo il dato, Resistenza termica non abbiamo il dato, Calore specifico non abbiamo il dato, Densità? l’ abbiamo ricavata: 1339 kg/mc

Un calcolo indicativo bidimensionale ci dice che la trasmittanza termica U della parete intonacata arriva a 0,30 W/m² K. Poi ho letto che garantisce oltre 12 ore di sfasamento e un’attenuazione pari a 0,064. C’è anche il dato di  Trasmittanza termica periodica YIE 0,019 W/m2K.

Il calcolo che ho eseguito per il blocco in laterizio intonacato mi restituisce le prestazioni che riporto qui sotto:

Trasmittanza   U [W/m2K] 0,315
Ritardo fattore di decremento (sfasamento) ? [h] 16,81
Fattore di decremento (attenuazione) fd [-] 0,093
Trasmittanza termica periodica |Yie| [W/m2K] 0,029

Sono tutti ottimi valori, e a confronto con quelli del blocco cassero confermano che siamo lì, sono diversi ma vicini.

Visto però che si sta valutando il blocco per una costruzione nuova in clima caldo sarebbe molto importante avere una stratigrafia che offra un altissimo valore di capacità areica interna, proprio per evitare il surriscaldamento estivo (meglio alti valori di capacità di assorbire calore sul lato interno!), invece qui non arriviamo nemmeno a 40kJ/mqK (se vuoi approfondire questo concetto di capacità termica periodica del lato interno, puoi leggere questo articolo):

Capacità termica periodica lato interno k1 [kJ/m2K] 35,8

Possiamo solo consolarci con le molte ore di sfasamento.

Tutto questo per dire che cosa?

…che se anche preferisco il laterizio farcito di isolante sintetico rispetto al blocco cassero farcito di cemento non ho comunque scelto il blocco ideale per un clima caldo.

Si deve anche tenere conto che seguendo i REQUISITI SPECIFICI PER GLI EDIFICI dopo il DM 26.6.2015 per la Zona climatica C una trasmittanza U pari a 0,34 W/m²K diverrà l’anno prossimo il limite minimo.


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Demolizione e ricostruzione, ristrutturazione, acquisto prima casa

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A guardare questo grafico ANCE si direbbe proprio che nessuno voglia più investire in nuove abitazioni

e si direbbe anche che le compravendite siano ai livelli di vent’anni fa, pre bolla immobiliare. Abbiamo tantissimi VENDESI e pochissimi acquirenti.

E i troppi VENDESI non aiutano a mantenere il valore delle case un po’ datate e senza pregi. Si direbbe un momento propizio per gli acquisti!

Case a prezzi bassi… quanto abbiamo aspettato questo momento!

E anche tassi di interesse molto bassi… quanto abbiamo aspettato questo momento! Approfittiamone prima che Draghi lasci il suo posto (2019) e le nostre banche ruzzolino nella polvere!

Secondo me le nuove costruzioni hanno senso solamente se nascono su una demolizione – al suolo, diamo una piccola pausa, lasciamo anche alle generazioni future qualcosa da distruggere.

Demolire una casa di nessun pregio per ricostruire quella dei propri sogni ha molto senso quando l’edificio senza pregio è proprio nella zona che desideriamo.

Ma non è molto costoso demolire un edificio e poi affrontare una nuova costruzione?

Ripeto, se la casa esistente non ha nessun pregio è certamente intelligente pensare alla demolizione, che tra l’altro è una cosa che ci spaventa ma è veramente a buon mercato (trattare per credere!).

Demolire per ricostruire apre diverse porte e per quel che mi compete permette di

  1. scegliere il tipo di fondazione e come evitare le dispersioni verso il terreno
  2. ridefinire i materiali da costruzione, che possono anche essere strutturali e isolanti insieme
  3. scegliere la tipologia di copertura, tetto in legno o tetto in latero cemento a seconda del clima o del microclima di appartenenza

Se vi pare poco…

fondazione: in genere, affrontando una ristrutturazione o una riqualificazione energetica, gli spazi di manovra per migliorare il comfort del solaio verso terreno sono minimi o inesistenti – aggiungiamoci la frequente problematica dell’umidità di risalita o possibile presenza di gas Radon e…

costruzione: le pareti esistenti sono certamente disperdenti e ci costringono a progettare un sistema a cappotto – dove l’umidità delle strutture non è presente possiamo progettare con tutta la nostra fantasia e distanze permettendo con tutti gli spessori che vogliamo, ma spesso il problema dell’umidità di risalita impedisce questa libertà – isolare dall’interno? se si può e si deve… Non a tutti i committenti piace l’idea del cappottone e men che meno quella di isolare sul lato interno.

tetto: intervenire sul tetto esistente si deve per forza, ma ci si deve adattare alla situazione di fatto – ovviamente con la soluzione più intelligente possibile, ma senza la libertà che ci sarebbe su un foglio bianco.

E i tempi? Mica possiamo aspettare in eterno che la casa sia pronta…

Direi che la ristrutturazione può sembrare la via più veloce, la casa è già lì.. basta fare quello che si è deciso e si può abitare. In realtà la ristrutturazione non è un lavoro spedito e le sorprese sono sempre dietro l’angolo e ogni sorpresa richiede un chiarimento, un dettaglio, una soluzione.. tutte cose che allungano i tempi e coinvolgono diverse figure professionali contemporaneamente – non ultimo il portafogli del committente.

La ricostruzione tradizionale, quella in mattoni (poi vedremo quali 😉 ) sembra una partenza da adamo ed eva, invece, udite udite: se siamo stati a lungo sul tavolo progettuale definendo ogni dettaglio tutti insieme – e tutti insieme significa tutti, tutti quelli che parteciperanno al progetto e non che quando siamo al tetto ci domandiamo se farlo in legno o in latero cemento o cominciamo a ragionare su che riscaldamento installare o altre cose importanti per stabilire le quote o le forometrie – il cantiere marcerà spedito e sereno e senza sorprese economiche. Naturalmente non si tratta di una costruzione a secco, ma a umido! e l’umidità di cantiere non è una diceria dei vecchi muratori. Dunque un po’ di stagionatura sarebbe sempre consigliabile. Anche questo è un tempo da calcolare e prevedere in base alla stagione.

La ricostruzione potrebbe essere in legno, platea di fondazione evviiia con l’assemblaggio. Costruire in legno non presenta nessuna sorpresa sui costi finali. Occhi aperti sulle stratigrafie e sui materiali però! L’italia non è la Svezia, in clima mediterraneo non basta isolare tanto, ci vogliono materiali contro il surriscaldamento, stratigrafie adatte all’ottenimento di molte ore di sfasamento, finiture interne che garantiscano molta massa – insomma un’orchestra di buone soluzioni per far suonare a meraviglia la nostra futura e velocissima casa in legno. Ecco, per chi ha fretta e i soldi sul tavolo, non c’è soluzione più indicata.


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Edificio pesante o edificio leggero in clima mediterraneo?

Dopo anni di agevolazioni fiscali e targhette di case ad elevato risparmio energetico anche gli ultimi della classe hanno capito che l’isolamento termico è importantissimo.

Resta molta confusione quando si parla delle prestazioni dei materiali per isolamento termico. Molti committenti, ma anche persone del settore, ignorano che vi siano grosse differenze di comportamento.

Invece ci sono materiali idonei a… e materiali idonei a…

Tanti pensano che sia solo lo spessore a decidere tutto e in effetti lui gioca un ruolo fondamentale nelle prestazioni ottenibili. Chi punta a valori di trasmittanza bassissima non vuole altro che spessori elevati – e anche questo ragionamento fila! in parte.

All’orecchio,

  • edificio pesante suona come qualcosa di vecchiotto… mattoni pieni…
  • edificio leggero invece, arriva all’orecchio di chi cerca casa oggi come una soluzione all’avanguardia, materiali innovativi, trasmittanze da premio, agilità progettuale, innovazione insomma!

Leggero o pesante che sia, l’edificio va progettato. Ma cosa cambia in ogni progetto?

E’ il clima che cambia per ogni progetto!

La nostra penisola è un’isola nel Mediterraneo aggrappata alle Alpi, non è la Germania.

Di un progetto di isolamento del Nord Europa non si può fare copia-incolla! Possiamo copiare le tecniche di posa, la cantierizzazione, l’uso specifico e la corretta applicazione dei sistemi per isolamento termico, ma non confondiamo un forte isolamento come la soluzione al problema del clima mediterraneo.

Il clima caldo, almeno nel periodo estivo, impone una doppia progettazione: inutile puntare a contenere le dispersioni invernali senza tenere conto che in maggio l’edificio inizia a surriscaldarsi. E ciò non vale solo per il tetto, la copertura dell’edificio.

Quando leggiamo di strutture leggere, di materiali a bassa densità, di basso peso specifico, di grosso isolamento, di bassissime dispersioni, di bassa inerzia, drizziamo le antenne! I numeri possono ingannarci, può sembrare una stratigrafia da Formula 1, ma è la stratigrafia perfetta per il nostro clima?

Questo vale per un isolamento esterno, ma anche per un isolamento interno (ancora più complicato da maneggiare!).

Sto facendo allarmismo a 360° perchè non si tratta di un’attenzione progettuale solo in caso di edifici in legno o in genere prefabbricati! anche un edificio con struttura in cls e tamponamenti in laterizio forato può essere a rischio, e certamente è a rischio un progetto di coibentazione sul lato interno che esula la massa dall’involucro isolante e trasforma la casa in casa a bassa inerzia con valori deludenti sotto l’aspetto della capacità termica areica del lato interno.

Il surriscaldamento è un fenomeno tanto preoccupante e tanto importante quanto il contenimento delle dispersioni in periodo invernale.

Non sottovalutate mai l’importanza di comprendere a fondo la stratigrafia che vi viene sottoposta. Non evitate di approfondire l’argomento per il fatto che la fisica edile non è il vostro pane:

  • se ben spiegate, le prestazioni di un elemento edile sono comprensibili ad ognuno capace di leggere o ascoltare.

            

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Casa a bassissimo consumo energetico e basso impatto ambientale

Case ad Energia Quasi Zero (NZEB), case ad Energia Zero (ZEB), case in classe G in “VENDESI” a fiumi… che fare?

Avete notato che il governo è riuscito a infilarci l’obbligo dell’APE per andare a vendere una vecchia casa? Eh sì, il governo ha ritenuto im-por-tan-tis-si-mo che in sede notarile e ancor prima, nell’annuncio “VENDESI”, ci fosse anche l’attestato di prestazione energetica. Non sia mai che la parte acquirente, sprovveduta e credulona, a sua insaputa, si ritrovi neo proprietaria di una casa passiva senza saperlo: l’acquirente ha il diritto di sapere! dobbiamo dirglielo nero su bianco che sta comperando una casa in Classe energetica G.

Repubblica delle banane.

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A più di mezzo secolo dallo “scandalo delle banane” e dopo decenni di marche da bollo per qualsiasi cavolata, le pecorelle italiane devono comperarsi anche l’APE per vendersi la casa! Così cresce il PIL ah ah. Io compero l’APE a te, tu fatturi l’APE a me, il notaio lo consegna a lui, e siamo tutti felici. Il tempo è passato, abbiamo fatto qualcosa di necessario, e intanto la Cina, nello stesso tempo dedicato ai balzelli dell’APE sulla casa della nonna e delle marche da bollo, ha tirato su altri 18 piani su ogni grattacielo in costruzione.   L’Italia è avanti.  Avanti popolo!

Perdonatemi, sono andato fuori tema,   volevo scrivere di Case ad Energia Quasi Zero (NZEB), case ad Energia Zero (ZEB), e case in classe G.

Certamente nessuno di noi ha intenzione di andare a vivere in una casa poco confortevole con difetti di vario genere, problematiche di umidità di risalita e bollette elevate.

Si ricorre sempre più spesso alla demolizione per poi affrontare più sereni e con più libertà di scelta la ricostruzione. Ai “vecchi” piange il cuore vedere questa pratica e scuotono la testa impotenti: il nuovo avanza.

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Inutile girarci in torno, chi vuole una casa nuova vuole una casa… una casa… una casa più aerodinamica. sì, vuole una casa con Cx bassissimo. E come contraddirlo?

Almeno per sentito dire, è noto che il costo di ristrutturazione al mq e gli imprevisti sempre in agguato impongono delle riflessioni. Un preventivo che rispecchi la realtà non è una cosa semplice e anche un computo metrico ben dettagliato probabilmente ha delle mancanze.

Io amo il risparmio energetico, e so che avere una casa che consuma poco regala tante soddisfazioni.

Sapete ormai tutti che Energia Zero significa che la casa è autonoma (off-grid), invece la casa NZEB è  collegata alle infrastrutture energetiche (rete elettrica, rete del gas).

Cosa offrono queste case oltre alle bollette zero o quasi zero? Bassissime emissioni di certo.

L’ambiente è salvo?

Beh qui si apre un tema poco affrontato e un po’ spinoso per l’anima ambientalista:

gli edifici a bassissimo consumo energetico, dal punto di vista del Life Cycle, hanno un impatto ambientale più elevato rispetto ad edifici standard, e bisognerebbe tenere più in considerazione il consumo globale di energia durante l’intero ciclo di vita di un edificio e non solo il consumo di energia durante il suo utilizzo in inverno e in estate.

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Un materiale non vale l’altro! La decisione per una certa stratigrafia ha delle ricadute ambientali e i criteri ambientali rientrano in tutte le fasi del processo edilizio.

Abbiamo appena imparato ad accettare l’idea che una casa dev’essere ben isolata e già dobbiamo fare i conti con la nostra coscienza e le conseguenze ambientali delle nostre scelte progettuali. Purtroppo sì, e siamo anche in ritardo!

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Bisognerebbe già da domani mattina fare l’analisi LCA nella progettazione degli edifici, ed iniziare a valutare l’impatto del ciclo di vita dei materiali per scegliere bene cosa usare e cosa evitare di usare!

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L’analisi LCA è importante veramente.

Da MediaWorld i giovani in divisa rossa e nera appiccicano su ogni frigorifero l’etichetta energetica e noi consulenti, progettisti e tecnici non sappiamo come valutare gli impatti ambientali del ciclo di vita dei prodotti?

Ci pensa Google a saziare la nostra voglia di sapere:

chi è digiuno della materia, ci capisce poco, nulla.

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Conoscere l’impatto ambientale del ciclo di vita dei materiali (LCA) è fondamentale per progettare in modo più intelligente. Dobbiamo trovare una tabella semplice e poi utilizzarla quotidianamente!

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E tornando a vagheggiare sulla casa ad Energia Quasi Zero (NZEB) bisognerebbe parlare seriamente di Life-Cycle Near Zero Energy building (LC- NZEB) e quindi sul consumo di energia complessivo e sull’impatto ambientale complessivo! un LCA completo! Non dimentichiamo che anche il Dr. Wolfgang Feist ha rilevato che la casa efficientissima ha anche il più alto consumo di energia primaria nel ciclo di vita (la quantità di energia richiesta per la fabbricazione dei materiali indispensabili alla costruzione è molto elevata).

Ridurre il consumo di energia in utilizzo resta il nostro traguardo, ma non sovrastimiamo i risparmi energetici potenziali nel ciclo di vita complessivo dell’edificio perchè guardiamo solo il consumo in bolletta!

Se siamo a digiuno di LCA da tutta la vita possiamo sempre contare sul buon senso per un buon progettare: che ne pensate di un laterizio porizzato rettificato portante sismico senza la necessità di un sistema a cappotto? E’ solo un’idea e potete approfondire l’argomento leggendo qui.

Buona casa nuova a tutti!

            

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Tempistica di cantiere, piccolo grattacapo

Un cantiere ha già 4 anni, e il cantiere poco più in là, ma nello stesso lotto di terreno, ne ha la metà.

tempistica-cantiere

Sembra che ci siano molti problemi e i ritardi si accumulano per entrambi. Le piogge e la trascuratezza per il lavoro già fatto non aiutano la situazione generale. Presto saranno necessari diversi interventi sul già fatto. L’impresa che lavora attualmente in tutti e due i cantieri non è la stessa dei primi tempi e anche lei non rispetta il cronoprogramma. I confinanti, che ne sanno una più di Bertoldo, prevedono che il primo cantiere finirà quando avrà 10anni, quanti ne avrà in quel momento il secondo cantiere?

Non pensateci troppo, potete liberamente scrivere qui sotto, nella finestra commenti

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Costruire con un buon blocco porizzato senza cappotto con i nuovi limiti di trasmittanza termica del DM 26.6.2015

Costruire un edificio in laterizio con elevata classe energetica significa per forza scegliere una muratura e prevedere un sistema termoisolante a cappotto?

No.

Oggi possiamo scegliere tra molti blocchi in laterizio con elevata capacità di contenere le dispersioni invernali!

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 -10

Una costruzione tradizionale, in laterizio, ad umido, non necessariamente deve utilizzare i mattoni della nonna e tanta malta di allettamento. Il mattone pieno dei nostri nonni aveva certamente una massa enorme, ma nel nostro clima una parete di mattone pieno disperde molta energia d’inverno e si surriscalda d’estate. Il trucco dell’intercapedine d’aria tra due file di mattoni migliorava la situazione in entrambe le stagioni, ma in definitiva l’edificio rimaneva energivoro e poco adatto alla protezione dal caldo. Un forte spessore di muratura diventava ottimo d’estate, ma rimaneva scarso d’inverno e poco confortevole in primavera.

Oggi possiamo progettare edifici in laterizio molto performanti molto facilmente.

Come?

Investendo nella qualità del blocco e nelle sue prestazioni termiche.

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015

Sicuramente una buona notizia per quanti odiano l’idea di avere un cappotto esterno, anche della migliore qualità. Appiccicare l’isolante sulle facciate è la migliore forma di protezione dal caldo e dal freddo scegliendo opportunamente materiali e spessori da impiegare, ma in generale questa tecnica non piace:

  • e per il costo
  • e per la sensazione di poca durata
  • e per la vecchia idea che i muri non possono respirare
  • e se vogliamo, anche per il brutto suono che produce la parete quando si bussa a testarne la consistenza.

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 cappotto

Le antipatie sono abbastanza diffuse. Le simpatie verso i sistemi termoisolanti a cappotto sono solo per la bassa bolletta energetica: spesso unica consolazione dopo tanto investimento.

Avendo la possibilità di scegliere il tipo di muratura con cui edificare, possiamo fin dalla fase progettuale prevedere di rinunciare all’isolamento dall’esterno e puntare tutto sulle prestazioni del blocco – blocco di tamponamento o portante sismico che sia (il blocco per tamponamento, quello che viene utilizzato in un edificio con struttura portante in calcestruzzo armato, è sensibilmente più spinto come isolamento rispetto al suo gemello blocco portante sismico).

Ho ricordato all’inizio che oggi possiamo progettare edifici in laterizio molto performanti investendo nella qualità del blocco e nelle sue prestazioni termiche.

Se avete già fatto qualche ricerca a questo proposito, o ricevuto qualche proposta da qualche costruttore, avrete sentito parlare di laterizio porizzato. Si fa così:

  • l’impasto viene alleggerito additivando all’argilla cruda degli alleggerenti, prima della formatura, e poi cotto.

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015-01

Queste macro porizzazioni si possono ottenere miscelando

  • polistirolo in forma di piccole sfere (nella cottura brucia scindendosi in anidride carbonica ed acqua)
  • farine fossili, farine di cellulosa, farine di legno ed altri alleggerenti di natura organica e non.

I blocchi porizzati sono pieni di macropori o micropori tra loro non comunicanti, privi di depositi carboniosi e contenenti solo aria.

Non c’è dubbio che i blocchi fatti con argilla e farina di legno vergine diano più garanzie ad un ambiente che vuole essere biocompatibile. 

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015-02

Con un blocco porizzato e rettificato posato con malta speciale possiamo ottenere le prestazioni che vogliamo?

Dipende!

In questo articolo non voglio prendere in considerazione i blocchi rettificati riempiti con lana di roccia, la lana di roccia non mi piace e anche se potrei optare per i blocchi riempiti con perlite preferisco analizzare il laterizio in sè, con la sua struttura, i suoi alveoli, i suoi pori e il suo spessore.

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015-04

Quando un blocco è rettificato significa che ha facce di appoggio superiori ed inferiori “rettificate” (perfette per planarità e parallelismo) e questa perfezione permette di avere giunti di 1 solo mm e la posa con malta speciale: meno giunti e meno malta = meno ponti termici e migliori prestazioni.

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015-03

Cominciamo a dare i numeri?

Qual’è il dato che ognuno vorrebbe conoscere? Sì, al di là del prezzo.. La trasmittanza U che si potrebbe ottenere.

Ricostruiamo, con 2383 Gradi Giorno siamo in zona climatica E:

demolizione-riscotruzione-platea-calda-fondazione-isolamento-terreno-tradizionale-02

essendo in vigore il DM 26.6.2015 già dal 1° ottobre scorso dobbiamo per forza riferirci ai nuovi limiti di trasmittanza previsti quando ragioniamo sulle strutture opache verticali verso l’esterno:

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015-05

Per contenere le dispersioni dobbiamo garantire una trasmittanza U inferiore a 0,30 W/mqK.

Possiamo rispettare questo limite usando un blocco porizzato rettificato senza cappotto? Anche senza intonaco esterno termoisolante?

Andiamo a scoprirlo.

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015-02

Con un blocco porizzato rettificato di spessore 45 cm (conducibilità termica pari a 0,09 W/mK) è facile rispettare i limiti di trasmittanza garantendo una trasmittanza U di circa 0,20 W/mqK:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 intonaco calce fine 0,001 0,540 1000 1350
2 intonaco calce 0,011 0,700 1000 1350
3 calce rinzaffo 0,003 0,930 1000 1350
4 blocco porizzato rett 0,450 0,094 1000 780
5 calce rinzaffo 0,003 0,930 1000 1350
6 intonaco calce cemento 0,017 0,890 840 1850

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015-02 38cm

Ma anche con un blocco porizzato rettificato meno imponente e di spessore 38 cm (conducibilità termica pari a 0,09 W/mK) è facile rispettare i limiti di trasmittanza garantendo una trasmittanza U di circa 0,23 W/mqK:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 intonaco calce fine 0,001 0,540 1000 1350
2 intonaco calce 0,011 0,700 1000 1350
3 calce rinzaffo 0,003 0,930 1000 1350
4 blocco porizzato rett 0,380 0,090 1000 780
5 calce rinzaffo 0,003 0,930 1000 1350
6 intonaco calce cemento 0,017 0,890 840 1850

Un blocco porizzato modulare non rettificato, posato con malta tradizionale e di spessore 35 cm (conducibilità termica pari a 0,257 W/mK) invece non riesce in nessun caso a rispettare i limiti di trasmittanza e per garantire una trasmittanza U di circa 0,24 W/mqK ha bisogno di un sistema a cappotto di ben 8cm di spessore se utilizziamo un performante pannello in EPS con grafite:

Descrizione degli strati Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]
Rsi Aria Strato laminare interno 1 2 3 4
1 intonaco calce fine 0,001 0,540 1000 1350
2 intonaco calce 0,011 0,700 1000 1350
3 calce rinzaffo 0,003 0,930 1000 1350
4 blocco porizzato malta tr 0,350 0,257 1000 860
5 collante 0,005 0,540 1111 1150
6 EPS grafite 0,080 0,031 1500 15
7 rasante 0,005 0,540 1111 1150
8 finitura silossani 0,002 0,700 1000 1800

Che si decida per blocco + cappotto o blocco rettificato, stiamo sempre parlando di spessori oltre i 40cm.

intonaco calce fine 0,10   intonaco calce fine 0,10   intonaco calce fine 0,10
intonaco calce 1,10   intonaco calce 1,10   intonaco calce 1,10
calce rinzaffo 0,30   calce rinzaffo 0,30   calce rinzaffo 0,30
blocco porizzato malta tr 35,00   blocco porizzato rett 38,00   blocco porizzato rett 45,00
collante 0,50   calce rinzaffo 0,30   calce rinzaffo 0,30
EPS grafite 8,00   intonaco calce cemento 1,70   intonaco calce cemento 1,70
rasante 0,50            
finitura silossani 0,20            
               
               
               
               
               
               
               
spessore cm. 45,7   spessore cm. 41,5   spessore cm. 48,5

In realtà il blocco modulare non rettificato potrebbe anche essere usato nell’altro verso formando una muratura di 25cm di spessore + 8cm di cappotto, ma la protezione contro il caldo è per me appena accettabile con 12 ore di sfasamento e sarebbe indicata per una parete esposta a Nord.

Ma a proposito! le tre stratigrafie come si comportano d’estate?

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 sfasamento

Il valore di sfasamento per tutte 3 le soluzioni è molto buono:

  • oltre 28 ore per il blocco porizzato rettificato di spessore 45 cm (conducibilità termica pari a 0,09 W/mK)
  • oltre 24 ore per il blocco porizzato rettificato meno imponente e di spessore 38 cm (conducibilità termica pari a 0,09 W/mK)
  • oltre 16 ore per il blocco porizzato modulare non rettificato, posato con malta tradizionale e di spessore 35 cm (conducibilità termica pari a 0,257 W/mK) con cappotto

Si deve ammettere che la prestazione energetica estiva è ottima anche per il blocco modulare con cappotto (l’EPS non è proprio un materiale indicato per la protezione dal caldo).

Qual’è l’unico aspetto estivo che si potrebbe sottolineare a favore della stratigrafia blocco porizzato + cappotto?

Proprio il fatto che questo tipo di blocco non sia eccezionale come prestazioni!

La sua massa è protetta dal sistema a cappotto (isolante esterno + muratura interna sono la migliore prerogativa per un involucro fantastico in tutte le stagioni).

Tanta massa sul lato interno non è solo importante in periodo di riscaldamento a garantire temperature interne con poche oscillazioni e ottimale capacità di accumulo (inerzia) – è molto utile d’estate perchè possiamo scaricare nella muratura tutta l’energia in eccesso proveniente dall’interno! Quell’energia che senza accorgercene produciamo abitando la casa (dal calore corporeo al calore degli elettrodomestici).

I carichi interni:

Avete mai riflettuto su questo aspetto? Tra le valutazioni da fare, anche questo è un aspetto importante!

Può un blocco porizzato rettificato e ad alte prestazioni offrire la stessa capacità di assorbire energia sul lato interno di un blocco semplice con un cappotto esterno? Già dal fatto che i due blocchi rettificati hanno bassissima conducibilità termica e ottimi valori di sfasamento estivo possiamo capire che rispetto al blocco semplice con cappotto non siano dei campioni di capacità areica interna (così si chiama la capacità di assorbire calore sul lato interno):

Capacità termica periodica del lato interno:
la capacità areica interna
K1 [kJ/m2K]
45,5     36,2     36,5
Per evitare il surriscaldamento estivo,
meglio alti valori di capacità di assorbire calore sul lato interno
     

Dobbiamo per questo rivedere tutti i nostri ragionamenti?

Io direi di no, o almeno non per questo. La più scarsa prestazione dei blocchi rettificati in fatto di accumulare / assorbire energia, da un lato è compensata da molte ore di sfasamento in più a disposizione e da un lato è un valore che si corregge facilmente con la scelta dell’intonaco per il lato interno.

Non occorre disperare e cambiare progetto.

A dire tutta la verità ho visto molto molto raramente (leggi mai) un progettista arrovellarsi per offrire al cliente una stratigrafia che dia attenzione a questo importante valore.

chilo Joule su metro quadro Kelvin… e che sarà mai? una nuova trovata?

Si potrebbe dire che

  • il blocco porizzato rettificato da cm 38 di spessore equivale un po’ al blocco modulare da cm 35 + cappotto da 8 cm,
  • mentre il blocco porizzato rettificato da 45 cm di spessore sia veramente qualcosa in più.

E lo dicono anche i numeri: 392 ore di costante di tempo termica per il blocco col cappotto e ben 558 ore per il blocco porizzato rettificato con spessore 45 cm.

Costante di tempo termica
T [ h ]
392     428     558
Misura l’inerzia della struttura, l’indifferenza al clima esterno      

E se parlassimo anche dell’aspetto igrometrico?

Quando l’isolante è sul lato esterno dell’involucro (caso del blocco modulare con cappotto), la massa interna, oltre ad essere importante per il comfort, gioca un ruolo fondamentale nell’accumulo igroscopico. Un isolante sul lato esterno come l’EPS ha curva di adsorbimento bassa) quindi è il laterizio ad avere tutto l’onere di accumulo igroscopico ad evitare i rischi di condensa.

Davanti a qualsiasi scelta costruttiva teniamo a mente che il comfort estivo è offerto dalla stratigrafia

  • con maggiore inerzia termica sul lato interno,
  • e dunque con maggiore capacità areica interna
  • e con maggior numero di ore di sfasamento (una parete che si surriscalda velocemente a causa del calore del sole non potrà mai offrire sul lato interno una decente capacità di assorbire ulteriore energia!)

Pensate ai trulli! una elevata inerzia interna garantisce sempre temperature superficiali interne e operanti più basse rispetto alle soluzioni con porizzati ad alte prestazioni riempiti con isolante o mattoni in calcestruzzo porizzato o pareti in legno e isolante: e d’estate, avere qualche grado °C in meno in ambiente fa la differenza.

Sono state fatte diverse analisi sui blocchi porizzati di ultima generazione e si consoce ormai il loro comportamento in ogni stagione e in ogni ora del giorno:

in estate:

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 -08

in inverno:

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 -07

La cosa più entusiasmante delle analisi è che le oscillazioni di temperatura sul lato interno praticamente non si fanno sentire.

Questo articolo non vuole dirvi come dovete costruire,

vuole raccontarvi come potete costruire!

Fin qui ho parlato delle caratteristiche della muratura, delle prestazioni invernali ed estive che si ottengono, abbiamo completamente sorvolato sulle soluzioni per attenuare i ponti termici più forti.

Una bella parete omogenea senza variazioni di direzione o parti strutturali o fori finestra garantisce ottimamente tutti i valori indicati sopra a proposito di dispersioni termiche e conseguenti valori di trasmittanza termica U.

Ma le case non sono delle scatole e ogni dettaglio va analizzato e progettato.

Se il piede della muratura è un dettaglio relativamente facile da risolvere:

Anfaenger_Trionic_02_a3eb9e5c16

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 -06

costruire-blocco-porizzato-cappotto-limiti-trasmittanza-dm-26-6-2015 -09

Lo è meno un foro finestra, dove tutto il contorno rappresenta un ponte termico di parecchi metri lineari.

Schermata 2016-03-31 alle 15.20.24

Come affrontare il ponte termico di installazione del serramento in una muratura porizzata?

Come individuare la posizione del telaio perchè il valore Uwi sia il più favorevole?


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La ditta che peggiora la stratigrafia della parete

Non è la prima volta che leggo quanto riporto qui sotto (voce di un lettore che chiede consiglio):

La ditta mi ha proposto le seguenti stratigrafie perimetrali:

  • Cappotto da 15cm
  • Poroton da 20cm
  • intercapedine da 6cm (ospitera’ impianti e canalizzazione vmc)
  • spazi vuoti con lana di roccia
  • lastra di cartongesso da 1,25cm
  • freno al vapore
  • lastra di cartongesso da 1,25cm

Secondo lei e’ un buon compromesso tenendoci al riparo dal caldo e dal freddo?

 ***

Purtroppo, la soluzione descritta viene proposta spesso. Non so perché, forse perché appare all’avanguardia, o diversa dal solito. Certamente non può essere molto economica visto il numero di strati da eseguire.

 Torniamo alla domanda – e’ un buon compromesso tenendoci al riparo dal caldo e dal freddo? 

In una parola “comfort”.

E’ un buon compromesso per ottenere comfort?

Qual’è la più bella stratigrafia del mondo? La più bella stratigrafia ha

  • sul lato interno un intonaco di qualità posato su blocchi di laterizio che non sono altro che impasti di argilla che viene cotta
  • sul lato esterno la coibentazione.

ditta-peggiora-stratigrafia-parete

Questa stratigrafia è ottimale in regime invernale e ottimale in regime estivo – l’ambiente è circondato da tanta massa  protetta dall’ambiente esterno con un sistema di isolamento termico a cappotto.

Il costruttore che prevede un’intercapedine impianti con ulteriore isolamento e finitura a secco con lastre di cartongesso sta proponendo di “guastare” la stratigrafia con un economico e scadente rivestimento interno. E il committente sarà costretto a vivere in un ambiente confinato di lastre e lana di roccia.

Meglio ricalcolare la prestazione del cappotto da 15 cm + Poroton da 20 cm + intonaco interno di elevata qualità e, se non soddisfacente per le aspirazioni della committenza, rivedere lo spessore del cappotto o del blocco porizzato.

Gli impianti passeranno nelle tracce e dove i passaggi sono molteplici il blocco può essere più spesso.

Anziché investire quattrini nell’intercapedine interna con finitura a secco si potrebbero utilizzare laterizi portanti rettificati ad incastro che garantiscono anche ottima planarità della faccia.

Questo tipo di blocco ha sul lato esterno una foratura più fitta per favorire l’applicazione dei tasselli del cappotto, mentre internamente presenta fori più larghi per facilitare la realizzazione delle tracce per gli impianti.

Ribadisco che non è di carattere economico la critica che muovo al costruttore, ma di un risultato scadente dopo una partenza eccellente!

Perdere la massa interna in favore di un’intercapedine è un errore progettuale che si farà notare specialmente nel periodo estivo e specialmente se l’edificio verrà vissuto. Infatti l’intercapedine  diminuisce sensibilmente la capacità della parete di assorbire / accumulare calore e quando in estate le temperature interne iniziano a salire sarebbe veramente utile disporre di una massa che possa farsi carico dell’energia in eccesso (quella da noi prodotta).

Non sono favole, se le prestazioni di una stratigrafia si leggessero con attenzione si potrebbero notare facilmente i valori di capacità areica interna dell’elemento edile.


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Coibentare una casa in mattoni faccia a vista

Sono ancora molti i committenti che chiedono una finitura faccia a vista. Sono anche committenti che non amano avere all’esterno un sistema a cappotto, come se il laterizio faccia a vista fosse garanzia perenne.

Coibentare una casa faccia a vista

In questo caso la stratigrafia prevede la coibentazione in intercapedine. Molto spesso in capitolato è descritto uno strato di lana di roccia, in pannelli – che non amo.

In capitolati che prevedono materiali naturali e più sostenibili il coibente è fibra di legno o sughero.

Io resto della convinzione che l’isolamento in intercapedine non è la via migliore da perseguire, e non tanto per la complicazione costruttiva e le difficoltà dei fori finestra, ma per la situazione termica degli strati:

  • una muratura interna calda
  • una coibentazione che non potrò mai più toccare
  • una muratura esterna “scollata ma ancorata” in balia di temperature bassissime invernali e repentini sbalzi.

La stratigrafia è permeabile al vapore – ma cosa succede al materiale della coibentazione  quando è attraversato dal vapore e incontra nell’ultimo strato una superficie improvvisamente tanto fredda?

Sicuramente avviene condensazione e un materiale igroscopico si fa carico della massa d’acqua in modo estremamente naturale – non è questo il punto! Il punto è che probabilmente abbiamo fatto dei calcoli sulla stratigrafia – io per giudicare o consigliare una certa stratigrafia eseguo sempre il Calcolo delle Proprietà Termiche dei componenti edilizi per scoprire, da un lato come e quanto mi proteggerò dal caldo (fattore di decremento (attenuazione) e sfasamento) e dall’altro fino a che punto riuscirò a contenere le dispersioni (Trasmittanza U [W/m2K] secondo UNI EN ISO 6946). E’ logico che per ogni strato avrò inserito il valore di conduttività termica del materiale.

La conduttività del materiale secco! Dry! avete già capito dove vado a parare…

Se consideriamo il sughero, sappiamo che non è un campione di permeabilità al vapore, ma la fibra di legno è di certo un materiale fortemente igroscopico.

Il freddo laterizio faccia a vista rappresenta la finitura del cappotto esterno, rappresenta l’ultimo strato che il vapore deve attraversare. Nel momento in cui il vapore condensa possiamo contare solo sulle ottime qualità assorbenti del laterizio – con parole più proprie – qualità adsorbenti (dal latino adsorbere, termine composto dalla preposizione ad, a, e dal verbo sorbere, assorbire lentamente).

E’ logico però che pur scegliendo un laterizio faccia a vista molto permeabile al vapore la stagione più fredda provoca temperature interne alla stratigrafia così difficili che la coibentazione contiene una anomala percentuale d’acqua e l’adsorbimento del laterizio non “guarisce il problema”. Proprio nella stagione più fredda i numeri sono importanti: la buona progettazione della stratigrafia deve tenere conto della coibentazione “bagnata”.

Se un certo spessore di coibentazione asciutta garantisce un buon contenimento delle dispersioni termiche dell’edificio, una coibentazione che contiene una certa massa d’acqua in cammino verso l’esterno peggiora le prestazioni della stratigrafia.

E’ indispensabile compensare il peggioramento della conduttività del materiale coibente con un incremento dello spessore. Se la fibra di legno, più sensibile al problema, richiede un 25% in più di spessore, il sughero, meno igroscopico, richiede solo un 15% in più.

Tutti questi argomenti non sono una ragione per evitare materiali isolanti naturali e consigliare ai committenti soluzioni diverse. Sono una ragione per progettare meglio.


e prima di costruire in classe A, comportiamoci da classe A !

            

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Parametri di progetto della parete con laterizio forato, calcolare la trasmittanza

 Se anche voi, come me, state progettando l’isolamento termico di una parete dove il materiale prevalente di tamponamento è costituito da blocchi in laterizio forato, magari in doppia fila con intercapedine d’aria in mezzo, avrete scoperto che non è poi così facile “pescare” i dati esatti per i calcoli che volete fare.

Nel sud Italia è molto comune trovare edifici con telaio in cemento armato e tamponamenti in laterizi forati con intercapedine d’aria…  Allora diamoci una mano:

laterizio-forato

Massa volumica:

già cercando questo valore ne troverete due:

  • massa volumica a secco lorda (più bassa)  per esempio 637 kg/m3
  • massa volumica netta (più alta e riferita all’impasto al netto di fori e alveoli)  per es. 1.1158 kg/m3

quale scegliere? Ci viene in aiuto il dato “Massa superficiale senza intonaco” che considera 1 mq dei blocchi in laterizio forato presi in malta generica cementizia senza il peso dell’intonaco:

  • se leggiamo per esempio  Ms  kg/mq 85   e spessore cm.12
  • la massa volumica che io considererei è 708 kg/m3
  • cm.100 : 12 =  8,3 periodico
  • kg.85 x 8,3 = 708 kg/m3

Resistenza termica:

anche la resistenza termica della parete ( per esempio 0,449 mqK/W ) è un valore che ci viene in aiuto (resistenza termica = spessore/conduttività termica), anche perchè calcolando la stratigrafia possiamo evitare di inserire

  • la conduttività termica

Conduttività:

anche cercando questo valore (la conducibilità termica) ne troverete due:

  • conduttività equivalente del blocco, base  (più bassa, ricavata in via sperimentale)
  • conduttività equivalente della parete, eq  (più alta ovviamente, perchè tiene conto dell’umidità di equilibrio)
  • conduttività equivalente del blocco, 10,dry (il produttore di laterizio deve dichiarare un valore di conduttività equivalente del blocco allo stato secco, ricavato da tabella)

solo applicando opportune maggiorazioni ai valori di conduttività  10,dry  oppure  ?base  si può ottenere la conduttività utile  che ci serve per determinare la trasmittanza.

Se non disponiamo del valore di conduttività equivalente della parete  (quello che tiene conto dell’umidità di equilibrio) dobbiamo considerare un coefficiente di correzione per umidità pari al 6% per ogni punto percentuale di umidità di equilibrio.

Calore specifico:

se non dispongo del valore nella scheda tecnica applico il Calore specifico del laterizio c = 1000 J/kgK


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Intonaco esterno

Più o meno sappiamo tutti cosa è l’intonaco.

L’intonaco, la pelle del muro, è chi preserva e conserva la struttura che abbiamo costruito. E’ la tonaca!

 intonaco

Le piogge  e i venti non possono nulla se l’intonaco è sano, quindi facciamo manutenzione!  La calce con la sabbia e l’acqua offre intonaci e malte con buonissime prestazioni.

So cosa state pensando! Ma che articolo sta scrivendo questo qui – oggi le case si finiscono col cappotto, mica con l’intonaco?

E’ comune la convinzione che una volta finito di posare il sistema a cappotto termico la squadra fa la rasatura della facciata e voilà la nuova pelle della casa è fatta.

Le cose non vanno proprio così:

  • il rasante proteggere il pannello isolante dagli agenti atmosferici, urti, abrasioni e con la rete di armatura deve resistere alle sollecitazioni meccaniche. Inoltre crea una superficie adatta alla stesura degli strati successivi di finitura.
  • la rete di armatura conferisce al sistema un’adeguata capacità di resistere agli urti e ai movimenti dovuti a escursioni termiche o ritiri assorbendo le sollecitazioni.
  • sul sistema di isolamento termico “ a cappotto “, sopra il rasante :
    ci va un sottofondo per migliorare l’adesione e un rivestimento strutturale di finitura che protegge gli strati sottostanti dalle intemperie e dal sole, sufficientemente permeabile al vapore acqueo.

La scelta della finitura è quasi sempre enorme:

rivestimenti strutturali minerali da tinteggiare.
rivestimenti minerali a base di resine silossaniche, calce e cemento bianco, da impiegare in ambienti esterni, che offrono un’elevata protezione dalla pioggia battente e buona permeabilità al vapore acqueo.
rivestimenti acrilici in pasta con elevata elasticità e una notevole resistenza agli agenti atmosferici.
rivestimenti ai silicati in pasta a base di silicati di potassio, pigmenti inorganici e sostanze minerali, con elevata traspirabilità e una notevole resistenza agli agenti atmosferici.
rivestimenti ai silossani in pasta a base di resine acrisilossaniche, pigmenti inorganici e sabbia di marmo con elevata protezione all’acqua battente e buona permeabilità al vapore acqueo.
rivestimenti in pasta a base di silicato di potassio e resine acrilsilossaniche e sabbia di marmo con elevata resistenza alle intemperie, all’acqua battente e buona permeabilità al vapore acqueo.


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Un muro in mattone pieno di 50cm contro il caldo estivo

 Premesso che per contenere il surriscaldamento estivo devo progettare strutture con caratteristiche ben precise:

 proviamo a progettare la coibentazione di un muro in mattoni pieni da ben 50cm di spessore. 50cm di mattone pieno sono in estate una buona protezione dal caldo, in inverno non sono un gran che contro le dispersioni. (è il caso della casa di Ale)

coibentare-muro-mattone-pieno-50cm

Senza fare una stratigrafia completa di intonaci e rasanti prendiamo in analisi i componenti edilizi principali per capire come si comportano in estate:

nessun intervento fibra di legno 10cm eps 10cm
trasmittanza U  1,26 0,29 0,28
trasmittanza dinamica Udyn  0,111  0,004  0,005
sfasamento ore  15  21  18
areica interna  63 62,8  62,8
fattore di decremento  0,09  0,015  0,019

 Cosa possiamo capire da questi numeri?

  • dal valore di trasmittanza si capisce che senza intervenire le dispersioni sono 4 volte più grandi: per l’inverno è bene intervenire.
  • le ore di sfasamento indicano che la fibra di legno è migliore dell’eps in estate
  • e anche il fattore di attenuazione indica che la fibra di legno è migliore dell’eps in estate

Sembra quasi che, fibra di legno o eps che sia, non ci sia una sostanziale differenza tra i due coibenti nel miglioramento estivo. Passare da un fattore di decremento di 0,09 a 0,015 significa in estate un miglioramento di 6volte del vaore, ma da 0,09 a 0,019 dell’eps un miglioramento di 4-5volte.

Direi che una parete di mattoni di 50cm. è un elefante e il capottino di 10cm sull’elefante incide, ma si sente poco… Guardiamo cosa succede se la coibentazione che progettiamo è spessa 14cm anzichè solo 10:

fibra di legno 10cm eps 10cm fibra di legno 14cm eps 14cm
trasmittanza U 0,29 0,28 0,22  0,21
trasmittanza dinamica Udyn  0,004  0,005  0,002  0,004
sfasamento ore  21  18  23,5  18,8
areica interna  62,8 62,8  62,8  62,8
fattore di decremento  0,015  0,019  0,011  0,017

Cosa possiamo capire da questi numeri?

  • dal valore di trasmittanza si vede che le dispersioni, importanti nel periodo di riscaldamento, scendono di 1/3 grazie ad ulteriori 4cm. di coibente
  • le ore di sfasamento indicano che l’eps più di tanto (poco) non può fare
  • il fattore di attenuazione indica che la fibra di legno è migliore dell’eps in estate e aumenta il divario tra i due materiali
  • la trasmittanza dinamica ci fa vedere come altri 4cm di fibra di legno migliorino sensibilmente il valore Udyn, mentre l’eps poco può fare.

L’elefante non è insensibile al cappotto esterno, ma se il grosso animale deve essere aiutato a stare fresco d’estate bisogna anche ricordare che:

  • l’ombreggiatura dei serramenti
  • la chiusura dei serramenti per impedire all’aria calda di invadere gli ambienti
  • la ventilazione esclusivamente notturna
  • la coibentazione del tetto

Ricordo ai lettori che quanto appena descritto si riferisce ad una muratura molto spessa e molto massiccia e questa tipologia appartiene ad alcuni vecchi edifici: tutto cambia quando lo spessore del laterizio e più contenuto e magari forato.

Non cediamo ai condizionatori d’aria!

            

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Il cappotto esterno per edifici nuovi é il miglior compromesso?

riporto da una “discussion” in LinkedIn il commento dell’architetto Simone Agostini:

Il cappotto, sì, a grandi linee è il miglior compromesso, ma ce ne sono altri.

Riporto come esempio (ma ce ne sarebbero molto altri) un veloce confronto economico tra parete monolitica di laterizio con blocchi rettificati dello spessore di 36.5 cm intonacata a civile con intonaco di calce naturale su ambi i lati (U= 0,26 w/mqk) si hanno costi di circa 120,00 euro/mq contro i circa 102,00 euro/mq per una parete in blocchi modulari di laterizio sp. 25 +cappotto esterno in EPS sp. 10 cm intonacato (U= 0,24 w/mqK). C’è una differenza economica (18 euro/mq) ma anche di qualità!

E’ vero che con la struttura monolitica si fa fatica ad arrivare a trasmittanze basse come quelle con il cappotto senza spendere molto, ma secondo me nel clima dell’Italia (escluse le province dell’estremo nord che hanno poca unidità) da molti vantaggi in tutte e quattro le stagioni, oltre ad avere un parete molto traspirante ed ecologica. Anche il cappotto può essere traspirante ed ecologico, ma allora salgono anche i costi che ho riportato!

Secondo me è bene valutare la classe energetica, ma ancora di più le cetificazioni “ambientali” che tengono conto anche del fattore benessere, sostenibilità, …. La sola classe energetica da un numero sinonimo di bassi consumi, senza sapare quali soluzioni si sono adottate per ottenerli.


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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