Un involucro edilizio per il Sud Italia

Nel Sud Italia il clima è caratterizzato, in linea generale (non ovunque), da estati torride e prolungate e inverni miti con momenti di freddo sotto lo zero. L’involucro edilizio ideale non deve avere solo una bassa trasmittanza U, deve anche gestire le temperature elevate senza impianti.

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Da secoli la pietra calcarea, la pomice, il tufo, la pietra di Sabucina, l’argilla e la calce sono stati i materiali preferiti dalle maestranze locali che senza tanta progettazione e senza isolamento termico garantivano una sufficiente protezione dal clima esterno.

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sfasamento termico

Le murature contenevano e ritardavano il flusso termico dovuto al forte irraggiamento estivo ottenendo un certo sfasamento termico (eh sì non c’era il climatizzatore) e questa dote di sfasamento era anche l’unica caratteristica che rallentava la dispersione invernale del calore accumulato.

Il bianco della calce che domina gli esterni nelle zone climatiche più calde ha sempre contribuito ad evitare il surriscaldamento riflettendo le radiazioni solari:

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Basta guardare qualche vecchia costruzione per notare lo spessore delle pareti: era lo spessore delle pareti che si occupava dell’accumulo termico quindi ogni edificio nasceva per offrire tanta inerzia.

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Offrendo la mia consulenza anche nel Sud Italia posso confermare che tutto questo è andato dimenticato, naturalmente un committente che abita in questo clima caldo & fortunato sente la difficoltà che ha l’edificio nell’affrontare i mesi più caldi, ma solitamente, in fase progettuale, è preoccupato di una buona trasmittanza U (cioè delle dispersioni termiche invernali) e di un ottimo impianto per la climatizzazione.

l’aria condizionata

Poter accendere l’aria condizionata è la soluzione all’involucro edilizio scadente, ma è un’ulteriore spesa energetica da cui bisognerebbe stare alla larga. Vogliamo proprio fare gli americani? Negli Stati Uniti l’aria condizionata rappresenta l’11% del consumo energetico negli edifici. Cerchiamo di essere diversi.

Lo so che la percezione del comfort termico è un aspetto personale, ma possiamo anche ricominciare ad accettare il caldo estivo come una “bellezza di stagione” se il nostro edificio è progettato bene e non si surriscalda molto e in fretta. Modifichiamo anche il nostro stile di vita seguendo la natura e le stagioni.

su questo argomento potresti rileggere il mio articolo:   Intonaco interno troppo delicato

Sapete che esiste uno studio che ha evidenziato che gli individui più istruiti tendono a usare meno i condizionatori? Non voglio offendere nessuno, voglio solo mettervi la pulce nell’orecchio e rendervi più consapevoli dell’impatto sull’ambiente se continuiamo a voler correggere gli errori nella progettazione dell’involucro edilizio con gli impianti di raffrescamento.

E poi sù via, meno elettrodomestici in casa non significa infelicità!


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Nelle aree urbane la pazienza di chi ha resistito all’installazione dell’aria condizionata è messa a dura prova dalle cosiddette isole di calore urbane: teniamo duro! piantiamo un albero.

Se in soli 30anni le vendite annuali dei condizionatori d’aria sono triplicate (Cina in testa con oltre 40 milioni di condizionatori nelle case) chi sa cosa succederà nei prossimi anni… Proviamo a far finta di essere individui più istruiti, magari saremo noi il cambiamento climatico!

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progettare per il caldo

L’Italia del Sud è stata contagiata dall’efficienza energetica del Nord, ma deve progettare per il caldo e non per il freddo.

Io direi, complice la normativa che non ha dato un enorme peso ai valori di sfasamento termico estivo, attenuazione o fattore di decremento, quasi si volesse fare di tutte le erbe un fascio. Sì esistono le differenziazioni secondo la Zona Climatica di appartenenza, ma più o meno è stata lasciata alla bontà di chi progetta il compito di badare al sodo:

  • sfasamento termico
  • inerzia

Poi ci sarebbe da parlare dell’orientamento, del microclima locale, dei venti dominanti, ma tutti questi ulteriori aspetti non possono essere presi in grande considerazione, se non in alcuni rari casi di nuova costruzione (o ricostruzione).

L’importanza della scelta dei materiali da inserire nelle stratigrafie è da comprendere subito, ancora prima di ogni altra valutazione!


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su questo argomento potresti rileggere il mio articolo:   Scegliere lo spessore della parete in x-lam per un buon comfort estivo

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3 commenti su “Un involucro edilizio per il Sud Italia”

  1. @ giuseppe

    per ottenere un buon valore di sfasamento (che si calcola in ore) si dovrebbe inserire nel calcolo delle proprietà termiche del lastrico solare tutta la stratigrafia esistente (intonaco interno, tipologia e spessore solaio, strato di finitura attuale) e poi ragionare sull’isolante da aggiungere.

    pochi applicatori sono preparati o abituati a realizzare isolamenti di tetti piani con pacchetti in fibra di legno perchè richiedono più attenzione e precisione di posa, poi la disponibilità dei materiali non esiste in qualsiasi magazzino come succede per (eps, xps, poliuretano).
    un altro ostacolo è la posa dei manti giusti per gestire la migrazione del vapore. e infine l’impermeabilizzazione: qui non si usano guaine bituminose ma membrane sintetiche.

    anche lei ha potuto notare che vengono proposti sempre i “soliti materiali” anche se non adatti allo scopo.
    come se noi volessimo mangiare un panino con la marmellata e ci servissero una pizza.

    forse le caratteristiche del suo tetto piano e del parapetto permetterebbero altre soluzioni o generosi spessori in modo da riuscire a fare un buon lavoro con l’accoppiata di XPS e materiale isolante sfuso, ma io non conosco i particolari dell’edificio.

  2. Buongiorno,
    ho letto il suo articolo proprio perchè, da ignorante in materia, ho criticato le scelte della impresa e del d.l., che vorrebbero utilizzare i soliti materiali (eps, xps, poliuretano), per isolare il palazzo in cui vivo vicino Napoli.
    Consideri che il mio appartamento è esposto a sud ovest ed ha come copertura un terrazzo!
    Volevo “imporre” materiali come la fibra di legno, ma mi dicono che sul terrazzo e come cappotto esterno non è indicata.
    Un materiale alternativo?! Grazie anticipatamente,


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