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Gli edifici con la ventilazione come sistema di riscaldamento

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Il sogno di una casa passiva è per molti il sogno di non prevedere un impianto di riscaldamento tradizionale: una casa che funzioni quasi “a vela”…

Sì, una casa passiva, sfruttando il sistema di ventilazione VMC centralizzato può riscaldare gli ambienti nelle giornate più sfavorevoli dell’inverno: non tanto quelle con temperature più rigide, quanto quelle grigie, fredde, nebbiose, nuvolose che impediscono ai raggi del sole di portare una sufficiente energia all’interno dell’involucro così ben coibentato. In mancanza di apporti solari gratuiti la casa passiva non funziona più come dovrebbe, ecco che un po’ di energia immessa nell’impianto VMC può colmare questa mancanza di Watt, in mancanza del sole. Quindi riscaldare con l’aria canalizzata nella VMC è possibile, è difficile, e presenta anche delle difficoltà.

Dobbiamo tenere presente che l’aria di ricambio può trasportare solo poco poco calore:

  • infatti, la portata d’aria non deve essere mai maggiore di 0,4 Volumi / ora

Una Pompa di Calore invece, con mandata di circa 35 °C riesce a fornire circa 4 W/mq

Una caldaia a metano con mandata di circa 52°C riesce a fornire circa 10 W/mq

Lo ricordo perchè gli utenti che pensano di riscaldare la loro nuova casa dei sogni solo attraverso l’aria della VMC di controllare le caratteristiche dell’edificio, altrimenti si cade nel sovradimensionamento della portata dell’ aria per poter fornire il calore necessario.


   

       

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+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Indipendenza energetica di casa nostra

Il sogno di eliminare la dipendenza dalla fornitura di gas deve restare tale?

  • pannelli fotovoltaici
  • geotermia in pompa di calore
  • VMC centralizzata
  • pannelli solari termici
  • impianto di recupero acque piovane e grigie per utilizzo idrosanitario (non potabilizzazione) e irrigazione giardino

sono tutte cose disponibili e già funzionanti in molte abitazioni, ma facciamo una nota di chiarimento, così da non confondere le richieste di energia dell’involucro e degli abitanti! esse vanno distinte in

  • energia elettrica
  • e energia termica

tutto indipendentemente dalla volontà di eliminare il gas come veicolo energetico.

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-06

La geotermia aiuta solo quella termica (che ovviamente avendo come generatore una pompa di calore si traduce anche in una minore richiesta elettrica) ma per una costruzione monofamiliare a bassissimo consumo rimane una spesa poco ammortabile – l’investimento iniziale è molto elevato.

L’energia elettrica ci serve… e per rendersi quanto maggiormente possibile autonomi l’unico consiglio, ad oggi, è abbinare il fotovoltaico a sistemi di accumulo elettrico di nuova generazione quali il modulo UNE con batteria al sodio cloruro nickel brevetto Fiamm ( sono ancora costosi ed ammortizzabili non prima di 7/8 anni ).

Costruire un edificio autonomo, diciamo autarchico, resta di fatto troppo costoso e troppo complesso per la tecnologia attuale.

Se non è ancora possibile poter fare a meno di qualsiasi rapporto o scambio con gli altri consoliamoci con il fatto che una Passivhaus monofamiliare da 150 mq presenta al padrone di casa costi complessivi di gestione (energia termica + elettrica) intorno ai 500 €/anno. Si può dire che per evitare spese mensili di 40€ sia inutile la ricerca dell’autonomia assoluta.

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-05

Lo standard passivo è anche la richiesta dell’Europa per i nuovi edifici a partire dal 2020 e non è fantascienza: ci sono oltre 50.000 fabbricati edificati ad oggi. E’ il miglior risultato ottenibile in rapporto costo / rendimento / comfort abitativo e, non da ultimo, rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-01

Come esempio posso citare la casa qui sopra, da noi costruita a Roncone (TN), una delle prime case attive italiane certificata Passivhaus:

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-03

indipendenza-energetica-casa-passiva-energia-termica-elettrica-accumulo-04

La produzione di energia elettrica è maggiore del totale dei consumi dell’intero fabbricato includendo:

  • riscaldamento
  • deumidificazione
  • produzione acqua calda sanitaria
  • ventilazione meccanica
  • illuminazione
  • energia elettrica primaria per utilizzi domestici (frigorifero, lavatrice, lavastoglie, asciugacapelli, etc )

Ovviamente la casa si considera a bilancio positivo su base annuale poichè durante la fase invernale preleva l’energia eventualmente necessaria dall’esterno e la compensa con la sovrapproduzione estiva: come già detto, è estremamente complesso e costoso rendersi autonomi durante l’inverno e dati i ridottissimi costi di mantenimento di una Passivhaus, assolutamente antieconomico.

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Il miglior compromesso nella scelta dei materiali isolanti per una casa passiva con struttura a telaio

Scrive Daniele:
<< Salve. sto per costruire una casa passiva con struttura a telaio, la ditta che ho contattato usa fibra di legno, lana di roccia o misto , fibra di legno internamente e lana di roccia esternamennte – mi potreste consigliare quale miglior compromesso considerando che abito in pianura padana con umidità importanti.   grazie cordiali saluti >>

scelta-materiali-isolanti-casa-passiva-struttura-legno-telaio-01

Parlando di materiale per coibentazione per una casa in legno credo che si possa riassumere un discorso lunghissimo con tre principali argomenti:

  1. salubrità
  2. sfasamento estivo
  3. antincendio

scelta-materiali-isolanti-casa-passiva-struttura-legno-telaio-03

salubrità:

  • le lane minerali e loro fibre mi preoccupano moltissimo, ma ci sono pareri discordanti ed io non ho la chiave della verità suprema.
  • sicuramente il rischio di inalare fibre è elevato durante le fasi di cantiere e invece molto basso per il committente che abiterà la casa.
  • anche sulle emissioni di formaldeide ci sono pareri discordanti.
  • Se vuoi approfondire leggi il mio articolo http://espertocasaclima.com/2016/03/fibre-minerali-fini-lana-roccia-lana-vetro-rischi-salute/

sfasamento estivo:

  • a questo proposito possiedo invece la chiave della verità suprema, e questa verità è garantita dai numeri: ad esempio, 25 è sempre più di 14.
  • si può affermare che la lana di roccia abbia la stessa capacità della fibra di legno a contenere le dispersioni termiche in inverno, ma in pianura padana, come in quasi tutta Italia, il problema delle case è il surriscaldamento estivo e la continua necessità di ricorrere all’accensione degli impianti per raffrescamento
  • in estate abbiamo bisogno di due cose: 1) protezione dal caldo estivo proveniente dall’esterno aumentando il ritardo con cui il calore attraversa la struttura   2) protezione dal veloce surriscaldamento interno aumentando la capacità di accumulare calore del lato interno
  • pensate che 40cm di lana di roccia offrono appena 14 ore di sfasamento contro le 25 ore della fibra di legno con spessore 38cm
  • la stratigrafia va calcolata e poi corretta con ulteriori o migliori strati preferendo sempre pannelli con elevato calore specifico (J/kgK)
  • il lato interno di una casa in legno soffre della mancanza di massa, specialmente se è finita internamente con economiche lastre in cartongesso
  • la stratigrafia va calcolata e poi corretta con ulteriori o migliori strati.

antincendio:

  • in Italia abbiamo più casi di tumore o di incendio di case passive?
  • certamente sarebbe catastrofico che la casa dei nostri sogni prendesse fuoco – non tutti avrebbero le finanze e la forza, se incolumi, di ricominciare dalle ceneri..
  • qui però l’argomento scivola più sulla tipologia di impianto elettrico che sul materiale da costruzione!
  • una casa in legno a telaio con isolamento termico in fibra di legno è combustibile: il progettista e l’installatore devono realizzare l’impianto elettrico a regola d’arte (legge 186/68)
  • l’impianto elettrico nelle case in legno è soggetto al D.M.37/2008 art.1 comma 2 lett.a e b, può essere quindi eseguito dall’installatore abilitato ai sensi del D.M.37/2008 art.3.

scelta-materiali-isolanti-casa-passiva-struttura-legno-telaio


       

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Passive House Plus edizioni passate da leggere gratis online

A tutti i lettori un omaggio di fine anno, grazie alla segnalazione di Enrico Bonilauri: Le pubblicazioni di Passive House Plus sono ora disponibili gratuitamente online.

Back issues of Passive House Plus

La lettura è in lingua inglese, chi non lo mastica può soddisfare la sua curiosità con tutte le interessanti immagini pubblicate! e sfogliare una rivista è sempre bello se l’argomento interessa..

Buona lettura a tutti ! (cliccate sul link per una comoda visione a pieno schermo):

  • Issue 12 – Irish edition – UK edition

passive hause 12

  • Issue 11 – Irish edition – UK edition 

passive hause 11

  • Issue 10 – Irish edition – UK edition 

passive hause 10

  • Issue 9 – Irish edition – UK edition

passive hause 9

  • Issue 8 – Irish edition – UK edition

passive hause 8

  • Issue 7 – Irish edition – UK edition 

passive hause 7

  • Issue 6 – Irish edition – UK edition

passive hause 6

  • Issue 5 – Irish edition – UK edition

passive hause 5

  • Issue 4 – Irish edition – UK edition 

passive hause 4

  • Issue 3 – Irish edition – UK edition

passive hause 3

  • Issue 2 – Irish edition – UK edition

passive hause 2

passive hause 1

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Posa serramenti in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN)

Posa serramenti in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard Passivhaus.

Struttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm. Serramenti con triplo vetro.

Posa serramenti in struttura in x-lam-04

Sono installate finestre legno/alluminio (legno / termoschiuma / alluminio) triplo vetro (doppia camera) nastrati, per garantire tenuta all’aria, sia esternamente che internamente:

Posa serramenti in struttura in x-lam-01 Posa serramenti in struttura in x-lam-07 Posa serramenti in struttura in x-lam-05 Posa serramenti in struttura in x-lam-06 Posa serramenti in struttura in x-lam-09 Posa serramenti in struttura in x-lam-08 Posa serramenti in struttura in x-lam-10 Posa serramenti in struttura in x-lam-11 Posa serramenti in struttura in x-lam-03 Posa serramenti in struttura in x-lam-02 Posa serramenti in struttura in x-lam-12

foto, archivio di cantiere, offerte da:
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Armalab S.r.l.    Viale Dante 300      38057 Pergine Valsugana (TN)

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Solaio intermedio in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

Solaio intermedio in struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

è un edificio residenziale plurifamiliare costituito da 3 case a schiera in fase di certificazione secondo lo standard PassivhausStruttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm.

Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -04

importanza tenuta all aria-07

I solai intermedi sono collaboranti in legno e cemento armato: tavolato grezzo in legno su travetti in legno lamellare (la struttura sarà controsoffittata)

solaio intermedio struttura x-lam-02

Cosa significa soletta collaborante? che c’è collaborazione tra legno e soletta in c.a. mediante l’interposizione di connettori metallici inseriti in opera prima del getto

solaio intermedio struttura x-lam-01

sul tavolato grezzo è gettata la soletta armata in c.a..

solaio intermedio struttura x-lam-04 solaio intermedio struttura x-lam-03

Anche le scale “non salgono da sole”, si devono casserare, armare e gettare

solaio intermedio struttura x-lam-05 solaio intermedio struttura x-lam-06

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Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam – Zona Climatica E – GG 2784 – Lavis (TN):

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Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -06 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -03

La struttura in legno appoggia su una fondazione in cemento armato (reticolo di travi rovesce disposte in corrispondenza delle pareti e riempita negli spazi intermedi da un vespaio aerato): il getto uniforme diventa la base di appoggio il più possibile piana.

Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -02 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -05 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -07

Struttura portante in pannelli tipo X-Lam di legno certificato Pefc di spessore 96 mm.

Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -04 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -01 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -08 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -09 Cantierizzazione e montaggio struttura in x-lam -10

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Come partecipare al Sondaggio sulla conoscenza dello standard Passivhaus

Vi piace l’argomento “efficienza energetica” in generale? Vi siete informati e avete letto molto? Amate l’idea di una casa che si comporti come una barca a vela? Conoscete già molti aspetti di una casa passiva?

Potrebbe piacervi la sfida di partecipare al sondaggio sulle conoscenze sulla Progettazione secondo lo standard Passivhaus. Questo sondaggio è parte del progetto finanziato dal programma Erasmus + : SEEDpass (partnership strategica del sud-est europeo per la formazione professionale e l’organizzazione di corsi sulla progettazione secondo lo standard Passivhaus). Il questionario ha lo scopo di individuare eventuali lacune di conoscenza tra i nostri gruppi di interesse.

L’indagine non include la raccolta di dati personali e permette di vincere un software PHPP (Pacchetto di Progettazione Passivhaus) ed il relativo Manuale utente, appositamente sviluppato come strumento per il calcolo del bilancio energetico e per la progettazione di case a basso consumo energetico.

I risultati del sondaggio, così come il vincitore, saranno annunciati qui nel corso del mese di gennaio 2015.

Forza! partecipate al sondaggio! è sempre un modo per capire meglio la casa passiva.

NB: se utilizzate lo stesso indirizzo IP, potete uscire dal questionario e ritornarci in qualsiasi momento!

vale sempre il motto:

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Il nuovo PHPP 8

The new PHPP8 – now available!

 phpp8

Better than ever, especially for climate extremes:

The new version of the software for the planning of Passive House buildings is now available, offering many benefits over its predecessor.

PHPP 8 includes facilitated data entry and incorporates the latest results on the integration of renewables in building energy concepts.

PHPP 8 further includes findings from the Passive House Institute’s recent research on high performance buildings in various regions in the world; additional calculations combined with newly validated algorithms ensure suitability for all climates, including those with cooling and dehumidification requirements.

The new release can be purchased online through the Passive House Institute or local distributors.

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Serramenti in clima caldo

Abbiamo tutti compreso che il ruolo del serramento è la continuazione dell’isolamento termo-acustico dell’involucro edilizio nei fori finestra.

Se meglio coibento e meglio è, => allora dovrebbe valere la regola: monta il serramento con trasmittanza più bassa, sempre!

E’ valida questa affermazione?

triplo vetro in case del sud clima caldo

Certo che la finestra è isolamento termo acustico trasparente dell’involucro edilizio! ma ha una caratteristica che spesso, accecati dalla ricerca del valore più basso di trasmittanza Uw, dimentichiamo:

fa entrare il sole (per usare parole semplici)

offre apporti solari (per usare paroloni)

La superficie del serramento è fonte di dispersioni ( kWh/anno), è logico, però durante il giorno offre anche apporti solari: permette di guadagnare un po’ di energia gratuita del sole ( kWh/anno),

  • esposizione permettendo
  • fattore solare del vetro permettendo
  • ombre permettendo
  • sporco dei vetri permettendo
  • angolo di incidenza solare permettendo.

Se di notte perdo, di giorno posso guadagnare! Ogni clima offre irraggiamento diverso, e alcune zone caratterizzate da nuvolosità e nebbie sono svantaggiate rispetto a zone con spesso cieli tersi. Il fattore di irraggiamento indica proprio la media dell’irraggiamento solare durante il periodo di riscaldamento (kWh che possiamo conoscere dai Dati Climatici).

triplo vetro in case del sud clima caldo

Ad alcuni lettori avrò appena aperto una “finestra” su un mondo nuovo… progettare tenendo conto delle perdite ma anche dei guadagni di energia.

La Casa Passiva gioca tutta la sua partita mettendo sui piatti della bilancia ogni fattore che incide qualche Watt, sì, pure l’ombra di qualche centimetro provocata dalla spalletta sporgente rispetto al vetro dalla metà pomeriggio sul serramento a sud.

Valutare con attenzione tutti gli aspetti importanti prima di acquistare i serramenti per la nostra prima casa ad alta efficienza energetica è fondamentale. E fa parte della progettazione!

Il committente NON va mandato ad acquistare i serramenti il sabato pomeriggio che anche la moglie vuole vederli:

triplo vetro in case del sud clima caldo

I serramenti si devono decidere in fase progettuale, fanno parte dell’involucro,

  • disperdono energia
  • e guadagnano energia.

Ma quanta? Ma quanto disperdono? Ma quanto guadagnano?

Dov’è la casa? A Palermo o ad Aosta? L’esposizione è a sud o a nord? A ovest o a est?

Al sud, in clima caldo, devo installare un doppio vetro o un triplo vetro?

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Le finestre sono più scadenti, come calcolare il consumo energetico in più su base annua?

Il serramento negli ultimi anni è diventato un elemento con prestazioni veramente elevate, oggi è possibile scegliere per tutta la casa finestre con valori U molto bassi, per esempio Uw = 0,85 W/m2K.

Uw = 0,85 W/m2K

Capita che in fase progettuale tutte le buone intenzioni ed i sogni ci portino verso scelte veramente buone: vogliamo solo finestre con Uw = 0,85 W/m2K — poi – davanti ai preventivi, con i lavori in corso, i primi avanzamenti lavoro da pagare e gli imprevisti di cui tenere conto – anche un piccolo risparmio su una certa fornitura diventa una benedizione del cielo.

I 20 mila euro per i serramenti nuovi, che prima non erano mai stati messi in discussione, adesso sembrano una spesona! Bisogna limare:

serramenti nuovi quali scegliere

Ma se scegliessimo la serie che garantiva Uw = 1,25 W/m2K – che cosa vuoi che cambi in fondo?

Ovviamente se la casa è in Sicilia la scelta influirà poco, ma se siamo in zona climatica dove la temperatura di progetto è -10° C, allora la decisione di installare finestre più semplici si riperquoterà sul progetto intero e sulle nostre tasche:

Volevamo una casa che a mantenerla in futuro ci costasse niente! volevamo una casa che si riscaldasse con un fiammifero! volevamo una casa passiva che funzionasse esclusivamente con l’aria di mandata della ventilazione meccanica controllata e adesso decidiamo per delle finestre più economiche…

Le finestre più economiche disperdono di più

Il termotecnico ci aveva avvisati: finirà che aumenta il carico termico!

  • Le finestre più economiche disperdono di più e quindi anche la quantità di calore, per unità di tempo, che devo fornire alla casa sarà di più. La potenza che devo fornire è aumentata!
  • In base al carico termico (che indica la potenza (Watt) da fornire all’impianto) il termotecnico deve dimensionare gli impianti

Ok, le finestre sono più scadenti, ma possiamo già sapere il consumo energetico in più su base annua?

Parliamo di 40mq di finestre e la zona climatica è F con 3001 gradi giorno di Trento, (cose da corso Ceph).

La differenza tra la trasmittanza Uw delle finestre top e quelle scelte successivamente vale Uw = 0,40 W/m2K

  • Per conoscere il fabbisogno per riscaldamento in più (kWh/m2a) dovuto alla maggiore dispersione dobbiamo calcolare così:

40 m2 * 0,40 W/m2K * 72 kKh/a = 1152 kWh/a

  • Per conoscere il carico termico in più (Watt) dovuto alla maggiore dispersione dobbiamo calcolare così:

(20°C – (-10°C)) * 40 m2 * 0,40 W/m2K = 480 Watt

Se la pompa di calore che si occupa di fornire il riscaldamento ha un CLA pari a 3 si può già calcolare il consumo elettrico in più:

1152 kWh/a / 3 = 384 kWh/a

384 kWh/a * 0,30 euro/kWh = 115 euro / anno

Le finestre sono un elemento dell’edificio che lentamente invecchia e si rovina, specialmente se si utilizzano malamente e non si esegue nessuna manutenzione. Bisogna ammettere che comunque una ventina d’anni restano lì e fanno il loro dovere egregiamente. Pensate che in una casa con ventilazione meccanica controllata le finestre non vengono “tartassate” come abitualmente e una volta installate restano lì, chiuse, in attesa della mezza stagione o del giorno delle grandi pulizie: la loro vita media si allunga (come la nostra) e allora consideriamole in un arco di 30 anni.

Se ci riferiamo a 30 anni di vita per le finestre forse valeva ben la pena scegliere le finestre con prestazioni migliori anzichè essere felici di aver risparmiato 3.000 euro il giorno dell’ordinazione al serramentista! Oppure no?

A quale Valore Attuale corrispondono i costi in più per la sola corrente elettrica? Devo tenere conto che da quest’anno in poi dovrò spendere un’ottantina di euro per 30anni. Allora, a che capitale di oggi corrispondono questi 115 euro di corrente per trent’anni?

30 anni di vita per le finestre

115 euro / anno * (1-(1+0,02)^-30) / 0,02 = 2.576 euro

Per tirare le somme si può affermare che pensando di risparmiare 3.000 euro in relatà si sono risparmiati 400 euro abbondanti, senza tenere però conto che:

  • il termotecnico ha dovuto proporre un impianto maggiorato
  • il termotecnico ha dovuto probabilmente aggiungere qualche corpo scaldante
  • gli ambienti interni in prossimità delle vetrate offrono un comfort compromesso a causa della maggiore asimmetria della temperatura radiativa
  • e probabilmente l’edificio non si può più certificare come PassivHaus.

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Quanto influisce il ponte termico del balcone sulle dispersioni termiche annue?

Parlare di kWh/m2a (kWh per metro quadrato all’anno) è argomento facile e chiaro per un termotecnico, un po’ meno chiaro, ma soprattutto meno significativo per un committente o un proprietario di casa.

kWh:m2a fabbisogno per riscaldamento

La casa che consuma meno di tutte ha un fabbisogno termico per riscaldamento di massimo 15 kWh/m2a. Non è che questo dato dica molto ad una persona comune, non è come dire viaggio a 15 km/h, questo dato sì che fornisce a chiunque la percezione di andar piano!

Questi 15 kWh/m2a ci dicono poco lo so, a quasi tutti dicono niente. Ma facciamo un atto di fede:

una PassivHaus ha fabbisogno termico per riscaldamento di 15 kWh/m2a (anche meno)

kWh:m2a fabbisogno per riscaldamento

con questo dato iniziamo ad orientarci nel mondo dei numeri dell’efficienza energetica! Vi dico anche che un edificio può essere ancora più spinto sotto l’aspetto “dispersioni”, e disperdere ancora meno, e avere un fabbisogno ancora minore, ma si andrebbe a realizzare qualcosa di anti-economico e perciò con poco senso.

Non perdiamo il filo…, abbiamo fissato in mente (atto di fede) che una Casa Passiva ha un fabbisogno termico per riscaldamento di 15 kWh/m2a (così come tutti sanno bene, senza esserci mai saliti, che una Ferrari supera i 300 km/h, e il dato rende bene l’idea di alta velocità).

kWh:m2a fabbisogno per riscaldamento

Ora pensiamo al nostro balcone di casa: che sia un ponte termico l’abbiamo capito (o sentito dire) tutti. Ma in numeri, cosa vale questo ponte termico?

ponte termico balcone terrazza

Prendiamo per già calcolato che il ponte termico del nostro balcone valga 0,68 W/mK, questo è detto coefficiente lineico di dispersione termica attraverso il ponte termico.

Lineico? sì, è riferito ai metri lineari. Diciamo che il nostro balcone sia lungo 5 metri.

Allora, quanto influisce sulle dispersioni termiche annue il ponte termico del balcone? Tanto? Poco? Insomma? Non lo so? Beh, se siamo a Palermo la dispersione conta meno, se siamo a Padova, in zona climatica E, con 2383 Gradi Giorno, la dispersione termica annua conta di più.

Facciamo due conti:

5m * 0,68 W/mK * 57kKh/a = 194 kWh/a

kWh/a non si possono confrontare con kWh/m2a, quindi prendiamo come esempio una casa di 100 mq:

le dispersioni termiche annue, per metro quadro, causate dal ponte termico del balcone, valgono 1,94 kWh/m2a

Capito dove voglio arrivare?

Una casa superprogettata, che si potrebbe certificare come PassivHaus, deve contenere il fabbisogno entro i 15 kWh/m2a e un semplice errore come la progettazione di un balcone senza taglio termico vale quasi 2 kWh/m2a

Ho reso l’idea? 15 contro 2…..

La progettazione è importante! Il dettaglio è importante! Non riempire il cantiere di compromessi è importante! Il risultato può essere grande

 

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+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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PHPP versione 7 (2012), software per la progettazione di case passive

Per Natale mi sono regalato il Passive House Planning Package, Pacchetto per la progettazione di case passive, (PHPP), in italiano da ZEPHIR, lo Zero Energy and Passivhaus Institute for Research, a cui chiunque può ordinarne una copia online.

PHPP versione 7 (2012), software per la progettazione di case passive

E’ un tool di bilancio energetico e di progettazione di edifici conformi al protocollo di qualità Passivhaus e per ristrutturazioni EnerPHit del Passive House Institute.

E’ un grande foglio di calcolo molto utile per la progettazione. Anzi è uno strumento di progettazione! E’ il “filo a piombo” del progetto!

i muratori mi ammazzeranno!

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Simulazione degli ombreggiamenti

Il bilancio energetico di una casa passiva si basa molto sugli apporti solari perciò analizzare la situazione intorno all’edificio per stabilire se c’è il rischio di rimanere in ombra diventa fondamentale.

Per la simulazione degli ombreggiamenti qualche vocabolo va ben definito per non fare confusione! A scuola già ci avevano insegnato tutto, ma un ripassino fa bene: hop!

L’Azimut indica l’angolo tra un punto e il piano di riferimento.

I valori di Azimut e di altezza del sole dipendono dall’ora del giorno, dalla stagione e dalla latitudine del luogo: di solito dobbiamo identificare azimut e angolo di elevazione di un ostacolo che probabilmente ci fa ombra.

Azimut

La latitudine è l’angolo che la verticale di un punto sulla superficie terrestre forma con il piano equatoriale: da 0 a 90° N e da 0 a 90° Sud.

Si deve usare un sestante.

Latitudine ombreggiamenti

Lo Zenit è il punto sopra la testa dell’osservatore.

Zenit ombreggiamento

Nel diagramma del percorso solare si legge l’angolo di elevazione del sole sull’orizzonte nelle varie ore del giorno, da EST a OVEST, nei vari periodi dell’anno:

diagramma del percorso solare

La carta del sole ci permette di vedere nel dettaglio l’andamento del sole e tracciare i diagrammi polari del percorso del sole:

carta del sole

Il percorso del sole nel cielo:

percorso del sole

Con il diagramma solare e il diagramma cartesiano della posizione del sole possiamo rappresentare il movimento del sole.

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L’ occasione della Casa Passiva

 Ci sono molte discussioni nel web che riguardano la Casa Passiva, a volte i commenti trasmettono veramente il sogno. Qui sotto uno di questi:

Certified European Passive House Designer

I am considering taking the Certified European Passive House Designer course. Do any qualified group members have any advice on the subject? and has it improved your business? 
I offer architectural services to clients, and would like to offer this as a design service also.

 Group: Passivhaus Design Group

Hi, I’m just a carpenter so I’m not sure if I fall into your "qualified group members" category, but if I may. My life as well as the lives of others who have actively pursued the study of Passive House in America have had their lives totally changed. I know of several architects who were burnt out and numbed by the humdrum building industry. They were ready to quit but knew of no other way to make a living. Upon being dipped into the baptismal waters of Passive House they we reborn. They were up late at night designing with their new found concepts and then at it again early in the morning applying Passive House to their houses and schools and duplexes and apartments and brown stones and chicken coups. But there is a dark side to the Passive House movement. A sided only whispered about. Once you delve into the building science catacombs of Passive House you begin to look at your fellow peers in a different light. And this may be difficult for some. With this said I highly encourage you to walk down to the river and take a dip into its cool waters. Dave Gano Washington DC 
Posted by David Gano

 

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Il comfort interno, o benessere termico

 Parlo sempre di progettare per raggiungere il comfort e non per avere un immediato ritorno economico.

Ma cosa è da intendersi per comfort?

comfort-benessere-termico

Sì, star bene in casa. Ma facciamo un elenco di cose che tutte insieme danno il comfort:

  • la temperatura dell’aria interna
  • la temperatura superficiale interna delle pareti e delle finestre
  • la temperatura degli strati d’aria di un ambiente: bene se la differenza sta nei 2° Kelvin
  • gli spifferi deboli: l’aria non superi i 0,08 metri al secondo
  • la giusta umidità relativa
  • la pochissima differenza di temperatura tra una stanza e l’altra: bene se sta sotto i 0,8° Kelvin
  • il calore emesso dal corpo è uguale al calore prodotto: cioè l’edificio non sta rubando calore al nostro corpo!

Questo è l’elenco dei fattori che regalano il cosiddetto benessere termico!

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La Casa Passiva ha 5 principi.

  Chi ha cominciato a leggere di case passive, forse starà pensando che la sua prossima casa sarà proprio una Casa Passiva.

O passiva o niente!

In qualsiasi progettazione, strada facendo, per un motivo o per l’altro, si accettano compromessi: se progettiamo seguendo lo standard passivo questo non può accadere. Alla qualità costruttiva non si può derogare.

Qui sotto i 5 principi della progettazione per costruire una Casa Passiva:

casa-passiva-i-5-principi 

  1. buona coibentazione
  2. buona serramentistica
  3. ventilazione confortevole con recupero del calore
  4. ermeticità all’aria
  5. assenza di ponti termici

…sembra facile, ma non è difficile.

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A cosa serve la massa?

Edifici pesanti o edifici leggeri?

edificio-pesante-o-leggero

La massa termica è un tema fondamentale nella progettazione. In ogni progetto cerco di mettere in primo piano alcuni concetti:

La capacità termica di una casa (la massa termica)

  • è un aspetto essenziale del comfort invernale che rispecchia l’ottimo equlibrio di funzionamento dell’impianto di riscaldamento, qualunque esso sia, o non sia (nel senso tradizionale di impianto 🙂 )
  • ma è anche il più importante componente del "raffrescamento passivo", come io lo chiamo. Per correttezza chiarisco subito che non si tratta di raffrescare, ma piuttosto di riuscire a mantenere la più bassa tempertura possibile senza l’intervento impiantistico.

Quando nei colloqui parlo di "progettare la coibentazione" mi riferisco proprio a questo delicato aspetto… che punta il massimo sforzo sul comfort estivo ed inveranle indifferentemente. Altrimenti che progettare è?

massa

Ovviamente per quanta massa io possa aggiungere all’edificio (anche pallet di mattoni) non posso permettermi

  • di far entrare troppo sole (non posso dimenticare di ombreggiare)
  • oppure di creare troppa energia all’interno (in luglio devo evitare di fare le pizze per gli amici nel forno a legna casalingo)

D’inverno il guadagno solare gratuito è tanto più sfruttabile quanta più massa posso sottoporre a riscaldamento attraverso l’irraggiamento naturale e proporzionalmente diminuisce il fabbisogno per riscaldamento.

massa-termica-inverno

Se le prestazioni dell’involucro sono molto elevate, diciamo somiglianti alle esigenze di una casa passiva, allora,

  • in regime invernale la massa termica passa in secondo piano d’importanza
  • in regime estivo resta importantissima, riduce i picchi e riduce la temperatura media interna anche di 3 gradi: la massa assorbe il calore che non sappiamo dove scaricare! chiaro?

In zone dove l’estate diventa periodo di temperature insopportabili sicuramente è da preferire un edificio pesante ad uno leggero e magari troppo finestrato.

Ma un edificio pesante, con grande capacità termica, ricco di massa, come mai beneficia più di ogni altro della ventilazione notturna?

ventilazione-notturna

La massa dell’edificio ha permesso di accumulare l’ "energia di troppo" durante il giorno, e nella notte, tale energia, può essere smaltita all’esterno con il flusso di aria.

massa-termica-estate

Quanta energia (Wh/mq) si può smaltire attraverso la ventilazione notturna è calcolabile moltiplicando la differenza di temperatura per la corrispondente capacità termica.

  1. l’energia che si può smaltire con la ventilazione notturna è proporzionale alla differenza tra temperatura interna e temperatura ambiente (che è maggiore in un edificio pesante)
  2. l’energia che si può smaltire con la ventilazione notturna è proporzionale alla forza del flusso di ricambio, che a sua volta è influenzato dalla differenza tra temperatura interna e temperatura ambiente (che è più evidente in un edificio pesante)
  3. la temperatura ambiente di un edificio leggero può reagire così velocemente alla ventilazione notturna che il dis-comfort dell’improvviso abbassamento di temperatura interno impone spesso la chiusura delle finestre o l’interruzione della ventilazione notturna per evitare momenti di dis-comfort.

Ecco perchè, se mi viene chiesto di dare un parere su una stratigrafia di una casa in legno (magari a telaio) , io cerco sempre di sottolineare la mancanza di massa e gli effetti che tale mancanza provoca sotto l’aspetto del comfort. 

Un massetto più prestazionale e di qualità in aggiunta a qualche millimetro in più di fibra di gesso possono già fare la differenza in una costruzione leggera!

Nella mia zona, zona di Venezia diciamo, la radiazione solare invernale è scarsa e perciò sognare di diminuire il consumo per riscaldamento grazie alla massa termica a disposizione è forse utopia:

  • ricordiamoci che la massa termica offre solo accumulo, non produce energia!

Se la zona è Napoli possiamo invece affermare che nei periodi più freddi le perdite di calore di un involucro con prestazioni da casa passiva sono più che compensate dai guadagni solari.

massa-termica-accumulo-guadagno solare

Allora sembra che la massa vinca sempre e ovunque, in qualsiasi zona e qualsiasi progetto…

Nei climi più soleggiati la domanda di energia per riscaldamento è meno uniforme che in climi molto rigidi e addirittura nulla in alcune ore o alcuni giorni nelle mezze stagioni. Se si è deciso per un riscaldamento radiante a pavimento può capitare che il comfort interno si sia già raggiunto e contestualmente arrivi molta energia solare dovuta all’esposizione di tale ambiente, per esempio un soggiorno esposto a sud-ovest e generosamente vetrato:

  • la temperatura indoor può salire a valori quasi non desiderati.
massa-termica-isolamento

Ecco un motivo per prevedere un impianto di riscaldamento anche misto, radiante e radiatori.

Lo stesso discorso vale per un ambiente in cui il "guadagno solare" sia invece rappresentato dal desiderio giornaliero del committente di accendere una stufa a legna per il piacere serale e la compagnia.

Se il comfort è il fine di tutta la progettazione dobbiamo ricordare che le fluttuazioni della temperatura interna sono molto meno pronunciate quando l’edificio è ricco di massa, e questo non solo in inverno ma anche in estate.

Proprio perchè non disponiamo di un impianto di raffrescamento sarà la massa a giocare il ruolo più importante di "miglioratore" del comfort termico estivo: sempre che non abbiamo scordato di coibentare l’edificio! sia chiaro! altrimenti basterebbe tirar su un bel muro di mattoni pieni… come una volta.

Isolare tantissimo e disporre di poca massa (una casa leggera) può funzionare, ma con l’aiuto di una forte ventilazione notturna –  molte città italiane non offrono sufficiente calo di temperatura la notte e nemmeno valori di umidità confortevoli. Dunque affidiamoci alla massa! Scimmiottiamo il trullo!  

trullo-massa-termica

A onor del vero, l’influenza della massa è miracolosa se la coibentazione non è molto spinta.  Se la coibentazione è a livelli di una casa passiva (molto spinta quindi) la massa regala comunque una stabilità di temperatura interna senza eguali.

Parliamo ancora di comfort:

da un lato vogliamo una casa con caratteristiche "da casa passiva", dall’altro pretendiamo che l’edificio sia ricco di massa e non "troppo leggero":  è giustissimo!  specialmente se siamo attenti anche al livello di umidità interno.

Se vogliamo una casa passiva sappiamo che un impianto di riscaldamento tradizionale non fa al caso nostro, e capita che d’inverno l’aria sia particolarmente secca proveniendo dal più freddo ambiente esterno. Ci viene di nuovo in aiuto la massa:

  • un edificio pesante non offre massa solo come accumulo termico, anche come riserva di umidità!
  • le pareti esterne e quelle divisorie massicce, gli intonaci e ogni elemento "non leggero" sono molto capaci di contenere umidità e nel regime invernale, quando l’aria inizia a risultare più secca il contenuto di umidità prende il cammino nella direzione inversa evaporando lentamente verso l’interno. Questo lento processo continua fino al raggiungimento dell’equilibrio di pressione.

 

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Trasformare una casa in una Casa Passiva

 Avete scoperto la Casa Passiva e Vi è venuto il pallino del Passive House? aah come Vi capisco!

passiv-haus

Devo avvertirvi che pur avendo grandi disponibilità economiche spesso è impossibile raggiungere gli standard previsti dal Passivhaus Institut, quegli standard sono stati concepiti per le nuove costruzioni: le "scatole" finestrate a sud.

standard-casa-passiva

Però possiamo provarci usando accorgimenti, materiali e componenti tipici "da casa passiva" e riuscire addirittura ad ottenere il certificato "EnerPHit – Qualitätsgeprüfte Modernisierung mit Passivhaus-Komponenten" in tedesco, "EnerPHit – New PHI certification for old buildings modernization" in inglese, e un consumo per riscaldamento di 25 kWh/m²anno:

 enerphit

Non pensate ad una scorciatoia: una nuova costruzione o nasce passiva – perchè si è progettata così – o non potrà ottenere nemmeno l’ EnerPHit-Zertifikat. Quindi non facciamo i furbi!

Ecco alcuni criteri da rispettare per un "restauro passivo" – così lo voglio chiamare fino a che il Passivhaus Institut non conierà un "marchio" in italiano:

  • le strutture opache, se coibentate dall’esterno, devono avere trasmittanza U ≤ 0,15 W/(m2K)
  • le strutture opache, se coibentate dall’interno, devono avere trasmittanza U ≤ 0,35 W/(m2K)
  • il tetto o l’ultimo solaio, devono avere una trasmittanza U ≤ 0,35 W/(m2K)
  • i serramenti, e non il vetro o il telaio (EN 10077) devono avere una trasmittanza Uw ≤ 0,85 W/(m2K)      [w sta per window]
  • il portone d’ingresso deve avere una trasmittanza Ud ≤ 0,80 W/(m2K)       [d sta per door]
  • la ventilazione con recupero di calore deve avere efficienza ηWRG,eff ≥ 75 % con una efficienza elettrica ≤ 0,45 Wh/m3
    e deve servire tutti i vani dell’edificio con almeno una mandata e una ripresa oppure garantendo una ventilazione trasversale
  • la tenuta all’aria dell’edificio deve tendere a n50 ≤ 0,6 h-1 con valore limite n50 ≤ 1,0 h-1
  • la temperatura superficiale interna della pavimentazione non deve essere inferiore ai 17 °C

EnerPHIt o no, io propongo sempre di fare il meglio che si può. Meglio essere la miglior scopa della valle se non si può essere il più grande pino della montagna.

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PHPP, software per la progettazione di case passive

 E’ in vendita il Passivhaus Projektierungs-Paket PHPP Version 7 (2012) – DE ( in lingua tedesca) (Passivhaus Projektierungs-Paket – Bilanzwerkzeuge) al prezzo di 130.00 EUR. Si tratta della versione 7, ad oggi il più aggiornato PHPP.

 phpp

Per ordinarlo online potete cliccare qui. Il prezzo è 4 volte più basso che in Italia. E poi ci si chiede perchè l’Italia è fanalino di coda in Europa… forse anche per questo!

Il Passive House Planning Package, Pacchetto per la progettazione di case passive, (PHPP) è disponibile in diverse lingue in molti paesi: la versione disponibile in italiano è la 2007 dalla quale deriva l’attuale versione 2007it-PatchRevision 2010.2. PHPP

Esiste una versione multilingue (PHPPxML) dove si può scegliere la lingua desiderata e cambiarla in tempo reale.
TBZ è il responsabile per l’edizione italiana e xML internazionale.

Ricordate che il  PHPP non è stato concepito come Software per una certificazione amministrativa, ma come strumento di calcolo scientifico-tecnico! E’ uno strumento di progettazione!

Il Software PHPP distribuito in Italia da TBZ costa 400,00€, ovviamente IVA esclusa (4 volte più caro che in Germania: si sa, le importazioni intra UE hanno dazi a 2 zeri…).

corso-phpp

Visto che agli italiani piace tanto ricevere uno sconto, il 3×2, o il paghi 2 e prendi 3, o le raccolte punti o tutte le varie trappole che si inventano – perchè noi ci caschiamo sempre sempre sempre – anche per il PHPP c’è lo sconto:

  • Chi ordina il software PHPP ha il 10% di sconto sul corso pacchetto per la progettazione di case passive PHPP. Felici di essere italiani?

 

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