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Acquistare una vmc o un deumidificatore ?

Una macchina per ventilazione meccanica decentralizzata con recupero di calore, vmc, non potrà mai deumidificare l’aria durante la stagione estiva dove, sia di giorno che di notte, le temperature esterne sono più elevate della temperatura interna.

Acquistare una vmc o un deumidificatore

Ciò nonostante resto più favorevole ad una vmc puntuale piuttosto che utilizzare un deumidificatore mobile. Questo per il fatto che la qualità dell’aria trattata da un deumidificatore resta quella che è – il suo contenuto di Co2 non cambia e nemmeno può eliminare le emissioni in ambiente delle vernici, dei mobili ecc ecc. Se l’ambiente dove vorreste abbassare l’umidità interna è un ambiente poco frequentato allora posso anche convenire che installare un deumidificatore sia una soluzione efficace.

Per tutti gli altri ambienti, dove passiamo alcune ore o addirittura dormiamo, non potrei mai consigliare l’uso di un deumidificatore – la sensazione di livello di umidità interna confortevole potrebbe ingannare sulla qualità dell’aria invogliando a non arieggiare correttamente i locali.

Aria più secca, ma anche aria più insalubre perchè inquinata non può essere la soluzione!

Naturalmente consiglio a tutti di monitorare l’umidità e la temperatura interna in modo da capire meglio come cambiare le proprie abitudini per arieggiare correttamente gli ambienti in modo manuale: acquistate almeno un termoigrometro e controllatelo spesso!

In conclusione, se avete necessità di asciugare un ambiente o più ambienti comunicanti tra loro  o avete tinteggiato in un momento stagionale non troppo favorevole per necessità, allora affidatevi ad un buon deumidificatore , possibilmente professionale, silenzioso, affidabile e con scarico dell’acqua in continuo (lasciate perdere le vaschette che appena riempite interrompono il funzionamento della macchina).

Un deumidificatore professionale come quello indicato qui sopra costa un pizzico di più delle solite macchine in offerta sottocosto, ma il risultato è tutta un’altra cosa e anche se non lo si userà tutto l’anno, quando serve funziona egregiamente.

Non vi serve un deumidificatore  così potente? Affidatevi ai granuli ad alto tasso di assorbibilità tipo silice SiO2 oppure alla Bentonite (roccia granulare) oppure ai minerali argillosi come la Montmorillonite con elevata capacità di assorbimento d’acqua:


Nota: il Biossido di Silicio è noto per le sue proprietà adsorbenti ed essiccanti ed è spesso presente negli alimentisì ce lo mangiamo senza conoscerlo.. fortuna che il biossido di silicio amorfo non viene assorbito, né recuperato dall’organismo umano ma viene escreto per la sua scarsa solubilità. Tutt’altra cosa sono le applicazioni delle nanoparticelle di biossido di silicio nelle filiere alimentari e la relazione tra dimensione delle particelle e loro effetti – per ora la Commissione Europea ha chiesto un’opinione scientifica alla European Food Safety Authority (EFSA) sui potenziali rischi della nanotecnologia negli alimenti.


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Attenzione alla condensa superficiale, il rischio muffa

Parlando di condensa superficiale interna, cosa succede se coibentiamo le pareti e il tetto SENZA SOSTITUIRE le finestre? Aumenta o diminuisce il rischio muffa?

condensa telaio

Il fatto di consumare più o meno tanto all’indomani dell’intervento, naturalmente dipende anche dagli apporti solari e dalle nostre abitudini.

L’umidità interna viene smaltita per un massimo di un 6 % attraverso le strutture dell’edificio, il resto deve essere eliminato aprendo le finestre oppure con un impianto VMC (la ventilazione è sempre necessaria).

Se la casa, dopo l’intervento, raggiunge una buona tenuta all’aria ovviamente non gode più degli spifferi (il ricambio dell’aria naturale) e bisognerà aprire con regolarità le finestre (sempre che non vi sia un impianto VMC centralizzato). Se questa operazione non viene fatta l’umidità in casa comincerà ad alzarsi e andrà a saturare le strutture o condensare sulle superfici più fredde: per esempio sui telai dei vecchi serramenti non sostituiti o sulle zone ponti termici non correttamente attenuati.

L’umidità negli ambienti chiusi si uniforma e ovviamente va là dove ve n’è di meno, per esempio nelle stanze mantenute più fredde o magari non riscaldate.

Se si riesce a mantenere un’ umidità ridotta non succede nulla nemmeno sulle pareti rimaste fredde perchè non coibentate.

Vediamo quando condensa una qualsiasi superficie e in quali condizioni :

  • Temperatura ambiente 20°C con il 65% di Umidità Relativa CONDENSA qualsiasi superficie ad una temperatura inferiore a 12.6 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 50% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 9.6 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 40% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 6.8 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 30% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 2.5 °C

Il rischio condensa poi dipende anche dallo strato liminare …vedasi i mobili aderenti alle pareti.

Morale della favola:

monitoriamo sempre temperatura e umidità interne negli ambienti più a rischio condensa in modo da conoscere bene e costantemente la situazione climatica interna per poterla correggere con una corretta ventilazione prima del verificarsi delle macchie di muffa. Per conoscere questi valori è sufficiente tenere in casa qualche termoigrometro come questo:




E se volete passeggiare per casa con un termometro al laser per individuare le temperature superficiali più a rischio condensa (e quindi muffa) potete usare questo:

o il più economico:



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Serramenti triplo vetro della nuova casa di Ruggero

Ho fatto installare serramenti tutti con triplo vetro. Il costruttore dichiara trasmittanza totale Uw=1W/mqK. Ora, al mattino ho condensa all’esterno. Non capisco questa cosa: il lato interno è ovviamente asciutto perché se avesse condensa significherebbe che è freddo e che quindi il vetro non isola. Ma che senso ha la condensa all’esterno? Preciso che ora la casa non è riscaldata.

condensa esterna triplo vetro

Dunque,

questo scherzetto è tipico dei tripli vetri e al mattino: la doppia camera disperde molto molto poco e la lastra esterna è veramente fredda… ecco che durante la notte, nelle ore più fredde, l’aria esterna condensa sulla superficie esterna, appannando il nostro risveglio, una sorta di protezione ai nostri occhi dal mondo esterno fino a chè non avremo fatto colazione 🙂

condensa esterna triplo vetro

Il doppio vetro invece, disperde un po’ di più, la lastra più esterna è scaldata dalla dispersione e non presenta quasi mai questo inconveniente.

Altra domanda. Abbiamo messo 14 cm di cappotto (eps, la lana di roccia costava troppo 🙁 ). Però mia sorella che vive già in casa ha due o tre punti con muffa e non me lo spiego. La casa è riscaldata ed il cappotto esterno dovrebbe farsi carico del salto termico maggiore mantenendo una temperatura della superficie del muro interno elevata. La temperatura dei termostati è sui 19° C, le pareti nelle zone senza muffa sono sui 17° C mentre dove ci sono le macchie siamo a 13° C misurati con termometro laser. Questa cosa è dovuta al fatto che le malte sono fresce e si stanno ancora asciugando? Ma cmq ha poco senso: se il muro è a 13 gradi non è abbastanza caldo?

Dunque,

la costruzione nuova di per sè chiede del tempo per asciugare (un tempo si consigliava di tinteggiare dopo due anni dalla costruzione), ma torniamo a parlare di temperature superficiali interne. Mantenere una temperatura interna di 19° C è già di 1 grado K inferiore ai canonici 20° C e di conseguenza anche le superfici dei muri sono meno calde dello stesso edificio mantenuto a 20° C.

E’ da tenere presente che il rischio muffa c’è sotto i 12,6° C quindi le temperature superficiali devono per forza essere mantenute più elevate per scongiurare il proliferare delle muffe.

Ma sempre e comunque è il tasso di umidità interna che porta ai problemi: le spore girano ovunque, se poi trovano zone dove la condensa si ripete spesso, allora mettono le tende.

Meglio governare la casa e l’arieggiare delle stanze tenendo più di un igrotermometro in casa per monitorare bene la situazione interna:

Se sono stati rilevati quei 13° C sulla superficie interna di qualche punto può solo significare che quella zona è costruita in materiale diverso, cemento armato probabilmente e il ponte termico si manifesta in questo modo: disperdendo di più e facendo scendere la temperatura di quella zona.

Nel caso che sia proprio un ponte termico si potrebbe rivestire quella zona con un paio di centimetri di calcio silicato. Un piccolo isolamento dall’interno che risolve il problema per sempre. Ecco fatto e risolto.


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La stagione del rischio di muffa

<< Tutta colpa degli spifferi che abbiamo eliminato! Tutta colpa delle finestre nuove! Tutta colpa del riscaldamento a pavimento! Tutta colpa di qualcuno, e mai dei nostri comportamenti. >>

igrometro

Muffa e condensa superficiale sono due fenomeni che dipendono dalla temperatura superficiale interna.

La muffa si sviluppa in tempi lunghi, la condensa è un fenomeno anche solo occasionale: la temperatura della parete scende fino al punto di rugiada e il vapore contenuto nell’aria condensa.

muffa ponte termico-03

E’ quando la parete rimane al di sotto di un certo valore limite per un po’ di tempo che inizia la formazione di muffe.

Per esempio la camera da letto dei genitori che viene appositamente tenuta più fresca (più fresca nel senso di temperatura più bassa, non che abbia aria fresca – è una confusione diffusa quella del fresco e dell’aria fresca – molti si vantano di dormire in una stanza fresca, peccato che l’aria sia vecchia ed esausta, ma fresca! a detta loro…).

muffa ponte termico-02

Il rischio di muffa e condensa è quindi legato alla temperatura superficiale interna e al tempo.

muffa ponte termico-01

Temperatura superficiale interna:

avete mai provato a calcolare la temperatura superficiale interna invece che a misurarla? Vi insegno io:

Temp superficiale interna = temp.int. 20°C – (trasmittanza*Rsi (che vale 0,13 per flusso termico orizzontale)) * (temp.int. 20°C – temp.esterna)

Prendiamo una casa con pareti di 30cm di spessore in laterizio pieno: U= 1,80 W/mqK circa, anche peggio.

  • 20°C – (1,80 * 0,13) * (temp.int. 20°C – temp.esterna 0°C)
  • 20°C – (0,234) * (20°C )
  • 20°C – (4,68)
  • = 15,32 °C
Se l’aria interna ha 20 °C di temperatura e un’umidità relativa del 50% tutto sembra in ordine, anzi tutto benissimo, ma quando l’aria è a contatto con la superficie della parete troppo fredda (15,32 °C), lì aumenta parecchio l’umidità relativa, non siamo più al 50% ma già verso il 70%.
Ricordate il diagramma di Mollier?
DIAGRAMMA MOLLIER
In questa tabella è più facile leggere i risultati già pronti:

il valore di formazione della condensa

L’umidità dell’aria interna, a contatto con la parete, con valori superiori all’80% per alcuni giorni, porta sicuramente alla formazione di muffe.

Si può avere formazione di muffa senza arrivare necessariamente a situazioni di condensa, anche se la temperatura superficiale interna non scende mai fino al punto di rugiada: è la durata della situazione che è pericolosa.

Ovviamente tutto nasce dalla temperatura esterna, dall’isolamento e dall’ inerzia termica delle pareti e dei solai, ma è la situazione di temperatura ed umidità interna che provoca il problema.

Se progetto una stratigrafia devo verificare l’andamento nel tempo di temperatura e umidità sulla superficie interna al variare delle temperature esterne, ovviamente nei mesi più freddi.

La geometria e la conducibilità dei materiali hanno il peso più importante. Ma il rischio muffa riguarda solitamente le strutture pesanti (più lente), mentre la condensa riguarda le strutture leggere.

il Decreto Legislativo 311/2006 e il DPR 59/2009 non definiscono le condizioni esterne da utilizzare per la verifica della condensa. Si potrebbe intendere di dover riferirsi alla ISO 13788 che prevede la verifica condensa solo su strutture leggere. (Temperatura aria esterna, media delle minime annuali, umidità esterna 95%)

La ISO 13788 prevede la verifica muffa solo su strutture pesanti con umidità relativa 80% in prossimità della superficie.

Il Decreto Legislativo 311/2006, come modificato dal DPR 59/2009 vuole che le verifiche di assenza di condensazione superficiale vadano effettuate con umidità relativa interna 65%.

Consiglio di tenere più di un igrotermometro in casa per monitorare bene la situazione (ne ho diversi modelli e vi consiglio questi per il prezzo basso e la qualità elevata:

<<non facciamoci trovare in casa disarmati, iniziamo a verificare quanto elevata sia anche la concentrazione di Co2 nei nostri ambienti – il livello di Co2 è invisibile naturalmente, e quando è molto elevato solo il nostro naso può accorgersene>>:

ammetto che il prezzo sia elevato, ma un buon Sensore di CO?: NDIR (raggi infrarossi non dispersivi) costa un po’. Sarete ripagati da quello che scoprirete monitorando casa vostra! Anche la salute ha il suo prezzo.

  • – Intervallo di misurazione: da 0 a 9.999 ppm CO?
  • – Risoluzione (precisione): 1 ppm (±75 ppm o ±5% del valore di misurazione)
  • – Intervallo di misurazione – Temperatura: da -5 °C a +50 °C
  • – Risoluzione (precisione) – Temperatura: 0,1 °C (±1 °C)
  • – Intervallo di misurazione – Umidità relativa: da 0,1% a 99,9% UR
  • – Risoluzione (precisione) – Umidita relativa: 0,1 % UR. (max. ±5 % UR)
  • – Intervallo di misurazione: 2 sec
  • – Capacità di memoria: 50.000 valori
  • – Funzioni: Visualizzazione in tempo reale del valore massimo e minimo di CO?; temperatura e umidità dell’aria; visualizzazione di data e ora e indicatore di CO?; funzione di allarme per CO?; visualizzazione della temperatura in °C e °F; display retroilluminato
  • – Funzioni aggiuntive: ciclo di misurazione liberamente selezionabile da 1 secondo a 12 ore, visualizzazione permanente o circolare
  • – Alimentazione elettrica: alimentatore 230V

            

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Umidità relativa, temperatura di rugiada o condensa

L’ Umidità relativa (Ur), espressa in percentuale rispetto a quella assoluta, ci dice quanto vapore è contenuto nell’aria di un ambiente: un contenuto di vapore sempre inferiore al vapore che conterrebbe in caso di saturazione.

La misurate con facilità se avete uno strumento come questo:

Se a una certa temperatura T l’aria contiene il 60% di umidità relativa significa che essa contiene il 60% della quantità massima di vapore che può essere contenuta a quella temperatura. Se scende la temperatura, l’umidità relativa sale fino a saturazione (Ur 100%), quando inizia la formazione di acqua: questa temperatura più bassa si dice Temperatura di condensa o di rugiada. Tutto questo a pressione costante!

Se la Temperatura non cambia allora è la pressione atmosferica che può influire: infatti c’è la Pressione di saturazione.

umidita-relativa

  • La condensa sulla superficie di una parete è l’inizio del problema della muffa: la temperatura superficiale interna della parete è troppo bassa.
  • La condensa all’interno della parete porta, alla lunga, a danni strutturali e immediatamente ad un peggioramento del grado di isolamento termico.

Perchè succede la condensa all’interno delle strutture? Perchè il vapore di un ambiente tende a migrare verso un ambiente con pressione più bassa o da un ambiente più caldo verso un ambiente più freddo.

Ecco perchè cerco sempre di ricordare che nella progettazione della stratigrafia

  1. è bene evitare strati di sbarramento al passaggio del vapore verso l’esterno
  2. è bene evitare l’isolamento dall’interno perchè la temperatura nella stratigrafia scende rapidamente e quindi raggiungiamo con alta probabilità la temperatura di rugiada e perciò si formerà condensa dietro la coibentazione

Volete fare una verifica termoigrometrica di una struttura con materiali diversi? cliccate qui sotto:

verifica-termoigrometrica

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Condensa intorno alle finestre

 Carla ha fatto installare due grandi finestre fisse ad angolo, a filo muro esterno:

serramenti-problemi-di-condensa

Oggi si ritrova con

  • condensa sul vetro (gocce che scendono lungo il vetro):

serramento-condensa-sul-vetro

  • e condensa sul muro, sia nella parete che circonda la finestra sia a soffitto:

serramento-condensa-sul-muro

serramento-condensa-a-soffitto

Il davanzale é presente solo nella parte esterna. É stato fatto un taglio circa a metá infisso, il progetto era di realizzare il davanzale interno in legno.

serramento-a-filo-esterno-muffa-e-condensa

Le pareti non sono coibentate. Sono in mattoni, spessore 30cm.

 Prima di ordinare i serramenti sarebbe stato facilissimo posare nell’imbotte qualche centimetro di isolante (in alto, in basso, a destra e a sinistra). Avremmo potuto installare il falsotelaio sul coibente, nastrando con cura, e avremmo ottenuto subito un gran beneficio anche se la muratura esterna è priva di cappotto.

Il davanzale in travertino bocciardato si poteva “sedere” sopra l’isolante anzichè farlo passare un po’ sotto al serramento: la parte che oggi fa capolino lì sotto al serramento può avere una temperatura anche inferiore di 12° rispetto alla temperatura ambiente, un bel salto termico che è garanzia di condensa al 100%.

Ma che fare ora?

Cerchiamo di tenere sotto controllo l’umidità interna che non deve superare valori troppo alti, facciamo corretta ventilazione e dotiamoci di qualche igrometro come questo:

Se non ci misuriamo la febbre, quante aspirine dobbiamo prendere?

Facciamo installare il termosifone che è stato previsto sotto il serramento e preferiamo sempre poche colonne per ottenere massimo irraggiamento e minima convezione. I corpi scaldanti devono essere posizionati nelle zone più fredde ed esposte e non nelle zone più protette (pareti interne o simili). Facciamo funzionare il riscaldamento in modo corretto: dobbiamo riuscire ad alzare di qualche grado la temperatura superficiale interna e non bruciare l’aria ogni tanto!

Coibentiamo! Ma come?

serramento-a-filo-esterno-condensa

  • Dall’esterno si potrebbe fare un cappotto esterno che arrivi proprio a coprire la parte esterna dei serramenti, lì dove oggi è stata messa la cornice, ma dovremmo inglobare il davanzale per evitare di romperlo o prendere il coraggio di eliminarlo, senza danneggiare il serramento. Certo significa progettare il sistema a cappotto per intero ed affrontare tutti i particolari: gli scuri esistenti, gli impianti elettrici, le tettoie, le lastre in pietra in alto (poco sporgenti). Un progetto dalla A alla Z, che forse non è in previsione.
  • Dall’esterno si potrebbe fare (esternamente) una cornice coibente di una ventina di cm intorno ai serramenti sperando di innalzare di qualche grado la superficie interna dell’imbotte finestra, anche con materiali speciali di pochi millimetri di spessore, ma il davanzale resta un forte ponte termico insoluto.
  • Dall’interno si potrebbe togliere la cornice interna (coprifilo del serraemnto), nastrare il serramento, coibentare (ingrossare) le spallette (in alto, a destra e a sinistra) con calcio silicato di spessore possibile, infilare sotto il serramento nastrato, in battuta al marmo che si intravede, una lastra di xps di pari spessore per coprirla poi con una mensola in legno come sognato.
  • Dall’interno si potrebbe inoltre coibentare con calciosilicato, anche solo con spessore 25mm, tutta la facciata interna che comprende i due serramenti, così da proteggere l’angolo (sicuramente molto freddo) tra i due serramenti. E’ però un’operazione più delicata che vorrebbe anche isolata una prima parte del soffitto (ponte termico) e non so se esteticamente sia possibile…

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Troppa umidità in casa? compra un termoigrometro.

Troppa umidità in casa? Abbiamo avuto anche la muffa in alcuni punti? L’aria ha un profumo che non ci piace?

Iniziamo a monitorare l’umidità con un igrometro! Questo ci può aiutare a

  • migliorare i nostri comportamenti
  • capire in quali momenti arieggiare gli ambienti
  • come fare una corretta ventilazione per smaltire l’umidità più in fretta
  • imparare a non produrne troppa

Con il tempo saremo meno maldestri in casa, e più coscienti.

L’esperto casaclima consiglia che ogni componente il nucleo familiare abbia alla cintola un igrometro professionale come questo:

igrometro-professionale per misurare umidità in casa

Stavo scherzando! Certo, lo strumento è molto preciso e veloce (1 secondo per avere la corretta misurazione), (vuoi acquistarlo?), ma anche un igrometro digitale basta e avanza al nostro scopo!

Consiglio di averne più di uno in casa per monitorare bene la situazione,

 Non lamentiamoci della nostra casa fino a che non avremo fatto tutto ciò che è nelle nostre possibilità per farla funzionare al meglio!

Lasciamo in pace l’architetto, non telefoniamo all’impiantista, non disturbiamo il serramentista… concentriamoci sugli errori che ripetiamo ogni giorno! confessiamoceli!

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Nuove finestre: usiamole bene e combatteremo anche la muffa!

  Come usare al meglio le nostre finestre? magari nuove, appena installate, del tipo con trasmittanza ultra bassissima.

tag-nuove-finestre

Imparare ad usare le finestre non servirà solo ad abbassare i consumi del gas, servirà anche a combattere la muffa. Quante case e quanti appartamenti convivono con queste famigliole indesiderate?

Ma perchè la temperatura superficiale dei muri resta bassa anche con il riscaldamento acceso e le finestre nuove?

Le finestre non portano solo luce in casa, ci permettono di fare entrare aria fresca al posto di quella interna consumata e viziata.

Abbiamo appena portato in temperatura tutti gli ambienti e adesso dobbiamo cambiare aria? Sì, dobbiamo. La ventilazione è importante, fa uscire l’alta concentrazione di Co2 e insieme anche l’umidità accumulata. D’inverno quando la temperatura è bassa, l’aria nuova che entra è veramente secca e ci aiuta a riportare l’umidità interna a valori più normali.

Leggendo un termoigrometro ambiente ve ne accorgete immediatamente, inoltre sareste in grado di sapere durante la giornata qual’è stato il livello più alto e più basso di umidità e temperatura interne. Usate uno strumento come questo:

Meno umidità tratteniamo in casa meno condensa può avvenire.

Come ventilare correttamente gli ambienti:

  • ventilare spesso e mai più di 3 minuti (raffredderete l’aria, ma non i corpi)
  • spalancare le finestre (mai usare l’antaribalta che raffredda l’imbotte della finestra)
  • ripeterlo anche di notte, sì mentre si dorme! ma dai che sto scherzando! però bisognerebbe.

tag-ventilazione-non-correttatag-ventilazione-non-corretta

Siete pigri? Volete sempre un clima perfetto? Da fuori entrano rumori, pollini e zanzare?

La ventilazione meccanica è un aggregato ancora sottovalutato, un po’ per il costo, ma molto per la mancanza di informazione credo.

E’ comunque un marchingegno che recupera il calore e dunque un buon alleato nella battaglia alla bolletta più bassa! A prescindere dall’isolamento!

    • consumereste meno gas,
    • aumentando il comfort,
    • filtrando l’inquinamento atmosferico.

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Diffusione di vapore, o migrazione del vapore

Abbiamo compreso bene il comportamento del vapore acqueo negli ambienti? Quotidianamente assistiamo in cucina e nei bagni ai fenomeni che produce l’acqua allo stato gassoso!

Quanta umidità c’è in un ambiente si misura con un termoigrometro (utile anche per capire quando è il momento di cambiare l’aria nell’ambiente senza aspettare la nascita delle muffe). Potete ordinarne uno come questo:

tag-vapore-acqueo

In inverno gli ambienti riscaldati hanno un eccessivo contenuto di vapore rispetto all’esterno, quindi la pressione del vapore acqueo è maggiore all’interno che all’esterno!

Tale differenza di pressione causa la migrazione del vapore da dentro a fuori attraverso l’involucro edilizio.

umidita1

Ecco perchè le temperature delle superfici interne degli ambienti non sono solo importanti per ottenere il benessere termico delle persone che ci abitano, ma devono anche stare sopra alla tempertura di rugiada per evitare condensa sui muri e quindi muffe sulle superfici.

tag-temperatura-di-rugiada

Una termografia indica subito le zone fredde e i colori le rappresentano, ma chiunque può monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa, c’è solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:


Ogni materiale che compone la stratigrafia della parete (o del tetto) crea una certa resistenza al passaggio del vapore: questa si dice resistenza alla diffusione del vapore!

umidita-esterna-interna

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 esperto casaclima

Condensa, umidità relativa e muffa

 Le muffe nascono sulle pareti delle abitazioni umide. Perchè?

  • Perchè le spore presenti nell’aria trovano l’acqua per germogliare. E perchè?
  • Perchè i muri si bagnano. E perchè?
  • Perchè quando l’aria umida incontra un corpo troppo freddo condensa. E perchè?
  • Perchè a temperatura più bassa aumenta l’umidità relativa, fino a raggiungere il 100%: quando l’aria è satura di umidità condensa.

In questo disegno l’altezza del bicchiere rappresenta la temperatura dell’aria:

 muffa_umidita-relativa_condensa

 Quando siamo fortunati l’umidità dell’ambiente se ne va con la ventilazione dei locali (esce dalle finestre), ma quando non facciamo sufficiente ventilazione una parte di vapore inizia a migrare attraverso i muri (verso l’esterno, in periodo di riscaldamento, e verso l’interno quando siamo in estate).

 muffa-vapore-attraverso-il-muro

dove incontra una serie di resistenze al passaggio: intonaco, muro, collante, isolamento (se c’è) ed intonaco esterno: se l’ultima resistenza è forte (cioè il rivestimento esterno è impermeabile come gli intonaci plastici o una guaina o una pietra o una piastrella) siamo in situazione sfavorita:

  • la condensa si forma nel muro a seconda del clima e delle temperature raggiunte dagli strati più esterni, corrode le tubazioni, mette a rischio l’impianto elettrico, sgretola l’intonaco e crea efflorescenze.

 In questo disegno il bicchiere “d” rappresenta l’ambiente esterno e r1,r2,r3 sono le resistenze al passaggio del vapore:

muffa-resistenza-al-passaggio-del-vapore

Gestire male il livello di umidità in casa si traduce presto o tardi nella proliferazione delle muffe.

Meglio arieggiare regolarmente e ogni volta che l’umidità è troppo elevata. Tenete d’occhio il livello! dotatevi di un semplice termoigrometro come questo:


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Muffa

 Brutta e insalubre.

  1. Muffa = superficie fredda + aria umida
  2. Muffa = isolamento scarso + aria umida
  3. Isolamento scarso = difetto di costruzione
  4. Muffa = difetto di costruzione

Adesso sappiamo cos’è la muffa.

Per avere umidità basta che ci sia l’umana evaporazione…, ricordiamolo! In una camera da letto dove dormono due persone con le finestre chiuse l’umidità relativa interna sale molto durante la notte, anche perchè la temperatura viene mantenuta più bassa di altri ambienti.

Sarebbe bene avere un termoigrometro, che tra le latre informazioni ci dice la percentuale di umidità più alta e più bassa rilevate nelle 24ore. Uno strumento come questo è più che attendibile:

La muffa ama gli angoli.

muffa1

Gli angoli sono detti ponti termici geometrici, zone di concentrazione del flusso termico. Gli spigoli e i vertici costituiscono una via privilegiata per gli scambi di calore da e verso l’esterno proprio perchè la porzione di superficie interna che assorbe il calore è molto più piccola della superficie esterna che invece cede il calore!

Provate voi stessi a misurare la temperatura in un angolo come quello in foto: potreste scoprire che ci possono essere anche 8 – 9°C di differenza rispetto alla temperatura superficiale di una parete.

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto. Ce ne sono di tanti modelli e non costano più come un tempo:

Se non è possibile un intervento radicale, per esempio un sistema di isolamento a cappotto esterno, allora si sarà costretti a combattere la muffa con degli interventi mirati e dall’interno.

Consapevoli che isolare dall’interno è la via meno ideale (le pareti restano al freddo e non faranno mai un effetto stufa, cioè non fungeranno mai da volano termico) allora facciamolo al meglio, usiamo:

  • pannelli traspiranti, che permettono la migrazione dell’umidità
  • pannelli igroscopici, che assorbono umidità dall’ambiente

 Possiamo usare fibra di legno, calcestruzzo cellulare o lastre in calciosilicato.

Le lastre di silicato di calcio sono nel nostro caso le più indicate perchè avendo un elevato valore pH non permettono la formazione di muffa. Una caratteristica perfetta per risanare anche solamente lì dove esistevano dei punti critici.

Mura e cantine asciutte sono il requisito irrinunciabile per il mantenimento del valore degli immobili, per un bilancio energetico ragionevole e per un ambiente abitativo sano e libero da spore di funghi e muffe!


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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