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Acquistare una vmc o un deumidificatore ?

Una macchina per ventilazione meccanica decentralizzata con recupero di calore, vmc, non potrà mai deumidificare l’aria durante la stagione estiva dove, sia di giorno che di notte, le temperature esterne sono più elevate della temperatura interna.

Acquistare una vmc o un deumidificatore

Ciò nonostante resto più favorevole ad una vmc puntuale piuttosto che utilizzare un deumidificatore mobile. Questo per il fatto che la qualità dell’aria trattata da un deumidificatore resta quella che è – il suo contenuto di Co2 non cambia e nemmeno può eliminare le emissioni in ambiente delle vernici, dei mobili ecc ecc. Se l’ambiente dove vorreste abbassare l’umidità interna è un ambiente poco frequentato allora posso anche convenire che installare un deumidificatore sia una soluzione efficace.

Per tutti gli altri ambienti, dove passiamo alcune ore o addirittura dormiamo, non potrei mai consigliare l’uso di un deumidificatore – la sensazione di livello di umidità interna confortevole potrebbe ingannare sulla qualità dell’aria invogliando a non arieggiare correttamente i locali.

Aria più secca, ma anche aria più insalubre perchè inquinata non può essere la soluzione!

Naturalmente consiglio a tutti di monitorare l’umidità e la temperatura interna in modo da capire meglio come cambiare le proprie abitudini per arieggiare correttamente gli ambienti in modo manuale: acquistate almeno un termoigrometro e controllatelo spesso!

In conclusione, se avete necessità di asciugare un ambiente o più ambienti comunicanti tra loro  o avete tinteggiato in un momento stagionale non troppo favorevole per necessità, allora affidatevi ad un buon deumidificatore , possibilmente professionale, silenzioso, affidabile e con scarico dell’acqua in continuo (lasciate perdere le vaschette che appena riempite interrompono il funzionamento della macchina).

Un deumidificatore professionale come quello indicato qui sopra costa un pizzico di più delle solite macchine in offerta sottocosto, ma il risultato è tutta un’altra cosa e anche se non lo si userà tutto l’anno, quando serve funziona egregiamente.

Non vi serve un deumidificatore  così potente? Affidatevi ai granuli ad alto tasso di assorbibilità tipo silice SiO2 oppure alla Bentonite (roccia granulare) oppure ai minerali argillosi come la Montmorillonite con elevata capacità di assorbimento d’acqua.

Nota: il Biossido di Silicio è noto per le sue proprietà adsorbenti ed essiccanti ed è spesso presente negli alimentisì ce lo mangiamo senza conoscerlo.. fortuna che il biossido di silicio amorfo non viene assorbito, né recuperato dall’organismo umano ma viene escreto per la sua scarsa solubilità. Tutt’altra cosa sono le applicazioni delle nanoparticelle di biossido di silicio nelle filiere alimentari e la relazione tra dimensione delle particelle e loro effetti – per ora la Commissione Europea ha chiesto un’opinione scientifica alla European Food Safety Authority (EFSA) sui potenziali rischi della nanotecnologia negli alimenti.


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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Attenzione alla condensa superficiale, il rischio muffa

Parlando di condensa superficiale interna, cosa succede se coibentiamo le pareti e il tetto SENZA SOSTITUIRE le finestre? Aumenta o diminuisce il rischio muffa?

condensa telaio

Il fatto di consumare più o meno tanto all’indomani dell’intervento, naturalmente dipende anche dagli apporti solari e dalle nostre abitudini.

L’umidità interna viene smaltita per un massimo di un 6 % attraverso le strutture dell’edificio, il resto deve essere eliminato aprendo le finestre oppure con un impianto VMC (la ventilazione è sempre necessaria).

Se la casa, dopo l’intervento, raggiunge una buona tenuta all’aria ovviamente non gode più degli spifferi (il ricambio dell’aria naturale) e bisognerà aprire con regolarità le finestre (sempre che non vi sia un impianto VMC centralizzato). Se questa operazione non viene fatta l’umidità in casa comincerà ad alzarsi e andrà a saturare le strutture o condensare sulle superfici più fredde: per esempio sui telai dei vecchi serramenti non sostituiti o sulle zone ponti termici non correttamente attenuati.

L’umidità negli ambienti chiusi si uniforma e ovviamente va là dove ve n’è di meno, per esempio nelle stanze mantenute più fredde o magari non riscaldate.

Se si riesce a mantenere un’ umidità ridotta non succede nulla nemmeno sulle pareti rimaste fredde perchè non coibentate.

Vediamo quando condensa una qualsiasi superficie e in quali condizioni :

  • Temperatura ambiente 20°C con il 65% di Umidità Relativa CONDENSA qualsiasi superficie ad una temperatura inferiore a 12.6 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 50% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 9.6 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 40% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 6.8 °C
  • Temperatura ambiente 20°C con il 30% di U.R. CONDENSA qualsiasi superficie ad una temp. inferiore a 2.5 °C

Il rischio condensa poi dipende anche dallo strato liminare …vedasi i mobili aderenti alle pareti.

Morale della favola:

monitoriamo sempre temperatura e umidità interne negli ambienti più a rischio condensa in modo da conoscere bene e costantemente la situazione climatica interna per poterla correggere con una corretta ventilazione prima del verificarsi delle macchie di muffa. Per conoscere questi valori è sufficiente tenere in casa qualche termoigrometro come questo:




E se volete passeggiare per casa con un termometro al laser per individuare le temperature superficiali più a rischio condensa (e quindi muffa) potete usare questo:

o il più economico:



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Serramenti triplo vetro della nuova casa di Ruggero

Ho fatto installare serramenti tutti con triplo vetro. Il costruttore dichiara trasmittanza totale Uw=1W/mqK. Ora, al mattino ho condensa all’esterno. Non capisco questa cosa: il lato interno è ovviamente asciutto perché se avesse condensa significherebbe che è freddo e che quindi il vetro non isola. Ma che senso ha la condensa all’esterno? Preciso che ora la casa non è riscaldata.

condensa esterna triplo vetro

Dunque,

questo scherzetto è tipico dei tripli vetri e al mattino: la doppia camera disperde molto molto poco e la lastra esterna è veramente fredda… ecco che durante la notte, nelle ore più fredde, l’aria esterna condensa sulla superficie esterna, appannando il nostro risveglio, una sorta di protezione ai nostri occhi dal mondo esterno fino a chè non avremo fatto colazione 🙂

condensa esterna triplo vetro

Il doppio vetro invece, disperde un po’ di più, la lastra più esterna è scaldata dalla dispersione e non presenta quasi mai questo inconveniente.

Altra domanda. Abbiamo messo 14 cm di cappotto (eps, la lana di roccia costava troppo 🙁 ). Però mia sorella che vive già in casa ha due o tre punti con muffa e non me lo spiego. La casa è riscaldata ed il cappotto esterno dovrebbe farsi carico del salto termico maggiore mantenendo una temperatura della superficie del muro interno elevata. La temperatura dei termostati è sui 19° C, le pareti nelle zone senza muffa sono sui 17° C mentre dove ci sono le macchie siamo a 13° C misurati con termometro laser. Questa cosa è dovuta al fatto che le malte sono fresce e si stanno ancora asciugando? Ma cmq ha poco senso: se il muro è a 13 gradi non è abbastanza caldo?

Dunque,

la costruzione nuova di per sè chiede del tempo per asciugare (un tempo si consigliava di tinteggiare dopo due anni dalla costruzione), ma torniamo a parlare di temperature superficiali interne. Mantenere una temperatura interna di 19° C è già di 1 grado K inferiore ai canonici 20° C e di conseguenza anche le superfici dei muri sono meno calde dello stesso edificio mantenuto a 20° C.

E’ da tenere presente che il rischio muffa c’è sotto i 12,6° C quindi le temperature superficiali devono per forza essere mantenute più elevate per scongiurare il proliferare delle muffe.

Ma sempre e comunque è il tasso di umidità interna che porta ai problemi: le spore girano ovunque, se poi trovano zone dove la condensa si ripete spesso, allora mettono le tende.

Meglio governare la casa e l’arieggiare delle stanze tenendo più di un igrotermometro in casa per monitorare bene la situazione interna:

Se sono stati rilevati quei 13° C sulla superficie interna di qualche punto può solo significare che quella zona è costruita in materiale diverso, cemento armato probabilmente e il ponte termico si manifesta in questo modo: disperdendo di più e facendo scendere la temperatura di quella zona.

Nel caso che sia proprio un ponte termico si potrebbe rivestire quella zona con un paio di centimetri di calcio silicato. Un piccolo isolamento dall’interno che risolve il problema per sempre. Ecco fatto e risolto.


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