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cause della muffa - La muffa nasce negli angoli 1

La muffa nasce negli angoli

103 risposte

 La muffa nasce sulle superfici umide, ma vediamo perchè proprio negli angoli

  • le spore presenti nell’aria hanno bisogno dell’acqua per germogliare
  • e quando l’aria umida incontra un punto troppo freddo condensa.

Quando scende la temperatura aumenta l’umidità relativa, anche fino a raggiungere il 100%, alla saturazione.

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l’Umidità Relativa

L’altezza del bicchiere rappresenta la temperatura dell’aria! e ci sta ricordando che il contenuto di vapore assoluto è sempre lo stesso:

  • l’Umidità Relativa sale se la temperatura è più bassa, ma l’umidità è sempre quella
  • l’Umidità assoluta (in BLU) non cambia

 muffa_umidita-relativa_condensa

Quando leggete la percentuale di umidità sul vostro igrometro, non leggete altro che il valore di Umidità Relativa, relativa alla temperatura!

dopo un ricambio d’aria

L’Umidità assoluta (in BLU) non cambia mai, fino a che non si fa ventilazione dei locali aprendo le finestre.

cause della muffa - La muffa nasce negli angoli 2

Nella stagione invernale, dopo un ricambio d’aria, anche l’umidità assoluta si abbassa e questo significa

  • aver diminuito il contenuto di vapore in casa
  • aver diminuito il rischio condensa e muffa.

Se invece in casa abbiamo acceso la stufa

  • e la temperatura è salita quasi a 23°C
  • e l’Umidità Relativa è scesa fino al 46%

questo NON significa aver asciugato l’ambiente 🙁

cause della muffa - La muffa nasce negli angoli 3

  • infatti l’Umidità assoluta (in BLU) è sempre la stessa (solo che l’igrometro è stupido e non lo indica)
  • e infatti, se misurassimo la temperatura in un angolo, dove ci possono essere anche 10°C in meno rispetto ai 23°C in ambiente, l’Umidità Relativa schizzerebbe all’ 85%

Come detto, l’Umidità assoluta (in BLU) non cambia: davanti alla stufa io sto al caldo e l’angolo in alto resta al freddo, ma sempre 9 grammi di vapore circa sono contenuti in un metro cubo d’aria 😉

la muffa ama gli angoli

Gli angoli sono detti ponti termici geometrici, zone di concentrazione del flusso termico, una via privilegiata per gli scambi di calore verso l’esterno proprio perchè la porzione di superficie interna che assorbe il calore è molto più piccola della superficie esterna che invece cede il calore! I 30cm interni nell’angolo, corrispondono ad una porzione di oltre 1 metro all’esterno 😐

cause della muffa - La muffa nasce negli angoli 4

Evitate di avvelenare la casa con spray anti muffa.

Se volete monitorare personalmente le temperature delle superfici più fredde in casa avete solo bisogno di un termometro senza contatto che ormai non costano più niente.

una casa traspirante non ha bisogno di ventilazione

Ho sentito spesso raccontare questa favola, ma consiglio di non crederci perchè è vera solo in minima parte:

in periodo invernale, una parte di vapore inizia a migrare attraverso i muri verso l’esterno (e verso l’interno, ovviamente, quando siamo in estate):

muffa-vapore-attraverso-il-muro

Comunque è vero, una parete o un tetto, meglio che traspirino, cioè è meglio che la stratigrafia che progettiamo sia traspirante e NON chiusa al passaggio del vapore!

umidita-esterna-interna

La migrazione del vapore incontra una serie di resistenze al suo passaggio:

  • intonaco,
  • muro,
  • l’isolamento (se c’è) o l’intonaco esterno

Se l’ultima resistenza al passaggio del vapore è forte non abbiamo progettato bene, quindi attenzione ai materiali.

In questo disegno il bicchiere “d” rappresenta l’ambiente esterno e r1,r2,r3 sono le resistenze al passaggio del vapore: (i bicchieri scendono di altezza perchè rispecchiano l’andamento delle temperature dei vari strati che compongono una stratigrafia 😉 )

muffa-resistenza-al-passaggio-del-vapore

Fatevi furbi, pensate seriamente ad installare una ventilazione meccanica, la VMC è un’ottima soluzione all’umidità interna troppo elevata:

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federico sampaoli espertocasaclima

copywriter, content creator & web editor – Federico Sampaoli  consulente tecnico per l’isolamento termico dell’involucro edilizio

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103 risposte a “La muffa nasce negli angoli”

  1. @ davide

    quello che ognuno dovrebbe avere in casa è
    un igrometro con punto di rugiada (perchè conoscere l’umidità relativa UR% non serve quasi a nulla!)
    e un misuratore di CO2

    entrambi sono costosi, ma utili.

    IKEA presenta Vindstyrka per fare cassa! te lo venderà perchè sei un po’ disinformato e poi ti tenta per comandare il purificatore di IKEA…

    se vuoi conoscere gli inquinanti della tua zona forse è meglio scaricare una app.

    qualche mese fa ho acquistato un Rilevatore di CO2 con monitor di qualità dell’aria NDIR con sensore di umidità e temperatura tipo questo https://amzn.to/3EbJrv3 e poi ho capito perchè un apparecchio serio deve costare tra i 100 e i 200€

  2. ottimo lavoro!
    non vedo l’ora di inserirla nell’elenco dei sostenitori del blog 😉

  3. Avatar Claudia
    Claudia

    Grazie Federico.
    Le sue indicazioni mi stanno risultando estremamente preziose!
    Cercando ulteriormente ho trovato un’altra pittura a base di calce che mi sembra valida: Bio-pittura a calce de I colori della terra.
    Questo weekend ho provveduto ad una bonifica approfondita di pareti e mobili e componenti presenti nella stanza.

  4. non la userei come rivestimento interno una pittura ai silicati, il cui legante è silicato alcalino in soluzione modificato con resine acriliche in dispersione, idrorepellente, con un’azione specifica contro muffe e funghi, sempre per il principio della cautela.
    una pittura che contiene grassello di calce, polveri carbonatiche micronizzate, metilcellulosa e olio di lino mi infonde molta più sicurezza per la salute.

  5. Avatar Claudia
    Claudia

    Ho visionato 2 prodotti a base di calce, posso ancora.chiederle.un parere su questi?:
    Ivasil pittura del gruppo Ivas
    Latte di calce della MGN
    Ho ricercato un prodotto che avesse un pH minimo di 11.

    Grazie.

    Saluti.

  6. è in effetti molto difficile comprendere le schede di sicurezza dei vari prodotti (bisognerebbe essere esperti in ogni campo ormai, per sopravvivere).
    la SDS della Pittura lavabile speciale resistente alle muffe dice che Contiene 1,2-benzisotiazol-3(2H)-one, 2-metil-2H-isotiazol-3-one. Questa sostanza/miscela non contiene, a concentrazioni di 0.1% o superiori, componenti considerati persistenti, bioaccumulabili o tossici (PBT), oppure molto persistenti e molto bioaccumulabili (vPvB). valori di pH a 20 °C: 8,5
    Dopo l’applicazione è necessario un periodo di aerazione dei locali di almeno 3 giorni.
    mi sembra anche un prodotto veramente molto costoso.

    La seconda Idropittura anticondensa per interni, termoisolante, fonoassorbente, resistente alla crescita delle muffe, a base di vinilversatato in emulsione acquosa, biossido di titanio, cariche micronizzate, microbolle cave e biocidi antimuffa. Questo prodotto contiene al massimo 30 g/l di COV, quindi 30 volte di più del primo prodotto.

    Per il principio della cautela tornerei a cercare idropitture murali o rasanti fini a base di calce, così da essere il più vicini possibile ad una miscela naturale. Si potrebbe anche pensare alla pittura di argilla, ma certamente bisogna tenere sotto controllo l’umidità ambiente e usare correttamente il riscaldamento appena la stagione lo richiederà.

    Per rimuovere la muffa ho sperimentato positivamente acqua ossigenata vaporizzata direttamente sulla superficie + una pulizia meccanica per grattare bene, però non so se sia stato il migliore comportamento successivo a estinguere la colonia! (meno umidità ambiente e temperature superficiali più alte).

    Per rimuovere la muffa meglio usare spray privi di cloro che di solito contengono acqua, aceto, perossido di idrogeno, etanolo e tensioattivo.

    Notare bene che l’intervento di bonifica interno e nuova finitura interna dovrà essere completato al più tardi nei primi giorni di settembre altrimenti l’accumulo di acqua degli ambienti sarà difficilmente smaltibile!

  7. Avatar Claudia
    Claudia

    Buongiorno Federico,
    grazie per le utili informazioni che mi ha fornito.
    Rivolgendomi a due colorifici della zona in cui abito questi mi hanno consigliato rispettivamente Caparol Indeko W e Paulin Termocasa; osservando le loro schede prodotto su internet ho però visto che la prima contiene cloro e la seconda ha pH di 8,5.
    Lei che prodotto valido mi consiglierebbe con PH >11 ?
    Come preparatorio ha senso pulire le pareti con una soluzione di acqua, aceto, bicarbonato e aglio sminuzzato?
    Ho letto anche che alcuni utilizzano l’otto borato di sodio tetraidrato. Ritiene aiuterebbe a sanare la situazione?
    Grazie anticipatamente.

  8. le zone dove compare la muffa indicano che le superfici interne hanno temperature così basse che succede spesso il fenomeno di condensa superficiale. è proprio il nutrimento perfetto per le spore.
    o si rende la superficie detestabile dalle muffe (per esempio con rasature o pitture interne con pH elevati) oppure si progetta un isolamento interno con materiali igroscopici e capillari sempre da rifinire con idonee pitture e rasature igroscopiche e traspiranti.
    in questo caso io non consiglierei il pannello in sughero.
    ricordo, per correttezza, che è giusto intervenire sulle superfici ma è obbligatorio cercare di migliorare le abitudini per garantire all’ambiente un livello di umidità interno ben più basso.

  9. Avatar Claudia

    Buongiorno,
    ho letto con interesse il suo form.
    A casa abbiamo una stanza che risente pesantemente del problema di muffa.
    Questa sopra ha un terrazzo (Catanzaro e piastrellato con flottanti qualche hanno fa, prima vi era un terrapieno è non abbiamo mai risentito del problema di muffa). La parete verticale frontale alle spalle ha una intercapedine di 10 cm e dietro un terrapieno.
    Ogni anno soprattutto d’inverno, il soffitto in corrispondenza delle putrelle è a chiazze sparse anche la parete verticale si popolano di muffa.
    La stanza è areata solo da un abbaino.
    Stavo ragionando di fare un cappotto in sughero con aggregante in calce (prodotti della cooperativa ArtiEMestieri).
    Leggendo il suo post però che l’intervento, pur richiedendo un certo investimento di soldi, non porterebbe ai risultati desiderati.
    Forse sarebbe più opportuno, dopo aver sanato con una soluzione naturale di aceto e bicarbonato, applicare un intonaco pittura a base di calce (non idraulica)?
    Grazie per i consigli che potrà darmi.

  10. Grazie dott. Sanpaoli.
    Purtroppo i costruttori tendono a costruire con spessori minimi, preferendo stratigrafie doppio strato, sottili ed “insidiose” con intercapedini coibentate, anzichè meno sottili ma più certe monostrato con blocchi di laterizio porizzato. Quando l’ho proposto ad un costruttore mi ha risposto: “l’isolante è obbligatorio!”. Tra ignoranza de termotecnici e fini di lucro dei costruttori, siamo sempre lì. Non sono pratico di legge 10 ma, mi corregga se sbaglio, credo che una tamponatura monostrato s =40 cm in blocchi di laterizio porizzato equivalga all’incirca, sia termicamente che acusticamente, ad una a doppia parete di blocchi porizzati di 8 e 12 cm con intercapedine coibentata di 10cm. Risparmiano 10 cm di spessore ma si complicano la vita andando incontro a sicuro contenzioso da cui non se usciranno facimente senza che per anni si rimpalleranno la responsabilità tra progettista termotecnico, direttore dei lavori e impresa esecutrice. Già nell’acustica i costruttori cominciano a perdere in massa le cause costretti a risarcire gli acquirenti del 20% in più per perdita di valore dell’immobile. Speriamo che anche in termotecnica si cominci a sensibilizzare progettisti e costruttori.

  11. mi sfugge il motivo di questa mancata condensa…..

    parlo di condensa che porta a dei danni.

    la condensa potrebbe capitare sul lato interno di una muratura molto disperdente
    e potrebbe capitare tra l’isolamento interno e la muratura molto disperdente se c’è un intervento sul lato interno non ben fatto
    e potrebbe capitare nella muratura disperdente con un intervento di isolamento sul lato interno molto spinto se riceve anche umidità dalle piogge o dalle ombre prolungate senza protezione di finiture esterne idrorepellenti ma traspiranti.

    L’isolante sul lato esterno non ha nessuna controindicazione, in caso è la sua finitura troppo chiusa ad essere sbagliata.

    La massa del laterizio gioca un ruolo molto importante sull’accumulo igroscopico (di fatto nei confronti del vapore il laterizio è molto generoso!)
    Le stratigrafie ad alta inerzia termica interna si comportano sempre meglio delle altre in relazione al rischio condensa.

    Ovviamente la quantità di condensa interstiziale non deve mai superare la quantità ammissibile del materiale!!!

  12. eccellente. farebbe scuola a chi si ostina a cappotti e intercapedini coibentate. ma in termini di fisica tecnica mi sfugge il motivo di questa mancata condensa.
    lungo il percorso, anche appena prima dell’intonaco esterno, il vapore in inverno troverà necessariamente l’isoterma favorevole alla condensa. perchè lì non farebbe danno? perchè riuscirebbe comunque ad uscire all’esterno e, quindi, non condensare?

  13. il laterizio si comporta sempre bene e un blocco porizzato non presenta mai brusche discese di temperatura lungo il suo spessore. immagini che in austria si costruiscono case passive in laterizio porizzato da oltre 50cm di spessore.
    le condense interstiziali solitamente sono il risultato di danni o errori e non di migrazione normale del vapore nel periodo invernale.
    e non dimentichi che materiali igroscopici sono sempre al riparo dalle brutte sorprese

  14. capisco. al contrario, con una stratigrafia completamente permeabile, supponiamo in blocchi di laterizio porizzati da 40 cm, senza isolante, intonaco a calce idrata e pittura a calce: in condizioni di arieggiamento scorretto o insufficiente (angoli, retro mobili, ecc), il vapore migrato verso l’esterno, condenserà appena arriverà a 13°C creando muffe dopo soli 2 giorni (come insegna lei) all’interno della muratura.
    e questa muffa sarà eterna perchè non potrà essere mai rimossa.
    sbaglio?

  15. personalmente sono sempre a proporre stratigrafie igroscopiche negli interventi sul lato interno, da un lato perchè i materiali impiegati offrono più salubrità e dall’altro perchè non presentano pericoli dal punto di vista della migrazione del vapore.
    l’eps è comunque permeabile al vapore, non come altri materiali, ma è permeabile – e non bisogna mai guardare al solo valore della permeabilità riportato in una scheda tecnica perchè è in relazione allo spessore che diventa un dato interessante (il valore Sd).

  16. leggo solo oggi, con molto interesse questo Suo pregevole e semplice contributo.-
    Mi pongo una domanda esistenziale.
    Mettiamo che ho una casa classe A4. Mi si rompe la VMC per 1 settimana e devo aprire le finestre per arieggiare. Il ricambio, ovviamente, non è perfetto (3 minuti 3 volte al giorno), vuoi per dimenticanza vuoi per la superficialità, in assenza di regolare smaltimento il vapore tende ad uscire dalla tamponature dove ho messo cappotti sintetici esterni o interni in XPS o EPS, quindi non permebili da vapore, poi ho pure messo intonaci di cemento (altrettanto poco traspiranti rispetto a quelli di calce idrata) e pitture a tempera normali, idem con patate.
    La condensa è assicurata perchè se una goccia di vapore incontrerà lungo il percorso l’isoterma 13°C e lì non potrà uscire, si formerà muffa.
    Insomma, occorrerebbe evitare qualsivoglia barriera al vapore

  17. credo che ci siano due problematiche:
    – il muro originale che ha bisogno di un risanamento per presenza di umidità (e non intendo le piogge)
    – la temperatura superficiale interna troppo bassa

    il muro originale (che ha bisogno di un risanamento per presenza di umidità) doveva liberarsi del vecchio intonaco per ricevere un rinzaffo antisale e poi l’ intonaco macroporoso, fibrorinforzato, resistente ai sali, studiato per la protezione e il recupero conservativo traspirante di murature anche eterogenee.
    invece probabilmente il nuovo intonaco è stato posato sopra il vecchio e in basso, dove il muro doveva rimanere libero di respirare e cedere l’umidità all’esterno, la zoccolatura in pietra impedisce al nuovo intonaco di svolgere la sua funzione risanante.

    la presenza e ricomparsa continua della muffa sul lato interno indica che la rifodera interna è probabilmente calda dove è presente il sughero ed è fredda dove l’isolamento in intercapedine è di fatto interrotto: all’incontro con le pareti laterali, all’incontro con il soffitto e all’incontro con il pavimento + tutto il perimetro del serramento.

    immagino che la situazione sia così. pur senza aver visto foto o disegni o bozza dell’intervento.

    il fatto che crescano le muffe denota anche che la finitura interna, pittura murale compresa, non sia stata fatta con materiali adatti alla situazione.

  18. Avatar Silvano Ramonda
    Silvano Ramonda

    Buonasera,
    Vivo in una casa ristrutturata nel 2008, ma purtroppo nella parete Nord ho evidenti segni di umidità. Il muro partendo dall’esterno è costituito da muratura di vecchi mattoni, coibentato con 12 cm di sughero, e controparete in mattoni nel lato interno; alla base è stata posata a zoccolatura una pietra di lucernario di circa 50/60 cm. L’intonaco utilizzato è stato l’antiumido della Vimark sia internamente sia esternamente, ma lo stesso riporta evidenti crepe non normali, con conseguente distacco dalla muratura retrostante, ed ovviamente ampio assorbimento di acque meteoriche. L’umidità persistente comporta gravi danni ai serramenti in legno e macchie di muffa continue.
    Se devo intervenire come posso procedere?
    Grazie Silvano

  19. ho scritto diversi articoli che riguardano il problema delle condense superficiali interne e quindi della muffa cercando di far capire come nasce il problema.
    combattere la muffa con i prodotti che si vendono quasi ovunque significa risolvere apparentemente il problema e significa anche portare altri veleni all’interno dell’ambiente.
    ecco perchè si dovrebbe cercare di evitare di creare le condizioni ideali per la proliferazione delle spore.
    isolamento + ventilazione meccanica + qualità dell’intonaco e della finitura interni + migliore gestione del riscaldamento = risolvono completamente il problema.
    ma non so nel suo caso quali possono essere le possibilità di intervento

  20. Avatar Vincenzo
    Vincenzo

    Buonasera,

    Abbiamo comprato casa la’anno scorso e quindi da un anno tinteggiato. Abitiamo in un primo piano con i box sotto ma nessuno ai lati e nessuno sopra. Siamo esposti al freddo e al caldo. Purtroppo ho muffa nella cabina armadio, ogni 2 settimane uso il prodotto per ripulire ma poi sono di nuovo a punto e a capo. Cosa posso usare ? adesso ho comprato un deumidificatore ma comunque ho un tasso che varia da 65% a 75 % di umidità.

    Grazie per il consiglio in anticipo
    Saluti
    Vincenzo

  21. lasciare più cm di aria tra mobili e parete esterna fredda è buona abitudine, meglio cambiare lato se possibile.
    le pareti esterne sottoposte a venti dovrebbero essere isolate con spessori maggiori o protette da verde non a foglia caduca.
    non si deve cercare di diminuire la permeabilità del muro.
    se non si può affrontare un isolamento esterno si può ripiegare su una coibentazione interna, sapendo che molti ponti termici saranno da attenuare e che la struttura della casa confinata all’esterno diventerà ancora più fredda che nel passato.

  22. Avatar monic de simone
    monic de simone

    Salve!

    vivo in Carso. Una delle pareti rivolte a nord (quindi sotto Bora e pioggia) è priva di finestre. Quindi ho appoggiati lì l’armadio. Si è riempito di muffa. Ok…ho allontanato i mobili e passato un antimuffa. Immagino che se riappoggerò l’armadio al muro il problema si ripresenterà. Mi domandavo se sia possibile un trattamento del muro esterno (per diminuire la sua permeabilità), oppure un trattamento del muro interno (per aumentarla, aumentando al contempo l’isolamento termico).
    Cordiali saluti
    Monica

  23. Grazie mille per la Sua risposta.

  24. nelle zone con superfici troppo fredde il vapore contenuto nell’aria interna condensa facilmente è porta alla proliferazione delle muffe.
    si devono
    – cambiare immediatamente abitudini per abbassare l’umidità interna
    – bonificare le zone aggredite dalle muffe
    – ritinteggiare o meglio isolare e poi tinteggiare con pittura murale a pH elevato

  25. Salve vivo da due anni in una casa di circa 40 metri quadri e sono circondata da appartamenti io sto a piano terra zona mare e in inverno dalla porta di entrata e nella finestra del cucinino che tra l’altro sono dallo stesso lato della casa e sono gli unici punti d’aria mi spunta in tutti e due i muri la mufga compreso intorno finestra e porta cosa devo fare e soprattutto e umidità’ o condensa?

  26. l’appartamento del 2006 non può più soffrire di umidità di cantiere, ormai tutte le strutture sono asciugate.
    i ponti termici non sufficientemente attenuati sono certamente zone con temperature superficiali a rischio muffa, ma il vero problema è l’elevatissima umidità interna.
    il nucleo familiare che abita produce vapore, e questo è normale, senza smaltirlo attraverso una corretta ventilazione manuale.
    oramai anche le finiture interne sono sature di umidità e le spore stanno banchettando e proliferando.
    inutile cambiare casa fino a che non si cambieranno abitudini.

    con l’occasione dei lavori per unire le due unità abitative si dovrebbe prendere in seria considerazione l’installazione di qualche macchina per ventilazione meccanica con recupero di calore nelle zone più vissute in modo che il periodo invernale sia più correttamente ventilato senza grandi perdite di calore.

  27. salve, ho un problema grandissimo con la muffa !

    vivo in un appartamento del 2006, siamo al primo piano ma sotto di noi non ci sono appartamenti ma l’atrio interno del condominio. e sopratutto sotto la camera da letto che è a nord-est c’è l’androne esterno del condominio quindi siamo praticamente fuori .
    E’ capitato 3 volte in 4 anni che stiamo qui che comparisse la muffa sulle pareti, macchioline nella camera lungo il battiscopa e anche nell’angolo del soffitto; ma anche in cucina dietro il frigo, dietro il calendario, dietro la credenza (che cmq e staccata 5 cm dal muro e aperta sotto) ed anche dietro al divano (il cui muro confina con un altro appartamento e anch’eso è distanziato dal muro.
    Ora quest’anno a diciembre/gennaio ci siamo ritrovati la muffa sotto il materasso matrimoniale ed anche quello di mio figlio. sottolineo che le doghe erano verdi di muffa e che il letto ha una struttura di ferro per cui libera sotto con 40 cm dal pavimento . anche il lettino del bimbo respira sotto…
    abbiamo comprato un deumidifcatore che segna 80% di umidita… ma da dove viene tutta questa umidità???

    ora siccome dobbiamo fare dei lavori per unire il mio appartmento con quello attiguo vorrei risolvere questo problema altrimenti preferisco vendere e comprare un altra casa.!!!!
    il costruttore e stato interpellato ma ovviamente dice che è coibentato bene e ha mandato un ingegnere a misurare le temperature: a lui risultavano 16-18 gradi nelle pareti.
    Ma noi abbiamo misurato con una termocamera professionale e negli angoli della camera ci sono 13 gradi scarsi e il pavimento no supera i 17… con 80% di umidità.. praticamente piove!!!

    come possiamo fare qual’e il problema??
    grazie mille

  28. il livello di umidità interna elevato e tutte le superfici fredde portano a condense superficiali… e questo è normale.
    il fatto che non via sia proliferazione di muffa sulle pareti mi fa pensare che il proprietario abbia tinteggiato o intonacato internamente con buoni prodotti a base di calce che ha pH elevato e quindi sgradito alle spore.
    il riscaldamento azionato solo ogni tanto non aiuta a sollevare le temperature interne dei corpi pur forse riuscendo a far segnare i 20° C all’aria interna.

  29. Salve Dott.Federico Sampaoli,
    mi chiamo Giovanna e spero Lei ci possa aiutare,nel mese di luglio ci siamo trasferiti in una casa in affitto zona collinare a 400 metri dal livello del mare in provincia di Catania.Nei mesi invernali il paesino non è nebbioso né eccessivamente umido.La casa è di 60 metri quadri,vecchi ma recentemente ristrutturata i muri perimetrali danno all’esterno su quattro lati ed escluso la cucina e il bagno che sono stati costruiti in un secondo tempo rimpicciolendo il cortile entrambe le stanze con tetto ligneo;mentre l’ingresso-soggiorno,camera da letto e corridoio sono di mattoni pieni.La casa è fornita di riscaldamenti.Riguardo le finestre:Il salotto ne ha una molto piccola,la cucina ha una porta finestra,mentre la camera da letto e il bagno hanno solo una presa di luce con finestrella basculante sita in un punto alto che per poterla aprire è necessaria la scala.Il problema si è verificato con l’inizio dell’inverno con forte odore di muffa che si era formata dietro i mobili ma la cosa strana che i muri non presentano muffa o umido,la prima soluzione è stata quella di allontanare armadio,parete attrezzata etc.dal mura da lasciare uno spazio di circolo d’aria,ma ciò non ha risolto perché a distanza di quindici giorni abbiamo,dopo averli puliti con acqua e candeggina ritrovato la muffa e così per tutto l’inverno nonostante abbiamo acquistato degli umidificatori con sali,la situazione non è migliorata.Devo anche farle presente che la porta d’ingresso èdi ferro e così la piccola finestra del salotto che puntualmente troviamo tutte bagnate con rivoli di acqua che creano pozzanghere a terra.Oltre tutto ho trovato tutte le scarpe in pelle conservate nella scarpiera chiusa ammuffite,così i giacconi in pelle,insomma un disastro,ciò che non riusciamo a capire perché le pareti non presentano muffa, solo in piccoli angoli a terra,mentre il mobilio e indumenti lo sono?Le faccio anche presente che i riscaldamenti vengono accesi nelle ore serali circa quattro ore e la mattina faccio cambiare l’aria creando corrente con la finestra del salotto e la porta finestra della cucina per un paio di minuti.La ringrazio fin d’ora.
    In attesa di un suo suggerimento le porgo i miei più cordiali saluti.

  30. nessuno disturba.
    leggi questo articolo a te dedicato: https://espertocasaclima.com/2016/01/seconda-casa-venezia-matteo-abitata-rado/

  31. Salve e scusi il disturbo,
    Ho da circa 8 mesi acquistato una seconda casa di circa 35mq nella zona di Chioggia, che è un comune che vive ai piedi della laguna veneta e come Venezia (anche se un po’ meno) vive dei disagi lagunari…
    Il consiglio che volevo chiederle è che tipo di ventilazione devo adottare visto che la casa è poco abitata?
    Al momento sto lasciando un ricircolo d’aria perenne in quanto la casa è di tipo vecchio situata al pt e recentemente ristrutturata. La costruzione originale è di muri portanti su 3 livelli a mottoni pieni con muri portanti di almeno 25 cm. I muri perimetrali danno all’esterno sui 3 lati. L’ambiente è piccolo e gode di riscaldamento autonomo. Attorno piccole calli ed atre case anche se la casa non poi così inglobata rispetto ad altre abitazioni. Gli autoctoni mi hanno consigliato di tenere sempre un ricircolo d’aria quando la casa è disabitata per lunghi periodi, ed io mi sto comportando così…
    Ho installato un igrometro/termometro che mi segnala una temperatura di 7 gradi con 82% di umidità (tale rilevazione fa riferimento ad una giornata uggiosa a e nebbiosa). Come mi devo comportare per ridurre il più possibile i disagi? Mi rendo conto che la casa è vecchia (seppur ristrutturata), mi rendo conto del disagio dovuto alla zona geografica,ma in pratica vorrei solo comportarmi io il più correttamente possibile in modo da un aggiungere una cattiva pratiche ad una serie di fisiologici “disagi”… Aggiungo che una volta al mese vado a passare 2-3 giorni ed in quel contesto accendo il riscaldamento e contemporaneamente un de umidificatore adeguato per le dimensioni della casa. Grazie anticipatamente.

  32. sempre meglio evitare materiali come polliuretano espanso per interventi interni.
    8cm di isolante sul lato interno sono molti: la vecchia parete esterna dietro l’isolante non gode più di tante dispersioni termiche come in precedenza e perciò si raffredda molto più di prima.
    aver lasciato l’intercapedine di 2c è sbagliato: in quella zona il contenuto di vapore dell’aria calda interna va tutta a condensare sulla parete fredda.
    sigillare totalmente ora che ci sono i funghi mi sembra sconsigliabile.
    forse è l’occasione di rimuovere tutto e bonificare per poi cambiare strategia.

  33. Avatar Maurizio
    Maurizio

    Buongiorno Dott.Sampaoli
    Ho un’ alloggio con muri perimetrali in mattoni pieni ( Casa costruita nel 1964) Il problema sulla parete a nord .
    Sono al primo piano sopra ho un terrazzo e sotto un archivio di un ufficio (sicuramente non riscaldato)
    Non potendo fare un cappotto esterno troppo oneroso per me. Ho optato ad una controparete con polliuretano espanso da 8cm e cartongesso da 12mm Idrofugo lasciando un intercapedine da 2cm dal muro
    dopo aver risanato le pareti con pittura Antimuffa . Non ho chiuso totalmente la parete per vedere come si sarebbe comportato il muro in stagione invernale ,ebbene ecco proliferare la muffa dietro la controparete con condensa ma veramente tanta
    Mi conviene chiudere la parete e sigillarla totalmente e praticare dei fori che vadano dall’intercapedine della controparete all’ esterno ?
    Il muro non ha intercapedine é spesso circa 65 cm Mattoni pieni e pietra
    La ringrazio anticipatamente Cordiali Saluti Santercole Maurizio

  34. la sua descrizione mi suggerisce di rispondere che le superfici interne intonacate abbiano ricevuto una miscela di sabbia e cemento piuttosto che a base di calce.
    probabilmente anche la pittura murale non è delle migliori, qualitativamente parlando.

  35. non so che temperature esterne abbiate in questi giorni, ma aprire due ore le finestre significa che all’interno è come stare all’esterno: anche applicando un cappotto spesso mezzo metro la situazione sarebbe drammatica. le superfici interne scenderanno a 10°C…

    in regime invernale si deve fare corretta ventilazione: pochi minuti per cambiare l’aria interna evitando di raffreddare corpi e superfici.
    per abbreviare questo tempo è consigliabile fare corrente (occhio al torcicollo!).

    anche il riscaldamento va gestito con attenzione, senza lunghe interruzioni per spegnimento.

  36. Avatar Emanuele

    Un’ultima cosa, anche facendoci una doccia di 15 minuti il bagno seppur abbia un aspiratore si inzuppa terribilmente, abitiamo al primo piano e sopra di noi c’è il tetto a spiovente, io non capisco davvero cosa ci sia che non funziona, nell’altra casa dove abitavamo prima, che era a due piani seppur sempre villetta a schiera queste cose non succedevano.

  37. Avatar Emanuele

    Signor Sampaoli sono sempre quel ragazzo che vive al primo piano che tiene il deumidificatore fisso in camera per evitare di ritrovarsi con le finestre sgocciolanti, ma c’è qualcosa che non va in tutta la casa credo, come le avevo detto anche aprendo la finestra prima di andare a letto mi svegliavo comunque con i vetri bagnati (a proposito, la parete della camera con la finestra è a 120° sud-est, anche se la parete accanto è a nord ed è in effetti scoperta, ma sempre lungo il punto cardinale est a 3 metri di distanza c’è il muro della casa accanto) e ieri sera ho visto succedere l’incredibile, la finestra di cucina era già aperta da 2 ore e ci siamo messi a cucinare, si è appannato tutto (perché nella cucina oltre ad esserci una finestra c’è anche una porta finestra per andare sul terrazzo e si è bagnata tutta di condensa) ed i muri erano bagnati, si vedeva dal colore, ma la finestra era aperta e da 2 ore tra l’altro. La cucina ha le pareti esterne a Sud-Ovest. E c’è persino una presa d’aria in basso (oltre a quella per il gas in alto), che dovrebbe servire apposta per il ricircolo d’aria. Ci siamo resi conto che aprire le finestre per il ricircolo d’aria è assolutamente inutile, cosa c’è che non va in questa casa?

  38. ogni dettaglio di posa di un dato materiale edile si trova nelle schede tecniche o schede di posa scaricabili online dal sito del produttore in formato pdf.
    solitamente pitture murali vecchie non danno mai problemi se ancora con buona adesione e niente sfogliature.
    pitture moderne possono essere un po’ repellenti se non permettono assorbimento…

  39. Salve, ma prima di dipingere i muri con la vernice da lei indicata naturale prima di solventi a base naturale con ph elevato il muro va trattato, esempio va scrostato oppure basta un isolante e poi imbiancare sopra o altro?
    Grazie

  40. già il taglio termico del piede della muratura interna è molto utile.
    va previsto anche all’intradosso solaio per evitare al soffitto sottostante un nodo parete-solaio con temperature troppo basse.

  41. Grazie per il contributo.
    In realtà l’isolamento orizzontale sarà a quota del pavimento finito e verrà appoggiato sopra di esso il primo corso di laterizio. Per tale motivo non sarei in grado di prolungare l’isolamento oltre i 25 cm di spessore del trave.
    Il laterizio interno si troverà per tale motivo protetto dal freddo del trave rivolto verso l’esterno dai 2,5 cm di Celenit N

  42. quando è impossibile evitare di interrompere un isolamento si deve prolungare quanto possibile l’isolamento verso l’interno.
    quindi l’attenuazione del ponte termico in orizzontale, anche se sottile di spessore, deve essere prevista.

  43. Ho la necessità di trattare dall’interno il ponte termico che si forma tra parete verticale in cassa vuota con isolamento interposto e trave rialzato del solaio (pavimento) disperdente verso l’esterno. Pensavo di posare all’interno del getto del trave stesso un pannello di Celenit n spesso 5 cm per trattare la faccia verticale del trave e un pannello da 2.5 cm per trattare la faccia orizzontale del trave.
    La faccia interna orizzontale del trave così trattata rimarrà compresa nello spessore della soletta con pavimento radiante annegato. Sulla faccia orizzontale verrà posato il corso di laterizio interno spesso 25 cm. L’isolante ed il corso di mattoni esterno appoggierà su un dente esterno del trave che non si riesce a cappottare esternamente.
    L’edificio in oggetto si trova in zona climatica E con temperatura esterna di progetto di -8*C.
    Il ponte termico così trattato corre il rischio di formazione di condensa e muffa interna?

  44. Avatar Emanuele
    Emanuele

    Capisco, anche se comunque le mie abitudini nell’altra casa erano le medesime e dividevo anche la stanza con un altra persona, infatti ci siamo trasferiti per avere più spazio. Grazie per le informazioni, purtroppo ritinteggiare adesso è praticamente impossibile perché contribuirei a rendere le pareti umide vista la stagione, dovrò purtroppo aspettare di nuovo l’estate. Nel frattempo posso rivolgermi ad una ditta che faccia gli opprtuni controlli nella stanza per capire quale sia il problema, prima di prendere qualsiasi provvedimento?

  45. sarebbe opportuno dormire con la finestra non chiusa in modo da avere ricambio d’aria, co2 bassa, umidità libera di uscire e entrare.
    un piumino più spesso evvia.
    altrimenti chiudere, asciugare le condense del serramento al mattino, e almeno ritinteggiare con pittura naturale priva di solventi e a base di componenti naturali con pH elevato.
    è da togliere l’acqua del gatto la notte!

  46. Avatar Emanuele
    Emanuele

    Non so cosa dirle, mi basta chiudere la finestra prima di andare a dormire per trovarmi la finestra sgocciolante al mattino, non so nemmeno se l’umidità si vada a depositare solo sulla finestra o anche sulle pareti, so solo che la muffa l’ho sempre vista nascere solo sul soffitto prima di comprare il deumidificatore ed ovviamente il cuscino ed il materasso e muffa anche sulle videocassette che però si trovavano dentro uno scatolone sul pavimento dopo il trasloco e che ho sistemato per ultime perché non avevo ancora montato lo scaffale dove metterle. Sulle pareti invece non era mai nata, quindi non so se pensare che anche il soffitto non abbia l’isolamento termico adeguato e quindi l’umidità causata dal mio respiro riesca a trasformarsi in umidità quando tocca il soffitto freddo durante la notte. Ad essere onesti siamo in 2 a dormire nella stanza, io ed il gatto, in ogni caso (non so se fa la differenza) non sono un fumatore e quindi diciamo che nella mia stanza siamo in due a respirare e tengo anche la ciotola dell’acqua del gatto, oltre alla sua lettiera, non so se questo è rilevante, il gatto ha quasi 20 anni e purtroppo per alcuni motivi sono praticamente obbligato a tenerlo nella mia stanza, chiaramente non intendo prenderne altri dopo che avrà terminato la sua esistenza, non so se questo è rilevante e quale potrebbe essere la soluzione, comunque nella casa dove abitavamo prima, che comunque avevamo ritinteggiato non so con quale tipo di vernice, non avevamo di questi problemi, avevo una finestra a taglio termico e mi sembra che ci fossero gli spifferi sopra la cassa della tapparella. Infatti non ho capito se è giusto che sopra la tapparella ci sia il paraspifferi che hanno messo gli inquilini oppure no, sta di fatto che avendolo tolto per provare la situazione non era migliorata e quindi l’ho rimesso perché sentivo troppo i rumori esterni.

  47. Avatar Federico Sampaoli