Archivio mensile:gennaio 2013

Stimare la trasmittanza U con la temperatura superficiale interna

Un lettore mi ha chiesto << non posso conoscere la trasmittanza della parete misurando la temperatura superficiale? >>.

Ha ragione il lettore, molti probabilmente vorrebbero conoscere questo dato: quanto disperde la mia parete? qual’è il valore di trasmittanza U espresso in W/mqK? riesco a calcolarlo?

calcolo empirico della trasmittanza

Possiamo fare così:

forza! carta e matita:

per misurare la temperatura superficiale non scegliamo un punto troppo sfavorevole troppo vicino ad un ponte termico altrimenti registriamo un dato troppo inferiore al dovuto: evitiamo gli angoli, i contorni delle finestre, le zone basse e quelle in alto dove il solaio fa abbassare la temperatura notevolmenete.

Trasmittanza termica U = (temperatura interna 20°C – Temperatura superficiale interna) / (Rsi (che vale 0,13 mqK/W per flusso termico orizzontale)) * (temperatura interna 20°C – temperatura esterna)

Misurando la temepratura superficiale interna dei muri di casa abbiamo scoperto essere pareti (ad esempio di 30cm di spessore in laterizio pieno) con Trasmittanza termica U pari a 1,80 W/mqK circa.

Per misurare la temperatura superficiale senza contatto, con laser, dovreste avere in casa un termometro ad infrarossi, ce ne sono di tanti tipi e ormai non costano grosse cifre. Acquistatene uno che vi convince, può servire in diverse altre occasioni! e per comprendere meglio i difetti dell’edificio.

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Progettare la temperatura superficiale interna

Non sarete mica tra quelli che… prima si fa la casa, poi si trasloca, poi si fa il brindisi col progettista e poi un bel giorno si mettono a calcolare se le pareti esterne garantiscano o no un buon comfort negli ambienti !?!

calcolo temperatura superficiale interna

Non è solamente la temperatura superficiale delle pareti perimetrali a garantire comfort: altri aspetti concorrono alla sensazione di benessere in casa. Certamente le superfici interne dei muri e la loro temperatura giocano un ruolo molto importante!

Calcolare la temperatura superficiale interna in fase progettuale è possibile? Quanti grattacapi in meno nella vita dell’edificio! Quanta meno muffa!

forza! carta e matita, adesso si calcola:

Temperatura superficiale interna = temperatura interna 20°C – (trasmittanza * Rsi (che vale 0,13 mqK/W per flusso termico orizzontale)) * (temperatura interna 20°C – temperatura esterna)

Prendiamo una casa con pareti di 30cm di spessore in laterizio pieno: U= 1,80 W/mqK circa, anche peggio.

  • 20°C – (1,80 * 0,13) * (temperatura interna 20°C – temperatura esterna 0°C)  = Temperatura superficiale interna
  • 20°C – (0,234) * (20°C )  = Temperatura superficiale interna
  • 20°C – (4,68)  = Temperatura superficiale interna
  • 15,32 °C  = Temperatura superficiale interna

Questo risultato è direttamente dipendente anche dalla temperatura esterna che in questo calcolo ho volutamente indicare con zero gradi. La temperatura esterna minima di progetto è quella utilizzata nella progettazione degli impianti di riscaldamento e nella coibentazione degli edifici ed è la minima delle medie delle decadi annuali più fredde registrate nella località.

Sapete tutti che i comuni hanno caratteristiche climatiche molto diverse tra loro e da quelle del capoluogo.

Qui trovate le Temperature esterne invernali di progetto.

Ovviamente per gli elementi costruttivi disomogenei il calcolo è ben più laborioso.

Per misurare la temperatura superficiale senza contatto, con laser, dovreste avere in casa un termometro ad infrarossi, ce ne sono di tanti tipi e ormai non costano nulla. Acquistatene uno che vi convince, può servire in diverse altre occasioni!

            

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La stagione del rischio di muffa

<< Tutta colpa degli spifferi che abbiamo eliminato! Tutta colpa delle finestre nuove! Tutta colpa del riscaldamento a pavimento! Tutta colpa di qualcuno, e mai dei nostri comportamenti. >>

igrometro

Muffa e condensa superficiale sono due fenomeni che dipendono dalla temperatura superficiale interna.

La muffa si sviluppa in tempi lunghi, la condensa è un fenomeno anche solo occasionale: la temperatura della parete scende fino al punto di rugiada e il vapore contenuto nell’aria condensa.

muffa ponte termico-03

E’ quando la parete rimane al di sotto di un certo valore limite per un po’ di tempo che inizia la formazione di muffe.

Per esempio la camera da letto dei genitori che viene appositamente tenuta più fresca (più fresca nel senso di temperatura più bassa, non che abbia aria fresca – è una confusione diffusa quella del fresco e dell’aria fresca – molti si vantano di dormire in una stanza fresca, peccato che l’aria sia vecchia ed esausta, ma fresca! a detta loro…).

muffa ponte termico-02

Il rischio di muffa e condensa è quindi legato alla temperatura superficiale interna e al tempo.

muffa ponte termico-01

Temperatura superficiale interna:

avete mai provato a calcolare la temperatura superficiale interna invece che a misurarla? Vi insegno io:

Temp superficiale interna = temp.int. 20°C – (trasmittanza*Rsi (che vale 0,13 per flusso termico orizzontale)) * (temp.int. 20°C – temp.esterna)

Prendiamo una casa con pareti di 30cm di spessore in laterizio pieno: U= 1,80 W/mqK circa, anche peggio.

  • 20°C – (1,80 * 0,13) * (temp.int. 20°C – temp.esterna 0°C)
  • 20°C – (0,234) * (20°C )
  • 20°C – (4,68)
  • = 15,32 °C
Se l’aria interna ha 20 °C di temperatura e un’umidità relativa del 50% tutto sembra in ordine, anzi tutto benissimo, ma quando l’aria è a contatto con la superficie della parete troppo fredda (15,32 °C), lì aumenta parecchio l’umidità relativa, non siamo più al 50% ma già verso il 70%.
Ricordate il diagramma di Mollier?
DIAGRAMMA MOLLIER
In questa tabella è più facile leggere i risultati già pronti:

il valore di formazione della condensa

L’umidità dell’aria interna, a contatto con la parete, con valori superiori all’80% per alcuni giorni, porta sicuramente alla formazione di muffe.

Si può avere formazione di muffa senza arrivare necessariamente a situazioni di condensa, anche se la temperatura superficiale interna non scende mai fino al punto di rugiada: è la durata della situazione che è pericolosa.

Ovviamente tutto nasce dalla temperatura esterna, dall’isolamento e dall’ inerzia termica delle pareti e dei solai, ma è la situazione di temperatura ed umidità interna che provoca il problema.

Se progetto una stratigrafia devo verificare l’andamento nel tempo di temperatura e umidità sulla superficie interna al variare delle temperature esterne, ovviamente nei mesi più freddi.

La geometria e la conducibilità dei materiali hanno il peso più importante. Ma il rischio muffa riguarda solitamente le strutture pesanti (più lente), mentre la condensa riguarda le strutture leggere.

il Decreto Legislativo 311/2006 e il DPR 59/2009 non definiscono le condizioni esterne da utilizzare per la verifica della condensa. Si potrebbe intendere di dover riferirsi alla ISO 13788 che prevede la verifica condensa solo su strutture leggere. (Temperatura aria esterna, media delle minime annuali, umidità esterna 95%)

La ISO 13788 prevede la verifica muffa solo su strutture pesanti con umidità relativa 80% in prossimità della superficie.

Il Decreto Legislativo 311/2006, come modificato dal DPR 59/2009 vuole che le verifiche di assenza di condensazione superficiale vadano effettuate con umidità relativa interna 65%.

Consiglio di tenere più di un igrotermometro in casa per monitorare bene la situazione (ne ho diversi modelli e vi consiglio questi per il prezzo basso e la qualità elevata:

<<non facciamoci trovare in casa disarmati, iniziamo a verificare quanto elevata sia anche la concentrazione di Co2 nei nostri ambienti – il livello di Co2 è invisibile naturalmente, e quando è molto elevato solo il nostro naso può accorgersene>>:

ammetto che il prezzo sia elevato, ma un buon Sensore di CO?: NDIR (raggi infrarossi non dispersivi) costa un po’. Sarete ripagati da quello che scoprirete monitorando casa vostra! Anche la salute ha il suo prezzo.

  • – Intervallo di misurazione: da 0 a 9.999 ppm CO?
  • – Risoluzione (precisione): 1 ppm (±75 ppm o ±5% del valore di misurazione)
  • – Intervallo di misurazione – Temperatura: da -5 °C a +50 °C
  • – Risoluzione (precisione) – Temperatura: 0,1 °C (±1 °C)
  • – Intervallo di misurazione – Umidità relativa: da 0,1% a 99,9% UR
  • – Risoluzione (precisione) – Umidita relativa: 0,1 % UR. (max. ±5 % UR)
  • – Intervallo di misurazione: 2 sec
  • – Capacità di memoria: 50.000 valori
  • – Funzioni: Visualizzazione in tempo reale del valore massimo e minimo di CO?; temperatura e umidità dell’aria; visualizzazione di data e ora e indicatore di CO?; funzione di allarme per CO?; visualizzazione della temperatura in °C e °F; display retroilluminato
  • – Funzioni aggiuntive: ciclo di misurazione liberamente selezionabile da 1 secondo a 12 ore, visualizzazione permanente o circolare
  • – Alimentazione elettrica: alimentatore 230V

            

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Voglio intonaco d’ argilla dappertutto, Tadelakt

Molti lettori cercano informazioni sui materiali termo isolanti, poi, avvicinandosi al mondo dei materiali per edilizia, iniziano a scoprire differenze e qualità. Dopo le prime letture qua e là, iniziano a costruire le prime conoscenze. E da qui nascono i primi dubbi, e le prime consapevolezze di aver già scelto, senza saperlo, materiali e finiture non adatti alle proprie “nuove” esigenze.

Frattoni in legno di cedro

L’appetito per i materiali naturali e le loro meravigliose proprietà cresce e si trasforma in fame. Anche fame di sapere!

Così capita che mi si chieda quale intonaco io sceglierei per gli ambienti interni, e qui parto dall’antipasto fino al dessert a base di argilla (fondo, intonaco, intonachino di finitura, pitture a base di argilla ecc).

Anche il più naturalista dei lettori nutre qualche dubbio sulla possibilità di usare materiali naturali sempre e ovunque e con me prende l’occasione per chiedere se nelle zone difficili non sia meglio qualche “veleno”. La paura del far bene è ancora nascosta in ognuno di noi: siamo cresciuti nei tempi moderni e siamo disabituati a considerare i materiali naturali come soluzione a quasi tutto. Pensate che esiste anche il “silicone naturale” (da autoprodursi) ma chi mi crederebbe? Il silicone del Brico Center è certamente più affidabile.

Calce idratata naturale in polvere

foto di Daniela Re, architetto

Informatevi sui corsi organizzati dalla Rete Solare per l’Autocostruzione, che vengono effettuati periodicamente in tutta Italia.

Il tadelakt originale marocchino, avverte Daniela Re, (esistono molte imitazioni in Italia, non essendoci un marchio di tutela) costa, da listino 70/80 €/sacco da 20 kg. (4/5 mq di superficie).

Torniamo al tema dell’articolo:

Se una superficie è solita ricevere spruzzi, chiedo di passare della cera da intonaci sulla zona, ma se si desidera veramente rivestire con argilla tutte le superfici difficili del bagno, per esempio la zona doccia, allora si tratta di rifinire le superfici con Tadelakt

bagno in tadelakt

che è una tecnica di intonacatura di origine marocchina: calce idratata + pigmenti naturali.

Pietre per levigare e lucidare il Tadelakt

La superficie si liscia con particolari pietre di fiume e si lucida con un sapone nero, prodotto artigianalmente con le olive. La superficie ha aspetto leggermente ondulato e brillante, idrorepellente, traspirante. Ottimo rivestimento anche in cucina.

Per la sua alcalinità elevata, il Tadelakt è antimuffa, e questa è certamente una splendida notizia e una garanzia in più!

tadelakt

Esistono anche corsi di formazione professionale sulla tecnica del Tadelakt Tradizionale Marocchino.

 

vale sempre il motto:

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La domotica

Spiegare cose complicate con chiarezza e semplicità è un arte.

La domotica è la casa intelligente:

cosa è la domotica

            

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Il bilancio climatico del 2012

Anche il 2012 è stato un anno caldo: 

se vogliamo occuparci dei problemi del mondo ascoltiamo Ermanno Olmi

Luca Mercalli

 Ermanno Olmi, per chi non lo conoscesse, è uno dei più grandi registi italiani. In libreria trovate “L’apocalisse è un lieto fine – Storia della mia vita e del nostro futuro” nel quale ripercorre i suoi 81 anni di vita e insieme riflette sia sul presente che sul futuro raccontando la sua infanzia, il fascismo, la musica, le sue prime esperienze cinematografiche…

Meglio tanta casa e pochi impianti

Chi è fortunato, e sta costruendo casa, e chi è attento, e sta restaurando, si domanda continuamente, ma vale la pena tutto l’investimento extra per raggiungere performance d’involucro termico (tetto, pareti, finestre) eccezionali?

nuova casa passiva

<< Se costruisco o sistemo più o meno bene, e poi ci metto impianti super tecnologici, ottengo quello che volevo: la mia casa bellissima che consuma anche poco.

E poi è una vita che sogno il riscaldamento a pavimento, anzi mi hann detto che il pavimento può riscaldare e in estate raffrescare. Questo è quel che fa per me! Finalmente il sogno si avvera. Devo solo stare attento a non perdere la bussola! I soldi dovrebbero bastare!

E poi ci sono gli incentivi, mi metto il solare sul tetto, faccio un investimento insieme alla mia banca e mi faccio installare anche il fotovoltaico, va a finire che ci guadagno pure col mio tetto! Potrei buttarmi nel geotermico, costicchia bucare la terra, ma se me lo progettano bene e non ghiaccio il mio terreno do un bel calcio al contatore del gas!

Sì so ben quel che faccio! Il futuro è mio. Nessuno gufi!

casa clima classe B

E poi una casa che è quasi in classe A, magari B per qualche cavillo (la classe energetica CasaClima C è stata abolita), è il massimo oggi. Gli esperti di case che ti raccontano che ci sono le Case Passive che consumano niente sono sicuramente dei fanatici – non aprono nemmeno le finestre! ah ah, noi amiamo la natura, ci piace l’aria, altro che l’aria dei tubi! Alla mattina mi alzo e spalanco le finestre, sì anche col nebbione e quando fa un freddo cane! La camera la tengo bella fresca, c’ho un piumone grosso così. Amo la natura, la mia futura casa in legno ne è la prova!

Gli esperti dicono che la casa in legno è ottima ma…. Ma cosa si inventano, macchè leggera… in legno massiccio! Il nostro clima è perfetto per la mia futura casa in legno… e se la teoria della massa che sembra tanto importante è vera… allora faremo i mobili in cemento che tanto alla storia delle scorie d’altoforno non ci credo mai e poi mai. >>

Non concentratevi sugli impianti e soprattutto non a priori, potrebbero non servirvi! Se l’isolamento termico è progettato con i fiocchi, se i ponti termici non li avete costruiti, se le finestre sono eccezionali e montate ancora meglio, se gli spifferi sono solo un ricordo di casa vecchia allora la vostra nuova casa si scalderà anche con le candele di ikea o infornando la pizza o mettendo tre ciocchi di legna nella stufa. La casa che costa 10 € di riscaldamento al mese esiste, basta volerla.

L’investimento in più è minimo (8% in media) e nel tempo ci ripagherà con comfort e spensieratezza. Certo, ci dobbiamo credere e dobbiamo informarci bene.

Nel tempo…. Questo lungo termine è una guida fallace per gli affari correnti. Nel lungo termine saremo tutti morti!

…ricordate le parole di John Maynard Keynes?

Parlare di lungo termine per Keynes significava prendere la scorciatoia più comoda e più vile! scrollandosi di dosso tutti i fastidi, rifiutando di comprendere le ragioni dell’attuale.

vale sempre il motto:

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fotografia artistica di Cantiere

da quando ho iniziato, ho sempre creduto che il mio Studio di informazione tecnica fosse una vera nicchia professionale – io, una figura che in cantiere, o in uno studio di progettazione, o al fianco del committente non è mai esistita, ma ogni anno sempre più apprezzata –

poi ho incontrato in Linkedin Federico Galli e la sua fotografia artistica di Cantiere:

fotografia di cantiere

questa è una vera nicchia!

 

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Coibentare dall’ interno con lana di vetro?

Se io potessi decidere per il mio committente anche il tipo di materiale da utilizzare per una coibentazione interna sicuramente non penserei mai ad un materiale isolante composto da lana di vetro o lana di roccia (prodotti molto simili a base di fibre minerali).

lana di vetro

La lana di vetro è 65% sabbia quarzosa/vetro vecchio, 14% soda, 7% dolomite, 4% feldspato e 4% calcare.

Le fibre vengono miscelate con il legante bakelite (resina fenolo-formaldeide), la percentuale di legante puo’ variare tra il 3% e il 19% in peso, ma le concentrazioni di formaldeide risultano nettamente inferiori al valore indicativo di 0,1 ppm. E’ il legante che dà la tipica colorazione gialla della lana di vetro.

Durante i lavori si produce polvere, quindi mascherina, occhiali e guanti protettivi sono una buona idea. Solo in caso di un montaggio ermetico si evita qualsiasi inquinamento dell’aria in ambiante.

Che dire?

 Preferisco materiali naturali, ma soprattutto aiutare un committente a scegliere, informandolo un po’ di più. Mi capita troppo spesso di incontrare famiglie che hanno acquistato abitazioni nuove senza conoscere nemmeno il materiale della coibentazione.

 

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