EPS e XPS. Dove sta la differenza?

Quando è l’ applicatore a non conosce la differenza tra EPS e XPS siamo nei guai. Pensando non ve ne sia alcuna, esegue l’intervento di isolamento a cappotto con EPS fino a terra, fino al marciapiede esterno. Poi, qualche mese dopo l’intervento, si scopre che il cappotto “beve”.

…come dice mio figlio… << E adesso?>>

Adesso, per capire come è stato posato il sistema a cappotto e che pannelli sono stati impiegati, si taglia lo zoccolo e si guarda l’esecuzione:casi-cappotto-eps-21

in questo caso si scopre che è EPS fino a terra (l’EPS è espanso e non estruso, infatti ha un valore di permeabilità al vapore pari a 45), per di più incollato a “polpette” di colla (l’aria  gira tra cappotto e muratura: il sistema non può garantire le sue prestazioni!).

Come vanno incollati i pannelli?

Non per forza con collante su tutta la superficie con spatola dentata (anche se sarebbe il metodo che io preferisco in assoluto)! I pannelli vanno incollati rispettando il metodo del cordolo perimetrale (tutto il perimetro del pannello ininterrotto) e 3 punti di colla centrale da garantire ognuno un diametro di circa 10cm. In questo modo il pannello isolante aderisce alla parete per circa il 40% della superficie.

isolamento esterno a cappotto - EPS e XPS. Dove sta la differenza? 1

A guardar bene si scopre anche che i pannelli stessi non sono ben accostati (ponte termico con il collante o fessura vuota):casi-cappotto-eps-3

in questo caso si nota la fessura vuota:

casi-cappotto-eps

e che l’intercapedine d’aria “non richiesta” permette di infilare anche le dita, tanto è generosa:

casi-cappotto-eps-5

Meglio rifare almeno la zoccolatura di questo cappotto.

Ma come fare correttamente lo zoccolo del cappotto?

  • Lo zoccolo non è da inventare di volta in volta, o almeno non per i materiali da impiegare: abbiamo poco da scegliere, l’XPS, che è un materiale estruso, è perfetto se ha la superficie goffrata, ma molti sistemi a cappotto certificati prevedono semplicemente un pannello in EPS (polistirene espanso) stampato con superficie goffrata speciale, speciale nel senso che ha bassi assorbimenti capillari rispetto ai pannelli che salgono in facciata.
  • La finitura dello zoccolo è anche quello un lavoro da rispettare con attenzione: sia il collante che la rasatura dovranno essere protetti con rasante impermeabilizzante elastico per uno spessore di almeno 2mm! 2mm sono veramente uno strato protettivo: ma noterete in decine di cantieri che lo spessore è altamente NON osservato

e se lo zoccolo scendesse fino dentro al terreno?

  • in questo caso il materiale dello zoccolo del cappotto deve essere tenuto separato dal terreno utilizzando una membrana bugnata, anche per offrire una certa protezione meccanica.

Un controllo in cantiere durante la posa avrebbe potuto evitare tanti problemi. Anche un capitolato più particolareggiato poteva aiutare a proseguire senza dubbi o male interpretazioni della lavorazione corretta da eseguire.

E prima di chiudere ricordiamo che l’EPS è espanso mentre l’XPS è estruso. Qunidi l’XPS è una struttura a celle chiuse omogenea e stabile che non può assorbire acqua, normalmente di colore non bianco (quindi anche facile da riconoscere!), con alta resistenza alla compressione.

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autore: Federico Sampaoli

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348 commenti su “EPS e XPS. Dove sta la differenza?”

  1. mi permetto una divagazione: pannelli radianti a soffitto+deumidificatore+2ventole con igrostato automatiche+posa eps/xps+posa lastre cartongesso= Xspesa. Forse si poteva prendere in considerazione con spesaY la posa di pannelli in calcio silicato: materiale perfetto anche con il fai da te. Ma forse avevate già confrontato diversi preventivi…

    torniamo a noi:
    bella descrizione delle prove! Non sceglierei di rasare e intonacare, ma preferirei il cartongesso che ha molte doti salubri, anche contro l’elettrosmog.

    ponte termico tramezza: “rosicchiare la tramezza” perchè diventi un piccolo ponte termico puntuale potrebbe essere un’idea, ma staticamente mi sembra una cattiva idea.

  2. Buongiorno, e grazie per la risposta.
    per quanto riguarda il materiale da utilizzare ho afferrato il concetto…c’è da dire infatti che ho previsto un deumidificatore per mantenere l’umidità della casa controllata, mentre nei due bagni ho predisposto due ventole con igrostato in modo che si attivino automaticamente altre un certo valore di umidità (quando si fa la doccia ecc ecc)
    Detto ciò mi rimane il problema di come rivestire il polistirene. La mia idea di posa è la seguente. polistirene direttamente accoppiato al muro perimetrale con colla e fisher e poi per coprire il polistirene ho due strade: 1)rivestirlo in cartongesso, incollandolo direttamente sopra il polistirene, senza struttura metallica, ma direttamente incollato al polistirene 2) mettere la rete al polistirene e mettere l’intonaco (1cm- 1,2cm) direttamente sulla rete sul polistirene
    nel fine settimana ho fatto un paio di prove:
    1) Ho preso un pannello di xps l’ho poggiato al muro ed ho intonacato direttamente sopra senza rete
    2) ho preso un altro pannello xps, ho messo la rete con la colla e poi ho intonacato
    3)ho preso un pannello xps ed ho incollato il cartongesso con lastra da 12,5mm

    il primo senza rete l’ho scartato subito, molto “friabile” si crepava tutto e appena ho messo un chiodo si è staccato dal polistirene
    il 2), quello con la rete invece è infinitamente più robusto e se la gioca con il 3), il cartongesso….che mi sembra più compatto ma quasi paragonabile; l’unica differenza è che con il calcio del martello l’intonaco si segna un poco, mentre il cartongesso non fa una piega
    ora visto che la soluzione 2 e 3 sono simili come resistenza, mi rimane il dubbio del materiale.
    all’interno di una abitazione, meglio avere pannelli di cartongesso, oppure un intonaco (ho usato calce ed un poco di cemento) ??? chi mi garantisce un umbiente più salutare? resistendo ad umidità ecc ecc?
    il gesso dovrebbe essere igroscopico, quindi essere in grado di assorbire l’umidità e poi rilasciarla nell’ambiente….vale anche per il cartongesso?
    nei bagni ed in cucina potrei usare l’idrolastra (il cartongesso verde)….
    lei quale soluzione consiglia? intonacare con calce e cemento direttamente su polistirene (previa rete) oppure rivestire con cartongesso il polistirene?

    per il dente sulla tramezza: ho realizzato un disegnino che ho allegato qui….
    il ponte termico che avrei anche scavando la tramezza non viene considerato perchè trascurabile, oppure mi sfugge qualcosa?
    http://img546.imageshack.us/i/pontetermicotramezza.jpg/

    per quanto riguarda le foto dei falsitelai, a che indirizzo le posso mandare?

    per i fogli di calcolo su quanto aprire le finestre…non sono riuscito a trovare nulla a riguardo…nemmeno su siti esteri…

    grazie ancora, saluti

  3. dimenticavo: registratevi nel sito knauf in modo possiate scaricare le guide pdf per l’uso corretto dei materiali e degli accessori come i nastri per i giunti. potete registrarvi anche come privato. potrete fare il login immediatamente dopo senza attese di conferme

  4. complimenti per il fai da te!

    eps o xps o altro: vale il principio che se condividiamo l’idea che il maggior comfort e la maggiore salubrità la raggiungeremmo con un sanissimo intonaco interno di buon spessore di argilla perchè è un materiale “amico” capace di assorbire in fretta umidità in eccesso per ricederla all’ambiente appena l’aria è troppo secca, un buon volano igrometrico, un regolatore ambiente “naturalmente dotato” insomma, allora altre soluzioni sono meno salubri e meno confortevoli.
    ciò non toglie la possibilità di scegliere soluzioni alternative: chi ci vieta di vivere in un container metallico ben isolato e ben illuminato con la predisposizione di una ventilazione meccanica controllata che ci aiuta a mantenere un’ottima qualità dell’aria interna? un interno in xps è un interno “di barriera al vapore”. tutte le scelte sono valide se si pensa a correggere le problematiche che provocano.

    regola n.1: chi vive l’ambiente deve tenere sotto controllo l’umidità interna

    dente: sì intendevo a spessore. se l’isolante è posato anche nei primi centimetri della tramezza neutralizza il pontetermico.

    nastro per la tenuta dei falsitelai: leggete http://espertocasaclima.com/temi/serramenti/ oppure inviatemi delle foto dello stato attuale per indicazioni

    radiante a pannelli capillari: nessuna esperienza diretta. immagino che non abbiate lo spessore a terra.

    foglio di calcolo x otimizzare il tempo dell’arieggiare corretto: forse in siti .ch o .de o .at

  5. buongiorno e grazie ancora per le risposte preziose!
    …si stiamo facendo tutto da noi…per questo sono molto attento ai materiali e come usarli per ottenere il massimo:-)

    allora, andando per punti…
    lastre preaccoppiate: immagino intenda le isolatre della knauf che sono pannelli in cartongesso preaccoppiati con XPS o EPS o lana di roccia o fibra di poliestere. giusto?
    mi piacerebbe capire tra EPS, lana di roccia, XPS quale usare nel mio caso(cappotto interno, in lombardia, da rivestire con cartongesso senza orditura metallica, ma accopiando la lastra di cartongesso direttamente al materiale isolante con colla, oppure usando intonaco nel caso dei bagni)

    XPS: si ha ragione è una bariera al vapore, appunto per questo perchè nn mettere XPS piuttosto che EPS (che scelga di mettere lastre preaccoppiate o di posizionare il cartongesso da me incollandolo sopra, poca differenza fa nella scelta, ma quale dei due prendere (considerando la mia specifica applicazione)? e perchè?

    inoltre se incollassi io da me il cartongesso, piuttosto che prenderlo preincollato dalla knauff, potrei mettere nei bagni ed in cucina il cartongesso resistente all’acqua (quello di colore verde), mentre la knauff preaccoppiato questo non lo vende

    non ho capito come dovrei unire due lastre knauff preaccoppiate…con un nastro particolare?
    il nastro di carta microforata dovrei applicarlo lungo la giuntura delle due lastre?

    tramezze le mie sono fatte con forati da 12cm; come dovrei realizzare il “dente” per neutralizzare il ponte termico?
    se quello che intendeva lei era ottenuta aumentando lo spessore, piuttosto che scavando la tramezza…diventerebbe un po’ troppo antiestetico…

    falsitelai: si sono ancora privi di serramenti
    che tipo di nastro dovrei usare?
    ed in che modo dovrei nastrarli per farli “a tenuta” di aria?

    getto alleggerito: si lungo le pareti perimetrali ho predisposto una spugna da 3cm

    riscaldamento: si riscaldamento radiante a pannelli capillari, ha esperienze o ha già visto pannelli radianti di tipo capillare?
    funzionano per irraggiamento ed è per questo che possono essere applicati a soffitto…ma funzionano per davvero? danno la sensazione di caldo?

    XPS: si ha ragione è una bariera al vapore, appunto per questo perchè nn mettere XPS piuttosto che EPS (che scelga di mettere lastre preaccoppiate o di posizionare il cartongesso da me incollandolo sopra, poca differenza fa nella scelta, ma quale dei due prendere (considerando la mia specifica applicazione)? e perchè?

    esiste un software o foglio d calcolo che mi permetta di calcora i minuti effettivi in cui dovrei tener aperte le finestre, impostando i dati della casa (volume, aperture, ecc ecc)???

    grazie ancora per la pazienza!
    gentilissimo!
    saluti
    marco

  6. Io userei le lastre già accoppiate della knauf per garantirmi una perfetta aderenza già alla nascita. e dalla knauf prenderei i prodotti che loro consigliano per le giunzioni e le fughe: le caratteristiche dei giunti dipendono sostanzialmente dalle tecniche di stuccatura e pertanto anche dal nastro di armatura scelto: userei nastro in carta microforata perché il giunto è armato per superficie continua in strato sottile e garantisce una monolitica continuità con la superficie delle lastre.

    Tramezze: se fosse sopportabile un “dente” rivestirei 40-60cm di tramezza per neutralizzare il ponte termico.

    Falsitelai: ottima mossa l’intonaco o la malta termica! funziona! testata sulla mia pelle. aumenta di qualche grado sul punto di rugiada della zona e aiuta a risolvere il problema condensa.

    Idea: se i falsitelai sono ancora senza serramenti, nastrateli per garantire la tenuta all’aria!!!

    Getto dell’alleggerito: solitamente a perimetro si posa quel nastro per le dilatazioni (che stacca dalla parete perimetrale), ma si potrebbe forse fare di meglio e aggiungere una fettina di xps solo contro pareti esterne! chi ce lo vieta?

    Riscaldamento radiante?

    Freno al vapore: l’xps non frena il vapore: è una barriera al vapore. L’intonaco interno, il gesso in questo caso farà da freno.

    Arieggiare: in inverno approfittate delle basse temperature per fare entrare aria secca in pochi minuti. per il resto tenete d’occhio un paio di igrometri, quelli digitali con la temperatura van bene e aiutano a capire. anche il naso aiuta. ma di regola, arieggiare brevemente e frequentemente. no alle finestre aperte a ribalta per ore! troppo spreco termico e troppo raffreddamento dell’imbotte finestra e cornice.

    State facendo con il fai da te? complimenti!

  7. Buongiorno Federico e grazie per la risposta.
    Effettivamente come dice lei no eliminerò completamente i ponti termici…ho però intenzione di usare il polistiorene maschiato a incastri in modo da eliminare il ponte termico che avrei accostando due lastre di polistirene non maschiato, giusto?
    ho visto che la knauff vende polistirene già accoppiato al cartongesso, ma non essendo maschiato l’ho scartato, corretto?
    …le tramezze sono tre e quidni li purtroppo non posso fare nulla dovendo per forza isolare dall’interno.
    il ponte termico della conginuzione al soffitto lo elimino, incollando polistirene anche al soffitto, così sovrapponendosi il polistirene a parete con quello a soffitto mi va a coprire le giunzioni.
    a pavimento farò la gettata con cemento alleggerito con presenza di polistirolo.
    Per quanto riguarda gli infissi, non sono a filo interno e per murare i falsitelai in legno ho usato intonaco termico (trasmittanza 0.065) in modo da eliminare i ponti termici.
    il cappotto al soffitto è già stato realizzato con XPS maschiato ad incastri; mentre ora devo scegliere se per quello a parete è meglio XPS o EPS.
    non capisco perchè mi consiglia EPS, se poi mi dice di usare un freno al vapore…allora perchè non usare appunto XPS che ha un valore di permeabilità molto più elevato dell’EPS?
    Il cartongesso inoltre non è usato come freno al vapore come mi diceva, ma solo come copertura estetica del polistirene; infatti pensavo di incollarlo direttamente al polistirene, senza orditure metalliche o in legno, ma di posarlo direttamente sopra con colla e tasselli, e per non aver problemi di condensa interstiziale pensavo di usare XPS (che fa da freno al vaopre)
    ovviamente dovrò arieggiare spesso la casa con l’apertura delle finestre.
    Lei cosa ne pensa?
    Grazie mille
    saluti
    marco
    p.s. come posso calcolare quanti minuti devo lasciare aperte le finestre per aver un buon arieggiamento della casa, considerando che sono 120mq con soffitti alti 2.8metri?
    grazie ancora!

  8. Premesso che si dovrebbero evitare le coibentazioni interne, vi avverto che la sfida più grande sarà realizzare l’isolamento eliminando i ponti termici! I ponti termici li incontrerete ovunque, ad ogni passo. Ogni tramezza che parte dalla parete perimetrale è un potenziale ponte termico, così anche l’incontro con il soffitto e il pavimento, e ovviamente gli angoli. Se le finestre sono a filo interno non avete il problema dell’imbotte.
    Alcuni materiali coibenti adattissimi all’isolamento dall’interno offrono oltre alle lastre dei cunei che sono adatti ai punti critici appena descritti (calcio silicato per es.). Ci vuole un freno al vapore per garantirsi contro la formazione di condensa interstiziale: che Voi intendete creare con le lastre di cartongesso. Sconsiglio l’xps a favore dell’eps che pur essendo un isolante artificiale è permeabile al vapore (l’xps non lo è). Se acquistate Voi il materiale date un’occhiata alla data di produzione perchè se troppo recente tende a smaltire i cosiddetti gas di smaltimento (della produzione) in ambiente. Fatemi sapere come procedete e saluti cordiali

  9. Buongiorno, abito in Lombardia, zona climatica E
    devo realizzare un cappotto interno (per necessità nn mi è possibile esterno)
    L’appartamento è al secondo piano, ed il cappotto verrà realizzato in polistirene.
    a questo punto mi sorge il dubbio se è meglio utilizzare XPS o EPS
    Il polistirene verrà incollato alla muratura esistenze e sopra al polistirene verrà applicata una lastra in cartongesso.
    Il polistirene è di spessore 5cm, ed è maschiato (ad incastri) per evitare i ponti termici nell’accostare due lastre
    Potrebbe dirmi quale soluzione adottare? XPS o EPS?
    ho fatto la verifica con il diagramma di glaser e nessuno dei due presenta problemi di condensa intersitiziale…quindi quale scegliere?
    grazie, saluti

  10. abito in pianura padana, zona climatica E, non ho possibilità di realizzare cappotto esterno.
    sono al secondo piano, e sotto ho un appartamento
    pensavo di utilizzare un cappotto interno da 5cm con polistirene che poi rivestirò con cartongesso.
    Ho verificato con glaser la condensa interstiziale e non è presente….anche perchè il polistirene fa da “barriera al vapore”
    la mia muratura perimetrale è composta da mattone semipieno da 28cm
    Ora sono indeciso se utilizzare XPS o EPS
    la scelta cadrà in ogni caso su polistirene maschiato(ad incastro) in modo da eliminare i ponti termici e sarà goffrato, in modo da far aderire meglio la colla.
    Saprebbe darmi un aiuto nella scelta e darmi la motivaznione?
    grazie mille
    saluti

  11. Molti costruttori e artigiani si chiedono spesso e volentieri, dove in un futuro finiranno questi coibenti EPS ed XPS…e dovrebbero essere riciclabili fino a 4 volte con procedimenti particolari che chiedo di spiegare se possibile.

  12. la differenza tra esterno ed interno sta nel fatto che d’estate la “normalmente” più elevata temperatura esterna contiene, può contenere, più umidità rispetto all’aria interna “generalmente” di temperatura più contenuta, MA questo è un problema per la paludosa pianura padana più che per la sardegna…

  13. Quindi succede che la pressione atmosferica in aumento, e nella fattispecie che a noi interessa, la pressione parziale del vapore, nel periodo caldo e piovoso, tende ad una migrazione che dalla parete esterna tende a “saturare” o comunque penetrare la parete permeabile dall’esterno verso l’interno?

  14. succede che faccio le valige e vengo a stare da Voi. scherzo. La direzione del flusso si inverte e il vapore acqueo ancora nelle strutture o nel pacchetto isolante esce all’interno asciugando completamente i materiali.

  15. Nella stagione calda, per noi “marzo” aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre e qualche frammento di novembre cosa succede?

  16. In inverno gli ambienti riscaldati hanno un eccessivo contenuto di vapore rispetto all’esterno, quindi la pressione del vapore acqueo è maggiore all’interno che all’esterno!
    Tale differenza di pressione causa la migrazione del vapore da dentro a fuori attraverso l’involucro edilizio.
    Ecco perchè le temperature delle superfici interne degli ambienti non sono solo importanti per ottenere il benessere termico delle persone che ci abitano, ma devono anche stare sopra alla tempertura di rugiada per evitare condensa sui muri e quindi muffe sulle superfici.

  17. La migrazione del vapore da un ambiente/materiale ad un altro è conseguenza delle differenti pressioni parziali del vapore stesso tra i due o più ambienti/materiali?

  18. Per essere efficaci d’estate anche i materiali coibenti devono avere un’alta capacità termica massica che consente l’accumulo di calore senza che esso penetri direttamente all’interno. La fibra di legno è perfetta perchè ha un’alta capacità di accumulo e una bassa conduttività termica. Una muratura porizzata da 30cm. come la vostra, protetta da un sistema a cappotto in fibra di legno di soli 6cm. offre uno sfasamento di quasi 18ore (densità 190Kg/mc) Con spessore così esiguo potreste anche rispettare i nuovi valori limite della trasmittanza termica U delle strutture oèache verticali espressa in (W/mqK): 0,35 nella Vostra zona C.
    Pessimi risultati a sassari: meglio incaricare persone competenti. Seguire e verificare la corretta esecuzione dei lavori di posa è importantissimo ma già in fase di progettazione è indispensabile conoscerne l’esecuzione corretta.

  19. la capacità termica massica mi viene dalla struttura portante in blocchi alveolati poroton spessore 30 cm. Certo che se potessi costruire muri spessi 1 metro opterei per materiali pesanti, da riparare dagli agenti atmosferici etc…
    fibra di legno, pessimi risultati a sassari, lana di roccia esposta all’esterno è un problema nel momento in cui satura di vapore………tutto tutto è difficile!

  20. Il dilemma xps o no, è nel Vostro caso (sassari zona climatica C, Gradi Giorno 1.185 Accensione Impianti Termici 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo) un non dilemma. Quello che dovete cercare Voi è un isolamento sia dal caldo che dal freddo! Accantonate l’xps che non può offrire capacità termica massica.

  21. l’xps è formidabile in quanto a prestazioni in situazioni difficili come in presenza di acqua. Per questa garanzia, però, non correrei a ricoprirmi interamente di xps provocando una ancor più elevata resistenza al passaggio del vapore. Il vapore che vorrebbe passare attraverso le pareti all’esterno è solo il 4% in media, (il resto deve uscire dalla finestra o attraverso la ventilazione meccanica confortevole. Simbolicamente, la casa potrebbe essere anche di vetro: dal vetro non ci sarebbe passaggio di vapore. La ventilazione meccanica controllata farebbe funzionare la casa di vetro! Così farebbe funzionare anche la casa di xps. Resta il fatto che la muratura inevitabilmente (al contrario del vetro) nel tempo assorbirebbe (per la sua natura) una certa quantità di vapore che inevitabilmente percorrerebbe nella stagione invernale la strada dentro-fuori e sbatterebbe sulla resistenza dell’xps!!! perciò l’xps peggiora la situazione interna. Certo che la vmc ridurrebbe molto questo difetto con la sua azione continua di regolazione dell’umidità. In che zona d’italia sorgerebbe “la casa di xps”?

  22. Buongiorno,
    è vero che l’estruso XPS offre una resistenza maggiore al passaggio del vapore, ma la maggiore stabilità meccanica e l’assoluta “indifferenza” all’acqua lo rendono a mio avviso superiore:
    mettiamo il caso che la finitura soprastante l’isolamento abbia una piccola fessura causata per qualunque motivo, cosa succede? con XPS niente, con EPS, che “beve”, come sta scritto sopra, potrebbe succedere che il materiale arrivi a saturazione!
    Avete mai calcolato quanto vapore si forma durante una giornata dentro una abitazione? con la permeabilità delle pareti quanto va via? Dai numeri mi viene da pensare che o si aprono le finestre per il ricambio d’aria o si installa una VMC, diversamente stiamo all’umido comunque!
    L’XPS non è una barriera al vapore o meglio un freno al vapore propiamente detto, ma ne regola il deflusso più lentamente e qualunque diagramma di Glaser può darvi un rapido e corretto studio della stratigrafia.
    grazie, antonio

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  24. Non correrei a tagliare lo zoccolo: se abbiamo proprio terra che batte su questo intonaco per qualche centimetro in profondità (?cm) la toglierei con cura senza danneggiare l’intonaco fino al punto d’inizio dell’intonaco. Butterei la terra in qualche posto utile del giardino e mi farei portare un po’ di ghiaia misura 16-20 in modo che l’acqua possa drenare velocemente ed evitando la battuta umida della terra bagnata sull’intonaco. Oppure acquistate una guaina bugnata (però forse dovete acquistare un sacco di metri per la confezione minima) e posate le bugne contro l’intonaco prima di ricoprire lo scavo con la stessa terra.

  25. Salve,
    io ho messo un capotto fatto con intonaco a base di sfere di polistirene mescolato ad un legante con proprieta’ di permeabilita’ al vapore. Mi sono fermato a contatto con in terreno ma vedendo questi risultati credo di aver commesso un errore. Pensate sia il caso di tagliare lo zoccolo sostituendolo con un pannello in xps incollato con colla idrofoba. Che ne pensate? Cosa accade all’ umidita di risalita? Nel mio caso dovrebbe essere limitata in quanto ho dato un paio di mani di idrosilex ed accostato la fondalina partendo dalla sottofondazione sino al base della parete di tampomento che a sua volta e’ stata isoltata dalla fondazione con una guaina bituminosa tagliamuro.

    Saluti

  26. Il “coefficiente di resistenza al passaggio del vapore µ” dell’ XPS variao da 80 a 200 in base allo spessore della lastra utilizzata. Spessori alti presentano una resistenza µ più elevata. Il valore µ è espresso in base alla norma EN 12086. L’EPS ha un ? a seconda dei tipi, compreso fra 20 e 100. questo è un grandissimo vantaggio. Un sistema a cappotto non deve essere troppo resistente al passaggio del vapore, in quanto impedirebbe la corretta trasmigrazione del vapore prodotto all’interno, con possibili formazioni di condensa sulla parte interna per effetto di saturazione.

  27. Mi chiedevo se un isolamento a cappotto realizzato con tutte le accortezze opportune, fosse di “migliore qualità” quando realizzato interamente con estruso XPS.
    Viste le caratteristiche del materiale, non capisco perchè sia utilizzato solo per la zoccolatura e non su tutta la parete.

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