EPS e XPS. Dove sta la differenza?

Quando è l’ applicatore a non conosce la differenza tra EPS e XPS siamo nei guai. Pensando non ve ne sia alcuna, esegue l’intervento di isolamento a cappotto con EPS fino a terra, fino al marciapiede esterno. Poi, qualche mese dopo l’intervento, si scopre che il cappotto “beve”.

…come dice mio figlio… << E adesso?>>

Adesso, per capire come è stato posato il sistema a cappotto e che pannelli sono stati impiegati, si taglia lo zoccolo e si guarda l’esecuzione:casi-cappotto-eps-21

in questo caso si scopre che è EPS fino a terra (l’EPS è espanso e non estruso, infatti ha un valore di permeabilità al vapore pari a 45), per di più incollato a “polpette” di colla (l’aria  gira tra cappotto e muratura: il sistema non può garantire le sue prestazioni!).

Come vanno incollati i pannelli?

Non per forza con collante su tutta la superficie con spatola dentata (anche se sarebbe il metodo che io preferisco in assoluto)! I pannelli vanno incollati rispettando il metodo del cordolo perimetrale (tutto il perimetro del pannello ininterrotto) e 3 punti di colla centrale da garantire ognuno un diametro di circa 10cm. In questo modo il pannello isolante aderisce alla parete per circa il 40% della superficie.

isolamento esterno a cappotto - EPS e XPS. Dove sta la differenza? 1

A guardar bene si scopre anche che i pannelli stessi non sono ben accostati (ponte termico con il collante o fessura vuota):casi-cappotto-eps-3

in questo caso si nota la fessura vuota:

casi-cappotto-eps

e che l’intercapedine d’aria “non richiesta” permette di infilare anche le dita, tanto è generosa:

casi-cappotto-eps-5

Meglio rifare almeno la zoccolatura di questo cappotto.

Ma come fare correttamente lo zoccolo del cappotto?


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  • Lo zoccolo non è da inventare di volta in volta, o almeno non per i materiali da impiegare: abbiamo poco da scegliere, l’XPS, che è un materiale estruso, è perfetto se ha la superficie goffrata, ma molti sistemi a cappotto certificati prevedono semplicemente un pannello in EPS (polistirene espanso) stampato con superficie goffrata speciale, speciale nel senso che ha bassi assorbimenti capillari rispetto ai pannelli che salgono in facciata.
  • La finitura dello zoccolo è anche quello un lavoro da rispettare con attenzione: sia il collante che la rasatura dovranno essere protetti con rasante impermeabilizzante elastico per uno spessore di almeno 2mm! 2mm sono veramente uno strato protettivo: ma noterete in decine di cantieri che lo spessore è altamente NON osservato
su questo argomento potresti rileggere il mio articolo:   Come risalire ai componenti di un sistema di isolamento a cappotto certificato

e se lo zoccolo scendesse fino dentro al terreno?

  • in questo caso il materiale dello zoccolo del cappotto deve essere tenuto separato dal terreno utilizzando una membrana bugnata, anche per offrire una certa protezione meccanica.

Un controllo in cantiere durante la posa avrebbe potuto evitare tanti problemi. Anche un capitolato più particolareggiato poteva aiutare a proseguire senza dubbi o male interpretazioni della lavorazione corretta da eseguire.

E prima di chiudere ricordiamo che l’EPS è espanso mentre l’XPS è estruso. Qunidi l’XPS è una struttura a celle chiuse omogenea e stabile che non può assorbire acqua, normalmente di colore non bianco (quindi anche facile da riconoscere!), con alta resistenza alla compressione.

isolamento esterno a cappotto - EPS e XPS. Dove sta la differenza? 3 isolamento esterno a cappotto - EPS e XPS. Dove sta la differenza? 5 isolamento esterno a cappotto - EPS e XPS. Dove sta la differenza? 7

 


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autore - Federico Sampaoli  


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360 commenti su “EPS e XPS. Dove sta la differenza?”

  1. @ Paolo

    negli ultimi anni incontro committenti che sono più informati dei professionisti.
    in sintesi alcuni professionisti dovrebbero remunerare la committenza per la formazione ricevuta e l’occasione del cantiere per imparare sul campo.
    ma non facciamo di ogni erba un fascio 😉

    l’XPS è comunque un materiale capace di isolare anche contro terra solo che contestualmente non svolge un’azione drenante 🙁 come potrebbe invece un isolante sfuso 🙂

  2. Dettagli veramente importanti, è da dire che oltre all’operatore/postare molti studi tecnici sono privi di conoscenza per la corretta posa in opera di questi materiali e soprattutto sulla partenza , dove bisognerebbe partire con l’xps e tenerlo sollevato dalla quota del pavimento finito o terreno.

  3. @ paul

    sì, per un isolante idrofobizzato in polistirene nella zona di zoccolatura è corretto applicare il collante sull‘intera superficie con una spatola dentata 10 x 10.
    Nelle zone soggette a spruzzi d‘acqua i pannelli per la zoccolatura devono arrivare almeno a 30 cm sopra il terreno o marciapiede o terrazza.

    I pannelli isolanti in EPS con grafite hanno prestazioni migliori dell’EPS bianco e offrono una certa protezione in più dal surriscaldamento estivo.

  4. Anche noi in cantiere mettiamo l xps controterra, protetto da una maglia Delta e impermeabilizzante contro muro. xps poi sale almeno 60cm sopra il terreno, protegge anche dagli schizzi della pioggia, da lì in poi l eps. Il collante con spazzola dentata per forza, non crea i vuoti dove si può formare condensa. Sai invece qualcosa sull’ eps con grafene?

  5. @ Donato

    le pareti verticali non sono descritte né nella tipologia costruttiva e né nello spessore intonaco compreso
    anche la zona climatica non è descritta
    e nemmeno le sue aspettative post intervento

    l’EPS è il materiale più economico per un sistema a cappotto, molto performante per la stagione invernale, non per la protezione estiva.
    l’XPS è materiale isolante per zoccolature, fondazioni e altri particolari difficili.
    il Poliuretano (PIR) è un isolante con conduttività eccezionalmente bassa e permette di risparmiare qualche cm di spessore rispetto all’EPS

  6. Salve, vorrei riqualificare casa energeticamente con il bonus 110 x le pareti verticali che materiale mi consiglia? EPS, xps oppure poliuretano? E x i solai ? Grazie saluti.
    Gentilmente la risposta potrei averla x e-mail?

  7. @ fabio

    ho riletto più volte la sua descrizione del nodo cappotto – marciapiede, ehh… niente da fare. non la capisco.

    se il suo tecnico ha preparato il disegno esecutivo di questo dettaglio per l’applicatore del cappotto che lo deve eseguire, verifichi che
    – sia attenuato il ponte termico
    – l’impermeabilizzazione preveda materiali idonei al sistema
    – le pendenze garantiscano l’allontanamento dell’acqua
    – la rasatura e finitura della zona spruzzi segua le indicazioni del sistema

  8. Buonasera,
    Complimenti per gli articoli sempre ben fatti.
    Devo eseguire un cappotto in cui devo rifare anche i pavimenti e massetti.
    Per una corretta posa

    va bene disfare i massetti, impermeabilizzare l attaccatura della muratura su soletta in cls del marciapiede ( in 2 lati fa anche da terrazzo) per lo spessore 12 del pannello sul cls e salire sulla muratura (con malta collante impermeabilizzante o guaina liquida ) usare pannello zoccolatura idoneo incollato con malta collante impermeabilizzante e con solito materiale fare rasatura 1 mano della zoccolatura. Dopodiché fare il massetto, utilizzando la bandella comprimibile a contatto della zoccolatura.

    Come impermeabilizzazione del massetto telo desolarizzante con incollaggio della bandella impermeabilizzante risvoltata sul cappitto,poi pavimento finale.
    Può andare bene così per rendere il tutto sigillato?
    Ora mi scuso per la ripetizioni della parola zoccolatura, ma dovendolo spiegare… Spero di aver reso abbastanza comprensibile la mia domanda

  9. l’acqua è molto furba, si sa.
    non ho capito bene il problema iniziale: le guide degli avvolgibili scendevano sotto la nuova soglia davanzale?
    le infiltrazioni alla finestra a all’ingresso mi dicono 2 cose:
    1) l’occasione della posa del cappotto in battuta al telaio fisso dei serramenti non ha previsto la nastratura telaio-parete
    2) non sono stati usati forse gli elementi di raccordo cappotto-finestre

    certamente è difficile capirsi a distanza senza foto

  10. Buongiorno sig Federico, io ho da chiederle un quesito:a casa mia è stato fatto un cappotto credo in EPS ( visivamente sembra polistirolo )e all’acquisto quasi da subito ho avuto problemi di infiltrazioni precisamente all’interno di una finestra e porta d’ingresso ( spalline laterali).dopo mille pareri ,da gente con qui collaboro, uno di questi mi fa detto di controllare se i fori nelle soglie per i paletti delle persiane erano ciechi o passanti! Ovviamente per mia sfortuna erano passanti così l’acqua mi passava tra cappotto e facciata!!!! Ora il mio vicino al piano superiore ha provveduto a sistemare con boccole cieche siliconate. Per un anno non ho avuto problemi ma ora il problema è ritornato! Mi ritrovo esattamente le chiazze negli stessi identici posti, il tipo mi dice che il lavoro è stato fatto bene e che l’acqua , solo per vento, entra dal cappotto perché c’è pochissimo intonaco con delle capillature e che quindi dovrei disfarlo e farlo rifare! Io chiedo a lei se potrebbe essere possibile e se esiste qualche pittura più spessa è più elastica da poter creare uno strato più sostanzioso. Ringrazio anticipatamente

  11. per posare isolante zavorrato con le piastrelle con la tecnica del tetto rovescio, l’unica strada è il pannello in XPS insensibile all’acqua.
    certo l’XPS non è un campione contro il caldo, quindi per conoscere lo sfasamento ottenibile bisognerebbe calcolare tutti gli strati che compongono il solaio a partire dall’intonaco interno + il nuovo pannello con il suo spessore.

  12. Salve vorrei isolare una terrazza piana dal caldo,sotto ho le camere,vorrei mettere l’isolante e le piastrelle galleggianti ,che tipo di isolante dovrei utilizzare e in che spessore, grazie in anticipo.

  13. anni fa ne avevo parlato nel testo di qualche commento ricevuto perchè ricordo un periodo dove molti lettori cercavano informazioni.
    addirittura appena scoppiato il virus e l’ordinanza di stare a casa in vacanza forzata, avevo pensato di pubblicare l’articolo “io resto in casa e allora mi faccio la casa nuova con Depron”.
    per fortuna ho avuto molto lavoro in marzo e dunque non mi sono potuto permettere il tempo di scrivere questo articolo: ma lo farò! promesso.

  14. giorno..
    Il Depron è un pannello XPS quindi Lei non lo consiglierà per coibentazioni interne ed in teoria, io che ho “studiato sui suoi libri “, sono d’accordo, ma noto che il prodotto in questione e recensito positivamente dalla quasi totalità degli utilizzatori. A cosa è dovuto questo ,alla scarsa informazione di chi lo usa ?…alla semplicità delle persone?…..o soprattutto al vecchio detto “CHI SI ACCONTENTA GODE”…Lei infatti non ne ha mai parlato
    grazie…

  15. lei non può assolutamente pensare di posare del polistirolo, tinteggiarlo e conviverci.
    per prima cosa l’EPS non è un materiale proprio adatto all’ambiente interno.
    l’XPS è un isolante che non teme l’umidità quindi può stare a contatto col terreno e in zona spruzzi d’acqua.
    consiglio di pensare a materiali come i pannelli in idrati di silicato di calcio o in calcio silicato che però richiedono collante, rasante e armatura.
    per lavorare a secco potrebbe pensare alla fibra di legno, ma dovrebbe proteggerla con un freno al vapore.
    sì, la cosa non è proprio semplice come comperare dei pannelli in EPS e tinteggiarli.

    l’argomento è vastissimo, legga prima tutti gli articoli della categoria http://espertocasaclima.com/category/parete/isolamento-lato-interno/

  16. Salve. Vorrei delle diritte per cappotto interno. Innanzitutto lo spessore da utilizzare per avere beneficio termico; poi quali pannelli usare se il polistirene espanso o quello estruso; per ultimo, se è possibile tinteggiare direttamente sui pannelli senza rasare o quant’altro e se sí cosa conviene mettere nelle fughe per avere colore omogeneo. Naturalmente vorrei sapere anche che tipologia di tempera usare Grazie

  17. grazie.
    muratura portante in poroton senza realizzare alcun cappotto:

    decidere di costruire le pareti esterne in laterizio è senza dubbio una delle migliori scelte possibili, naturalmente la bontà del progetto dipende dal blocco porizzato rettificato che si intende utilizzare.
    purtroppo i blocchi rettificati portanti non offrono le incredibili prestazioni garantite dai blocchi rettificati ad incastro per tamponamento che riescono ad arrivare a conducibilità termica 0,09 W/mK.
    può leggere un interessante articolo che parla proprio di queste murature ad alte prestazioni.

    un solaio in laterocemento con coibente:

    deduco che si stia parlando del solaio in laterocemento di copertura e per giudicare la stratigrafia dovrei leggere tutti gli strati e relativi spessori.
    certamente 80mm di eps con grafite possono migliorare la trasmittanza ma non possono garantire nessuna protezione estiva, ma ripeto, dovrei leggere tutti gli strati e relativi spessori.
    ogni stratigrafia con sfasamento insufficiente e attenuazione scarsa provoca nella stagione calda il veloce surriscaldamento del solaio e un elemento edile surriscaldato sarà difficilmente gestibile con una moderata ventilazione notturna degli ambienti.
    per forza di cose si dovrà ricorrere all’accensione degli impianti per raffrescamento meccanico.

    circa l’impermeabilizzazione, presumo che il solaio di copertura sia piano e si intenda impermeabilizzare questo lastrico solare:

    la resina impermeabilizzante monocomponente è il rivestimento di finitura del sistema certificato RESINGUM 1/1 BIS.
    infatti questo SISTEMA DI RIVESTIMENTO IMPERMEABILIZZANTE è composito (resine acrilpoliuretaniche, con interposto tessuto di vetro) e si applica su terrazze, lastrici solari per renderli impermeabili all’acqua.

    resterà da progettare il solaio verso il terreno per garantire poche dispersioni verso il basso e una completa protezione contro il gas Radon e l’umidità del terreno.

  18. Salve, per prima cosa mi complimento per la chiarezza e professionalità dei Suoi commenti, sono a chiederle un consiglio per una ristrutturazione radicale di una casa che dista circa 300 mt dal mare in provincia di Bari. Dovendo ricostruire buona parte delle murature e realizzare i solai l’architetto mi ha proposto una muratura portante in poroton senza realizzare alcun cappotto esterno e un solaio in laterocemento con coibente da 8 cm in eps+grafite e un procedimento di impermeabilizzazione mediante l’utilizzo di resina armata di telo in vetroresina della ” Isolresine edilizia”.( resingum 1/1bis).
    Sono scettico per l’utilizzo dell’eps, avendo letto anche nel suo blog, una scarsa resa nei periodi estivi( da noi ben più di 6 mesi l’anno) del suo potere coibente a differenza della fibra di legno e per la totale assenza di un cappotto sulla muratura portante.
    La ringrazio in anticipo per un suo competente parere in merito.

  19. quindi si tratta di un lastrico solare esposto alle intemperie, non di un sottotetto.

    non ho trovato la scheda tecnica del poliuretano a spruzzo per verificare la sua consistenza e nuove fattibilità, mentre conosco la Membrana liquida impermeabilizzante monocomponente altamente elastica ed UV resistente, applicabile a freddo.

    è stata prevista una barriera al vapore tra poliuretano e solaio piano?
    era allo stato grezzo il solaio piano in altero cemento?
    oppure aveva altre vecchie impermeabilizzazioni bituminose o piastrelle su impermeabilizzazione sottostante?
    dove scaricano le acque?

  20. Sto cercando di riparare un cattivo lavoro realizzato da un impresa incapace per la coibentazione di un solaio piano. Non volendo sovraccaricare il solaio, la coibentazione prevedeva la posa di poliuretano a spruzzo a celle chiuse del tipo SIKA 60 per 6 cm con successiva guaina elastometrica SIKA 560 per proteggere il poliuretano e tutelarlo dalle acque meteoriche. Purtroppo il supporto della schiuma di poliuretano non aveva la giusta planarità con formazione di vuoti e depressioni con ristagni di acqua.
    La SIKA affermava che si poteva fare, ma sentendo tutti i posatori è attualmente impossibile realizzare per quei centimetri una buona planarità. Per recuperare la planarità, l’impresa decise di farsi carico di realizzare un massetto di copertura che poi si è rivelato una soletta di cemento e sabbia da 1 cm che ovviamente si è criccata in più punti. Sto decidendo di riparare al disastro utilizzando una di questa soluzioni:
    1) massetto alleggerito da 5 cm con Politerm della EDILTECNO (pallina polistirolo) con rete zincata ingoblata e chiusura con impermeabilizzante (doppia guaina bituminosa, o guaina nord-resine bicomponente). Non conosciamo gli effetti nel tempo di questi impermeabilizzanti su massetti alleggeriti, ma la letteratura è negativa per la risalite di tensiottivi e schiume ecc. che distaccano l’impermeabilizzante.
    oppure
    2) ricorrere ad una soluzione classica di tipo meccanico ovvero pannello da 5 cm in xps e telo in poliolefine da avvolgere sul parapetto con scossalina.
    Vorrei trovare anche un’economia sulla soluzione da adottare….
    Verificata la mia vicissitudine vorrei adottare la seconda soluzione con impresa capace. Cosa mi consigliate?

  21. l’utilizzo di xps per coibentazione contro terra (o per sottofondazione se prevista una platea calda) è indicato.
    nella posa orizzontale è normale prevedere anche la posa in doppio strato, comoda se il pannello è battentato.
    nel caso di una zoccolatura di un sistema di isolamento termico esterno a cappotto di 12 cm di spessore è corretto prevedere un solo pannello di spessore corretto.
    questo mi sembra logico per una stabile partenza per il cappotto superiore.
    Cortexa insegna che nelle aree sotto il livello del terreno la prima fila delle lastre può anche essere smussata, inoltre l’intonaco di fondo, compresa l’armatura, deve essere realizzato unitamente a una impermeabilizzazione specifica fino al supporto (parete).
    L’impermeabilizzazione può essere eseguita con un rasante cementizio flessibile e resistente all’umidità permanente, e deve essere protratta fino a raccordarsi alla guaina.
    Uno strato di separazione (per esempio con una guaina a bottoni) può servire ad evitare che il terreno riportato o la ghiaia di drenaggio deteriorino lo strato di impermeabilizzazione e/o il Sistema di Isolamento Termico.

    NB: le imprese edili non devono trovare lo spessore richiesto (i tesori in fondo al mare si devono trovare), devono pianificare il lavoro e fornire i materiali richiesti dal progetto.

  22. sotto 7 appartamenti al primo piano, sul soffitto del piano piloty sottostante, visto le maggiori dispersioni di calore verificate nella lettura intermedia dei contabilizzatori installati ad inizio stagione, vorremmo applicare delle piastre di eps grafitato o xps da 6 cm nude per evitare la posa del telaio metallico nel caso di pannello di cartongesso che appesantirebbe la struttura.
    E’ una soluzione praticabile? (colla e placche di ancoraggio + stuccatura, rasatura e due mani di verniciatura)
    A chi va attribuita la spesa?
    grazie in anticipo

  23. chiedo il suo parere al riguardo di un caso verificatosi nella costruzione della mia abitazione.
    Dovendo effettuare la zoccolatura in xps da 12 cm partendo da circa 60 cm sotto terra e salendo fino a circa 35/40 cm sopra terra la ditta edile non ha trovato lo spessore richiesto ed ha pensato di accoppiare 2 lastre da 6 cm ciascuno( 6+6). Secondo il geometra non dovrebbe creare alcun problema di isolamento, secondo il termotecnico (bravissimo) invece l’accoppiamento di due pannelli puo’ portare ad alcune problematiche fra le quali il peggioramento della capacita isolante.
    Il giorno successivo neanche a farlo apposta il geometra ha partecipato ad un corso NZEB e ha chiesto il parere del relatore, la risposta e’ stata che se posato bene fino a certi spessori una o due lastre sono equivalenti, oltre certi spessori (20 cm) addirittura migliorerebbe il comportamento termico.
    Mi piacerebbe anche conoscere la sua opinione in tal senso

  24. l’eps è un materiale isolante perfetto per contenere le dispersioni invernali, meno prestazionale se deve occuparsi anche della protezione dal surriscaldamento estivo.
    se l’analisi della stratigrafia della parete non isolata ci dice che offre già uno sfasamento di almeno 10-12 ore si potrebbe tranquillamente optare per un sistema a cappotto certificato con scarse doti estive.
    Solitamente si tratta di un pannello isolante in polistirene espanso EPS con eccellente conduttività termica (0,031 W/mK). L’ EPS con grafite migliora l’ isolamento termico e i riflettori di infrarossi riducono la trasmissione del calore di irraggiamento. Ci sono tagli sul lato esterno per scaricare le tensioni.
    Ovviamente la zona della zoccolatura va realizzata con idonei pannelli per zoccolature.

  25. voglio isolare la casa con isolamento cappotto dopo varie ricerche sto valutando su POLISTIRENE ESPANSO SINTERIZZATO CON GRAFFITE detto EPS spessore 10cm cosa ne pensa e’ un buon materiale grazie

  26. con un massetto di corretto spessore (poggia sull’isolante) che riesce ad asciugare correttamente e ricevere una ben fatta impermeabilizzazione si otterrà un buon contenimento delle dispersioni invernali.

  27. Buon pomeriggio,
    innanzitutto complimenti per il sito molto utile e professionale.
    Scrivo in quanto vivo a Pescara (zona climatica D) in una casa situata al piano rialzato di un codominio nelle immediate vicinanze del mare.
    La camera da letto è esposta a Nord e risulta molto fredda. Vivendo in un condominio “dormiente” ho deciso di eseguire un cappotto interno alla camera che va a coprire sia le pareti perimetrali che il solaio confinante con l’appartamento posto al piano primo. Da una prima analisi sarei orientato verso la posa di pannelli in sughero spessore 4 cm oppure in EPS, incollato e tassellato sia alla parete che al solaio.
    La ritiene una soluzione valida?
    Grazie mille per la sua attenzione.

  28. Gentile Federico ho una casa in campagna a Martina Franca con un tetto fatto di chianche. Vorrei migliorare l’isolamento termico del tetto. Ha qualche stratigrafia da suggerirmi. Io pensavo di posare sopra le chianche uno strato di pannelli XPS, un leggero massetto per riprendere le pendenze e poi una guiaina. Che ne pensa ?

  29. forse i pannelli sono posati così bene e così in aderenza che aria calda e umida interna non passa tra muro freddo e pannelli.
    certo che non è la stratigrafia ideale per un ambiente

  30. Salve,
    qualche anno fa, senza alcuna conoscenza, ho tappezzato la parete di una stanza esposta a nord,
    al penultimo piano di un palazzo, con pannelli xps 5cm, quindi li ho pitturati a tempera.
    Abito a Modena e questa operazione ha reso un po’ più calda la stanza; l’umidità all’interno è circa 58% .
    Visivamente non noto nulla di strano però sono preoccupato, non vorrei che si formasse condensa nel muro e si creassero danni a lungo termine.
    E’ meglio togliere tutto ?
    La ringrazio molto del suo parere e la saluto.

  31. Salve, finalmente sono riuscito ad avere qualche dato in piu’, allora, l’isolante sul tetto mi è stato messo il Germatherm da 6 cm (mi ha detto che pero’ ne ha messi 2 strati (uno sopra l’altro) direttamente sulle perline che formano il tetto, sono ora riuscito a convincerlo a mettermi il PRI come isolante a cappotto da 5 cm (di piu’ non posso) invece dell’EPS che era come primo preventivo (spero di non aver sbagliato la scelta), il PIR che mi mette è della Fibrover, il legno a tetto che mi è stato messo è il Laminato. Ora, mi interessa cortesemente, sapere realmente i pro ad aver messo il PIR e i conto in confronto all’EPS (sia bianco che in alternativa grigio) … grazie ancora

  32. la stratigrafia tetto non è molto chiara:
    perline/tavolato legno cm?
    gematherm cm?
    ventilazione cm?
    tegole

    la marca del pannello xps non è influente, il materiale è quello.

    per quanto riguarda l’isolamento esterno delle pareti chieda al geometra quale sistema a cappotto sta consigliando: un sistema è una cosa, un cappotto da 5cm è un’altra cosa: su questo argomento può leggere http://espertocasaclima.com/2015/10/finalmente-ho-il-preventivo-del-cappotto/

    per rimanere su un’elevata prestazione con eps deve farsi proporre un sistema a cappotto con eps grigio che ha conducibilità 0,031

  33. Salve, complimenti per il sito, sono un po’ ignorante in materia ma molto bravo a fare ricerche su internet, avrei cortesemente un quesito, sto rifacendo isolamento della casa sia tetto che facciata, nel tetto i muratori mi hanno messo del legno lamellare con isolamento a pannelli Gematherm, io gli avevo detto che volevo lo Styrodur ma lui si è presentato con questi pannelli (e spero di capire che siano prestazionalmente parlando) la stessa cosa, dispongo di solaio, sul quale non è stato messo nulla, l’isolante (consigliato dalla geometra) è stato messo sul tetto, dove è stato poi chisi con il legno e infine sono state messe le teglole (dopo aver fatto la parte areata), ora vulo mettermi come cappotto l’EPS da 5 cm (di piu’ non posso) ma ho visto che il miglio materiale come tenuta termica è il Poliuretano Espanso Rigido, chiaramente mi costa il doppio dell’EPS ma si parla anche di una dispersione termica di 0,038 contro 0,024 … ora la mia domanda è, quale mi consiglierebbe?, premetto che non mi interessa molto l’isolamento dal caldo, essendo una zona molto ventilata mi interessa piu’ avere un isolamento dal freddo, si parla di 250 metri quadrati di cappotto da fare, quindi la differenza di prezzo dei 2 materiali è abbastanza importante. Inoltre, vorrei sapere se il materiale da lui messo sul tetto (Gematherm) è come lo Styrodur o uno dei 2 è migliore… lo Styrodur che mi avevano consigliato è di colore blu, il Gematherm è di colore giallo (non so se puo’ essere piu’ facile cosi’ capire se sono state usate tecnologie differenti. Ringrazio anticipatamente per la risposta.

  34. Salve potrebbe fare una specie di classifica dal meglio al peggio dei materiali attualmente in commercio (in Italia) per la realizzazione di un cappotto interno e i relativi sistemi di posa? Grazie

  35. il Sistema Nidyon di casseratura in pannelli di EPS e reti elettrosaldate per la realizzazione di solai in c.a. informa solo sul valore di trasmittanza U che si ottiene. quindi meglio fare chiarezza:
    1. definire esattamente gli strati e calcolare (o farsi calcolare) la prestazione estiva.
    2. aggiungere altri strati e altri materiali per decidere come raggiungere un accettabile miglioramento per la protezione dal caldo.

    leggi anche http://espertocasaclima.com/2013/02/utilizzare-il-pannello-cassero-in-copertura/

  36. Buongiorno e complimenti per il suo sito.
    Sto costruendo una villetta e ho realizzato un tetto in eps della Nidyon 20+6 con soletta in calcestruzzo da 5 cm. Ora la mia domanda è questa : che stratigrafia devo eseguire per non aumentare molto lo spessore ( sono già a 30 cm ) ma avere comunque un buon risultato sia in inverno che in estate? Ho il tetto a falde e sotto ci andrò ad abitare. Grazie anticipatamente e ancora complimenti!!!

  37. intanto l’eps non è proprio un materiale ideale per isolamento interno…
    a parità di prezzo un’altra stratigrafia? beh, più economico di eps non esiste, più economico di cartongesso non esiste…

  38. Grazie mille per la risposta.
    Al momento la taverna è usata poco ma l’opera servirà proprio per renderla più vivibile. E’ riscaldata con i radiatori convenzionali collegati all’impianto della casa ed è presenta una finestra con bocca di lupo che permette di arieggiare la stanza naturalmente.
    Tecnicamente se tutta la superficie isolante fosse sigillata per tutto il perimetro (non per ogni singolo pannello ma sul perimetro di tutta l’opera, a contatto con le parteti laterali) l’aria sarebbe ferma?
    Inoltre se i tasselli tra lastra isolante e ganci metallici fossero plastici anziché metallici, sarebbe forse risolto l’inconveniente dei bollini scuri?
    Mi scusi per l’insistenza ma perché non consiglierebbe questo tipo di isolante (cartongesso + eps)? Considerando però vincoli di budget? Esiste una soluzione migliore a parità di spesa?

    Nuovamente grazie.
    Stefano

  39. l’aria che rimane dietro al pannello isolante dev’essere ferma, quindi è accettabile solo nel caso in cui si eseguano punti di colla e collante a tutto perimetro del pannello.
    se tutta una facciata è posata con punti di colla si creano movimenti d’aria tra facciata e isolante.

    nel suo caso è meglio isolare in aderenza anche se la scelta di cartongesso e eps non la consiglerei a nessuno.
    i tasselli per l’ancoraggio faranno vedere nel tempo dei bollini scuri ad evidenziare il ponte termico del fissaggio.
    se la taverna è pochissimo usata forse non si formeranno. ma se è pochissimo usata può anche non fare l’opera.

    per leggere su questo argomento veda in questa categoria http://espertocasaclima.com/category/isolamento/coibentazione-interno/

  40. Gent.mo Sampaoli,
    innanzitutto grazie per questo sito nel quale condivide +la sua esperienza e le sue riflessioni. Penso che siano molto importanti sia per chi vuole fare un intervento, sia per fare “education”.
    Le scrivo perché ho letto l’articolo e tutte le discussioni nei commenti, però mi è rimasto un dubbio. Nell’articolo si legge che è rimasta un’intercapedine tra il muro e l’isolante; questo non va bene perché quest’ultimo non può svolgere bene il suo lavoro. Posso chiederle perché? Uno strato d’aria non aiuta ad avere uno strato “isolante” aggiuntivo? La domanda mi nasce anche dal fatto che sto per eseguire un isolamento al soffitto della taverna (isolamento interno), che sopra ha (per tutta la sua superficie) un cortile lastricato, dove c’è l’accesso all’abitazione (non posso quindi prevedere un isolamento esterno se non rifacendo tutto il cortile ma esigenze di budget non me lo consentono). Insieme al realizzatore dell’opera stiamo optando per un isolamento con lastra di cartongesso 10 mm accoppiata con EPS da 30 mm. Tutto fissato al solaio con ganci di lamiera zincata in modo da lasciare uno spazio “di aria” di 20 mm. Questo perché il solaio, dice, è a rischio di ponti termici e/o infiltrazioni (di infiltrazioni non ce n’è l’ombra per il momento… e nemmeno avvisaglie) quindi l’intercapedine serve per evitare che possibili eventi negativi vadano ad intaccare la struttura isolante. Mi trovo quindi un po’ confuso se sia meglio lasciare questo spazio di 2 cm o attaccare la struttura al soffitto.
    La ringrazio per la risposta che vorrà darmi e per l’attività di divulgazione che fa, anche a persone, come me, che, aimé, sono poco “istruite” in materia.
    Cordiali saluti

  41. La ringrazio. E dove posso trovare un progettista per questi tetti? Qua nessuno mi ha parlato di ciò che parla lei. Ma da come mi ha risposto styrodur non sarebbe da mettere su un tetto ventilato in quanto non traspira niente di niente e sul tetto ventilato non va bene in assoluto, dal momento he deve traspirare…

  42. san stino di livenza è in zona climatica E, freddina d’inverno e caldina d’estate.
    il suo tetto in legno ventilato diventerà la croce della casa se non garantirà protezione dal surriscaldamento.
    anche styrodur o la lana di roccia con un certo spessore (basta calcolare) offrono protezione dal caldo, pur non essendo campioni contro il caldo.
    sono entrambi campioni contro il freddo.
    solitamente un tetto ventilato può smaltire il vapore che ha attraversato la stratigrafia del pacchetto tetto proprio nello strato di ventilazione: l’impresa che le ha proposto lo styrodur forse non le ha spiegato che attraverso lo styrodur non passa nulla, di fatto è un tetto non traspirante: diciamo che è un materiale perfetto per lo zoccolo del cappotto o per le fondazioni (o per un lastrico solare dove si vuole realizzare un tetto rovescio).
    la lana di roccia invece è molto traspirante, ma non performante contro il caldo.
    può leggere questi articoli dedicati proprio al suo caso: http://espertocasaclima.com/category/tetto/tetto-in-legno/

    in ogni caso, prima di decidere, si faccia fare:
    – il progetto della tenuta all’aria
    – una verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)

  43. Salve,
    abito a San Stino di Livenza, non saprei definire che tipo di zona climatica sia (da come ho visto negli altri commenti ho visto che lo scrivono), ma vorrei sapere qual è il miglior materiale isolante per un tetto ventilato in legno: lana di roccia o Styrodur? un’impresa proporrebbe Styrodur da 14 o 16, un’altra impresa lana di roccia per l’isolamento acustico, per lo sfasamento estivo e per la traspirabilità. Non so proprio quale scegliere. Premetto che la mansarda non sarà utilizzata in gran parte perchè la casa è vivibile completamente al piano terra (in quanto ha due camere, soggiorno, cucina, un bagno), ma nella previsione di un eventuale secondo figlio, dovrei almeno predisporre una camera sopra. Per cappotto esterno delle pareti invece è previsto EPS da 10cm e poroton da 30 cm. Qualche consiglio? Grazie

  44. La stiferite è un materile molto prestazionale d’inverno grazie alla sua conduttività eccezionale.
    Le doti estive sono scarse per il valore di calore specifico non eccezionale e la densità bassa.

  45. Salve, espongo il problema:
    Edficio residenziale esistente, parete a Nord in poroton 30 cm intonacato da entrambi i lati al primo piano, mentre al piano terra è rivestito in pietra all’interno ed intonacato esternamente. La parete confina con il vano scale e al primo piano si è formata della muffa. L’idea è di fare un cappotto esterno, ma di piccolo spessore, dal momento che in facciata c’è un collarino di 10 cm, per cui lo spessore massimo dell’isolante deve essere di circa 8 cm (il collarino verrà aumentato ma non di molto).
    8 cm di stiferite sk potrebbero andare bene?

  46. Grazie Sig. Sampaoli.
    eventualmente posso accoppiare qualche altro materiale al xps per migliorare la condizione estiva?
    Grazie

  47. un lastrico solare coibentato all’estradosso con 10cm di xps avrà più benefici invernali che estivi.
    da una trasmittanza U di oltre 1,60 W/mqK si passa a circa 0,27 W/mqK, quindi le dispersioni sono molto contenute.
    La prestazione energetica estiva invece rimane insufficiente con circa 10 ore di sfasamento invece che quasi 7ore dello stato di fatto.
    Solo con un ulteriore strato potrebbe superare le 12 ore.

  48. Salve,
    per isolare il solaio e renderlo calpestabile, due strati incrociati da 5cm di xps (styrodur) potrebbero essere efficaci per inverno ed estate?
    grazie

  49. di solito un sottofondo termoisolante per interni prima della posa di massetti continui o galleggianti serve a portarsi alla quota voluta e contemporaneamente affogare gli impianti che passano in questo spessore.
    è un sottofondo a base di cemento e polistirolo con conducibilità ? = 0,09 W/mK quindi molto meno performante di un pannello rigido in xps per sottofondi: quindi meglio calcolare la trasmittanza in base allo spessore disponibile piuttosto che decidere a naso.

  50. Buongiorno
    devo realizzare un pavimento interno in una villetta, verrà installato un riscaldamento a pavimento con pannello da 3 cm e tubazione la mia domanda è sotto questo pannello e meglio mettere un altro pannello isolante o posso riempire con un alleggerito tipo fassa st 444 .
    grazie per la risposta

  51. questo isolante riflettente avrà anche prestazioni termo-acustiche impareggiabili ma non è adatto a questo lastrico solare che deve avere traspirabilità interna.
    ripeto che consiglierei sicuramente una fibra di legno tra montanti in legno protetti da un freno al vapore igrovariabile coperto da uno strato in gessofibra.

  52. Buongiorno.
    Sto continuando a informarmi sull’isolamento interno dell’abitazione.
    Dovendo isolare solo il solaio (confinante con ambiente esterno tramite chianche di maglia di pietra leccese), sto chiedendo vari preventivi.
    Ero orientato su EPS e XPS ma grazie ai Suoi preziosi consigli, sto pian piano abbandonando l’idea [a discapito del mio portafoglio 🙁 ma a vantaggio della mia salute 🙂 ].
    Ho chiesto quindi preventivi per il sughero (mi hanno consigliato 4 cm, per la fibra di legno (5 cm) oppure mi hanno consigliato questo prodotto (http://www.over-foil.com/prodotti/over-foil-311.html) il cui costo non sarebbe molto diverso da EPS/XPS.
    Cosa mi consiglierebbe? E in particolare quanti cm di isolante potrei prevedere?
    Grazie per la disponibilità

  53. Claudio Marchetti

    Per quanto concerne la partenza del cappotto termico, è conveniente utilizzare un polistirene estruso (xps) non per le sue caratteristiche di resistenza a compressione, ma sicuramente per la sue caratteristiche invece di impermeabilità (essendo realizzato per estrusione risulta essere a “celle chiuse”, quindi impermeabile”).
    Rispondendo alla domanda: perchè non utilizzare l xps su tutta l’opera

    I pannelli in XPS sicuramente hanno una migliore capacità isolante rispetto a un EPS, ma presentano altre caratteristiche che non lo rendono a mio giudizio un ottimo materiale da utilizzare per un sistema a cappotto.
    Partiamo dal presupposto che le strutture si muovono; nell’ordine di millimetri ma si muovono. Quindi tali movimenti creano dei momenti che vengono totalmente assorbiti da un pannello in EPS (realizzato per espansione). Il rigido pannello in XPS, estruso e privo d’aria, non permette l’assorbimento di nessun millimetrico movimento della struttura. Così si potrebbe verificare nel tempo l’insorgere di micro-cavillature sullo strato finale di rivestimento continuo a intonachino.
    La stessa mancanza di aria dei pannelli e quindi la sua totale impermeabilità, fa si che la facciata risulterebbe totalmente NON traspirante. Il pannello in EPS invece riesce a mantenere un minimo di traspirabilità della facciata.
    Per qualsiasi info potete contattarmi anche qui: claudio1marchetti@gmail.com

    Buona giornata!

  54. è vero, le case andrebbero asciugate prima di essere abitate: questo è un difetto delle costruzioni tradizionali che inevitabilmente contengono tanti tanti litri di acqua usata nelle lavorazioni di costruzione.
    mettiamoci anche l’umidità che noi apportiamo + un clima che magari non è ideale e la frittata è fatta.

    dalla descrizione che lei mi ha fatto, oltre ha ciò che ho scritto, penso che l’intonaco interno che lei ha tinteggiato con difficoltà sia un intonaco miscelato con cemento e non a base gesso o calce.
    potrebbe togliersi il dubbio ponendo la domanda al costruttore.

    ora non resta che

    – capire se le macchioline di muffa sono comparse perchè c’è un ponte termico dimenticato e quindi da correggere
    – o se la causa sta nella cattiva qualità dell’intonaco e nella elevata umidità della costruzione.

    in questo ultimo caso si dovrebbe utilizzare un deumidificatore professionale per poi intervenire per la rimozione delle spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni

    finita questa operazione ci vorrebbe una nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato
    senza ricadere in percentuali di umidità ambiente molto elevate

  55. buongiorno Federico
    volevo sottoporle un quesito riguardo un problema che ho riscontrato sulle pareti perimetrali della mia abitazione dove sono apparse una serie di macchioline di muffa; premetto che la casa è di recentissima costruzione (terminata a marzo 2014) e la stratifrafia delle pareti è la seguente partendo dall’esterno cappotto termico intonacato in eps da 06 cm, poroton da 25 cm, intonaco di 02cm con mm30,rasatura di finitura e semilavabile; aggiungo che nella fase di tinteggiatura le pareti tendevano ad impastare la tinta rendendo difficoltoso il lavoro… il costruttore parla di umidita da lavori edili, sostenendo che e nella logica che questo accada data l’alta concentrazione di acqua usata nella lavorazione dei materiali e che ci potrebbero valere anche un paio di anni prima della definitiva risoluzione del problema…immagino non sia cosi semplice per Lei dare un giudizio definitivo ma avrei piacere di acoltare almeno una Sua opinione al riguardo
    ringraziandola anticipatamente
    fabrizio

  56. ogni tanto vengono proposti questi e altri prodotti figli delle nanotecnologie.
    non ho e non farò esperienze in questo settore. non avrei nemmeno le competenze per compiere analisi o altro.
    credo poco ai miracoli. certo siamo arrivati sulla luna, forse arriveremo ai cappotti da 1mm.
    ho scritto qualche articolo sull’argomento.

  57. Buonasera, le chiedo gentilmente informazioni su un nuovo prodotto per isolamento a cappotto che sto considerando per la mia abitazione. fa parte della famiglia delle nanotecnologie è un rasante termoisolante nanotecnologico formato da resina epossidica, agente indurente, nanomolecola brevettata ed ha uno spessore di 8 mm circa con conducibilità termica 0,0026W/mk. viene denominato ECO2. la ringrazio.

    Eleonora

  58. buona idea chiedere un preventivo con fibra di legno! ovviamente dipende dalla densità dei pannelli, ma lo spessore necessario sarà 20cm e non 15cm.

    questo a causa delle perline! è una struttura leggera, e dobbiamo comunque ottenere sfasamento e attenuazione sufficienti!

    …secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)

  59. La mia confusione deriva proprio dalle offerte ricevute.
    La copertura con Eps è stata quotata 50 €/mq mentre quella con sughero 90 e quello in sughero sarebbe da preferire proprio per questo discorso di traspirabilità.
    Considerando che parliamo di 80mq c’è una bella differenza di prezzo.
    Fino all’altro giorno non mi stavo nemmeno ponendo il problema, ma adesso hanno insinuato questo dubbio…

  60. Federico, ha centrato il punto. Il problema è che il mio tecnico geometra non ne sa nulla di coibentazioni, in pratica mi sto studiando io tutto da solo e mi sono accorto che probabilmente ho appreso più io in 10 giorni che lui in 10 anni di lavoro. Visto che il tetto è mio a questo punto non posso far altro che fidarmi solo di me stesso!!

    In realtà ho ricevuto già offerte economiche per il tetto (di 150mq totali) chiavi in mano (perlinato,telo freno al vapore, isolante, guaina impermeabile, griglia di ventilazione, tegole):
    1) con isolante Valtech Tech PRO multiriflettente 170€/mq
    2) con isolante Neopor Winpor 8cm + 4cm di ventilazione + 1,2cm di OBS prezzo di 135€/mq
    3) con isolante EPS Styrodur 10cm (5cm+5cm) prezzo di 125€/mq, a patto di coprire anche la parete esterna della casa con strato di 5cm!!! (a detta della ditta, lo consiglia CASACLIMA!!!!!!)

    Da quello che leggo dal suo articolo, il 3) lo scarto!
    Sul 2) mi sto informando, ma penso che non cambi molto dal 3)…dovrebbe essere solo ESP con grafite.
    Sul 1) trovo info pari a zero, se non quei dati della brochure….dovrei fidarmi.

    Devo essere sincero, con tutte queste incertezze, sarei orientato a chiedere un preventivo con fibra di legno, che sembra essere l’unico materiale veramente affidabile e certo sia d’estate che d’inverno. Pensavo di chiedere un preventivo per 15cm di fibra e 20cm di fibra. Se può darmi un feedback sulla fibra di legno, le ricordo la mia situazione:

    – Zona climatica: D
    – Gradi giorno: 1527
    – Irradianza: 275
    – Altitudine: 230
    – pos: 41° 29?, 13° 54?

    GRAZIE INFINITE!

  61. sono in commercio diversi materiari riflettenti e compositi con spessori ultraridotti. mai avuto esperienze.
    è difficile anche solo reperire le relative schede tecniche.

    la sua confusione deriva dal fatto che lei sta raccogliendo delle proposte e non delle offerte economiche: intendo dire che ogni proposta riguarda un materiale diverso con un suo prezzo e una sua prestazione.

    per come la vedo io si deve progettare per decidere cosa si vuole ottenere dalla copertura, poi si chiede a due o tre aziende un’offerta economica per realizzare tale progetto.

    altrimenti si confrontano sempre mele con pere… tempo perso.

  62. Grazie per la sua risposta,
    ho dimenticato di specificare che la parete è esterna :-).

  63. Salve Federico.

    Vorrei farle una domanda.
    Data la presenza di muffe all’interno del mio appartamento, dovrei fare un isolamento a cappotto su una parete condominiale poco esposta al sole. Le varie ditte che hanno fatto il sopralluogo hanno stilato dei preventivi utilizzando come materiale l’EPS.

    Successivamente, un “esperto” di fiducia mi ha messo in guardia dall’utilizzo dell’Eps causa la scarsa traspirabilità dello stesso, dicendo che se applico sopra l’intonaco di calce, prodotto molto traspirante (quindi che lascia passare l’umidità senza opporre resistenza) un isolante come l’EPS (o l’XPS), che invece è molto poco traspirante, rischio di trovarmi con una pellicola praticamente impermeabile che blocca l’umidità in uscita dal muro e la trattiene tra l’intonaco e l’isolante, con la seria possibilità che si formi uno strato di vapore/acqua tra i due materiali, arrivando a far distaccare l’isolante dalla muratura, indicando quindi i materiali naturali (sughero o fibre di lana) come i più adatti alla circostanza.

    Lei conferma questa caratteristica dell’EPS?

    Grazie

  64. Federico, mi ha appena confermato ciò che avevo immaginato: per avere uno sfasamento decente di almeno 10 ore mi ritrovo che occorrono addirittura 50 centimetri di Styrodur! Inoltre lo Styrodur non isola dai rumori, quindi non so perché non mi sia stato proposto nulla per isolare acusticamente!

    Sono veramente confuso.

    Tra le altre proposte che ho per le mani, mi è stato proposto come isolante il prodotto “Valtech Tech PRO”. Mi è stato detto essere un prodotto “rivoluzionario” (e costoso!), perchè con pochi cm di isolante si ottengono prestazioni che altri materiali raggiungono con almeno 15cm. Purtroppo le uniche informazioni che riesco a reperire sono dalle brochure:

    – Risparmio di energia e comfort in inverno, rilevazione in situ in kWh/m² in regime non stazionario (vento, umidità, sbalzi di temperatura):
    ECT: 210/260 mm di lana minerale.

    – Comfort in estate, rilevazione di temperature sul cantiere :
    80°C sopra la copertura;
    51.2°C ambiente non isolato;
    25,2 °C ambiante isolato con TechPRO.

    Il lambda e lo sfasamento non vengono dichiarati.

    Varrebbe la pena questo “Tech PRO” oppure devo buttarmi senza pensare sulla fibra di legno che a quanto leggo sembra essere l’unico prodotto veramente valido sia d’estate che d’inverno?

    Se sto approfittando con le domande, non si preoccupi e la ringrazio comunque per la disponibilità!

    Giorgio

  65. chi le ha proposto questa stratigrafia non ha nemmeno pensato alla protezione estiva. pur garantendo in inverno un risparmio sul riscaldamento.

    10cm di xps le garantiranno meno di 3 ore di sfasamento.
    ma anche fossero 30cm lei potrebbe contare su quasi 7 ore di sfasamento.

    è il progetto che va rivisto!

  66. Grazie per la risposta!

    Praticamente la stratigrafia è la seguente:

    – tegole
    – griglia intersecata di listelli per ventilazione (altezza di 4cm)
    – guaina impermeabile
    – isolante EPS “Styrodur” di spessore 10 cm (5+5 incastrati)
    – freno vapore
    – perline 2cm

    Grazie ancora.
    Giorgio

  67. prima di decidere gli strati sarebbe giusto stendere la stratigrafia per fare la verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore).

    regolamenti a parte, lo sfasamento è importante per chi abita l’ambiente sottotetto che rischia il surriscaldamento e poi sarà costretto per sempre al raffrescamento.

    altra cosa è la progettazione della tenuta all’aria di questo tetto in legno, altrimenti si sarà fatto l’isolamento, ma si rischiano le condense interstiziali e i problemi relativi.

    aggiungere 4cm di lana di roccia certamente migliora la situazione ma dipende dalla sua densità.

  68. Salve Federico e anzitutto complimenti.

    Se posso, vorrei chiedere un consiglio. Devo realizzare recupero sottotetto in legno (tetto in legno a vista) in:
    – Zona climatica: D
    – Gradi giorno: 1527
    – Irradianza: 275
    – Altitudine: 230
    – pos: 41° 29′, 13° 54′

    Per la coibentazione mi è stato proposto come isolante l’EPS Styrodur da 5cm+5cm (tot.10cm) posizionati a incastro + guaina impermeabile. La ditta mi ha assicurato uno sfasamento di 13 ore, ma ovunque leggo in rete, leggo che lo sfasamento dell’EPS è 1-2 ore massimo.

    Mi sa dire qualcosa in merito? Non mi è stato ancora specificato il tipo di Styrodur, ma facendo una breve ricerca, l’ultima tecnologia in tal senso è lo Styrodur C (non capisco se è EPS o XPS!); con 12cm di Styrodur C + 4cm di lana di roccia si garantisce (solo) 9 ore di sfasamento.

    Grazie in anticipo e in ogni caso!

  69. sì, eliminare o correggere i ponti termici aiuta:
    e per il contenimento delle dispersioni termiche
    e per le conseguenze interne delle zone che hanno temperature superficiali interne troppo basse e a rischio condensa superficiale

    un terrazzo può essere coibentato esternamente all’estradosso e all’intradosso e nel suo spessore per correggere il ponte termico.
    oppure si interviene sul lato interno in maniera puntuale (più economico)

  70. Buongiorno e complimenti per il sito!

    Ho letto su questo blog l’importanza di eliminare i ponti termici, io vorrei eliminare quello della mia lunghissima terrazza: facendo un saggio ho solo 6cm di massetto, potrei togliere il massetto e mettere 5cm di xps ed incollarci sopra direttamente le piastrelle?

    grazie

  71. Grazie per la gentile risposta; l’ingegnere specialista di vari settori dell’edilizia, coibentazioni in primis, e che ho già cominciato a pagare per il progetto del cappotto consegnato all’ufficio tecnico, mi ha convinto fin dal primo colloquio all’uso della stiferite sk. Il dubbio, come ha letto, mi è venuto quando l’impresario contattato per un altro preventivo che segue gli altri ricevuti, mi ha riferito di essere stato messo sull’avviso proprio da un rappresentante distributore dell’azienda produttrice della stiferite, del pericolo delle cavillature. Oggi ho interpellato direttamente la ditta ed ho avuto un lungo colloquio proprio con un tecnico interno che, come unico problema mi ha presentato quello del costo, mentre la posa rimane identica a quella con EPS. Conosco in buona parte la spesa che dovrò affrontare, ma se potrò rientrare con il 65%, come stabilito, potrò essere soddisfatto. Bene per l’isolamento termico invernale, un po’ meno per quello estivo, ma sarò protetto dal fatto che ho installato un climatizzatore in ogni stanza e durante il giorno produco fino a 6 Kwp di fotovoltaico. L’unico pensiero che mi fa venire un bel po’ d’ansia, nonostante le rassicurazioni, è quello delle cavillature. La ringrazio ancora per la cortesia. Distinti saluti. Lionello

  72. io non sceglierei mai un isolamento con stiferite, ma a parte la mia antipatia, la stiferite come sistema di isolamento termico a cappotto è un sistema certificato e dunque a prova di difetti.
    la stiferite ha valori di conducibilità termica imbattibili, quindi ottima protezione dal freddo. per la protezione dal caldo… si deve calcolare.
    anche l’eps bianco è scarso come protezione dal caldo, ottimo per contenere le dipsersioni.

    personalmente opterei per eps con grafite se proprio non posso utilizzare materiali più naturali

  73. Buongiorno dott. Sampaoli, abito in una casetta bifamiliare del 1989, con discrete-buone soluzioni contro la dipersione termica: muro portante da 25 cm termolaterizio, 1 cm di gesso con 4 cm di eraclite compatta, un muro in forati da 8 cm + malta esterna ed internai, serramenti in pvc con triplo vetro, soffitta con pavimento da 5 cm (3 isolante + 2 massello di abete) tetto di travetti e pignatte con doppio strato di polistirene fiammabile (2+2 cm incrociati). Sul tetto ho un impiato FTV da 6 Kwp ed vorrei fare un buon cappotto, approfittando del fatto che dopo 25 anni la casa dovrebbe essere completamente tinteggiata, recupererei una parte della spesa e potrei usufruire della detrazione del 65%. L’ingegnere al quale mi sono rivolto mi ha consigliato stiferite da 10 cm (spesa totale notevole con tre preventivi), l’impresario che ha coibentato la casa del mio vicino con EPS, ha chiesto dei preventivi per la stiferite, ma entrambi i fornitori hanno suggerito l’EPS, a parte la prima fascia, perchè con il tempo la stiferite può muoversi e manifestare segni e crepe fra i pannelli. Le chiedo cortesemente un consiglio. Grazie, Lionello

  74. per garantire la tenuta all’aria fate intonacare la muratura fino alla base evitando di lasciarla grezza.

    meglio posare pannelli isolanti resistenti alla compressione con finitura perimetrale battentata.

    poi ci sarà un alleggerito per passaggio impianti.

    poi sarà il momento di un anticalpestio con risvolto verticale fino a quota battiscopa per gettare il massetto desolarizzato da tutto il resto.

  75. Salve, sto costruendo una nuova abitazione certificata casa clima.
    La muratura perimetrale della casa è stata costruita rispettando tutte le normative per avere la certificazione e ora siamo ai massetti.
    So che sul solaio dobbiamo posare un isolante XPS da 10 cm.
    Domanda 1: è meglio posare un unico strato da 10 cm o due sovrapposti da 5 incrociandoli per non far combinare le fughe?
    Domanda 2: sotto l’xps è consigliabile posare un tappetino isolante che magari sale un po lungo le pareti? o non è necessario?
    grazie
    saluti

  76. l’xps non è il miglior materiale da utilizzare per coibentazione interna, ma se è posato solo in alcuni punti sul grezzo posso condividere la scelta.

    l’alternativa delle lastre in calcio silicato è molto più qualitativa ed indicata per isolamento interno: per il fatto che assorbe e poi cede grandi quantità di vapore non la utilizzerei su parti grezze senza prima averle intonacate con intonaco miscelato a calce e non a cemento.

  77. Giacomo Morlacco

    Salve, sto effettuando un completamento di un appartamento lasciato al grezzo,
    mi trovo a dover affrontare il problema del ponte termico su di pareti perimetrali esterne costituite da blocchi Poroton da cm. 30 intervallati in alcuni punti da pilastri e cordoli in cemento armato non coibentati.
    Premetto che tale situazione per via di un precedente ampliamento della casa comprende circa un 30% del perimetro dell’appartamento e più precisamente la parete con orientamento a nord per tutta la sua lunghezza, circa 4 mt su lato est e circa 4 mt su lato ovest.
    Ho pensato di intervenire su di queste porzioni per limitare la formazione di muffe con un isolamento interno costituito da lastre di spessore cm. 2 sui lati nord ed ovest e lastre da 4 cm sul lato est della BASF Styrodur C incollate a lastre di cartongesso.
    Lo spessore sopra indicato non può essere purtroppo aumentato per motivi di spazio.
    Penso che per via del ridotto spessore (specie nella porzione di cm. 2 di polistirene) si possa limitare nel tempo ma non eliminare la formazione delle muffe. E’ corretto?
    In alternativa avrei valutato anche il prodotto Rofix Renopor (lastre di silicato di calcio dai 2,5 cm di spessore) purtroppo però decisamente costoso.
    In via delle considerazioni elencate mi consiglia di proseguire con la mia scelta?
    Saluti

  78. si dovrebbe definire bene la stratigrafia dei muri perimetrali (prospetto in silicato????)

    ad ogni modo, le proposte di coibentazione interna con i materiali tipo polistirene sono follia.
    le consiglio di cuore di cambiare consulente tecnico.
    la casa è un investimento considerevole.

  79. finalmente qualcuno pensa al termointonaco in alternativa all’ eps!
    certo se i calcoli avevano in stratigrafia 4cm di esp, meglio rifarli con gli strati di termointonaco.

  80. Salve, devo rifinire una mansarda di una villetta di nuova costruzione (zona climatica E). Premetto che i muri esterni sono tutti con prospetto realizzato in silicato, i muri interni sono stati lasciati con i forati con una coibentazione interna ottenuta con lastre di polistirolo da 5 cm, mentre il tetto è areato con una coibentazione ottenuta con lastre di neopor (tipo BASF) da 5 cm. Anzichè fare il classico riquadrato più intonaco, mi hanno proposto di installare dei pannelli di polistirene da 2 cm con rete e rasante, muro a stucco e finitura liscia (credo si chiami cappotto) sia sui muri che sul soffitto oppure di realizzare il tutto con lastre di cartongesso da 1,5 cm, montati su una struttura metallica di montanti di 3 cm con in mezzo lastre di polistirolo da 1 cm sui muri e sempre le lastre di polistirene da 2 cm sul soffitto. Chiedo scusa se tecnicamente sono stato impreciso, ma vorrei sapere quale delle soluzione sia la più idonea e duratura rispetto al classico intonaco, nell’eventualità quale tipo di polistirene richiedere o quale tipo di cartongesso usare. Dimenticavo, la villetta ha un riscaldamento con pannelli radianti a pavimento, non so se questo puo fare la differenza tra la scelta da prendere. Grazie in anticipo per la risposta.

  81. Roberto De Masi

    Salve Architetto,
    Sto realizzando una costruzione a Siracusa, in Sicilia, piena zona B.
    Si tratta di una struttura intelaiata, con vespaio areato e con solai e coperture in legno lamellare.
    Ho provveduto a coibentare la copertura con 18 cm di fibra di legno densita 160kg/mc, guaina termoriflettente, 7 centimetri di ventilazione, ulteriore tavolato grezzo da 25mm, guaina di tenuta all’acqua e tegole in cemento.
    Per i tamponamenti ho utilizzato i blocci lecablocco bioclima superlight da 38 cm e coperto il ponte termico con blocchi leca semplici da 8 cm.
    Veniamo al dunque: considerando che i pilastri a nord ed a sud sono inclinati, per una scelta architettonica, devo andare a coprire il ponte termico che non ho potuto comprire come fatto nelle pareti est ed ovest.
    Per questo motivo ero indirizzato a posare un cappotto in eps da 4 centimetri, classe 100.
    In questo modo otterrei 24 ore di sfasamento ed una trasmittanza di 0,23. Cio’ che mi frena è la paura che le pareti possano non traspirare (anche se ho letto nel sul blog che il fatto che le pareti traspirano è una fesseria. In alternativa dovrei andare a realizzare un termointonaco a base di calce naturale da 3 cm. Non prevedo VMC ma estrattori nei bagni e in cucina e ventilazione tradizionale (apertura finestre).
    lei cosa mi consiglierebbe fra cappotto in eps e termointonaco?
    Grazie anticipatamente
    Roberto

  82. Il materiale che consiglierei per coibentare il primo solaio all’intradosso è un Pannello isolante a base di idrati di silicato di calcio per interni privo di fibre, permeabile al vapore per garage sotteranei e soffitti di cantine.

  83. Salve, dovendo scegliere da dove iniziare a coimbentare la mia casa e non potendo affrontare adesso una ristrutturazione ne interna ne esterna, sto valutando la possibilità di iniziare dal cappotto esterno del “primo” solaio che confina con dei locali condominiali non riscaldati. Si tratta di un classico solaio in latero cemento-armato di circa 25cm privo di qualsiasi isolante termoacustico quindi freddo d’inverno e d’estate (ottimo). Aggiungo tra l’altro che l’umidità relativa media invernale della casa nelle ore pomeridiane e serali si aggira intorno al 65-70% . Tralasciando gli spessori necessari per la mia zona climatica “D” che mi consentirebbero di ottenere le agevolazioni, vorrei poter scegliere un prodotto che mi consenta di ottenere un buon isolamento termico dal freddo e resistenza al fuoco in caso di incendio (per via dei garage), lasciando che la casa continui a “scaricare” un po’ di caldo verso il basso in estate, a “respirare” tutto l’anno lasciando passare più vapore possibile e si possa incollare al soffitto senza particolari controindicazioni.
    Grazie
    Saluti Alex

  84. trovarsi senza intonaco esterno è la migliore situazione: l’isolamento esterno costerà “relativamente” meno.
    per calcolare una stratigrafia e stabilire lo spessore dell’isolamento si deve partire dallo stato di fatto inserendo spessore e qualità del muro esistente.

    è anche l’unico modo per scoprire se si raggiungeranno i limiti di trasmittanza della zona climatica C e quindi si otterranno le agevolazioni del 65% oppure ci si accontenterà del 50%.

    se i 5cm dettano legge, la risposta è già data: si farà un’isolamento termico esterno di 5cm. Personalmente sceglierei un intonaco termoisolante di qualità.

  85. Salve ,
    Un consiglio, io ho una casa in zona climatica C. La stessa è senza intonaco esterno e vorrei fargli un cappotto termico. Io ho al massimo 5 cm di spessore utile , mi conviene intonacare o fare un cappotto? Il cappotto di che materiale devo farlo? di quanti centimetri?

  86. cambiare i serramenti, posare un sistema di isolamento termico esterno e poi fare dei fori da 100 equivale a creare altrettanti ponti termici e nuove perdite per ventilazione.
    escludendo un impianto di vmc potreste pensare ad una vmc decentralizzata (puntuale) oppure fare corretta ventilazione manuale.

  87. Nella casetta di campagna ( composta da una stanza di 16 mq utilizzata anche come zona cucina, un piccolo bagno di 2,6 mq con finestra e una stanzetta di 5,3 mq con ampia finestra) in ristrutturazione stò sostituendo gli infissi con altri a taglio termico e inoltre devo realizzare un cappotto termico esterno. Per quanto riguarda la ventilazione interna, escludendo a priori un impianto VMC, ho pensato di creare dei fori (da 100 mm) nella stanza grande su pareti opposte con posa di un aspiratore. E’ consigliabile fare altrettanto anche nel bagno e nella stanzetta piccola? Oppure fare solo un foro di presa d’aria e sfruttare il solo aspiratore della stanza grande? Grazie per la cortese risposta.

  88. Il surriscaldamento estivo è un problema irrisolvibile se il tetto non è stato progettato per la protezione dal caldo. 9 ore di sfasamento non sono eccezionali.
    Si dovrebbe almeno fare la verifica della prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore).
    Ma sempre meglio far meglio.
    Il dubbio sull’eventuale futura condensa in zona pilastro o altre strutture più disperdenti è sempre legato alla quantità di umidità relativa interna. A tal proposito leggi il mio articolo http://espertocasaclima.com/2014/01/attenzione-alla-condensa-superficiale/

    Il dubbio sul forato da 30 o da 35: ogni blocco ha la sua scheda tecnica. Dire forato da 30 è come dire quasi nulla.

    Meno coibentazione prevedo e più impianti dovrò prevedere!

  89. Ho letto di pannelli in Aerogel Spacecork di soli 14 mm da utilizzare nei cappotti termici esterni che mostrano di avere un lamda=0,013 . Lei cosa ne pensa?

  90. Buongiorno Dottore. Le vorrei sottoporre un quesito. Sto realizzando un’abitazione singola in zona climatica E, molto molto assolata in estate. Struttura in pilastri in cls. Mentre prima mi fasciavo la testa per una coibentazione iper…. Da poco un tecnico mi ha detto che avendo una trasmittanza pari a 0,33 sul pilastro (calcolandolo isolato con eps da 100 mm) mi ha detto di non scendere oltre lo 0,28 per le pareti in quanto eviterei problemi di condensa. Ora, visto che in estate il sole batte imperterrito sulla casa, ho previsto un tetto con ottima trasmittanza e sfasamento a circa 9 ore con 20 cm di fibra di roccia densità 150, tetto in legno e ventilato. Per le pareti lei mi consiglia 30 cm di forato alveolato e 10 cm di eps o 35 di forato e 5 di eps? Per il tetto crede che abbia fatto la scelta giusta?

  91. Per quanto riguarda la mia richiesta di informazioni precedente di pari data aggiungo che la mia intenzione è quella di eliminare i ponti termici oltre che ottenere una discreta coibentazione termica. Si tratta di una piccola casa di campagna ristrutturata situata in Sicilia zona D.

  92. Innanzi tutto le auguro buon 2014. Andiamo alle domande. Cosa ne pensa di cappotti esterni realizzati con pannelli in fibra di legno Fiber Therm Protect_265 spessore 4 cm della Betonwood oppure con pannelli in sughero Black Cork della SACE spessore 5 cm. Sempre grazie per la cortese risposta.

  93. sembra ottimo per la coibentazione interna.
    la soluzione con i 6mm interni di espanso di polistirolo estruso conterrà anche un po’ le dispersioni perchè ha un’ottima conducibilità termica (veramente bassa) ma lei si ritrova a vivere in una scatola di polistirolo estruso che non dico sia una barriera al vapore ma certamente è un forte freno al vapore.
    una scatola di plastica non è certo la soluzione da consigliare.
    non mi dilungo nell’argomento discomfort estivo perchè sarebbe troppo lungo ma ho scritto diversi articoli che potete leggere nella categoria isolamento interno.

  94. Buongiorno,
    ho letto il suo articolo e i vari commenti. Ormai sto cercando informazioni ovunque, ma soprattutto il parare di diversi esperti. Senza dilungarmi oltre, vorrei chiedere informazioni su un materiale chiamato depron e conoscerne gli eventuali vantaggi e svantaggi.
    Dalle caratteristiche tecniche, sembra sia un materiale ottimo per la coibentazione interna delle pareti di casa (ed anche dei soffitti).

    grazie in anticipo

  95. eh no. meglio partire dal grezzo con il termointonaco, sia per l’adesione, sia per guadagnare spessore, sia per non buttare quattrini in uno strato da coprire. a cosa serve sabbia e cemento? non certo a coibentare.

  96. I commenti negativi sui termointonaci risaltano la scarsa proprietà di protezione termica. I dubbi ulteriori che mi vengono dall’utilizzare La Diathonite della Diasen riguuardano la durata e l’efficacia nel tempo del suddetto mmateriale in considerazione del costo da sostenere. Avrei in mente di fare sulle pareti esterne del fabbricato il classico rivestimento in sabia-cemento e calce (in Sicilia chiamato “traversato) che mi da maggiori garanzie sulla durata e poi su questo supporto posare 3-4 cm di Diathonite. Oppure posare dei pannelli isolanti di non so quale materiale, mi consigli lei.i cosa ne pensa?.
    Sempre grazie per la cortese risposta

  97. Ritornando alla Diathonite ho letto dei giudizi di scarsa efficacia dei termintonaci. Lei consiglierebbe il cappotto termico con Diathonite?
    Grazie della risposta

  98. naturalmente ha ragione lei. lo sforzo maggiore per isolamento termico va fatto esternamente.
    cosa penso della “dinamite”? io la chiamo così.
    è in effetti il termointonaco più prestante di tutti (conducibilità termica 0,045 W/mK)

    posare un termointonaco sul lato interno è sbagliato e controproducente, a meno che la sola possibilità sia una coibentazione interna.

  99. Sono incuriosito del prodoto Diathonite evolution della DIASEN da utilizzare per un cappotto esterno di 5 cm in zona D ( come da preventivo a loro richiesto). Lei che ne dice? E’ un buon prodotto per tale utilizo? Loro consigliano un cappotto interno di 2 cm ed esterno di 3 cm.ma io preferirei farlo solo esterno di 5 cm.
    la ringrazioo anticipatamente

  100. credo che al 4°piano sia difficile realizzare un nuovo cappotto esterno. o sbaglio?

    la stratigrafia delle pareti perimetrali non è magnifica e forse non sarà posata alla perfezione, ma mi concentrerei sulla copertura.
    probabilmente il caldo estivo e le dispersioni invernali sono da attribuire in massima parte alla copertura

  101. Salve,
    avrei bisogno di un tuo prezioso consiglio; premetto che vivo a Taranto e da un anno abito in un nuovo appatamento al quarto ed ultimo piano. Mia moglie si lamenta perché a suo dire la casa è fredda d’inverno e calda d’estate. I muri perimetrali sono costituiti, partendo dal lato esterno da mattone forato di 10 cm + intercapedine con eps di 4 cm + tufo da 10 cm; entrambi i lati intonacati. Cosa ne pensi?
    Se avessi bisogno di procedere ad un sistema di cappotto esterno qual sarebbe lo spessore minimo del coibente (suppongo eps) per migliorare l’isolamento stagionale?
    Grazie ancora dei tanti cosigli che sai elargire.

  102. cristina carraro

    Complimenti architetto, per i suoi approffondimenti, le chiedo: volendo coibentare da sopra il mio sottotetto non abitabile costituito da un solaio piano in laterocemento e muricci e tavelloni; cellulosa o polistirene in perle sono la stessa cosa dal punto di vista estivo ? Sceglierei il polistrirolo solo per una questione economica.
    Per la capacita’ termica aerica interna , come vede se applico dall’interno direttamente all’intonaco
    delle lastre in argilla? Visto che ho anche qualche pignatta che sta cedendo?
    Grazie per l’attenzione
    Cristina

  103. Grazie della delucidazione!
    per la parte interna, invece, ho già realizzato nel soffito, uno strato di 3cm di polistirene XPS, per creare un teglio termico col solaio. In questo caso XPS, è secondo lei la scelta più indicata?

    grazie
    Marco

  104. nessuna confusione:
    l’xps è materiale indicato per la zoccolatura o altre zone esposte agli spruzzi, l’eps bianco o con grafite è indicato per la coibentazione di tutte le facciate.

    per non fare confusione, il calcestruzzo è ottimo per costruire un pilastro, ma non è il massimo per tutta la casa! pur se alcuni costruiscono tutto l’edificio in calcestruzzo

  105. Salve,
    ho letto il suo articolo e i vari commenti, e ho capito che il cappotto in EPS è maggiormente indicato per la sua capacità di traspirazione e per via del costo inferiore. Mi conferma, dunque, che l’EPS sia la scelta corretta per un cappotto esterno in tutta la casa? io sinceramente avrei preferito XPS per via di una resistenza maggiore. A questo punto sono un po confuso!

    Grazie

  106. Salve Dott. Sampaoli,
    volevo un suo consiglio, il tetto del mio garage ormai ha qualche infiltrazione e attualmente è rivestito con guaina.
    Premetto che è sito in Parma e ci nevica anche tutto inferno per non parlare del sole d’estate di cui non ci si può neanche entrare, quindi avevo pensato di usare un accoppiato guaina XPS da 50mm cosi attenuerei anche un po il problema del caldo e non rimuoverei neanche la vecchia guaina.
    Ma siccome non mi piace l’idea di poggiarla e basta sul tetto mi chiedevo se esiste un prodotto che aderisce con la guaina esistente e l’XPS non tanto costoso.
    Secondo lei è una scelta che può andar bene?

  107. queste lastre in polistirene goffrato sono appositamente prodotte per lo zoccolo del cappotto, solitamente rientrante rispetto la facciata.
    se si sta posando un sistema a cappotto ben definito e certificato è anche bene poi utilizzare tutti i suoi componenti (certficati).

  108. Salve Dott. Sampaoli,

    Volevo porle gentilmente una domanda: che materiale e’ meglio utilizzare per la zoccolatura di un cappotto? Un EPS oppure XPS?

    La domanda mi è sorta da quando ho cominciato ad informarmi un po’ dopo aver cominciato a costruire una nuova abitazione in legno. L’architetto che mi segue ha optato per una “partenza” di 50cm della Fassa (Lastra BASETHERM) perchè sostiene che è più mobile e se ci sono movimenti strutturali non creerà crepe sugli strati di rasatura ed intonaci. Ma è veramente così? Non sarebbe meglio un estruso.. anche se più duro?

    Cordiali saluti
    Stefano

  109. GIUSEPPE GANGEMI

    Salve

    devo coimbentare 450mq di terrazzo. Cosa mi cosigliereste eps o xps? E dove posso acquistarlo al miglior prezzo? Grazie

  110. l’eps è generalmente il materiale più comune (leggi economico) per la realizzazione di sistemi di isolamento termico a cappotto.
    e in un vecchio fabbricato in pietra vogliamo posarlo internamente? vivere nell’eps?
    a parte il mio debole per materiali più nobili, salubri e naturali devo precisare che una coibentazione interna in eps certamente porta ad una diminuzione delle dispersioni termiche, ma non certo ad un miglioramento del comfort. penso a quello estivo per esempio.

  111. Salve Dott. Sampaoli, sto ristrutturando un’abitazione al piano terra di un fabbricato bipiano a Oristano.
    La struttura presenta murature in pietra aventi spessore cm. 55 e altezza interna netta pari a cm. 330.
    Dovendo procedere alla coibentazione interna per limitare la dispersione di calore, ho pensato di utilizzare un rivestimento composto da polistirene espanso EPS 200 (30 Kg/mc) da 6 cm. incollato al soffitto, rasatura a resina, rete in fibra di vetro e intonaco.
    Leggendo altri articoli del blog, mi pare di capire che questa scelta, riducendo la traspirazione del solaio potrebbe portare problemi di condensa, vorrei un chiarimento in merito e sopratutto se è preferibile una coibentazione alternativa??
    La ringrazio per l’attenzione.
    Saluti
    Enzo

  112. bene, o cappotto interno o isolamento in intercapedine se si riesce a progettarlo senza interruzioni (raro).
    congiunzione coibentazione verso il basso, pensata? dettaglio fori finestre?

  113. Innanzitutto la ringrazio per la risposta, anche rapida!
    Abbiamo iniziato con questa ristrutturazione e ogni giorno ahimè ci scontriamo con nuovi problemi!
    Il cordolo in ca è stato realizzato come sottofondazione della muratura e nuova fondazione per i porizzati. Ora tra la terra e i porizzati ci saranno circa 70 cm di cemento, per questo le dicevo che speriamo di aver in parte risolto il problema umidità. L’isolamento a cappotto non è possibile farlo in quanto lungo un lato siamo su strada pubblica. La muratura piena esterna rimane, non è a vista in quanto già intonacata. Il nostro interesse è solo quello di non fare lavori inutili e cercare di usare i materiali nel modo corretto.
    La ringrazio per l’attenzione.

  114. complimenti per il fai da noi!
    la coibentazione in intercapedine non è quello che consiglierei. immagino si voglia tenere la muratura piena d 12 a vista?
    la lana di roccia lasciamola a chi costruisce per vendere.
    l’xps non è adatto.
    l’umidità di risalita può inficiare tutta l’opera! non è da sottovalutare.
    un cordolo in calcestruzzo in basso?

    la scelta della coibentazione dovrebbe andare a braccetto con la coibentazione verso il basso e lo studio dei ponti termici. anche l’incontro con i fori per i serramenti è importantissimo.

    sarebbe bene vedere il progetto nell’insieme

  115. Buongiorno
    innanzitutto la ringrazio per tutti i preziosi consigli che ho già trovato sul suo prezioso blog!
    Provo a porle il mio problema..
    Io e il mio fidanzato stiamo ristrutturando da noi una vecchia cascina (collina, zona climatica E). Quella che diventerà la sala era in origine un porticato già chiuso su tutti i lati con muratura piena (spessore 12cm) e struttura portante in piglie (40x40cm), sempre in mattoni pieni.
    Ora a ridosso della muratura vorremmo realizzare verso l’interno una parete in laterizio porizzato portante con spessore 25, lasciando un’intercapedine di circa 5 cm in cui inserire del materiale isolante. Ero indecisa tra lana di roccia o xps (essendo in presenza anche di umidità di risalita, problema che speriamo in parte di aver se non risolto almeno attenuato con la realizzazione di un cordolo in ca). Le pieglie verranno rivestite verso l’interno dello stesso materiale isolante e poi il tutto verrà intonacato. Lei quale tipo di isolante consiglierebbe?
    La ringrazio in anticipo!
    Saluti
    Federica

  116. Spesso si viene trascinati a ragionare esclusivamente sui valori di trasmittanza termica (quel numero che ci dice quanto l’elemento edile disperde).
    Quando si ragiona esclusivamente sulla trasmittanza termica è sufficiente trovare materiali con bassa conduttanza ed applicarli.
    Ma l’italia ha tanti climi diversi e chi progetta a Cagliari in Sardegna dovrebbe prestare poca attenzione alla trasmittanza e tanta attenzione allo sfasamento, alla attenuazione e alla capacità areica interna della nuova stratigrafia.
    Alcuni materiali sono molto adatti alla protezione estiva, altri, come l’eps, lo sono meno!

  117. Buongorno Sinor Sampaoli
    Sto ristrutturando casa a Dolianova provincia di Cagliari.L’edificio a un piano terra e primo piano,su cui poi verra ampliata una mansarda con tetto in legno ventilato.Imuri della mansarda avranno una trasmittanza termica di 0,28.Vorrei isolare il resto della vecchia abitazione(piano terra e primo piano) con un cappotto.I muri della abitazione attuale hanno un spessore di 24 cm(tipo poroton)piu intonaco interno e esterno.Che materiale e spessore mi consigliate per raggiungere una buona trasmittanza termica?

  118. La ringrazio immensamente per la risposta.
    Le do qualche dato in più:

    Zona Sant’Agata dei goti contrada Piano.

    Dimensione terrazzo 119 Mq

    Spessore disponibile 12 Cm finito.

    Il problema è che sotto al terrazzo ci sarà il salone e la cucina, vorrei evitare problemi di condensa ed avere dei locali freschi d’estate.

    Altro problema grosso è lo spessore, se alzo troppo il terrazzo, si crea uno scalino per entrare nelle camere.
    inoltre avrei il livello del pavimento delle camere sottoposto a quello del terrazzo con problemi di ingresso acqua in caso di pioggia.

    Per concludere io metterei, se ho capito bene, mapelastic, pannelli XPS, rete, massetto, gress ?
    Ho capito che la soluzione XPS non risolve il prolema del caldo, ma le altre soluzioni sono troppo spesse e quindi non riuscirei ad utilizzarle a causa del poco spazio disponibile.

    Grazie milel per l’attenzione che vorrà dedicarmi.
    Saluti

    Michele

  119. Salve, devo realizzare la copertura di un terrazzo piano calpestabile.

    Pensavo di procedere nel seguente modo:
    mapelastic
    XPS 4 cm (incastro posato a secco)
    rete 4×4 in fibra
    massetto a pendenza
    colla gres

    ..
    il dubbio è:
    prima del mapelastic devo mettere una barriera antivapore?
    dopo i pannelli XPS, prima della rete devo mettere qualcosa ?

    Grazie

  120. Karton-Sana per l’esattezza. argilla, paglia e scarti di lavorazione dell’orzo! cosa potrei sognare di meglio in casa?
    il cartongesso in effetti è il più povero dei materiali.
    la hanno consigliata bene!

  121. Marco Massanelli

    Buon giorno dott. Sampaoli. Sto per iniziare a costruire casa da Zero, e la vorrei classificare in classe ORO e nei preventivi che mi sono stati consegnati, una azienda mi ha messo, come alternativa al cartongesso, il Kartonsan, definito pannello sano e attivo. A parte i costi, che sono maggiori, volevo avere un suo parere. Magari pensavo di metterlo solo in alcune stanze…
    Grazie

  122. mi ha appena risposto il tecnico stiferite dicendomi:

    “La schiuma PIR che noi produciamo come il rivestimento in velo vetro del pannello sono praticamente esenti dall’assorbimento di acqua quindi noi consigliamo l’applicazione anche come zoccolatura di partenza visto che anche la resistenza agli urti ed alla compressione sono molto elevati.”

  123. secondo me è sempre necessario uno zoccolo di partenza in materiale poco sensibile agli spruzzi come l’xps. non credo che stiferite proponga un sistema certificato.

  124. A proposito del mio post precedente,anticipo già la risposta all’obiezione che qualcuno muoverà,e cioè che va utilizzato il polistirene estruso SENZA PELLE per migliorare l’aggrappo della colla.Bene,togliendo la pelle,l’assorbimento d’acqua passa da 0.7 WL(T) a 1.5 WL(T),quindi raddoppia.E quindi la caratteristica principale dell’estruso,il basso assorbimento d’acqua,viene vanificata.

  125. ATTENZIONE,CONSIDERATE ALL’INIZIO DI QUESTA PAGINA CON MOLTA CAUTELA ! L’utilizzo di pannelli in XPS,polistirene espanso estruso sulla zoccolatura è del tutto inutile.E’ una novità tutta italiana per rendersi le cose più complicate e fare nel contempo la figura di”quelli che ne sanno”.Non si utilizzano MAI materiali con diverse caratteristiche sia fisiche che meccaniche che di prestazioni(assorbimento all’acqua,condcucibilità termica,stabilità dimensionale) differenti a contatto TRA LORO! Molto meglio ,se si vuole avere un pannello più rigido ,utilizzare EPS ad altissima densità,come quella dell’XPS.Pannello che inoltre presenta un assorbimento all’acqua praticamente nullo,come l’XPS.
    Preciso inoltre per che non è esatto dire che “l’EPS è espanso e l’XPS è estruso” .Sono entrambi espansi,l’EPS è espanso sinterizzato e l’XPS è espanso estruso.
    POSSO INOLTRARE MOLTISSIME IMMAGINI DI CAPPOTTI IN XPS DISTACCATI,CREPATI O ADDIRITTURA CROLLATI COMPLETAMENTE.
    L’XPS è un ottimo materiale isolante,forse il migliore sotto molti punti di vista,ma per il cappotto,meglio lasciar perdere.

  126. buongiorno,
    innanzitutto grazie per la disponibilità e la competenza dimostrata in questo blog.
    Volevo un consiglio per l’isolamento di un tetto piano rovescio in zona climatica C, gradi giorno 1.048. Abito in una casa singola (zona giorno esposta a sud con balconi molto profondi e zona notte a nord senza balconi), ultimo piano, tetto piano, edificata nel 1980.
    Sul lastrico solare (di circa 250mq) c’è asfalto minerale che proteggo ogni due anni con della guaina liquida ed è presente un pannello di un impianto solare termico, poggiato su una piattaforma di cemento 1x2mt ed alta 20cm.

    Soluzione che mi hanno proposto:
    1. isolamento termico costituito da pannelli in poliuretano dello spessore di mm.6, applicati al piano di posa mediante impiego di bitume ossidato;
    2. Strato di prima impermeabilizzazione e vincolo della membrana con adesivo bituminoso di aderenza a freddo;
    3. membrana impermeabile DERBISOLAR ottenuta con mescola HCB (Hybrid Copolymer Blend) integrata da un coating acrilico di finitura resistente ai raggi UV di colore bianco.

    La membrana bianca diminuisce tanto l’assorbimento di calore estivo che è notevole visto che il terrazzo prende sole dall’alba a tramonto.

    Questa soluzione, oltre a costare un botto, mi lascia perplesso sull’uso del poliuretano ed anche sul trattamento dei ponti termici che non viene affrontato. I balconi vanno coibentati anche da sotto e lateralmente? È preferibile l’uso del polistirene? La piattaforma di cemento come va isolata?
    Grazie mille!

  127. Salve devo ristrutturare un sottotetto con copertura in legno a vista. Volevo un consiglio riguardo al pacchetto da realizzare il dilemma è tra un pacchetto caldo e un pacchetto freddo, le riassumo le due stratigrafie proposte tetto freddo freno vapore sd. 2 pannello isolante lana di roccia (rockwool hardrock max cm 16, camera di ventilazione da da 4, telo di tenuta all’acqua sd. 0.05 pannello osb + guaina + coppi. sol. 2 tetto caldo telo riwega 188 alu strato isolante in termolan solida energy plus (densità 135kg/mc)10+8 cm pannello super pan tech p5 da 18 mm telo riwega usb classic un profilo di ventilazione tipo porto coppo zefiro (che non potrò utilizzare xchè devo recuperare i vecchi coppi) e coppi . La ringrazio anticipatamente

  128. Grazie,
    per la cortese risposta. Si blocchi in calcestruzzo pieno ( cosiddetti blocchi di cemento portante ). Quindi mi sconsiglia quel materiale per motivi inquinanti? Grazie per l’info. Soltanto che per motivi economici dovrei optare per il polistirene estruso sempre da 8 cm…Purtroppo i materiali migliori, in fibra naturale hanno un costo superiore ai 45 euro al mq ( consideri che parliamo di una superf. di 140 mq circa da coibentare..).
    Come al solito si cerca un compromesso tra qualità e prezzo. Ma se dovesse scegliere un materiale alternativo alla lana di vetro, ma non la fibre naturali, per cosa opterebbe ?
    Grazie.

  129. giusta l’intenzione di eseguire una coibentazione esterna.
    da chiarire meglio la qualità della muratura attuale. calcestruzzo pieno in blocchi?
    chi le ha consigliato quel materiale isolante forse le ha regalato un consiglio disinteressato, ma io non consiglierei la posa di pannelli termoisolanti che emettono nell’aria sostanze inquinanti come formaldeide e altri composti organici volatili (VOC).
    sarò all’antica…

    leggi anche http://espertocasaclima.com/coibentazione-dall-interno/coibentare-dall-interno-con-lana-di-vetro/

  130. Buongiorno, stiamo recuperando un sottotetto e dobbiamo effettuare la coibentazione in quanto l’attuale tetto in c.a. ne è sprovvisto. Per diversi problemi non ci è possibile operare dall’esterno, per cui ci sono stati proposti alcuni prodotti, nello specifico:

    – knauf isolastra XPS (gesso rivestito + polistirene estruso)
    – stiferite classe SK (spess. mm. 50-60)

    e in ultimo ci è stato proposto un pannello da costruzione delle ditta wedi.

    I sistemi sembrano molto simili anche se ovviamente ogni tecnico videnzia le peculiarità del propprio prodotto…
    Vorrei anche mettere in evidenza che ci troviamo nelle’entroterra ligure a circa 700 m.s.l.m. e durante l’inverno le temperature raggiungiono valori parecchio al di sotto dello zero, per cui qualche accorgimento sarà indispensabile prenderlo in considerazione!il problema è capire quale sia la soluzione più corretta. Grazie per la risposta!

  131. Salve,
    stò costruendo la prima casa e pertanto ho deciso di optare per il cappotto esterno. La casa è fatta in blocchi di calcestruzzo pieno ( casa a 2 piani, dove il piano terra, in parte semiinterrato è da 40 cm, mentre il piano di sopra è da 30 cm). Avendo letto molto sul cappotto, i vari materiali esistenti ( quelli di origine naturale e quelli sintetici) etc, volevo sapere da lei un consiglio su che tipo di materiale opterebbe. Consideri che mi trovo in zona climatica D. Mi è stato consigliato il CAPP8 della ISOVER da 8 cm( Conduttività termica 0,037 e ? = 1), che ne pensa? Naturalmente per motivi di costi ho escluso i materiali naturali ( tipo fibra di legno) che però sò essere i migliori tra quelli esistenti. Il CAPP8 invece sembra essere un via di mezzo, nel rapporto qualità-prezzo? Che ne pensa? In alternativa, ma con costi molto inferiori il polistirene estruso grafitato sempre da 8 cm. Tra l’altro credo che quest’ultimo ( visto che a me interessa molto la protezione dal caldo estivo…) abbia una capacità termica maggiore rispetto al CAPP8 ( e ciò è fondamentale nell’isolamento estivo..). La ringrazio in anticipo e resto in attesa di un suo consiglio.
    Cordiali Saluti.

  132. se i piccoli segni di umidità da risalita sono piccoli, forse si tratta solamente di zone soggette a spruzzi d’acqua di rimbalzo della pioggia: in questo caso procederei con un raschiamento delle zone ammalorate per la posa del sistema a cappotto.
    se l’umidità di risalita è invece presente si deve risolvere il problema prima della posa (per proporre un intervento risanante bisognerebbe vedere il degrado).
    la scelta di fermarsi fuori terra può essere valida solamente se lo spessore del solaio non rimane scoperto.


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