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Il pesce d’aprile e l’invio della documentazione all’Enea che deve essere effettuato entro il 1° aprile 2019

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Sarebbe così semplice superare il 1° Aprile, una forbice, qualche cartoncino colorato e qualche pezzettino di scotch per riempire di pesciolini le schiene di amici e colleghi.

Invece l’Agenzia delle Entrate è molto più sofisticata:

A furia di articoli, e di passaparola tra professionisti e committenti, più o meno tutti hanno compreso che solo le Ristrutturazioni, quelle senza risparmio energetico, non necessitano della comunicazione Enea.

L’Agenzia delle Entrate conferma che l’obbligo di trasmettere telematicamente all’Enea le informazioni sugli interventi effettuati riguarda solo le ristrutturazioni che comportano risparmio energetico.

Il senso di tutta questa confusione e lavoro documentale in più non è la solita italica propensione alla burocrazia, è piuttosto un tentativo di monitoraggio e valutazione del risparmio energetico che deriva dagli interventi di ristrutturazione edilizia. Tutta documentazione già richiesta da anni per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici.

Insomma, quest’anno non saremo noi a burlarci degli amici o dei parenti, ma sarà l’ENEA a burlarsi delle vittime che avranno scordato il 1° Aprile, scadenza dell’ invio delle Pratiche Enea 2018 (per i lavori terminati nel 2018).


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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DETRAZIONI FISCALI per interventi di RISPARMIO ENERGETICO e utilizzo di FONTI DI ENERGIA RINNOVABILI

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Volete diventare esperti in DETRAZIONI FISCALI per interventi di RISPARMIO ENERGETICO e utilizzo di FONTI DI ENERGIA RINNOVABILI in una notte?

Ecco tutti i link aggiornati per gli esperti lettori:

  • GUIDA RAPIDA per la trasmissione dei dati relativi agli interventi edilizi e tecnologici che accedono alle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie che comportano risparmio energetico e/o l’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia (art. 16 bis del DPR 917/86) Aggiornamento marzo 2019

    • ECOBONUS Riqualificazione energetica – ex legge 296/06 ELENCO INTERVENTI AMMESSI ALLA DETRAZIONE. Aggiornamento marzo 2019
    • FAQ risposte alle domande più frequenti su ECOBONUS, AGEVOLAZIONI FISCALI PER IL RISPARMIO ENERGETICO NEGLI EDIFICI ESISTENTI – EX LEGGE 296/06. Aggiornamento marzo 2019
    • Le Agevolazioni fiscali per il RISPARMIO ENERGETICO. Aggiornamento febbraio 2019

Prima di lasciarvi cliccare sui link, vi suggerisco una cosa, non fate interventi basandovi sulle detrazioni, affrontate i lavori che sapete essere necessari, quelli che fareste in ogni caso, anche senza bonus. Non scegliete i materiali con leggerezza e non sottovalutate mai la prestazione estiva. Non siate folli, pensateci e poi ripensateci


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Riscaldamento, gestirlo meglio dell’anno passato

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E il freddo, anche quest’anno, alla fine è arrivato:

è tempo di accendere il riscaldamento.

Tante famiglie cercano di regolare il termostato (spesso installato in posizione sbagliata) sperando di trovare il compromesso ideale tra risparmio e temperatura confortevole, ma un termostato ambiente che permette infinite regolazioni non è molto utile per avere comfort e risparmio in bolletta.

L’errore sta proprio nell’idea che le impostazioni del termostato facciano tutto loro:

1. è la regolazione della temperatura di mandata della caldaia che dev’essere ben gestita 2. sono le valvole dei radiatori (o le testine elettrotermiche per i circuiti radianti) che devono essere chiuse o aperte fino ad ottenere l’equilibrio completo dell’impianto nei vari ambienti.

Meglio utilizzare la caldaia con una mandata moderata, a seconda delle esigenze dettate dal clima esterno, senza tante interruzioni, evitando continui on-off. Le portate delle caldaie non devono comunque scendere sotto le portate minime richieste.

Per le caldaie a condensazione, la condensazione (se avviene) consente di recuperare parte del calore contenuto nel vapore e di abbassare la temperatura dei fumi e dell’involucro, riducendo così le dispersioni (verso l’ambiente esterno o il locale caldaia) che sono solamente lo 0,5% del PCI (Potere Combustibile Inferiore). Il calore di condensazione è il calore che possiamo recuperare facendo condensare l’acqua ed è appunto sul possibile recupero di questo calore che si basa la tecnologia delle caldaie a condensazione.

Le caldaie a condensazione possono condensare, ma riescono a condensare solo con temperature di ritorno inferiori a quelle di rugiada nei fumi (per il metano variano da 53 a 58°C) :

  • più le temperature di ritorno sono basse e più condensa otteniamo e più calore recuperiamo dai fumi.

Insomma, i consumi sono molto influenzati dalle temperature dell’acqua di ritorno in caldaia più che dal suo rendimento (si può dire che c’è un 10% di consumi in meno rispetto ad una caldaia tradizionale).

Per le caldaie tradizionali ci sono limiti che riguardano sia le temperature di ritorno che le portate : le portate minime (i valori sono in genere indicati dai Produttori) non devono essere inferiori al 30-40% della portata nominale. Vanno evitate temperature di mandata e di ritorno troppo basse: i limiti sono indicati dai Produttori. Insomma, i consumi non sono influenzati tanto dalle condizioni di lavoro della caldaia, ma dal suo rendimento.

Allora? tenere la caldaia spenta il più possibile è risparmio energetico ?

In effetti, meno differenza di temperatura tra interno ed esterno c’è e più contenute sono le dispersioni termiche dell’edificio, ma le temperature superficiali interne troppo basse mettono le strutture a rischio condensa e quindi a rischio muffa.

Meglio lasciare il più possibile acceso il riscaldamento con caldaia regolata al minimo:

  • a temperatura più bassa la caldaia ha una resa maggiore.

Continuando a tenere spento il più possibile si dovrà regolare più alta la temperatura per godere in casa di un certo comfort:

  • temperature basse durante le assenze e più alte quando si è in casa, impongono una temperatura dei radiatori più elevata per soddisfare il valore impostato ad un certo orario (l’inerzia termica delle strutture non isolate o non sufficientemente isolate è forte).

Regoliamo la temperatura di mandata in modo proporzionale alla temperatura esterna mantenendo il più basso possibile la temperatura dell’acqua :

  1. si deve trovare il giusto equilibrio della temperatura di mandata anzichè spegnere e accendere l’impianto, intervenite sempre sulla temperatura di mandata (se non lo fa già la sonda esterna per voi)!
  2. se vi assentate per qualche giorno da casa, inutile trasformarla in un cubo di ghiaccio, abbassate un po’ la mandata, fate un completo ricambio d’aria per eliminare il vapore accumulato negli ambienti, al vostro rientro rialzate la mandata
  3. bilanciate l’impianto, ambiente per ambiente: anche in assenza di valvole termostatiche moderne si possono chiudere e aprire le valvole dei singoli radiatori in ogni stanza (la corretta portata permette di riscaldare gli ambienti più dispersivi e freddi con la massima apertura della valvola e di riscaldare con una portata “più strozzata” gli ambienti che sono già di per sè, per esposizione o cubatura, più caldi e meno bisognosi di riscaldamento)
  4. impostate i termostati ambiente ad una temperatura irraggiungibile e concentratevi per avere ovunque i 19-20°C (e nei bagni qualche grado in più) intervenendo sulle valvole dei radiatori (o le testine elettrotermiche per i circuiti radianti) 
  5. ora reimpostate il termostato, magari interverrà quando in effetti le temperature interne sono raggiunte e non c’è necessità di ulteriore energia
  6. trovate sul termostato la temperatura perfetta per voi e poi, invece che impostare orari e giorni della settimana sfogate sempre la vostra voglia di regolazioni sulla temperatura di mandata della caldaia
  7. evitate, per quanto possibile, forti differenze di temperatura interna tra un ambiente e l’altro: le disomogeneità di temperatura indoor non favoriscono la sensazione di comfort percepita e portano a più elevate concentrazioni di umidità interna in alcuni ambienti meno riscaldati (rischio muffa)

Alla stagione fredda successiva, appena si sente l’esigenza di far partire l’impianto (bilanciato l’anno prima), non corriamo ad impostare giorni della settimana e orari di accensione e spegnimento! Concentriamoci sulla sola regolazione della temperatura di mandata. Solo su quella!

Inutile fissare 65°C di mandata in ottobre, far partire la caldaia per due ore e poi fermare l’impianto fino al pomeriggio per farla ripartire nuovamente a 65°C.

Avrete un impianto che va piano, sano e lontano.

Ecco che i muri e tutte le strutture avranno sempre più o meno la stessa temperatura, ben più alta di prima, senza permettere alle spore di trovare zone con condense alle temperature critiche dei 13-16°.

La produzione di acqua calda sanitaria (ACS) invece può venire da vari sistemi, ad accumulo, istantanei e misti :

  • nei sistemi di accumulo l’ACS viene riscaldata e accumulata ad una temperatura più elevata rispetto a quella di utilizzo e poi miscelata con l’acqua fredda
  • se la produzione è istantanea l’ACS viene riscaldata appena ce n’è la richiesta e la temperatura ideale è intorno ai 45°C, quella che preferite
  • volete l’acqua calda sanitaria a costo zero? allora leggete quest’altro articolo.

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Guida alle agevolazioni fiscali per risparmio energetico – ottobre 2018

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Se state cercando come l’Agenzia delle Entrate abbia aggiornato la Guida alle agevolazioni fiscali per risparmio energetico – ottobre 2018 per informarvi meglio che potete, scaricate in formato pdf la nuova guida nell’attesa della pubblicazione del decreto.

Ecco il pdf “Guida_agevolazioni_risparmio_energetico-ottobre-2018“.

Se invece siete interessati solamente alle agevolazioni per la sostituzione dei serramenti (che ovviamente consiglio caldamente a chi ha ancora finestre di trent’anni fa) potete stare tranquilli e progettare questo passo importante con tutta calma: l’Italia ha presentato alla Commissione europea il Documento Programmatico di Bilancio 2019 che parla di un’ulteriore proroga delle detrazioni fiscali al 50% per gli interventi di

  • sostituzione di infissi
  • schermature solari.

Dunque non correte e non sbagliate: progettate la posizione ideale del nuovo serramento per ottenere il miglior valore Uw installato (Uwi), la corretta ombreggiatura per evitare surriscaldamenti estivi facilmente evitabili, i materiali migliori per le sigillature e non dimenticate che se l’intervento che fate è a step (e prevede in un futuro anche l’isolamento termico delle pareti) meglio posare già oggi il serramento in vista della futura continuità con il sistema di isolamento che avete in mente.


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1 italiano su 4 è soddisfatto della propria casa

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Se l’Osservatorio sulla Casa 2017 dice che 1 italiano su 4 è soddisfatto della propria casa allora è veramente ora di decidersi e fare qualcosa: per esempio fare grande attenzione nella scelta dei materiali da utilizzare in caso di costruzione nuova o ristrutturazione! Materiali salubri e materiali che migliorano le prestazioni estive oltre che quelle invernali NON hanno prezzi molto diversi da tutti gli altri. Occhi aperti!

Ho letto che un’indagine Doxa ha definito 5 aspetti fondamentali per la “casa ideale”:

  • salubrità
  • comodità
  • risparmio
  • basso impatto ambientale
  • smart

salubrità:

l’inquinamento dell’aria interna inizia a farsi notare. Una ragione in più per valutare bene qualità dei materiali da costruzione, e qualità delle finiture interne e degli arredi.

anche l’inquinamento acustico comincia ad essere sentito. Perchè non cominciare a fare meno rumore? Inutile costruirci tutti un bunker acustico perchè fuori bisogna fare sempre più baccano.

I rumori esterni non sono altro che il prodotto di tutto ciò che facciamo fuori casa:  usiamo il tagliaerba a spinta invece che il tosaerba a motore, usiamo il rastrello invece che il soffiatore, usiamo le forbici invece che il decespugliatore, usiamo la bici invece che lo scooter, usiamo le gambe se possiamo evitare l’auto, usiamo la canna invece che il compressore, innaffiamo il prato invece che accendere l’irrigazione alle 4 della mattina, usiamo lo swiffer invece che l’aspirapolvere, ombreggiamo invece che accendere il climatizzatore.   (mi rendo conto di essere assai noioso)

comodità:

il comfort ce l’abbiamo quando stiamo bene in casa, se non ci proteggiamo dal caldo e dal freddo migliorando i nostri progetti sarà difficile vivere nel comfort. Se non abbiamo un corretto ricambio d’aria negli ambienti sarà difficile vivere nel comfort. E’ tempo di diventare tutti più esigenti al tavolo del progettista.

risparmio:

Una casa che consuma molto poco per riscaldamento e per raffrescamento è sicuramente un edificio ben progettato e ben coibentato. Trasformare la propria casa in una casa energeticamente efficiente richiede una bella serie di interventi: informiamoci bene e facciamo i passi giusti. E se interveniamo a step progettiamo bene cosa si fa prima e cosa si fa dopo senza invalidare lavori fatti per farne di nuovi.

basso impatto ambientale:

ogni scelta ha un certo impatto ambientale, proviamo a ragionarci.

smart:

La casa comandabile a distanza è innovativo. Ricordate la televisione senza telecomando? Ci si alzava dal divano per cambiare canale (infatti c’erano 3 canali).

La casa smart… l’impianto domotico può stupire ma non mi sembra affatto il quinto aspetto fondamentale della casa ideale. Accendere la lavatrice con l’iPhone o chiudere la finestra in mansarda mi sembra veramente secondario per chi non ha problemi di mobilità.

L’indagine Doxa fa anche notare altri 2 aspetti:

  • che il 45% degli italiani non sa se la propria abitazione è stata costruita rispettando norme antisismiche.  e come può l’italiano saperlo? non sta mica scritto sotto il campanello.
  • che solo il 52% degli italiani che ha realizzato dei lavori ha usufruito delle detrazioni fiscali se ho dei risparmi ma non ho reddito come faccio ad usufruirne?

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Le promesse prima delle ferie

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Accorcerò le distanze di provenienza del cibo (quando possibile di stagione) e delle cose. Accorciare le distanze tra produzione e consumo, in termini geografici e umani, significa valorizzare il proprio territorio prediligendo i prodotti della terra e dell’artigianato delle proprie zone.

Proverò ad autosostenermi con le mie sole forze a dimostrazione di non essere totalmente incapace di costruire o coltivare qualcosa. Non tanto per la mancanza di cibo, ma per la necessità di tornare alla terra e avere più consapevolezza di ciò che si mangia.

Continuerò a ridurre le emissioni diminuendo ulteriormente l’uso dell’auto a favore della bici. Continuerò la sfida contro me stesso dei consumi litri/100km guidando sempre più parsimoniosamente, come fosse l’ultimo litro di benzina.

Continuerò a disprezzare gli scooters, rumorosi, infestanti, fumosi, inquinanti che distruggono ogni centro di città o di paese.

Per quanto possibile, e compatibilmente alla mia famiglia, farò molto NO-Shopping: senza tante rinunce – alla mia età di mezzo e poco oltre dovrei possedere già ciò di cui ho bisogno e anche oltre. Non abboccherò all’acquisto compulsivo. Spendere di meno significa avere anche bisogno di guadagnare di meno?

Cercherò momenti di silenzio e solitudine per far esplodere la creatività!

Risparmierò più corrente, più acqua e più gas in casa.

Continuerò a ripetere che la vera raccolta differenziata si ottiene pagando la “monnezza” e non tassandola! Anche perchè non vedo alcun motivo perchè il “popolo” debba regalare tanta ricchezza a chi ricicla. La plastica non è  “monnezza” è ricchezza! La carta non è  “monnezza” è ricchezza! Il metallo non è  “monnezza” è ricchezza! Smettiamola di farci prendere per il c–o. Aggiungete voi la L e la O.

Continuerò a consigliare chi ha qualche metro di giardino di costruirsi o comperarsi un Compost per buttarci l’umido e il cartone ottenendo buona terra per i propri vasi.

Continuerò una dieta filo-vegetariana o quasi: riduce le emissioni, i consumi d’acqua, i rischi di malattie cardiovascolari, e le spese.


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Involucro edilizio e ottime stratigrafie non sono tutto

Perchè suggerisco sempre di progettare l’involucro edilizio e poi sedersi dal migliore termotecnico disponibile invece che telefonare all’idraulico?

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Gli strati che compongono il solaio verso terreno, le pareti verso l’esterno e la copertura,  non devono contenere errori progettuali o di fisica edile, devono rispettare i limiti stabiliti per ogni zona climatica dal DM 26.6.2015 e devono avere un occhio attento alla salubrità.

Ma buone stratigrafie non sono ancora tutto! Sono un buon punto di partenza.

Definire l’involucro è necessario e ci aiuta ad identificare la classe energetica richiesta, ma sono solo le stratigrafie delle parti opache a garantire qualità, comfort, prestazioni energetiche e salubrità?

Non proprio, o non del tutto.

Insisto moltissimo sulla qualità degli strati, sull’attenzione alla massa in una struttura leggera, sulla capacità areica degli elementi: le stratigrafie sono importanti! ma non solo quelle.

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La valutazione termotecnica dell’intero progetto è fondamentale per far funzionare le nostre future 4 mura!

  • la posizione geografica e i dati climatici locali non vi sembrano importanti?
  • il microclima del sito?
  • anche la forma e le dimensioni dell’edificio, la sua compattezza (un edificio spazioso e mono piano è meno efficiente di un edificio di pari metratura suddivisa su due piani) e le sue eventuali articolazioni influiscono parecchio.
  • l’ esposizione dei fori finestra, le ombreggiature fisse o architettoniche, sono a ostacolare o ad agevolare i guadagni solari gratuiti – anche loro contano.
  • la ventilazione degli ambienti è, direi, indispensabile: tenuta all’aria dell’edificio significa non avere rinnovi d’aria senza il nostro intervento, che potrebbe essere manuale con l’apertura della finestra, ma senza recuperare il calore. E’ tempo di conoscere la vmc ed informarsi adeguatamente (comprereste la vostra prossima automobile senza ventilazione? ecco, vi siete già dati una risposta)
  • la prestazione degli impianti e l’ottimizzazione delle perdite per distribuzione non sono cose importanti?

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Tutto questo po’ po’ di analisi è la via più giusta per valutare con professionalità la nostra futura casa! Ricordate:

Involucro & impianti.

Dolce & salato.

               

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marco-de-pinto-termotecnico  marco de pinto passivhaus planer   federico_sampaoli_espertocasaclimacom   ipha_member   

+ involucro - impianti copyrightarticolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Consumo elettrico di casa, le fasce orarie

Il mio consumo elettrico di casa è monitorato mese per mese dall’ormai lontano 2007. Me ne occupo io, il primo giorno del mese riporto nel mio foglio excel la lettura del contatore. Fino a che c’era il vecchio contatore copiavo la lettura e tutto era fatto, ora, con il nuovo contatore elettronico devo premere il noioso tasto rotondo per trascrivere le 3 letture delle rispettive 3 fasce orarie F1 F2 F3 (un po’ più laborioso, qualche attimo in più). Incomprensibile resta il fatto che il generoso display (che sta lì a far nulla se non stimolato dal bottone rotondo) non riporti già la lettura ben visibile al disgraziato utente (disgraziato perchè ha un apparecchio nato con questa piccola enorme disgrazia).

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Sì sono polemico, so che è una questione di qualche secondo! ma tutti gli italiani devono stare con il naso all’insù, matita nell’orecchio, post-it sul naso, e indice premuto sul bottone rotondo sperperando 15 secondi (se sono ben allenati) per fare l’autolettura:

  • 15 secondi x 12 mesi x 20 milioni di italiani = 1 milione di ore dedicato all’autolettura

Giacchè 8.760 ore corrispondono ad 1 anno di vita, possiamo affermare che il paese Italia butta circa 114 anni di tempo per riuscire a fare l’autolettura del nuovo contatore elettronico riprogrammato sulle 3 fasce di consumo (Tariffe Triorarie).

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All’ingegnere che ha partorito il display del contatore elettronico bisognerebbe dare 114 sculaccioni in piazza e senza mutande.

Ma chiudiamo qui questa brutta storia e l’orribile punizione.

La gara contro me stesso è proseguire anno dopo anno ad abbassare i consumi elettrici – come in guerra e in amore tutto è permesso – l’importante è abbassare i propri consumi! Se anche voi tenete d’occhio i vostri, già sapete che ogni mese dell’anno ha il suo tipico consumo medio espresso in kWh: a casa nostra, per esempio, il picco massimo è in febbraio e quello minimo cade sempre ad agosto. Perciò si deve mirare ad abbassare il consumo mensile dello stesso mese nell’anno precedente e così via. Ecco perchè torna utile il foglio excel!

Forse avete già fatto tutto il possibile per ottenere consumi contenuti:

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dagli elettrodomestici in classe energetica elevata A++ fino a tutte le lampadine sostituite con quelle di nuova generazione LED (mi raccomando.. bianco caldo: la temperatura di colore 2700K crea un ambiente accogliente e caldo) senza piombo o mercurio e senza radiazione di IR o UV. 

Che fare allora?

Non si può che giocare d’astuzia: sfruttare al massimo le tariffe Triorarie: il prezzo dell’elettricità è differenziato. Le tariffe triorarie A1 A2 A3 sono applicate ai piccoli consumatori e a tutte le piccole imprese con meno di 50 dipendenti, un fatturato annuo o un totale di bilancio non superiore a 10 milioni di euro e i cui punti di prelievo nella titolarità delle stesse siano connessi in bassa tensione.

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Pensate che le fasce orarie F1 F2 F3 siano ben evidenziate in fattura? Scor-da-te-ve-lo! Un grande tam tam per farci conoscere che Enel diventa Servizio Elettronico Nazionale (come se all’utente interessasse) e che la bolletta sarà nuova (un’intera pagina A4 stampata solo fronte per farci vedere l’esempio di bolletta precedente dell’utente XXX e l’esempio di bolletta attuale) anzichè far conoscere a tutti gli italiani con precisione le fasce orarie!

Naturalmente oscurare l’informazione è un obiettivo molto comune in Italia: il popolo deve stare ignorante per governarlo meglio.

A pagina 3 della vostra bolletta potete leggere: << Vuoi conoscere le fasce orarie? Vai su servizioelettriconazionale.it >>

Purtroppo è così, questa informazione è oscurata in bolletta!

Si sa, la bolletta prima o poi arriva a tutti, e tutti potrebbero leggerla scoprendo quali sono le fasce orarie! meglio oscurare meglio oscurare!

Collegatevi ad internet e perdete un po’ di tempo se volete scoprire  le fasce orarie F1 F2 F3. Intanto io ve le riporto qui sotto:

consumo-elettrico-casa-fasce-orarie-01

Nella fascia oraria più economica F3 noi cerchiamo di concentrare le lavatrici (prima delle 7:00 la centrifuga completa il ciclo e la biancheria si può già stendere): un piccolo gesto, un po’ di programmazione e in un anno diventano numeri!

Nella fascia intermedia F2 si potrebbero concentrare tutte le lavastoviglie se non avete la fortuna di avere una cucina chiusa e farla lavorare durante la notte senza venire disturbati!

Insomma, se abbiamo già fatto ogni sforzo non ci rimane che sforzarci di consumare elettricità in fasce orarie dove il kWh costa poco.

       

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Led retrò

Mi illumino di meno e meglio.

Better Mix Design Studio LED-01

Risparmiare energia ed essere efficienti senza rinunciare al piacere della vista di una vecchia lampadina ad incandescenza si può.

Better Mix Design Studio LED-04

Questa lampada da tavolo è in realtà una lampada a LED:

Better Mix Design Studio LED-02

La bella idea è di Better Mix Design Studio: un LED illumina la classica forma del bulbo ad incandescenza con una luce calda.

Better Mix Design Studio LED-03

In passato ho disegnato anch’io lampade che volevano il classico bulbo ad incandescenza, bello sarebbe poter montare LED speciali come questo.

CuCù, design federico sampaoli, lampada da sospensione in acciaio 20 x 8 cm; h 20 cm.:

lampada CuCù design federico sampaoli millepede-03 lampada CuCù design federico sampaoli millepede-02lampada CuCù design federico sampaoli millepede-01
            

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VMC ad acqua?

 Se seguite questo sito, oramai avrete capito quanto io tenga alla Ventilazione Meccanica Controllata: e non tanto per il recupero del calore quanto per la più buona qualità dell’aria interna.

Secondo me, l’aspetto più vicino al tema dell’efficienza energetica di una casa è proprio il recupero del calore, quello che si può ottenere dall’aria viziata in uscita e che può essere ceduto all’aria fresca entrante.

Ma nessuno ha mai pensato di recuperare il calore dell’acqua sporca in uscita che potrebbe essere ceduto all’acqua fresca entrante?

powerpipe

Qualcuno ci ha pensato: è una società canadese. Si sfrutta l’acqua (calda) di scarico per preriscaldare l’acqua fredda in arrivo!

 Io sono fanatico delle soluzioni di risparmio ancor prima di pensare alle fonti energetiche alternative (sole, vento ecc) perchè la mia coscienza non è in pace fino a chè non ho fatto tutto il possibile per ridurre il bisogno di energia.

[Coscienza dall’ ant., lett. conscienza, conscienzia: la consapevolezza che mi permette di avvertire quanto avviene in me e nei miei rapporti con il mondo esterno]

Quando si è compiuto ogni sforzo verso il risparmio, allora è il momento di chiedere aiuto al sole, al vento ecc. e non prima! Se posso ottenere energia gratis dal sole è una cosa bellissima, un dono della tecnologia attuale, ma è una cosa simile al farsi pagare la bolletta dalla nonna… Prima devo contenere i miei consumi, poi posso chiedere un aiuto finanziario a mia nonna! La penso così.

RenewABILITYEnergy Inc., società canadese che offre soluzioni di risparmio energetico, propone Power-Pipe: uno scambiatore di calore che utilizza l’acqua calda di scarico per riscaldare l’acqua fredda in arrivo.

Più le case diverranno edifici coibentati più alti (in relazione) saranno i consumi energetici familiari per il riscaldamento dell’acqua. Ridurre, quindi, questa componente diventerà una nuova priorità.

Grazie all’avvolgimento del tubo di scarico del sanitario con strati di bobine di rame altamente conduttive il calore può essere "catturato" con facilità. Power-Pipe è venduto anche in un kit per l’installazione "fai-da te".

"Il calore recuperatelo da te"

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