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materiali bioecologici per ristrutturare o costruire più naturale

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Un noioso articolo sul bio.. E’ diventata la normalità essere scettici sull’argomento, ma scegliere materiali bioecologici per ristrutturare o costruire non è solo stupida moda, ad esempio decidersi per gli intonaci interni in terra cruda significa che la autoregolazione igrometrica degli ambienti sarà ben più efficace rispetto a tante altre soluzioni “normali”.

Quindi andare un po’ controcorrente, o bloccare il cantiere per riflettere sulle decisioni dei materiali, non è cosa inutile. E ritrovarsi alla fine con un sensibile miglioramento del benessere indoor è un grosso valore aggiunto. Ma può bastare un intonaco in argilla? Continua a leggere

Materiali isolanti e sfasamento, calcolo e valori utili per evitare il caldo in casa

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Perchè il comfort estivo diventa sempre più importante? Da un lato sempre meno persone sono disposte ad acquistare una casa che si surriscaldi in fretta e che dipenda continuamente dal funzionamento degli impianti anche d’estate – dall’altro la spesa energetica per il raffrescamento estivo si fa sentire.

Poi c’è anche chi è cosciente dell’impatto climatico e preferisce evitare di essere causa di nuove emissioni.

 

Il periodo estivo è anche quello dove le persone vivono più tempo il giardino, il porticato, il terrazzo e non è ben visto il rumore provocato dal compressore sempre acceso per la climatizzazione estiva. Già quello dei vicini è mal visto e mal sopportato:

Se desideriamo progettare con grande attenzione al problema del surriscaldamento estivo dobbiamo fare 2 mosse importanti: Continua a leggere

Casa isolamento efficienza informazione e alberi cosa hanno in comune?

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Hanno in comune Te! Sei Tu che ti stai informando per migliorare la tua casa o per costruire una nuova casa in classe AAA…
Il blog che stai leggendo, il nostro blog, è pieno di informazioni che ho voluto condividere in rete perchè tutti abbiano una preparazione migliore in fatto di isolamento termico e salubrità dei materiali da costruzione. Meglio approfondire il tema della coibentazione prima di avventurarsi in spese e nuovi investimenti per fare efficienza energetica, che dopo!
Quindi la casa ha a che fare con l’isolamento e l’efficienza senza isolamento termico è irraggiungibile e l’informazione sta alla base di tutte le scelte che dovrai fare per arrivare al traguardo.

E gli alberi?

Beh, sai che gli alberi creano maggiore biodiversità, rendono le persone “al piano di sotto” più felici, assicurano una maggiore sicurezza idrica, puliscono l’aria, raffrescano i giorni insopportabilmente caldi, lasciano che gli uccellini facciano il nido, regalano il legno, frenano il vento e si lasciano anche abbracciare.

C’è qualcuno che pianta nuovi alberi mentre tu siedi davanti al computer come ora:

  • Ecosia è un motore di ricerca che pianta alberi con i suoi introiti pubblicitari.

Quando fai le tue ricerche su internet con Ecosia, l’80% dei profitti derivanti dalle pubblicità viene donato in progetti di riforestazione. Pubblica mensilmente i report finanziari e le ricevute per la riforestazione. In questo modo potrai tenere Ecosia sott’occhio!

Scarica l’estensione gratuita per il tuo browser, e contribuisci anche tu a piantare alberi ogni volta che cerchi su internet.
Puoi piantare alberi anche mentre fai ricerche sul web col tuo smartphone o  il tablet. Ecco come ricevere il link APP.


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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i miei 8000, non sul tetto del mondo

8000 millimetri naturalmente – non metri.

In questi ultimi anni ho progettato veramente tanti tetti. In genere succede che il tetto è già stato quotato economicamente, oppure tra due proposte non ci si decide, e sono chiamato per una consulenza.

Leggendo il computo metrico e le voci che lo compongono si vede chiaramente se la stratigrafia è buona o no – poi ci sono gli errori madornali e poi ci sono le stratigrafie che complicano tutto e non si sa perchè.

Prendere il progetto del tetto fatto da altri e rimescolare le carte dimostrando che si può far meglio è facile!

  • se si sa cosa si vuole e si deve ottenere dalla nuova copertura
  • se si sa cosa serve alla casa del committente che ti sta pagando la parcella.

In ogni caso bisogna proporre il meglio del meglio, il tetto è importantissimo in una casa e, in assenza di sottotetto, gli ambienti godranno di tutti i benefici di una stratigrafia ben fatta!

Protetti d’inverno e protetti d’estate.

Poche dispersioni e poco surriscaldamento.

Che il tetto sia in legno o che sia con tavelle o che sia in laterocemento non ha importanza… deve avere ottime prestazioni per garantire comfort agli ambienti sottostanti in ogni stagione dell’anno.

A volte ho l’occasione di fare direzione tecnica durante la fase esecutiva. Finalmente non stiamo più progettando il tetto, lo stiamo proprio facendo, stanno salendo i materiali e sta anche salendo la preoccupazione per il meteo. Eh sì, la pioggia è un problema lassù.

Direzione tecnica? cioè sventolare qualche foglio in faccia a chi usa i muscoli per posare tagliare segare avvitare nastrare pulire issare spostare e lo fa con attenzione? Avevo anch’io qualche foglio nello zaino, il resto tutto in mente, ma ho lavorato insieme: intanto dirigere e guardare soltanto è noioso: lavorare sul tetto non è una cosa di velocità, ma di attenzione. Meglio vestirsi in modo adeguato, avere la scarpa giusta, e iniziare.

Chi pensa ad un cantiere pensa subito ai rumori, alla polvere, alla fatica, al troppo freddo o al troppo caldo e in effetti è così a volte: assordante polveroso e poco confortevole. Sul tetto è tutta un’ altra cosa, un altro mondo.

Sul tetto sei sopra a tutto e tutti, lassù, a 8000 millimetri di quota, vedi quello che giù non vedresti mai, non sei disturbato o scavalcato da altri che lavorano, non stai attento a chi è sopra di te, sei il più vicino all’azzurro, vedi il sole che nasce, il sole alto e vedi dove scende, i rumori che senti sono quasi sempre i tuoi, quelli dei tuoi attrezzi. Sono bei posti la falda, il colmo, meno le linee di gronda e la vicinanza al precipizio.

Anche la mia scrivania è un bel posto, ma è bello e utile alzarsi e cambiare punto di vista, toccare i materiali che consigli, provare le viti che hai ordinato e attaccare i nastri che pensavi indispensabili, risolvere qualche dettaglio imprevisto.

Lassù a 8000 millimetri di quota lavorare può essere veramente bello e pieno di soddisfazioni perchè il lavoro lo vedi, ce l’hai nelle mani.

Lavorare è più bello che progettare?

Isolare bene un tetto e abbronzarsi anche, significa che il meteo era perfetto per lavorare con materiali naturali che, come si sa, non amano l’acqua!

Le cose belle della vita sono le cose che fai, non le cose che possiedi… dice Lui, Reinhold Messner.

 

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Diserbanti sui bordi stradali e a filo marciapiede

Ogni giorno chi si rivolge a me per i materiali che compongono le stratigrafie che stiamo analizzando mi pone la domanda “sono materiali salubri?”.

Per mia impostazione professionale predefinita, cerco sempre di contemplare materiali non pericolosi per la salute. Che siano materiali isolanti o che siano materiali da costruzione o per finitura, evito per principio tutto quanto mi sembra rischioso, anche se è rischioso solo per le maestranze durante la fase di posa in cantiere. E’ da un cantiere poco inquinato che può nascere un’abitazione poco inquinata.

Ma se le mie attenzioni sono importanti anche per voi, come fate ad accettare tutto quello che succede oltre il vostro cancelletto di entrata?

Avete mai notato gli addetti del comune che si aggirano per tutto il periodo estivo nelle zone urbane con diserbanti per la cura dei bordi stradali, dei muretti e dei marciapiedi?

Aprite gli occhi! parliamo di inquinamento chimico delle acque.

Non va più di moda la salute umana? Gli erbicidi non fanno male solo alle erbacce, ci vuole poco a capirlo, possono indurre stress metabolici e influenzare significativamente le cellule degli organismi viventi. Non vorresti che fosse vietato, attraverso una proposta di legge nazionale, l’utilizzo di pesticidi nelle aree urbane?

Change.org se ne sta occupando, firma anche tu.

            

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Materiali per il tetto, qualità dei teli e resistenza ai raggi UV

Una volta definito il pacchetto tetto con il computo dei materiali che compongono l’intera stratigrafia di copertura si inizia con la raccolta delle offerte per tutti i materiali, e ovviamente l’elenco è lungo perchè definisce anche tutti gli accessori e non si limita ai materiali per coibentazione.

Ho notato che nel momento dell’offerta si cerca di rispettare lo spessore del materiale per non discostarsi dalla linea progettuale ma altri materiali, pur molto importanti, vengono di default, sostituiti con materiali simili ma più economici.

Queste voci di spesa possono apparire più concorrenziali, ma se ben analizzate portano a dei cambiamenti in peggio per quanto riguarda il livello qualitativo.

Ad esempio porto i teli, i manti, le guaine, come volete chiamarle. Un materiale non vale l’altro! e se costa di meno, ci deve essere un motivo:

secondo voi le membrane traspiranti sottotegola sono tutte egualmente resistenti ai raggi del sole? non è raro che i lavori si interrompano e il telo resti lì senza copertura.
Le sue prestazioni ci sono ancora dopo lunghi periodi di esposizione?
Ovviamente dipende anche dall’irraggiamento solare… e proprio per questo, in Italia, dobbiamo stare ben attenti: l’Italia non è la Scandinavia, abbiamo un’irradiazione di circa 1500 kWh/mq anno.
I nostri tetti sono molto esposti ai raggi UV e più a Sud che lavoriamo e più delicato è questo aspetto. Certo che esiste la resistenza permanente ai raggi UV
Se l’irraggiamento diretto può stressare i materiali esposti, anche le temperature sotto tegola fanno la stessa cosa: pensate ai 60°C si una copertura ventilata e ancora più critiche per i tetti non ventilati.
I materiali e le stratigrafie importati dal nord Europa sono molto performanti, ma vanno bene per il nostro clima e per le nostre situazioni di cantiere?
Leggiamo bene le schede tecniche prima e poi guardiamo i prezzi.

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Edificio pesante o edificio leggero in clima mediterraneo?

Dopo anni di agevolazioni fiscali e targhette di case ad elevato risparmio energetico anche gli ultimi della classe hanno capito che l’isolamento termico è importantissimo.

Resta molta confusione quando si parla delle prestazioni dei materiali per isolamento termico. Molti committenti, ma anche persone del settore, ignorano che vi siano grosse differenze di comportamento.

Invece ci sono materiali idonei a… e materiali idonei a…

Tanti pensano che sia solo lo spessore a decidere tutto e in effetti lui gioca un ruolo fondamentale nelle prestazioni ottenibili. Chi punta a valori di trasmittanza bassissima non vuole altro che spessori elevati – e anche questo ragionamento fila! in parte.

All’orecchio,

  • edificio pesante suona come qualcosa di vecchiotto… mattoni pieni…
  • edificio leggero invece, arriva all’orecchio di chi cerca casa oggi come una soluzione all’avanguardia, materiali innovativi, trasmittanze da premio, agilità progettuale, innovazione insomma!

Leggero o pesante che sia, l’edificio va progettato. Ma cosa cambia in ogni progetto?

E’ il clima che cambia per ogni progetto!

La nostra penisola è un’isola nel Mediterraneo aggrappata alle Alpi, non è la Germania.

Di un progetto di isolamento del Nord Europa non si può fare copia-incolla! Possiamo copiare le tecniche di posa, la cantierizzazione, l’uso specifico e la corretta applicazione dei sistemi per isolamento termico, ma non confondiamo un forte isolamento come la soluzione al problema del clima mediterraneo.

Il clima caldo, almeno nel periodo estivo, impone una doppia progettazione: inutile puntare a contenere le dispersioni invernali senza tenere conto che in maggio l’edificio inizia a surriscaldarsi. E ciò non vale solo per il tetto, la copertura dell’edificio.

Quando leggiamo di strutture leggere, di materiali a bassa densità, di basso peso specifico, di grosso isolamento, di bassissime dispersioni, di bassa inerzia, drizziamo le antenne! I numeri possono ingannarci, può sembrare una stratigrafia da Formula 1, ma è la stratigrafia perfetta per il nostro clima?

Questo vale per un isolamento esterno, ma anche per un isolamento interno (ancora più complicato da maneggiare!).

Sto facendo allarmismo a 360° perchè non si tratta di un’attenzione progettuale solo in caso di edifici in legno o in genere prefabbricati! anche un edificio con struttura in cls e tamponamenti in laterizio forato può essere a rischio, e certamente è a rischio un progetto di coibentazione sul lato interno che esula la massa dall’involucro isolante e trasforma la casa in casa a bassa inerzia con valori deludenti sotto l’aspetto della capacità termica areica del lato interno.

Il surriscaldamento è un fenomeno tanto preoccupante e tanto importante quanto il contenimento delle dispersioni in periodo invernale.

Non sottovalutate mai l’importanza di comprendere a fondo la stratigrafia che vi viene sottoposta. Non evitate di approfondire l’argomento per il fatto che la fisica edile non è il vostro pane:

  • se ben spiegate, le prestazioni di un elemento edile sono comprensibili ad ognuno capace di leggere o ascoltare.

            

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Acquisto serramenti nuovi compresi di sistema di posa

In questi anni ho notato che il committente dedica moltissimo tempo alla scelta del serramento, del tipo di telaio, del tipo di maniglia e magari ore per la decisione di aggiungere la zanzariera o qualche predisposizione per un sistema di allarme, ma nemmeno 5 minuti per la definizione dei materiali per la posa.

Eh già, se ne occuperà il serramentista – che è il campo suo.  Quando salgo su un taxi non faccio un corso di guida all’autista – è il campo suo.

Vero. Però la finestra nuova ce la terremo lì anche trent’anni! E per quel che vedo in giro, tante pose sono criticabili (e anche alla patente ci arrivano tutti). Il serramentista stampa fiumi di parole riguardanti pagamenti, conferme, acconti, termini di consegna, proprietà delle merci, interessi per ritardo nel pagamento, reclami, collaudi, difetti di costruzione, trattamento dei dati personali, ma scrive poco nulla del sistema di posa.

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Perchè non chiarire bene questo aspetto in fase di trattativa? Invece che chiedere sconti, chiediamo come le poseremo queste finestre.

Perchè no? Fiducia cieca nel serramentista?

Difficoltà ad affrontare l’argomento?

Consiglio di non firmare nulla prima di aver definito un po’ per benino l’argomento sistema di posa.

Chi acquista nuovi serramenti, un po’ per necessità e un po’ per la possibilità di attingere alle agevolazioni fiscali, non può conoscere tutti i materiali disponibili oggi sul mercato per la posa del serramento e può solo immaginare vagamente le conseguenze di una posa improvvisata.

Il sapere rende liberi, è l’ignoranza che rende prigionieri.

Informiamoci! Se il serramentista lascia al giorno dell’installazione la decisione della soluzione di posa, usiamo le settimane del tempo di produzione dei serramenti per individuare le diverse possibilità, sempre che le misure definitive delle nuove finestre permettano qualche manovra… Facciamoci aiutare da un tecnico! In mancanza, torniamo a rompere le scatole al serramentista! Il giorno del montaggio deve essere un successo e non una rissa.

Troppi millimetri di differenza tra misura foro e misura telaio mandato in produzione, ad esempio, non sono una buona idea: appaiono come una garanzia di meno problemi d’installazione, ma si trasformano in gravi problemi di sigillatura.

Consiglio di non firmare l’ordine dei serramenti con le misure definitive prima di aver definito tutti i materiali relativi al sistema di posa.

Con un pizzico di buon senso, una minima infarinatura di fisica edile, conoscenza di tutti i materiali disponibili e un po’ di tempo per preparare una tavola esecutiva di posa (anche un disegno a mano è perfetto per lo scopo) e il gioco è fatto! Ma bisogna farlo!

Forza! gomma, matita e un pezzo di carta!

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Non esistono Regole o Norme Tecniche specifiche dei sistemi di installazione dei serramenti. Non ci sono percorsi di Certificazione di conformità a norma oppure percorsi di Certificazione del personale (installatori).

Approfondiamo l’argomento, anche da profani, e poi prendiamo decisioni consapevoli!

        

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Per calcolare i parametri termici di una stratigrafia

Per calcolare i parametri termici di una stratigrafia, ma anche per conoscere solamente la trasmittanza e lo sfasamento termico dobbiamo inserire alcune caratteristiche del materiale che stiamo utilizzando, o che forse utilizzeremo.

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Ma questi parametri sono sempre descritti nelle schede tecniche?

E soprattutto, quali sono?

  • la conducibilità,
  • il calore specifico,
  • e aggiungerei anche il fattore di resistenza al passaggio del vapore (almeno possiamo calcolarci il valore Sd per capire come verrà gestita la migrazione del vapore).

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La maggior parte delle volte, il materiale che stiamo valutando riporta bene nella scheda tecnica le proprietà termofisiche che cerchiamo: questi dati infatti accompagnano la marcatura CE e dovranno essere poi opportunamente corretti per tenere conto delle reali condizioni in cui opereranno secondo UNI EN ISO 10456.

Altre volte manca il dato del calore specifico… Chi sa perchè.

Può capitare anche di reperire con difficoltà la densità del materiale (kg/mc), e senza questo dato non si può proseguire (questo vale spesso per le lane di vetro).

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E’ stata aggiornata anche la Norma UNI 10351 nel 2015: Materiali e prodotti per edilizia – Proprietà termoigrometriche – Procedura per la scelta dei valori di progetto. E’ in vigore dal 25 giugno 2015. La norma

  • fornisce il metodo per il reperimento dei valori di riferimento per conduttività termica, resistenza al passaggio del vapore e calore specifico dei materiali da costruzione in base all’epoca di installazione.
  • integra quanto non presente nella UNI EN ISO 10456 con particolare riferimento ai materiali isolanti per l’edilizia a seconda se siano o meno dotati di marcatura CE.

In conclusione, prima di metterci al lavoro e “dare i numeri” facciamo buona ricerca e troviamoci tutti i dati importanti ad eseguire i calcoli!

Io naturalmente faccio così, ed ogni volta che utilizzo un materiale vado ad aggiornare il mio “data base materiali” che piano piano è diventato lunghissimo (e utilissimo): si tratta di un semplice foglio di calcolo dove in cima alle colonne ho scritto i dati che mi servono..

nome materiale: Spessore (s) [m] Conduttività termica (l) [W/mK] Resistenza termica [mqK/W] Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3] Permeabile al vapore ? Potere fonoisolante Rw dB

Se mi capita di avere fretta e non possiedo uno dei dati che sto cercando, scriverò in corsivo un numero “molto affidabile” che avrò copiato da un materiale gemello! E’ un modo per distinguere i dati “dichiarati” dal produttore dai dati “dedotti” con un po’ di logica.

Se fate spesso questo lavoro, consiglio caldamente di iniziare un data base materiali, che si arricchirà di settimana in settimana diventando un autorevole aiutante di studio. Nelle colonne libere di destra suggerisco di aggiungere il nome del cantiere perchè il nostro cervello abbina spesso un certo materiale ad un certo cantiere e le ricerche diventano semplici e veloci.

Se invece vi sentirete smarriti quando il data base materiali oltrepasserà le 1000 righe, come nel mio caso, oppure siete appena rientrati da un viaggio intorno al mondo e a stento ricordate il nome di quel tal cantiere dove avevate scelto di utilizzare quel tal pannello isolante, non vi resta che la scorciatoia di “cerca”: cmd f

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Cosa utilizzate per i vostri fogli di calcolo? ancooora Excel?

Lasciate perdere, spiccate il volo, migrate verso Calc, il foglio elettronico tuttofare che avete sempre desiderato, graaatis:

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 Salvate i vostri documenti nel formato OpenDocument, lo standard internazionale per i documenti di ufficio. Questo formato, basato su XML, è uno standard aperto: ciò significa che non siete legati a CALC. Potete aprire i vostri documenti con qualsiasi programma compatibile con OpenDocument.

Con CALC, inoltre, potete leggere tutti i vostri precedenti documenti Microsoft Excel (compresi quelli creati con Microsoft Excel 2007) e salvare il vostro lavoro nei formati Microsoft Excel per inviarli a chi è ancora legato ai prodotti Microsoft. Se essi desiderano solo vedere il risultato del vostro lavoro, usate piuttosto il formato PDF (Portable Document Format, .pdf) – non è necessario comprare altro software.

         

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