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Tetto piano con trave sporgente e parapetto, come isolare l’estradosso?

Soprattutto nell’esistente, quindi in ambito ristrutturazioni, ci si trova davanti a strutture non isolate che nel dettaglio esecutivo presentano delle difficoltà: e più si approfondiscono le difficoltà e più difficoltà sorgono.

Andiamo ad analizzare questo tetto piano, che è lo stato di fatto:

Trattandosi di edificio esistente, quasi sicuramente questo elemento piano protetto da vecchie guaine bituminose ha pendenze scarse e la raccomandazione sarebbe aumentare la pendenza. Una volta redatto il progetto degli scarichi, e delle pendenze, sono da definire: i bocchettoni di scarico, il sistema troppo pieno, i profili di collegamento membrana-muro, i profili coprimuro (veletta) ecc.

Altra raccomandazione sarebbe rivedere il diametro e la portata dei punti di deflusso acque, viste le conseguenze delle bombe d’acqua di questi ultimi anni… Già che costruiamo per i prossimi decenni e Papa Francesco ci ha appena ricordato che il clima sta cambiando (“ l’uomo e’ uno stupido, un testardo che non vede… l’altro giorno è uscita la notizia di quella nave russa che è andata dalla Norvegia al Giappone e ha visto che il Polo Nord è senza ghiaccio…) meglio non chiudere un occhio.

Ma passiamo all’isolamento termico:

si deve individuare la linea, in sezione, dell’isolamento.

Sarebbe anche facile far scorrere il pennarello all’estradosso del solaio piano, all’intradosso dell’aggetto, e all’esterno della parete, ma la trave sporgente è un grattacapo e le soluzioni devono funzionare anche per quel che riguarda la fase esecutiva (non possiamo inventarci una cosa che solo sulla scrivania funziona).

Forse sarebbe fattibile un nuovo carotaggio nella trave esistente, ma costringerebbe

  • ad un isolamento scarso
  • ad indebolire la trave
  • ad accettare un nuovo ponte termico in ogni punto di deflusso acqua
  • a rendere difficoltosa la tenuta delle guaine

La soluzione di crescere in quota per non dover lavorare sulla trave è senz’altro un buon progetto, e se la metratura fosse scarsa probabilmente suggerirei di portarci in quota con altro isolante (male non fa).

Se restasse l’idea di un’intercapedine vuota, eventuale vapore presente potrebbe condensare non solo sul parapetto, ma anche all’estradosso della parte più esterna del solaio aggettante, dipende anche dalle temperature esterne.

Acusticamente la soluzione sarà accettabile solo se il materiale isolante sarà fibroso, mentre pannelli come l’xps avrebbero prestazioni acustiche deludenti.

Per quanto riguarda il pacchetto isolante di questo tetto piano, se si decide per un materiale ottimo contro il surriscaldamento, facciamo un nome a caso – fibra di legno (che offre 2100 J/kgK, calore specifico imbattibile e oltre 110kg/mc di densità) si deve prevedere sul lato inferiore (lato caldo) un freno al vapore igrovariabile altamente resistente a livello meccanico (estradosso solaio pendenzato), mentre sul lato esterno (lato freddo) una membrana impermeabile termoplastica di ultima generazione.

Al fine di limitare i fabbisogni energetici per la climatizzazione estiva e di  contenere la temperatura interna degli ambienti sottostanti raccomando di fare di più rispetto a quanto la normativa prescriva:

  • sfasamento > 12 ore (DM 26.6.2009)
  • trasmittanza termica periodica YIE < 0,18 W/m2K

Buon lavoro!

            

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La VMC ci fornisce l’ aria da respirare, ma l’ acqua da bere?

 Ho scritto tanti post sulla ventilazione meccanica controllata per sottolineare l’importanza di respirare aria migliore in casa.  Ho anche parlato di filtri e tubazioni di distribuzione

Ma dopo l’aria, di cosa abbiamo estremo bisogno? Di acqua!

acqua-da-bere

Tempo fa avevo scritto un post sulle tubature in rame visto che anche le tubature sono una scelta da fare in qualsiasi edificio.

Ma l’acqua che ci scorre dentro?

Ho letto dell’ anodo sacrificale, ma ho anche letto che gli addolcitori a scambio ionico (quelli dove si aggiunge il sale per la rigenerazione delle resine) sono eccellenti per uso tecnologico ma non per uso umano: questi addolcitori riducono la quantità  di calcio e magnesio nell’acqua sostituendola con sodio!  Se ciò è vero si dovrebbe progettare una linea a parte per l’acqua da “mangiare e da bere”.

Anche se sappiamo che esistono ancora tubazioni vecchie con tratti in eternit… è bene porre attenzione alla scelta delle tubazioni.

acqua-filtrata

Sulle caraffe filtranti ne ho lette di cotte e di crude, quindi non possono essere la soluzione.

  • aumento di nitriti
  • proliferazione batterica
  • battericidi nei filtri
  • rilascio di ammonio
  • il DM443 dice che i filtri dovrebbero essere “AUTORIZZATI dal ministero della salute” quale caraffa filtrante è autorizzata?

E’ vero che per produrre una bottiglia in PET vengono impiegati nel ciclo di produzione 10 litri di acqua della rete? solo questo aspetto mi sembra disarmante.

E’ vero che un Laboratorio di analisi delle acque tralascia quella organolettica, in quanto l’acqua dopo tre giorni ormai è VECCHIA?

E’ vero che alle acque minerali si additiva qualcosa per allungarne il confezionamento con scadenze a 2/3 anni e allontanarne il punto di congelamento in fase di stoccaggio e trasporto?

Senza dubbio un tema vastissimo, dove i più esperti potrebbero fare luce sull’argomento, spesso sottovalutato.

Chiunque abbia informazioni sull’argomento le condivida con i lettori! grazie





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Risparmiare acqua facendo pìpì

 L’acqua è un bene da non sperperare, eppure siamo abituati a sciacquare il water con acqua potabile!

Progettare il risparmio è compito di ognuno, ma senza aspettare la nostra futura casa possiamo inventarci alcune soluzioni “risparmiose” subito:

ad esempio evitare di consumare 4.000 litri di acqua potabile all’anno a testa solo per fare pìpì..

sembra una provocazione, ma pensare ed escogitare qualcosa a volte non costa nulla.

       

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