Archivi categoria: Finitura interna parete

Tipi di cemento

C’è cemento e cemento…, ma qual’è la definizione di cemento?

Secondo la EN 197/1 il cemento è un legante idraulico (materiale inorganico) macinato finemente che, mescolato all’ acqua, forma un impasto che rapprende ed indurisce con processi di idratazione e una volta indurito mantiene la sua resistenza e la sua stabilità anche in acqua. Ecco cos’è.

Ora, non è che dobbiamo sapere tutto di ogni cosa, il progettista, se serve, realizzerà parti dell’edificio in cemento armato. E’ logico. La casa deve stare in piedi. Per legge!

Cerchiamo di usarlo con parsimonia ed evitiamo di usare cemento come miscela per l’intonaco: esistono materiali più amici dell’uomo. E adesso andiamo a leggere quanti tipi di cemento esistono:

Cementi naturali o Portland: cosa sono?

  • cottura di marne (carbonato di calcio e sostanze argillose) + gesso (serve a regolare il processo di idratazione) e successiva macinazione e cottura: ecco il clinker che verrà macinato fine fine.

Cementi artificiali: quali sono?

  • cemento pozzolanico, miscela di clinker di cemento Portland con roccia vulcanica
  • cemento di alto forno, miscela di clinker di cemento Portland con sottoprodotti dell’industria siderurgica
  • cementi speciali: sono quei cementi la cui composizione chimica non è caratterizzata dalla predominanza del calcare, ma risultante da miscele di particolari composti o da elevate temperature di cottura o dall’uso di additivi specifici. Possono essere:
  • cementi bianchi, miscela di caolino e pochi ossidi di ferro cotti con combustibili privi di ceneri residue
  • cementi colorati, miscele di pigmenti inorganici colorati e cemento bianco
  • cementi alluminosi, miscela di bauxite e calcare
  • cemento ferrico, miscela di cemento Portland e ossido di ferro
  • cemento extrarapido, miscela di cemento Portland e cloruro di calcio

Sui sacchi di cemento (conforme alla norma) troverete la sigla CEM.

La norma europea EN/197-1 che ha dato una definizione al cemento, divide i  cementi in:

  • CEM I Cemento Portland
  • CEM II Cemento Portland composito
  • CEM III Cemento d’altoforno
  • CEM IV Cemento pozzolanico
  • CEM V Cemento composito

I cementi CEM I, Cementi Portland sono costituiti almeno per il 95% da clinker e per lo 0-5% da costituenti minori. Si usano nella prefabbricazione di calcestruzzi armati semplici e precompressi.

I cementi CEM II, Cementi Portland Compositi, oltre al clinker per il 65-94%, contengono loppe granulate d’altoforno, pozzolane, ceneri volanti, scisti calcinati e calcare. Si usano come i cementi CEM I.

I cementi CEM III, Cementi d’altoforno, contengono clinker fino al 64% e loppa granulata basica d’alto forno. Ideale dove il calcestruzzo è soggetto ad ambienti chimicamente aggressivi e per opere di grandi dimensioni.

I cementi CEM IV, Cementi pozzolanici, contengono clinker tra il 45 e 89% con l’aggiunta di materiale pozzolanico naturale o artificiale che ne migliora la resistenza all’aggressione chimica.

I cementi CEM V, Cementi Compositi, sono clinker, loppa d’altoforno e pozzolana e sono ideali per resistere all’ acqua di mare, acque acide, terreni solfatici.

Quando leggiamo la parola inerti, dobbiamo per esempio pensare alla sabbia, che viene aggiunta per preparare la malta.

Un buon calcestruzzo vuole inerti omogenei, puliti e resistenti, impastati con acqua limpida per offrire una massa ben compatta e ottimale resistenza meccanica. Ma è il progettista a dover indicare quali prestazioni deve offrire la miscela, ad esempio, è lo strutturista a stabilire la qualità del calcestruzzo richiesto (classe di resistenza ecc).

Il produttore del calcestruzzo progetta la miscela idonea secondo la richiesta del progettista e il rapporto acqua cemento garantirà le prestazioni richieste al calcestruzzo. Ecco perchè per migliorare la lavorabilità non si aumenta la quantità di acqua nella miscela ma si aggiungono additivi.

SalvaSalva             

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

SalvaSalva

Contenuto COV Pitture per pareti e soffitti interni

Spesso il committente scopre verso la fine del cantiere, o a lavori conclusi, che l’intonaco interno poteva essere un impasto migliore, più igroscopico, più traspirante e più attento alla salubrità dell’ambiente. Il materiale dell’intonaco stesso poteva essere una miscela antibatterica naturale resistente alla formazione di muffe e batteri.

Non si può più tornare indietro, gli intonaci sono dati.

Siamo però ancora in tempo per decidere o cambiare la finitura e trattandosi di finitura interna, a maggior ragione, dovrà essere salubre. Per salubre intendo qualcosa che non porti altri veleni in casa.

contenuto-cov-pitture-opache-pareti-soffitti-interni-02

L’ambiente interno può già contenere molte cose che non giovano alla nostra salute (dalla candela profumata, fino al detergente per il bagno), sforziamoci di stare attenti nella scelta delle finiture interne: parliamo di molti metri quadrati, dunque è un aspetto veramente importantissimo! Continua a leggere

Intonaco cementizio o intonaco in argilla

 Vorrei sapere perchè al committente si propone sempre un intonaco interno cementizio – e poi, se da solo scopre l’esistenza di intonaci più naturali, allora gli si propone qualcos’altro.

Sembra che io ce l’abbia a morte con il cemento, ma non è proprio così: l’industria del cemento so che è importante per la struttura di un edificio però io sono molto spaventato dalla possibilità che le cementerie utilizzino rifiuti solidi urbani nel ciclo produttivo. Ho anche letto che si possono incenerire pneumatici usati… Sono materie prime alternative ma sono materie che possono inquietare, basti pensare ai rifiuti della pulizia strade o alle scorie d’alto forno.

intonaco-cementizio-argilla-intonachino-pannelli-06

Senza dubbio l’argilla è un materiale molto più naturale – è terra, sabbia, polvere di marmo. E non è un materiale riservato solamente ad edifici datati o di costruzione particolare come alcuni credono. Chiunque merita un ambiente più sano e più confortevole.

intonaco-cementizio-argilla-intonachino-pannelli-01

Un ambiente intonacato con terra cruda regola l’umidità in modo molto continuo, cosa che un intonaco cementizio non può mai fare, ma al di là di questo aspetto particolare, siamo certi che non contenga sostanze chimiche tossiche o pericolose per l’uomo e quindi siamo anche più tranquilli rispetto alle emissioni di VOC delle superfici che ci circondano.

intonaco-cementizio-argilla-intonachino-pannelli-02

Solo a guardare un sacco di argilla che aspetta di essere mescolato all’acqua, si capisce che è un buon materiale. E nelle cure si fanno impacchi di argilla e non di cemento!

Io mi occupo sempre di stratigrafie e di isolamento termico e so bene che un rivestimento interno in terra cruda migliora l’ inerzia termica accumulando calore d’inverno, ma anche d’estate torna utile quando si riesce ad evitare il surriscaldamento degli ambienti perchè è possibile a cedere allo strato di argilla molta energia in eccesso.

I due valori importanti da inserire i stratigrafia per gli intonaci in argilla sono sempre:

Calore specifico (c) [J/kgK] Densità (?) [kg/m3]

e nelle loro schede tecniche troverete che sono molto elevati (quindi molto utili):

1200 1800

L’argilla è morbida e delicata, non c’è dubbio, ma chi ha in mente di maltrattare le proprie nuove superfici interne? E la sua morbidezza offre anche un migliore comportamento acustico. 

Ovviamente anche i rischi di zone di condensa diminuiscono, e quindi le muffe hanno sempre la peggio.

Visto che anche dal fruttivendolo si parla di km zero sarebbe intelligente scegliere terra cruda di vicina provenienza, di sabbie locali ed eventuali additivi naturali.

intonaco-cementizio-argilla-intonachino-pannelli-7

Non voglio raccontarvi la storiella della bioedilizia, voglio ricordarvi l’esistenza di materiali naturali, quasi naturali o molto naturali.

In teoria l’intonaco in terra dovrebbe costare meno di altre miscele industriali, si ottiene con materie prime semplici e necessita di pochissima energia, eppure l’esclusività di questa scelta trasforma spesso il basso costo in costo in più. Vagliamo bene le proposte economiche che riceviamo!

intonaco-cementizio-argilla-intonachino-pannelli-05

Ricordate che se state lavorando a secco e quindi è stato previsto di usare un’orditura metallica su cui fissare lastre di cartongesso (ipotesi peggiore) o fibrogesso (ipotesi migliore) non siete costretti a rinunciare all’argilla:

  • sul fibrogesso potrete rasare qualche millimetro di spessore con intonachino fine di argilla
  • sull’orditura metallica non ancora rivestita si possono avvitare pannelli d´argilla piena armati con doppia rete che verranno rasati con intonaco fine d’ argilla.

intonaco-cementizio-argilla-intonachino-pannelli-03

intonaco-cementizio-argilla-intonachino-pannelli-04

In conclusione, prima di partire con i lavori interni, informatevi bene.
            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Scelta dell’intonaco

Ammettiamolo! Chi ci capisce molto di intonaci? Siamo tutti abituati ai premiscelati.

Quanti intonaci ci sono? ma soprattutto, come si differenziano?

Gli intonaci minerali contengono sabbia e leganti minerali come la calce, il cemento o il gesso e di solito non contengono additivi plastici.

L’intonaco di calce è un intonaco minerale. La calce idrata è l’unico legante. E’ molto aperto alla diffusione del vapore e offre una buona autoregolazione dell’umidità. Neutralizza gli iquinanti acidi grazie alla alcalinità della calce (pH alto), per esempio batteri e funghi non trovano superfici adatte alla proliferazione.

L’intonaco contenente cemento o gesso costa meno.

Meglio evitare dispersioni polimeriche acquose o siliconi o emulsioni di resina o solventi resina.

L’intonaco di argilla è terra pura, regola l’umidità migliorando il clima interno. Le superfici offrono estetiche naturali o effetti particolari con l’aggiunta di fibre paglia o pigmenti colorati o sabbie speciali.

Gli stucchi, che servono ad ottenere superfici molto lisce, sono minerali in polvere o riempitivi organici legati con solvente.

L’Italia è il paese dell’intonaco e quasi non sappiamo più cosa sia e come venga fatto.

scelta-intonaco-calce-cemento

L’intonaco di grassello di calce non solo è garanzia di salubrità, è anche flessibile (basso modulo elastico dinamico) e può sopportare bene le deformazioni. Una dote interessante per le superfici che presentano disomogeneità di materiale di fondo.

Possiamo dire che scegliere un intonaco di calce sia una garanzia a vita per le fessurazioni e il distacco di pezzi d’intonaco?

Dipende. L’intonacatore ha lavorato bene o male e di fretta?

La mia maestra ripeteva: presto e bene raro avviene

  • è stato bagnato il supporto? 
  • i giunti di malta (anche quelli verticali) sono stati ben costipati?
  • i blocchi in laterizio si presentano senza parti vuote o rotte?
  • si è eseguito un buon rinzaffo senza zone dimenticate?
  • si è bagnato anche il rinzaffo per continuare il lavoro?
  • nel caso si sia deciso per un intonaco miscelato con cemento – si è fatta attenzione a mantenere una corretta umidità in caso di asciugatura troppo veloce?

            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Intonaco interno troppo delicato

Un mio amico ingegnere sostiene che la bassa resistenza a compressione (poco più di 2 N/mm²) rende l’argilla molto delicata… mi suggerisce di cercare un intonaco con resistenza intorno a 5 N/mm², ma anche quelli a calce, da una prima ricerca, non vanno oltre i 2,5 N/mm².

C’è anche una bella confusione sulla calce.

La Calce Idraulica HL (Hydraulic Lime) non viene dalla cottura di marne o miscele di calcare ed argilla ma è cemento Portland miscelato con calcare macinato finemente e additivi aeranti. In due parole, cementi con resistenza e durabilità scarse.

La Calce Idraulica Naturale NHL (Natural Hydraulic Limes) viene invece dalla cottura di marne naturali o di miscele omogenee di pietre calcaree e argilla senza aggiunta di clinker, cemento, ceneri o altro. La resistenza meccanica in MegaPascal (Mpa) (con stagionatura di 28 giorni) può appartenere a 3 classi: NHL 2, NHL 3,5 e NHL 5.

Spesso la calce si usa come legante per ottenere una malta:

I° tipo di impasto:

La malta aerea (ordinaria) indurisce solo in presenza di aria (anidride carbonica) per la carbontazione della calce. Sono miscele fatte di:

  • calce aerea (calce idrata in polvere o grassello di calce)
  • sabbie e polveri di marmo
  • acqua.

Grazie alla calce aerea una malta diventa plastica e lavorabile, lega, ha un’alta ritenzione di acqua, flessibile e resiliente, traspira.

II° tipo di impasto:

La malta idraulica è una malta a base di calce aerea resa idraulica durante l’impasto con materiali pozzolanici, non più dalle cave di Pozzuoli, (sostanze naturali o industriali con struttura parzialmente cristallina composti di silice o di silico-alluminati macinati per reagire con l’idrossido di calcio e formare silicati di calcio idrati).

Le malte idrauliche (calce e pozzolana) offrono resistenza a compressione variabile dai 3 fino ai 9 MPa.

La malta di calce e pozzolana ha quindi più resistenza meccanica, è meno permeabile all’acqua e dura di più all’ esterno.

III° tipo di impasto:

La malta idraulica di calce idraulica naturale si prepara con calce idraulica naturale + un aggregato, che può essere anche cemento Portland.

Nota per tutti i lettori:

Voglio ricordare un aspetto importante: la calce ha pH molto elevato (pH>12), perciò funziona un po’ come un antimuffa naturale! …Intelligenti pauca!

(“a chi capisce (basta) poco” “a buon intenditor poche parole”)

       

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Cosa può nascondere una pittura murale per interni? Biossido di titanio

Davanti ad un bidone di pittura, o ancor peggio davanti ad un offerta per tinteggiature e decorazioni per interni come possiamo proteggerci? Le sostanze contenute in una pittura murale possono essere diverse e pochi di noi saprebbero individuare correttamente le sostanze pericolose per la salute.

pittura-murale-interni-biossido-di-titanio-03

Molte pitture murali di nuova generazione, pubblicizzate come prodotti naturali, lavorano attivamente alla disgregazione delle sostanze inquinanti. I loro componenti funzionano come un catalizzatore che con l’aiuto della luce decompongono gli inquinanti.

pittura-murale-interni-biossido-di-titanio-05

Ma come si ottiene questo effetto fotocatalitico?

Si ottiene con l’aggiunta di alcuni pigmenti, per esempio il biossido di titanio:

  • il biossido di titanio, o ossido di titanio o titanio diossido o E171 non è altro che un composto chimico che si presenta sotto forma di polvere cristallina incolore, tendente al bianco (la sua formula chimica è TiO2 e il suo numero CAS è 13463-67-7, questo  numero individua in maniera univoca una sostanza chimica).

In edilizia, tanti prodotti “speciali” con poteri miracolosi (autopulenti, antiumidità, anticorrosivi, autoriparanti, antibatterici, antismog, anti NOx, nanoisolanti ecc) usano nanoparticelle di diossido di Titanio.

ma la nostra salute è a rischio oppure no?

Lo IARC (International Agency for Research on Cancer) ha classificato il biossido di titanio come possibile cancerogeno (classe 2B) se inalato. Si può leggere in lingua inglese questo documento sul TITANIUM DIOXIDE.

pittura-murale-interni-biossido-di-titanio-01

Nei prossimi anni si potrebbe arrivare a classificare ed etichettare il biossido di titanio come cancerogeno 1B con frase d’azzardo H350i. Dobbiamo ringraziare i francesi per questa azione, puoi leggere la loro proposta qui: ANSES’s proposal for titanium dioxide to be classified as carcinogenic by inhalation submitted for public consultation.

pittura-murale-interni-biossido-di-titanio-02

Come al solito, il principio da adottare è quello della cautela: leggiamo le schede di sicurezza SDS dei prodotti che ci portiamo in casa! 

Le schede di dati di sicurezza SDS (Safety Data Sheet) rappresentano il documento tecnico più significativo ai fini informativi sulle sostanze chimiche e loro miscele, in quanto contengono le informazioni necessarie sulle proprietà fisico-chimiche, tossicologiche e di pericolo per l’ambiente necessarie per una corretta e sicura manipolazione delle sostanze e miscele.



lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Mai conosciuto il cocciopesto? intonaco o pavimento naturale

Tanti tanti anni fa c’era un edificio con grandi superfici in calcestruzzo armato, dove anche solo le riunioni di cantiere erano tutt’altro che confortevoli. Il committente accettò il consiglio di rivestire ogni cm quadrato interno con ben 3cm di cocciopesto. Sì, intonaco di cocciopesto, che è poi tipico della tradizione veneta (un tempo era detto matton pesto) – e infatti va ben d’accordo con le ristrutturazioni degli edifici antichi.

cocciopesto-intonaco-pavimento-naturale-03

Il cocciopesto è, come dice la parola, frantumazione di laterizi (l’argilla cotta con cui si fanno i mattoni, i coppi e le tegole) in diverse granulometrie e non è un materiale delicato da utilizzarsi solo per interni – già i romani lo usavano per impermeabilizzare e anche per pavimentare oltre che intonacare (la tonaca del muro).

Nel cantiere di cui parlavo nelle prime righe il cocciopesto è diventato, dopo un buon rinzaffo, lo strato di sottofondo (non la finitura). A parte l’aspetto, la sua tonalità  salmone, il suo calore e la bellezza della granulometria che si vede e si sente con la mano, cos’ha di speciale?

  • ottima capacità traspirante
  • ottima capacità igrometrica

Il cocciopesto di spessore forte nella casa in cemento armato di cui parlavo, ha creato un clima interno irriconoscibile rispetto a prima: sembrava già confortevole così com’era, al grezzo, senza porte e senza finestre. Pareva una casa di legno, e non era tutta colpa dell’atmosfera color salmone… Si stava finalmente bene ed erano le ossa a dircelo, non uno stupido espertocasaclima.

A Venezia con i suoi ambienti umidi era ed è ancora oggi molto diffuso. Si utilizzava anche come sottofondo per il pavimento terrazzo alla veneziana.

Nella riqualificazione energetica di case esistenti mi trovo spesso a constatare che il piede della muratura soffre di umidità di risalita, magari debole, magari consistente. Beh, in tutte queste occasioni ho notato che gli intonaci non sono praticamente mai all’altezza della situazione, sono miscele cementizie che poco risolvono e probabilmente aggravano. Cosa si può suggerire al committente che con il dito ci indica le zone più deteriorate? Mi limito a constatare e far notare che la colpa non è proprio tutta della muratura, tanta responsabilità è dell’intonaco sbagliato. Non che gli effetti della risalita capillare sparirebbero ma probabilmente, più che probabilmente, un buon intonaco traspirante avrebbe accompagnato meglio il difetto della muratura. 

Solo un intonaco traspirante può aiutare il risanamento di muri umidi e l’intonaco di cocciopesto non schiacciato troppo durante l’applicazione, rimane molto macroporoso. Appena lo schiaccio con il ferro, spatola americana in inox, posso invece chiudere di più i suoi pori e renderlo più impermeabile.

Consiglio sempre e solamente intonaci a base calce proprio per evitare miscele con cemento in ambienti interni – ovviamente con pitture murali o rasature fini sempre a calce e mi stupisco ogni giorno del fatto che l’uso della calce naturale è sparito. Con il cemento facciamo i ponti se proprio serve, ma non la camera da letto.

cocciopesto-intonaco-pavimento-naturale-02

C’è sempre una base di calce nel laterizio triturato (nell’impasto serve a far diventare l’intonaco più resistente all’umidità senza perdere le capacità igroscopiche e traspiranti) e quindi il cocciopesto va bene all’ esterno come all’ interno.

cocciopesto-intonaco-pavimento-naturale-01

Se amate il fai da te e avete voglia e tempo potete provare a preparare un piccolo impasto con queste dosi che trovate nella Ricetta per intonaco a Cocciopesto:

  • 1) Grassello di calce Invecchiato 12,5 kg
  • 2) Cocciopesto (granulometria 0-1 mm) 12,5 kg
  • 3) Sabbia medio-fine 25 kg
  • 4) Cellulosa 50 g
  • 5) Gomma naturale 50 g
  • 6) Zucchero 50 g
  • 7) Acqua (non eccedere mai) 6 lt

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Imparare ad usare l’argilla e conoscere bene queste finiture interne

Già dal primo contatto con l’argilla è difficile non ammettere che sia un materiale speciale e facile da amare:

terracruda

perchè non capire di più l’argilla e conoscerla veramente? non è un materiale esclusivamente adatto ai figli dei fiori…

coccio graffito

ecco un’occasione, partecipare ad un corso laboratorio:

tadelakt-lisciatura

CORSO LABORATORIO PRATICO DI APPLICAZIONE DI TADELAKT, INTONACO TRADIZIONALE MAROCCHINO

Durante il laboratorio si partirà dalla preparazione dell’intonaco, la sua applicazione, la levigatura ed infine la finitura per l’impermeabilizzazione.

CORSO DI INTONACI IN TERRA CRUDA PER INTERNI E FINITURE

Attraverso il corso si intende trasmettere le conoscenze necessarie per poter creare il giusto impasto per intonaci di finitura partendo da terra di scavo e come applicarli in modo corretto, in base alla decorazione che si vuole applicare come graffito, textures, crepissage. Mescolando nel modo e nelle dosi opportune terra, sabbia e fibre vegetali, si riesce ad ottenere un ventaglio di possibilità tra cui scegliere quella che meglio si adatta al cantiere che ci si accinge ad affrontare. Durante il corso esamineremo le terre portate dai partecipanti per valutarne le qualità e stabilire se e come si può fare un intonaco partendo dalla terra del proprio giardino o di un terreno vicino a noi. E’ possibile, infatti, creare un intonaco perfetto partendo da quasi tutti i terreni.

cisternalt volantinogeneraleR

Gli intonaci in terra cruda contribuiscono a migliorare la qualità della vita in spazi interni grazie alla totale traspirabilità delle superfici e la pronunciata capacità di regolare l’umidità dell’aria, oltre alla elevata inerzia termica che ne fa il partner ideale in sistemi di riscaldamento radiante, tanto a parete quanto a pavimento. Proteggono inoltre dai campi elettromagnetici e assorbono gli odori. Le qualità estetiche degli intonaci a base di argilla sono il risultato della combinazione di fattori quali colore e granulometria della terra a disposizione, addizione di speciali fibre vegetali e trattamento delle superfici. Il ciclo di vita (LCA) del materiale di base, e l’assenza di componenti sintetiche e tossiche, conferiscono agli intonaci in terra cruda la caratteristica di materiale da costruzione naturale.

Informati almeno! Sapere è potere.

 


       

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

La ditta che peggiora la stratigrafia della parete

Non è la prima volta che leggo quanto riporto qui sotto (voce di un lettore che chiede consiglio):

La ditta mi ha proposto le seguenti stratigrafie perimetrali:

  • Cappotto da 15cm
  • Poroton da 20cm
  • intercapedine da 6cm (ospitera’ impianti e canalizzazione vmc)
  • spazi vuoti con lana di roccia
  • lastra di cartongesso da 1,25cm
  • freno al vapore
  • lastra di cartongesso da 1,25cm

Secondo lei e’ un buon compromesso tenendoci al riparo dal caldo e dal freddo?

 ***

Purtroppo, la soluzione descritta viene proposta spesso. Non so perché, forse perché appare all’avanguardia, o diversa dal solito. Certamente non può essere molto economica visto il numero di strati da eseguire.

 Torniamo alla domanda – e’ un buon compromesso tenendoci al riparo dal caldo e dal freddo? 

In una parola “comfort”.

E’ un buon compromesso per ottenere comfort?

Qual’è la più bella stratigrafia del mondo? La più bella stratigrafia ha

  • sul lato interno un intonaco di qualità posato su blocchi di laterizio che non sono altro che impasti di argilla che viene cotta
  • sul lato esterno la coibentazione.

ditta-peggiora-stratigrafia-parete

Questa stratigrafia è ottimale in regime invernale e ottimale in regime estivo – l’ambiente è circondato da tanta massa  protetta dall’ambiente esterno con un sistema di isolamento termico a cappotto.

Il costruttore che prevede un’intercapedine impianti con ulteriore isolamento e finitura a secco con lastre di cartongesso sta proponendo di “guastare” la stratigrafia con un economico e scadente rivestimento interno. E il committente sarà costretto a vivere in un ambiente confinato di lastre e lana di roccia.

Meglio ricalcolare la prestazione del cappotto da 15 cm + Poroton da 20 cm + intonaco interno di elevata qualità e, se non soddisfacente per le aspirazioni della committenza, rivedere lo spessore del cappotto o del blocco porizzato.

Gli impianti passeranno nelle tracce e dove i passaggi sono molteplici il blocco può essere più spesso.

Anziché investire quattrini nell’intercapedine interna con finitura a secco si potrebbero utilizzare laterizi portanti rettificati ad incastro che garantiscono anche ottima planarità della faccia.

Questo tipo di blocco ha sul lato esterno una foratura più fitta per favorire l’applicazione dei tasselli del cappotto, mentre internamente presenta fori più larghi per facilitare la realizzazione delle tracce per gli impianti.

Ribadisco che non è di carattere economico la critica che muovo al costruttore, ma di un risultato scadente dopo una partenza eccellente!

Perdere la massa interna in favore di un’intercapedine è un errore progettuale che si farà notare specialmente nel periodo estivo e specialmente se l’edificio verrà vissuto. Infatti l’intercapedine  diminuisce sensibilmente la capacità della parete di assorbire / accumulare calore e quando in estate le temperature interne iniziano a salire sarebbe veramente utile disporre di una massa che possa farsi carico dell’energia in eccesso (quella da noi prodotta).

Non sono favole, se le prestazioni di una stratigrafia si leggessero con attenzione si potrebbero notare facilmente i valori di capacità areica interna dell’elemento edile.


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉 sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

Il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Combattere la muffa a casa di Paolo

Il lettore scrive:

buongiorno e complimenti per il suo blog, da tempo lo leggo con attenzione.

vengo subito al problema: ho una stanza di circa 12mq con una parete perimetrale esposta a nord (palazzo in cortina Roma, anni 70, 1°piano), infissi in pvc nella parete ovest, con intercapedini di circa 12-15cm . Nel soffitto alto 3m ho della muffa (per adesso sono piccole macchie grigie diffuse), localizzata per lo più verso la parete nord. All’armadio, prima appoggiato alla parete, ho dovuto cambiare l’mdf posteriore perchè aveva dato muffa, ora l’ho scostato di circa 10cm e ho messo dei piccoli deumidificatori hand made.

Oltre a tenere areato lasciando vasistas socchiuse, o areare il locale 10 minuti la mattina, la prima soluzione che ho preso in considerazione è stata l’insufflaggio della parete. Ora, dato anche l’alto costo, sto orientandomi sul’installazione di un estrattore d’aria igroregolabile tipo aldes ”deco” o ”design” da 10cm, che entrino in funzione automaticamente quando l’umidità interna è ad un certo livello.

Primo intervento sarà togliere la muffa con un prodotto adeguato per poi ridipingere il soffitto e le pareti con pittura termica antimuffa.

Quindi le chiedo:

un estrattore risolverebbe o migliorerebbe la situazione?

se si, quale altezza dovrei installarlo? in alto o in basso?

raffredderei l’ambiente? (da ignorante direi di no, visto che estraggo aria..)

a che livello di umidità dovrà essere impostato (varia dal 60 al 90%)

la situazione non è gravissima, ma è la stanza dei bambini e vorrei fosse esente da muffe!

grazie mille per un suo eventuale e cortese parere,

cordiali saluti

paolo

Rispondo al lettore con questo nuovo articolo in modo che anche altri lettori possano informarsi meglio.

nella descrizione leggo molti comportamenti errati che non fanno altro che peggiorare la situazione ed aumentare il rischio muffa o la proliferazione delle spore:

Combattere muffa casa-02

le finestre socchiuse ad anta ribalta raffreddano la muratura senza un corretto ricambio dell’aria: le temperature superficiali del contorno finestra scendono ulteriormente e impiegheranno diverse ore a riscaldarsi nuovamente

Combattere muffa casa-03

arieggiare 10 minuti alla mattina è insufficiente, teoricamente meglio 5 minuti e più tardi altri 5 minuti e facendo corrente con un altro serramento per sveltire la ventilazione manuale

Combattere muffa casa-01

l’ipotesi di un intervento di insufflaggio (riempimento dell’intercapedine con materiale isolante sfuso) certamente è efficace nelle porzioni di muratura omogenee, ma non può risolvere o attenuare i ponti termici che sono proprio i punti dove già si nota la comparsa di muffa. di solito è un’operazione tra le più economiche possibili

Combattere muffa casa-04

un estrattore d’aria non ha recupero di calore quindi butta all’esterno l’aria calda riscaldata. dovendo estrarre diversi mc d’aria l’abitazione risulterà in depressione andando a succhiare aria da tutti i punti di non tenuta dell’involucro riscaldato (spifferi, tubazioni elettriche o altri punti critici). meglio investire in una ventilazione meccanica decentralizzata che forse può essere installata servendo due locali.

Combattere muffa casa-05

non consiglio di utilizzare pitture termiche antimuffa per ambienti interni, un po’ perchè non sono molto traspiranti e un po’ perchè le miscele portano nuove emissioni di voc. dopo la rimozione delle spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in interni + una soluzione naturale con proprietà di blocco ad eventuale nuovo insorgere di muffa consiglio una completa nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato

è corretto risolvere al più presto la situazione proprio per la presenza di bambini che più degli adulti stressano il loro apparato respiratorio in costruzione.


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Il livello di umidità della muratura

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Una casa più ” nature “, meno rischi e più salute

I materiali per edilizia sono migliaia e migliaia, come destreggiarsi nella scelta e come riuscire ad evitare di portare nuovi veleni dentro la nostra casa?

E’ importante la coibentazione ad ogni costo
oppure è più importante la salute ad ogni costo?

materiali sani in edilizia

Coibentare non è sempre sinonimo di avvelenare, come pitturare non è sempre sinonimo di intossicare. Invece di puntare i piedi davanti a qualsiasi materiale oppure chiudere gli occhi e accettare ogni tipo di proposta, anche la più insalubre, cerchiamo di essere più sensibili a questo tema alzando l’asticella delle pretese sul tavolo dei nostri progettisti o al banco del nostro magazzino edile. I materiali buoni ci sono – come ci sono i funghi porcini, nel bosco si trovano anche quelli rossi con i puntini bianchi… – dallo scaffale procuriamoci i materiali più salubri.

Mai sentito parlare della certificazione CasaClima Nature? è una valutazione di sostenibilità degli edifici, perciò non si limita a vietare l’uso di alcuni prodotti, fa un ragionamento ben più largo, per esempio controlla la distanza della provenienza di alcuni materiali (Materiali in pietra, prodotti entro 200 km di distanza dal cantiere (luogo di scavo delle pietre, lavorazione e fornitura) – Materiali in laterizio, prodotti entro 500 km di distanza dal cantiere (luogo di estrazione dell’argilla, produzione, lavorazione e fornitura) – Materiali in legno con certificato FSC/PEFC o prodotti entro 500 km di distanza dal cantiere (luogo di abbattimento degli alberi, lavorazione e fornitura).

Ecco i materiali non ammessi in tutto l´edificio (incluso finiture interne ed esterne):

  • non è consentito l’utilizzo di prodotti (schiume, isolamenti schiumati) contenenti sostanze (p.e. cloro-fluoro-carburi CFC, idro-bromo-fluoro-carburi HBFC, idro-cloro-fluoro-carburi HCFC, idro-fluoro-carburi HFC) dannosi per lo strato dell’ozono. Le sostanze sono definite nei gruppi I, II, III, IV, V, VI, VII, VIII e “Nuove Sostanze”; comunicazione della Gazzetta Ufficiale delle Comunità europee C224/3 del 05.08.2000, allegato 1.
  • non è consentito l’utilizzo di prodotti che contengono esafluoruro di zolfo (SF6).
  • non è consentito l’utilizzo di legno tropicale.

Una misurazione finale negli ambienti interni, qualora il committente soffrisse di qualche patologia, sarebbe costosa e tardiva.

I materiali da mettere sotto la lente d’ingrandimento sono:

  • quelli a base di legno incollato: valore massimo di emissione di formaldeide [50-00-0] HCHO: 0,05 ppm (0,062 mg/m³),
  • pannelli grezzi o rivestiti,
  • compensati,
  • travi,
  • pannelli di rivestimento,
  • pavimenti
  • vernici,
  • pitture,
  • impregnanti,
  • lacche, primer, ecc.

Quando si scelgono prodotti liquidi da applicare alle superfici interne controlliamo sempre:

  • il contenuto massimo di VOC (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

limiti di contenuto massimo di VOC per prodotti liquidi

( BA significa che la viscosità è regolata mediante l’uso di acqua, mentre BS significa che la viscosità è regolata attraverso l’utilizzo di solventi organici.)

  • la presenza delle frasi di rischio (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

Frasi di rischio

  •  la presenza di metalli pesanti (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

metalli pesanti

  • il contenuto totale di formaldeide libera [50-00-0] che non deve superare i 10 ppm.
  • la presenza di composti organici (si può utilizzare la tabella della Direttiva Tecnica CasaClima Nature):

Composti organici

Per informarsi meglio, l’unica via è l’analisi delle schede tecniche, delle schede di sicurezza e/o certificazioni con indicazione dei dati di emissione (il certificato deve avere almeno 3 anni).

Avete il sospetto che in casa ci sia formaldeide? Potete togliervi il dubbio senza chiamare un tecnico facendo da soli il test formaldeide:

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Foto posa intonaco interno – Zona Climatica E – GG 2173 – Porano (Terni)

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio – Zona Climatica E – GG 2173 – Porano (Terni)

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-02

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-01

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-03

Posa intonaco interno in argilla e paglia spessore 30mm in edificio in legno a telaio-04

link alle foto di cantiere sul sito del progettista

vale sempre il motto:

+ involucro - impianti copyright


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Diventa anche Tu sostenitore del Blog espertoCasaClima :

Nella pittura naturale c’è biossido di titanio ?

Il biossido di titanio è usato come pigmento bianco (infatti si dice bianco di titanio). Un tempo si usava il bianco di piombo o il solfato di bario o di calcio.

E’ usato anche come colorante alimentare con il numero E 171, ma lo troviamo anche nei cosmetici, nelle creme, nei dentifrici ecc (del biossido di titanio negli alimenti puoi leggere questo documento in inglese): quando il biossido di titanio ha particelle di dimensione < 100 nm è un nanomateriale (nano TiO2).

Non so se e quanto il nano TiO2 sia tossico. Perchè la UE non impone l’indicazione dei nanomateriali sulle etichette? L’EFSA ha pubblicato le prime linee guida pratiche per valutare le applicazioni delle nanotecnologie in alimenti e mangimi.

Comunque stiano le cose il biossido di titanio resiste agli acidi senza essere tossico, ha un alto indice di rifrazione ed è un ottimo catalizzatore in grado di degradare per ossidazione numerosi composti organici, lo sporco, inquinanti e vari microorganismi: ma non so se le polveri del biossido di titanio possano entrare nel nostro organismo, pur non essendo pigmenti volatili!

biossido di titanio

Se fino a ieri non ci siamo preoccupati del biossido di titanio, possiamo preoccuparcene da oggi!

Oppure possiamo sfruttare tutti gli aspetti positivi che questi pigmenti bianchi portano con sè:  con la luce la pittura diventa un catalizzatore (pittura fotocatalitica) e decompone molte sostanze nocive, in particolare gli ossidi di azoto (NOx), formaldeide, composti volatili benzene ed altri (VOC)!

Ma se il biossido di titanio ha anche un effetto antibatterico perchè decompone le pareti cellulari dei batteri non potrebbe decomporre anche noi umani? piano piano poco alla volta?

Forse nel dubbio è preferibile ordinare una pittura naturale, magari alla calce, che offre salubrità, elevata basicità ed elevata permeabilità al vapore.


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉 sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

Il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Il cartongesso non è fibrogesso

Nel precedente articolo “Finiture interne in cartongesso e clima interno confortevole” facevo notare come le proprietà termiche di un componente edile con finitura interna in lastre di cartongesso siano scarse.

 Avevo parlato dell’importanza di ottenere più massa interna e più inerzia, quindi si parlava di capacità termica areica.

Ma cos’è è che ha una lastra in fibrogesso che il cartongesso non ha?

Spesso le lastre di quel genere vengono chiamate con nome improprio, forse per la confusione, forse perchè non si conoscono bene le differenze.

fibrogesso differenza cartongesso

Il fibrogesso è un pannello di gesso rinforzato con fibre di cellulosa di carta riciclata, è molto resistente alla compressione, all’acqua e anche al fuoco.

Il cartongesso invece teme molto l’umidità: è fatto di gesso racchiuso tra due fogli di cartone.

cartongesso

Una parete in fibrogesso si può anche intonacare e questo aspetto è importante quando la stratigrafia vuole qualche millimetro di intonaco a base calce oppure un intonachino fine in argilla.

I suoi 1.150 kg/m³ e il suo calore specifico 1100 J/kgK possono dunque essere ancora migliorati.

Quindi, se possiamo, evitiamo di acquistare lastre in gesso rivestito (un nucleo di gesso  rivestito di speciale cartone).



lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Pittura, cercare di evitare le emissioni di VOC

i VOC sono emissioni dannose per la salute!

Che qualità dell’aria vogliamo avere in casa?

Evitando alcuni materiali da costruzione saremo più liberi dai composti organici volatili (VOC) ma non dimentichiamoci che anche le cose per l’igiene personale e della casa (deodoranti, saponi, detersivi e tutte le cose profumate per la pulizia contengono una media di 15 VOC per prodotto. Più o meno tossici o pericolosi.

Spesso le sostanze cancerogene non sono nemmeno menzionate nell’etichetta. Già il fatto di contenere del profumo significa che ci sono sostanze chimiche, per l’80-90% derivate sinteticamente.

Quali sono le sostanze chimiche più comuni? i terpeni, che a contatto con l’ozono presente nell’aria generano particelle ultrafini e formaldeide.

E’ veramente difficile scoprire dalle etichette quali prodotti portarsi a casa e quali evitare: per legge, si deve solo scrivere della presenza di fragranze (profumi), senza dover elencare gli ingredienti che le compongono!

Se cominciamo a fare più attenzione a quello che mettiamo nel carrello della spesa sarebbe anche giusto fare più attenzione alle finiture interne dei nostri ambienti: è proprio l’ultimo strato interno, quello che riveste tutti i locali dove trascorriamo tante ore ogni giorno, ad avere molta importanza:

la pittura sarà buona o cattiva? salubre o poco salubre?

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-01

l’odore tipico di un ambiente appena tinteggiato è buon segno o cattivo segno?

Con molta probabilità il profumo del locale appena tinteggiato è segno che stiamo respirando nuovi Composti Organici Volatili (VOC) tipici delle vernici sintetiche. E perchè non investire in qualità scegliendo pitture costituite da materie prime naturali e non dannose per la nostra salute?

Valgono i certificati? oppure sono solo etichette che si ottengono stando sotto un certo limite di concentrazione di sostanze dannose?

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-02

La certificazione tedesca NaturePlus è seria, comunque sì, la certificazione garantisce che i prodotti certificati abbiano il più basso impatto ambientale.

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-04

Anche la certificazione A+ francese è seria, comunque sì, la certificazione garantisce che i prodotti certificati abbiano il più basso impatto ambientale. Potete leggere la regolamentazione francese sui VOC scaricando il pdf in lingua inglese qui.

Perchè cercare di evitare le emissioni di VOC-03

Pensate che in Svizzera esiste da anni una Tassa sui composti organici volatili (COV) contenuti in diversi prodotti (pitture, vernici e detergenti). Nell’aria, queste sostanze contribuiscono, insieme all’ossido d’azoto, alla formazione di elevate concentrazioni di ozono troposferico (detto smog estivo). La tassa sui COV esiste dal 1° gennaio 2000, è uno strumento economico per la protezione dell’ambiente: un incentivo finanziario per la riduzione delle emissioni di VOC!

Ma quanti di noi hanno la competenza scientifica per analizzare gli ingredienti contenuti in una miscela di pittura sintetica per dire che è poco o tanto dannosa? Meglio lasciar perdere ed orientarsi verso prodotti che derivano da materiali naturali, già di per sè a bassissimo rischio o sani per forza.

E’ importante scegliere una pittura che sia una miscela di elementi naturali atossici senza componenti chimici o solventi e senza formaldeide.

E’ anche importante che la pittura, o l’intonachino se avete scelto di finire un muro così, sia porosa e traspirante e meglio ancora se di pH elevato (forte basicità) che garantisce senza sostanze aggiunte un’ottimale igienicità.

Una finitura che assorbe facilmente l’umidità è garanzia di una migliore regolazione dell’umidità indoor.

E’ comunque difficile garantirsi un’aria interna sana, ci sono i mobili, la Co2 che noi stessi produciamo e chi più ne ha più ne metta… Se possibile prevediamo l’installazione di qualche macchina di ventilazione meccanica controllata con recupero del calore (VMC). Un ricambio continuo dell’aria è la miglior garanzia.



lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Calce per intonaco interno di qualità

In diversi articoli ho sottolineato l’importanza di ogni singolo strato di una stratigrafia, anche quello più interno – che poi sarà la nostra terza pelle.

Ho spesso ricordato che vivere avvolti nell’isolante non è la migliore soluzione per abbattere le dispersioni termiche – quindi eseguire una coibentazione interna solo se ci si è costretti!

Torniamo alla terza pelle, l’intonaco interno. Ogni volta che io calcolo le proprietà termiche di un componente edilizio salta all’occhio come un materiale dello strato più interno influisce positivamente o negativamente sulle prestazioni di una stratigrafia: lo spessore, il calore specifico (J/kgK) e la densità (kg/mc) dello strato o degli strati più interni incidono molto sulla capacità termica periodica del lato interno (sulla capacità areica interna) e con un po’ di attenzione nella progettazione ottengo meno surriscaldamento estivo e più accumulo termico invernale. Due aspetti non da poco se stiamo progettando per offrire la migliore soluzione possibile!

Non sto parlando di isolamento termico – quello lo do per scontato. E’ inutile progettare senza una corretta coibentazione – lo do per scontato.

Se abbiamo ben compreso l’idea di avere a che fare con la nostra terza pelle, abbiamo anche ben capito l’importanza della qualità del materiale, e poi della sua finitura: entrambi saranno nostri coinquilini per anni e anni! Scegliamoli con attenzione.

calce

Spendiamo due parole sulla calce.

calce

Più o meno sappiamo che è un componente importante di intonaci, marmorini, ma anche di tinteggiature e malte (sì le malte, fino alla comparsa del cemento era normale).

Ma non siamo abituati ad apprezzarne l’invecchiamento. Il grassello di calce invecchiato porta nel mondo della calce più qualità – il latte di calce può essere messo in vasche a stagionare, come il Parmigiano, 12, 24 e anche 48 mesi.

calce certificato di invecchiamento

La stagionatura della calce migliora la sua plasticità, la sua lavorabilità e la velocità di presa.

calce

Penserete all’ennesima trovata bio qualitativa, giusto per farne lievitare il prezzo, invece si tratta di una cosa molto seria e certificata: la Banca della Calce offre il Certificato di Invecchiamento che accompagna il grassello di calce che state acquistando, quello che avete visto sopra!

calce

Magari state leggendo questo articolo ma non state costruendo o restaurando un bel niente, però avete voglia di migliorare qualcosa in casa, e farlo da voi, con idee chiare e informazioni giuste.

Beh, in questo blog un po’ di informazioni le ho condivise e le avete trovate! spero chiare e facilmente comprensibili, come è giusto che sia.

Ma torniamo un attimo a parlare di calce – state tinteggiando o volete chiamare i pittori? decidete bene cosa appiccicate sui muri, e mi raccomando… nessun veleno – ne abbiamo già che bastano. Potreste imbiancare a calce!

calce

Imbiancando a calce potete star certi che la tinteggiatura sia salubre, evitando emissioni e solventi: caspita – parliamo dei nostri polmoni!

La calce ha solo vantaggi:

Credereste di poter imbiancare casa con latte di calce aggiungendo latte, zucchero e acqua? State sorridendo vero! Non credete più che questo articolo sia una lettura professionale vero? Qui vi “linko” alla ricetta CalceLatte e alla ricetta CalceLatte a colori così continuerete a prendermi sul serio.

Se amate il fai da te vorrete sicuramente autocostruirvi il cappello da pittore – quando ero piccolo il pittore arrivava in cantiere col giornale e con una delle pagine si preparava il cappello della mattina, faceva proprio così:

La calce e la bioedilizia non sono argomenti per fanatici vegetariani figli dei fiori che non hanno la televisione perchè fa male (e fa male in dosi inutili).


lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

La bioedilizia

Sono abituato a leggere tantissime schede tecniche: se consiglio un materiale o confronto alcune stratigrafie devo per forza far riferimento alle schede tecniche (e di posa). Grazie al cielo oggi è relativamente facile trovare la scheda tecnica di un materiale o un prodotto. Ci sono ancora aziende che parlano dei loro prodotti alternando immagini bellissime, e a volte fuori tema, nascondendo le schede tecniche chi sa dove nel loro sito web o nei loro archivi privati (<<su richiesta la consegnamo ai clienti>>): non hanno ancora compreso l’importanza dell’informazione e della trasparenza, nè si sono ancora resi conto che se devo fare 20 minuti di ricerca per quel maledetto pdf, probabilmente dovrò chiudere quella pagina web e passare a nuova ricerca, nuova azienda e nuovo materiale.

Spesso leggo frasi del genere:

  • ideale per l’impiego in bioedilizia
  • usato in bioedilizia
  • esclusivamente in bioedilizia
  • preferibile in bioedilizia

Sembra che se io non sono vegano, e non ho deciso per un sistema a cappotto in lana di pecora non debba permettermi un intonaco interno alla calce.

Invece, se possiamo, se siamo in tempo, scegliamo materiali naturali – sì, anche se per altre scelte non siamo stati così attenti o rigorosi o siamo stati mal consigliati.

calce bioedilizia

La calce per esempio può essere utilizzata per malte, intonaci e pitture. La calce idraulica può fare le veci del cemento come legante. La calce offre sempre un’ottima traspirabilità, combatte le muffe e migliora il comfort degli ambienti regolandone l’umidità.

cemento fondazione

La fondazione bio?

chi può dire di amare il cemento e il ferro? Ma sappiamo che serve e lo accettiamo. Beh, per migliorare questa voce possiamo chiedere di utilizzare:

  • cemento puro che non contenga materie prime seconde provenienti da altre lavorazioni industriali.
  • armatura d’acciaio sostituita da acciaio austenico, che è amagnetico; sostanzialmente non interferisce con i campi elettromagnetici artificiali, non determinando quindi perturbazioni magnetiche. (altre info le trovate qui, e qui).

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu 😉 sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member

articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

Il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

Migliorare la massa con l’argilla

 In un precedente articolo ricordavo che la capacità termica areica di un pannello di argilla è 51 (kJ/mqK), quasi 5 volte un pannello in cartongesso!

L’argilla

  • accumula calore (bello d’inverno!)
  • assorbe energia (bello d’estate!)
  • assorbe umidità (bello tutto l’anno!)

in due parole, svolge la funzione di volano igrotermico.

argilla finitura interna

Le temperature superficiali interne di ambienti con finitura in terra cruda sono più alte in inverno e più basse in estate: quindi anche la temperatura operante migliora di conseguenza. Grande comfort interno!

Ma soprattutto l’oscillazione delle temperature superficiali interne nelle 24 ore e nella settimana rimane più bassa con la terra cruda. L’intonaco in argilla agisce da accumulo e lavora con le variazioni del clima.

L’argilla ha temperatura superficiale più alta di 2 °C rispetto ad una lastra in cartongesso in inverno, ma è d’estate che dà il meglio di sè: 1,5 – 2 °C più fredda del cartongesso e poi, man mano che si carica di temperatura aumenta fino ad arrivare a -0.5 °C rispetto alla lastra in cartongesso.

In estate la massa termica che avvolge un ambiente, aiuta molto ad assorbire l’energia che noi stessi produciamo all’interno (il calore corporeo, il calore degli elettrodomestici, il calore dei corpi luminosi, il calore del cucinare, il calore dell’attività fisica).

La cosa veramente straordinaria di questo materiale è che l’argilla ci permette di eliminare i difetti climatici interni di una casa in legno, leggera, edificata in zone climatiche non proprio adattissime a questo tipo di costruzione!

In una parete leggera, d’estate ad esempio, non possiamo scaricare energia, e questo, in molte zone climatiche italiane è un problema che dobbiamo risolvere progettualmente, e non mi interessa che l’isolamento esterno sia più che abbondante: il comfort lo dobbiamo progettare!

Il nostro piffero ce lo dobbiamo suonare da soli!

In commercio esistono lastre in argilla di diversi formati e diversi spessori, informiamoci per bene!

argilla per intonaco interno

La posa dei pannelli in argilla sembra facile

argilla per intonaco interno

La velocità di posa dei pannelli in argilla sembra soddisfacente

argilla per intonaco interno

La superficie sembra ottimamente rivestita

argilla per intonaco interno

Quando Vi chiedete se nella Vostra zona una casa in legno sia climaticamente adatta, potete rispondervi sempre di sì, a patto che ci sia dietro una attenta progettazione: inutile farsi montare la stessa identica casa in legno dei nostri amici di Dobbiaco a Rovigo o a Trapani! Si può, e si deve fare meglio.

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :


Visita il profilo di federico su Pinterest.

Finiture interne in cartongesso e clima interno confortevole

Volete conoscere il mio parere?

Vi risponderò sempre allo stesso modo: capisco il desiderio di un lavoro pulito, veloce e pratico, ma se parliamo di comfort e di capacità di accumulo interno e della possibilità di scaricare un po’ di energia quando d’estate ne produciamo internamente troppa facciamo attenzione al materiale che posiamo sul lato interno!

lastre cartongesso fibrogesso

Il cartongesso è il materiale più povero e con le peggiori prestazioni possibili, è giusto saperlo ed è giusto capire il perchè di quanto state leggendo.

lastre cartongesso fibrogesso

Per ottenere più massa interna e più inerzia, si deve ricordare che:

A proposito di intonaci di qualità in calce o argilla, un intonaco in argilla spesso 2 centimetri lavora molto bene in estate :

argilla finitura interna

L’argilla

  • accumula calore (bello d’inverno!)
  • assorbe energia (bello d’estate!)
  • assorbe umidità (bello tutto l’anno!)

in 2 parole… svolge la funzione di volano igrotermico (hygros “umido”, terme “calore”.

argilla finitura interna

Le temperature superficiali interne di ambienti con finitura in terra cruda sono più alte in inverno e più basse in estate: quindi anche la temperatura operante migliora di conseguenza. Grande comfort interno!

Ma soprattutto l’oscillazione delle temperature superficiali interne nelle 24 ore e nella settimana rimane più bassa con la terra cruda. L’intonaco in argilla agisce da accumulo e lavora con le variazioni del clima.

L’argilla ha temperatura superficiale più alta di 2 °C rispetto ad una lastra in cartongesso in inverno, ma è d’estate che dà il meglio di sè: 1,5-2 ° più fredda del cartongesso e poi, man mano che si carica di temperatura aumenta fino ad arrivare a -0.5 °C rispetto alla lastra in cartongesso.

argilla finitura interna

In estate la massa termica che avvolge un ambiente, aiuta molto ad assorbire l’energia che noi stessi produciamo all’interno (il calore corporeo, il calore degli elettrodomestici, il calore dei corpi luminosi, il calore del cucinare, il calore dell’attività fisica).

SalvaSalva
            

lettura senza banner pubblicitari grazie alla generosità dei lettori – dona anche Tu!

+ involucro - impianti copyright

federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

Se vuoi conoscere il mio profilo LinkedIn

Entra anche Tu nella lista dei sostenitori del Blog espertoCasaClima :

Visita il profilo di federico su Pinterest.

SalvaSalva