Archivi categoria: raffrescamento

La buona notizia sui condizionatori d’aria

Quando ero piccolo si dormiva con la finestra aperta e la zanzariera giù, oggi, un lusso simile, te lo puoi permettere solo se vivi in una casa isolata: i rumori degli impianti non danno tregua per tutta l’estate.

Se nel vicinato sei l’unico ad aver resistito alla tentazione di installare un condizionatore d’aria, sei costretto ad ascoltare tutta la notte il “canto” dei compressori del vicinato.

Li chiamano tempi moderni.

Ma c’è una buona notizia: in torto non è il cittadino silenzioso, è quello che disturba!

Ci credereste? non insonorizzare il condizionatore che disturba i vicini e il loro riposo è reato.

E’ una responsabilità penale!

La sentenza 39883/2017 della Cassazione penale porta nella disperazione dei tempi moderni una piccola luce.

Il guaio è che devi difenderti, investire tempo, soldi e salute. Meglio sceglierseli meglio i propri vicini!

 

            

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Nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria)

Coprire parte del fabbisogno energetico della propria casa attraverso fonti rinnovabili è un obbligo di legge per molti ambiti d’applicazione sia per edifici nuovi che per edifici esistenti. Il riferimento legislativo è il DLgs 28/2011.

Ma quali sono le percentuali di copertura oggi?

Dal 1° gennaio 2017 le nuove percentuali di copertura dei fabbisogni per riscaldamento, raffrescamento e ACS (acqua calda sanitaria) sarebbero dovute passare dal 35 al 50%.

Con il DL 244/2016 l’introduzione della nuova percentuale slitta di 12 mesi e resta in piedi il vecchio obbligo del 35%.

      

       

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La casa nel clima italiano di che isolamento ha bisogno?

Seguendo l’Europa finalmente anche l’ Italia ha conosciuto l’isolamento termico degli edifici – ci siamo appena abituati a prevedere il cappotto che già ci troviamo alla vigilia del costruire edifici nuovi a consumo netto quasi nullo. L’ Italia sembra in ritardo, e appare svantaggiata, invece io vedo in questa lentezza l’occasione italiana di fare meglio di tutti gli altri.

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E’ una fortuna che oltre il 90% delle nostre case sia ancora da isolare!

Pensate se tutti gli edifici avessero già quello standard dei primi cappotti posati in Italia dopo il 2005: 4-6cm di EPS bianco, spesso senza rispettare un sistema certificato.

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Con le temperature estive sempre più insopportabili in quasi tutte le città italiane, il sottile cappottino in EPS può fare ben poco e il beneficio del costoso intervento resta limitato al periodo invernale.

Progettare senza considerare gli effetti del surriscaldamento è sempre un errore, almeno in Italia. La protezione estiva resta spesso sottovalutata, si dovrebbe progettare solamente in luglio e agosto in uffici non climatizzati! 

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In gergo tecnico si parla di gestire i carichi interni durante l’estate:  isolare non è mai sbagliato, ma la progettazione dell’involucro non deve limitarsi a verificare la trasmittanza U che si ottiene, anche l’inerzia termica è importantissima – è qui che nasce il comfort abitativo – d’inverno perché la temperatura interna resta costante, d’estate perché l’energia di troppo prodotta dentro casa può essere ceduta alla massa interna (debitamente isolata esternamente) senza aver continuo bisogno di impianti di climatizzazione.

L’obiettivo della casa a consumo nullo soccorsa dal solare e dal fotovoltaico non è proprio l’ideale di casa! 

Prestare attenzione ai soli flussi entranti dall’esterno e dimenticando i carichi interni (noi che abitiamo, gli elettrodomestici che accendiamo, l’illuminazione ecc.), significa non fare gli interessi della committenza. E chi non pensa al committente non sta progettando bene.

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Non dobbiamo guardare unicamente al laterizio come metodo salvatore dei progetti in clima caldo, gli intonaci, le lastre in fibrogesso e i pannelli in argilla svolgono egregiamente e in modo passivo il ruolo di portatori di comfort termo-igrometrico. E’ proprio questo strato più interno della parete perimetrale a svolgere questo compito delicato: diffidate sempre delle soluzioni svelte ed economiche – cartongesso e pittura murale, soluzione povera in tutti i sensi.

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Capita spesso che il valore indicato dalla massa superficiale di una struttura tranquillizzi tutti sul fronte del comfort estivo: è bene ricordare che la massa superficiale “pesa” il metro quadro della struttura in tutti i suoi strati e non sottolinea quali strati siano quelli pesanti. Per fare un esempio, una parete “pesante” potrebbe ricevere uno strato leggero ed isolante sul lato interno (magari un foglio extra sottile termoriflettente) portando a grossi discomfort estivi gli ambienti. 

Quali dati si devono tenere in grande considerazione per combattere il surriscaldamento estivo?

Naturalmente la risposta è – ” tutti i dati risultanti dal calcolo di una stratigrafia sono importanti “, ma bisogna saperli leggere ed interpretare correttamente per capire come si comporterà l’edificio nelle stagioni.

In tanti articoli ho cercato di spiegare l’importanza del valore della Capacità termica periodica del lato interno detto anche Capacità areica interna. E’ un dato spesso nemmeno riportato nei documenti allegati alle stratigrafie, ma molto indicativo sulla qualità progettuale. Più il valore è basso e peggiore sarà il comportamento dell’edificio in periodo estivo. Consiglio di non accontentarsi mai di valori inferiori ai 30 kJ/m2K: per evitare il surriscaldamento estivo meglio alti valori di capacità termica areica interna (la capacità di assorbire calore internamente).


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