EPS e XPS. Dove sta la differenza?

 Un bel guaio quando l’applicatore stesso non conosce la differenza tra EPS e XPS. Pensando non ve ne sia alcuna, esegue l’intervento di isolamento a cappotto con EPS fino a terra, dalla testa ai piedi. Poi, qualche mese dopo l’intervento, si scopre che il cappotto “beve”.

…come dice mio figlio… << E adesso?>>

Adesso si taglia lo zoccolo e si guarda come è stato eseguito.casi-cappotto-eps-21

e si scopre che è EPS fino a terra, per di più incollato a “polpette” di colla (tanta aria che gira tra cappotto e muratura: il cappotto non può garantire le sue prestazioni!). A guardar bene si scopre anche che i pannelli stessi non sono ben accostati (ponte termico con il collante) casi-cappotto-eps-3casi-cappotto-eps

e che l’intercapedine d’aria “non richiesta” permette di infilare anche le dita,

casi-cappotto-eps-5

tanto è generosa!

Meglio rifare almeno la zoccolatura di questo cappotto.

Un controllo in cantiere durante la posa avrebbe potuto evitare tutti questi problemi. Anche un capitolato più particolareggiato poteva aiutare a percorrere la strada senza dubbi o malinterpretazioni della lavorazione da eseguire.

Ricordiamo che l’EPS è espanso mentre l’XPS è estruso. Qunidi l’XPS è una struttura a celle chiuse omogenea e stabile che non può assorbire acqua, normalmente di colore non bianco (quindi anche facile da riconoscere!), con alta resistenza alla compressione.

  

       

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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340 pensieri su “EPS e XPS. Dove sta la differenza?

  1. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’utilizzo di xps per coibentazione contro terra (o per sottofondazione se prevista una platea calda) è indicato.
    nella posa orizzontale è normale prevedere anche la posa in doppio strato, comoda se il pannello è battentato.
    nel caso di una zoccolatura di un sistema di isolamento termico esterno a cappotto di 12 cm di spessore è corretto prevedere un solo pannello di spessore corretto.
    questo mi sembra logico per una stabile partenza per il cappotto superiore.
    Cortexa insegna che nelle aree sotto il livello del terreno la prima fila delle lastre può anche essere smussata, inoltre l’intonaco di fondo, compresa l’armatura, deve essere realizzato unitamente a una impermeabilizzazione specifica fino al supporto (parete).
    L’impermeabilizzazione può essere eseguita con un rasante cementizio flessibile e resistente all’umidità permanente, e deve essere protratta fino a raccordarsi alla guaina.
    Uno strato di separazione (per esempio con una guaina a bottoni) può servire ad evitare che il terreno riportato o la ghiaia di drenaggio deteriorino lo strato di impermeabilizzazione e/o il Sistema di Isolamento Termico.

    NB: le imprese edili non devono trovare lo spessore richiesto (i tesori in fondo al mare si devono trovare), devono pianificare il lavoro e fornire i materiali richiesti dal progetto.

  2. corrado

    sotto 7 appartamenti al primo piano, sul soffitto del piano piloty sottostante, visto le maggiori dispersioni di calore verificate nella lettura intermedia dei contabilizzatori installati ad inizio stagione, vorremmo applicare delle piastre di eps grafitato o xps da 6 cm nude per evitare la posa del telaio metallico nel caso di pannello di cartongesso che appesantirebbe la struttura.
    E’ una soluzione praticabile? (colla e placche di ancoraggio + stuccatura, rasatura e due mani di verniciatura)
    A chi va attribuita la spesa?
    grazie in anticipo

  3. luca

    chiedo il suo parere al riguardo di un caso verificatosi nella costruzione della mia abitazione.
    Dovendo effettuare la zoccolatura in xps da 12 cm partendo da circa 60 cm sotto terra e salendo fino a circa 35/40 cm sopra terra la ditta edile non ha trovato lo spessore richiesto ed ha pensato di accoppiare 2 lastre da 6 cm ciascuno( 6+6). Secondo il geometra non dovrebbe creare alcun problema di isolamento, secondo il termotecnico (bravissimo) invece l’accoppiamento di due pannelli puo’ portare ad alcune problematiche fra le quali il peggioramento della capacita isolante.
    Il giorno successivo neanche a farlo apposta il geometra ha partecipato ad un corso NZEB e ha chiesto il parere del relatore, la risposta e’ stata che se posato bene fino a certi spessori una o due lastre sono equivalenti, oltre certi spessori (20 cm) addirittura migliorerebbe il comportamento termico.
    Mi piacerebbe anche conoscere la sua opinione in tal senso

  4. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’eps è un materiale isolante perfetto per contenere le dispersioni invernali, meno prestazionale se deve occuparsi anche della protezione dal surriscaldamento estivo.
    se l’analisi della stratigrafia della parete non isolata ci dice che offre già uno sfasamento di almeno 10-12 ore si potrebbe tranquillamente optare per un sistema a cappotto certificato con scarse doti estive.
    Solitamente si tratta di un pannello isolante in polistirene espanso EPS con eccellente conduttività termica (0,031 W/mK). L’ EPS con grafite migliora l’ isolamento termico e i riflettori di infrarossi riducono la trasmissione del calore di irraggiamento. Ci sono tagli sul lato esterno per scaricare le tensioni.
    Ovviamente la zona della zoccolatura va realizzata con idonei pannelli per zoccolature.

  5. oreste

    voglio isolare la casa con isolamento cappotto dopo varie ricerche sto valutando su POLISTIRENE ESPANSO SINTERIZZATO CON GRAFFITE detto EPS spessore 10cm cosa ne pensa e’ un buon materiale grazie

  6. Federico Sampaoli Autore articolo

    con un massetto di corretto spessore (poggia sull’isolante) che riesce ad asciugare correttamente e ricevere una ben fatta impermeabilizzazione si otterrà un buon contenimento delle dispersioni invernali.

  7. Nicola

    Buon pomeriggio,
    innanzitutto complimenti per il sito molto utile e professionale.
    Scrivo in quanto vivo a Pescara (zona climatica D) in una casa situata al piano rialzato di un codominio nelle immediate vicinanze del mare.
    La camera da letto è esposta a Nord e risulta molto fredda. Vivendo in un condominio “dormiente” ho deciso di eseguire un cappotto interno alla camera che va a coprire sia le pareti perimetrali che il solaio confinante con l’appartamento posto al piano primo. Da una prima analisi sarei orientato verso la posa di pannelli in sughero spessore 4 cm oppure in EPS, incollato e tassellato sia alla parete che al solaio.
    La ritiene una soluzione valida?
    Grazie mille per la sua attenzione.

  8. domenico

    Gentile Federico ho una casa in campagna a Martina Franca con un tetto fatto di chianche. Vorrei migliorare l’isolamento termico del tetto. Ha qualche stratigrafia da suggerirmi. Io pensavo di posare sopra le chianche uno strato di pannelli XPS, un leggero massetto per riprendere le pendenze e poi una guiaina. Che ne pensa ?

  9. Federico Sampaoli Autore articolo

    forse i pannelli sono posati così bene e così in aderenza che aria calda e umida interna non passa tra muro freddo e pannelli.
    certo che non è la stratigrafia ideale per un ambiente

  10. Paolo

    Salve,
    qualche anno fa, senza alcuna conoscenza, ho tappezzato la parete di una stanza esposta a nord,
    al penultimo piano di un palazzo, con pannelli xps 5cm, quindi li ho pitturati a tempera.
    Abito a Modena e questa operazione ha reso un po’ più calda la stanza; l’umidità all’interno è circa 58% .
    Visivamente non noto nulla di strano però sono preoccupato, non vorrei che si formasse condensa nel muro e si creassero danni a lungo termine.
    E’ meglio togliere tutto ?
    La ringrazio molto del suo parere e la saluto.

  11. Alessio

    Salve, finalmente sono riuscito ad avere qualche dato in piu’, allora, l’isolante sul tetto mi è stato messo il Germatherm da 6 cm (mi ha detto che pero’ ne ha messi 2 strati (uno sopra l’altro) direttamente sulle perline che formano il tetto, sono ora riuscito a convincerlo a mettermi il PRI come isolante a cappotto da 5 cm (di piu’ non posso) invece dell’EPS che era come primo preventivo (spero di non aver sbagliato la scelta), il PIR che mi mette è della Fibrover, il legno a tetto che mi è stato messo è il Laminato. Ora, mi interessa cortesemente, sapere realmente i pro ad aver messo il PIR e i conto in confronto all’EPS (sia bianco che in alternativa grigio) … grazie ancora

  12. Federico Sampaoli Autore articolo

    la stratigrafia tetto non è molto chiara:
    perline/tavolato legno cm?
    gematherm cm?
    ventilazione cm?
    tegole

    la marca del pannello xps non è influente, il materiale è quello.

    per quanto riguarda l’isolamento esterno delle pareti chieda al geometra quale sistema a cappotto sta consigliando: un sistema è una cosa, un cappotto da 5cm è un’altra cosa: su questo argomento può leggere http://espertocasaclima.com/2015/10/finalmente-ho-il-preventivo-del-cappotto/

    per rimanere su un’elevata prestazione con eps deve farsi proporre un sistema a cappotto con eps grigio che ha conducibilità 0,031

  13. Alessio

    Salve, complimenti per il sito, sono un po’ ignorante in materia ma molto bravo a fare ricerche su internet, avrei cortesemente un quesito, sto rifacendo isolamento della casa sia tetto che facciata, nel tetto i muratori mi hanno messo del legno lamellare con isolamento a pannelli Gematherm, io gli avevo detto che volevo lo Styrodur ma lui si è presentato con questi pannelli (e spero di capire che siano prestazionalmente parlando) la stessa cosa, dispongo di solaio, sul quale non è stato messo nulla, l’isolante (consigliato dalla geometra) è stato messo sul tetto, dove è stato poi chisi con il legno e infine sono state messe le teglole (dopo aver fatto la parte areata), ora vulo mettermi come cappotto l’EPS da 5 cm (di piu’ non posso) ma ho visto che il miglio materiale come tenuta termica è il Poliuretano Espanso Rigido, chiaramente mi costa il doppio dell’EPS ma si parla anche di una dispersione termica di 0,038 contro 0,024 … ora la mia domanda è, quale mi consiglierebbe?, premetto che non mi interessa molto l’isolamento dal caldo, essendo una zona molto ventilata mi interessa piu’ avere un isolamento dal freddo, si parla di 250 metri quadrati di cappotto da fare, quindi la differenza di prezzo dei 2 materiali è abbastanza importante. Inoltre, vorrei sapere se il materiale da lui messo sul tetto (Gematherm) è come lo Styrodur o uno dei 2 è migliore… lo Styrodur che mi avevano consigliato è di colore blu, il Gematherm è di colore giallo (non so se puo’ essere piu’ facile cosi’ capire se sono state usate tecnologie differenti. Ringrazio anticipatamente per la risposta.

  14. Marco

    Salve potrebbe fare una specie di classifica dal meglio al peggio dei materiali attualmente in commercio (in Italia) per la realizzazione di un cappotto interno e i relativi sistemi di posa? Grazie

  15. Federico Sampaoli Autore articolo

    il Sistema Nidyon di casseratura in pannelli di EPS e reti elettrosaldate per la realizzazione di solai in c.a. informa solo sul valore di trasmittanza U che si ottiene. quindi meglio fare chiarezza:
    1. definire esattamente gli strati e calcolare (o farsi calcolare) la prestazione estiva.
    2. aggiungere altri strati e altri materiali per decidere come raggiungere un accettabile miglioramento per la protezione dal caldo.

    leggi anche http://espertocasaclima.com/2013/02/utilizzare-il-pannello-cassero-in-copertura/

  16. Giuseppe

    Buongiorno e complimenti per il suo sito.
    Sto costruendo una villetta e ho realizzato un tetto in eps della Nidyon 20+6 con soletta in calcestruzzo da 5 cm. Ora la mia domanda è questa : che stratigrafia devo eseguire per non aumentare molto lo spessore ( sono già a 30 cm ) ma avere comunque un buon risultato sia in inverno che in estate? Ho il tetto a falde e sotto ci andrò ad abitare. Grazie anticipatamente e ancora complimenti!!!

  17. Federico Sampaoli Autore articolo

    intanto l’eps non è proprio un materiale ideale per isolamento interno…
    a parità di prezzo un’altra stratigrafia? beh, più economico di eps non esiste, più economico di cartongesso non esiste…

  18. Stefano

    Grazie mille per la risposta.
    Al momento la taverna è usata poco ma l’opera servirà proprio per renderla più vivibile. E’ riscaldata con i radiatori convenzionali collegati all’impianto della casa ed è presenta una finestra con bocca di lupo che permette di arieggiare la stanza naturalmente.
    Tecnicamente se tutta la superficie isolante fosse sigillata per tutto il perimetro (non per ogni singolo pannello ma sul perimetro di tutta l’opera, a contatto con le parteti laterali) l’aria sarebbe ferma?
    Inoltre se i tasselli tra lastra isolante e ganci metallici fossero plastici anziché metallici, sarebbe forse risolto l’inconveniente dei bollini scuri?
    Mi scusi per l’insistenza ma perché non consiglierebbe questo tipo di isolante (cartongesso + eps)? Considerando però vincoli di budget? Esiste una soluzione migliore a parità di spesa?

    Nuovamente grazie.
    Stefano

  19. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’aria che rimane dietro al pannello isolante dev’essere ferma, quindi è accettabile solo nel caso in cui si eseguano punti di colla e collante a tutto perimetro del pannello.
    se tutta una facciata è posata con punti di colla si creano movimenti d’aria tra facciata e isolante.

    nel suo caso è meglio isolare in aderenza anche se la scelta di cartongesso e eps non la consiglerei a nessuno.
    i tasselli per l’ancoraggio faranno vedere nel tempo dei bollini scuri ad evidenziare il ponte termico del fissaggio.
    se la taverna è pochissimo usata forse non si formeranno. ma se è pochissimo usata può anche non fare l’opera.

    per leggere su questo argomento veda in questa categoria http://espertocasaclima.com/category/isolamento/coibentazione-interno/

  20. Stefano

    Gent.mo Sampaoli,
    innanzitutto grazie per questo sito nel quale condivide +la sua esperienza e le sue riflessioni. Penso che siano molto importanti sia per chi vuole fare un intervento, sia per fare “education”.
    Le scrivo perché ho letto l’articolo e tutte le discussioni nei commenti, però mi è rimasto un dubbio. Nell’articolo si legge che è rimasta un’intercapedine tra il muro e l’isolante; questo non va bene perché quest’ultimo non può svolgere bene il suo lavoro. Posso chiederle perché? Uno strato d’aria non aiuta ad avere uno strato “isolante” aggiuntivo? La domanda mi nasce anche dal fatto che sto per eseguire un isolamento al soffitto della taverna (isolamento interno), che sopra ha (per tutta la sua superficie) un cortile lastricato, dove c’è l’accesso all’abitazione (non posso quindi prevedere un isolamento esterno se non rifacendo tutto il cortile ma esigenze di budget non me lo consentono). Insieme al realizzatore dell’opera stiamo optando per un isolamento con lastra di cartongesso 10 mm accoppiata con EPS da 30 mm. Tutto fissato al solaio con ganci di lamiera zincata in modo da lasciare uno spazio “di aria” di 20 mm. Questo perché il solaio, dice, è a rischio di ponti termici e/o infiltrazioni (di infiltrazioni non ce n’è l’ombra per il momento… e nemmeno avvisaglie) quindi l’intercapedine serve per evitare che possibili eventi negativi vadano ad intaccare la struttura isolante. Mi trovo quindi un po’ confuso se sia meglio lasciare questo spazio di 2 cm o attaccare la struttura al soffitto.
    La ringrazio per la risposta che vorrà darmi e per l’attività di divulgazione che fa, anche a persone, come me, che, aimé, sono poco “istruite” in materia.
    Cordiali saluti

  21. Presotto Sara

    La ringrazio. E dove posso trovare un progettista per questi tetti? Qua nessuno mi ha parlato di ciò che parla lei. Ma da come mi ha risposto styrodur non sarebbe da mettere su un tetto ventilato in quanto non traspira niente di niente e sul tetto ventilato non va bene in assoluto, dal momento he deve traspirare…

  22. Federico Sampaoli Autore articolo

    san stino di livenza è in zona climatica E, freddina d’inverno e caldina d’estate.
    il suo tetto in legno ventilato diventerà la croce della casa se non garantirà protezione dal surriscaldamento.
    anche styrodur o la lana di roccia con un certo spessore (basta calcolare) offrono protezione dal caldo, pur non essendo campioni contro il caldo.
    sono entrambi campioni contro il freddo.
    solitamente un tetto ventilato può smaltire il vapore che ha attraversato la stratigrafia del pacchetto tetto proprio nello strato di ventilazione: l’impresa che le ha proposto lo styrodur forse non le ha spiegato che attraverso lo styrodur non passa nulla, di fatto è un tetto non traspirante: diciamo che è un materiale perfetto per lo zoccolo del cappotto o per le fondazioni (o per un lastrico solare dove si vuole realizzare un tetto rovescio).
    la lana di roccia invece è molto traspirante, ma non performante contro il caldo.
    può leggere questi articoli dedicati proprio al suo caso: http://espertocasaclima.com/category/tetto/tetto-in-legno/

    in ogni caso, prima di decidere, si faccia fare:
    – il progetto della tenuta all’aria
    – una verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)

  23. Presotto Sara

    Salve,
    abito a San Stino di Livenza, non saprei definire che tipo di zona climatica sia (da come ho visto negli altri commenti ho visto che lo scrivono), ma vorrei sapere qual è il miglior materiale isolante per un tetto ventilato in legno: lana di roccia o Styrodur? un’impresa proporrebbe Styrodur da 14 o 16, un’altra impresa lana di roccia per l’isolamento acustico, per lo sfasamento estivo e per la traspirabilità. Non so proprio quale scegliere. Premetto che la mansarda non sarà utilizzata in gran parte perchè la casa è vivibile completamente al piano terra (in quanto ha due camere, soggiorno, cucina, un bagno), ma nella previsione di un eventuale secondo figlio, dovrei almeno predisporre una camera sopra. Per cappotto esterno delle pareti invece è previsto EPS da 10cm e poroton da 30 cm. Qualche consiglio? Grazie

  24. Federico Sampaoli Autore articolo

    La stiferite è un materile molto prestazionale d’inverno grazie alla sua conduttività eccezionale.
    Le doti estive sono scarse per il valore di calore specifico non eccezionale e la densità bassa.

  25. Lisa

    Salve, espongo il problema:
    Edficio residenziale esistente, parete a Nord in poroton 30 cm intonacato da entrambi i lati al primo piano, mentre al piano terra è rivestito in pietra all’interno ed intonacato esternamente. La parete confina con il vano scale e al primo piano si è formata della muffa. L’idea è di fare un cappotto esterno, ma di piccolo spessore, dal momento che in facciata c’è un collarino di 10 cm, per cui lo spessore massimo dell’isolante deve essere di circa 8 cm (il collarino verrà aumentato ma non di molto).
    8 cm di stiferite sk potrebbero andare bene?

  26. Elio

    Grazie Sig. Sampaoli.
    eventualmente posso accoppiare qualche altro materiale al xps per migliorare la condizione estiva?
    Grazie

  27. Federico Sampaoli Autore articolo

    un lastrico solare coibentato all’estradosso con 10cm di xps avrà più benefici invernali che estivi.
    da una trasmittanza U di oltre 1,60 W/mqK si passa a circa 0,27 W/mqK, quindi le dispersioni sono molto contenute.
    La prestazione energetica estiva invece rimane insufficiente con circa 10 ore di sfasamento invece che quasi 7ore dello stato di fatto.
    Solo con un ulteriore strato potrebbe superare le 12 ore.

  28. Elio

    Salve,
    per isolare il solaio e renderlo calpestabile, due strati incrociati da 5cm di xps (styrodur) potrebbero essere efficaci per inverno ed estate?
    grazie

  29. Federico Sampaoli Autore articolo

    di solito un sottofondo termoisolante per interni prima della posa di massetti continui o galleggianti serve a portarsi alla quota voluta e contemporaneamente affogare gli impianti che passano in questo spessore.
    è un sottofondo a base di cemento e polistirolo con conducibilità ? = 0,09 W/mK quindi molto meno performante di un pannello rigido in xps per sottofondi: quindi meglio calcolare la trasmittanza in base allo spessore disponibile piuttosto che decidere a naso.

  30. antonio mariani

    Buongiorno
    devo realizzare un pavimento interno in una villetta, verrà installato un riscaldamento a pavimento con pannello da 3 cm e tubazione la mia domanda è sotto questo pannello e meglio mettere un altro pannello isolante o posso riempire con un alleggerito tipo fassa st 444 .
    grazie per la risposta

  31. Federico Sampaoli Autore articolo

    questo isolante riflettente avrà anche prestazioni termo-acustiche impareggiabili ma non è adatto a questo lastrico solare che deve avere traspirabilità interna.
    ripeto che consiglierei sicuramente una fibra di legno tra montanti in legno protetti da un freno al vapore igrovariabile coperto da uno strato in gessofibra.

  32. ligabue82

    Buongiorno.
    Sto continuando a informarmi sull’isolamento interno dell’abitazione.
    Dovendo isolare solo il solaio (confinante con ambiente esterno tramite chianche di maglia di pietra leccese), sto chiedendo vari preventivi.
    Ero orientato su EPS e XPS ma grazie ai Suoi preziosi consigli, sto pian piano abbandonando l’idea [a discapito del mio portafoglio 🙁 ma a vantaggio della mia salute 🙂 ].
    Ho chiesto quindi preventivi per il sughero (mi hanno consigliato 4 cm, per la fibra di legno (5 cm) oppure mi hanno consigliato questo prodotto (http://www.over-foil.com/prodotti/over-foil-311.html) il cui costo non sarebbe molto diverso da EPS/XPS.
    Cosa mi consiglierebbe? E in particolare quanti cm di isolante potrei prevedere?
    Grazie per la disponibilità

  33. Claudio Marchetti

    Per quanto concerne la partenza del cappotto termico, è conveniente utilizzare un polistirene estruso (xps) non per le sue caratteristiche di resistenza a compressione, ma sicuramente per la sue caratteristiche invece di impermeabilità (essendo realizzato per estrusione risulta essere a “celle chiuse”, quindi impermeabile”).
    Rispondendo alla domanda: perchè non utilizzare l xps su tutta l’opera

    I pannelli in XPS sicuramente hanno una migliore capacità isolante rispetto a un EPS, ma presentano altre caratteristiche che non lo rendono a mio giudizio un ottimo materiale da utilizzare per un sistema a cappotto.
    Partiamo dal presupposto che le strutture si muovono; nell’ordine di millimetri ma si muovono. Quindi tali movimenti creano dei momenti che vengono totalmente assorbiti da un pannello in EPS (realizzato per espansione). Il rigido pannello in XPS, estruso e privo d’aria, non permette l’assorbimento di nessun millimetrico movimento della struttura. Così si potrebbe verificare nel tempo l’insorgere di micro-cavillature sullo strato finale di rivestimento continuo a intonachino.
    La stessa mancanza di aria dei pannelli e quindi la sua totale impermeabilità, fa si che la facciata risulterebbe totalmente NON traspirante. Il pannello in EPS invece riesce a mantenere un minimo di traspirabilità della facciata.
    Per qualsiasi info potete contattarmi anche qui: claudio1marchetti@gmail.com

    Buona giornata!

  34. Federico Sampaoli Autore articolo

    è vero, le case andrebbero asciugate prima di essere abitate: questo è un difetto delle costruzioni tradizionali che inevitabilmente contengono tanti tanti litri di acqua usata nelle lavorazioni di costruzione.
    mettiamoci anche l’umidità che noi apportiamo + un clima che magari non è ideale e la frittata è fatta.

    dalla descrizione che lei mi ha fatto, oltre ha ciò che ho scritto, penso che l’intonaco interno che lei ha tinteggiato con difficoltà sia un intonaco miscelato con cemento e non a base gesso o calce.
    potrebbe togliersi il dubbio ponendo la domanda al costruttore.

    ora non resta che

    – capire se le macchioline di muffa sono comparse perchè c’è un ponte termico dimenticato e quindi da correggere
    – o se la causa sta nella cattiva qualità dell’intonaco e nella elevata umidità della costruzione.

    in questo ultimo caso si dovrebbe utilizzare un deumidificatore professionale per poi intervenire per la rimozione delle spore di muffa con materiali privi di cloro o altri agenti chimici non consigliabili in ambienti interni

    finita questa operazione ci vorrebbe una nuova finitura con pittura naturale priva di solventi a base di componenti naturali con pH elevato
    senza ricadere in percentuali di umidità ambiente molto elevate

  35. fabrizio

    buongiorno Federico
    volevo sottoporle un quesito riguardo un problema che ho riscontrato sulle pareti perimetrali della mia abitazione dove sono apparse una serie di macchioline di muffa; premetto che la casa è di recentissima costruzione (terminata a marzo 2014) e la stratifrafia delle pareti è la seguente partendo dall’esterno cappotto termico intonacato in eps da 06 cm, poroton da 25 cm, intonaco di 02cm con mm30,rasatura di finitura e semilavabile; aggiungo che nella fase di tinteggiatura le pareti tendevano ad impastare la tinta rendendo difficoltoso il lavoro… il costruttore parla di umidita da lavori edili, sostenendo che e nella logica che questo accada data l’alta concentrazione di acqua usata nella lavorazione dei materiali e che ci potrebbero valere anche un paio di anni prima della definitiva risoluzione del problema…immagino non sia cosi semplice per Lei dare un giudizio definitivo ma avrei piacere di acoltare almeno una Sua opinione al riguardo
    ringraziandola anticipatamente
    fabrizio

  36. Federico Sampaoli Autore articolo

    ogni tanto vengono proposti questi e altri prodotti figli delle nanotecnologie.
    non ho e non farò esperienze in questo settore. non avrei nemmeno le competenze per compiere analisi o altro.
    credo poco ai miracoli. certo siamo arrivati sulla luna, forse arriveremo ai cappotti da 1mm.
    ho scritto qualche articolo sull’argomento.

  37. eleonora

    Buonasera, le chiedo gentilmente informazioni su un nuovo prodotto per isolamento a cappotto che sto considerando per la mia abitazione. fa parte della famiglia delle nanotecnologie è un rasante termoisolante nanotecnologico formato da resina epossidica, agente indurente, nanomolecola brevettata ed ha uno spessore di 8 mm circa con conducibilità termica 0,0026W/mk. viene denominato ECO2. la ringrazio.

    Eleonora

  38. Federico Sampaoli Autore articolo

    buona idea chiedere un preventivo con fibra di legno! ovviamente dipende dalla densità dei pannelli, ma lo spessore necessario sarà 20cm e non 15cm.

    questo a causa delle perline! è una struttura leggera, e dobbiamo comunque ottenere sfasamento e attenuazione sufficienti!

    …secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore)

  39. Giulio

    La mia confusione deriva proprio dalle offerte ricevute.
    La copertura con Eps è stata quotata 50 €/mq mentre quella con sughero 90 e quello in sughero sarebbe da preferire proprio per questo discorso di traspirabilità.
    Considerando che parliamo di 80mq c’è una bella differenza di prezzo.
    Fino all’altro giorno non mi stavo nemmeno ponendo il problema, ma adesso hanno insinuato questo dubbio…

  40. Giorgio

    Federico, ha centrato il punto. Il problema è che il mio tecnico geometra non ne sa nulla di coibentazioni, in pratica mi sto studiando io tutto da solo e mi sono accorto che probabilmente ho appreso più io in 10 giorni che lui in 10 anni di lavoro. Visto che il tetto è mio a questo punto non posso far altro che fidarmi solo di me stesso!!

    In realtà ho ricevuto già offerte economiche per il tetto (di 150mq totali) chiavi in mano (perlinato,telo freno al vapore, isolante, guaina impermeabile, griglia di ventilazione, tegole):
    1) con isolante Valtech Tech PRO multiriflettente 170€/mq
    2) con isolante Neopor Winpor 8cm + 4cm di ventilazione + 1,2cm di OBS prezzo di 135€/mq
    3) con isolante EPS Styrodur 10cm (5cm+5cm) prezzo di 125€/mq, a patto di coprire anche la parete esterna della casa con strato di 5cm!!! (a detta della ditta, lo consiglia CASACLIMA!!!!!!)

    Da quello che leggo dal suo articolo, il 3) lo scarto!
    Sul 2) mi sto informando, ma penso che non cambi molto dal 3)…dovrebbe essere solo ESP con grafite.
    Sul 1) trovo info pari a zero, se non quei dati della brochure….dovrei fidarmi.

    Devo essere sincero, con tutte queste incertezze, sarei orientato a chiedere un preventivo con fibra di legno, che sembra essere l’unico materiale veramente affidabile e certo sia d’estate che d’inverno. Pensavo di chiedere un preventivo per 15cm di fibra e 20cm di fibra. Se può darmi un feedback sulla fibra di legno, le ricordo la mia situazione:

    – Zona climatica: D
    – Gradi giorno: 1527
    – Irradianza: 275
    – Altitudine: 230
    – pos: 41° 29?, 13° 54?

    GRAZIE INFINITE!

  41. Federico Sampaoli Autore articolo

    sono in commercio diversi materiari riflettenti e compositi con spessori ultraridotti. mai avuto esperienze.
    è difficile anche solo reperire le relative schede tecniche.

    la sua confusione deriva dal fatto che lei sta raccogliendo delle proposte e non delle offerte economiche: intendo dire che ogni proposta riguarda un materiale diverso con un suo prezzo e una sua prestazione.

    per come la vedo io si deve progettare per decidere cosa si vuole ottenere dalla copertura, poi si chiede a due o tre aziende un’offerta economica per realizzare tale progetto.

    altrimenti si confrontano sempre mele con pere… tempo perso.

  42. Giulio

    Grazie per la sua risposta,
    ho dimenticato di specificare che la parete è esterna :-).

  43. Giulio

    Salve Federico.

    Vorrei farle una domanda.
    Data la presenza di muffe all’interno del mio appartamento, dovrei fare un isolamento a cappotto su una parete condominiale poco esposta al sole. Le varie ditte che hanno fatto il sopralluogo hanno stilato dei preventivi utilizzando come materiale l’EPS.

    Successivamente, un “esperto” di fiducia mi ha messo in guardia dall’utilizzo dell’Eps causa la scarsa traspirabilità dello stesso, dicendo che se applico sopra l’intonaco di calce, prodotto molto traspirante (quindi che lascia passare l’umidità senza opporre resistenza) un isolante come l’EPS (o l’XPS), che invece è molto poco traspirante, rischio di trovarmi con una pellicola praticamente impermeabile che blocca l’umidità in uscita dal muro e la trattiene tra l’intonaco e l’isolante, con la seria possibilità che si formi uno strato di vapore/acqua tra i due materiali, arrivando a far distaccare l’isolante dalla muratura, indicando quindi i materiali naturali (sughero o fibre di lana) come i più adatti alla circostanza.

    Lei conferma questa caratteristica dell’EPS?

    Grazie

  44. Giorgio

    Federico, mi ha appena confermato ciò che avevo immaginato: per avere uno sfasamento decente di almeno 10 ore mi ritrovo che occorrono addirittura 50 centimetri di Styrodur! Inoltre lo Styrodur non isola dai rumori, quindi non so perché non mi sia stato proposto nulla per isolare acusticamente!

    Sono veramente confuso.

    Tra le altre proposte che ho per le mani, mi è stato proposto come isolante il prodotto “Valtech Tech PRO”. Mi è stato detto essere un prodotto “rivoluzionario” (e costoso!), perchè con pochi cm di isolante si ottengono prestazioni che altri materiali raggiungono con almeno 15cm. Purtroppo le uniche informazioni che riesco a reperire sono dalle brochure:

    – Risparmio di energia e comfort in inverno, rilevazione in situ in kWh/m² in regime non stazionario (vento, umidità, sbalzi di temperatura):
    ECT: 210/260 mm di lana minerale.

    – Comfort in estate, rilevazione di temperature sul cantiere :
    80°C sopra la copertura;
    51.2°C ambiente non isolato;
    25,2 °C ambiante isolato con TechPRO.

    Il lambda e lo sfasamento non vengono dichiarati.

    Varrebbe la pena questo “Tech PRO” oppure devo buttarmi senza pensare sulla fibra di legno che a quanto leggo sembra essere l’unico prodotto veramente valido sia d’estate che d’inverno?

    Se sto approfittando con le domande, non si preoccupi e la ringrazio comunque per la disponibilità!

    Giorgio

  45. Federico Sampaoli Autore articolo

    chi le ha proposto questa stratigrafia non ha nemmeno pensato alla protezione estiva. pur garantendo in inverno un risparmio sul riscaldamento.

    10cm di xps le garantiranno meno di 3 ore di sfasamento.
    ma anche fossero 30cm lei potrebbe contare su quasi 7 ore di sfasamento.

    è il progetto che va rivisto!

  46. Giorgio

    Grazie per la risposta!

    Praticamente la stratigrafia è la seguente:

    – tegole
    – griglia intersecata di listelli per ventilazione (altezza di 4cm)
    – guaina impermeabile
    – isolante EPS “Styrodur” di spessore 10 cm (5+5 incastrati)
    – freno vapore
    – perline 2cm

    Grazie ancora.
    Giorgio

  47. Federico Sampaoli Autore articolo

    prima di decidere gli strati sarebbe giusto stendere la stratigrafia per fare la verifica delle prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore).

    regolamenti a parte, lo sfasamento è importante per chi abita l’ambiente sottotetto che rischia il surriscaldamento e poi sarà costretto per sempre al raffrescamento.

    altra cosa è la progettazione della tenuta all’aria di questo tetto in legno, altrimenti si sarà fatto l’isolamento, ma si rischiano le condense interstiziali e i problemi relativi.

    aggiungere 4cm di lana di roccia certamente migliora la situazione ma dipende dalla sua densità.

  48. Giorgio

    Salve Federico e anzitutto complimenti.

    Se posso, vorrei chiedere un consiglio. Devo realizzare recupero sottotetto in legno (tetto in legno a vista) in:
    – Zona climatica: D
    – Gradi giorno: 1527
    – Irradianza: 275
    – Altitudine: 230
    – pos: 41° 29′, 13° 54′

    Per la coibentazione mi è stato proposto come isolante l’EPS Styrodur da 5cm+5cm (tot.10cm) posizionati a incastro + guaina impermeabile. La ditta mi ha assicurato uno sfasamento di 13 ore, ma ovunque leggo in rete, leggo che lo sfasamento dell’EPS è 1-2 ore massimo.

    Mi sa dire qualcosa in merito? Non mi è stato ancora specificato il tipo di Styrodur, ma facendo una breve ricerca, l’ultima tecnologia in tal senso è lo Styrodur C (non capisco se è EPS o XPS!); con 12cm di Styrodur C + 4cm di lana di roccia si garantisce (solo) 9 ore di sfasamento.

    Grazie in anticipo e in ogni caso!

  49. Federico Sampaoli Autore articolo

    sì, eliminare o correggere i ponti termici aiuta:
    e per il contenimento delle dispersioni termiche
    e per le conseguenze interne delle zone che hanno temperature superficiali interne troppo basse e a rischio condensa superficiale

    un terrazzo può essere coibentato esternamente all’estradosso e all’intradosso e nel suo spessore per correggere il ponte termico.
    oppure si interviene sul lato interno in maniera puntuale (più economico)

  50. marion

    Buongiorno e complimenti per il sito!

    Ho letto su questo blog l’importanza di eliminare i ponti termici, io vorrei eliminare quello della mia lunghissima terrazza: facendo un saggio ho solo 6cm di massetto, potrei togliere il massetto e mettere 5cm di xps ed incollarci sopra direttamente le piastrelle?

    grazie

  51. Lionello

    Grazie per la gentile risposta; l’ingegnere specialista di vari settori dell’edilizia, coibentazioni in primis, e che ho già cominciato a pagare per il progetto del cappotto consegnato all’ufficio tecnico, mi ha convinto fin dal primo colloquio all’uso della stiferite sk. Il dubbio, come ha letto, mi è venuto quando l’impresario contattato per un altro preventivo che segue gli altri ricevuti, mi ha riferito di essere stato messo sull’avviso proprio da un rappresentante distributore dell’azienda produttrice della stiferite, del pericolo delle cavillature. Oggi ho interpellato direttamente la ditta ed ho avuto un lungo colloquio proprio con un tecnico interno che, come unico problema mi ha presentato quello del costo, mentre la posa rimane identica a quella con EPS. Conosco in buona parte la spesa che dovrò affrontare, ma se potrò rientrare con il 65%, come stabilito, potrò essere soddisfatto. Bene per l’isolamento termico invernale, un po’ meno per quello estivo, ma sarò protetto dal fatto che ho installato un climatizzatore in ogni stanza e durante il giorno produco fino a 6 Kwp di fotovoltaico. L’unico pensiero che mi fa venire un bel po’ d’ansia, nonostante le rassicurazioni, è quello delle cavillature. La ringrazio ancora per la cortesia. Distinti saluti. Lionello

  52. Federico Sampaoli Autore articolo

    io non sceglierei mai un isolamento con stiferite, ma a parte la mia antipatia, la stiferite come sistema di isolamento termico a cappotto è un sistema certificato e dunque a prova di difetti.
    la stiferite ha valori di conducibilità termica imbattibili, quindi ottima protezione dal freddo. per la protezione dal caldo… si deve calcolare.
    anche l’eps bianco è scarso come protezione dal caldo, ottimo per contenere le dipsersioni.

    personalmente opterei per eps con grafite se proprio non posso utilizzare materiali più naturali

  53. Lionello

    Buongiorno dott. Sampaoli, abito in una casetta bifamiliare del 1989, con discrete-buone soluzioni contro la dipersione termica: muro portante da 25 cm termolaterizio, 1 cm di gesso con 4 cm di eraclite compatta, un muro in forati da 8 cm + malta esterna ed internai, serramenti in pvc con triplo vetro, soffitta con pavimento da 5 cm (3 isolante + 2 massello di abete) tetto di travetti e pignatte con doppio strato di polistirene fiammabile (2+2 cm incrociati). Sul tetto ho un impiato FTV da 6 Kwp ed vorrei fare un buon cappotto, approfittando del fatto che dopo 25 anni la casa dovrebbe essere completamente tinteggiata, recupererei una parte della spesa e potrei usufruire della detrazione del 65%. L’ingegnere al quale mi sono rivolto mi ha consigliato stiferite da 10 cm (spesa totale notevole con tre preventivi), l’impresario che ha coibentato la casa del mio vicino con EPS, ha chiesto dei preventivi per la stiferite, ma entrambi i fornitori hanno suggerito l’EPS, a parte la prima fascia, perchè con il tempo la stiferite può muoversi e manifestare segni e crepe fra i pannelli. Le chiedo cortesemente un consiglio. Grazie, Lionello

  54. Federico Sampaoli Autore articolo

    per garantire la tenuta all’aria fate intonacare la muratura fino alla base evitando di lasciarla grezza.

    meglio posare pannelli isolanti resistenti alla compressione con finitura perimetrale battentata.

    poi ci sarà un alleggerito per passaggio impianti.

    poi sarà il momento di un anticalpestio con risvolto verticale fino a quota battiscopa per gettare il massetto desolarizzato da tutto il resto.

  55. Federica

    Salve, sto costruendo una nuova abitazione certificata casa clima.
    La muratura perimetrale della casa è stata costruita rispettando tutte le normative per avere la certificazione e ora siamo ai massetti.
    So che sul solaio dobbiamo posare un isolante XPS da 10 cm.
    Domanda 1: è meglio posare un unico strato da 10 cm o due sovrapposti da 5 incrociandoli per non far combinare le fughe?
    Domanda 2: sotto l’xps è consigliabile posare un tappetino isolante che magari sale un po lungo le pareti? o non è necessario?
    grazie
    saluti

  56. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’xps non è il miglior materiale da utilizzare per coibentazione interna, ma se è posato solo in alcuni punti sul grezzo posso condividere la scelta.

    l’alternativa delle lastre in calcio silicato è molto più qualitativa ed indicata per isolamento interno: per il fatto che assorbe e poi cede grandi quantità di vapore non la utilizzerei su parti grezze senza prima averle intonacate con intonaco miscelato a calce e non a cemento.

  57. Giacomo Morlacco

    Salve, sto effettuando un completamento di un appartamento lasciato al grezzo,
    mi trovo a dover affrontare il problema del ponte termico su di pareti perimetrali esterne costituite da blocchi Poroton da cm. 30 intervallati in alcuni punti da pilastri e cordoli in cemento armato non coibentati.
    Premetto che tale situazione per via di un precedente ampliamento della casa comprende circa un 30% del perimetro dell’appartamento e più precisamente la parete con orientamento a nord per tutta la sua lunghezza, circa 4 mt su lato est e circa 4 mt su lato ovest.
    Ho pensato di intervenire su di queste porzioni per limitare la formazione di muffe con un isolamento interno costituito da lastre di spessore cm. 2 sui lati nord ed ovest e lastre da 4 cm sul lato est della BASF Styrodur C incollate a lastre di cartongesso.
    Lo spessore sopra indicato non può essere purtroppo aumentato per motivi di spazio.
    Penso che per via del ridotto spessore (specie nella porzione di cm. 2 di polistirene) si possa limitare nel tempo ma non eliminare la formazione delle muffe. E’ corretto?
    In alternativa avrei valutato anche il prodotto Rofix Renopor (lastre di silicato di calcio dai 2,5 cm di spessore) purtroppo però decisamente costoso.
    In via delle considerazioni elencate mi consiglia di proseguire con la mia scelta?
    Saluti

  58. Federico Sampaoli Autore articolo

    si dovrebbe definire bene la stratigrafia dei muri perimetrali (prospetto in silicato????)

    ad ogni modo, le proposte di coibentazione interna con i materiali tipo polistirene sono follia.
    le consiglio di cuore di cambiare consulente tecnico.
    la casa è un investimento considerevole.

  59. Federico Sampaoli Autore articolo

    finalmente qualcuno pensa al termointonaco in alternativa all’ eps!
    certo se i calcoli avevano in stratigrafia 4cm di esp, meglio rifarli con gli strati di termointonaco.

  60. Filippo

    Salve, devo rifinire una mansarda di una villetta di nuova costruzione (zona climatica E). Premetto che i muri esterni sono tutti con prospetto realizzato in silicato, i muri interni sono stati lasciati con i forati con una coibentazione interna ottenuta con lastre di polistirolo da 5 cm, mentre il tetto è areato con una coibentazione ottenuta con lastre di neopor (tipo BASF) da 5 cm. Anzichè fare il classico riquadrato più intonaco, mi hanno proposto di installare dei pannelli di polistirene da 2 cm con rete e rasante, muro a stucco e finitura liscia (credo si chiami cappotto) sia sui muri che sul soffitto oppure di realizzare il tutto con lastre di cartongesso da 1,5 cm, montati su una struttura metallica di montanti di 3 cm con in mezzo lastre di polistirolo da 1 cm sui muri e sempre le lastre di polistirene da 2 cm sul soffitto. Chiedo scusa se tecnicamente sono stato impreciso, ma vorrei sapere quale delle soluzione sia la più idonea e duratura rispetto al classico intonaco, nell’eventualità quale tipo di polistirene richiedere o quale tipo di cartongesso usare. Dimenticavo, la villetta ha un riscaldamento con pannelli radianti a pavimento, non so se questo puo fare la differenza tra la scelta da prendere. Grazie in anticipo per la risposta.

  61. Roberto De Masi

    Salve Architetto,
    Sto realizzando una costruzione a Siracusa, in Sicilia, piena zona B.
    Si tratta di una struttura intelaiata, con vespaio areato e con solai e coperture in legno lamellare.
    Ho provveduto a coibentare la copertura con 18 cm di fibra di legno densita 160kg/mc, guaina termoriflettente, 7 centimetri di ventilazione, ulteriore tavolato grezzo da 25mm, guaina di tenuta all’acqua e tegole in cemento.
    Per i tamponamenti ho utilizzato i blocci lecablocco bioclima superlight da 38 cm e coperto il ponte termico con blocchi leca semplici da 8 cm.
    Veniamo al dunque: considerando che i pilastri a nord ed a sud sono inclinati, per una scelta architettonica, devo andare a coprire il ponte termico che non ho potuto comprire come fatto nelle pareti est ed ovest.
    Per questo motivo ero indirizzato a posare un cappotto in eps da 4 centimetri, classe 100.
    In questo modo otterrei 24 ore di sfasamento ed una trasmittanza di 0,23. Cio’ che mi frena è la paura che le pareti possano non traspirare (anche se ho letto nel sul blog che il fatto che le pareti traspirano è una fesseria. In alternativa dovrei andare a realizzare un termointonaco a base di calce naturale da 3 cm. Non prevedo VMC ma estrattori nei bagni e in cucina e ventilazione tradizionale (apertura finestre).
    lei cosa mi consiglierebbe fra cappotto in eps e termointonaco?
    Grazie anticipatamente
    Roberto

  62. Federico Sampaoli Autore articolo

    Il materiale che consiglierei per coibentare il primo solaio all’intradosso è un Pannello isolante a base di idrati di silicato di calcio per interni privo di fibre, permeabile al vapore per garage sotteranei e soffitti di cantine.

  63. Alex

    Salve, dovendo scegliere da dove iniziare a coimbentare la mia casa e non potendo affrontare adesso una ristrutturazione ne interna ne esterna, sto valutando la possibilità di iniziare dal cappotto esterno del “primo” solaio che confina con dei locali condominiali non riscaldati. Si tratta di un classico solaio in latero cemento-armato di circa 25cm privo di qualsiasi isolante termoacustico quindi freddo d’inverno e d’estate (ottimo). Aggiungo tra l’altro che l’umidità relativa media invernale della casa nelle ore pomeridiane e serali si aggira intorno al 65-70% . Tralasciando gli spessori necessari per la mia zona climatica “D” che mi consentirebbero di ottenere le agevolazioni, vorrei poter scegliere un prodotto che mi consenta di ottenere un buon isolamento termico dal freddo e resistenza al fuoco in caso di incendio (per via dei garage), lasciando che la casa continui a “scaricare” un po’ di caldo verso il basso in estate, a “respirare” tutto l’anno lasciando passare più vapore possibile e si possa incollare al soffitto senza particolari controindicazioni.
    Grazie
    Saluti Alex

  64. Federico Sampaoli Autore articolo

    trovarsi senza intonaco esterno è la migliore situazione: l’isolamento esterno costerà “relativamente” meno.
    per calcolare una stratigrafia e stabilire lo spessore dell’isolamento si deve partire dallo stato di fatto inserendo spessore e qualità del muro esistente.

    è anche l’unico modo per scoprire se si raggiungeranno i limiti di trasmittanza della zona climatica C e quindi si otterranno le agevolazioni del 65% oppure ci si accontenterà del 50%.

    se i 5cm dettano legge, la risposta è già data: si farà un’isolamento termico esterno di 5cm. Personalmente sceglierei un intonaco termoisolante di qualità.

  65. carlo

    Salve ,
    Un consiglio, io ho una casa in zona climatica C. La stessa è senza intonaco esterno e vorrei fargli un cappotto termico. Io ho al massimo 5 cm di spessore utile , mi conviene intonacare o fare un cappotto? Il cappotto di che materiale devo farlo? di quanti centimetri?

  66. Federico Sampaoli Autore articolo

    cambiare i serramenti, posare un sistema di isolamento termico esterno e poi fare dei fori da 100 equivale a creare altrettanti ponti termici e nuove perdite per ventilazione.
    escludendo un impianto di vmc potreste pensare ad una vmc decentralizzata (puntuale) oppure fare corretta ventilazione manuale.

  67. Filippo

    Nella casetta di campagna ( composta da una stanza di 16 mq utilizzata anche come zona cucina, un piccolo bagno di 2,6 mq con finestra e una stanzetta di 5,3 mq con ampia finestra) in ristrutturazione stò sostituendo gli infissi con altri a taglio termico e inoltre devo realizzare un cappotto termico esterno. Per quanto riguarda la ventilazione interna, escludendo a priori un impianto VMC, ho pensato di creare dei fori (da 100 mm) nella stanza grande su pareti opposte con posa di un aspiratore. E’ consigliabile fare altrettanto anche nel bagno e nella stanzetta piccola? Oppure fare solo un foro di presa d’aria e sfruttare il solo aspiratore della stanza grande? Grazie per la cortese risposta.

  68. Federico Sampaoli Autore articolo

    Il surriscaldamento estivo è un problema irrisolvibile se il tetto non è stato progettato per la protezione dal caldo. 9 ore di sfasamento non sono eccezionali.
    Si dovrebbe almeno fare la verifica della prestazione della copertura secondo il DPR 2/4/2009 n.59 a proposito di protezione estiva (Trasmittanza termica periodica |Yie| U/dyn < 0,20 W/m2K) e secondo il DM 26/6/09 a proposito di protezione estiva (sfasamento > 12 ore).
    Ma sempre meglio far meglio.
    Il dubbio sull’eventuale futura condensa in zona pilastro o altre strutture più disperdenti è sempre legato alla quantità di umidità relativa interna. A tal proposito leggi il mio articolo http://espertocasaclima.com/2014/01/attenzione-alla-condensa-superficiale/

    Il dubbio sul forato da 30 o da 35: ogni blocco ha la sua scheda tecnica. Dire forato da 30 è come dire quasi nulla.

    Meno coibentazione prevedo e più impianti dovrò prevedere!

  69. Filippo

    Ho letto di pannelli in Aerogel Spacecork di soli 14 mm da utilizzare nei cappotti termici esterni che mostrano di avere un lamda=0,013 . Lei cosa ne pensa?

  70. Francesco

    Buongiorno Dottore. Le vorrei sottoporre un quesito. Sto realizzando un’abitazione singola in zona climatica E, molto molto assolata in estate. Struttura in pilastri in cls. Mentre prima mi fasciavo la testa per una coibentazione iper…. Da poco un tecnico mi ha detto che avendo una trasmittanza pari a 0,33 sul pilastro (calcolandolo isolato con eps da 100 mm) mi ha detto di non scendere oltre lo 0,28 per le pareti in quanto eviterei problemi di condensa. Ora, visto che in estate il sole batte imperterrito sulla casa, ho previsto un tetto con ottima trasmittanza e sfasamento a circa 9 ore con 20 cm di fibra di roccia densità 150, tetto in legno e ventilato. Per le pareti lei mi consiglia 30 cm di forato alveolato e 10 cm di eps o 35 di forato e 5 di eps? Per il tetto crede che abbia fatto la scelta giusta?

  71. Filippo

    Per quanto riguarda la mia richiesta di informazioni precedente di pari data aggiungo che la mia intenzione è quella di eliminare i ponti termici oltre che ottenere una discreta coibentazione termica. Si tratta di una piccola casa di campagna ristrutturata situata in Sicilia zona D.

  72. Filippo

    Innanzi tutto le auguro buon 2014. Andiamo alle domande. Cosa ne pensa di cappotti esterni realizzati con pannelli in fibra di legno Fiber Therm Protect_265 spessore 4 cm della Betonwood oppure con pannelli in sughero Black Cork della SACE spessore 5 cm. Sempre grazie per la cortese risposta.

  73. Federico Sampaoli Autore articolo

    sembra ottimo per la coibentazione interna.
    la soluzione con i 6mm interni di espanso di polistirolo estruso conterrà anche un po’ le dispersioni perchè ha un’ottima conducibilità termica (veramente bassa) ma lei si ritrova a vivere in una scatola di polistirolo estruso che non dico sia una barriera al vapore ma certamente è un forte freno al vapore.
    una scatola di plastica non è certo la soluzione da consigliare.
    non mi dilungo nell’argomento discomfort estivo perchè sarebbe troppo lungo ma ho scritto diversi articoli che potete leggere nella categoria isolamento interno.

  74. roberto

    Buongiorno,
    ho letto il suo articolo e i vari commenti. Ormai sto cercando informazioni ovunque, ma soprattutto il parare di diversi esperti. Senza dilungarmi oltre, vorrei chiedere informazioni su un materiale chiamato depron e conoscerne gli eventuali vantaggi e svantaggi.
    Dalle caratteristiche tecniche, sembra sia un materiale ottimo per la coibentazione interna delle pareti di casa (ed anche dei soffitti).

    grazie in anticipo

  75. Federico Sampaoli Autore articolo

    eh no. meglio partire dal grezzo con il termointonaco, sia per l’adesione, sia per guadagnare spessore, sia per non buttare quattrini in uno strato da coprire. a cosa serve sabbia e cemento? non certo a coibentare.

  76. Filippo

    I commenti negativi sui termointonaci risaltano la scarsa proprietà di protezione termica. I dubbi ulteriori che mi vengono dall’utilizzare La Diathonite della Diasen riguuardano la durata e l’efficacia nel tempo del suddetto mmateriale in considerazione del costo da sostenere. Avrei in mente di fare sulle pareti esterne del fabbricato il classico rivestimento in sabia-cemento e calce (in Sicilia chiamato “traversato) che mi da maggiori garanzie sulla durata e poi su questo supporto posare 3-4 cm di Diathonite. Oppure posare dei pannelli isolanti di non so quale materiale, mi consigli lei.i cosa ne pensa?.
    Sempre grazie per la cortese risposta

  77. Federico Sampaoli Autore articolo

    scarsa efficacia non esprime qualcosa. scarsa efficacia rispetto a cosa?
    rispetto alla trasmittanza?
    rispetto alla traspirabilità?
    rispetto a ?

  78. Filippo

    Ritornando alla Diathonite ho letto dei giudizi di scarsa efficacia dei termintonaci. Lei consiglierebbe il cappotto termico con Diathonite?
    Grazie della risposta

  79. Federico Sampaoli Autore articolo

    naturalmente ha ragione lei. lo sforzo maggiore per isolamento termico va fatto esternamente.
    cosa penso della “dinamite”? io la chiamo così.
    è in effetti il termointonaco più prestante di tutti (conducibilità termica 0,045 W/mK)

    posare un termointonaco sul lato interno è sbagliato e controproducente, a meno che la sola possibilità sia una coibentazione interna.

  80. Filippo

    Sono incuriosito del prodoto Diathonite evolution della DIASEN da utilizzare per un cappotto esterno di 5 cm in zona D ( come da preventivo a loro richiesto). Lei che ne dice? E’ un buon prodotto per tale utilizo? Loro consigliano un cappotto interno di 2 cm ed esterno di 3 cm.ma io preferirei farlo solo esterno di 5 cm.
    la ringrazioo anticipatamente

  81. Federico Sampaoli Autore articolo

    credo che al 4°piano sia difficile realizzare un nuovo cappotto esterno. o sbaglio?

    la stratigrafia delle pareti perimetrali non è magnifica e forse non sarà posata alla perfezione, ma mi concentrerei sulla copertura.
    probabilmente il caldo estivo e le dispersioni invernali sono da attribuire in massima parte alla copertura

  82. filiberto

    Salve,
    avrei bisogno di un tuo prezioso consiglio; premetto che vivo a Taranto e da un anno abito in un nuovo appatamento al quarto ed ultimo piano. Mia moglie si lamenta perché a suo dire la casa è fredda d’inverno e calda d’estate. I muri perimetrali sono costituiti, partendo dal lato esterno da mattone forato di 10 cm + intercapedine con eps di 4 cm + tufo da 10 cm; entrambi i lati intonacati. Cosa ne pensi?
    Se avessi bisogno di procedere ad un sistema di cappotto esterno qual sarebbe lo spessore minimo del coibente (suppongo eps) per migliorare l’isolamento stagionale?
    Grazie ancora dei tanti cosigli che sai elargire.

  83. Federico Sampaoli Autore articolo

    per una buona protezione dal caldo la cellulosa è materiale ottimo.
    argilla in lastre o argilla intonaco a spessore offre le stesse buone qualità.

  84. cristina carraro

    Complimenti architetto, per i suoi approffondimenti, le chiedo: volendo coibentare da sopra il mio sottotetto non abitabile costituito da un solaio piano in laterocemento e muricci e tavelloni; cellulosa o polistirene in perle sono la stessa cosa dal punto di vista estivo ? Sceglierei il polistrirolo solo per una questione economica.
    Per la capacita’ termica aerica interna , come vede se applico dall’interno direttamente all’intonaco
    delle lastre in argilla? Visto che ho anche qualche pignatta che sta cedendo?
    Grazie per l’attenzione
    Cristina

  85. Marco

    Grazie della delucidazione!
    per la parte interna, invece, ho già realizzato nel soffito, uno strato di 3cm di polistirene XPS, per creare un teglio termico col solaio. In questo caso XPS, è secondo lei la scelta più indicata?

    grazie
    Marco

  86. Federico Sampaoli Autore articolo

    nessuna confusione:
    l’xps è materiale indicato per la zoccolatura o altre zone esposte agli spruzzi, l’eps bianco o con grafite è indicato per la coibentazione di tutte le facciate.

    per non fare confusione, il calcestruzzo è ottimo per costruire un pilastro, ma non è il massimo per tutta la casa! pur se alcuni costruiscono tutto l’edificio in calcestruzzo

  87. Marco

    Salve,
    ho letto il suo articolo e i vari commenti, e ho capito che il cappotto in EPS è maggiormente indicato per la sua capacità di traspirazione e per via del costo inferiore. Mi conferma, dunque, che l’EPS sia la scelta corretta per un cappotto esterno in tutta la casa? io sinceramente avrei preferito XPS per via di una resistenza maggiore. A questo punto sono un po confuso!

    Grazie

  88. Adriano

    Salve Dott. Sampaoli,
    volevo un suo consiglio, il tetto del mio garage ormai ha qualche infiltrazione e attualmente è rivestito con guaina.
    Premetto che è sito in Parma e ci nevica anche tutto inferno per non parlare del sole d’estate di cui non ci si può neanche entrare, quindi avevo pensato di usare un accoppiato guaina XPS da 50mm cosi attenuerei anche un po il problema del caldo e non rimuoverei neanche la vecchia guaina.
    Ma siccome non mi piace l’idea di poggiarla e basta sul tetto mi chiedevo se esiste un prodotto che aderisce con la guaina esistente e l’XPS non tanto costoso.
    Secondo lei è una scelta che può andar bene?

  89. Federico Sampaoli Autore articolo

    queste lastre in polistirene goffrato sono appositamente prodotte per lo zoccolo del cappotto, solitamente rientrante rispetto la facciata.
    se si sta posando un sistema a cappotto ben definito e certificato è anche bene poi utilizzare tutti i suoi componenti (certficati).

  90. Stefano

    Salve Dott. Sampaoli,

    Volevo porle gentilmente una domanda: che materiale e’ meglio utilizzare per la zoccolatura di un cappotto? Un EPS oppure XPS?

    La domanda mi è sorta da quando ho cominciato ad informarmi un po’ dopo aver cominciato a costruire una nuova abitazione in legno. L’architetto che mi segue ha optato per una “partenza” di 50cm della Fassa (Lastra BASETHERM) perchè sostiene che è più mobile e se ci sono movimenti strutturali non creerà crepe sugli strati di rasatura ed intonaci. Ma è veramente così? Non sarebbe meglio un estruso.. anche se più duro?

    Cordiali saluti
    Stefano

  91. GIUSEPPE GANGEMI

    Salve

    devo coimbentare 450mq di terrazzo. Cosa mi cosigliereste eps o xps? E dove posso acquistarlo al miglior prezzo? Grazie

  92. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’eps è generalmente il materiale più comune (leggi economico) per la realizzazione di sistemi di isolamento termico a cappotto.
    e in un vecchio fabbricato in pietra vogliamo posarlo internamente? vivere nell’eps?
    a parte il mio debole per materiali più nobili, salubri e naturali devo precisare che una coibentazione interna in eps certamente porta ad una diminuzione delle dispersioni termiche, ma non certo ad un miglioramento del comfort. penso a quello estivo per esempio.

  93. Enzo

    Salve Dott. Sampaoli, sto ristrutturando un’abitazione al piano terra di un fabbricato bipiano a Oristano.
    La struttura presenta murature in pietra aventi spessore cm. 55 e altezza interna netta pari a cm. 330.
    Dovendo procedere alla coibentazione interna per limitare la dispersione di calore, ho pensato di utilizzare un rivestimento composto da polistirene espanso EPS 200 (30 Kg/mc) da 6 cm. incollato al soffitto, rasatura a resina, rete in fibra di vetro e intonaco.
    Leggendo altri articoli del blog, mi pare di capire che questa scelta, riducendo la traspirazione del solaio potrebbe portare problemi di condensa, vorrei un chiarimento in merito e sopratutto se è preferibile una coibentazione alternativa??
    La ringrazio per l’attenzione.
    Saluti
    Enzo

  94. Federico Sampaoli Autore articolo

    bene, o cappotto interno o isolamento in intercapedine se si riesce a progettarlo senza interruzioni (raro).
    congiunzione coibentazione verso il basso, pensata? dettaglio fori finestre?

  95. Federica

    Innanzitutto la ringrazio per la risposta, anche rapida!
    Abbiamo iniziato con questa ristrutturazione e ogni giorno ahimè ci scontriamo con nuovi problemi!
    Il cordolo in ca è stato realizzato come sottofondazione della muratura e nuova fondazione per i porizzati. Ora tra la terra e i porizzati ci saranno circa 70 cm di cemento, per questo le dicevo che speriamo di aver in parte risolto il problema umidità. L’isolamento a cappotto non è possibile farlo in quanto lungo un lato siamo su strada pubblica. La muratura piena esterna rimane, non è a vista in quanto già intonacata. Il nostro interesse è solo quello di non fare lavori inutili e cercare di usare i materiali nel modo corretto.
    La ringrazio per l’attenzione.

  96. Federico Sampaoli Autore articolo

    complimenti per il fai da noi!
    la coibentazione in intercapedine non è quello che consiglierei. immagino si voglia tenere la muratura piena d 12 a vista?
    la lana di roccia lasciamola a chi costruisce per vendere.
    l’xps non è adatto.
    l’umidità di risalita può inficiare tutta l’opera! non è da sottovalutare.
    un cordolo in calcestruzzo in basso?

    la scelta della coibentazione dovrebbe andare a braccetto con la coibentazione verso il basso e lo studio dei ponti termici. anche l’incontro con i fori per i serramenti è importantissimo.

    sarebbe bene vedere il progetto nell’insieme

  97. Federica

    Buongiorno
    innanzitutto la ringrazio per tutti i preziosi consigli che ho già trovato sul suo prezioso blog!
    Provo a porle il mio problema..
    Io e il mio fidanzato stiamo ristrutturando da noi una vecchia cascina (collina, zona climatica E). Quella che diventerà la sala era in origine un porticato già chiuso su tutti i lati con muratura piena (spessore 12cm) e struttura portante in piglie (40x40cm), sempre in mattoni pieni.
    Ora a ridosso della muratura vorremmo realizzare verso l’interno una parete in laterizio porizzato portante con spessore 25, lasciando un’intercapedine di circa 5 cm in cui inserire del materiale isolante. Ero indecisa tra lana di roccia o xps (essendo in presenza anche di umidità di risalita, problema che speriamo in parte di aver se non risolto almeno attenuato con la realizzazione di un cordolo in ca). Le pieglie verranno rivestite verso l’interno dello stesso materiale isolante e poi il tutto verrà intonacato. Lei quale tipo di isolante consiglierebbe?
    La ringrazio in anticipo!
    Saluti
    Federica

  98. Federico Sampaoli Autore articolo

    Spesso si viene trascinati a ragionare esclusivamente sui valori di trasmittanza termica (quel numero che ci dice quanto l’elemento edile disperde).
    Quando si ragiona esclusivamente sulla trasmittanza termica è sufficiente trovare materiali con bassa conduttanza ed applicarli.
    Ma l’italia ha tanti climi diversi e chi progetta a Cagliari in Sardegna dovrebbe prestare poca attenzione alla trasmittanza e tanta attenzione allo sfasamento, alla attenuazione e alla capacità areica interna della nuova stratigrafia.
    Alcuni materiali sono molto adatti alla protezione estiva, altri, come l’eps, lo sono meno!

  99. Fabio Lai

    Buongorno Sinor Sampaoli
    Sto ristrutturando casa a Dolianova provincia di Cagliari.L’edificio a un piano terra e primo piano,su cui poi verra ampliata una mansarda con tetto in legno ventilato.Imuri della mansarda avranno una trasmittanza termica di 0,28.Vorrei isolare il resto della vecchia abitazione(piano terra e primo piano) con un cappotto.I muri della abitazione attuale hanno un spessore di 24 cm(tipo poroton)piu intonaco interno e esterno.Che materiale e spessore mi consigliate per raggiungere una buona trasmittanza termica?

  100. michele

    La ringrazio immensamente per la risposta.
    Le do qualche dato in più:

    Zona Sant’Agata dei goti contrada Piano.

    Dimensione terrazzo 119 Mq

    Spessore disponibile 12 Cm finito.

    Il problema è che sotto al terrazzo ci sarà il salone e la cucina, vorrei evitare problemi di condensa ed avere dei locali freschi d’estate.

    Altro problema grosso è lo spessore, se alzo troppo il terrazzo, si crea uno scalino per entrare nelle camere.
    inoltre avrei il livello del pavimento delle camere sottoposto a quello del terrazzo con problemi di ingresso acqua in caso di pioggia.

    Per concludere io metterei, se ho capito bene, mapelastic, pannelli XPS, rete, massetto, gress ?
    Ho capito che la soluzione XPS non risolve il prolema del caldo, ma le altre soluzioni sono troppo spesse e quindi non riuscirei ad utilizzarle a causa del poco spazio disponibile.

    Grazie milel per l’attenzione che vorrà dedicarmi.
    Saluti

    Michele

  101. michele

    Salve, devo realizzare la copertura di un terrazzo piano calpestabile.

    Pensavo di procedere nel seguente modo:
    mapelastic
    XPS 4 cm (incastro posato a secco)
    rete 4×4 in fibra
    massetto a pendenza
    colla gres

    ..
    il dubbio è:
    prima del mapelastic devo mettere una barriera antivapore?
    dopo i pannelli XPS, prima della rete devo mettere qualcosa ?

    Grazie

  102. Federico Sampaoli Autore articolo

    Karton-Sana per l’esattezza. argilla, paglia e scarti di lavorazione dell’orzo! cosa potrei sognare di meglio in casa?
    il cartongesso in effetti è il più povero dei materiali.
    la hanno consigliata bene!

  103. Marco Massanelli

    Buon giorno dott. Sampaoli. Sto per iniziare a costruire casa da Zero, e la vorrei classificare in classe ORO e nei preventivi che mi sono stati consegnati, una azienda mi ha messo, come alternativa al cartongesso, il Kartonsan, definito pannello sano e attivo. A parte i costi, che sono maggiori, volevo avere un suo parere. Magari pensavo di metterlo solo in alcune stanze…
    Grazie

  104. raffael

    mi ha appena risposto il tecnico stiferite dicendomi:

    “La schiuma PIR che noi produciamo come il rivestimento in velo vetro del pannello sono praticamente esenti dall’assorbimento di acqua quindi noi consigliamo l’applicazione anche come zoccolatura di partenza visto che anche la resistenza agli urti ed alla compressione sono molto elevati.”

  105. Federico Sampaoli Autore articolo

    secondo me è sempre necessario uno zoccolo di partenza in materiale poco sensibile agli spruzzi come l’xps. non credo che stiferite proponga un sistema certificato.

  106. mauro

    A proposito del mio post precedente,anticipo già la risposta all’obiezione che qualcuno muoverà,e cioè che va utilizzato il polistirene estruso SENZA PELLE per migliorare l’aggrappo della colla.Bene,togliendo la pelle,l’assorbimento d’acqua passa da 0.7 WL(T) a 1.5 WL(T),quindi raddoppia.E quindi la caratteristica principale dell’estruso,il basso assorbimento d’acqua,viene vanificata.

  107. mauro

    ATTENZIONE,CONSIDERATE ALL’INIZIO DI QUESTA PAGINA CON MOLTA CAUTELA ! L’utilizzo di pannelli in XPS,polistirene espanso estruso sulla zoccolatura è del tutto inutile.E’ una novità tutta italiana per rendersi le cose più complicate e fare nel contempo la figura di”quelli che ne sanno”.Non si utilizzano MAI materiali con diverse caratteristiche sia fisiche che meccaniche che di prestazioni(assorbimento all’acqua,condcucibilità termica,stabilità dimensionale) differenti a contatto TRA LORO! Molto meglio ,se si vuole avere un pannello più rigido ,utilizzare EPS ad altissima densità,come quella dell’XPS.Pannello che inoltre presenta un assorbimento all’acqua praticamente nullo,come l’XPS.
    Preciso inoltre per che non è esatto dire che “l’EPS è espanso e l’XPS è estruso” .Sono entrambi espansi,l’EPS è espanso sinterizzato e l’XPS è espanso estruso.
    POSSO INOLTRARE MOLTISSIME IMMAGINI DI CAPPOTTI IN XPS DISTACCATI,CREPATI O ADDIRITTURA CROLLATI COMPLETAMENTE.
    L’XPS è un ottimo materiale isolante,forse il migliore sotto molti punti di vista,ma per il cappotto,meglio lasciar perdere.

  108. Giovanni

    buongiorno,
    innanzitutto grazie per la disponibilità e la competenza dimostrata in questo blog.
    Volevo un consiglio per l’isolamento di un tetto piano rovescio in zona climatica C, gradi giorno 1.048. Abito in una casa singola (zona giorno esposta a sud con balconi molto profondi e zona notte a nord senza balconi), ultimo piano, tetto piano, edificata nel 1980.
    Sul lastrico solare (di circa 250mq) c’è asfalto minerale che proteggo ogni due anni con della guaina liquida ed è presente un pannello di un impianto solare termico, poggiato su una piattaforma di cemento 1x2mt ed alta 20cm.

    Soluzione che mi hanno proposto:
    1. isolamento termico costituito da pannelli in poliuretano dello spessore di mm.6, applicati al piano di posa mediante impiego di bitume ossidato;
    2. Strato di prima impermeabilizzazione e vincolo della membrana con adesivo bituminoso di aderenza a freddo;
    3. membrana impermeabile DERBISOLAR ottenuta con mescola HCB (Hybrid Copolymer Blend) integrata da un coating acrilico di finitura resistente ai raggi UV di colore bianco.

    La membrana bianca diminuisce tanto l’assorbimento di calore estivo che è notevole visto che il terrazzo prende sole dall’alba a tramonto.

    Questa soluzione, oltre a costare un botto, mi lascia perplesso sull’uso del poliuretano ed anche sul trattamento dei ponti termici che non viene affrontato. I balconi vanno coibentati anche da sotto e lateralmente? È preferibile l’uso del polistirene? La piattaforma di cemento come va isolata?
    Grazie mille!

  109. vito

    Salve devo ristrutturare un sottotetto con copertura in legno a vista. Volevo un consiglio riguardo al pacchetto da realizzare il dilemma è tra un pacchetto caldo e un pacchetto freddo, le riassumo le due stratigrafie proposte tetto freddo freno vapore sd. 2 pannello isolante lana di roccia (rockwool hardrock max cm 16, camera di ventilazione da da 4, telo di tenuta all’acqua sd. 0.05 pannello osb + guaina + coppi. sol. 2 tetto caldo telo riwega 188 alu strato isolante in termolan solida energy plus (densità 135kg/mc)10+8 cm pannello super pan tech p5 da 18 mm telo riwega usb classic un profilo di ventilazione tipo porto coppo zefiro (che non potrò utilizzare xchè devo recuperare i vecchi coppi) e coppi . La ringrazio anticipatamente

  110. Daniele

    Grazie,
    per la cortese risposta. Si blocchi in calcestruzzo pieno ( cosiddetti blocchi di cemento portante ). Quindi mi sconsiglia quel materiale per motivi inquinanti? Grazie per l’info. Soltanto che per motivi economici dovrei optare per il polistirene estruso sempre da 8 cm…Purtroppo i materiali migliori, in fibra naturale hanno un costo superiore ai 45 euro al mq ( consideri che parliamo di una superf. di 140 mq circa da coibentare..).
    Come al solito si cerca un compromesso tra qualità e prezzo. Ma se dovesse scegliere un materiale alternativo alla lana di vetro, ma non la fibre naturali, per cosa opterebbe ?
    Grazie.

  111. Federico Sampaoli Autore articolo

    giusta l’intenzione di eseguire una coibentazione esterna.
    da chiarire meglio la qualità della muratura attuale. calcestruzzo pieno in blocchi?
    chi le ha consigliato quel materiale isolante forse le ha regalato un consiglio disinteressato, ma io non consiglierei la posa di pannelli termoisolanti che emettono nell’aria sostanze inquinanti come formaldeide e altri composti organici volatili (VOC).
    sarò all’antica…

    leggi anche http://espertocasaclima.com/coibentazione-dall-interno/coibentare-dall-interno-con-lana-di-vetro/

  112. Paola

    Buongiorno, stiamo recuperando un sottotetto e dobbiamo effettuare la coibentazione in quanto l’attuale tetto in c.a. ne è sprovvisto. Per diversi problemi non ci è possibile operare dall’esterno, per cui ci sono stati proposti alcuni prodotti, nello specifico:

    – knauf isolastra XPS (gesso rivestito + polistirene estruso)
    – stiferite classe SK (spess. mm. 50-60)

    e in ultimo ci è stato proposto un pannello da costruzione delle ditta wedi.

    I sistemi sembrano molto simili anche se ovviamente ogni tecnico videnzia le peculiarità del propprio prodotto…
    Vorrei anche mettere in evidenza che ci troviamo nelle’entroterra ligure a circa 700 m.s.l.m. e durante l’inverno le temperature raggiungiono valori parecchio al di sotto dello zero, per cui qualche accorgimento sarà indispensabile prenderlo in considerazione!il problema è capire quale sia la soluzione più corretta. Grazie per la risposta!

  113. Daniele

    Salve,
    stò costruendo la prima casa e pertanto ho deciso di optare per il cappotto esterno. La casa è fatta in blocchi di calcestruzzo pieno ( casa a 2 piani, dove il piano terra, in parte semiinterrato è da 40 cm, mentre il piano di sopra è da 30 cm). Avendo letto molto sul cappotto, i vari materiali esistenti ( quelli di origine naturale e quelli sintetici) etc, volevo sapere da lei un consiglio su che tipo di materiale opterebbe. Consideri che mi trovo in zona climatica D. Mi è stato consigliato il CAPP8 della ISOVER da 8 cm( Conduttività termica 0,037 e ? = 1), che ne pensa? Naturalmente per motivi di costi ho escluso i materiali naturali ( tipo fibra di legno) che però sò essere i migliori tra quelli esistenti. Il CAPP8 invece sembra essere un via di mezzo, nel rapporto qualità-prezzo? Che ne pensa? In alternativa, ma con costi molto inferiori il polistirene estruso grafitato sempre da 8 cm. Tra l’altro credo che quest’ultimo ( visto che a me interessa molto la protezione dal caldo estivo…) abbia una capacità termica maggiore rispetto al CAPP8 ( e ciò è fondamentale nell’isolamento estivo..). La ringrazio in anticipo e resto in attesa di un suo consiglio.
    Cordiali Saluti.

  114. Federico Sampaoli Autore articolo

    se i piccoli segni di umidità da risalita sono piccoli, forse si tratta solamente di zone soggette a spruzzi d’acqua di rimbalzo della pioggia: in questo caso procederei con un raschiamento delle zone ammalorate per la posa del sistema a cappotto.
    se l’umidità di risalita è invece presente si deve risolvere il problema prima della posa (per proporre un intervento risanante bisognerebbe vedere il degrado).
    la scelta di fermarsi fuori terra può essere valida solamente se lo spessore del solaio non rimane scoperto.

  115. Elisa

    Diciamo che i segni di umidità, provenienti dalle fondazioni arrivano ad un altezza massima di circa 30/40 cm

  116. Elisa

    Voglio realizzare un cappotto in EPS sulla parete perimetrale di casa mia, ma le pareti esterne (sopratutto a nord) alla base hanno piccoli segni di umidità da risalita, come mi devo comportare?Meglio usare una base di XPS anche se mi fermerò fuori terra?o meglio utilizzare come partenza una fascia di materiale permeabile?Grazie

  117. Federico Sampaoli Autore articolo

    Mettere il piede della muratura in condizioni “normali” è la prima cosa che io progetterei di fare.
    Il drenaggio non è cosa da fanatici che non vogliono toccare i muri, è la cosa più giusta e naturale.
    Se fatta in anticipo rispetto alle fasi di cantiere è anche possibile controllarne i risultati e il grado di miglioramento.

    Non risolvere l’umidità di risalita non permette comunque l’isolamento interno. Che è comunque una strada percorribile in alternativa al cappotto esterno.

    E’ anche possibile che intonaci e pitture non risalgano, come la struttura, ai primi del 900, e perciò la collaborazione dei materiali più recenti con la vecchia “signora” può non essere buona.

    La coibentazione in intercapedine è dispendiosa e non miracolosa, spesso nasconde difetti di progettazione.

    La buona soluzione sarà risanamento e uso di nuove stratigrafie appropriate. Da lì in poi… la casa dei Vostri sogni.

  118. fabrizio

    Salve Dr. Sampaoli,
    ho letto con grande interesse questo trhead e mi complimento per il livello suo ed anche dei suoi interlecutori.
    Le vorrei dunque sottoporre un quesito, in parte già affrontato da altri e da lei.
    Mia moglie ed io stiamo per concludere l’acquisto della casa dei nostri sogni, in campagna, nei pressi di Modena.
    In muratura piena di due teste, dei primi ‘900, con parte destinazione civile abitazione e parte stalla (ora dismessa).
    La questione riguarda la coibentazione esterna che avrei pensato in progetto, in presenza di muri con umidità, come potrà già immaginare.
    Le dico da subito che gli interventi nel complesso possono riguardare anche le fondazioni, poichè prevediamo una ristrutturazione completa. Il mio problema è inoltre che non vorrei prevedere il taglio meccanico della muratura (forse l’unica e definitiva soluzione nei confronti dell’umidità…ma siamo in zona sismica…), nonostante mi sembri l’unico modo per poter disporre un cappotto esterno ovunque, senza temere i danni appunto dell’umidità di risalita.
    Le chiedo se lei conosce una possibile soluzione per la realizzazione di cappotto esterno e umidità, poichè non vorrei limitare la coibentazione alla parte interna, per i ben noti problemi già citati (oltre alla riduzione deglia spazi interni…).
    Drenaggi dei muri? Temo non sarebbero sufficienti…
    Intercapedine tra cappotto e muratura? per agevolare la traspirazione, ma inficerebbe il coibentamento credo…
    Mi scusi della lungaggine, ma volevo essere il più esaustivo possibile!
    Attendo con un suo consiglio e la ringrazio in anticipo.
    Fabrizio

  119. Federico Sampaoli Autore articolo

    Decidere lo spessore del coibente, come la corretta stratigrafia, sono parte della progettazione del pacchetto tetto. A titolo indicativo, per assicurarsi almeno 12 ore di sfasamento su una struttura in legno (leggera) ci vogliono 20cm di fibra di legno. Su per giù questo spessore garantisce una trasmittanza termica U pari a 0,18 W/m2K

  120. Filippo

    Uno spessore del coibente (pannelli in fibra di legno) di 100 mm va bene?

  121. Filippo

    Se ho ben capito dalla consultazione del link proposto mi pare che l’uso di pannelli in fibra di legno soddisfi l’aspetto di coibentazione, quello di traspirabilità e quello di sfasamento. E’ giusto? La ringrazio per l’ospitabilità e la puntuale risposta.

  122. Filippo

    Mi riferisco alla richiesta di parere sulla tettoia in legno con tetto ventilato con posa di XPS. Qul’è l’alternativa all’utilizzo dello XPS dato che è una barriera al vapore nel caso in questione? Da quello che leggo l’umidità può rovinare il legno. Come si può coniugare la coibentazione con la traspirazione?

  123. Federico Sampaoli Autore articolo

    un tetto ventilato ha il pregio di smaltire l’umidità che attraversa tutti gli strati del pacchetto tetto proprio nei centimetri dedicati alla ventilazione.
    Se non utilizzo materiali traspiranti la migrazione del vapore non avviene.
    L’xps è materiale coibente adatto alla protezione dal freddo e non dal caldo, inoltre è indicato per zone difficili, controterra, zoccolo perimetrale ecc

  124. Filippo

    Devo realizzare una tettoia in legno con tetto ventilato a falda unica che iu un secondo momento chiuderei a veranda. Mi è stata proposta una soluzione che utilizza XPS dello spessore di 8 cm dato che la zona termica è la D. E’ una proposta valida?

  125. Federico Sampaoli Autore articolo

    si deve progettare una stratigrafia che comprende un freno al vapore sul lato caldo.
    lo spessore va calcolato in base al valore di trasmittanza che si vuole ottenere tenendo conto anche della stratigrafia della struttura già esistente.

  126. riccardo742

    Grazie per la sua preziosa consulenza!
    come faccio a calcolare lo spessore corretto?
    inoltre, se come detto coibento con la fibra di legno elimino completamente la possibilità di condense e di muffa tra il cartongesso e il solaio?
    Riccardo.

  127. Federico Sampaoli Autore articolo

    le nuove finestre avranno certamente pochi spifferi. bisogna fare ventilazione manuale corretta.
    lo spessore del materiale coibente deve sempre essere calcolato per conoscere in anticipo le sue prestazioni.

  128. riccardo742

    Ho letto gli articoli e penso di aver capito qualcosa in più…la situazione dovrebbe migliorare sostituendo EPS e lana di roccia con fibra di legno, il discorso è che non posso abbassare troppo, basteranno 6 cm di fibra di legno + il cartongesso per chiudere il tutto?
    Le finestre sono ermetiche in legno di nuova generazione e i muri perimetrali da 50 cm in pietra senza capotto.
    Resto in attesa di un suo gradito consiglio.
    Grazie.

  129. Federico Sampaoli Autore articolo

    la percentuale di umdità 70-80% è altissima solamente perchè la temperatura interna è bassissima.
    13 °C nonostante il riscaldamento significa che il riscaldamento lavora male o a intermittenza o esce dalle finsetre e dal resto dell’involucro.
    il bagnato sul lato interno delle strutture succede per la loro struttura ancora più fredda dell’aria ambiente.

    la proposta di isolamento interno descritta non la proporrei mai se dovessi progettare io la coibentazione.
    leggete http://espertocasaclima.com/temi/coibentazione-dall-interno/

  130. riccardo742

    Salve Dr. Sampaoli,
    finalmente qualcuno che sa quello che dice e non rilascia supposizioni a vanvera…
    Ho capito che è assolutamente meglio isolare dall’esterno che dall’interno..ma sono impossibilitato a farlo…almeno per ora a causa della disponibilità finanziaria. Abito in una casa singola a Macomer (nu)con il soffitto senza alcuna coibentazione e la condensa in corrispondenza dei travetti con la muffa che sguazza!un incubo, ore appeso sulla scala a spruzzare varecchina. Volevo isolare il soffitto dall’interno ma ne stò sentendo di tutti i colori! Personalmente stavo pensando ad uno strato di EPS da 3/4 cm da incollare al soffitto (in questo momento bagnato dalla condensa), sotto, la struttura metallica per apporre il cartongesso e all’interno della stessa pannelli di lana di roccia da 4 cm 40 kg/mc.
    Cosa ne pensa? se sbaglio mi dica per cortesia cosa farebbe lei..sappia che in inverno ho l’umidità che si attesta intorno al 70/80% e nelle giornate fredde 11/13 gradi nonostante il riscaldamento…la disperazione mi sta assalendo.
    Anticipatamente la ringrazio!

  131. Federico Sampaoli Autore articolo

    mi sembrano stratigrafie deboli dal punto di vista spessore, perciò sfasamento estivo scarso e coibentazione invernale scarsa.
    per giudicare teli e manti bisognerebbe leggere le relative schede tecniche.
    una costruzione così leggera soffrirà dei problemi degli edifici privi di massa.

  132. fabrizio atzori

    Buon giorno
    • Ho seguito con interesse le domande e le Sue risposte riguardo l’argomento inziale sulla differenza tra EPS ed XPS. Mi accingo a posizionare una casa di circa 70 mq ed ho trovato sul Web questa proposta:

    • Doppia Parete dall’interno: perline 10 mm EPS 50 mm trave legno massiccio abete 70 mm
    • Travi in legno spessore 70mm
    • Pavimento e tetto in abete spessore 20 mm
    • Ferramenta standard necessaria agli assemblaggi
    • Impregnazione degli elementi lignei con prodotto a base di acqua con biocidi e antiparassitari al fine di proteggere il legno da muffe e parassiti
    • Copertura tetto finta tegola in lamiera zincata
    • Coibentazione del tetto 50 mm polistirolo e telone anti-vapore
    • Finestre a doppio vetro con persiane mis. 120 x 105
    • Porta ingresso massello 190 x 90
    • Montaggio e trasporto inclusi (solo nel Lazio)
    Premetto che la casa non sarebbe la mia residenza abituale, quindi la stratigrafia delle pareti perimetrali e il tetto è evidentemente un compromesso tra una spesa contenuta ed un minimo di confort termico. Potendo intervenire nella scelta dei materiali mi chiedevo quale tra EPS, XPS o lana di roccia fosse il materiale coibente da utilizzare all’interno delle pareti magari sostituendo le perline con pannelli di cartongesso e quale sarebbe la scelta migliore tra l’utilizzo di EPS o XPS per la copertura del tetto con l’utilizzo o meno di freno o barriera vapore.
    A fronte di una spesa relativamente contenuta iniziale (circa €18.000) potrei successivamente procedere anche alla posa di un cappotto esterno con l’utilizzo di pannelli in XPS a contatto della platea e proseguire con EPS come da lei descritto nel caso un domani decida di utilizzare la casa come residenza abituale
    In attesa di un Suo gradito consiglio
    Saluti
    fabrizio

  133. Federico Sampaoli Autore articolo

    Chi propone di aumentare la coibentazione per correggere un ponte termico costruttivo (marcapiani, pilastri, architravi) ha sempre ragione.
    Se un intonaco termoisolante offre conduttuvità 0,060W/mK, qualsiasi pannello in eps offre quasi il doppio delle prestazioni, quindi, a parità di spessore, un pilastro protetto con eps equivale ad un ponte termico migliorato.
    Alle maestranze si può chiedere questo intervento extra.

  134. peppino campanella

    oggi ne ho parlato con un amico architetto che è concorde nel decidere di usare intonaco termico invece del cappotto, ma che mi suggeriva di rivestire anche solo con un pannello da 1 cm i pilastri e le travi che hanno una diversa trasmittanza.
    cosa ne pensi? può essere efficace?
    A pelle mi viene di fidarmi dei tuoi consigli e mi sono riproposto di non parlarne più con nessuno perchè più pareri chiedo e più aumenta la confusione perchè le soluzioni che mi sono state ventilate sono state finora quasi tutte completamente diverse, se poi vado ad analizzare anche i pareri di chi parla di cancerogenità e non ecologicità di alcuni materiali tipo xps la confusione aumenta ancora di più.
    resto in attesa di questi ultimi chiarimenti e decido.
    ciao peppino

  135. Federico Sampaoli Autore articolo

    con 3 cm a disposizione per una coibentazione esterna nella tua zona non mi intestardirei su un sistema a cappotto che probabilmente “inciamperebbe” sulla capacità della squadra a posarlo a regola d’arte.
    perciò cambierei rotta (per rimanere in marinaresco) e opterei per un termointonaco esterno e un intonaco perfetto per la zona zoccolatura solita a ricevere spruzzi.
    Ovviamente con attenzione ai ponti termici dei fori serramenti e altri aspetti che migliorano l’efficienza invernale ed estiva.

  136. peppino campanella

    ciao federico, ho bisogno di un consiglio.
    Ho costruito il rustico della mia casa già da 4 anni e per carenza di fondi ho sospeso i lavori.
    All’epoca non avevo cognizioni sul cappotto termico nè qualcuno mi aveva consigliato di farlo.
    Ora ho ripreso i lavori ed ho deciso di fare un buon isolante esterno. I miei muratori volevano realizzare un cappotto termico in collante-polipan-rete e rasante + un centimetro di intonaco esterno ma un amico me la sconsigliato privilegiando l’xps. Oggi ho deciso di fare una ricerca e scopro sul tuo sito anche l’eps e le varie possibilità : xps sotto ed eps sopra, tutto xps, tutto eps.
    Tenuto conto che:
    1) vivo a polignano a mare in puglia e la mia casa è quasi a picco sul mare quindi salsedine a manetta (hai visto la fiction su domenico modugno su rai 1? se si io vivo in quel paesino a picco sul mare e la mia casa si affaccia sulla spiaggia di ciotoli dove lui fa il bagno)
    2) la struttura perimetrale è in laterizi da 30cm e pilastri in cemento
    3) la casa non parte dal terreno ma si tratta di una sopraelevazione (comunque il cappotto tocca per terra su una terrazza)
    4) posso adoperare solo lastre di xps, eps o quello che sia di 3 cm massimo perchè i confinanti non mi hanno autorizzato a far crescere più di 4 – 4,5cm le mie pareti che insistono sulla loro proprietà.
    ………. domande:
    cosa mi consigli di usare e di che ditta?
    una delle mie pareti perimetrali ora è allineata con la parete di un confinante per cui col cappotto creerà un dente di 4 cm….,. come si può realizzare un terminale ben fatto?

    sono sotto stress perchè devo urgentemente decidere e comprare il materiale ma cercherò di aspettare senza ansia la tua risposta.
    grazie ciao
    peppino

  137. Federico Sampaoli Autore articolo

    la zoccolatura è solitamente alta 50cm dalla zona marciapiede (che spruzza).
    è vero eps e xps sono materiali diversi, ma nonostante questo si rasa, si applica la rete d’armatura, e si rasa: visto che in basso la zona è soggetta ad urti accidentali si posa una doppia rete d’armatura.

  138. Alex

    Bonasera Sig. Federico,
    spero che la domanda che le farò non sia già stata posta in precedenza..eventualmente mi scuso per la ridondanza.
    Sto costruendo la mia casa e parlando con l’impresa che mi realizzerà il cappotto, ho chiesto espressamente che venisse realizzata una zoccolatura in XPS di altezza 1m su tutto il perimetro. Premetto che la casa è stata coibentata fino alle fondamenta lungo tutto il perimetro con lastre di XPS da 30cm. Detto ciò, vorrei sapere come accoppiare l’XPS con l’EPS in parete?Sono materiali diversi e ho paura che nonostante venga messa la rete, potrebbero verificarsi fenomeni di fessuramento dell’intonaco. A tal proposito vorrei un suo consiglio per scongiurare fenomeni di questo tipo. Grazie e complimenti per il sito. Alex

  139. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’xps è un materiale adatto solamente alla zoccolatura di un sistema a cappotto e ad altre parti difficili, quindi il materiale più indicato è sempre l’eps.
    naturalmente un sistema a cappotto di questo tipo non offre doti di protezione dal caldo, a meno che non si tratti di spessori veramente importanti.

    Per indicare lo spessore richiesto dalla legge bisogna calcolare la stratigrafia inserendo tutti gli strati che la compongono più il coibente che si è deciso di utilizzare, ovviamente meglio far meglio del minimo per legge.

  140. Sandro

    Salve,
    Vorrei realizzare un rivestimento a cappotto nelle pareti esterne della mia facciata.. Zona climatica E. Provincia di Enna a più di 1000 m sul livello del mare..Mi consigliate un pannello Eps o Xps? Di quale spessore, tenuto conto che il muro è realizzato in mattoni forati + camera d’aria + mattoni pressati all’esterno?
    Grazie

  141. Federico Sampaoli Autore articolo

    I buchi (o le fessure) di una facciata “in via di posa cappotto” riempiti di schiuma o con tappi ricavabili a mano col filo caldo da scarti di altri pannelli, possono essere la migliore soluzione per evitare che vengano riempiti di collante (nuovi ponti termici).

  142. MARCO

    Prevedere un cappotto nella parte bassa del balcone va in ogni caso bene (non ottimale)in quanto aumenta la temperatura superficiale nello spigolo in alto sotto il solaio. Tre centimetri probabilmente sono pochi….dipende dalla zona climatica, dipende dal cappotto previsto a parete. Bisognerebbe calcolare il ponte termico e verificare gli effetti indesiderati muffa o condensa.

    Il cappotto deve essere posato con il sistema…devono lasciare una certificazione….altrimenti vedi come lo hanno posato dopo con termocamera….e vedi i danni ma è tardi. Fare il cappotto è un arte.
    I Tasselli sono della stessa marca del cappotto, la colla idem, la rete idem…..se si ok…vedi dentro sito Federico …ha scritto tutto….. I buchi ????…non devono esistere e stop…altrimenti rifare non coprire.

  143. Federico Sampaoli Autore articolo

    ogni ponte termico andrebbe curato: l’aggetto di un balcone è un ponte termico lineare e andrebbe curato coibentando da sotto, da sopra e ai lati.
    se un aggetto viene coibentato solo da sotto ha senso solo se sopra si interviene in un secondo momento.

  144. Giuseppe

    ciao, sto facendo il “cappotto” sulle pareti perimetrali esterne di un edificio di 2 piani con eps. Vorrei sapere se è necessario mettere 3cm di xps sui soffitti dei balconi esterni(soprattutto quelli a contatto con il lastrico solare il cui solaio sarà completamente isolato). Non è invece possibile mettere xps sopra il solaio dei balconi perchè non mi è stato concesso rimuovere il pavimento esistente.

    Su alcuni pannelli di eps l’impresa ha sbagliato a mettere i tasselli di fissaggio e ci sono dei fori. Mi può indicare un materiale isolante per ripristinare i fori sui pannelli? Va bene schiuma poliuretanica?

  145. Federico Sampaoli Autore articolo

    La letteratura vuole che ogni sistema a cappotto sia posato su murature che non hanno problemi di umidità e risalita capillare.
    La letteratura non sa che in Italia una casa su due ha problemi di umidità in basso.
    La sua idea del prezioso pannello di idrati di silicato di calcio fino a oltre a un metro è (secondo me) una buona idea, intelligente. Infatti se intrappolo l’umidità con l’EPS combinerei un guaio futuro.
    Credo che sulla sua pelle farei l’esperimento del silicato di calcio! Magari può essere una soluzione da diffondere!!!
    Se si potesse risolvere la situazione con un drenaggio perimetrale farei prima il drenaggio, ma se non si potesse l’unica sarebbe lasciare il muro con un ottimo intonaco esterno traspirante apposito.

    L’idea di tentare è comunque intelligente penso. Farei una riga di separazione in facciata, così che in futuro si potesse intervenire nell’ammaloramento in basso dovuto alla troppa umidità.
    Rimane il problema dello zoccolo però!

    Farei così:
    spingerei la quota del pannello Mutipor fino a h150
    progetterei lo spessore del Multipor 2cm meno spesso della facciata per evitare il dilavaggio di tutta la zona
    preparerei la riga di partenza dell’eps con gocciolatoio
    in basso farei 30 cm di XPS come zoccolo base per sopportare gli spruzzi dal basso di rimbalzo
    la finitura esterna dell’xps diversa da quella adatta al Multipor

    EPS: non mi inventerei il tipo di Eps, seguirei i materiali del “sistema” che avete scelto con tutti i suoi componenti certificati.

    leggi anche:
    http://espertocasaclima.com/lo-sapevate-che/sostegno-al-blog/

  146. ALESSANDRO PANSINI

    Buongiorno sono alle prese con un cappotto termico di una abitazione con pareti esterne in mattoni pieni e con qualche problema di umidità di risalita. Per via dell’umidità di risalita pensavo di porre fino ad 1,2 metri di altezza dei pannelli di idrati di silicato di calcio ytong multipor avendo cura di staccarli dal terreno; mentre per il resto pensavo ad un eps 150 bianco. L’istallatore purtroppo fa delle resistente , vorrebbe mettere per lo zoccolo un xps, mentre per l’eps 150 mi dice che a lungo andare crepa e preferisce mettere un eps 100 più morbido. Non so proprio che fare mi potrebbe consigliare.

  147. Federico Sampaoli Autore articolo

    un freno al vapore igrovariabile http://www.naturalia-bau.it/media/191d1cc6-8229-4b4f-b3ad-f31b8a19d5d6/proclima-it-intesana-evo.pdf
    sopra i pannelli di sughero si potrebbe usare un manto sintetico a base di poliolefina termoplastica modificata con EPR http://www.edilportale.com/upload/prodotti/prodotti-12286-cat-72621.pdf
    per ridurre i ponti termici bisogna coibentare tutto l’elemento, senza interruzioni.

    ricordate di leggere anche http://espertocasaclima.com/lo-sapevate-che/sostegno-al-blog/

  148. Cristina

    mi può indicare un freno vapore adatto su solaio laterocemento da 20cm circa?
    per manto impermeabile sopra il sughero intende il telo in PE oppure guaina a caldo o freddo ?
    per la correzione dei ponti termici dei parapetti in cemento armato dei balconi sul lastrico solare bastano 2cm di xps? devo mettere xps anche nella parte interna dei parapetti?

  149. Federico Sampaoli Autore articolo

    se io fossi il Suo ingegnere penserei di posare un freno al vapore igrovariabile sotto i pannelli coibenti in sughero, poi un manto impermeabile prima del massetto e il mapelastic sotto le piastrelle.
    E prima di cominciare penserei anche ai ponti termici perimetrali. Altrimenti dopo è tardi.

  150. Cristina

    ho letto il suo articolo sui tetti piani e vorrei 2 chiarimenti:
    – lei consiglia “Guaine bituminose plastomeriche PYP funzionano bene anche sotto forte insolazione” , io avevo previsto il mapelastic che qualche ingegnere sconsiglia. Lei che consiglia?
    Ho visto anche che lei mette poliolefine perchè posato a freddo sul legno. Ma io oltre alla guaina/Mapelastic sul massetto devo proteggere anche il sughero?

    -sotto il sughero devo mettere un foglio di PE oppure “guaina barriera all’aria e freno al vapore a diffusione igrovariabile” come da lei scritto? Il mio appartamento ha circa 10 anni e non è una nuova costruzione.

  151. Cristina

    salve, vorrei usare il sughero biondo ad alta densità da 12cm come isolante su tetto piano laterocemento con pendenza dell’1%. La stratigrafia che vorrei fare: telo polietilene 0,3mm ad alta resistenza , sughero, polietilene 0,3mm, massetto pendenze da 6cm armato con rete elettrosaldata, mapelastic elastocementizia, gres. E’ corretta per impermeabilizzare il sughero che credo tema poco l’acqua? O devo sostituire i teli in PE con altro ? grazie

  152. vitangelo

    Genti.mo sig. Sampaoli, considerandola sua professonalità e competenza desidero chiederele se ritiene adeguato l’intenvento che sto per eseguire sul una copertura piana esistente calpestabile, costituita da un solaio il latero cemento da cm.25, massetto a pendio costituito da macerie di tufo (spessore circa cm. 5-10, letto di sabbia e sovrastante pavimento in lastre di corigliano (mattoni di tufo leccese da 4-5 cm). Stratigrafia classica delle coperture pulgiesi. (pur senza impermeabilizzazione non si sono mai verificati problemi di infiltrazioni).
    L’intervento per migliorare la coibentazione termica consiterà in un pacchetto di ESP da cm. 12 cl. 200 con conduttività termica dichiarata di 0.033 W/(mK), sovrastante massetto cementizio alleggerito da cm. 8 con Lecamix Facile (con una coefficiente di conducibilità termica di 0,251 W/(mK) opportunamente liscato superiormente e successivamente impermeabilizzato con Aqualex Roof Mapei.
    Trattasi di interventi compatibile con le capacità delle maestranze locali e con costi sufficientemente contenuti.
    Unico dubbio se è opportuno predisporre (dove?) una barriera al vapore o un telo impermeabile ssopra il coibenete prima del massetto.
    Ritiene che così facendo otterro dei vantaggio sia nel periodo invernali che nel periodo estivo ?
    Grazie

  153. marco

    Federico, grazie della risposta!
    sul sottotetto non si cammina, a parte l’accedervi nel caso di manutenzione straordinaria dell’impianto di deumidificazione, o antenna satellitare e fotovoltaico che sono sistemati li.
    ho letto il documento che mi ha indicato, ma se non erro, mi sembra che venga venduta sottoforma di “palline” da utilizzare per insuflaggio. Non è meglio un materassino in questo caso?
    Per questo pensavo alla lana di roccia.
    La soluzione dai da te è proprio quella che prenderei in considerazione!
    Che spessori mi consiglia?
    Grazie

  154. Federico Sampaoli Autore articolo

    i ponti termici perimetrali e puntuali non spariranno. Si potrebbe pensare di rivestire i setti che ci sono per portare il tetto ma penso che sia una proposta troppo laboriosa e dispendiosa.
    Se nel sottotetto nessuno accede e cammina si potrebbe pensare di costipare un? isolante? a? base? di? roccia? vulcanica? silicatica? perlite. Economicamente potrebbe essere una buona idea perchè la manodopera potrebbe essere il fai da te.

  155. marco

    Buongiorno abito in una casa singola, volevo iniziare a coibentare il tetto. la soletta è composta in questo modo partendo dall’interno: 1,5cm di intonaco, riscaldamento a soffitto capillare che occupa circa 2cm isolamento con 4cm di polistirene xps, 15cm di soletta in cemento, sopra vi è il solaio, altezza minima 0.5metri in centro 1.8metri. Il tetto è in cemento, fatto con tavelloni in laterizio e tegole in cemento.
    Il solaio è fatto a “cunicoli” ci sono lunghi corridoi fatti di mattoni forati per sostenere i tavelloni. i corridoi sono larghi circa 1,2 metri ed il solaio quindi non risulta completamente libero.
    Quale sarebbe la soluzione ideale per isolare termicamente il tetto senza spendere una follia?
    Avevo pensato di rivestire la parte bassa del solaio con lana di roccia, semplicemente poggiandola sopra in ogni corridoio del solaio, ma essendoci appunto i mattoni che sostengono i tavelloni, non riesco a rivestirlo tutto, con conseguenti punti termici. Può cmq essere una soluzione valida?
    grazie

  156. PIERO

    Salve , avrei una domanda da porre al dott. Sampaoli .
    Mi opccupo del montaggio di controsoffitti, avendo la necessita’ di montarne uno autoportante ,e non potendo appesantirlo troppo per le misure 6,50 x 4,60 ,mi era venuto in mente di sostituire il cartongesso con i pannelli in poliuretano. Ecco che nasce subito il problema da me mai affrontato .
    -come stuccarlo
    -che materiali usare
    -si possono formare crepe nel tempo
    -si puo’ cuvare trattandosi di un soffitto
    -che durata puo’ avere
    -sopra ho un soffitto in calcestruzzo con terrazzo.
    la mia domanda è questa mi posso imbarcare in questa impresa ? il poliuretano riesce a sostituire previo opportuni accorgimenti il cartongesso.
    il cappotto in questo caso è di secondaria importanza
    Grazie.

  157. Federico Sampaoli Autore articolo

    intendevo maestranze locali che sono abituate a lavorare con murature piuttosto che con pannelli termoisolanti.
    lo sfasamento accettabile è ottenuto dalla stratigrafia importante, non tanto dall’eps.

  158. Paki

    perchè preferisce i pannelli i pannelli in idrati di silicati di calcio al sughero o alla fibra legno? crede che li possano montare chi è abituato a fare cappotti in eps?
    ho provato col software a fare una simulazione con i materiali e vedo che anche con l’eps raggiungerei valori di sfasamento di 13.5 ore ,appena 1.5 ora in meno rispetto agli altri materiali.

  159. Federico Sampaoli Autore articolo

    Forse, anche per le maestranze locali abituate a lavorare con il tufo e materiali simili, potreste considerare di eseguire un isolamento termico con il sistema di isolamento termico in idrati di silicati di calcio: massiccio, omogeneo, ecologico, incombustibile, traspirante.
    La traspirabilità del pacchetto edilizio non peggiora.
    Guardate queste schede se già non le conoscete: pannello isolante,

  160. Paki

    ciao. Vorrei realizzare un cappotto da 6cm su parete fatta 10 cm di tufo,5 lana vetro,12 mattoni forati,intonaco ext. La costruzione ha circa 25 anni in provincia di Taranto. Quindi il cappotto andrebbe sui mattoni forati.
    Sono indeciso tra sughero (biondo o bruno? ) e la fibra legno. Ho letto parecchio sui 2 materiali ma leggo che entrambi possono creare problemi di fessurazioni sul tonachino finale pur usando la rete in fibra di vetro, forse il sughero è più stabile.
    Cosa mi consigliate? Non vorrei sbagliare visto il costo del materiale e la superficie notevole.

  161. giacomo

    difatti mi riferivo al clima,la mia curiosita’ era piuttosto rivolto al materiale visto che tutti offrono come soluzione il tipico pannello tranne qualcuno che mi consiglia la stiferite dicendomi che e’ il migliore.grazie di nuovo.

  162. Federico Sampaoli Autore articolo

    nessun sistema a cappotto dovrebbe essere posato su murature con problemi di umidità.
    se l’umidità è riferita al clima, un cappotto è insensibile perchè protetto dalla finitura, e in basso dalla zoccolatura.

  163. giacomo

    salve a tutti mi incuriosisce dal fatto che dovrei anch’io fare questo tipo di intervento,mi hanno parlato benissimo del sk stiferite e mi chiedevo se fosse la miglir soluzione per il mio intervento considerando il fatto che vivo a bologna quindi molta umidita’e l’immobile e’a piano terra.grazie

  164. Giuseppe

    salve, mi riallaccio ad una questione già in parte analizzata, riguardo alla ristrutturazione di una palazzina di 2 piani esposta a sud/est/ovest in zona C(1311 gradi/giorno). Sono in procinto di prendere la decisione finale in base ad un’analisi costi/benefici.
    Per quanto riguarda le pareti la situazione attuale è:
    trasmittanza U=0,51 e sfasamento 9,5 h. Ho deciso di fare l’insufflaggio di cellulosa( riempiendo i 5cm di intercapedine restanti, poichè 5cm sono “occupati” da lana di vetro) con un risultato di U=0,3 e sfasamento 11,3 h.
    Con altri 6000€ potrei valutare un cappotto in fibra di legno Pavawall con risultati finali U=0,21 e sfasamento 16,3 h. Quindi se facessi oltre all’insufflaggio il cappotto guadagnerei 0,11 di trasmittanza e 5 ore di sfasamento: che farebbe?

    Per quanto riguarda il lastrico solare di 160mq(dove è presente una camera d’aria ventilata da 10cm) i parametri attuali sono: U=1,4 e sfasamento 8,6 h. Se facessi l’insufflaggio di cellulosa da 10cm di spessore avrei: U=0,33 e sfasamento 11,1 h . Se decidessi invece di smantellare il doppio solaio e fare una coibentazione fibra legno da 12cm di spessore avrei U=0,3 e sfasamento 14,9 h. Quindi lo sfasamento rimarrebbe praticamente immutato rispetto all’insufflaggio e guadagnerei 4 ore di trasmittanza ma spenderei 8000€ in più.
    Spero possa consigliarmi. Grazie

  165. Luca

    Sig. Federico, la ringrazierei molto se potesse darmi un suo contributo su quale materiale impiegare per un cappotto esterno di una casa situata a firenze sotto il cui intonaco le facciate sono in pietra: l’obiettivo e’ di potreggersi dalcaldo e freddo ed avere una buona traspirabilita’ dei muri.
    Grazie

  166. Federico Sampaoli Autore articolo

    come già evidenziato:
    l’xps è indicato per zone a rischio spruzzi e acqua, come la zoccolatura o il muro controterra. l’eps NO!

    se 2-3 mesi di dis-comfort estivo sono accettabili, allora lo sfasamento non è importante per la progettazione.

  167. Emiliano

    Grazie, ma se monto su tutta la parete eps con grafite e proteggo le zone basse con qualche materiale, posso appunto usare solo questo materiale invece del XPS ?
    Per il tetto capisco il problema in estate, però dalle mie parti il caldo forte dura circa 2-3 mesi,poi le temperature scendono…qundi devo premunirmi principalmente per le temperature fredde….

  168. Federico Sampaoli Autore articolo

    Vi avevo già scritto:
    Sul tetto il poliuretano espanso non è un campione di sfasamento.
    Come protezione invernale invece, il poliuretano espanso è indicato: infatti ha conducibilità termica minima ?D pari a 0,024 W/mK
    Le ore di sfasamento, in base allo spessore ed ai materiali della stratigrafia, si possono calcolare.
    L’eps con grafite è più prestazionale dell’eps bianco, e l’xps è indicato solo per zone a rischio spruzzi e acqua, come la zoccolatura o il muro controterra.
    La rifodera interna in laterizio è ottima per migliorare il comfort interno di un ambiente costruito con blocchi di cemento.
    La trasmittanza in base allo spessore ed ai materiali della stratigrafia, si può calcolare.

  169. Federico Sampaoli Autore articolo

    Comprendo la preoccupazione di sbagliare!
    Come ho tentato di spiegarvi, il senso del freno al vapore a diffusione igrovariablie sotto la coibentazione è quello di smaltire eventuale umidità del pannello verso l’interno durante l’estate (per esempio quella del giorno della posa o quella che magari è migrata dall’ambiente sottostante).
    così non sigillo il contenuto di umidità tra due barriere.
    La proprietà traspirante di un tetto fatto così è naturalmente in una sola direzione!
    E’ nostra la colpa di sfidare la natura con un tetto senza pendenza, dove vogliamo anche passeggiare o sostare.

  170. Federico Sampaoli Autore articolo

    Sul tetto il poliuretano espanso non è un campione di sfasamento.
    Come protezione invernale invece, il poliuretano espanso è indicato: infatti ha conducibilità termica minima ?D pari a 0,024 W/mK
    Le ore di sfasamento, in base allo spessore ed ai materiali della stratigrafia, si possono calcolare.
    L’eps con grafite è più prestazionale dell’eps bianco, e l’xps è indicato solo per zone a rischio spruzzi e acqua, come la zoccolatura o il muro controterra.
    La rifodera interna in laterizio è ottima per migliorare il comfort interno di un ambiente costruito con blocchi di cemento.
    La trasmittanza in base allo spessore ed ai materiali della stratigrafia, si può calcolare.

  171. Giuseppe

    ho parlato anche con Naturalia e loro mi confermano che sul tetto piano bisogna impermeabilizzare sopra la fibra 2 volte,prima con un telo,poi mapelastic sul massetto.Infine poserei il gres. Oppure impermeabilizzare una volta con pvc o poliolefine o epdm. Per cui si creerebbe una barriera sopra la fibra e il tetto non traspirerebbe verso l’ambiente, ma solo verso l’interno. Non esistono quindi barriere traspiranti per tetti piani. Che farebbe ?
    Cosa può comportare il fatto di creare una barriera sopra la fibra? Condensa all’interno o che il calore venga rilasciato all’interno? Minore durata nel tempo della fibra rispetto a lana di legno legata a cemento(celenit)?

  172. Emiliano

    Salve a tutti, avrei un quesito per il dottor Sampaoli.
    Ho cominciato da poco ristrutturazione di una villetta in Potenza Zona E gradi giorno 2.472 circa 850 mt S.L.M.
    Rifarò il tetto che è in cemento ed argilla espansa da 5 cm. Vorrei montare isotec da 8cm con annessa ventilazione. Come spessore vado bene sia per tenere caldo in inverno che fresco in estate ?
    Invece per il cappotto vorrei montare EPS da 12 cm con grafite all’interno, che ne pensa ? Va bene come scelta o devo andare su XPS sempre 12 cm con grafite? Per completezza, il primo piano è tompagnato con i poroton da 30 cm, invece il piano terra (che da un solo lato è interrato) ha due pareti chiuse con blocchetti di cemento in quanto in precedenza erano anche queste seminterrate e all’interno della struttura su questi due lati è stata fatta una “fodera” con mattoni forati da 6 oppure 8 cm (ora non ricordi la misura precisa) , mentre un’altro lato è tompagnato con i poroton da 30 cm come sopra. Vorrei essere sicuro che basti l’EPS con grafite per stare caldo e da quanti cm effettivamente conviene prenderlo leggendo i dati da me qui segnalati.
    Grazie.

  173. Federico Sampaoli Autore articolo

    il senso del freno al vapore a diffusione igrovariablie sotto la coibentazione è quello di smaltire eventuale umidità del pannello verso l’interno durante l’estate (per esempio quella del giorno della posa o quella che magari è migrata dall’ambiente sottostante).
    così non sigillo il contenuto di umidità tra due barriere.
    confidate il Vostri dubbio all’agente di zona in modo da ottenere le schede dei materiali idonei.

  174. Giuseppe

    Sono fortemente indeciso sulla scelta dei materiali per quanto riguarda il tetto piano(terrazzo calpestabile in zona C).
    1- Celenit dice che non esistendo manti impermeabili per tetti piani ma solo per tetti inclinati, mi sconsiglia di usare fibra di legno, in quanto dovendola impermeabilizzare con Mapelastic(loro sostengono sia l’unico modo), vanificherei la traspirabilità della fibra e getterei solo soldi.
    Inoltre mi hanno detto che se proprio dovessi usare la fibra dovrei mettere una barriera vapore sotto la fibra e non il freno, un manto impermeabile sopra(perchè non posso mettere direttamente il massetto),fare il massetto e poi il mapelastic.
    In sostanza Celenit sconsiglia la fibra di legno, poichè assorbendo acqua nel tempo,il livello potrebbe abbassarsi fino a 2 cm su un pacchetto di fibra da 12cm. Mi consiglia di mettere una barriera/freno sotto il polistirene da 5 e CelenitN 4+4,sfiammare una guaina sopra il Celenit,poi massetto e pavimento in gres
    Quindi Celenit e Naturalia hanno 2 filosofie opposte. Sono fortemente indeciso. Che faccio ?
    2- Per quanto riguarda il cappotto sulle pareti sarei tentato dal sistema Naturawall(pavawall Naturalia),unico dubbio è la poca resistenza al fuoco del legno in classe E. Con celenit n/c avrei resistenza classe B ma dimezzerei la resistenza termica 0,75 da 5cm vs 1,5 della fibra legno NatBau da 6cm. Cosa consiglia?

  175. Federico Sampaoli Autore articolo

    Naturalia Bau non è famosa per i bassi prezzi, ma per la qualità e l’assistenza. N.B. credo che vi consiglierebbe
    una guaina traspirante con effetto barriera all’aria e freno al vapore a diffusione igrovariablie sotto la coibentazione
    e un manto impermeabile in poliolefine sopra la coibentazione.
    Potete chiedere conferma a loro.
    Riempire l’intercapedine è solo possibile se è vuota.
    Se sposate N.B. per la copertura conviene continuare con Pavawall e avere l’assistenza completa.

  176. Giuseppe

    circa la coibentazione del lastrico solare in zona c, lei mi ha consigliato la stratigrafia proposta da Naturalia, per cui propenderei per un pacchetto totalmente in fibra di legno(da quello che ho capito lascio perdere lana di legno Celenit N). Oggi mi hanno consigliato in alternativa a Pavaboard(resist a compressione 150kPa) o Pavetherm Forte(70kPa), la fibra legno della Fibris(Faesiti porose,densità per 2cm: circa 250-300kg/m3) da 2 cm x7= 14cm, con freno vapore sotto e termoriflettente Tyvek Forte sopra la fibra.Mi lascia perplesso il fatto di dover posare a secco 7 pannelli da 2cm a livello di resistenza statica, ma risparmierei 10€/mq per 180mq. Altra domanda:per impermeabilizzare il massetto con argilla espansa da 5cm, posso usare il Mapelastic(il problema è che farei probabilmente una barriera vapore) ?
    Per quanto riguarda il cappotto termico delle pareti a est/sud/ovest, non ci sono aziende che fanno insufflaggio in zona, e comunque ho una camera d’aria da 5cm con lana di vetro.
    Posso mettere Mapei Mapetherm Cork(sughero da 6cm) oppure Naturalia Diffutherm o Pavawall da 6cm ? grazie

  177. Federico Sampaoli Autore articolo

    La stratigrafia di Naturalia Bau è più indicata per la protezione dal caldo.

    Circa le pareti esterne, la parete ovest è quella più a rischio surriscaldamento.
    Già che avete una intercapedine d’aria non mi limiterei a progettare un cappotto esterno, sperabilmente in fibra di legno, ma riempirei l’intercapedine facendo un insuflaggio di un isolante a base di roccia vulcanica silicatica perlite.
    E’ naturale ed ecologica: non emette VOC (Volatile Organic Compounds) ed è economica.
    La prestazione della parete sale a valori elevatissimi.
    L’xps è sempre indicato in zone soggette a spruzzi.

    Fate sapere ai lettori come procederete!

  178. Giuseppe

    ciao,mi trovo in fascia C 1311 gradi/giorno e dovrei rifare il lastrico solare piano, calpestabile(vorrei usarlo per farci anche un pergolato),di una palazzina di 2 piani.Sono orientato su fibra di legno o lana di legno(non ho ancora capito quale sia meglio).La Celenit mi consiglia DuPont AirGuard Reflective(hdpe),Polistirene estruso da 5-6cm, Celenit N(lana di legno) 4+4cm, con U=0.28 e Sfasamento 17h.
    La Naturalia invece: Intesana (barriera all’aria e freno vapore a diff.igrovariabile),pavatherm forte o pavaboard da 12cm,guaina pvc o poliolefine o epdm, con U=0.3 e sfasamento 18h. Con la Naturalia si spenderebbe circa 5€/mq in più per 180mq.
    Sulle 3 pareti esterne (prospetti) con camera d’aria esposte a est,ovest,sud la ditta che deve fare i lavori mi ha proposto il Mapetherm Eps(in alternativa si potrebbe mettere il Mapetherm in sughero) da 6cm. Se metto l’eps devo comunque mettere una base di xps,anche se devo mettere uno zoccolo di marmo nella parte sopra i marciapiedi?
    Gradirei un consiglio. Grazie

  179. Federico Sampaoli Autore articolo

    se l’esterno è ancora intonaco è il momento giusto per pensare ad un cappotto per isolamento termico.
    l’ XPS è comunque un materiale perfetto per essere posato in contro terra o in zona zoccolatura, i primi 30 50 cm in basso dove gli spruzzi della pioggia possono insistere sul rivestimento.
    l’ XPS non è adatto per rivestimento completo della facciata.
    Chi le sta preparando il preventivo lo saprà di certo.

  180. maurizio

    sto cercando di completare una villetta, che è ancora con l’intonaco.Se faccio fare l’esterno con rete e rasante XSP come dite Voi succede qualcosa di infiltrazione acqua o gonfia? come mi è stato detto da qualcuno che sta cercando di farmi un preventivo. In attesa di un Vs. riscontro.
    Distinti Saluti

  181. Federico Sampaoli Autore articolo

    Le scrivo mentre la terra trema (ore 13:00 29.5.12),
    provvederei all’impermeabilizzazione esterna per avere un pacchetto asciutto e sano.
    i bocchettoni non serviranno più alla ventilazione, ma piuttosto allo smaltimento dell’eventuale umidità accumulata d’inverno.
    L’isufflaggio sarà a cura di applicatori che conoscano l´utilizzo delle macchine di insufflaggio. Si eseguono dei fori se dalle bocchette non si accede ovunque. Chiedete un sopralluogo, chiedere non costa nulla.

  182. Giuseppe

    Grazie,dott.Sampaoli. Vorrei precisare che il massetto del lastrico di 160 mq è pavimentato con mattoni 25×25 cm e 2 cm di altezza in cemento. Il doppio solaio è poggiato su tavelloni. Non è stata fatta nè l’impermeabilizzazione sul primo massetto nè sul secondo. I bocchettoni d’aerazione(a forma di L) sono dei cilindri con base da 6cm di diametro(disposti 4 sul lato est e 4 a ovest del perimetro 13est+13sud+13ovest metri)e fuoriescono dal solaio di circa 20 cm. E’ necessario fare altri fori sula lato sud?
    Per effettuare l’insufflaggio dovrei comunque rimuovere parti di solaio? Come potrei procedere?
    Preciso che comunque il terrazzo dovrà essere calpestabile in quanto vorrei installare un pergolato 5×5 metri.

  183. Federico Sampaoli Autore articolo

    Il lastrico solare diventa un forno perchè è privo di coibentazione.
    Per proteggere dal caldo la zona sottotetto è indispensabile un materiale di coibentazione che protegge anche dal caldo, quindi lascerei perdere il polistirene.
    Invece che demolire e rifare io migliorerei lo stato di fatto in questo modo, risparmiando enorme quantità di denaro:
    penso all’insufflaggio di un isolamento termoacustico tipo PAVAFLOC in cellulosa riciclata da quotidiani, conduttività termica dichiarata ?D = 0,039 W/(mK) a 23° e 50% u.r., permeabilità al vapore acqueo µ = 1, capacità termica massica media 2.110 J/kgK.
    Con il riempimento di tutti i 20cm ottenete una buona protezione per 12 mesi all’anno. Predisponete delle “zanzariere” alle bocchette di aerazione esistenti (di cui non conosco la forma) ed eventuale protezione dalla pioggia.
    Controllate l’impermeabilizzazione del lastrico.
    Le pareti esterne non le toccherei a meno che non necessitino di un intervento. In questo caso potete pensare ad un termointonaco.

    Per ringraziare basta http://espertocasaclima.com/lo-sapevate-che/!

  184. Giuseppe

    Salve sig. Sampaoli, dovrei effettuare dei lavori di ristrutturazione in un edificio di 2 piani più tavernetta nel sotterraneo, esposto su 3 lati(est,sud,ovest) in provincia di Bari(zona climatica C,1311 gradi/giorno),costruito nel 1985. Attualmente le pareti esterne sono costituite da una camera d’aria da 10 cm circa di profondità con all’interno lana di vetro, mentre sul lastrico solare di 160 mq è presente un doppio solaio(camera d’aria da 20cm circa di altezza) con bocchette d’aerazione.
    Il problema si pone in estate in quanto l’appartamento sotto il lastrico solare diventa un “forno”.
    Vorrei valutare un intervento per rimuovere il doppio solaio e procedere alla coibentazione del lastrico solare con membrana elastoplastomerica armata di poliestere (in alternativa malta impermeabile elastocementizia),doppio film di polietilene,polistirene estruso da 7-8cm e pavimentazione; mentre circa i prospetti vorrei fare un rivestimento a base di materiale acrilsilossanico posato con spatola.
    Eventualmente potrei valutare l’ipotesi di un cappotto termico(sono dubbioso sul fatto che sia necessario visto che comunque è presente una camera d’aria e che l’appartamento al piano terra ha una temperatura relativamente accettabile in estate).
    La ringrazio anticipatamente.

  185. Federico Sampaoli Autore articolo

    Non ho dubbi sulla qualità della finitura interna, ma resta sempre un involucro di “isolante termico” scarso di inerzia, di massa, di possibilità di assorbire energia:
    l’energia che d’estate siamo noi a produrre all’interno.
    Il fattore di attenuazione (Udyn / U) è molto influenzato dalla trasmittanza e quindi il vostro pacchetto che prevede l’uso di Ytong appare ottimo guardando questo valore.
    E infatti il sole faticherà ad entrare in casa.
    Ma in casa c’è altro oltre al sole che fa innalzare la temperatura d’estate: siamo noi e i nostri elettrodomestici e il cucinare ecc…
    Per evitare il surriscaldamento estivo ci vogliono alti valori di capacità termica areica interna (che indica la capacità di assorbire calore).

  186. Piergoffredo Inzaina

    Salve Sig. Sampaoli, La ringrazio per le indicazioni e ammonimenti. Comunque, in merito al surriscaldamento, le caratteristiche dei blocchi Ytong che ho intenzione di utilizzare hanno un ‘fattore di attenuazione = 0,17’ ed uno ‘sfasamento = 13,3 ore’. Per quanto riguarda la finitura interna, è previsto un intonaco a base calce e gesso e perlite con ottime capacità igrometriche (Malvin LW 100 I).

    In merito alla traspirabilità, le sue parole m tranquillizzano, mi pare di capire che comunque tutt si giochi sulla buona abitudine di fare arieggiare bene gli ambienti.

    Per la correzione dei ponti termici nei pilastri in cls, il materiale della Ytong utilizzato (Multipor) è un pannello che ha caratteristiche di resistenza termica (6 cm = 1,13) analoghe a quelle del comune Celenit che viene utilizzato dai più.

    Infine, ritiene che la scelta del tetto giardino di ‘verde estensivo’ migliorerà le mie prestazioni energetiche e comfort abitativo? nonostante l’inibizione al passaggio del vapore dovuta alla presenza di una barriera al vapore e delle guaine impermeabili? 

    Un Cordiale Saluto,

    P. Inzaina

  187. Claudio

    Grazie per avermi risposto.
    I fiocchi di cellulosa si trovano confezionati in sacchi?

  188. Federico Sampaoli Autore articolo

    Più economico e facile isolare il sottotetto con fiocchi di cellulosa.
    Con questo materiale coibente si ottiene anche una ottima prestazione in regime estivo.
    La protezione dal caldo è più raggiungibile con la Capacità termica massica (c) di ben 2110 J/(kgK) della cellulosa.
    Per la zona di passaggio potete costruire una passerella posando alcune lastre in xps

  189. Claudio

    Salve
    Devo isolare il sottotetto di casa mia; una casa a due piani in Liguria. Premetto che il sottotetto non e’ utilizzato ma saltuariamente vi accedo per andare sul tetto. Pensavo di posizionare dei pannelli isolanti sul pavimento in Eps o Xps. Mi potete consigliare. Sarei propenso per l’ Eps ma mettendone un tipo ad alta densita’ posso camminarci sopra?
    Saluti

  190. Federico Sampaoli Autore articolo

    Correggere i ponti termici dei pilastri in cls con tavelle da 6 cm dello stesso materiale con un lambda= 0,035 mi appare più mitigare che correggere. Se non è previsto un sistema a cappotto esterno ulteriore.

  191. Federico Sampaoli Autore articolo

    La Vostra preoccupazione per la traspirabilità dell’edificio è eccessiva. Sappiamo che la casa non respira, ma la gestione dell’umidità deve essere tale da non intrappolare l’umidità o accumularla.
    La resistenza al passaggio del vapore µ” = 25 è abbastanza bassa. Ma è previsto un tetto verde, dunque la copertura non traspirerà più dopo le impermeabilizzazioni e lo spessore della coibentazione del pacchetto verde.
    Giusto pensare all’Ytong per leggerezza ed isolamento termico: ma è bene preoccuparsi della finitura interna che deve restituire un po’ di inerzia all’ambiente interno!
    Ytong è materiale da costruzione, ma in definitiva è materiale isolante e d’estate è difficile scaricare energia in un materiale isolante!
    Attenzione al surriscaldamento!

  192. Piergoffredo Inzaina

    Salve dott. Sampaoli,

    Ho un quesito da sottoporre a Lei e a tutti coloro leggono questo forum: Mi chiedevo se un solaio con casseformi in EPS (tipo PLASTBAU) è in grado di garantire una certa traspirabilità dell’edificio. Si tratta di EPS 100 con densità di 19 kg/mq e con un “coefficiente di resistenza al passaggio del vapore µ” = 25

    Vorrei capire se questo è un valore accettabile e se permette una buona traspirabilità della copertura orizzontale. Vorrei precisare che sopra la copertura (piana) è previsto un tetto giardino a verde estensivo.

    Devo costruire casa e sto definendo i materiali da utilizzare. Si tratta di una soprelevazione di un edificio esistente e purtroppo dovró realizzare un intelaiatura in calcestruzzo armato.

    Come materiale da tamponamento sto scegliendo del calcestruzzo cellulare autoclavato (Ytong), in blocchi da 36 cm di spessore con una trasmittanza di 0,32 e un “coefficiente di resistenza al passaggio del vapore µ” = 5. Correggerò i ponti termici dei pilastri in c.a. attraverso delle tavelle da 6 cm dello stesso materiale con un lambda= 0,035 e un “coefficiente di resistenza al passaggio del vapore µ” = 5. Il tutto sarà intonacato con intonaco a base calce, gesso e perlite, idrofugato e fibrorinforzato. Poi magari rifinito con una pittura silossanica (impermeabile e allo stesso tempo permeabile al vapore)

    Mi chiedevo se l’attenzione nella scelta di Un materiale fortemente taspirabile nei blocchi delle coperture verticali, possa essere vanificata da un solaio in EPS delle caratteristiche che ho elencato sopra.

    Grazie in anticipo per l’aiuto!!!

    Piergoffredo

  193. Federico Sampaoli Autore articolo

    Non conosco la zona climatica… comunque:
    potete intervenire sul tetto come in un tetto piano rovescio http://espertocasaclima.com/isolamento/tetto-piano-alla-rovescia/ : Il tetto alla rovescia posiziona la membrana impermeabilizzante sotto l’isolante. L’isolante adatto non deve assorbire acqua. Così potreste fare un intervento FAI DA TE se l’impermeabilizzazione è sana! Poserete le lastre in xps e poi zavorrerete con quello che trovate più economico. La coibentazione invernale migliorerà sensibilmente (in base allo spessore), per vedere la situazione estiva bisognerebbe fare un calcolo conoscendo qualità e spessore del solaio in base allo spessore di xps che andrete a posare.

  194. salvatorestrader_2@yahoo.it

    buon giorno,
    volevo un consiglio, premetto che sono ignorante in materia,abito in una casa che ha solo esposizione a nord,
    ultimo piano, tetto piano,edificata nel 1970.
    sul lastrico solare c’è la guaina bitumosa. Ho 30 gradi in estate e il freddo polare in inverno,quando arriva la bolletta del metano mi viene un malore, ho pensato di iniziare con l’isolare il tetto, va bene se metto pannelli di polistirene sulla guaina e sopra metto altra guaina???? mi suggerite come fare???? ci vuole anke la barriera vapore o non serve????

  195. Federico Sampaoli Autore articolo

    concordo: l’eps è il miglior compromesso costi prestazioni.
    le muffe dipendono dalle buone abitudini di fare ventilazione negli ambienti. Nessuna muratura con o senza cappotto riesce a smaltire vapore acqueo per oltre il 5%. Dopodichè meglio una parete traspirante che non.
    Se l’incollaggio è solo a polpette di collante tutta la facciata della casa ha uno strato d’aria in movimento tra muratura e coibentazione. Meglio di no.

  196. Samuele Papotti

    beh…che dire….se ne leggono di tutti i colori…ogni commento però porta a fare alcune considerazioni.
    Già si sa che XPS ed EPS sono a celle chiuse…ma materia prima è sempre lo stesso polimero, ma cambia la tecnologia per realizzare il prodotto (uno estrusore, l’altro espansore).La tradizionale maggior densità dell’xps porta sì a maggior rigidità del cappotto (ma a che pro?…serve davvero una maggior rigidità, visto che poi il tutto viene coperto da rete, rasante ed intonaco?), ma rende il cappotto meno permeabile al vapore e quindi aumenta la possibilità che si formino muffe, se non ricorrendo a ventilazioni che non fanno altro che aumentare i costi….giusto i costi…li conoscete tutti…l’xps ha un miglior lambda, ma costa anche di più…in maniera più che proporzionale. Sarà anche un parere di parte, ma ritengo che l’eps sia il miglior compromesso tra prestazioni e costi.
    Un’altra precisazione: tra lastra e lastra non va messa colla (si creano ponti termici) e l’incollaggio “a polpetta” come ho letto sorpa, non è un errore…anzi, permette un’evacuazione dell’umidità più veloce.
    saluti a tutti

  197. Antonio Curcio

    Buongiorno, beh è semplice rispondere alla domanda dell’articolo: direi il processo di produzione! XPS ed EPS sono entrambi polistireni espansi, il primo estruso e il secondo sinterizzato. Hanno entrambi strutture a celle chiuse. Il colore??? Se volete si può fare anche fuxia. Discorso a parte il grigio che è arricchito con grafite. Trovo incredibile che con tutte le informazioni presenti in rete ancora si dice che XPS è a celle chiuse e EPS no.
    Per il resto complimenti per il blog, e sarebbe bello avere case totalmente green, credo utopico in aree densamente popolate.

    Buona giornata
    Antonio

  198. Federico Sampaoli Autore articolo

    eps significa meno resistenza alla diffusione del vapore. è stato corretto eliminare i ponti termici delle tramezze. al soffitto il ponte termico si può eliminare con cunei o pannelli (creando un dente).

  199. marco

    Buongiorno, perchè un cappotto in xps nn lo consiglierebbe a nessuno???
    io lo ho realizzato all’interno con uno spessore di 6cm; all’esterno nn potevo proprio.
    per eliminare i ponti termici delle tramezze le ho tagliate ed ho infilato il polistirene all’interno.
    ma perchè avrei dovuto farlo in eps e non in xps?
    grazie

  200. marco

    Buongiorno Federico, leggendo la risposta ad Alessandra mi sono chiesto perchè non lo consiglierebbe a nessuno un cappotto in xps???
    sia interno che esterno?
    a me lo hanno appena fatto…interno…tagliando le tramezze per non avere punti termici…
    grazie

  201. Federico Sampaoli Autore articolo

    se ho capito bene la stratigrafia, la parete esterna ha un’intercapedine isolata con sughero per 3cm. credo che la condensa interstiziale possa avvenire solo allo stato di fatto e non quando la casa riceverà un nuovo sistema a cappotto, dimensionato adeguatamente. un sistema a cappotto in xps non lo consiglierei a nessuno, un sistema in eps con zoccolo in xps è corretto ed economico. non isola dal caldo (ma lo stato di fatto dovrebbe già garantirlo) e peggiora l’isolamento acustico (ma lo stato di fatto dovrebbe già garantirlo). a disposizione per altri chiarimenti

  202. Alessandra

    Salve, vorrei capire se è possibile applicare un cappotto termico esterno ad una parete con questa stratigrafia dall’esterno verso l’interno:
    – laterizio 30 cm
    – sughero nero portogallo 3 cm
    – laterizio 12 cm

    o se l’applicazione dello stesso può generare fenomeni di condensa interstiziale.Se fosse invece possibile optare per il cappotto, meglio XPS? Preciso che mi trovo in Veneto, zona climatica E.

    Grazie.

  203. Gianni

    E’ difficile riuscire a trasmettere l’entusiasmo nel progetto che il caro Federico (ormai dopo qualche post si diventa amici…) è riuscito ad infondermi.
    Ormai è deciso si fa, attendo per partire con la posa, la rimozione di un vecchio serbatoio d’acqua (un tempo c’era la siccità in Sardegna…) che sta proprio nella zona da isolare (e che credo abbia contribuito anche lui alla formazione delle muffe).
    Mi sono convinto anche sul fatto di rinunciare all’uso della colla (condivido pienamente le considerazioni fatte) è che di solito sono un pò “ridondante” quando faccio il “fai da te” esagero sempre… dove basterebbe un chiodo ne metto sempre 2 x sicurezza…
    Ottimo il suggerimento delle tavelle (citate anche da Antonio, ma non avevo la minima idea di cosa fossero, il link di Federico ha chiarito).
    Le arelle saranno il secondo step, credo purtroppo necessario, in quanto da noi il sole d’estate “picchia forte”.
    Vi ragguaglierò senz’altro sull’esito dell’operazione, anche se sono certo avrò bisogno d’ulteriori delucidazioni in corso d’opera.
    Vi ringrazio oltre che degli indispensabili consiglio sopratutto della convinzione nell’operazione che siete riusciti ad infondermi, se tutto va come credo quest’anno farò una parte e l’anno prossimo completerò tutto il terrazzo anche nelle zone non infestate da muffa… credo che negli anni salute e portafoglio staranno meglio…

  204. Federico Sampaoli Autore articolo

    andiamo verso un mondo migliore…
    meglio provare in magazzini per edilizia: con consegna magari: l xps fa tanto volume.
    sua moglie deve leggere qualche articolo sulla coibentazione dall’interno, poi sarà sua alleata!
    non mi avventurerei con la colla: se un giorno bisogna intervenire sulle guaine sarà solo una rottura di scatole, se invece l’xps è incollato sarà da piangere.
    la poca pendenza…. anche se la guaina si tenesse del bagnato cambia poco. se c’è una diagonale che porta allo scarico cerchiamo di rispettarla.
    le fioriere pirelli (bel soprannome) avrebbe funzionato un po’ da sfasamento estivo oltre che da microclima migliore.
    invece che portare sul tetto un sacco di ghiaia pesante potreste farvi consegnare insieme all’xps (con lo stesso trasporto) un po’ di laterizi forati con spessore ridotto (chiamati anche tavelloni) ( http://www.calcementi.net/pages/cat_02.html ), maneggevoli,
    potreste posarli per ombreggiare l’xps tenendoli un po’ sollevati dall’xps (con xps di ritaglio) per permettere una discreta ventilazione e tenendo un po’ di fessurazioni tra loro (la lunghezza posata da est a ovest così i tagli non si assolano a mezzogiorno).
    prima di acquistare le arelle vedete se il caldo già se ne rimane fuori.

    e un bel tetto di balle di paglia?
    guaina
    xps
    balle di paglia
    qualche asse
    onduline posate per tenere asciutte le balle

    addio pinguino de longhi

    teneteci aggiornati, siamo curiosi

  205. Gianni

    Sono davvero sorpreso x la disponibilità disinteressata che trovo qui (grazie anche ad Antonio) e che invece non riesco a trovare quando vado dai rivenditori che potrebbero averne un tornaconto in caso d’acquisto:
    stamane sono andato a cercare a Cagliari da Bricoman i pannelli XPS probabilmente non li avevano ma non si sono sbattuti nemmeno un pò x farmi capire se erano in arrivo… non mi toccherà acquistarli online?
    Cmq torniamo a noi: discussione in famiglia fra la moglie “tifosa” del controsoffito ed il marito motivato alla coibentazione esterna. La moglie teme l’infiltrarsi e lo stagnare dell’acqua fra i pannelli data anche la scarsa pendenza del terrazzo, il marito risponde che se ben posati non dovrebbero esserci interstizi (x quello pensavo alla colla).
    Si il terrazzo in totale è di circa 100mq, ma come detto, mancando le risorse economiche tratterei solo la parte riguardante i vani con muffa che è la parte esposta a sud-ovest/ovest, la muffa è solo a soffitto in particolare in corrispondenza delle travi del solaio, negli angoli e nell’attaccatura parete soffitto cmq nel soffitto.
    Andata x le arelle… si ha compreso bene il terrazzo non è utilizzato ma dev’essere accessibile.
    Mancando di pollice verde e di vicini dotati rinunciamo alle fioriere-Pirelli e credo opteremo x i forati da 25 e magari l’ausilio di qualche tavolone, non sarà bello a vedersi ma farà il suo uso.
    Ripeto la domanda sopra ai pannelli prima della zavorra è opportuno stendere il tessuto non tessuto?
    Grazie ancora

  206. Federico Sampaoli Autore articolo

    non sapevo del parapetto: dunque abbiamo un’ampia terrazza come tetto!
    mi pare comunque di capire che non è usata come terrazza.
    l’xps si può anche solo zavorrare per tenerlo ben in posizione o insieme al materiale acquistate anche il collante.
    zavorra: per non acquistare 100mq di quadrotti calpestabili posate dei bei foratoni da 25 oppure vi fate portarre gratis da un gommista un bel carico di copertoni usati, ritagliate dei fazzoletti di tessuto non tessuto, riempite le “torte” con terriccio e piantate varietà locali resistenti al secco (da rubarsi qua e là in zona con palettina alla mano).
    sarà il primo tetto verde e nero di oristano.
    portare ghiaia da sè sul tetto è un po’ difficile, sembra facile.
    in realtà non so quanti mq siano.
    ponti termici dovuti al parapetto: non li abbiamo risolti.
    rivestendo il parapetto con xps dalla parte agevole credo che non porti a molto (non certo al 50%): se a natale mi metto un guanto solo sul palmo la mia mano resta fredda.
    ma visto che la descrizione parla di muffa solo a soffitto forse, una volta che il soffitto sarà caldo, l’ambiente interno non offrirà più ospitalità alle muffe.
    all’ombreggiatura del telo verde non credo molto. solo le arelle rinfrescano veramente.
    “ma ciò renderebbe la parte isolata non calpestabile”: intendete che volete usare il terrazzo oppure volete potervi accedere solamente?
    per accedere solamente basta lasciare un camminamento libero.

  207. Gianni

    Innanzitutto grazie x la cortese e celere risposta.
    Approfitto della gentilezza x approfondire i dettagli.
    Premetto che mia moglie era + convinta della soluzione interna (forse x via del controsoffitto).
    L’ispirazione l’avevo tratta proprio dagli articoli sul tetto alla rovescia:
    La guaina è in buono stato e perfettamente accessibile, mi chiedevo se l’XPS si dovesse incollare (se si con che colla)o semplicemente posare e zavorrare.
    Ho letto che x proteggerlo dai raggi del sole sarebbe meglio metterci sopra del tessuto non tessuto, è necessario?
    Un suggerimento x la zavorra? visto che i quadrotti calpestabili a cui avevo pensato fanno salire di molto il costo.
    Per quanto riguarda i cornicioni fare un cappello è impossibile in quanto il terrazzo ha tutto intorno un parapetto alto circa 1m. profondo 40cm (pietra-e-mattone-e-quello-che-c’era…)ricoperto da tegole. Si potrebbe mettere dei pannelli di XPS in esterno all’altezza del solaio ma ci sarebbe il problema estetico visto che mi pare siano colorati e non si possano certo dipingere del colore della facciata.
    Infine grazie x aver pensato anche al problema del caldo (che è anche quello che sta molto a cuore al marito…):
    x forati s’intendono mattoni, giusto ho capito bene? e le arelle andrebbero quindi ancorate a qualche cm sopra la zavorra dell’isolamento, ma ciò renderebbe la parte isolata non calpestabile.
    L’anno scorso quando stavo per fare il passo avevo pensato proprio x fare un’ombreggiatura ventilata di trovare il modo di ancorare dei teli di ombra-verde (quelli che spesso si usano nelle piazzole dei campeggi x fare ombra e proteggere dagli aghi di pino.
    L’unica cosa su cui non sono d’accordo sono gli orari di svolgimento, del fai da te… il mio bioritmo preferirebbe fra le 5 e le 7 del pomeriggio…
    Mancando i soldi il fai da me è l’unica cosa che posso fare…
    grazie davvero x tutta l’attenzione dedicatami, naturalmente pendo dalle sue parole…

  208. Antonio Carboni

    Ciao Gianni, sei già a buon punto anche se non ne sei cosciente. Guarda, tutto quanto ti può essere utile lo trovi nel web! cerca: tetto piano rovescio.
    la chiusura di tutti i ponti termici è solo una questione di …”buon senso”, pensa solo che devi creare una barriera tra le kjura della tua casetta e l’esterno ed il resto è un gioco!
    SSe posizioni la ghiaia di almeno 10 cm oppure i quadrotti in cemento da 5 cm o alla “malparata” delle tavelle 5+5 stai sicuro che la tua casa avrà un isolamento a prova di moglie!!
    p.s.: le muffe una volta isolata termicamente la casa non avranno più il terreno fertile, ovvero l’umidità che le tiene in vita e dopo meno di uin anno potrai dare una mano di pittura e scordarle per sempre.
    Io sto a Sassari e se il Dott. Sampaoli vorrà darti il mio indirizzo mail potrai contattarmi per una chiacchierata in merito.
    saluti, Antonio

  209. Federico Sampaoli Autore articolo

    una bella sfida! all’attacco..
    dall’interno non interverrei, anzi sì: andrei a prendermi il migliore bianco di calce o altre pitture molto alcaline (pH elevato) per pitturare i soffitti, dopo aver fatto piazza pulita delle muffe (mascherina sul naso!). qui non risparmierei.
    dall’esterno: se ho capito bene, tutta la copertura è piana e protetta da guaina. spero sia facilmente accessibile.
    ci si potrebbe inventare un tetto alla rovescia (la membrana impermeabilizzante ce l’abbiamo già e rimarrà sotto l’isolante. Comperiamo xps perchè è l’isolante adatto (non deve assorbire acqua). xps in lastre posate anche a secco e poi zavorrate.
    http://espertocasaclima.com/tetto/tetto-piano-alla-rovescia/
    fin qui abbiamo risolto il problema invernale (non i ponti termici perimetrali).
    Ci sono grondaie? Riusciamo ad incollare una fila di lastre anche in prossimità del cornicione? senza cadere? così da ottenere un cappello? (come un coperchio di una scatola?) in modo che la muffa poi non corra tutta negli incontri pareti perimetrali-soffitto + angoli.
    Protezione estiva: se abbiamo zavorrato l’xps per tenerlo in posizione possiamo posare dei grossi forati su cui posare delle reti elettrosaldate per massetti ancorate ai forati su cui stendere e legare dei rotoli di cannucciato (arelle bamboo come li chiamate?) per ottenere un’ombreggiatura ventilata?

    sono stato troppo fai da te? un lavoretto da farsi ogni giorno un po’ tra le 5 del mattino e le 7! poi un meritato caffè

  210. Gianni

    Buongiorno a tutti e complimenti per il blog davvero utile…
    Ho un grosso problema a cui devo porre rimedio spendendo il meno possibile:
    Zona Oristano casa singola al primo piano costruita negli anni 60, con tetto piano non isolato coperto da sola guaina impermeabile da 4mm, un forno d’estate e una ghiacciaia d’inverno.
    Riscaldamento a termosifoni con moglie freddolosa, il problema che in questo momento vorremmo risolvere è la formazione di condensa e quindi di muffa sul soffitto che avviene in particolare nel bagno ed in camera da letto.
    Lo stipendio basta a malapena a pagare le bollette e quindi non abbiamo mai potuto affrontare globalmente il problema (preventivi cari e non convincenti).
    Disperati e mezzo intossicati dalla candeggina utilizzata x rimuovere la muffa che si ripresenterà… volevamo tamponare il problema con una soluzione economica fai da te, magari quest’anno in una stanza e l’anno prossimo nell’altra (credetemi non ci sono proprio i soldi), vengo al dunque sarei incerto fra 2 soluzioni:
    1)incollare al soffitto pannelli in polistirene da cm 4(domanda XPS o EPS?) applicare foglio in polietilene x creare barriera al vapore (è necessario? anche con XPS?) lasciare circa 5cm di spazio (il soffitto è alto 315cm) e posare un soffitto in cartongesso antiumido x non far vedere i pannelli e magari con l’aria isolare ulteriormente.

    2)Sul terrazzo sopra la guaina esistente appliccare pannelli in polistirene XPS, ripararli mettendo sopra un foglio di tessuto-non-tessuto e sopra ancora o ghiaietta o quei quadrotti in plastica o legno calpestabili.

    Chiaramente fra i 2 interventi mi preoccupa di + la posa del cartongesso (non l’ho mai fatta, ma farei di necessità virtù).
    Nel caso d’intervento esterno avrei pensato di fare tutta la parte della casa esposta ad ovest circa 30mq (è l’unica dove si forma la muffa).
    L’anno scorso stavo x affrontare il lavoro esterno pensando mi servisse anche x diminuire il caldo d’estate, poi non essendone sicuro ho abbandonato.

    Per evitare condensa e muffa è meglio l’intervento interno o esterno, o avete altri suggerimenti di pari impatto economico affrontabili col fai da te?.
    Grazie ancora x la pazienza e scusate la lunghezza…

  211. Federico Sampaoli Autore articolo

    sì elisabetta, è corretto.
    L’estruso (xps) non è sensibile all’umidità, quindi è ottimo come zoccolatura o come partenza controterra o in zone battute dagli spruzzi.
    Il resto delle superfici meglio in espanso (eps), che ha migliori doti di permeabilità al vapore.
    Inoltre nelle parti possibili agli urti si posa nella rasatura un doppio passaggio di rete.
    Anche se sceglieste un sistema a cappotto in fibra di legno o altro è sempre opprtuno posare xps nelle zone difficili
    Leggi anche http://espertocasaclima.com/isolamento/sistema-di-isolamento-termico-esterno-con-intonaco-detto-cappotto/

  212. elisabetta

    Buongiorno a tutti, ho una domanda da porre: sto costruendo casa e abbiamo intenzione di fare un cappotto esterno. Mi sembra di aver capito che è meglio farlo in estruso (qualcuno mi ha detto di farlo solo per il primo metro e il resto in espanso). E’ corretto?

  213. Pingback: nel momento della scelta del materiale isolante, o coibente, ricordiamo che i pannelli molto rigidi peggiorano la coibentazione acustica | esperto Casa Clima

  214. Antonio Carboni

    Franco, prova ad utilizzare un normale collante rasante di tipo minerale per cappotto termico sul quale puoi successivamente rasare con basso spessore di gesso.
    Il tutto lo puoi acquistare anche di ottima qualità nei brico (es. bricoman).
    Comunque non mi preoccuperei in maniera eccessiva della conduttività dell’intonaco: sopra hai 4 cm di estruso che isolano. La resistenza termica dell’intonaco è limitatissima e comunque tale da diminuire lo scambio termico di poco, con il solo “””problema””” di aumentare leggermente l’inerzia termica e quindi il tempo per portare l’ambiente in temperatura. Comunque niente di apprezzabile.
    saluti

  215. franco

    quindi se metto la calce ho una trasmittanza più bassa (a me serve alta per far uscire il calore ed il freddo, giusto?) ed aumento il peso..
    quindi sarebbe quasi meglio non metterla sulla carta, giusto?
    …la calce però serve da legante, altrimenti non riesco a far attaccare l’intonaco al soffitto in polistirene rasato con rete e tubicini in plastica, giusto?
    …lei cosa consiglia? un premiscelato? …quale?
    grazie mille, saluti

  216. franco

    ciao e grazie per la risposta…la questione piuttosto urgente, poichè ho ormai finito di montare il riscaldamento capillare a soffitto….. 🙂
    sabato pomeriggio ho preso un pezzo di polistirene l’ho rasato con rete, ho fissato i tubicini in plastica polipropilene del riscaldamento e poi ho intonacato….
    per intonacare ho fatto mezzo secchio si sabbia, una cazzuolata e mezza d calce, una e mezza di cemento, mescolato e steso…bhe ieri nn era ancora ben asciutto ma non mi sembrava male come prima prova….
    infine solo una considerazione: il polistirene sembra ben saldo, infatti è su con colla e fisher (i fisher li ho fissati andando a cercare i travetti) però quando ho intonacato…bhe il peso della sabbia è considerevole…anche perchè è praticamente tutta sabbia con poco cemento e calce…
    i premiscelati a base gesso non vanno bene poichè hanno trasmittanza bassa e farebbero da isolante, inoltre il produttore del riscaldamento capillare consiglia un intonaco base calce.
    avete da consigliare dei prodotti NON ISOLANTI, che costino il triplo di sabbia+calce+cemento a base calce….che prendano appunto il posto di sabbia+calce+cemento?
    io di schede tecniche di prodotti commerciali premiscelati che dichiarano quanto sia la trasmittanza non ne ho trovati, so che quella di calce+sabbia+cemento è stimata a 0.9 (da programmi di calcolo per la trasmittanza dei muri, il valore che propongono è appunto questo)
    ora non so che altri valori dovrei guardare sulle schede tecniche di prodotti premiscelati per considerarli “buoni conduttori” che facciano uscire il caldo e il freddo dai tubicini capillari….insomma che gli permettano di irradiare calore e freddo…sapreste aiutarmi?
    anche nella scelta di un prodotto commerciale premiscelato oppure di un sabbia+calce+cemento classico “fatto in casa”
    Grazie, saluti

  217. Antonio Carboni

    Il poliuretano non è solubile in acqua.
    Guido, compra un pezzetto o vai in qualunque cantiere e prova.
    Per Franco: controlla le schede tecniche dei produttori

  218. Guido Gilli

    Il 14-3-11 è stato scritto che:

    L’ISOLANTE XPS HA GENERALMENTE UN LAMBDA INFERIORE MA è INSTABILE NEGLI ANNI E STUDI RECENTI DIMOSTRANO CHE PERDE LA PROPRIA CAPACITà ISOLANTE DETERIORANDOSI DOPO 20 ANNI PUò PERDERE FINO AL 30% DEL SUO POTERE ISOLANTE

    A quanto mi risulta è il POLIURETANO che ha questo difetto (dovuto all’acqua che per lui è un solvente:
    http://www.poliuretano.it/caratteristiche2.htm#Stabilit%C3%A0%20nel%20tempo%20delle%20propriet%C3%A0%20isolanti ).

  219. franco

    intanto grazie a tutti per le risposte.
    interessante il quesito degli intonaci “sepolti sotto e sopra la muratura esistente”
    mi viene infatti da pensare ai rivestimenti. ed un quesito che mi preme e mi trovo ad affrontare nell’immediato….ora che ho installato i pannelli radianti capillari a soffitto….devo intonacare…ma come?
    L’azienda consiglia un qualsiasi intonaco, purché non sia isolante….bhe chiaro dico io, deve far uscire il caldo in inverno ed il fresco in estate!! 🙂
    La scelta ricade quindi tra un classico intonaco: cemento+calce+sabbia oppure verso un “pronto” in gesso. A sensazione direi che il pronto a gesso è migliore per il peso (non vado ad appesantire la soletta) e soprattutto per il costo minore non indifferente, con una sola mano si finisce.
    Però riguardo alla cosa più importante: cioè la capacità “radiante” dei due…non ho trovato la trasmittanza ne dell’intonaco “classico” ne del pronto…
    inoltre quale caratteristica dovrebbe avere un intonaco che faccia “uscire” il caldo ed i freddo a parte un altra trasmittanza? permeabilità al vapore alta o bassa?…capacità igroscopiche o no?…che altro??
    voi quale mi consigliereste? pronto o cemento+calce+sabbia?
    Grazie, saluti

  220. Federico Sampaoli Autore articolo

    Vero! con la permeabilità delle pareti va via pochino! O si aprono le finestre per il ricambio d’aria o si installa una VMC. Si dovrebbe anche ricordare che una stratigrafia perfettamente permeabile al vapore con ottime doti di traspirabilità dei materiali scelti potrebbe essere “rovinata” dalla finitura interna ed esterna: anche le tinteggiature giocano il loro ruolo! Anche la vecchia tinteggiatura sepolta sotto il nuovo sistema a cappotto!

  221. Antonio Carboni

    “”Mi chiedevo se un isolamento a cappotto realizzato con tutte le accortezze opportune, fosse di “migliore qualità” quando realizzato interamente con estruso XPS.
    Viste le caratteristiche del materiale, non capisco perchè sia utilizzato solo per la zoccolatura e non su tutta la parete.””

    “”è vero che l’estruso XPS offre una resistenza maggiore al passaggio del vapore, ma la maggiore stabilità meccanica e l’assoluta “indifferenza” all’acqua lo rendono a mio avviso superiore:
    mettiamo il caso che la finitura soprastante l’isolamento abbia una piccola fessura causata per qualunque motivo, cosa succede? con XPS niente, con EPS, che “beve”, come sta scritto sopra, potrebbe succedere che il materiale arrivi a saturazione!
    Avete mai calcolato quanto vapore si forma durante una giornata dentro una abitazione? con la permeabilità delle pareti quanto va via? Dai numeri mi viene da pensare che o si aprono le finestre per il ricambio d’aria o si installa una VMC, diversamente stiamo all’umido comunque!
    L’XPS non è una barriera al vapore o meglio un freno al vapore propiamente detto, ma ne regola il deflusso più lentamente e qualunque diagramma di Glaser può darvi un rapido e corretto studio della stratigrafia.””

    Per Franco e tutti gli interessati:
    Bene!, qualcuno misura da se “quanto” un materiale coibenta.
    Se si va avanti in questo modo sapete quante aziende sono obbligate a spendere denari in ricerca e qualità di produzione piuttosto che in pubblicità? Tante…tante..tante…
    Fate una prova: una lampada alogena di quelle per faretti, un termometro all’interno ed uno all’esterno.
    una lampadina accesa dentro una scatola autocostruita con diversi materiali, misurate la temperatura sulla faccia esterna dell’involucro e meditate…
    Buon divertimento

  222. Alberto Malaspina

    Buona sera Franco, secondo Lei può stare moolto più che tranquillo.
    Il sistema che ha installato è ottimo!!, forse solo il termoriflettente avrebbe potuto dare un risultato migliore, ma stia pur tranquillo.
    Il test migliore per valutare l’efficacia è quello che Lei ha fatto: misura sul campo e non da cartello pubblicitario.
    Un asciugacapelli manda aria ad una temperatura variabile tra gli 80 e i 120 °C. L’estruso ha tenuto bene? si! stia tranquillo che è un ottimo isolante, non assorbe acqua, non satura con il vapore e resiste a lungo senza alterazioni.
    Auguri e buon caldo

  223. franco

    buongiorno,
    grazie per la risposta!
    entrambi i link però non funzionano…dice: “Non si dispone del permesso di visualizzare le bozze. ”
    comunque sia, tornando al mio caso specifico, allora la scelta di poggiare il riscaldamento a tubi capillari sotto i pannelli in XPS da 4cm in modo da non scaldare il solaio, ma solo le stanze, non è una scelta corretta? eppure con la sonda di temperatura da un lato ed il phon che buttava aria calda dall’altro, non ho rilevato aumenti di temperatura….
    quindi sembrerebbe che una protezione dal caldo la offre….
    posso stare tranquillo posando il mio riscaldamento a soffitto sotto un cappotto a soffitto in XPS (in modo che mi faccia da barriera e non faccia salire il caldo dell’acqua nei tubi capillari (40°C) sopra al solaio, ma mi faccia andare il caldo solo nelle stanze)??
    Grazie saluti

  224. Federico Sampaoli Autore articolo

    Più un materiale ha inerzia termica e maggiore sarà lo sfasamento.
    Più calore specifico offre un materiale e maggiore è lo sfasamento.
    Più il materiale riesce ad assorbire calore e più sarà capace di cederlo con lentezza.
    I materiali isolanti artificiali in genere non hanno molta densità e dunque assorbono poco calore: si dice che hanno scarsa capacità termica volumica!
    Capacità termica volumica = calore specifico x densità

    Maggiore è lo sfasamento, più tempo impiegherà il caldo a passare all’interno dell’edificio!
    Più capacità termica massica ha un materiale, più è in grado di accumulare energia termica!
    Lo smorzamento è la capacità di accumulo di calore di un materiale.
    http://espertocasaclima.com/isolamento/isolamento-estivo/cos-e-lo-sfasamento/?preview=true&preview_id=1850&preview_nonce=8824d3354f

  225. Federico Sampaoli Autore articolo

    La scelta migliore del materiale isolante ci proteggerà dal caldo in estate e dal freddo d’inverno.
    Se è vero che ogni isolante ci protegge dal freddo altrettanto non vale per la protezione estiva!
    La protezione dal caldo la otteniamo solo con materiali che offrono un buon sfasamento dell’onda termica (o spostamento di fase).
    http://espertocasaclima.com/isolamento/isolamento-estivo/come-scegliere-il-sistema-a-cappotto/?preview=true&preview_id=291&preview_nonce=a7f53a30a6

  226. franco

    Buongiorno, vorrei capire meglio la questione dei materiali che isolano dal caldo e quelli che isolano solo dal freddo.
    Nella mia convinzione personale, un materiale isolante, pensavo isolasse sia dal caldo che dal freddo…nel senso, avendo una bassa trasmittanza mi garantisce che il freddo non entri e che il caldo non entri.
    Io come detto sto installando riscaldamento a pannelli capillari radianti al soffitto, e per evitare di scaldare in solaio (villetta singola) ho installato sul soffitto esistente 4cm di polistirene estruso XPS direttamente contro il soffitto. Al disotto metterò i pannelli capillari e poi intonaco.
    Questo per evitare appunto che il calore dell’acqua (circa 38-40°C) che scorre nei pannelli sia ceduta al solaio, ma che attraverso l’intonaco ceda calore alle stanze.
    Ora però se il polistirene non è un buon isolante dal caldo….vuol dire che i 38-40°C del calore dell’acqua che scorre nei pannelli capillari lo attraverserà andano a scalare il solario piuttosto che le stanze??
    Poichè la cosa mi ha fatto un po’ preoccupare, ho preso un pezzo di polistirene, ho infilato un sensore di temperatura da un lato e dall’altro ho scaldato con un getto di aria calda di un phon….bhe con uno spessore di 4cm la sonda nn è salita di temperatura dopo 4-5min in cui son rimasto con il phon acceso.
    Poi ho preso un pezzo di polistirene da 1,5cm ed ho rifatto la stessa prova, li già dopo 40-50secondi la temperatura ha iniziato a salire…
    Questo in parte mi tranquillizza poichè il polistirene da 4cm non ha fatto salire la temp della sonda…però allora non capisco cosa intendete quando dite che il polistirene non protegge dal caldo….
    Grazie, saluti

  227. Luigi Slavazza

    Questo mi lascia perplesso: la resistenza termica è l’inverso della conducibilità?
    Se un materiale protegge dal freddo, cioè non lascia fuggire il caldo dell’interno, come fa a non offrire protezione dal caldo estivo?

  228. Federico Sampaoli Autore articolo

    è validissimo sotto l’aspetto Conducibilità Termica, uno dei valori più bassi in assoluto. Appartiene alla famiglia degli ISOLANTI ORGANICI SINTETICI. E’ anche più permeabile al vapore dell’eps in genere. Il sistema a cappotto che prevede la stiferite CLASS SK possiede il Benestare tecnico Europeo ETA 09/0060 e ETA 10/0027. Non offre alcuna protezione dal caldo però!!!

  229. Luigi Slavazza

    Dovendo realizzare un isolamento a cappotto nella mia abitazione in campagna sto valutando lo stiferite.
    Vi sembra un prodotto valido?
    Grazie Luigi

  230. franco

    buongiorno sig. alberto, “un sistema non capillare (radiante autocostruito)” addirittura? interessante come informazione, potrebbe approfondire?
    come era fatto? a vista o annegato nell’intonaco?
    invece, riguardo all’isolamento, quello che dice ha senso secondo me. Io non son un procacciatore di maritali bio, ne uno sperperatore di risorse naturali, però penso che ha più senso usare il petrolio per produrre eps o xps piuttosto che usarlo nelle automobili bruciandolo.
    Detto ciò mi fa pensare un po’ il dato dell’investimento per produrre eps o xps. Credo che per eps (espanso) dovrebbero utilizzare degli stampi, iniettando il materiale, come se fosse uno stampo di un componente in plastica.
    Non ho invece idea di come possano fare a realizzare un pannello xps(estruso) anche perchè io ad esempio ho comprato xps battentato sui 4lati (ad incastro)…
    Ho visto i due prodotti l’eps è il classico polistirolo, un po’ rugoso in cui si vedono le palline…mentre l’xps è più liscio e non si vedono le sagome delle sfere delle palline. Credo sia proprio il processo di estrusione ad “allungare le sfere”, a farle unire…e quindi renderlo più compatto e quindi poco permeabile al vapore.

  231. Alberto Malaspina

    giusto per concludere: l’investimento per una blocchiera idonea alla produzione di eps è irrisorio, nell’ordine di 30/50.000 euro. Produrre estruso comporta un investimento variabile tra i 500.000 e il milione o più a seconda della qualità del prodotto.
    Inevitabilmente i costi del xps sono superiori e contestualmente si verifica un proliferare di produttori di eps. A questo punto è normale che ci sia molto prodotto su cui costruire un mercato ed ogni produttore vanta e santifica ciò che produce.
    Io non produco ne vendo ne ho alcun rapporto con nessuno, quindi penso di potermi esprimere senza conflitto di interessi.
    Mi fa pensare il fatto che vengano pubblicizzati i valori di coesione dei collanti rasanti sul muro e sul pannello ma non riesco mai a trovare i numeri circa la “forza” di adesione delle sfere in eps tra loro, così come non si trovano per il sughero ne per i compositi aggregati con resine (bio-naturali eh).
    Ma pensate ci possa essere nel tempo una disgregazione del materiale stesso dovuto alla variabile climatica? L’umidità stessa che magicamente passa e fa respirare la casa, oltre a rischiare di saturare lo stesso coibente nel periodo invernale, propio quando dovrebbe dare il meglio di se, può anche deteriorare il pannello?
    Le certezze non credo facciano parte di questo mondo, men che meno le mie, ma soffermarsi su questi punti abbastanza delicati credo sia molto importante.

  232. Alberto Malaspina

    suppongo fosse un sistema non capillare (radiante autocostruito) e quindi a maggior ragione il Suo avrà una resa migliore.
    Saluti

  233. franco

    Buongiorno sig. Alberto
    e grazie per la risposta, quando dice “Ho incontrato un ragazzo che aveva realizzato quel sistema non potendo/volendo smantellare il pavimento ed era molto contento. ”
    si riferisce proprio ad un sistema CAPILLARE radiante, oppure ad un sistema”tradizionale” a pavimento, montato al soffitto?
    Perchè dovrebbero essere sistemi completamente diversi.
    Grazie ancora per la risposta
    saluti

  234. Federico Sampaoli Autore articolo

    Non posso dire che il sistema non funzioni. E’ a pelle che non riesco a consigliarlo! rispondevo così ad una domanda simile alla Sua: non me ne vogliano le aziende che lavorano con questo tipo di costruzioni… Da buon padre di famiglia non vorrei che la mia famiglia vivesse in una scatola di cemento isolata con eps. E’ una sensibilità che anch’io ho acquisito nel tempo, ma che oggi non mi permette più di guardare con lo stesso occhio di un tempo i ferri di armatura, i getti di calcestruzzo, i metri cubi di eps. Materiali ben diversi dall’argilla, il gesso, il legno, il mattone, la fibra di legno ecc. A volte ci si trova davanti ad un acquisto fatto, l’immobile è fatto così e noi l’abbiamo scelto per l’indirizzo, il prezzo, la necessità ecc. Ma se davanti a una scelta ancora da fare posso decidere altre vie mi fermerei a riflettere: quintali di ferro e di calcestruzzo come pelle della nostra prima pelle sono sicuramente materiali non proprio amici, anche se siamo così abituati all’idea che facciano parte della nostra vita ovunque. Non vi sto spingendo a costruirvi una casa di paglia. Ma davanti a voi stanno tutte le vie ancora aperte: avete la enorme fortuna di poter decidere come sarà la Vostra nuova casa. E’ una fortuna che non capita tutti i giorni e neppure molte volte nella vita. Pazientate la decisione. Non ho mai confrontato preventivi di costruzioni tipo plastbau a euro/metroquadro con altre soluzioni. Se Vi può aiutare possiamo anche confrontarne insieme via mail. Non mi soffermo ad elencare pregi e difetti del cemento o dell’eps come coibente per involucro edilizio (il fuoco e l’acqua: il cemento ha una conduttività enorme e l’eps ha una capacità coibente enorme (contro il freddo)), ma credo sia più utile parlare di una filosofia che possa guidarmi alla scelta buona. a presto

  235. Federico Sampaoli Autore articolo

    Vi ringrazio di aver posato le armi!
    Volevo comunque pubblicare ogni intervento perchè la censura ha le gambe corte (credo). E le sfide aiutano ad andare avanti, a capire e a studiare!
    Non sono bio anche se cerco di usare la bici se il posto è raggiungibile.
    Sono al lavoro per informare un po’ di più, per aiutare a capire chi si trova davanti a scelte difficilissime e confuse da pubblicità e sentito dire. Sono al lavoro perchè mi infastidiscono i difetti di costruzione che ricadono sulle spalle della committenza. Sono appassionato di “cercare di far meglio” e trovare sempre una soluzione che funzioni (anche non ETAG :-)).

  236. Federico Sampaoli Autore articolo

    personalmente resto dell’idea di consigliare sistemi a cappotto compositi certificati e provvisti del loro ETICS con le proprie linee guida tecniche ETAG 004 dove sono definiti tutti i componenti del sistema che insieme hanno superato le prove di laboratorio e ottenuto l’ETA.
    per es.
    Le caratteristiche tecniche del prodotto URSA XPS sono determinate secondo quanto previsto dalla norma europea armonizzata EN 13164

  237. Federico Sampaoli Autore articolo

    personalmente resto dell’idea di consigliare sistemi a cappotto compositi certificati e provvisti del loro ETICS con le proprie linee guida tecniche ETAG 004 dove sono definiti tutti i componenti del sistema che insieme hanno superato le prove di laboratorio e ottenuto l’ETA.
    per es.
    Pannello in XPS goffrato nello spessore di progetto (CE a normativa EN 13164).
    invece:
    Pannello in EPS nello spessore di progetto (ETICS, CE a norma- tiva EN 13163).

  238. Federico Sampaoli Autore articolo

    personalmente resto dell’idea di consigliare sistemi a cappotto compositi certificati e provvisti del loro ETICS con le proprie linee guida tecniche ETAG 004 dove sono definiti tutti i componenti del sistema che insieme hanno superato le prove di laboratorio e ottenuto l’ETA.
    per es. pannelli isolanti MAPeTheRM XPS: pannelli isolanti in polistirene espanso estruso a norma UNI EN 13164.
    invece:
    sisTema mapeTherm eps: ETA 10/0025 rilasciata dall’istituto OIB di Vienna
    sisTema mapeTherm m. Wool: ETA 10/0024 rilasciata dall’istituto OIB di Vienna

  239. Alberto Malaspina

    Non intendevo fare polemica.
    Io ringrazio Lei e chiunque altro offra la possibilità di poter accedere ad informazioni e poter disporre di consigli, esperienze e tutto quanto occorra a noi esseri umani, succubi di pubblicità fuorvianti, per poter realizzare la nostra casetta nella speranza che possa risultare comoda, confortevole e con poche spese di manutenzione.

    Non sopporto la pubblicità fuorviante, in modo particolare quella che svuota il portafoglio delle persone!

    Oggi tutto deve essere BIO, secondo i parametri decisi da chi vuole commercializzare il suo prodotto.
    Ok alle fonti rinnovabili ma una costruzione deve durare nel tempo e le finiture, i rivestimenti e la protezione dell’involucro sono “roba seria”.
    Mi sta bene, anzi sono più che in accordo con le fonti energetiche a basso impatto e basso costo però va detta tutta!! Se l’energia viene prodotta con sistemi antiquati (ad alta temperatura) e da combustibili fossili non sono per niente favorevole ma riguardo le materie realizzate partendo dal petrolio non ho alcun preconcetto purchè funzionino e si sappia che il petrolio è comunque un “prodotto naturale”….e quà me la cerco……
    spero di non essere frainteso:
    se di un materiale ormai proclamato inquinante se ne fa un buon uso…perchè no? peggio sarebbe riempire le vie di un centro abitato con materia organica e lasciarla in putrefazione per strada….
    per chiudere: tutto funziona e va bene purchè sia utilizzato al posto giusto.
    grazie

  240. Mauro

    Buonasera. complimenti per il blog. La mia richiesta é la seguente. Sto valutando l’acquisto di una casa prodotta con materiali della Plastbau che utilizza un sistema con due lastre in EPS al cui interno viene gettato e riempito di calcestruzzo. La ventilazione della casa é di tipo meccanico, ma la mia perplessitá é il fatto di avere fondamentalmente la muratura in CLS…avete mai sentito opinioni in merito di questo sistema? Il benessere all’interno della casa é sempre garantito? Grazie in anticipo per la risposta…

  241. Federico Sampaoli Autore articolo

    yes comment.
    è giusto pesare al grammo le parole.
    io mi sono offerto per un consiglio e un’opinione (mia).
    ho lasciato spazio ai consigli e alle opinioni di terzi (per es Lei).
    un ulteriore consiglio (mio): il sistema a cappotto è un lavoro che non si fa ogni anno, dovrebbe regalarci tranquillità per almeno 30anni. scegliamo sistemi certificati (e garantiti) di aziende serie (e garantiste), in alternativa inventiamoci sistemi a cappotto fai da noi. Non ho incontrato sistemi a cappotto certificati in xps su tutto l’involucro edilizio. Se invece esistono, è bene pubblicare l’informazione per gli interessati.

  242. Federico Sampaoli Autore articolo

    quoto! il tepore a pavimento è un vero plus, ancora più piacevole in un’abitazione dotata di isolamento esterno che di conseguenza può permettersi di accendere l’impianto a pavimento e regolare la mandata a valori veramente minimi! massimo comfort.

  243. Alberto Malaspina

    prima: Freno al vapore: l’xps non frena il vapore: è una barriera al vapore.

    dopo: quando si mescolano le carte sul tavolo e si confrontano tanti isolanti spesso ci si riferisce all’xps come non permeabile al vapore. l’xps in genere sul mercato ha un valore µ 80/200, quindi non si può dire che avrà lo stesso comportamento di una barriera al vapore

    …….mah….no comment

  244. Alberto Malaspina

    Non sono favorevole perche preferisco avere tepore ai piedi e fresco nella zona del capo…comunque funziona! Ho incontrato un ragazzo che aveva realizzato quel sistema non potendo/volendo smantellare il pavimento ed era molto contento.

  245. franco

    da sopra a sotto: soffitto esistente,poi pannello da 4cm di xps, poi tubi capillari, poi 1,5cm di intonaco (che annega i pannelli capillari, a vista si vede un soffitto “normale”)
    Perchè non è favorevole alla soluzione a soffitto?… ha quindi esperienze positivi pannelli capillari radianti a soffitto?

  246. Federico Sampaoli Autore articolo

    verissimo. quando si mescolano le carte sul tavolo e si confrontano tanti isolanti spesso ci si riferisce all’xps come non permeabile al vapore. l’xps in genere sul mercato ha un valore µ 80/200, quindi non si può dire che avrà lo stesso comportamento di una barriera al vapore. si può dire che è quasi tre volte meno permeabile al vapore di una lastra in eps, oppure quasi trenta volte meno impermeabile di una coibentazione in fibra di legno.
    Voglio ricordare anche un ulteriore aspetto: il sogno della permeabilità al vapore che in una costruzione nuova è precisamente raggiungibile in base alle scelte dei materiali, diventa invece assai meno raggiungibile in un restauro dove l’esistente spesso è “aggravato” da vecchie pitture di indefinita qualità e magari con più applicazioni una sopra all’altra. Una finitura esterna di bassa qualità traspirante potrà anche vanificare un nobile sistema a cappotto in costosa fibra di legno senza l’intervento di raschiatura.

  247. Alberto Malaspina

    ..giusto per fare chiarezza: una barriera al vapore ha un coefficiente µ di almeno tre ordini di grandezza superiore al xps che non può essere considerato tale.
    Un µ 100/150 non credo sia sullo stesso piano di un µ 100.000.

    testo:
    “”La traspirabilità in genere è espressa con il valore µ. Il valore µ ci dice quanto un materiale sia ermetico al vapore!
    Questo valore è 1, cioè massimo, nell’aria e aumenta con il diminuire della traspirazione.
    Il valore µ del legno è circa 40: cioè quaranta volte più ermetico dell’aria.

    Esempi di valore µ:
    •nel pannello in fibra di legno è pari a 7
    •nel polistirolo è 70
    •nella barriera vapore è 100.000.
    Nel caso delle guaine il potere di traspirazione viene espresso con il vapore SD (in metri) oppure WDD (in gr/mq 24 h), cioè la quantità di vapore acqueo che può traspirare un metro quadro di superficie in 24 ore.
    Una barriera al vapore non fa passare neanche 1 grammo di vapore acqueo in 24 ore per metro””.
    fonte: http://espertocasaclima.com/muffa/la-traspirabilita-il-valore-%C2%B5/

  248. Alberto Malaspina

    Buongiorno a Lei.

    “”Quindi secondo lei un cappotto in xps rimane una soluzione valida giusto?
    Certo che si, oltretutto in intercapedine ha la garanzia di aver messo un materiale molto longevo per durata e prestazioni in un punto non facilmente ispezionabile.

    “”Lei ha referenze di persone che hanno realizzato un cappotto interno con XPS e si sono trovate bene?
    Conosco personalmente almeno 30 abitazioni realizzate in questo modo e comunque la maggior parte delle costruzioni con isolamento ad intercapedine sono fatte così…..funzionanti perfettamente da 10-20-30 e più anni. Il problema delle vecchie costruzioni è che si utilizzava lo spessore di 3cm e non si realizzava il solaio “rientrato” per coibentarne la parte esterna e correggere il ponte termico.

    “”I pannelli radianti poggiano direttamente sopra l’xps e poi sono stati intonacati per lo spessore di 1.5cm””
    suppongo che l’xps sia stato ancorato al solaio e poi i pannelli siano stati ancorati al xps ed intonacati. se è così può andare. Se il poannello è stato posto sopra le serpentine no…è isolante! Non sono molto favorevole alle soluzioni a soffitto ma sò che la teoria è molto peggio della pratica.

    Saluti

  249. franco

    buongiorno sig Alberto, e grazie per l’intervento. Quindi secondo lei un cappotto in xps rimane una soluzione valida giusto? Io sto finendo di ultimare il mio, però realizzato all’interno per limiti dovuti alla facciata della casa che non può essere toccata, ma utilizzando accorgimenti come l’interruzione delle tramezze scavandole nei due lati.
    La verifica con Glaser, mettendo 6cm di polistirene XPS(estruso) all’interno mi dava zero condensa interstiziale…però leggendo mi è venuto il dubbio se aver scelto effettivamente la soluzione adeguata….
    Lei ha referenze di persone che hanno realizzato un cappotto interno con XPS e si sono trovate bene?
    Inoltre un ultimo quesito, io ho utilizzato pannelli radianti posizionati al soffitto, che ho rivestito in xps. I pannelli radianti poggiano direttamente sopra l’xps e poi sono stati intonacati per lo spessore di 1.5cm, questi pannelli riscaldano in inverno con acqua calda, mentre raffrescano in estate con il passggio di acqua fredda a 17.5-18°C. Avendo usato XPS come isolante, riuscirò ugualmente a raffrescare?
    grazie, saluti

  250. Alberto Malaspina

    in rif. a “”L’ISOLANTE XPS HA GENERALMENTE UN LAMBDA INFERIORE MA è INSTABILE NEGLI ANNI E STUDI RECENTI DIMOSTRANO CHE PERDE LA PROPRIA CAPACITà ISOLANTE DETERIORANDOSI DOPO 20 ANNI PUò PERDERE FINO AL 30% DEL SUO POTERE ISOLANTE””…
    alessandro, potresti gentilmente chiarire quali siano questi studi? sicuro si parli XPS? guarda che l’estruso è l’unico materiale di cui si trovino i test di laboratorio effettuati dopo applicazioni di 30 e 40 anni!!! controlla bene i certificati dello STYROFOAM DOW e dello STYRODUR BASF.
    Prova inoltre a chiedere a chi ha nella propria abitazione un cappotto realizzato con questo materiale da 10/15 anni e chiedi se le prestazioni sono diminuite, chiedi anche se la sua abitazione è piena di muffe, umidità, condensa o altro.
    Chiediti come è possibile che durante l’inverno, tenendo una casa come si DEVE fare con la giusta arieggiatura, sia possibile che l’umidità vada a saturare la parete anziche “diluirsi” con l’aria più secca dell’esterno…almeno che le finestre vengano lasciate sempre chiuse! ma guarda che anche nelle case non abitate, tipo le seconde case, se non lasci un minimo di ricambio d’aria i problemi di questo tipo succedono comunque!!!!!!eppure all’interno nessuna attività umana produce vapore acqueo.
    Fai una termografia di un cappotto in eps o fibra naturale o tufo dopo 15 anni e vedi se la decantata traspirabilità porta a saturazione da umidità o porta vantaggi di qualche tipo.
    Lascia perdere le opinioni, parla con i proprietari e se non ne conosci internet è pieno di forum e blog vari.
    Chiedi anche ad installatori professionisti che 15/20 anni fa installavano XPS (estruso) e poi non lo hanno più fatto come si sono trovati e perchè il mercato è andato verso altri materiali.
    Hanno fatto casae passive con 18-20 e 25 cm di XPS.
    Si possono trovare diversi calcolatori per fare il glaser e renderti contro che con il cappotto esterno è difficilissimo avere condensa..certo che però il bio è il trend del momento…..nulla contro ci mancherebbe, libera scelta nel libero mercato, ma quando è troppo è troppo!!
    Grazie per l’ospitalità

  251. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’eps con grafite lo vedo usare molto in germania. non ho esperienze qui. so che la grafite rende un po’ più complicata la posa per via di non dover essere esposta al sole (da noi abbastanza presente). conosco quei forellini, ma non ho mai approfondito l’argomento. così a primo pensiero credo esistano per dimunuire le dilatazioni (ma forse è una sciocchezza mia). in genere se penso ad un cappotto in eps (di cui non sono forte sostenitore perchè non offre protezione dal caldo) penso ad un marchio che possa offrire un sistema a cappotto certificato in modo di ottenere anche una garanzia nel lungo periodo.

  252. MARCO DE PINTO

    DA POCO SENTO PARLARE MOLTO DI QUESTO NUOVO PRODOTTO DELLA TASSULLO EPS CON GRAFFITE CON FACCIA VERSO L’ESTERNO DI CIRCA 5mm DI TIPO BIANCO, PER I PROBLEMI DI POSA. LA PARTICOLARITA’ DI QUESTO EPS , è NELA FATTO CHE QUESTO PRODOTTO EVIDENZIA MOLTI FORI DI CIRCA diam. 2-3mm PER AUMENTARE LA PERMEABILITA AL VAPORE E RENDERLO COMPETITIVO CON ALTERI MATERIALI TIPO NATURALI. IO NON HO ANCORA VISTO CERTIFICATI MA MI CHIEDEVO UN SUO PENSIERO E PROPOSITO SIA IN MERITO AL PERIODO INVERNALE CHE SOPRATTUTTO ESTIVO. NON PUO ACCADERE CHE SI CREANO PICCOLI ADDENSAMENTI DI VAPORE IN QUESTE PICCOLI FORI CHE ATTRAVERSANO IL NOSTRO CAPPOTTO E CHE VENGANO SUCESSIVAMENTE ASSORBITI DAL MATERIALE STESSO, PEGGIORANDO LE PRESTAZIONI STESSE DEL MATERIALE.

  253. Federico Sampaoli Autore articolo

    interessante, anzi, importante! quale fonte ha riportato questi risultati? all’estero la platea “calda” costruita su xps è di uso diffuso: fino ad oggi non ho mai letto di cambi di direzione.

  254. alessandro

    L’ISOLANTE XPS HA GENERALMENTE UN LAMBDA INFERIORE MA è INSTABILE NEGLI ANNI E STUDI RECENTI DIMOSTRANO CHE PERDE LA PROPRIA CAPACITà ISOLANTE DETERIORANDOSI DOPO 20 ANNI PUò PERDERE FINO AL 30% DEL SUO POTERE ISOLANTE

  255. Federico Sampaoli Autore articolo

    non me ne vogliano le aziende che lavorano con questo tipo di costruzioni… Da buon padre di famiglia non vorrei che la mia famiglia vivesse in una scatola di cemento isolata con eps. E’ una sensibilità che anch’io ho acquisito nel tempo, ma che oggi non mi permette più di guardare con lo stesso occhio di un tempo i ferri di armatura, i getti di calcestruzzo, i metri cubi di eps. Materiali ben diversi dall’argilla, il gesso, il legno, il mattone, la fibra di legno ecc. A volte ci si trova davanti ad un acquisto fatto, l’immobile è fatto così e noi l’abbiamo scelto per l’indirizzo, il prezzo, la necessità ecc. Ma se davanti a una scelta ancora da fare posso decidere altre vie mi fermerei a riflettere: quintali di ferro e di calcestruzzo come pelle della nostra prima pelle sono sicuramente materiali non proprio amici dell’uomo, anche se siamo così abituati all’idea che facciano parte della nostra vita ovunque. Non vi sto spingendo a costruirvi una casa di paglia. Ma davanti a voi stanno tutte le vie ancora aperte: avete la enorme fortuna di poter decidere come sarà la Vostra nuova casa. E’ una fortuna che non capita tutti i giorni e neppure molte volte nella vita. Pazientate la decisione. Non ho mai confrontato preventivi di costruzioni tipo plastbau a euro/metroquadro con altre soluzioni. Se Vi può aiutare possiamo anche confrontarne insieme via mail. Non mi soffermo ad elencare pregi e difetti del cemento o dell’eps come coibente per involucro edilizio (il fuoco e l’acqua: il cemento ha una conduttività enorme e l’eps ha una capacità coibente enorme (contro il freddo)), ma credo sia più utile parlare di una filosofia che possa guidarmi alla scelta buona. a presto

  256. demis

    Salve, sto valutando attentamente se acquistare una casa che sarà costruita usando i pannelli EPS della marca Plastbau, ammetto che fino a 3/4 giorni fa di questa tecnologia ne sapevo ben poco.
    In questi giorni mi sono informato su Internet, ma sui siti più che altro si trovano pareri “di parte”.
    Vorrei da lei un parere da “buon padre di famiglia”, quali sono gli svantaggi di una struttura costruita con questo sistema? Consiglierebbe l’acquisto di una casa costruita con muro cassero EPS a un suo amico.
    Quali sono infine le cose a cui prestare attenzione?
    La ringrazio in anticipo per i suoi consigli.

  257. Federico Sampaoli Autore articolo

    Ipotizzo una muratura in blocchi di tufo spessore 30cm in zona climatica E:

    per almeno rispettare i nuovi valori limite della trasmittanza termica U delle strutture componenti l’involucro edilizio espressa in (W/mqK), in questo caso le strutture opache verticali, dovreste applicare più di 12cm di eps.

    I problemi della risalita dell’umidità non sono risolti quindi per non compromettere l’investimento delle facciate fate partire lo zoccolo angolare di partenza almeno 30cm sopra la zona umida in modo che se successivamente si interviene nella parte umida o si vuole tentare con intonaci traspiranti o altre vie le facciate non vengano distrutte. Un cappotto non può nè coprire ne aderire sull’umidità di risalita.

    Preferisco le finiture ai silicati. Scegliete un sistema a cappotto certficato! evitate di comporre il sistema con il fai da te di tutti gli elementi! almeno il comittente avrà la garanzia del produttore del sistema !!!!!!!!!!!!

  258. Andrea

    Ciao, ho appena iniziato l’applicazione di un cappotto di 400 mq su una bifamiliare. Vivo in Molise.I muri costruiti 35 anni fa sono in tufo leccese e ai piani inferiori ci sono alcuni piccoli problemi di umidità di risalita. Vorrei sapere quali pannelli tra EPS O XPS dovrei usare e qual’è lo spessore minimo da mettere. Sono indeciso inoltre tra Mapei e Weber e se fare una finitura ai silicati o in quarzolite. Vi ringrazio anticipatamente della risposta.

  259. marco

    ok, grazie ancora per la pazienza e solerzia delle sue rispote!
    terrò a mente tutti i consigli!
    saluti, e grazie ancora!

  260. Federico Sampaoli Autore articolo

    magari diventiamo amici!?

    allora se il calcio silicato vi piaceva vi dico che la non maschiatura non è un problema se tutto viene posato bene e la grande permeabilità era proprio il pregio.
    la condensa è un deterrente, ma quando succede?
    io ho testato lastre in calcio silicato da 2,5cm di spessore e non c’è nessun problema
    poi
    ho testato lastre in calcio silicato da 4cm di spessore e non c’è nessun problema con temperature esterne +1° mentre c’è condensa nei 10cm più interni dei forati da 28 con temperature esterne di -3°.

    dunque avete ragione come glaser, ma quanti giorni trovate a -3°? una decina ogni inverno?

    lo stesso test con 3cm di eps: non dà nessun problema.

    se il portafogli fosse d’accordo sceglierei calcio silicato (grande combattente contro le muffe).

    visto che le tramezze sono collegate ai muri perimetrali con zanche o chiamate allora potrebbero anche essere completamente scollegate (a parte le zanche o le chiamate: piccoli ponti termici puntuali rilevabili solo in termografia). Rosicchiando la tramezza diminuisco e non neutralizzo, o meglio… neutralizzo i problemi perchè ho diminuito il ponte termico. Facendo girare 40-50cm di isolante neutralizzo assolutamente il ponte termico. Come negli sporti all’esterno.

    a presto

  261. marco

    grazie ancora per la pazienza! 🙂
    allora il calcio silicato è un materiale che mi piaceva molto leggendo la scheda tecnica, ma nn l’ho utilizzato per due motivi:
    1) non è maschiato, quindi non ha incastri e temevo ponte termico nell’accostare due lastre
    2) cosa più importante, è molto permeabile al vapore, ha un coefficiente u=4 e posato all’interno, verificando la condensa con un diagramma di glaser, ottenevo condensa tra il muro perimetrale ed il pannello con valori molto elevati 1600-1800 contro la soglia limite di 500
    la mia muratura è composta da: intonaco ext+mattone semipieno da 28cm+intonaco int.
    lo vedevo bene come applicazione all’esterno.
    ho trascurato qualcosa?
    questi erano i motivi per cui avevo scelto il polistirene…appunto perchè ha un’elevata resistenza al vapore, che non mi fa avere condensa interstiziale.
    certo questo vuol dire che l’umidità prodotta all’interno della casa, non potrà “sfogare” verso i muri perimetrali, ma dovrà uscite SOLO con l’apertura della finestre.(per questo cercavo un foglio d calcolo che mi permettesse d calcolare quanto aprirle in base al tipo di muro+cappotto)

    ponte termico tramezza: per quanto riguarda la verifica statica, ho previsto cmq delle zanche di collegamento. Inoltre la casa è fatta con pilastri e le tramezze non sono portanti e rimarrebbero collegate a pavimento e soffitto.
    quello che mi premeva capire è se andando a “rosicchiare la tramezza” come il disegno che ho allegato, annullo il ponte termico o lo diminuisco?
    Cambierebbe qualcosa (resistenza della tramezza a parte) se invece di scavarla, andassi a realizzare un “dente a spessore” cioè facendo girare l’isolante per 40-50cm?

  262. Federico Sampaoli Autore articolo

    mi permetto una divagazione: pannelli radianti a soffitto+deumidificatore+2ventole con igrostato automatiche+posa eps/xps+posa lastre cartongesso= Xspesa. Forse si poteva prendere in considerazione con spesaY la posa di pannelli in calcio silicato: materiale perfetto anche con il fai da te. Ma forse avevate già confrontato diversi preventivi…

    torniamo a noi:
    bella descrizione delle prove! Non sceglierei di rasare e intonacare, ma preferirei il cartongesso che ha molte doti salubri, anche contro l’elettrosmog.

    ponte termico tramezza: “rosicchiare la tramezza” perchè diventi un piccolo ponte termico puntuale potrebbe essere un’idea, ma staticamente mi sembra una cattiva idea.

  263. marco

    Buongiorno, e grazie per la risposta.
    per quanto riguarda il materiale da utilizzare ho afferrato il concetto…c’è da dire infatti che ho previsto un deumidificatore per mantenere l’umidità della casa controllata, mentre nei due bagni ho predisposto due ventole con igrostato in modo che si attivino automaticamente altre un certo valore di umidità (quando si fa la doccia ecc ecc)
    Detto ciò mi rimane il problema di come rivestire il polistirene. La mia idea di posa è la seguente. polistirene direttamente accoppiato al muro perimetrale con colla e fisher e poi per coprire il polistirene ho due strade: 1)rivestirlo in cartongesso, incollandolo direttamente sopra il polistirene, senza struttura metallica, ma direttamente incollato al polistirene 2) mettere la rete al polistirene e mettere l’intonaco (1cm- 1,2cm) direttamente sulla rete sul polistirene
    nel fine settimana ho fatto un paio di prove:
    1) Ho preso un pannello di xps l’ho poggiato al muro ed ho intonacato direttamente sopra senza rete
    2) ho preso un altro pannello xps, ho messo la rete con la colla e poi ho intonacato
    3)ho preso un pannello xps ed ho incollato il cartongesso con lastra da 12,5mm

    il primo senza rete l’ho scartato subito, molto “friabile” si crepava tutto e appena ho messo un chiodo si è staccato dal polistirene
    il 2), quello con la rete invece è infinitamente più robusto e se la gioca con il 3), il cartongesso….che mi sembra più compatto ma quasi paragonabile; l’unica differenza è che con il calcio del martello l’intonaco si segna un poco, mentre il cartongesso non fa una piega
    ora visto che la soluzione 2 e 3 sono simili come resistenza, mi rimane il dubbio del materiale.
    all’interno di una abitazione, meglio avere pannelli di cartongesso, oppure un intonaco (ho usato calce ed un poco di cemento) ??? chi mi garantisce un umbiente più salutare? resistendo ad umidità ecc ecc?
    il gesso dovrebbe essere igroscopico, quindi essere in grado di assorbire l’umidità e poi rilasciarla nell’ambiente….vale anche per il cartongesso?
    nei bagni ed in cucina potrei usare l’idrolastra (il cartongesso verde)….
    lei quale soluzione consiglia? intonacare con calce e cemento direttamente su polistirene (previa rete) oppure rivestire con cartongesso il polistirene?

    per il dente sulla tramezza: ho realizzato un disegnino che ho allegato qui….
    il ponte termico che avrei anche scavando la tramezza non viene considerato perchè trascurabile, oppure mi sfugge qualcosa?
    http://img546.imageshack.us/i/pontetermicotramezza.jpg/

    per quanto riguarda le foto dei falsitelai, a che indirizzo le posso mandare?

    per i fogli di calcolo su quanto aprire le finestre…non sono riuscito a trovare nulla a riguardo…nemmeno su siti esteri…

    grazie ancora, saluti

  264. Federico Sampaoli Autore articolo

    dimenticavo: registratevi nel sito knauf in modo possiate scaricare le guide pdf per l’uso corretto dei materiali e degli accessori come i nastri per i giunti. potete registrarvi anche come privato. potrete fare il login immediatamente dopo senza attese di conferme

  265. Federico Sampaoli Autore articolo

    complimenti per il fai da te!

    eps o xps o altro: vale il principio che se condividiamo l’idea che il maggior comfort e la maggiore salubrità la raggiungeremmo con un sanissimo intonaco interno di buon spessore di argilla perchè è un materiale “amico” capace di assorbire in fretta umidità in eccesso per ricederla all’ambiente appena l’aria è troppo secca, un buon volano igrometrico, un regolatore ambiente “naturalmente dotato” insomma, allora altre soluzioni sono meno salubri e meno confortevoli.
    ciò non toglie la possibilità di scegliere soluzioni alternative: chi ci vieta di vivere in un container metallico ben isolato e ben illuminato con la predisposizione di una ventilazione meccanica controllata che ci aiuta a mantenere un’ottima qualità dell’aria interna? un interno in xps è un interno “di barriera al vapore”. tutte le scelte sono valide se si pensa a correggere le problematiche che provocano.

    regola n.1: chi vive l’ambiente deve tenere sotto controllo l’umidità interna

    dente: sì intendevo a spessore. se l’isolante è posato anche nei primi centimetri della tramezza neutralizza il pontetermico.

    nastro per la tenuta dei falsitelai: leggete http://espertocasaclima.com/temi/serramenti/ oppure inviatemi delle foto dello stato attuale per indicazioni

    radiante a pannelli capillari: nessuna esperienza diretta. immagino che non abbiate lo spessore a terra.

    foglio di calcolo x otimizzare il tempo dell’arieggiare corretto: forse in siti .ch o .de o .at

  266. marco

    buongiorno e grazie ancora per le risposte preziose!
    …si stiamo facendo tutto da noi…per questo sono molto attento ai materiali e come usarli per ottenere il massimo:-)

    allora, andando per punti…
    lastre preaccoppiate: immagino intenda le isolatre della knauf che sono pannelli in cartongesso preaccoppiati con XPS o EPS o lana di roccia o fibra di poliestere. giusto?
    mi piacerebbe capire tra EPS, lana di roccia, XPS quale usare nel mio caso(cappotto interno, in lombardia, da rivestire con cartongesso senza orditura metallica, ma accopiando la lastra di cartongesso direttamente al materiale isolante con colla, oppure usando intonaco nel caso dei bagni)

    XPS: si ha ragione è una bariera al vapore, appunto per questo perchè nn mettere XPS piuttosto che EPS (che scelga di mettere lastre preaccoppiate o di posizionare il cartongesso da me incollandolo sopra, poca differenza fa nella scelta, ma quale dei due prendere (considerando la mia specifica applicazione)? e perchè?

    inoltre se incollassi io da me il cartongesso, piuttosto che prenderlo preincollato dalla knauff, potrei mettere nei bagni ed in cucina il cartongesso resistente all’acqua (quello di colore verde), mentre la knauff preaccoppiato questo non lo vende

    non ho capito come dovrei unire due lastre knauff preaccoppiate…con un nastro particolare?
    il nastro di carta microforata dovrei applicarlo lungo la giuntura delle due lastre?

    tramezze le mie sono fatte con forati da 12cm; come dovrei realizzare il “dente” per neutralizzare il ponte termico?
    se quello che intendeva lei era ottenuta aumentando lo spessore, piuttosto che scavando la tramezza…diventerebbe un po’ troppo antiestetico…

    falsitelai: si sono ancora privi di serramenti
    che tipo di nastro dovrei usare?
    ed in che modo dovrei nastrarli per farli “a tenuta” di aria?

    getto alleggerito: si lungo le pareti perimetrali ho predisposto una spugna da 3cm

    riscaldamento: si riscaldamento radiante a pannelli capillari, ha esperienze o ha già visto pannelli radianti di tipo capillare?
    funzionano per irraggiamento ed è per questo che possono essere applicati a soffitto…ma funzionano per davvero? danno la sensazione di caldo?

    XPS: si ha ragione è una bariera al vapore, appunto per questo perchè nn mettere XPS piuttosto che EPS (che scelga di mettere lastre preaccoppiate o di posizionare il cartongesso da me incollandolo sopra, poca differenza fa nella scelta, ma quale dei due prendere (considerando la mia specifica applicazione)? e perchè?

    esiste un software o foglio d calcolo che mi permetta di calcora i minuti effettivi in cui dovrei tener aperte le finestre, impostando i dati della casa (volume, aperture, ecc ecc)???

    grazie ancora per la pazienza!
    gentilissimo!
    saluti
    marco

  267. Federico Sampaoli Autore articolo

    Io userei le lastre già accoppiate della knauf per garantirmi una perfetta aderenza già alla nascita. e dalla knauf prenderei i prodotti che loro consigliano per le giunzioni e le fughe: le caratteristiche dei giunti dipendono sostanzialmente dalle tecniche di stuccatura e pertanto anche dal nastro di armatura scelto: userei nastro in carta microforata perché il giunto è armato per superficie continua in strato sottile e garantisce una monolitica continuità con la superficie delle lastre.

    Tramezze: se fosse sopportabile un “dente” rivestirei 40-60cm di tramezza per neutralizzare il ponte termico.

    Falsitelai: ottima mossa l’intonaco o la malta termica! funziona! testata sulla mia pelle. aumenta di qualche grado sul punto di rugiada della zona e aiuta a risolvere il problema condensa.

    Idea: se i falsitelai sono ancora senza serramenti, nastrateli per garantire la tenuta all’aria!!!

    Getto dell’alleggerito: solitamente a perimetro si posa quel nastro per le dilatazioni (che stacca dalla parete perimetrale), ma si potrebbe forse fare di meglio e aggiungere una fettina di xps solo contro pareti esterne! chi ce lo vieta?

    Riscaldamento radiante?

    Freno al vapore: l’xps non frena il vapore: è una barriera al vapore. L’intonaco interno, il gesso in questo caso farà da freno.

    Arieggiare: in inverno approfittate delle basse temperature per fare entrare aria secca in pochi minuti. per il resto tenete d’occhio un paio di igrometri, quelli digitali con la temperatura van bene e aiutano a capire. anche il naso aiuta. ma di regola, arieggiare brevemente e frequentemente. no alle finestre aperte a ribalta per ore! troppo spreco termico e troppo raffreddamento dell’imbotte finestra e cornice.

    State facendo con il fai da te? complimenti!

  268. marco

    Buongiorno Federico e grazie per la risposta.
    Effettivamente come dice lei no eliminerò completamente i ponti termici…ho però intenzione di usare il polistiorene maschiato a incastri in modo da eliminare il ponte termico che avrei accostando due lastre di polistirene non maschiato, giusto?
    ho visto che la knauff vende polistirene già accoppiato al cartongesso, ma non essendo maschiato l’ho scartato, corretto?
    …le tramezze sono tre e quidni li purtroppo non posso fare nulla dovendo per forza isolare dall’interno.
    il ponte termico della conginuzione al soffitto lo elimino, incollando polistirene anche al soffitto, così sovrapponendosi il polistirene a parete con quello a soffitto mi va a coprire le giunzioni.
    a pavimento farò la gettata con cemento alleggerito con presenza di polistirolo.
    Per quanto riguarda gli infissi, non sono a filo interno e per murare i falsitelai in legno ho usato intonaco termico (trasmittanza 0.065) in modo da eliminare i ponti termici.
    il cappotto al soffitto è già stato realizzato con XPS maschiato ad incastri; mentre ora devo scegliere se per quello a parete è meglio XPS o EPS.
    non capisco perchè mi consiglia EPS, se poi mi dice di usare un freno al vapore…allora perchè non usare appunto XPS che ha un valore di permeabilità molto più elevato dell’EPS?
    Il cartongesso inoltre non è usato come freno al vapore come mi diceva, ma solo come copertura estetica del polistirene; infatti pensavo di incollarlo direttamente al polistirene, senza orditure metalliche o in legno, ma di posarlo direttamente sopra con colla e tasselli, e per non aver problemi di condensa interstiziale pensavo di usare XPS (che fa da freno al vaopre)
    ovviamente dovrò arieggiare spesso la casa con l’apertura delle finestre.
    Lei cosa ne pensa?
    Grazie mille
    saluti
    marco
    p.s. come posso calcolare quanti minuti devo lasciare aperte le finestre per aver un buon arieggiamento della casa, considerando che sono 120mq con soffitti alti 2.8metri?
    grazie ancora!

  269. Federico Sampaoli Autore articolo

    Premesso che si dovrebbero evitare le coibentazioni interne, vi avverto che la sfida più grande sarà realizzare l’isolamento eliminando i ponti termici! I ponti termici li incontrerete ovunque, ad ogni passo. Ogni tramezza che parte dalla parete perimetrale è un potenziale ponte termico, così anche l’incontro con il soffitto e il pavimento, e ovviamente gli angoli. Se le finestre sono a filo interno non avete il problema dell’imbotte.
    Alcuni materiali coibenti adattissimi all’isolamento dall’interno offrono oltre alle lastre dei cunei che sono adatti ai punti critici appena descritti (calcio silicato per es.). Ci vuole un freno al vapore per garantirsi contro la formazione di condensa interstiziale: che Voi intendete creare con le lastre di cartongesso. Sconsiglio l’xps a favore dell’eps che pur essendo un isolante artificiale è permeabile al vapore (l’xps non lo è). Se acquistate Voi il materiale date un’occhiata alla data di produzione perchè se troppo recente tende a smaltire i cosiddetti gas di smaltimento (della produzione) in ambiente. Fatemi sapere come procedete e saluti cordiali

  270. franco

    Buongiorno, abito in Lombardia, zona climatica E
    devo realizzare un cappotto interno (per necessità nn mi è possibile esterno)
    L’appartamento è al secondo piano, ed il cappotto verrà realizzato in polistirene.
    a questo punto mi sorge il dubbio se è meglio utilizzare XPS o EPS
    Il polistirene verrà incollato alla muratura esistenze e sopra al polistirene verrà applicata una lastra in cartongesso.
    Il polistirene è di spessore 5cm, ed è maschiato (ad incastri) per evitare i ponti termici nell’accostare due lastre
    Potrebbe dirmi quale soluzione adottare? XPS o EPS?
    ho fatto la verifica con il diagramma di glaser e nessuno dei due presenta problemi di condensa intersitiziale…quindi quale scegliere?
    grazie, saluti

  271. marco

    abito in pianura padana, zona climatica E, non ho possibilità di realizzare cappotto esterno.
    sono al secondo piano, e sotto ho un appartamento
    pensavo di utilizzare un cappotto interno da 5cm con polistirene che poi rivestirò con cartongesso.
    Ho verificato con glaser la condensa interstiziale e non è presente….anche perchè il polistirene fa da “barriera al vapore”
    la mia muratura perimetrale è composta da mattone semipieno da 28cm
    Ora sono indeciso se utilizzare XPS o EPS
    la scelta cadrà in ogni caso su polistirene maschiato(ad incastro) in modo da eliminare i ponti termici e sarà goffrato, in modo da far aderire meglio la colla.
    Saprebbe darmi un aiuto nella scelta e darmi la motivaznione?
    grazie mille
    saluti

  272. Federico Sampaoli Autore articolo

    con una battuta di un docente CasaClima: “meglio incollare ogni 30anni il petrolio in facciata piuttosto che bruciarlo in casa ogni inverno”.

  273. marco de Pinto

    Molti costruttori e artigiani si chiedono spesso e volentieri, dove in un futuro finiranno questi coibenti EPS ed XPS…e dovrebbero essere riciclabili fino a 4 volte con procedimenti particolari che chiedo di spiegare se possibile.

  274. Federico Sampaoli Autore articolo

    la differenza tra esterno ed interno sta nel fatto che d’estate la “normalmente” più elevata temperatura esterna contiene, può contenere, più umidità rispetto all’aria interna “generalmente” di temperatura più contenuta, MA questo è un problema per la paludosa pianura padana più che per la sardegna…

  275. Antonio Carboni

    Quindi succede che la pressione atmosferica in aumento, e nella fattispecie che a noi interessa, la pressione parziale del vapore, nel periodo caldo e piovoso, tende ad una migrazione che dalla parete esterna tende a “saturare” o comunque penetrare la parete permeabile dall’esterno verso l’interno?

  276. Federico Sampaoli Autore articolo

    succede che faccio le valige e vengo a stare da Voi. scherzo. La direzione del flusso si inverte e il vapore acqueo ancora nelle strutture o nel pacchetto isolante esce all’interno asciugando completamente i materiali.

  277. Antonio Carboni

    Nella stagione calda, per noi “marzo” aprile maggio giugno luglio agosto settembre ottobre e qualche frammento di novembre cosa succede?

  278. Federico Sampaoli Autore articolo

    In inverno gli ambienti riscaldati hanno un eccessivo contenuto di vapore rispetto all’esterno, quindi la pressione del vapore acqueo è maggiore all’interno che all’esterno!
    Tale differenza di pressione causa la migrazione del vapore da dentro a fuori attraverso l’involucro edilizio.
    Ecco perchè le temperature delle superfici interne degli ambienti non sono solo importanti per ottenere il benessere termico delle persone che ci abitano, ma devono anche stare sopra alla tempertura di rugiada per evitare condensa sui muri e quindi muffe sulle superfici.

  279. Antonio Carboni

    La migrazione del vapore da un ambiente/materiale ad un altro è conseguenza delle differenti pressioni parziali del vapore stesso tra i due o più ambienti/materiali?

  280. Federico Sampaoli Autore articolo

    Per essere efficaci d’estate anche i materiali coibenti devono avere un’alta capacità termica massica che consente l’accumulo di calore senza che esso penetri direttamente all’interno. La fibra di legno è perfetta perchè ha un’alta capacità di accumulo e una bassa conduttività termica. Una muratura porizzata da 30cm. come la vostra, protetta da un sistema a cappotto in fibra di legno di soli 6cm. offre uno sfasamento di quasi 18ore (densità 190Kg/mc) Con spessore così esiguo potreste anche rispettare i nuovi valori limite della trasmittanza termica U delle strutture oèache verticali espressa in (W/mqK): 0,35 nella Vostra zona C.
    Pessimi risultati a sassari: meglio incaricare persone competenti. Seguire e verificare la corretta esecuzione dei lavori di posa è importantissimo ma già in fase di progettazione è indispensabile conoscerne l’esecuzione corretta.

  281. Antonio Carboni

    la capacità termica massica mi viene dalla struttura portante in blocchi alveolati poroton spessore 30 cm. Certo che se potessi costruire muri spessi 1 metro opterei per materiali pesanti, da riparare dagli agenti atmosferici etc…
    fibra di legno, pessimi risultati a sassari, lana di roccia esposta all’esterno è un problema nel momento in cui satura di vapore………tutto tutto è difficile!

  282. Federico Sampaoli Autore articolo

    Il dilemma xps o no, è nel Vostro caso (sassari zona climatica C, Gradi Giorno 1.185 Accensione Impianti Termici 10 ore giornaliere dal 15 novembre al 31 marzo) un non dilemma. Quello che dovete cercare Voi è un isolamento sia dal caldo che dal freddo! Accantonate l’xps che non può offrire capacità termica massica.

  283. Federico Sampaoli Autore articolo

    l’xps è formidabile in quanto a prestazioni in situazioni difficili come in presenza di acqua. Per questa garanzia, però, non correrei a ricoprirmi interamente di xps provocando una ancor più elevata resistenza al passaggio del vapore. Il vapore che vorrebbe passare attraverso le pareti all’esterno è solo il 4% in media, (il resto deve uscire dalla finestra o attraverso la ventilazione meccanica confortevole. Simbolicamente, la casa potrebbe essere anche di vetro: dal vetro non ci sarebbe passaggio di vapore. La ventilazione meccanica controllata farebbe funzionare la casa di vetro! Così farebbe funzionare anche la casa di xps. Resta il fatto che la muratura inevitabilmente (al contrario del vetro) nel tempo assorbirebbe (per la sua natura) una certa quantità di vapore che inevitabilmente percorrerebbe nella stagione invernale la strada dentro-fuori e sbatterebbe sulla resistenza dell’xps!!! perciò l’xps peggiora la situazione interna. Certo che la vmc ridurrebbe molto questo difetto con la sua azione continua di regolazione dell’umidità. In che zona d’italia sorgerebbe “la casa di xps”?

  284. Antonio Carboni

    Buongiorno,
    è vero che l’estruso XPS offre una resistenza maggiore al passaggio del vapore, ma la maggiore stabilità meccanica e l’assoluta “indifferenza” all’acqua lo rendono a mio avviso superiore:
    mettiamo il caso che la finitura soprastante l’isolamento abbia una piccola fessura causata per qualunque motivo, cosa succede? con XPS niente, con EPS, che “beve”, come sta scritto sopra, potrebbe succedere che il materiale arrivi a saturazione!
    Avete mai calcolato quanto vapore si forma durante una giornata dentro una abitazione? con la permeabilità delle pareti quanto va via? Dai numeri mi viene da pensare che o si aprono le finestre per il ricambio d’aria o si installa una VMC, diversamente stiamo all’umido comunque!
    L’XPS non è una barriera al vapore o meglio un freno al vapore propiamente detto, ma ne regola il deflusso più lentamente e qualunque diagramma di Glaser può darvi un rapido e corretto studio della stratigrafia.
    grazie, antonio

  285. Pingback: Il tetto alla rovescia posiziona la membrana impermeabilizzante sotto l'isolante... | esperto Casa Clima

  286. Federico Sampaoli Autore articolo

    Non correrei a tagliare lo zoccolo: se abbiamo proprio terra che batte su questo intonaco per qualche centimetro in profondità (?cm) la toglierei con cura senza danneggiare l’intonaco fino al punto d’inizio dell’intonaco. Butterei la terra in qualche posto utile del giardino e mi farei portare un po’ di ghiaia misura 16-20 in modo che l’acqua possa drenare velocemente ed evitando la battuta umida della terra bagnata sull’intonaco. Oppure acquistate una guaina bugnata (però forse dovete acquistare un sacco di metri per la confezione minima) e posate le bugne contro l’intonaco prima di ricoprire lo scavo con la stessa terra.

  287. Pio Pianezza

    Salve,
    io ho messo un capotto fatto con intonaco a base di sfere di polistirene mescolato ad un legante con proprieta’ di permeabilita’ al vapore. Mi sono fermato a contatto con in terreno ma vedendo questi risultati credo di aver commesso un errore. Pensate sia il caso di tagliare lo zoccolo sostituendolo con un pannello in xps incollato con colla idrofoba. Che ne pensate? Cosa accade all’ umidita di risalita? Nel mio caso dovrebbe essere limitata in quanto ho dato un paio di mani di idrosilex ed accostato la fondalina partendo dalla sottofondazione sino al base della parete di tampomento che a sua volta e’ stata isoltata dalla fondazione con una guaina bituminosa tagliamuro.

    Saluti

  288. Federico Sampaoli Autore articolo

    Il “coefficiente di resistenza al passaggio del vapore µ” dell’ XPS variao da 80 a 200 in base allo spessore della lastra utilizzata. Spessori alti presentano una resistenza µ più elevata. Il valore µ è espresso in base alla norma EN 12086. L’EPS ha un ? a seconda dei tipi, compreso fra 20 e 100. questo è un grandissimo vantaggio. Un sistema a cappotto non deve essere troppo resistente al passaggio del vapore, in quanto impedirebbe la corretta trasmigrazione del vapore prodotto all’interno, con possibili formazioni di condensa sulla parte interna per effetto di saturazione.

  289. Antonio Carboni

    Mi chiedevo se un isolamento a cappotto realizzato con tutte le accortezze opportune, fosse di “migliore qualità” quando realizzato interamente con estruso XPS.
    Viste le caratteristiche del materiale, non capisco perchè sia utilizzato solo per la zoccolatura e non su tutta la parete.

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