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Tesla Model 3 oppure Golf a metano?

Leggi questo articolo grazie alle donazioni dei lettori Giorgio Benvenuti, Giuliano Masciarri, Alessandro Boiani, Massimo Sottocornola, Marco O. Partecipa anche Tu, sostieni l’informazione attraverso espertocasaclima.com!


Se il 2020 è veramente vicinissimo, il 2040 è un po’ più in là, ma sempre un battito di ciglia per le previsioni del futuro.

Nel marzo 2010 andavamo verso l’Europa 2020, l’obiettivo 2020 era un programma europeo che proponeva le linee di una crescita intelligente, sostenibile in relazione alle grandi problematiche dell’occupazione, della mobilità, della sostenibilità energetica e della giustizia sociale.

Prima era stata tratteggiata la strategia di Lisbona, con la crisi già in atto e ancora più grave nel 2012. Ma se non proprio in tempo di crisi economica, quando recuperare le radici profonde che stanno alla base dell’Unione europea? la democrazia, le origini, le sue tradizioni… Non vorreste anche voi un’ economia più etica? Se penso che invece si valutava l’ espulsione della Grecia…. (il seme della democrazia).

Condividere la conoscenza è anche il senso di questo blog espertocasaclima (in quasi 10 anni di lavoro è stato anche lui un piccolo motore per il cambiamento!)

Il Consiglio Europeo aveva sposato il lifelong learning pensando agli europei come un popolo pieno di conoscenza e dinamismo capace sicuramente di realizzare una crescita economica sostenibile.

Sono scivolati via 20anni, l’Italia e gli altri stati europei non mi sembrano così dinamici, non mi sembrano molto felici, abbiamo tutti uno smartphone in mano, ci scriviamo whatsapp invece che sms, sappiamo che una casa va isolata, sono arrivate un po’ di auto ibride e qualche auto elettrica. Il resto tutto come già era.

Il sistema italiano sostiene la produzione e la distribuzione di biocarburanti avanzati e di biometano avanzato (biocarburanti di 2° e 3° generazione, piú sostenibili e rispettosi dell’ambiente: rifiuti, residui agricoli e alghe! e non colture destinate alla produzione di biocarburanti). Gli incentivi europei daranno una mano all’Italia a raggiungere gli obiettivi al 2020 per l’uso di energie rinnovabili nei trasporti.

E noi che abbiamo riqualificato casa per essere efficienti e godere di tutto il comfort offerto da una casa in classe energetica elevata come possiamo non crucciarci per la scelta della nostra nuova auto?

Casa efficiente mal sopporta auto inefficiente

Anche i colossi del petrolio si fanno domande a lungo termine, anche loro devono immaginare quali saranno le nostre scelte. Tutti i proprietari di case a zero emissioni guideranno auto a zero emissioni?

il futuro

Le analisi dicono che se oggi il trasporto dipende per il 94% dal petrolio, già nel 2030 dipenderà solo per l’85% – e la differenza sarà coperta da auto elettriche e a gas.

Nel 2040 però non circoleranno 1 miliardo di auto, ma 2 miliardi di auto! e non più 3 milioni di auto elettriche, ma 300.000.000 di auto elettriche o plug-in.

Se l’auto elettrica crescerà così fortemente, il suo chilometraggio è previsto cresca ancora di più, coprendo 1/3 dei chilometri mondiali percorsi.

Insomma la richiesta di petrolio per muovere le auto non crescerà più dopo il 2040 – pur se le auto saranno raddoppiate: quelle tradizionali consumeranno sempre di meno e le altre andranno in gran parte a batteria.

Che fare oggi?

Test con Tesla Model 3:

  • total time: 50 hours, 16 minutes, 32 seconds
  • total mileage: 2860 miles
  • charging cost: $100.95

Beh, gli americani godono di tutt’altri prezzi dell’energia. Si sa che da soli stanno bruciando circa 3-4 pianeti Terra per mantenere le abitudini acquisite. E l’Europa è solo più parsimoniosa ma sempre molto energivora.

è veramente il momento di riscoprire il metano? o è uno scivolone all’indietro?

la tecnologia acquisita dai nuovissimi motori a benzina è perfetta per bruciare il metano, quindi perchè buttare via il bimbo con l’acqua sporca? se non c’è elettricità pulita per tutti e una Tesla per tutti si potrebbe andare a biometano…

intanto riscopriamo il metano!

Non ne sapete nulla? Cosa c’è da sapere sul metano che bisogna assolutamente sapere? E’ sufficiente conoscere quanto costa il metano per auto? Sapete che resa abbia questo carburante?

1 kg di metano costa su per giù 1 euro ma non è tutto qua: 1 kg di metano rende quanto  1,5 litri di benzina con classe di emissione gas di scarico Euro 6

In alcuni comuni c’è l’esenzione bollo auto ma nessuno può sfuggire alla temutissima “revisione bombole metano“.

Eh sì, un’auto ibrida benzina + elettrica non presenta nessun fastidio per manutenzione mentre benzina + metano significa rogne:

  • revisione delle bombole di metano ogni 5 anni se sono omologate secondo la normativa nazionale (DGM)
  • ogni 4 anni se a norma europea (R110 ECE/ONU) e di tipo IV in composito)
  • poi ogni 2 anni e in corrispondenza delle revisioni del veicolo: lo dice la Circolare ministeriale 7865 Div3/H del 2015.

La revisione è gratuita (cioè l’avete già pagata nel prezzo del metano) eccetto la manodopera per stacco/riattacco e sostituzione delle valvole.

Se siete già spaventati per questo aspetto non leggete oltre e cambiate articolo!

  • la revisione dura 1 settimana.

Un’auto a GPL è invece più briosa di una sorella a metano che però in cambio di una bassa potenza offre un’alta efficienza.

Se vi siete mezzo innamorati comunque del metano, del suo basso costo, dell’ottimo funzionamento e dell’idea di inquinare pochissimo il nostro pianeta sarete anche curiosi di sapere anche da dove viene il metano, anzi il bio-metano: ecco questo video, che non è una pubblicità VW.

In un modo o nell’altro dobbiamo uscire da questa nebbia nera che ci avvolge tutti, uomini e cavalli.

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Autostrada o treno? gomma o rotaia? diesel o elettricità?

Ieri ho fatto Merano Padova nel tardo pomeriggio. In auto sì, perchè Trenitalia propone un viaggio in treno con 2-3 cambi per una durata minima di 04h 05′ o 04h 57′. Come si fa ad andare a Merano e tornare in giornata se devi passare almeno 10 ore in viaggio?

Un viaggio tutto in sorpasso  quello di ieri, fino alla Milano Venezia, perchè a destra c’era una colonna infinita (150km) di camion.

Più TIR passavo e più pensavo che il trasporto su gomma ha vinto su tutto, alla faccia del treno.

Forse mio figlio un giorno guiderà nello stesso tratto autostradale superando camion elettrici. Avete visto cosa sta lanciando Elon Musk per il 2019?

Veicoli commerciali che possono trasportare fino a 36 tonnellate: la motrice Tesla Semi.

Ma guarda te, le idee… a volte abbiamo la soluzione sotto il naso e non la vediamo (e vale anche in un cantiere):

  • il sedile di guida è in centro e non ai lati della cabina.

Questa scelta permette di avere una visuale completa e a Tesla di produrre una sola versione del suo camion, per tutti i paesi, indifferentemente dalla guida a destra o sinistra. Ma guarda te, le idee…

Elon Musk parla ovviamente di risparmio sui costi al chilometro – diesel contro elettrico – qui si aprirà un dibattito infinito, ma meglio aprire qualcosa che chiudere il naso perchè non si respira.

            

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Autoconsumo di energia solare

Chi non vorrebbe Energia sostenibile giorno e notte?

E soprattutto, chi non vorrebbe viaggiare in Tesla?

Ma torniamo all’energia elettrica offerta dal sole: l’accumulatore di energia Powerwall + i pannelli solari ci permetterebbero di stoccare energia solare durante il giorno e utilizzarla di notte.

La batteria Tesla per la nostra casa ovviamente ha un inverter integrato che converte la corrente continua in corrente alternata.

I dati tecnici pubblicati da Tesla sono:

  • Capacità Utilizzabile13.5 kWh
  • Profondità di scarica100%
  • Efficienza 90%
  • Potenza 7kW di picco / 5kW continua

Non posso giudicare il prezzo per questo impianto offerto dalla Tesla, ma lo riporto qui sotto. Potete anche leggere tutto sul sito ufficiale.

Ecco il vero Autoconsumo di energia solare con Garanzia10 anni. Ma attenzione, stiamo parlando del solo accumulo, senza le tegole solari in vetro (le tegole del Solar Roof).

Vorrei sapere se Powerwall è un impianto da valutare seriamente o se stiamo parlando di una cosa iper-costosa perchè proposta da Tesla.

Insomma è una buona cintura in pelle o solo una cintura col marchio Gucci? A me il marchio Gucci dice poco, vorrei una buona cintura.

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Auto elettrica: poca energia da fonti rinnovabili o poca autonomia?

Anche l’energia elettrica non è pulita: la mia ultima bolletta enel recita che nel 2014 il mix energetico evidenzia 34,03% di energia da fonti rinnovabili.

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Se carico la mia auto elettrica durante la notte probabilmente posso solo sperare che essa provenga dall’idroelettrico, per sentirmi con la coscienza pulita. Ma anche se le fonti primarie fossero al 100% prodotti petroliferi io penso che la vivibilità delle strade aumenterebbe parecchio, e non parlo del fracasso dei motori a scoppio, parlo delle emissioni di ogni singola auto che mi passa a fianco, a pochi cm dal naso e a pochissimi da quello di mio figlio (che però cresce in fretta e si alza di quota).

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Tutte chiacchere, il vero problema è che l’auto elettrica non ha autonomia e noi, talmente abituati a viaggiare con una selva di pompe di benzina sul ciglio della strada (che non è un bel vedere, ma una gran comodità in caso di spia carburante accesa) non vogliamo rotture di scatole. E poi, anche se ci fossero ricariche ovunque, in cinque minuti facevo il pieno, mentre la mia nuova auto elettrica…..

Allora erano tutte chiacchere…., di quanto sia verde l’energia elettrica poco ci importa – ci importa invece il fatto di star fermi a caricare la batteria. Ecco cosa c’è!

Le auto usano il caricatore di bordo per convertire la corrente alternata dei caricatori a muro in corrente continua per la batteria. Ma perchè la faccenda è così lenta? Noi vorremmo l’auto di nuovo carica in 5 minuti, come siamo abituati da sempre facendo benzina!

Caricare una singola cella è come riempire un bicchiere fino all’orlo ma, senza farlo traboccare! mano a mano che il bicchiere si riempie, bisogna ridurre il flusso dell’acqua per sfruttare fino all’ultima goccia. Nelle batterie, bisogna ridurre il flusso di corrente per bilanciare il voltaggio delle celle, diminuendolo sempre più mano a mano che si raggiunge la carica completa. In caso di fretta meglio ricaricare la batteria solo fino all’80%.

Sì, è tutta una rottura di scatole.

Ma vi chiedo – se in mezz’oretta vi potessi garantire 270km di autonomia, sareste contenti? Beh, io direi che 30 minutini potremmo anche dedicarli a star fermi: una telefonata, una sgranchita alle gambe, una pipì, un’occhiata intorno… sarebbe accettabile.

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C’è solo un particolare! dovremmo cambiare anche paese. Sì lasciare l’Italia è una soluzione: i punti di ricarica sono troppo pochi, ancora troppo pochi:

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Ma sono troppo pochi i punti di ricarica o sono troppo pochi quelli che guidano un’auto elettrica? Se nessuno fumasse ci sarebbero tabaccai ovunque?

I Supercharger, quelli di Tesla, sono costituiti da diversi caricatori che operano in parallelo, trasmettendo fino a 120 kW di corrente continua direttamente alla batteria. Quando la batteria è quasi carica, l’auto riduce gradualmente il flusso di corrente, per riempire correttamente le celle fino al massimo consentito.

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Sapete come funziona la rete Supercharger? Basta accostare e collegare l’auto. Insomma se hai una Tesla sotto il sedere puoi guidare gratis tutta la vita, consumando le tue gomme ma usando energia senza doverla pagare. Direi che è interessante! 

Approfondiamo l’argomento:

Quattro anni fa, Tesla introdusse la rete Supercharger (oltre 4.600 Supercharger permettono a più di 160.000 proprietari Tesla di guidare in tutto il mondo). Dal 2017 Tesla vuole reinvestire nella rete, accelerare la sua crescita e garantire a tutti i clienti, presenti e futuri, la migliore esperienza di ricarica veloce.

Naturalmente a spese dei futuri clienti!

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Quale sarà la vostra prossima auto?

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Le batterie di un’auto elettrica invecchiano? e la manutenzione di una e-auto?

Mi domando se le batterie delle auto elettriche siano più serie di quelle che troviamo nei nostri telefoni. Ho letto su teslarati.com che una Tesla Model S con oltre 300mila km percorsi ha perso il 6% di efficienza.

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300mila km sono un bel po’ po’ di strada… e i costi di manutenzione? 

Model S has had little to no maintenance costs, cioè, in italiano, quasi nessun costo di manutenzione. Questo è ancora più interessante dell’invecchiamento della batteria, se pensiamo a tutte le manutenzioni occorrenti ad un auto con motore a scoppio…

Mi sono incuriosito ed ho scaricato “Tesla Model S – Manuale del proprietario” per andare a leggere cosa dicono le pagine della manutenzione programmata (1a sola pagina)

batterie-auto-elettrica-invecchiano-manutenzione-periodica-e-auto-02

Manutenzione programmata:

7.2 MANUALE D’USO E MANUTENZIONE MODEL S

Intervalli di manutenzione:

La manutenzione periodica è importante per garantire l’affidabilità e l’efficienza di Model S. Recarsi presso Tesla agli intervalli di manutenzione programmata ogni 12 mesi oppure ogni 20.000 km

Sostituzione dei liquidi:

  • Liquido dei freni: ogni 2 anni o 40.000 km
  • Liquido di raffreddamento della batteria: ogni 4 anni o 80.000 km

Controlli giornalieri e mensili:

  • Controllare il livello di carica della batteria visualizzato sul quadro strumenti
  • Controllare il corretto funzionamento di tutte le luci esterne, dell’avvisatore
  • acustico, degli indicatori di direzione e dei tergicristalli e lavacristalli
  • Verificare il funzionamento dei freni, compreso il freno di stazionamento
  • Verificare il funzionamento delle cinture di sicurezza 
  • Verificare che sotto Model S non siano presenti macchie dovute a perdite di liquido. 

Qualche lettore ha esperienze personali in fatto di auto elettriche?

Il proprietario di una casa ad alta efficienza energetica che cosa nasconde in garage?

che auto guida? quale sarà la sua prossima auto? come la sceglie?

Luca Mercalli (l’unico privato italiano attualmente ad averla acquistata) guida una Peugeot iOn e ci ricorda che

<< Faremo bene al Pianeta e al nostro portafoglio. Basta pensare che in Italia la bilancia commerciale energetica, cioè le spese per l’importazione di petrolio e metano, è in rosso per 60 miliardi di euro l’anno. Migliorare del 10% la nostra efficienza significa risparmiare 6 miliardi/anno. Un traguardo facile da raggiungere, se non da superare, senza grandi investimenti. E se si ha maggiore disponibilità la tecnologia attuale ti permette di arrivare a sfiorare le emissioni zero. A dimostrarlo è la mia casa e la mia mobilità. >>



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Fotovoltaico a costo zero?

Ho letto che una sanzione di 640mila euro è stata irrogata dall’Antitrust al Gruppo G. Power, per le pratiche commerciali adottate nella vendita di impianti per lo sfruttamento dell’energia solare e la produzione di elettricità e calore. Pratiche ingannevoli circa gli effettivi risparmi ottenibili e aggressive perchè limitative del diritto di recesso (penale pari al 25% del valore dell’impianto in caso di recesso).

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Tali impianti venivano prospettati come a costo zero: tra i risparmi ottenibili e i ricavi dalla vendita dell’energia in surplus…

  • proviamo a ridurre al massimo i nostri consumi di energia prima di fare investimenti poco trasparenti per ottenere nuova energia!
  • monitoriamo i nostri consumi facendo autolettura e autocritica (soprattutto)
  • leggiamo con attenzione le bollette che riceviamo
  • analizziamo attentamente gli importi fatturati

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Vi siete mai resi conto del vostro effettivo consumo di energia elettrica?

il totale da pagare in bolletta dice poco nulla dei vostri consumi energetici – gli importi fatturati invece ci dicono qualcosa di più!

leggiamo la mia bolletta da 161,44€ del bimestre giugno-luglio:

  • spese per la materia energia 36,17€
  • spese per il trasporto e la gestione del contatore 39,34€
  • spese per oneri di sistema 49,67€
  • altre partite 3,85€
  • totale imposte e iva 32,41€

… per il mio consumo effettivo di 36,17€ dovrei farmi finanziare dalla banca un impianto fotovoltaico completo e poi salire sul tetto a farmelo installare?

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Ma visto che parliamo di cifre, il costo medio unitario del kWh, qual’è?

  • il costo medio unitario del kWh come rapporto tra il totale pagato e i kWh consumati è di ben 0,49 €/kWh (eh sì, avete letto bene: mezzo Euro!)
  • il costo medio unitario del kWh come rapporto tra le spese per la sola materia energia e i kWh consumati è invece 0,11 €/kWh

Letto tutto questo si potrebbe reagire dicendo che nemmeno vale la pena sostituire una vecchia lampadina con una nuova a led…

In fondo solo ¼ della bolletta riflette i nostri consumi reali.

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Forse l’unico senso del fotovoltaico è installare anche una batteria domestica come quella proposta dalla Tesla: la Powerwall è la batteria domestica che si carica utilizzando l’elettricità generata dal fotovoltaico o quando le tariffe elettriche sono basse. Per la casa è comunque una riserva di energia elettrica di backup.

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Powerwall consente di massimizzare l’autoconsumo di energia solare: con 6,4 kWh di capacità di accumulo di energia possiamo sfruttare l’elettricità generata dal fotovoltaico tutte le sere:

  • è una batteria agli ioni di litio ricaricabile con controllo termico del liquido garantita 10 anni con 92,5% di efficienza CC in entrata e uscita
  • potenza di 3,3 kW e profondità di scarica 100%
  • tensione 350 – 450 volt compatibile con reti elettriche monofase o trifase.
  • corrente 9,5 Ampere (il convertitore CC/CA non è incluso)
  • 97 kg da attaccare al muro

Un po’ di indipendenza non guasta:

 Ho sempre detestato il fotovoltaico e il conto energia e i finanziamenti e la burocrazia che li accompagna, ma un impianto fotovoltaico che ricarica la mia batteria e mi rendesse indipendente mi alletta molto:

  • usare l’energia solare accumulata mi piace molto di più dell’idea di rivenderla alla rete per fare una mini speculazione. 

Qual’è la vostra opinione?






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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Una Macchina che costruisce macchine, Gigafactory

Volkswagen investe miliardi di Euro per la costruzione della sua fabbrica di batterie a Salzgitter. Improvvisamente si riscopre il piacere dell’essere indipendenti dalla produzione in Cina? Oppure è una reazione allo scandalo VW del settembre 2015?

macchina-costruisce-gigafactory-01

Tesla intende costruire fabbriche di batterie sia in Europa che in Cina.

Juli 2016

Juli 2016

La Gigafactory, colonna portante dei piani di crescita Tesla (dalle 50 000 Auto del 2015 alle 500mila del 2018), avrà in pochi anni una capacità produttiva di batterie quanto quella delle fabbriche del resto del mondo. La sua dimensione è quella di un hangar per cento Boeing 747.

Elon Musk, alla cerimonia di apertura della Gigafactory in Nevada: «Da una parte devono entrare materiali grezzi, dall’altra parte dovranno uscire automobili finite». Le fabbriche-Tesla devono essere concepite come «Una Macchina che costruisce macchine». Questa integrazione è necessaria per offrire nuove auto a prezzi accessibili, in netto contrasto con l’attuale organizzazione degli infiniti fornitori di componenti.

Dice Musk: «se facciamo viaggiare ogni molecola in giro per il mondo…».

Ha ragione, e lui può dirlo – un auto elettrica è composta di un numero di pezzi assai minore rispetto ad un’auto con motore tradizionale.

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Mi sembra ieri che si lodava l‘idea del just in time con la Ford che applicava il «dock to factory floor» (“dalla banchina (di ricezione) direttamente sul pavimento del reparto di produzione”, evitando il magazzino) e la Toyota Motor Corporation che applicava appunto il JIT come filosofia produttiva giapponese sia per le materie in entrata che per i prodotti in uscita, una produzione in linea con le stime di assorbimento del mercato. Negli anni ’80 si voleva ridurre il vantaggio competitivo giapponese con la catena delle forniture esterne, dei componenti che arrivavano da ogni piccolo fornitore individuato dalla casa madre.

Mi piace l’idea che una sola macchina costruisca la mia nuova macchina. L’idea di Musk è una Tesla-factory per continente, speriamo non sia una “balla di sapone”.


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Una boccata d’aria fresca con filtro HEPA

Un  HEPAHigh Efficiency Particulate Air filter, è un filtro ad elevata efficienza composto da foglietti filtranti di microfibre in più strati separati da setti in alluminio. Si riescono a bloccare le particelle solide inquinanti (il particolato) con efficienza di filtrazione compresa tra l’85% (H10) e il 99,995% (H14). Quindi le 5 classi (da H10 ad H14) hanno caratteristiche prestazionali crescenti.

Esistono anche filtri ULPA (Ultra Low Penetration Air) con efficienza di filtrazione tra il 99,9995% (U15) e il 99.999995% (U17).

Per comprendere meglio:

  • l’efficienza è del 99.999 % quando particelle con diametro 0.3 µm penetrano attraverso il filtro per lo 0.001%.

Se avete deciso di installare un impianto vmc, centralizzato o decentralizzato, informatevi sulla scelta dei filtri che potrete installare, magari con una sostituzione a pagamento. Ci sono moltissimi livelli di filtraggio oltre ai filtri ad alta efficienza menzionati qui sopra, quindi informatevi attraverso le schede tecniche della vostra futura VMC! Qui avevo preparato un elenco dei filtri in commercio.

Fantasticando sul mondo dell’auto:

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cosa si prova a dirigere marchi come Mercedes Audi o BMW che da decenni studiano migliorano e stravendono le loro auto lottando per qualche cavallo in più o qualche secondo in meno e poi, una mattina ti svegli e vieni a sapere che esiste la Tesla Model S che viaggia con pilota automatico in trazione integrale elettrica con coppia delle ruote anteriori e posteriori controllata digitalmente sfoderando accelerazioni da zero a 100 km/h in 3 secondi? Cosa si prova? Come ci si sente? Se fossi io a capo di questa disfatta mi nasconderei dietro a due enormi baffoni

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Cosa centra questo con la qualità dell’aria ambiente? Centra centra…

immaginate di dirigere marchi come Mercedes Audi o BMW

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e una mattina, svegliandovi, venire a sapere che il primo vero sistema di filtraggio dell’aria HEPA che elimina dall’abitacolo fino al 99,97% dello smog da tubo di scarico e di altri polveri inquinanti è  disponibile su Tesla Model S.

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Come ci si deve sentire?

Beh, intanto che i grandi dell’auto si svegliano, si lavano (spero) e prendono il caffè per andare a leggere il giornale in ufficio sappiate che la Tesla Model S è ora accessoriata con un sistema di filtraggio dell’aria HEPA, di qualità ospedaliera, che rimuove almeno il 99,97% del particolato esausto e mantiene fuori dall’abitacolo polline, batteri, virus e inquinamento. La modalità “difesa da armi biologiche” crea una pressione positiva all’interno dell’abitacolo, proteggendo i passeggeri.

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La prima e forse unica auto al mondo ad essere dotata di un filtro abitacolo HEPA.

Che dire? Beato chi ce l’ha. Noi dobbiamo arrangiarci:

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Il Cancelliere tedesco descrive le dimensioni di un filtro HEPA: pare che Dieter Zetsche non ne abbia mai visto uno…

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Il sistema di filtraggio dell’aria delle nuove Tesla è stato testato in ambienti reali, dalle autostrade nell’ora di punta, a zone paludose, discariche e pascoli nella Valle centrale della California, alle grandi città della Cina. Volevano essere sicuri che assorbisse i particolati e gli inquinanti gassosi, i batteri, i virus, i pollini e le spore della muffa.

Tesla ha deciso di testare il sistema completo come se fosse su strada, ma in un ambiente in cui fosse possibile controllare e monitorare le condizioni atmosferiche in modo preciso. Ha messo una Model X in una bolla contaminata con livelli di inquinamento estremi (1.000 µg/m³ di PM2,5 rispetto al limite dell’indice di qualità dell’aria “buono” dell’EPA di 12 µg/m³) e attivato la modalità di difesa dalle armi biologiche. Leggi qui i risultati!

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La mia futura auto è in progettazione

Ho investito tutto nella casa, non potrei mai permettermi una macchinona potente veloce e lussuosa. Ricordo un’ emozionante corsa in Porsche Targa di un conoscente quando ancora non avevo l’età della patente

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e più tardi, sempre sul sedile del passeggero, una corsa su strade innevate dentro ad una scomoda ma strabiliante MG

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Strada di montagna, in salita grazie al cielo. Dopo i primi tornanti mi sono sentito fortunato – fortunato di esserci ancora. Una lumaca davanti a noi – ho subito pensato di essere salvo. Sorpassiamo. Non credevo fosse una manovra possibile per la fisica (già a quei tempi ero una schiappa in fisica) – il sorpasso riesce alla perfezione, stupisce me e anche i sorpassati, da lì in poi nessun ostacolo. La MG sembrava volare sul ghiaccio.

Forse tutti noi che abbiamo visto l’auto crescere, diffondersi, migliorare e diventare anche comoda veloce e parca grazie al continuo downsizing dei motori abbiamo avuto il sogno di guidare qualcosa di forte da grandi.

I tempi sono cambiati, come i gusti e i sogni. Per me il rombo è diventato un fastidio e il motore a scoppio stesso mi sembra un vecchiume tenuto in vita perchè c’è tanto petrolio.

Mi muovo ancora anch’io con un’auto a benzina,

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ma la gran voglia del modello successivo e di cambiare auto è sparita col tempo e l’età. Un’auto nuova, bella pulita e profumata è sempre un piacere, non lo posso negare… ma l’idea di sollevare il cofano e trovarci sotto l’ennesimo groviglio maleodorante mi delude al solo pensiero.

Ho isolato il tetto di casa con 22 centimetri di fibra di legno con la speranza di avere inverni più piacevoli ed estati meno calde, ho coibentato anche le pareti dall’esterno per ridurre le dispersioni: un grande investimento. Lungimiranza? Visione del futuro? Voglia di Indipendenza da tanto bisogno di energia? Questione di agevolazioni fiscali? Un po’ tutte queste cose messe insieme.

Ma se credo nell’abbassamento della bolletta energetica e delle emissioni, posso sognare di correre con un’auto a benzina o a gasolio?

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Il sogno se n’è andato – ho altri sogni.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

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Non voglio più un’auto a benzina o a gasolio. So che ce ne sono di bellissime, ce ne sono di tutti i colori e per tutte le tasche, ma mi pare di comprare una roba vecchia. Una cosa che non ha più senso.

I più tecnici e i più informati mi vorranno ricordare che l’auto elettrica utilizza comunque energia non pulita: l’emissione di CO2 per ogni kWh elettrico prodotto, varia notevolmente tra le nazioni e dipende dal mix di fonti energetiche utilizzate per produrre energia. Considerando l’ energia elettrica e calore generati da combustibili fossili, nucleare, idroelettrico, geotermia, solare e biomasse in Italia  l’impronta CO2 g/kWhel vale 406 (se consideriamo solo la produzione di energia elettrica (non calore) il valore sarebbe maggiore, 531). Se vuoi approfondire clicca qui.

Quindi, lo so che l’energia elettrica è sporca e il suo trasporto dalla fonte all’utilizzo è inefficiente, ma almeno lo “sporco” è concentrato alla produzione: al mio passaggio non tolgo il respiro ai passanti sul marciapiede, alle biciclette che mi seguono e alle finestre che affacciano sui viali. Non esco dal giardino avvelenando i bambini che giocano. Secondo me, chi può permetterselo deve guidare elettrico, e dare una buona spinta al mercato in tal senso.

Il futuro non può più essere bruciare il petrolio sotto il cofano.

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Con meno di 1,5 € di corrente per 100 km potrei guidare questa 100% ELETTRICA:

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Tra il suo costo e le dimensioni, sicuramente mi tengo la mia vecchia e buona auto ancora qualche annetto. Sarebbe un incubo sborsare una cifra simile per muovermi con quest’auto lillipuziana. Questa Citroën C-ZERO con motore elettrico di 49 kW, alimentato da una batteria agli ioni di litio con una capacità di 14,5 kWh garantita 8 anni o 100.000 Km, raggiunge i 130 km/h e un’autonomia di circa 150 km. Ma con il suo prezzo si può fare efficienza energetica ad una casa intera e l’emozione di guidare una C zero credo sia poco superiore al suo nome.

Gallina vecchia fa buon brodo:

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Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Ovviamente elettrica! E non ibrida: non voglio nemmeno per sogno avere un motore termico con tutte le noie e rogne annesse + un nuovo motore elettrico d’aiuto per compensare i consumi e le prestazioni. Se devo spendere per guidare un’ibrida rinuncio subito, mi tengo la mia gallina vecchia.

Ma se un giorno volessi quell’auto nuova, bella pulita e profumata?

Allora vorrei guidare il futuro. Il passato l’ho già guidato abbastanza, la mia prima auto risale al febbraio 1985. Sono trent’anni che vado dal benzinaio.

Ho prenotato questa

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Potrebbe essere il mio “pesce d’aprile” per i lettori, ma potete farlo anche voi con 1.000€ cliccando sulla pagina ufficiale Tesla Model 3.

Mi sembra una cifra ben riposta, un buon passo per concludere bene il 2017:

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Avrete già sentito parlare di Tesla… chi è stato a KlimaHaus 2016 a Bolzano l’avrà anche vista parcheggiata nel piazzale, si trattava della grossa Model S, la bestia per pochi:

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Verso la fine del 2017 Tesla promette di consegnare il nuovo Model 3, la sua piccola elettrica, ad un prezzo di circa 35mila Euro, che è il prezzo di una Passat 1.6 Turbodiesel (sentito che parola orribile? .. tur-bo-die-sel).

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La Model 3 non è proprio una piccola:

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Sono pochini 345 km di autonomia?

Me li farò bastare. Pianificherò meglio i viaggi, sarà il prezzo da pagare per indirizzare il futuro nel verso giusto, già che i Supercharger sono paline di ricarica gratuite! E dopo pochi minuti, dalla stazione che contiene vari Supercharger, si può riprendere il viaggio: guarda dove li trovi sulla mappa.

In fondo, se per colpa della scarsa autonomia acquistassi un’altra auto a gasolio è come se dicessi al mercato dell’automobile << continuiamo così, facciamoci del male >>

Ma torniamo a parlare di corrente, di energia elettrica:

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Tesla propone la Powerwall che è una batteria domestica che si carica utilizzando l’elettricità generata dal fotovoltaico o quando le tariffe elettriche sono basse. Per la casa è comunque una riserva di energia elettrica di backup.

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Powerwall consente di massimizzare l’autoconsumo di energia solare: con 6,4 kWh di capacità di accumulo di energia possiamo sfruttare l’elettricità generata dal fotovoltaico tutte le sere:

  • è una batteria agli ioni di litio ricaricabile con controllo termico del liquido garantita 10 anni con 92,5% di efficienza CC in entrata e uscita
  • potenza di 3,3 kW e profondità di scarica 100%
  • tensione 350 – 450 volt compatibile con reti elettriche monofase o trifase.
  • corrente 9,5 Ampere (il convertitore CC/CA non è incluso)
  • 97 kg da attaccare al muro

Un po’ di indipendenza non guasta:

 Ho sempre detestato il fotovoltaico e il conto energia e i finanziamenti e la burocrazia che li accompagna, ma un impianto fotovoltaico che ricarica la mia batteria e la sera o in caso di problemi alla rete elettrica, essere in grado di alimentare la mia casa, e i miei elettrodomestici, mi alletta molto:

  • usare l’energia solare accumulata mi piace molto di più dell’idea di rivenderla alla rete per fare una mini speculazione. 

Italia 1a al mondo x contributo fotovoltaico in mixelettrico nazionale

Sapete che la classifica dell’efficienza energetica vede l’Italia al 1° posto, davanti a Germania e Regno Unito? Lo rileva il “Ranking 2016 dell’Efficienza Energetica Mondiale”. Non abbassiamo la guardia!

E voi? come la pensate? Continuiamo così?

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federico_sampaoli_espertocasaclimacom  ipha_member   articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009.

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Esperienza elettrizzante sul serio! Tesla

    oggi, leggendo un commento, ho deciso di pubblicare questo articolo e andare un po’ fuori tema espertocasaclima pur rimanendo nell’orto dell’efficienza energetica, l’orto che più piace, a chi scrive e a chi mi legge!

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questo era il commento:

quest’anno sono stato in Norvegia, non esagero se dico che un’auto su dieci era una Tesla, stazioni di ricarica anche in mezzo al nulla della foresta….notare che la Norvegia è uno dei più grandi esportatori di petrolio!

e un altro:

A proposito della Norvegia, paese in cui da tre anni vivo. Nel 2014 e 2015 un’auto su tre fra quelle immatricolate è totalmente elettrica. Si calcola che entro la fine del 2016 saranno 80mila i veicoli totalmente elettrici su strade norvegesi. Il paese esporta petrolio, ma non ne brucia per produrre elettricità, il mix energetico norvegese proviene quasi esclusivamente dall’idroelettrico, dunque la mobilità elettrica è considerata una buona soluzione ecologicamente parlando.

 e un altro:

il motivo del successo sta negli incentivi fiscali: la tassazione dei veicoli a motore a combustione in Norvegia è da sempre spaventosamente alta (raggiunge spesso il 50% del prezzo finale). I veicoli elettrici (targa che comincia con EL <3 ) sono tassati al minimo, meno dell’IVA, non pagano pedaggi, non pagano bollo, hanno assicurazione agevolata, non pagano traghetti, e ancora nella maggior parte delle città possono servirsi delle corsie del trasporto collettivo (questione critica e in fase di cambiamento in molti posti)

 e un altro:

Con la ricarica a casa o nelle stazioni Supercharger (che è gratis) si risparmia tantissimo rispetto alla benzina.

 e un altro:

Mi chiedevo perché non si potesse cambiare al volo la batteria, ma a quanto pare non c’è convenienza economica e anche negli USA hanno rinunciato a creare nuove swap stations.

Cosa ne penso io? dell’auto elettrica?

Che invidia!

A volte mi affaccio al balcone di casa e mi guardo il giardino, le piante, le galline in giro – ma dopo poco sono stufo di sentire il traffico che mi passa davanti, sembra che nessuno voglia guidare con un filo di gas, accelerano come se le marce non bastassero mai, gli scooter si comportano peggio dell’intera classe. La mia fortuna è abitare sul lato est della strada, il vento dominante mi libera quasi tutto l’anno dai loro gas di scarico investendo i miei dirimpettai – una piccola consolazione atmosferica.

Dicevo che a volte mi affaccio al balcone, assorto nei miei pensieri e leggermente infastidito dal passaggio motorizzato di fondo penso – il motore a scoppio è proprio un marchingegno anacronistico BRUMM BRUMM ROAARRR (come scriverebbe Disney nei suoi fumetti o Diabolik in fuga). Ma chi vorrebbe vivere alla fine dell’800 quando a parte lo scalpiccio dei cavalli, il martello del fabbro, il rombo dei carri e le grida degli uomini, ancora regnava il silenzio?

Viziati come siamo, vogliamo anche il silenzio e il cielo azzurro? Sì.

 

Tutti i commenti sopra riportati erano riferiti all’articolo originale “Sto facendo un Tesla Challenge: da Lugano a Roma e ritorno in auto elettrica” tratto dal blog Il disinformatico scritto da Paolo Attivissimo che forse già conoscete.

Un’ultima cosa e poi vi lascio al mini-sondaggio, è curioso il fatto che il sito Tesla originale informi ampiamente e chiaramente i suoi lettori, o futuri clienti, dell’importanza della scelta del tipo di pneumatico per rendere l’auto più o meno efficiente in fatto di autonomia.

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Che l’efficienza energetica sia per il sito Tesla in lingua italiana un’inutile argomento? Che il cliente italiano Tesla sia un perfetto imbecillotto pieno di soldi? (nel senso che “imbelle” come dicevano Aldo Giovanni e Giacomo..

tesla autonomia cerchi 19

Nel centro storico della mia città per qualche giorno c’era una Tesla in vetrina: rossa! Ma scusate, l’auto elettrica, efficiente, silenziosa, fresca d’estate, non è bianca? Così ci ha abituato Toyota!

toyota elettrica

E bianca è anche la e-Golf! Behhh forse che il cliente italiano Tesla tipo sia….. ? Forse

e golf espertocasaclima

A voi trarre le conclusioni.


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