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Gli edifici con la ventilazione come sistema di riscaldamento

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Il sogno di una casa passiva è per molti il sogno di non prevedere un impianto di riscaldamento tradizionale: una casa che funzioni quasi “a vela”…

Sì, una casa passiva, sfruttando il sistema di ventilazione VMC centralizzato può riscaldare gli ambienti nelle giornate più sfavorevoli dell’inverno: non tanto quelle con temperature più rigide, quanto quelle grigie, fredde, nebbiose, nuvolose che impediscono ai raggi del sole di portare una sufficiente energia all’interno dell’involucro così ben coibentato. In mancanza di apporti solari gratuiti la casa passiva non funziona più come dovrebbe, ecco che un po’ di energia immessa nell’impianto VMC può colmare questa mancanza di Watt, in mancanza del sole. Quindi riscaldare con l’aria canalizzata nella VMC è possibile, è difficile, e presenta anche delle difficoltà.

Dobbiamo tenere presente che l’aria di ricambio può trasportare solo poco poco calore:

  • infatti, la portata d’aria non deve essere mai maggiore di 0,4 Volumi / ora

Una Pompa di Calore invece, con mandata di circa 35 °C riesce a fornire circa 4 W/mq

Una caldaia a metano con mandata di circa 52°C riesce a fornire circa 10 W/mq

Lo ricordo perchè gli utenti che pensano di riscaldare la loro nuova casa dei sogni solo attraverso l’aria della VMC di controllare le caratteristiche dell’edificio, altrimenti si cade nel sovradimensionamento della portata dell’ aria per poter fornire il calore necessario.



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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Lastrico solare, isolare e trasformare

I nuovi proprietari dell’ultima unità in alto in un condominio (di un palazzo.. fate voi)  sono di solito i più interessati tra tutti i condòmini ad intervenire sull’ultimo solaio: un po’ per garantirsi dal rischio di infiltrazioni e un po’ perchè sono interessati a riqualificare energeticamente il loro ultimo piano che, come noto, è quello che più di ogni altro soffre di dispersioni termiche invernali e importante surriscaldamento nella stagione estiva.

Da un lato la lotta in sede di riunione condominiale per proporre i lavori, dall’altro la burocrazia.

Progettando la stratigrafia per isolare l’ultimo solaio (tetto piano) è sempre conveniente intervenire da fuori, cioè all’estradosso: così si ottengono le prestazioni migliori. Questa è anche l’occasione per fare una nuova impermeabilizzazione una volta finiti i lavori.

Non capita di rado che sia proprio il proprietario dell’ultimo piano ad accollarsi le spese per tali lavori – spesso l’unica alternativa alla battaglia di condominio. Sarà lui a finanziare tutti i lavori di manutenzione straordinaria e di riqualificazione e a questo punto si prende il lusso di ripavimentare il lastrico solare a suo gusto – parapetti, vasi e mobili da giardino inclusi.

Ma l’ex tetto piano malandato dell’edificio può trasformarsi in un terrazzo abitabile senza aver richiesto il permesso di costruire?

Di per sè, pavimentare un lastrico solare è solo un intervento di manutenzione straordinaria e non ne cambia la sua destinazione di utilizzo (è un tetto).

Volete che il lastrico solare diventi un terrazzo? ci vuole il permesso di costruire.


            

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Usare elettricità per produrre calore a basse temperature è stupido

La normativa sulla quota minima di fonti rinnovabili negli edifici nuovi o sottoposti a ristrutturazioni rilevanti ci costringe ad installare qualche pannello sul tetto per forza.

In effetti il solare è semplice e geniale per la produzione di ACS, acqua calda sanitaria, e può contribuire alla gestione dell’impianto radiante a bassa temperatura.

L’invasione delle pompe di calore PdC e dei piani a induzione per cucinare sta portandoci invece verso la completa elettrificazione dei consumi:

è un bene o un male? è energia pulita o sporca?

Ricordiamoci che il consumo di energia per riscaldamento è doppio rispetto a quello dei consumi elettrici e dei trasporti, quindi, un’ improvvisa elettrificazione di tutti i consumi (riscaldamento + raffrescamento + trasporti) non può essere sopportata dalle energie rinnovabili: si ricadrebbe sulle fonti fossili e sul nucleare (elettrificare tutto non vuol dire automaticamente energia pulita)!

La combinazione efficiente di riscaldamento, raffrescamento, trasporti ed elettricità potrebbe invece permetterebbe alle future reti energetiche intelligenti di funzionare con le sole fonti rinnovabili: insomma, le rinnovabili termiche (il solare termico) che hanno dimostrato purtroppo una scarsa capacità di riduzione dei costi energetici sono fondamentali per

  • evitare la completa elettrificazione dei consumi
  • portare un migliore equilibrio della fame energetica.

Tutto elettrico non si può!

Usare elettricità per produrre calore a basse temperature è stupido: è uno spreco di risorse che andrebbero impiegate diversamente.

 

            

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Isolare il lastrico solare anche contro il caldo, chi paga?

Il proprietario dell’appartamento all’ultimo piano è quello che più avverte il surriscaldamento estivo e più vive le problematiche delle elevate dispersioni invernali.

Nel caso in cui lo stabile si decida per il rifacimento del lastrico solare è proprio il proprietario dell’ultimo piano ad essere il diretto interessato alla qualità dell’intervento:

  • una nuova impermeabilizzazione garantirà molti anni senza infiltrazioni ma nessun miglioramento dal punto di vista energetico estivo ed invernale
  • un minimo isolamento termico con materiali di sintesi garantirà un certo contenimento delle dispersioni invernali e temperature superficiali interne dei soffitti molto più confortevoli
  • una corretta progettazione con materiali isolanti adatti anche alla protezione dal veloce surriscaldamento dei locali sottostanti garantirebbe un confort migliorato in tutte le stagioni e dunque un investimento utile per tutti i 12 mesi dell’anno

Riuscire a garantire una buona inerzia termica per smorzare correttamente la radiazione solare estiva si esprime in ore di sfasamento sufficienti a prolungare il tempo dell’arrivo dell’onda termica negli ambienti sottostanti.

Il problema del surriscaldamento estivo, lo abbiamo ormai capito tutti, non è esclusivo delle regioni meridionali, ma piuttosto delle isole di calore create dalle città senza sufficiente verde.

Io spingo sempre per ottenere almeno almeno 12 ore di sfasamento, in modo che l’onda termica raggiunga l’interno verso sera, quando sarà nuovamente possibile fare ventilazione naturale. Sì lo so anch’io che certe sere e anche certe notti si boccheggia e fuori fa ancora più caldo che dentro – che volete che vi dica? abbiamo cementato tutto, abbiamo tagliato gli alberi perchè sporcano… questo ci meritiamo!

Ma torniamo allo sfasamento! Quello che è tipico di un edificio con muri incredibilmente spesso si può ottenere con un’oculata progettazione: da cosa dipende il valore di sfasamento di un pacchetto isolante?

beh, dipende da un mix di caratteristiche importanti:

  • conduttività  termica
  • densità
  • capacità  termica massica

Ma chi dovrà sostenere le spese per questo utile intervento? in gran parte utile alle abitazioni dell’ultimo piano.

Saranno i millesimi a determinare la quota di spesa di ciascuno? Ecco quanto ho letto in un estratto del Il sole 24 ore:

La proiezione in verticale determina le spese per rifare il terrazzo di uso esclusivo.

Con una recente pronuncia, la Corte di Cassazione ha ribadito che i 2/3 delle spese per il lastrico solare di uso esclusivo sono a carico dei condomini proprietari individuali delle singole unità immobiliari comprese nella proiezione verticale del lastrico stesso.
1/3 dei costi sarà a carico del proprietario esclusivo e i rimanenti 2/3 a carico dei proprietari delle unità immobiliari comprese nella proiezione verticale del lastrico alle quali funge da copertura.

Ciò non toglie che chi cade nella proiezione del terrazzo è pur sempre un condomino a tutti gli effetti e, come tale, è obbligato a concorrere alle spese generali del condominio secondo i millesimi di proprietà.

La ripartizione delle spese secondo la Corte d’appello:

Abbiamo un fabbricato composto da 2 scale (“scala A” e “scala B”).

La lite nasce per la ripartizione delle spese relative al lastrico solare di proprietà esclusiva della “scala B”. Tale lastrico, a quanto pare, serve da copertura non solo agli appartamenti sottostanti, relativi alla “scala B”, ma anche ad alcuni beni comuni ai due corpi scala (galleria pedonale, portico pedonale, portineria, atrio, piani interrati, corselli dei box).

Secondo la Corte d’appello, i costi per il rifacimento del lastrico solare devono essere sostenuti, per 1/3, dal proprietario esclusivo del lastrico e, per i rimanenti 2/3, da tutti i restanti condòmini (ovvero sia da quelli rientranti nella “scala A”, sia da quelli della “scala B”.

Poiché nella proiezione del lastrico solare si trovano beni di proprietà comune ai due corpi scala, è logico che i costi per la ripartizione debbano essere ripartiti tra tutti i condomini.

L’art. 1126 cod. civ. stabilisce espressamente che «quando l’uso dei lastrici solari o di una parte di essi non è comune a tutti i condomini, quelli che ne hanno l’uso esclusivo sono tenuti a contribuire per 1/3 nella spesa delle riparazioni o ricostruzioni del lastrico: gli altri 2/3 sono a carico di tutti i condomini dell’edificio o della parte di questo a cui il lastrico solare serve, in proporzione del valore del piano o della porzione di piano di ciascuno».

Il problema dell’individuazione dei soggetti tenuti al pagamento dei rimanenti ?:

La Corte di Cassazione, con l’ordinanza del 10 maggio 2017, n. 11484, ha dettato il principio di diritto in base al quale i 2/3 delle spese devono essere ripartiti esclusivamente tra i proprietari delle unità immobiliari che si trovano nella proiezione verticale del terrazzo esclusivo (Cass., Sez. II, sent. 25 febbraio 2002, n. 2726; sent. 4 giugno 2001, n. 7472; sent. 15 aprile 1994, n. 3542; sent. 29 gennaio 1974, n. 244; sent. 16 luglio 1976, n. 2821).

La Cassazione peraltro sottolinea che l’art. 1126 cod. civ. non è compreso tra le disposizioni inderogabili richiamate dall’art. 1138 cod. civ. (l’art. 1126 cod. civ. è derogabile). Conseguentemente il regolamento del condominio può dettare modalità diverse per la ripartizione delle spese relative alla manutenzione del lastrico solare di uso esclusivo, ponendo le stesse a carico di tutti i condòmini e introducendo un’apposita clausola nel regolamento di condominio.

 

            

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La Plug-in Hybrid che consuma come casa mia

Dieci anni fa parlavano tutti di cappotto? di isolamento termico? di efficienza energetica? di risanamento energetico?   Nessuno! Quasi nessuno.
E’ cambiato il mondo – anche in Italia, di coibentazione si parla con destrezza (e qualche incompetenza)! Gli italiani vogliono una casa efficiente, con bollette contenute e comfort interno: non vogliono un forno d’estate e non vogliono una ghiacciaia d’inverno. Il mondo è cambiato!

Ma se non ci arrendiamo più a bollette per riscaldamento da oltre 1.000€ l’anno – e vogliamo / pretendiamo efficienza – come sopportare la nostra vecchia auto che divora carburante come (o poco meno) quelle dei gloriosi anni ’80?

In casa vogliamo vivere come marziani, riscaldati dal sole, ventilati attraverso il recuperatore di energia, in un involucro ideale – poi – apriamo il garage, usciamo in macchina e per fare 15mila km l’anno siamo disposti a spendere oltre 1.500€ (7litri/100km) di carburante e avvelenare i passanti.

Non si tratta di una rigida, profonda e irrazionale dicotomia? Ma cosa succede dentro di noi?

Eh sì, è ancora presto per l’auto elettrica.

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E non possiamo tutti girare in Tesla 100D, 613km di autonomia, batteria da 100kWh, 2,7 secondi da 0-100km/h 160.800€.

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Però un’auto ibrida con 50 km di autonomia in modalità EV, e una velocità massima di 135 km/h non ci andrebbe bene?

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Un consumo dichiarato di 1 litro per 100 chilometri non si sposerebbe benissimo con la nostra casa finalmente efficiente e parca nei consumi?

15mila km all’anno = 230€ (1litri/100km)

Immaginate la vostra nuova auto con una pompa di calore con iniezione di gas che permette di rinfrescare e riscaldare l’abitacolo (anche con temperature esterne di -10°C) quando viaggia in modalità EV (senza che il motore a benzina venga avviato).

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Aggiungeteci un nuovo sistema di ricarica solare sul tetto con batteria dedicata, che può migliorare l’autonomia elettrica fino a 5 km/ giorno – basta con la noiosa ricerca di un parcheggio all’ombra!

Il mondo sta finalmente cambiando, in tante cose anche in peggio.. proviamo a fare la nostra parte!

Diciamo al nostro concessionario di auto preferito che vogliamo anche noi un’auto da 1 litro per 100km!

O un auto così, o di auto nuova non se ne parla!

Che se le tengano in salone tutte quelle bestie assetate! Noi quelle cose là non le vogliamo più. 

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Però mi domando, quel poco di corrente che serve a caricare il nuovo pacco batterie agli ioni di litio da 8,8 kWh ricaricabili per via di un nuovo sistema di ricarica solare sul tetto con batteria dedicata, può anche venire solo dal sole? o per forza l’auto preleverà 8 kW dal mio contatore?

In questo caso, i 50km in elettrico costeranno circa 3,20€ di energia elettrica di casa! E non sono proprio poca cosa se confrontati con un’auto Hybrid NON Plug-in.

       

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Edifici ad energia zero? dipende

I super edifici ad energia zero possono anche essere una farsa!

casa-energia-zero

Chiunque potrebbe dire <<la mia casa è una Zero Energy>>

Se prendo una casa in classe G (una come quasi tutte in Italia) e metto tanto fotovoltaico quanta energia mi serve… Continua a leggere

Pannelli solari in posizione verticale: massimo design e minimo rendimento?

 Per ottenere un design esterno molto pulito ho spesso sognato di chiedere l’installazione dei pannelli solari in posizione verticale: come un modernissimo televisore incastonato nella facciata, sud.

pannelli-solari-verticali

Naturalmente il termotecnico lo vorrebbe montato sulle sue staffe ed inclinato all’ottimo grado con un pessimo rapporto prestazioni/bellezza, ma io sono testardo.

pannelli-solari-verticali-2

A naso, avrò meno irraggiamento in estate rispetto all’inverno, ma in estate c’è maggior disponibilità di sole e temperature ambientali maggiori, cose che concorrono agevolmente a  sopperire al minor irraggiamento dovuto all’inclinazione sfavorevole. Dunque, a naso, avrò sicuramente un impianto ben bilanciato: meno prestante d’estate e più favorevole d’inverno.

Analizziamo i dati di irraggiamento delle nostre zone nei giorni ”chiave” dell’anno alle ore 12:00, esposizione a SUD:

  • con inclinazione verticale,
  • e con inclinazione di 30°
 21 dicembre 21 marzo  21 giugno  21 settembre
pannello verticale   1111 Watt/mq  908 Watt/mq  466 Watt/mq  901 Watt/mq
pannello a 30 gradi  945 Watt/mq  1268 Watt/mq  1288 Watt/mq  1258 Watt/mq

 Direi che non c’è tanto da temere: proprio quando il sole manca (in dicembre) e le temperature sono rigide e la spesa energetica è massima, la resa del pannello solare in posizione verticale cresce quasi del 20%.

Non male come risultato: estetica e prestazioni ai massimi livelli.

Un’ulteriore vantaggio per i pannelli solari termici in posizione verticale lo si ha nella notte: vedendo una meno ampia sezione fredda della volta celeste, esso verrà raffreddato più lentamente.

…a questo non avevate pensato vero? ammettetelo!

   Riassumendo, nella determinazione della inclinazione ottimale non può essere data una singola soluzione generale: ogni pannello, di qualsiasi tipo si tratti, sarà più sensibile e avrà un rendimento maggiore quando i raggi solari lo colpiscono in maniera perpendicolare al piano. Questo, perché sempre secondo la legge di Lambert l’energia di una radiazione è proporzionale all’angolo incidente.

Sta a noi scegliere se vogliamo una media di prestazioni più elevata o vogliamo la massima prestazione quando ne abbiamo il massimo bisogno!

La scelta dell’ orientamento per una panello solare è molto importante nel caso di montaggio verticale. Infatti, tanto più la disponibilità di energia solare coincide con il momento del fabbisogno di energia, tanto più sarà la resa dell’impianto. Accumulatori a parte, se la domanda coincide con l’offerta si posso ottenere dei sensibili vantaggi in termini di guadagno energetico! Perciò il momento della domanda di energia può influenzare la scelta dell’orientamento ottimale. Se per esempio la domanda di calore nel mattino è più bassa che nel pomeriggio, un orientamento verso il sole pomeridiano a sud-ovest può essere più vantaggioso.

La richiesta energetica giornaliera media per la produzione di acqua calda sanitaria ACS di una persone è di 2-3 Kwh (80 Kwh su proiezione mensile). Questo bisogno energetico viene soddisfatto per la maggior parte attraverso un impianto formato da quasi 2 mq di pannelli solari. Solo nei mesi invernali la produzione energetica dei pannelli non arriva a soddisfare completamente la richiesta di acqua calda sanitaria, che deve venire integrata con la normale caldaia.

L’energia solare resta la più disponibile: il sole irradia sulla Terra 178.000 milioni di milioni di Watt ogni anno pari a 15.000 volte l’attuale consumo di energia da parte dell’uomo. Sfruttiamola!

Ami il FAI DA TE ? clicca qui: esperto casaclima fai da te

Mini glossario per voi:

  Altezza solare: l’angolo formato tra la direzione dei raggi solari e il piano orizzontale.

  Solstizi: i due punti dove l’eclittica raggiunge la massima distanza dall’equatore. Il Sole vi transita all’inizio dell’estate (solstizio estivo) con declinazione +23°27′, e all’inizio dell ‘inverno (solstizio invernale) con declinazione -23°27’.

  Equinozi: i due punti nei quali l’eclittica interseca l’equatore. Il Sole vi transita all’inizio della primavera (equinozio primaverile), e all’inizio dell’autunno (equinozio autunnale).

collettore-solare-verticale
Ultima realizzazione a Padova:

 solare-termico-in-verticale

Sul tema potete leggere questo eccellente pdf:

 


            

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