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Ma il Conto Termico non scade mai?

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Avete già letto qualcosa del Conto Termico? gli incentivi senza scadenza…

Il Conto Termico, al contrario dell’Ecobonus, non ha scadenza – ma perchè nello stesso paese ci devono essere due formule diverse per incentivare gli italiani ad andare verso l’efficienza energetica?

Siamo sicuri che il popolo abbia tempo e voglia di informarsi sempre di tutto e di tutti i cavilli e di tutte le scadenze per poter fare qualche passo con piena consapevolezza e sicurezza?

Sembra che ci sia qualcuno che legiferi per mettere disordine nella vita altrui, fino all’accidia, cioè all’avversione ad operare.

La vita è un lampo, e ognuno ha il suo bel da fare. Perchè non cominciare a snellire e semplificare? L’Italia è incapace? gli incapaci lascino spazio ai capaci.

Pensate che nel 2018, l’impegno di spesa per gli interventi realizzati dalle imprese e dai privati è stato pari a 146 milioni di €, e per gli interventi delle Pubbliche Amministrazioni 29 milioni di €. Per capirci bene erano disponibili 900 milioni di € all’anno (cioè 700 milioni per imprese e privati + 200 per le Pubbliche Amministrazioni).

E’ vistoso che rispetto alla disponibilità di milioni di euro, gli interventi siano stati solo una manciata! Allora? Sentite anche voi profumo di accidia

Certo che questa canzonetta dei bonus degli incentivi e dei rimborsi, tutti instabili, farragginosi, incerti, con mille scadenze e mille adempimenti cominciano a stufare.

Vedremo se nel corso del 2019 gli incentivi erogati saranno ancora inferiori a quelli disponibili, temo di sì. Ma chi ci governa sa quello che fa?

E se parliamo di Ecobonus, le cose vanno meglio, ma c’è già una riduzione degli investimenti rispetto al 2017.  profumino di accidia?


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articolo ideato, scritto e diretto da Federico Sampaoli, impegnato a favore delle persone, del comfort e dell’open information, titolare e caporedattore di espertoCasaClima – blog di informazione e comunicazione

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Burocrazia, Enea, e le sorprese di fine anno 2018

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Si salvi chi può:

chi ha fatto lavori ammessi alle detrazioni fiscali del 50% nel corso del 2018 deve correre ai ripari: deve obbligatoriamente fare comunicazione all’ENEA delle informazioni sugli interventi effettuati (quello che prima si doveva fare per la riqualificaziuone energetica degli edifici). Quindi tutti devono fare un invio di dati simile a quello che si fa per l’Ecobonus. 

L’Agenzia per l’efficienza energetica ha costruito un sito dedicato alla trasmissione dei dati degli interventi ammessi alla detrazione del 50% online da settembre 2018 (a 3 mesi dal Panettone!).

L’Agenzia per l’efficienza energetica rassicura di dare comunicazione agli interessati in modo che abbiano tutto il tempo per l’espletamento delle pratiche:

parecchia burocrazia che chissà chi controllerà… nessuno direi

Siete preoccupati? approfondite l’argomento leggendo qui:

Il nuovo obbligo di comunicazione, anche per chi esegue semplici ristrutturazioni, di comunicare all’Enea la realizzazione di lavori in casa con un impatto sul risparmio energetico è un vincolo in più a carico dei cittadini che discende da un monitoraggio richiesto dall’Unione Europea sulla riduzione dei consumi. E io sciocco, che pensavo fosse un obiettivo tutto italiano di monitorare il risparmio energetico per avere un quadro veramente completo dello stato del patrimonio edilizio.

parecchia burocrazia che chissà chi controllerà… nessuno direi

23 novembre 2018: un nuovo adempimento per chi ha acquistato elettrodomestici con bonus mobili: deve inviare una comunicazione all’Enea relativa alla Classe Energetica e alla potenza elettrica assorbita.

Sorpresa!

L’Enea ha fatto rientrare anche forni, frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura elettrici, asciugatrici e lavatrici tra gli “interventi edilizi e tecnologici che beneficiano del bonus ristrutturazioni ma comportano anche risparmio energetico” e che sono collegati ad un intervento di recupero del patrimonio edilizio iniziato dopo il 1 gennaio 2017.

Avanti popolo! il 2019 è dietro l’angolo. Diamoci una pausa, e poi riflettiamo con cura: qual’è il nostro obiettivo per l’anno nuovo? 

i commenti sono aperti.


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articolo ideato, scritto e diretto da Marco De Pinto e Federico Sampaoli, impegnati a favore delle persone, del comfort e dell’open information. Marco titolare dello Studio di progettazione degli impianti PH Studio.  Federico titolare dello Studio di consulenza tecnica per una migliore efficienza energetica e caporedattore di espertocasaclima.com – blog di formazione e comunicazione online dal 2009. 

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Cedere il credito d’imposta per gli interventi di efficientamento energetico

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Forse era meglio nascere in Venezuela?

Ma perchè gli italiani per ogni ca**ta devono mettersi in ginocchio sui ceci e pregare per avere i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate? Perchè ogni volta che si introduce un’ agevolazione fiscale si finisce per aver bisogno di cento FAQ per capirci qualche cosa? Chi padroneggia la lingua italiana non può pubblicare chiarezza e semplicità?

Ora è la volta dei chiarimenti sulla cessione dell’Ecobonus… Parlo della cessione del credito d’imposta per gli interventi di efficientamento energetico:

Secondo la circolare n. 11/E, i contribuenti possono cedere il credito d’imposta

  • ai fornitori che hanno fatto l’intervento
  • ad altri soggetti privati
  • alle Esco, (le società che fanno interventi per l’efficientamento energetico, assumendosi il rischio finanziario)
  • alle Società di Servizi Energetici

Tutti i soggetti che sostengono le spese per gli interventi di efficienza energetica possono cedere la detrazione (interessante per tutti i soggetti che non versano imposte). Se ti interessa l’argomento e vuoi leggere interamente la circolare 11/E puoi scaricare il pdf Circolare 11E maggio 2018 cessione credito.


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Detrazione fiscale per i lavori di ristrutturazione ediliza 2018

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Solo per amanti della burocrazia.

Sapete cosa succede da quest’anno? Nel 2018, grazie alla nuova Legge di Bilancio, se chiedi la detrazione fiscale per i lavori di ristrutturazione ediliza che comportano una riduzione dei consumi o l’utilizzo di fonti rinnovabili scatta l’obbligo di comunicazione all’ENEA.

Fino ad oggi invece facevi i tuoi lavori, facevi i tuoi bonifici e spalmavi nei dieci anni successivi le agevolazioni fiscali al 50%.

Oggi devi inviare all’ENEA tutte le informazioni relative agli interventi di ristrutturazione edilizia come si faceva fino all’anno scorso per ottenere l’Ecobonus per la riqualificazione energetica degli edifici.

Sul portale curato dei tecnici ENEA sono disponibili vademecum, FAQ, la normativa di riferimento e un servizio di help desk a cui inviare i propri quesiti. Vai a questo link.


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Ecobonus serramenti dal 65% al 50%, caldaia 65%

Lavori in casa nel 2018?

Se l’ecobonus per la sostituzione dei serramenti passa dal 65% al 50% mi conviene cambiare le finestre o mi conviene cambiare la caldaia che è ancora agevolata con il 65%?

Ci sono molte persone che progettano gli interventi in casa per approfittare delle agevolazioni fiscali, ma è proprio così che devo pianificare le future spese?

Se avete una caldaia che frequentemente vi lascia a piedi e le riparazioni sono sempre più frequenti, il libretto d’impianto manca, il controllo fumi è solo un ricordo, forse è l’occasione di mettere le cose in ordine e pensare alla sostituzione.

Se la vecchia caldaia a metano da sostituire era installata internamente può valere la pena di verificare se sia possibile installarla in un luogo più comodo dove i suoi rumori non ci disturberanno e dove la manutenzione ordinaria non ci costringa ad avere estranei in casa. Beh informatevi bene e ragionate con il vostro tecnico di fiducia se sia possibile spostarla dove più vi piacerebbe. O adesso o mai più.

Il 65% sarà calcolato sulla spesa completa di installazione, quindi non solo sul generatore di calore.

Se avete una caldaia “vecchio stampo” che funziona ancora a meraviglia ma ha molti anni di vita potreste essere comunque interessati alla sostituzione per avere consumi più bassi (sia come consumo di gas e sia di elettricità) e documenti in ordine. Informatevi bene.

E le finestre? vale ancora la pena correre a sostituirle oggi che le agevolazioni fiscali sono solo del 50%?

Dipende

Intanto bisognerebbe chiedersi se in questa casa continueremo a viverci:

  • la caldaia che ci lascia a piedi non può continuare a rimanere lì se non svolge il suo compito di fornire calore e acqua calda sanitaria ogni volta che ne abbiamo bisogno (è un intervento urgente)
  • la vecchia finestra potrebbe anche star lì, isolerà poco, lascerà passare molti spifferi e rumori, ma è già lì: non toccarla non ci costa

Se la casa è la casa della nostra vita o perlomeno dei prossimi 10 o vent’anni perchè intanto i figli crescono e poi si vedrà – allora è il momento di correre a sostituire tutti i serramenti:

  • le agevolazioni fiscali non sono più ghiotte come negli anni passati (65%) ma comunque offrono un ottimo incentivo. Un incentivo pari al 50% mi sembra più che valido per decidere a favore dell’intervento.

E’ la vostra casa, sono le vostre finestre, il vostro investimento – non c’è dubbio che ne valga la pena. E inoltre abbiamo trovato un “fesso” che ci paga metà della fattura.

Naturalmente, presa la decisione per la sostituzione delle finestre, sarete obbligati a valutare anche altri aspetti oltre alla scelta del modello di serramento:

la posa

Come e dove lo installiamo questo serramento nuovo? non  esiste UNA posa: la posa dipende da moltissimi fattori. Nel caso di una sostituzione è logico che sia lo stato di fatto a decidere un po’ le cose, ma non è solo questo fattore ad entrare in gioco:

dovrete essere completamente sinceri con voi stessi e decidere se in un imminente futuro affronterete anche l’isolamento della vostra casa:

  • se siete intenzionati per un isolamento interno il serramento andrà istallato in un certo modo
  • se siete intenzionati a fare un cappotto isolando dall’esterno, il serramento andrà installato in un altro modo

Qui non può aiutarvi nessuno, siete voi a dover manifestare con chiarezza le intenzioni future. Questo sarebbe il modo migliore di prendere le decisioni di installazione con il vostro serramentista.

Ricordiamo 2 semplici regole di corretta installazione che aiuteranno a mantenere elevato il valore di trasmittanza Uw anche quando la finestra sarà posata:

  • se voglio isolare sul lato interno, la corretta installazione del serramento sarà il più possibile a filo interno: la linea del serramento rappresenta la continuità della linea della coibentazione interna della parete
  • se invece voglio posare un cappotto sul lato esterno delle pareti, i serramenti nuovi vanno portati il più possibile all’esterno perchè anche in questo caso la linea del serramento rappresenta la continuità della linea della coibentazione esterna

Non prendiamo nessuna decisione fino a che non è chiarita questa eventualità, in modo da favorire gli interventi futuri e non pregiudicare la buona riuscita dell’insieme delle opere.

            

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Cosa aspettarsi dalla Legge di Bilancio per il 2017

Cosa aspettarsi dalla Legge di Bilancio per il 2017 ?
senza fronzoli, in sintesi, sono confermati:

  • Ecobonus 65% (efficientamento energetico delle singole unità)
  • detrazione 50% (interventi sulle singole unità immobiliari)
  • sismabonus
  • bonus maggiorati e graduati per i condomìni (65%, ma anche 70% se l’intervento interessa almeno il 25% dell’involucro e addirittura 75% per interventi che migliorino la prestazione energetica invernale + estiva)
  • credito di imposta per la riqualificazione degli alberghi

Sì benissimo, ma da che parte cominciare? come muoversi? il tempo vola. Un paio di settimane e il 2017 inizia a consumarsi. Facciamoci un piano, il periodo freddo è quello ideale per progettare!

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Sbagliata la causale del bonifico per agevolazioni fiscali da Ristrutturazione o Risparmio energetico?

E’ capitato anche a me: ho cliccato sulla causale abbinata al 65% pur volendo in realtà applicare la detrazione del 50% .

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E adesso?

Manteniamo la calma e andiamo avanti!

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l’Agenzia delle Entrate chiude un occhio sulla causale errata del bonifico effettuato per godere della detrazione sui lavori edili o finalizzati al risparmio energetico.

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Non è una boutade di esperto casaclima! è la Circolare 11/E dello scorso 21 maggio che lo dice.

La vostra agevolazione non è in pericolo!

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Non dormite appunto per l’errata indicazione della causale sul bonifico di versamento? il timore di perdere il treno dell’agevolazione viene a trovarvi ogni notte?

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L’Agenzia affronta nella Circolare 11/E proprio il tema dell’inversione della causale – quando il contribuente, commettendo una mera svista, riporta sul bonifico la causale della detrazione opposta a quella che intende richiedere.

il tuo coraggio

la tua allegria

la tua determinazione

ti porteranno alla vittoria!

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Tanto per fare il mio personale esempio: si potrebbe riportare la causale abbinata al 65% pur volendo in realtà applicare la detrazione del 50%. O anche viceversa. In questi casi, rassicura l’Agenzia, non c’è da preoccuparsi, visto che l’errata indicazione della causale non preclude la concessione del beneficio:

  • 50% 65%… Lo “scambio” di causale non compromette il bonus.

Ma per quale ragione la burocrazia è così clemente con noi?

Ce lo spiega il dott. Mario Maretto – La ragione sta nel fatto che il passaggio fondamentale ai fini dell’uno o dell’altro bonus, ovvero la ritenuta del 8% a titolo di acconto sul reddito dell’impresa destinataria del versamento, non è in ogni caso compromesso. La banca o l’ufficio postale, infatti, applicano di default la ritenuta, sia in presenza della causale che rimanda al 50%, sia di quella abbinata al 65%.

Di conseguenza, nell’ipotesi in cui l’indicazione nella causale del bonifico dei riferimenti normativi della detrazione per la riqualificazione energetica in luogo di quella per gli interventi di recupero del patrimonio edilizio sia dovuta a un mero errore materiale e non abbia pregiudicato l’applicazione della ritenuta d’acconto del 8%, si ritiene che la detrazione possa comunque essere riconosciuta, nel rispetto degli altri presupposti previsti dalla norma agevolativa.

Le medesime conclusioni si possono applicare anche nel caso opposto in cui, per un errore materiale, nella causale del bonifico siano stati indicati i riferimenti normativi degli interventi di recupero del patrimonio edilizio in luogo di quelli della detrazione per la riqualificazione energetica degli edifici, fermo restando il rispetto dei presupposti per la fruizione di quest’ultima detrazione.

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In conclusione, prima di disperare… informarsi!

Qualunque sia la detrazione della quale il contribuente intende beneficiare, l’errata indicazione della causale non andrà a comprometterne l’applicazione, a patto però che sia tutto in regola con gli altri requisiti previsti (fatture, schede tecniche, asseverazioni, ecc).

Un errore, invece, che richiede necessariamente la correzione – pena la nullità dello sconto fiscale – è quello del cosiddetto bonifico “non parlante”, vale a dire quando sul bonifico viene dimenticata la causale. L’assenza della causale, infatti, non permette di effettuare la ritenuta del 4%, e automaticamente preclude la concessione del bonus.

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Calma!

in questo caso la soluzione è

  • far presente l’errore alla ditta
  • provvedere ad un secondo versamento con un nuovo bonifico (eseguito correttamente)
  • chiedere il rimborso dell’importo già pagato

PS: lo sapevate che esiste una proposta di legge “Disposizioni per la cessione dei crediti di imposta maturati per interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici mediante contratto di sconto con un intermediario finanziario”, presentata alla Camera dei Deputati? ne ho parlato qui.

 

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Inseguendo le detrazioni per le riqualificazioni energetiche

MERCOLEDÌ 16 OTTOBRE 2013, un po’ di chiarezza:

  • 2014: proroga delle Detrazioni 65% e 50% + Bonus Mobili 50%
  • 2015: il 65% scende al 50%, mentre per le ristrutturazioni si passa al 40% per poi tornare al 36% nel 2016.

Resta il prolungamento fino al 30 giugno 2015 del bonus per i condomini ( interventi relativi alle parti comuni degli immobili condominiali o che riguardino tutte le unità immobiliari del condominio).  Ridotta al 50% si prolunga alle spese sostenute fino al 30 giugno 2016.

Non resta che decidere quali interventi fare, con quali materiali, con quali posatori, con quale istituto finanziarli e con quale consulente collaborare: per questo ultimo dubbio io ho già la risposta per voi 🙂

Forza! non capita tutti i giorni di incontrare un fesso che paghi più della metà dei nostri lavori in casa! 

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