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Auto elettrica: poca energia da fonti rinnovabili o poca autonomia?

Anche l’energia elettrica non è pulita: la mia ultima bolletta enel recita che nel 2014 il mix energetico evidenzia 34,03% di energia da fonti rinnovabili.

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Se carico la mia auto elettrica durante la notte probabilmente posso solo sperare che essa provenga dall’idroelettrico, per sentirmi con la coscienza pulita. Ma anche se le fonti primarie fossero al 100% prodotti petroliferi io penso che la vivibilità delle strade aumenterebbe parecchio, e non parlo del fracasso dei motori a scoppio, parlo delle emissioni di ogni singola auto che mi passa a fianco, a pochi cm dal naso e a pochissimi da quello di mio figlio (che però cresce in fretta e si alza di quota).

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Tutte chiacchere, il vero problema è che l’auto elettrica non ha autonomia e noi, talmente abituati a viaggiare con una selva di pompe di benzina sul ciglio della strada (che non è un bel vedere, ma una gran comodità in caso di spia carburante accesa) non vogliamo rotture di scatole. E poi, anche se ci fossero ricariche ovunque, in cinque minuti facevo il pieno, mentre la mia nuova auto elettrica…..

Allora erano tutte chiacchere…., di quanto sia verde l’energia elettrica poco ci importa – ci importa invece il fatto di star fermi a caricare la batteria. Ecco cosa c’è!

Le auto usano il caricatore di bordo per convertire la corrente alternata dei caricatori a muro in corrente continua per la batteria. Ma perchè la faccenda è così lenta? Noi vorremmo l’auto di nuovo carica in 5 minuti, come siamo abituati da sempre facendo benzina!

Caricare una singola cella è come riempire un bicchiere fino all’orlo ma, senza farlo traboccare! mano a mano che il bicchiere si riempie, bisogna ridurre il flusso dell’acqua per sfruttare fino all’ultima goccia. Nelle batterie, bisogna ridurre il flusso di corrente per bilanciare il voltaggio delle celle, diminuendolo sempre più mano a mano che si raggiunge la carica completa. In caso di fretta meglio ricaricare la batteria solo fino all’80%.

Sì, è tutta una rottura di scatole.

Ma vi chiedo – se in mezz’oretta vi potessi garantire 270km di autonomia, sareste contenti? Beh, io direi che 30 minutini potremmo anche dedicarli a star fermi: una telefonata, una sgranchita alle gambe, una pipì, un’occhiata intorno… sarebbe accettabile.

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C’è solo un particolare! dovremmo cambiare anche paese. Sì lasciare l’Italia è una soluzione: i punti di ricarica sono troppo pochi, ancora troppo pochi:

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Ma sono troppo pochi i punti di ricarica o sono troppo pochi quelli che guidano un’auto elettrica? Se nessuno fumasse ci sarebbero tabaccai ovunque?

I Supercharger, quelli di Tesla, sono costituiti da diversi caricatori che operano in parallelo, trasmettendo fino a 120 kW di corrente continua direttamente alla batteria. Quando la batteria è quasi carica, l’auto riduce gradualmente il flusso di corrente, per riempire correttamente le celle fino al massimo consentito.

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Sapete come funziona la rete Supercharger? Basta accostare e collegare l’auto. Insomma se hai una Tesla sotto il sedere puoi guidare gratis tutta la vita, consumando le tue gomme ma usando energia senza doverla pagare. Direi che è interessante! 

Approfondiamo l’argomento:

Quattro anni fa, Tesla introdusse la rete Supercharger (oltre 4.600 Supercharger permettono a più di 160.000 proprietari Tesla di guidare in tutto il mondo). Dal 2017 Tesla vuole reinvestire nella rete, accelerare la sua crescita e garantire a tutti i clienti, presenti e futuri, la migliore esperienza di ricarica veloce.

Naturalmente a spese dei futuri clienti!

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Quale sarà la vostra prossima auto?

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Indipendenza energetica di casa nostra

Il sogno di eliminare la dipendenza dalla fornitura di gas deve restare tale?

  • pannelli fotovoltaici
  • geotermia in pompa di calore
  • VMC centralizzata
  • pannelli solari termici
  • impianto di recupero acque piovane e grigie per utilizzo idrosanitario (non potabilizzazione) e irrigazione giardino

sono tutte cose disponibili e già funzionanti in molte abitazioni, ma facciamo una nota di chiarimento, così da non confondere le richieste di energia dell’involucro e degli abitanti! esse vanno distinte in

  • energia elettrica
  • e energia termica

tutto indipendentemente dalla volontà di eliminare il gas come veicolo energetico.

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La geotermia aiuta solo quella termica (che ovviamente avendo come generatore una pompa di calore si traduce anche in una minore richiesta elettrica) ma per una costruzione monofamiliare a bassissimo consumo rimane una spesa poco ammortabile – l’investimento iniziale è molto elevato.

L’energia elettrica ci serve… e per rendersi quanto maggiormente possibile autonomi l’unico consiglio, ad oggi, è abbinare il fotovoltaico a sistemi di accumulo elettrico di nuova generazione quali il modulo UNE con batteria al sodio cloruro nickel brevetto Fiamm ( sono ancora costosi ed ammortizzabili non prima di 7/8 anni ).

Costruire un edificio autonomo, diciamo autarchico, resta di fatto troppo costoso e troppo complesso per la tecnologia attuale.

Se non è ancora possibile poter fare a meno di qualsiasi rapporto o scambio con gli altri consoliamoci con il fatto che una Passivhaus monofamiliare da 150 mq presenta al padrone di casa costi complessivi di gestione (energia termica + elettrica) intorno ai 500 €/anno. Si può dire che per evitare spese mensili di 40€ sia inutile la ricerca dell’autonomia assoluta.

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Lo standard passivo è anche la richiesta dell’Europa per i nuovi edifici a partire dal 2020 e non è fantascienza: ci sono oltre 50.000 fabbricati edificati ad oggi. E’ il miglior risultato ottenibile in rapporto costo / rendimento / comfort abitativo e, non da ultimo, rispetto per l’uomo e per l’ambiente.

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Come esempio posso citare la casa qui sopra, da noi costruita a Roncone (TN), una delle prime case attive italiane certificata Passivhaus:

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La produzione di energia elettrica è maggiore del totale dei consumi dell’intero fabbricato includendo:

  • riscaldamento
  • deumidificazione
  • produzione acqua calda sanitaria
  • ventilazione meccanica
  • illuminazione
  • energia elettrica primaria per utilizzi domestici (frigorifero, lavatrice, lavastoglie, asciugacapelli, etc )

Ovviamente la casa si considera a bilancio positivo su base annuale poichè durante la fase invernale preleva l’energia eventualmente necessaria dall’esterno e la compensa con la sovrapproduzione estiva: come già detto, è estremamente complesso e costoso rendersi autonomi durante l’inverno e dati i ridottissimi costi di mantenimento di una Passivhaus, assolutamente antieconomico.

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Esperienza elettrizzante sul serio! Tesla

    oggi, leggendo un commento, ho deciso di pubblicare questo articolo e andare un po’ fuori tema espertocasaclima pur rimanendo nell’orto dell’efficienza energetica, l’orto che più piace, a chi scrive e a chi mi legge!

tesla espertocasaclima

questo era il commento:

quest’anno sono stato in Norvegia, non esagero se dico che un’auto su dieci era una Tesla, stazioni di ricarica anche in mezzo al nulla della foresta….notare che la Norvegia è uno dei più grandi esportatori di petrolio!

e un altro:

A proposito della Norvegia, paese in cui da tre anni vivo. Nel 2014 e 2015 un’auto su tre fra quelle immatricolate è totalmente elettrica. Si calcola che entro la fine del 2016 saranno 80mila i veicoli totalmente elettrici su strade norvegesi. Il paese esporta petrolio, ma non ne brucia per produrre elettricità, il mix energetico norvegese proviene quasi esclusivamente dall’idroelettrico, dunque la mobilità elettrica è considerata una buona soluzione ecologicamente parlando.

 e un altro:

il motivo del successo sta negli incentivi fiscali: la tassazione dei veicoli a motore a combustione in Norvegia è da sempre spaventosamente alta (raggiunge spesso il 50% del prezzo finale). I veicoli elettrici (targa che comincia con EL <3 ) sono tassati al minimo, meno dell’IVA, non pagano pedaggi, non pagano bollo, hanno assicurazione agevolata, non pagano traghetti, e ancora nella maggior parte delle città possono servirsi delle corsie del trasporto collettivo (questione critica e in fase di cambiamento in molti posti)

 e un altro:

Con la ricarica a casa o nelle stazioni Supercharger (che è gratis) si risparmia tantissimo rispetto alla benzina.

 e un altro:

Mi chiedevo perché non si potesse cambiare al volo la batteria, ma a quanto pare non c’è convenienza economica e anche negli USA hanno rinunciato a creare nuove swap stations.

Cosa ne penso io? dell’auto elettrica?

Che invidia!

A volte mi affaccio al balcone di casa e mi guardo il giardino, le piante, le galline in giro – ma dopo poco sono stufo di sentire il traffico che mi passa davanti, sembra che nessuno voglia guidare con un filo di gas, accelerano come se le marce non bastassero mai, gli scooter si comportano peggio dell’intera classe. La mia fortuna è abitare sul lato est della strada, il vento dominante mi libera quasi tutto l’anno dai loro gas di scarico investendo i miei dirimpettai – una piccola consolazione atmosferica.

Dicevo che a volte mi affaccio al balcone, assorto nei miei pensieri e leggermente infastidito dal passaggio motorizzato di fondo penso – il motore a scoppio è proprio un marchingegno anacronistico BRUMM BRUMM ROAARRR (come scriverebbe Disney nei suoi fumetti o Diabolik in fuga). Ma chi vorrebbe vivere alla fine dell’800 quando a parte lo scalpiccio dei cavalli, il martello del fabbro, il rombo dei carri e le grida degli uomini, ancora regnava il silenzio?

Viziati come siamo, vogliamo anche il silenzio e il cielo azzurro? Sì.

 

Tutti i commenti sopra riportati erano riferiti all’articolo originale “Sto facendo un Tesla Challenge: da Lugano a Roma e ritorno in auto elettrica” tratto dal blog Il disinformatico scritto da Paolo Attivissimo che forse già conoscete.

Un’ultima cosa e poi vi lascio al mini-sondaggio, è curioso il fatto che il sito Tesla originale informi ampiamente e chiaramente i suoi lettori, o futuri clienti, dell’importanza della scelta del tipo di pneumatico per rendere l’auto più o meno efficiente in fatto di autonomia.

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Che l’efficienza energetica sia per il sito Tesla in lingua italiana un’inutile argomento? Che il cliente italiano Tesla sia un perfetto imbecillotto pieno di soldi? (nel senso che “imbelle” come dicevano Aldo Giovanni e Giacomo..

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Nel centro storico della mia città per qualche giorno c’era una Tesla in vetrina: rossa! Ma scusate, l’auto elettrica, efficiente, silenziosa, fresca d’estate, non è bianca? Così ci ha abituato Toyota!

toyota elettrica

E bianca è anche la e-Golf! Behhh forse che il cliente italiano Tesla tipo sia….. ? Forse

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A voi trarre le conclusioni.


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